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https://www.rmix.it/ -  Batteri contro i PFAS: una rivoluzione naturale per eliminare gli
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Batteri contro i PFAS: una rivoluzione naturale per eliminare gli
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Scoperti batteri capaci di degradare naturalmente i PFAS, aprendo nuove prospettive per il futuro della bonifica ambientaledi Marco ArezioNegli ultimi anni, l’inquinamento da PFAS (sostanze perfluoroalchiliche e polifluoroalchiliche) si è affermato come una delle emergenze ambientali più critiche a livello mondiale. Questi composti sintetici, definiti spesso "inquinanti eterni", resistono alla degradazione naturale e si accumulano negli ecosistemi, mettendo a rischio la salute umana e l'ambiente. Tuttavia, una recente scoperta realizzata da ricercatori in California e Portogallo promette di cambiare radicalmente l'approccio a questo grave problema: l'identificazione di batteri capaci di degradare efficacemente i PFAS. Cosa sono i PFAS e quali rischi comportano I PFAS sono ampiamente utilizzati in numerosi prodotti industriali e quotidiani, come pentole antiaderenti, tessuti impermeabili, imballaggi alimentari e schiume antincendio. La loro stabilità chimica, dovuta al legame estremamente resistente tra carbonio e fluoro, ne favorisce un'ampia diffusione ambientale e rende difficile la loro eliminazione. Le conseguenze sulla salute umana includono rischi di tumori, disturbi endocrini e indebolimento del sistema immunitario. La scoperta innovativa dei batteri che "mangiano" i PFAS Un team internazionale di ricercatori ha individuato batteri naturali con la sorprendente capacità di spezzare i legami carbonio-fluoro tipici dei PFAS, trasformando questi composti persistenti in molecole più semplici e meno tossiche. Questa scoperta rappresenta una svolta, considerando che fino a poco tempo fa si riteneva quasi impossibile degradare biologicamente questi composti. Il processo biologico di degradazione La capacità dei batteri di degradare i PFAS dipende dalla presenza di particolari enzimi capaci di rompere i legami carbonio-fluoro. Sebbene il processo biologico esatto sia ancora oggetto di studio, si ritiene che questi microrganismi abbiano sviluppato strategie evolutive uniche che permettono loro di utilizzare i PFAS come fonte di energia o nutrimento, trasformandoli così in composti più semplici e innocui. Potrebbero anche collaborare sinergicamente con altri microrganismi, amplificando così l’efficacia del trattamento. Possibili applicazioni nella bonifica ambientale Questa innovazione apre nuove strade per tecniche sostenibili di bonifica ambientale: - Depurazione delle acque: Utilizzo di batteri negli impianti di trattamento per eliminare i PFAS dalle acque reflue e potabili. - Bonifica dei terreni: Applicazione diretta di ceppi batterici per risanare terreni contaminati, evitando costosi e invasivi metodi fisico-chimici. - Interventi in situ: Applicazione di batteri direttamente sui siti contaminati, riducendo l’impatto ecologico degli interventi tradizionali. Benefici ambientali ed economici Rispetto ai metodi tradizionali (carboni attivi, trattamenti termici o chimici), l'uso dei batteri offre importanti vantaggi: - Riduzione significativa dei costi di bonifica - Minore impatto ambientale grazie all’impiego di processi naturali - Sostenibilità a lungo termine del trattamento Sfide future da superare Nonostante gli evidenti benefici, ci sono ancora importanti sfide da affrontare: - Approfondire studi per verificare l’efficienza dei batteri in condizioni ambientali diverse. - Valutare eventuali effetti collaterali sulla biodiversità locale. - Potenziare i batteri tramite tecniche di bioingegneria per aumentarne l’efficacia. Conclusione: una nuova prospettiva ambientale La scoperta dei batteri capaci di degradare i PFAS apre nuove opportunità nel campo della tutela ambientale, offrendo una soluzione pratica, economica e sostenibile a un problema fino a poco fa considerato insormontabile. Investire ulteriormente in questa ricerca potrebbe garantire un futuro più pulito e sicuro, sfruttando il potere rigenerativo della natura stessa. © Riproduzione Vietata

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https://www.rmix.it/ - Acceso il più Grande Parco Eolico Offshore della Scozia
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Acceso il più Grande Parco Eolico Offshore della Scozia
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4,3 miliardi di dollari per generare fino a 1075 MW di energia eolica offshore con una particolarità unica al mondoIl mondo sta rincorrendo e risolvendo le lacune che anni di inerzia politica hanno portato nel campo delle energie rinnovabili. Era comodo comprare petrolio, carbone o gas per produrre energia elettrica ma, oggi, per le questioni che tutti conosciamo, questo lassismo è diventato un boomerang. Per rimediare alle falle passate sono necessari fiumi di soldi e soluzioni politiche veloci ed efficaci in quanto, la progettazione, il finanziamento e l’istallazione di parchi eolici o solari di grandi dimensioni richiede grande volontà e determinazione nel raggiungere gli obbiettivi. In Scozia è in fase di ultimazione il parco eolico Seagreen posizionato a 27 Km. dalla costa di Angus che, a regine nel 2023, potrà erogare una potenza di 1075 MW potendo contare su 114 turbine. La particolarità di questo parco eolico a fondo fisso è che il più profondo al mondo, visto che le sue basi sono posizionate a ben 59 metri sotto il livello dell’acqua. La struttura dal costo di 4,3 miliardi di dollari è frutto della collaborazione tra TotalEnergy e SSE Renewables, infatti, TotalEnergies ha stipulato un accordo con SSE Renewables per acquisire una partecipazione del 51% nel progetto Seagreen nel giugno 2020. "Siamo lieti di annunciare l'inizio della produzione di energia da Seagreen, la nostra prima fase eolica offshore nel Mare del Nord del Regno Unito", ha affermato Vincent Stoquart, Senior Vice President Renewables di TotalEnergies . “Questo segna un nuovo passo nello sviluppo della capacità delle attività offshore di TotalEnergies. Questa pietra miliare contribuirà direttamente al nostro obiettivo di raggiungere 35 GW di capacità di elettricità rinnovabile in tutto il mondo entro il 2025”.Info: TotalEnergy

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https://www.rmix.it/ - rNEWS: PreZero Acquisisce le Attività di Suez Svezia
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare rNEWS: PreZero Acquisisce le Attività di Suez Svezia
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Le attività industriali di PreZero si stanno allagando in Europa attraverso accordi ed acquisizioni di società specializzate nel riciclo e nel trattamento dei rifiutiCome ci riporta Danne Toto la società è subentrata nelle attività di Suez Svezia cambiandone il nome. Suez in Svezia ha cambiato il marchio in PreZero Recycling AB a seguito all'acquisizione di queste attività da parte di PreZero nel Dicembre 2020. PreZero Recycling AB ha 50 sedi di lavorazione e 1.100 dipendenti.In qualità di divisione ambientale del Gruppo Schwarz, che comprende anche i rivenditori Kaufland e Lidl, PreZero Stiftung & Co. KG con sede in Germania, godrà di tutte le sinergie possibili tra le aziende e le competenze individuali. Con l'acquisizione di Suez in Svezia, PreZero avrà un totale di circa 4.800 dipendenti in Germania, Polonia, Paesi Bassi, Belgio, Svezia, Austria, Italia e Stati Uniti. Nel settembre dello scorso anno, PreZero ha annunciato i suoi piani per l'acquisizione delle attività di riciclaggio e recupero di Suez con sede a Parigi, nei Paesi Bassi, in Lussemburgo, in Germania e in Polonia. L'accordo escludeva le attività di riciclaggio della plastica e trattamento dei rifiuti pericolosi di Suez. Ma nello stesso periodo, le società avevano dichiarato la preparazione di un memorandum d'intesa per esplorare le possibilità di sviluppare partnership strategiche e promuovere una gestione innovativa dei rifiuti.

