Perché la società moderna privilegia l’estetica sull’intelletto e quali sono le conseguenze di questa deriva culturaledi Marco ArezioNegli ultimi decenni, abbiamo assistito a un fenomeno allarmante e significativo: una crescente attenzione al corpo e alla sua estetica, accompagnata da un progressivo disinteresse verso la cultura e il nutrimento intellettuale. Le palestre e i centri fitness sono diventati luoghi di aggregazione sempre più frequentati, mentre le librerie si svuotano, simbolo di una crisi culturale che merita di essere analizzata con attenzione. Questo squilibrio riflette non solo un cambiamento nelle priorità individuali, ma anche una trasformazione profonda della nostra società. Per comprendere meglio le origini e le implicazioni di questa tendenza, è necessario esplorare i fattori culturali e sociali che l’hanno alimentata, così come le possibili conseguenze e soluzioni. Le Radici Culturali del Fenomeno La Centralità dell’Immagine Viviamo in una società dominata dall’immagine. Social media, pubblicità e spettacolo hanno creato un mondo in cui l’estetica è il parametro principale per valutare il successo e l’accettazione sociale. Il corpo tonico e scolpito è diventato il biglietto da visita per ottenere visibilità, apprezzamento e approvazione. Questo ha portato molte persone a concentrarsi sulla cura fisica, trascurando il bisogno altrettanto essenziale di coltivare il proprio intelletto e spirito. La Cultura della Velocità La lettura richiede tempo, concentrazione e un impegno che mal si adattano al ritmo frenetico della vita moderna. Al contrario, il fitness, grazie alla sua natura tangibile e ai risultati visibili, si adatta meglio al nostro desiderio di gratificazione immediata. In un’epoca in cui tutto deve essere rapido ed efficiente, l’investimento nella cultura appare spesso poco allettante, soprattutto perché i suoi benefici non sono immediatamente evidenti. Il Culto dell’Efficienza e del Sé La nostra società premia la produttività e l’efficienza, spingendo le persone a ottimizzare ogni aspetto della propria vita. Il corpo diventa una macchina da perfezionare, un progetto visibile su cui lavorare per dimostrare disciplina e dedizione. Al contrario, l’arricchimento culturale, meno tangibile e difficile da esibire, è spesso relegato in secondo piano. Conseguenze Sociali e Individuali La Superficialità delle Relazioni Il focus sull’immagine porta spesso a interazioni sociali più superficiali. Senza una base culturale condivisa, le conversazioni diventano più sterili, limitate a temi immediati e privi di profondità. Questo impoverisce non solo i rapporti interpersonali, ma anche la capacità della società di affrontare questioni complesse con spirito critico e consapevolezza. Il Vuoto Esistenziale Molte persone, pur avendo raggiunto standard estetici elevati, sperimentano un senso di insoddisfazione interiore. Il bisogno umano di significato e connessione trova risposta nella cultura, che offre strumenti per comprendere se stessi e il mondo. Senza questo nutrimento intellettuale, si rischia di vivere un’esistenza focalizzata sull’apparenza, ma priva di sostanza. La Perdita di Conoscenza Condivisa L’abbandono della lettura e della cultura comporta una perdita collettiva di conoscenze e competenze. La cultura è il collante che unisce le persone, creando una base comune per il dialogo e la cooperazione. Senza di essa, il tessuto sociale si frammenta, favorendo l’individualismo e la polarizzazione. Le Origini Storiche L’Influenza della Tecnologia La rivoluzione digitale ha profondamente cambiato le nostre abitudini, rendendo l’intrattenimento più accessibile, ma spesso meno significativo. Piattaforme come Netflix o YouTube hanno sostituito il libro come fonte primaria di svago, offrendo contenuti veloci e facilmente fruibili, ma raramente profondi o arricchenti. La Scomparsa dei Modelli Culturali Un tempo, intellettuali e artisti erano figure di riferimento, capaci di ispirare e orientare la società. Oggi, influencer e celebrità legate al fitness o alla moda hanno preso il loro posto, promuovendo valori legati all’apparenza piuttosto che al sapere. Questo cambiamento riflette una crisi più ampia, in cui la cultura è percepita come meno rilevante o persino elitaria. Un Nuovo Equilibrio tra Corpo e Mente Valorizzare il Sapere Per invertire questa