Il verdetto di appello annulla l'obbligo imposto a Shell di tagliare drasticamente le emissioni entro il 2030di Marco ArezioLa recente sentenza della Corte d'Appello dell'Aja ha avuto un impatto significativo nel panorama delle cause legali per la riduzione delle emissioni, ribaltando la decisione di primo grado che imponeva a Shell una riduzione del 45% delle emissioni di CO₂ entro il 2030 rispetto ai livelli del 2019. Questa pronuncia rappresenta una svolta sia per l'industria dei combustibili fossili sia per i gruppi ambientalisti, evidenziando le difficoltà legali e scientifiche legate all'imposizione di obiettivi climatici specifici a singole aziende. La genesi del caso: il verdetto del 2021 e le richieste ambientaliste Nel 2021, il tribunale olandese aveva stabilito che Shell dovesse ridurre le proprie emissioni in tre aree chiave: le emissioni derivanti dalle operazioni interne, quelle associate all'energia utilizzata e quelle provenienti dalla catena di fornitura e dall'uso finale dei suoi prodotti. È importante notare che la maggior parte delle emissioni di Shell, circa il 90%, appartiene proprio a quest'ultima categoria, cioè alle emissioni prodotte dai clienti che consumano i combustibili forniti dall'azienda. La sentenza rappresentava una novità nel panorama giuridico, poiché si trattava di uno dei primi casi in cui una multinazionale veniva vincolata a un obiettivo di riduzione specifico a seguito di un’azione legale condotta da gruppi ambientalisti, tra cui Friends of the Earth Netherlands (Milieudefensie). La decisione della Corte d’Appello: motivazioni e implicazioni Il recente verdetto dell’Aja ha sollevato non poche polemiche. La Corte ha infatti annullato la sentenza di primo grado sostenendo che non esiste un consenso scientifico unanime su una percentuale di riduzione delle emissioni a cui una singola azienda dovrebbe attenersi. L’imposizione di un obiettivo specifico di riduzione a Shell, ha affermato la Corte, risulta inadeguata senza un accordo consolidato su parametri condivisi a livello globale. Un altro aspetto fondamentale della decisione riguarda l'efficacia pratica dell’obbligo imposto a Shell. La Corte ha osservato che anche se Shell smettesse di vendere combustibili fossili, altre aziende potrebbero facilmente colmare quel vuoto di mercato, risultando in un taglio complessivo delle emissioni poco significativo. Questa considerazione evidenzia come l'intero settore energetico, e non solo singole aziende, debba essere coinvolto per un’efficace transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio. Le reazioni degli attivisti e la posizione di Shell La decisione ha suscitato delusione tra gli attivisti, soprattutto alla vigilia della COP29 a Baku, dove le aspettative sulle nuove politiche climatiche sono basse. Donald Pols, direttore di Milieudefensie, ha definito il verdetto come “doloroso”, pur riconoscendo alcuni punti positivi. Ad esempio, la Corte ha comunque sottolineato che Shell ha una responsabilità individuale nel contribuire alla riduzione delle emissioni e ha messo in discussione la coerenza dell'esplorazione di nuovi giacimenti di petrolio e gas rispetto agli Accordi di Parigi. Pols ha comunque dichiarato che la battaglia legale non è conclusa e che potrebbe essere presentato un ulteriore ricorso alla Corte Suprema olandese. Dall’altra parte, l'amministratore delegato di Shell, Wael Sawan, ha accolto favorevolmente la decisione, dichiarando che essa rappresenta una scelta “giusta” sia per Shell sia per il settore energetico dei Paesi Bassi. Tuttavia, Sawan ha confermato che l'obiettivo di Shell rimane quello di diventare una compagnia a emissioni nette zero entro il 2050. Questo traguardo, secondo la compagnia, verrà raggiunto tramite investimenti significativi in progetti a basse emissioni di carbonio, con un impegno finanziario di 10-15 miliardi di dollari previsto tra il 2023 e il 2025. Shell e i nuovi obiettivi di riduzione delle emissioni A fronte della complessità e delle sfide legate agli impegni di riduzione, Shell ha deciso nel marzo scorso di