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https://www.rmix.it/ - Manteco premiata per l’eccellenza nel riciclo tessile: un modello di sostenibilità “Made in Italy”
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Manteco premiata per l’eccellenza nel riciclo tessile: un modello di sostenibilità “Made in Italy”
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L’azienda italiana Manteco vince il Climate Project of the Year ai Climate and Nature Impact Awards di Textile Exchangedi Marco ArezioManteco, una delle aziende italiane leader nel settore tessile di alta qualità, ha recentemente ricevuto un prestigioso riconoscimento internazionale per il suo impegno verso la sostenibilità. La società ha conquistato il titolo di Climate Project of the Year durante i Climate and Nature Impact Awards organizzati da Textile Exchange, una piattaforma globale che promuove pratiche responsabili e sostenibili nel settore tessile e della moda. Questo premio, ottenuto per l’impegno nel riciclo, rappresenta una tappa importante nel percorso dell'azienda verso un'industria tessile più rispettosa dell’ambiente. Chi è Manteco? Fondata in Italia negli anni Cinquanta, Manteco ha costruito una reputazione solida per la produzione di tessuti di alta qualità, distinti per l’innovazione, l’estetica raffinata e l’attenzione ai dettagli. Con una sede centrale in Toscana, Manteco è sinonimo di qualità “Made in Italy”, capace di coniugare tradizione e innovazione in ogni fase della filiera produttiva. L’azienda si specializza nella lavorazione della lana e nella creazione di tessuti sostenibili, spesso utilizzati dai più importanti brand internazionali della moda. Uno dei punti di forza di Manteco è la sua capacità di integrare pratiche sostenibili all’interno dei processi produttivi senza compromettere la qualità del prodotto finale. Negli anni, la società ha sviluppato tecnologie all’avanguardia che le hanno permesso di recuperare e riutilizzare materiali altrimenti destinati allo smaltimento, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale. L'Impegno nel Riciclo L'impegno di Manteco per la sostenibilità va oltre le parole: l'azienda ha implementato un sistema di riciclo innovativo, noto come Manteco Recycling System, che si basa sul recupero della lana e di altri materiali tessili per creare nuovi prodotti di qualità. Questo sistema permette non solo di ridurre la quantità di rifiuti generati, ma anche di risparmiare risorse naturali ed energia. In particolare, il Manteco Recycling System si basa su un processo che recupera e rigenera i materiali tessili attraverso metodi innovativi di selezione, pulizia e lavorazione. Uno degli aspetti distintivi di questo sistema è la possibilità di creare tessuti riciclati che conservano la stessa qualità e durabilità di quelli prodotti con materiali vergini, rendendo l’opzione del riciclo non solo sostenibile, ma anche commercialmente vantaggiosa. Perché Manteco ha Vinto il Premio Il premio Climate Project of the Year assegnato da Textile Exchange rappresenta un riconoscimento alla capacità di Manteco di implementare pratiche che riducono significativamente l’impatto ambientale. Questo premio, infatti, viene conferito a progetti che dimostrano un contributo tangibile alla riduzione delle emissioni di carbonio e alla preservazione della biodiversità. Manteco si è distinta per l’efficacia del suo approccio circolare nella gestione delle risorse tessili, puntando su un modello produttivo che promuove il riutilizzo e riduce lo spreco. La società ha saputo dimostrare come l’innovazione nel riciclo possa trasformarsi in un fattore di competitività, contribuendo a sensibilizzare l’intero settore tessile verso un maggiore rispetto dell’ambiente. Il premio, dunque, non è solo un riconoscimento all’azienda italiana, ma anche un invito rivolto a tutte le imprese del settore a seguire l’esempio di Manteco. L’Impatto del Premio e le Prospettive Future Ricevere un premio di tale importanza è un’ulteriore conferma per Manteco del valore delle sue scelte in termini di sostenibilità e innovazione. Questo riconoscimento rafforza la posizione dell'azienda come leader nel settore del riciclo tessile e potrebbe rappresentare un incentivo per altre aziende ad adottare pratiche simili. La visibilità internazionale derivante dal premio aprirà inoltre nuove opportunità di collaborazione per Manteco, che potrà ampliare il proprio impatto globale e continuare a innovare nel campo dei tessuti sostenibili. In un periodo in cui l’industria tessile è sottoposta a pressioni crescenti per ridurre le emissioni e il consumo di risorse, il modello proposto da Manteco rappresenta una risposta concreta e replicabile. Guardando al futuro, la società ha già annunciato nuovi progetti e iniziative che mirano a migliorare ulteriormente le proprie performance ambientali, come l’adozione di tecnologie a basse emissioni di carbonio e l’espansione delle proprie pratiche di riciclo.© Riproduzione VietataFoto Manteco

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https://www.rmix.it/ - Turchia alle Prese con un'Inflazione Vertiginosa: Il Tasso Tocca il 70% ad Aprile
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Turchia alle Prese con un'Inflazione Vertiginosa: Il Tasso Tocca il 70% ad Aprile
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Nonostante l'incremento inferiore alle attese, le prospettive di un taglio dei tassi rimangono lontane mentre la Banca Centrale mantiene una politica monetaria restrittiva di Marco ArezioNel cuore economico della Turchia, il fenomeno dell'inflazione sta mostrando segnali inquietanti, con un tasso che ha raggiunto il 70% nel mese di aprile, segnando una delle crisi inflazionistiche più severe degli ultimi anni. Questa escalation dei prezzi al consumo è guidata principalmente dall'aumento dei costi nel settore delle bevande alcoliche, del tabacco e dell'ospitalità, evidenziando la complessità delle sfide economiche che il paese deve affrontare. Nonostante le cifre siano state leggermente inferiori alle previsioni degli analisti, la risposta della Banca Centrale turca suggerisce un percorso cautelativo, con l'indicazione di mantenere una politica monetaria restrittiva a lungo termine. Fattori trainanti dell'inflazione Il forte aumento dell'inflazione può essere attribuito a diversi fattori. Primo tra tutti, l'aumento dei costi di beni e servizi essenziali come bevande alcoliche e tabacco, che spesso vedono un'imposizione fiscale elevata, contribuisce significativamente all'indice dei prezzi al consumo. Inoltre, il settore alberghiero, duramente colpito dalla pandemia di COVID-19, ha visto un rincaro dei prezzi dovuto alla ripresa della domanda post-pandemica e all'aumento dei costi operativi. Reazioni del mercato e delle politiche Nonostante l'inflazione ad aprile sia stata inferiore alle attese, rimane molto elevata, spingendo gli analisti a rimanere cauti sulle future mosse della Banca Centrale della Turchia. La banca ha già indicato nel marzo scorso che manterrà una politica monetaria restrittiva, ossia tassi di interesse alti, finché non si vedrà un calo significativo dell'inflazione mensile. Questo approccio mira a stabilizzare la lira turca e a controllare l'inflazione, ma ha anche effetti sul costo del debito e sull'investimento privato. Prospettive future Gli economisti prevedono che l'inflazione potrebbe iniziare a diminuire nella seconda metà dell'anno, tuttavia rimangono scettici riguardo a una rapida discesa dei tassi. Liam Peach, un economista senior per i mercati emergenti di Capital Economics, esprime riserve sull'ottimismo di una riduzione rapida dell'inflazione, sottolineando che le condizioni economiche globali e interne possono rendere difficile una tale previsione. Implicazioni a lungo termine Le prospettive di lungo termine per l'economia turca rimangono incerte. Sebbene una politica monetaria restrittiva possa temporaneamente frenare l'inflazione, essa potrebbe anche soffocare la crescita economica, rendendo difficile la ripresa completa dall'impatto economico della pandemia. Inoltre, la persistenza di un'inflazione elevata può erodere il potere d'acquisto dei consumatori, influenzando negativamente il consumo e l'investimento domestico. Conclusioni La situazione inflazionistica in Turchia rimane complessa e preoccupante. Con una politica monetaria che si prevede resterà restrittiva nel prossimo futuro, il cammino verso la stabilizzazione e la crescita sostenibile sembra essere ancora lungo e pieno di ostacoli. La gestione di questa situazione richiederà una combinazione di politiche attente e, possibilmente, riforme strutturali che possano affrontare le cause profonde dell'inflazione elevata e ripristinare la fiducia degli investitori e dei consumatori.