tendenza, è essenziale riaffermare il valore della cultura. Iniziative come eventi letterari, festival del libro e programmi educativi accessibili possono aiutare a riportare l’attenzione sulla lettura e sulla conoscenza, rendendole di nuovo parte integrante della vita quotidiana. Integrare Corpo e Cultura Non si tratta di scegliere tra palestra e libreria, ma di trovare un equilibrio tra i due. Eventi che combinano attività fisica e culturale, come sessioni di fitness accompagnate da discussioni letterarie o lezioni di yoga abbinate alla lettura di testi filosofici, potrebbero rappresentare una via innovativa per promuovere entrambi gli aspetti. Educare al Valore del Tempo In un mondo dominato dalla velocità, è fondamentale riscoprire il valore del tempo dedicato alla riflessione e all’apprendimento. Promuovere la lettura come un investimento personale, capace di arricchire l’anima e il pensiero, può aiutare a riequilibrare le priorità individuali e collettive. Conclusioni L’attenzione per il corpo è importante e merita di essere coltivata, ma non deve avvenire a scapito della mente e dello spirito. Una società sana e prospera è quella in cui corpo e cultura trovano un equilibrio, arricchendosi a vicenda. Riscoprire il valore del sapere non è solo una sfida individuale, ma una necessità collettiva, per costruire un futuro in cui non conti solo come appariamo, ma anche chi siamo e cosa possiamo condividere con gli altri.© Riproduzione Vietata
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Esplora le città sommerse più affascinanti del mondo, dai templi sommersi dell’Egitto alle metropoli sommerse della Cina, con consigli su cosa vedere, come prepararti e perché visitarledi Marco ArezioCi sono luoghi sulla Terra che sembrano usciti da un sogno, o meglio, da una leggenda. Immaginate una città che un tempo pullulava di vita, dove le strade erano animate da mercanti, templi risuonavano di preghiere e palazzi ospitavano re e regine. Poi, un giorno, il mare o un lago si è fatto avanti, silenziosamente, e ha reclamato quel luogo come suo. Oggi, queste città sommerse sono molto più che semplici siti archeologici: sono portali verso un passato intriso di storia, mistero e tragedia. Visitarle non è soltanto un’esperienza visiva, ma anche emotiva. Ogni immersione ti porta a contatto con ciò che resta di civiltà che, per un motivo o per un altro, sono state cancellate dalla superficie del pianeta. Non è solo archeologia, è anche poesia: osservare una statua antica coperta di alghe o mura di pietra scolpite che spuntano dall’oscurità ti fa sentire connesso con un tempo che sembrava perduto per sempre. Questo articolo non è un semplice elenco di città sommerse, ma un invito a scoprire alcuni tra i luoghi più affascinanti del mondo, dove acqua e storia si fondono in uno spettacolo che lascia senza fiato. Scopriremo insieme come raggiungerli, cosa troverete una volta arrivati e come prepararvi per affrontare queste avventure uniche. Pronti a immergervi? Cominciamo il viaggio. Dwarka, Golfo di Cambay, India: La Città di Krishna Il primo tuffo ci porta in India, nel Golfo di Cambay, dove si trova una delle città sommerse più misteriose al mondo: Dwarka. Secondo i testi sacri hindu, questa era la città leggendaria di Krishna, costruita in oro e gemme, e abitata da una civiltà avanzata. Gli archeologi che hanno scoperto Dwarka nel 2001 sono rimasti sbalorditi: le rovine che giacciono a circa 36 metri di profondità sembrano risalire a 9.000 anni fa, rendendo Dwarka forse una delle più antiche città della storia. Cosa vedere: Sculture in pietra, strade lastricate e strutture che un tempo formavano un porto prospero. Durante le immersioni, si possono vedere resti di mura e anfore, segni di un passato commerciale ricco e sofisticato. Come visitarla: L’accesso è possibile tramite immersioni organizzate da centri subacquei specializzati. Per chi preferisce restare in superficie, esistono tour in barca con fondale trasparente che permettono di osservare i dettagli sommersi. Preparazione: Le acque del Golfo di Cambay possono essere torbide e le correnti forti; è consigliata un’esperienza subacquea intermedia o avanzata. Shicheng – Lion City, Lago Qiandao, Cina: Una Metropoli Congelata nel Tempo Nel cuore della Cina, nel Lago Qiandao, si cela un vero tesoro sommerso: Lion City, una città