Trinseo e Tyre Recycling Solution Creano una Nuova PartnershipAccordo commerciale tra Trinseo e Tyre Recycling Solution per realizzare nuove ricette per pneumatici sintetici sostenibiliTrinseo è un'azienda che si occupa della produzione di materiali plastici, leganti in lattice e gomme sintetiche che conta 2700 dipendenti e 17 stabilimenti produttivi in tutto il mondo, ha annunciato, attraverso un comunicato stampa, un accordo con l'azienda Svizzera TRS per la formulazione di ricette che aiutino i produttori di pneumatici più sostenibili.Trinseo, fornitore globale di soluzioni per i materiali e produttore di plastica, leganti in lattice e gomma sintetica, ha raggiunto un accordo con Tyre Recycling Solutions (TRS) in merito ad una collaborazione commerciale e una partecipazione in TRS. La chiusura dell'accordo è previsto entro la fine del trimestre, subordinatamente alle normali condizioni di chiusura. Il nuovo accordo vedrà le due società collaborare nella ricerca e sviluppo, unendo le loro competenze tecnologiche combinate per aiutare i produttori di pneumatici globali a sviluppare formulazioni di pneumatici più sostenibili. Trinseo e TRS condividono l'obiettivo a lungo termine di sviluppare nuovi sistemi per creare un maggiore valore per la produzione di pneumatici che riducano l'impronta ambientale e creino uno sbocco sostenibile per i pneumatici a fine vita. “Questa collaborazione è estremamente importante per lo sviluppo di vere soluzioni circolari per l'industria dei pneumatici e degli articoli tecnici in gomma. In qualità di fornitore leader di gomma sintetica per l'industria dei pneumatici, ci impegniamo ad aiutare i nostri clienti a raggiungere i loro obiettivi di sostenibilità e crediamo che il modo più efficace per farlo sia attraverso la collaborazione lungo la catena del valore. La partnership con TRS ci fornirà materie prime per pneumatici riciclati di alta qualità per servire i clienti a livello globale ", ha affermato Francesca Reverberi, Vicepresidente, Engineered Materials and Synthetic Rubber, Trinseo. Staffan Ahlgren, amministratore delegato di TRS, ha commentato: “TRS ha già lavorato a stretto contatto con Trinseo per diversi anni e siamo entusiasti di entrare nella fase successiva della nostra collaborazione. TRS ha sviluppato tecnologie per trattare pneumatici fuori uso e fornire prodotti di output con un valore economico circolare più elevato. La partnership con Trinseo è la conferma dei grandi passi che abbiamo fatto da quando l'azienda è stata fondata sette anni fa. " L'investimento è allineato e coerente con gli obiettivi di sostenibilità 2030 recentemente annunciati da Trinseo che delineano l'attenzione dell'azienda nell'affrontare il cambiamento climatico, incorporando la sostenibilità nel suo portafoglio di prodotti, promuovendo la gestione dei fornitori e assumendo la responsabilità come datore di lavoro. Lanciati in concomitanza con il decimo anniversario dell'azienda, questi obiettivi a lungo termine sono ora al centro dell'azienda a tutti i livelli. Categoria: notizie - plastica - economia circolare - rifiuti
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Cerca Consulenti per il Riciclo e l’Economia Circolare: Trova Esperti su rMIXScopri la directory rMIX dedicata ai consulenti ambientali, tecnici, vendite e strategici per progetti di riciclo, sostenibilità e gestione dei rifiuti. Contatta subito studi e professionisti qualificatiNel contesto sempre più complesso e competitivo dell’economia circolare, poter contare su consulenze professionali e specializzate è un fattore decisivo per aziende, enti pubblici e operatori ambientali. La sezione “Cerca Aziende – Consulenza” del portale rMIX è stata pensata proprio per soddisfare questa esigenza crescente, mettendo in contatto diretto chi offre competenze tecniche, strategiche e normative con chi le cerca per migliorare i propri processi di sostenibilità. rMIX è oggi il principale hub digitale italiano dedicato al riciclo, ai materiali rigenerati e alla transizione ecologica. La pagina dedicata alla consulenza rappresenta un punto di accesso immediato e altamente profilato per scoprire professionisti, società e studi di consulenza attivi nel campo ambientale, dell’innovazione green e dell’economia circolare. Una directory verticale sulla consulenza per il riciclo All’interno della sottocategoria “Consulenza” della sezione “Cerca Aziende”, trovi un elenco in continuo aggiornamento di soggetti qualificati, selezionati per esperienza, ambiti di intervento e referenze documentabili. Il servizio copre una vasta gamma di settori e competenze, tra cui: - Consulenza ambientale normativa (rifiuti, emissioni, autorizzazioni AUA/AIA, End of Waste) - Consulenza sulla vendita di polimeri riciclati, macchine e impianti per il riciclo - Progettazione e gestione impianti di riciclo e trattamento rifiuti - Supporto alla transizione verso modelli di economia circolare - Studi di fattibilità e analisi LCA (Life Cycle Assessment) - Eco-design e progettazione sostenibile di prodotti - Sistemi di gestione ambientale (ISO 14001, EMAS, ecc.) - Consulenza su incentivi, bandi pubblici e finanziamenti green Ogni scheda aziendale presente nella directory è completa di informazioni utili per un primo contatto diretto: recapiti telefonici, e-mail, eventuali link al sito web, descrizione dei servizi offerti e, quando disponibili, ambiti territoriali di operatività.Perché cercare consulenti con rMIX? Se operi nel settore industriale, nella gestione ambientale o nella pianificazione di progetti legati alla sostenibilità, sai quanto sia importante affidarsi a professionisti competenti e aggiornati. Con rMIX puoi trovare in pochi click: - Studi e società con competenze certificate - Professionisti attivi in tutta Italia e all'estero - Consulenti esperti in filiere specifiche: plastica, metalli, carta, RAEE, vetro, legno, RAEE, tessuti, edilizia sostenibile, ecc. - Partner per audit ambientali, conformità normativa e formazione tecnica La piattaforma è costruita per facilitare una ricerca rapida e mirata, grazie a un motore interno con filtri tematici, che ti permette di identificare il profilo più adatto al tuo progetto o alla tua impresa, senza perdite di tempo né passaggi intermedi. Un’opportunità per i professionisti del settore Se sei un consulente ambientale o rappresenti uno studio tecnico con specializzazione nel riciclo o nella sostenibilità o sei un'azienda la presenza nella directory rMIX può aumentare notevolmente la tua visibilità online e il tuo potenziale di networking professionale. Iscrivendoti al portale, puoi: - Pubblicare gratuitamente la tua scheda professionale - Presentare i tuoi servizi in una vetrina settoriale dedicata - Essere trovato da aziende, enti e professionisti del settore ambientale - Ricevere contatti diretti da parte di clienti potenzialmente interessati - Rientrare in una rete nazionale di operatori impegnati nella transizione ecologica Essere presenti nella sezione “Cerca Aziende – Consulenza” significa posizionarsi all’interno di un contesto coerente, tematico, e fortemente orientato all’azione. Una risorsa unica per costruire progetti circolari rMIX è molto più di un portale: è una piattaforma attiva che promuove concretamente l’incontro tra domanda e offerta nel mondo del riciclo e della sostenibilità. Attraverso la directory dedicata alla consulenza, contribuisce alla costruzione di una filiera virtuosa, in cui le competenze si incontrano, si scambiano e generano valore. Scopri ora la sezione Consulenza nella pagina “Cerca Aziende” di rMIX: 👉 Vai alla directory Consulenza su rMIX
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Nextchem (Maire) Conquista il Mercato Statunitense con un Contratto di DecarbonizzazioneAccordo con DG Fuels Louisiana per la Tecnologia di Gassificazione Nx Circular: Un Passo Avanti nella Produzione di Combustibili Sostenibili di Marco ArezioNel panorama globale delle energie rinnovabili e della decarbonizzazione, l'annuncio recente di Maire sulla firma di un contratto significativo negli Stati Uniti rappresenta un importante avanzamento. Attraverso la sua controllata MyRechemical, Nextchem ha concluso un accordo di licenza con DG Fuels Louisiana per la tecnologia proprietaria di gassificazione Nx Circular. Questo progetto promette di rivoluzionare la produzione di combustibili rinnovabili, segnando un progresso significativo nella lotta contro il cambiamento climatico. La Tecnologia Nx Circular La tecnologia Nx Circular è al centro di questo nuovo impianto di gassificazione, che dovrebbe entrare in funzione nel 2028. Questa tecnologia avanzata consente di convertire biomasse residuali e una piccola parte di rifiuti urbani in combustibile. La capacità produttiva prevista è di 450 milioni di litri di combustibile all'anno, dimostrando il potenziale di questa tecnologia per contribuire significativamente alla riduzione delle emissioni di carbonio. Dettagli del Progetto L'impianto in Louisiana non solo rappresenta un traguardo per Nextchem e MyRechemical, ma anche per l'industria delle energie rinnovabili. La selezione di MyRechemical come licenziataria della tecnologia di gassificazione e trattamento del gas è stata basata sulla capacità dell'azienda di processare un milione di tonnellate all'anno di residui della lavorazione della canna da zucchero, bagassa e polpa. Questi materiali rappresentano un'abbondante fonte di biomassa residuale, ideale per la produzione sostenibile di combustibili. Impatto Ambientale e Industriale Il progetto è una risposta concreta all'esigenza di decarbonizzazione dell'industria, come sottolineato dal CEO di Maire, Bernini, il quale ha ribadito l'impegno dell'azienda nella riduzione delle emissioni industriali. La produzione di combustibile da biomasse residuali non solo riduce la dipendenza dai combustibili fossili, ma contribuisce anche alla gestione sostenibile dei rifiuti. Questo processo di gassificazione può infatti trasformare scarti agricoli e urbani in risorse preziose, promuovendo un modello di economia circolare. Prospettive Future Il successo di questo progetto potrebbe aprire la strada a ulteriori implementazioni della tecnologia Nx Circular in altri contesti geografici e industriali. La collaborazione con DG Fuels Louisiana rappresenta un modello di partenariato che potrebbe essere replicato, stimolando investimenti e innovazioni nel settore delle energie rinnovabili. Inoltre, l'adozione di queste tecnologie avanzate in altre regioni potrebbe accelerare la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio a livello globale. Conclusioni L'accordo di Nextchem e MyRechemical con DG Fuels Louisiana è più di un semplice contratto; è un segnale di progresso e innovazione nell'ambito della sostenibilità industriale. Attraverso l'applicazione della tecnologia Nx Circular, questo progetto dimostra come sia possibile coniugare crescita economica e tutela ambientale. La decarbonizzazione dell'industria è una sfida complessa, ma con iniziative come questa, il futuro appare più promettente. L'impegno di Maire e delle sue controllate non solo contribuisce a un ambiente più pulito, ma crea anche nuove opportunità per un'industria più sostenibile e resiliente.
