Fabriano: la fine di un’era, chiusa la storica macchina F3 per la produzione di cartaDismessa dopo quasi 50 anni la macchina continua F3 del Gruppo Fedrigoni. Cassa integrazione per 174 dipendentidi Marco ArezioLa cittadina di Fabriano ha vissuto un momento storico e doloroso con la chiusura definitiva della macchina continua F3, il cuore pulsante dello stabilimento di Vetralla del Gruppo Fedrigoni. Questa macchina, attiva dal 1976, ha rappresentato per quasi mezzo secolo un simbolo dell’eccellenza italiana nella produzione di carta per ufficio, in particolare la celebre Fabriano Copy 2. Alle 8:07 di ieri mattina, il suo arresto ha segnato la fine di un’epoca. Un addio carico di emozione Valerio Monti, dipendente e rappresentante sindacale Uilcom, ha raccontato un momento intriso di emozione: "Molti di noi erano in lacrime. È stato un addio difficile." La dismissione della macchina F3 rientra in un ampio piano di ristrutturazione aziendale del Gruppo Fedrigoni, che ha deciso di cessare le attività di Giano Srl, la società responsabile della produzione di carta per ufficio. La decisione avrà un impatto diretto su 174 dipendenti, distribuiti tra gli stabilimenti di Fabriano e Vetralla, ora in cassa integrazione straordinaria per un anno. Prospettive di ricollocamento Per mitigare le conseguenze della chiusura, l’azienda ha messo in campo un piano di ricollocamento. Tra le opportunità offerte: 31 posizioni nei servizi interni di Fabriano. 48 posizioni nel settore della sicurezza. 10 posizioni nell’ambito dei colori Fabriano presso il sito di Rocchetta. 16 posizioni nei restanti stabilimenti marchigiani. In aggiunta, grazie ai prepensionamenti previsti per il 2025, l’azienda stima la disponibilità di circa 55 posizioni presso gli stabilimenti del Nord Italia, situati in Trentino, Friuli e Veneto. Per favorire questa transizione, sono previsti incentivi economici e benefit per i primi due anni. Un programma di formazione e riqualificazione, supportato da finanziamenti regionali, aiuterà i lavoratori a prepararsi per nuove mansioni, cercando di alleviare l’incertezza legata al futuro. La fine di un simbolo La macchina continua F3 era un vanto per Fabriano, rappresentando il cuore della sua identità industriale. Mai ferma in quasi 50 anni, incarnava l’eccellenza e l’innovazione nel settore cartario. Con la sua chiusura, si conclude anche la produzione della famosa carta per fotocopie Fabriano Copy 2, un prodotto che aveva consolidato la reputazione internazionale del marchio. "Fabriano non produce più carta per fotocopie," ha affermato Monti, sottolineando il significato profondo di questa perdita per la comunità locale. La chiusura della F3 non è solo un evento industriale: è un colpo al cuore per una città che ha fatto della carta la sua identità. Un futuro da reinventare Mentre i lavoratori affrontano un futuro incerto, l’intera comunità di Fabriano si interroga su come reinventarsi. La chiusura della F3 non cancella il patrimonio di competenze e know-how accumulato nel tempo, ma impone una riflessione su come preservare l’eredità di Fabriano come simbolo dell’eccellenza italiana nel settore cartario.© Riproduzione Vietata
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La Crisi dei Prezzi Minaccia il Settore del Riciclo delle PlasticheFatturato in Caduta del 30% nel 2023: Necessarie Misure Regolatorie e Certificati di Riciclo per Contrastare la Concorrenza Sleale e Garantire la Qualità dei Materialidi Marco ArezioI prezzi bassi stanno minacciando il settore del riciclo delle materie plastiche. Sebbene i volumi di materiale riciclato siano rimasti stabili rispetto al 2022, i prezzi di vendita hanno subito un drastico calo, determinando una riduzione del 30% nel fatturato. Presentazione del Rapporto Assorimap 2024 A Roma, l'Associazione Italiana dei Riciclatori di Materie Plastiche (Assorimap) ha svelato l'edizione 2024 del suo rapporto sul riciclo meccanico delle materie plastiche, elaborato da Plastic Consult. Il direttore Paolo Arcelli ha illustrato i dati relativi al 2023, evidenziando come in Italia siano state raccolte oltre 2,5 milioni di tonnellate di rifiuti plastici, di cui tra 1,3 e 1,45 milioni di tonnellate sono state riciclate, in leggero calo rispetto all'anno precedente. Stabilità dei Volumi e Declino del Fatturato I dati mostrano che nel 2023 i riciclatori meccanici hanno immesso sul mercato 784mila tonnellate di plastiche riciclate da post-consumo, un valore pressoché stabile (-0,3%) rispetto all'anno precedente. Tuttavia, il fatturato è crollato del 30%, scendendo a 780 milioni di euro rispetto al miliardo del 2022 (+18% sul 2021). Questo calo è principalmente dovuto alla diminuzione dei prezzi di vendita del riciclato, necessaria per competere con i bassi prezzi delle materie prime vergini e per contrastare le importazioni di materiale rigenerato a basso costo proveniente da India e Cina. Problemi di Tracciabilità e Concorrenza Sleale I materiali importati spesso mancano di dati sulla tracciabilità o sulla reale percentuale di contenuto riciclato, offrendo prezzi che i produttori locali non riescono a sostenere. Questa situazione ha pesato sui bilanci dei 75 operatori del riciclo meccanico, che rappresentano la spina dorsale del settore. Proposte per Nuovi Strumenti Regolatori Assorimap accoglie con favore l'introduzione di una clausola di salvaguardia nel nuovo regolamento sugli imballaggi, che obbligherebbe i fornitori extra-UE di plastiche riciclate a rispettare gli standard comunitari, prevenendo così la concorrenza sleale in vista dell'imposizione di percentuali minime di contenuto riciclato nei packaging. L'associazione propone anche l'implementazione di sistemi di tracciabilità e certificazione per garantire la provenienza e la qualità del materiale riciclato, fondamentale soprattutto per i materiali destinati al contatto con alimenti. Un'idea innovativa è la creazione dei 'Certificati del riciclo', che includerebbero il risparmio di emissioni di CO2 rispetto alla produzione con materiali vergini, sostenendo questa attività attraverso un sistema di compravendita simile ai certificati bianchi per l'efficienza energetica. Supporto Istituzionale Patty L’Abbate, vicepresidente della commissione Ambiente alla Camera, ha dichiarato il suo sostegno alla proposta dei certificati di riciclo, sottolineando la necessità di combattere il greenwashing e promuovere una seria economia circolare. Ha promesso di portare al Ministero dell’Ambiente la richiesta delle imprese per migliorare la gestione dei rifiuti plastici. Dati Aggiuntivi del Rapporto Secondo Plastics Consult, il settore conta 355 operatori che si occupano di raccolta, selezione e riciclo di rifiuti e scarti industriali, di cui 230 producono rigenerato in granuli o scaglie, come nel caso dell'rPET. Tra questi, 75 sono riciclatori 'puri', che producono granuli da riciclo meccanico di rifiuti post-consumo. Il polimero più riciclato è il polietilene, che rappresenta il 46% del totale, seguito dal PET con il 25%. Il polipropilene e i misti poliolefinici seguono con percentuali inferiori al 10% e al 16% rispettivamente. Altri polimeri rappresentano complessivamente meno del 5%. Ripartizione della Produzione per Settori Applicativi La produzione è prevalentemente destinata all'imballaggio, che assorbe il 40% dei volumi totali, soprattutto grazie al PET. Seguono il settore dei tubi con il 12% e altre applicazioni flessibili con meno del 10%, superate dall'edilizia e costruzioni. Agricoltura, articoli casalinghi e giardinaggio chiudono la lista. Conclusione Includendo tutti gli operatori del riciclo, come macinatori e trasformatori integrati, i volumi complessivi di riciclati plastici post-consumo sono stimati tra 1,3 e 1,45 milioni di tonnellate. Questi dati mostrano la necessità di interventi regolatori e di sostegno per garantire la sostenibilità economica del settore del riciclo delle plastiche.
