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https://www.rmix.it/ - Innovazione e Sostenibilità al Centro: Un'Analisi della FIP - France Innovation Plasturgie
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Innovazione e Sostenibilità al Centro: Un'Analisi della FIP - France Innovation Plasturgie
Notizie Generali

Esplorando i vantaggi e gli svantaggi per visitatori ed espositori della Fiera FIP - France Innovation PlasturgieLa FIP - France Innovation Plasturgie rappresenta uno degli appuntamenti più significativi nel calendario delle fiere europee dedicate alla plastica e all'innovazione nei materiali plastici. Questo evento, che si svolge in Francia, è un vero e proprio crocevia di idee, tecnologie avanzate e nuove pratiche sostenibili nel settore della plastica. Caratteristiche Distintive della FIP La FIP si distingue per il suo forte accento sull'innovazione e sulla sostenibilità. L'evento è strutturato per coprire l'intera filiera del settore plastico, dalla materia prima fino al prodotto finito e al riciclo. Inoltre, una delle sue principali attrazioni è l'ampio spazio dedicato alle start-up e alle nuove tecnologie, che offre una panoramica comprensiva delle tendenze emergenti e delle soluzioni innovative. Un altro aspetto peculiare della FIP è la sua capacità di attrarre un vasto pubblico internazionale. I partecipanti provengono da vari settori industriali, non solo limitati alla plastica, ma anche dall'automotive, dall'aerospaziale, dall'elettronica, e dalla costruzione. Questo rende la FIP un punto di incontro privilegiato per professionisti e aziende che cercano di espandere la loro rete e di esplorare nuove opportunità di mercato. Vantaggi e Svantaggi della fiera France Innovation Plasturgie Partecipare a una fiera industriale come la FIP - France Innovation Plasturgie può offrire una serie di vantaggi e presentare alcuni svantaggi, sia per i visitatori che per le aziende espositrici. Analizziamo questi aspetti in confronto ad altre fiere europee del settore della plastica. Vantaggi della FIP - France Innovation Plasturgie Per i Visitatori: Innovazione e Tecnologia: La FIP è rinomata per il suo focus sull'innovazione. I visitatori hanno l'opportunità di vedere da vicino le ultime tecnologie, materiali avanzati e soluzioni sostenibili che stanno plasmando il futuro del settore. Networking Concentrato: Grazie alla sua dimensione più gestibile rispetto a fiere più grandi come la K-Fair, la FIP permette un networking più efficace e personalizzato, facilitando incontri e discussioni tra professionisti del settore. Contenuti Educativi: La fiera offre un ricco programma di seminari e workshop che trattano temi attuali come la sostenibilità, il riciclo e l'innovazione nei materiali, fornendo ai visitatori preziose informazioni e aggiornamenti professionali. Per le Aziende Espositrici: Target Specializzato: La FIP attira un pubblico altamente specializzato interessato alle innovazioni e alle soluzioni sostenibili. Questo permette alle aziende di interagire direttamente con potenziali clienti che hanno una comprensione profonda del settore e dei suoi bisogni. Visibilità nel Mercato Francese e Europeo: Esponendo alla FIP, le aziende possono aumentare la loro visibilità non solo nel mercato francese, ma anche in quello europeo più ampio, sfruttando la posizione della Francia come hub logistico e commerciale in Europa. Opportunità di Partnership e Collaborazioni: L'ambiente collaborativo della FIP facilita la creazione di partnership strategiche e collaborazioni con altre aziende e istituzioni. Svantaggi della FIP - France Innovation Plasturgie Per i Visitatori: Dimensioni più Ridotte: Rispetto a fiere come la K-Fair, la FIP può offrire una gamma leggermente più limitata di espositori e prodotti. Questo potrebbe significare meno opzioni comparative per specifiche tecnologie o soluzioni. Focus Specifico: Il forte focus su innovazione e sostenibilità è estremamente utile per chi cerca queste qualità, ma può risultare meno attraente per visitatori interessati a aspetti più tradizionali del settore della plastica. Per le Aziende Espositrici: Costi di Partecipazione: I costi di partecipazione e di allestimento dello stand possono essere significativi, soprattutto per le PMI o le start-up. Il ROI (Return On Investment) deve essere attentamente valutato in relazione agli obiettivi specifici di business. Concorrenza Focalizzata: Essendo un evento che attira leader di pensiero e innovatori, la competizione tra gli espositori può essere molto alta, richiedendo investimenti notevoli in termini di stand e materiali promozionali per distinguersi. Conclusione La partecipazione alla FIP può rappresentare un'opportunità significativa per acquisire visibilità, aggiornamenti e contatti nel settore della plastica, in particolare per chi è orientato verso l'innovazione e la sostenibilità. Tuttavia, è essenziale che sia i visitatori che le aziende valutino attentamente i propri obiettivi e risorse prima di decidere di partecipare, per massimizzare il valore dell'esperienza in fiera.

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https://www.rmix.it/ - Google investe nel nucleare: piccoli reattori modulari per alimentare l'AI
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Google investe nel nucleare: piccoli reattori modulari per alimentare l'AI
Notizie Generali

Per affrontare le crescenti esigenze energetiche dell'intelligenza artificiale, Google si allea con Kairos Power per costruire reattori nucleari modularidi Marco ArezioL’intelligenza artificiale (AI) è diventata un elemento centrale nelle strategie di crescita delle grandi aziende tecnologiche, come Google. Tuttavia, il crescente utilizzo di queste tecnologie richiede una quantità enorme di energia. I data center, che alimentano modelli AI avanzati come il recente progetto Gemini di Google, stanno consumando sempre più risorse energetiche. Nel 2023, Google ha visto un aumento del 13% nelle proprie emissioni di carbonio, causato dall’aumento del consumo di energia dei suoi centri dati e dalla catena di approvvigionamento. La svolta: l’investimento nel nucleare Per far fronte a queste esigenze, Google ha stretto una partnership con Kairos Power, una startup specializzata nello sviluppo di reattori nucleari modulari avanzati, noti come Small Modular Reactors (SMR). Questa collaborazione rappresenta un passo fondamentale per il colosso tecnologico, con l’obiettivo di portare online nuove centrali nucleari entro il 2030, fornendo fino a 500 megawatt di energia pulita e continua per alimentare i suoi data center. I piccoli reattori modulari (SMR) offrono numerosi vantaggi rispetto ai reattori nucleari tradizionali. Sono progettati per essere costruiti in modo più rapido e a costi inferiori, con una capacità di produzione energetica flessibile. Gli SMR, grazie alle loro dimensioni ridotte, possono essere collocati vicino ai luoghi di consumo energetico, riducendo le perdite di trasmissione e migliorando l’efficienza della rete. Tecnologia SMR: Un approfondimento tecnico Gli SMR sono una nuova generazione di reattori nucleari che si differenziano dai reattori convenzionali per dimensioni, capacità e sicurezza. Questi reattori utilizzano combustibile nucleare arricchito a livelli più bassi rispetto ai reattori tradizionali e sono progettati per essere intrinsecamente più sicuri. Ad esempio, molti SMR incorporano sistemi di raffreddamento passivo, che non richiedono energia elettrica per mantenere il reattore a temperature di sicurezza, riducendo così il rischio di fusione del nocciolo. Un aspetto chiave degli SMR è la modularità: possono essere prodotti in fabbrica e poi assemblati sul sito finale, accelerando i tempi di costruzione e riducendo i costi complessivi del progetto. Questo approccio si adatta perfettamente alla strategia di Google, che ha bisogno di soluzioni rapide per affrontare l’aumento esponenziale della domanda energetica generata dalle sue infrastrutture di AI. In particolare, Kairos Power ha iniziato la costruzione di uno di questi reattori SMR nel Tennessee e prevede di completare il progetto entro il 2030. Una volta operativo, il reattore fornirà energia sufficiente per alimentare circa 438.000 abitazioni americane, dimostrando la capacità degli SMR di contribuire in modo significativo alla decarbonizzazione del settore energetico. Vantaggi della scelta nucleare L’utilizzo dell’energia nucleare rappresenta una svolta per Google e per l’intero settore tecnologico. A differenza delle fonti rinnovabili come l’eolico e il solare, che sono intermittenti e dipendono dalle condizioni atmosferiche, il nucleare offre una produzione costante di energia. Questo è cruciale per i data centers che richiedono operazioni continue e che non possono permettersi interruzioni. L’energia prodotta dagli SMR sarà inoltre priva di emissioni di carbonio, contribuendo così a ridurre l’impatto ambientale delle operazioni di Google e avvicinandola al suo obiettivo di alimentare tutte le sue attività globali con energia carbon-free entro il 2030. Partnership e sostenibilità a lungo termine L’accordo con Kairos Power è solo uno dei tanti passi che Google sta compiendo per ridurre il proprio impatto ambientale e garantire la sostenibilità delle sue operazioni a lungo termine. L’azienda è già leader nell’adozione di energie rinnovabili e ha investito massicciamente in soluzioni energetiche innovative negli ultimi anni. Tuttavia, la crescente domanda di energia da parte dei sistemi AI sta spingendo Google e altre aziende tecnologiche a esplorare opzioni a lungo termine come il nucleare, che offre una fonte stabile e pulita di energia. Inoltre, l’adozione di SMR potrebbe aprire nuove opportunità per l’industria nucleare, che ha lottato per mantenere la sua posizione nel mix energetico globale a causa dei costi elevati e delle preoccupazioni relative alla sicurezza. Google, con la sua influenza e risorse, potrebbe contribuire a catalizzare una rinascita dell’energia nucleare, rendendola una parte fondamentale della transizione energetica globale. Conclusione L'investimento di Google nei piccoli reattori nucleari modulari rappresenta un cambiamento strategico non solo per l’azienda stessa, ma anche per il settore energetico nel suo complesso. L'energia nucleare offre una soluzione sostenibile e affidabile, per affrontare le sfide energetiche future, soprattutto in un mondo dove l'AI e altre tecnologie avanzate richiedono risorse sempre maggiori. La partnership con Kairos Power segna l’inizio di una nuova era per Google, in cui l'innovazione tecnologica si fonde con la sostenibilità ambientale, creando un futuro più pulito e più intelligente.© Riproduzione VietataFoto Wikipedia

