Il costo del gas è sempre più alto, l’Europa tentenna sulle soluzioni. Una cartiera Italiana ha deciso di risolvere il problema da soladi Marco ArezioIl comparto della carta ha attraversato, in anni recenti, molte prove dolorose, nelle quali ha sempre cercato di mantenere dritta la barra facendo leva su risorse proprie, l’internazionalizzazione, la diversificazione ed l’eccellenza. Oggi, dopo il Covid, la mancanza di materia prima, i prezzi alle stelle per gli ormai conosciuti problemi sulla catena di approvvigionamento, è entrato a gamba tesa l’esplosione dei prezzi del gas. Problema non sempre risolvibile, questa volta, dall’estro e dalla capacità imprenditoriale dei managers aziendali, in quanto l’energia è un bene primario che si compra e si utilizza direttamente, ma che ricopre, settimana dopo settimana, un peso sempre più importante nei costi di produzione. Costi che incidono sul prodotto semilavorato o finito in modo esponenziale, con difficoltà nelle vendite e nella catena di produzione e consegna dei beni. Oggi, il cliente finale, è abituato a sentirsi dire che il prezzo è aumentato, ma da domani si sentirà dire anche “non so quando posso produrre e consegnare la merce”, perché l’approvvigionamento di energia, oltre ad essere ingestibile economicamente, diventa difficile da programmare, in quanto gli stessi operatori dell’energia sono in difficoltà nella vendita. Senza energia non si fa business, e senza business non servirà più l’energia, in quanto, molte aziende sono seriamente a rischio di chiusura e con esse la filiera da cui dipendono. Per uscire da questo corto circuito è necessario ed auspicabile che si possano trovare le risorse, anche tramite il PNRR, per rendere energeticamente indipendenti le grandi fabbriche produttrici, attraverso l’autoproduzione di energia rinnovabile. Un esempio in merito ce lo sta dando la cartiera Burgo che ha deciso di percorrere questa strada attraverso l’ampliamento della produzione di energia solare nei propri stabilimenti, attraverso un nuovo parco fotovoltaico da 12 Mw e la progressiva dismissione dell’utilizzo di combustibili fossili. Inoltre, al fine di proseguire la strada intrapresa dal mercato che riguarda la riconversione del packaging di plastica con quello in carta, la direzione ha sul tavolo di alimentare le fabbriche anche con l’idrogeno verde. In attesa dei bandi del PNRR che finanzierà il progetto dell’idrogeno, le macchine e le turbine della Burgo sono già pronte per essere alimentate a biofuel e idrogeno e continuerà, da parte dell’azienda gli investimenti sul fotovoltaico nelle varie fabbriche. La necessità di affrancarsi dalla dipendenza del gas sarà la chiave per la sopravvivenza delle cartiere, ma anche delle altre aziende energivore, come il settore dell’acciaio, della chimica, della plastica e di molti altri settori.
SCOPRI DI PIU'
Entro il 2032, l'Italia dovrà gestire lo smaltimento di oltre 9 milioni di batterie al litio esauste, con costi e implicazioni ambientali significatividi Marco ArezioL'Italia si trova di fronte a una sfida ambientale ed economica di grande portata: la gestione delle batterie al litio esauste. Secondo un'analisi di mercato, entro alcuni anni il nostro Paese dovrà affrontare lo smaltimento di circa 9,2 milioni di batterie al litio, con un costo stimato di 11,5 miliardi di euro. Questa situazione solleva interrogativi sulla capacità dell'Italia di affrontare efficacemente la crescente mole di rifiuti tecnologici derivanti dalla diffusione dei veicoli elettrici.Il Problema delle Batterie al Litio in Italia La transizione verso la mobilità elettrica ha portato a un aumento esponenziale dell'utilizzo di batterie al litio. Queste batterie, una volta giunte a fine vita, rappresentano una sfida significativa in termini di smaltimento e riciclo. La loro composizione complessa e la presenza di materiali potenzialmente pericolosi richiedono processi di trattamento specifici e costosi. Attualmente, l'Italia non dispone di infrastrutture adeguate per gestire autonomamente l'intero ciclo di vita di queste batterie, rendendo necessario l'invio all'estero per il trattamento, con conseguenti