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https://www.rmix.it/ - Riciclo chimico e rinascita industriale: a Mantova prende vita l’impianto Hoop® di Versalis
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Riciclo chimico e rinascita industriale: a Mantova prende vita l’impianto Hoop® di Versalis
Notizie Generali

Dalla plastica mista non riciclabile nasce una nuova materia prima per l’industriadi Marco ArezioNel cuore della pianura padana, tra le linee di produzione e gli spazi storici dello stabilimento Versalis di Mantova, si è compiuto oggi un passo decisivo verso un’economia più circolare e sostenibile. È stato infatti inaugurato l’impianto dimostrativo basato sulla tecnologia Hoop®, un’innovazione tutta italiana destinata a trasformare radicalmente il modo in cui trattiamo i rifiuti plastici più complessi. Frutto della collaborazione tra Versalis – società chimica del gruppo Eni – e l’azienda S.R.S. (Servizi di Ricerca e Sviluppo), la tecnologia Hoop® nasce con un obiettivo ambizioso: recuperare valore da quei materiali plastici misti che, fino a oggi, sfuggivano alle logiche del riciclo meccanico tradizionale. Si tratta di plastiche eterogenee, contaminate o multistrato, spesso destinate all’incenerimento o allo smaltimento in discarica. Grazie a questo nuovo processo, invece, possono essere scomposte chimicamente e riconvertite in una materia prima preziosa: il cosiddetto r‑naphtha, un idrocarburo che può rientrare nel ciclo produttivo come base per nuove plastiche, inclusi gli imballaggi alimentari. L’impianto appena avviato, costruito all’interno del polo mantovano su un’area di circa 5.000 metri quadrati, ha richiesto oltre un anno di lavori e ha coinvolto più di venticinque imprese specializzate, portando sul campo una media giornaliera di settanta lavoratori. Non si tratta di un semplice test tecnico: siamo di fronte a un vero banco di prova su scala reale, pensato per validare e ottimizzare un processo che – se darà i risultati attesi – verrà replicato su larga scala in Sicilia, a Priolo, dove è già in fase di progettazione un impianto industriale da 40.000 tonnellate annue di capacità. I primi test di esercizio, condotti nelle scorse settimane, hanno già fornito indicazioni molto positive, confermando l’efficienza del reattore di pirolisi nel trattare plastica mista e la buona qualità del r‑naphtha prodotto. Dal punto di vista ambientale, le prospettive sono incoraggianti: si stima che, nei primi dieci anni di attività, questo tipo di impianto possa evitare l’emissione di oltre 139.000 tonnellate equivalenti di CO₂, contribuendo in modo sostanziale agli obiettivi europei di decarbonizzazione. L’iniziativa rientra infatti in una strategia industriale più ampia, sostenuta anche a livello comunitario. Il progetto Hoop® è stato selezionato dall’Innovation Fund dell’Unione Europea tra le proposte più innovative nel campo delle tecnologie a basse emissioni di carbonio. È un riconoscimento che sottolinea il potenziale trasformativo di questo approccio: una chimica che non solo produce, ma rigenera; che non si limita a minimizzare l’impatto, ma prova a chiudere il cerchio dei materiali. Per Mantova, città legata a doppio filo alla chimica da decenni, l’apertura dell’impianto segna anche una rinascita sotto il segno dell’innovazione sostenibile. Il sito non viene più percepito soltanto come luogo di produzione tradizionale, ma diventa centro di sperimentazione per soluzioni che guardano al futuro. E, nel farlo, coinvolge un indotto fatto di aziende locali, artigiani, tecnici e fornitori che trovano nuove opportunità nella transizione ecologica. «Con Hoop® inauguriamo una fase nuova della nostra attività, più attenta alla circolarità e alla rigenerazione dei materiali», ha dichiarato l’amministratore delegato di Versalis, Adriano Alfani, durante la cerimonia inaugurale. «È un passo che unisce l’esperienza industriale italiana alla visione di una chimica responsabile e competitiva». Il caso di Hoop® dimostra come, anche in ambiti industriali tradizionalmente considerati ad alto impatto ambientale, sia possibile fare innovazione virtuosa. Soprattutto quando la spinta non arriva solo dalla tecnologia, ma anche da un cambiamento culturale, che mette al centro la collaborazione tra enti pubblici, imprese, territori e istituzioni europee. Con l’impianto dimostrativo di Mantova, Versalis non si limita a esplorare un nuovo metodo di riciclo: lancia un messaggio concreto a tutto il sistema produttivo italiano. Le soluzioni ci sono, sono realistiche e possono creare valore – economico, ambientale e sociale. Sta a noi coglierle e accompagnarle con politiche industriali lungimiranti e investimenti in ricerca, infrastrutture e formazione. Perché l’economia circolare, se ben realizzata, non è solo un progetto ecologico: è una strategia di competitività, un orizzonte per l’industria del domani.Foto Versalis© Riproduzione Vietata

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https://www.rmix.it/ - ALPLA e Re-Purpose Uniscono le Forze per un Futuro Sostenibile
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare ALPLA e Re-Purpose Uniscono le Forze per un Futuro Sostenibile
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Investimento di 60 milioni di euro per un impianto di riciclaggio all'avanguardia in Sudafrica di Marco ArezioALPLA sta investendo 60 milioni di euro nella costruzione di un impianto di riciclo all'avanguardia a Ballito, nella provincia sudafricana di KwaZulu-Natal. La costruzione dell'impianto, che si estende su una superficie di 90.000 metri quadrati, è già in fase avanzata. A partire dall'inizio del 2025, si prevede che l'impianto produca annualmente oltre 35.000 tonnellate di PET riciclato (rPET). Re-Purpose, con sede a Durban, è uno dei leader di mercato nella logistica inversa dei rifiuti plastici post-consumo, grazie a programmi di raccolta orientati alla fonte. Con quattro centri di recupero materiali sparsi per il KwaZulu-Natal, Re-Purpose sta sviluppando e potenziando le comunità locali e i centri di acquisto, permettendo la raccolta e il riciclo di un volume significativo di rifiuti plastici. Questo modello crea anche centinaia di posti di lavoro e fonti di reddito per persone precedentemente svantaggiate.Unione delle Forze per un'Economia Circolare La partnership combina l'esperienza nel riciclo di ALPLA con l'innovativa logistica inversa di Re-Purpose. Unendo le forze, le due aziende mirano a sviluppare soluzioni innovative e a promuovere l'economia circolare. Allo stesso tempo, verranno creati numerosi posti di lavoro nel KwaZulu-Natal, nelle province limitrofe e potenzialmente in tutto il paese.Economia Circolare e Riduzione dei Rifiuti Come parte della collaborazione, Re-Purpose massimizzerà l'utilizzo dei suoi attuali centri di pressatura e ne aprirà di nuovi per facilitare la raccolta delle bottiglie in PET. Re-Purpose assisterà anche ALPLA nella costruzione di una base strategica di fornitori di balle di bottiglie in PET e lavorerà con gli stakeholder chiave per espandere i programmi di raccolta differenziata e di separazione alla fonte. L'obiettivo è contribuire alla raccolta di 5.000 tonnellate di PET al mese, volume necessario per il funzionamento a piena capacità dell'impianto di riciclaggio di ALPLA dal 2026.Commenti dei Dirigenti "Siamo entusiasti di collaborare con Re-Purpose per accelerare il nostro percorso verso un futuro più sostenibile. Questa collaborazione ci permette di ampliare il nostro portafoglio di soluzioni di imballaggio realizzate con materiale PET riciclato, offrendo ai nostri clienti della regione alternative innovative che si allineano ai loro obiettivi di sostenibilità," afferma Dietmar Marin, Managing Director della Divisione Riciclaggio di ALPLA.Il Ruolo di Re-Purpose Re-Purpose apporta la sua competenza nella pressatura con macchinari all'avanguardia e nello sviluppo di modelli di raccolta dalla fonte. La partnership rafforza l'impatto dell'azienda e promuove l'adozione diffusa di programmi di raccolta con centri di acquisto, raccoglitori di rifiuti e scuole. "Siamo entusiasti di unirci ad ALPLA per spingere l'innovazione e la sostenibilità nell'industria del riciclo. Combinando l'ampia esperienza di riciclo di ALPLA con il nostro modello di raccolta inversa, stiamo espandendo l'economia circolare e supportando i produttori nel raggiungimento degli obiettivi EPR richiesti," afferma Bevlen Sudhu, Fondatore e Managing Director di Re-Purpose.Verso un Ambiente più Circolare e Sostenibile Insieme, ALPLA e Re-Purpose si impegnano a promuovere lo sviluppo e l'introduzione di soluzioni di imballaggio sostenibili che beneficiano imprese, consumatori e ambiente. Questa partnership rappresenta un passo significativo verso un ambiente più circolare e sostenibile.

