Sostenibilità, consulenza strategica e innovazione tecnologica ridefiniscono il ruolo dei commercialisti under 40di Marco ArezioNegli ultimi anni, il mondo professionale dei commercialisti sta vivendo una trasformazione significativa, e la sostenibilità è al centro di questo cambiamento. Con il crescente riconoscimento dell'urgenza di affrontare le problematiche ambientali, la sostenibilità non è più vista solo come una tendenza, ma come una componente strategica per il futuro delle professioni, inclusa quella dei commercialisti. Secondo diverse analisi del settore, una percentuale crescente di giovani professionisti considera la sostenibilità un campo di specializzazione prioritario, il che indica una chiara direzione verso un futuro più "green" e consapevole. La Sostenibilità Come Specializzazione del Futuro La domanda di competenze legate alla sostenibilità è in forte crescita, non solo nel settore industriale o nel campo della consulenza strategica, ma anche tra i commercialisti. In particolare, i giovani professionisti sembrano essere tra i principali promotori di questa tendenza. Oltre il 60% di coloro che hanno meno di 40 anni considerano la sostenibilità una delle aree su cui concentrarsi per offrire un valore aggiunto ai propri clienti. Questo orientamento si riflette anche nella crescente richiesta di consulenze su modelli economici sostenibili, efficienza energetica, riduzione delle emissioni di carbonio e ottimizzazione dei processi aziendali in ottica di economia circolare. Consulenza Strategica e Innovazione Tecnologica Oltre alla sostenibilità, la consulenza strategica e l'innovazione tecnologica rappresentano due ambiti chiave su cui i giovani commercialisti stanno costruendo le loro carriere. Questi professionisti sono chiamati a supportare le imprese nell'adozione di nuovi modelli di business che integrino pratiche sostenibili e digitalizzazione dei processi. La crescente complessità normativa e fiscale che circonda la sostenibilità ambientale richiede un expertise specifico, che solo chi si specializza in queste aree è in grado di fornire. Le Nuove Sfide: La Tecnologia e la Normativa La tecnologia, in particolare, rappresenta una sfida e un'opportunità. L'automazione dei processi contabili e fiscali, l'uso dell'intelligenza artificiale e il miglioramento della gestione dei dati sono tutti elementi che possono aumentare l'efficienza operativa e ridurre i costi, ma richiedono anche una preparazione adeguata. Inoltre, la complessità delle normative sulla sostenibilità, sia a livello nazionale che internazionale, impone ai commercialisti di tenersi costantemente aggiornati, in modo da fornire consulenze allineate con le normative vigenti e in grado di anticipare i cambiamenti futuri. Leadership e Consapevolezza: Un Nuovo Approccio Il passaggio verso una mentalità green non riguarda solo competenze tecniche, ma anche una nuova visione della leadership. I giovani commercialisti stanno assumendo ruoli sempre più centrali nel guidare il cambiamento all'interno delle organizzazioni. Sono loro i portatori di una consapevolezza collettiva della necessità di adottare strategie aziendali sostenibili che non solo rispondano alle richieste normative, ma che siano anche orientate a lungo termine verso un miglioramento complessivo della gestione delle risorse. Il Futuro della Professione: Una Visione Ottimista Mentre alcuni vedono nel cambiamento una sfida complessa da affrontare, molti giovani commercialisti abbracciano con entusiasmo le nuove opportunità offerte dal focus sulla sostenibilità. Essi vedono in questo approccio non solo una necessità dettata dalle circostanze, ma una reale occasione per differenziarsi e creare valore. Il futuro della professione sembra quindi essere fortemente legato a una visione integrata in cui sostenibilità, tecnologia e consulenza strategica lavorano insieme per offrire un servizio di alto livello, capace di rispondere alle esigenze sempre più sofisticate delle imprese moderne. In conclusione, i giovani commercialisti stanno ridefinendo il proprio ruolo nel mondo del lavoro. La sostenibilità, un tempo considerata una questione marginale, è ora al centro delle competenze richieste e delle opportunità future. Questo trend non solo cambia il modo in cui i commercialisti operano, ma contribuisce a plasmare un'economia più verde e resiliente, capace di rispondere alle sfide globali con soluzioni innovative e responsabili.