aumenti dei costi e impatti ambientali. Tipologie di Batterie al Litio e il loro Impatto Esistono diverse tipologie di batterie al litio, ciascuna con specifiche caratteristiche chimiche e strutturali. Le principali categorie includono: - Batterie al litio-cobalto (LiCoO₂): Utilizzate prevalentemente in dispositivi elettronici portatili. - Batterie al litio-ferro-fosfato (LiFePO₄): Comunemente impiegate nei veicoli elettrici e negli strumenti elettrici. - Batterie al litio-manganese (LiMn₂O₄): Presenti in alcuni veicoli elettrici e applicazioni di accumulo energetico. Ogni tipo di batteria presenta sfide specifiche in termini di riciclo, a causa delle differenti composizioni chimiche e dei processi necessari per recuperare i materiali preziosi contenuti. Diffusione delle Batterie al Litio nei Veicoli La crescente adozione di veicoli elettrici e ibridi ha contribuito significativamente all'aumento del numero di batterie al litio in circolazione. Nel 2023, in Italia sono state immatricolate oltre 1,2 milioni di auto dotate di queste batterie. Le previsioni per il 2024/25 indicano un ulteriore incremento, con stime annue di circa 200.000 auto elettriche pure, 150.000 ibride plug-in, 1,35 milioni tra mild hybrid e full hybrid, 2 milioni di e-bike e 100.000 scooter elettrici. Questi numeri evidenziano la necessità di sviluppare soluzioni efficaci per la gestione delle batterie a fine vita. Costi Economici dello Smaltimento Il trattamento delle batterie al litio esauste comporta costi significativi. Secondo Re-Bat, il costo medio per lo smaltimento varia tra 4 e 4,50 euro al chilogrammo, influenzato da fattori come le condizioni della batteria e la complessità dei materiali da trattare. Considerando il peso medio di una batteria per veicolo elettrico, che può variare dai 200 ai 600 kg, il costo per singola unità può essere considerevole, incidendo notevolmente sull'economia complessiva del settore. Il Regolamento Europeo sul Riciclo delle Batterie L'Unione Europea ha introdotto normative specifiche per affrontare la questione del riciclo delle batterie. La Direttiva 2006/66/CE, ad esempio, stabilisce un obiettivo di riciclo di almeno il 50% in peso delle batterie al litio dismesse, finanziando la raccolta, il trattamento e il recupero. Tuttavia, per garantire una sostenibilità a lungo termine, è necessario raggiungere target di recupero più elevati, considerando l'importanza dei materiali coinvolti e l'impatto ambientale associato. Il Riciclo delle Batterie al Litio: Sfide e Opportunità Attualmente, il tasso di riciclo delle batterie è relativamente basso, con solo circa il 5% delle batterie agli ioni di litio esauste riciclate in modo efficace a livello globale. Le sfide principali includono la complessità dei processi di separazione dei materiali, la variabilità nella composizione delle batterie e i costi elevati associati al riciclo. Tuttavia, sviluppare tecnologie più efficienti e scalabili potrebbe trasformare queste sfide in opportunità, permettendo il recupero di materiali preziosi e riducendo la dipendenza da risorse primarie. Il Problema degli Impianti In Italia, come abbiamo detto, la capacità di trattamento delle batterie al litio esauste è limitata. Tuttavia, iniziative come quella di Enel X e MIDAC, che prevedono la realizzazione del primo grande impianto di riciclo di batterie al litio in Italia, rappresentano un primo passo verso la costruzione di una filiera nazionale del riciclo. L’impianto, situato in Veneto, ha l’obiettivo di chiudere il ciclo di vita delle batterie direttamente sul territorio italiano, riducendo la dipendenza dalle strutture estere e abbattendo i costi logistici. Nonostante questi segnali positivi, la distribuzione geografica degli impianti autorizzati rimane sbilanciata, con il Nord Italia come unica area dotata di strutture operative. Nel Centro e nel Sud, la raccolta è ancora frammentata e poco organizzata, e in molte zone manca del tutto una filiera industriale. Questo ritardo infrastrutturale rischia di trasformarsi in un serio ostacolo per l’attuazione delle direttive europee, che richiedono obiettivi di raccolta e riciclo sempre più