Primo Corso per Esperti di Economia Circolare per l'IndustriaL'interesse per l'economia circolare non è più espresso solo nei sogni o nelle buone intenzioni degli ambientalisti o dei cittadini comuni, ma è ormai diventata un'esigenza industriale da perseguire per dare una risposta alle richieste del mercato La stringente europea normativa sulle emissioni inquinanti e l'esigenza di produrre in modo sostenibile hanno fatto crescere, nel mondo del lavoro, la richiesta per nuove figure professionali specializzate. Come riporta la Repubblica in questo articolo il mondo del lavoro è in fermento per queste trasformazioni importanti.Green e sostenibilità hanno numeri sempre più grandi: oltre 3 milioni di occupati. E ora si formano Expert in Circular Economy per l’industria Sostenibilità, economia circolare, green. Non sono più tendenze o mode, ma nuovi paradigmi economici e sociali. Sulla loro crescita, che sarà spinta ancora di più dai grandi investimenti comunitari, si andranno a modellare diversi aspetti della società, a cominciare dalla formazione. Intanto i numeri, del rapporto della Fondazione Symbola: gli italiani che lavorano nel green sono 3,1 milioni, 432mila imprese che negli ultimi 5 anni hanno investito sull’economia verde, crescita di occupazione green del 3,4% dal 2017 al 2018. Secondo i numeri contenuti in un’indagine di LinkedIn, l'Italia è uno dei paesi migliori per una carriera nell'ambito dei 'green job', con Milano al 7° posto a livello mondiale per la concentrazione di professionisti della sostenibilità. L'Europa ha registrato un aumento del 13% del numero di professionisti della sostenibilità durante l'ultimo anno, con una crescita del 7,5%, maggiore rispetto alla media globale. Anche la domanda di lavori legati alla sostenibilità è cresciuta del 49% dei posti di lavoro disponibili su LinkedIn per ruoli legati alla sostenibilità in Europa. Per quanto riguarda il lavoro nell’economia circolare, l’Italia è seconda solo alla Germania, con 517.000 occupati contro 659.000. Le persone che nel nostro Paese vengono impiegate nei settori ‘circolari’ sono il 2,06% del totale, valore superiore alla media UE 28 che è dell’1,7% (fonte: Rapporto nazionale sull’economia circolare in Italia, realizzato da Circular Economy Network). In uno scenario del genere, il mondo della formazione si sta ponendo il tema della creazione di figure professionali che siano coerenti con l’andamento del mercato. Soprattutto nell’applicazione dei concetti dell’economia circolare al mondo dell’industria. Da questa impostazione è nato il primo corso di formazione tecnica superiore per esperti di economia circolare per l’industria, promosso da ART-ER ( la Società Consortile dell'Emilia-Romagna, con l’obiettivo di favorire la crescita sostenibile della regione) nell’ambito del progetto europeo IFTS Circular Society. Il mondo della formazione professionale è sempre più orientato alla sostenibilità ma la particolarità di questo corso, unico in Italia, è la creazione di una nuova figura professionale, quella del Tecnico per la Sostenibilità e l’Economia Circolare dei Processi Industriali con tanto di rilascio di Certificato di Specializzazione Tecnica Superiore. Una figura sempre più richiesta dal mondo del lavoro.
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Come cercare e trovare metalli riciclati e rottami metallici su rMIX.it: guida pratica per aziende e operatori del settoreScopri come funziona il motore di ricerca per l’economia circolare di rMIX.it: metalli ferrosi, non ferrosi, rottami e semilavorati riciclati a portata di clicLa domanda globale di materie prime sta crescendo a un ritmo insostenibile, mentre la necessità di ridurre l’impatto ambientale dell’industria è sempre più pressante. In questo contesto, il riciclo dei metalli — ferrosi e non — rappresenta una risorsa chiave per l’economia circolare. Il recupero e la valorizzazione dei rottami metallici permettono di ridurre l’uso di risorse naturali, abbattere le emissioni e sostenere una produzione più pulita e sostenibile. rMIX.it nasce proprio con questo obiettivo: offrire uno strumento digitale concreto per favorire lo scambio di materiali riciclati tra aziende, operatori ambientali, fonderie, costruttori, rivenditori e gestori di impianti. La piattaforma permette di cercare, pubblicare e consultare offerte e richieste di rottami metallici, semilavorati riciclati, materiali da dismissione industriale, in modo rapido, geolocalizzato e trasparente. Questa guida ti accompagna passo passo per capire come sfruttare al meglio le funzionalità di ricerca su rMIX.it, sia che tu stia cercando metalli riciclati da acquistare, sia che tu voglia vendere rottami o materiali lavorati da riciclo. 1. Cosa puoi trovare nella sezione “Metalli riciclati” All’interno del portale rMIX.it, la sezione "Metalli riciclati" è dedicata esclusivamente alle offerte e richieste di: - Metalli ferrosi: acciaio, ghisa, ferro da demolizione, sfridi da lavorazione; - Metalli non ferrosi: rame, alluminio, ottone, bronzo, zinco, piombo, nichel; - Leghe speciali e acciai inox; - Semilavorati riciclati: billette, profilati, vergelle, barre, tubi, lastre; - Residui e scarti da lavorazioni meccaniche, tornitura, tranciatura; - Rottami elettrici ed elettronici (RAEE) con contenuto metallico. Ogni annuncio presenta foto, descrizione tecnica, quantità, localizzazione geografica (se abbonato), e contatti diretti del proponente. È possibile filtrare i risultati per tipologia di metallo, forma e paese. 2. Come usare il motore di ricerca rMIX per trovare metalli Il motore interno del sito è progettato per funzionare come una bacheca verticale ad alta usabilità. Ecco i passaggi consigliati: Vai su www.rmix.it Clicca su “Elenco Offerte” e seleziona la categoria “Metalli Riciclati”. Usa i filtri laterali per selezionare: - Tipo di metallo (es. rame, acciaio inox, alluminio, ecc.) - Forma fisica (rottami, trucioli, pezzi integri, ecc.) - Paese - Clicca su ogni annuncio per vedere i dettagli, le immagini e inviare un messaggio diretto al fornitore. 3. Come pubblicare un’offerta o una richiesta di rottami metallici Chiunque sia iscritto alla piattaforma può pubblicare in pochi minuti annunci di vendita o ricerca. Ecco come fare: - Vai nella sezione “Inserisci Offerta” o “Inserisci Richiesta”- Seleziona la categoria Metalli Riciclati- Compila i campi con: Descrizione dettagliata del materialeQuantità disponibile o richiestaStato del materiale (pressato, sfuso, lavorato, selezionato...)Disponibilità e localitàEventuali certificazioni o dati chimico-fisiciCarica una o più immagini del materialeInserisci i contatti dell’azienda o referente tecnicoPubblicaOgni inserzione può essere cancellata in ogni momento accedendo alla propria area riservata. 4. A chi è utile questa sezione di rMIX La sezione Metalli Riciclati è pensata per una vasta gamma di operatori: - Fonderie e acciaierie in cerca di rottami a KM zero o da canali tracciabili - Recuperatori e trasportatori di metalli e rifiuti metallici - Aziende manifatturiere che vogliono vendere sfridi o acquistare materia prima secondaria - Impianti di trattamento - Start-up della green economy e designer circolari alla ricerca di materiali da riutilizzare 5. Quali sono i vantaggi di usare rMIX rispetto ad altre piattaforme - Specializzazione tematica: rMIX è interamente centrato sull’economia circolare e il riciclo, senza contenuti off-topic - Trasparenza e tracciabilità: ogni inserzione contiene dati tecnici, immagini e contatti diretti - Comunità professionale: si tratta di un portale verticale, frequentato da imprese del settore, non da utenti occasionali - Zero commissioni: rMIX non trattiene quote sulle transazioni tra utenti - Indicizzazione SEO: gli annunci pubblicati sono facilmente rintracciabili anche da Google 6. Libri consigliati per approfondire il tema del riciclo dei metalli Per chi desidera approfondire il tema, ecco alcuni testi consigliati che si possono proporre in affiliazione:- "Metallurgia e materiali non metallici" di S. Barella e A. Gruttadauria - un approfondimento sulla metallurgia e la scienza dei metalli. - “The Circular Economy Handbook” di Peter Lacy – Include un’intera sezione dedicata al settore metallurgico.- “Materials for a Sustainable Future” – Un testo multidisciplinare con un focus su materiali metallici. Conclusione Il mercato dei metalli riciclati non è solo un comparto della green economy: è un nodo strategico per l’industria del futuro. Grazie a piattaforme come rMIX.it, è oggi possibile connettere in modo diretto e trasparente chi produce scarti valorizzabili con chi li reimmette nei cicli produttivi. Cercare rottami, semilavorati o materiali critici su rMIX non è solo un’operazione economica efficiente: è un gesto concreto verso un sistema industriale più sostenibile. Registrati su rMIX.it e inizia subito a scambiare valore nella filiera del riciclo metallico.