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Stretto di Hormuz Chiuso: Le Conseguenze della Guerra in Iran sulle Materie Plastiche Vergini e RiciclateLa chiusura dello Stretto di Hormuz causata dal conflitto in Iran sta scuotendo la filiera globale delle materie plastichedi Marco Arezio · | 25 marzo 20261. Il Contesto Geopolitico: la Guerra in Iran e la Chiusura di Hormuz Il 28 febbraio 2026 Israele, in coordinamento con gli Stati Uniti, ha dato avvio a un'operazione militare preventiva contro obiettivi iraniani legati al programma nucleare e balistico. L'Iran ha risposto con missili e droni contro Israele, Arabia Saudita e basi USA nella regione, dichiarando contestualmente la chiusura dello Stretto di Hormuz — il corridoio marittimo di 34 km tra le coste iraniane e la penisola di Musandam (Oman) che connette il Golfo Persico al Golfo dell'Oman. Secondo i dati dell'U.S. Energy Information Administration (EIA), nel 2024 circa 20 milioni di barili di greggio al giorno e circa 400 milioni di m³ di GNL transitavano ogni giorno attraverso quello stretto. Al 9 marzo 2026, il numero di navi in transito era crollato da 129 (media di febbraio) a sole 4 unità al giorno: una riduzione del 97% del traffico marittimo. Per la prima volta nella storia moderna, Teheran ha raggiunto questo risultato non con mine o blocchi navali classici, ma colpendo fisicamente le petroliere che tentavano il passaggio — come documentato dall'agenzia britannica UKMTO con l'affondamento della Skylight — e facendo quadruplicare i premi assicurativi per il rischio di guerra. I principali armatori (Maersk, Hapag-Lloyd) hanno sospeso i transiti. 2. Perché lo Stretto di Hormuz è il Cuore della Petrolchimica Mondiale Lo Stretto di Hormuz non è soltanto un corridoio petrolifero: è il punto di passaggio obbligato per buona parte dell'intera filiera petrolchimica mondiale. Intorno al Golfo Persico si concentra la più competitiva base produttiva di feedstock chimici a livello globale, con impianti integrati di cracking in Arabia Saudita (SABIC, ARLANXEO), Emirati Arabi Uniti (Borouge), Kuwait, Qatar e Iran. Secondo un'analisi del Laboratorio REF Ricerche (marzo 2026), l'84% delle esportazioni di polietilene (PE) dei Paesi del GCC transita attraverso lo Stretto. Analogamente, secondo i dati ICIS, circa l'80% della domanda asiatica di nafta importata via mare era coperta dall'offerta mediorientale nel 2025. Con il blocco di Hormuz, tutti questi flussi sono interrotti o fortemente compressi. I Prodotti Petrolchimici a Rischio Il collegamento tra blocco di Hormuz e prezzi delle materie plastiche è diretto e strutturale. La catena del valore parte dagli idrocarburi (petrolio greggio e gas naturale) e percorre questi stadi: • Nafta (da raffinazione del greggio) → alimenta i cracker etilenici • Etilene + Propilene → monomeri base per PE (polietilene), PP (polipropilene), PVC, PET • Metanolo → intermedio per resine, plastificanti, solventi • MEG (monoetilen glicole) → precursore di PET e fibre poliestere • Butadiene → gomma sintetica SBR, componenti elastomerici L'Iran, in particolare, era nel 2025 il maggiore esportatore mondiale di metanolo con oltre 9 milioni di tonnellate (fonte: database ICIS Supply and Demand). Con gli impianti iraniani fermi e le spedizioni bloccate, la scarsità si ripercuote immediatamente sui mercati spot degli intermedi e delle resine commodity. Il Qatar ha sospeso la produzione di GNL — e con essa quella di parte dell'alluminio e di prodotti chimici — dopo attacchi iraniani vicino ai siti di estrazione del North Field, il più grande giacimento di gas del mondo. L'Italia, come ricordano i dati ISPI, dipende dal Qatar per oltre l'11% dei propri consumi di gas, il triplo della media europea.3. Impatto sulle Materie Plastiche Vergini: Feedstock, Resine e Prezzi 3.1 Aumento dei Prezzi dei Polimeri Commodity — Dati al 24 marzo 2026 L'escalation ha innescato la più rapida ondata di rincari sui polimeri commodity degli ultimi vent'anni. I dati aggiornati al 24 marzo 2026 mostrano un quadro straordinariamente severo in tutte le aree geografiche. In Europa, secondo i dati Platts/S&P Global, il PP homopolymer injection FD NWE ha raggiunto 1.200 €/t al 13 marzo, con un incremento di 220 €/t rispetto all'inizio del mese. Il polietilene ha subito aumenti tra 200 e 500 €/t a seconda del grado, con l'LDPE che ha guadagnato un raro premio rispetto all'mLLDPE per scarsità di offerta (fonte: ChemOrbis/Platts, Italia). I produttori europei hanno interrotto le offerte a causa dell'ordine di stop dall'area del Golfo. LyondellBasell ha annunciato aumenti cumulativi di 35 centesimi/lb (oltre 770 $/t) per il PE nordamericano attraverso maggio 2026. Negli USA, l'HDPE è aumentato del 36,57% nelle prime settimane di marzo. Il polymer-grade propylene (PGP) spot è balzato nella fascia 40–45 cent/lb (da 32,5 di gennaio), con aumenti contratto PP già di 4 cent/lb a febbraio, 2 cent a marzo e 4 cent nominati per aprile (fonti: Argus Media, Plastics Technology, RTi). In India il quadro è ancora più drammatico: Reliance Industries ha alzato i prezzi PE tre volte in otto giorni; Indian Oil ha seguito con quattro round propri. Complessivamente, i polimeri indiani sono aumentati del ~43% dal 28 febbraio (fonte: S&P Global), con punte spot del 100–150% su alcuni gradi. In Asia, il PP injection CFR Far East è cresciuto di 330 $/t dal 2 marzo. In Africa, il PP raffia è salito del 39%. Al 13 marzo 2026, ICIS aveva contato 31 dichiarazioni di forza maggiore o allocazione vendite per prodotti chimici in Asia e Medio Oriente, 2 in Europa e 1 nelle Americhe. Plastribution UK ha dichiarato: il problema principale non è più il prezzo ma riuscire a trovare materiale fisico. La nafta — principale feedstock dei cracker asiatici — ha segnato il rincaro più violento: da 619–621 $/t (CFR Asia Orientale, al 28 febbraio) a 1.077–1.079 $/t al 17 marzo (+74% in due settimane), secondo PolymerUpdate. Questo ha costretto numerosi cracker asiatici a tagliare i tassi operativi: i cracker nordest-asiatici si attenderanno a ~70% di utilizzo a marzo (vs 80% a febbraio), quelli sudcoreani addirittura sotto il 65%.3.2 Disruption della Supply Chain: Logistica e Disponibilità Al di là dei prezzi, il problema immediato è fisico: le petroliere e le navi portarinfuse non transitano più dallo Stretto. Le rotte verso il Capo di Buona Speranza allungano i tempi di percorrenza di 10–15 giorni e aumentano i costi di trasporto del 40–72%. Questo crea una doppia criticità per i trasformatori europei: la riduzione della disponibilità di feedstock importato e l'incertezza sui tempi di consegna, che rende impossibile qualsiasi pianificazione industriale stabile. I distretti produttivi italiani maggiormente esposti, secondo l'Ufficio studi CGIA (marzo 2026), sono: Materie plastiche di Treviso, Vicenza e Padova; Articoli in gomma e materie plastiche di Varese; Polo petrolchimico di Brindisi; Petrolchimico Sarroch (CA); Polo chimico di Salerno. La CGIA stima un impatto di circa 10 miliardi di euro in più di costi energetici per le imprese italiane nel 2026. 3.3 L'Opzione del Reindirizzamento: Limiti e Opportunità Le alternative allo Stretto di Hormuz per il transito di idrocarburi dal Golfo sono limitate. L'oleodotto Trans-Arabico (TAPLINE), dismesso, e l'Abqaiq–Yanbu in Arabia Saudita hanno una capacità di circa 5 milioni di bbl/giorno, sufficiente a coprire solo una frazione del volume abituale. Il terminale di Fujairah (UAE), sul Golfo dell'Oman, può svolgere un ruolo tampone parziale. Per il GNL non esiste oggi un'alternativa di capacità equivalente a Hormuz. Nel medio periodo, questa crisi sta accelerando gli investimenti in rotte alternative, capacità di rigassificazione aggiuntiva e stoccaggio strategico del GNL. Sul fronte petrolchimico, si prevede un rilancio dei cracker nordamericani (USA, Canada) ed europei a gas di shale, con un ribilanciamento strutturale delle catene di approvvigionamento. L'EIA nel suo Short-Term Energy Outlook di marzo 2026 prevede che il Brent si mantenga sopra 95 $/bbl per i prossimi due mesi, per poi scendere sotto 80 $/bbl nel terzo trimestre solo se il conflitto si risolverà. Nel caso il blocco persista, gli analisti di BIC Advisory Group stimano ripercussioni su prezzi e supply chain 'della durata di mesi, con aggiustamenti delle rotte commerciali che richiederanno anni'. 4. Impatto sulle Plastiche Riciclate: Un Settore già in Crisi StrutturaleIl conflitto in Iran arriva in un momento già critico per il settore europeo del riciclo plastico. Secondo il Laboratorio REF Ricerche (marzo 2026), nel 2024 i volumi complessivamente riciclati in Europa sono scesi per la prima volta, da 7,7 a 7,5 milioni di tonnellate, e il fatturato del comparto è in calo per il secondo anno consecutivo — con la più consistente chiusura di capacità operativa di riciclo mai registrata nel continente. 