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https://www.rmix.it/ - PlastiCare: La Sezione sui Polimeri Riciclati nel Portale rMIX
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare PlastiCare: La Sezione sui Polimeri Riciclati nel Portale rMIX
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Cercare od offrire polimeri riciclati sul web diventa semplice e veloce con PlastiCare PlastiCare, nato come portale indipendente della plastica riciclata, entra a pieno titolo bel più ampio portale del riciclo rMIX che si occupa di tutti i prodotti e i servizi dell’economia circolare. PlastiCare è quindi la sezione in cui potrai trovare le offerte/richieste relative ai polimeri riciclati, sotto forma di granulo, densificato, macinato, polveri, scarti e rifiuti, in tutti i paesi del mondo, potendo contattare i fornitori e i clienti che la frequentano. Inoltre, ti permette di postare, in modo gratuito o attraverso un abbonamento, i prodotti relativi ai polimeri plastici riciclati, scegliendo la tipologia di polimero, la sua forma e il paese di provenienza, permettendoti di trovare o farti trovare facilmente senza perdere tempo. Puoi iscriverti a PlastiCare, all’interno del portale rMIX, gratuitamente attraverso l’abbonamento rMIX Zero, oppure scegliere uno dei tanti abbonamenti a pagamento che meglio ti rappresentano e che sono funzionali al tuo lavoro. Il portale rMIX e nello specifico la sezione dei polimeri riciclati PlastiCare, ti permettono anche di promuovere la tua azienda o il tuo prodotto o il tuo servizio attraverso: - L’indicizzazione dei posts, con le tue offerte/richieste sempre in prima pagina - L’inserimento dei tuoi posts nella Newsletter settimanale che viene spedita a circa 12.000 aziende del settore della plastica nel mondo, in 4 lingue - La promozione della tua azienda attraverso la Newsletter dedicata solo a te - La creazione del tuo profilo aziendale con foto, testi e links al tuo sito, da inserire nel tuo settore specifico (plastica, carta, vetro, legno, metalli, macchine, RAEE, lavoro conto terzi, consulenza, distribuzione e altri settori dell’economia circolare) - Il posizionamento del tuo banner aziendale nella Home Page del portale e in quello inerente al tuo settore. - La promozione attraverso articoli tecnico-commerciali delle novità della tua azienda. Se disideri maggiori informazioni contatta la redazione o vai sul sito del portale: www.rmix.it

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https://www.rmix.it/ - Rivoluzione Circolare: Lenzing e il Futuro dei Materiali Sostenibili
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Rivoluzione Circolare: Lenzing e il Futuro dei Materiali Sostenibili
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Scopri come Lenzing, pioniera nella produzione di fibre di cellulosa rigenerata, rivoluziona il tessile con innovazioni circolaridi Marco ArezioNegli ultimi anni, l’economia circolare è diventata un punto di riferimento per le industrie intenzionate a ridurre l’impatto ambientale e a valorizzare le risorse naturali. Tra le aziende che incarnano con maggior forza questo approccio spicca Lenzing, multinazionale austriaca specializzata nella produzione di fibre di cellulosa rigenerata. Lungo l’intera filiera, dal tessile ai geotessili biodegradabili, fino alle tecnologie di tintura senza acqua, Lenzing sta ridisegnando gli standard della sostenibilità. La recente vittoria del “Biodiversity and Water Award 2024” ai Sustainable Fashion Awards, organizzati dalla Camera Nazionale della Moda Italiana, ne conferma il ruolo di leader globale nel settore. Innovazione in chiave circolare: dalla fibra alla protezione dei ghiacciai Da sempre impegnata a integrare responsabilità ambientale e crescita economica, Lenzing ha sviluppato fibre come Tencel™ e Modal, ottenute da legno proveniente da foreste gestite in modo responsabile. Queste fibre tessili si distinguono per la biodegradabilità, la traspirabilità e la resistenza, offrendo un’alternativa concreta alle fibre sintetiche, spesso associate ad emissioni di CO₂ e microplastiche. Grazie a processi produttivi avanzati, l’impatto ambientale viene ridotto sensibilmente su tutta la filiera, dalla materia prima fino allo smaltimento. Oltre al tradizionale settore dell’abbigliamento, Lenzing ha ampliato il raggio d’azione verso nuove applicazioni, come i geotessili biodegradabili. Questi materiali innovativi vengono utilizzati per proteggere i ghiacciai dal riscaldamento globale e dal conseguente scioglimento, evitando la dispersione di microplastiche. Una volta conclusa la loro funzione sulle superfici glaciali, i geotessili possono essere recuperati e riciclati, trasformandosi nuovamente in fibre utilizzabili nella produzione tessile. Dopo una fase iniziale applicata ai ghiacciai in Austria e Svizzera, il progetto è destinato a espandersi anche su quelli italiani e francesi, dimostrando la portata internazionale e la versatilità di questa innovazione. Premi e investimenti nella ricerca: una strategia a lungo termine Il riconoscimento del “Biodiversity and Water Award 2024” testimonia l’impegno di Lenzing nel salvaguardare le risorse naturali e la biodiversità. Non si tratta solo di premi simbolici: l’azienda, quotata in Borsa dal 1986, investe circa 30 milioni di euro all’anno in ricerca e sviluppo. Questo sostegno costante consente di potenziare la capacità innovativa, migliorare continuamente i processi produttivi e sperimentare nuove tecnologie circolari capaci di ridurre l’impatto ambientale. Dal legno alla fibra rigenerata, fino alla gestione dei rifiuti tessili e alla tintura a basso impatto, l’impegno in R&S favorisce l’emergere di soluzioni che riducono la dipendenza da materie prime vergini, abbracciano il riuso degli scarti e incrementano l’efficienza della filiera. Questo approccio integrato non solo garantisce una maggiore resilienza del sistema produttivo, ma assicura anche la costante evoluzione verso standard ambientali sempre più rigorosi. Dal Refibra™ ai processi di tintura senza acqua: ridisegnare la filiera tessile L’adozione di tecnologie circolari non si limita alla fase di produzione delle fibre vergini. Con il progetto Refibra™, Lenzing incorpora rifiuti tessili pre- e post-consumo nella produzione di nuove fibre rigenerate di alta qualità. In questo modo si chiude il cerchio del tessile, riducendo lo spreco e la necessità di materiali vergini, e creando un ciclo virtuoso che integra perfettamente la filosofia dell’economia circolare. Parallelamente, l’azienda collabora con partner tecnologici come Exponential Envirotech per introdurre processi di tintura senza l’utilizzo di acqua, tradizionalmente uno dei passaggi più impattanti. Eliminando una delle principali fonti di spreco idrico, Lenzing ottimizza l’efficienza dei processi e riduce l’utilizzo di sostanze chimiche, tutelando così le risorse idriche e l’equilibrio degli ecosistemi. Oltre il tessile: un approccio a 360° alla sostenibilità Ciò che distingue Lenzing è la capacità di estendere l’applicazione delle proprie fibre a settori non tessili, come prodotti igienici, salviette biodegradabili e soluzioni domestiche. Questo ampliamento dell’offerta testimonia come la cellulosa rigenerata possa diventare un’opzione sostenibile in numerosi ambiti, sostituendo materiali sintetici e riducendo l’impatto sulle acque, sui suoli e sull’ambiente in generale. Gli sforzi dell’azienda vanno anche oltre la produzione: Lenzing promuove l’educazione e la sensibilizzazione di consumatori, partner e stakeholder. Attraverso collaborazioni, partecipazioni a eventi internazionali e divulgazione di best practice, spinge l’intera industria a riconsiderare i propri modelli e ad adottare logiche più circolari. L’obiettivo è generare un cambiamento culturale, portando la sostenibilità al centro del processo decisionale, dall’ideazione di un capo alla sua seconda vita. Un modello di crescita circolare Lenzing dimostra come sia possibile coniugare competitività, rispetto per l’ambiente e responsabilità sociale. Attraverso investimenti mirati, ricerca continua, tecnologie innovative e partnership strategiche, l’azienda non solo riduce l’impatto ambientale della filiera tessile, ma crea un percorso praticabile che altri attori del settore possono seguire. Grazie all’approccio circolare, l’industria tessile si trasforma da simbolo di spreco e inquinamento a modello di rigenerazione, dove ogni fase della produzione punta a valorizzare le risorse, minimizzare gli scarti e preservare gli ecosistemi. È questa visione che ha portato Lenzing a ottenere riconoscimenti internazionali e a guidare una transizione sostenibile dell’intera filiera. Conclusione La storia di Lenzing mostra che l’economia circolare non è un miraggio, ma un traguardo tangibile. Dalle fibre di cellulosa rigenerata ai geotessili biodegradabili per la protezione dei ghiacciai, dall’integrazione dei rifiuti tessili al ricorso a processi di tintura senza acqua, ogni innovazione spinge il settore verso un futuro più rispettoso del pianeta. Il premio “Biodiversity and Water Award 2024” e l’espansione di progetti virtuosi nelle Alpi europee attestano l’efficacia di questa strategia. In definitiva, Lenzing rappresenta un esempio illuminante di come ricerca, investimento e collaborazione possano trasformare radicalmente la produzione tessile, offrendo soluzioni sostenibili per le generazioni presenti e future. L’azienda austriaca non solo traccia un percorso di crescita circolare, ma apre nuove prospettive per un’economia in cui ambiente, innovazione e valore economico convivono armoniosamente. © Riproduzione Vietata