ambiziosi nei prossimi anni. Servono politiche industriali coordinate, incentivi mirati e una strategia a lungo termine per potenziare gli impianti di trattamento sul territorio nazionale e attrarre nuovi investimenti. Conclusioni e Prospettive Future Il caso delle batterie al litio rappresenta in modo emblematico la doppia faccia della transizione energetica: da un lato, un’opportunità per abbandonare i combustibili fossili e decarbonizzare il settore dei trasporti; dall’altro, una nuova forma di rifiuto tecnologico complesso, costoso da gestire e potenzialmente impattante sul piano ambientale. Entro il 2032, l’Italia si troverà a gestire milioni di batterie esauste, con la necessità urgente di sviluppare una filiera nazionale efficiente, che vada dalla raccolta capillare fino al trattamento finale. Le sfide sono molte: dalla carenza di impianti, alla necessità di investire in ricerca e innovazione tecnologica per migliorare i processi di recupero, passando per l’adeguamento normativo e l’informazione ai cittadini. Tuttavia, in questo contesto, il riciclo non è soltanto un dovere ambientale: rappresenta anche un’occasione di rilancio industriale. I materiali contenuti nelle batterie al litio, come il cobalto e il nichel, sono risorse strategiche per l’industria europea, sempre più impegnata a garantirsi approvvigionamenti stabili e sostenibili. Riciclare in modo efficiente significa trasformare un problema in valore: economico, ambientale e sociale. L’Italia ha l’occasione di giocare un ruolo da protagonista in questo processo, ma il tempo a disposizione non è infinito. Le scelte che verranno fatte nei prossimi anni determineranno la sostenibilità – e la competitività – del nostro sistema produttivo in un’epoca dominata dall’energia pulita, dalla circolarità delle risorse e dall’innovazione industriale.© Riproduzione Vietata
SCOPRI DI PIU'
Perché le risate, l'amore e le esperienze genuine valgono più di qualsiasi bene materialedi Marco ArezioIn un mondo che spesso sembra ossessionato dall'ostentazione e dal possesso materiale, è facile perdere di vista ciò che costituisce veramente il lusso. Gli slogan pubblicitari e i social media bombardano costantemente le nostre vite con immagini di orologi scintillanti, bracciali preziosi e feste sontuose. Tuttavia, c'è una dimensione del lusso che va oltre il tangibile, che risiede nelle esperienze emotive e nelle connessioni umane che non possono essere acquistate. Questa riflessione ci invita a riscoprire il vero significato del lusso, un lusso che non si trova nei negozi né nei regali, ma nella semplicità e nella bellezza delle relazioni e delle esperienze quotidiane. Il Lusso delle Risate e degli Amici Le risate condivise con amici sinceri sono una delle forme più pure di lusso. Non esiste un prezzo che possa essere attribuito a un momento di gioia spontanea, a una battuta che ci fa ridere fino alle lacrime, o a una serata passata a chiacchierare senza fine. Questi sono momenti che costruiscono legami duraturi e creano ricordi indelebili. Le amicizie autentiche ci forniscono un senso di appartenenza e comprensione che nessun bene materiale può eguagliare. Nel tumulto delle nostre vite frenetiche, è facile dimenticare quanto sia prezioso avere qualcuno con cui condividere risate genuine. Il Lusso della Natura: La Pioggia sul Viso C'è una bellezza incommensurabile nel vivere in sintonia con la natura. Sentire la pioggia sul viso, ascoltare il fruscio delle foglie o osservare un tramonto mozzafiato sono esperienze che ci riconnettono con la nostra essenza più profonda. Questi momenti di connessione con la natura ci ricordano che il lusso non risiede nel controllo o nella conquista, ma nella capacità di apprezzare la semplicità e la maestosità del mondo naturale. Essere immersi nella natura può portare una serenità e una consapevolezza che difficilmente si trovano nelle città affollate o negli ambienti artificiali. Il Lusso degli Abbracci e dei Baci Il contatto umano è una delle necessità fondamentali della nostra esistenza. Gli abbracci e i baci non solo rappresentano affetto, ma sono anche manifestazioni fisiche di amore e sostegno. Questi