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https://www.rmix.it/ - La Plastic Tax e le Quotazioni della Borsa
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare La Plastic Tax e le Quotazioni della Borsa
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Come la Plastic Tax potrebbe influenzare l'andamento dei titoli delle società impegnate nella raccolta e lavorazione dei rifiutiLa Plastix Tax che entrerà in vigore in Europa nel corso del 2021 potrebbe creare un circolo virtuoso delle quotazioni in borsa delle società che si occupano di recupero e selezione dei rifiuti, ma un interrogativo per le altre azienda della filiera della plastica. Vediamo cosa ci suggerisce la redazione di FOL.Torna in auge l’argomento plastic tax che aveva tenuto a lungo banco lo scorso autunno. La plastic tax italiana partirà a gennaio 2021 prevede il pagamento di 45 centesimi ogni chilo di plastica di prodotti monouso venduti. Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri lo scorso luglio ha puntualizzato in audizione alla Camera dei Deputati che la legge di Bilancio 2021 lavorerà in modo da evitare duplicazioni e oneri eccessivi per le imprese, ossia al fine di evitare una doppia tassazione tra plastic tax italiana e quella europea (anch’essa al via da gennaio 2021). Le ultime indicazioni stampa parlano della possibilità di un allargamento del perimetro della plastic tax anche ai grossisti. Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, il governo starebbe infatti lavorando all’ipotesi di allargare il perimetro di applicazione della plastic tax anche ai grossisti. Allo studio ci sarebbe anche l’ipotesi di includere gli esercenti dei depositi della grande distribuzione. Il quotidiano che fa capo a Confindustria spiega come nella prossima manovra finanziaria o in un decreto fiscale collegato si cercherà un equilibrio della struttura dell’imposta coerente con il mercato, la definizione univoca dei prodotti su cui applicarla e la riduzione delle procedure e degli oneri amministrativi. I titoli di Piazza Affari che guardano interessati Sviluppi guardati con interesse anche da alcuni player di Piazza Affari. L’applicazione della plastic tax è infatti un driver positivo per gli investimenti in impianti di trattamento e riciclo del rifiuto. Particolarmente esposta Hera (25% Ebitda) che, con l’acquisizione di Aliplast, svolge già da qualche anno attività di produzione plastiche e prodotti riciclati. “I prodotti di questo segmento avranno sempre maggior utilizzo – rimarcano gli esperti di Equita SIM – proprio in ragione dell’introduzione delle tassazioni specifiche che nei prossimi anni i saranno ulteriormente inasprite dalle direttive Europee (in Europa già prevista tassazione a 0,8 euro per Kg)”. Il governo Italiano dovrà inoltre emanare direttiva specifica sulla strategia nell‘economia circolare nei prossimi mesi “dalla quale ci attendiamo una spinta agli investimenti in impianti di trattamento del rifiuto”, aggiunge Equita che indica un’esposizione rilevante anche per A2A (24% Ebitda) ed IREN (18% Ebitda). Meno esposta Acea (5% Ebitda). Articolo dalla redazione di FOL 

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https://www.rmix.it/ - ​Materiali Edili Riciclati: Cerca Aziende su rMIX
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare ​Materiali Edili Riciclati: Cerca Aziende su rMIX
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Scopri imprese attive nel recupero e riuso dei materiali da costruzione. Cerca fornitori per l’edilizia sostenibile grazie alla directory rMIXNel contesto della crescente attenzione verso la sostenibilità e l'economia circolare, il settore edile si trova di fronte alla necessità di adottare pratiche più responsabili.Il riutilizzo e il riciclo dei materiali da costruzione rappresentano una risposta concreta a questa sfida, contribuendo a ridurre l'impatto ambientale e a promuovere un'edilizia più sostenibile.​Per facilitare l'accesso a fornitori affidabili e specializzati in materiali edili riciclati, rMIX ha sviluppato la sezione "Cerca aziende – Materiali edili riciclati". Questa directory aggiornata consente di individuare imprese attive nel recupero, trattamento e riuso di materiali da costruzione, offrendo un supporto prezioso a professionisti e aziende del settore.​ Un servizio pensato per la filiera sostenibile dell'edilizia La sezione "Materiali edili riciclati" di rMIX è progettata per offrire uno strumento di lavoro efficace e professionale, capace di:​ - Individuare aziende che si occupano di raccolta e selezione di materiali provenienti da demolizioni o scarti industriali.​ - Trovare fornitori per lavorazioni su materiali rigenerati: produzione di inerti riciclati, calcestruzzi certificati, piastrelle in cotto recuperato, pannelli isolanti da fibre naturali, e altro ancora.​ - Selezionare imprese in grado di trasformare i materiali recuperati in nuovi semilavorati o prodotti finiti per edilizia, arredo urbano, packaging, design, edilizia sostenibile.​ - Accedere a tutte le informazioni essenziali su ogni impresa: tipologia di lavorazioni offerte, materiali trattati, certificazioni, recapiti.​ Perché scegliere imprese specializzate in materiali edili riciclati? Affidarsi a operatori qualificati nel trattamento dei materiali edili rigenerati significa: - Ridurre il consumo di materia prima vergine, contribuendo alla tutela delle risorse naturali.​ - Valorizzare gli scarti generando nuovo valore economico, ambientale e creativo attraverso l’upcycling.​ - Integrare soluzioni a basso impatto ambientale nei propri progetti architettonici, industriali o artigianali.​ - Sostenere imprese che adottano tecniche innovative e sostenibili nella lavorazione dei materiali da costruzione.​ Il motore di ricerca rMIX facilita il contatto diretto con aziende trasparenti, tracciabili e operative in una logica di economia circolare.​ A chi si rivolge il servizio “Cerca aziende – Materiali edili riciclati”? Questa sezione del portale è pensata per una vasta gamma di professionisti e realtà produttive: - Studi di architettura e interior design che cercano forniture e lavorazioni su misura per progetti di edilizia green o arredi sostenibili.​ - Aziende del settore edile interessate ad ampliare l’utilizzo di materiali rigenerati nel ciclo produttivo.​ - Artigiani e imprese che vogliono integrare materiali riciclati nella propria offerta, ampliando la rete di subfornitori e partner tecnici.​ - Cooperative sociali e realtà del terzo settore attive nel riuso dei materiali per progetti di inclusione, reinserimento lavorativo o economia solidale.​ - Buyer, progettisti e fornitori della pubblica amministrazione impegnati in gare e appalti che richiedono materiali a ridotto impatto ambientale.​ - Network e consorzi locali per il recupero dei materiali da demolizione e ristrutturazione.​ Come funziona la ricerca? Il servizio “Cerca aziende – Materiali edili riciclati” su rMIX è intuitivo e altamente personalizzabile grazie a diversi filtri disponibili:​ - Per tipo di lavorazione (raccolta, selezione, rigenerazione, produzione semilavorati, ecc.)​ - Per tipologia di famiglie di prodotto (coperture, impermeabilizzazione, isolanti, muratura, pavimentazioni, rifiuto, rivestimenti, ecc.)​ - Per area geografica, per facilitare la creazione di filiere locali e ridurre le distanze logistiche.​ Ogni impresa presente nella directory dispone di una scheda completa che comprende:​ - Descrizione delle attività svolte​ - Tipologie di materiali trattati​ - Contatti diretti​ - Eventuali certificazioni ambientali e standard di qualità adottati​ I vantaggi di usare rMIX per i materiali edili riciclati Utilizzare la piattaforma rMIX per trovare fornitori nel campo dei materiali edili rigenerati significa: - Velocizzare la ricerca di partner tecnici per specifiche fasi di lavorazione​ - Ridurre i costi grazie all’ottimizzazione della catena di fornitura​ - Ampliare il proprio network con realtà già attive nella transizione ecologica​ - Ottenere visibilità SEO per le aziende iscritte​ - Accedere a contatti diretti senza intermediazioni​ - Sfruttare la geolocalizzazione per espandere il proprio business anche a livello internazionale (con abbonamento)​ Vuoi inserire la tua azienda nella sezione “Materiali edili riciclati”? Se lavori nel recupero, nella lavorazione o nella trasformazione dei materiali edili, puoi rendere la tua attività visibile alla community di rMIX. Registrandoti nella directory potrai: - Promuovere le tue lavorazioni a una rete specializzata nella sostenibilità​ - Personalizzare la tua scheda azienda con immagini, descrizioni dettagliate, materiali trattati e servizi disponibili. - Ricevere richieste mirate da clienti, buyer e progettisti alla ricerca di soluzioni a basso impatto ambientale. - Consolidare la propria presenza nel mercato della sostenibilità, entrando a far parte di una rete attiva e dinamica, che valorizza il recupero e la rigenerazione dei materiali da costruzione. 👉 Scopri come registrare la tua azienda nella sezione “Materiali edili riciclati” Conclusione: costruire sostenibilità attraverso i materiali riciclati La sezione “Cerca aziende – Materiali edili riciclati” del portale rMIX è molto più di un elenco: è un vero e proprio hub operativo per chi lavora in edilizia circolare. Raccoglie esperienze, tecnologie e risorse in grado di rispondere alle nuove esigenze ambientali, normative e di mercato. Attraverso un’interfaccia pensata per i professionisti e una rete in continua crescita, rMIX favorisce l’incontro tra domanda e offerta, facilita la creazione di filiere locali e promuove l’innovazione sostenibile nel settore edile. 🔗 Vai all’elenco aggiornato delle aziende – Materiali edili riciclati 🔗 Consulta le offerte e richieste attive – Materiali da costruzione riciclati Con rMIX, riciclare è costruire il futuro.