4.1 Il Paradosso della Crisi: Riciclato più Caro della Vergine? Fino alla crisi di Hormuz, il principale problema del settore era che i polimeri vergini, prodotti in eccesso soprattutto da impianti asiatici e mediorientali, erano più economici dei riciclati europei. Il conflitto ha invertito questa dinamica in modo brusco e, per certi versi, paradossale. Da un lato, il rincaro dei feedstock vergini (nafta, etilene, propilene) rende i polimeri di prima produzione più costosi, teoricamente aumentando la competitività del riciclato. Dall'altro, i costi energetici degli impianti di riciclo sono schizzati insieme al prezzo del gas (da 32 a 55 €/MWh in pochi giorni), rendendo il processo di rigranulazione, lavaggio e selezione meccanica significativamente più oneroso. Riciclare plastica o fondere alluminio sono attività energivore: con il gas che ha ripreso la corsa sopra i 45 €/MWh, il vantaggio economico del riciclato si assottiglia. 4.2 Il Blocco Logistico delle Materie Prime Seconde (MPS) Il secondo fronte colpisce direttamente i flussi export del riciclo europeo verso l'Asia. L'Italia nel 2024 aveva già raggiunto il picco decennale (2015–2024) per l'esportazione di MPS plastiche extra-UE (103.352 tonnellate, fonte: Laboratorio REF 2026). Con la crisi di Hormuz, i noli marittimi per l'export di carta e plastica verso l'Asia sono aumentati del 40% in tre settimane, bloccando di fatto le rotte commerciali del riciclo. La conseguenza è che gli operatori italiani si trovano a stoccare tonnellate di materiale riciclato che non può essere smaltito né venduto: impianti paralizzati da un lato dall'aumento dei costi operativi, dall'altro dall'impossibilità di esportare i semilavorati verso i mercati di destinazione abituali. A peggiorare ulteriormente il quadro, dal maggio 2026 scatterà il divieto europeo di esportare rifiuti plastici verso Paesi non OCSE — una misura già in calendario che, in combinazione con il blocco logistico causato dalla guerra, rischia di generare un collo di bottiglia senza precedenti nella gestione dei flussi di plastica post-consumo. 4.3 Il Riciclo Chimico tra Opportunità e Vulnerabilità Il riciclo chimico — pirolisi, gassificazione, depolimerizzazione — potrebbe teoricamente beneficiare della crisi, in quanto produce olio di pirolisi che si sostituisce alla nafta fossile come feedstock per i cracker. Tuttavia, questi impianti sono anch'essi energivori e richiedono temperature operative elevate (400°C per la pirolisi, 700–800°C per la gassificazione). Con il gas a 55 €/MWh, i margini operativi di queste tecnologie si restringono sensibilmente. Restano valide, nel medio termine, le considerazioni strategiche: il riciclo chimico consente di valorizzare le frazioni plastiche contaminate e miste non riciclabili meccanicamente, riducendo la dipendenza dai feedstock del Golfo. Gli investimenti in questa direzione sono destinati ad accelerare nella fase post-crisi. 5. Scenari: Breve, Medio e Lungo Termine per la Filiera Plastica 5.1 Breve Termine (1–3 mesi): Stagflazione da Importazione Lo scenario più immediato, come definito dall'I-Com, è quello di una 'stagflazione da importazione': inflazione energetica in forte crescita, rallentamento della produzione industriale e pressione sulle bilance dei pagamenti dei paesi importatori. Per la filiera plastica questo si traduce in: • Sospensione o riduzione delle produzioni di trasformatori europei con scarsa liquidità • Riallocazione degli acquisti verso fornitori USA, nordafricani e del Mare del Nord — a prezzi più elevati • Blocco degli impianti di riciclo meccanico con bilanci in rosso • Accumulo di scorte di MPS invendute negli hub logistici italiani ed europei 5.2 Medio Termine (3–12 mesi): Accelerazione delle Transizioni Strutturali Se il conflitto dovesse protrarsi o risolversi con un nuovo equilibrio geopolitico instabile, è plausibile che si registri un'accelerazione di alcune transizioni strutturali già in corso: • Rilancio della petrolchimica europea e nordamericana, con investimenti in cracker a etano da shale • Diversificazione delle rotte di approvvigionamento verso Africa occidentale, Norvegia, Alaska • Accelerazione del riciclo chimico e del riciclo meccanico di qualità per le frazioni nobili (PET, HDPE, PP) • Consolidamento del mercato europeo del riciclato attraverso fallimenti e acquisizioni nel comparto del riciclo 5.3 Lungo Termine: Riflessione Strutturale sulla Dipendenza dal Golfo Nel lungo termine, la crisi di Hormuz del 2026 potrebbe rivelarsi il punto di svolta per una ridefinizione delle catene di approvvigionamento petrolchimiche globali. La dipendenza da un singolo corridoio marittimo per un quinto del fabbisogno energetico mondiale — e per oltre l'80% della nafta asiatica — si è rivelata una vulnerabilità sistemica impossibile da ignorare. È probabile un accelerazione degli investimenti in economia circolare, in sostituzione dei materiali vergini di importazione, e una revisione profonda delle politiche di approvvigionamento delle grandi aziende di trasformazione europee. 6. Risposte Istituzionali e di Settore Sul fronte europeo, EuPC ha rivolto un appello urgente ai leader politici per l'applicazione di un tetto al prezzo dell'energia, già discusso nel Consiglio UE del 19 marzo 2026. L'AIE ha coordinato un primo rilascio di scorte petrolifere di emergenza pari a circa un quinto delle riserve totali disponibili tra i paesi membri, precisando tuttavia che tale misura non può essere considerata risolutiva. Per il riciclo plastico, la Commissione Europea aveva già presentato il 23 dicembre 2025 un pacchetto di misure che include: criteri di End of Waste (EoW) armonizzati per le plastiche riciclate meccanicamente, regole di allocazione basate sul bilancio di massa per il riciclo chimico, rilancio della Circular Plastics Alliance e istituzione di codici doganali distinti per le MPS plastiche. La crisi ha dato nuova urgenza a queste misure. In Italia, Assorimap, Corepla e le associazioni di categoria stanno negoziando con il MASE e il MIMIT interventi di sostegno straordinario per gli impianti di riciclo, inclusa la copertura parziale degli extra-costi energetici. L'adeguamento del contributo CONAI (previsto oltre 600 €/t dal luglio 2026 per alcune fasce) è stato definito da più operatori una 'tassa di guerra' necessaria ma insufficiente. 7. FAQ — Domande Frequenti sulla Crisi di Hormuz e le Materie Plastiche Quanto è aumentato il prezzo del PE e del PP a causa della chiusura di Hormuz? Al 24 marzo 2026 i dati sono i seguenti. In Europa il PP Homo Injection NWE ha raggiunto 1.200 €/t (+220 €/t da inizio marzo, fonte S&P Global Platts); il PE ha subito rincari tra 200 e 500 €/t per grado. Negli USA l'HDPE è aumentato del 36,57% a inizio marzo; LyondellBasell ha annunciato aumenti cumulativi di 35 cent/lb attraverso maggio 2026. In India i prezzi spot su alcuni gradi hanno segnato +100–150% dal 28 febbraio. In Africa il PP raffia è salito del 39%. Per il Q2 2026, gli analisti prevedono prezzi ancora elevati con il Brent sopra 95 $/bbl (fonte: EIA STEO marzo 2026). Perché il riciclo plastico soffre di più se la plastica vergine diventa più cara? Il riciclo è un'attività ad alta intensità energetica: i processi di lavaggio, selezione ottica, estrusione e rigranulazione richiedono gas ed elettricità. Con i costi energetici raddoppiati, il vantaggio competitivo del riciclato si riduce anche se la vergine si rivaluta. In più, i noli per l'export verso l'Asia (+40%) bloccano lo smercio delle MPS, generando un accumulo di invenduto che comprime i margini a monte della filiera. L'Iran è un fornitore importante di plastica per l'Europa? Sì, indirettamente. L'Iran è il principale produttore mondiale di metanolo (oltre 9 milioni di tonnellate nel 2025), un intermedio chiave per resine, plastificanti e solventi. L'Iran esportava anche poliolefine e prodotti petrolchimici verso Asia e Medio Oriente. Il blocco della produzione iraniana e le sanzioni aggiuntive irrigidiscono i mercati spot degli intermedi con effetti a cascata sui prezzi delle resine finali. Qual è la rotta alternativa per il GNL e il petrolio del Golfo? L'alternativa principale è il Capo di Buona Speranza (Africa), che aggiunge 10–15 giorni di navigazione e aumenta i costi di trasporto del 40–72%. L'oleodotto Abqaiq–Yanbu (Arabia Saudita) può trasportare circa 5 milioni di bbl/giorno, una frazione del volume abituale. Per il GNL non esistono oggi rotte alternative di capacità equivalente: questo rende i Paesi europei dipendenti dalle forniture qatariote (come l'Italia, all'11%) particolarmente vulnerabili. Cosa cambia per le aziende che acquistano plastica riciclata certificata in Europa? Nel breve periodo, le aziende che acquistano riciclato certificato (es. rPET food-grade, rHDPE, rPP per automotive) potrebbero trovare prezzi meno volatili rispetto alla vergine importata — ma con minore disponibilità fisica per il blocco delle esportazioni di MPS. Nel medio periodo, la crisi potrebbe incentivare lo sviluppo di una supply chain del riciclato più corta e 'domestica' in Europa, riducendo la dipendenza dalle importazioni di MPS dall'Asia. I distretti italiani della plastica sono a rischio chiusura? Il rischio è concreto per le aziende più piccole e meno capitalizzate. I distretti di Treviso/Vicenza/Padova, Varese (gomma e plastiche), Brindisi e Sarroch (petrolchimico) sono tra i più esposti. La CGIA stima che le aziende italiane pagheranno circa 10 miliardi di euro in più di costi energetici nel 2026. L'EuPC ha già richiesto misure di emergenza, e il tema sarà al centro delle prossime sessioni del Consiglio UE sull'industria. 