del periodo delle Dinastie Ming e Qing, sommersa negli anni ’50 per la costruzione di una diga. La città, situata a circa 40 metri di profondità, è perfettamente conservata, grazie alle acque calme e limpide che l’hanno protetta. Cosa vedere: I dettagli architettonici di questa città sono mozzafiato: porte monumentali, archi decorati, incisioni di leoni scolpiti nella pietra e case rimaste intatte per decenni. È come passeggiare in una città congelata nel tempo, ma sott’acqua. Come visitarla: Immersioni subacquee guidate sono disponibili per esplorare la città. Le autorità locali hanno recentemente creato percorsi per sub che garantiscono un’esperienza sicura e affascinante. Preparazione: Le immersioni richiedono una muta adatta alle acque fredde del lago e una buona capacità di gestire immersioni profonde. I fotografi subacquei troveranno qui un paradiso. Thonis-Heracleion, Baia di Abukir, Egitto: L’Antico Porto d’Egitto Un tempo porto principale dell’Egitto, Thonis-Heracleion fu sommersa da cataclismi naturali, ma non prima di aver scritto pagine di storia. Scoperta nel 2000, questa città era il crocevia del commercio tra Grecia ed Egitto, e ospitava templi dedicati a divinità come Amon e Osiride. Cosa vedere: Statue colossali, frammenti di templi, monete e gioielli sommersi. Alcuni reperti sono esposti al Museo di Alessandria, ma la magia vera si trova sotto le acque della Baia di Abukir. Come visitarla: Le immersioni guidate sono indispensabili per esplorare il sito, vista la sua delicatezza e la presenza di forti correnti. Preparazione: La visibilità può variare, quindi è fondamentale immergersi con guide esperte che conoscano le condizioni locali. Port Royal, Giamaica: La Città dei Pirati Port Royal era una delle città più ricche e peccaminose dei Caraibi, fino al 7 giugno 1692, quando un terremoto e un maremoto la inghiottirono. Oggi è un luogo che sembra uscito da un racconto di pirati: sommersa, ma ancora piena di vita. Cosa vedere: Gli edifici sommersi, l’orologio fermo al momento del disastro e resti di barche e strade. È possibile esplorare il sito con immersioni o attraverso tour in barca con fondale trasparente. Come visitarla: Vari operatori locali offrono escursioni giornaliere. Per i subacquei, le acque calme rendono l’immersione accessibile anche ai principianti. Preparazione: Nonostante la facilità di accesso, è consigliabile visitare con guide esperte per ottenere il massimo dall’esperienza. Atlit Yam, Israele: La Civiltà Neolitica Sotto il Mare Situata al largo delle coste israeliane, Atlit Yam è uno dei più antichi insediamenti sommersi al mondo, risalente a 7.000 anni fa. Questa città offre una finestra unica sulla vita delle prime comunità agricole. Cosa vedere: Un antico cerchio di pietre, forse utilizzato per scopi rituali, insieme a pozzi, strumenti e resti di abitazioni. Come visitarla: L’accesso è regolato da permessi speciali. Alcune organizzazioni offrono tour esclusivi, spesso accompagnati da esperti di archeologia. Preparazione: Le immersioni sono poco profonde, ma l’area è protetta e richiede l’accompagnamento di guide esperte. Perché Visitare le Città Sommerse Immaginate di immergervi in un mondo che una volta pulsava di vita, dove strade, case e templi erano il centro della quotidianità di migliaia di persone. Ora, quei luoghi sono stati avvolti dal silenzio delle acque, trasformandosi in reliquie di un tempo lontano. Ma perché queste città sommerse sono così affascinanti e meritano di essere viste? La Magia del Tempo Conservato Le città sommerse non sono solo antiche: sono intatte, preservate dalle acque che le hanno nascoste. A differenza dei siti archeologici sulla terraferma, spesso erosi dal vento e dal tempo, queste città appaiono quasi come fotografie tridimensionali di epoche passate. Immaginate di vedere statue colossali coperte da alghe, archi di pietra decorati con intricati bassorilievi, o strade ancora perfettamente lastricate. Ogni immersione è come attraversare un portale verso un tempo dimenticato. Un'Esperienza Fuori dal Comune Visitare una città sommersa è molto più che un’escursione turistica: è un’avventura che mette alla prova i vostri sensi e vi trasporta in una dimensione diversa. Nuotare accanto a un tempio sommerso o osservare da vicino le rovine di una città significa immergersi, letteralmente, nella