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https://www.rmix.it/ - rNEWS: In Francia Apre la più Grande Stazione di Rifornimento a BioGas
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare rNEWS: In Francia Apre la più Grande Stazione di Rifornimento a BioGas
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In Francia Apre la più Grande Stazione di Rifornimento a BioGasIl problema dell'inquinamento prodotto dal traffico veicolare leggero e ancora di più da quello pesante, è sempre molto attuale per chi ha responsabilità politiche per trovare efficaci soluzione per ridurre le emissioni nocive e garantire la mobilitò civile e commerciale.Sul banco degli imputati è salito il carburante diesel che, nonostante i recenti sistemi di intercettazione del particolato emesso nelle marmitte e i nuovi motori meno inquinanti, continua a destare molta preoccupazione.Con l'avvento del biogas si è aperto un nuovo scenario sulla mobilità verde, con un doppio vantaggio che consiste nella riduzioni delle emissioni nell'ambiente e l'utilizzo dei residui umidi dei rifiuti domestici.Total ha inaugurato la più grande stazione di rifornimento francese dedicata esclusivamente al gas naturale per veicoli (NGV) e bioNGV, con la presenza in loco di Jean-Baptiste Djebbari, ministro delegato per i trasporti francese. Situata nel cuore della piattaforma logistica di Gennevilliers, il secondo porto fluviale più grande d'Europa, questa stazione è ora aperta 24 ore su 24, 7 giorni su 7 ai professionisti (B2B) e ai clienti B2C. Sarà gestito da Total per i prossimi 10 anni.Tale concessione è stata attribuita a Total da Sigeif Mobilités (società semipubblicata fondata da Sigeif e dalla Caisse des Dépôts) tramite gara. Sosterrà lo sviluppo di nuove mobilità nella regione dell'Île-de-France e diventerà un luogo strategico per la fornitura di NGV e bioNGV per l'area Grand Paris (che comprende la città di Parigi e le sue 130 città circostanti) e oltre. Questa stazione a marchio Total distribuirà NGV come gas naturale compresso (CNG) e sarà fornita al sito da GRTgaz, per la prima volta in Francia attraverso la sua rete di fornitura di gas ad alta pressione. La stazione sarà in grado di distribuire fino al 100% di bioNGV, in quanto gli utenti hanno la possibilità di scegliere e regolare, direttamente alla pompa e contrattualmente per i clienti B2B, tra diversi tassi di incorporazione di biometano. " Questa apertura della più grande stazione di rifornimento di NGV e bioNGV della Francia è motivo di orgoglio per i nostri team " , afferma Guillaume Larroque, Presidente di Total Marketing France . “ La nostra ambizione è chiara: diventare leader nella distribuzione di NGV e bioNGV in Europa, con 450 stazioni gestite Total entro il 2025, di cui 110 in Francia. Questa stazione è anche un modello per i nostri futuri sviluppi in Europa, dove Total si impegna a raggiungere la neutralità del carbonio entro il 2050 o prima, per i prodotti utilizzati dai nostri clienti. Il nostro obiettivo di un tasso del 50% di incorporazione di biometano contribuirà direttamente ad esso . " Jean-Jacques Guillet, presidente di Sem Sigeif Mobilités , si rallegra del lancio di questa stazione, un nuovo mattone nella rete di stazioni di rifornimento di NGV / bioNGV che Sigeif ha avviato e avviato nel 2014. " Questa stazione all'interno del porto di Gennevilliers è una infrastrutture essenziale, che si inseriscono nel piano in corso per migliorare la qualità dell'aria nella regione dell'Île-de-France. Le società situate nel porto hanno ora la possibilità di utilizzare un carburante pulito per le loro consegne urbane a Parigi e nelle città vicine occidentali, il tutto coperto da una zona a basse emissioni attualmente in fase di implementazione ". Jean-Baptiste Djebbari, Ministro delegato per i trasporti, dichiara : “ Saluto l'apertura della più grande stazione di rifornimento per autocarri di NGV e bioNGV della Francia. Le aziende dedite al trasporto su strada di merci e persone sono alla continua ricerca di soluzioni alternative al diesel per il proprio mix energetico. Al di là della forte riduzione delle emissioni di CO2, il vantaggio delle tecnologie NGV e bioNGV è la loro disponibilità immediata, diffusa in tutti i segmenti. Abbiamo rinnovato le politiche di supporto per questi veicoli fino alla fine del 2024, al fine di fornire alle aziende visibilità e consentire loro di impegnarsi in questa transizione ". Valérie Pécresse, Presidente della Regione Île-de-France, Presidente dell'Île-de-France Mobilités, dichiara : "La riduzione dell'inquinamento causato dal traffico stradale è un problema di salute pubblica per la protezione dell'ambiente e per il clima. Sono orgoglioso che la regione Ile-de-France ne abbia fatto una delle sue priorità e abbia contribuito alla creazione della stazione di servizio Total - Sigeif Mobilités nel porto di Gennevilliers, la più grande mai costruita in Francia. Il suo collegamento alla rete del gas e la sua vicinanza sia ai propri clienti nel business della logistica che alla futura unità di metanizzazione dei rifiuti organici - che sosteniamo - ne fa un caso esemplare di economia circolare. Il governo regionale accelera lo sviluppo dell'utilizzo di NGV e bioNGV per autocarri e veicoli commerciali in Île-de-France, attraverso la sua partecipazione al Sem Sigeif Mobilités, ma anche attraverso un'ambiziosa politica di sussidi a sostegno dell'acquisizione di veicoli compatibili con il metano da parte di piccole e medie imprese. Tuttavia, la regione è anche leader con la transizione energetica della flotta di autobus Île-de-France Mobilités. " Lo sviluppo di questa stazione e la sua apertura al pubblico che già utilizza NGV completerà la rete Total esistente in Francia e consentirà a un numero crescente di professionisti del trasporto e della logistica dell'area della Grande Parigi di convertirsi a GNV in condizioni ottimizzate. Total li aiuterà quindi a cambiare le loro flotte di veicoli (autocarri pesanti, autobus, camion della nettezza urbana, veicoli commerciali ...) a NGV e bioNGV.Total info