8. Fonti e Riferimenti Le informazioni contenute in questo articolo si basano su fonti primarie e istituzionali verificate: • S&P Global Platts: 'Polypropylene prices rise globally following outbreak of Middle East war' (13 marzo 2026) — spglobal.com • S&P Global: 'War in the Middle East cools polymer trade in the Americas' (3 marzo 2026) — spglobal.com • PolymerUpdate.com: 'Polymer prices surge sharply amid supply disruptions as Middle East tensions escalate' (marzo 2026) — polymerupdate.com • Syntex America: 'Hormuz Crisis Week 3: 50% of Global PE Supply Disrupted, Prices Spike 50-80%' (20 marzo 2026) — syntexamerica.com • PlasticsToday / ICIS (Joseph Chang): 'Iran War Creates a Dire Strait for Resin Markets' (17 marzo 2026) — plasticstoday.com • Argus Media: 'Iran war to push up PE, PP prices: LyondellBasell' (19 marzo 2026) — argusmedia.com • Bloomberg: 'Iran War Ripples Are Driving Up Prices for Plastics Ingredient' (19 marzo 2026) — bloomberg.com • ChemAnalyst: 'Are Feedstock Shortages and War Risks Pushing Petrochemical Prices to New Highs?' (marzo 2026) — chemanalyst.com • Plastics News / ICIS: 'Impacts of Middle East conflict could reshape Europe recycled plastics market' (marzo 2026) — plasticsnews.com • Plastics Technology: 'March 2026: Prices Up for PE, PP, PS, PVC' (febbraio/marzo 2026) — ptonline.com • Fortune / Yahoo Finance: Brent crude price tracker (24 marzo 2026) — fortune.com • Investing.com: Brent Oil Futures live data (24 marzo 2026) — investing.com • EIA Short-Term Energy Outlook (marzo 2026) — eia.gov • I-Com – Istituto per la Competitività: 'La chiusura dello Stretto di Hormuz: uno shock energetico globale' (20 marzo 2026) — i-com.it • ISPI – Istituto per gli Studi di Politica Internazionale: 'Dall'Iran al mondo: 6 grafici sull'impatto economico della guerra' (marzo 2026) — ispionline.it • CGIA Mestre: 'La guerra in Iran presenta il conto alle imprese' (7 marzo 2026) — quotidiano.net • Laboratorio REF Ricerche: 'La crisi del riciclo delle plastiche: proposte per uscirne' (marzo 2026) — laboratorioref.it 👤 Nota sull'Autore Questo articolo è redatto dalla Redazione rMIX, Il Portale del Riciclo nell'Industria delle Materie Plastiche è un business directory e marketplace B2B specializzato, con oltre 25 anni di esperienza nel settore. Le analisi si basano su fonti primarie verificabili (EIA, ISPI, I-Com, ICIS, Coface, Laboratorio REF Ricerche) e su informazioni di mercato aggiornate in tempo reale. Per informazioni, contatti commerciali o richieste di approfondimento: www.rmix.it | info@rmix.it Ultimo aggiornamento: 25 marzo 2026
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Riciclo Fisico per l'ABS dal RAEENon più riciclo meccanico o chimico: si apre l'era del riciclo fisico di Marco ArezioIl settore del riciclo dell'ABS proveniente dai Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) sta vivendo un momento di intensa innovazione grazie al lavoro congiunto tra l'ente olandese TNO e l'azienda spagnola Elix Polymers. Il loro obiettivo è sviluppare una metodologia alternativa sia al riciclo meccanico che a quello chimico, focalizzandosi su un processo di dissoluzione che permetta di separare i polimeri dai pigmenti, dagli additivi e da altri contaminanti. Questa tecnica, definita di riciclo fisico, utilizza solventi per dissolvere il materiale plastico, consentendo il recupero di polimeri di qualità superiore rispetto a quanto ottenibile con il riciclo meccanico, e si caratterizza per un minore consumo energetico e maggiori rendimenti rispetto al riciclo chimico. Durante questo processo, il polimero non viene scomposto in monomeri, evitando l'uso di alte temperature. Mark Roelands, un ricercatore di spicco presso TNO, ha indicato che l'obiettivo per il 2024 è avanzare nella decontaminazione dell'ABS, puntando non solo a rimuovere pigmenti e ritardanti di fiamma ma anche a separare le particelle di gomma. Ciò permetterebbe di sostituirle con altre nuove, contribuendo a "ringiovanire" l'ABS. Questo approccio si prevede di implementare ulteriormente con la creazione di un impianto pilota a Rijswijk, nei Paesi Bassi, durante l'estate. Dal lato di Elix Polymers, Toni Prunera Casellas, responsabile R&D, ha sottolineato come la collaborazione con TNO abbia permesso il recupero di ABS da RAEE di alta qualità, tanto che Electrolux ha già utilizzato questa resina, mescolata con polimero vergine, per la produzione di componenti di lavatrici. La ricerca e lo sviluppo in questo campo stanno andando avanti con l'intento di espandere le applicazioni del riciclo oltre i rifiuti elettronici, includendo anche le automobili a fine vita, per una rimozione ancora più efficace di pigmenti e additivi. Nonostante la ricerca specifica sul riciclo dell'ABS nei RAEE non abbia trovato aggiornamenti recenti nel contesto delle fiere e conferenze di settore, eventi come Waste Management Europe 2024 a Bergamo e Ecomondo 2024 a Rimini rappresentano piattaforme cruciali dove condividere best practice, innovazioni e sviluppi in ambito di economia circolare, riciclo e gestione dei rifiuti. Questi incontri internazionali offrono un'occasione unica per professionisti del settore di incontrarsi, scambiare idee e collaborare per affrontare le sfide legate alla sostenibilità ambientale. Fonte Polimerica
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Cosa è il BackLink nel settore del riciclo e come si può guadagnareL’attività di BackLink dal portale del riciclo rMIX comporta visibilità e vantaggiOttenere BackLinks dal portale del riciclo rMIX può comportare diversi vantaggi significativi per i clienti interessati all'economia circolare. Innanzitutto, il collegamento al portale rMIX può aumentare la visibilità online del cliente, poiché i motori di ricerca valutano positivamente i links provenienti da fonti autorevoli e rilevanti nel settore. Il cliente potrebbe beneficiare anche dell'accesso a una platea più ampia di utenti interessati alla sostenibilità e al riciclo. Il portale del riciclo rMIX funge da punto di incontro per coloro che desiderano promuovere o trovare offerte/richieste riguardanti prodotti riciclati e servizi legati all'economia circolare. Ottenere un BackLink da rMIX consente al cliente di essere parte di questa comunità online dedicata, aumentando le possibilità di connessioni e collaborazioni nel campo della sostenibilità. Inoltre, i BackLink da rMIX possono migliorare la reputazione del cliente nel contesto dell'economia circolare. Essendo associato a una piattaforma dedicata al riciclo, il cliente può trasmettere un impegno tangibile per la sostenibilità ambientale. Questo può influenzare positivamente la percezione del marchio, sia tra i consumatori che tra gli altri attori del settore. Infine, l'ottenimento di BackLink da rMIX può contribuire a posizionare il cliente come un leader o un esperto nel campo dell'economia circolare. Quando altri utenti vedono il collegamento al portale del riciclo rMIX, possono percepire il cliente come una risorsa affidabile e informata. Questa reputazione di competenza può portare a opportunità di partnership, collaborazioni e visibilità mediatica aggiuntiva. In sintesi, ottenere BackLink dal portale del riciclo rMIX offre al cliente un aumento di visibilità, accesso a una comunità specifica, miglioramento della reputazione nel settore e l'opportunità di posizionarsi come un leader nell'economia circolare. Per finire, ma non meno importante, creare un’attività di BackLink tra rMIX e il cliente permette di poter ricevere, gratuitamente e per tutta la durata dell’attività di backLink, di un abbonamento omaggio a rMIX Base, con il quale potrai inserire le tue offerte/richieste sul portale, avendo visibili i tuoi dati aziendali con i quali avere contatti diretti con tutti i fornitori o con i clienti che visitano la piattaforma, anche se non sono abbonati. Se desideri maggiori informazioni puoi leggere le info qui o contattare la nostra redazione.