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rNEWS: Bloomberg Valuta i Risultati Aziendale e gli Obbiettivi Dichiarati: chi Vince e chi PerdeBloomberg Valuta i Risultati Aziendale e gli Obbiettivi Dichiarati: chi Vince e chi PerdeLa società di consulenza Bloomberg ha redatto uno studio che ha analizzato alcune grandi società in settori differenti come quello del petrolio, delle forniture energetiche, delle miniere e del settore dei prodotti di consumo.Il lavoro si basava sugli obbiettivi societari dichiarati in termini di impatti produttivi e sui risultati circa il loro rispetto. Total, come si legge nel comunicato, è risultata tra quelle società che hanno conseguito il punteggio più alto. Nello specifico, il 13 aprile, BloombergNEF ha pubblicato il suo primo studio sull'allineamento delle strategie aziendali con gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite. Con un punteggio di 97/100, Total si è classificata al terzo posto a livello mondiale nel sondaggio, tra i quattro settori di attività studiati (Oil and Gas, Utilities, Metals & Mining, Consumer Goods) e primo nel suo settore. Lo studio, intitolato “UN Sustainable Development Goals for Companies: Primer” valuta le aziende sulla base di un'analisi di 10 categorie di criteri, in termini di integrazione degli SDGs nella loro strategia, identificazione dei loro impatti prioritari e obiettivi di miglioramento. La valutazione tiene anche conto della trasparenza della rendicontazione associata. Dal 2016, Total si è impegnata a contribuire al raggiungimento degli SDG e li utilizza come punto di riferimento per misurare e definire le priorità dei suoi impatti. Il Gruppo ha anche svolto un ruolo pionieristico nella rendicontazione relativa agli SDG contribuendo al lavoro della piattaforma creata nel 2017 da UN Global Compact e Global Reporting Initiative (GRI). “Total è risolutamente impegnata in una trasformazione che affronti le sfide dell'agenda di sviluppo sostenibile: combattere il riscaldamento globale, fornire soluzioni tangibili e promuovere attivamente una transizione giusta. Total vuole essere un punto di riferimento per l'impegno aziendale verso gli obiettivi di sviluppo sostenibile e sono lieto che l'impegno dei nostri team sia stato riconosciuto con questa prima classifica ", ha affermato Patrick Pouyanné, Presidente e Amministratore delegato di Total . Lo studio Bloomberg riconosce l'allineamento della strategia aziendale di Total con obiettivi climatici chiaramente dichiarati (SDG 13), la sua trasformazione in un'ampia azienda energetica con progetti tangibili di energia a basse emissioni di carbonio (SDG 7) e l'uso del suo peso economico e sociale, in particolare all'interno della propria catena di fornitura (SDG 8). Lo studio evidenzia anche il lavoro di Total sull'informativa trasparente, con la pubblicazione di report dettagliati sugli SDG. Total ritiene che la trasparenza sia essenziale per costruire rapporti di fiducia con i propri stakeholder e per porre il Gruppo in un percorso di miglioramento continuo.
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Mango Sostituisce i Sacchetti di Plastica con Carta Velina EcocompatibileMango Sostituisce i Sacchetti di Plastica con cui confezionava i suoi capi con Carta Velina EcocompatibileUna bella iniziativa da parte di Mango, un'azienda attiva nel campo della moda che va incontro alle esigenze della tutela ambientale sostituendo i sacchetti di plastica che usa per il confezionamento dei capi di abbigliamento con altri fatti in carta velina ecocompatibile. questa bella storia ce la racconta Maria Teresa Veneziani in un articolo sul Corriere della Sera.La strada è segnata e l’emergenza Covid ha fatto capire a tutti che non c’è più tempo, occorre ripensare un progetto di sviluppo. Mango, la catena spagnola di moda democratica, annuncia che eliminerà l’uso di 160 milioni di sacchetti di plastica all’anno nella sua catena di fornitura. L’azienda avvia la sostituzione dei sacchetti di plastica con altri di carta nelle produzioni locali di capi piegati. «L’azienda procede nel suo impegno a favore della sostenibilità, uno dei suoi principali assi strategici, e avvia un progetto per sostituire i sacchetti di plastica del suo packaging con sacchetti di carta, diventando la prima grande azienda del settore tessile in Spagna a farlo», si legge in un comunicato. L’obiettivo del brand fondato a Barcellona in Spagna nel 1984 da due fratelli spagnoli di origine turca, Isak Andic e Nahman Andicè, è quello di eliminare progressivamente, in collaborazione con i propri fornitori, tutti i sacchetti di plastica utilizzati per la distribuzione dei prodotti lungo la catena di fornitura. Carta velina «I sacchetti che saranno utilizzati sono realizzati in carta velina, un materiale costituito da pasta di cellulosa naturale proveniente da fonti rinnovabili — assicura l’azienda —. La carta proviene infatti da foreste gestite in modo sostenibile, dove le pratiche di abbattimento sono certificate secondo i requisiti degli standard internazionali FSC® (Forest Stewardship Council®). Ciò contribuisce anche a un’economia circolare poiché i prodotti di carta possono essere riciclati in media da quattro a sei volte». La strada è segnata e l’emergenza Covid ha fatto capire a tutti che non c’è più tempo, occorre ripensare un progetto di sviluppo. Mango, la catena spagnola di moda democratica, annuncia che eliminerà l’uso di 160 milioni di sacchetti di plastica all’anno nella sua catena di fornitura. L’azienda avvia la sostituzione dei sacchetti di plastica con altri di carta nelle produzioni locali di capi piegati. «L’azienda procede nel suo impegno a favore della sostenibilità, uno dei suoi principali assi strategici, e avvia un progetto per sostituire i sacchetti di plastica del suo packaging con sacchetti di carta, diventando la prima grande azienda del settore tessile in Spagna a farlo», si legge in un comunicato. L’obiettivo del brand fondato a Barcellona in Spagna nel 1984 da due fratelli spagnoli di origine turca, Isak Andic e Nahman Andicè, è quello di eliminare progressivamente, in collaborazione con i propri fornitori, tutti i sacchetti di plastica utilizzati per la distribuzione dei prodotti lungo la catena di fornitura. Test pilota Il progetto sarà inizialmente lanciato in produzioni locali per capi piegati e sul canale online, dopo il successo dei tre test pilota effettuati dall’azienda in Marocco, Cina e Turchia. L’obiettivo è che il nuovo progetto venga applicato a tutti i capi entro la fine del 2021. Secondo Toni Ruiz, Amministratore delegato di Mango, «Si tratta di un progetto di grande portata, che avrà un impatto molto positivo sull’ambiente, poiché grazie alla sua realizzazione elimineremo circa 160 milioni di sacchetti di plastica ogni anno. La produzione di una moda più rispettosa dell’ambiente mira alla trasformazione sostenibile dell’azienda». Fashion Pact Il progetto rientra nel Fashion Pact, una coalizione globale che mira a promuovere la sostenibilità ambientale nel settore tessile e della moda, a cui l’azienda ha aderito nel 2019. Questo patto globale impegna tutti i firmatari a lavorare insieme per ridurre al minimo l’impatto ambientale dell’industria tessile e della moda concentrandosi su tre pilastri: contrastare i cambiamenti climatici, preservare la biodiversità e proteggere gli oceani.Categoria: notizie - plastica - economia circolare - rifiuti