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https://www.rmix.it/ - CDP Equity Investe con Eni nella Produzione di Energia Elettrica da Fonti Rinnovabili
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare CDP Equity Investe con Eni nella Produzione di Energia Elettrica da Fonti Rinnovabili
Notizie Generali

CDP Equity Investe con Eni nella Produzione di Energia Elettrica da Fonti RinnovabiliCassa Depositi e Prestiti, il braccio operativo e finanziario dello stato Italiano, ha deciso di investire nella nuova società chiamata GreenIT con un socio di grande esperienza nel mondo dell’energia come ENI.Il focus della nuova società è produrre energia pulita attraverso il settore eolico e solare per diminuire la dipendenza dalle fonti fossili, attraverso un investimento di 800 milioni di euro nei prossimi 5 anni, creando un target di capacità installata di 1.000 MW. Secondo le informazioni di Eni, la società con CDP Equity hanno costituito GreenIT, una nuova joint venture per lo sviluppo, la costruzione e la gestione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili in Italia. GreenIT, partecipata al 51% da Eni e al 49% da CDP Equity, ha la finalità di produrre energia principalmente da impianti fotovoltaici ed eolici con l’obiettivo di raggiungere una capacità installata al 2025 di circa 1.000 MW, con investimenti cumulati nel quinquennio per oltre € 800 milioni. Le risorse saranno utilizzate su vari filoni di intervento che includono lo sviluppo e la costruzione di impianti greenfield, anche attraverso la valorizzazione del patrimonio immobiliare del Gruppo CDP e della Pubblica Amministrazione, il repowering di impianti a fine vita utile e la costruzione di progetti autorizzati. La costituzione di GreenIT rientra nella strategia volta a supportare la transizione energetica del Paese, aumentando la produzione di energia rinnovabile, in coerenza con gli obiettivi prefissati dal Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima 2030. L’Amministratore Delegato di CDP Equity e Chief Investment Officer di CDP, Pierpaolo Di Stefano, ha commentato: “La nascita di GreenIT è la realizzazione di un ulteriore progetto previsto dal Piano Industriale di Cassa Depositi e Prestiti per favorire la transizione energetica e contrastare i cambiamenti climatici, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. La collaborazione con Eni consentirà di lavorare - in un’ottica di sistema - allo sviluppo di progetti con impatti positivi sui territori per la produzione di energia da fonti rinnovabili, al fine di costruire un modello sempre più orientato alla sostenibilità e supportare il Paese nel conseguire i target definiti dal Piano Nazionale Integrato Energia e Clima.” Giuseppe Ricci, Direttore Generale di Energy Evolution di Eni, ha dichiarato: “Questa nuova joint venture si inserisce nella strategia di Eni per la transizione energetica e contribuisce all’accelerazione del nostro percorso di trasformazione verso l'energia verde e le rinnovabili. In quest’ottica, grazie alla partnership con Cassa Depositi e Prestiti, il nostro impegno nella decarbonizzazione diventa sempre più concreto: per centrare gli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite è essenziale fare sistema a livello Paese e mettere a fattor comune possibilità di investimento e know how”. Eni e CDP Equity sono parti correlate. Entrambe le società hanno applicato la propria procedura interna in materia. Chi è ENI?Eni è una società energetica presente in 66 paesi nel mondo che impiega circa 32.000 persone. L'azienda opera nell'esplorazione, sviluppo e produzione di petrolio e gas, refining&marketing, trading and shipping, chimica, energie rinnovabili e soluzioni innovative nell'economia circolare. La mission di Eni si ispira all'Agenda 2030 delle Nazioni Unite e questi valori si riflettono nel suo modello di business, a sua volta basato su tre pilastri di lungo termine: carbon neutrality, eccellenza operativa e creazione di alleanze per lo sviluppo locale. La decarbonizzazione è parte integrante della strategia e degli obiettivi della società che si pone come leader nella transizione energetica con l’obiettivo di raggiungere Zero emissioni nette al 2050. Chi è CDP Equity?CDP Equity è una holding di partecipazioni del Gruppo Cassa depositi e prestiti, che ha l’obiettivo di investire capitale di rischio in aziende di rilevante interesse nazionale e in società in equilibrio economico, finanziario e patrimoniale, con adeguate prospettive di redditività e di sviluppo, idonee a generare valore per gli investitori. CDP Equity possiede anche partecipazioni di maggioranza e minoranza in alcune SGR specializzate in vari ambiti.

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https://www.rmix.it/ - Plastica Eco-sostenibile: Dall'Università di Perugia Arriva Polymeer, il Nuovo Materiale che Viene dalla Birra
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Plastica Eco-sostenibile: Dall'Università di Perugia Arriva Polymeer, il Nuovo Materiale che Viene dalla Birra
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Il progetto innovativo di Assunta Marrocchi e Ombretta Marconi trasforma i residui della birra in polimeri biodegradabilidi Marco ArezioIl settore della ricerca e sviluppo nel campo dei materiali sostenibili ha recentemente accolto una promettente innovazione dall'Università di Perugia. Le professoresse Assunta Marrocchi e Ombretta Marconi hanno ideato il progetto Polymeer, un'iniziativa pionieristica volta a sviluppare materiali plastici eco-sostenibili a partire dai residui della produzione della birra. Questa innovazione non solo rappresenta un passo avanti nella lotta contro l'inquinamento da plastica, ma anche un esempio tangibile di economia circolare applicata alle bioindustrie. Il Progetto Polymeer Il progetto Polymeer si distingue per il suo approccio innovativo e sostenibile. Ideato dalle docenti Assunta Marrocchi e Ombretta Marconi, rispettivamente del dipartimento di Chimica, Biologia e Biotecnologie e del dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali, mira a trasformare le trebbie di birra, un sottoprodotto della produzione della birra, in polimeri biodegradabili e riciclabili. Questa iniziativa ha ricevuto un finanziamento di 4,8 milioni di euro nell'ambito del bando Horizon-ju-cbe-2023-r-04, promosso dal Circular Bio-based Europe Joint Undertaking (CBE JU). Il finanziamento è una testimonianza del valore scientifico e dell'impatto potenziale del progetto. "Questo prestigioso riconoscimento internazionale rappresenta un’ulteriore testimonianza dell’eccellenza della nostra ricerca", ha dichiarato il rettore Maurizio Oliviero, sottolineando l'importanza del contributo delle due professoresse al progresso scientifico e tecnologico. La Scienza Dietro Polymeer L'idea centrale del progetto Polymeer è quella di utilizzare le trebbie di birra, composte principalmente da fibre vegetali, proteine e altri composti organici, come materia prima per la produzione di nuovi polimeri. Questi polimeri saranno progettati per essere biodegradabili, riducendo così l'impatto ambientale associato alle plastiche tradizionali. La ricerca si concentrerà su vari aspetti della chimica dei materiali, compresa la modifica chimica delle trebbie per migliorare le loro proprietà meccaniche e di biodegradabilità. Le trebbie di birra, infatti, contengono composti che possono essere trasformati attraverso processi chimici e biotecnologici in materiali plastici con proprietà specifiche, come la resistenza ai raggi UV, la flessibilità, la durabilità e la biodegradabilità nel suolo. Applicazioni e Impatti Polymeer non è solo un progetto di ricerca, ma un'iniziativa con potenziali applicazioni pratiche in vari settori industriali. Ecco alcuni esempi di come i nuovi materiali sviluppati potrebbero essere utilizzati: Agricoltura: I polimeri biodegradabili creati da Polymeer saranno utilizzati per realizzare film per pacciamatura, che proteggono le colture dai raggi UV e si decompongono naturalmente nel suolo, eliminando il problema dei residui plastici nei campi. Imballaggio: I materiali sviluppati saranno durevoli e flessibili, ideali per imballaggi alimentari che richiedono resistenza e sicurezza durante il trasporto. La biodegradabilità di questi materiali rappresenta un grande vantaggio nella gestione dei rifiuti. Industria Automobilistica: I polimeri potranno essere utilizzati per produrre tessuti e rivestimenti interni con proprietà ignifughe e antimicrobiche, resistenti all'acqua e all'olio. Queste caratteristiche migliorano la sicurezza e la durabilità dei componenti automobilistici. Collaborazioni Internazionali Il progetto Polymeer coinvolge un consorzio di 13 partner internazionali tra università, centri di ricerca e aziende, tutti coordinati dall’Università di Perugia. Questa collaborazione globale è fondamentale per lo sviluppo e la diffusione delle tecnologie e dei materiali sostenibili. L'inizio del programma è previsto per settembre e durerà quattro anni, durante i quali i partner lavoreranno insieme per trasformare le idee in realtà. Conclusione Polymeer rappresenta un esempio eccellente di come la ricerca universitaria possa portare a soluzioni concrete per problemi ambientali globali. L'utilizzo dei residui della produzione della birra per creare polimeri sostenibili non solo offre una nuova vita ai materiali di scarto, ma promuove anche un modello di economia circolare che potrebbe essere replicato in altre industrie. Con il supporto di un ampio consorzio internazionale e un robusto finanziamento, Polymeer ha il potenziale per diventare un punto di riferimento nella ricerca sui materiali sostenibili, contribuendo significativamente alla riduzione dell'inquinamento da plastica e alla promozione di pratiche industriali più eco-compatibili.