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https://www.rmix.it/ - Snetor Acquisisce il 100% di Gazechim Francia
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Snetor Acquisisce il 100% di Gazechim Francia
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La comunicazione a firma del CEO del gruppo Snetor. Emmanuel Aubourg, che rende noto al mercato la doppia acquisizione di società operanti nel campo dei polimeri in EuropaSiamo lieti di confermare, in qualità di partner privilegiato, l'acquisizione da parte del Gruppo Snetor di Gazechim Plastics il 27 luglio 2020.   Questa operazione arriva ad appena una settimana dall'acquisizione del 70% di Tecnopol Spa in Italia e Spagna da parte del Gruppo Snetor.   Valori condivisi e una visione comune Il Gruppo Snetor e Gazechim Plastics sono due aziende a conduzione familiare con la stessa cultura aziendale e valori condivisi in cui la dimensione umana e le relazioni basate sulla fiducia sono al centro delle decisioni e delle organizzazioni. Fortemente legati agli stretti legami con i nostri partner, condividiamo anche le stesse ambizioni: creare valore per i nostri clienti e fornitori e diventare un attore chiave nella distribuzione di materie plastiche in Europa. Da questa operazione nasce un gruppo che rappresenterà oggi un perimetro di aziende che impiegano quasi 300 dipendenti per un fatturato consolidato di 1,2 miliardi di euro, presenti in Europa, Africa, Stati Uniti e America Latina. Ad oggi, Gazechim Plastics opera nel continente europeo attraverso 7 filiali che coprono le seguenti zone: Francia, Italia, Regno Unito, Benelux, Iberica, Romania e Norden. Un attore chiave in Europa Con queste 2 operazioni, Snetor diventa un player paneuropeo in grado di offrire una soluzione globale a tutti i suoi partner attraverso diversi canali di distribuzione a seconda del Paese e di perseguire la sua strategia di prossimità e impegno nei confronti dei propri clienti e fornitori ovunque si trovino. Orgogliosi e attenti ai rapporti duraturi che intratteniamo con voi, i nostri team continueranno a collaborare con voi sui progetti dei nostri clienti, con la stessa professionalità e livello di rigore e qualità del servizio.

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https://www.rmix.it/ - Norilsk Nickel Subisce Indirettamente le Sanzioni Occidentali: Una Svolta Strategica Verso la Cina
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Norilsk Nickel Subisce Indirettamente le Sanzioni Occidentali: Una Svolta Strategica Verso la Cina
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Di fronte alle crescenti difficoltà imposte dalle sanzioni occidentali, il gigante russo del metallo risponde con la delocalizzazione delle attività e l'espansione in nuovi mercati di Marco ArezioNorilsk Nickel, il gigante russo dei metalli, non si è ancora arreso completamente, ma le pressioni delle sanzioni occidentali stanno influenzando notevolmente le sue operazioni, spingendo l'azienda a delocalizzare alcune delle sue attività di produzione del rame in Cina. Vladimir Potanin, CEO e azionista di maggioranza, ha ammesso apertamente in un'intervista con Interfax che questa mossa è una risposta diretta alle difficoltà causate dalle sanzioni, incluse problematiche nei pagamenti, rifiuto delle forniture, e sconti imposti sui loro metalli. Nonostante non sia direttamente colpita da specifiche sanzioni, Nornickel ha visto una riduzione del 20% del suo fatturato dallo scoppio della guerra in Ucraina, un aumento del costo del debito e delle spese per le transazioni finanziarie, aggravate da complicazioni legate alle recenti restrizioni statunitensi. L'azienda riscontra anche problemi nell'acquisizione di attrezzature e pezzi di ricambio e non può più contare su tecnologie e know-how occidentali, cosa che ha portato al rinvio o alla cancellazione di progetti significativi, inclusi quelli ambientali come la riduzione delle emissioni di anidride solforosa nell'Artico. I piani di sviluppo passati, come l'accordo con Techint nel 2012 per un impianto a Norilsk e un progetto con Basf nel 2018 per una fabbrica di batterie in Finlandia, sono stati abbandonati o interrotti. Ora, con le nuove restrizioni che impediscono la vendita dei loro metalli attraverso il London Metal Exchange e il Comex dal 13 aprile, la situazione si è ulteriormente aggravata. In risposta, Norilsk sta intensificando i suoi legami con la Cina, dove si prevede la costruzione di una nuova fonderia di rame per il 2027 e il potenziamento delle infrastrutture portuali e della flotta di rompighiaccio in collaborazione con Rosatom. Potanin sottolinea che la delocalizzazione in Cina permetterà di affrontare più efficacemente i problemi ambientali, di pagamento e di mercato. Inoltre, anticipa ulteriori espansioni nel settore delle batterie in Cina, fornendo nickel, cobalto e litio, puntando su un accesso a tecnologie avanzate che beneficeranno sia la Russia sia i suoi partner a lungo termine.

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https://www.rmix.it/ - ENEL: Produzione di Idrogeno da impianti Eolici in Cile
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare ENEL: Produzione di Idrogeno da impianti Eolici in Cile
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Il Cile avrà il suo primo impianto per la produzione di Idrogeno attraverso un elettrolizzatore alimentato ad energia eolica.Sebbene oggi la produzione di idrogeno, attraverso le energie rinnovabili non sia ancora competitiva in termini di costo Kw, rispetto alla produzione con gas naturale o con il carbone, non c'è dubbio che la progressiva diminuzione dei costi della produzione di elettricità da fonti rinnovabili, nei prossimi anni, permetterà l'apertura di un mercato molto interessante in termini di dislocazione della produzione energetica totalmente verde.Come si può leggere dal rapporto di Enel sull'impianto di produzione di Idrogeno in Cile, attraverso l'uso di energia eolica, la decarbonizzazione dei sistemi industriali e civili passa anche per questa strada.Enel Green Power Chile (EGP Chile), controllata di Enel Chile, prevede di partecipare con la società elettrica cilena AME e i futuri partner ENAP, Siemens Energy e Porsche, all’installazione di un impianto pilota per la produzione di idrogeno verde attraverso un elettrolizzatore alimentato da energia eolica a Cabo Negro, a nord di Punta Arenas, nella regione di Magallanes, soggetto all’approvazione da parte delle autorità locali e alla finalizzazione della struttura di finanziamento. L’entrata in esercizio dell’impianto è prevista per il 2022, rendendolo così il primo progetto di questo tipo che produrrà idrogeno in Cile, oltre ad uno dei più grandi in America Latina. L’annuncio è avvenuto durante un evento a cui ha partecipato il ministro cileno dell'Energia Juan Carlos Jobet. Salvatore Bernabei, recentemente nominato CEO globale di Enel Green Power nonché responsabile della linea di business Global Power Generation di Enel ha dichiarato: “L'idrogeno verde può davvero svolgere un ruolo importante nella transizione energetica supportando la decarbonizzazione di settori le cui emissioni sono più difficili da abbattere, e nei quali l'elettrificazione degli usi finali non è una soluzione semplice. Enel punta su questo tipo di idrogeno, che viene prodotto tramite elettrolizzatori, alimentati al 100% da elettricità rinnovabile. Questo progetto, che è una pietra miliare per il Gruppo a livello globale, può mettere in pratica la nostra visione; nello specifico, un impianto come questo può consentirci di analizzare le migliori soluzioni tecnologiche per produrre in modo efficiente idrogeno sfruttando la ricchezza di risorse e le solide infrastrutture della regione di Magallanes. Come stiamo facendo in Cile, continueremo a cercare altri Paesi in tutto il mondo nei quali è possibile lanciare iniziative simili ".  Un progetto in Patagonia In un Paese con risorse naturali straordinarie, la Patagonia si distingue per avere alcune delle migliori condizioni del vento sulla terraferma al mondo grazie alla sua vicinanza all’Antartide, come dimostra uno studio sulle risorse eoliche condotto da EGP Chile negli ultimi due anni. Queste caratteristiche uniche permettono alla Patagonia di avere una produzione costante di energia eolica, che rappresenta un elemento chiave per consentire alla regione di posizionarsi come polo di sviluppo dell’idrogeno verde. In particolare, la regione di Magallanes ha la necessità di diversificare il suo mix energetico che era storicamente improntato su petrolio e gas, facendo leva sulle infrastrutture esistenti per accelerare la decarbonizzazione attraverso l’idrogeno verde generato dall’energia eolica.  Idrogeno verde in Cile Il Cile si sta affermando come uno dei Paesi con il maggior potenziale per la produzione e l’esportazione di idrogeno verde al mondo. Stando al Ministero dell’Energia cileno, grazie all’idrogeno verde a basso costo, entro il 2050, sarà resa possibile una riduzione del livello di CO2 accumulato del Paese fino al 20%. L’Agenzia Internazionale dell’Energia stima che il Cile sia in grado di produrre 160 milioni di tonnellate di idrogeno verde all’anno, raddoppiando l’attuale domanda di idrogeno e, secondo le proiezioni di Bloomberg, il prezzo dell’idrogeno verde sarà competitivo con il diesel in meno di 10 anni circa. Enel in Cile è la più grande azienda elettrica per capacità installata con oltre 7.200 MW di cui oltre 4.700 MW di energia rinnovabile, nello specifico: oltre 3.500 MW di energia idroelettrica, oltre 600 MW di energia eolica, circa 500 MW di energia solare e circa 40 MW di energia geotermica. Il Gruppo opera anche nel settore della distribuzione attraverso Enel Distribución Chile, che serve circa 2 milioni di clienti, e nel business delle soluzioni energetiche avanzate attraverso Enel X Chile. Enel Green Power, all’interno del Gruppo Enel, è dedicata allo sviluppo e alla gestione di rinnovabili in tutto il mondo, con una presenza in Europa, Americhe, Asia, Africa e Oceania. Leader mondiale nel settore dell’energia rinnovabile, con una capacità gestita di oltre 46,4 GW e un mix di generazione che include l’energia eolica, l’energia solare, l’energia geotermica e l’energia idroelettrica, Enel Green Power è all’avanguardia nell’integrazione di tecnologie innovative in impianti rinnovabili. 