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https://www.rmix.it/ - rNEWS: L'impegno di ExxonMobil nella Riduzione dell'Impatto Ambientale
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare rNEWS: L'impegno di ExxonMobil nella Riduzione dell'Impatto Ambientale
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L'impegno di ExxonMobil nella Riduzione dell'Impatto AmbientaleCome molte grandi aziende da sempre impegnate nell'estrazione, raffinazione e distribuzione di energia proveniente dagli idrocarburi anche ExxonMobil riconosce la necessità di creare azioni concrete per ridurre l'impatto ambientale nell'uso dei combustibili fossili. Pur ribadendo, attraverso le informazioni nell'articolo, la centralità nei prossimi decenni dei combustibili fossili, vuole offrire alla società rassicurazioni sul suo impegno nel campo della riduzione dell'impatto ambientale delle sue produzione e dell'uso dei suoi prodotti.All'inizio di questo mese, ExxonMobil ha pubblicato il suo riepilogo annuale in merito alla produzione di energia e le emissioni di carbonio, con uno sguardo completo al lavoro svolto dall'azienda per gestire i rischi del cambiamento climatico, comprese le azioni per ridurre le emissioni di gas serra. La pubblicazione articola la strategia climatica di ExxonMobil incentrata su quattro aree: ridurre le emissioni dalle sue operazioni, sviluppare e implementare soluzioni tecnologiche scalabili, fornire ai consumatori prodotti che li aiutano a ridurre le loro emissioni e impegnarsi in modo proattivo sulla politica relativa al clima. Ecco una panoramica: Uno sguardo al passato: l'azienda ha riportato nel 2019 i livelli più bassi di emissioni di gas serra dal 2010. Gran parte di ciò è dovuto in parte all'impegno a ridurre le emissioni di metano dalle sue operazioni a monte. Alla la fine del 2020, ExxonMobil era sulla buona strada per soddisfare gli impegni annunciati di una riduzione del 15% delle emissioni di metano e un calo del 25% del flaring rispetto ai livelli del 2016. Guardando al futuro: si prevede che i piani di riduzione delle emissioni della società per il 2025 ridurranno le emissioni di gas a effetto serra dalla sua attività di produzione di petrolio e gas di circa il 30% e le emissioni di flaring e di metano del 40-50%, rispetto ai livelli del 2016. I piani 2025, che coprono le emissioni dirette (Scope 1) e indirette (Scope 2) degli asset gestiti dalla società, rappresentano alcune delle riduzioni più aggressive del settore. L'azienda mira anche a eliminare il flaring di routine dalle sue operazioni a monte, nel prossimo decennio, in linea con l'iniziativa della Banca mondiale. Questi piani aiutano ExxonMobil a diventare un leader del settore della gestione dei gas a effetto serra entro il 2030 e supportano gli obiettivi dell'accordo di Parigi. L'impegno: ExxonMobil si impegna a fornire energia affidabile e conveniente per aiutare a sostenere il progresso umano, promuovendo soluzioni per mitigare i rischi del cambiamento climatico. Mentre il mondo si sposta verso nuove fonti di energia, anche gli scenari climatici che contemplano l'aumento delle temperature di 2 gradi, sviluppati dall'Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) e dall'Agenzia internazionale dell'energia (IEA), riconoscono il ruolo che petrolio e gas continueranno a svolgere per decenni. Oggi, la profonda conoscenza del sistema energetico globale da parte dei dipendenti dell'azienda aiuta a migliorare l'efficienza operativa ea sviluppare e implementare tecnologie a basse emissioni per aiutare ad affrontare i rischi del cambiamento climatico. L'approccio: lo sviluppo di tecnologie innovative è fondamentale per raggiungere gli obiettivi dell'accordo di Parigi. A tal fine, ExxonMobil sta lavorando per sviluppare soluzioni rivoluzionarie nella riduzione delle emissioni per le industrie più con più emissioni della società del gruppo, tra cui la produzione, la generazione di energia e il trasporto commerciale, che rappresentano l'80% delle emissioni globali di CO2 . La cattura e lo stoccaggio del carbonio, i combustibili avanzati, l'idrogeno e le tecnologie efficienti, dal punto di vista energetico, saranno soluzioni che aiuteranno a ridurre le emissioni e creeranno un cambiamento radicale. Uno scambio di idee e competenze: per fornire energia accessibile e utilizzabile è necessaria una varietà di discipline scientifiche e ingegneristiche. Nessuna singola società ha tutte le risposte e conosce la chiave per attivare nuove tecnologie nel campo energetico. Ecco perché ExxonMobil collabora con tecnici esterni, enti privati ​​e pubblici: il National Renewable Energy Laboratory degli Stati Uniti, il National Energy Technology Laboratory degli Stati Uniti, più di 80 università e startup in prima linea nelle soluzioni energetiche alternative. Tutti insieme alla ricerca di quelle risposte e di una nuova innovazione energetica. Nel tentativo di trasferire idee e innovazioni dal laboratorio al mercato, l'azienda mette in campo i suoi punti di forza unici nel campo della scienza, dell'ingegneria e di una posizione di mercato globale. Un approccio collettivo: al di là del laboratorio, dei test sul campo e delle capacità informatiche, ExxonMobil lavora anche con le parti interessate per sostenere soluzioni politiche solide che possano ridurre i rischi legati al clima, facilitando anche l'accesso a un'energia economica e affidabile per la società. Quel lavoro richiede sforzi collettivi e collaborativi oltre le normative dall'alto verso il basso. I nostri sforzi volontari per ridurre le emissioni di metano, ad esempio, forniscono un quadro per normative efficaci per l'intero settore. Perché è importante: “Pochi non sarebbero d'accordo sul fatto che una delle sfide sociali più urgenti che dobbiamo affrontare oggi, sia gestire i rischi del cambiamento climatico. Il modo in cui soddisfiamo la domanda mondiale dell'energia necessaria per la crescita economica mitigando l'impatto a lungo termine sul nostro ambiente è fondamentale per il nostro futuro sostenibile. “- Darren W. Woods, presidente.

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https://www.rmix.it/ - rNEWS: Gazechim Plastics cambia nome in Snetor Uk dopo l'Acquisizione
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare rNEWS: Gazechim Plastics cambia nome in Snetor Uk dopo l'Acquisizione
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Gazechim Plastics cambia nome in Snetor Uk dopo l'AcquisizioneA seguito dell'acquisizione di Gazechim Plastics da parte del Gruppo Snetor lo scorso luglio, siamo lieti di annunciare il cambio della ragione sociale di GAZECHIM PLASTICS UK che diventa SNETOR UK. Questo nuovo nome aziendale illustra il nostro desiderio di rafforzare la nostra visibilità sul mercato europeo e fa parte del nostro sviluppo strategico.  Chiude il cambio di nome avviato con GAZECHIM PLASTICS ROMANIA che è diventato SNETOR EASTERN EUROPE alla fine del 2020.  Da gennaio 2021, GAZECHIM PLASTICS BENELUX e GAZECHIM PLASTICS NORDEN si chiamano SNETOR BENELUX e SNETOR NORDEN  Emmanuel Aubourg,  CEO Snetor Group