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https://www.rmix.it/ - Sikora entra a far parte di MAAG: acquisizione da 550 milioni nel settore controllo qualità
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Sikora entra a far parte di MAAG: acquisizione da 550 milioni nel settore controllo qualità
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Il gruppo Dover consolida la sua presenza nei sistemi di ispezione e misurazione industriale con l'acquisizione strategica della tedesca Sikora da parte di MAAGSikora acquisita da MAAG: operazione strategica da 550 milioni di euro nel settore industrialeIl panorama delle tecnologie per l’ispezione industriale si arricchisce con una nuova operazione strategica: Sikora AG, azienda tedesca specializzata in strumenti di misurazione e controllo qualità ad alta precisione, è stata ufficialmente acquisita dal gruppo statunitense Dover Corporation, che ha scelto di integrarla all’interno della sua divisione MAAG Group, con sede in Svizzera. Il valore complessivo dell’accordo si attesta intorno ai 550 milioni di euro, consolidando ulteriormente il segmento Pumps & Process Solutions del colosso industriale americano.Fondata nel 1973 a Brema da Harald Sikora, l’azienda omonima si è affermata nel corso dei decenni come punto di riferimento nella progettazione e produzione di sistemi per la misurazione, ispezione e controllo in settori ad alta precisione come cavi e fili, tubi, lastre, fibre ottiche e materie plastiche. Con un organico di circa 450 dipendenti dislocati tra la sede centrale e 13 filiali internazionali, Sikora ha chiuso il 2024 con un fatturato di circa 100 milioni di euro, frutto di una crescita organica a doppia cifra negli ultimi tre anni.L’integrazione in MAAG segna un passo decisivo nella strategia di espansione e diversificazione della società svizzera, già fortemente radicata nel settore delle attrezzature per la lavorazione dei polimeri. Il suo portafoglio, che comprende marchi noti come Automatik, Ettlinger, Gala, Maag, Reduction, Scheer e Xantec, copre una gamma completa di soluzioni: pompaggio, filtrazione, granulazione, polverizzazione e tecnologie per il riciclo.Entrambe le realtà condividono una solida presenza nella regione DACH (Germania, Austria, Svizzera) e possono contare su una rete commerciale globale strutturata, rendendo naturale l’integrazione e le future sinergie.Ueli Thuerig, Presidente di MAAG, ha definito l’acquisizione di Sikora “altamente strategica”, sottolineando l’elevata complementarità tecnologica e le potenzialità di cross-selling che la fusione permetterà di sviluppare. L’obiettivo è rafforzare ulteriormente l’offerta congiunta nei mercati globali, integrando le rispettive competenze per rispondere con maggiore efficacia alle esigenze dell’industria della trasformazione e controllo dei materiali.La conclusione dell’operazione è prevista per il secondo trimestre del 2025, subordinata al rispetto delle consuete condizioni regolatorie.In termini di governance, l’integrazione sarà condotta in un’ottica di continuità gestionale: Christian Frank, CEO di Sikora dal 2015, manterrà il proprio incarico, affiancato da Holger Lieder, figura di spicco del reparto vendite da oltre vent’anni, confermato come Direttore commerciale globale. Harald Sikora, fondatore dell’azienda, continuerà a supportare la società in qualità di consulente, contribuendo a garantire una transizione fluida e una visione strategica coerente.L’acquisizione di Sikora da parte di MAAG rappresenta un nuovo capitolo di consolidamento industriale nel campo dell’automazione e controllo qualità, in linea con le esigenze dell’industria 4.0, della sostenibilità dei processi e dell’integrazione delle filiere produttive globali.© Riproduzione Vietata

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https://www.rmix.it/ - rNEWS: Il Produttore di Compound Svedese Polykemi Produrra negli USA
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare rNEWS: Il Produttore di Compound Svedese Polykemi Produrra negli USA
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Il Produttore di Compound Svedese Polykemi Produrra negli USAPolykemi è un’azienda specializzata nella produzione di compound plastici in TPO, ABS, ASA, PC/ABS, TPE, POM e altre tipologie di materie plastiche che esporta in molti paesi al mondo. Da sempre il mercato americano è di grande importanza per l’azienda che ha, infatti, deciso di aprire uno stabilimento produttivo nella Carolina del Nord.Stanno infatti investendo quasi 10 milioni di euro nel nuovo stabilimento negli Stati Uniti, che sta diventando il più grande investimento singolo nella storia del Gruppo. L'obiettivo è avviare la produzione di composti plastici già nel secondo trimestre del 2022. “Siamo davvero entusiasti di questo passo che aumenta la nostra presenza e ci offre molte nuove opportunità sul mercato americano ", afferma Johan Hugoson, CEO di Polykemi Inc. L'azienda americana Polykemi Inc è una consociata, interamente controllata dall'azienda familiare svedese Polykemi AB e, sin dalla sua fondazione nel 2013, ha lavorato per lanciare la propria produzione di composti plastici di alta qualità sul mercato statunitense. “Abbiamo consegnato più di 10 000 tonnellate ai clienti del mercato nordamericano tramite distributori statunitensi o tramite consegne diretta dal nostro stabilimento principale di Ystad. Tuttavia, il nostro obiettivo è sempre stato quello di avviare la nostra produzione negli Stati Uniti, ora abbiamo raggiunto quel traguardo. Il nuovo stabilimento è geograficamente vicino ai nostri clienti attuali, il che ci offre una presenza diretta e rapporti con i clienti ancora più forti ", afferma Hugoson. Stabilimenti di produzione in tre continenti L'investimento nello stabilimento di Gastonia, fuori Charlotte, nella Carolina del Nord, è il più grande investimento singolo nella storia dell'azienda e consente condizioni ottimali per l'ulteriore crescita di Polykemi Inc in Nord America. L'impianto è di circa 5.000 mq. ed è espandibile fino a 10.000 mq. e inizialmente sarà dotato di due linee di produzione con la partenza prevista della produzione per il secondo trimestre del 2022. “con il nuovo stabilimento negli Stati Uniti significa i nostri impianti di produzione sono dislocati in tre continenti, il che significa anche che abbiamo una logistica più efficiente. Possiamo garantire la stessa alta qualità sia nei compound vergini che in quelli riciclati, così come lo stesso colore su tutti i materiali spediti dai nostri stabilimenti. ", afferma Hugoson. Un investimento per il futuro Polykemi Inc produrrà negli Stati Uniti lo stesso materiale che il Gruppo fa in Europa e in Asia. Inoltre, le spedizioni ai clienti americani arriveranno direttamente dallo stabilimento in North Carolina, risparmiando tempo, costi e incidendo in modo minore sull’ ambiente. "Questo è un investimento per il futuro che getta le basi per la crescita del Gruppo Polykemi con lo scopo di diventare anche un attore importante nel mercato americano dei composti plastici", afferma Hugoson.Info Polkemi