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Macchine per la Plastica: Cerca le Aziende, le Offerte e le RichiesteScopri le aziende, le offerte e le richieste di macchine per la plastica nel portale del riciclo rMIXIl settore della trasformazione e del riciclo delle plastiche richiede tecnologie avanzate, affidabilità e innovazione continua. Per chi cerca macchinari per la lavorazione, il trattamento e il riciclo della plastica, la directory di rMIX è lo strumento ideale: una serie di pagine specializzate che consente di individuare in modo rapido e mirato aziende che stanno vendendo o comprando gli impianti industriali per la plastica. Accedi subito alla sezione: Cerca Aziende – Macchine per la Plastica su rMIX Un punto di riferimento per l’industria della plastica riciclata La sottocategoria “Macchine Industriali per la Plastica” della sezione “Cerca Aziende” di rMIX raccoglie le principali imprese italiane che producono e vendono: - Estrusori monovite e bivite - Granulatori per scarti plastici - Linee di lavaggio e asciugatura plastica - Presse a iniezione e termoformatrici - Compattatori, trituratori, densificatori - Sistemi di dosaggio e miscelazione - Accessori e ricambi - Stampi - Impianti per la rigenerazione e il riciclo chimico e meccanico - e molto altroOgni azienda è presentata con una scheda dettagliata che riporta le informazioni tecniche sui macchinari offerti, i settori serviti (packaging, automotive, edilizia, elettronica, ecc.), i servizi post-vendita e i contatti diretti. Perché usare rMIX per cercare aziende di macchinari per la plastica? rMIX è la piattaforma dedicata al mondo del riciclo e dell’economia circolare. Utilizzando la sezione “Cerca Aziende”, è possibile accedere a un database aggiornato e settoriale, pensato per agevolare: - Responsabili tecnici alla ricerca di soluzioni produttive efficienti - Acquirenti e buyer industriali che vogliono valutare offerte e preventivi - Operatori ambientali in cerca di impianti per il trattamento dei rifiuti plastici - Start-up e nuovi progetti nel campo del riciclo e della bioeconomia Ottimizzazione SEO: come posizionarsi nel settore Essere presenti nella directory di rMIX non è solo un vantaggio in termini di visibilità, ma anche un’opportunità concreta per ottimizzare il proprio posizionamento sui motori di ricerca. Le schede aziendali sono costruite per favorire l’indicizzazione su Google, grazie a: - URL strutturati per categoria e sottocategoria - Descrizioni ricche di parole chiave tecniche - Link diretti al sito aziendale per aumentare il traffico qualificato - Segmentazione settoriale utile alla SEO verticale - Iscrivi la tua azienda nella sezione “Macchine per la Plastica” Se operi nel campo delle tecnologie per la plastica e vuoi raggiungere un pubblico mirato, la directory di rMIX ti permette di: - Pubblicare una scheda aziendale professionale - Presentare il tuo catalogo macchine o impianti - Essere trovato da potenziali clienti, partner o investitori - Rafforzare la tua reputazione nel settore del riciclo Conclusioni La transizione verso un modello produttivo sostenibile passa anche attraverso macchinari moderni e impianti per il trattamento efficiente della plastica. La sezione “Macchine per la Plastica” di rMIX rappresenta una risorsa strategica per tutte le imprese che desiderano innovare i propri processi, ridurre l’impatto ambientale e valorizzare i materiali riciclati. Inizia ora la tua ricerca o promuovi la tua attività su rMIX: Scopri le Aziende di Macchine per la PlasticaVedi le offerte/richieste delle macchine per la Plastica
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Joint Venture nel Campo del Packaging Farmaceutico in PlasticaDue aziende unite per migliorare l’offerta commerciale e produttiva degli imballi in plastica Non si è mai grandi abbastanza quando si vuole migliorare se stessi e la propria azienda, non si è mai abbastanza efficienti se si vuole dare un servizio alla clientela di primo piano, non si è mai abbastanza capillari quando si vuole essere vicino, in ogni parte del mondo, ai propri clienti, non si finisce mai di affinare le performaces sulla sostenibilità, quando si vuole ridurre al massimo l’impatto ambientale della propria azienda. Da questi e da altri impegni ed obbiettivi, che possiamo pensare sia nata la joint venture che un gruppo internazionale, specializzato nella produzione di plastica riciclata in granuli e leader di mercato degli imballi in HDPE e PET, con un’azienda focalizzata nel settore degli imballi farmaceutici a respiro internazionale.L’obbiettivo della joint venture è la produzione, già nel 2023, di 800 milioni di prodotti per l’imballaggio e di triplicarli all’interno del nuovo piano di sviluppo quinquennale. Le società che partecipano a questo accordo sono ALPLA, che sta espandendo la sua presenza nel mercato globale del packaging farmaceutico e la spagnola Inden Pharma. ALPLA, lo specialista internazionale degli imballaggi e del riciclaggio in plastica, e l'azienda spagnola di imballaggi farmaceutici di fama internazionale Inden Pharma, stanno, come detto, avviando una partnership a lungo termine per la produzione certificata di flaconi, contenitori e chiusure in camere bianche. La joint venture comprende due siti produttivi di ALPLApharma in Grecia (Koropi) e Polonia (Żyrardów) e i due stabilimenti spagnoli di Inden Pharma a Ibi, a nord di Alicante, nonché un quinto stabilimento in Germania (Markdorf) costruito congiuntamente, che è previsto iniziare la produzione a giugno. “Uniamo la presenza globale con standard elevati e leadership tecnologica. Insieme, siamo ancora più vicini ai nostri clienti e stiamo ampliando la nostra gamma di soluzioni di imballaggio di alta qualità, convenienti e sostenibili", afferma Philipp Lehner, CEO di ALPLA. Da quando è entrata nel mercato in rapida crescita del packaging farmaceutico nel 2016, ALPLA si è continuamente espansa in nuovi paesi, tecnologie e categorie di prodotti. Anche Inden Pharma è focalizzata su una forte crescita. Negli ultimi quattro anni, l'azienda ha triplicato le sue vendite per raggiungere i 30,5 milioni di euro nel 2022. Inden Pharma vende ogni anno più di 550 milioni di contenitori in 35 paesi nei 5 continenti. Vantaggio tecnologico e aumento della capacità Nei cinque impianti gestiti congiuntamente nel primo anno verranno prodotti circa 800 milioni di imballaggi. I prodotti standard offerti da Inden Pharma saranno integrati nel catalogo congiunto dei prodotti ALPLApharma e Inden Pharma, raggiungendo un'offerta di oltre 150 articoli. Si prevede inoltre di espandere in futuro l'attività in altri luoghi al di fuori dell'Europa, come l'India, gli Stati Uniti o il Centro e Sud America. “I nostri clienti internazionali beneficiano di una maggiore varietà di impianti, vicinanza, elevata flessibilità, nonché del servizio e della qualità nelle consegne che è stato abituale negli ultimi anni. È una vera sfida, non solo per Inden Pharma, ma per l'intera organizzazione della joint venture, poiché il nostro obiettivo è raggiungere la leadership nel mercato degli imballaggi in plastica farmaceutica nei prossimi cinque anni.Walter Knes, amministratore delegato di ALPLApharma, sottolinea l'importanza del trasferimento di tecnologia e know-how: “Uniamo i nostri punti di forza e le nostre reti di distribuzione, utilizziamo le più moderne tecniche di soffiaggio a iniezione ed estrusione e possiamo contare sulla nostra lunga esperienza nel riciclaggio per futuri sviluppi”.Traduzione automatica. Ci scusiamo per eventuali inesattezze. Articolo originale in Italiano. Fonte: Alpla
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rMIX: La Banca Dati dei Prodotti e dei Servizi per il Riciclo e l’Economia CircolareScopri i settori del riciclo su rMIX, inserisci le tue offerte o richieste e promuovi la tua azienda nella community dedicata alla sostenibilitàrMIX è il portale che mette in comunicazione aziende, professionisti e privati nel mondo del riciclo e dell’economia circolare. Attraverso la sua banca dati, sempre aggiornata, è possibile consultare un ampio ventaglio di prodotti e servizi suddivisi per settori, dove ogni utente può inserire le proprie offerte, richieste o la scheda della propria azienda, contribuendo così alla crescita di una rete virtuosa. Visitando la sezione Prodotti su rMIX troverai una panoramica completa delle soluzioni che interessano l’intero ciclo della sostenibilità: dalle materie prime seconde ai semilavorati, dai prodotti finiti riciclati ai servizi tecnici e ambientali. I settori del riciclo su rMIX La banca dati è articolata in numerosi settori, così da offrire una visione chiara e immediata delle opportunità: - Plastica: polimeri rigenerati, scarti selezionati, compound, granuli, macinati, polveri e articoli finiti riciclati - Carta e Cartone: maceri, polpe, cartoncini e imballaggi per usi industriali e commerciali - Vetro: cullet selezionati, prodotti riciclati e servizi collegati al recupero- Prodotti plastici finiti: qui troverete un'ampia soluzione di prodotti finiti in plastica riciclata e di aziende che li realizzano - Metalli: ferro, acciaio, alluminio, rame e leghe secondarie pronte all’utilizzo sotto forma di rottami o prodotti pronti all'uso - Legno: scarti industriali, pallet rigenerati, pannelli e semilavorati - Tessuti: fibre riciclate, scarti tessili, filati sostenibili per moda e arredamento- Inerti e materiali da costruzione: sabbie, aggregati, mattoni, pietre, isolanti riciclati e soluzioni per l’edilizia circolare - Energia ed ambiente: consulenze, impianti e soluzioni per la produzione da fonti rinnovabili e per la riduzione dell’impatto ambientale. - Macchine e stampi: impianti completi o singole macchine o stampi divisi nei vari settori di appartenenza - Additivi & Masterbach: ampia disponibilità di additivi e coloranti per tutti i servizi industriali trattati - Biopolimeri: sono raggruppate aziende e offerte/richieste inerenti al mondo dei polimeri sostenibili - Antichità: nel concetto di riuso e conservazione potete trovare numerosi attori del settore del restauro di oggetti ed elementi costruttivi - Lavoro conto terzi: le maggiori specializzazioni espresse nel settore dell'economia circolare vengono presentate attraverso la disponibilità di servizi per le imprese - Lubrificanti e oli usati: il corretto trattamento e il riuso degli oli usati e dei lubrificanti trovano su rMIX una banca dati di attori specializzati - Mitigazione ambientale: il mondo delle aziende che si occupano di bonifiche, della sistemazioni del territorio e di edilizia ecologica - Trattamento delle acque: depurazione, trattamenti specialistiche delle acque sia nel settore industriale che in quello civile - Riuso: gli attori che si occupano di prodotti e servizi inerenti al riuso convergono nella piattaforma rMIX Ogni settore rappresenta una possibilità concreta di scambio: chi cerca trova, chi offre si fa conoscere. Un invito a partecipare rMIX non è solo un portale, ma un punto d’incontro. Le aziende già presenti utilizzano la piattaforma per dare visibilità ai propri prodotti e servizi, raggiungendo nuovi clienti e partner commerciali. Anche i privati e i professionisti possono pubblicare gratuitamente le loro offerte o richieste, creando così connessioni utili e immediate. Se rappresenti un’azienda, puoi inserire la tua realtà nel database di rMIX e mostrare al mercato il tuo impegno per l’economia circolare. Se sei un operatore alla ricerca di materiali o servizi, puoi esplorare le categorie e trovare la soluzione più adatta alle tue esigenze. Scopri rMIX e fai parte della community del riciclo Visita subito la sezione Prodotti su rMIX e inizia a navigare tra i diversi settori. Potrai inserire la tua azienda, le tue offerte o le tue richieste, diventando protagonista di una rete che mette al centro la sostenibilità e la collaborazione. rMIX è la piattaforma che trasforma il riciclo in opportunità: entra anche tu nella community dell’economia circolare.