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https://www.rmix.it/ - Il Mercato del Packaging in Europa: Germania, Italia e Francia i Protagonisti
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Il Mercato del Packaging in Europa: Germania, Italia e Francia i Protagonisti
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Quanto rappresenta in Europa l'industria del packaging? Molto, i numeri sono davvero consistenti se si considera che nel 2019 l'Unione Europea ha fatturato 139 miliardi di euro e che in testa troviamo la Germania, seguita dall'Italia e in terza posizione la Francia. Come ci racconta Tiziano Polito, il mercato Francese degli imballaggi è uno tra i più importanti d'Europa.Secondo INSEE, che pubblica questi dati, la Francia è il terzo produttore europeo dietro Germania e Italia. 18,3 miliardi di euro: questo è il giro d'affari rappresentato dall'industria del packaging in Francia nel 2019 secondo un rapporto INSEE. L'Istituto Nazionale di Statistica e Studi Economici ha misurato la fatturazione dei prodotti fabbricati sul territorio Francese, proveniente da 1.460 unità collegate a questo settore di attività e rappresentano il 3,8% delle vendite nell'industria manifatturiera. Come ci si potrebbe aspettare, la plastica e il cartone hanno la quota maggiore. Nel dettaglio, le vendite generate dagli imballaggi in plastica sono state pari a 6,9 miliardi di euro, pari al 38% del totale, mentre la carta-cartone rappresenta 5,3 miliardi (29%) e il metallo, il vetro e il legno 2 miliardi ciascuno (11%). I dati sull'occupazione si riferiscono all'anno finanziario 2017. INSEE aveva 79.450 dipendenti nel settore, ovvero il 4,7% dei posti di lavoro nell'industria manifatturiera non alimentare. La Normandia e la Bourgogne-Franche-Comté sono le regioni con il maggior numero di posti di lavoro nel settore degli imballaggi, rispettivamente con il 7,9% e il 7,6% del totale.Piccole aziende nel settore del legno e della plastica La struttura delle aziende è piuttosto frammentata. Nel legno, il 70% degli stabilimenti ha meno di 20 dipendenti. Negli imballaggi in plastica e carta-cartone questo rapporto sale al 39% e al 37%. Al contrario, nel vetro e nel metallo, dove le lavorazioni sono caratterizzate da una maggiore intensità di capitale, le aziende con meno di 20 dipendenti rappresentano solo il 25% e il 5% del totale. La Francia è al terzo posto in Europa per la produzione di imballaggi. Il fatturato del settore è stato di 138,1 miliardi di euro nell'Unione Europea nel 2019, la Francia contribuisce per il 13% a questo totale dietro Germania (20%) e Italia (15%). La Francia detiene il primo posto europeo nella produzione di imballaggi in legno con il 20% del fatturato e il secondo per gli imballaggi in plastica (15%). Più modesto il suo contributo per gli imballaggi carta-cartone: 10%, cioè la metà in meno della Germania con il 21%. In questo caso, se a livello nazionale domina la plastica, altrove in Europa sono gli imballaggi carta-cartone a rappresentare la quota maggiore di fatturato: 55,5 miliardi di euro, ovvero il 40% delle vendite del settore. Sul fronte del commercio internazionale, la bilancia commerciale ha mostrato un deficit di 1,7 miliardi di euro nel 2019. Le importazioni francesi sono ammontate a 7,3 miliardi di euro. L'82% di loro proviene da paesi dell'UE. Con 603 milioni di euro di importazioni, la Cina è il quarto fornitore. Altrove in Europa, gli imballaggi in carta-cartone rappresentano la quota maggiore di fatture: 55,5 miliardi di euro, ovvero il 40% delle vendite della filiera.Vedi il manuale del packaging

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https://www.rmix.it/ - Innovatec e il Futuro del Riciclo dei RAEE: Un Passo Avanti Verso l'Economia Circolare
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Innovatec e il Futuro del Riciclo dei RAEE: Un Passo Avanti Verso l'Economia Circolare
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L’acquisizione degli impianti del Gruppo Tree da parte di Innovatec rafforza il settore del riciclo dei rifiuti elettronici in Italiadi Marco ArezioIl riciclo dei Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) rappresenta una delle sfide più urgenti nell'ambito della gestione dei rifiuti, considerato l'aumento vertiginoso di dispositivi elettronici immessi sul mercato e la loro rapida obsolescenza. In questo contesto, emerge una notizia rilevante: la recente acquisizione da parte di Innovatec degli impianti dedicati al riciclo dei rifiuti del Gruppo Tree per 4,15 milioni di euro, una mossa strategica che potrebbe avere importanti implicazioni nel settore della gestione e valorizzazione dei RAEE. Cosa sono i RAEE e Perché Sono Importanti da Riciclare? I RAEE comprendono tutti quei rifiuti derivanti da apparecchiature elettriche ed elettroniche: dagli smartphone ai computer, dai frigoriferi ai televisori, fino alle piccole attrezzature domestiche. Questi rifiuti sono considerati pericolosi per l’ambiente, in quanto contengono componenti tossici, tra cui metalli pesanti come piombo e mercurio, oltre a materiali preziosi come oro, argento e rame. Se non trattati correttamente, i RAEE possono inquinare il suolo e le falde acquifere, con ripercussioni sulla salute umana e sulla biodiversità. Il riciclo dei RAEE non solo permette di ridurre l’impatto ambientale, ma consente anche di recuperare risorse preziose. Un sistema efficace di gestione dei RAEE può contribuire significativamente alla riduzione della dipendenza dalle risorse minerarie vergini e all’avanzamento verso un’economia circolare, dove i materiali vengono costantemente reimmessi nel ciclo produttivo. Innovatec e l’Acquisizione del Gruppo Tree La recente acquisizione da parte di Innovatec degli impianti di riciclo RAEE del Gruppo Tree rappresenta un passo strategico verso un consolidamento della capacità operativa di Innovatec nel settore del riciclo e della gestione dei rifiuti. Con un investimento di 4,15 milioni di euro, Innovatec si posiziona in modo più competitivo, ampliando la sua presenza in un settore in costante crescita. Questa operazione non solo aumenta la capacità di trattamento dei RAEE, ma rappresenta anche un ulteriore impegno dell’azienda nel campo della sostenibilità e della gestione responsabile dei rifiuti. Secondo le informazioni riportate da Milano Finanza, questa acquisizione rafforza il modello di business di Innovatec, che punta a integrare diverse fasi della filiera dei rifiuti, dal loro trattamento al recupero delle materie prime. Tale approccio integrato è fondamentale per creare valore nel lungo termine, soprattutto in un mercato dove le normative ambientali si fanno sempre più stringenti e i consumatori sempre più attenti all’impatto ambientale dei prodotti. Come Funziona il Riciclo dei RAEE? Il processo di riciclo dei RAEE è complesso e richiede infrastrutture avanzate. In generale, il processo può essere suddiviso in più fasi: Raccolta e Smistamento: I RAEE vengono raccolti e suddivisi in categorie, in base al tipo di apparecchiatura e alle componenti presenti. Questo permette di ottimizzare il successivo trattamento e di minimizzare i rischi ambientali. Decontaminazione: Nella fase di decontaminazione, le sostanze pericolose (come le batterie al litio o i condensatori contenenti sostanze chimiche pericolose) vengono rimosse per garantire la sicurezza delle fasi successive. Frantumazione e Separazione: Le apparecchiature vengono frantumate in pezzi più piccoli, e i materiali vengono separati attraverso processi meccanici e chimici. In questa fase, si recuperano materiali ferrosi e non ferrosi, plastica e vetro. Recupero delle Materie Prime: I materiali separati vengono ulteriormente trattati per ottenere materie prime secondarie che possono essere reimmesse nel ciclo produttivo, come metalli preziosi, plastica rigenerata e vetro. L’Importanza di Strutture all’Avanguardia La gestione efficace dei RAEE richiede impianti moderni, capaci di garantire sia la sicurezza dei lavoratori sia un elevato standard di recupero delle materie prime. L’acquisizione degli impianti del Gruppo Tree permetterà a Innovatec di accedere a tecnologie più avanzate e di migliorare l’efficienza dei propri processi. Questo è cruciale in un contesto in cui la quantità di rifiuti elettronici continua a crescere, e la capacità di gestirli in modo sostenibile diventa un fattore distintivo nel settore. Le Problematiche nel Riciclo dei RAEE Nonostante i vantaggi, il riciclo dei RAEE presenta problematiche significative. Una delle maggiori è rappresentata dalla difficoltà di separare in modo efficace e sicuro i diversi materiali presenti nei dispositivi elettronici. Ogni apparecchio contiene componenti di plastica, metalli vari, vetro e altri materiali, spesso legati da collanti o incapsulati in modo tale da renderne difficile il recupero. Inoltre, i costi per l’implementazione di tecnologie all’avanguardia possono essere elevati, e spesso solo le grandi aziende hanno le risorse necessarie per fare investimenti significativi. Un’altra problematica riguarda la sensibilizzazione dei consumatori. Spesso, i dispositivi elettronici non vengono smaltiti correttamente, finendo in discariche o essendo esportati illegalmente verso Paesi in via di sviluppo, dove il trattamento dei RAEE non segue standard di sicurezza adeguati. Per combattere questo fenomeno, è necessaria una maggiore educazione dei consumatori e un quadro normativo più rigido che incentivi un corretto smaltimento. Prospettive Future: Verso un’Economia Circolare dei RAEE L’acquisizione degli impianti del Gruppo Tree da parte di Innovatec potrebbe segnare un cambiamento nel panorama del riciclo dei RAEE in Italia, creando un precedente per ulteriori investimenti nel settore. Tuttavia, per realizzare una vera economia circolare, è necessario un impegno collettivo da parte di aziende, governi e consumatori. Le aziende devono investire in tecnologie di riciclo avanzate e adottare pratiche di produzione che facilitino il recupero delle materie prime alla fine del ciclo di vita dei prodotti. I governi, da parte loro, possono svolgere un ruolo fondamentale incentivando politiche di responsabilità estesa del produttore (EPR), che rendano le aziende responsabili per il trattamento dei RAEE che immettono sul mercato. I consumatori, infine, devono fare la loro parte adottando abitudini di acquisto e smaltimento responsabili. Scegliere prodotti sostenibili e prediligere brand che garantiscano una corretta gestione dei RAEE può fare la differenza. Inoltre, ricorrere a servizi di riparazione e riutilizzo può allungare la vita dei dispositivi elettronici, riducendo la pressione sulle risorse naturali e contribuendo a un ciclo produttivo più sostenibile.© Riproduzione Vietata