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Madreperla: L'Ispirazione Naturale per un Vetro InfrangibileCome la Struttura delle Conchiglie Sta Rivoluzionando la Scienza dei Materiali per Schermi di Smartphone Più Resistenti di Marco ArezioLa madreperla, conosciuta per la sua bellezza incantevole, ha attirato l'attenzione degli scienziati non solo per il suo aspetto estetico, ma anche per le sue straordinarie proprietà meccaniche. Questo materiale naturale, che riveste l'interno delle conchiglie di alcuni molluschi, è noto per la sua durezza e resistenza, qualità che lo rendono un modello ideale per la creazione di materiali avanzati. Allen Ehrlicher e il suo team di ricerca della McGill University in Canada hanno studiato approfonditamente la struttura della madreperla per sviluppare un nuovo tipo di vetro. Il loro obiettivo era creare un vetro che, pur mantenendo la trasparenza e la rigidità tipiche di questo materiale, fosse in grado di resistere agli impatti senza frantumarsi in mille pezzi. La soluzione? Ispirarsi alla composizione della madreperla, costituita da piastre di aragonite (una forma di carbonato di calcio) intervallate da strati di proteine elastiche. La Struttura della Madreperla La madreperla è un materiale composito, formato da microstrati di aragonite, disposti come mattoni in un muro, e legati da una matrice proteica. Questa disposizione impedisce la propagazione delle fratture, rendendo la madreperla infinitamente più robusta dei singoli materiali che la compongono. "È questa struttura che rende l’insieme infinitamente più robusto dei singoli materiali che lo compongono", spiega Allen Ehrlicher.La disposizione dei pezzi di aragonite, come mattoni in un muro, inibisce la propagazione delle fratture.Applicazione nella Creazione di Vetro Innovativo Gli scienziati hanno riprodotto questa architettura utilizzando strati di "scaglie" di vetro e strati acrilici. Hanno poi modificato le proprietà dell'acrilico per rendere il tutto trasparente. Questo processo ha portato alla creazione di un materiale che Ehrlicher descrive come "oltre cinque volte più resistente alle fratture di un normale vetro". L'approccio adottato dal team di Ehrlicher rappresenta un importante passo avanti nella scienza dei materiali. La capacità di replicare le strutture naturali a livello microscopico potrebbe portare a sviluppi significativi non solo nel campo dei vetri, ma anche in una vasta gamma di materiali utilizzati in diverse industrie. La robustezza e la resistenza del nuovo vetro lo rendono ideale per applicazioni pratiche come gli schermi degli smartphone, che necessitano di essere duri e resistenti agli impatti. Implicazioni Future Le implicazioni di questa ricerca vanno oltre la semplice creazione di un vetro più resistente. La comprensione e l'applicazione delle strutture naturali possono rivoluzionare la produzione di materiali, portando a soluzioni più sostenibili e efficienti. La madreperla, con la sua combinazione di rigidezza e elasticità, potrebbe essere solo uno dei tanti esempi di come la natura possa ispirare l'innovazione tecnologica. Questo tipo di ricerca non solo contribuisce al progresso scientifico, ma apre anche nuove strade per l'ingegneria dei materiali. La capacità di creare materiali che combinano le proprietà migliori di componenti diversi può portare a prodotti più durevoli, leggeri e sostenibili. In un mondo in cui la durabilità e la sostenibilità sono sempre più importanti, la madreperla e materiali simili potrebbero giocare un ruolo cruciale nel futuro della tecnologia e della produzione industriale. In conclusione, l'approfondimento delle proprietà e delle strutture dei materiali naturali come la madreperla non è solo affascinante dal punto di vista scientifico, ma ha anche un potenziale enorme per innovazioni pratiche che potrebbero migliorare significativamente la qualità dei prodotti che usiamo quotidianamente.© Riproduzione Vietata
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Rivoluzione Circolare: Lenzing e il Futuro dei Materiali SostenibiliScopri come Lenzing, pioniera nella produzione di fibre di cellulosa rigenerata, rivoluziona il tessile con innovazioni circolaridi Marco ArezioNegli ultimi anni, l’economia circolare è diventata un punto di riferimento per le industrie intenzionate a ridurre l’impatto ambientale e a valorizzare le risorse naturali. Tra le aziende che incarnano con maggior forza questo approccio spicca Lenzing, multinazionale austriaca specializzata nella produzione di fibre di cellulosa rigenerata. Lungo l’intera filiera, dal tessile ai geotessili biodegradabili, fino alle tecnologie di tintura senza acqua, Lenzing sta ridisegnando gli standard della sostenibilità. La recente vittoria del “Biodiversity and Water Award 2024” ai Sustainable Fashion Awards, organizzati dalla Camera Nazionale della Moda Italiana, ne conferma il ruolo di leader globale nel settore. Innovazione in chiave circolare: dalla fibra alla protezione dei ghiacciai Da sempre impegnata a integrare responsabilità ambientale e crescita economica, Lenzing ha sviluppato fibre come Tencel™ e Modal, ottenute da legno proveniente da foreste gestite in modo responsabile. Queste fibre tessili si distinguono per la biodegradabilità, la traspirabilità e la resistenza, offrendo un’alternativa concreta alle fibre sintetiche, spesso associate ad emissioni di CO₂ e microplastiche. Grazie a processi produttivi avanzati, l’impatto ambientale viene ridotto sensibilmente su tutta la filiera, dalla materia prima fino allo smaltimento. Oltre al tradizionale settore dell’abbigliamento, Lenzing ha ampliato il raggio d’azione verso nuove applicazioni, come i geotessili biodegradabili. Questi materiali innovativi vengono utilizzati per proteggere i ghiacciai dal riscaldamento globale e dal conseguente scioglimento, evitando la dispersione di microplastiche. Una volta conclusa la loro funzione sulle superfici glaciali, i geotessili possono essere recuperati e riciclati, trasformandosi nuovamente in fibre utilizzabili nella produzione tessile. Dopo una fase iniziale applicata ai ghiacciai in Austria e Svizzera, il progetto è destinato a espandersi anche su quelli italiani e francesi, dimostrando la portata internazionale e la versatilità di questa innovazione. Premi e investimenti nella ricerca: una strategia a lungo termine Il riconoscimento del “Biodiversity and Water Award 2024” testimonia l’impegno di Lenzing nel salvaguardare le risorse naturali e la biodiversità. Non si tratta solo di premi simbolici: l’azienda, quotata in Borsa dal 1986, investe circa 30 milioni di euro all’anno in ricerca e sviluppo. Questo sostegno costante consente di potenziare la capacità innovativa, migliorare continuamente i processi produttivi e sperimentare nuove tecnologie circolari capaci di ridurre l’impatto ambientale. Dal legno alla fibra rigenerata, fino alla gestione