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Eolico Off Shore: Nuovo Progetto nel Regno Unito da 1,5 GWEolico Off Shore: Nuovo Progetto nel Regno Unito da 1,5 GWIl settore della produzione di energia elettrica attraverso l'utilizzo di impianti eolici sta tenendo sempre più in considerazione l'impatto ambientale che questi parchi eolici possono dare al territorio. Si stanno considerando sempre più le istanze delle comunità che preferiscono spostare questi necessari impianti di produzione di energia verde in luoghi che abbiano meno impatto paesaggistico. per questo stanno crescendo i parchi eolici Off Shore, quindi in mare aperto come quello che cerrà costruito da Total e Cig nel Regno Unito.Una joint venture 50/50 tra Green Investment Group (GIG) di Macquarie e Total è riuscita ad assicurarsi i diritti per un contratto di affitto dei fondali marini nella zona delle regioni orientali del paese. Il progetto, che sarà situato al largo della costa orientale del Regno Unito, potrebbe fornire fino a 1,5 gigawatt (GW) di elettricità rinnovabile e rappresenta un significativo investimento iniziale nel settore eolico offshore del Regno Unito per entrambe le società. Quali sono gli obbiettivi? Supportare significative opportunità di lavoro e svolgere un ruolo fondamentale nell'aiutare il Regno Unito a raggiungere il suo ambizioso obiettivo zero emissioni. Consentire ai due partner di espandersi nel Regno Unito, che è il mercato europeo più maturo per l'eolico offshore e offrire prospettive di crescita costanti e una chiara direzione verso il mercato. Sia GIG che Total sono sviluppatori e investitori globali di energia rinnovabile e apportano al progetto competenze significative, capacità tecniche e una comprovata esperienza nello sviluppo energetico di successo. GIG sta fornendo quasi il 50% della capacità eolica offshore del Regno Unito in uso attualmente, mentre Total continua a costruire una forte posizione nell'eolico offshore dopo il suo coinvolgimento nel progetto Seagreen da 1,1 GW al largo della costa orientale della Scozia e in Erebus, un progetto eolico offshore galleggiante da 96 MW nel Mar Celtico, sfruttando la sua lunga attività industriale nel UK. GIG e Total stanno attualmente collaborando in Corea del Sud per co-sviluppare un importante portafoglio di progetti eolici offshore galleggianti. “ Total è lieta di aver ricevuto 1,5 GW come parte del quarto round di leasing eolici offshore da The Crown Estate con il nostro partner GIG. Continuiamo a sostenere gli obiettivi di transizione energetica del Regno Unito. Questo progetto è il nostro più grande sviluppo di energie rinnovabili in Europa, fino ad oggi, e un passo importante verso la nostra ambizione per le emissioni zero per il 2050 ", ha affermato Julien Pouget, Vicepresidente senior Renewables di Total . " Questo successo si basa sulla nostra esperienza storica nell'offshore del Regno Unito e sta aprendo la strada all'espansione della nostra offerta di energia rinnovabile nel paese in linea con la nostra strategia di diventare una società ad ampio raggio ". Mark Dooley, responsabile globale del Green Investment Group, ha dichiarato : “ Con questo investimento, continuiamo il nostro ruolo pionieristico nella transizione energetica del Regno Unito e contribuiamo a stabilire l'eolico offshore come la spina dorsale del suo nuovo sistema energetico a basse emissioni di carbonio. Basandoci sul nostro track record come uno dei maggiori finanziatori del paese di eolico offshore, questo contratto rappresenta un aumento significativo del nostro impegno nel settore nel Regno Unito. Ciò si aggiunge al nostro crescente portafoglio di progetti sull'energia rinnovabile in Europa e fa crescere il nostro posizionamento globale nel settore eolico offshore a oltre 13 GW. " Total e GIG hanno ottenuto questo contratto di affitto con un canone di opzione annuale di £ 83k per MW / anno, durante la fase di sviluppo. Ora ci sarà una valutazione delle normative (HRA) del possibile impatto del progetto sui siti naturali rilevanti nell'area assegnata. Dopo la conclusione positiva di tale processo, gli accordi finali di locazione verranno firmati nel 2022.Vedi maggiori informazioniby Total
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rNEWS - DS Smith: l'azienda multinazionale del packaging pensa greenDS Smith lancia una campagna denominata "per il presente e per il futuro"Secondo quanto riportata da Adn Kronos, Ds Smith, società leader nel settore del packaging multisettoriale ha varato un'iniziativa chiamata "per il presente e il futuro" in cui si impegna concretamente a fare dei passi decisivi verso la sostenibilità della sua filiera produttiva. Vediamo quali.Ds Smith, azienda del packaging sostenibile, lancia oggi la sua nuova strategia di sostenibilità, "Per il presente e per il futuro", che delinea impegni e obiettivi per il prossimo decennio. Ds Smith continuerà a concentrarsi sulla transizione verso un'economia circolare collaborando con clienti, comunità, governi e opinion leader per favorire il riciclo e rigenerare i sistemi naturali, e continuerà a concentrarsi sulla riduzione di CO2 proteggendo la biodiversità e riducendo il consumo di acqua. “E’ fondamentale che la nostra spinta a ridefinire il packaging continui a porre la circolarità al centro del nostro business, in quanto fornitori di soluzioni che rispondono alle nuove esigenze di un mondo in continua evoluzione - dichiara Miles Roberts, Ceo di Ds Smith - La nuova strategia ci consente di andare oltre il nostro solido modello di business circolare, permettendoci di fornire più soluzioni sostenibili ai nostri clienti e alla società in generale, sostituendo la plastica, abbattendo le emissioni di CO2 dalla nostra supply chain e fornendo soluzioni di riciclo alternative". La strategia definisce tre pilastri fondamentali, insieme a un impegno costante per ridurre le emissioni di CO2 del 30% rispetto al 2015 e a una tutela delle foreste e della biodiversità in cui opera. Chiusura del ciclo attraverso una migliore progettazione, entro il 2023 produrrà imballaggi riciclabili o riutilizzabili al 100% e il suo obiettivo è il riciclo o il riutilizzo di tutti i suoi imballaggi entro il 2030. Proteggere le risorse naturali sfruttando ogni fibra: entro il 2025, ottimizzerà l'uso della fibra per le singole catene di approvvigionamento nel 100% delle sue nuove soluzioni di imballaggio ed entro il 2030 mira a ottimizzare ogni fibra per tutte le catene di approvvigionamento. Ridurre rifiuti e inquinamento attraverso soluzioni circolari: entro il 2025 eliminerà 1 miliardo di pezzi di plastica dagli scaffali dei supermercati, toglierà 250.000 camion dalla strada e lavorerà con i partner per trovare soluzioni per gli imballaggi difficili da riciclare. Nel frattempo, entro il 2030 mira a utilizzare gli imballaggi e il riciclo per rendere possibile l'economia circolare, sostituendo plastica, riducendo le emissioni di carbonio dei clienti ed eliminando i rifiuti di imballaggio dei consumatori. Offrire strumenti alle persone per condurre la transizione verso un'economia circolare: entro il 2025 coinvolgerà il 100% del suo personale nell'economia circolare, ed entro il 2030 coinvolgerà 5 milioni di persone nell’adozione di stili di vita adeguati. "Per il presente e per il futuro", spiega Wouter van Tol, Head of Sustainability, Community and Government Affairs, "posiziona Ds Smith in prima linea nel settore del packaging e definisce una chiara tabella di marcia per affrontare le sfide immediate, lavorando allo stesso tempo per soddisfare le esigenze della prossima generazione, creando soluzioni in linea con i principi dell'economia circolare. Adottando un approccio di sistema completo, abbiamo un'enorme opportunità di compiere progressi significativi rispetto alle nostre responsabilità ambientali, sociali e di governance”. A seguito di progressi misurabili rispetto ai suoi nove obiettivi di sostenibilità a lungo termine, la strategia di sostenibilità "Per il presente e per il futuro" è stata introdotta come parte di una visione e di una revisione strategica per raggiungere il titolo di fornitore leader di imballaggi sostenibili. L'anno scorso, Ds Smith ha raggiunto una serie di traguardi di sostenibilità, tra cui una riduzione dell'11% delle emissioni nel 2019 rispetto al 2015 su base omogenea e il 100% di coinvolgimento nei programmi della comunità in tutto il suo sito che impiega più di 50 persone. Ha prodotto oltre 17 miliardi di scatole nel 2019/20 ed è il più grande riciclatore di carta e cartone d'Europa, gestendo 6 milioni di tonnellate all'anno e riciclando più di quanto consumato. Ds Smith è uno dei 16 partner strategici della Ellen MacArthur Foundation, l'autorità globale riconosciuta sull'economia circolare.By Adn KronosFoto: Ds Smith
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Manteco premiata per l’eccellenza nel riciclo tessile: un modello di sostenibilità “Made in Italy”L’azienda italiana Manteco vince il Climate Project of the Year ai Climate and Nature Impact Awards di Textile Exchangedi Marco ArezioManteco, una delle aziende italiane leader nel settore tessile di alta qualità, ha recentemente ricevuto un prestigioso riconoscimento internazionale per il suo impegno verso la sostenibilità. La società ha conquistato il titolo di Climate Project of the Year durante i Climate and Nature Impact Awards organizzati da Textile Exchange, una piattaforma globale che promuove pratiche responsabili e sostenibili nel settore tessile e della moda. Questo premio, ottenuto per l’impegno nel riciclo, rappresenta una tappa importante nel percorso dell'azienda verso un'industria tessile più rispettosa dell’ambiente. Chi è Manteco? Fondata in Italia negli anni Cinquanta, Manteco ha costruito una reputazione solida per la produzione di tessuti di alta qualità, distinti per l’innovazione, l’estetica raffinata e l’attenzione ai dettagli. Con una sede centrale in Toscana, Manteco è sinonimo di qualità “Made in Italy”, capace di coniugare tradizione e innovazione in ogni fase della filiera produttiva. L’azienda si specializza nella lavorazione della lana e nella creazione di tessuti sostenibili, spesso utilizzati dai più importanti brand internazionali della moda. Uno dei punti di forza di Manteco è la sua capacità di integrare pratiche sostenibili all’interno dei processi produttivi senza compromettere la qualità del prodotto finale. Negli anni, la società ha sviluppato tecnologie all’avanguardia che le hanno permesso di recuperare e riutilizzare materiali altrimenti destinati allo smaltimento, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale. L'Impegno nel Riciclo L'impegno di Manteco per la sostenibilità va oltre le parole: l'azienda ha implementato un sistema di riciclo innovativo, noto come Manteco Recycling System, che si basa sul recupero della lana e di altri materiali tessili per creare nuovi prodotti di qualità. Questo sistema permette non solo di ridurre