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Racconti. La Caduta del Burattinaio e il Trionfo della GiustiziaMaggio 2024di Marco Arezio. Una vita lavorativa spesa nelle direzioni commerciali e marketing di aziende internazionali del settore del riciclo e dell'ambiente, si appassiona alla scrittura fin da giovane. Amante della storia, dell'ambiente e della slowlife, pubblica i suoi romanzi gialli e saggi su Amazon.Racconti. Scomparsa della Nave Londra. Capitolo 4: La Soluzione del CasoIl sole stava sorgendo su Napoli, colorando il cielo con sfumature di arancione e rosa, mentre Marco Ferri ed Elisa Romano guardavano dalla finestra dell'ospedale. Le ferite riportate durante il confronto finale stavano guarendo lentamente, ma le cicatrici lasciate dalla loro indagine erano più profonde. Erano stati celebrati come eroi, ma sapevano che c'erano ancora domande senza risposta.Dopo il raid al magazzino, l'Interpol aveva avviato un'operazione internazionale che aveva portato all'arresto di numerosi membri della rete criminale coinvolta nei traffici illeciti. Le prove raccolte da Ferri ed Elisa erano state fondamentali per smantellare la rete, ma un ultimo pezzo del puzzle mancava ancora: chi era il mandante dietro queste operazioni? Durante il recupero della chiavetta USB, l'ispettore dell'Interpol aveva scoperto che alcune delle email compromettenti erano state inviate da un server localizzato in Svizzera. Le autorità elvetiche, note per la loro riservatezza, avevano inizialmente rifiutato di collaborare, ma sotto la pressione internazionale, alla fine avevano accettato di aprire un'indagine.Con il recupero delle prove elettroniche, si scoprì che dietro i traffici illeciti c'era un consorzio di imprese multinazionali e funzionari governativi corrotti, coordinati da un uomo noto solo con il soprannome di "Il Burattinaio". Ferri ed Elisa avevano finalmente un nome: Fabrizio Conti, un influente uomo d'affari italiano con legami politici e internazionali. Fabrizio Conti era noto per la sua filantropia e il suo impegno in cause ambientali, ma dietro questa facciata si nascondeva una mente criminale, orchestratrice di traffici che avevano devastato il Mediterraneo per anni.Con le nuove informazioni, Ferri ed Elisa si misero sulle tracce di Conti. Sapevano che sarebbe stato un compito difficile, dato il suo potere e le sue connessioni. Decisero di collaborare con un team speciale dell'Interpol per monitorare i suoi movimenti e raccogliere prove sufficienti per un arresto. Dopo settimane di sorveglianza e raccolta di informazioni, riuscirono a localizzare Conti in una villa lussuosa sulla costa amalfitana. Con un mandato di cattura internazionale, l'Interpol organizzò un'operazione per arrestarlo. Ferri ed Elisa, nonostante le ferite ancora fresche, insistettero per essere presenti.L'operazione scattò all'alba. Le forze speciali circondarono la villa, e Ferri ed Elisa osservarono da una distanza di sicurezza. L'aria era carica di tensione mentre gli agenti si avvicinavano silenziosamente alla villa. Quando finalmente entrarono, trovarono Conti nel suo ufficio, circondato da documenti e computer. Conti, preso alla sprovvista, non oppose resistenza. Fu ammanettato e portato via sotto gli occhi attenti di Ferri ed Elisa. Le prove raccolte nel suo ufficio erano schiaccianti: transazioni finanziarie, piani dettagliati dei traffici illeciti e comunicazioni con vari complici.Con l'arresto di Fabrizio Conti, la rete criminale fu definitivamente smantellata. Le autorità internazionali collaborarono per bonificare le aree contaminate e assicurare che le rotte marittime del Mediterraneo fossero più sicure. La storia della "Londra" e della "Marea" divenne un simbolo della lotta contro i traffici illeciti e dell'importanza della cooperazione internazionale.Ferri ed Elisa, finalmente, poterono tirare un sospiro di sollievo. Avevano affrontato pericoli inimmaginabili, ma la loro determinazione e il loro coraggio avevano fatto la differenza. La loro storia fu raccontata in libri e documentari, e il loro lavoro ispirò nuove generazioni di investigatori.Marco Ferri decise di ritirarsi