rivedere i suoi obiettivi di taglio delle emissioni di CO₂, limitandosi a una riduzione tra il 15 e il 20% entro il 2030 rispetto ai livelli del 2016. Questo approccio, basato sull'intensità netta di CO₂ (il rapporto tra le emissioni e l'energia prodotta), riflette una visione più pragmatica che si concentra sulla gradualità della transizione energetica, piuttosto che su riduzioni drastiche a breve termine. Un campanello d'allarme per le cause climatiche La sentenza dell’Aja rappresenta un precedente importante per le numerose cause legali avviate contro le aziende produttrici di combustibili fossili. Molte di queste azioni si basano sulla richiesta di responsabilità diretta delle aziende per il loro impatto climatico, ma il verdetto della Corte sottolinea i limiti di questo approccio quando applicato a singole imprese. La difficoltà di definire obiettivi specifici per ogni azienda, la mancanza di una chiara linea guida scientifica su percentuali di riduzione mirate, e l'interconnessione del mercato globale dei combustibili fossili evidenziano le sfide legate all'implementazione di politiche climatiche efficaci a livello aziendale. Conclusioni La sentenza della Corte d’Appello dell’Aja su Shell rappresenta un crocevia importante per le politiche climatiche aziendali e per le azioni legali che mirano a coinvolgere direttamente le aziende nella lotta al cambiamento climatico. Se da un lato il verdetto sembra rallentare le ambizioni dei gruppi ambientalisti, dall’altro sottolinea la necessità di un approccio sistemico che coinvolga sia i governi sia l'intera industria energetica. La questione di come conciliare la sostenibilità con le esigenze di un mercato globale richiederà soluzioni più articolate e concertate per garantire un'efficace transizione verso un'economia a basse emissioni. Per ora, il caso Shell evidenzia il complesso equilibrio tra responsabilità aziendali e obiettivi globali, e suggerisce che la strada verso un mondo a basse emissioni richiederà un impegno e una cooperazione che vanno oltre le singole cause legali.© Riproduzione Vietata
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L'internazionalizzazione della produzione della poliammide Italiana festeggia quest'anno i 25 anni in Sud America L'occasione è la fiera Plasticos Brasil, che si svolge al San Paolo in Brasile, per fare il punto degli obbiettivi raggiunti dal gruppo Italiano attivo nella produzione delle poliammide. Dallo stabilimento brasiliano non si guarda solo all'area nazionale, ma è un trampolino di lancio per i servizi e per i prodotti, utile per tutte le realtà del sud America, con l'obbiettivo di essere vicini ai clienti del settore delle materie plastiche. Un mercato molto ampio quello dei compounds di poliammide, che intercetta molti mercati maturi e sviluppati, diversi tra loro, realizzando un mix settoriale molto importante per l'azienda. A Plasticos Brasil, infatti, il gruppo conferma l’importanza strategica del sito produttivo brasiliano, punto di riferimento per tutto il Sud America «E’ oggi una presenza consolidata e strategica quella di RadiciGroup in Sud America – dice con orgoglio Jane Campos, South America Country Manager di RadiciGroup High Performance Polymers – Risale al 1998 il primo insediamento del gruppo, con un sito produttivo di proprietà in Brasile, vicino a San Paolo, che in questi 25 anni è cresciuto per competenza, know-how e capacità produttiva».RadiciGroup partecipa a Plasticos Brasil (stand K038) - fiera locale di riferimento per il settore dei materiali polimerici che si svolge dal 27 al 31 marzo a San Paolo - confermando dunque l’importanza strategica del mercato brasiliano e sud americano per la sua attività di produzione e commercializzazione dei tecnopolimeri a uso ingegneristico.