gesti semplici hanno il potere di rassicurare, di confortare e di rinforzare i legami emotivi. Nella frenesia del quotidiano, un abbraccio sincero può essere un balsamo per l'anima, un momento di pausa e di connessione autentica con un altro essere umano. Il Lusso dell'Amore e del Rispetto Essere amati e rispettati è forse il lusso più grande di tutti. Il rispetto e l'amore non possono essere comprati né forzati; devono essere guadagnati e nutriti nel tempo. La sensazione di essere apprezzati per chi siamo veramente, e non per ciò che possediamo, è una fonte di sicurezza e autostima ineguagliabile. Le relazioni basate sull'amore e sul rispetto reciproco sono pilastri di una vita soddisfacente e significativa. Il Lusso della Famiglia: Genitori e Nipoti Avere i propri genitori vivi e poter giocare con i nipotini sono doni inestimabili. La famiglia rappresenta le nostre radici e il nostro futuro, un ponte tra passato e presente che ci offre continuità e stabilità. La presenza dei genitori ci ricorda le nostre origini e le lezioni apprese, mentre la gioia di vedere i nipotini crescere e scoprire il mondo è una fonte di felicità pura. Questi legami familiari sono fondamentali per il nostro benessere emotivo e rappresentano un lusso che nessuna somma di denaro può comprare.ACQUISTA IL LIBRO Il Lusso delle Esperienze Inestimabili Le esperienze che arricchiscono la nostra vita vanno ben oltre il valore monetario. Un viaggio indimenticabile, una conversazione profonda, un momento di riflessione solitaria o un attimo di pura felicità sono tesori che compongono la nostra storia personale. Ogni esperienza vissuta ci forma e ci arricchisce in modi che i beni materiali non potranno mai fare. Il vero lusso risiede nella capacità di vivere appieno questi momenti, di essere presenti e di apprezzare le piccole gioie della vita. Conclusione Riscoprire il vero significato del lusso ci invita a rivalutare le nostre priorità e a trovare valore nelle cose che realmente contano. Le risate, gli amici, la natura, gli abbracci, l'amore, la famiglia e le esperienze vissute sono i veri tesori della nostra esistenza. Questi sono i lussi che il denaro non può comprare, ma che arricchiscono la nostra vita in modi profondi e duraturi. Nell'inseguire queste forme di lusso, possiamo trovare © Vietata la Riproduzione
SCOPRI DI PIU'
I polimeri plastici non solo sono ottimi isolanti elettrici ma possono essere anche conduttoridi Marco ArezioE’ universalmente risaputo che, normalmente, gli oggetti realizzati con i polimeri plastici sono degli ottimi isolanti elettrici, tanto che in presenza di apparecchi o accessori in cui vi sia la presenza di un passaggio di elettricità, possiamo facilmente trovare un elemento in plastica. Per isolamento elettrico di un corpo in plastica si intende la sua capacità, di ridurre drasticamente o bloccare completamente il passaggio di una corrente elettrica all’interno della sua massa, evitando il pericolo alle persone o alle cose. Per questo motivo troviamo molti oggetti come gli interruttori, cavi elettrici, impianti di illuminazione e circuiti stampati in cui vi è la presenza di elementi in plastica. Per determinare il grado di isolamento elettrico o la sua capacità di inibire il passaggio della corrente, si usa un parametro chiamato CTI (Comparative Tracking Index), ottenibile attraverso uno specifico test, che fornisce una valutazione della resistenza all’isolamento elettrico di un materiale alle scariche superficiali. Di contro, può anche essere necessario che questo flusso di corrente elettrica, che normalmente viene impedito dai materiali plastici, debba passare in modo controllato, attraverso il corpo polimerico, con lo scopo, per esempio, di ridurre le cariche elettrostatiche, per schermare parti in plastica dalle onde elettromagnetiche, per produrre elettrodi, diodi luminosi e molti altri prodotti. Per fare questo è necessario affidarsi a polimeri, che per loro natura o formulazione, possano permettere il passaggio di elettricità, mantenendo invariate le altre caratteristiche chimico-fisiche tipiche delle materie plastiche. Per creare o potenziare i compound