dall'attività investigativa, scegliendo di dedicarsi all'insegnamento e alla formazione di nuovi agenti. Elisa Romano continuò a lavorare come giornalista investigativa, utilizzando la sua esperienza per smascherare altre ingiustizie nel mondo."Sarà difficile lasciare questo lavoro," disse Ferri. "Ma so che sto facendo la cosa giusta.""Non sarà facile neanche per me," rispose Elisa. "Ma dobbiamo seguire il nostro cuore." Il Mediterraneo, pur rimanendo un teatro di complesse dinamiche geopolitiche, vide un miglioramento significativo nella sicurezza marittima e nella cooperazione internazionale. Le nuove leggi e regolamenti furono implementati per prevenire ulteriori traffici illeciti, e le nazioni del Mediterraneo unirono le forze per proteggere il loro prezioso mare.In una cerimonia solenne, Ferri ed Elisa furono premiati per il loro contributo straordinario alla giustizia."Guardando il mare scintillante," disse Ferri, "sento che il nostro sacrificio non è stato vano.""Sì," rispose Elisa. "Abbiamo affrontato l'oscurità e ne siamo usciti vittoriosi." La storia della "Londra" era giunta alla sua conclusione, ma il suo impatto avrebbe continuato a risuonare per anni, un monito per coloro che cercavano di sfruttare il Mediterraneo per scopi nefasti. Marco Ferri ed Elisa Romano avevano dimostrato che, anche nelle tenebre più fitte, la luce della verità e della giustizia può brillare e guidare il cammino verso un futuro migliore.© Vietata la Riproduzione
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Un’inchiesta storica sulle operazioni di spionaggio industriale condotte dalla CIA negli anni ’90 contro le multinazionali francesi dell’energia e dell’aerospaziodi Marco ArezioNegli anni Novanta, l’Europa stava ridefinendo il proprio ruolo nel mondo globale. La Guerra Fredda era finita, l’Unione Sovietica si era dissolta e gli Stati Uniti si trovavano in una posizione di dominio senza rivali. Ma dietro il mito di una nuova era di collaborazione internazionale, nelle pieghe della competizione economica si muovevano forze oscure: la guerra silenziosa dei servizi segreti. La Francia, con le sue multinazionali dell’energia e dell’aerospazio, fu una delle principali vittime di questa lotta invisibile. I documenti e le rivelazioni trapelate a partire dalla metà degli anni ’90 portarono a galla un’operazione sistematica della CIA volta a sottrarre informazioni strategiche alle imprese europee, con l’obiettivo di favorire i colossi americani. Un nuovo nemico dopo la Guerra Fredda Per quasi mezzo secolo, le agenzie d’intelligence occidentali avevano avuto un compito chiaro: contenere l’influenza sovietica. Con la caduta del Muro di Berlino, quel nemico svanì improvvisamente, e il ruolo delle strutture spionistiche dovette essere reinventato. Negli Stati Uniti si diffuse la convinzione che la supremazia economica fosse il nuovo terreno di scontro. Le imprese americane dovevano essere protette dalla concorrenza “sleale” delle aziende europee e asiatiche, spesso accusate di ricevere sussidi governativi. Il terreno fertile fu quello dell’energia, settore in cui Francia e Stati Uniti si fronteggiavano con interessi contrapposti. Il cuore della questione: contratti miliardari Nel mirino della CIA finirono soprattutto i giganti francesi come Électricité de France (EDF), GDF (poi Engie), Elf Aquitaine e aziende legate al nucleare e all’aerospazio, come Aérospatiale. Le accuse emerse negli anni ’90 rivelarono che l’intelligence americana aveva messo in atto intercettazioni e attività di sorveglianza volte a carpire i segreti industriali e le strategie di negoziazione di queste società. L’obiettivo era duplice: da un lato, conoscere in anticipo le offerte francesi per contratti miliardari in Medio Oriente e Asia; dall’altro, trasmettere queste informazioni ai colossi americani come Exxon, Mobil o Boeing, che potevano così battere i concorrenti europei sul tempo. Il caso Elf Aquitaine e l’Algeria Uno degli episodi più discussi riguardò la compagnia Elf Aquitaine, all’epoca uno dei pilastri energetici francesi. Secondo testimonianze raccolte negli anni ’90, la CIA avrebbe spiato le trattative di Elf con il governo algerino per lo sfruttamento di giacimenti di gas e petrolio. Gli americani, grazie a intercettazioni e alleati