Una delle più Grandi Centrali Solari in Medio OrienteIn Qatar è stata inaugurata una nuova centrale solare da 800 MWpGli emiri del petrolio non sono stati fortunati a sedere sull’oro nero e sul gas, con l’invidia dei paesi che non hanno fonti energetiche sufficienti per la loro indipendenza ma, stando in paesi assolati, alcuni hanno anche intrapreso la strada della produzione dell’energia tramite il fotovoltaico. Infatti, il Qatar ha costruito una tra le maggiori centrali solari del medio oriente, presso Al Kharsaah, 80 Km. da Doha, con l’obbiettivo di servire circa il 10% del fabbisogno di energia elettrica del paese, evitando l’emissione di circa 26 milioni di tonnellate di CO2. La centrale fotovoltaica è stata sviluppata su un terreno di circa 1000 ettari, sui quali sono stati installati circa 2 milioni di pannelli solari bifacciali, che hanno lo scopo di intercettare i raggi del sole sia direttamente che indirettamente, catturando, quindi, anche quelli riflessi dal terreno. La potenza della centrale sarà di 800 MWp e verrà gestita da Siraj 1, che è partecipata al 40% dal Consorzio formato da TotalEnergies (49%) e Marubeni (51%) e al 60% da QatarEnergy Renewable Solutions. Il progetto include anche un accordo di acquisto sull’ energia della durata di 25 anni tra Siraj 1 e l'operatore della rete elettrica Kahramaa. Questo gigantesco progetto, che ha contribuito alla roadmap di sostenibilità del Qatar, è stato realizzato con il contributo fondamentale di TotalEnergies, che sta supportando i paesi produttori nella loro transizione energetica, combinando la produzione di gas naturale e l'energia solare per soddisfare la crescente domanda di elettricità. Il processo di diversificazione delle fonti di energia, portato avanti dai paesi che godono di un vantaggio energetico rilevante, fatto di petrolio e di gas naturale, ne sancisce l’importanza per tutto il pianeta, facendo guardare lontano, oltre le necessità impellenti di energia che sono soddisfatte maggiormente dalle fonti fossili, per creare un futuro di sostenibilità e indipendenza energetica globale.
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Racconti e romanzi a puntate: storie da leggere online su rMIXScopri la sezione del Blog dedicata ai racconti e ai romanzi a puntate: letture emozionanti, originali e sempre nuove che ti accompagneranno nel tempoCi sono storie che si leggono in un respiro e altre che chiedono tempo, capitolo dopo capitolo, per svelarsi fino in fondo. La sezione “Racconti” del blog rMIX è pensata per chi ama immergersi nelle parole e lasciarsi trasportare: qui troverai tanto racconti brevi quanto romanzi a puntate, scritti per accompagnarti in un viaggio di emozioni e scoperte.Ogni racconto nasce come un invito a rallentare, a concedersi uno spazio intimo di lettura, lontano dalla frenesia quotidiana. Le storie brevi regalano attimi di intensità, piccole finestre da cui guardare il mondo con occhi nuovi. I romanzi a puntate, invece, ti porteranno pagina dopo pagina dentro trame fitte di mistero, passione o riflessione, con il piacere di attendere il seguito come in una serie letteraria.Inoltre c'è una sezione dedicata alle fiabe per i bambini, con inserita una scheda didattica per gli insegnanti, con la quale si potrà interpretare con i bambini il senso di ogni storia. Che tu voglia una lettura veloce o preferisca seguire un intreccio che cresce di capitolo in capitolo, la sezione “Racconti” è il luogo dove la scrittura diventa esperienza, dove ogni testo è pensato per sorprendere, emozionare e restare. Lasciati guidare dalle parole: scopri i racconti e i romanzi a puntate, vivi la magia della narrazione che sa ancora far battere il cuore e stimolare l’immaginazione.
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A Rai news 24 si parla di plastica riciclata con Arezio MarcoIntervista al consulente della plastica riciclata e dell’economia circolare L’argomento di interesse durante l’intervista riguarda la gestione del rifiuto plastico che diventa un bene nell’ottica dell’economia circolare e non un problema, come lo si vede normalmente La plastica oggi, oggettivamente, fa parte della nostra vita e, se volessimo di colpo rinunciarvi faremmo un salto indietro di 100 anni, bloccando completamente la nostra vita e la nostra economia. Non più cellulari, computer, macchine, elettrodomestici, presidi sanitari sterili, componenti d’arredo, imballi e molte altre cose. Certo, non si può dire che non si possa trovare un’alternativa, ma ci vuole tempo, risorse e la verifica che queste alternative trovate siano ad impatto zero, altrimenti non ne vale la pena. La plastica è economica, leggera, resistente, duttile, resistente, durevole, estetica, isolante, riciclabile e.. molte altre cose. Sicuramente dobbiamo impegnarci di più per assicurarci che il rifiuto, a fine vita, non venga buttato stupidamente nell’ambiente anziché nei centri di raccolta e selezione, per potergli dare una nuova vita senza dipendere dalla natura. Perché è questo il problema: è l’uomo incivile, non la plastica che inquina. Nell’intervista, di cui potrete sentire uno stralcio, si parla proprio dell’economia circolare della plastica, definendo il percorso dei prodotti realizzati “dalla culla alla culla” in quanto una volta realizzato un elemento in plastica di uso comune, se ne segue il percorso fino alla fine del suo utilizzo. Quando diventa rifiuto il compito del prodotto non è finito, in quanto attraverso il riciclo, meccanico o chimico, diventa ancora materia prima per la sua rinascita, infinite volte. E’ questa l’importanza e la bellezza dell’economia circolare, riutilizzare i prodotti che diventano spazzatura per non attingere alle risorse naturali limitate del nostro pianeta.Categoria: notizie - plastica - economia circolare
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Stretto di Hormuz Chiuso: Le Conseguenze della Guerra in Iran sulle Materie Plastiche Vergini e RiciclateLa chiusura dello Stretto di Hormuz causata dal conflitto in Iran sta scuotendo la filiera globale delle materie plastichedi Marco Arezio · | 25 marzo 20261. Il Contesto Geopolitico: la Guerra in Iran e la Chiusura di Hormuz Il 28 febbraio 2026 Israele, in coordinamento con gli Stati Uniti, ha dato avvio a un'operazione militare preventiva contro obiettivi iraniani legati al programma nucleare e balistico. L'Iran ha risposto con missili e droni contro Israele, Arabia Saudita e basi USA nella regione, dichiarando contestualmente la chiusura dello Stretto di Hormuz — il corridoio marittimo di 34 km tra le coste iraniane e la penisola di Musandam (Oman) che connette il Golfo Persico al Golfo dell'Oman. Secondo i dati dell'U.S. Energy Information Administration (EIA), nel 2024 circa 20 milioni di barili di greggio al giorno e circa 400 milioni di m³ di GNL transitavano ogni giorno attraverso quello stretto. Al 9 marzo 2026, il numero di navi in transito era crollato da 129 (media di febbraio) a sole 4 unità al giorno: una riduzione del 97% del traffico marittimo. Per la prima volta nella storia moderna, Teheran ha raggiunto questo risultato non con mine o blocchi navali classici, ma colpendo fisicamente le petroliere che tentavano il passaggio — come documentato dall'agenzia britannica UKMTO con l'affondamento della Skylight — e facendo quadruplicare i premi assicurativi per il rischio di guerra. I principali armatori (Maersk, Hapag-Lloyd) hanno sospeso i transiti. 2. Perché lo Stretto di Hormuz è il Cuore della Petrolchimica Mondiale Lo Stretto di Hormuz non è soltanto un corridoio petrolifero: è il punto di passaggio obbligato per buona parte dell'intera filiera petrolchimica mondiale. Intorno al Golfo Persico si concentra la più competitiva base produttiva di feedstock chimici a livello globale, con impianti integrati di cracking in Arabia Saudita (SABIC, ARLANXEO), Emirati Arabi Uniti (Borouge), Kuwait, Qatar e Iran. Secondo un'analisi del Laboratorio REF Ricerche (marzo 2026), l'84% delle esportazioni di polietilene (PE) dei Paesi del GCC transita attraverso lo Stretto. Analogamente, secondo i dati ICIS, circa l'80% della domanda asiatica di nafta importata via mare era coperta dall'offerta mediorientale nel 2025. Con il blocco di Hormuz, tutti questi flussi sono interrotti o fortemente compressi. I Prodotti Petrolchimici a Rischio Il collegamento tra blocco di Hormuz e prezzi delle materie plastiche è diretto e strutturale. La catena del valore parte dagli idrocarburi (petrolio greggio e gas naturale) e percorre questi stadi: • Nafta (da raffinazione del greggio) → alimenta i cracker etilenici • Etilene + Propilene → monomeri base per PE (polietilene), PP (polipropilene), PVC, PET • Metanolo → intermedio per resine, plastificanti, solventi • MEG (monoetilen glicole) → precursore di PET e fibre poliestere • Butadiene → gomma sintetica SBR, componenti elastomerici L'Iran, in particolare, era nel 2025 il maggiore esportatore mondiale di metanolo con oltre 9 milioni di tonnellate (fonte: database ICIS Supply and Demand). Con gli impianti iraniani fermi e le spedizioni bloccate, la scarsità si ripercuote immediatamente sui mercati spot degli intermedi e delle resine commodity. Il Qatar ha sospeso la produzione di GNL — e con essa quella di parte dell'alluminio e di prodotti chimici — dopo attacchi iraniani vicino ai siti di estrazione del North Field, il più grande giacimento di gas del mondo. L'Italia, come ricordano i dati ISPI, dipende dal Qatar per oltre l'11% dei propri consumi di gas, il triplo della media europea.3. Impatto sulle Materie Plastiche Vergini: Feedstock, Resine e Prezzi 3.1 Aumento dei Prezzi dei Polimeri Commodity — Dati al 24 marzo 2026 L'escalation ha innescato la più rapida ondata di rincari sui polimeri commodity degli ultimi vent'anni. I dati aggiornati al 24 marzo 2026 mostrano un quadro straordinariamente severo in tutte le aree geografiche. In Europa, secondo i dati Platts/S&P Global, il PP homopolymer injection FD NWE ha raggiunto 1.200 €/t al 13 marzo, con un incremento di 220 €/t rispetto all'inizio del mese. Il polietilene ha subito aumenti tra 200 e 500 €/t a seconda del grado, con l'LDPE che ha guadagnato un raro premio rispetto all'mLLDPE per scarsità di offerta (fonte: ChemOrbis/Platts, Italia). I produttori europei hanno interrotto le