«Nel corso degli anni – prosegue Jane Campos – la famiglia Radici ha continuato a investire nel nostro Paese, credendo fortemente nelle sue prospettive di sviluppo nei mercati automotive, elettrico/elettronico, beni di consumo e industriali.Da “outsider” siamo diventati fornitori di riferimento di questi settori, con numerosi clienti che hanno riconosciuto l’alta qualità dei nostri prodotti e l’affidabilità nel servizio. Questo è stato possibile grazie a un forte commitment della proprietà e al supporto della struttura centrale di High Performance Polymers, oltre che a un graduale e significativo piano di investimenti per garantire la crescita, la sostenibilità e l’innovazione nel business».L’attività in Brasile e Sud America è altamente strategica per la Business Area High Performance Polymers - ha detto Maurizio Radici, Vice Presidente e COO di RadiciGroup – e può contare su una struttura globale contraddistinta da un network di unità produttive e commerciali in Europa, Nord e Sud America e Asia, che consente di soddisfare clienti globali e locali con un’offerta completa, innovativa e sostenibile. Ecco perché anche qui abbiamo deciso man mano di rinforzare la nostra presenza attraverso nuove e moderne linee di produzione, incrementando la capacità produttiva e quindi il nostro livello di efficienza».Traduzione automatica. Ci scusiamo per eventuali inesattezze. Articolo originale in Italiano.Fonte: Gruppo Radici
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Un Approfondimento sulle Migliori Pratiche per Ridurre gli Inquinanti Interni e Proteggere la Salute degli Occupantidi Marco ArezioLe abitazioni moderne, pur essendo luoghi di rifugio e comfort, possono anche diventare fonti di esposizione a numerosi inquinanti ambientali. Questi inquinanti possono derivare da una varietà di fonti interne ed esterne, portando a potenziali rischi per la salute. Questo articolo esplorerà le origini di tali inquinanti, i meccanismi attraverso i quali si formano, i loro effetti sulla salute umana, e le strategie per ridurre l'esposizione e proteggere la salute degli occupanti. Inquinanti Domestici: Dettagli e Implicazioni Sostanze Volatili Organiche (VOCs) Le sostanze volatili organiche sono composti organici che hanno un'elevata pressione di vapore a temperatura ambiente. La loro capacità di evaporare rapidamente li rende comuni in molti prodotti di uso quotidiano come vernici, solventi, e materiali di costruzione. Origine: Vernici, verniciature, adesivi, prodotti per la pulizia, cosmetici, e mobili trattati. Effetti sulla Salute: L'esposizione può causare irritazioni degli occhi, della gola e del naso, mal di testa e in casi gravi può influire sul fegato, sui reni e sul sistema nervoso centrale. Misure di Prevenzione: Utilizzo di prodotti con basso contenuto di VOC, arieggiare adeguatamente durante l'uso di tali prodotti, e preferire alternative naturali quando possibile. Particolato Fine (PM2.5 e PM10) Il particolato è costituito da particelle solide o liquide sospese in aria, di dimensioni variabili ma generalmente inferiori a 10 micron (PM10) e 2.5 micron (PM2.5). Origine: Processi di combustione (es. stufe, veicoli), attività di costruzione, e polvere domestica. Effetti sulla Salute: Può penetrare profondamente nei polmoni e persino entrare nel flusso sanguigno, causando problemi respiratori, malattie cardiovascolari, e a lungo termine può contribuire allo sviluppo di malattie croniche e cancro. Misure di Prevenzione: Utilizzo di purificatori d'aria, mantenimento di un'adeguata ventilazione, e limitazione dell'uso di fonti di combustione interna. Radon Il radon è un gas radioattivo naturale derivante dal decadimento dell'uranio nel suolo, nelle rocce e nell'acqua e può accumularsi in ambienti chiusi come le abitazioni. Origine: Penetrazione del gas dal suolo attraverso crepe nelle fondamenta delle case. Effetti sulla Salute: L'esposizione prolungata è una delle principali cause di cancro ai polmoni non legato al fumo. Misure di Prevenzione: Realizzazione di test del radon regolari e installazione di sistemi di mitigazione del radon se i livelli sono elevati. Muffe Le muffe sono microrganismi che possono crescere su quasi ogni superficie umida, rilasciando spore e sostanze potenzialmente tossiche. Origine: Alta umidità, scarsa ventilazione, perdite d'acqua. Effetti sulla Salute: Problemi respiratori, reazioni