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Ecomondo: Fiera dell' Ecosistema e della Transizione EcologicaEcomondo: Fiera dell' ecosistema e della transizione ecologicaEcomondo è il punto di incontro e di dialogo tra industrie, stakeholder, policy maker, opinion leader, autorità locali e raccoglie e mette a sistema gli elementi chiave che definiscono le strategie di sviluppo della politica ambientale dell’Unione Europea.È l’evento internazionale di riferimento in Europa e nel bacino del Mediterraneo per le tecnologie, i servizi e le soluzioni industriali nei settori della green and circular economy. Hub di ricerca e innovazione, ospita le principali aziende di servizi, soluzioni e tecnologie del settore ambientale: dalla gestione delle acque allo smaltimento dei rifiuti, dal tessile alle bioenergie, dalla gestione e tutela dei suoli fino ai trasporti, l’agricoltura e le città sostenibili. Nel 2023, la manifestazione sarà dal 7 al 10 novembre 2023, a Rimini e si occuperà di organizzare, promuovere incontri digitali e non durante tutto l’anno, occasioni per affrontare i temi legati allo stato di implementazione dei progetti faro PNRR e allo stato di adozione dell’economia circolare nelle principali filiere industriali oltre al ripristino e la rigenerazione ecologica dei suoli e dell’idrosfera, delle coste e delle città.Per maggiori informazioni consulta il sito: https://www.ecomondo.com/
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Acquisizione della Società Spagnola Iber ResinasL’azienda è specializzata nel riciclo meccanico delle plastiche da post consumo e post industriali e nella produzione di granuli e macinatiContinuano le operazioni di acquisizioni sul mercato Europeo da parte dei grandi gruppi industriali attivi nel settore della plastica, che spingono per rilevare riciclatori e produttori di resine circolari al fine di aumentare la loro offerta di prodotti green sul mercato. Iber Resinas è un’azienda con sede a Valencia (Spagna) che si occupa del riciclo del polipropilene, del polietilene e del polistirolo, derivanti dalla raccolta differenziata o dai rifiuti di produzione industriale. trasformandoli in macinati o granuli per la produzione di nuovi prodotti plastici.L’azienda ha un mercato consolidato nella vendita di polimeri riciclati che interessano il settore dell’automotive, quello edilizio e del settore degli imballaggi. L’acquirente che ha chiuso l’operazione è la multinazionale TotalEnergies, che continua la sua diversificazione del business, oltre che nel settore dell’energia rinnovabile, anche in quello delle plastiche riciclate. Lo scopo di questa acquisizione per TotalEnergies è quello di aumentare la sua produzione di polimeri circolari in Europa, l’ampliamento della sua gamma di prodotti riciclati e il miglioramento del suo accesso alle materie prime, attraverso la rete di fornitori di Iber Resinas. Dal lato opposto, Iber Resinas sfrutterà le sinergie con TotalEnergies per sviluppare prodotti di qualità e beneficerà della capacità della società di accelerare la propria crescita. "Questa acquisizione è un ulteriore passo verso il raggiungimento della nostra ambizione di aumentare la quota di polimeri circolari nella nostra produzione di plastica al 30% entro il 2030", ha dichiarato Nathalie Brunelle, Senior Vice President Polymers, Refining & Chemicals, presso TotalEnergies. "Siamo lieti di dare il benvenuto ai team di Iber Resinas e unire il loro know-how di riciclaggio con l'esperienza dei polimeri di TotalEnergies". “Entrare a far parte di TotalEnergies è una grande soddisfazione, ma anche un'opportunità per rafforzare e sviluppare Iber Resinas. Ci consentirà di costruire insieme il nostro lavoro, le nostre conoscenze e lo sviluppo in Spagna e nell'UE, nel settore del riciclaggio dei polimeri, e di affrontare le nuove sfide e le richieste dei nostri clienti ", hanno affermato Santiago Sanz e Borja Sanz, proprietari e amministratori delegati di Iber Resinas .Info: TotalEnergy
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Riciclo chimico e rinascita industriale: a Mantova prende vita l’impianto Hoop® di VersalisDalla plastica mista non riciclabile nasce una nuova materia prima per l’industriadi Marco ArezioNel cuore della pianura padana, tra le linee di produzione e gli spazi storici dello stabilimento Versalis di Mantova, si è compiuto oggi un passo decisivo verso un’economia più circolare e sostenibile. È stato infatti inaugurato l’impianto dimostrativo basato sulla tecnologia Hoop®, un’innovazione tutta italiana destinata a trasformare radicalmente il modo in cui trattiamo i rifiuti plastici più complessi. Frutto della collaborazione tra Versalis – società chimica del gruppo Eni – e l’azienda S.R.S. (Servizi di Ricerca e Sviluppo), la tecnologia Hoop® nasce con un obiettivo ambizioso: recuperare valore da quei materiali plastici misti che, fino a oggi, sfuggivano alle logiche del riciclo meccanico tradizionale. Si tratta di plastiche eterogenee, contaminate o multistrato, spesso destinate all’incenerimento o allo smaltimento in discarica. Grazie a questo nuovo processo, invece, possono essere scomposte chimicamente e riconvertite in una materia prima preziosa: il cosiddetto r‑naphtha, un idrocarburo che può rientrare nel ciclo produttivo come base per nuove plastiche, inclusi gli imballaggi alimentari. L’impianto appena avviato, costruito all’interno del polo mantovano su un’area di circa 5.000 metri quadrati, ha richiesto oltre un anno di lavori e ha coinvolto più di venticinque imprese specializzate, portando sul campo una media giornaliera di settanta lavoratori. Non si tratta di un semplice test tecnico: siamo di fronte a un vero banco di prova su scala reale, pensato per validare e ottimizzare un processo che – se darà i risultati attesi – verrà replicato su larga scala in Sicilia, a Priolo, dove è già in fase di progettazione un impianto industriale da 40.000 tonnellate annue di capacità. I primi test di esercizio, condotti nelle scorse settimane, hanno già fornito indicazioni molto positive, confermando l’efficienza del reattore di pirolisi nel trattare plastica mista e la buona qualità del r‑naphtha prodotto. Dal punto di vista ambientale, le prospettive sono incoraggianti: si stima che, nei primi dieci anni di attività, questo tipo di impianto possa evitare l’emissione di oltre 139.000 tonnellate equivalenti di CO₂, contribuendo in modo sostanziale agli obiettivi europei di decarbonizzazione. L’iniziativa rientra infatti in una strategia industriale più ampia, sostenuta anche a livello comunitario. Il progetto Hoop® è stato selezionato dall’Innovation Fund dell’Unione Europea tra le proposte più innovative nel campo delle tecnologie a basse emissioni di carbonio. È un riconoscimento che sottolinea il potenziale trasformativo di questo approccio: una chimica che non solo produce, ma rigenera; che non si limita a minimizzare l’impatto, ma prova a chiudere il cerchio dei materiali. Per Mantova, città legata a doppio filo alla chimica da decenni, l’apertura dell’impianto segna anche una rinascita sotto il segno dell’innovazione sostenibile. Il sito non viene più percepito soltanto come luogo di produzione tradizionale, ma diventa centro di sperimentazione per soluzioni che guardano al futuro. E, nel farlo, coinvolge un indotto fatto di aziende locali, artigiani, tecnici e fornitori che trovano nuove opportunità nella transizione ecologica. «Con Hoop® inauguriamo una fase nuova della nostra attività, più attenta alla circolarità e alla rigenerazione dei materiali», ha dichiarato l’amministratore delegato di Versalis, Adriano Alfani, durante la cerimonia inaugurale. «È un passo che unisce l’esperienza industriale italiana alla visione di una chimica responsabile e competitiva». Il caso di Hoop® dimostra come, anche in ambiti industriali tradizionalmente considerati ad alto impatto ambientale, sia possibile fare innovazione virtuosa. Soprattutto quando la spinta non arriva solo dalla tecnologia, ma anche da un cambiamento culturale, che mette al centro la collaborazione tra enti pubblici, imprese, territori e istituzioni europee. Con l’impianto dimostrativo di Mantova, Versalis non si limita a esplorare un nuovo metodo di riciclo: lancia un messaggio concreto a tutto il sistema produttivo italiano. Le soluzioni ci sono, sono realistiche e possono creare valore – economico, ambientale e sociale. Sta a noi coglierle e accompagnarle con politiche industriali lungimiranti e investimenti in ricerca, infrastrutture e formazione. Perché l’economia circolare, se ben realizzata, non è solo un progetto ecologico: è una strategia di competitività, un orizzonte per l’industria del domani.Foto Versalis© Riproduzione Vietata
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RadiciGroup cede il settore chimica e polimeri a Lone Star: strategia di rilancio o rivoluzione per l’industria sostenibile?La storica azienda italiana vende le divisioni chimica e polimeri al fondo americano Lone Star: un’operazione che potrebbe trasformare il mercato dei materiali avanzati, del riciclo e della chimica sostenibile di Marco ArezioRadiciGroup, azienda leader nella produzione di polimeri e materiali ad alte prestazioni, ha ufficialmente ceduto i suoi segmenti di chimica e polimeri al fondo di investimento americano Lone Star. L’operazione coinvolge circa 1.300 dipendenti, segnando un'importante trasformazione nel settore industriale italiano. Questo passaggio potrebbe avere implicazioni rilevanti non solo per l’azienda, ma anche per l’intero comparto della chimica sostenibile e del riciclo dei materiali plastici. Cosa significa questa cessione per RadiciGroup RadiciGroup è una delle realtà più importanti nel settore dei tecnopolimeri e delle fibre sintetiche, con un forte impegno verso la sostenibilità e l'economia circolare. La cessione delle divisioni chimica e polimeri a Lone Star rappresenta una scelta strategica che potrebbe consentire al gruppo di concentrarsi su segmenti ad alto valore aggiunto come: - Materiali innovativi per l’industria automobilistica e aerospaziale - Tecnologie di riciclo avanzato per la plastica e i tessuti - Soluzioni per la transizione ecologica, come biopolimeri e materiali compostabili Questa mossa si inserisce in un contesto più ampio di riorganizzazione aziendale che potrebbe portare RadiciGroup a investire ulteriormente nel settore dell’economia circolare e nella sostenibilità dei materiali. Chi è Lone Star e quali sono i suoi obiettivi Lone Star Funds è un fondo di investimento privato con sede negli Stati Uniti, specializzato in acquisizioni di aziende industriali con alto potenziale di crescita. L’interesse per i segmenti chimica e polimeri di RadiciGroup potrebbe indicare una strategia di espansione nel mercato europeo dei materiali plastici e dei polimeri tecnici. Alcuni possibili sviluppi dopo l'acquisizione includono: - Maggiori investimenti in tecnologia e ricerca per migliorare la competitività dei prodotti - Espansione verso nuovi mercati globali, soprattutto negli Stati Uniti e in Asia - Possibili sinergie con altre aziende del portafoglio Lone Star, per creare un gruppo chimico integrato Le implicazioni per il settore della chimica e dell’economia circolare La cessione avviene in un periodo di grande trasformazione per l’industria chimica, spinta dalle normative europee sulla sostenibilità e la riduzione delle emissioni di CO₂. Il trasferimento delle attività chimiche di RadiciGroup a un fondo americano potrebbe generare effetti significativi, tra cui: - Nuovi scenari per il riciclo dei polimeri: con un nuovo proprietario, i segmenti chimici di Radici potrebbero ricevere finanziamenti per sviluppare nuove soluzioni di riciclo chimico e meccanico. - Competizione globale più intensa: aziende europee dovranno affrontare un nuovo competitor con capitali statunitensi, potenzialmente in grado di investire rapidamente in innovazione e crescita. - Possibili acquisizioni e fusioni nel settore: questa operazione potrebbe spingere altre aziende europee a riorganizzarsi per restare competitive. Conclusioni L’acquisizione dei segmenti chimica e polimeri di RadiciGroup da parte di Lone Star è un evento di grande rilievo per l’industria italiana ed europea. Mentre RadiciGroup si concentra su nuovi settori ad alto valore aggiunto, Lone Star potrebbe spingere l’espansione dei materiali polimerici verso nuove frontiere. L’evoluzione di questa operazione avrà un impatto diretto su fornitori, clienti e sul mercato globale dei polimeri. Per gli operatori dell’economia circolare, resta da vedere se questa acquisizione porterà a un maggiore impegno nella sostenibilità o se ci sarà una focalizzazione sulle logiche di mercato tradizionali.© Riproduzione Vietata