offerte a causa dell'ordine di stop dall'area del Golfo. LyondellBasell ha annunciato aumenti cumulativi di 35 centesimi/lb (oltre 770 $/t) per il PE nordamericano attraverso maggio 2026. Negli USA, l'HDPE è aumentato del 36,57% nelle prime settimane di marzo. Il polymer-grade propylene (PGP) spot è balzato nella fascia 40–45 cent/lb (da 32,5 di gennaio), con aumenti contratto PP già di 4 cent/lb a febbraio, 2 cent a marzo e 4 cent nominati per aprile (fonti: Argus Media, Plastics Technology, RTi). In India il quadro è ancora più drammatico: Reliance Industries ha alzato i prezzi PE tre volte in otto giorni; Indian Oil ha seguito con quattro round propri. Complessivamente, i polimeri indiani sono aumentati del ~43% dal 28 febbraio (fonte: S&P Global), con punte spot del 100–150% su alcuni gradi. In Asia, il PP injection CFR Far East è cresciuto di 330 $/t dal 2 marzo. In Africa, il PP raffia è salito del 39%. Al 13 marzo 2026, ICIS aveva contato 31 dichiarazioni di forza maggiore o allocazione vendite per prodotti chimici in Asia e Medio Oriente, 2 in Europa e 1 nelle Americhe. Plastribution UK ha dichiarato: il problema principale non è più il prezzo ma riuscire a trovare materiale fisico. La nafta — principale feedstock dei cracker asiatici — ha segnato il rincaro più violento: da 619–621 $/t (CFR Asia Orientale, al 28 febbraio) a 1.077–1.079 $/t al 17 marzo (+74% in due settimane), secondo PolymerUpdate. Questo ha costretto numerosi cracker asiatici a tagliare i tassi operativi: i cracker nordest-asiatici si attenderanno a ~70% di utilizzo a marzo (vs 80% a febbraio), quelli sudcoreani addirittura sotto il 65%.3.2 Disruption della Supply Chain: Logistica e Disponibilità Al di là dei prezzi, il problema immediato è fisico: le petroliere e le navi portarinfuse non transitano più dallo Stretto. Le rotte verso il Capo di Buona Speranza allungano i tempi di percorrenza di 10–15 giorni e aumentano i costi di trasporto del 40–72%. Questo crea una doppia criticità per i trasformatori europei: la riduzione della disponibilità di feedstock importato e l'incertezza sui tempi di consegna, che rende impossibile qualsiasi pianificazione industriale stabile. I distretti produttivi italiani maggiormente esposti, secondo l'Ufficio studi CGIA (marzo 2026), sono: Materie plastiche di Treviso, Vicenza e Padova; Articoli in gomma e materie plastiche di Varese; Polo petrolchimico di Brindisi; Petrolchimico Sarroch (CA); Polo chimico di Salerno. La CGIA stima un impatto di circa 10 miliardi di euro in più di costi energetici per le imprese italiane nel 2026. 3.3 L'Opzione del Reindirizzamento: Limiti e Opportunità Le alternative allo Stretto di Hormuz per il transito di idrocarburi dal Golfo sono limitate. L'oleodotto Trans-Arabico (TAPLINE), dismesso, e l'Abqaiq–Yanbu in Arabia Saudita hanno una capacità di circa 5 milioni di bbl/giorno, sufficiente a coprire solo una frazione del volume abituale. Il terminale di Fujairah (UAE), sul Golfo dell'Oman, può svolgere un ruolo tampone parziale. Per il GNL non esiste oggi un'alternativa di capacità equivalente a Hormuz. Nel medio periodo, questa crisi sta accelerando gli investimenti in rotte alternative, capacità di rigassificazione aggiuntiva e stoccaggio strategico del GNL. Sul fronte petrolchimico, si prevede un rilancio dei cracker nordamericani (USA, Canada) ed europei a gas di shale, con un ribilanciamento strutturale delle catene di approvvigionamento. L'EIA nel suo Short-Term Energy Outlook di marzo 2026 prevede che il Brent si mantenga sopra 95 $/bbl per i prossimi due mesi, per poi scendere sotto 80 $/bbl nel terzo trimestre solo se il conflitto si risolverà. Nel caso il blocco persista, gli analisti di BIC Advisory Group stimano ripercussioni su prezzi e supply chain 'della durata di mesi, con aggiustamenti delle rotte commerciali che richiederanno anni'. 4. Impatto sulle Plastiche Riciclate: Un Settore già in Crisi StrutturaleIl conflitto in Iran arriva in un momento già critico per il settore europeo del riciclo plastico. Secondo il Laboratorio REF Ricerche (marzo 2026), nel 2024 i volumi complessivamente riciclati in Europa sono scesi per la prima volta, da 7,7 a 7,5 milioni di tonnellate, e il fatturato del comparto è in calo per il secondo anno consecutivo — con la più consistente chiusura di capacità operativa di riciclo mai registrata nel continente. 4.1 Il Paradosso della Crisi: Riciclato più Caro della Vergine? Fino alla crisi di Hormuz, il principale problema del settore era che i polimeri vergini, prodotti in eccesso soprattutto da impianti asiatici e mediorientali, erano più economici dei riciclati europei. Il conflitto ha invertito questa dinamica in modo brusco e, per certi versi, paradossale. Da un lato, il rincaro dei feedstock vergini (nafta, etilene, propilene) rende i polimeri di prima produzione più costosi, teoricamente aumentando la competitività del riciclato. Dall'altro, i costi energetici degli impianti di riciclo sono schizzati insieme al prezzo del gas (da 32 a 55 €/MWh in pochi giorni), rendendo il processo di rigranulazione, lavaggio e selezione meccanica significativamente più oneroso. Riciclare plastica o fondere alluminio sono attività energivore: con il gas che ha ripreso la corsa sopra i 45 €/MWh, il vantaggio economico del riciclato si assottiglia. 4.2 Il Blocco Logistico delle Materie Prime Seconde (MPS) Il secondo fronte colpisce direttamente i flussi export del riciclo europeo verso l'Asia. L'Italia nel 2024 aveva già raggiunto il picco decennale (2015–2024) per l'esportazione di MPS plastiche extra-UE (103.352 tonnellate, fonte: Laboratorio REF 2026). Con la crisi di Hormuz, i noli marittimi per l'export di carta e plastica verso l'Asia sono aumentati del 40% in tre settimane, bloccando di fatto le rotte commerciali del riciclo. La conseguenza è che gli operatori italiani si trovano a stoccare tonnellate di materiale riciclato che non può essere smaltito né venduto: impianti paralizzati da un lato dall'aumento dei costi operativi, dall'altro dall'impossibilità di esportare i semilavorati verso i mercati di destinazione abituali. A peggiorare ulteriormente il quadro, dal maggio 2026 scatterà il divieto europeo di esportare rifiuti plastici verso Paesi non OCSE — una misura già in calendario che, in combinazione con il blocco logistico causato dalla guerra, rischia di generare un collo di bottiglia senza precedenti nella gestione dei flussi di plastica post-consumo. 4.3 Il Riciclo Chimico tra Opportunità e Vulnerabilità Il riciclo chimico — pirolisi, gassificazione, depolimerizzazione — potrebbe teoricamente beneficiare della crisi, in quanto produce olio di pirolisi che si sostituisce alla nafta fossile come feedstock per i cracker. Tuttavia, questi impianti sono anch'essi energivori e richiedono temperature operative elevate (400°C per la pirolisi, 700–800°C per la gassificazione). Con il gas a 55 €/MWh, i margini operativi di queste tecnologie si restringono sensibilmente. Restano valide, nel medio termine, le considerazioni strategiche: il riciclo chimico consente di valorizzare le frazioni plastiche contaminate e miste non riciclabili meccanicamente, riducendo la dipendenza dai feedstock del Golfo. Gli investimenti in questa direzione sono destinati ad accelerare nella fase post-crisi. 5. Scenari: Breve, Medio e Lungo Termine per la Filiera Plastica 5.1 Breve Termine (1–3 mesi): Stagflazione da Importazione Lo scenario più immediato, come definito dall'I-Com, è quello di una 'stagflazione da importazione': inflazione energetica in forte crescita, rallentamento della produzione industriale e pressione sulle bilance dei pagamenti dei paesi importatori. Per la filiera plastica questo si traduce in: • Sospensione o riduzione delle produzioni di trasformatori europei con scarsa liquidità • Riallocazione degli acquisti verso fornitori USA, nordafricani e del Mare del Nord — a prezzi più elevati • Blocco degli impianti di riciclo meccanico con bilanci in rosso • Accumulo di scorte di MPS invendute negli hub logistici italiani ed europei 5.2 Medio Termine (3–12 mesi): Accelerazione delle Transizioni Strutturali Se il conflitto dovesse protrarsi o risolversi con un nuovo equilibrio geopolitico instabile, è plausibile che si registri un'accelerazione di alcune transizioni strutturali già in corso: • Rilancio della petrolchimica europea e nordamericana, con investimenti in cracker a etano da shale • Diversificazione delle rotte di approvvigionamento verso Africa occidentale, Norvegia, Alaska • Accelerazione del riciclo chimico e del riciclo meccanico di qualità per le frazioni nobili (PET, HDPE, PP) • Consolidamento del mercato europeo del riciclato attraverso fallimenti e acquisizioni nel comparto del riciclo 5.3 Lungo Termine: Riflessione Strutturale sulla Dipendenza dal Golfo Nel lungo termine, la crisi di Hormuz del 2026 potrebbe rivelarsi il punto di svolta per una ridefinizione delle catene di approvvigionamento petrolchimiche globali. La dipendenza da un singolo corridoio marittimo per un quinto del fabbisogno energetico mondiale — e per oltre l'80% della nafta asiatica — si è rivelata una vulnerabilità sistemica impossibile da ignorare. È probabile un accelerazione degli investimenti in economia circolare, in sostituzione dei materiali vergini di importazione, e una revisione profonda delle politiche di approvvigionamento delle grandi aziende di trasformazione europee. 6. Risposte Istituzionali e di Settore Sul fronte europeo, EuPC ha rivolto un appello urgente ai leader politici per l'applicazione di un tetto al prezzo dell'energia, già discusso nel Consiglio UE del 19 marzo 2026. L'AIE ha coordinato un primo rilascio di scorte petrolifere di emergenza pari a circa un quinto delle riserve totali disponibili tra i paesi membri, precisando tuttavia che tale misura non può essere considerata risolutiva. Per il riciclo plastico, la Commissione Europea aveva già presentato il 23 dicembre 2025 un pacchetto di misure che include: criteri di End of Waste (EoW) armonizzati per le plastiche riciclate meccanicamente, regole di allocazione basate sul bilancio di massa per il riciclo chimico, rilancio della Circular Plastics Alliance e istituzione di codici doganali distinti per le MPS plastiche. La crisi ha dato nuova urgenza a queste misure. In Italia, Assorimap, Corepla e le associazioni di categoria stanno negoziando con il MASE e il MIMIT interventi di sostegno straordinario per gli impianti di riciclo, inclusa la copertura parziale degli extra-costi energetici. L'adeguamento del contributo CONAI (previsto oltre 600 €/t dal luglio 2026 per alcune fasce) è stato definito da più operatori una 'tassa di guerra' necessaria ma insufficiente. 