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https://www.rmix.it/ - CDP Equity Investe con Eni nella Produzione di Energia Elettrica da Fonti Rinnovabili
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare CDP Equity Investe con Eni nella Produzione di Energia Elettrica da Fonti Rinnovabili
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CDP Equity Investe con Eni nella Produzione di Energia Elettrica da Fonti RinnovabiliCassa Depositi e Prestiti, il braccio operativo e finanziario dello stato Italiano, ha deciso di investire nella nuova società chiamata GreenIT con un socio di grande esperienza nel mondo dell’energia come ENI.Il focus della nuova società è produrre energia pulita attraverso il settore eolico e solare per diminuire la dipendenza dalle fonti fossili, attraverso un investimento di 800 milioni di euro nei prossimi 5 anni, creando un target di capacità installata di 1.000 MW. Secondo le informazioni di Eni, la società con CDP Equity hanno costituito GreenIT, una nuova joint venture per lo sviluppo, la costruzione e la gestione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili in Italia. GreenIT, partecipata al 51% da Eni e al 49% da CDP Equity, ha la finalità di produrre energia principalmente da impianti fotovoltaici ed eolici con l’obiettivo di raggiungere una capacità installata al 2025 di circa 1.000 MW, con investimenti cumulati nel quinquennio per oltre € 800 milioni. Le risorse saranno utilizzate su vari filoni di intervento che includono lo sviluppo e la costruzione di impianti greenfield, anche attraverso la valorizzazione del patrimonio immobiliare del Gruppo CDP e della Pubblica Amministrazione, il repowering di impianti a fine vita utile e la costruzione di progetti autorizzati. La costituzione di GreenIT rientra nella strategia volta a supportare la transizione energetica del Paese, aumentando la produzione di energia rinnovabile, in coerenza con gli obiettivi prefissati dal Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima 2030. L’Amministratore Delegato di CDP Equity e Chief Investment Officer di CDP, Pierpaolo Di Stefano, ha commentato: “La nascita di GreenIT è la realizzazione di un ulteriore progetto previsto dal Piano Industriale di Cassa Depositi e Prestiti per favorire la transizione energetica e contrastare i cambiamenti climatici, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. La collaborazione con Eni consentirà di lavorare - in un’ottica di sistema - allo sviluppo di progetti con impatti positivi sui territori per la produzione di energia da fonti rinnovabili, al fine di costruire un modello sempre più orientato alla sostenibilità e supportare il Paese nel conseguire i target definiti dal Piano Nazionale Integrato Energia e Clima.” Giuseppe Ricci, Direttore Generale di Energy Evolution di Eni, ha dichiarato: “Questa nuova joint venture si inserisce nella strategia di Eni per la transizione energetica e contribuisce all’accelerazione del nostro percorso di trasformazione verso l'energia verde e le rinnovabili. In quest’ottica, grazie alla partnership con Cassa Depositi e Prestiti, il nostro impegno nella decarbonizzazione diventa sempre più concreto: per centrare gli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite è essenziale fare sistema a livello Paese e mettere a fattor comune possibilità di investimento e know how”. Eni e CDP Equity sono parti correlate. Entrambe le società hanno applicato la propria procedura interna in materia. Chi è ENI?Eni è una società energetica presente in 66 paesi nel mondo che impiega circa 32.000 persone. L'azienda opera nell'esplorazione, sviluppo e produzione di petrolio e gas, refining&marketing, trading and shipping, chimica, energie rinnovabili e soluzioni innovative nell'economia circolare. La mission di Eni si ispira all'Agenda 2030 delle Nazioni Unite e questi valori si riflettono nel suo modello di business, a sua volta basato su tre pilastri di lungo termine: carbon neutrality, eccellenza operativa e creazione di alleanze per lo sviluppo locale. La decarbonizzazione è parte integrante della strategia e degli obiettivi della società che si pone come leader nella transizione energetica con l’obiettivo di raggiungere Zero emissioni nette al 2050. Chi è CDP Equity?CDP Equity è una holding di partecipazioni del Gruppo Cassa depositi e prestiti, che ha l’obiettivo di investire capitale di rischio in aziende di rilevante interesse nazionale e in società in equilibrio economico, finanziario e patrimoniale, con adeguate prospettive di redditività e di sviluppo, idonee a generare valore per gli investitori. CDP Equity possiede anche partecipazioni di maggioranza e minoranza in alcune SGR specializzate in vari ambiti.

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https://www.rmix.it/ - Brembo, la rivoluzione sostenibile: pinze freno in alluminio riciclato
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Brembo, la rivoluzione sostenibile: pinze freno in alluminio riciclato
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Innovazione e responsabilità ambientale: come Brembo ha ridotto del 70% le emissioni di CO₂ nelle sue pinze freno grazie all’uso di una lega di alluminio riciclatodi Marco ArezioQuando si parla di eccellenza italiana nel settore automobilistico, il nome Brembo emerge come sinonimo di qualità, sicurezza e innovazione. Ma oggi l’azienda lombarda compie un passo ulteriore, scegliendo di intrecciare la propria storia con un impegno concreto verso la sostenibilità. Dopo oltre cinque anni di ricerca e sviluppo, Brembo ha annunciato l’introduzione di una lega interamente composta da alluminio riciclato nella produzione delle sue pinze freno di primo equipaggiamento. Un progetto nato nel 2020 con obiettivi chiari Il percorso verso questa innovazione non è stato immediato: il progetto è stato avviato nel 2020 con l’obiettivo di conciliare due aspetti spesso ritenuti difficili da far convivere, ovvero la performance tecnica e la responsabilità ambientale. L’idea era semplice ma ambiziosa: realizzare pinze freno in grado di mantenere gli stessi standard di sicurezza e prestazioni, ma riducendo in modo significativo l’impatto ambientale. Emissioni ridotte fino al 70% La chiave del successo risiede nell’impiego di un alluminio composto al 100% da materiale riciclato, capace di garantire caratteristiche meccaniche paragonabili a quelle delle leghe tradizionali. Grazie a questa scelta, Brembo è riuscita a ridurre le emissioni di CO₂ lungo l’intero ciclo di vita del prodotto di circa il 70%. Un risultato che non rappresenta solo un primato tecnologico, ma anche una risposta concreta alla crescente necessità di ridurre l’impronta ecologica del settore automotive. Il nuovo marchio «ALU» come garanzia di sostenibilità Per contraddistinguere le pinze freno realizzate con alluminio riciclato, Brembo ha introdotto il marchio «ALU». Un simbolo che non si limita a certificare l’origine del materiale, ma che diventa anche testimonianza tangibile dell’impegno dell’azienda verso un futuro più sostenibile. Dal punto di vista estetico, le pinze mantengono intatto il design che ha reso il brand riconoscibile a livello mondiale, confermando che innovazione e tradizione possono convivere armoniosamente. Design iconico e coerenza stilistica Uno degli aspetti più apprezzati dagli automobilisti e dagli appassionati è che le pinze freno in alluminio riciclato conservano le stesse linee distintive dei modelli tradizionali. L’eleganza e la riconoscibilità del marchio restano dunque inalterate, dimostrando che la sostenibilità non implica sacrifici dal punto di vista estetico o prestazionale. Una filiera industriale orientata al futuro L’adozione dell’alluminio riciclato non è un episodio isolato, ma parte di una strategia industriale più ampia. Brembo ha infatti dichiarato di voler dare sempre più spazio a materiali riciclati e a componenti realizzati con energia rinnovabile. Questo approccio non solo riduce i costi ambientali della produzione, ma contribuisce a costruire un futuro in cui i prodotti dell’azienda saranno sempre più intelligenti, sicuri e sostenibili. Un impegno che non si ferma Nonostante l’introduzione delle nuove pinze, Brembo continuerà a utilizzare i materiali convenzionali per le linee già in produzione, garantendo una transizione graduale. Tuttavia, l’obiettivo dichiarato è chiaro: dare priorità a soluzioni basate su alluminio riciclato e, più in generale, a scelte in grado di ridurre l’impatto ambientale senza rinunciare alla qualità. L’Italia come motore dell’innovazione sostenibile Questa scelta dimostra come l’Italia possa essere protagonista di una trasformazione industriale in chiave green. L’innovazione di Brembo non riguarda solo la tecnica, ma incarna un modello virtuoso in cui la ricerca e lo sviluppo diventano strumenti concreti per affrontare le sfide ambientali globali.© Riproduzione Vietata