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https://www.rmix.it/ - La Plastic Tax e le Quotazioni della Borsa
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare La Plastic Tax e le Quotazioni della Borsa
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Come la Plastic Tax potrebbe influenzare l'andamento dei titoli delle società impegnate nella raccolta e lavorazione dei rifiutiLa Plastix Tax che entrerà in vigore in Europa nel corso del 2021 potrebbe creare un circolo virtuoso delle quotazioni in borsa delle società che si occupano di recupero e selezione dei rifiuti, ma un interrogativo per le altre azienda della filiera della plastica. Vediamo cosa ci suggerisce la redazione di FOL.Torna in auge l’argomento plastic tax che aveva tenuto a lungo banco lo scorso autunno. La plastic tax italiana partirà a gennaio 2021 prevede il pagamento di 45 centesimi ogni chilo di plastica di prodotti monouso venduti. Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri lo scorso luglio ha puntualizzato in audizione alla Camera dei Deputati che la legge di Bilancio 2021 lavorerà in modo da evitare duplicazioni e oneri eccessivi per le imprese, ossia al fine di evitare una doppia tassazione tra plastic tax italiana e quella europea (anch’essa al via da gennaio 2021). Le ultime indicazioni stampa parlano della possibilità di un allargamento del perimetro della plastic tax anche ai grossisti. Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, il governo starebbe infatti lavorando all’ipotesi di allargare il perimetro di applicazione della plastic tax anche ai grossisti. Allo studio ci sarebbe anche l’ipotesi di includere gli esercenti dei depositi della grande distribuzione. Il quotidiano che fa capo a Confindustria spiega come nella prossima manovra finanziaria o in un decreto fiscale collegato si cercherà un equilibrio della struttura dell’imposta coerente con il mercato, la definizione univoca dei prodotti su cui applicarla e la riduzione delle procedure e degli oneri amministrativi. I titoli di Piazza Affari che guardano interessati Sviluppi guardati con interesse anche da alcuni player di Piazza Affari. L’applicazione della plastic tax è infatti un driver positivo per gli investimenti in impianti di trattamento e riciclo del rifiuto. Particolarmente esposta Hera (25% Ebitda) che, con l’acquisizione di Aliplast, svolge già da qualche anno attività di produzione plastiche e prodotti riciclati. “I prodotti di questo segmento avranno sempre maggior utilizzo – rimarcano gli esperti di Equita SIM – proprio in ragione dell’introduzione delle tassazioni specifiche che nei prossimi anni i saranno ulteriormente inasprite dalle direttive Europee (in Europa già prevista tassazione a 0,8 euro per Kg)”. Il governo Italiano dovrà inoltre emanare direttiva specifica sulla strategia nell‘economia circolare nei prossimi mesi “dalla quale ci attendiamo una spinta agli investimenti in impianti di trattamento del rifiuto”, aggiunge Equita che indica un’esposizione rilevante anche per A2A (24% Ebitda) ed IREN (18% Ebitda). Meno esposta Acea (5% Ebitda). Articolo dalla redazione di FOL 

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https://www.rmix.it/ - Una Nuova Società ENI per la Mobilità Sostenibile
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Una Nuova Società ENI per la Mobilità Sostenibile
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Bioraffinazione e biometano saranno gli archi portanti dell'attività rivolta ad un nuovo modo di muoversi.Eni annuncia la nascita di Eni Sustainable Mobility, la nuova società dedicata alla mobilità sostenibile. È un'azienda integrata verticalmente lungo tutta la catena del valore, che ha l’obiettivo di fornire servizi e prodotti progressivamente decarbonizzati per la transizione energetica, accelerando il percorso verso l’azzeramento delle emissioni lungo il loro intero ciclo di vita.Eni Sustainable Mobility svilupperà la bioraffinazione, il biometano e la vendita di prodotti, servizi e soluzioni per la mobilità, in Italia e all'estero, in un percorso che la vedrà evolvere verso una società multi-service e multi-energy. Nella società sono confluiti gli asset della bioraffinazione e del biometano, che includono le bioraffinerie di Venezia e di Gela e lo sviluppo di nuovi progetti quali Livorno e Pengerang, in Malesia, oggi in corso di valutazione.Sono anche confluiti il marketing e la commercializzazione, attraverso una rete di oltre 5.000 punti vendita in Europa, di tutti i vettori energetici tra cui l’idrogeno e l’elettrico, i carburanti anche di natura biologica come l’HVO (Hydrogenated Vegetable Oil) e il biometano, nonché gli altri prodotti per la mobilità come i bitumi, i lubrificanti e i combustibili e tutti i servizi connessi alla mobilità, come il car sharing Enjoy, la ristorazione e i negozi di prossimità nei punti vendita sul territorio. Claudio Descalzi, AD di Eni, ha commentato: “Questa nuova società rappresenta la seconda leva strategica, da affiancare a Plenitude, nell’ambito del nostro percorso di transizione energetica per l’abbattimento delle emissioni Scope 3, le più significative e difficili da eliminare poiché generate dai clienti attraverso l’utilizzo dei prodotti. Attraverso questa operazione integriamo e liberiamo nuovo valore dalle nostre iniziative industriali, prodotti e servizi basati su tecnologie innovative e che andranno a costituire un’offerta unica e decarbonizzata per la mobilità”. Amministratore Delegato di Eni Sustainable Mobility è Stefano Ballista, già Direttore Sustainable Mobility di Energy Evolution di Eni. Eni Sustainable Mobility è direttamente controllata da Eni, che ne detiene il 100% del capitale sociale.Categoria: notizie - ambiente - energie rinnovabili - bio metanoFonte ENI

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https://www.rmix.it/ - Accordo tra Eni gas e luce, CNA Costruzioni e Harley&Dikkinson per le Riqualificazioni Energetiche
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Accordo tra Eni gas e luce, CNA Costruzioni e Harley&Dikkinson per le Riqualificazioni Energetiche
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Accordo tra Eni gas e luce, CNA Costruzioni e Harley&Dikkinson per le Riqualificazioni EnergeticheL'accordo tra Eni gas e luce, CNA COSTRUZIONI e Harley&Dikkinson, annunciato attraverso il comunicato stampa di Eni, al fine di promuovere l'avvicinamento dei cittadini alle incentivazioni governative sulle riqualificazioni energetiche, realizza un costruttivo progetto d'informazione e di gestione delle problematiche sia tecniche, che fiscali, che va incontro alle problematiche realizzative sugli interventi di ristrutturazione e sugli obbiettivi nazionali di modificare, nella direzione della sostenibilità, il patrimonio immobiliare Italiano.Eni gas e luce, CNA COSTRUZIONI e Harley&Dikkinson hanno stipulato un accordo per promuovere le opportunità connesse alla riqualificazione energetica e la messa in sicurezza sismica degli edifici, al fine di poter sfruttare le opportunità degli incentivi fiscali in ambito ecobonus, sismabonus e Superbonus 110%, introdotto dal recente Decreto Rilancio 34/2020 (convertito in legge n. 77 del 17 luglio 2020). Inoltre, grazie a quest’accordo, la rete nazionale dei consorzi territoriali, promossa da CNA Costruzioni e denominata Riqualifichiamo l’Italia, potrà aderire in qualità di Partner al servizio CappottoMio con la possibilità, in particolare, di cedere a Eni gas e luce i crediti di imposta derivanti dagli interventi. L’accordo sottoscritto tra Eni gas e luce, CNA Costruzioni e Harley&Dikkinson persegue l’obiettivo strategico di accrescere l’interesse del Paese verso la riduzione dei consumi energetici, che portano vantaggi concreti per l’ambiente, valorizzando allo stesso tempo il patrimonio abitativo e aumentando le opportunità di mercato per le imprese dell’edilizia. Attraverso la realizzazione di incontri formativi specifici sul territorio nazionale, previsti anche in modalità webinar, a cui parteciperanno gli esperti di Eni gas e luce e Harley&Dikkinson, unitamente a specifiche comunicazioni attraverso i canali informativi di CNA COSTRUZIONI, tutti i consorzi di imprese che aderiscono a Riqualifichiamo l’Italia potranno approfondire le opportunità derivanti dagli interventi di riqualificazione energetica e la messa in sicurezza sismica degli edifici, anche grazie agli incentivi previsti, con la possibilità, volendo, di qualificarsi come partner del Progetto CappottoMio di Eni gas e luce. “Grazie a quest’accordo, abbiamo l’opportunità di poter potenziare il numero delle imprese partner di CappottoMio per consolidare la nostra capillarità su tutto il territorio nazionale e offrire al cliente un alto standard di qualità del servizio” ha commentato Alberto Chiarini, Amministratore Delegato di Eni gas e luce. “Per Eni gas e luce è fondamentale promuovere sinergie anche con le Associazioni di categoria dell’artigianato e della piccola e media impresa come CNA COSTRUZIONI per offrire un’opportunità di sviluppo alle economie locali, con l’obiettivo comune di accrescere il comfort e il valore delle case dei clienti per fare un uso più razionale ed efficiente dell'energia, per usarla meno e meglio". "CNA COSTRUZIONI – dichiara il suo Presidente nazionale Enzo Ponzio - con questa iniziativa intende posizionare al meglio le imprese artigiane e PMI associate sul mercato della riqualificazione del parco immobiliare italiano e della rigenerazione urbana, valorizzando il loro protagonismo e la loro autonomia imprenditoriale, utilizzando al meglio la presenza diffusa e capillare su tutto il territorio nazionale della nostra Associazione imprenditoriale. E ciò a vantaggio di tutti gli attori coinvolti: cittadini, imprese e Pubblica Amministrazione territoriale e nazionale” Ha dichiarato infine Alessandro Ponti, Amministratore Delegato di Harley&Dikkinson, “H&D, da sempre volta all’ottimizzazione dal punto di vista tecnologico, organizzativo e, soprattutto, finanziario delle relazioni che concorrono alla valorizzazione dell’edificio, nel progetto della cessione del credito d’imposta, fin da subito, ha voluto mettersi al fianco di importanti associazioni di categoria come CNA Costruzioni e dei suoi associati al fine di garantire l’autonomia dell’intera filiera della riqualificazione."