7. FAQ — Domande Frequenti sulla Crisi di Hormuz e le Materie Plastiche Quanto è aumentato il prezzo del PE e del PP a causa della chiusura di Hormuz? Al 24 marzo 2026 i dati sono i seguenti. In Europa il PP Homo Injection NWE ha raggiunto 1.200 €/t (+220 €/t da inizio marzo, fonte S&P Global Platts); il PE ha subito rincari tra 200 e 500 €/t per grado. Negli USA l'HDPE è aumentato del 36,57% a inizio marzo; LyondellBasell ha annunciato aumenti cumulativi di 35 cent/lb attraverso maggio 2026. In India i prezzi spot su alcuni gradi hanno segnato +100–150% dal 28 febbraio. In Africa il PP raffia è salito del 39%. Per il Q2 2026, gli analisti prevedono prezzi ancora elevati con il Brent sopra 95 $/bbl (fonte: EIA STEO marzo 2026). Perché il riciclo plastico soffre di più se la plastica vergine diventa più cara? Il riciclo è un'attività ad alta intensità energetica: i processi di lavaggio, selezione ottica, estrusione e rigranulazione richiedono gas ed elettricità. Con i costi energetici raddoppiati, il vantaggio competitivo del riciclato si riduce anche se la vergine si rivaluta. In più, i noli per l'export verso l'Asia (+40%) bloccano lo smercio delle MPS, generando un accumulo di invenduto che comprime i margini a monte della filiera. L'Iran è un fornitore importante di plastica per l'Europa? Sì, indirettamente. L'Iran è il principale produttore mondiale di metanolo (oltre 9 milioni di tonnellate nel 2025), un intermedio chiave per resine, plastificanti e solventi. L'Iran esportava anche poliolefine e prodotti petrolchimici verso Asia e Medio Oriente. Il blocco della produzione iraniana e le sanzioni aggiuntive irrigidiscono i mercati spot degli intermedi con effetti a cascata sui prezzi delle resine finali. Qual è la rotta alternativa per il GNL e il petrolio del Golfo? L'alternativa principale è il Capo di Buona Speranza (Africa), che aggiunge 10–15 giorni di navigazione e aumenta i costi di trasporto del 40–72%. L'oleodotto Abqaiq–Yanbu (Arabia Saudita) può trasportare circa 5 milioni di bbl/giorno, una frazione del volume abituale. Per il GNL non esistono oggi rotte alternative di capacità equivalente: questo rende i Paesi europei dipendenti dalle forniture qatariote (come l'Italia, all'11%) particolarmente vulnerabili. Cosa cambia per le aziende che acquistano plastica riciclata certificata in Europa? Nel breve periodo, le aziende che acquistano riciclato certificato (es. rPET food-grade, rHDPE, rPP per automotive) potrebbero trovare prezzi meno volatili rispetto alla vergine importata — ma con minore disponibilità fisica per il blocco delle esportazioni di MPS. Nel medio periodo, la crisi potrebbe incentivare lo sviluppo di una supply chain del riciclato più corta e 'domestica' in Europa, riducendo la dipendenza dalle importazioni di MPS dall'Asia. I distretti italiani della plastica sono a rischio chiusura? Il rischio è concreto per le aziende più piccole e meno capitalizzate. I distretti di Treviso/Vicenza/Padova, Varese (gomma e plastiche), Brindisi e Sarroch (petrolchimico) sono tra i più esposti. La CGIA stima che le aziende italiane pagheranno circa 10 miliardi di euro in più di costi energetici nel 2026. L'EuPC ha già richiesto misure di emergenza, e il tema sarà al centro delle prossime sessioni del Consiglio UE sull'industria. 8. Fonti e Riferimenti Le informazioni contenute in questo articolo si basano su fonti primarie e istituzionali verificate: • S&P Global Platts: 'Polypropylene prices rise globally following outbreak of Middle East war' (13 marzo 2026) — spglobal.com • S&P Global: 'War in the Middle East cools polymer trade in the Americas' (3 marzo 2026) — spglobal.com • PolymerUpdate.com: 'Polymer prices surge sharply amid supply disruptions as Middle East tensions escalate' (marzo 2026) — polymerupdate.com • Syntex America: 'Hormuz Crisis Week 3: 50% of Global PE Supply Disrupted, Prices Spike 50-80%' (20 marzo 2026) — syntexamerica.com • PlasticsToday / ICIS (Joseph Chang): 'Iran War Creates a Dire Strait for Resin Markets' (17 marzo 2026) — plasticstoday.com • Argus Media: 'Iran war to push up PE, PP prices: LyondellBasell' (19 marzo 2026) — argusmedia.com • Bloomberg: 'Iran War Ripples Are Driving Up Prices for Plastics Ingredient' (19 marzo 2026) — bloomberg.com • ChemAnalyst: 'Are Feedstock Shortages and War Risks Pushing Petrochemical Prices to New Highs?' (marzo 2026) — chemanalyst.com • Plastics News / ICIS: 'Impacts of Middle East conflict could reshape Europe recycled plastics market' (marzo 2026) — plasticsnews.com • Plastics Technology: 'March 2026: Prices Up for PE, PP, PS, PVC' (febbraio/marzo 2026) — ptonline.com • Fortune / Yahoo Finance: Brent crude price tracker (24 marzo 2026) — fortune.com • Investing.com: Brent Oil Futures live data (24 marzo 2026) — investing.com • EIA Short-Term Energy Outlook (marzo 2026) — eia.gov • I-Com – Istituto per la Competitività: 'La chiusura dello Stretto di Hormuz: uno shock energetico globale' (20 marzo 2026) — i-com.it • ISPI – Istituto per gli Studi di Politica Internazionale: 'Dall'Iran al mondo: 6 grafici sull'impatto economico della guerra' (marzo 2026) — ispionline.it • CGIA Mestre: 'La guerra in Iran presenta il conto alle imprese' (7 marzo 2026) — quotidiano.net • Laboratorio REF Ricerche: 'La crisi del riciclo delle plastiche: proposte per uscirne' (marzo 2026) — laboratorioref.it 👤 Nota sull'Autore Questo articolo è redatto dalla Redazione rMIX, Il Portale del Riciclo nell'Industria delle Materie Plastiche è un business directory e marketplace B2B specializzato, con oltre 25 anni di esperienza nel settore. Le analisi si basano su fonti primarie verificabili (EIA, ISPI, I-Com, ICIS, Coface, Laboratorio REF Ricerche) e su informazioni di mercato aggiornate in tempo reale. Per informazioni, contatti commerciali o richieste di approfondimento: www.rmix.it | info@rmix.it Ultimo aggiornamento: 25 marzo 2026
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Mango Sostituisce i Sacchetti di Plastica con Carta Velina EcocompatibileMango Sostituisce i Sacchetti di Plastica con cui confezionava i suoi capi con Carta Velina EcocompatibileUna bella iniziativa da parte di Mango, un'azienda attiva nel campo della moda che va incontro alle esigenze della tutela ambientale sostituendo i sacchetti di plastica che usa per il confezionamento dei capi di abbigliamento con altri fatti in carta velina ecocompatibile. questa bella storia ce la racconta Maria Teresa Veneziani in un articolo sul Corriere della Sera.La strada è segnata e l’emergenza Covid ha fatto capire a tutti che non c’è più tempo, occorre ripensare un progetto di sviluppo. Mango, la catena spagnola di moda democratica, annuncia che eliminerà l’uso di 160 milioni di sacchetti di plastica all’anno nella sua catena di fornitura. L’azienda avvia la sostituzione dei sacchetti di plastica con altri di carta nelle produzioni locali di capi piegati. «L’azienda procede nel suo impegno a favore della sostenibilità, uno dei suoi principali assi strategici, e avvia un progetto per sostituire i sacchetti di plastica del suo packaging con sacchetti di carta, diventando la prima grande azienda del settore tessile in Spagna a farlo», si legge in un comunicato. L’obiettivo del brand fondato a Barcellona in Spagna nel 1984 da due fratelli spagnoli di origine turca, Isak Andic e Nahman Andicè, è quello di eliminare progressivamente, in collaborazione con i propri fornitori, tutti i sacchetti di plastica utilizzati per la distribuzione dei prodotti lungo la catena di fornitura. Carta velina «I sacchetti che saranno utilizzati sono realizzati in carta velina, un materiale costituito da pasta di cellulosa naturale proveniente da fonti rinnovabili — assicura l’azienda —. La carta proviene infatti da foreste gestite in modo sostenibile, dove le pratiche di abbattimento sono certificate secondo i requisiti degli standard internazionali FSC® (Forest Stewardship Council®). Ciò contribuisce anche a un’economia circolare poiché i prodotti di carta possono essere riciclati in media da quattro a sei volte». La strada è segnata e l’emergenza Covid ha fatto capire a tutti che non c’è più tempo, occorre ripensare un progetto di sviluppo. Mango, la catena spagnola di moda democratica, annuncia che eliminerà l’uso di 160 milioni di sacchetti di plastica all’anno nella sua catena di fornitura. L’azienda avvia la sostituzione dei sacchetti di plastica con altri di carta nelle produzioni locali di capi piegati. «L’azienda procede nel suo impegno a favore della sostenibilità, uno dei suoi principali assi strategici, e avvia un progetto per sostituire i sacchetti di plastica del suo packaging con sacchetti di carta, diventando la prima grande azienda del settore tessile in Spagna a farlo», si legge in un comunicato. L’obiettivo del brand fondato a Barcellona in Spagna nel 1984 da due fratelli spagnoli di origine turca, Isak Andic e Nahman Andicè, è quello di eliminare progressivamente, in collaborazione con i propri fornitori, tutti i sacchetti di plastica utilizzati per la distribuzione dei prodotti lungo la catena di fornitura. Test pilota Il progetto sarà inizialmente lanciato in produzioni locali per capi piegati e sul canale online, dopo il successo dei tre test pilota effettuati dall’azienda in Marocco, Cina e Turchia. L’obiettivo è che il nuovo progetto venga applicato a tutti i capi entro la fine del 2021. Secondo Toni Ruiz, Amministratore delegato di Mango, «Si tratta di un progetto di grande portata, che avrà un impatto molto positivo sull’ambiente, poiché grazie alla sua realizzazione elimineremo circa 160 milioni di sacchetti di plastica ogni anno. La produzione di una moda più rispettosa dell’ambiente mira alla trasformazione sostenibile dell’azienda». Fashion Pact Il progetto rientra nel Fashion Pact, una coalizione globale che mira a promuovere la sostenibilità ambientale nel settore tessile e della moda, a cui l’azienda ha aderito nel 2019. Questo patto globale impegna tutti i firmatari a lavorare insieme per ridurre al minimo l’impatto ambientale dell’industria tessile e della moda concentrandosi su tre pilastri: contrastare i cambiamenti climatici, preservare la biodiversità e proteggere gli oceani.Categoria: notizie - plastica - economia circolare - rifiuti