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https://www.rmix.it/ - Accordo negli USA tra TotalEnergies e Clearway sull’Energia Rinnovabile
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Accordo negli USA tra TotalEnergies e Clearway sull’Energia Rinnovabile
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Accordo negli USA tra TotalEnergies e Clearway sull’Energia RinnovabileIl mercato dell’energia rinnovabile negli Stati Uniti sta vivendo un momento di intensa produttività, non solo a livello di produzione di energia, ma anche di accordi tra società attive nel campo delle energie rinnovabili, come l’eolico e il solare, per migliorare i propri assets e condividere i finanziamenti per nuove strutture e una migliore logistica. E’ il caso di TotalEnergies che annuncia la firma di accordi con Global Infrastructure Partners (GIP) per acquisire il 50% di Clearway Energy Group (CEG), il 5 ° player statunitense nel settore delle energie rinnovabili. Ciò costituisce la sua più grande acquisizione nel settore delle energie rinnovabili negli Stati Uniti, uno dei primi 3 mercati rinnovabili al mondo. Con tale transazione, TotalEnergies sta accelerando ulteriormente la sua crescita nel settore delle energie rinnovabili collaborando con GIP, uno dei principali fondi infrastrutturali globali. CEG è uno sviluppatore di progetti e controlli sulle energie rinnovabili e possiede il 42% degli interessi economici della sua controllata quotata, Clearway Energy Inc. (CWEN), in cui i progetti vengono abbandonati quando raggiungono l'operatività commerciale. Con questa acquisizione, TotalEnergies sta stabilendo una posizione di primo piano nel mercato delle energie rinnovabili e dello storage negli Stati Uniti. Clearway ha 7,7 GW 1 di attività eoliche e solari in funzione attraverso la sua controllata quotata CWEN e ha una pipeline di 25 GW di progetti rinnovabili e di stoccaggio, di cui 15 GW sono in una fase avanzata di sviluppo. Con sede a San Francisco, Clearway ha circa 760 dipendenti. Nell'ambito di questa transazione, GIP riceverà 1,6 miliardi di dollari in contanti e una quota del 50% meno un'azione nella controllata TotalEnergies che detiene il 50,6% di SunPower Corporation (NASDAQ:SPWR), leader nel solare residenziale negli Stati Uniti. La transazione tiene conto delle valutazioni di $ 35,1 per azione per CWEN e $ 18 per azione per SunPower. Nell'ambito di questa partnership, TotalEnergies contribuirà a migliorare le prospettive di crescita di Clearway fornendo a CWEN negli Stati Uniti l'accesso alle sue capacità di scambio di energia e le darà la priorità nella riduzione dei propri progetti sviluppati. L'acquisizione porta il portafoglio rinnovabile di TotalEnergies negli Stati Uniti a oltre 25 GW e contribuisce all'obiettivo che gli Stati Uniti rappresentino almeno il 25% dell'obiettivo globale della Società di 100 GW entro quel momento. Questa transazione integra il portafoglio che TotalEnergies ha costruito negli Stati Uniti dall'inizio del 2021. Nel solare su larga scala, TotalEnergies sta già sviluppando 8 GW di progetti in seguito all'acquisizione di un portafoglio di progetti da SunChase, alla sua partnership con Hanwha Energy e alla recente acquisizione di Core Solar. Nell'eolico offshore, TotalEnergies svilupperà 4 GW di progetti al largo delle coste di New York e della Carolina del Nord, dopo aver vinto le gare d'appalto. Infine, TotalEnergies dà il benvenuto a GIP come partner azionario in SunPower. SunPower è la seconda più grande azienda solare residenziale negli Stati Uniti, fornendo ai clienti soluzioni completamente integrate di energia solare, storage, energia domestica e finanziamento. TotalEnergies e GIP sono ben posizionati per supportare insieme la strategia di crescita del management di SunPower. “Siamo lieti di questa partnership con Global Infrastructure Partners, che è uno dei principali attori nelle energie rinnovabili, in particolare negli Stati Uniti. Consente a TotalEnergies di espandersi nel mercato statunitense, uno dei più dinamici al mondo, beneficiando di asset operativi e di una pipeline di alta qualità da 25 GW, nel settore eolico, solare e storage, con un'ampia copertura geografica con una presenza in 34 stati. Questa transazione si adatta perfettamente alla nostra strategia di fare dell'elettricità rinnovabile uno dei nostri principali motori di crescita insieme al gas naturale liquefatto che abbiamo recentemente rafforzato con il lancio dell'estensione Cameron. Tutto questo dimostra la nostra priorità nell'accelerare la trasformazione dell'azienda per diventare un'azienda multi-energia sostenibile e redditizia", ha affermato Patrick Pouyanné, Presidente e CEO di TotalEnergies. “Siamo estremamente lieti di collaborare con TotalEnergies per continuare a guidare la transizione energetica negli Stati Uniti. Siamo orgogliosi della crescita e dei risultati raggiunti dal team di Clearway dal nostro investimento iniziale nel 2018 e siamo fiduciosi che con TotalEnergies come partner, Clearway lo farà essere in grado di La crescita, le capacità e l'ambizione che GIP e TotalEnergies apportano a questa partnership sosterranno la nostra visione condivisa di costruire piattaforme di energia rinnovabile negli Stati Uniti", ha affermato Adebayo Ogunlesi, Presidente e CEO di Global Infrastructure Partners. Fonte: Total

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https://www.rmix.it/ - Fakuma: Fiera per la Lavorazione delle Materie Plastiche - Germania
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Fakuma: Fiera per la Lavorazione delle Materie Plastiche - Germania
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La fiera internazionale Fakuma per la lavorazione delle materie plastiche è attesa con impazienza da tutti gli operatori del settore, perché la fiera leader mondiale per il settore dello stampaggio a iniezione promette nuovo slancio in numerosi settori.E' considerata anche  un barometro tecnologico per i settori della tecnologia di estrusione, termoformatura e stampa 3D.Anche quest’anno l’evento di punta si concentrerà sulle sfide della digitalizzazione, dell’automazione dei processi, dell’efficienza energetica e dell’economia circolare. Un altro obiettivo importante di Fakuma è la presentazione della lavorazione della plastica nella fabbrica intelligentemente interconnessa di domani.Fakuma dimostrerà ancora una volta che il tema altamente complesso della plastica può essere integrato nella protezione del clima, nell'economia circolare e che è orientato al futuro in un modo molto particolare. Gli espositori stanno lavorando alle sfide dell’economia circolare e della sostenibilità con una straordinaria spinta e dinamica innovativa.Per maggiori informazioni consultate il sito della fiera: https://www.fakuma-messe.de/en/

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https://www.rmix.it/ - A Rai news 24 si parla di plastica riciclata con Arezio Marco
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare A Rai news 24 si parla di plastica riciclata con Arezio Marco
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Intervista al consulente della plastica riciclata e dell’economia circolare L’argomento di interesse durante l’intervista riguarda la gestione del rifiuto plastico che diventa un bene nell’ottica dell’economia circolare e non un problema, come lo si vede normalmente La plastica oggi, oggettivamente, fa parte della nostra vita e, se volessimo di colpo rinunciarvi faremmo un salto indietro di 100 anni, bloccando completamente la nostra vita e la nostra economia. Non più cellulari, computer, macchine, elettrodomestici, presidi sanitari sterili, componenti d’arredo, imballi e molte altre cose. Certo, non si può dire che non si possa trovare un’alternativa, ma ci vuole tempo, risorse e la verifica che queste alternative trovate siano ad impatto zero, altrimenti non ne vale la pena. La plastica è economica, leggera, resistente, duttile, resistente, durevole, estetica, isolante, riciclabile e.. molte altre cose. Sicuramente dobbiamo impegnarci di più per assicurarci che il rifiuto, a fine vita, non venga buttato stupidamente nell’ambiente anziché nei centri di raccolta e selezione, per potergli dare una nuova vita senza dipendere dalla natura. Perché è questo il problema: è l’uomo incivile, non la plastica che inquina. Nell’intervista, di cui potrete sentire uno stralcio, si parla proprio dell’economia circolare della plastica, definendo il percorso dei prodotti realizzati “dalla culla alla culla” in quanto una volta realizzato un elemento in plastica di uso comune, se ne segue il percorso fino alla fine del suo utilizzo. Quando diventa rifiuto il compito del prodotto non è finito, in quanto attraverso il riciclo, meccanico o chimico, diventa ancora materia prima per la sua rinascita, infinite volte. E’ questa l’importanza e la bellezza dell’economia circolare, riutilizzare i prodotti che diventano spazzatura per non attingere alle risorse naturali limitate del nostro pianeta.Categoria: notizie - plastica - economia circolare