allergiche, e in alcuni casi, tossicità diretta dovuta all'esposizione a micotossine. Misure di Prevenzione: Controllo dell'umidità nella casa (idealmente tra il 30% e il 50%), riparazione di perdite, e pulizia regolare di aree a rischio come bagni e cucine. Prodotti di Combustione I prodotti di combustione includono monossido di carbonio, biossido di azoto e altre sostanze chimiche nocive che possono essere rilasciate da apparecchiature di riscaldamento mal mantenute o mal funzionanti. Origine: Apparecchiature di riscaldamento a gas, stufe a legna, caminetti, e motori di veicoli in garage annessi. Effetti sulla Salute: Il monossido di carbonio può essere letale, in quanto impedisce il trasporto di ossigeno nel corpo. Altri gas possono aggravare condizioni respiratorie e cardiovascolari. Misure di Prevenzione: Manutenzione regolare delle apparecchiature di riscaldamento, installazione di rilevatori di monossido di carbonio, e garanzia di una buona ventilazione durante l'uso di questi dispositivi. Effetti sulla Salute degli Inquinanti Domestici Gli effetti sulla salute dei vari inquinanti domestici possono variare ampiamente a seconda del tipo di inquinante, della durata dell'esposizione, della concentrazione e delle condizioni di salute preesistenti degli individui esposti. Ecco un approfondimento sugli effetti sulla salute dei principali inquinanti domestici. Sostanze Volatili Organiche (VOCs) Le VOCs possono avere una vasta gamma di effetti sulla salute, da lievi a gravi, a seconda della concentrazione e della durata dell'esposizione: Effetti a Breve Termine: Irritazione degli occhi, del naso e della gola, mal di testa, nausea, e vertigini sono comuni. Questi sintomi sono spesso reversibili una volta cessata l'esposizione. Effetti a Lungo Termine: Esposizioni prolungate o elevate concentrazioni possono portare a danni al fegato, ai reni e al sistema nervoso centrale. Alcune VOCs, come il benzene e il formaldeide, sono state classificate come cancerogene per l'uomo. Particolato Fine (PM2.5 e PM10) Il particolato fine, a causa delle sue dimensioni ridotte, può penetrare profondamente nei polmoni e persino entrare nel flusso sanguigno: Sistema Respiratorio: Aggravamento dell'asma, bronchite cronica e ridotta funzione polmonare sono comuni in individui esposti a lungo termine a particelle sottili. Sistema Cardiovascolare: L'esposizione a lungo termine è stata collegata ad aumenti nel tasso di attacchi cardiaci, ictus e alta pressione sanguigna. Mortalità Prematura: In ambienti con alta concentrazione di PM2.5, è stata osservata una correlazione con un aumento della mortalità prematura. Radon Il radon, essendo un gas radioattivo, ha effetti particolarmente gravi sulla salute: Cancro ai Polmoni: Il radon è la seconda causa di cancro ai polmoni dopo il fumo di sigaretta e la principale tra i non fumatori. Il rischio aumenta proporzionalmente con la concentrazione di radon e la durata dell'esposizione. Muffe Le muffe possono causare una varietà di problemi di salute, particolarmente in individui con sensibilità preesistenti: Reazioni Allergiche: Le spore di muffa possono scatenare starnuti, eruzioni cutanee, occhi rossi e un naso che cola. Problemi Respiratori: In persone asmatiche o con problemi respiratori preesistenti, le muffe possono aggravare i sintomi e causare difficoltà respiratorie. Effetti Tossici: Alcune muffe producono micotossine che possono essere tossiche se ingerite o inalate, potenzialmente causando effetti nocivi gravi e a lungo termine. Prodotti di Combustione I prodotti di combustione, come il monossido di carbonio (CO) e il biossido di azoto (NO2), hanno effetti specifici sulla salute: Monossido di Carbonio: Il CO lega l'emoglobina più efficacemente dell'ossigeno, riducendo l'ossigenazione degli organi vitali, il che può essere fatale in dosi elevate. Biossido di Azoto: L'esposizione al NO2 può irritare le vie respiratorie, aggravare le condizioni asmatiche e aumentare la suscettibilità a infezioni respiratorie. Strategie di Difesa dagli Inquinanti Domestici Per mitigare gli effetti nocivi