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Cerca aziende produttrici e fornitrici di biopolimeri, bioplastiche e materiali compostabiliDirectory rMIX: Cerca le aziende attive nei biopolimeri per packaging, industria, bioeconomiaNel quadro della transizione verso un’economia a basse emissioni e della crescente necessità di materiali a ridotto impatto ambientale, i biopolimeri stanno emergendo come alternativa strategica alla plastica convenzionale in numerosi settori industriali. Compostabili, biodegradabili o derivati da fonti rinnovabili, questi materiali sono al centro di innovazioni nei campi del packaging sostenibile, della cosmetica, della medicina, dell’agricoltura e dell’automotive. Per facilitare l’incontro tra domanda e offerta, rMIX – il portale italiano dell’economia circolare – mette a disposizione una sezione specializzata dedicata alle aziende attive nel settore dei biopolimeri: la sottocategoria “Biopolimeri” della pagina “Cerca Aziende” Grazie a questa directory tematica, è possibile individuare in modo rapido e preciso produttori, distributori, trasformatori, laboratori e realtà innovative impegnate nello sviluppo e nella commercializzazione di bioplastiche e composti bio-based. Una directory professionale dedicata ai materiali plastici di nuova generazione La sezione “Aziende + Biopolimeri” su rMIX fornisce un elenco aggiornato di imprese attive nella ricerca, produzione, lavorazione e distribuzione di materiali polimerici alternativi, studiati per ridurre la dipendenza dalle fonti fossili e supportare l’economia circolare. Navigando nella directory è possibile trovare aziende che si occupano di: - Biopolimeri compostabili (PLA, PHA, PBAT, ecc.) - Polimeri biodegradabili per applicazioni alimentari e medicali - Granuli e compound bio-based per stampaggio a iniezione o estrusione - Materie prime da risorse agricole o scarti organici - Soluzioni tecniche per la sostituzione delle plastiche convenzionali Tutte le imprese presenti nella directory sono selezionate in base all’attività dichiarata nella filiera dei materiali biopolimerici. Le schede aziendali comprendono: - Descrizione delle attività e dei prodotti - Settori industriali serviti (packaging, biomedicale, edilizia, agricoltura, automotive) - Specifiche tecniche dei materiali (quando presenti) - Contatti diretti e collegamenti ai siti ufficiali A chi si rivolge il servizio rMIX sui biopolimeri? La sezione “Biopolimeri” è pensata per offrire strumenti concreti e affidabili a una pluralità di soggetti interessati allo sviluppo sostenibile e all’impiego di nuovi materiali ecocompatibili: - Buyer industriali alla ricerca di alternative green alle plastiche fossili - Aziende del packaging e trasformatori alla ricerca di fornitori di bioplastiche - Start-up e PMI impegnate nella bioeconomia e nell’eco-design - Centri di ricerca e laboratori che sviluppano soluzioni innovative - Enti pubblici e privati in fase di transizione ecologica - Distributori di materie prime e compound tecnici per applicazioni sostenibili I vantaggi di usare rMIX per cercare aziende del settore biopolimeri Utilizzare la directory rMIX significa accedere a un ecosistema digitale aggiornato e qualificato, pensato per promuovere il networking tra imprese e valorizzare soluzioni a basso impatto ambientale. I punti di forza del servizio includono: - Ricerca per categoria, materiale trattato o area geografica - Accesso diretto alle schede aziendali - Contatti immediati con i fornitori - Filtri dinamici per affinare la ricerca secondo le esigenze del proprio business - Integrazione con offerte e richieste pubblicate sulla piattaforma In un mercato sempre più orientato alla sostituzione delle plastiche tradizionali, disporre di una rete professionale orientata ai biomateriali è una risorsa strategica e competitiva. Rafforza la visibilità della tua azienda nel mondo dei biopolimeri Se operi nel settore delle bioplastiche, dei polimeri compostabili o dei materiali sostenibili, rMIX ti offre un canale diretto per farti trovare da nuovi clienti, buyer qualificati e partner della filiera bio-based. Essere presenti nella directory comporta numerosi benefici: - Ottimizzazione SEO per il posizionamento su Google - Visibilità targetizzata in un mercato di nicchia e in crescita - Valorizzazione dell’identità aziendale attraverso una scheda personalizzata - Accesso diretto a opportunità commerciali e progettuali nel campo della bioeconomia Visita la sezione dedicata ai Biopolimeri Scopri le aziende che stanno guidando la transizione verso materiali più sostenibili e promuovi la tua attività all’interno di una delle più complete directory italiane dedicate all’innovazione nel campo dei polimeri. 🔗 Biopolimeri: Offerte/Richieste 🔗 Biopolimeri: Aziende © Riproduzione vietata
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La Crisi del Fotovoltaico in Cina: Sovrapproduzione e Impatti GlobaliUn eccesso di pannelli solari ha causato un crollo dei prezzi e una saturazione del mercato, mettendo in difficoltà produttori e Paesi di tutto il mondodi Marco ArezioNegli ultimi anni, il settore del fotovoltaico in Cina ha vissuto una crescita esponenziale che ha portato a un eccesso di offerta di pannelli solari. Questa sovrapproduzione ha generato un surplus globale, facendo crollare i prezzi dei pannelli solari a livello internazionale. Anche se l'espansione della capacità di produzione di energia rinnovabile è un passo positivo verso la transizione energetica, il mercato si trova ora in una situazione difficile, con Stati Uniti e Unione Europea che chiedono a Pechino di limitare la capacità produttiva. La Sovrapproduzione e il Surplus Energetico Interno La Cina ha installato un numero così elevato di pannelli solari da creare un surplus di energia che il Paese non è in grado di immagazzinare. In risposta a questa situazione, le autorità cinesi hanno iniziato a ritirare alcuni sussidi per il settore, cercando di rallentare il ritmo delle nuove installazioni. Tuttavia, nel primo trimestre del 2024, le installazioni di pannelli solari nella regione di Pechino sono aumentate del 33% rispetto all'anno precedente, a fronte di un boom del 154% registrato nello stesso periodo del 2023. Questa crescita incontrollata è il risultato di un'espansione industriale accelerata negli anni passati. Impatti sui Produttori e sul Mercato Globale Anche i produttori cinesi stanno affrontando le conseguenze della sovraccapacità. Longi Green Energy Technology, il più grande produttore mondiale di celle solari, ha annunciato il licenziamento di migliaia di lavoratori a causa del calo dei prezzi e dell'eccesso di offerta. Questo surplus ha portato a un'invasione di pannelli solari sui mercati extra asiatici, creando un effetto domino globale che ha fatto crollare i prezzi dei moduli solari in Europa di quasi la metà in sei mesi. La Cina domina il mercato globale dei pannelli solari, con costi di produzione significativamente inferiori rispetto a quelli di Stati Uniti ed Europa. I produttori cinesi producono pannelli solari a un costo compreso tra 16 e 18,9 centesimi per watt di capacità di generazione, rispetto ai 28 centesimi delle imprese statunitensi e ai 24-30 centesimi di quelle europee. La Situazione in Germania Anche la Germania sta affrontando un fenomeno simile. Nel 2023, il Paese ha installato una capacità record di 14.280 MW di energia solare, quasi il doppio rispetto al 2022. La capacità solare totale installata ha raggiunto 81,7 GW, ben al di sopra della domanda media di energia del Paese, che si attesta a 52,2 GW. Questo eccesso di capacità ha portato a una riduzione dei prezzi dell'energia, arrivando in alcuni casi a valori negativi. Anche in Germania, la rete elettrica fatica a gestire l'eccesso di energia solare, e si prospetta la possibilità che i produttori non possano rivendere l'energia in eccesso, limitandosi all'autoconsumo. Risposte Politiche e Strategiche Negli Stati Uniti, il presidente Joe Biden ha annunciato un aumento delle tariffe sui pannelli fotovoltaici bifacciali, che finora non erano soggetti a tariffe di salvaguardia ai sensi della Sezione 201 del Trade Act del 1974. La nuova aliquota tariffaria sulle celle solari aumenterà dal 25% al 50% nel 2024, ma l'impatto di queste misure potrebbe essere limitato. In Europa, sono in corso due indagini su aziende cinesi produttrici di pannelli solari, sospettate di aver ricevuto sussidi statali illeciti. Diversi Paesi, tra cui l'Italia, stanno avviando nuove produzioni di pannelli solari, ma esiste il rischio che l'Europa sostituisca la dipendenza dal gas russo con una nuova dipendenza dalla tecnologia verde cinese. Prospettive Future La soluzione migliore per affrontare la crisi attuale sembra essere quella di puntare sulla qualità e l'innovazione tecnologica. Investire in tecnologie avanzate e migliorare l'efficienza dei pannelli solari potrebbe aiutare a ridurre gli effetti negativi della sovrapproduzione e a stabilizzare i mercati. Nel lungo termine, l'innovazione tecnologica potrebbe fare la differenza, garantendo una transizione energetica sostenibile e un equilibrio tra domanda e offerta di energia rinnovabile. Conclusioni L'esplosione della bolla del fotovoltaico in Cina rappresenta un fenomeno complesso con implicazioni globali. La sovrapproduzione di pannelli solari ha creato un surplus che ha abbattuto i prezzi e messo sotto pressione i produttori. Anche se la spinta verso l'energia rinnovabile è positiva, è necessario un approccio più equilibrato per evitare crisi di sovrapproduzione. I Paesi devono collaborare per trovare soluzioni che garantiscano una transizione energetica sostenibile, riducendo al contempo la dipendenza da singoli fornitori e promuovendo l'innovazione nel settore delle energie rinnovabili.© Riproduzione Vietata