storia. Non c’è niente di simile alla sensazione di toccare una colonna che un tempo sosteneva un edificio millenario o di nuotare attraverso un’antica strada sommersa. Un Ritorno alle Origini dell’Umanità Le città sommerse raccontano la storia della resilienza e della vulnerabilità umana. Ciascuna di queste città è stata sommersa per un motivo: cambiamenti climatici, disastri naturali, errori umani. Sono un monito per il presente e un richiamo a riflettere sul nostro impatto sul pianeta. Camminare (o nuotare) tra i resti di queste città significa anche prendere consapevolezza della fragilità della nostra civiltà e della necessità di preservare ciò che abbiamo. Una Fusione di Natura e Storia Le città sommerse sono anche meraviglie naturali. Le acque che le hanno sommerse le hanno trasformate in ecosistemi unici. Statua dopo statua, muro dopo muro, la natura ha lasciato il suo segno: coralli colorati, pesci tropicali e alghe che danzano con la corrente. Visitarle significa anche osservare come la natura abbia abbracciato queste reliquie, rendendole parte di sé. Un'Esperienza Spirituale Esplorare una città sommersa non è solo una questione di curiosità storica. Per molti, è un’esperienza spirituale. C’è qualcosa di profondamente commovente nel trovarsi davanti a un tempio sommerso o a un’antica abitazione. Questi luoghi ci ricordano che, sebbene il tempo passi, qualcosa di ogni civiltà rimane. È un invito a riflettere sulla nostra mortalità, ma anche sulla capacità dell’uomo di lasciare un segno. Un Viaggio da Raccontare Visitare una città sommersa è un’esperienza che lascia il segno. Non è un viaggio ordinario, e ogni momento trascorso in questi luoghi diventa un ricordo da custodire e condividere. Raccontare di un’immersione a Thonis-Heracleion o di una nuotata tra le rovine di Shicheng significa portare con sé una storia che pochi altri possono narrare. Come Prepararsi per il Viaggio Attrezzatura: Sia che decidiate di immergervi o di osservare dalla superficie, assicuratevi di avere l’attrezzatura adatta. Conoscenza: Documentatevi sulla storia del sito prima di partire; una conoscenza approfondita arricchirà l’esperienza. Rispetto: Questi luoghi sono patrimoni culturali e naturali; trattateli con cura, senza disturbare i loro delicati equilibri. Le città sommerse sono la dimostrazione che il passato può essere sepolto, ma mai dimenticato. Sta a voi scegliere se scoprire questi segreti nascosti, trasformando il viaggio in un’avventura che resterà nel cuore per sempre.© Riproduzione Vietata
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In azienda, in famiglia e nella vita sociale la figura della donna è vista con sfaccettature diverse, ad uso di chi le guardaIn un mondo maschilista, ancora oggi, per quanto si facciano pubbliche negazioni sulla condizione di disparità tra l'uomo e la donna, si tende a considerarla un figura fragile, se non debole, pavida e sottomessa.Considerata necessaria per la vita dell'uomo ma senza ruoli ufficialmente di prestigio, tenuta in considerazione quanto basta per delimitarne il cammino, imprimere l'influenza su di essa attraverso il bisogno, il denaro e i figli.La si fa parlare e partecipare alla vita sociale, nelle nazioni occidentali, ma quanto basta, non troppo e si lavora per caricarla di impegni, che generano sensi di colpa se non può eseguirli, un'arma psicologica silenziosa che non lascia segni.Ma la donna è altro, anche gli uomini non riescono a comprenderne la sua natura, se non quella che fa comodo a loro, nonostante la dominino, non capiscono che potrebbero essere loro, in futuro, i domati.Vorrei ricordare le parole di Gandhi sulle donne:Se soltanto le donne si dimenticassero di appartenere al sesso debole,non ho dubbio che potrebbero opporsi alla guerrainfinitamente meglio degli uomini.Dite voi cosa farebbero i vostri grandi generali e soldati, se le loro mogli, figlie,e madri si rifiutassero di approvare la loro partecipazione o tipo di militarismo.Se per forza si intende la forza morale, allora la donna è infinitamente superiore all'uomo.Non ha maggiore intuizione, maggiore abnegazione, maggiore forza di sopportazione, maggiore coraggio?Senza di lei l'uomo non potrebbe essere.Se la non violenza è la legge della nostra esistenza, il futuro è con la donna.Chi può fare appello al cuore più efficacemente di una donna?