la quantità di rifiuti generati, ma anche di risparmiare risorse naturali ed energia. In particolare, il Manteco Recycling System si basa su un processo che recupera e rigenera i materiali tessili attraverso metodi innovativi di selezione, pulizia e lavorazione. Uno degli aspetti distintivi di questo sistema è la possibilità di creare tessuti riciclati che conservano la stessa qualità e durabilità di quelli prodotti con materiali vergini, rendendo l’opzione del riciclo non solo sostenibile, ma anche commercialmente vantaggiosa. Perché Manteco ha Vinto il Premio Il premio Climate Project of the Year assegnato da Textile Exchange rappresenta un riconoscimento alla capacità di Manteco di implementare pratiche che riducono significativamente l’impatto ambientale. Questo premio, infatti, viene conferito a progetti che dimostrano un contributo tangibile alla riduzione delle emissioni di carbonio e alla preservazione della biodiversità. Manteco si è distinta per l’efficacia del suo approccio circolare nella gestione delle risorse tessili, puntando su un modello produttivo che promuove il riutilizzo e riduce lo spreco. La società ha saputo dimostrare come l’innovazione nel riciclo possa trasformarsi in un fattore di competitività, contribuendo a sensibilizzare l’intero settore tessile verso un maggiore rispetto dell’ambiente. Il premio, dunque, non è solo un riconoscimento all’azienda italiana, ma anche un invito rivolto a tutte le imprese del settore a seguire l’esempio di Manteco. L’Impatto del Premio e le Prospettive Future Ricevere un premio di tale importanza è un’ulteriore conferma per Manteco del valore delle sue scelte in termini di sostenibilità e innovazione. Questo riconoscimento rafforza la posizione dell'azienda come leader nel settore del riciclo tessile e potrebbe rappresentare un incentivo per altre aziende ad adottare pratiche simili. La visibilità internazionale derivante dal premio aprirà inoltre nuove opportunità di collaborazione per Manteco, che potrà ampliare il proprio impatto globale e continuare a innovare nel campo dei tessuti sostenibili. In un periodo in cui l’industria tessile è sottoposta a pressioni crescenti per ridurre le emissioni e il consumo di risorse, il modello proposto da Manteco rappresenta una risposta concreta e replicabile. Guardando al futuro, la società ha già annunciato nuovi progetti e iniziative che mirano a migliorare ulteriormente le proprie performance ambientali, come l’adozione di tecnologie a basse emissioni di carbonio e l’espansione delle proprie pratiche di riciclo.© Riproduzione VietataFoto Manteco
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Fiera del Compound delle Materie Plastiche a Cleveland, Ohio USACompounding World Expo Nord AmericaQuesto evento di due giorni è la tua porta d'accesso all'industria del compounding nordamericana e si svolgerà presso l'Huntington Convention Center a Cleveland, Ohio.Riunirà i responsabili di ogni fase della catena del compounding. Il tuo biglietto fornisce l'accesso alla mostra Compounding World Expo e alla conferenza di accompagnamento, nonché agli eventi co-localizzati: - Plastics Recycling World- Plastics Extrusion World Expo - Polymer Testing World Expo.Compounding World Expo è la fiera leader per i materiali e la tecnologia dei compounds nel Nord America. Dai fornitori di materie prime e compoundatori ai produttori di masterbatch e agli utenti finali, questo evento attira la partecipazione di tutta la catena di fornitura del compounding. Con oltre 200 espositori, che presentano i loro ultimi prodotti e servizi, sarai certo di trovare la soluzione giusta per il tuo prossimo progetto. Compounding World Expo si trova inoltre nella stessa sede della Plastics Recycling World Expo, della Plastics Extrusion World Expo e della Plastics Testing World Expo. Perché dovresti visitare- Potrai scoprire gli ultimi sviluppi in materiali, tecnologie e soluzioni da oltre 200 espositori - Potrai creare nuove connessioni commerciali in un ambiente faccia a faccia - Rimarrai in prima linea nell'evoluzione delle richieste e dei discorsi nel settore degli additivi e dei compound per materie plastiche- Scoprirai come l'evoluzione delle relazioni globali e nazionali influenzerà la catena di fornitura dei compound Dove si trova la fieraHuntington Convention Center di Cleveland 300 Lakeside Avenue Cleveland, OH 44113 Stati Uniti Per avere maggiori informazioni collegati con il sito della fiera Compounding World Expo.
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Materiali Edili Riciclati: Cerca Aziende su rMIXScopri imprese attive nel recupero e riuso dei materiali da costruzione. Cerca fornitori per l’edilizia sostenibile grazie alla directory rMIXNel contesto della crescente attenzione verso la sostenibilità e l'economia circolare, il settore edile si trova di fronte alla necessità di adottare pratiche più responsabili.Il riutilizzo e il riciclo dei materiali da costruzione rappresentano una risposta concreta a questa sfida, contribuendo a ridurre l'impatto ambientale e a promuovere un'edilizia più sostenibile.Per facilitare l'accesso a fornitori affidabili e specializzati in materiali edili riciclati, rMIX ha sviluppato la sezione "Cerca aziende – Materiali edili riciclati". Questa directory aggiornata consente di individuare imprese attive nel recupero, trattamento e riuso di materiali da costruzione, offrendo un supporto prezioso a professionisti e aziende del settore. Un servizio pensato per la filiera sostenibile dell'edilizia La sezione "Materiali edili riciclati" di rMIX è progettata per offrire uno strumento di lavoro efficace e professionale, capace di: - Individuare aziende che si occupano di raccolta e selezione di materiali provenienti da demolizioni o scarti industriali. - Trovare fornitori per lavorazioni su materiali rigenerati: produzione di inerti riciclati, calcestruzzi certificati, piastrelle in cotto recuperato, pannelli isolanti da fibre naturali, e altro ancora. - Selezionare imprese in grado di trasformare i materiali recuperati in nuovi semilavorati o prodotti finiti per edilizia, arredo urbano, packaging, design, edilizia sostenibile. - Accedere a tutte le informazioni essenziali su ogni impresa: tipologia di lavorazioni offerte, materiali trattati, certificazioni, recapiti. Perché scegliere imprese specializzate in materiali edili riciclati? Affidarsi a operatori qualificati nel trattamento dei materiali edili rigenerati significa: - Ridurre il consumo di materia prima vergine, contribuendo alla tutela delle risorse naturali. - Valorizzare gli scarti generando nuovo valore economico, ambientale e creativo attraverso l’upcycling. - Integrare soluzioni a basso impatto ambientale nei propri progetti architettonici, industriali o artigianali. - Sostenere imprese che adottano tecniche innovative e sostenibili nella lavorazione dei materiali da costruzione. Il motore di ricerca rMIX facilita il contatto diretto con aziende trasparenti, tracciabili e operative in una logica di economia circolare. A chi si rivolge il servizio “Cerca aziende – Materiali edili riciclati”? Questa sezione del portale è pensata per una vasta gamma di professionisti e realtà produttive: - Studi di architettura e interior design che cercano forniture e lavorazioni su misura per progetti di edilizia green o arredi sostenibili. - Aziende del settore edile interessate ad ampliare l’utilizzo di materiali rigenerati nel ciclo produttivo. - Artigiani e imprese che vogliono integrare materiali riciclati nella propria offerta, ampliando la rete di subfornitori e partner tecnici. - Cooperative sociali e realtà del terzo settore attive nel riuso dei materiali per progetti di inclusione, reinserimento lavorativo o economia solidale. - Buyer, progettisti e fornitori della pubblica amministrazione impegnati in gare e appalti che richiedono materiali a ridotto impatto ambientale. - Network e consorzi locali per il recupero dei materiali da demolizione e ristrutturazione. Come funziona la ricerca? Il servizio “Cerca aziende – Materiali edili riciclati” su rMIX è intuitivo e altamente personalizzabile grazie a diversi filtri disponibili: - Per tipo di lavorazione (raccolta, selezione, rigenerazione, produzione semilavorati, ecc.) - Per tipologia di famiglie di prodotto (coperture, impermeabilizzazione, isolanti, muratura, pavimentazioni, rifiuto, rivestimenti, ecc.) - Per area geografica, per facilitare la creazione di filiere locali e ridurre le distanze logistiche. Ogni impresa presente nella directory dispone di una scheda completa che comprende: - Descrizione delle attività svolte - Tipologie di materiali trattati - Contatti diretti - Eventuali certificazioni ambientali e standard di qualità adottati I vantaggi di usare rMIX per i materiali edili riciclati Utilizzare la piattaforma rMIX per trovare fornitori nel campo dei materiali edili rigenerati significa: - Velocizzare la ricerca di partner tecnici per specifiche fasi di lavorazione - Ridurre i costi grazie all’ottimizzazione della catena di fornitura - Ampliare il proprio network con realtà già attive nella transizione ecologica - Ottenere visibilità SEO per le aziende iscritte - Accedere a contatti diretti senza intermediazioni - Sfruttare la geolocalizzazione per espandere il proprio business anche a livello internazionale (con abbonamento) Vuoi inserire la tua azienda nella sezione “Materiali edili riciclati”? Se lavori nel recupero, nella lavorazione o nella trasformazione dei materiali edili, puoi rendere la tua attività visibile alla community di rMIX. Registrandoti nella directory potrai: - Promuovere le tue lavorazioni a una rete specializzata nella sostenibilità - Personalizzare la tua scheda azienda con immagini, descrizioni dettagliate, materiali trattati e servizi disponibili. - Ricevere richieste mirate da clienti, buyer e progettisti alla ricerca di soluzioni a basso impatto ambientale. - Consolidare la propria presenza nel mercato della sostenibilità, entrando a far parte di una rete attiva e dinamica, che valorizza il recupero e la rigenerazione dei materiali da costruzione. 👉 Scopri come registrare la tua azienda nella sezione “Materiali edili riciclati” Conclusione: costruire sostenibilità attraverso i materiali riciclati La sezione “Cerca aziende – Materiali edili riciclati” del portale rMIX è molto più di un elenco: è un vero e proprio hub operativo per chi lavora in edilizia circolare. Raccoglie esperienze, tecnologie e risorse in grado di rispondere alle nuove esigenze ambientali, normative e di mercato. Attraverso un’interfaccia pensata per i professionisti e una rete in continua crescita, rMIX favorisce l’incontro tra domanda e offerta, facilita la creazione di filiere locali e promuove l’innovazione sostenibile nel settore edile. 🔗 Vai all’elenco aggiornato delle aziende – Materiali edili riciclati 🔗 Consulta le offerte e richieste attive – Materiali da costruzione riciclati Con rMIX, riciclare è costruire il futuro.