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https://www.rmix.it/ - 10.000 USD: Il Prezzo Record di un Container dall’Asia all’Europa
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare 10.000 USD: Il Prezzo Record di un Container dall’Asia all’Europa
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Il Prezzo Record di un Container dall’Asia all’EuropaSe vogliamo essere precisi, il record di costo di un CNT da 40 piedi tra Shangai e Rotterdam ha toccato esattamente i 10.174 USD nel mese di Maggio, dimostrando tutte le problematiche che il commercio internazionale sta vivendo attualmente.Questo significa un ulteriore aumento del 3,1 % rispetto alla scorsa settimana, ma di ben +485% rispetto all’anno scorso. Ma come mai non si riesce a frenare questa corsa dei prezzi? I motivi che hanno fatto scaturire la corsa dei prezzi dei containers fino a pochi mesi fa, si possono riassumere, come ampiamente descritto in un articolo precedente, nella dinamica del Covid, nello stop alle produzioni in tutto il mondo, nella situazione climatica eccezionale negli stati uniti, in una ripartenza improvvisa dell’economia e nella necessità di ricostituire le scorte minime nei magazzini. Inoltre, nel mese di Marzo, si è verificata una congestione nel canale di Suez, a causa dell’incagliamento di una nave, con il conseguente ingolfamento delle navi porta container che stazionano ai porti per lo scarico. La somma tra domanda di merci elevata e i ritardi delle movimentazioni delle merci nei porti, ha creato una insufficiente quantità di containers disponibili, creando un ulteriore aumento dei prezzi. I profitti delle compagnie di navigazione stanno volando tanto che, secondo il gruppo industriale BIMCO, nei primi 5 mesi del 2021 si sono registrati aumenti degli ordinativi per la costruzione di nuove navi porta containers.Categoria: notizie - plastica - economia circolare - logistica Maggiori informazioni sulla logistica internazionaleLa storia del canale di Suez

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https://www.rmix.it/ - Manuali tecnici sui polimeri plastici riciclati: dalla materia prima al prodotto finito, una guida completa per l’industria del riciclo
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Manuali tecnici sui polimeri plastici riciclati: dalla materia prima al prodotto finito, una guida completa per l’industria del riciclo
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Riciclo delle plastiche post-consumo e post-industriali, tecnopolimeri, film plastici e PVC riciclato: quattro manuali tecnici su trasformazione, difetti, qualità e applicazioni industrialidi Marco Arezio. Dicembre 25.Nel contesto industriale attuale, il riciclo delle materie plastiche ha superato da tempo la dimensione emergenziale e normativa per diventare un ambito tecnologico autonomo, complesso e ad alto valore strategico. Le imprese che operano nella trasformazione dei polimeri riciclati si confrontano quotidianamente con problematiche di qualità, ripetibilità, costi e prestazioni che non possono più essere affrontate con approcci approssimativi o puramente teorici. La collana di quattro manuali tecnici dedicati ai polimeri plastici riciclati nasce con l’obiettivo di colmare questa esigenza: fornire strumenti di lavoro concreti, basati sull’esperienza industriale, capaci di accompagnare il lettore lungo l’intera filiera del riciclo, dalla materia prima di scarto fino al prodotto finito, con un’attenzione costante ai difetti da evitare e alle scelte tecniche che determinano il successo o il fallimento di una produzione. I volumi affrontano quattro ambiti chiave del riciclo moderno: plastiche post-industriali e tecnopolimeri, plastiche post-consumo, film plastici riciclati e PVC riciclato. Ogni manuale è concepito come un testo autonomo ma coerente con gli altri, costruendo una visione organica e completa del riciclo industriale delle plastiche. Il riciclo delle plastiche post-industriali e dei tecnopolimeri Il manuale dedicato alle plastiche post-industriali e ai tecnopolimeri affronta un segmento spesso percepito come “semplice” ma che, nella pratica industriale, presenta criticità tecniche tutt’altro che banali. Gli scarti di produzione, pur essendo più omogenei rispetto al post-consumo, nascondono insidie legate alla variabilità dei lotti, alla presenza di additivi residui, a contaminazioni incrociate e a degradazioni termomeccaniche cumulative. Il volume analizza in modo approfondito le modalità di selezione, rigenerazione e trasformazione di questi materiali, con un focus specifico sui tecnopolimeri, che richiedono competenze elevate e una conoscenza puntuale del comportamento del materiale nel tempo. Viene mostrato come una gestione non corretta del riciclo possa annullare il valore intrinseco di polimeri ad alte prestazioni, mentre un approccio tecnico consapevole consente di ottenere compound riciclati affidabili, competitivi e industrialmente sostenibili. Riciclo delle plastiche post-consumo Il manuale sul riciclo delle plastiche post-consumo affronta il cuore più complesso dell’economia circolare delle plastiche. Qui la materia prima non è mai neutra: è il risultato di comportamenti di consumo, sistemi di raccolta, tecnologie di selezione e trattamenti meccanici che incidono profondamente sulle caratteristiche finali del materiale. Il testo guida il lettore nella comprensione della relazione diretta tra origine del rifiuto e qualità del granulo riciclato, analizzando fenomeni come la variabilità cromatica, la presenza di odori, le contaminazioni polimeriche e la degradazione ossidativa. Particolare attenzione è dedicata ai limiti tecnici del riciclato post-consumo e alla distinzione tra difetti strutturali inevitabili e difetti evitabili attraverso scelte corrette di processo e formulazione. Film plastico riciclato Il film plastico rappresenta una delle applicazioni più sensibili all’utilizzo di materia prima riciclata. Anche minime variazioni nella qualità del granulo possono tradursi in instabilità di processo, difetti superficiali, rotture o scarsa costanza dimensionale. Questo manuale affronta in modo sistematico l’intera filiera del film riciclato, dalla raccolta e preparazione del materiale fino alla fase di estrusione e trasformazione. Il testo approfondisce il ruolo della filtrazione, della densificazione, delle ricette produttive e del bilanciamento tra prestazioni meccaniche e costi industriali. Viene chiarito come molti difetti attribuiti alle macchine o agli impianti derivino in realtà da una comprensione incompleta del comportamento del materiale riciclato in fase di filmatura. PVC riciclato – Manuale tecnico Il manuale dedicato al PVC riciclato si colloca come il testo più specialistico dell’intera collana. Il PVC è un polimero fortemente dipendente dalla formulazione e dagli additivi, e il suo riciclo richiede un approccio radicalmente diverso rispetto ad altri materiali plastici. Il volume analizza in profondità le problematiche legate alla stabilità termica, alla compatibilità tra formulazioni diverse, alla gestione dei plastificanti e delle cariche, fino ai difetti tipici dei prodotti finiti come fragilità, scolorimenti, deformazioni e decadimento meccanico. Il manuale si propone come guida tecnica per evitare errori strutturali che, nel caso del PVC, possono compromettere intere linee produttive e generare costi elevati. Una collana tecnica per l’industria del riciclo consapevole Ciò che accomuna i quattro manuali è un approccio pragmatico e industriale al riciclo delle plastiche. Il riciclato non viene idealizzato né semplificato, ma analizzato per ciò che è realmente: una materia prima con limiti specifici, ma anche con grandi potenzialità se correttamente compresa e gestita. Questa collana si rivolge a riciclatori, trasformatori, tecnici di produzione, responsabili qualità, progettisti, manager industriali e venditori che desiderano superare una visione superficiale del riciclo. I volumi dimostrano come la qualità del prodotto finale non dipenda esclusivamente dalla materia prima, ma soprattutto dalla competenza tecnica con cui essa viene selezionata, trattata e trasformata. In un mercato sempre più orientato alla sostenibilità ma anche alla redditività industriale, questi manuali rappresentano un riferimento tecnico solido per chi vuole costruire valore reale e duraturo a partire dai polimeri plastici riciclati.Acquista i manuali