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https://www.rmix.it/ - rNEWS: Transizione Energetica. Le Aziende e le Università si Alleano
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare rNEWS: Transizione Energetica. Le Aziende e le Università si Alleano
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Transizione Energetica. Le Aziende e le Università si AlleanoLa necessità di nuove e sempre più alte competenze nel campo ambientale e della sostenibilità delle produzioni industriali, creano collaborazioni per migliorare le conoscenze e le competenze generali.L’Università degli Studi di Padova ed Eni hanno siglato oggi un accordo di collaborazione sui temi della transizione energetica, trasformazione digitale ed economia circolare, come comunicato da ENI, nel corso di un incontro online a cui hanno preso parte il Rettore dell’Università di Padova, Rosario Rizzuto, la Presidente di Eni, Lucia Calvosa e l’Amministratore Delegato di Eni, Claudio Descalzi.L’intesa della durata di tre anni, con la possibilità di estensione fino a cinque, consolida la collaborazione già avviata in settori cruciali per Eni, come la geologia e la geofisica, e individua nuove linee strategiche di ricerca per lo sviluppo sostenibile e la decarbonizzazione: nuove tecnologie per la Carbon Capture, Utilisation and Storage e per lo sfruttamento dell’energia solare nonché studi sulla fusione nucleare a confinamento magnetico. L’amministratore di Eni, Claudio Descalzi, ha commentato: “Abbiamo siglato un accordo di importanza strategica che ci dà grande forza per il raggiungimento dei nostri obiettivi di decarbonizzazione al 2050. Questa collaborazione nel campo dell’innovazione pone le basi per superare le sfide che aziende e società civile sono chiamate ad affrontare grazie allo sviluppo di tecnologie per il futuro dell’energia”. Il Rettore dell’Università di Padova, Rosario Rizzuto, afferma: “L’ambiente è un patrimonio inestimabile, che abbiamo ricevuto e abbiamo il dovere di preservare intatto per le future generazioni. Questa è la filosofia che muove l’Università di Padova nel perseguire, con forza, obiettivi utili ad aumentare la nostra sostenibilità ambientale. Azioni multiple che stanno portando i loro frutti: solo grazie all’acquisto di energia da fonti rinnovabili, ad esempio, abbiamo ridotto del 20% le emissioni di ateneo, evitando la produzione di 18mila tonnellate di CO2 l’anno. E l’accordo firmato con Eni va proprio nella direzione, per noi cruciale, di una sempre maggiore tutela dell’ambiente in cui viviamo”.

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https://www.rmix.it/ - Il Lavoro di TOTAL sulla Biodiversità
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Il Lavoro di TOTAL sulla Biodiversità
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TOTAL sull'impegno ad un business attento alle esigenze della naturaIl nuovo comunicato stampa da parte del gruppo Francese Total racchiude lo sforzo che la società dichiara di fare per creare un business con il minor impatto ambientale possibile e rispettoso delle leggi ambientali.Sullo sfondo dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, Total, che è stata appena riconosciuta come Global Compact Lead dalle Nazioni Unite, si impegna a favore della biodiversità estendendo la sua ambizione in quattro aree principali: 1. Zone di esclusione volontaria: Total si impegna, in riconoscimento del valore universale dei siti del patrimonio naturale mondiale dell'UNESCO, a non condurre operazioni di esplorazione o estrazione di petrolio o gas in queste aree. Total si impegna inoltre a non condurre alcuna esplorazione petrolifera nel ghiaccio marino artico. 2. Nuovi progetti: saranno sviluppati piani d'azione per la biodiversità per qualsiasi nuovo sito situato in un'area di interesse per la biodiversità, ovvero le aree protette IUCN (International Union for the Conservation of Nature) da I a IV e le aree di Ramsar. Inoltre, il Gruppo si impegna ad attuare misure per produrre un impatto positivo netto sulla biodiversità per ogni nuovo progetto situato in un'area IUCN I o II o area Ramsar. 3. Siti esistenti: su ogni sito esistente significativo dal punto di vista ambientale (siti di produzione di esplorazione e produzione, raffinerie, siti petrolchimici, centrali elettriche a gas) che è certificato ISO 14001, verrà implementato un piano d'azione sulla biodiversità. Total riferirà la sua distribuzione alle varie parti interessate. Quando un sito interrompe il suo funzionamento, Total si impegna anche a considerare lo sviluppo di un'area dedicata ricca di biodiversità (ad esempio habitat di specie rare, santuari della biodiversità, ecc.) Come una delle opzioni per la sua riabilitazione. 4. Promozione della biodiversità: come parte del programma Climate, Coastal and Oceans della Total Foundation, Total sosterrà i programmi di sensibilizzazione relativi alla biodiversità, l'educazione dei giovani e le azioni di ricerca. Total si impegna inoltre a condividere i dati sulla biodiversità raccolti nell'ambito dei nostri studi ambientali per i progetti del Gruppo con la comunità scientifica e il pubblico in generale. "La ricca biodiversità del pianeta è minacciata. L'inclusione della biodiversità da parte di Total risale a qualche tempo fa, ma l'attuale degrado dell'ambiente è una realtà che richiede a tutti noi di fare un cambiamento importante, collettivamente e individualmente. Per questo motivo, Total sta facendo un passo indietro per aumentare le sue ambizioni e gli impegni in materia di biodiversità, e questo contribuirà all'ambizione del Gruppo di diventare il maggiore responsabile dell'energia ", ha annunciato Patrick Pouyanné, Presidente e CEO di Total. Total aveva adottato una politica sulla biodiversità entro il 2005, per concretizzare il riconoscimento globale di questi temi da parte del Gruppo. Nel 2016 il Gruppo si è impegnato a contribuire alla realizzazione degli obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) adottati dalle Nazioni Unite, compresi quelli legati alla biodiversità. Nel 2018 Total ha firmato l'iniziativa act4nature guidata dall'associazione imprenditoriale francese Association Française des Entreprises pour l'Environnement (EpE). Immagine: by TOTAL

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https://www.rmix.it/ - Cerca Aziende di Tubi in Plastica Riciclata: Il Motore di Ricerca rMIX
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Cerca Aziende di Tubi in Plastica Riciclata: Il Motore di Ricerca rMIX
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Consulta la selezione dei produttori di tubi in plastica, anche riciclata, per l’industria, l’edilizia e l’agricoltura sulla piattaforma rMIXL’universo dei tubi in plastica si evolve rapidamente, rispondendo alle esigenze di infrastrutture sempre più sostenibili e attente all’ambiente. In questo scenario, il servizio di ricerca aziende di rMIX offre un punto di accesso immediato a una rete di produttori specializzati nella realizzazione di tubi in plastica – anche riciclata – destinati a molteplici settori, dall’industriale all’idraulico, dal civile all’agricolo. Sulla piattaforma rMIX la trasparenza e la facilità d’uso sono i veri punti di forza. Attraverso la pagina dedicata ai tubi in plastica, raggiungibile da questo link, le imprese possono consultare un elenco aggiornato di aziende affidabili, con profili dettagliati che raccontano la storia, la specializzazione e il livello di innovazione di ciascun produttore. Vengono evidenziate le certificazioni di qualità, le tipologie di materiali impiegati e la presenza di linee produttive che sfruttano plastiche riciclate, a tutto vantaggio dell’ambiente. Il servizio permette di comparare le soluzioni offerte dalle aziende, analizzando diametri, prestazioni, destinazioni d’uso e processi produttivi all’avanguardia. Ogni produttore può essere contattato direttamente, facilitando l’ottenimento di preventivi, informazioni tecniche o richieste di personalizzazione. In questo modo, rMIX si conferma partner ideale per chi cerca valore, affidabilità e attenzione all’economia circolare. Scopri subito le aziende di tubi in plastica e scegli il tuo prossimo fornitore sostenibile su rMIX.