dei rifiuti tessili e alla tintura a basso impatto, l’impegno in R&S favorisce l’emergere di soluzioni che riducono la dipendenza da materie prime vergini, abbracciano il riuso degli scarti e incrementano l’efficienza della filiera. Questo approccio integrato non solo garantisce una maggiore resilienza del sistema produttivo, ma assicura anche la costante evoluzione verso standard ambientali sempre più rigorosi. Dal Refibra™ ai processi di tintura senza acqua: ridisegnare la filiera tessile L’adozione di tecnologie circolari non si limita alla fase di produzione delle fibre vergini. Con il progetto Refibra™, Lenzing incorpora rifiuti tessili pre- e post-consumo nella produzione di nuove fibre rigenerate di alta qualità. In questo modo si chiude il cerchio del tessile, riducendo lo spreco e la necessità di materiali vergini, e creando un ciclo virtuoso che integra perfettamente la filosofia dell’economia circolare. Parallelamente, l’azienda collabora con partner tecnologici come Exponential Envirotech per introdurre processi di tintura senza l’utilizzo di acqua, tradizionalmente uno dei passaggi più impattanti. Eliminando una delle principali fonti di spreco idrico, Lenzing ottimizza l’efficienza dei processi e riduce l’utilizzo di sostanze chimiche, tutelando così le risorse idriche e l’equilibrio degli ecosistemi. Oltre il tessile: un approccio a 360° alla sostenibilità Ciò che distingue Lenzing è la capacità di estendere l’applicazione delle proprie fibre a settori non tessili, come prodotti igienici, salviette biodegradabili e soluzioni domestiche. Questo ampliamento dell’offerta testimonia come la cellulosa rigenerata possa diventare un’opzione sostenibile in numerosi ambiti, sostituendo materiali sintetici e riducendo l’impatto sulle acque, sui suoli e sull’ambiente in generale. Gli sforzi dell’azienda vanno anche oltre la produzione: Lenzing promuove l’educazione e la sensibilizzazione di consumatori, partner e stakeholder. Attraverso collaborazioni, partecipazioni a eventi internazionali e divulgazione di best practice, spinge l’intera industria a riconsiderare i propri modelli e ad adottare logiche più circolari. L’obiettivo è generare un cambiamento culturale, portando la sostenibilità al centro del processo decisionale, dall’ideazione di un capo alla sua seconda vita. Un modello di crescita circolare Lenzing dimostra come sia possibile coniugare competitività, rispetto per l’ambiente e responsabilità sociale. Attraverso investimenti mirati, ricerca continua, tecnologie innovative e partnership strategiche, l’azienda non solo riduce l’impatto ambientale della filiera tessile, ma crea un percorso praticabile che altri attori del settore possono seguire. Grazie all’approccio circolare, l’industria tessile si trasforma da simbolo di spreco e inquinamento a modello di rigenerazione, dove ogni fase della produzione punta a valorizzare le risorse, minimizzare gli scarti e preservare gli ecosistemi. È questa visione che ha portato Lenzing a ottenere riconoscimenti internazionali e a guidare una transizione sostenibile dell’intera filiera. Conclusione La storia di Lenzing mostra che l’economia circolare non è un miraggio, ma un traguardo tangibile. Dalle fibre di cellulosa rigenerata ai geotessili biodegradabili per la protezione dei ghiacciai, dall’integrazione dei rifiuti tessili al ricorso a processi di tintura senza acqua, ogni innovazione spinge il settore verso un futuro più rispettoso del pianeta. Il premio “Biodiversity and Water Award 2024” e l’espansione di progetti virtuosi nelle Alpi europee attestano l’efficacia di questa strategia. In definitiva, Lenzing rappresenta un esempio illuminante di come ricerca, investimento e collaborazione possano trasformare radicalmente la produzione tessile, offrendo soluzioni sostenibili per le generazioni presenti e future. L’azienda austriaca non solo traccia un percorso di crescita circolare, ma apre nuove prospettive per un’economia in cui ambiente, innovazione e valore economico convivono armoniosamente. © Riproduzione Vietata
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rNEWS: Total Rafforza il Business del Gas Naturale con Fonroche BiogazTotal Rafforza il Business del Gas Naturale con Fonroche BiogazLa diversificazione energetica di Total continua, non solo nel campo dell'energia solare, ma anche attraverso acquisizioni di produttori di energie rinnovabili come quella del Biogas.Total annuncia l'acquisizione di Fonroche Biogaz, una società che progetta, costruisce e gestisce unità di digestione anaerobica in Francia. Con quasi 500 gigawattora (GWh) di capacità installata, raddoppiata tra il 2019 e il 2020, Fonroche Biogaz è oggi il leader del mercato francese nella produzione di gas rinnovabile con una quota di mercato superiore al 10% grazie a un portafoglio di sette unità in operazione e una pipeline di quattro progetti imminenti. Attingendo alle competenze dei suoi 85 dipendenti, Fonroche Biogaz ha sviluppato competenze industriali e tecnologiche lungo l'intera catena del valore dei gas rinnovabili. La sua integrazione segna un passo significativo nello sviluppo di Total sul mercato del gas rinnovabile, con prospettive di rapida crescita sul mercato francese e di diffusione internazionale. "Questa acquisizione è coerente con la nostra strategia e i nostri progetti sull’impronta climatica di arrivare a Net Zero entro il 2050. Riteniamo che il gas rinnovabile abbia un ruolo chiave da svolgere nella transizione energetica in quanto contribuisce a ridurre l'intensità di carbonio del gas naturale - e sosteniamo l'imposizione della miscelazione del gas rinnovabile nelle reti del gas naturale ", spiega Philippe Sauquet, Presidente Gas, Renewables & Power di Total. "Nel 2020 abbiamo dichiarato la nostra intenzione di contribuire allo sviluppo di questo settore, che ci aspettiamo diventi più competitivo nei prossimi anni. Intendiamo produrre 1,5 terawatt-ora (TWh) di biometano all'anno entro il 2025 e Fonroche Biogas è quindi la pietra angolare del nostro sviluppo in questo mercato ". "Siamo orgogliosi di entrare a far parte del Gruppo Total, che ha mostrato una forte visione e ambizione, lanciando un massiccio e sostenibile programma di investimenti nelle energie rinnovabili. Il nostro modello di business integrato combinato con la forza e la portata globale di Total ci offre una prospettiva positiva e sostenibile per il futuro. Il loro eccellente track record nel settore solare, sia in termini di durata dei loro investimenti che di forte crescita, ha confermato la nostra decisione di unire le competenze dei team di Fonroche Biogaz con questo major dell'energia francese ", ha dichiarato Yann MAUS, Presidente e Fondatore di Fonroche Group. Con questa acquisizione, Total diventa uno dei principali attori nel gas rinnovabile in Francia e in Europa, e rafforza in modo significativo la sua presenza nel settore, già efficace attraverso le sue affiliate Méthanergy (produzione combinata di calore ed energia da biogas), PitPoint e Clean Energy (produzione di biometano e distribuzione tramite una rete di stazioni Bio-CNG / Bio-LNG) rispettivamente in Benelux e negli Stati Uniti. Nel dicembre 2020, Total ha firmato un Memorandum of Understanding (MoU) con Clean Energy per stabilire una joint venture 50/50 da $ 100 milioni per sviluppare progetti di produzione di gas rinnovabile negli Stati Uniti. Entro il 2030, Total prevede di produrre da 4 a 6 TWh di biometano all'anno. Redazione di Total
