- Enilive: la nuova frontiera del biojet sostenibile
- La bioraffineria di Gela: un modello di innovazione green
- Cosa sono i SAF e perché rivoluzioneranno l'aviazione
- Gli obiettivi di Enilive per il 2030 nella produzione di biojet
- La transizione energetica di Eni: investimenti e sviluppo
- Il ruolo di Gela nella decarbonizzazione dell'aviazione europea
- Enilive e il futuro del trasporto aereo a basse emissioni
- L'importanza economica e ambientale del biojet prodotto a Gela
La bioraffineria di Gela guida la transizione verso carburanti a basse emissioni con il biojet, contribuendo alla decarbonizzazione dell'aviazione e agli obiettivi green dell'UE
di Marco Arezio
Gela si afferma come protagonista nel settore dell'aviazione sostenibile grazie a Enilive, che ha inaugurato la produzione di biojet presso la bioraffineria locale. La società interamente controllata da Eni si posiziona come la seconda azienda energetica europea, dopo la finlandese Neste, a sviluppare una soluzione innovativa per la decarbonizzazione del trasporto aereo.
Un progetto ambizioso per l'aviazione verde
La bioraffineria di Gela, già riconvertita nel 2019, rappresenta un pilastro chiave nella strategia di Eni per ridurre l'impatto ambientale dei combustibili fossili. Con una capacità di lavorazione annua di 736 mila tonnellate di biomassa, l'impianto produce biojet utilizzando materie prime di origine sostenibile, tra cui oli alimentari esausti e sottoprodotti della lavorazione di oli vegetali.
Entro il 2030, Enilive prevede di ampliare la propria capacità produttiva fino a 5 milioni di tonnellate di SAF (Sustainable Aviation Fuel), contribuendo al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità stabiliti dall'Unione Europea. Il regolamento FuelEU, infatti, richiede che il carburante per aerei includa una percentuale crescente di SAF, passando dal 2% attuale fino al 70% entro il 2050.
Un contributo decisivo per l'Europa
Gela, con la sua posizione strategica, sarà in grado di coprire una parte significativa della domanda europea di biojet entro il 2025.
Questo traguardo è il risultato di investimenti significativi da parte di Eni, che ha destinato 2 miliardi di euro per sviluppare tecnologie innovative e ampliamenti infrastrutturali.Parallelamente, Enilive sta portando avanti progetti di bio-raffineria in Asia, con impianti in Corea del Sud e Malesia, e il rilancio della chimica verde nel sito di Priolo (Siracusa), dove entro il 2028 entreranno in funzione nuovi impianti per biocarburanti. Questi sviluppi si inseriscono nella strategia di lungo termine per la transizione energetica e la decarbonizzazione.
Prospettive economiche solide
Secondo Stefano Ballista, CEO di Enilive, le aspettative economiche del SAF sono promettenti, con proiezioni di ritorni economici doppi rispetto agli investimenti. Inoltre, il recente accordo di vendita del 25% delle quote societarie a KKR per 2,9 miliardi di euro rafforza la posizione finanziaria di Enilive, garantendo ulteriori risorse per l'espansione del business.
Un passo verso un'aviazione sostenibile
La produzione di biojet a Gela segna una svolta importante nel panorama energetico italiano ed europeo. Questo carburante non solo riduce significativamente le emissioni di CO2, ma contribuisce anche a promuovere un modello di economia circolare, valorizzando i rifiuti come risorsa.
Con la visione strategica di Enilive e il sostegno di Eni, Gela diventa un simbolo di innovazione e sostenibilità, tracciando la rotta verso un futuro più verde per l'aviazione mondiale.
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