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https://www.rmix.it/ - rNEWS - DS Smith: l'azienda multinazionale del packaging pensa green
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare rNEWS - DS Smith: l'azienda multinazionale del packaging pensa green
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DS Smith lancia una campagna denominata "per il presente e per il futuro"Secondo quanto riportata da Adn Kronos, Ds Smith, società leader nel settore del packaging multisettoriale ha varato un'iniziativa chiamata "per il presente e il futuro" in cui si impegna concretamente a fare dei passi decisivi verso la sostenibilità della sua filiera produttiva. Vediamo quali.Ds Smith, azienda del packaging sostenibile, lancia oggi la sua nuova strategia di sostenibilità, "Per il presente e per il futuro", che delinea impegni e obiettivi per il prossimo decennio. Ds Smith continuerà a concentrarsi sulla transizione verso un'economia circolare collaborando con clienti, comunità, governi e opinion leader per favorire il riciclo e rigenerare i sistemi naturali, e continuerà a concentrarsi sulla riduzione di CO2 proteggendo la biodiversità e riducendo il consumo di acqua. “E’ fondamentale che la nostra spinta a ridefinire il packaging continui a porre la circolarità al centro del nostro business, in quanto fornitori di soluzioni che rispondono alle nuove esigenze di un mondo in continua evoluzione - dichiara Miles Roberts, Ceo di Ds Smith - La nuova strategia ci consente di andare oltre il nostro solido modello di business circolare, permettendoci di fornire più soluzioni sostenibili ai nostri clienti e alla società in generale, sostituendo la plastica, abbattendo le emissioni di CO2 dalla nostra supply chain e fornendo soluzioni di riciclo alternative". La strategia definisce tre pilastri fondamentali, insieme a un impegno costante per ridurre le emissioni di CO2 del 30% rispetto al 2015 e a una tutela delle foreste e della biodiversità in cui opera. Chiusura del ciclo attraverso una migliore progettazione, entro il 2023 produrrà imballaggi riciclabili o riutilizzabili al 100% e il suo obiettivo è il riciclo o il riutilizzo di tutti i suoi imballaggi entro il 2030. Proteggere le risorse naturali sfruttando ogni fibra: entro il 2025, ottimizzerà l'uso della fibra per le singole catene di approvvigionamento nel 100% delle sue nuove soluzioni di imballaggio ed entro il 2030 mira a ottimizzare ogni fibra per tutte le catene di approvvigionamento. Ridurre rifiuti e inquinamento attraverso soluzioni circolari: entro il 2025 eliminerà 1 miliardo di pezzi di plastica dagli scaffali dei supermercati, toglierà 250.000 camion dalla strada e lavorerà con i partner per trovare soluzioni per gli imballaggi difficili da riciclare. Nel frattempo, entro il 2030 mira a utilizzare gli imballaggi e il riciclo per rendere possibile l'economia circolare, sostituendo plastica, riducendo le emissioni di carbonio dei clienti ed eliminando i rifiuti di imballaggio dei consumatori. Offrire strumenti alle persone per condurre la transizione verso un'economia circolare: entro il 2025 coinvolgerà il 100% del suo personale nell'economia circolare, ed entro il 2030 coinvolgerà 5 milioni di persone nell’adozione di stili di vita adeguati. "Per il presente e per il futuro", spiega Wouter van Tol, Head of Sustainability, Community and Government Affairs, "posiziona Ds Smith in prima linea nel settore del packaging e definisce una chiara tabella di marcia per affrontare le sfide immediate, lavorando allo stesso tempo per soddisfare le esigenze della prossima generazione, creando soluzioni in linea con i principi dell'economia circolare. Adottando un approccio di sistema completo, abbiamo un'enorme opportunità di compiere progressi significativi rispetto alle nostre responsabilità ambientali, sociali e di governance”. A seguito di progressi misurabili rispetto ai suoi nove obiettivi di sostenibilità a lungo termine, la strategia di sostenibilità "Per il presente e per il futuro" è stata introdotta come parte di una visione e di una revisione strategica per raggiungere il titolo di fornitore leader di imballaggi sostenibili. L'anno scorso, Ds Smith ha raggiunto una serie di traguardi di sostenibilità, tra cui una riduzione dell'11% delle emissioni nel 2019 rispetto al 2015 su base omogenea e il 100% di coinvolgimento nei programmi della comunità in tutto il suo sito che impiega più di 50 persone.  Ha prodotto oltre 17 miliardi di scatole nel 2019/20 ed è il più grande riciclatore di carta e cartone d'Europa, gestendo 6 milioni di tonnellate all'anno e riciclando più di quanto consumato. Ds Smith è uno dei 16 partner strategici della Ellen MacArthur Foundation, l'autorità globale riconosciuta sull'economia circolare.By Adn KronosFoto: Ds Smith

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https://www.rmix.it/ - La Catena del Riciclo del PET in Africa si è Accorciata
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare La Catena del Riciclo del PET in Africa si è Accorciata
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Con un investimento in Sud Africa di 60 milioni partirà un nuovo stabilimento produttivo per l’rPET per uso alimentareCome sta succedendo in varie parti del mondo, in Europa, sud-est asiatico, America del nord e del sud, la filiera tradizionale del riciclo si sta notevolmente comprimendo. Se fino a qualche anno fa i rifiuti in plastica erano gestiti dal riciclatore che li raccoglieva, li trasformava e vendeva i polimeri plastici riciclati agli utilizzatori finali, come i produttori di flaconi ed imballaggi in plastica. Ora, sempre più spesso, il produttore finale di prodotti home care o per la pulizia della casa o per le bibite, si occupa in prima persona di tutta la filiera. La necessità strategica di poter controllare la materia prima riciclata e la filiera del riciclo da parte dei produttori e distributori di questi articoli per il consumatore, ha innescato, da prima l’acquisto dei piccoli e medi produttori di polimeri riciclati e della loro filiera di fornitore dei rifiuti plastici, per poi organizzarsi in modo autonomo per creare da zero linee di approvvigionamento rifiuti e produzione di granuli e scaglie riciclate. In questo schema rientra lo specialista di imballaggi e riciclaggio ALPLA, che sta costruendo un impianto di riciclaggio all'avanguardia nella città costiera sudafricana di Ballito, a nord di Durban. L'impianto, con una produzione di 35.000 tonnellate di materiale PET riciclato, segna l'ingresso dell'azienda nel mercato africano del riciclo. La costruzione inizierà nell'estate del 2023 e il completamento è previsto per l'autunno del 2024. In totale, ALPLA sta investendo circa 60 milioni di euro per rafforzare l'economia circolare regionale. Dopo aver aperto nell'autunno 2022 la sua nuova sede centrale a Lanseria, vicino a Johannesburg, l'azienda attiva a livello internazionale annuncia ora la costruzione del suo primo impianto di riciclaggio in Sudafrica. Entro l'autunno 2024, un moderno impianto per il riciclaggio di bottiglie in PET usate sarà costruito su un sito di 90.000 metri quadrati a Ballito vicino a Durban, nella provincia di KwaZulu Natal. È il primo investimento in un impianto di riciclaggio del PET per uso alimentare nella seconda provincia del Sudafrica per numero di abitanti e un investimento chiave per la regione. In futuro, quasi 60.000 tonnellate di bottiglie di PET saranno riciclate all'anno e, da esse, verranno prodotte 35.000 tonnellate di scaglie e pellet di rPET riciclati meccanicamente, la maggior parte delle quali ALPLA le lavorerà per produrre le proprie bottiglie. 'Il nostro obiettivo è un ciclo bottle to bottle, in questo modo, in qualità di riciclatore e produttore, possiamo garantire la fornitura di imballaggi sicuri, convenienti e sostenibili in tutto il mondo e, allo stesso tempo, promuovere la consapevolezza del materiale riciclabile", sottolinea Philipp Lehner, CEO di ALPLA. Il nuovo piano industriale aumenterà la capacità di produzione annua di tutte le società di riciclaggio ALPLA a circa 238.000 tonnellate per rPET (PET riciclato) e 74.000 tonnellate per rHDPE (HDPE riciclato). Partner per l'economia circolare Il mercato dei prodotti di alta qualità realizzati con materiali riciclati è in crescita non solo in Europa, Asia, Nord e Sud America, ma anche nel sud del continente africano. In Sud Africa, la crescente domanda è accompagnata dalla progressiva espansione dei sistemi di raccolta a livello nazionale. "Insieme all'Organizzazione per la responsabilità dei produttori PETCO, che ha identificato KwaZulu Natal come un'opportunità per lo sviluppo delle imprese, ALPLA sostiene da anni lo sviluppo della filiera della raccolta, la sensibilizzazione della società e la riduzione dell’uso delle discariche", spiega Mike Resnicek, Direttore Finanziario e Commerciale Africa, Medio Oriente e Turchia per ALPLA, e Direttore e Membro del Consiglio di PETCO. Inoltre, per la realizzazione del piano di riciclaggio, ALPLA ha deciso congiuntamente di affrontare l'investimento con un partner locale. "Il know-how locale combinato con una solida comprensione del panorama culturale ed economico è fondamentale per un progetto su così vasta scala", aggiunge Resnicek. L'amministratore delegato di PETCO, Cheri Scholtz, afferma: 'Questo investimento in un ulteriore impianto bottle-to-bottle in Sud Africa, e in particolare con un partner locale, è una buona notizia. Realizzando i nostri primi progetti per il riciclaggio in Africa, ci stiamo attrezzando per il futuro, contribuendo ad aumentare il tasso di raccolta e ridurre i rifiuti, riciclando materie prime preziose. Allo stesso tempo, stiamo creando molti nuovi posti di lavoro a livello locale', afferma Dietmar Marin, amministratore delegato della divisione riciclaggio di ALPLA. Il nuovo stabilimento di Ballito darà lavoro in futuro a circa 100 persone. Lo sviluppo del sistema di raccolta regionale avrà anche un impatto sulla creazione di un valore regionale e dovrebbe generare più di 10.000 posti di lavoro indiretti nei prossimi anni “. Mercato in crescita nell'Africa meridionale ALPLA è rappresentata in un totale di sette sedi in Sud Africa, Mauritius e Angola nella regione sub-sahariana del continente, dove impiega oltre 1.000 persone. A metà ottobre 2022, la nuova sede produttiva della regione è stata inaugurata a Lanseria, vicino a Johannesburg. In precedenza, nella capitale dell'Angola, Luanda, era stato aperto un secondo impianto di produzione di preforme in PET. ALPLA sta pianificando ulteriori investimenti in Africa australe nei prossimi anni. “Il radicamento regionale e il know-how globale creano le basi per solide partnership e fiducia. Con soluzioni di imballaggio di alta qualità realizzate con materiali riciclati, possiamo supportare i nostri clienti nel raggiungere i loro obiettivi di sostenibilità e offrire tutto da un'unica fonte in futuro", afferma Javier Delgado, amministratore delegato regionale di ALPLA Africa, Medio Oriente e Turchia. Traduzione automatica. Ci scusiamo per eventuali inesattezze. Articolo originale in Italiano. Fonte Alpla