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https://www.rmix.it/ - Le tre startup italiane che stanno cambiando il destino del cibo (e della plastica)
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Le tre startup italiane che stanno cambiando il destino del cibo (e della plastica)
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Mama Science, Alkelux e AgreeNET rivoluzionano il packaging con soluzioni naturali: più freschezza, meno sprechi e addio alla plastica usa-e-gettaImmagina di aprire il frigorifero e trovare le fragole ancora perfette dopo una settimana. Nessuna muffa, nessun odore strano, nessuna delusione. È una scena che potrebbe diventare la norma grazie all’ingegno di tre giovani startup italiane che hanno deciso di combattere lo spreco alimentare e la dipendenza dalla plastica con strumenti nuovi, concreti e sorprendenti. Ogni giorno, tonnellate di cibo finiscono nella spazzatura solo perché non si conservano abbastanza a lungo. E mentre supermercati e consumatori cercano di correre ai ripari, la plastica continua a dominare gli scaffali: onnipresente, ma poco efficace contro il tempo. A ribaltare questa narrazione arrivano Mama Science, Alkelux e AgreeNET. Tre startup, tre approcci diversi, un obiettivo comune: rendere il packaging alimentare alleato del pianeta, della filiera e delle nostre abitudini quotidiane. Mama Science: la pellicola vegetale che respira e protegge A Bologna, Mama Science ha creato qualcosa che sembra uscito da un laboratorio di bio-design: una pellicola completamente vegetale, sottile e trasparente, che avvolge frutta, verdura, formaggi o carne come una seconda pelle. Ma a differenza della plastica tradizionale, non lascia residui, si biodegrada e – cosa forse più importante – permette al cibo di respirare. Questo “film intelligente” agisce rallentando il deterioramento naturale degli alimenti. Rende la frutta più resistente alla disidratazione, conserva la croccantezza della verdura, mantiene il profumo e la consistenza del fresco. In pratica, guadagna giorni preziosi di vita, riducendo drasticamente lo spreco. E una volta esaurito il suo compito? La pellicola non diventa rifiuto: torna alla terra, compostandosi naturalmente. Una soluzione semplice, scalabile, e profondamente coerente con l’idea di un’economia circolare. Alkelux: la polvere che trasforma il packaging tradizionale In Sardegna, un altro gruppo di innovatori sta lavorando a una rivoluzione più invisibile ma altrettanto potente. La startup Alkelux ha messo a punto una polvere naturale da integrare direttamente nei materiali d’imballaggio già in uso, senza doverli sostituire. È un additivo biodegradabile, idrosolubile, che si miscela ai polimeri convenzionali rendendoli attivi contro i principali nemici del cibo fresco: umidità, ossidazione, proliferazione batterica. Ciò che rende unica questa soluzione è la sua modularità. I produttori non devono cambiare le linee, non devono convertire gli impianti. Basta un piccolo innesto nella composizione dei materiali per ottenere confezioni intelligenti, che “collaborano” con l’alimento contenuto. L’impatto è duplice: da un lato, si allunga la vita del prodotto sugli scaffali, evitando perdite economiche e logistiche; dall’altro, si riduce la dipendenza da confezioni multiple o eccessive, in favore di un solo imballo più efficiente e più rispettoso dell’ambiente. AgreeNET: il pod vegetale che combatte i microbi Il viaggio nell’innovazione ci porta infine a scoprire la sofisticata tecnologia di AgreeNET, una startup specializzata in soluzioni bioattive per la conservazione degli alimenti freschi. La loro invenzione ha la forma di un piccolo “pod”, simile a un filtro per il tè, realizzato con materiali vegetali e biodegradabili. All’interno, un mix di sostanze naturali selezionate rilascia gradualmente composti che rallentano lo sviluppo di muffe e batteri. Il pod viene inserito direttamente nelle confezioni di frutta e verdura e agisce come una barriera invisibile contro i patogeni. Il risultato? La shelf-life può estendersi anche di 20 giorni, mantenendo intatti gusto, profumo e consistenza. Questa tecnologia è particolarmente utile per i distributori, gli esportatori e i punti vendita con tempi lunghi di stoccaggio. È un’arma potente contro gli scarti invisibili che ogni giorno si accumulano lungo la filiera. Packaging intelligente: la rivoluzione silenziosa Quello che unisce queste tre startup non è solo l’ingegno tecnico. È una nuova visione del packaging. Una visione che lo trasforma da semplice contenitore a protagonista attivo nella conservazione degli alimenti. Che lo vuole parte della soluzione, non più del problema. Le innovazioni di Mama Science, Alkelux e AgreeNET non sono solo alternative ecologiche: sono strumenti reali per cambiare il sistema. Consentono di ridurre lo spreco, migliorare la logistica, rispettare l’ambiente e offrire un vantaggio competitivo alle imprese. E lo fanno con soluzioni già pronte per essere adottate su larga scala. Dietro l’innovazione, una nuova economia Queste realtà non sono nate per caso. Sono frutto di un ecosistema italiano che, pur tra mille difficoltà, continua a generare innovazione. Programmi di accelerazione dedicati al settore agroalimentare, fondi d’investimento sensibili alla transizione green, ricercatori e ingegneri capaci di unire scienza e sostenibilità. Il packaging sostenibile non è più un’opzione: è una necessità economica, sociale e ambientale. In un mondo in cui il cambiamento climatico impone limiti sempre più stringenti, ogni giorno di freschezza in più è un giorno di rifiuti in meno. Una nuova abitudine possibile La rivoluzione comincia in modo silenzioso. Con una pellicola trasparente che sembra plastica ma non lo è. Con una polvere che non si vede ma protegge. Con un piccolo pod che lavora nell’ombra per salvare ciò che mangiamo. Ecco la bellezza delle soluzioni intelligenti: agiscono senza clamore, ma cambiano tutto. Rendono più semplice fare la cosa giusta. E, soprattutto, ci ricordano che ogni gesto quotidiano può essere parte di un cambiamento più grande. Perché non è solo il cibo che salviamo. È il futuro. E stavolta lo stiamo facendo un imballaggio alla volta.© Riproduzione Vietata

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https://www.rmix.it/ - E' di una Compagnia Aerea Africana il Primo Volo dall'Africa con un Biocarburante
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare E' di una Compagnia Aerea Africana il Primo Volo dall'Africa con un Biocarburante
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Il SAF (Sustainable Aviation Fuel) miscelato con il normale carburante JetA1 testato su un volo intercontinentaleSi è parlato molte volte dell'impatto ambientale che il traffico aereo mondiale produce, sia per il numero di voli giornalieri nelle tratte bervi, medio lunghe ed intercontinentali, sia per il consumo di carburante per viaggiatore che un aereo esprime. Nell'ottica di trovare delle soluzioni compatibili, tra l'esigenza di movimento della popolazione mondiale e la necessità di contenere l'inquinamento, si è testato un carburante 100% di derivazione vegetale, prodotto in Italia, che potesse, attraverso la miscelazione con il normale carburante jetA1, esprimere livelli di emissioni inquinanti più basse.Una collaborazione che è nata tra un'azienda Italiana e una compagnia aerea Africana che stanno portando avanti un progetto che non solo porti a completare la fase dei test su voli a lungo raggio, ma permetta una più proficua collaborazione anche per le fonti di approvvigionamento della materia prima vegetale utilizzata. A questo test si è sottoposta la compagnia aerea Kenya Airways, che ha compiuto il primo volo in partenza dall'aeroporto internazionale Jomo Kenyatta di Nairobi, con arrivo ad Amsterdam Schiphol con un Boeing 787-800 (B787-8) Dreamliner. Per questo volo, il JetA1 è stato miscelato con Eni Biojet prodotto nella raffineria di Livorno distillando le bio-componenti prodotte nella bioraffineria di Gela in Siciclia. “La collaborazione con Eni Sustainable Mobility per questo primo volo con il SAF (Sustainable Aviation Fuel) ci mette sulla rotta per testare l'uso del carburante per l'aviazione sostenibile in Africa. I dati e le informazioni generati dal volo pilota saranno preziosi per le decisioni politiche, i quadri normativi e le best practice del settore relative al SAF. Si tratta di un’importante pietra miliare per Kenya Airways e per il più ampio settore dell'aviazione africana” dichiara Allan Kilavuka, amministratore delegato di Kenya Airways. “La fornitura di Eni Biojet all’aeroporto di Nairobi è un passo importante per Eni Sustainable Mobility perché conferma come l’azienda possa sostenere, anche in ambito internazionale, compagnie aeree come Kenya Airways nel proprio percorso di decarbonizzazione” dichiara Stefano Ballista, Amministratore delegato di Eni Sustainable Mobility. Eni Biojet contiene il 100% di componente biogenica ed è idoneo ad essere utilizzato in miscela con il jet convenzionale (JetA1) fino al 50%. Dal 2025, per tutti i voli in partenza dagli aeroporti europei, una quota di SAF sarà obbligatoria. Per questo KQ sta lavorando per trarre vantaggio dall’attuale diffusione dei carburanti sostenibili per l'aviazione, in conformità con la direzione indicata dall'Unione Europea con il regolamento ReFuelEU Aviation, che stabilisce obiettivi di miscelazione dei carburanti tradizionali con carburanti più sostenibili in quantità crescenti. Eni commercializza anche un carburante per il settore avio contenente il 20% di componente biogenica, il JetA1+Eni Biojet, per la cui fornitura ha sottoscritto accordi con compagnie aeree nazionali e internazionali, oltre che con aeroporti e operatori del settore della logistica. Dal 2024 le bioraffinerie di Venezia e Gela inizieranno la produzione di Eni Biojet a partire da materie prime rinnovabili che arriverà a oltre 200 mila tonnellate/anno. Questo obiettivo richiede un’importante fornitura di materie prime, per la quale Eni sta sviluppando sia una filiera in Kenya per la raccolta degli UCO (oli di cucina esausti), lavorando con aziende e operatori del settore food e contribuendo a gestire un rifiuto alimentare in un’ottica di economia circolare, sia una rete di agri-hub in Kenya e altri Paesi africani, per produrre oli vegetali da terreni marginali che non sono in competizione con la produzione alimentare.Info by ENI