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LyondellBasell: un Rinnovato Impegno per una Produzione SostenibileGli impegni intrapresi da LyondellBasell sull'economia circolare illustrati dal vicepresidente del gruppo Jim SewardCome per Total, Eni e per RadiciGroup, i cui piani per un business industriale sostenibile sono stati illustrati nella pagine di questo blog, anche LiondellBasell, attraverso il suo ufficio stampa comunica ai clienti e al mercato i suoi progetti per una produzione che rispetti l'economia circolare e la sostenibilità.LyondellBasell, una delle più grandi società di materie plastiche, prodotti chimici e raffinazione del mondo, ha pubblicato oggi il suo rapporto annuale sulla sostenibilità con l'obiettivo di influenzare il cambiamento positivo e si concentra su tre aree di trasformazione tra cui rifiuti di plastica, cambiamento climatico e società fiorenti. LyondellBasell ha annunciato uno degli obiettivi più ambiziosi del settore per produrre e commercializzare due milioni di tonnellate di polimeri riciclati, basati su fonti rinnovabili, ogni anno entro il 2030. Il rapporto mostra la strategia e le ambizioni di LyondellBasell per il prossimo decennio. "LyondellBasell ha intrapreso un viaggio pluriennale per promuovere l'economia circolare e abbiamo fatto passi da gigante nel riciclaggio meccanico e avanzato, oltre a produrre prodotti a base rinnovabile", ha affermato Jim Seward, Vicepresidente senior Ricerca e sviluppo, tecnologia e Sostenibilità. "I nostri obiettivi sottolineano ciò che vediamo possibile nel prossimo decennio e le nostre ambizioni di sostenibilità ci richiedono di adattare i nostri modelli di business. Se visti attraverso le lenti della tecnologia e dell'innovazione, il nostro track record dimostra la nostra capacità di promuovere nuove collaborazioni e partnership a vantaggio della società." Gli elementi chiave del Rapporto di sostenibilità di LyondellBasell implicano l'azione su diversi fronti. L'ambizione dell'azienda è di: Produrre e commercializzare due milioni di tonnellate di polimeri riciclati e provenienti sda fonti rinnovabili ogni anno, aumentare i suoi investimenti nel recupero e nel riciclaggio della plastica e accelerare le soluzioni per porre fine ai rifiuti di plastica. Ridurre le sue emissioni di CO2 del 15% per tonnellata di prodotto realizzato rispetto ai livelli del 2015 entro il 2030. Promuovere la diversità, l'inclusione e l'equità sul posto di lavoro accelerando iniziative, come la creazione di diversità e inclusione (D&I) nei nostri programmi per i dipendenti, implementando la posizione di funzionario D&I e coinvolgendo una sezione trasversale di leader che funga da Consiglio D&I. Unirsi ai colleghi del settore American Chemistry Council e Plastics Europe per garantire che il 100% degli imballaggi in plastica venga riutilizzato, riciclato o recuperato entro il 2040. Inoltre, l'azienda continua ad aumentare il riciclaggio e a lavorare in modo collaborativo lungo la catena del valore, come evidenziato dal ruolo strumentale del CEO di LyondellBasell Bob Patel nel lancio dell'Alliance to End Plastic Waste e dal continuo coinvolgimento come funzionario dell'organizzazione. LyondellBasell sta anche sviluppando un riciclaggio avanzato con la sua tecnologia MoReTec, ha ampliato la sua offerta di prodotti per il riciclaggio meccanico e le offerte di colori attraverso la sua joint venture 50/50, Quality Circular Polymers (QCP), ha migliorato il design della plastica per aumentare la riciclabilità e ha collaborato con i proprietari dei marchi aumentare la riciclabilità del prodotto. Infine, l'azienda ha realizzato la prima produzione parallela di polipropilene (PP) e polietilene a bassa densità (LDPE) a base di materie prime rinnovabili su scala commerciale. Il report di sostenibilità di LyondellBasell è disponibile sul sito Web dell'azienda all'indirizzo https://www.lyondellbasell.com/en/sustainability/.Fotografia: Lyondellbasell
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Google investe nel nucleare: piccoli reattori modulari per alimentare l'AIPer affrontare le crescenti esigenze energetiche dell'intelligenza artificiale, Google si allea con Kairos Power per costruire reattori nucleari modularidi Marco ArezioL’intelligenza artificiale (AI) è diventata un elemento centrale nelle strategie di crescita delle grandi aziende tecnologiche, come Google. Tuttavia, il crescente utilizzo di queste tecnologie richiede una quantità enorme di energia. I data center, che alimentano modelli AI avanzati come il recente progetto Gemini di Google, stanno consumando sempre più risorse energetiche. Nel 2023, Google ha visto un aumento del 13% nelle proprie emissioni di carbonio, causato dall’aumento del consumo di energia dei suoi centri dati e dalla catena di approvvigionamento. La svolta: l’investimento nel nucleare Per far fronte a queste esigenze, Google ha stretto una partnership con Kairos Power, una startup specializzata nello sviluppo di reattori nucleari modulari avanzati, noti come Small Modular Reactors (SMR). Questa collaborazione rappresenta un passo fondamentale per il colosso tecnologico, con l’obiettivo di portare online nuove centrali nucleari entro il 2030, fornendo fino a 500 megawatt di energia pulita e continua per alimentare i suoi data center. I piccoli reattori modulari (SMR) offrono numerosi vantaggi rispetto ai reattori nucleari tradizionali. Sono progettati per essere costruiti in modo più rapido e a costi inferiori, con una capacità di produzione energetica flessibile. Gli SMR, grazie alle loro dimensioni ridotte, possono essere collocati vicino ai luoghi di consumo energetico, riducendo le perdite di trasmissione e migliorando l’efficienza della rete. Tecnologia SMR: Un approfondimento tecnico Gli SMR sono una nuova generazione di reattori nucleari che si differenziano dai reattori convenzionali per dimensioni, capacità e sicurezza. Questi reattori utilizzano combustibile nucleare arricchito a livelli più bassi rispetto ai reattori tradizionali e sono progettati per essere intrinsecamente più sicuri. Ad esempio, molti SMR incorporano sistemi di raffreddamento passivo, che non richiedono energia elettrica per mantenere il reattore a temperature di sicurezza, riducendo così il rischio di fusione del nocciolo. Un aspetto chiave degli SMR è la modularità: possono essere prodotti in fabbrica e poi assemblati sul sito finale, accelerando i tempi di costruzione e riducendo i costi complessivi del progetto. Questo approccio si adatta perfettamente alla strategia di Google, che ha bisogno di soluzioni rapide per affrontare l’aumento esponenziale della domanda energetica generata dalle sue infrastrutture di AI. In particolare, Kairos Power ha iniziato la costruzione di uno di questi reattori SMR nel Tennessee e prevede di completare il progetto entro il 2030. Una volta operativo, il reattore fornirà energia sufficiente per alimentare circa 438.000 abitazioni americane, dimostrando la capacità degli SMR di contribuire in modo significativo alla decarbonizzazione del settore energetico. Vantaggi della scelta nucleare L’utilizzo dell’energia nucleare rappresenta una svolta per Google e per l’intero settore tecnologico. A differenza delle fonti rinnovabili come l’eolico e il solare, che sono intermittenti e dipendono dalle condizioni atmosferiche, il nucleare offre una produzione costante di energia. Questo è cruciale per i data centers che richiedono operazioni continue e che non possono permettersi interruzioni. L’energia prodotta dagli SMR sarà inoltre priva di emissioni di carbonio, contribuendo così a ridurre l’impatto ambientale delle operazioni di Google e avvicinandola al suo obiettivo di alimentare tutte le sue attività globali con energia carbon-free entro il 2030. Partnership e sostenibilità a lungo termine L’accordo con Kairos Power è solo uno dei tanti passi che Google sta compiendo per ridurre il proprio impatto ambientale e garantire la sostenibilità delle sue operazioni a lungo termine. L’azienda è già leader nell’adozione di energie rinnovabili e ha investito massicciamente in soluzioni energetiche innovative negli ultimi anni. Tuttavia, la crescente domanda di energia da parte dei sistemi AI sta spingendo Google e altre aziende tecnologiche a esplorare opzioni a lungo termine come il nucleare, che offre una fonte stabile e pulita di energia. Inoltre, l’adozione di SMR potrebbe aprire nuove opportunità per l’industria nucleare, che ha lottato per mantenere la sua posizione nel mix energetico globale a causa dei costi elevati e delle preoccupazioni relative alla sicurezza. Google, con la sua influenza e risorse, potrebbe contribuire a catalizzare una rinascita dell’energia nucleare, rendendola una parte fondamentale della transizione energetica globale. Conclusione L'investimento di Google nei piccoli reattori nucleari modulari rappresenta un cambiamento strategico non solo per l’azienda stessa, ma anche per il settore energetico nel suo complesso. L'energia nucleare offre una soluzione sostenibile e affidabile, per affrontare le sfide energetiche future, soprattutto in un mondo dove l'AI e altre tecnologie avanzate richiedono risorse sempre maggiori. La partnership con Kairos Power segna l’inizio di una nuova era per Google, in cui l'innovazione tecnologica si fonde con la sostenibilità ambientale, creando un futuro più pulito e più intelligente.© Riproduzione VietataFoto Wikipedia