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rNEWS: Total e ArcelorMittal Siglano un Accordo per il Gas (LNG)Total e ArcelorMittal Siglano un Accordo per il Gas (LNG)Total comunica al mercato di aver siglato un accordo per la fornitura di 500.000 tonnellate annue di gas naturale liquefatto (LNG) fino al 2026 con l'azienda ArcelorMittal Nippon Steel (AMNS) per le attività industriali in india. I'LNG verrà scaricato al terminal LNG di Dahej o Hazira, sulla costa occidentale dell'India.“Siamo lieti di collaborare con AMNS e di soddisfare la crescente domanda industriale di GNL in India, un Paese che mira a più che raddoppiare la quota di gas naturale nel suo mix energetico entro il 2030 rispetto ad oggi”, ha affermato Thomas Maurisse, Senior Vice President GNL al totale. "La fornitura di GNL contribuirà alla riduzione delle emissioni di carbonio di AMNS, in linea con l'ambizione di Total di offrire ai propri clienti prodotti energetici che emettono meno CO2 e di supportarli nelle proprie strategie a basse emissioni di carbonio".Vedi maggiori informazioni sull'operazione Total Accessori per il gas liquefatto LNG
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Il Record dei Prezzi delle Materie Prime Minaccia le Linee di Credito e le AziendeIl Record dei Prezzi delle Materie Prime Minaccia le Linee di Credito e le AziendeLa situazione internazionale delle materie prime plastiche che sta portando ad aumenti incredibili dei prezzi, in una continua rincorsa di record a causa di una enorme scarsità di offerta, sta mettendo a dura prova la capacità di approvvigionamento delle imprese.Uno dei motivi determinanti riguardano le linee di credito aziendali, che erano calibrate su un trend finanziario dove le materie prime avevano dei prezzi più contenuti e, che ora, non danno la disponibilità alle aziende di finanziare i propri acquisti di materie prime secondo i nuovi prezzi di mercato. Inoltre, alcuni istituti finanziari stanno lavorando in controtendenza, con l’obbiettivo di ridurre le disponibilità liquide per le aziende nel breve termine per la paura delle conseguenze sulle oscillazioni così violente dei prezzi delle materie prime. Questa tesi è supportata dall’idea che il livello così alto dei prezzi possa deprimere la redditività aziendale e incidere negativamente sui bilanci, considerando che in questo momento i clienti hanno due alternative: fermare la produzione per mancanza di materia prima o produrre realizzando una perdita sui contratti già acquisiti. Ma la domanda che circola insistentemente tra gli operatori del settore è quando si tornerà ad una situazione normale. Una risposta abbastanza condivisa vede il ritorno ad una situazione più tranquilla sui mercati nel momento in cui gli Stati Uniti dovessero riprendere la produzione di materia prima in modo regolare. Una regolarità che è mancata a causa della pandemia, delle tempeste invernali che hanno paralizzato una parte del paese e a causa della crisi della logistica via mare. La tempistica per il ritorno alla normalità rimane tuttavia incerta in attesa che si verifichino alcuni elementi essenziali: • Il miglioramento della situazione Covid negli Stati Uniti che, a seguito della campagna vaccinale massiccia, permetterà un ritorno al lavoro in modo completo. • La stagione delle tempeste dovrà definitivamente passare • Il ritorno di un’equa distribuzione dei containers vuoti in tutto il mondo così da permettere nuovamente la ripresa delle rotte commerciali. Vedi maggiori informazioni sulla finanza e la sostenibilità del business
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La Rivoluzione del Bambù: Dalla Cina una Plastica 100% Biodegradabile che si Decompone in 90 GiorniUn team di ricercatori cinesi ha sviluppato un innovativo materiale plastico a base di bambù, resistente e riciclabile, che offre una soluzione sostenibile alla crisi dell’inquinamento da plasticadi Marco ArezioLa plastica, un materiale che ha rivoluzionato l'industria e la vita quotidiana a partire dagli anni Cinquanta, è oggi al centro di una grave crisi ambientale. Con milioni di tonnellate di rifiuti plastici che si accumulano nei mari e nei terreni, prevalentemente per colpa dell'uomo, la ricerca di materiali alternativi è diventata una priorità globale. Tra le nuove proposte per affrontare questa sfida, arriva dalla Cina una promettente innovazione: una plastica completamente biodegradabile, fatta al 100% di bambù. Questo materiale, secondo i ricercatori, ha la capacità di biodegradarsi nel suolo entro soli tre mesi, offrendo una soluzione sia ecologica che pratica. Il Ruolo Problematico della Plastica Tradizionale La plastica convenzionale, sebbene economica e incredibilmente versatile, è una delle principali cause dell'inquinamento globale. Ogni anno, milioni di tonnellate di rifiuti plastici finiscono negli oceani e nelle discariche, abbandonati dall'uomo, dove impiegano centinaia di anni a decomporsi. Le microplastiche si stanno infiltrando nei sistemi naturali, causando gravi danni alla fauna e flora marine e persino entrando nella catena alimentare umana. Le bioplastiche tradizionali, una possibile alternativa, non hanno però risolto il problema. Studi recenti dimostrano che molte di queste non sono così biodegradabili come si pensava, degradandosi solo in determinate condizioni ambientali che spesso non si trovano nei contesti di smaltimento standard. Il Bambù come Risorsa Sostenibile La Cina, uno dei principali produttori di bambù al mondo, ha individuato in questa pianta una risorsa preziosa per sviluppare nuovi materiali sostenibili. Il bambù è noto per la sua rapidità di crescita e la sua capacità di rigenerarsi senza bisogno di pesticidi o fertilizzanti. Tuttavia, creare un materiale plastico a base di bambù è stata una sfida tecnica a causa della rigidità della sua struttura cellulare. Le proprietà adesive delle cellule del bambù sono limitate, rendendo difficile la trasformazione del materiale in un sostituto diretto della plastica. Il Processo Innovativo Un gruppo di ricercatori cinesi ha recentemente sviluppato un metodo innovativo per trasformare il bambù in una plastica biodegradabile. Il processo inizia con la polverizzazione del bambù, seguita dall'uso di sostanze chimiche ecologiche per rimuovere selettivamente parte della lignina, un composto organico che contribuisce alla rigidità del materiale. Questo processo altera la struttura cristallina della cellulosa, rendendo il materiale più plastico e lavorabile. Successivamente, il materiale trattato viene pressato a caldo per formare una plastica rigida e resistente all'acqua, con proprietà simili a quelle del PVC, un tipo di plastica rigida comunemente usato in tubi e altri prodotti industriali. Ciò che rende particolarmente interessante questa innovazione è che, oltre alla sua resistenza e versatilità, la plastica di bambù è completamente biodegradabile. In condizioni ambientali naturali, si decompone nel suolo entro 90 giorni, molto più rapidamente rispetto ai materiali plastici tradizionali.Verso una Produzione Più Efficiente Una delle problematiche per rendere questo materiale economicamente competitivo con le plastiche convenzionali è ottimizzare il processo produttivo. Un'opzione promettente è l'uso della polpa di bambù, che è già priva di lignina, eliminando così uno degli step più complessi del processo. Questo potrebbe ridurre i costi e rendere il biomateriale più accessibile a livello industriale. Potenziali Applicazioni della Plastica Biodegradabile da BambùIl materiale sviluppato dai ricercatori cinesi ha dimostrato di avere una robustezza meccanica eccezionale, il che lo rende adatto a una vasta gamma di applicazioni. Potrebbe essere utilizzato nella produzione di imballaggi, utensili, giocattoli e persino componenti industriali. Inoltre, essendo riciclabile, il bambù potrebbe essere ridotto in polvere e riutilizzato per creare nuovi prodotti senza compromettere la qualità del materiale. Il settore delle costruzioni potrebbe trarre grande vantaggio dall'uso di questa plastica a base di bambù, soprattutto per sostituire materiali come il PVC, che sebbene efficiente, è altamente inquinante e difficile da smaltire. La versatilità di questo nuovo biomateriale lo rende una valida alternativa in tutti quegli ambiti in cui è richiesta una plastica rigida ma sostenibile. Il Futuro della Plastica a Base di Bambù Le implicazioni di questa scoperta sono significative. Se la plastica di bambù riuscirà a trovare un'applicazione commerciale su vasta scala, potrebbe contribuire in modo sostanziale alla riduzione dell'uso della plastica tradizionale e alla lotta contro l'inquinamento globale. Il bambù è una risorsa abbondante, facilmente rinnovabile e ampiamente disponibile in molte parti del mondo, soprattutto in Asia. La sua trasformazione in un materiale versatile e biodegradabile rappresenta un passo importante verso un'economia più circolare e sostenibile. Inoltre, l'uso di materiali biodegradabili come il bambù potrebbe ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, attualmente utilizzati nella produzione di plastica convenzionale. Questo non solo aiuterebbe a ridurre le emissioni di gas serra, ma offrirebbe anche nuove opportunità economiche per i paesi produttori di bambù. Problematiche e Prospettive della Plastica Biodegradabile da BambùNonostante le potenzialità, ci sono ancora alcuni problemi da affrontare. La produzione su larga scala di questa plastica richiederà investimenti significativi in ricerca e sviluppo, nonché l'implementazione di nuove tecnologie di produzione. Inoltre, sarà necessario sensibilizzare le industrie e i consumatori sull'importanza di utilizzare materiali biodegradabili e sostenibili. Un altro aspetto da considerare è il ciclo di vita del prodotto: mentre la plastica di bambù è biodegradabile, sarà fondamentale garantire che venga smaltita correttamente per evitare che finisca in discariche o oceani, dove potrebbe non degradarsi altrettanto rapidamente a causa delle condizioni ambientali non ottimali. In conclusione, la plastica a base di bambù rappresenta una delle innovazioni più promettenti nel campo dei materiali sostenibili. Se sviluppata e adottata su larga scala, potrebbe offrire una soluzione concreta alla crisi globale della plastica, contribuendo a proteggere l'ambiente e a promuovere un uso più responsabile delle risorse naturali.