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https://www.rmix.it/ - rNEWS: Melinda e Novamont Alleate per il Packaging Sostenibile
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare rNEWS: Melinda e Novamont Alleate per il Packaging Sostenibile
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Melinda e Novamont Alleate per il Packaging SostenibileL'accordo tra Melinda, azienda produttrice di mele e Novamont, produttore di materie plastiche da fonti rinnovabili, non è solo interessante in quanto accordo tra produttore di frutta e leader delle materie prime per un packaging sempre più sostenibile, ma è anche importante, come si legge nell'articolo di Adnkronos, in quanto le due società stanno studiando di riutilizzare gli scarti delle mele come fonte di estrazione dello zucchero per i processi produttivi della bioplastica.Ridurre il più possibile l’impatto degli imballaggi sull’ambiente. E' questo l'obiettivo della partnership siglata da Melinda con Novamont – azienda italiana nella produzione di bioplastiche da fonti rinnovabili, biodegradabili e compostabili secondo lo standard Uni En 13432, che ha consentito la messa a punto di un film in bioplastica che insieme a vassoio, bollini ed etichette rende totalmente compostabile il packaging per tutta la linea Melinda Bio. Tutto l’imballo, realizzato con una grafica consumer friendly, potrà essere riciclato con la raccolta della frazione organica dei rifiuti per essere trasformato in compost, ossia concime per il terreno, dopo il trattamento in appositi impianti industriali. A garanzia della certificata biodegradabilità e compostabilità, ogni confezione della linea Melinda Bio riporterà il marchio 'Ok compost Industrial' valido per ogni singolo componente del pack. L’intero processo non solo permetterà una migliore gestione dei flussi dei rifiuti, riducendo la loro contaminazione, ma anche di riportare materia organica pulita in suolo, contribuendo al ripristino della sua fertilità e alla riduzione delle emissioni di Co2. Grazie a questa partnership inoltre su ogni confezione di Melinda Bio sarà riportato il marchio MaterBi, di proprietà di Novamont, che identifica la materia prima bioplastica di alta qualità della quale è composto il film, un’ulteriore garanzia per il consumatore. Secondo una logica di learning by doing, la partnership tra Melinda e Novamont ha dato vita anche ad un progetto di ricerca sull’utilizzo degli scarti della lavorazione della mela della filiera Melinda per l’estrazione di zuccheri di seconda generazione che saranno utilizzati per il processo produttivo della bioplastica stessa: un perfetto esempio di bioeconomia circolare che vede due realtà appartenenti a settori estremamente diversi collaborare ad un progetto di territorio. “L’obiettivo è quello di sviluppare processi sempre più sostenibili in una valle che ha i requisiti per essere un modello di sostenibilità nel panorama nazionale e internazionale, continuando a trovare soluzioni innovative per condurre una frutticoltura moderna e sempre più rispettosa dell’ambiente" dichiara Paolo Gerevini, Direttore Generale Consorzio Melinda. "Abbiamo trovato in Novamont il partner ideale con il quale sviluppare progetti che ci permettano di essere sempre più rispettosi dell’ambiente anche nella realizzazione delle confezioni per la nostra frutta e guardiamo al futuro collaborando con loro in un’ottica di economia circolare. Un progetto di certo ambizioso ma in linea con le capacità e la voglia di sviluppo delle nostre aziende, entrambe leader nel proprio settore".  “Voglio ringraziare Melinda per avere scelto di sperimentare con noi soluzioni nuove con spirito pionieristico e costruttivo – dice Catia Bastioli, amministratore delegato di Novamont, - nella consapevolezza delle interconnessioni tra cambiamento climatico, degradazione degli ecosistemi, perdita di biodiversità, cibo, inquinamento, coesione sociale e territori. Avere al nostro fianco un partner come Melinda nel nostro percorso di ricerca è per noi è un risultato straordinario".  "Come Novamont, applicando il modello della bioeconomia circolare, abbiamo contribuito alla creazione della prima filiera italiana integrata per le bioplastiche e i biochemical, con la salute del suolo come punto di partenza e di arrivo, riattivando 5 siti deindustrializzati e creando accordi di filiera con il mondo dell’agricoltura, collaborando con gli impianti di compostaggio, nonché con una rete di trasformatori innovativi, con la Gdo, con i brand owner, con le università e i centri di ricerca. Oggi questo modello è cresciuto ed è diventato un progetto demo a livello italiano e lo sviluppo di bioprodotti innovativi come soluzioni sistemiche ha dimostrato di poter alimentare le tante e diversificate filiere di grande valore presenti nel Paese” conclude Bastioli.Categoria: notizie - plastica - economia circolare - packaging

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https://www.rmix.it/ - RoBee, il primo robot umanoide per l'industria
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare RoBee, il primo robot umanoide per l'industria
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Oversonic Robotics lancia un robot avanzato per supportare i lavoratori e punta all'espansione globaledi Marco ArezioUna startup lombarda ha sviluppato e lanciato sul mercato il primo robot umanoide certificato per applicazioni industriali. Il robot, chiamato RoBee, ha un'altezza variabile tra i 135 e i 200 centimetri ed è progettato per svolgere compiti pesanti e assistere i dipendenti in ambienti di produzione. A differenza di ciò che si potrebbe immaginare da un film di fantascienza, questo sviluppo tecnologico è già una realtà consolidata. La startup responsabile di questa innovazione è Oversonic Robotics, fondata nel 2020 a Besana Brianza. Alla guida dell'azienda troviamo Fabio Puglia, presidente, e Paolo Denti, amministratore delegato. L'obiettivo principale dell'impresa è fornire un aiuto concreto ai lavoratori, migliorando la loro sicurezza e il benessere psicofisico. Il robot RoBee non è stato creato per sostituire i lavoratori umani, ma per svolgere mansioni che potrebbero risultare dannose, sia fisicamente che psicologicamente, come il sollevamento di carichi pesanti fino a 200 chilogrammi. Una delle caratteristiche distintive di RoBee è la sua capacità di "vedere" grazie a un insieme di sensori, e di muoversi nello spazio con una precisione millimetrica. È inoltre dotato di un'interfaccia vocale che gli permette di interagire sia con gli operatori umani sia con i sistemi di intelligenza artificiale. Questa combinazione di tecnologie consente al robot di migliorare continuamente le sue prestazioni operative. Applicazioni in fabbrica Attualmente, RoBee è certificato per operare in stabilimenti industriali, dove si occupa di compiti gravosi che possono mettere a rischio la salute dei dipendenti. Tra i suoi principali ambiti d'azione ci sono il supporto nella logistica interna, il controllo qualità dei prodotti e la gestione di attività ripetitive. L'obiettivo a lungo termine è quello di estendere l'utilizzo di RoBee anche in altri settori, come la sanità, dove il robot potrebbe collaborare con il personale medico. Espansione internazionale Oversonic Robotics non sta limitando le proprie ambizioni al mercato italiano. Sebbene al momento RoBee sia stato venduto in Italia, l'azienda ha già ricevuto interesse da parte di investitori internazionali, in particolare dagli Stati Uniti, dalla Cina e da diversi paesi europei come Francia, Germania e Regno Unito. La startup ha attirato l'attenzione globale grazie alla sua innovazione nel settore dei robot umanoidi, come evidenziato anche dalla piattaforma di analisi CB Insights, che ha inserito Oversonic tra le imprese più promettenti del settore. Le prospettive di crescita sono promettenti: l'azienda sta cercando investitori per espandere la sua presenza all'estero e ha in programma l'apertura di una filiale negli Stati Uniti, con Cincinnati come destinazione potenziale. Anche l'Europa rappresenta un mercato strategico, e non si esclude l'apertura di filiali in altri paesi del continente. Il futuro di RoBee Nonostante le numerose proposte già ricevute, Oversonic Robotics sta procedendo con cautela nel definire il percorso di espansione. L'azienda non si limita al solo settore industriale, ma punta anche a settori come la sanità, dove RoBee potrebbe assistere il personale sanitario in operazioni logistiche e di supporto fisico. Le opportunità per applicazioni robotiche nel futuro prossimo sono vaste, e l'azienda sembra essere ben posizionata per trarre vantaggio da questa crescente domanda di automazione avanzata.© Riproduzione Vietata