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Grafene: la rivoluzione di EsaNanoTech per batterie, riscaldamento ed elettronicaNuova tecnologia per una produzione più efficiente ed economica: il futuro del grafene è sempre più vicinodi Marco ArezioIl grafene è da anni considerato il materiale del futuro, grazie alla sua resistenza 100 volte superiore all’acciaio e alla sua incredibile leggerezza. Tuttavia, la sua produzione su larga scala è stata a lungo un ostacolo, con costi elevati e processi complessi. EsaNanoTech, una startup innovativa, ha sviluppato una tecnologia brevettata per abbattere i costi e rendere il grafene più accessibile alle industrie, accelerando il suo impiego in settori chiave come batterie, elettronica, riscaldamento e mobilità sostenibile. Produzione avanzata: la nuova tecnologia di EsaNanoTech Il principale punto di forza della tecnologia EsaNanoTech è un processo innovativo per la “stampa” di fogli di grafene a partire da materie plastiche. Questo metodo riduce drasticamente i consumi energetici rispetto alle tecniche tradizionali, rendendo la produzione più sostenibile ed economicamente vantaggiosa. Grazie a questa svolta, il grafene può finalmente uscire dai laboratori e trovare applicazione su scala industriale, con un impatto significativo su diversi settori tecnologici. Applicazioni del grafene: energia, batterie ed elettronica Le prime soluzioni commerciali basate sulla tecnologia EsaNanoTech sono già in fase di lancio. Tra queste spiccano: - Sistemi di riscaldamento a grafene → Innovativi dispositivi in grado di ridurre fino al 60% il consumo energetico, rivoluzionando il settore della climatizzazione domestica e industriale. - Batterie al grafene per auto elettriche → Possibile aumento della capacità fino a 10 volte rispetto alle attuali batterie agli ioni di litio, con tempi di ricarica più rapidi e maggiore autonomia. - Sensori indossabili e materiali per l’aerospazio → Il grafene permette la creazione di sensori altamente precisi e materiali ultraleggeri per l’industria aerospaziale, aumentando l’efficienza e riducendo il peso dei componenti. Il futuro del grafene: una rivoluzione industriale imminente EsaNanoTech ha già avviato collaborazioni con aziende e istituti di ricerca per testare le potenzialità del suo grafene innovativo. La startup punta a scalare rapidamente la produzione e a portare sul mercato prodotti basati su questo materiale rivoluzionario. Se la tecnologia di EsaNanoTech manterrà le sue promesse, il grafene potrebbe finalmente diventare una realtà industriale concreta, trasformando settori strategici e aprendo la strada a nuove innovazioni tecnologiche. Il grafene non è più solo il materiale del futuro, ma sta diventando una soluzione concreta per un'industria più efficiente, sostenibile e tecnologicamente avanzata. © Riproduzione VietataFoto EsaNanotech
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Recycling Show Europe: Opportunità per Visitatori ed EspositoriPRSE: Un'analisi approfondita dei vantaggi e degli svantaggi di una delle fiere più importanti del riciclaggio della plastica in Europa, con un confronto con altre fiere del settore di Marco ArezioLa Plastics Recycling Show Europe (PRSE) è una delle fiere più importanti nel settore del riciclaggio della plastica. Tenutasi annualmente ad Amsterdam, questa fiera attira professionisti del settore, aziende, enti governativi e organizzazioni non governative. L'evento offre una piattaforma per discutere le ultime innovazioni, sfide e soluzioni nel riciclaggio della plastica. Il tema principale della PRSE è l'economia circolare, con un focus particolare sul riciclaggio e la gestione sostenibile dei rifiuti plastici.Tema della Plastics Recycling Show Europe (PRSE)Il tema centrale della PRSE è il riciclaggio della plastica in un'ottica di economia circolare. Questo concetto implica un sistema in cui i materiali vengono riutilizzati e riciclati il più possibile, riducendo al minimo i rifiuti e l'impatto ambientale. La fiera esplora vari aspetti di questo tema, inclusi: Tecnologie di riciclaggio avanzate: Presentazioni e dimostrazioni di nuove tecnologie che migliorano l'efficienza e la qualità del riciclaggio della plastica. Politiche e regolamentazioni: Discussioni sulle normative europee e internazionali che influenzano il settore del riciclaggio della plastica. Innovazioni nei materiali: Esposizione di nuovi materiali plastici riciclabili e biodegradabili. Soluzioni di gestione dei rifiuti: Presentazione di strategie e soluzioni innovative per la raccolta, la separazione e la gestione dei rifiuti plastici.Vantaggi per i Visitatori Accesso a Innovazioni e Tecnologie: I visitatori hanno l'opportunità di vedere in anteprima le ultime tecnologie e innovazioni nel settore del riciclaggio della plastica. Questo è particolarmente utile per le aziende che cercano di rimanere competitive e aggiornate sulle nuove tendenze. Networking: La PRSE offre un ambiente ideale per il networking, consentendo ai visitatori di connettersi con esperti del settore, potenziali partner commerciali e fornitori di servizi. Questo può portare a nuove collaborazioni e opportunità di business. Educazione e Formazione: La fiera offre una serie di conferenze, seminari e workshop che forniscono approfondimenti su vari aspetti del riciclaggio della plastica. Questi eventi educativi aiutano i professionisti a migliorare le loro conoscenze e competenze. Conoscenza delle Normative: I visitatori possono ottenere informazioni aggiornate sulle normative e le politiche che influenzano il settore del riciclaggio della plastica, aiutandoli a garantire che le loro pratiche siano conformi alle leggi vigenti.Svantaggi per i Visitatori Costo della Partecipazione: La partecipazione alla fiera può essere costosa, considerando il costo del viaggio, dell'alloggio e dei biglietti d'ingresso. Questo può rappresentare un ostacolo per le piccole imprese o per i professionisti indipendenti. Sovraccarico di Informazioni: Con un'ampia gamma di espositori e sessioni informative, i visitatori possono sentirsi sopraffatti dalla quantità di informazioni disponibili. Questo può rendere difficile concentrarsi sugli argomenti più rilevanti per le loro esigenze specifiche. Logistica: La gestione della logistica, inclusi i trasporti e l'alloggio, può essere complicata, soprattutto per coloro che provengono da fuori città o da altri paesi.Vantaggi per gli Espositori alla PRSEVisibilità e Promozione: Gli espositori hanno l'opportunità di aumentare la visibilità del loro marchio e dei loro prodotti. La fiera attira un pubblico qualificato e interessato, il che aumenta le possibilità di generare lead e di espandere la propria rete commerciale. Feedback Diretti: Interagendo direttamente con i visitatori, gli espositori possono ottenere feedback immediati sui loro prodotti e servizi, aiutandoli a migliorare e adattare le loro offerte alle esigenze del mercato. Lancio di Prodotti: La PRSE è una piattaforma ideale per il lancio di nuovi prodotti e tecnologie, poiché consente di raggiungere un vasto pubblico di professionisti del settore e di media specializzati. Opportunità di Business: La fiera facilita incontri B2B, consentendo agli espositori di incontrare potenziali clienti, partner commerciali e fornitori, creando opportunità di business e collaborazioni strategiche.Svantaggi per gli Espositori Costi Elevati: Partecipare come espositore alla PRSE può essere costoso, considerando i costi di affitto dello spazio espositivo, della costruzione dello stand, del personale e della logistica. Questo può rappresentare un onere significativo, soprattutto per le piccole imprese. Concorrenza Intensa: Con un gran numero di espositori presenti, la concorrenza per attirare l'attenzione dei visitatori è intensa. Gli espositori devono investire notevolmente in marketing e presentazione per distinguersi. Tempo e Risorse: La preparazione per la fiera richiede tempo e risorse considerevoli. Gli espositori devono dedicare personale e risorse per pianificare, allestire e gestire lo stand durante l'evento, il che può influire sulle operazioni quotidiane dell'azienda.Confronto con Altre Fiere della Plastica Riciclata in Europa La PRSE si distingue per il suo focus specifico sul riciclaggio della plastica e sull'economia circolare. Tuttavia, ci sono altre fiere della plastica in Europa che offrono piattaforme complementari e competitori: K Show (Düsseldorf, Germania): Il K Show è una delle fiere più grandi al mondo per il settore della plastica e della gomma. Copre un'ampia gamma di temi, dall'innovazione nei materiali plastici alla produzione e alla lavorazione. Sebbene il K Show abbia una sezione dedicata al riciclaggio, non è il suo focus principale come alla PRSE. Fakuma (Friedrichshafen, Germania): Fakuma è un'altra fiera importante che copre l'intera catena di valore della lavorazione della plastica. È nota per la sua attenzione alla lavorazione delle materie plastiche e alle tecnologie di produzione, con meno enfasi specifica sul riciclaggio rispetto alla PRSE. Interplas (Birmingham, Regno Unito): Interplas è la principale fiera del Regno Unito per l'industria della plastica, coprendo vari aspetti dalla produzione alla trasformazione e al riciclaggio. Sebbene simile alla PRSE, Interplas tende a essere più orientata verso l'industria manifatturiera della plastica in generale. Ecomondo (Rimini, Italia): Ecomondo è una fiera internazionale dedicata alla green economy e all'economia circolare. Pur avendo una sezione significativa sul riciclaggio della plastica, Ecomondo copre una gamma più ampia di temi ambientali, inclusi il riciclaggio dei rifiuti in generale, l'energia rinnovabile e le tecnologie verdi.Conclusione La Plastics Recycling Show Europe è un evento chiave per chiunque sia coinvolto nel settore del riciclaggio della plastica e dell'economia circolare. Offre numerosi vantaggi sia per i visitatori che per gli espositori, nonostante alcuni svantaggi legati ai costi e alla logistica. Confrontata con altre fiere della plastica in Europa, la PRSE si distingue per il suo focus specifico sul riciclaggio e sulle soluzioni sostenibili, rendendola una tappa obbligata per chiunque sia interessato a queste tematiche.