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Le giornate per il manager possono prevedere trabocchetti e pericoli che bisogna saper superareLa vita del manager in azienda non è quasi mai fatta di rose e fiori, se non altro per le aspettative che il proprietario o il consiglio di amministrazione ripongono su di lui.Aspettative che devono essere ripagate in termini di produttività, marginalità, posizionamento aziendale sul mercato e immagine. I ruoli chiave sono certo ambiti, ma bisogna avere una buona dose di resilienza, spirito di iniziativa, adattamento allo stress e capacità di farsi aiutare dalla propria squadra, per raggiungere i traguardi aziendali nel tempo. Innanzitutto è bene considerare che non esistono, generalmente, settori meno complicati di altri, in un mercato libero e competitivo, e non esistono ruoli manageriali più semplici di altri, altrimenti non esisterebbe l’esigenza del manager stesso. Che tu appartenga al commerciale, al marketing, agli acquisti, alla produzione, alla gestione del personale, all’amministrazione o alla logistica, un’azienda di una certa dimensione ha bisogno di essere competitiva e vincente in ogni settore interno, per poter fare la differenza sul mercato nella sua interezza. Il confronto tra i managers delle attività apicali dell’azienda, può essere una giusta chiave per avere un’idea del contributo del proprio lavoro, ma serve anche per capire dove l’azienda è vincente o carente. Le esperienze del gruppo, anche se non strettamente collegate alle proprie o al proprio ambito lavorativo, sono utili per avere la giusta visione delle necessità generali e dei problemi che si verificano giornalmente. La condivisione delle problematiche generali può essere utile per poter fornire consigli ai colleghi, vedendo i problemi o le strategie sotto un altro punto di vista. Ogni manager, per la propria estrazione professionale, ha dovuto affrontare, da solo, decisioni nuove o inserire cambiamenti di strategie, probabilmente mai provate prima, di cui non si conoscono gli effetti, se non dopo un po' di tempo. Analizzare problemi di altri settori è anche una buona scuola per misurarsi con una futura gestione aziendale, in cui non è necessario eccellere in ogni ambito, ma è fondamentale avere la mente aperta, per poter analizzare e capire il flusso di lavoro dando il proprio contributo strategico. Non esiste un’infallibilità data dall’esperienza acquisita, e non esiste un processo esattamente uguale all’altro, quindi, sarà sempre necessario adattarsi alle vicende in corso e ragionare sulle migliori risposte. Questo libro è una sorta di esercizio, che ogni manager può fare, in cui vengono riportate problematiche che si possono verificare in ogni azienda, scelte da prendere in base alle evoluzioni delle situazioni interne ed esterne. Ogni argomento trattato ha una risposta proposta, un punto di vista e una risoluzione, che potrà coincidere con la vostra idea o potrebbe essere agli antipodi, con soluzioni che magari potrebbero essere del tutto differenti a quanto avreste voi in mente. Un buon esercizio per confrontarsi con se stessi e con le problematiche aziendali affrontate, prendendosi il tempo necessario per riflettere e cercare le soluzioni professionalmente più consone ad ognuno. Acquista l'e-Book

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https://www.rmix.it/ - rMIX: Ineos e Polystyvert Collaborano per il Riciclo del Polistirolo
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare rMIX: Ineos e Polystyvert Collaborano per il Riciclo del Polistirolo
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Anche il polistirolo ha trovato una soluzione tecnicamente ed economicamente vantaggiosa per il suo ricicloAttraverso la tecnologia di dissoluzione e separazione degli inquinanti è possibile ricreare una materia prima pulita ed efficiente per riprodurre nuovamente polistirolo. questo è frutto della collaborazione tra Ineos Styrolution e Polystyvert.INEOS Styrolution e Polystyvert stabiliscono un accordo di sviluppo congiunto volto a promuovere un'economia circolare per il polistirolo Una tecnologia avanzata e brevettata di riciclo brevettata offre un approccio unico per ottenere il polistirene riciclato di alta qualità. INEOS Styrolution , leader globale nella stirenica, e Polystyvert , leader innovativo nella tecnologia di dissoluzione, stanno collaborando per convertire la plastica post-consumo di polistirene in una nuova resina di materia prima di polistirene (PS) di alta qualità. Polystyvert utilizza una tecnologia di dissoluzione brevettata per trasformare i rifiuti di polistirene in polistirene riciclato di alta qualità. Il metodo di dissoluzione dei prodotti da riciclare prende i rifiuti di plastica nella loro forma solida e li decompone con un solvente. Una volta dissolto, il processo può separare meccanicamente e chimicamente contaminanti e additivi, prima di separare definitivamente il polimero originale dal solvente. Il prodotto finale è quindi un polimero pulito che può essere nuovamente utilizzato come nuova resina di materia prima. La tecnologia di purificazione Polystyvert offre la possibilità di trattare tutti i tipi di materie prime, dai rifiuti industriali ai flussi post-consumo. La tecnologia può eliminare un'ampia gamma di contaminanti difficili da rimuovere come pigmenti e ritardanti di fiamma bromurati. I granuli di polistirene riciclato possono quindi essere utilizzati per produrre varie categorie di prodotti in polistirene, comprese le applicazioni per alimenti. INEOS Styrolution ha forti obiettivi di sostenibilità per migliorare e aumentare il recupero dei rifiuti di polistirolo post-consumo. Questo accordo di sviluppo congiunto rafforza l'impegno a lavorare sulle tecnologie di riciclaggio più avanzate. "La capacità di purificazione della tecnologia di Polystyvert è unica", afferma Ricardo Cuetos, Vice Presidente, INEOS Styrolution Americas, Standard Products. Cuetos continua: "L'alta qualità della resina finale di polistirene riciclato è essenziale per ottenere un'economia veramente circolare in mercati chiave come il confezionamento dei servizi di ristorazione". Solenne Brouard, CEO di Polystyvert , afferma: "La dissoluzione è una tecnologia efficiente a basso consumo energetico che offre una soluzione efficace per riciclare il polistirene a circuito chiuso". Utilizzando questo metodo, “ il polistirene riciclato è prodotto ad un prezzo competitivo. In questo modo si esprime la forza di un'economia circolare ". La signora Brouard prosegue: "Siamo lieti di lavorare con INEOS Styrolution per creare un'economia veramente circolare per il polistirolo. Il nostro obiettivo comune è riciclare quanto più polistirolo possibile e una partnership in quanto tale farà la differenza. " Informazioni su Polystyvert Fondata nel 2011, Polystyvert è una startup con tecnologia pulita che ha sviluppato un processo innovativo e a basso impatto di carbonio per riciclare il polistirene basato su una tecnologia di dissoluzione. Creando un circuito breve per il riciclo del polistirolo, la forza della sua tecnologia risiede nella sua versatilità e capacità di purificazione approfondita. Efficace su tutti i tipi di polistirolo, la tecnologia di Polystyvert include un processo di purificazione che rimuove tutti i contaminanti. Il risultato, una materie prima riciclata di elevata purezza che può essere riutilizzata per prodotti in polistirene riciclato, comprese le applicazioni per alimenti. Con sede a Montreal, in Canada, Polystyvert distribuisce la sua tecnologia in tutto il mondo per dare a tutti l'accesso a un polistirolo sostenibile e apre le porte a un mercato più ampio per le tecnologie di riciclo.by Ineos