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Plastics Recycling Show Middle East & Africa: L'Evento Chiave per il Futuro del Riciclo della PlasticaPRS: Una fiera strategica per l'economia circolare e la sostenibilità, dedicata alle tecnologie innovative e alle soluzioni per il riciclo della plastica in Medio Oriente e Africa di Marco ArezioLa Plastics Recycling Show Middle East & Africa (PRS ME&A) è un evento di rilevanza internazionale dedicato al settore del riciclo della plastica. Si svolge annualmente in una location strategica del Medio Oriente, come Dubai, o dell'Africa, regioni che stanno vedendo una rapida crescita nell'adozione di pratiche di economia circolare e sostenibilità ambientale. Questo evento rappresenta un punto di incontro cruciale per le industrie, i governi e gli operatori del settore interessati a esplorare soluzioni innovative per la gestione e il riciclo della plastica. Di Cosa Si Occupa il Plastics Recycling Show Middle East & Africa? La fiera PRS ME&A si focalizza interamente sul riciclo della plastica, un tema di crescente importanza data la necessità globale di ridurre l'impatto ambientale dei rifiuti plastici. L’evento copre vari aspetti del riciclo, tra cui: Tecnologie di Riciclo della Plastica: Espositori presentano le ultime innovazioni nelle tecnologie di riciclo, inclusi macchinari per la separazione, il lavaggio, la triturazione e la rigenerazione della plastica. Prodotti Derivati dal Riciclo: Vengono esposte soluzioni innovative per la creazione di nuovi prodotti utilizzando plastica riciclata, evidenziando i vantaggi economici e ambientali. Politiche e Normative: La fiera ospita conferenze e workshop su politiche, normative e incentivi governativi che guidano l’industria del riciclo della plastica, con particolare attenzione alle dinamiche specifiche di Medio Oriente e Africa. Economia Circolare: PRS ME&A promuove l’adozione di modelli di economia circolare, dimostrando come il riciclo della plastica possa essere integrato in filiere produttive sostenibili. Chi Dovrebbe Esporre al PRS ME&A? Il Plastics Recycling Show Middle East & Africa è un'opportunità imperdibile per una varietà di aziende e organizzazioni, tra cui: Produttori di Tecnologie di Riciclo: Aziende che sviluppano e producono macchinari e soluzioni tecnologiche per il riciclo della plastica dovrebbero esporre per mostrare i loro ultimi prodotti e tecnologie a un pubblico di decision-maker e investitori. Produttori di Plastica Riciclata: Imprese che producono materie prime secondarie derivate dal riciclo della plastica trovano in PRS ME&A una piattaforma per presentare la qualità e l'innovazione dei loro prodotti. Aziende Manifatturiere: Le imprese che utilizzano plastica riciclata nei loro processi produttivi possono esporre per dimostrare il loro impegno verso la sostenibilità e per creare nuove partnership nel settore. Enti Governativi e Organizzazioni Non-Governative: Le istituzioni pubbliche e le ONG che lavorano sulla regolamentazione ambientale, la gestione dei rifiuti e la promozione della sostenibilità possono esporre per sensibilizzare e influenzare le politiche regionali. Chi Dovrebbe Visitare il PRS ME&A? Il Plastics Recycling Show Middle East & Africa attrae visitatori da diversi settori, tra cui: Professionisti del Riciclo: Manager, ingegneri e operatori del settore del riciclo, che cercano nuove tecnologie e soluzioni per ottimizzare i processi esistenti. Rappresentanti di Enti Pubblici: Funzionari governativi e legislatori interessati a sviluppare politiche più efficaci per la gestione dei rifiuti plastici. Ricercatori e Accademici: Studenti, professori e ricercatori che vogliono esplorare le ultime tendenze e innovazioni nel riciclo della plastica e nell’economia circolare. Imprenditori e Start-up: Innovatori e start-up che stanno sviluppando nuove tecnologie o modelli di business legati al riciclo della plastica. Confronti con Altre Fiere del Settore Nel panorama delle fiere dedicate al riciclo della plastica, il PRS ME&A si distingue per la sua localizzazione geografica e il suo focus su regioni emergenti. Tuttavia, ci sono altre fiere significative con cui può essere confrontata: Plastics Recycling World Expo (Europa e USA): Questo evento è uno dei principali a livello globale e attrae un numero elevato di espositori e visitatori da tutto il mondo. Rispetto a PRS ME&A, l'Expo offre una piattaforma più ampia, ma meno focalizzata sulle dinamiche specifiche di Medio Oriente e Africa. Chinaplas (Asia): Chinaplas è una delle fiere più grandi al mondo per l'industria della plastica, includendo anche il settore del riciclo. Tuttavia, PRS ME&A offre un ambiente più specializzato, con una maggiore enfasi sulle soluzioni adatte a mercati in rapida crescita come quelli del Medio Oriente e dell'Africa. Ecomondo (Italia): Sebbene Ecomondo sia una fiera più ampia che copre tutti gli aspetti dell'economia circolare, il focus di PRS ME&A sul riciclo della plastica lo rende più rilevante per chi opera esclusivamente in questo settore. Vantaggi e Svantaggi del PRS ME&A VantaggiFocus Regionale: PRS ME&A è perfettamente posizionata per servire i mercati emergenti del Medio Oriente e dell'Africa, offrendo soluzioni su misura per queste regioni. Specializzazione: La fiera è altamente specializzata nel riciclo della plastica, rendendola un evento chiave per gli operatori del settore. Opportunità di Networking: La dimensione e l'ambiente del PRS ME&A facilitano incontri mirati e collaborazioni strategiche. SvantaggiPortata Limitata: Rispetto a fiere più grandi e globali, PRS ME&A può avere una portata geografica e industriale più limitata. Concorrenza con Grandi Eventi: Il confronto con fiere come Chinaplas e Plastics Recycling World Expo può rendere PRS ME&A meno attrattivo per le aziende che cercano un'esposizione globale. Conclusioni Il Plastics Recycling Show Middle East & Africa è un evento fondamentale per chi opera nel settore del riciclo della plastica, specialmente in regioni emergenti come il Medio Oriente e l'Africa. Con il suo focus su tecnologie innovative, politiche sostenibili e prodotti riciclati, PRS ME&A offre una piattaforma strategica per espositori e visitatori. Sebbene sia meno vasto rispetto a fiere globali, il suo focus regionale e la specializzazione lo rendono un appuntamento imperdibile per i professionisti del settore, con molteplici opportunità di networking e crescita commerciale.