degli inquinanti domestici e migliorare la qualità dell'aria interna, è fondamentale adottare una serie di strategie di difesa efficaci. Queste strategie possono essere applicate a livello individuale, familiare e comunitario per ridurre l'esposizione e proteggere la salute di tutti gli occupanti. Ecco un approfondimento sulle principali strategie di difesa contro gli inquinanti domestici: Migliorare la Ventilazione Una ventilazione adeguata è fondamentale per diluire gli inquinanti interni con aria fresca esterna. Questo può essere realizzato attraverso diverse pratiche: - Apertura di finestre e porte quando possibile per favorire il flusso d'aria naturale. - Utilizzo di ventilatori nei punti strategici per promuovere un efficace scambio d'aria. - Installazione di sistemi di ventilazione meccanica controllata che possono garantire un flusso costante di aria fresca e pulita all'interno dell'edificio. Utilizzo di Materiali e Prodotti a Basso Emissione Scegliere materiali e prodotti che rilasciano minori quantità di inquinanti può ridurre significativamente la presenza di sostanze nocive in casa: - Vernici, adesivi e sigillanti a basso contenuto di VOC per ridurre l'esposizione a composti organici volatili. - Mobili e pavimenti certificati che non emettono sostanze chimiche nocive. - Prodotti di pulizia ecologici che non contribuiscono all'inquinamento interno. Purificazione dell'Aria L'uso di purificatori d'aria è un altro metodo efficace per rimuovere gli inquinanti dall'ambiente domestico: - Purificatori con filtri HEPA possono catturare particelle molto fini, inclusi pollini, spore di muffa, e particolato fine. - Purificatori con filtri a carboni attivi sono utili per assorbire gas e odori, inclusi VOCs e fumi di cucina. Controllo dell'Umidità e Prevenzione delle Muffe Mantenere un livello di umidità adeguato è essenziale per prevenire la crescita di muffe: - Utilizzo di deumidificatori in ambienti particolarmente umidi come cantine e bagni. - Riparazione di perdite da tubature, tetti, e finestre per evitare accumuli di umidità. - Pulizia regolare delle superfici a rischio per evitare l'accumulo di condensa e la crescita di muffe. Rilevamento e Mitigazione del Radon Il radon è un gas invisibile e inodore che può rappresentare un serio rischio per la salute se presente in alte concentrazioni: - Test del radon devono essere effettuati per determinare la presenza e la concentrazione del gas. - Sistemi di mitigazione del radon, come la ventilazione sottovuoto del suolo, possono essere installati per ridurre i livelli di radon in casa. Manutenzione Regolare degli Apparecchi di Combustione Apparecchi che bruciano combustibili fossili possono emettere inquinanti pericolosi se non mantenuti correttamente: - Ispezione e manutenzione annuale di stufe, caldaie, e camini per assicurarsi che siano in buone condizioni operative e non producano livelli eccessivi di monossido di carbonio o altri inquinanti. - Installazione di rilevatori di monossido di carbonio per allertare gli occupanti in caso di livelli pericolosi di gas. Conclusione Le abitazioni moderne, pur essendo luoghi di rifugio e sicurezza, possono ospitare numerosi inquinanti ambientali che rappresentano rischi significativi per la salute. È essenziale comprendere le origini di questi inquinanti, i meccanismi della loro formazione e i potenziali effetti sulla salute per poter adottare misure efficaci di prevenzione e mitigazione. Attraverso strategie come la migliorata ventilazione, l'uso di materiali a basso emissione, la purificazione dell'aria, il controllo dell'umidità, il rilevamento e la mitigazione del radon, e la manutenzione regolare degli apparecchi di combustione, è possibile ridurre significativamente l'esposizione agli inquinanti domestici. Implementare queste pratiche non solo protegge la salute degli occupanti ma migliora anche la qualità della vita all'interno delle abitazioni. Investire nella qualità dell'aria interna è una scelta fondamentale per garantire un ambiente domestico sano e sicuro per tutti.