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https://www.rmix.it/ - EvoBuild: Innovazione nei Materiali per Cementi e Calcestruzzi verso l’Economia Circolare
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare EvoBuild: Innovazione nei Materiali per Cementi e Calcestruzzi verso l’Economia Circolare
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Riduzione della CO₂, inerti riciclati e combustibili alternativi: il futuro sostenibile dei cementi e dei calcestruzzidi Marco ArezioIl settore delle costruzioni si trova al centro di una trasformazione epocale. La produzione di cemento e calcestruzzo, responsabile di una considerevole quota delle emissioni globali di CO₂, è oggi sotto la lente di innovatori e aziende impegnate nella transizione verso un’edilizia più sostenibile. Tra queste, EvoBuild si distingue per l’approccio pionieristico nello sviluppo di prodotti in grado di ridurre l’impatto ambientale senza compromettere la qualità e le prestazioni tecniche. Attraverso l’impiego di tecnologie avanzate e risorse alternative, EvoBuild sta ridefinendo il concetto di sostenibilità nel settore dei materiali da costruzione.Rivoluzionare il calcestruzzo: una sfida tra tecnica e sostenibilità Il cemento, componente primario del calcestruzzo, è prodotto tramite un processo altamente energivoro, caratterizzato dalla calcinazione del clinker, un passaggio che da solo genera circa il 60% delle emissioni totali legate al cemento. EvoBuild risponde a questa sfida con soluzioni innovative, che mirano a ridefinire la formulazione tradizionale dei materiali da costruzione attraverso tre pilastri fondamentali: la riduzione del contenuto di clinker, l’integrazione di inerti riciclati e l’uso di combustibili alternativi. I prodotti EvoBuild, frutto di anni di ricerca e sviluppo, includono leganti a basse emissioni, additivi chimici avanzati e formulazioni che sfruttano materiali di scarto provenienti da altre industrie. Queste soluzioni non solo migliorano le prestazioni del calcestruzzo, ma riducono drasticamente l’impronta ambientale della sua produzione. Sostituzione del clinker: una riduzione diretta della CO₂ Uno dei metodi più efficaci per abbattere le emissioni è la sostituzione parziale del clinker con materiali alternativi. Tra le principali opzioni utilizzate da EvoBuild vi sono: Ceneri volanti: un sottoprodotto delle centrali termoelettriche, utilizzato per la sua reattività pozzolanica. Scorie d’altoforno: residui dell’industria siderurgica, che migliorano le proprietà meccaniche del calcestruzzo. Calcare micronizzato: riduce la densità del materiale mantenendo prestazioni accettabili. L’adozione di questi leganti alternativi permette una riduzione delle emissioni fino al 30% rispetto al cemento tradizionale, garantendo al contempo una maggiore durabilità del materiale. Inerti riciclati: il futuro dell’economia circolare nel calcestruzzo Gli aggregati rappresentano circa il 70-80% del volume del calcestruzzo, e la loro estrazione da fonti naturali come ghiaia e sabbia comporta un significativo impatto ambientale. EvoBuild ha introdotto una nuova generazione di miscele che incorporano inerti riciclati, ottenuti da demolizioni edilizie controllate o da residui industriali. Questi materiali vengono sottoposti a rigorosi processi di selezione e trattamento per garantire prestazioni comparabili a quelle degli aggregati naturali. L’utilizzo di inerti riciclati non solo contribuisce a ridurre la pressione sulle risorse naturali, ma consente anche di limitare i rifiuti in discarica. In molti casi, l’integrazione di aggregati riciclati si traduce in una maggiore capacità di assorbire vibrazioni e migliorare l’efficienza termica del calcestruzzo. Combustibili alternativi: un approccio olistico alla sostenibilità La produzione di cemento è una delle attività industriali più energivore. Per alimentare i forni di calcinazione del clinker, EvoBuild sta introducendo l’uso di combustibili alternativi, tra cui: Biomassa residuale: residui agricoli o forestali, utilizzati come fonte di energia rinnovabile. Pneumatici esausti: bruciati in condizioni controllate, consentono di recuperare energia e ridurre i rifiuti. Rifiuti non riciclabili: impiegati come combustibile, minimizzano il ricorso a discariche. L’uso di questi combustibili non solo riduce la dipendenza dai combustibili fossili, ma consente anche di valorizzare materiali di scarto che altrimenti rappresenterebbero un problema ambientale. Un nuovo paradigma per l’industria delle costruzioni Il contributo di EvoBuild si inserisce in un contesto più ampio di transizione dell’industria delle costruzioni verso un modello di economia circolare. La tradizionale linearità del ciclo produttivo — basata sull’estrazione, trasformazione, utilizzo e smaltimento — viene sostituita da un approccio circolare, in cui i materiali vengono progettati per essere recuperati e reintegrati nei processi produttivi. L’economia circolare nel settore delle costruzioni non è solo una scelta etica, ma un’opportunità per migliorare l’efficienza complessiva dei processi, ridurre i costi operativi e rispettare le normative ambientali sempre più stringenti. La sfida del futuro: scalabilità e innovazione Nonostante i progressi tecnologici, la diffusione su larga scala di soluzioni come quelle offerte da EvoBuild presenta ancora sfide significative. La disponibilità di materiali alternativi, la necessità di adattare gli impianti produttivi e l’adeguamento delle normative rappresentano ostacoli che richiedono un’azione coordinata tra aziende, istituzioni e ricerca scientifica. Tuttavia, l’impegno di aziende come EvoBuild dimostra che un’edilizia a basso impatto ambientale è non solo possibile, ma necessaria. Ogni innovazione in questo settore rappresenta un passo avanti verso un futuro in cui le costruzioni saranno non solo sicure e durature, ma anche rispettose dell’ambiente. EvoBuild, con la sua visione orientata alla sostenibilità, si propone come punto di riferimento in questa trasformazione, dimostrando che la tecnologia e l’economia circolare possono andare di pari passo. © Riproduzione Vietata