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La Rivoluzione del Bambù: Dalla Cina una Plastica 100% Biodegradabile che si Decompone in 90 GiorniUn team di ricercatori cinesi ha sviluppato un innovativo materiale plastico a base di bambù, resistente e riciclabile, che offre una soluzione sostenibile alla crisi dell’inquinamento da plasticadi Marco ArezioLa plastica, un materiale che ha rivoluzionato l'industria e la vita quotidiana a partire dagli anni Cinquanta, è oggi al centro di una grave crisi ambientale. Con milioni di tonnellate di rifiuti plastici che si accumulano nei mari e nei terreni, prevalentemente per colpa dell'uomo, la ricerca di materiali alternativi è diventata una priorità globale. Tra le nuove proposte per affrontare questa sfida, arriva dalla Cina una promettente innovazione: una plastica completamente biodegradabile, fatta al 100% di bambù. Questo materiale, secondo i ricercatori, ha la capacità di biodegradarsi nel suolo entro soli tre mesi, offrendo una soluzione sia ecologica che pratica. Il Ruolo Problematico della Plastica Tradizionale La plastica convenzionale, sebbene economica e incredibilmente versatile, è una delle principali cause dell'inquinamento globale. Ogni anno, milioni di tonnellate di rifiuti plastici finiscono negli oceani e nelle discariche, abbandonati dall'uomo, dove impiegano centinaia di anni a decomporsi. Le microplastiche si stanno infiltrando nei sistemi naturali, causando gravi danni alla fauna e flora marine e persino entrando nella catena alimentare umana. Le bioplastiche tradizionali, una possibile alternativa, non hanno però risolto il problema. Studi recenti dimostrano che molte di queste non sono così biodegradabili come si pensava, degradandosi solo in determinate condizioni ambientali che spesso non si trovano nei contesti di smaltimento standard. Il Bambù come Risorsa Sostenibile La Cina, uno dei principali produttori di bambù al mondo, ha individuato in questa pianta una risorsa preziosa per sviluppare nuovi materiali sostenibili. Il bambù è noto per la sua rapidità di crescita e la sua capacità di rigenerarsi senza bisogno di pesticidi o fertilizzanti. Tuttavia, creare un materiale plastico a base di bambù è stata una sfida tecnica a causa della rigidità della sua struttura cellulare. Le proprietà adesive delle cellule del bambù sono limitate, rendendo difficile la trasformazione del materiale in un sostituto diretto della plastica. Il Processo Innovativo Un gruppo di ricercatori cinesi ha recentemente sviluppato un metodo innovativo per trasformare il bambù in una plastica biodegradabile. Il processo inizia con la polverizzazione del bambù, seguita dall'uso di sostanze chimiche ecologiche per rimuovere selettivamente parte della lignina, un composto organico che contribuisce alla rigidità del materiale. Questo processo altera la struttura cristallina della cellulosa, rendendo il materiale più plastico e lavorabile. Successivamente, il materiale trattato viene pressato a caldo per formare una plastica rigida e resistente all'acqua, con proprietà simili a quelle del PVC, un tipo di plastica rigida comunemente usato in tubi e altri prodotti industriali. Ciò che rende particolarmente interessante questa innovazione è che, oltre alla sua resistenza e versatilità, la plastica di bambù è completamente biodegradabile. In condizioni ambientali naturali, si decompone nel suolo entro 90 giorni, molto più rapidamente rispetto ai materiali plastici tradizionali.Verso una Produzione Più Efficiente Una delle problematiche per rendere questo materiale economicamente competitivo con le plastiche convenzionali è ottimizzare il processo produttivo. Un'opzione promettente è l'uso della polpa di bambù, che è già priva di lignina, eliminando così uno degli step più complessi del processo. Questo potrebbe ridurre i costi e rendere il biomateriale più accessibile a livello industriale. Potenziali Applicazioni della Plastica Biodegradabile da BambùIl materiale sviluppato dai ricercatori cinesi ha dimostrato di avere una robustezza meccanica eccezionale, il che lo rende adatto a una vasta gamma di applicazioni. Potrebbe essere utilizzato nella produzione di imballaggi, utensili, giocattoli e persino componenti industriali. Inoltre, essendo riciclabile, il bambù potrebbe essere ridotto in polvere e riutilizzato per creare nuovi prodotti senza compromettere la qualità del materiale. Il settore delle costruzioni potrebbe trarre grande vantaggio dall'uso di questa plastica a base di bambù, soprattutto per sostituire materiali come il PVC, che sebbene efficiente, è altamente inquinante e difficile da smaltire. La versatilità di questo nuovo biomateriale lo rende una valida alternativa in tutti quegli ambiti in cui è richiesta una plastica rigida ma sostenibile. Il Futuro della Plastica a Base di Bambù Le implicazioni di questa scoperta sono significative. Se la plastica di bambù riuscirà a trovare un'applicazione commerciale su vasta scala, potrebbe contribuire in modo sostanziale alla riduzione dell'uso della plastica tradizionale e alla lotta contro l'inquinamento globale. Il bambù è una risorsa abbondante, facilmente rinnovabile e ampiamente disponibile in molte parti del mondo, soprattutto in Asia. La sua trasformazione in un materiale versatile e biodegradabile rappresenta un passo importante verso un'economia più circolare e sostenibile. Inoltre, l'uso di materiali biodegradabili come il bambù potrebbe ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, attualmente utilizzati nella produzione di plastica convenzionale. Questo non solo aiuterebbe a ridurre le emissioni di gas serra, ma offrirebbe anche nuove opportunità economiche per i paesi produttori di bambù. Problematiche e Prospettive della Plastica Biodegradabile da BambùNonostante le potenzialità, ci sono ancora alcuni problemi da affrontare. La produzione su larga scala di questa plastica richiederà investimenti significativi in ricerca e sviluppo, nonché l'implementazione di nuove tecnologie di produzione. Inoltre, sarà necessario sensibilizzare le industrie e i consumatori sull'importanza di utilizzare materiali biodegradabili e sostenibili. Un altro aspetto da considerare è il ciclo di vita del prodotto: mentre la plastica di bambù è biodegradabile, sarà fondamentale garantire che venga smaltita correttamente per evitare che finisca in discariche o oceani, dove potrebbe non degradarsi altrettanto rapidamente a causa delle condizioni ambientali non ottimali. In conclusione, la plastica a base di bambù rappresenta una delle innovazioni più promettenti nel campo dei materiali sostenibili. Se sviluppata e adottata su larga scala, potrebbe offrire una soluzione concreta alla crisi globale della plastica, contribuendo a proteggere l'ambiente e a promuovere un uso più responsabile delle risorse naturali.