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https://www.rmix.it/ - Acquisizione della Società Spagnola Iber Resinas
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Acquisizione della Società Spagnola Iber Resinas
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L’azienda è specializzata nel riciclo meccanico delle plastiche da post consumo e post industriali e nella produzione di granuli e macinatiContinuano le operazioni di acquisizioni sul mercato Europeo da parte dei grandi gruppi industriali attivi nel settore della plastica, che spingono per rilevare riciclatori e produttori di resine circolari al fine di aumentare la loro offerta di prodotti green sul mercato. Iber Resinas è un’azienda con sede a Valencia (Spagna) che si occupa del riciclo del polipropilene, del polietilene e del polistirolo, derivanti dalla raccolta differenziata o dai rifiuti di produzione industriale. trasformandoli in macinati o granuli per la produzione di nuovi prodotti plastici.L’azienda ha un mercato consolidato nella vendita di polimeri riciclati che interessano il settore dell’automotive, quello edilizio e del settore degli imballaggi. L’acquirente che ha chiuso l’operazione è la multinazionale TotalEnergies, che continua la sua diversificazione del business, oltre che nel settore dell’energia rinnovabile, anche in quello delle plastiche riciclate. Lo scopo di questa acquisizione per TotalEnergies è quello di aumentare la sua produzione di polimeri circolari in Europa, l’ampliamento della sua gamma di prodotti riciclati e il miglioramento del suo accesso alle materie prime, attraverso la rete di fornitori di Iber Resinas. Dal lato opposto, Iber Resinas sfrutterà le sinergie con TotalEnergies per sviluppare prodotti di qualità e beneficerà della capacità della società di accelerare la propria crescita. "Questa acquisizione è un ulteriore passo verso il raggiungimento della nostra ambizione di aumentare la quota di polimeri circolari nella nostra produzione di plastica al 30% entro il 2030", ha dichiarato Nathalie Brunelle, Senior Vice President Polymers, Refining & Chemicals, presso TotalEnergies. "Siamo lieti di dare il benvenuto ai team di Iber Resinas e unire il loro know-how di riciclaggio con l'esperienza dei polimeri di TotalEnergies". “Entrare a far parte di TotalEnergies è una grande soddisfazione, ma anche un'opportunità per rafforzare e sviluppare Iber Resinas. Ci consentirà di costruire insieme il nostro lavoro, le nostre conoscenze e lo sviluppo in Spagna e nell'UE, nel settore del riciclaggio dei polimeri, e di affrontare le nuove sfide e le richieste dei nostri clienti ", hanno affermato Santiago Sanz e Borja Sanz, proprietari e amministratori delegati di Iber Resinas .Info: TotalEnergy

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https://www.rmix.it/ - Italia in Crescita nel Riciclo e Riutilizzo del Legno: Record Raggiunto dal Consorzio Rilegno nel 2023
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Italia in Crescita nel Riciclo e Riutilizzo del Legno: Record Raggiunto dal Consorzio Rilegno nel 2023
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Oltre 1,6 Milioni di Tonnellate di Legno Riciclato e Riutilizzato, Superando gli Obiettivi Europei e Sostenendo l'Economia e l'Ambiente del Paesedi Marco ArezioIl sistema di riciclo e riutilizzo del legno in Italia ha raggiunto nuovi livelli di eccellenza, superando le medie europee. Nel 2023, il Consorzio Rilegno ha riciclato oltre 1,6 milioni di tonnellate di legno, di cui il 46,10% proveniva da imballaggi. Questo risultato rappresenta un tasso di riciclo del 64,92% rispetto ai 3,3 milioni di tonnellate di legno immesso a consumo. Questi numeri superano ampiamente l'obiettivo del 30% entro il 2030 stabilito dal nuovo Regolamento Europeo (Ppwr) e migliorano rispetto al 62,7% registrato l'anno precedente, sebbene i volumi assoluti siano leggermente inferiori (1,7 milioni di tonnellate nel 2022 con 3,4 milioni di tonnellate immesse a consumo). Crescita del Tasso di Riciclo Il risultato ottenuto nel 2023 rappresenta il più alto degli ultimi otto anni, mostrando una crescita significativa rispetto al 60% del 2016. Questo dato testimonia l'efficacia delle politiche e delle pratiche adottate dal Consorzio Rilegno per promuovere il riciclo del legno. Il Settore del Riutilizzo In particolare, il settore del riutilizzo ha registrato un notevole aumento, con 909.210 tonnellate di pallet rigenerati e reimmessi nel mercato, corrispondenti a oltre 70 milioni di unità. Questo incremento sottolinea l'importanza del riutilizzo come componente chiave nella gestione sostenibile del legno.Distribuzione Regionale del Riutilizzo A livello regionale, la Lombardia si distingue nel riutilizzo con 264.860 tonnellate, pari al 29% del totale, seguita da Piemonte (133.754 tonnellate), Veneto (110.849 tonnellate), Emilia Romagna (108.883 tonnellate) e Toscana (101.364 tonnellate). Questi dati mostrano una distribuzione capillare e un forte impegno in diverse aree del paese.Utilizzo del Legno Riciclato Il 95% del legno riciclato viene utilizzato per la produzione di pannelli truciolari, fondamentali per l'industria del mobile, oltre che per altri prodotti come pallet block, blocchi di legno cemento per l'edilizia, biofiltri, pasta di legno per cartiere e compost. L'impatto economico di queste attività è stimato intorno ai 3,1 miliardi di euro, con oltre 10.000 posti di lavoro generati e un risparmio nelle emissioni di CO2 pari a 1,8 milioni di tonnellate. Impatto Economico e Ambientale Nicola Semeraro, presidente di Rilegno, ha sottolineato l'importanza del riutilizzo, che ha superato le 900.000 tonnellate, evidenziando l'impatto positivo sia a livello ambientale che economico. "Il risultato raggiunto in un mercato grande come quello italiano, secondo solo a quello tedesco, ha conseguenze determinanti in relazione all'immesso al consumo," ha commentato Semeraro. La filiera gestita da Rilegno include 1.957 consorziati, 384 piattaforme di raccolta distribuite capillarmente sul territorio e 16 impianti di riciclo. Nuove Normative Europee Nel 2023, l'UE ha presentato il nuovo regolamento sugli imballaggi, che stabilisce obiettivi ambiziosi e richiede adeguati mezzi economici per essere raggiunti. Semeraro ha aggiunto che, nonostante le normative stringenti, la sostenibilità ambientale è un bene collettivo che deve essere perseguito a tutti i costi. Conclusioni Questo incremento nel riciclo e riutilizzo del legno dimostra come l'Italia stia avanzando verso una gestione più sostenibile delle risorse, contribuendo significativamente alla riduzione delle emissioni di CO2 e al risparmio economico, e ponendosi come modello virtuoso a livello europeo.