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https://www.rmix.it/ - Innovazione e Sostenibilità al Centro: Un'Analisi della FIP - France Innovation Plasturgie
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Innovazione e Sostenibilità al Centro: Un'Analisi della FIP - France Innovation Plasturgie
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Esplorando i vantaggi e gli svantaggi per visitatori ed espositori della Fiera FIP - France Innovation PlasturgieLa FIP - France Innovation Plasturgie rappresenta uno degli appuntamenti più significativi nel calendario delle fiere europee dedicate alla plastica e all'innovazione nei materiali plastici. Questo evento, che si svolge in Francia, è un vero e proprio crocevia di idee, tecnologie avanzate e nuove pratiche sostenibili nel settore della plastica. Caratteristiche Distintive della FIP La FIP si distingue per il suo forte accento sull'innovazione e sulla sostenibilità. L'evento è strutturato per coprire l'intera filiera del settore plastico, dalla materia prima fino al prodotto finito e al riciclo. Inoltre, una delle sue principali attrazioni è l'ampio spazio dedicato alle start-up e alle nuove tecnologie, che offre una panoramica comprensiva delle tendenze emergenti e delle soluzioni innovative. Un altro aspetto peculiare della FIP è la sua capacità di attrarre un vasto pubblico internazionale. I partecipanti provengono da vari settori industriali, non solo limitati alla plastica, ma anche dall'automotive, dall'aerospaziale, dall'elettronica, e dalla costruzione. Questo rende la FIP un punto di incontro privilegiato per professionisti e aziende che cercano di espandere la loro rete e di esplorare nuove opportunità di mercato. Vantaggi e Svantaggi della fiera France Innovation Plasturgie Partecipare a una fiera industriale come la FIP - France Innovation Plasturgie può offrire una serie di vantaggi e presentare alcuni svantaggi, sia per i visitatori che per le aziende espositrici. Analizziamo questi aspetti in confronto ad altre fiere europee del settore della plastica. Vantaggi della FIP - France Innovation Plasturgie Per i Visitatori: Innovazione e Tecnologia: La FIP è rinomata per il suo focus sull'innovazione. I visitatori hanno l'opportunità di vedere da vicino le ultime tecnologie, materiali avanzati e soluzioni sostenibili che stanno plasmando il futuro del settore. Networking Concentrato: Grazie alla sua dimensione più gestibile rispetto a fiere più grandi come la K-Fair, la FIP permette un networking più efficace e personalizzato, facilitando incontri e discussioni tra professionisti del settore. Contenuti Educativi: La fiera offre un ricco programma di seminari e workshop che trattano temi attuali come la sostenibilità, il riciclo e l'innovazione nei materiali, fornendo ai visitatori preziose informazioni e aggiornamenti professionali. Per le Aziende Espositrici: Target Specializzato: La FIP attira un pubblico altamente specializzato interessato alle innovazioni e alle soluzioni sostenibili. Questo permette alle aziende di interagire direttamente con potenziali clienti che hanno una comprensione profonda del settore e dei suoi bisogni. Visibilità nel Mercato Francese e Europeo: Esponendo alla FIP, le aziende possono aumentare la loro visibilità non solo nel mercato francese, ma anche in quello europeo più ampio, sfruttando la posizione della Francia come hub logistico e commerciale in Europa. Opportunità di Partnership e Collaborazioni: L'ambiente collaborativo della FIP facilita la creazione di partnership strategiche e collaborazioni con altre aziende e istituzioni. Svantaggi della FIP - France Innovation Plasturgie Per i Visitatori: Dimensioni più Ridotte: Rispetto a fiere come la K-Fair, la FIP può offrire una gamma leggermente più limitata di espositori e prodotti. Questo potrebbe significare meno opzioni comparative per specifiche tecnologie o soluzioni. Focus Specifico: Il forte focus su innovazione e sostenibilità è estremamente utile per chi cerca queste qualità, ma può risultare meno attraente per visitatori interessati a aspetti più tradizionali del settore della plastica. Per le Aziende Espositrici: Costi di Partecipazione: I costi di partecipazione e di allestimento dello stand possono essere significativi, soprattutto per le PMI o le start-up. Il ROI (Return On Investment) deve essere attentamente valutato in relazione agli obiettivi specifici di business. Concorrenza Focalizzata: Essendo un evento che attira leader di pensiero e innovatori, la competizione tra gli espositori può essere molto alta, richiedendo investimenti notevoli in termini di stand e materiali promozionali per distinguersi. Conclusione La partecipazione alla FIP può rappresentare un'opportunità significativa per acquisire visibilità, aggiornamenti e contatti nel settore della plastica, in particolare per chi è orientato verso l'innovazione e la sostenibilità. Tuttavia, è essenziale che sia i visitatori che le aziende valutino attentamente i propri obiettivi e risorse prima di decidere di partecipare, per massimizzare il valore dell'esperienza in fiera.

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https://www.rmix.it/ - ArcelorMittal blocca l’acciaio verde: l’industria europea tra sogni e realtà
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare ArcelorMittal blocca l’acciaio verde: l’industria europea tra sogni e realtà
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La crisi dell’idrogeno mette in discussione la transizione della siderurgiaNell’estate del 2025, una notizia scuote profondamente il settore siderurgico europeo: ArcelorMittal, il maggiore produttore di acciaio del continente, decide di fermare bruscamente il progetto di riconversione dei suoi storici impianti tedeschi alla produzione di acciaio “verde”, ovvero ottenuto grazie a idrogeno a basse emissioni di carbonio. Una scelta che arriva all’improvviso, ma che affonda le sue radici in problemi strutturali ben più profondi di quanto si sarebbe potuto immaginare anche solo un anno fa.La transizione verso un’acciaieria alimentata da idrogeno verde era stata accolta con entusiasmo sia dal mondo politico che da quello industriale. Non solo avrebbe consentito di abbattere drasticamente le emissioni di CO₂ di un settore tra i più energivori e inquinanti in Europa, ma rappresentava anche un simbolo concreto della svolta verso la decarbonizzazione promessa dall’Unione Europea. Era stato proprio ArcelorMittal a candidarsi come apripista, annunciando investimenti miliardari per riconvertire i forni tradizionali, alimentati da carbone e gas, a forni in grado di utilizzare idrogeno ottenuto da fonti rinnovabili.Tuttavia, quello che sembrava un orizzonte di innovazione e sostenibilità si è presto scontrato con una realtà molto più complessa e dura. La produzione di idrogeno verde su scala industriale, infatti, si è rivelata ben più onerosa e problematica delle previsioni ottimistiche. Da un lato, l’offerta di idrogeno a costi competitivi non è decollata, e le infrastrutture necessarie per garantire un approvvigionamento stabile sono ancora incomplete. Dall’altro, il prezzo dell’energia elettrica, indispensabile per la produzione di idrogeno tramite elettrolisi, ha raggiunto livelli record in Germania e in molti altri paesi europei, rendendo antieconomico il passaggio a queste nuove tecnologie.A questo scenario si aggiunge una variabile che, troppo spesso, viene sottovalutata nei discorsi sulla transizione energetica: la pressione della concorrenza internazionale. Mentre l’Europa lavora per rendere più sostenibile la propria industria, i produttori extraeuropei continuano a immettere sul mercato acciaio a basso costo, spesso senza vincoli ambientali stringenti. Questa dinamica mette in grave difficoltà gli operatori europei, già alle prese con investimenti gravosi e margini di profitto sempre più ridotti. ArcelorMittal, di fronte a questa combinazione di fattori, ha dunque preferito fare un passo indietro, rinunciando a un’ingente somma di fondi pubblici destinati alla transizione, ma scegliendo una strada più prudente e meno rischiosa per la sopravvivenza del proprio business.La decisione di interrompere il piano di riconversione non significa però un ritorno al passato tout court. L’azienda ha infatti scelto di puntare su una tecnologia più rodata e meno esposta alle incertezze del mercato dell’idrogeno: i forni elettrici ad arco. Questi impianti permettono di produrre acciaio utilizzando principalmente rottami metallici e una minore quantità di energia rispetto ai forni tradizionali, contribuendo comunque alla riduzione delle emissioni di CO₂, pur senza raggiungere i livelli “zero emission” sognati dai promotori della rivoluzione green.Questa svolta lascia emergere con chiarezza tutte le contraddizioni della transizione energetica nel settore industriale. Da un lato, esiste un’urgenza ambientale che non può essere ignorata; dall’altro, è innegabile la necessità di garantire la competitività, l’occupazione e la sopravvivenza delle grandi realtà manifatturiere europee. La rinuncia di ArcelorMittal agli investimenti nell’idrogeno verde non rappresenta solo un rallentamento temporaneo di un progetto industriale: mette in discussione l’intero modello su cui si basano le politiche di decarbonizzazione del vecchio continente.Ciò che emerge, dunque, è il bisogno di un approccio più pragmatico e meno ideologico. Senza un quadro di incentivi stabili, costi dell’energia allineati con quelli dei concorrenti internazionali e strumenti di tutela efficaci nei confronti delle importazioni da paesi con standard ambientali inferiori, il rischio è che l’industria europea sia costretta a scegliere tra sostenibilità e sopravvivenza, tra transizione verde e perdita di posti di lavoro.La vicenda di ArcelorMittal apre una riflessione che va ben oltre la cronaca industriale. Se la sfida dell’idrogeno verde vuole davvero diventare realtà, occorre lavorare con più decisione sia sull’innovazione tecnologica che sulla creazione di un contesto competitivo equo e sostenibile. Solo così la promessa di un’acciaieria europea a emissioni quasi zero potrà trasformarsi da sogno a solida realtà.© Riproduzione Vietata