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ENEL: Produzione di Idrogeno da impianti Eolici in CileIl Cile avrà il suo primo impianto per la produzione di Idrogeno attraverso un elettrolizzatore alimentato ad energia eolica.Sebbene oggi la produzione di idrogeno, attraverso le energie rinnovabili non sia ancora competitiva in termini di costo Kw, rispetto alla produzione con gas naturale o con il carbone, non c'è dubbio che la progressiva diminuzione dei costi della produzione di elettricità da fonti rinnovabili, nei prossimi anni, permetterà l'apertura di un mercato molto interessante in termini di dislocazione della produzione energetica totalmente verde.Come si può leggere dal rapporto di Enel sull'impianto di produzione di Idrogeno in Cile, attraverso l'uso di energia eolica, la decarbonizzazione dei sistemi industriali e civili passa anche per questa strada.Enel Green Power Chile (EGP Chile), controllata di Enel Chile, prevede di partecipare con la società elettrica cilena AME e i futuri partner ENAP, Siemens Energy e Porsche, all’installazione di un impianto pilota per la produzione di idrogeno verde attraverso un elettrolizzatore alimentato da energia eolica a Cabo Negro, a nord di Punta Arenas, nella regione di Magallanes, soggetto all’approvazione da parte delle autorità locali e alla finalizzazione della struttura di finanziamento. L’entrata in esercizio dell’impianto è prevista per il 2022, rendendolo così il primo progetto di questo tipo che produrrà idrogeno in Cile, oltre ad uno dei più grandi in America Latina. L’annuncio è avvenuto durante un evento a cui ha partecipato il ministro cileno dell'Energia Juan Carlos Jobet. Salvatore Bernabei, recentemente nominato CEO globale di Enel Green Power nonché responsabile della linea di business Global Power Generation di Enel ha dichiarato: “L'idrogeno verde può davvero svolgere un ruolo importante nella transizione energetica supportando la decarbonizzazione di settori le cui emissioni sono più difficili da abbattere, e nei quali l'elettrificazione degli usi finali non è una soluzione semplice. Enel punta su questo tipo di idrogeno, che viene prodotto tramite elettrolizzatori, alimentati al 100% da elettricità rinnovabile. Questo progetto, che è una pietra miliare per il Gruppo a livello globale, può mettere in pratica la nostra visione; nello specifico, un impianto come questo può consentirci di analizzare le migliori soluzioni tecnologiche per produrre in modo efficiente idrogeno sfruttando la ricchezza di risorse e le solide infrastrutture della regione di Magallanes. Come stiamo facendo in Cile, continueremo a cercare altri Paesi in tutto il mondo nei quali è possibile lanciare iniziative simili ". Un progetto in Patagonia In un Paese con risorse naturali straordinarie, la Patagonia si distingue per avere alcune delle migliori condizioni del vento sulla terraferma al mondo grazie alla sua vicinanza all’Antartide, come dimostra uno studio sulle risorse eoliche condotto da EGP Chile negli ultimi due anni. Queste caratteristiche uniche permettono alla Patagonia di avere una produzione costante di energia eolica, che rappresenta un elemento chiave per consentire alla regione di posizionarsi come polo di sviluppo dell’idrogeno verde. In particolare, la regione di Magallanes ha la necessità di diversificare il suo mix energetico che era storicamente improntato su petrolio e gas, facendo leva sulle infrastrutture esistenti per accelerare la decarbonizzazione attraverso l’idrogeno verde generato dall’energia eolica. Idrogeno verde in Cile Il Cile si sta affermando come uno dei Paesi con il maggior potenziale per la produzione e l’esportazione di idrogeno verde al mondo. Stando al Ministero dell’Energia cileno, grazie all’idrogeno verde a basso costo, entro il 2050, sarà resa possibile una riduzione del livello di CO2 accumulato del Paese fino al 20%. L’Agenzia Internazionale dell’Energia stima che il Cile sia in grado di produrre 160 milioni di tonnellate di idrogeno verde all’anno, raddoppiando l’attuale domanda di idrogeno e, secondo le proiezioni di Bloomberg, il prezzo dell’idrogeno verde sarà competitivo con il diesel in meno di 10 anni circa. Enel in Cile è la più grande azienda elettrica per capacità installata con oltre 7.200 MW di cui oltre 4.700 MW di energia rinnovabile, nello specifico: oltre 3.500 MW di energia idroelettrica, oltre 600 MW di energia eolica, circa 500 MW di energia solare e circa 40 MW di energia geotermica. Il Gruppo opera anche nel settore della distribuzione attraverso Enel Distribución Chile, che serve circa 2 milioni di clienti, e nel business delle soluzioni energetiche avanzate attraverso Enel X Chile. Enel Green Power, all’interno del Gruppo Enel, è dedicata allo sviluppo e alla gestione di rinnovabili in tutto il mondo, con una presenza in Europa, Americhe, Asia, Africa e Oceania. Leader mondiale nel settore dell’energia rinnovabile, con una capacità gestita di oltre 46,4 GW e un mix di generazione che include l’energia eolica, l’energia solare, l’energia geotermica e l’energia idroelettrica, Enel Green Power è all’avanguardia nell’integrazione di tecnologie innovative in impianti rinnovabili.