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Cosa è la miscela ad inversione di fase e come si usano i polimeri rigenerati nelle miscele bituminose?di Marco ArezioAgli inizi degli anni 60 del secolo scorso, il manto bituminoso impermeabilizzante era costituito principalmente da carta bitumata e bitume, inoltre era stato da poco introdotto sul mercato il feltro di vetro bitumato le cui caratteristiche di stabilità dimensionale e resistenza erano particolarmente apprezzate. Nello stesso periodo, come abbiamo visto nell’articolo su Giulio Natta, si stavano sviluppando tutta una serie di catalizzatori stereospecifici che servivano per creare nuove miscele chimiche da cui sarebbero, a breve, stati polimerizzati nuovi polimeri tra cui il polipropilene. Queste nuove scoperte portarono alla manipolazione delle catene di molecole creando un ordine delle stesse dal punto di vista chimico. Il fatto di poter posizionare tutte le molecole dalla stessa parte, conferisce alla catena polimerica alcuni vantaggi, tra cui una maggiore resistenza meccanica e una maggiore resistenza al calore, definendo così il polimero ottenuto isotattico. Il suo contrario, dal punto di vista della posizione delle molecole, quindi in modo disordinato, viene definito atattico. Se vogliamo entrare un po’ in alcuni valori tecnici che caratterizzano il polipropilene isotattico possiamo sottolineare che la resistenza meccanica arriva fino a 400 Kg./mq. e la resistenza al calore fino a 150°C. Il polipropilene atattico ha invece la caratteristica di essere più malleabile ed elastico con allungamenti fino al 600%. Tra i polimeri rigenerati e gli additivi che vengono usati nelle miscele di bitume non esiste solo il polipropilene ma anche: – l’LDPE – l’HDPE – EVA – TPO – le Cariche Minerali (talco o carbonato di calcio) – le Gomme Termoplastiche – gli oli – le cere. Miscelando i polimeri rigenerati, in percentuali diverse con il bitume, a secondo della caratteristica tecnica della membrana che si vuole ottenere, avremo la modifica di diversi parametri generali: – La viscosità (aumenta) – La temperatura di rammollimento (aumenta da 60° a 150°) – La penetrazione (diminuisce, quindi aumenta la calpestabilità) – La temperatura di frattura per piegamento a freddo (diminuisce da +10° a – 20° es.) – La stabilità agli agenti atmosferici (durata) Ma cosa succede esattamente durante la miscelazione tra il bitume e i polimeri rigenerati? In gergo tecnico la reazione, tra bitume e polimeri, durante miscelazione viene chiamata Inversione di Fase. Quando si prepara una mescola la quantità di polimeri è nettamente più bassa rispetto alla quantità di bitume ma, attraverso il mescolamento a caldo degli ingredienti, ad una temperatura superiore a quella di fusione del polimero, avviene la cosiddetta inversione di fase, dove l’ingrediente minoritario, in questo caso il polimero, costituisce la fase portante della miscela, mentre l’ingrediente quantitativamente maggioritario, la fase dispersa. Per far si che avvenga l’inversione di fase è importante usare bitume distillato perché è ricco di oli della frazione maltenica compatibili con i polimeri. Durante la creazione delle ricette i produttori di membrane bitume-polimero utilizzano i polimeri rigenerati sotto forma di: – Granuli – Macinati – Densificati (solo se facilmente disperdibili) Per quanto riguarda la filtrazione dei granuli normalmente è richiesta inferiore ai 800-1000 micron, mentre per i macinati e i densificati è richiesta un grado di pulizia (lavaggio) buono e un tenore di umidità basso per non avere reazioni pericolose durante il mescolamento con il bitume caldo.Categoria: notizie - tecnica - plastica - riciclo - bitume - edilizia - polimeriVedi il prodotto finito
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Le influenze degli industriali del carbone e delle attività collegate che non volevano una legge che minasse i loro interessidi Marco ArezioSappiamo dalla storia che un motivo, tra i tanti, della grandezza dell’Inghilterra a cavallo tra il XIX° e il XX° secolo fu la propria indipendenza energetica, basata sul carbone, che permetteva all’industria di lavorare, alle case di scaldarsi e poter cucinare e ai trasporti navali di funzionare. Il risvolto della medaglia di tutto questo progresso fu l’inquinamento che pervadeva le città, Londra compresa, creando fitte coltre di nebbie composte da inquinanti dannosi derivanti alla combustione del carbone. Non si comprese, in quel periodo