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https://www.rmix.it/ - rNEWS: Sabic e Plastic Energy Insieme per un Nuovo Impianto di Riciclo Chimico
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare rNEWS: Sabic e Plastic Energy Insieme per un Nuovo Impianto di Riciclo Chimico
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Sabic e Plastic Energy Insieme per un Nuovo Impianto di Riciclo ChimicoL'attenzione per l'ambiente, l'economia circolare e i rifiuti si concretizza nell'analisi di soluzioni che possano realmente utilizzare i rifiuti dei rifiuti, cioè quei prodotti che escono dagli impianti di riciclo meccanico come scarti e che sarebbero destinati alla discarica o all'incenerimento. Il riciclo chimico è sicuramente una strada per riutilizzare questi scarti trasformandoli, come faranno Sabic e Plastic Energy in Olanda, creando una catena di valore nei polimeri sostenibili. Alla fine del 2018, il gruppo petrolchimico saudita Sabic ha firmato un memorandum d'intesa con la British Plastic Energy per costruire un'unità di riciclaggio della plastica nei Paesi Bassi. Il progetto doveva essere completato nel 2021. Sebbene sia un pò in ritardo, si sta lavorando per la sua realizzazione. I due partner hanno appena creato una joint venture, Spear (Sabic Plastic Energy Advanced Recycling BV), di cui possiedono in parti uguali, per avviare la costruzione di questo sito a Geleen, un importante centro petrolchimico, vicino a Maastricht, dove Sabic è già presente. Dovrebbe essere operativo nella seconda metà del 2022. on il supporto del ministero degli Affari economici olandese. Diverse collaborazioni Sabic e Plastic Energy collaborano dal 2019 per produrre e commercializzare polimeri “circolari”, inseriti nel catalogo Trucircle di Sabic. Il gruppo saudita ha così potuto collaborare con trasformatori, gruppi di beni di consumo e / o catene di vendita al dettaglio per produrre vari imballaggi: tra questi primi utenti ci sono, in particolare, Albéa, Aptar, Avery Dennison, Berry Global, Huhtamaki, Sealed Air, Walki , Tupperware, Unilever e Tesco. “La nuova unità consentirà a Sabic di aumentare in modo significativo la produzione di polimeri circolari certificati al fine di fornire ai clienti un migliore accesso a materiali sostenibili che sono stati riciclati, riutilizzati e prodotti in un modo che può aiutare a proteggere le risorse naturali dal nostro pianeta, agendo come soluzione di riserva ", afferma Fahad Al Swailem, vicepresidente responsabile delle vendite di polietileni e polimeri di Sabic. Conversione anaerobica termica Plastic Energy ha sviluppato una tecnologia brevettata di conversione termica anaerobica (TAC) che trasforma un'ampia gamma di materie plastiche a fine vita, sporche o contaminate e difficili da riciclare utilizzando processi convenzionali, in oli sintetici per pirolisi che, una volta raffinati, rendono possibile produrre polimeri con proprietà identiche a quelle dei materiali originali. La società gestisce già due impianti di riciclaggio chimico per la plastica a Siviglia e Almeria, in Spagna, dal 2014 e dal 2017. La nuova unità produrrà sia questo olio che resine. A. Jadoul

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https://www.rmix.it/ - rNEWS: Tazze Adatte al Microonde in Fibra Riciclabile e Compostabile
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare rNEWS: Tazze Adatte al Microonde in Fibra Riciclabile e Compostabile
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L'azienda Americana Kraft Heinz sta studiano la produzione di tazze in fibra che possano essere riutilizzabili o riciclabili compostabili e che possano essere inserite, senza problemi nel microonde. L'azienda ha l'obiettivo di rendere il 100% dei suoi imballaggi riciclabile, riutilizzabile o compostabile entro il 2025. Kraft Mac & Cheese, un marchio di proprietà di Kraft Heinz Co. con sede a Chicago, ha annunciato che sta sviluppando e testando la prima tazza per microonde riciclabile a base di fibre. Al termine dei test, il marchio lancerà una nuova varietà Kraft Mac & Cheese Shapes più avanti nel 2021 utilizzando la nuova tazza e il nuovo design. Secondo un comunicato stampa di Kraft Mac & Cheese, la tazza per microonde a base di fibre attualmente in prova è adatta al microonde ed ha le stesse dimensioni degli altri imballaggi attualmente offerti dal marchio. Il marchio segnala inoltre che sta eliminando l'etichetta di plastica su questa confezione attraverso la nuova tecnologia di stampa diretta. L'azienda afferma che l'intento del cambiamento di design dalla plastica alla fibra è ridurre l'uso di plastica e essere sia riciclabile che compostabile negli impianti di compostaggio industriale. Kraft afferma che sta lavorando con partner esterni per certificare e incorporare l'etichettatura di riciclaggio appropriata per aiutare i consumatori a sapere cosa fare con l'imballaggio. L'azienda aggiunge che questa innovazione supporta l'obiettivo di Kraft Heinz Co. di diventare un'azienda più sostenibile. L'azienda ha un impegno che mira a rendere il 100 percento dei suoi imballaggi riciclabile, riutilizzabile o compostabile entro il 2025.Categoria: notizie - plastica - economia circolare - rifiuti - packagingby Megan Smalley

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https://www.rmix.it/ - Wolf Plastic dopo l’Acquisizione Cambierà Nome alla Linea di Prodotti
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Wolf Plastic dopo l’Acquisizione Cambierà Nome alla Linea di Prodotti
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L’azienda Austriaca è specializzata nella produzione di secchi e taniche per l’industria e l’uso professionale Wolf Plastic produce secchi in plastica vergine e riciclata per l’industria, ma anche taniche che contengono i liquidi più disparati. Nasce 45 anni fa in Austria e si è sempre occupata di produrre imballaggi in plastica nei tre siti produttivi, in Austria, in Romania e in Ungheria. Wolf Plastic può contare su 210 dipendenti che con passione e competenza portano avanti il lavoro di produzione e commercializzazione degli imballi in plastica per l’industria. Il portafoglio prodotti conta su più di 400 articoli e si pone come il miglior biglietto da visita per offrire un servizio qualificato alle medie imprese del settore industriale. L’obbiettivo aziendale è anche quello di rendere i prodotti e le produzioni sempre più sostenibili, attraverso anche l’uso della plastica riciclata da post consumo (PCR). Dall’autunno del 2021 il gruppo ALPLA è diventato proprietario della società Wolf Plastic, inserendo le produzioni di quest’ultima nel circuito dei fornitori dei secchi e delle taniche per i suoi clienti. A partire da Maggio 2023 la società Wold Plastic cambierà il nome alla linea di imballi in plastica di grandi dimensioni, chiamandola ALPLAIndustrial, che produce secchi e taniche anche in plastica riciclata. ALPLAindustrial produce attualmente circa 400 prodotti nei suoi tre siti produttivi in Austria (Kammern), Ungheria (Fertőszentmiklós) e Romania (Bucarest). I secchi, i contenitori e le bottiglie possono essere personalizzati utilizzando l'etichettatura nello stampo. Con l'introduzione della propria linea di riciclaggio con materiale PCR fino al 100%, ALPLA offre anche ai clienti industriali e commerciali un'alternativa rispettosa del clima. "Le nostre soluzioni innovative sono la preparazione ideale per le normative future e forniscono quindi un vantaggio competitivo", sottolinea Widmar, amministratore delegato di ALPLA per l'Europa centrale e orientale.Info Alpla

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