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https://www.rmix.it/ - Brembo, la rivoluzione sostenibile: pinze freno in alluminio riciclato
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Brembo, la rivoluzione sostenibile: pinze freno in alluminio riciclato
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Innovazione e responsabilità ambientale: come Brembo ha ridotto del 70% le emissioni di CO₂ nelle sue pinze freno grazie all’uso di una lega di alluminio riciclatodi Marco ArezioQuando si parla di eccellenza italiana nel settore automobilistico, il nome Brembo emerge come sinonimo di qualità, sicurezza e innovazione. Ma oggi l’azienda lombarda compie un passo ulteriore, scegliendo di intrecciare la propria storia con un impegno concreto verso la sostenibilità. Dopo oltre cinque anni di ricerca e sviluppo, Brembo ha annunciato l’introduzione di una lega interamente composta da alluminio riciclato nella produzione delle sue pinze freno di primo equipaggiamento. Un progetto nato nel 2020 con obiettivi chiari Il percorso verso questa innovazione non è stato immediato: il progetto è stato avviato nel 2020 con l’obiettivo di conciliare due aspetti spesso ritenuti difficili da far convivere, ovvero la performance tecnica e la responsabilità ambientale. L’idea era semplice ma ambiziosa: realizzare pinze freno in grado di mantenere gli stessi standard di sicurezza e prestazioni, ma riducendo in modo significativo l’impatto ambientale. Emissioni ridotte fino al 70% La chiave del successo risiede nell’impiego di un alluminio composto al 100% da materiale riciclato, capace di garantire caratteristiche meccaniche paragonabili a quelle delle leghe tradizionali. Grazie a questa scelta, Brembo è riuscita a ridurre le emissioni di CO₂ lungo l’intero ciclo di vita del prodotto di circa il 70%. Un risultato che non rappresenta solo un primato tecnologico, ma anche una risposta concreta alla crescente necessità di ridurre l’impronta ecologica del settore automotive. Il nuovo marchio «ALU» come garanzia di sostenibilità Per contraddistinguere le pinze freno realizzate con alluminio riciclato, Brembo ha introdotto il marchio «ALU». Un simbolo che non si limita a certificare l’origine del materiale, ma che diventa anche testimonianza tangibile dell’impegno dell’azienda verso un futuro più sostenibile. Dal punto di vista estetico, le pinze mantengono intatto il design che ha reso il brand riconoscibile a livello mondiale, confermando che innovazione e tradizione possono convivere armoniosamente. Design iconico e coerenza stilistica Uno degli aspetti più apprezzati dagli automobilisti e dagli appassionati è che le pinze freno in alluminio riciclato conservano le stesse linee distintive dei modelli tradizionali. L’eleganza e la riconoscibilità del marchio restano dunque inalterate, dimostrando che la sostenibilità non implica sacrifici dal punto di vista estetico o prestazionale. Una filiera industriale orientata al futuro L’adozione dell’alluminio riciclato non è un episodio isolato, ma parte di una strategia industriale più ampia. Brembo ha infatti dichiarato di voler dare sempre più spazio a materiali riciclati e a componenti realizzati con energia rinnovabile. Questo approccio non solo riduce i costi ambientali della produzione, ma contribuisce a costruire un futuro in cui i prodotti dell’azienda saranno sempre più intelligenti, sicuri e sostenibili. Un impegno che non si ferma Nonostante l’introduzione delle nuove pinze, Brembo continuerà a utilizzare i materiali convenzionali per le linee già in produzione, garantendo una transizione graduale. Tuttavia, l’obiettivo dichiarato è chiaro: dare priorità a soluzioni basate su alluminio riciclato e, più in generale, a scelte in grado di ridurre l’impatto ambientale senza rinunciare alla qualità. L’Italia come motore dell’innovazione sostenibile Questa scelta dimostra come l’Italia possa essere protagonista di una trasformazione industriale in chiave green. L’innovazione di Brembo non riguarda solo la tecnica, ma incarna un modello virtuoso in cui la ricerca e lo sviluppo diventano strumenti concreti per affrontare le sfide ambientali globali.© Riproduzione Vietata

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https://www.rmix.it/ - Come si Stanno Muovendo le Importazioni di PE in Cina?
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Come si Stanno Muovendo le Importazioni di PE in Cina?
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Come si Stanno Muovendo le Importazioni di PE in Cina?Nonostante una situazione internazionale molto critica in termini di approvvigionamento di polimeri a causa della scarsità dell’offerta, della difficoltà a reperire i containers e a causa dei prezzi ormai asfissianti, il colosso cinese, la cui economia nel 2020 è cresciuta nonostante la pandemia, continua a macinare record anche nel campo delle importazioni dei polimeri plastici.Nell’analisi fatta da Pinar Polat il mercato cinese del PE ha avuto ottime performance in termini di quantità soprattutto per quanto riguarda l’LDPE. Infatti le importazioni cinesi di PE hanno raggiunto un nuovo record a Gennaio e Febbraio, secondo i dati dell'Amministrazione generale delle dogane. L'ufficio doganale ha elaborato questi dati per i primi due mesi dell'anno (2021) tenendo conto delle distorsioni causate dalla festività del capodanno lunare di una settimana, che quest'anno era a metà Febbraio. La Cina è stata l'unica grande economia che ha registrato una crescita per il 2020, riuscendo ad espandersi del 2,3%. Il successo del paese nel controllo del COVID-19, le misure di stimolo e i bassi tassi del denaro, dopo la revoca del blocco ad Aprile, hanno aumentato la sua quota di scambi e di investimenti globali. Di conseguenza, le importazioni cumulative di PE del paese hanno raggiunto un nuovo record nei primi due mesi del 2021, superando i volumi del 2019. Le importazioni totali di PE nel periodo Gennaio-Febbraio hanno registrato un aumento annuo dell'8,3%, superando i 2,5 milioni di tonnellate, il dato più alto nelle statistiche di importazione ChemOrbis risalente al 2001. Nonostante i volumi di PE di Febbraio sono diminuiti durante le festività natalizie, i valori totali di Gennaio-Febbraio rimangono elevati. Infatti il rallentamento di Febbraio, era ampiamento atteso poiché le attività commerciali sono normalmente ridotte durante le celebrazioni del capodanno cinese. Milioni di lavoratori tornano nella loro città natale per trascorrere le vacanze in modo tradizionale, tuttavia, a causa della pandemia da COVID-19, i viaggi per le vacanze di quest'anno sono stati meno frenetici. D'altra parte, le importazioni cumulative di PE nei primi due mesi del 2021 erano ancora in positivo in un confronto annuale. Tra tutti i prodotti in PE, le importazioni cinesi di HDPE hanno registrato un leggero calo annuale in questo periodo, mentre le importazioni di LDPE e LLDPE hanno registrato incrementi. HDPE I volumi totali di HDPE nel periodo Gennaio-Febbraio hanno registrato una leggera diminuzione del 3,3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, attestandosi a 1.097.065 tonnellate. In questo periodo, l'Arabia Saudita è stata il principale fornitore di HDPE in Cina con oltre 230.000 tonnellate. L'Iran ha seguito l'Arabia Saudita con 202,838 tonnellate. LDPE Le importazioni totali di LDPE nel periodo Gennaio-Febbraio, invece, sono aumentate di circa il 24% su base annua, raggiungendo le 544.676 tonnellate. L'Iran è rimasto il principale fornitore di LDPE in Cina con quasi 125.000 tonnellate. LLDPE Pe quanto riguarda l’ LLDPE nei primi due mesi del 2021, i volumi sono aumentati del 17% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, attestandosi a 920.985 tonnellate. In questo periodo, l'Arabia Saudita è stata il primo fornitore della Cina con oltre 200.000 tonnellate, mentre Singapore è stato il secondo fornitore principale con 174.046 tonnellate. Vedi maggiori informazioni sull'economia Cinese e sui riflessi nella nostra vita