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TerraPower e il Reattore Natrium: La Rivoluzione Nucleare di Bill GatesUna nuova era nell'energia sostenibile: Il progetto innovativo di TerraPower promette di trasformare l'industria nucleare con tecnologie avanzate e sicurezza intrinsecadi Marco ArezioNel panorama delle innovazioni energetiche, TerraPower si distingue come una delle aziende più all'avanguardia. Fondata nel 2006 da Bill Gates e Nathan Myhrvold, TerraPower si è posta l'ambizioso obiettivo di fornire soluzioni energetiche sostenibili, sicure e a basso costo attraverso lo sviluppo di tecnologie nucleari avanzate.Tra i progetti più promettenti dell'azienda spicca il reattore Natrium, una tecnologia che promette di rivoluzionare il settore nucleare e di dare un significativo contributo alla lotta contro il cambiamento climatico. Un Nuovo Tipo di Reattore Il reattore Natrium rappresenta un salto evolutivo rispetto ai reattori nucleari tradizionali. Combinando un reattore a metallo liquido con un innovativo sistema di accumulo di energia basato su sali fusi, Natrium offre una flessibilità operativa senza precedenti e una perfetta integrazione con le fonti di energia rinnovabile. Il cuore del reattore è il refrigerante a metallo liquido, specificamente sodio. A differenza dell'acqua, comunemente utilizzata nei reattori tradizionali, il sodio ha una capacità termica superiore e non richiede pressioni elevate per rimanere liquido. Questo riduce significativamente il rischio di incidenti, aumentando la sicurezza operativa. Il sistema di accumulo di energia con sali fusi è un'altra innovazione cruciale. Questo sistema consente di immagazzinare l'energia in eccesso prodotta durante le ore di bassa domanda, per poi rilasciarla durante i picchi di consumo. Ciò migliora l'integrazione del reattore con le energie rinnovabili, che sono notoriamente intermittenti, come il solare e l'eolico. Vantaggi e Sicurezza Il reattore Natrium non è solo efficiente, ma anche estremamente sicuro. Il suo design incorpora numerosi sistemi di sicurezza passiva, che non richiedono interventi umani o alimentazione elettrica esterna per attivarsi. Ad esempio, in caso di emergenza, il reattore può spegnersi autonomamente grazie alla proprietà del sodio di espandersi e rallentare la reazione nucleare. Inoltre, Natrium promette di essere una soluzione energetica a basso costo. La capacità di accumulo di energia consente un utilizzo più efficiente della produzione, riducendo gli sprechi. Il reattore contribuirà significativamente alla riduzione delle emissioni di CO2, rappresentando un importante passo avanti nella lotta contro il cambiamento climatico. La Costruzione del Primo Reattore Natrium Il primo reattore Natrium sarà costruito a Kemmerer, nel Wyoming. Questa località è stata scelta per la sua vicinanza a infrastrutture energetiche esistenti e per il supporto della comunità locale. Il progetto prevede un investimento di circa 4 miliardi di dollari, di cui metà finanziati dal governo federale degli Stati Uniti attraverso il programma Advanced Reactor Demonstration Program (ARDP). Il processo di costruzione si articolerà in diverse fasi. Inizialmente, saranno effettuati studi dettagliati e ottenuti i permessi necessari dalle autorità regolatorie partirà la costruzione vera e propria, che includerà la preparazione del sito, l'installazione delle strutture di supporto e la costruzione del reattore. Infine, il reattore sarà sottoposto a rigorosi test per garantire la sicurezza e l'efficienza operativa prima di entrare in funzione. Un Futuro Energetico Sostenibile Il successo del reattore Natrium potrebbe rappresentare una svolta epocale per l'industria nucleare. Se dimostrerà di essere efficace e sicuro, aprirà la strada a una nuova generazione di reattori nucleari avanzati, contribuendo alla sostenibilità energetica globale. TerraPower non sta lavorando da sola su questo progetto. L'azienda collabora con numerose altre imprese e istituzioni internazionali, tra cui GE Hitachi Nuclear Energy, che fornisce competenze tecniche e ingegneristiche. Inoltre, TerraPower sta esplorando collaborazioni con altri paesi interessati a sviluppare tecnologie nucleari avanzate, contribuendo così alla diffusione globale di questa innovazione. Conclusione Il progetto Natrium rappresenta una delle iniziative più ambiziose e innovative nel campo dell'energia nucleare. Sotto la guida visionaria di Bill Gates, TerraPower sta lavorando per realizzare un futuro in cui l'energia nucleare possa giocare un ruolo chiave nella transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio. La costruzione del nuovo reattore Natrium non è solo un passo avanti per l'azienda, ma un potenziale balzo in avanti per l'intera umanità nella lotta contro il cambiamento climatico e nella ricerca di fonti di energia sostenibili e sicure.
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Cerca Notizie sull'Economia Circolare - Blog di rMIXCerca articoli, notizie e approfondimenti sull'economia circolare per vivere, lavorare e creare in modo sostenibileViviamo in un tempo in cui le risorse naturali sono sempre più preziose, e dove ogni scelta — anche la più semplice — può fare la differenza. È in questo contesto che nasce il blog rNEWS del portale del riciclo e dell'ambiente rMIX, uno spazio digitale pensato per chi vuole informarsi, ispirarsi e agire nel segno dell’economia circolare. Un luogo dove le idee diventano progetti concreti, le esperienze si trasformano in conoscenza condivisa, e ogni articolo è una tappa verso un futuro più responsabile. Il blog rNEWS, nella sottosezione Economia Circolare, si rivolge a chi lavora nel settore, a chi studia, a chi produce, ma anche a chi semplicemente vuole capire meglio come funziona il mondo del riciclo, della sostenibilità ambientale e dei materiali rigenerati. Grazie a una ricca selezione di articoli sempre aggiornati, il blog accompagna i lettori in un viaggio informativo che intreccia tecnica, cultura, storia e innovazione. Di cosa parla il blog rNEWS nella sottosezione Economia Circolare? Ogni sezione è pensata per offrire una panoramica completa e accessibile su un aspetto specifico dell’economia circolare. Non si tratta di una semplice raccolta di notizie, ma di uno strumento editoriale curato, dove ogni contenuto è costruito per approfondire e stimolare una riflessione concreta. Tra i temi trattati, troviamo: - Arte e sostenibilità: come l’arte dialoga con i materiali di recupero, offrendo nuove visioni e nuovi significati. Qui troverai storie di artisti che trasformano plastica, metallo e scarti in opere potenti e provocatorie. - Carta e riciclo intelligente: dalla filiera della carta riciclata alle nuove tecnologie per il recupero delle fibre, scopri tutto quello che c’è da sapere su uno dei materiali più utilizzati (e abusati) della nostra quotidianità. - Edilizia circolare: focus su materiali innovativi, tecniche costruttive sostenibili e casi di studio in cui l’architettura incontra il rispetto per l’ambiente. - Energie rinnovabili: approfondimenti sulle fonti pulite, dalle comunità energetiche alla produzione domestica, fino ai grandi impianti solari, eolici e idroelettrici. - Guida ai prodotti: consigli pratici su acquisti consapevoli, recensioni di articoli eco-compatibili, idee per una casa e uno stile di vita più green. - Lavoro e green jobs: nuove professioni legate alla transizione ecologica, corsi, opportunità e approfondimenti per chi vuole inserirsi o riconvertirsi nel mondo del lavoro sostenibile. - Legno e gestione responsabile: dal recupero dei mobili antichi al riutilizzo degli scarti industriali, passando per la bioedilizia e le certificazioni ambientali. - Metalli e riciclo industriale: come vengono raccolti, trattati e reintrodotti nel ciclo produttivo rame, alluminio, acciaio e altri metalli fondamentali. - Plastica: problemi, soluzioni, innovazioni: il materiale più discusso del nostro tempo sotto la lente del riuso, delle bioplastiche e del riciclo avanzato. - Tessuti e moda circolare: un settore in forte trasformazione, che guarda a fibre naturali, tessuti riciclati e produzioni etiche per ridurre l’impatto ambientale. - RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche): guida alla gestione di cellulari, computer, elettrodomestici e altri dispositivi, con attenzione alle normative e al corretto smaltimento. - Storia del riciclo: una sezione che sorprende e incuriosisce, raccontando come le civiltà del passato hanno affrontato, in modo più o meno consapevole, le sfide del recupero dei materiali. - Vetro: eterno e riciclabile: un materiale che non perde mai le sue qualità. Scopri come il vetro può essere trasformato all’infinito, senza perdere valore. Trattamento delle acque: gestione delle risorse idriche, tecnologie per il riutilizzo, depurazione e risparmio idrico in ambito civile e industriale. Perché leggere il blog rNEWS? Perché è aggiornato, documentato e accessibile. Perché ti accompagna nella scoperta di un mondo dove le risorse non si consumano, ma si rigenerano. Perché ti offre strumenti concreti per scegliere, lavorare, progettare e vivere meglio. E perché, in ogni articolo, troverai uno sguardo critico e positivo su quello che possiamo fare — insieme — per costruire un’economia più giusta per l’ambiente e per le persone.Inoltre il Blog non si occupa solo di Economia circolare ma di altri temi inerenti il riciclo, l'ambiente e la slow life. Se sezioni tematiche trattate sono le seguenti:- Ambiente- Economia circolare- Informazioni Tecniche- Management- Notizie Brevi- Slow Life 👉 Visita la sezione Economia Circolare del blog rNEWS