locali, ottennero informazioni riservate sulle condizioni economiche delle offerte francesi, permettendo alle proprie aziende di avanzare proposte più competitive. Questi episodi alimentarono il sospetto che dietro la retorica della “lotta alla corruzione internazionale” – che gli USA portarono avanti attraverso leggi come il Foreign Corrupt Practices Act – vi fosse una strategia di intelligence mirata a colpire i rivali europei. Le rivelazioni di Le Monde e Time Fu soprattutto la stampa a portare alla luce lo scandalo. Nel 1993, il quotidiano francese Le Monde pubblicò una serie di inchieste che denunciavano l’esistenza di programmi di spionaggio industriale mirati contro l’Europa. Poco dopo, la rivista americana Time confermò, in un articolo divenuto celebre, che la CIA aveva effettivamente “riprogrammato” parte delle proprie attività verso la protezione degli interessi economici degli Stati Uniti. Le indagini giornalistiche, corroborate da dichiarazioni di ex agenti e parlamentari europei, misero in evidenza come la raccolta di dati economici fosse diventata una delle priorità dell’intelligence americana, spesso con la giustificazione che le aziende straniere godevano di “vantaggi sleali” dovuti al sostegno dei loro governi. La reazione francese e lo scandalo politico La Francia reagì con forza. Nel 1995, il presidente Jacques Chirac denunciò apertamente il rischio di una “guerra economica” condotta con mezzi occulti. All’interno dell’Eliseo si rafforzò la convinzione che l’alleanza transatlantica fosse in realtà un terreno ambiguo, dove gli interessi nazionali venivano sistematicamente sacrificati. A Parigi si rafforzò il ruolo della Direction Générale de la Sécurité Extérieure (DGSE), i servizi segreti francesi, che ottennero maggiori fondi e autonomia per proteggere le imprese nazionali. Nello stesso periodo si moltiplicarono i casi di “controspionaggio” volto a intercettare i tentativi americani. Le tecnologie della sorveglianza: da Echelon a internet Un punto centrale dell’inchiesta fu la scoperta del sistema Echelon, rete di sorveglianza globale gestita da Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Australia e Nuova Zelanda. Nato negli anni della Guerra Fredda per monitorare le comunicazioni sovietiche, negli anni ’90 Echelon fu adattato allo spionaggio economico, permettendo l’intercettazione di telefonate, fax e prime comunicazioni elettroniche di governi e multinazionali. Attraverso questa infrastruttura, milioni di dati sensibili furono raccolti e analizzati. In Francia si parlò apertamente di “pirateria di Stato”, un’accusa che mise in crisi la fiducia tra Parigi e Washington. Una guerra invisibile e senza regole Il caso delle multinazionali francesi rivelò quanto fragile fosse il confine tra alleati e rivali. Per gli Stati Uniti, difendere la propria leadership significava anche non esitare a colpire partner storici come la Francia. Per i francesi, invece, fu la conferma che la globalizzazione non era affatto un terreno neutrale, ma un campo di battaglia in cui anche i governi “amici” giocavano sporco. Le conseguenze si riflettono ancora oggi: la diffidenza europea verso i colossi americani della tecnologia e dell’energia, così come la spinta a rafforzare un’autonomia strategica europea, hanno radici profonde negli episodi degli anni ’90. Lezioni dal passato A trent’anni di distanza, il caso della CIA e delle multinazionali francesi rimane un esempio paradigmatico di come lo spionaggio industriale sia diventato una dimensione strutturale della competizione internazionale. La guerra silenziosa degli anni ’90 anticipò dinamiche che oggi, con la digitalizzazione e il cyberspionaggio, sono all’ordine del giorno. Le domande di allora – fino a che punto uno Stato può spingersi per difendere le proprie imprese? Quali limiti etici esistono nello spionaggio economico? – restano senza risposte definitive. Ma il caso Francia vs. USA dimostra che, dietro le facciate ufficiali, la lotta per il potere economico è spietata e continua a muoversi nell’ombra.© Riproduzione Vietata