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Come un Flirt in un team aziendale potrebbe influire sui risultati lavoratividi Marco ArezioChe siano aziende grandi, in cui esistano diversi gruppi di lavoro divisi per differenti attività interne, che di piccole aziende, in cui un unico team si occupa delle attività aziendali, la componente umana è il motore di qualsiasi impresa. Le persone lavorano sempre a stretto contatto e dividono, non solo gli obbiettivi di budget che l’azienda ha deciso anno per anno, ma anche gli spazi e il loro tempo, attraverso una socialità che permette loro di portare avanti le attività per cui sono state assunte. Come in ogni ambito sociale all’interno dei teams di lavoro si devono creare degli equilibri tra le persone, linee di confini non visibili, gerarchie a volte non scritte e il confronto con reazioni caratteriali differenti. Come in una squadra di calcio, basket o di un altro sport collettivo, una grande scommessa che fa il coach, nel nostro caso il dirigente o il responsabile della squadra, è lavorare per amalgamare i componenti del team, smussare i caratteri, accrescere la fiducia collettiva, aumentare la competitività, in pratica applicare quello che è chiamato “gioco di squadra”. Sembra semplice scegliere un certo numero di collaboratori, senza conoscerli, metterli a lavorare insieme e pretendere dei risultati dopo un certo periodo, dando per scontato che questi arrivino nelle quantità e nella qualità desiderata. E’ pur vero che qualcuno vince alla lotteria, a fronte di milioni di perdenti, ma in azienda l’azzardo eccessivo ricade sempre sul leader. Questo dovrebbe preoccuparsi di avere un team coeso, collaborativo, fiducioso, con obbiettivi condivisi e con relazioni interpersonali corrette e costruttive. Per realizzare un equilibrio così importante tra le persone è necessario investire tempo tra loro, conoscerne i difetti e i pregi, condividere il senso collaborativo delle loro relazioni professionali, in modo da ridurre gli individualismi innati nell’uomo e il senso di prevalenza, l’uno sull’altro, che distruggerebbe lo spirito di squadra. Per accrescere il senso di appartenenza al team e ridurre la sterile competizione individuale, che porterebbe a lotte intestine, invidie, dispetti ed azioni che si ripercuoterebbero negativamente sui risultati aziendali, è importante anche vivere insieme dei momenti di vita comune fuori dal contesto aziendale. Una gita o un programma di gite, sostenute dall’azienda, in località culturali o di svago hanno la forza di accrescere quello spirito di unione e condivisione, in un ambito in cui le difese personali sono meno rigide, le confidenze e la conoscenza delle persone si mostrano più profonde e con esse il loro legame. Cambia la percezione reciproca, spostando l’asse da un concetto di collega ad uno di persona, con la speranza che il tempo riesca a portare in azienda meno colleghi e più persone. Nei gruppi di lavoro, specialmente quelli giovani, vivono sempre speranze ed aspettative anche non professionali, dove le preferenze di tipo sentimentale sono all’ordine del giorno. Il mondo del lavoro non è differente rispetto a quello che può succedere in momenti di socialità quotidiani, dove le persone si scelgono, o sperano di farlo, perseguendo sempre la ricerca, consapevolmente o meno, di un contatto umano sotto diverse forme. Quando questo approccio dovesse diventare concreto all’interno dello stesso team di lavoro, specialmente se questo è composto da molte persone, è bene rendersi conto della situazione e mettere in conto la possibilità di un mutamento degli equilibri interni. Il flirt tra due componenti del gruppo potrebbe creare invidie e gelosie tra alcune persone che avevano probabilmente speranze reciproche verso una delle due, creando un senso di frustrazione e di rifiuto, non solo verso di loro, ma anche del gruppo stesso. Qui entra in gioco la minaccia all’armonia collettiva, in quanto esisteranno fazioni a cui l’episodio non creerà nessun effetto collaterale e, altre, che genereranno delle conseguenze. Una o più persone frustrate del team non