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Radici Novacips è Stata Premiata da Stihl Un premio importante che riconosce la qualità dei tecnopolimeri prodotti dal gruppo Radici che vengono acquistati da Stihl per produrre le motoseghe, decespugliatori, tosaerba e i soffiatori per il giardino. Nonostante il Covid la premiazione come "Supplier of the Year 2019" è stata fatta con una video conferenza.Radici Novacips Spa, società con sede in Italia (Chignolo d’Isola – Bergamo) e appartenente alla Business Area RadiciGroup High Performance Polymers, ha ricevuto il prestigioso premio "Supplier of the Year 2019" promosso da STIHL, nota azienda produttrice di motoseghe e altri attrezzi per l’esterno tra cui decespugliatori, tosaerba, soffiatori. Non è la prima volta che STIHL manifesta la sua riconoscenza nei confronti di RadiciGroup: già nel 2016 infatti, High Performance Polymers era stata premiata dai vertici dell’azienda tedesca come partner strategico nella fornitura di materiali polimerici di qualità. «Ringrazio RadiciGroup per l’eccellente collaborazione dimostrata in questi dieci anni di lavoro fianco a fianco – ha detto Marc Moser Senior Vice President Purchasing di Stihl – La consolidata esperienza nel settore dei tecnopolimeri e la capacità di saper cogliere i bisogni di Stihl fanno di RadiciGroup un fornitore per noi di assoluta fiducia in grado di offrirci tecnologia, innovazione, servizio e ottimizzazione dei costi». A differenza delle altre edizioni e a causa delle restrizioni anti Covid, questa volta la premiazione è stata “virtuale” con un video messaggio indirizzato a RadiciGroup da parte di Marc Moser, Senior Vice President Purchasing di Stihl e Martin Schwarz, Executive Board Member Manufactuing and Materials.Siamo onorati del premio e della stima di Stihl nei nostri confronti – ha detto Cesare Clausi Global Sales Director di RadiciGroup High Performance Polymers - Siamo pronti ad affrontare nuove sfide e non vediamo l'ora di rafforzare la nostra collaborazione su scala globale. Con il consueto lavoro di squadra sono certo che saremo capaci di raggiungere, insieme, traguardi sempre più ambiziosi». Info Radici

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rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare rNEWS: L’Università Bocconi Lancia un Progetto sulla Circolarità della Moda
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L’Università Bocconi Lancia un Progetto sulla Circolarità della ModaL’attenzione per l’economia circolare non è più un concetto gridato nelle manifestazioni di piazza, ma è una realtà ormai assimilata dagli stati, dalla politica dall’industria e soprattutto dalla finanza, che valuta come investimenti rischiosi quelli concessi ad aziende che operano fuori dal concetto di circolarità.Anche il comparto universitario si è mosso per analizzare da vicino e in modo scientifico, le filiere le aziende e le conseguenze dei comportamenti industriali sulla circolarità dei settori, uno tra questi è quello della moda raccontato dall’università Milanese. La SDA Bocconi School of Management ed Enel X lanciano il Monitor for Circular Fashion Un progetto all’avanguardia in Italia che darà vita al primo Report sulla circolarità del settore moda. Il Monitor for Circular Fashion desidera coinvolgere nel progetto uno spaccato rappresentativo del settore moda italiano lungo l'intera filiera, in collaborazione con la società di consulenza per la sostenibilità Eco-Age. Candiani Denim, Dedagroup Stealth, Intesa (IBM Group), Manteco, RadiciGroup, Save The Duck, Vibram, Vitale Barberis Canonico, Vivienne Westwood, YKK, sono alcuni dei protagonisti del settore che hanno già aderito e contribuito attivamente all’osservatorio. Questa community di aziende scelte perché front-runners della sostenibilità e circolarità nella filiera italiana del settore moda, ha già avviato un percorso virtuoso per confrontarsi sulle opportunità e le sfide della circolarità. In particolare le attività si sono focalizzate sulla condivisione di buone pratiche per individuare o sviluppare nuove soluzioni concrete e misurabili di circolarità. Uno dei temi di maggior attenzione è quello del ruolo fondamentale della trasparenza e tracciabilità di filiera come strumento per dare sostanza ai claim di sostenibilità e di circolarità verso tutti gli stakeholders, compresi i consumatori. A settembre 2021 verrà pubblicato un Report che mostrerà le macro-tendenze del settore; misurerà la capacità delle aziende moda di applicare i principi dell’Economia Circolare lungo tutta la filiera; evidenzierà le best practices e i gap, e infine proporrà un piano ambizioso su come integrare la circolarità in uno dei maggiori settori italiani per l’esportazione. Il Report si baserà su una metodologia innovativa di valutazione della circolarità, sviluppata da Enel X con il know-how del team di ricerca del Sustainability Lab di SDA Bocconi School of Management per l’identificazione di indicatori di circolarità nel settore moda. Un approccio circolare consente di cambiare radicalmente il paradigma del take-make-waste, grazie all'applicazione di cinque modelli di business circolari (Input sostenibile, Prolungamento della vita, Riciclo e Riuso, Prodotto come servizio, Piattaforme di condivisione) per assicurare che prodotti e materiali siano mantenuti in uso il più a lungo possibile, ridisegnando i processi produttivi, logistici, distributivi e le modalità di consumo con l’obiettivo di rendere il più efficiente possibile l’utilizzo delle risorse. Il passaggio a un sistema circolare continuerà ad accelerare il movimento dell'economia globale verso un futuro sostenibile. Il Monitor for Circular Fashion aderirà alle call to action per la circolarità a livello globale, in particolare supportando iniziative chiave come il progetto UNECE “Enhancing Transparency and Traceability of Sustainable Value Chains in Garment and Footwear sector” ed il piano di azione dell’Unione Europea per la circolarità “Circular Economy Action Plan”. “L'approccio scientifico è essenziale per valorizzare e far crescere i numerosi progetti pilota nella moda circolare. Con il Monitor for Circular Fashion vogliamo supportare le aziende nella misurazione delle performance di circolarità, individuando i principali KPI per ogni modello di business della moda circolare. Nel dialogo aperto con Istituzioni e Policy Makers, il Circular Fashion Manifesto darà voce alle buone pratiche del sistema moda italiano”, afferma Francesca Romana Rinaldi, Coordinatrice del Monitor for Circular Fashion presso SDA Bocconi School of Management Sustainability Lab. "L'Economia Circolare è al centro della strategia di Enel X” – ha aggiunto Nicola Tagliafierro, Responsabile della sostenibilità globale di Enel X – “Grazie alle opportunità di business sostenibili che è in grado di generare, e che hanno permesso al Gruppo Enel di posizionarsi come leader di pubblici servizi nell'indice di sostenibilità Dow Jones. Per questa ragione abbiamo deciso di mettere a disposizione la nostra esperienza e il nostro know-how a supporto di una delle industrie italiane più importanti e strategiche, con l'obiettivo di rendere il settore sempre più circolare e di esempio per il mercato globale." Sono molto entusiasta del fatto che Eco-Age stia giocando un ruolo strategico in questo progetto rivoluzionario e nel coinvolgere nuovi stakeholders in questa alleanza tra SDA Bocconi ed Enel X, per collocare l'Italia al centro del dibattito globale sulla moda sostenibile”, ha concluso Livia Firth, cofondatrice e direttrice creativa di Eco-Age. 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