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Primo Corso per Esperti di Economia Circolare per l'IndustriaL'interesse per l'economia circolare non è più espresso solo nei sogni o nelle buone intenzioni degli ambientalisti o dei cittadini comuni, ma è ormai diventata un'esigenza industriale da perseguire per dare una risposta alle richieste del mercato La stringente europea normativa sulle emissioni inquinanti e l'esigenza di produrre in modo sostenibile hanno fatto crescere, nel mondo del lavoro, la richiesta per nuove figure professionali specializzate. Come riporta la Repubblica in questo articolo il mondo del lavoro è in fermento per queste trasformazioni importanti.Green e sostenibilità hanno numeri sempre più grandi: oltre 3 milioni di occupati. E ora si formano Expert in Circular Economy per l’industria Sostenibilità, economia circolare, green. Non sono più tendenze o mode, ma nuovi paradigmi economici e sociali. Sulla loro crescita, che sarà spinta ancora di più dai grandi investimenti comunitari, si andranno a modellare diversi aspetti della società, a cominciare dalla formazione. Intanto i numeri, del rapporto della Fondazione Symbola: gli italiani che lavorano nel green sono 3,1 milioni, 432mila imprese che negli ultimi 5 anni hanno investito sull’economia verde, crescita di occupazione green del 3,4% dal 2017 al 2018. Secondo i numeri contenuti in un’indagine di LinkedIn, l'Italia è uno dei paesi migliori per una carriera nell'ambito dei 'green job', con Milano al 7° posto a livello mondiale per la concentrazione di professionisti della sostenibilità. L'Europa ha registrato un aumento del 13% del numero di professionisti della sostenibilità durante l'ultimo anno, con una crescita del 7,5%, maggiore rispetto alla media globale. Anche la domanda di lavori legati alla sostenibilità è cresciuta del 49% dei posti di lavoro disponibili su LinkedIn per ruoli legati alla sostenibilità in Europa. Per quanto riguarda il lavoro nell’economia circolare, l’Italia è seconda solo alla Germania, con 517.000 occupati contro 659.000. Le persone che nel nostro Paese vengono impiegate nei settori ‘circolari’ sono il 2,06% del totale, valore superiore alla media UE 28 che è dell’1,7% (fonte: Rapporto nazionale sull’economia circolare in Italia, realizzato da Circular Economy Network). In uno scenario del genere, il mondo della formazione si sta ponendo il tema della creazione di figure professionali che siano coerenti con l’andamento del mercato. Soprattutto nell’applicazione dei concetti dell’economia circolare al mondo dell’industria. Da questa impostazione è nato il primo corso di formazione tecnica superiore per esperti di economia circolare per l’industria, promosso da ART-ER ( la Società Consortile dell'Emilia-Romagna, con l’obiettivo di favorire la crescita sostenibile della regione) nell’ambito del progetto europeo IFTS Circular Society. Il mondo della formazione professionale è sempre più orientato alla sostenibilità ma la particolarità di questo corso, unico in Italia, è la creazione di una nuova figura professionale, quella del Tecnico per la Sostenibilità e l’Economia Circolare dei Processi Industriali con tanto di rilascio di Certificato di Specializzazione Tecnica Superiore. Una figura sempre più richiesta dal mondo del lavoro.
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Il Manuale del PVC Riciclato: Selezione, Produzione e TrasformazioneGuida professionale alla qualificazione, formulazione e trasformazione del PVC riciclatodi Marco Arezio. Dicembre 25Il PVC riciclato rappresenta oggi una delle sfide tecniche più complesse e, al tempo stesso, una delle opportunità industriali più sottovalutate nel panorama dei polimeri riciclati. A differenza di altri materiali termoplastici, il cloruro di polivinile non può essere interpretato come una semplice resina rigenerata, ma come un sistema formulativo stratificato, nel quale la storia del materiale, gli additivi legacy, i cicli termici subiti e le condizioni di trasformazione concorrono in modo determinante al comportamento finale. Questo manuale nasce dalla necessità concreta di colmare il divario tra teoria del riciclo e pratica industriale quotidiana. Non è un testo divulgativo né un compendio accademico, ma uno strumento operativo pensato per chi lavora realmente con il PVC riciclato e deve garantire continuità produttiva, qualità del prodotto finito e sostenibilità economica del processo. Nel contesto attuale, il PVC riciclato non può più essere trattato come una materia prima “secondaria” destinata a impieghi marginali. L’evoluzione delle tecnologie di selezione, compounding ed estrusione ha dimostrato che il PVC riciclato, se correttamente interpretato e governato, può raggiungere livelli di affidabilità compatibili con applicazioni tecniche strutturate. Tuttavia, questa possibilità non è automatica: richiede competenza tecnica, metodo e capacità di lettura del materiale. Il valore di questo manuale risiede proprio nella sua impostazione: il PVC riciclato viene affrontato come materia industriale governabile, non come variabile instabile da subire. Ogni capitolo accompagna il lettore lungo l’intera filiera, dalla provenienza degli scarti alla qualificazione del materiale, dalle formulazioni sostenibili alla trasformazione, fino all’analisi sistematica dei difetti e alla loro interpretazione tecnica. Il difetto non è mai trattato come evento casuale, ma come segnale di uno squilibrio che può essere letto, compreso e corretto. Particolare attenzione è dedicata al tema della stabilità produttiva, vero discrimine tra l’uso occasionale del PVC riciclato e il suo impiego strutturale. Il manuale chiarisce perché il PVC riciclato non debba “imitare” il vergine, ma essere progettato secondo logiche proprie, basate su finestre di processo realistiche, formulazioni coerenti e controlli mirati. In questo senso, il testo si propone come strumento di riduzione del rischio industriale: meno improvvisazione, meno tentativi correttivi tardivi, più decisioni tecniche consapevoli. Dal punto di vista commerciale, il manuale fornisce una chiave di lettura fondamentale: vengono analizzati i fattori che incidono sul costo reale del materiale – scarti, fermi macchina, instabilità di processo, contestazioni – e viene dimostrato come un PVC riciclato qualificato, anche a un prezzo unitario superiore, possa risultare più competitivo nel medio-lungo periodo. Questo approccio rende il testo particolarmente utile non solo ai tecnici, ma anche a chi deve prendere decisioni strategiche di approvvigionamento. Il manuale affronta inoltre il mercato internazionale del PVC riciclato, con un focus specifico sul contesto europeo, analizzando le differenze tra i principali Paesi, le aspettative qualitative, le dinamiche di prezzo e l’impatto della normativa. Il PVC riciclato viene così collocato all’interno di una visione industriale ampia, nella quale sostenibilità, continuità produttiva e competitività non sono obiettivi contrapposti, ma elementi interdipendenti. Un altro punto di forza dell’opera è l’approccio non ideologico alla sostenibilità. Il PVC riciclato non viene presentato come soluzione “etica” a prescindere, ma come scelta industriale che deve dimostrare la propria efficacia. La sostenibilità viene letta come equilibrio tra prestazioni, durata del prodotto, efficienza del processo e conformità normativa. In questa prospettiva, il contenuto riciclato non è un fine in sé, ma una variabile progettuale da gestire con responsabilità. Questo manuale si rivolge a un pubblico professionale esigente: riciclatori, trasformatori, tecnologi di processo, responsabili qualità, direttori tecnici e imprenditori che vogliono utilizzare il PVC riciclato in modo stabile, prevedibile e industrialmente maturo. Non offre scorciatoie né soluzioni universali, ma costruisce una base di conoscenza solida su cui prendere decisioni operative fondate. In un settore in cui il PVC riciclato è spesso oggetto di semplificazioni o aspettative irrealistiche, questo testo si propone come strumento di chiarezza. Chiarezza sui limiti del materiale, sulle sue reali potenzialità e sulle condizioni necessarie per trasformarlo in una risorsa industriale affidabile. È un manuale pensato per chi non cerca slogan, ma risultati ripetibili.ACQUISTA IL MANUALE