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https://www.rmix.it/ - Crisi Michelin: Sfide Attuali e Adattamento per il Futuro
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Crisi Michelin: Sfide Attuali e Adattamento per il Futuro
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Come Michelin sta cercando di superare una delle più grandi crisi della sua storiadi Marco ArezioMichelin, simbolo dell'industria francese e leader mondiale nella produzione di pneumatici, si trova oggi ad affrontare una delle sfide più dure della sua storia. La decisione di chiudere due stabilimenti produttivi in Francia, con conseguente perdita di migliaia di posti di lavoro, è solo l'ultimo capitolo di una crisi che riflette una realtà industriale in trasformazione. Dietro questa scelta ci sono fattori complessi, legati alla concorrenza globale, all'aumento dei costi di produzione e alla necessità di adattarsi a un mercato in rapida evoluzione. I Problemi Attuali di Michelin Michelin si è trovata costretta a rivedere la sua strategia industriale a causa di diversi elementi che stanno influenzando negativamente l'intero settore dei pneumatici. Tra questi, il principale è la concorrenza sempre più aggressiva da parte dei produttori del sud-est asiatico. Questi ultimi, grazie a costi di manodopera inferiori e a una maggiore flessibilità nei processi produttivi, sono in grado di offrire prodotti a prezzi notevolmente più bassi rispetto ai produttori europei. Ciò ha messo una forte pressione su Michelin, rendendo difficile mantenere competitivi gli stabilimenti francesi. L'aumento dei costi energetici e di produzione è un altro fattore determinante. In Francia, il costo del lavoro è significativamente più elevato rispetto a quello di molti paesi asiatici, rendendo le operazioni produttive meno redditizie. Inoltre, la crescente pressione per adottare pratiche produttive sostenibili e conformarsi a normative ambientali più stringenti ha richiesto a Michelin di fare ingenti investimenti, spesso difficili da sostenere in un contesto economico già fragile. La Concorrenza del Sud-Est Asiatico La competizione con i produttori del sud-est asiatico è una delle problematiche più ardue per Michelin. Paesi come Cina, Thailandia e Indonesia hanno saputo sviluppare una capacità produttiva che combina elevati volumi con costi molto bassi, ottenendo così un vantaggio competitivo difficilmente colmabile. Il supporto governativo sotto forma di sussidi e incentivi all'export ha permesso ai produttori asiatici di penetrare il mercato globale con pneumatici a basso costo, rendendo ancora più difficile per Michelin competere efficacemente sul prezzo. Nonostante la qualità superiore dei prodotti Michelin, il consumatore medio è spesso spinto verso alternative più economiche, specialmente in tempi di incertezza economica come quelli attuali. Questa situazione ha costretto l'azienda a rivedere le sue priorità strategiche, concentrando la produzione in aree dove i costi sono più contenuti e chiudendo quegli impianti che non possono più garantire una redditività sostenibile. Strategia di Ristrutturazione e Prospettive Future La chiusura degli stabilimenti è parte di una più ampia strategia di ristrutturazione volta a migliorare l'efficienza operativa e a garantire la sostenibilità finanziaria nel lungo termine. Michelin ha deciso di concentrare le proprie risorse sugli stabilimenti più moderni e produttivi, puntando al contempo a ridurre i costi e incrementare la propria presenza nei mercati in crescita. Un altro aspetto centrale della strategia di Michelin è l'investimento in ricerca e sviluppo. L'azienda sta investendo significativamente in nuove tecnologie per produrre pneumatici più sostenibili e a basso impatto ambientale. Questo approccio non solo risponde alle normative europee sempre più stringenti in materia di emissioni e sostenibilità, ma rappresenta anche una risposta diretta alla domanda di prodotti più ecologici da parte dei consumatori. Michelin punta così a differenziarsi non solo per la qualità dei propri pneumatici, ma anche per il loro impatto ambientale. Innovazione e Sostenibilità come Chiave per il Futuro Per superare la crisi, Michelin sta cercando di riposizionarsi come leader nella produzione sostenibile di pneumatici. L'azienda sta lavorando a progetti innovativi come pneumatici riciclabili al 100% e soluzioni che riducano l'impronta di carbonio dell'intero ciclo produttivo. La scommessa sulla sostenibilità è cruciale per mantenere un vantaggio competitivo su una concorrenza che basa gran parte della sua strategia sui costi bassi. Inoltre, Michelin sta esplorando nuove partnership strategiche e alleanze internazionali per condividere know-how e sviluppare soluzioni congiunte, puntando anche a una maggiore automazione per ridurre i costi di produzione. Queste iniziative sono tutte mirate a rendere l'azienda più agile e reattiva ai cambiamenti del mercato, assicurandosi al contempo di continuare a prosperare in un settore in rapida evoluzione. Conclusione La situazione attuale di Michelin è rappresentativa di una più ampia sfida che l'industria europea deve affrontare: competere con produttori internazionali che beneficiano di costi di produzione più bassi e condizioni operative più favorevoli. La chiusura degli stabilimenti in Francia è un passo doloroso ma necessario per garantire la competitività dell'azienda. Guardando al futuro, Michelin sta puntando su innovazione, sostenibilità e automazione per rimanere rilevante e continuare a essere un punto di riferimento nel mercato globale dei pneumatici.© Riproduzione Vietata

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https://www.rmix.it/ - ENI: Sfruttare l'Energia che Viene dal Mare
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare ENI: Sfruttare l'Energia che Viene dal Mare
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Si è costituito un gruppo di lavoro tra l'ENI e l'Università di Torino per studiare la produzione di energia dal moto ondosoCi siano già occupati, in diversi articoli, sulla grande potenzialità che il mare potrebbe regalarci sotto forma di energia prodotta dal moto ondoso. Siamo ancora nella fase di studio su come poter sfruttare in modo permanente questa risorsa, del tutto pulita ed inesauribile. Per questa ragione l'ENI, società internazionale di idrocarburi e l'Università di Tornino si sono unite per accelerare questi studi.L’energia del mare rappresenta la più grande fonte energetica rinnovabile al mondo: si stima che le onde potrebbero sviluppare una potenza lungo le coste terrestri a livello globale pari a 2 TeraWatt, circa 18 mila miliardi di chilowattora all’anno, ovvero quasi il fabbisogno annuale di energia elettrica del pianeta. Inoltre, l’energia da onde è prevedibile, più modulata delle altre fonti rinnovabili e più continua. Valorizzare questa fonte energetica dalle alte potenzialità è lo scopo del laboratorio di ricerca congiunto realizzato dal Politecnico di Torino ed Eni MORE – Marine Offshore Renewable Energy Lab - inaugurato oggi alla presenza del Ministro dell’Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi, della Presidente di Eni, Lucia Calvosa, dell’Amministratore Delegato di Eni, Claudio Descalzi, e del Rettore del Politecnico Guido Saracco.  Il Laboratorio MORE concretizza ulteriormente la collaborazione tra il Politecnico di Torino ed Eni, sancita a gennaio scorso con il rinnovo di un accordo di partnership, che prevede appunto l’istituzione e il lavoro comune di ricercatori di Eni e dell’Ateneo nel laboratorio, con l’obiettivo di contribuire a una ulteriore crescita del know-how in questa materia di grande interesse sia per Eni che per l’Ateneo e ad una rapida realizzazione industriale delle tecnologie per lo sfruttamento delle risorse energetiche marine. Il Laboratorio permetterà di ampliare il campo d’azione congiunta allo studio di tutte le fonti di energia marina, andando a investigare non solo il moto ondoso ma anche l’eolico e solare offshore, le correnti oceaniche e di marea e il gradiente salino.  Il MORE Lab ha sede presso il Politecnico, con l’impiego di infrastrutture di ricerca del Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale e vede anche l’integrazione con le seguenti strutture Eni: il Marine Virtual Lab, presso il centro di supercalcolo HPC5 a Ferrera Erbognone e l’area di test in mare aperto a Ravenna, dove si sta valutando la fase pre-prototipale del convertitore di moto ondoso ISWEC (Inertial Sea Wave Energy Converter), il primo impianto al mondo di generazione elettrica ibrida e distribuita da moto ondoso e fotovoltaico; una tecnologia nata dai laboratori di ricerca del Politecnico e sviluppata dalla spin-off dell’Ateneo Wave for Energy, selezionata, ottimizzata ed industrializzata da Eni e in funzione da marzo 2019 nell’offshore di Ravenna.   ISWEC ha dimostrato elevata affidabilità e capacità di adattarsi alle diverse condizioni di mare, grazie al suo sistema attivo di controllo e regolazione. Infatti, nel periodo di esercizio si è arrivati a superare il valore nominale massimo di potenza installata pari a 50 kW.   Inoltre, il Laboratorio farà rete anche con il sito di test del Politecnico a Pantelleria, dove altri aspetti della stessa tecnologia vengono testati in un ecosistema, quello isolano, che mira all’autonomia energetica e all’azzeramento dell’impatto paesaggistico.  Saranno circa 50 i ricercatori coinvolti nella ricerca di MORE Lab, tra personale in ruolo e dottorandi/tesisti del Politecnico, con i quali Eni si interfaccerà, con proprie professionalità, per una rapida crescita del know-how specifico e per la finalizzazione industriale delle tecnologie. Il Centro avrà a disposizione una vasca di prova navale e dei laboratori all’avanguardia per lo sviluppo e dry test dei prototipi e un centro di calcolo ad alte prestazioni.  Il Laboratorio, inoltre, si avvarrà di una cattedra specifica sull’ “Energia dal Mare”, che avrà l’obiettivo di formare ingegneri specializzati nella progettazione, realizzazione e utilizzo delle nuove tecnologie che saranno sviluppate proprio nel laboratorio.  L’AD Eni Claudio Descalzi ha commentato: “L’impegno di Eni nello sviluppo di tecnologie che avranno un ruolo chiave nel processo di decarbonizzazione diventa sempre più concreto grazie al lavoro di ricerca condotto insieme al Politecnico di Torino nei MORE Lab che ci permetterà di ottimizzare le tecnologie per renderle sempre più efficienti, competitive ed accelerare il processo di industrializzazione delle energie marine”.  “In un settore come quello dell’energia rinnovabile e della sostenibilità, lo sviluppo di soluzioni innovative e realizzate in stretta collaborazione con il mondo industriale – quindi pronte per essere impiegate sul mercato – è quanto mai centrale per il nostro Ateneo”, ha commentato il Rettore del Politecnico Guido Saracco. “I laboratori e i progetti di ricerca e innovazione sviluppati con Eni nei MORE Lab saranno cruciali nei prossimi anni per contribuire in modo significativo a trovare soluzioni per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione e riduzione delle emissioni che l’Europa si è data”.da eni.com