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Wolf Plastic dopo l’Acquisizione Cambierà Nome alla Linea di ProdottiL’azienda Austriaca è specializzata nella produzione di secchi e taniche per l’industria e l’uso professionale Wolf Plastic produce secchi in plastica vergine e riciclata per l’industria, ma anche taniche che contengono i liquidi più disparati. Nasce 45 anni fa in Austria e si è sempre occupata di produrre imballaggi in plastica nei tre siti produttivi, in Austria, in Romania e in Ungheria. Wolf Plastic può contare su 210 dipendenti che con passione e competenza portano avanti il lavoro di produzione e commercializzazione degli imballi in plastica per l’industria. Il portafoglio prodotti conta su più di 400 articoli e si pone come il miglior biglietto da visita per offrire un servizio qualificato alle medie imprese del settore industriale. L’obbiettivo aziendale è anche quello di rendere i prodotti e le produzioni sempre più sostenibili, attraverso anche l’uso della plastica riciclata da post consumo (PCR). Dall’autunno del 2021 il gruppo ALPLA è diventato proprietario della società Wolf Plastic, inserendo le produzioni di quest’ultima nel circuito dei fornitori dei secchi e delle taniche per i suoi clienti. A partire da Maggio 2023 la società Wold Plastic cambierà il nome alla linea di imballi in plastica di grandi dimensioni, chiamandola ALPLAIndustrial, che produce secchi e taniche anche in plastica riciclata. ALPLAindustrial produce attualmente circa 400 prodotti nei suoi tre siti produttivi in Austria (Kammern), Ungheria (Fertőszentmiklós) e Romania (Bucarest). I secchi, i contenitori e le bottiglie possono essere personalizzati utilizzando l'etichettatura nello stampo. Con l'introduzione della propria linea di riciclaggio con materiale PCR fino al 100%, ALPLA offre anche ai clienti industriali e commerciali un'alternativa rispettosa del clima. "Le nostre soluzioni innovative sono la preparazione ideale per le normative future e forniscono quindi un vantaggio competitivo", sottolinea Widmar, amministratore delegato di ALPLA per l'Europa centrale e orientale.Info Alpla
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Asphaltica: La Fiera di Riferimento per il Settore delle Pavimentazioni StradaliInnovazione, sostenibilità e networking al centro dell'evento dedicato all'asfalto e alla manutenzione delle infrastrutturedi Marco ArezioAsphaltica è una fiera biennale che si svolge a Bologna ed è uno degli appuntamenti più importanti a livello internazionale per il settore delle pavimentazioni stradali, con un particolare focus sull'asfalto. Questa manifestazione si distingue per essere un punto di incontro privilegiato per tutti coloro che sono coinvolti nella filiera delle infrastrutture stradali, dalla progettazione alla manutenzione, fino alla produzione di materiali e tecnologie avanzate. Organizzata in collaborazione con SITEB (Associazione Italiana Bitume Asfalto Strade), Asphaltica rappresenta un'opportunità unica per esplorare le innovazioni nel campo della mobilità su strada, incontrare i principali attori del settore e approfondire i temi legati alla sostenibilità e all'efficienza infrastrutturale. Un Settore Cruciale: Asfalto e Infrastrutture Stradali L'asfalto è un elemento chiave nelle infrastrutture moderne. Gran parte della nostra mobilità dipende dalle strade, e l'asfalto è uno dei materiali più utilizzati per la costruzione di superfici stradali resistenti, sicure e durevoli. Tuttavia, le problematiche che il settore affronta sono numerose, dall'impatto ambientale dei materiali utilizzati, alla necessità di manutenzioni frequenti e alla crescente domanda di soluzioni sostenibili. In questo contesto, Asphaltica si pone come una piattaforma strategica dove le aziende e i professionisti del settore possono presentare le loro innovazioni. Gli espositori provengono da settori legati alla produzione e all’installazione di materiali per pavimentazioni, macchinari per la stesa e manutenzione dell'asfalto, soluzioni tecnologiche per la sicurezza stradale, e strumenti per la gestione delle infrastrutture. Tra le novità che spesso vengono presentate in fiera, troviamo materiali a basso impatto ambientale, asfalti riciclati o soluzioni che mirano a ridurre le emissioni di CO2 nella fase di produzione. Perché Espositori e Visitatori Scelgono Asphaltica? Partecipare a una fiera come Asphaltica è una scelta strategica sia per gli espositori che per i visitatori. Per chi espone, l'evento rappresenta una vetrina unica per mostrare le proprie soluzioni tecnologiche e per entrare in contatto con un pubblico altamente specializzato, composto da professionisti del settore, ingegneri, amministratori pubblici e aziende di costruzioni. Gli espositori tipici includono produttori di materiali per pavimentazione, aziende che offrono macchinari per la posa e manutenzione dell'asfalto, nonché fornitori di servizi di manutenzione delle infrastrutture stradali. Inoltre, vi è una crescente partecipazione da parte di società che operano nel campo della sostenibilità e dell'economia circolare, alla ricerca di nuovi metodi per rendere l’asfalto e le strade più green. D'altro canto, Asphaltica è una fiera molto attrattiva anche per i visitatori, in particolare per professionisti che lavorano nel settore pubblico o privato e che sono responsabili della manutenzione delle strade o della progettazione delle infrastrutture. Ingegneri, tecnici comunali, aziende di costruzione e progettisti trovano in Asphaltica un’occasione preziosa per aggiornarsi sulle ultime tendenze del settore, scoprire nuove tecnologie e confrontarsi direttamente con i fornitori. Un altro elemento di grande richiamo per i visitatori è rappresentato dai numerosi workshop e seminari che si svolgono durante la fiera, dove esperti e tecnici condividono le ultime novità normative e le nuove pratiche nel campo della gestione delle infrastrutture. Questo rende la fiera un vero e proprio hub di conoscenze, ideale per chi vuole tenersi aggiornato sulle evoluzioni del mercato e sulle opportunità offerte dalle nuove tecnologie. Vantaggi di Partecipare Naturalmente, come per ogni grande fiera, partecipare ad Asphaltica presenta una serie di vantaggi e svantaggi, sia per chi decide di esporre sia per chi si reca come visitatore. Vantaggi per gli espositori: Uno dei principali vantaggi è la possibilità di espandere la propria rete di contatti professionali. Asphaltica è un evento che attira professionisti da tutto il mondo, creando un ambiente fertile per la creazione di nuove opportunità di business. Inoltre, permette di presentare prodotti innovativi e di posizionarsi come leader del settore, soprattutto grazie alla specializzazione della fiera che garantisce un pubblico altamente mirato. Per molte aziende, partecipare significa consolidare la propria presenza sul mercato e cogliere nuove opportunità commerciali. Vantaggi per i visitatori: Per i visitatori, i benefici principali consistono nell'accesso diretto a una vasta gamma di soluzioni innovative. Asphaltica permette di toccare con mano le novità del settore, parlare direttamente con i fornitori e ottenere informazioni di prima mano sulle tecnologie più avanzate. È anche una grande occasione per stringere relazioni commerciali e ottenere suggerimenti su come migliorare i propri processi operativi o di manutenzione. Asphaltica vs. Altre Fiere del Settore Se paragoniamo Asphaltica a eventi internazionali come Bauma, che si tiene a Monaco di Baviera, notiamo subito alcune differenze chiave. Bauma è una fiera colossale che copre tutti i settori delle costruzioni, dalle attrezzature pesanti al movimento terra, fino alle tecnologie per l'edilizia. La sua portata globale attira decine di migliaia di visitatori e migliaia di espositori da tutto il mondo. Tuttavia, proprio a causa della sua vastità, Bauma può risultare dispersiva per chi è interessato esclusivamente al settore delle pavimentazioni stradali. Asphaltica, invece, ha un focus molto più ristretto e mirato, concentrandosi unicamente sull’asfalto e le infrastrutture stradali. Questo la rende particolarmente interessante per chi lavora in questo ambito specifico, poiché offre una piattaforma dove ogni espositore e ogni innovazione presentata è strettamente correlata alle necessità del settore. Conclusione Asphaltica si conferma come un evento essenziale per chiunque operi nel mondo delle pavimentazioni stradali e delle infrastrutture. È una fiera che unisce innovazione tecnologica e aggiornamenti normativi, offrendo a espositori e visitatori un ambiente ideale per fare affari, scoprire nuove opportunità e migliorare le proprie competenze. Sebbene la partecipazione richieda un investimento considerevole in termini di tempo e denaro, i vantaggi in termini di networking, aggiornamento professionale e crescita del business superano di gran lunga gli svantaggi, soprattutto per coloro che cercano una piattaforma specializzata in un settore così cruciale come quello delle infrastrutture stradali.
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Plenitude inaugura un nuovo impianto solare in Francia: un passo avanti per l'energia sostenibileCon una capacità di 5 MW, l’impianto di Bouillac contribuirà alla transizione energetica francese, riducendo le emissioni e sostenendo l’economia localedi Marco ArezioNel contesto delle sfide energetiche globali e della transizione verso fonti rinnovabili, l'Italia si distingue per l’impegno delle sue aziende nell'espansione delle energie pulite in Europa. Un esempio rilevante è Plenitude, la divisione energetica del gruppo ENI dedicata alle energie rinnovabili, che ha recentemente avviato la produzione del suo nuovo impianto solare a Bouillac, in Francia, con una capacità installata di 5 megawatt (MW). Questo nuovo progetto rappresenta un passo significativo per Plenitude, che ha come obiettivo il rafforzamento del proprio portafoglio di energia rinnovabile e la riduzione delle emissioni di gas serra. Un Impianto Strategico per la Francia L'impianto solare di Bouillac si inserisce in una strategia di espansione delle fonti rinnovabili in Francia, dove il governo si è impegnato a incrementare la quota di energia pulita per raggiungere l’obiettivo di zero emissioni nette entro il 2050. Con una capacità di 5 MW, l'impianto è in grado di fornire energia pulita a migliaia di famiglie e contribuire alla stabilità energetica del paese, riducendo al contempo la dipendenza dai combustibili fossili. Plenitude e la Transizione Energetica Plenitude è una delle aziende leader in Europa nella produzione di energia rinnovabile e, attraverso iniziative come l'impianto di Bouillac, dimostra un impegno concreto nella transizione energetica. La società punta a raggiungere una capacità installata di energia rinnovabile di 15 GW entro il 2030, combinando impianti solari, eolici e di bioenergia per sostenere una rete energetica più sostenibile e resiliente. La scelta della Francia per questo nuovo progetto non è casuale: il paese è uno dei principali mercati europei per l’energia rinnovabile e offre incentivi significativi per lo sviluppo di impianti solari. Questo favorisce aziende come Plenitude nel contribuire all’espansione dell'energia solare e accelerare il raggiungimento degli obiettivi climatici fissati a livello nazionale ed europeo. Impatti e Benefici per la Comunità Locale L’impianto di Bouillac non solo favorirà la transizione energetica, ma avrà anche un impatto positivo sull'economia locale. La costruzione e la manutenzione di impianti solari richiedono competenze tecniche e manodopera specializzata, creando opportunità di lavoro sia dirette che indirette nella regione. Inoltre, l'energia solare genera una produzione di energia a basso impatto ambientale, migliorando la qualità dell'aria e riducendo l'inquinamento atmosferico locale rispetto alle fonti fossili. La Visione a Lungo Termine di Plenitude Plenitude si impegna non solo nella produzione di energia rinnovabile, ma anche nella promozione di un modello di business sostenibile e responsabile. L’azienda ha implementato diverse iniziative per migliorare l'efficienza energetica e ridurre l’impatto ambientale delle sue attività. Attraverso collaborazioni con altre imprese e istituzioni, Plenitude mira a sviluppare tecnologie innovative e a sostenere la ricerca e lo sviluppo nel settore delle energie rinnovabili. Conclusione L’inaugurazione dell’impianto solare di Bouillac rappresenta un traguardo importante per Plenitude e un contributo significativo alla decarbonizzazione della rete energetica francese. In un contesto di crescente urgenza per affrontare il cambiamento climatico, progetti come questo non solo aiutano a ridurre le emissioni di CO2, ma offrono anche un modello replicabile per altre aziende e nazioni che vogliono investire in un futuro più sostenibile.© Riproduzione Vietata