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Innovazione e Sostenibilità al Centro: Un'Analisi della FIP - France Innovation PlasturgieEsplorando i vantaggi e gli svantaggi per visitatori ed espositori della Fiera FIP - France Innovation PlasturgieLa FIP - France Innovation Plasturgie rappresenta uno degli appuntamenti più significativi nel calendario delle fiere europee dedicate alla plastica e all'innovazione nei materiali plastici. Questo evento, che si svolge in Francia, è un vero e proprio crocevia di idee, tecnologie avanzate e nuove pratiche sostenibili nel settore della plastica. Caratteristiche Distintive della FIP La FIP si distingue per il suo forte accento sull'innovazione e sulla sostenibilità. L'evento è strutturato per coprire l'intera filiera del settore plastico, dalla materia prima fino al prodotto finito e al riciclo. Inoltre, una delle sue principali attrazioni è l'ampio spazio dedicato alle start-up e alle nuove tecnologie, che offre una panoramica comprensiva delle tendenze emergenti e delle soluzioni innovative. Un altro aspetto peculiare della FIP è la sua capacità di attrarre un vasto pubblico internazionale. I partecipanti provengono da vari settori industriali, non solo limitati alla plastica, ma anche dall'automotive, dall'aerospaziale, dall'elettronica, e dalla costruzione. Questo rende la FIP un punto di incontro privilegiato per professionisti e aziende che cercano di espandere la loro rete e di esplorare nuove opportunità di mercato. Vantaggi e Svantaggi della fiera France Innovation Plasturgie Partecipare a una fiera industriale come la FIP - France Innovation Plasturgie può offrire una serie di vantaggi e presentare alcuni svantaggi, sia per i visitatori che per le aziende espositrici. Analizziamo questi aspetti in confronto ad altre fiere europee del settore della plastica. Vantaggi della FIP - France Innovation Plasturgie Per i Visitatori: Innovazione e Tecnologia: La FIP è rinomata per il suo focus sull'innovazione. I visitatori hanno l'opportunità di vedere da vicino le ultime tecnologie, materiali avanzati e soluzioni sostenibili che stanno plasmando il futuro del settore. Networking Concentrato: Grazie alla sua dimensione più gestibile rispetto a fiere più grandi come la K-Fair, la FIP permette un networking più efficace e personalizzato, facilitando incontri e discussioni tra professionisti del settore. Contenuti Educativi: La fiera offre un ricco programma di seminari e workshop che trattano temi attuali come la sostenibilità, il riciclo e l'innovazione nei materiali, fornendo ai visitatori preziose informazioni e aggiornamenti professionali. Per le Aziende Espositrici: Target Specializzato: La FIP attira un pubblico altamente specializzato interessato alle innovazioni e alle soluzioni sostenibili. Questo permette alle aziende di interagire direttamente con potenziali clienti che hanno una comprensione profonda del settore e dei suoi bisogni. Visibilità nel Mercato Francese e Europeo: Esponendo alla FIP, le aziende possono aumentare la loro visibilità non solo nel mercato francese, ma anche in quello europeo più ampio, sfruttando la posizione della Francia come hub logistico e commerciale in Europa. Opportunità di Partnership e Collaborazioni: L'ambiente collaborativo della FIP facilita la creazione di partnership strategiche e collaborazioni con altre aziende e istituzioni. Svantaggi della FIP - France Innovation Plasturgie Per i Visitatori: Dimensioni più Ridotte: Rispetto a fiere come la K-Fair, la FIP può offrire una gamma leggermente più limitata di espositori e prodotti. Questo potrebbe significare meno opzioni comparative per specifiche tecnologie o soluzioni. Focus Specifico: Il forte focus su innovazione e sostenibilità è estremamente utile per chi cerca queste qualità, ma può risultare meno attraente per visitatori interessati a aspetti più tradizionali del settore della plastica. Per le Aziende Espositrici: Costi di Partecipazione: I costi di partecipazione e di allestimento dello stand possono essere significativi, soprattutto per le PMI o le start-up. Il ROI (Return On Investment) deve essere attentamente valutato in relazione agli obiettivi specifici di business. Concorrenza Focalizzata: Essendo un evento che attira leader di pensiero e innovatori, la competizione tra gli espositori può essere molto alta, richiedendo investimenti notevoli in termini di stand e materiali promozionali per distinguersi. Conclusione La partecipazione alla FIP può rappresentare un'opportunità significativa per acquisire visibilità, aggiornamenti e contatti nel settore della plastica, in particolare per chi è orientato verso l'innovazione e la sostenibilità. Tuttavia, è essenziale che sia i visitatori che le aziende valutino attentamente i propri obiettivi e risorse prima di decidere di partecipare, per massimizzare il valore dell'esperienza in fiera.
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Schiuma bio per un’acqua senza PFAS: la rivoluzione sostenibile parte da ParigiLa startup Spuma lancia una schiuma biodegradabile e alimentare che intrappola e distrugge i PFASdi Marco ArezioI PFAS (sostanze perfluoroalchiliche) rappresentano una delle sfide ambientali più complesse della nostra epoca. Estremamente persistenti, si accumulano nei terreni, nella flora, nella fauna e infine nel nostro organismo, con effetti tossici ancora oggetto di studio ma già associati a disfunzioni ormonali, cancro e alterazioni immunitarie. Dalla loro introduzione negli anni ’40, sono diventati ubiqui: nei rivestimenti antiaderenti, nei tessuti impermeabili, nei contenitori alimentari. Ma una volta dispersi nell’ambiente, diventa quasi impossibile eliminarli. Ed è qui che interviene una soluzione rivoluzionaria: una schiuma biologica, biodegradabile e alimentare, frutto della ricerca francese, capace non solo di separare ma anche di distruggere i PFAS in maniera sostenibile. L’incendio di Rouen e la nascita di un’idea bioispirata L’evento scatenante è stato drammatico. Nel 2019, un vasto incendio in un impianto petrolchimico di Rouen (Normandia) contaminò oltre 10.000 metri cubi d’acqua utilizzata per spegnere le fiamme. L’urgenza di stoccare e trattare questi liquidi tossici portò l’azienda Valgo, esperta in bonifiche industriali, ad aprire un’indagine scientifica interna per capire come rimuovere efficacemente i PFAS. Da quell’evento traumatico è nato un percorso di ricerca interdisciplinare che ha attraversato studi scientifici, prove sperimentali e ricerche universitarie, culminando nel 2023 nella nascita di Spuma, una startup che ha preso il nome proprio dalla tecnologia che sviluppa: la frazione di schiuma. Il principio biomimetico: imitare il corpo umano per intrappolare gli inquinanti Il cuore della tecnologia Spuma è un’osservazione sorprendente: i PFAS mostrano una fortissima affinità con una proteina presente nel sangue umano, l’albumina, che li trasporta nel fegato e in altri organi. Questo comportamento è stato replicato a livello molecolare, sviluppando un additivo biologico di grado alimentare capace di imitare queste proprietà e catturare selettivamente le molecole perfluorurate. Una volta aggiunto all’acqua contaminata, questo additivo si comporta come un tensioattivo intelligente: promuove la formazione di microbolle che salgono in superficie, trasportando con sé i PFAS intrappolati, che vengono poi raccolti in una frazione schiumosa e concentrata. Oltre la separazione: distruggere i PFAS senza inquinare Il vero punto di forza di Spuma, tuttavia, non è solo nella capacità di separare i PFAS, ma anche nella successiva fase di trattamento. Una volta ottenuto il concentrato, il residuo viene ridotto mediante evaporazione e distrutto attraverso tecnologie dedicate, il tutto senza introdurre nuovi contaminanti. La startup dichiara un’efficienza di rimozione superiore al 99% per PFOA (C8), PFOS (C8), PFHpS (C7) e PFHxS (C6) — i composti più diffusi e pericolosi della famiglia PFAS. Il risultato è una soluzione a basso impatto ambientale, che può essere adattata a numerosi contesti: dalle acque sotterranee contaminate al percolato delle discariche, dagli scarichi industriali ai reflui municipali, fino ai sistemi di trattamento per l’acqua potabile. Il modello di business: licenze, servizi e regime Patent Box In un contesto sempre più regolato dalle normative europee — con Bruxelles pronta a imporre nuove restrizioni sull’uso dei PFAS — Spuma propone non solo una tecnologia, ma un pacchetto completo di servizi. Il modello prevede la concessione in licenza della tecnologia brevettata, affiancata da attività di consulenza tecnica, test di laboratorio, verifiche in campo e supporto alle imprese nelle pratiche di bonifica. Il tutto reso ancora più competitivo grazie al regime Patent Box, che consente agevolazioni fiscali per i ricavi derivanti dall’utilizzo dell’innovazione brevettata. Dall’incubatore alla rete europea: il ruolo di Super Sapiens Europe Il potenziale di Spuma è stato riconosciuto anche a livello continentale. La startup è infatti una delle nove realtà selezionate da Super Sapiens Europe, iniziativa deep-tech promossa da Scientifica Venture Capital in collaborazione con l’Istituto per le Relazioni Economiche Francia-Italia. L’obiettivo è quello di rafforzare il tessuto innovativo europeo nei settori ad alta intensità scientifica, creando ponti tra ricerca, impresa e capitali. Con un investimento iniziale di 2 milioni di euro da parte di Valgo, Spuma si prepara a chiudere un nuovo round di finanziamento entro luglio 2025, puntando all’ingresso definitivo nel mercato entro fine anno. Una schiuma per il futuro: tra ecotecnologia e resilienza La storia di Spuma è un esempio virtuoso di come un evento critico possa trasformarsi in un’innovazione sostenibile e concreta. Combina scienza dei materiali, biochimica, ingegneria ambientale e modelli economici circolari per rispondere a una delle emergenze più urgenti del nostro tempo. E nel farlo, costruisce anche un ponte tra due grandi paesi europei — Francia e Italia — nella convinzione che solo attraverso la collaborazione si possano affrontare i grandi problemi globali.© Riproduzione Vietata