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Amore e Coraggio in un Borgo tra Misteri e Cospirazionidi Marco Arezio. Una vita lavorativa spesa nelle direzioni commerciali e marketing di aziende internazionali del settore del riciclo e dell'ambiente, si appassiona alla scrittura fin da giovane. Amante della storia, dell'ambiente e della slowlife, pubblica i suoi romanzi gialli e saggi su Amazon.Racconti. Il Segreto di Corenno Plinio. Capitolo 1: Un Sogno Condiviso Il cielo notturno avvolgeva Corenno Plinio in un abbraccio silenzioso, con le stelle che scintillavano come piccoli fari di speranza nel vasto firmamento. All'interno della loro casa in pietra, situata sulle sponde del lago, il respiro lento e regolare di Lisa riempiva l'aria di una melodia tranquilla.I suoi capelli neri e lucenti si spargevano disordinatamente sul cuscino, creando l'illusione di stormi di corvi in volo al chiaro del mattino.Andrea, seduto accanto a lei, osservava ogni dettaglio di quel quadro sereno. Certo, non sapeva cosa Lisa potesse sognare in quei momenti di quiete, ma notava ogni piccolo movimento, ogni lieve affanno che attraversava il suo respiro.Le gocce di sudore sulla sua fronte brillavano alla luce fioca della luna che si rifletteva sul lago, e lui sentiva il desiderio irresistibile di asciugarle, di parlarle, di dirle cose vane. Ma il timore di spezzare quel fragile incanto lo tratteneva, lasciandolo in silenzio a contemplare la bellezza del sonno di Lisa.Ogni notte, Andrea trovava una felicità indescrivibile nel vederla addormentata accanto a lui, persa in chissà quali sogni. Il gioco dell'averla così vicina, di poterla osservare mentre esplorava mondi onirici sconosciuti, lo riempiva di una gioia pura e semplice.Lisa, con i suoi sorrisi e le parole mormorate nel sonno, gli offriva uno spettacolo intimo e commovente. Le sue parole, a volte strane e prive di senso, sembravano eco di ricordi felici, attimi rapiti dal flusso del tempo e trasportati in un atomo onirico, veloce e sfuggente.Andrea non poteva fare a meno di sorridere osservando il viso di Lisa, accarezzando dolcemente dalla sua mano. Quel breve lampo di felicità che illuminava il suo volto sembrava un dono inaspettato, sebbene il loro cielo fosse puramente umano.La notte, con il suo ritmo lento e costante, si frantumava pian piano mentre l'alba iniziava a farsi strada sull'orizzonte, sopra le montagne verdi che circondavano il lago di Como. La luna cedeva il passo al sole nascente, e il nuovo giorno iniziava a prendere forma.Quando Lisa si svegliò, i suoi occhi incontrarono quelli di Andrea, che la guardava con una tenerezza infinita. "Cosa stai guardando?" chiese lei, con una voce ancora intrisa di sonno.Andrea sorrise, ancora avvolto nella magia di quella notte ormai svanita. "Sto guardando te," rispose, con una sincerità che riempiva l'aria di una dolcezza palpabile. "Sto pensando a quanto ti ami e a quanto siano vuote le parole per descrivere ciò che provo."Lisa lo osservò, il sorriso che affiorava sulle sue labbra era un riflesso della felicità condivisa. "Che sogni ti hanno accompagnata?" chiese Andrea, desideroso di conoscere i mondi che lei aveva esplorato durante la notte.Lisa chiuse gli occhi per un momento, cercando di afferrare i ricordi fugaci dei suoi sogni. "Ero in un luogo bellissimo," iniziò, "dove tutto era possibile. Vedevo colori e sentivo suoni che non esistono nel mondo reale. E c'eri tu, sempre accanto a me."Mentre parlava, il sole fuori esplodeva in un tripudio di luce e calore, annunciando un nuovo giorno. Andrea la ascoltava, rapito dalle sue parole, consapevole che, nonostante i sogni potessero essere effimeri, la realtà che condividevano era tangibile e preziosa.E in quel momento, con il nuovo sole che brillava alto nel cielo, sapeva di avere tutto ciò che avrebbe mai potuto desiderare: l'amore di Lisa e la promessa di infinite notti e giorni insieme, ad esplorare i misteri dei loro cuori e dei loro sogni.Il loro rifugio a Corenno Plinio, con il lago che si estendeva calmo davanti a loro e le antiche stradine di ciottoli che si snodavano attraverso il borgo, era il luogo perfetto dove coltivare il loro amore. E con ogni nuovo giorno, sapevano di essere pronti ad affrontare il futuro insieme, mano nella mano.Il borgo stesso, con le sue viuzze di ciottoli, i balconi fioriti e le scalinate che scendevano verso il lago, era parte del loro amore. Corenno Plinio era una perla nascosta del Lario: poche decine di case, il castello medievale ancora