termoplastici conduttori ci si affida a specifiche cariche o degli agenti di rinforzo che conducono l’elettricità, creando appunto, un polimero conduttore. Lo studio dei polimeri conduttori ha dovuto bilanciare, nel tempo, le caratteristiche di conducibilità elettrica con quelle di lavorabilità e produttività degli elementi, fattori che a volte erano in aperto contrasto tra loro. Infatti, i primi polimeri conduttori erano insolubili e fondevano con difficoltà, portando così la ricerca a trovare il giusto equilibrio tra solubilità, caratteristiche termiche di fusione e conducibilità elettrica. Il principio della conducibilità elettrica si basa sull’inserimento, nelle miscele, di donatori o accettori di elettroni, atomi o molecole, che cedono o accettano elettroni aumentandone notevolmente la mobilità. In virtù di questa elevata mobilità, si ritrovano dei singoli elettroni liberi, cioè non legati al corpo dell’atomo, che scivolando sulle molecole trasportando la carica elettrica. Un’altra caratteristica dei polimeri conduttori è l’elettroluminescenza, intesa come la capacità di emettere luce quando viene applicata una tensione elettrica, permettendo lo sviluppo di diodi organici che emettono luce, definiti OLED (Organic Light Emitting Dios). I principali polimeri conduttori sono: - Poliacetilene (PAC)- Polifenilene - Poliparafenilvinilene (PPV) - Polieteroaromatici - Polianilina (PANI) - Polifenilenammina - Polietilendiossitiofene (PEDT) - Polietilendiossitiofene – Polistirensolfanato (PEDT – PSS) - Polifenilensolfuro (PPS) - Polifenilenbutadine (PPB) - Poliparapirridina (PPYR) - Poliparapirridinvinilene (PPYV) - Polipirrolo (PPY) - Politiofene (PT) - Polifurano (PFU) - Polietilendiossitiofene (PEDT) - Poliacene Le applicazioni più comuni sono le seguenti: - Dotazioni antistatiche - Nastri per resistenze - Fusibili - Sensori - Batterie - Condensatori elettrolitici - Strati conduttori su vetro e plastica - Strati trasparenti antistatici su pellicole fotografiche, vetro, diodi luminosi Categoria: notizie - tecnica - polimeri conduttori - luminescenza
SCOPRI DI PIU'
Un innovativo polimero bio-based da lignocellulosa promette di rivoluzionare il packaging e il tessile, con riciclabilità totale e un ciclo di vita circolaredi Marco ArezioIl polietilene tereftalato (PET) è un materiale molto diffuso, utilizzato in una vasta gamma di applicazioni che spaziano dalle bottiglie monouso all'abbigliamento, fino agli imballaggi alimentari e industriali. Tuttavia, le problematiche ambientali legate alla produzione di PET da fonti fossili e alla sua lunga resistenza alla degradazione naturale hanno spinto la ricerca verso alternative più sostenibili. Recentemente, un gruppo di ricerca, composto da Xianyuan, Maxim V. Galkin, Tobias Stern, Zhuohua Sun e Katalin Barta, ha sviluppato una soluzione innovativa: un nuovo tipo di PET interamente derivato dalla lignocellulosa, la componente strutturale legnosa delle piante. Questo studio, pubblicato sul "Journal of Sustainable Chemistry", offre nuove prospettive per ridurre l'uso di risorse fossili e promuovere materiali che si inseriscano perfettamente in un sistema di economia circolare. Come Funziona il Nuovo PET Bio-Based Il processo sviluppato parte dalla lignina, una componente principale della lignocellulosa, che viene convertita in una molecola chiave: il diolo 4-(3-idrossipropil) cicloesan-1-olo (PC). La lignina è un polimero naturale che conferisce rigidità alla struttura delle pareti cellulari delle piante e rappresenta una delle fonti più abbondanti di carbonio rinnovabile. Il diolo 4-(3-idrossipropil) cicloesan-1-olo è un alcol alifatico, una molecola caratterizzata da una struttura lineare o ciclica non aromatica, che viene poi combinato con esteri di acidi derivati dalla cellulosa per formare polimeri con proprietà comparabili a quelle del PET tradizionale. Una caratteristica eccezionale di questo nuovo materiale è la capacità di mantenere le caratteristiche termiche e meccaniche del PET convenzionale, offrendo al contempo un'elevata riciclabilità. Tramite un semplice processo di metanolisi, è possibile recuperare i monomeri di questo