storico, la correlazione tra le emissioni in atmosfera causate dal carbone domestico ed industriale, e la letalità della nebbia inquinata che veniva respirata dagli uomini de dagli animali, portando a patologie respiratorie spesso inquadrate come influenza. Nonostante già nel 1880, il meteorologo Rollo Russell iniziò a credere che lo smog che si formava nelle città potesse avere un’influenza sull’aumento delle malattie e delle morti, poco si fece per risolvere il problema. Tuttavia, verso la fine del XIX° secolo iniziò ad emergere la consapevolezza che lo smog potesse essere deleterio per la salute, e che la principale causa della nebbia densa e persistente venisse proprio dalla combustione del carbone. In ogni caso, la politica cercò di non fare emergere il problema di carattere socio-sanitario, anche perché una soluzione avrebbe imposto una drastica cura, che riguardava la sostituzione del carbone sia domestico che industriale, mettendo mano ad una riforma energetica costosa e avversa agli industriali del carbone. Il silenzio proseguì fino al Dicembre 1952 quando per condizioni meteorologiche particolari, Londra fu avvolta da una nebbia fitta e maleodorante che si impossessò della città per qualche giorno. In quel periodo si verificò un repentino aumento dell’inquinamento atmosferico causato dallo stazionamento dell’anticiclo delle Azzorre che creò un’inversione termica sulla città, creando uno strato di aria fredda al suolo e uno di aria calda superiore con l’assenza di vento. L’aria calda a contatto con quella fredda creava una rugiada, facendo nascere una massiccia quantità di umidità che si mescolava agli inquinanti della combustione del carbone presenti nell’ambiente. Inoltre, la permanenza dell’aria fredda spinse ad aumentare l’uso del carbone per il riscaldamento peggiorando la situazione. Un altro fattore concomitante da tenere presente è che il carbone disponibile in Inghilterra era di pessima qualità, in quanto il migliore veniva venduto all’estero, e questo faceva si che bruciando un combustibile con alto contenuto di zolfo si liberasse nell’aria una grande quantità di anidride solforosa. Si creò quindi una coltre spessa dai 100 ai 200 metri che ammorbò l’aria sia all’esterno degli edifici che all’interno, riducendo la visibilità nei trasporti ma anche per la circolazione dei pedoni. Le vittime, nell’immediata vicinanza ai giorni del grande smog, furono 4000 solo a Londra ma, nei periodi successivi ne furono censiti circa 12.000 che potevano essere ricondotte a questo fenomeno, con l’aggiunta di circa 100.000 ammalati. Nei quattro giorni sopra detti furono rilasciate nell'atmosfera enormi quantità delle seguenti sostanze impure: - 1 000 tonnellate di particelle di fumo - 140 tonnellate di acido cloridrico - 14 tonnellate di composti di fluoro - 370 tonnellate di anidride solforosa convertite in 800 tonnellate di acido solforico Nel 1954 il ministero della salute, a fronte dell’aumento statisticamente così consistente dei morti e degli ammalati di malattie respiratorie, avanzò l’ipotesi che potesse trattarsi di un’influenza. Questi ipotesi, non si sa se spinta da interessi economici di parte, fu smentita successivamente attraverso l’osservazione della medicina generale della zona di Londra e della situazione vaccinale della popolazione, portando ad una conferma che il fenomeno era stato causato dallo smog. Il governo di allora, presieduto da Winston Churchill, cercò una via d’uscita difronte alle informazioni scientifiche presentate dal ministero della salute, per evitare una trasformazione sociale ed industriale che non sarebbe stata gradita agli elettori.Questa trasformazione contemplava: - l’abbandono dell’uso del carbone nelle abitazioni e nelle fabbriche per passare al gas, che avrebbe comportato la fine del particolato proveniente dal carbone e presente nell’aria, con una qualità della stessa in deciso miglioramento- la conversione del combustibile nelle macchine industriali - lo spostamento delle fabbriche fuori dalle città. Il 5 Luglio 1956 il parlamento Britannico promulgò la legge denominata Clean Act, che fu firmata dalla Regina Elisabetta, restando in vigore fino al 1964. Questa legge, in quanto la prima di carattere ambientale, resterà una pietra miliare nel campo del controllo della qualità dell’aria e delle emissioni inquinanti, nonostante, nei decenni successivi, fu oggetto più volte di implementazione e aggiornamento.
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