vigile, la chiesa romanica di San Tommaso di Canterbury, il sagrato affacciato sulle acque. Le auto erano bandite dal centro; qui si camminava soltanto, si ascoltava il suono dei passi sul selciato, il richiamo lontano dei pescatori che al mattino salutavano il sole con le loro barche colorate.Ogni giorno, la breva soffiava puntuale, rinnovando l’aria e portando freschezza anche nelle giornate più calde. I vecchi del paese dicevano che quel vento era la carezza del lago, un segno di fortuna, il respiro stesso della natura. Lisa lasciava spesso aperte le finestre, per permettere alla breva di attraversare la casa, mescolando i profumi del giardino – rosmarino, lavanda, rose rampicanti – con quello dell’acqua e del legno umido. Nei pomeriggi estivi, si sedevano insieme sul balcone che si affacciava sul lago, le dita intrecciate, lo sguardo perso a seguire le increspature delle onde. Andrea raccontava storie della sua infanzia a Bergamo, dei giochi sotto le mura veneziane, delle mattine in cui il padre medico lo portava con sé a visitare i pazienti nei borghi della valle. Lisa, invece, parlava della sua Val di Scalve, delle albe nel bosco con il padre boscaiolo e dei pomeriggi a osservare la madre lavorare il latte appena munto, trasformandolo in formaggi fragranti e profumati.Il borgo era per loro una culla di sogni e di radici, un luogo che, pur non avendoli visti nascere, li aveva accolti come figli. La storia di Corenno Plinio si intrecciava con le loro giornate: il racconto delle invasioni medievali, la resistenza alle guerre, la leggenda di Plinio, la presenza silenziosa dei santi e dei viandanti che nei secoli avevano trovato rifugio tra quelle pietre. Le sere d’estate, scendevano insieme lungo la scalinata antica fino al porticciolo, dove le barche ondeggiavano leggere al ritmo della breva e la luce della luna faceva brillare le acque come argento vivo.Il tempo, a Corenno Plinio, aveva un ritmo diverso. Non c’era traffico, non c’erano rumori, solo il canto degli uccelli, il suono delle campane, la voce roca di Pietro, il pescatore più anziano del paese, che ogni giorno raccontava a Lisa e Andrea storie di pescate memorabili e di tempeste affrontate con coraggio. Le giornate si susseguivano l’una all’altra come pagine di un libro prezioso: al mattino, la luce dorata riempiva la casa di energia nuova; nel pomeriggio, il silenzio del borgo invitava a passeggiare senza meta; la sera, le stelle e il lago si fondevano in un unico, immenso abbraccio.La loro felicità era fatta di dettagli minuscoli: una colazione condivisa sul balcone, una carezza rubata mentre preparavano la cena, la soddisfazione di una giornata di lavoro ben fatta, la certezza di ritrovarsi sempre, la sera, nello stesso abbraccio. Lisa e Andrea sapevano che il segreto della felicità non era nascosto in grandi avventure o imprese, ma in quei piccoli riti quotidiani che, ripetuti giorno dopo giorno, diventavano la trama stessa dell’amore.Quando la notte calava sul borgo, portando con sé il profumo della breva e il silenzio della campagna, si addormentavano sapendo che nulla era scontato, che ogni giorno era un dono da custodire e una promessa da rinnovare. Il cielo di Corenno Plinio, con le sue stelle riflesso sul lago, vegliava su di loro, silenzioso e benevolo, come a ricordare che i sogni condivisi, se coltivati con cura, sanno trasformare anche il più piccolo dei borghi in un mondo perfetto.E così, tra la pace delle pietre antiche, il respiro leggero del vento e la luce dorata dell’alba, Lisa e Andrea continuavano a vivere il loro sogno: un amore che era casa, radice, destino e rifugio. Un amore che ogni notte si faceva promessa, e ogni mattina rinascita, nel cuore segreto e incantato di Corenno Plinio.© Vietata la Riproduzione