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Gara del Governo Polacco per Piattaforme Eoliche Offshore nel Mar BalticoGara del Governo Polacco per Piattaforme Eoliche Offshore nel Mar BalticoIl governo ha lanciato un nuovo schema di aste che copre 11 aree del Mar Baltico Polacco, per una capacità totale prevista di oltre 10 GW, al fine di sfruttare il forte potenziale dell'area per la produzione di energia eolica dovuto alle condizioni meteorologiche favorevoli.TotalEnergies e la società polacca KGHM parteciperanno alla gara e la loro partnership si baserà sui punti di forza di entrambe le società. TotalEnergies sfrutterà la sua comprovata esperienza nelle operazioni offshore, la sua esperienza nella gestione di progetti su larga scala e i suoi legami con le catene di approvvigionamento mondiali. KGHM, in quanto importante gruppo statale polacco, porterà la sua conoscenza del mercato polacco. Se premiati con uno o più parchi eolici, i partner mobiliteranno le migliori risorse per sviluppare questi progetti secondo gli standard e i tempi di consegna più elevati, con un alto livello di contenuto locale, stimolando così l'industria locale, creando posti di lavoro in Polonia e contribuendo alla fornitura di elettricità verde a un prezzo competitivo. "Lo sviluppo dell'eolico offshore contribuisce sia alla transizione energetica dell'Europa che alla sicurezza dell'approvvigionamento. Con condizioni meteorologiche favorevoli, la Polonia è particolarmente ben posizionata per partecipare alla crescita di questo mercato promettente", ha affermato Patrick Pouyanné, Presidente e CEO di TotalEnergies . "Siamo lieti di collaborare con KGHM per rispondere alle gare eoliche offshore polacche. Insieme, mobiliteremo tutta la nostra esperienza per affrontare le sfide di questi progetti e contribuire così agli obiettivi di energia rinnovabile della Polonia". “Nella strategia di KGHM abbiamo dichiarato il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050. Abbiamo superato la fase di pianificazione e siamo coinvolti in azioni concrete. Siamo impegnati nel processo di acquisizione di numerosi progetti onshore e offshore. Abbiamo anche presentato domande preliminari per il prossimo round di permessi nel Baltico", ha affermato Marcin Chludziński, presidente del consiglio di amministrazione di KGHM Polska Miedź SA . "La cooperazione con un partner francese su un progetto di parco eolico offshore sembra essere molto promettente", ha aggiunto. Info: TotalEnergies
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Dal sale del prosciutto alla strada: l’impianto di Trasaghis trasforma gli scarti in risorsaL’impianto di riciclo del Consorzio San Daniele: come sale esausto e salamoia diventano antifreddo, concianti e risorsa per l’industriadi Orizio LucaNel cuore verde del Friuli, circondato da dolci colline e piccoli centri, Trasaghis si risveglia oggi con un nuovo ruolo da protagonista. Dove un tempo si vedevano solo camion in partenza carichi di scarti da smaltire, oggi sorge un impianto che rappresenta un passo avanti per tutta l’Europa. Qui si chiude un ciclo: quello degli scarti della lavorazione del Prosciutto di San Daniele, che trovano nuova vita invece di gravare sull’ambiente e sui bilanci delle aziende.Il cambiamento nasce da una necessità concreta e da una visione moderna: ridurre la dipendenza dagli impianti distanti, eliminare i costi del trasporto e abbattere l’impatto ambientale. È stato investito molto, sia in risorse economiche che in competenze, ma la sfida è stata vinta. Trasaghis diventa così il primo esempio di filiera che si riappropria dei propri residui, trasformandoli in opportunità.Due fili, due cicli: sale solido e salamoia, due percorsi virtuosiIl cuore dell’impianto è diviso in due linee principali, che lavorano in parallelo ma seguono percorsi complementari. Da un lato, il sale solido esausto viene accuratamente selezionato e purificato. Una volta che il sale ha svolto il suo compito nella stagionatura, viene lavorato per tornare utile: pronto per essere usato come sale antigelo sulle strade d’inverno, o come materia prima nell’industria della concia.Dall’altro lato, la salamoia – quel liquido salino carico di residui che la produzione del prosciutto genera in quantità – viene trattata con processi sofisticati, in grado di separare l’acqua pulita dai materiali solidi. Questo non solo riduce l’impatto ambientale, ma permette di ottenere nuove risorse valorizzabili. È un sistema che lavora quasi senza sosta, ridisegnando i confini della gestione degli scarti.Strategia e sostenibilità: il modello San DanieleQuesta storia non nasce per caso. È frutto di anni di dialoghi, incontri e visioni condivise tra imprenditori, tecnici e amministratori pubblici. Quando la questione dello smaltimento dei sali è diventata urgente, si è scelto di non subire la crisi, ma di rispondere innovando. Da questa volontà collettiva è nato il progetto che oggi mette il distretto di San Daniele sulla mappa europea dell’economia circolare.La sostenibilità non è solo un concetto astratto, ma un valore pratico, tradotto in azioni e investimenti. Qui è stato recuperato un capannone industriale abbandonato, evitando nuovo consumo di suolo. Il lavoro di squadra tra pubblico e privato ha permesso di integrare la tecnologia più moderna con il rispetto della tradizione locale, creando un modello che oggi viene studiato anche fuori regione.Impatto ambientale, economico e logisticoGli effetti di questa scelta sono concreti e misurabili. Prima, ogni tonnellata di sale esausto o di salamoia doveva affrontare un viaggio lungo e costoso. Oggi tutto avviene a pochi chilometri dal luogo di produzione, con un abbattimento drastico delle emissioni di CO₂ dovute ai trasporti.Anche l’impatto economico è notevole: le aziende risparmiano sulle spese di smaltimento e possono reinvestire sul territorio. La gestione degli scarti diventa una nuova fonte di ricchezza e occupazione locale, contribuendo al benessere della comunità. È una rivoluzione silenziosa che parte dalla logistica e arriva fino al cuore della filiera produttiva.Il dietro le quinte: tecnologia e innovazioneL’impianto di Trasaghis non è solo il risultato di una scelta etica, ma anche di un impegno tecnologico di alto livello. Ogni fase del trattamento degli scarti è studiata per massimizzare il recupero e minimizzare gli sprechi. Si usano processi fisici, chimici e biologici, combinati tra loro per ottenere il massimo rendimento.Dietro le quinte, un team di tecnici specializzati lavora ogni giorno per migliorare i processi, monitorare i risultati e assicurarsi che ogni residuo abbia la possibilità di essere trasformato in risorsa. La struttura stessa è un esempio di recupero industriale: un edificio che, invece di essere demolito o lasciato al degrado, torna a vivere come motore dell’economia locale.Valorizzazione territoriale: ricadute localiIl valore di questo impianto va oltre la semplice gestione dei rifiuti. Si tratta di una scelta che rafforza il legame con il territorio, crea nuove opportunità di lavoro e rafforza la competitività del distretto. Trasaghis diventa così un punto di riferimento non solo per il Friuli, ma per tutta la filiera agroalimentare italiana, dimostrando che l’innovazione non è appannaggio delle grandi metropoli, ma può nascere anche nei piccoli centri.La comunità locale partecipa attivamente, vede riconosciuto il proprio ruolo e si sente parte di un progetto più grande. Questo rafforza l’identità del distretto e spinge altre realtà a seguire la stessa strada. Ogni sacco di sale che riparte dall’impianto, ogni litro d’acqua recuperata rappresentano un piccolo successo per tutto il territorio.Dalla prospettiva locale a quella nazionaleL’esperienza di Trasaghis parla anche al resto d’Italia. Mentre l’Europa chiede di ridurre la produzione di rifiuti e di aumentare la circolarità dei processi produttivi, qui si offre un esempio concreto di come si possa agire. La visione del distretto friulano si allinea perfettamente alle nuove strategie nazionali ed europee, anticipando le richieste della transizione ecologica.Il modello può essere replicato, adattato ad altri settori e territori, diventando un patrimonio comune. In questo modo la piccola Trasaghis dimostra che l’innovazione vera nasce dal basso, da chi conosce a fondo le esigenze e le risorse del proprio territorio.Conclusione: il futuro riparte dal saleLa storia dell’impianto di Trasaghis è la dimostrazione che la sostenibilità non è solo un obiettivo futuro, ma una realtà che può essere costruita oggi, con investimenti, coraggio e collaborazione. L’idea di trasformare uno scarto in risorsa, chiudendo i cicli produttivi e ridando valore a ogni residuo, è la chiave di un’agricoltura moderna e responsabile.Nel sale recuperato, nella salamoia che torna utile, nelle strade più sicure d’inverno e nelle concerie che lavorano materie seconde c’è il segno di una nuova economia: circolare, inclusiva, attenta all’ambiente e alle persone. Trasaghis ne è il simbolo, San Daniele la culla, il Friuli il punto di partenza. E da qui, forse, può partire una nuova stagione di crescita sostenibile per tutto il Paese.© Riproduzione Vietata
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