riusciranno più, probabilmente, ad avere rapporti costruttivi e collaborativi, ma potranno, consciamente o inconsciamente, mettere in campo azioni punitive per il rifiuto subito. Questo può creare un attrito crescente tra il gruppo, senza magari capirne le motivazioni e senza poter sapere come recuperare il clima costruttivo di prima. Solo un’attenta osservazione delle singole persone all’interno del team di lavoro e la loro pregressa conoscenza personale, può indurre il responsabile a pensare che esistano motivazioni di carattere extra lavorativo che stanno minacciando il funzionamento del gruppo. Nel rispetto della privacy dei singoli, è importante incrementare l’interlocuzione personale con tutti i componenti, singolarmente, e spingerli ad esternare i loro problemi e a raccontare la loro visione delle difficoltà del gruppo. Incrociando i dati raccolti, amalgamandoli con quelli immagazzinati nel tempo, confrontandoli con un prima e un dopo, si può arrivare ad individuare le aree del problema, ponendo in atto delle azioni che disinneschino le sensazioni negative della o delle persone che stanno vivendo male il momento.
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I Rifiuti li buttiamo? No, saranno la benzina per i nostri investimentidi Marco ArezioQuando si parla di rifiuti ci vengono in mente spesso le discariche, le città con le strade piene di cumoli di immondizia o le scene che si vedono in televisione sulle isole galleggianti di plastica negli oceani. Ma in realtà, i rifiuti possono essere ben altre cose, se vogliamo vederli sotto una luce diversa, se ci pensiamo un attimo prima di buttare nell’ambiente una bottiglia di vetro o di plastica, o un sacchetto o un giornale o una classica buccia di banana. Si, perché i rifiuti possono essere davvero il tesoro che non capiamo, la benzina per far muovere il mondo, il mezzo per salvare il pianeta dai gas serra, la chiave per eliminare la deforestazione e il modo per avere i mari più puliti e più popolati di pesci. Utopia? No, quella la lasciamo ai sognatori, chi è più concreto, un giorno, si è chiesto cosa farebbe se avesse a disposizione 100.000 tonnellate di rifiuti organici che derivano dalle cucine delle nostre abitazioni e dal verde di scarto delle nostre città e paesi. La A2A, azienda Italiana attiva nel riciclo dei rifiuti e promotore della produzione di energia sostenibile, ha dato una risposta concreta a questo quesito, infatti, ha deciso di costruire, in provincia di Pavia, un impianto che potesse trattare quella quantità di rifiuti organici, con lo scopo di produrre compost, un concime ecologico, ed energia elettrica attraverso la produzione di biometano. Attraverso la digestione anaerobica, sarà possibile produrre 8,2 milioni di metri cubi di biometano che andranno ad alimentare i consumi energetici di circa 20.000 persone, inoltre si potrà produrre circa 20.000 tonnellate di compost da utilizzare, come fertilizzante bio, nella lavorazione dei campi, senza inquinare le falde ed avvelenare gli uccelli con l’uso dei concimi chimici. L’impianto, oltre ad essere un esempio chiaro di come si possono investire i rifiuti invece che buttarli, aiuta la comunità territoriale a ridurre la dipendenza dalle fonti fossili per produrre energia. Se si moltiplicassero queste tipologie di investimenti, in Italia si potrebbe produrre oltre 6 miliardi di metri cubi di biometano, che equivarrebbe a circa il 22% di quanto importavamo dalla Russia, e circa il 10% del fabbisogno nazionale in un anno. Le importazioni di energia Italiane si possono calcolare in circa il 78% del fabbisogno nazionale, contro circa il 60% degli altri paesi Europei, valori questi che devono spingerci a pensare che sia giusto aumentare le leve energetiche nazionali e rinnovabili, come il vento, il sole, l’acqua e i rifiuti. Un’ulteriore nota importante è che, attraverso il massiccio utilizzo dei rifiuti, è possibile azzerare o minimizzare il conferimento in discarica. Categoria: notizie - rifiuti organici - economia circolare - riciclo
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