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https://www.rmix.it/ - Plastica Fibrorinforzata per le eBike: Resistente come l'Alluminio
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Plastica Fibrorinforzata per le eBike: Resistente come l'Alluminio
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Nuovi puntoni delle biciclette elettriche per Trial ed Enduro in PA66 e fibra di vetro Risalire i costoni delle montagne. avventurarsi nei percorsi collinari, nei boschi, sui sentieri, scendendo poi verso valle, affrontando le asperità del terreno naturale è un'esperienza fantastica. Sassi, rocce, radici, terrapieni, buche, rami, zolle e tutto quello che la natura ci fa incontrare nella discesa, mettono a dura prova la bici che ci accompagna nel nostro divertimento all'aria aperta. Con l'avvento delle eBike, anche quelle destinate al trial e all'enduro, avendo il peso della batteria incorporata, la ricerca dell'alleggerimento del peso nella struttura complessiva della bici è diventato essenziale. Alleggerimento non vuole dire però riduzione di robustezza e durata del mezzo ma, anzi vuol dire minore peso ma a parità di resistenze meccaniche e prestazionale. Con questa idea è nato un nuovo puntone dalla collaborazione tra RadiciGroup e Acerbis, un prodotto inedito per il settore delle due ruote elettriche, più leggero e con prestazioni tecniche elevate, utilizzato per alcuni modelli di bici Trail e Enduro marchiati Fantic È un progetto innovativo e di assoluta novità per il mondo delle e-bike e nasce dalla volontà di due aziende bergamasche, RadiciGroup e Acerbis, di proporre al mercato soluzioni altamente performanti e di design: si tratta di un puntone per bici elettriche, realizzato per la prima volta in nylon anziché in alluminio, che permette una migliore risposta del carro posteriore alle sollecitazioni del terreno. A voler utilizzare per prima questo componente innovativo, frutto di un accurato lavoro di ricerca e sviluppo, è stata Fantic, azienda italiana specializzata nella produzione di motociclette e biciclette elettriche: ha scelto di montare il nuovo puntone su alcuni modelli di bici Trail e Enduro che sono stati presentati in anteprima a EICMA 2022 e che ora sono già in produzione e disponibili per l’acquisto. «Essendo un componente strutturale che fa parte del telaio della bici – ha detto Claudio Ghilardi, CAE Analyst, Marketing and Technical Service di RadiciGroup High Performance Polymers – abbiamo proposto un materiale speciale su base poliammide 66 rinforzato con fibra di vetro, proprio per fare in modo che il prodotto possa resistere alle continue e forti sollecitazioni a cui sottoposto. Oltretutto con questa soluzione le proprietà meccaniche, quali rigidezza e resistenza, sono meno influenzate dall’assorbimento di umidità. Grande attenzione è stata però dedicata anche alla resa estetica, tant’è che il materiale garantisce un ottimo aspetto superficiale, è stabilizzato ai raggi UV ed è studiato per resistere nel tempo all’esposizione a eventi atmosferici». L’utilizzo dei compound RadiciGroup consente una riduzione del peso del 10% del componente ed evita il processo di verniciatura, attualmente utilizzato per il componente in metallo, migliorandone quindi anche le performance ambientali. I tecnopolimeri di RadiciGroup, infatti, sono colorati in massa, ovvero nella fase di estrusione del materiale, questo significa avere già il componente “pronto all’uso” al termine della fase di stampaggio a iniezione, con una resa superficiale eccellente. Una delle richieste principali era proprio legata all’alto livello estetico e alla possibilità di soddisfare geometrie complesse, in linea con l’eleganza e lo stile dei prodotti Fantic. È stato dunque possibile arrivare a questo risultato grazie alla stretta collaborazione tra RadiciGroup, Acerbis e Fantic in tutte le fasi di del progetto, dal design del prodotto alla formulazione del materiale, dalla creazione dello stampo al processo di stampa a iniezione, fino alle prove di utilizzo del componente montato su e-bike. Una catena di fornitura completamente italiana e veloce che ha permesso di superare i severi test eseguiti presso i laboratori del cliente di ben 10 volte rispetto al requisito iniziale. «Questa partnership tra aziende italiane – ha sottolineato Guido Acerbis, CEO di Acerbis - rappresenta per noi l’apertura verso un nuovo modo di pensare i prodotti che, condiviso con i nostri partner, ci permetterà di accelerare alcuni reshoring produttivi verso l’Europa. Il progetto ci ha permesso di attuare il metal replacement reingegnerizzandolo e migliorandone la sua funzione; semplificando e accorciando i tempi di produzione abbiamo aumentato la quantità di prodotti immessi nel mercato in tempi brevi». Traduzione automatica. Ci scusiamo per eventuali inesattezze. Articolo originale in Italiano. Fonte: Acerbis

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https://www.rmix.it/ - LyondellBasell: un Rinnovato Impegno per una Produzione Sostenibile
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare LyondellBasell: un Rinnovato Impegno per una Produzione Sostenibile
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Gli impegni intrapresi da LyondellBasell sull'economia circolare illustrati dal vicepresidente del gruppo Jim SewardCome per Total, Eni e per RadiciGroup, i cui piani per un business industriale sostenibile sono stati illustrati nella pagine di questo blog, anche LiondellBasell, attraverso il suo ufficio stampa comunica ai clienti e al mercato i suoi progetti per una produzione che rispetti l'economia circolare e la sostenibilità.LyondellBasell, una delle più grandi società di materie plastiche, prodotti chimici e raffinazione del mondo, ha pubblicato oggi il suo rapporto annuale sulla sostenibilità con l'obiettivo di influenzare il cambiamento positivo e si concentra su tre aree di trasformazione tra cui rifiuti di plastica, cambiamento climatico e società fiorenti. LyondellBasell ha annunciato uno degli obiettivi più ambiziosi del settore per produrre e commercializzare due milioni di tonnellate di polimeri riciclati, basati su fonti rinnovabili, ogni anno entro il 2030. Il rapporto mostra la strategia e le ambizioni di LyondellBasell per il prossimo decennio. "LyondellBasell ha intrapreso un viaggio pluriennale per promuovere l'economia circolare e abbiamo fatto passi da gigante nel riciclaggio meccanico e avanzato, oltre a produrre prodotti a base rinnovabile", ha affermato Jim Seward, Vicepresidente senior Ricerca e sviluppo, tecnologia e Sostenibilità. "I nostri obiettivi sottolineano ciò che vediamo possibile nel prossimo decennio e le nostre ambizioni di sostenibilità ci richiedono di adattare i nostri modelli di business. Se visti attraverso le lenti della tecnologia e dell'innovazione, il nostro track record dimostra la nostra capacità di promuovere nuove collaborazioni e partnership a vantaggio della società." Gli elementi chiave del Rapporto di sostenibilità di LyondellBasell implicano l'azione su diversi fronti. L'ambizione dell'azienda è di: Produrre e commercializzare due milioni di tonnellate di polimeri riciclati e provenienti sda fonti rinnovabili ogni anno, aumentare i suoi investimenti nel recupero e nel riciclaggio della plastica e accelerare le soluzioni per porre fine ai rifiuti di plastica. Ridurre le sue emissioni di CO2 del 15% per tonnellata di prodotto realizzato rispetto ai livelli del 2015 entro il 2030. Promuovere la diversità, l'inclusione e l'equità sul posto di lavoro accelerando iniziative, come la creazione di diversità e inclusione (D&I) nei nostri programmi per i dipendenti, implementando la posizione di funzionario D&I e coinvolgendo una sezione trasversale di leader che funga da Consiglio D&I. Unirsi ai colleghi del settore American Chemistry Council e Plastics Europe per garantire che il 100% degli imballaggi in plastica venga riutilizzato, riciclato o recuperato entro il 2040. Inoltre, l'azienda continua ad aumentare il riciclaggio e a lavorare in modo collaborativo lungo la catena del valore, come evidenziato dal ruolo strumentale del CEO di LyondellBasell Bob Patel nel lancio dell'Alliance to End Plastic Waste e dal continuo coinvolgimento come funzionario dell'organizzazione. LyondellBasell sta anche sviluppando un riciclaggio avanzato con la sua tecnologia MoReTec, ha ampliato la sua offerta di prodotti per il riciclaggio meccanico e le offerte di colori attraverso la sua joint venture 50/50, Quality Circular Polymers (QCP), ha migliorato il design della plastica per aumentare la riciclabilità e ha collaborato con i proprietari dei marchi aumentare la riciclabilità del prodotto. Infine, l'azienda ha realizzato la prima produzione parallela di polipropilene (PP) e polietilene a bassa densità (LDPE) a base di materie prime rinnovabili su scala commerciale. Il report di sostenibilità di LyondellBasell è disponibile sul sito Web dell'azienda all'indirizzo https://www.lyondellbasell.com/en/sustainability/.Fotografia: Lyondellbasell