nuovo PET e riutilizzarli per la produzione di nuovi oggetti, senza perdita di qualità. Applicazioni Pratiche: Non Solo Bottiglie e Imballaggi Le possibili applicazioni di questo PET bio-based sono ampie e riguardano diversi settori dove la sostenibilità è una priorità crescente. In un contesto in cui la riduzione dell'uso di plastiche fossili è essenziale, questo materiale bio-based rappresenta una risposta concreta e innovativa. Imballaggi Alimentari Il PET lignocellulosico è ideale per creare imballaggi resistenti e leggeri destinati ad alimenti e bevande. Grazie alla sua stabilità termica e alla sua alta riciclabilità, può sostituire gli imballaggi monouso tradizionali, spesso difficili da riciclare. Inoltre, l'assenza di componenti derivati dal petrolio potrebbe essere percepita positivamente dai consumatori, sempre più attenti alla sicurezza e alla sostenibilità dei materiali. Settore Tessile Come il PET convenzionale, anche questo materiale può essere filato in fibre per la produzione di tessuti. Questo potrebbe rappresentare un'importante innovazione per l'industria della moda, dove è crescente l'interesse per materiali riciclati e riciclabili. Capi d'abbigliamento e tessuti tecnici per l'outdoor prodotti interamente da materiali bio-based potrebbero essere rigenerati una volta giunti al termine del loro ciclo di vita, contribuendo a ridurre l'accumulo di rifiuti tessili, che è una delle problematiche più pressanti del settore. Componenti Industriali e Automobilistici Il nuovo PET bio-based presenta un'elevata resistenza, che lo rende adatto per l'impiego in componenti industriali e automobilistici. Parti di veicoli, componenti elettronici o elementi di arredo potrebbero trarre vantaggio dall'uso di un materiale durevole e completamente riciclabile, riducendo così l'impatto complessivo della produzione. Inoltre, la resistenza al calore lo rende ideale per applicazioni che richiedono stabilità anche a temperature elevate, rappresentando una valida alternativa alle plastiche tradizionali oggi impiegate in questi settori. Packaging per Prodotti Farmaceutici e Cosmetici Il settore farmaceutico e cosmetico richiede standard elevati di purezza e sicurezza. Il PET bio-based, prodotto interamente da fonti rinnovabili e privo di contaminanti fossili, può soddisfare queste esigenze, fornendo un materiale sicuro e riciclabile per flaconi, blister e contenitori. Questo tipo di imballaggio non solo aiuta a preservare l'ambiente, ma contribuisce anche a migliorare l'immagine sostenibile delle aziende, rispondendo alle crescenti richieste di trasparenza e responsabilità ambientale da parte dei consumatori. Il Vantaggio della Riciclabilità Uno degli aspetti più innovativi di questo PET lignocellulosico è la sua completa riciclabilità tramite un processo semplice ed efficiente. Il metodo di riciclo, noto come metanolisi, consente di scindere i componenti principali del polimero, che possono essere riconvertiti in nuovi prodotti. Ciò significa che ogni articolo prodotto con questo materiale può essere recuperato e trasformato in un nuovo prodotto, riducendo notevolmente l'accumulo di rifiuti plastici e le emissioni derivanti dalla produzione di nuova plastica. Conclusioni: Un Futuro Sostenibile a Portata di Mano La produzione di un PET completamente bio-based rappresenta un passo significativo verso un futuro più sostenibile. Grazie alla sua versatilità e alle sue proprietà di riciclo, questo materiale ha il potenziale di ridurre la dipendenza dalle plastiche tradizionali e di promuovere un ciclo di vita dei materiali realmente circolare. Sebbene ci siano ancora ostacoli tecnici e commerciali da affrontare, il potenziale di questo nuovo materiale è notevole. Per chi è impegnato nella ricerca di soluzioni più sostenibili, supportare l'adozione su larga scala di polimeri bio-based come questo rappresenta un'opportunità concreta per trasformare il modo in cui produciamo e consumiamo. Aziende, ricercatori e consumatori possono tutti contribuire, ciascuno nel proprio ambito, a promuovere un modello economico più responsabile e rispettoso dell'ambiente.© Riproduzione Vietata
SCOPRI DI PIU'