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G7 Fissa la Fine dell'Uso del Carbone non Trattato al 2035Accordo permette eccezioni per i paesi più dipendenti, con spazio per tecnologie di cattura del carbonio di Marco ArezioI ministri dei paesi del G7 hanno concordato di porre fine all'utilizzo delle centrali a carbone non dotate di tecnologie di abbattimento delle emissioni entro il 2035, lasciando però una porta aperta per quei paesi fortemente dipendenti dal carbone, consentendo loro di superare questa scadenza. Dopo due giorni di colloqui a Torino, in Italia, hanno pubblicato un impegno per "eliminare gradualmente la generazione di energia elettrica da carbone non trattato nei nostri sistemi energetici durante la prima metà degli anni '30" per frenare l'aumento delle emissioni globali di gas serra. Il comunicato segna un importante traguardo climatico per i paesi del G7 - Regno Unito, Stati Uniti, Canada, Francia, Italia, Germania e Giappone - che non erano riusciti a raggiungere un accordo sull'eliminazione graduale del carbone dopo diversi anni di discussioni. Il ministro italiano Gilberto Pichetto Fratin, che ha presieduto l'incontro, ha dichiarato: "È la prima volta che viene definito un percorso e un obiettivo sul carbone." "È un segnale molto forte da parte dei paesi industrializzati. È un grande segnale per il mondo per ridurre il carbone." Il documento fa riferimento al carbone non trattato, il che lascia spazio ai paesi per continuare a bruciare carbone per produrre elettricità se le centrali sono dotate di tecnologia di cattura del carbonio per impedire che le emissioni entrino nell'atmosfera. Consente inoltre una certa flessibilità per i paesi fortemente dipendenti dal carbone, come il Giappone e la Germania, offrendo l'opzione di "una tempistica coerente con il mantenimento di un limite di 1,5°C" di riscaldamento globale rispetto ai livelli preindustriali. I maggiori consumatori di energia a carbone del mondo, Cina e India, hanno continuato a costruire nuove centrali a carbone nonostante gli avvertimenti degli esperti che il 6% della capacità mondiale di carbone deve essere dismesso ogni anno fino al 2040 per evitare un'emergenza climatica. Tutte le centrali a carbone dovrebbero essere chiuse entro il 2040 – a meno che non siano dotate di tecnologia efficace di rimozione del carbonio – se i governi sperano di limitare il riscaldamento globale entro 1,5°C. L'accordo del G7 è emerso pochi giorni dopo che l'Agenzia per la Protezione Ambientale degli Stati Uniti ha stabilito nuove regole che richiederanno alle centrali a carbone di catturare quasi tutte le loro emissioni climalteranti o di chiudere prima del 2040. Il carbone rappresenta il 16% del sistema elettrico degli Stati Uniti, secondo il think tank Ember.Nel Regno Unito, la produzione di energia elettrica a carbone terminerà quest'anno con la chiusura della centrale di Ratcliffe-on-Soar nel Nottinghamshire a settembre. Lo scorso anno, la centrale ha generato solo l'1% dell'elettricità del Regno Unito. In Canada e in Italia, l'energia a carbone rappresentava meno del 6% del mix energetico, ma ancora costituisce il 32% del mix elettrico del Giappone e il 27% di quello tedesco.
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La Fusione tra Saipem e Subsea7: Un Nuovo Leader Globale nei Servizi EnergeticiSaipem e Subsea7 si Fondono: Nasce Saipem7, un Colosso Offshore da 20 Miliardi per Energia e Infrastrutture Sostenibilidi Marco ArezioIl 23 febbraio 2025, Saipem e Subsea7 hanno annunciato un accordo preliminare per una fusione che darà vita a un colosso nel settore dei servizi energetici, denominato Saipem7. Questa operazione mira a combinare le competenze e le risorse di entrambe le aziende per offrire soluzioni integrate nel campo dell'ingegneria e costruzione offshore e onshore. Dettagli della Fusione La fusione sarà realizzata attraverso l'incorporazione transfrontaliera di Subsea7 in Saipem, con la nuova entità che avrà sede legale a Milano e sarà quotata sia sulla Borsa di Milano che su quella di Oslo. Gli azionisti di entrambe le società deterranno ciascuno il 50% del capitale sociale della nuova compagnia. In particolare, gli azionisti di Subsea7 riceveranno 6,688 nuove azioni Saipem7 per ogni azione Subsea7 posseduta. Prima del completamento della fusione, Subsea7 distribuirà un dividendo straordinario di 450 milioni di euro ai propri azionisti.Struttura e Governance della Nuova Entità Saipem7 sarà organizzata in quattro principali aree di business: - Offshore Engineering & Construction: comprenderà tutte le attività offshore di entrambe le società. - Onshore Engineering & Construction: focalizzata su progetti terrestri. - Sustainable Infrastructures: dedicata a infrastrutture sostenibili. - Offshore Drilling: specializzata in attività di perforazione offshore. È previsto che Alessandro Puliti, attuale CEO di Saipem, assuma il ruolo di Amministratore Delegato di Saipem7, mentre John Evans, CEO di Subsea7, guiderà la divisione Offshore Engineering & Construction. Il Presidente del Consiglio di Amministrazione sarà designato da Siem Industries, principale azionista di Subsea7, mentre l'Amministratore Delegato sarà nominato da CDP Equity ed Eni, principali azionisti di Saipem.Obiettivi e Sinergie La fusione mira a creare un leader globale con un portafoglio ordini combinato di 43 miliardi di euro, ricavi annuali di circa 20 miliardi di euro e un EBITDA superiore a 2 miliardi di euro. Si prevedono sinergie annuali di circa 300 milioni di euro entro il terzo anno successivo al completamento dell'operazione, ottenute attraverso l'ottimizzazione della flotta, economie di scala negli approvvigionamenti e processi più efficienti. I costi una tantum per realizzare queste sinergie sono stimati in circa 270 milioni di euro.Implicazioni per il Mercato La creazione di Saipem7 rappresenta una risposta strategica alle crescenti dimensioni e complessità dei progetti nel settore energetico globale. La combinazione delle competenze di Saipem e Subsea7 permetterà di offrire una gamma completa di servizi, dalla perforazione all'ingegneria, fino alla costruzione e manutenzione di infrastrutture energetiche sia offshore che onshore. Questa operazione rafforzerà la posizione competitiva della nuova entità, consentendo di affrontare con maggiore efficacia le sfide del mercato e di cogliere le opportunità legate alla transizione energetica e allo sviluppo delle energie rinnovabili. Conclusione La fusione tra Saipem e Subsea7 segna una tappa fondamentale nel settore dei servizi energetici, creando un nuovo leader globale capace di offrire soluzioni integrate e innovative ai propri clienti. Con una solida base finanziaria e una presenza geografica diversificata, Saipem7 è ben posizionata per guidare la trasformazione dell'industria energetica nei prossimi anni. © Riproduzione Vietata