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https://www.rmix.it/ - Accordo per il Riciclo di 15.000 Ton Anno di Film Plastico a Circuito Chiuso
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Accordo per il Riciclo di 15.000 Ton Anno di Film Plastico a Circuito Chiuso
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Due società francesi hanno sviluppato un accordo per la gestione degli scarti dei film plastici attraverso un canale dedicatoSelezionare il rifiuto post consumo, in modo che non venga contaminato da altre plastiche o da altri agenti inquinanti, è sempre stato l’obbiettivo più alto nel campo del riciclo delle materie plastiche derivanti dalla raccolta differenziata. Si sono fatti molti passi avanti nel settore del PET, dove gli sforzi che si sono compiuti e si stanno ancora compiendo per creare una raccolta monoprodotto, quindi delle sole bottiglie separate dagli altri rifiuti, sta portando a buoni risultati. Risultati che si possono toccare con mano, in termini di qualità del rifiuto in PET che si può riciclare, in quanto la raccolta delle sole bottiglie di PET riduce di molto gli inquinanti tipici presenti nella raccolta differenziata. Ora, in Francia, si è esteso questo principio di raccolta, monocanale, anche per gli imballi flessibili del packaging, creando una circolazione del prodotto-rifiuto a circuito chiuso, raccogliendo e lavorando solo lo scarto del film, creando un processo di riciclo dedicato che non comporti la contaminazione dello stesso con altre plastiche. Infatti, TotalEnergies e Paprec, leader nel riciclaggio della plastica in Francia, hanno firmato un accordo commerciale a lungo termine per sviluppare una catena del valore francese per il riciclaggio avanzato dei rifiuti di film plastici. L'accordo assicurerà la fornitura del futuro impianto avanzato di riciclaggio della plastica di TotalEnergies a Grandpuits. In base ai termini di questo accordo, Citeo, la principale organizzazione francese responsabile degli imballaggi domestici a fine vita, fornirà un flusso di rifiuti di plastica flessibile selezionati dagli imballaggi post-consumo. Questo flusso sarà consegnato allo stabilimento Paprec Plastiques 80 di Amiens (Francia), dove verrà costruita una linea di selezione e preparazione unica nel suo genere. TotalEnergies utilizzerà questi rifiuti di origine francese nel suo impianto di riciclaggio avanzato, presso la piattaforma zero-greggio di Grandpuits, e produrrà plastica riciclata con le stesse proprietà della plastica vergine per uso alimentare. L'impianto di riciclaggio avanzato, realizzato da TotalEnergies (60%) e Plastic Energy (40%), sarà in grado di trattare 15.000 tonnellate di rifiuti all'anno e dovrebbe essere operativo nel 2024. "Questo accordo a lungo termine è un'importante pietra miliare per il nostro impianto di riciclaggio avanzato a Grandpuits, in quanto garantisce una fornitura di rifiuti di origine francese", ha dichiarato Valérie Goff, vicepresidente senior per i combustibili rinnovabili e i prodotti chimici di TotalEnergies. "È un esempio tangibile dell'impegno di TotalEnergies nello sviluppo di un'economia circolare per la plastica e contribuisce pienamente alla nostra ambizione di produrre il 30% di polimeri circolari entro il 2030". "Il nostro compito è fornire ai nostri clienti e partner imballaggi circolari che consentano di riportare il materiale al suo utilizzo originale e ottenere risparmi di carbonio. Stiamo adottando un approccio aggressivo e innovativo alle resine monostrato come PET, HDPE e PVC. Questa innovazione con TotalEnergies integra il riciclaggio meccanico o "a basse emissioni di carbonio", che non può offrire la stessa circolarità per la plastica che non è così eco-progettata o che è troppo sporca. Sostenere e sviluppare l'eccellenza industriale francese è una delle nostre missioni ", ha affermato Sébastien Petithuguenin, Presidente e Amministratore Delegato di Paprec Plastiques. Informazioni su TotalEnergies e Polimeri TotalEnergies sviluppa, produce e commercializza polimeri - polietilene, polipropilene, polistirene, loro equivalenti riciclati e biopolimeri - che possono essere incorporati nel processo di produzione della plastica. Più leggeri di molti materiali alternativi, aiutano a ridurre l'impronta di carbonio delle applicazioni finali attraverso una maggiore efficienza energetica. Gli esperti di polimeri di TotalEnergies in Europa, Asia e Stati Uniti d'America stanno lavorando a fianco di tutti i professionisti, compresi i produttori di plastica, i centri di ricerca, le società di raccolta e selezione dei rifiuti e i loro clienti per accelerare nell'economia circolare. L'azienda sta sviluppando diversi processi di riciclaggio della plastica e utilizzando materie prime rinnovabili, con l'ambizione di commercializzare il 30% di polimeri circolari entro il 2030.  A proposito di Paprec Il gruppo è stato fondato dalla famiglia Petithuguenin nel 1994 ed è stato gestito dalla famiglia sin dalla sua creazione. Paprec è il leader francese nel riciclaggio e uno dei principali attori europei del trattamento dei rifiuti e dell'energia dal recupero dei rifiuti. Il gruppo è passato da 45 dipendenti a 13.000, distribuiti su più di 300 siti nei paesi din. Nel 2022 il gruppo ha gestito 16 milioni di tonnellate di rifiuti e il fatturato ha superato i 2,5 miliardi di euro.Traduzione automatica. Ci scusiamo per eventuali inesattezze. Articolo originale in Italiano.Fonte TotalEnergy

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https://www.rmix.it/ - Accordo negli USA tra TotalEnergies e Clearway sull’Energia Rinnovabile
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Accordo negli USA tra TotalEnergies e Clearway sull’Energia Rinnovabile
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Accordo negli USA tra TotalEnergies e Clearway sull’Energia RinnovabileIl mercato dell’energia rinnovabile negli Stati Uniti sta vivendo un momento di intensa produttività, non solo a livello di produzione di energia, ma anche di accordi tra società attive nel campo delle energie rinnovabili, come l’eolico e il solare, per migliorare i propri assets e condividere i finanziamenti per nuove strutture e una migliore logistica. E’ il caso di TotalEnergies che annuncia la firma di accordi con Global Infrastructure Partners (GIP) per acquisire il 50% di Clearway Energy Group (CEG), il 5 ° player statunitense nel settore delle energie rinnovabili. Ciò costituisce la sua più grande acquisizione nel settore delle energie rinnovabili negli Stati Uniti, uno dei primi 3 mercati rinnovabili al mondo. Con tale transazione, TotalEnergies sta accelerando ulteriormente la sua crescita nel settore delle energie rinnovabili collaborando con GIP, uno dei principali fondi infrastrutturali globali. CEG è uno sviluppatore di progetti e controlli sulle energie rinnovabili e possiede il 42% degli interessi economici della sua controllata quotata, Clearway Energy Inc. (CWEN), in cui i progetti vengono abbandonati quando raggiungono l'operatività commerciale. Con questa acquisizione, TotalEnergies sta stabilendo una posizione di primo piano nel mercato delle energie rinnovabili e dello storage negli Stati Uniti. Clearway ha 7,7 GW 1 di attività eoliche e solari in funzione attraverso la sua controllata quotata CWEN e ha una pipeline di 25 GW di progetti rinnovabili e di stoccaggio, di cui 15 GW sono in una fase avanzata di sviluppo. Con sede a San Francisco, Clearway ha circa 760 dipendenti. Nell'ambito di questa transazione, GIP riceverà 1,6 miliardi di dollari in contanti e una quota del 50% meno un'azione nella controllata TotalEnergies che detiene il 50,6% di SunPower Corporation (NASDAQ:SPWR), leader nel solare residenziale negli Stati Uniti. La transazione tiene conto delle valutazioni di $ 35,1 per azione per CWEN e $ 18 per azione per SunPower. Nell'ambito di questa partnership, TotalEnergies contribuirà a migliorare le prospettive di crescita di Clearway fornendo a CWEN negli Stati Uniti l'accesso alle sue capacità di scambio di energia e le darà la priorità nella riduzione dei propri progetti sviluppati. L'acquisizione porta il portafoglio rinnovabile di TotalEnergies negli Stati Uniti a oltre 25 GW e contribuisce all'obiettivo che gli Stati Uniti rappresentino almeno il 25% dell'obiettivo globale della Società di 100 GW entro quel momento. Questa transazione integra il portafoglio che TotalEnergies ha costruito negli Stati Uniti dall'inizio del 2021. Nel solare su larga scala, TotalEnergies sta già sviluppando 8 GW di progetti in seguito all'acquisizione di un portafoglio di progetti da SunChase, alla sua partnership con Hanwha Energy e alla recente acquisizione di Core Solar. Nell'eolico offshore, TotalEnergies svilupperà 4 GW di progetti al largo delle coste di New York e della Carolina del Nord, dopo aver vinto le gare d'appalto. Infine, TotalEnergies dà il benvenuto a GIP come partner azionario in SunPower. SunPower è la seconda più grande azienda solare residenziale negli Stati Uniti, fornendo ai clienti soluzioni completamente integrate di energia solare, storage, energia domestica e finanziamento. TotalEnergies e GIP sono ben posizionati per supportare insieme la strategia di crescita del management di SunPower. “Siamo lieti di questa partnership con Global Infrastructure Partners, che è uno dei principali attori nelle energie rinnovabili, in particolare negli Stati Uniti. Consente a TotalEnergies di espandersi nel mercato statunitense, uno dei più dinamici al mondo, beneficiando di asset operativi e di una pipeline di alta qualità da 25 GW, nel settore eolico, solare e storage, con un'ampia copertura geografica con una presenza in 34 stati. Questa transazione si adatta perfettamente alla nostra strategia di fare dell'elettricità rinnovabile uno dei nostri principali motori di crescita insieme al gas naturale liquefatto che abbiamo recentemente rafforzato con il lancio dell'estensione Cameron. Tutto questo dimostra la nostra priorità nell'accelerare la trasformazione dell'azienda per diventare un'azienda multi-energia sostenibile e redditizia", ha affermato Patrick Pouyanné, Presidente e CEO di TotalEnergies. “Siamo estremamente lieti di collaborare con TotalEnergies per continuare a guidare la transizione energetica negli Stati Uniti. Siamo orgogliosi della crescita e dei risultati raggiunti dal team di Clearway dal nostro investimento iniziale nel 2018 e siamo fiduciosi che con TotalEnergies come partner, Clearway lo farà essere in grado di La crescita, le capacità e l'ambizione che GIP e TotalEnergies apportano a questa partnership sosterranno la nostra visione condivisa di costruire piattaforme di energia rinnovabile negli Stati Uniti", ha affermato Adebayo Ogunlesi, Presidente e CEO di Global Infrastructure Partners. Fonte: Total