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rNEWS: Sistemi di riciclo Erema per i Tubi da IrrigazioneSistemi di riciclo Erema per i Tubi da IrrigazioneNell’ottica della circolarità degli scarti plastici nel settore dell’irrigazione, Erema aiuta a riciclare gli scarti di produzione dei tubi in LLDPE.Gli impianti prevedono il recupero degli scarti di lavorazione dei tubi di irrigazione attraverso la macinazione e la granulazione dei tubi in PE a bassa densità. Secondo le indicazioni di Erema, il sistema è stato progettato dal suo marchio Pure Loop e può gestire materiali come tubi anti goccia e tubi di irrigazione che si accumulano come scarti durante la produzione dei o vengono scartati durante i controlli di qualità. Erema dichiara che questa tecnologia permette la riutilizzazione degli scarti, sotto forma di granuli, che provengono dalla produzione, in una miscela con il materiale in PE vergine senza subire diminuzioni di qualità. Secondo Erema, il concetto di riciclaggio creato da Pure Loop "è già stato recepito dai produttori di sistemi di irrigazione negli Stati Uniti, Israele, Italia e Messico". L'azienda aggiunge: "Gestiscono impianti di riciclaggio con portate da 100 a 500 chilogrammi l'ora e riutilizzano i pellets riciclati prodotti in proporzioni fino al 20 percento nel processo di produzione.Foto: Pure Loop
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Cerca aziende del settore dei tessuti riciclati: partner e fornitori per la filiera sostenibile su rMIXTrova imprese specializzate nella raccolta, lavorazione, trasformazione e rigenerazione di tessuti e cascami tessiliNel contesto di un’economia circolare in continua evoluzione, il riciclo dei tessuti rappresenta uno dei settori più strategici e innovativi per ridurre l’impatto ambientale dell’industria della moda, del design e della manifattura. Tuttavia, per le imprese e i professionisti che desiderano operare secondo principi sostenibili, può essere complesso individuare fornitori qualificati e competenti per le varie fasi di lavorazione dei materiali tessili post-consumo o post-industriali. Per rispondere a questa esigenza concreta, rMIX, piattaforma B2B dedicata alla sostenibilità e al riciclo, ha sviluppato una directory professionale dove è possibile trovare aziende specializzate nella raccolta, riciclo e nella trasformazione di tessuti e cascami tessili. 👉 Accedi subito all’elenco aggiornato: Cerca aziende – Tessuti riciclati Un servizio pensato per la filiera sostenibile del tessile La sezione “Tessuti riciclati” all’interno del motore di ricerca “Cerca aziende” di rMIX è uno strumento professionale, mirato e facilmente consultabile, che permette di: - Individuare imprese e laboratori specializzati nella lavorazione di fibre rigenerate, tessuti tecnici riciclati, scarti, cascami tessili ed abbigliamento dismesso. - Selezionare fornitori per lavorazioni esterne come taglio, cucitura, accoppiatura, assemblaggio, serigrafia, tintura, torcitura e altro ancora. - Trovare società che si occupano della raccolta, selezione e riciclo dei cascami tessili - Contattare direttamente le aziende grazie a schede dettagliate che riportano tutte le informazioni essenziali: attività svolte, materiali trattati, specifiche tecniche e recapiti. Il portale rMIX si conferma così un punto di riferimento per chi vuole integrare subforniture sostenibili nella propria catena del valore, semplificando il matching tra domanda e offerta di servizi tecnici e artigianali nel settore tessile. Perché scegliere aziende che lavorano tessuti riciclati? Affidarsi a operatori specializzati nei tessuti riciclati significa: - Ridurre i rifiuti tessili, una delle frazioni a maggiore crescita nei rifiuti solidi urbani. - Promuovere l’upcycling e la valorizzazione creativa degli scarti tessili. - Ottimizzare le risorse e contenere i costi di produzione grazie all’utilizzo di materiali di recupero. - Sostenere un'economia più etica, locale e a basso impatto ambientale. La sottocategoria “Tessuti riciclati” del portale rMIX consente di trovare partner affidabili e tracciabili, in grado di realizzare fasi produttive su misura in linea con i principi della sostenibilità industriale e sociale. A chi si rivolge il servizio “Cerca aziende – Tessuti riciclati”? La directory rMIX è pensata per una pluralità di attori della filiera green. Nello specifico, è utile per: - Aziende tessili e moda sostenibile che cercano partner per lavorazioni esterne a basso impatto ambientale. - Startup e giovani designer che operano nel settore dell’eco-design, della moda circolare o del riuso creativo dei materiali. - Artigiani e laboratori che vogliono ampliare la propria rete di collaborazioni per lavorazioni specializzate su tessuti rigenerati. - Cooperative sociali e imprese etiche attive nel riciclo, nel riuso o nel reinserimento lavorativo tramite attività tessili. - Buyer e responsabili acquisti alla ricerca di fornitori per la trasformazione di tessuti pre e post consumo. - Progetti di economia circolare e reti territoriali che promuovono il recupero di materiali e la creazione di filiere locali del tessile. Come funziona la ricerca? Il servizio “Cerca aziende – Tessuti riciclati” di rMIX è progettato per garantire una navigazione rapida, intuitiva e personalizzabile: - Filtri per tipo di lavorazione (selezione, riciclo, taglio, cucitura, stampa, tintura, confezionamento…) - Filtri per tipo di tessuto (lana, cotone, nylon, poliestere, ecc..) - Filtri per area geografica, per trovare facilmente aziende attive nel proprio territorio o a livello internazionaleOgni impresa inserita nel portale è dotata di una scheda tecnica completa, che include: - Descrizione delle lavorazioni e dei servizi offerti/richiesti - Tipologie di materiali trattati - Contatti aziendali - Eventuali certificazioni o standard ambientali adottati I vantaggi di usare rMIX per il lavoro conto terzi su tessuti riciclati Utilizzare la directory rMIX per cercare aziende che operano nel campo del riciclo tessile offre numerosi vantaggi: - Ottimizzazione della filiera produttiva, con riduzione dei costi e dei tempi di ricerca di fornitori - Espansione del proprio network, con imprese già attive in progetti green e collaborazioni circolari - Visibilità per le aziende registrate grazie all’indicizzazione SEO - Contatto diretto e senza intermediari, per una collaborazione trasparente ed efficiente - Accesso internazionale, con la possibilità di trovare partner anche all’estero grazie alla geolocalizzazione (con abbonamento) - Strumento B2B professionale, aggiornato e curato per offrire un servizio serio e affidabile Vuoi proporre i tuoi servizi nella sezione dei tessuti riciclati del portale rMIX? Se sei un’azienda, un laboratorio o un artigiano attivo nella trasformazione, nel recupero o nella lavorazione di tessuti riciclati, entra anche tu nella directory rMIX! Registrandoti nella sezione “Lavoro Conto Terzi – Tessuti riciclati”, potrai: - Rendere visibile la tua azienda a una community specializzata in economia circolare - Farti trovare facilmente da clienti e buyer interessati a servizi green - Personalizzare la tua scheda con foto, descrizioni, materiali, lavorazioni e contatti diretti - Ricevere richieste mirate da chi cerca esattamente le lavorazioni che offri 👉 Scopri come registrarti: Inserisci la tua azienda nella sezione “Tessuti riciclati” Conclusione: una leva concreta per la transizione ecologica La sezione “Cerca aziende – Tessuti riciclati” di rMIX è molto più di una directory: è uno strumento operativo per costruire reti virtuose tra imprese, professionisti e territori. Un punto d’incontro tra domanda e offerta nel cuore della trasformazione circolare, dove la sostenibilità incontra l’efficienza. Scegliere rMIX significa contribuire alla creazione di un’economia più responsabile, dove ogni fase della produzione – dalla materia prima al prodotto finito – è ripensata in chiave ambientale, sociale e innovativa. 🔗 Vai all’elenco aziende – Tessuti riciclati 🔗 Vai all'elenco offerte/richieste - Tessuti Riciclati
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