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Cerca Aziende della filiera dei Metalli Riciclati e Rottami con rMIXTrova fornitori, riciclatori e commercianti di metalli ferrosi, non ferrosi e rottami per industria, edilizia, fonderie e green economy nella directory professionale dell’economia circolare rMIXNel contesto della transizione ecologica e dell’efficienza produttiva, i metalli riciclati rappresentano una risorsa fondamentale per molteplici settori industriali. Dalla siderurgia all'automotive, dall’edilizia alla componentistica, la richiesta di rottami ferrosi e non ferrosi è in costante aumento, spinta da normative ambientali più stringenti e da una crescente consapevolezza sulla sostenibilità dei materiali. Per facilitare l’incontro tra domanda e offerta, rMIX – portale dell’economia circolare – mette a disposizione una sezione specializzata dedicata alle aziende che operano nel settore dei metalli riciclati: la sottocategoria “Metalli Riciclati” della pagina “Cerca Aziende”Grazie a questa directory settoriale, è possibile individuare in modo semplice e veloce fornitori, riciclatori e commercianti di metalli secondari, utili per approvvigionamenti industriali o operazioni di recupero e valorizzazione. Una directory professionale dedicata al rottame metallico e ai metalli riciclati La sezione “Aziende + Metalli Riciclati” su rMIX offre un elenco aggiornato di imprese attive nella raccolta, selezione, trattamento e distribuzione di rottami metallici e materiali metallici rigenerati. Navigando nella directory è possibile trovare aziende che si occupano di: - Rottami ferrosi (ghisa, acciaio, ferro dolce, lamiere) - Rottami non ferrosi (rame, alluminio, ottone, zinco, piombo, stagno) - Leghe metalliche da recupero (acciai speciali, bronzo, leghe leggere) - Scarti industriali metallici derivanti da lavorazioni meccaniche e tagli laser - Servizi ambientali per la raccolta, compattazione e trasporto di rottami - Rigenerazione e raffinazione di metalli per la produzione di nuove materie prime secondarie Ogni impresa presente sulla piattaforma è selezionata per attività dichiarate nel ciclo del metallo riciclato. Le schede aziendali contengono: - Descrizione delle attività e dei materiali trattati - Settori industriali serviti (fonderia, meccanica, edilizia, trasporti, energia) - Specifiche tecniche - Contatti diretti e collegamento al sito ufficiale A chi si rivolge il servizio rMIX sui metalli riciclati? La sezione “Metalli Riciclati” è pensata per offrire soluzioni concrete e immediate a diversi tipi di operatori del settore, tra cui: - Buyer industriali e responsabili acquisti in cerca di forniture metalliche riciclate - Operatori ambientali e aziende di trattamento rifiuti alla ricerca di sinergie nella filiera - Fonderie e acciaierie in cerca di materia prima secondaria di qualità - Società di trading e intermediazione attive sul mercato nazionale e internazionale - Start-up, designer e produttori sostenibili impegnati nella valorizzazione dei materiali post-consumo I vantaggi di usare rMIX per cercare aziende del riciclo metalli Utilizzare la directory rMIX significa accedere a uno strumento intuitivo, aggiornato e settoriale, pensato per chi opera in ambiti industriali legati alla sostenibilità. I punti di forza del servizio includono: - Ricerca per categoria, materiale o area geografica - Visualizzazione diretta delle schede aziendali, senza obbligo di registrazione - Accesso immediato ai contatti dei fornitori - Filtri personalizzati per individuare i partner più adatti al proprio business In un mondo che punta al recupero efficiente delle risorse, disporre di un network professionale per il metallo riciclato rappresenta un vantaggio competitivo decisivo. Rafforza la visibilità della tua azienda nel settore del riciclo dei metalli Se operi nel mondo del commercio o trattamento dei rottami metallici, la tua presenza su rMIX ti consente di aumentare la visibilità online, farti trovare da nuovi clienti e consolidare la tua posizione nella filiera circolare. Inserire il tuo profilo aziendale nella directory comporta numerosi benefici: - Posizionamento su Google grazie a contenuti ottimizzati per la SEO - Accesso diretto da parte di buyer specializzati - Valorizzazione dell’identità aziendale con una scheda completa e professionale - Contatti commerciali in target con i tuoi prodotti e servizi Visita la sezione dedicata ai Metalli Riciclati Non perdere l’occasione di esplorare una delle più complete directory italiane dedicate al mondo dei metalli riciclati e del rottame metallico. Consulta le aziende presenti, scopri le offerte disponibili o promuovi la tua attività nel cuore della green economy italiana. 🔗 Metalli Riciclati: Offerte/Richieste 🔗 Metalli Riciclati: Aziende© Riproduzione Vietata
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Ecomondo: Fiera dell' Ecosistema e della Transizione EcologicaEcomondo: Fiera dell' ecosistema e della transizione ecologicaEcomondo è il punto di incontro e di dialogo tra industrie, stakeholder, policy maker, opinion leader, autorità locali e raccoglie e mette a sistema gli elementi chiave che definiscono le strategie di sviluppo della politica ambientale dell’Unione Europea.È l’evento internazionale di riferimento in Europa e nel bacino del Mediterraneo per le tecnologie, i servizi e le soluzioni industriali nei settori della green and circular economy. Hub di ricerca e innovazione, ospita le principali aziende di servizi, soluzioni e tecnologie del settore ambientale: dalla gestione delle acque allo smaltimento dei rifiuti, dal tessile alle bioenergie, dalla gestione e tutela dei suoli fino ai trasporti, l’agricoltura e le città sostenibili. Nel 2023, la manifestazione sarà dal 7 al 10 novembre 2023, a Rimini e si occuperà di organizzare, promuovere incontri digitali e non durante tutto l’anno, occasioni per affrontare i temi legati allo stato di implementazione dei progetti faro PNRR e allo stato di adozione dell’economia circolare nelle principali filiere industriali oltre al ripristino e la rigenerazione ecologica dei suoli e dell’idrosfera, delle coste e delle città.Per maggiori informazioni consulta il sito: https://www.ecomondo.com/
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rNEWS: DS Smith ha un Nuovo Amministratore Delegato per la Divisione RicicloLa multinazionale DS Smith si occupa dei servizi di riciclo della carta in 14 paesi al mondo con 3500 dipendenti e 16 cartiere, producendo ogni anno 5 milioni di tonnellate di prodotti in carta, attraverso questa intervista conosciamo il nuovo amministratore delegato del settore ricicloRogier Gerritsen in qualità di nuovo amministratore delegato della divisione Recycling di DS Smith è responsabile delle operazioni di riciclaggio in tutta Europa.Cosa ti ha attratto del ruolo di amministratore delegato della nostra divisione riciclaggio? Dopo aver lavorato in entrambe le divisioni Carta e Imballaggio, non ho potuto dire di no a questa fantastica opportunità. Ho sempre ammirato il nostro modello di business circolare e la divisione Recycling gioca un ruolo così cruciale in questo aiutando i nostri clienti a migliorare il loro riciclaggio e ridurre i loro rifiuti, mantenendo i materiali in uso il più a lungo possibile. Questo è solo uno dei modi in cui stiamo creando l'economia circolare, riducendo al minimo l'impatto sul mondo che ci circonda. Sono entusiasta di svolgere un ruolo nel contribuire a creare un futuro più sostenibile per la nostra attività, i nostri clienti e l'ambiente.Cosa vorresti ottenere nel tuo nuovo ruolo? Durante le mie prime settimane, ho avuto il grande piacere di incontrare molte delle persone appassionate e competenti del nostro team che hanno a cuore la nostra attività, vogliono fare la differenza e hanno l'esperienza necessaria. Voglio che siamo in grado di condividere ancora di più la nostra esperienza e competenza e aiutare i nostri clienti con le loro sfide nel riciclo qualunque esse siano: raggiungere gli obiettivi del riciclo, migliorare le prestazioni o raggiungere gli obiettivi di sostenibilità.Cosa ti rende orgoglioso del tuo nuovo ruolo? La nostra missione è garantire che il riciclo dei nostri clienti sia realmente riciclato e credo fermamente che possiamo fare la differenza nella maggior parte dei mercati in cui operiamo. Sono particolarmente orgoglioso che abbiamo la responsabilità di fornire la massima qualità possibile di materiali riciclati ai nostri impianti e una rete di aziende partner di fiducia in tutto il mondo. Vorrei che usassimo le nostre capacità, passione, processi e impronta per aiutare i nostri clienti e dare forma al nostro intero settore.Cosa ti stimola fuori dal lavoro? Ci tengo molto a fare la differenza e penso che sia davvero importante investire nelle nostre generazioni future, condividere conoscenze ed esperienze per assicurarci che ne traggano vantaggio. Per me, questo inizia con la mia famiglia. Di recente sono stato in grado di aiutare mio figlio con un compito scolastico sulla sostenibilità condividendo esempi di sostenibilità in azione dal mio lavoro presso DS Smith. Mi riempie di orgoglio che presto tutti coloro che lavorano per DS Smith potranno condividere le loro conoscenze ed entusiasmo in questo modo.Lo scorso settembre è stata lanciata la strategia di sostenibilità Now and Next, cosa possono aspettarsi i nostri clienti da questo? Sono davvero entusiasta del lancio della nostra nuova strategia di sostenibilità Now and Next. Questo è il nostro impegno a livello aziendale che mira ad affrontare le sfide di sostenibilità che stiamo affrontando oggi, così come quelle che avranno un impatto sulle nostre generazioni future. Uno degli obiettivi principali per me è che entro il 2030 coinvolgeremo 5 milioni di giovani nell'economia circolare e negli stili di vita circolari. Vedo già questa strategia prendere vita in tutta Europa e, come ho già detto, mi sta anche aiutando con i compiti scolastici di mio figlio! Molti dei nostri clienti sono sempre stati interessati alle nostre iniziative di sostenibilità e ora questo approccio è in crescita. Lavoreremo insieme a partner e ai clienti per sviluppare strategie completamente circolari, dalla progettazione alla produzione, dalla fornitura al riciclaggio. Credo davvero che collaborando con i nostri clienti, comunità, governi e influencer, possiamo fare la differenza insieme.Cosa diresti ai tuoi clienti sulle sfide che stanno affrontando in questo momento? Le pressioni sulla sostenibilità sulle aziende sono aumentate in modo significativo negli ultimi due anni. Nonostante la pandemia da COVID-19, c'è ancora l'aspettativa che le organizzazioni di tutti i tipi non dovrebbero limitarsi solo a ridurre al minimo il loro impatto sul mondo naturale, ma dovrebbero sforzarsi, ove possibile, di creare un impatto positivo sulle persone e sul pianeta. La sostenibilità è al centro del nostro modello di business ed è il fulcro del nostro scopo di "Ridefinire il packaging per un mondo che cambia". Grazie al nostro modello di business unico, siamo coinvolti in ogni punto di contatto del ciclo di fornitura dei nostri clienti e possiamo guidarli nell'adozione di pratiche e soluzioni sostenibili a lungo termine. Personalmente non vedo l'ora di lavorare a stretto contatto con tutti i nostri clienti e potenziali clienti in tutta Europa e mostrare come DS Smith può avere un impatto positivo sul raggiungimento dei loro obiettivi di riciclaggio, obiettivi aziendali e obiettivi ambientali.by DS Smith
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