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In azienda l’ufficio acquisti riveste un ruolo fondamentale, non solo dal punto di vista economico ma anche di stabilità e crescitadi Marco ArezioPer molti, il ruolo di direttore degli acquisti sembra uno tra i lavori manageriali più semplici, specialmente se visto da parte dei commerciali che, magari, faticano a vendere i prodotti che l’azienda produce o distribuisce a causa della concorrenza, delle dinamiche commerciali, della posizione geografica di responsabilità e dal fatto che alla fine è sempre il cliente che decide. Sembra che l’attività dell’ufficio acquisti sia più semplice perché, a ruoli invertiti, può scegliere il prodotto o il servizio che ritiene più opportuno, esamina le offerte dei fornitori, ne soppesa qualità e prezzo e poi prende una decisione. Il gioco è fatto. Ma in realtà una gestione professionale al mondo degli acquisti non funziona propriamente secondo le apparenze, perché se è vero che non c’è l’ansia della chiusura dell’ordine di vendita, inficiata magari da mille variabili, esiste la responsabilità di eseguire il miglior acquisto possibile, nelle quantità necessarie, al prezzo più corretto in quel momento, per dare continuità di fornitura all’azienda, di produzione o commercializzazione dei prodotti, costruendo un parco fornitori affidabili. E’ difficile poter parlare di regole comuni sul miglior approccio possibile al lavoro di acquisto, in quanto ogni azienda ha un mercato di riferimento e comparare le tecniche di lavoro in mercati differenti, con materiali o servizi diversi, non è corretto né utile. Ci sono infatti differenze di strategia tra l’acquisto di materie prime, di semilavorati, di prodotti da commercializzare o di servizi, inoltre ognuna di queste categorie gode di grandi diversificazioni al loro interno con dinamiche di prezzi, qualità e disponibilità che possono essere completamente differenti tra loro. Mi concentrerei piuttosto sull’aspetto comportamentale del manager che gestisce le operazioni di acquisto per conto dell’azienda, dove il suo approccio nei confronti dei fornitori possono fare la differenza per la società per cui lavorano. Esistono due teorie di lavoro e di approccio agli acquisti: - quella che ritiene che ogni soldo risparmiato nei prodotti o servizi in ingresso sono sempre soldi guadagnati per l’azienda, che potremmo quindi definire “spremitura”- quella che ritiene che sia necessario fidelizzare i fornitori come i clienti, dove il prezzo è una delle componenti del lavoro ma non l’unica, che chiameremo “fidelizzazione” Partendo dalla prima, il manager che utilizza la tattica della spremitura del fornitore, ci troviamo di fronte ad una persona che conosce il potere che può esercitare in fase di trattativa, riesce bene nel ruolo di intransigente demolitore dei prezzi, può cambiare frequentemente i fornitori che non rientrano nelle sue esigenze di prezzo, e dà per scontato che disponga di una sufficiente attrattiva di business per cui possa pescare dal mercato sempre nuove aziende all’occorrenza. E’ una persona che lavora per ridurre le marginalità ai fornitori, punta ad assicurargli quote ampie di fatturato che producono forti esposizioni di credito, in modo da indebolire la loro posizione nei confronti dell’azienda e impone stringenti condizioni generali nei contratti. Possiamo dire che si crea un rapporto molto sbilanciato, critico per il fornitore ma, alla lunga, anche per l’azienda, dove la mancanza di mutualità nel lavoro genera tensioni, contestazioni, con il rischio di peggiorare il servizio e la continuità del rapporto. Il secondo approccio agli acquisti è quello portato avanti dal manager della “fidelizzazione”, che vede il fornitore qualificato una parte importante dell’azienda, un collega esterno con il quale fare il cammino di business insieme, nel tentativo di creare una reciproca soddisfazione. Le trattative tra azienda e fornitore non sono impostate sull’esibizione del potere unilaterale, sulla trattativa serrata del prezzo, dando per scontato tutti gli altri parametri. Il manager fidelizzante si preoccupa che il servizio che sta comprando possa prodursi nel tempo, senza interruzioni o continui cambiamenti di fornitori, che vi sia sintonia e disponibilità nel superare i problemi o gli errori, che si stabilisca un prezzo che sia remunerativo per entrambi, che il rapporto sulla gestione del credito dia sicurezza e fiducia al fornitore. Questo approccio punta a creare una sintonia positiva in cui entrambi possono gestire in modo elastico il rapporto, aumentando l’interesse e il rispetto per le aziende, e ad adoperarsi nelle risoluzioni di problemi o nella soddisfazione di richieste particolari, che dovessero nascere nel corso dell’anno lavorativo.
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