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https://www.rmix.it/ - In Internet c’è Tutto, ma Quanto Tempo Spendi per Trovarlo?
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare In Internet c’è Tutto, ma Quanto Tempo Spendi per Trovarlo?
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Miliardi di informazioni, aziende, prodotti e servizi che devi aprire, leggere, valutarne l’affidabilità e trovare ciò che stai cercando. Prova il portale del riciclo rMIX e guadagna tempoSe il tuo tempo e quello dei tuoi collaboratori hanno costo zero, allora i motori generalisti fanno per te, puoi passare o far passare a chi lavora con te, ore, giorni e settimane. Ma se, come credo, il tuo tempo e quello di chi lavora con te costano soldi, forse è meglio affidarsi a motori di ricerca specializzati, con il portale del riciclo rMIX. Il portale rMIX è un aggregatore di aziende, prodotti e servizi nel campo dell’economia circolare, che ti aiuta a trovare, velocemente e in modo esaustivo, quello che stai cercando. Il portale è diviso in due grandi aree di lavoro: - Annunci Offerte e Richieste - Cerca Aziende Nella sezione degli Annunci offerte/richieste troverai i prodotti e servizi dettagliati che le aziende stanno offrendo sul portale, o che abbiamo caricato in quanto direttamente o indirettamente conosciute dalla redazione, la ricerca la puoi fare tu scegliendo le sottocategorie di tuo interesse, fino ad arrivare al paese o ai paesi per te importanti. Ovviamente qui potresti esserci anche tu e la tua azienda se vuoi farti trovare dal mercato, inserendo il tuo annuncio, in modo gratuito o attraverso i vari abbonamenti a pagamento che migliorano la tua visibilità. Nella sezione “Cerca Aziende” puoi partire dalla ricerca delle aziende, selezionando le sottocategorie che ti interessano, fino ad arrivare a una o più aziende di tuo interesse, nelle quali potrai trovare le loro offerte/richieste dettagliate. Il portale del riciclo rMIX lavora con quattro lingue, Italiano, Inglese, Francese e Spagnolo, e ti offre, una volta iscritto, una tua area riservata dove potrai inserire o cancellare le tue offerte/richieste, rinnovare gli abbonamenti a pagamento, sottoscriverne altri e rimanere aggiornato sulla loro scadenza. Inoltre, tramite i servizi di marketing del portale, potrai promuovere la tua azienda o il tuo prodotto o il tuo servizio, tramite banner, annunci sulla newsletter, link building nei post di rMIX in prima pagina su Google, articoli sponsorizzati e molte altre opportunità. Il portale del riciclo rMIX si occupa di materiali riciclati e servizi abbinati, nel settore della carta, plastica, biopolimeri, vetro, metalli, legno, tessuti, RAEE, materiali edili, lubrificanti ed oli usati, rifiuti organici, consulenza, lavori conto terzi, macchine e stampi, distribuzione, lavoro e riuso. L’iscrizione, tramite l’abbonamento rMIX Zero, è gratuita e ti da diritto a inserire le tue offerte/richieste, ricevere la newsletter informativa. Per gli altri servizi puoi accedere tramite gli abbonamenti a pagamento. Ti aspettiamo sul portale del riciclo rMIX nella forma di iscrizione che più ti aggrada.

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https://www.rmix.it/ - In Arabia Saudita il Primo Impianto per i Polimeri Riciclati ISCC+
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare In Arabia Saudita il Primo Impianto per i Polimeri Riciclati ISCC+
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I rifiuti urbani non riciclabili o non separati sono la fonte per produrre polimeri riciclati certificati ISCC+Non esiste solo la strada del riciclo meccanico, quando si tratta di riutilizzare i rifiuti urbani che premono sull’ambiente, ma esistono anche altre soluzioni, a volte alternative e a volte complementari, per migliorare la gestione dello scaro che quotidianamente il mondo produce. In ogni ciclo di trattamento meccanico dei rifiuti si creano degli scarti che non possono essere riciclati, scarti che contengono ancora polimeri sotto forma di associazioni complesse tra di loro. Inoltre, purtroppo, molte aree del mondo, non si occupano di differenziare i rifiuti, quindi esiste una grande quantità di rifiuti non selezionati e non separati. Tre aziende internazionali hanno concluso un’ampia collaborazione che gli permette di intercettare i rifiuti difficili da riciclare, trattarli attraverso il riciclo chimico, creare una nuova famiglia di polimeri plastici riciclati che possono essere immessi nuovamente sul mercato, supportati anche da una certificazione internazionale come la ISCC+. Infatti, TotalEnergies, Aramco e SABIC hanno convertito con successo per la prima volta in Medio Oriente e Nord Africa i rifiuti di plastica in polimeri circolari certificati ISCC+. L'olio di pirolisi della plastica, chiamato anche olio derivato da rifiuti di plastica (DOP), è stato lavorato presso la raffineria SATORP di proprietà congiunta di Aramco e TotalEnergies, a Jubail, in Arabia Saudita. È stato quindi utilizzato come materia prima da Petrokemya, un'affiliata di SABIC, per produrre polimeri circolari certificati. Il progetto mira a spianare la strada alla creazione di una attività per il riciclaggio avanzato della plastica, trasformando i rifiuti in polimeri circolari nel Regno dell'Arabia Saudita. Il processo consente l'utilizzo di plastica non differenziata, che può essere difficile da riciclare meccanicamente e, di conseguenza, contribuisce a risolvere la sfida della plastica a fine vita. Una prima pietra miliare per il progetto è stata l'ottenimento della certificazione ISCC+ per garantire la trasparenza e la tracciabilità dell'origine riciclata di materie prime e prodotti. Il sistema ISCC (International Sustainability and Carbon Certification) ha una sezione dedicata alle biomasse e ai prodotti derivati dalle biomasse, compresa la plastica riciclata. L'obiettivo principale della certificazione ISCC+ è dimostrare che la plastica riciclata soddisfa standard di sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Si verifica anche la catena di approvvigionamento, inclusi gli aspetti legati alla tracciabilità e al rispetto delle normative ambientali. Tre impianti industriali sono stati coinvolti nel processo: la raffineria SATORP, l'impianto di frazionamento NGL di Ju'aymah di Aramco e Petrokemya. Tutti hanno ottenuto con successo la certificazione ISCC+, abilitando la produzione di materiali circolari. Mohammed Y. Al Qahtani, Presidente di Downstream di Aramco, ha dichiarato: “Questo risultato dimostra l'importanza del settore petrolchimico nella creazione di prodotti e soluzioni più sostenibili. Il nostro obiettivo è creare soluzioni circolari per i rifiuti di plastica, facendo progressi anche sulla nostra ambizione di raggiungere l'azzeramento netto delle emissioni di gas serra entro il 2050, attraverso le nostre risorse gestite interamente dall'azienda. Aramco sta prendendo in considerazione diversi modi per attingere a nuove tecnologie e sfruttare le risorse esistenti per supportare l'implementazione di prodotti circolari, più sostenibili e a basse emissioni di carbonio". Bernard Pinatel, President, Refining & Chemicals, TotalEnergies, ha dichiarato: “Questa avanzata iniziativa di riciclaggio della plastica riflette l'ambizione di TotalEnergies di contribuire concretamente ad affrontare la sfida del fine vita della plastica. Diversi altri progetti di economia circolare sono allo studio, sfruttando le competenze tecniche e l'esperienza dei partner per contribuire ulteriormente al riciclaggio della plastica. È un percorso importante verso l'obiettivo di TotalEnergies di produrre il 30% di polimeri circolari entro il 2030 e la sua strategia per costruire un'azienda multi-energia con l'ambizione di arrivare allo zero netto entro il 2050, insieme alla società". Sami Al-Osaimi, SABIC EVP Petrochemicals (A), ha dichiarato: “SABIC è un leader nel settore chimico che supporta Saudi Vision 2030, garantendo una crescita futura sostenibile concentrandosi su ambiente, energia e clima. Questo progetto è in linea con l'impegno di SABIC per evitare lo smaltimento in discarica e l'incenerimento attraverso le sue competenze in materia di innovazione e tecnologia avanzata. Questo progetto mostra la collaborazione del settore petrolchimico per superare le sfide a monte e a valle della plastica circolare. A tal fine, SABIC ha recentemente annunciato il suo obiettivo di un milione di tonnellate di soluzioni TRUCIRCLE ™ entro il 2030, che intende aiutare a fornire ai nostri clienti soluzioni più sostenibili”.Fonte TotalEnergy

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