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https://www.rmix.it/ - Enilive: Da Gela decolla il futuro del biojet sostenibile per l'aviazione europea
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Enilive: Da Gela decolla il futuro del biojet sostenibile per l'aviazione europea
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La bioraffineria di Gela guida la transizione verso carburanti a basse emissioni con il biojet, contribuendo alla decarbonizzazione dell'aviazione e agli obiettivi green dell'UEdi Marco ArezioGela si afferma come protagonista nel settore dell'aviazione sostenibile grazie a Enilive, che ha inaugurato la produzione di biojet presso la bioraffineria locale. La società interamente controllata da Eni si posiziona come la seconda azienda energetica europea, dopo la finlandese Neste, a sviluppare una soluzione innovativa per la decarbonizzazione del trasporto aereo. Un progetto ambizioso per l'aviazione verde La bioraffineria di Gela, già riconvertita nel 2019, rappresenta un pilastro chiave nella strategia di Eni per ridurre l'impatto ambientale dei combustibili fossili. Con una capacità di lavorazione annua di 736 mila tonnellate di biomassa, l'impianto produce biojet utilizzando materie prime di origine sostenibile, tra cui oli alimentari esausti e sottoprodotti della lavorazione di oli vegetali. Entro il 2030, Enilive prevede di ampliare la propria capacità produttiva fino a 5 milioni di tonnellate di SAF (Sustainable Aviation Fuel), contribuendo al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità stabiliti dall'Unione Europea. Il regolamento FuelEU, infatti, richiede che il carburante per aerei includa una percentuale crescente di SAF, passando dal 2% attuale fino al 70% entro il 2050. Un contributo decisivo per l'Europa Gela, con la sua posizione strategica, sarà in grado di coprire una parte significativa della domanda europea di biojet entro il 2025. Questo traguardo è il risultato di investimenti significativi da parte di Eni, che ha destinato 2 miliardi di euro per sviluppare tecnologie innovative e ampliamenti infrastrutturali. Parallelamente, Enilive sta portando avanti progetti di bio-raffineria in Asia, con impianti in Corea del Sud e Malesia, e il rilancio della chimica verde nel sito di Priolo (Siracusa), dove entro il 2028 entreranno in funzione nuovi impianti per biocarburanti. Questi sviluppi si inseriscono nella strategia di lungo termine per la transizione energetica e la decarbonizzazione. Prospettive economiche solide Secondo Stefano Ballista, CEO di Enilive, le aspettative economiche del SAF sono promettenti, con proiezioni di ritorni economici doppi rispetto agli investimenti. Inoltre, il recente accordo di vendita del 25% delle quote societarie a KKR per 2,9 miliardi di euro rafforza la posizione finanziaria di Enilive, garantendo ulteriori risorse per l'espansione del business. Un passo verso un'aviazione sostenibile La produzione di biojet a Gela segna una svolta importante nel panorama energetico italiano ed europeo. Questo carburante non solo riduce significativamente le emissioni di CO2, ma contribuisce anche a promuovere un modello di economia circolare, valorizzando i rifiuti come risorsa. Con la visione strategica di Enilive e il sostegno di Eni, Gela diventa un simbolo di innovazione e sostenibilità, tracciando la rotta verso un futuro più verde per l'aviazione mondiale.© Riproduzione Vietata

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https://www.rmix.it/ - Erema tra Storia e Modernità nelle Materie Plastiche
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Erema tra Storia e Modernità nelle Materie Plastiche
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Qualità e tecnologia nelle materie plastiche al servizio dei clientiEREMA Engineering Recycling Maschinen und Anlagen Ges.m.b.H, comunemente nota come EREMA, è un'azienda leader a livello globale nello sviluppo e nella produzione di sistemi di riciclaggio della plastica. Fondata nel 1983 in Austria, EREMA ha iniziato la sua attività con l'obiettivo di progettare e costruire macchinari innovativi per il riciclaggio dei rifiuti di plastica, trasformandoli in risorse preziose. La società si è specializzata nella creazione di soluzioni tecnologiche avanzate per il trattamento di vari tipi di plastica, inclusi i rifiuti post-consumo e post-industriali, contribuendo significativamente all'economia circolare nel settore dei polimeri. Fondazione e Sviluppo Iniziale Nel corso degli anni '80, all'inizio della sua storia, EREMA si è concentrata sulla progettazione di impianti di riciclo in grado di processare plastiche miste e contaminati, un compito impegnativo data la varietà e la complessità dei materiali plastici. L'innovazione e l'efficienza hanno guidato lo sviluppo dei primi sistemi, che hanno rapidamente guadagnato attenzione e riconoscimento nel mercato del riciclaggio delle plastiche. Innovazione Tecnologica EREMA è diventata famosa per il suo approccio innovativo nella tecnologia di riciclaggio, sviluppando sistemi come il processo brevettato di Cutter-Compactor, che ha rivoluzionato il trattamento preliminare dei rifiuti di plastica, migliorando l'efficienza del processo di riciclaggio. Questa tecnologia permette di ridurre, compattare e pre-riscaldare i rifiuti plastici prima della fase di estrusione, ottimizzando il processo di riciclaggio. Espansione Globale Con l'aumentare della consapevolezza globale sull'importanza del riciclo della plastica, EREMA ha espanso la sua presenza a livello internazionale, stabilendo filiali e partner in diversi paesi. Questa espansione ha permesso all'azienda di servire un mercato globale, offrendo soluzioni su misura per le esigenze specifiche di ogni cliente e contribuendo alla diffusione delle pratiche di economia circolare nel mondo. Contributo all'Economia Circolare EREMA si è specializzata nella produzione di sistemi di riciclo che supportano il concetto di economia circolare, promuovendo l'uso efficiente delle risorse e minimizzando i rifiuti. La società offre una gamma completa di macchinari per il riciclo, inclusi sistemi per il lavaggio, la separazione, la decontaminazione e la rigenerazione dei materiali plastici. Queste tecnologie permettono ai clienti di EREMA di trasformare i rifiuti plastici in nuovi prodotti di qualità, riducendo l'impatto ambientale e promuovendo la sostenibilità. Ricerca e Sviluppo Il successo di EREMA è dovuto anche al suo forte impegno nella ricerca e sviluppo. L'azienda continua a investire significativamente in R&D per migliorare le sue tecnologie esistenti e per sviluppare nuove soluzioni in risposta alle sfide emergenti nel campo del riciclaggio della plastica. Ciò include la ricerca su nuovi metodi per trattare tipi di plastica difficili da riciclare e lo sviluppo di sistemi che possono produrre materiali riciclati di alta qualità, adatti anche per applicazioni sensibili. Visione Futura Guardando al futuro, EREMA rimane impegnata nella sua missione di promuovere il riciclo della plastica e l'economia circolare attraverso l'innovazione tecnologica. L'azienda continua a esplorare nuove possibilità per migliorare l'efficienza del processo di riciclaggio e per creare soluzioni sostenibili che possano affrontare le sfide ambientali del nostro tempo. In conclusione, EREMA Engineering Recycling Maschinen und Anlagen Ges.m.b.H è un esempio eccellente di come l'innovazione tecnologica possa contribuire significativamente alla sostenibilità ambientale e all'economia circolare. Con il suo impegno continuo nella ricerca, sviluppo e innovazione, EREMA si posiziona come leader nel campo del riciclaggio della plastica, offrendo soluzioni che non solo rispondono alle esigenze attuali ma anche future del settore. Perchè i clienti apprezzano Erema I clienti apprezzano EREMA per vari motivi che si riflettono nella qualità dei suoi prodotti, nell'innovazione tecnologica e nell'impegno verso la sostenibilità e l'economia circolare. Ecco alcuni dei motivi principali per cui EREMA si distingue e viene apprezzata dai suoi clienti: Innovazione e Tecnologia Leader nel Settore EREMA è riconosciuta per la sua continua innovazione e per lo sviluppo di tecnologie all'avanguardia nel campo del riciclaggio della plastica. I suoi sistemi di riciclaggio, come il famoso processo Cutter-Compactor, offrono soluzioni efficienti per la trasformazione dei rifiuti plastici in risorse preziose, ottimizzando il processo di riciclaggio e garantendo prodotti finali di alta qualità. Alta Efficienza e Riduzione dei Costi I macchinari EREMA sono progettati per massimizzare l'efficienza del processo di riciclaggio, riducendo il consumo energetico e i costi operativi per i clienti. Questo aspetto è particolarmente apprezzato dalle aziende che cercano di migliorare la loro sostenibilità ambientale riducendo al contempo i costi. Versatilità e Flessibilità Le soluzioni di EREMA sono adatte a una vasta gamma di applicazioni e possono essere personalizzate per soddisfare le specifiche esigenze di riciclaggio dei suoi clienti. Questo include la capacità di trattare diversi tipi di materiali plastici, dai rifiuti post-consumo ai residui post-industriali, rendendo i sistemi EREMA estremamente versatili. Supporto e Servizio Clienti Eccezionale EREMA è nota per fornire un eccellente supporto e servizio clienti, dalla consulenza iniziale alla manutenzione post-vendita. L'azienda offre formazione approfondita, assistenza tecnica e accesso a pezzi di ricambio per garantire che i suoi sistemi operino con la massima efficienza. Impegno verso la Sostenibilità L'orientamento di EREMA verso la sostenibilità e l'economia circolare risuona profondamente con le aziende che cercano di ridurre il loro impatto ambientale. Collaborare con EREMA permette ai clienti di contribuire attivamente alla riduzione dei rifiuti plastici e alla promozione di un futuro più sostenibile. Riconoscimento Globale e Affidabilità La reputazione globale di EREMA come leader nel campo del riciclaggio della plastica offre ai suoi clienti la sicurezza di collaborare con un'azienda riconosciuta per la sua affidabilità, qualità e innovazione. In sintesi, i clienti apprezzano EREMA per la sua capacità di offrire soluzioni innovative e sostenibili che non solo rispondono alle loro esigenze specifiche di riciclaggio ma promuovono anche una maggiore efficienza operativa e un impatto ambientale positivo.

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