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Gara del Governo Polacco per Piattaforme Eoliche Offshore nel Mar BalticoGara del Governo Polacco per Piattaforme Eoliche Offshore nel Mar BalticoIl governo ha lanciato un nuovo schema di aste che copre 11 aree del Mar Baltico Polacco, per una capacità totale prevista di oltre 10 GW, al fine di sfruttare il forte potenziale dell'area per la produzione di energia eolica dovuto alle condizioni meteorologiche favorevoli.TotalEnergies e la società polacca KGHM parteciperanno alla gara e la loro partnership si baserà sui punti di forza di entrambe le società. TotalEnergies sfrutterà la sua comprovata esperienza nelle operazioni offshore, la sua esperienza nella gestione di progetti su larga scala e i suoi legami con le catene di approvvigionamento mondiali. KGHM, in quanto importante gruppo statale polacco, porterà la sua conoscenza del mercato polacco. Se premiati con uno o più parchi eolici, i partner mobiliteranno le migliori risorse per sviluppare questi progetti secondo gli standard e i tempi di consegna più elevati, con un alto livello di contenuto locale, stimolando così l'industria locale, creando posti di lavoro in Polonia e contribuendo alla fornitura di elettricità verde a un prezzo competitivo. "Lo sviluppo dell'eolico offshore contribuisce sia alla transizione energetica dell'Europa che alla sicurezza dell'approvvigionamento. Con condizioni meteorologiche favorevoli, la Polonia è particolarmente ben posizionata per partecipare alla crescita di questo mercato promettente", ha affermato Patrick Pouyanné, Presidente e CEO di TotalEnergies . "Siamo lieti di collaborare con KGHM per rispondere alle gare eoliche offshore polacche. Insieme, mobiliteremo tutta la nostra esperienza per affrontare le sfide di questi progetti e contribuire così agli obiettivi di energia rinnovabile della Polonia". “Nella strategia di KGHM abbiamo dichiarato il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050. Abbiamo superato la fase di pianificazione e siamo coinvolti in azioni concrete. Siamo impegnati nel processo di acquisizione di numerosi progetti onshore e offshore. Abbiamo anche presentato domande preliminari per il prossimo round di permessi nel Baltico", ha affermato Marcin Chludziński, presidente del consiglio di amministrazione di KGHM Polska Miedź SA . "La cooperazione con un partner francese su un progetto di parco eolico offshore sembra essere molto promettente", ha aggiunto. Info: TotalEnergies
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Cerca aziende specializzate nel legno riciclato: lavorazione, trasformazione e subforniture sostenibiliScopri imprese attive nel riciclo e nella rigenerazione del legnoNel contesto di una transizione ecologica sempre più urgente, la valorizzazione del legno riciclato rappresenta un pilastro fondamentale per costruire filiere produttive sostenibili, ridurre lo sfruttamento delle risorse naturali e abbattere l’impronta ambientale dell’edilizia, dell’arredo e dell’industria manifatturiera. Tuttavia, per architetti, imprese, artigiani o progettisti, orientarsi nel mondo del recupero del legno può risultare complesso. Identificare fornitori affidabili, esperti nella rigenerazione e trasformazione del legno post-consumo o derivante da scarti industriali, è spesso un ostacolo alla realizzazione di progetti a basso impatto. Per semplificare e rendere più accessibile questo processo, rMIX ha sviluppato una sezione dedicata all’interno del suo motore di ricerca professionale: “Cerca aziende – Legno riciclato”, una directory aggiornata dove è possibile individuare imprese che operano nel recupero, trattamento e riuso del legno. 👉 Accedi subito all’elenco aggiornato: Cerca aziende – Legno riciclato Un servizio pensato per la filiera sostenibile del legno La sezione “Legno riciclato” di rMIX è progettata per offrire uno strumento di lavoro efficace e professionale, capace di: - Individuare aziende che si occupano di raccolta e selezione di legno proveniente da demolizioni o scarti industriali. - Trovare fornitori per lavorazioni su legno rigenerato: taglio, piallatura, incollaggio, fresatura CNC, sabbiatura, trattamenti termici, impregnazione, assemblaggio, verniciatura ecologica. - Selezionare imprese in grado di trasformare il legno recuperato in nuovi semilavorati o prodotti finiti per edilizia, arredo urbano, packaging, design, edilizia sostenibile. - Accedere a tutte le informazioni essenziali su ogni impresa: tipologia di lavorazioni offerte, materiali trattati, certificazioni, recapiti. Perché scegliere imprese specializzate in legno riciclato? Affidarsi a operatori qualificati nel trattamento del legno rigenerato significa: - Ridurre il consumo di materia prima vergine, contribuendo alla tutela dei boschi e alla lotta contro la deforestazione. - Valorizzare gli scarti legnosi generando nuovo valore economico, ambientale e creativo attraverso l’upcycling. - Integrare soluzioni a basso impatto ambientale nei propri progetti architettonici, industriali o artigianali. - Sostenere imprese che adottano tecniche innovative e sostenibili nella lavorazione dei materiali naturali. Il motore di ricerca rMIX facilita il contatto diretto con aziende trasparenti, tracciabili e operative in una logica di economia circolare. A chi si rivolge il servizio “Cerca aziende – Legno riciclato”? Questa sezione del portale è pensata per una vasta gamma di professionisti e realtà produttive: - Studi di architettura e interior design che cercano forniture e lavorazioni su misura per progetti di edilizia green o arredi sostenibili. - Aziende del settore legno-arredo interessate ad ampliare l’utilizzo di materiali rigenerati nel ciclo produttivo. - Artigiani e falegnamerie che vogliono integrare legno riciclato nella propria offerta, ampliando la rete di subfornitori e partner tecnici. - Cooperative sociali e realtà del terzo settore attive nel riuso dei materiali per progetti di inclusione, reinserimento lavorativo o economia solidale. - Buyer, progettisti e fornitori della pubblica amministrazione impegnati in gare e appalti che richiedono materiali a ridotto impatto ambientale. - Network e consorzi locali per il recupero dei materiali da demolizione e ristrutturazione. Come funziona la ricerca? Il servizio “Cerca aziende – Legno riciclato” su rMIX è intuitivo e altamente personalizzabile grazie a diversi filtri disponibili: - Per tipo di lavorazione (raccolta, selezione, rigenerazione, taglio, trattamento, assemblaggio, produzione semilavorati...) - Per settore di appartenenza (edilizia, arredamento, materia prima, packaging, semilavorato, accessori, ecc.) - Per area geografica, per facilitare la creazione di filiere locali e ridurre le distanze logistiche Ogni impresa presente nella directory dispone di una scheda completa che comprende: - Descrizione delle attività svolte - Tipologie di legno trattato - Contatti diretti - Eventuali certificazioni ambientali e standard di qualità adottati I vantaggi di usare rMIX per il legno riciclato Utilizzare la piattaforma rMIX per trovare fornitori nel campo del legno rigenerato significa: - Velocizzare la ricerca di partner tecnici per specifiche fasi di lavorazione - Ridurre i costi grazie all’ottimizzazione della catena di fornitura - Ampliare il proprio network con realtà già attive nella transizione ecologica - Ottenere visibilità SEO per le aziende iscritte - Accedere a contatti diretti senza intermediazioni - Sfruttare la geolocalizzazione per espandere il proprio business anche a livello internazionale (con abbonamento) Vuoi inserire la tua azienda nella sezione “Legno riciclato”? Se lavori nel recupero, nella lavorazione o nella trasformazione del legno, puoi rendere la tua attività visibile alla community di rMIX. Registrandoti nella directory potrai: - Promuovere le tue lavorazioni a una rete specializzata nella sostenibilità - Personalizzare la tua scheda azienda con immagini, descrizioni, materiali trattati e lavorazioni disponibili - Ricevere richieste mirate da clienti e buyer che cercano esattamente ciò che offri 👉 Scopri come registrarti: Inserisci la tua azienda nella sezione “Legno riciclato” Conclusione: una filiera del legno più responsabile è possibile La sezione “Cerca aziende – Legno riciclato” del portale rMIX non è solo un elenco: è un hub strategico per chi costruisce valore nella sostenibilità. Favorisce l’incontro tra offerta e domanda, crea sinergie locali e internazionali, sostiene l’innovazione green nella filiera legno. Connettersi con partner affidabili nel settore del riciclo legnoso non è mai stato così semplice e professionale. 🔗 Vai all’elenco aziende – Legno riciclato 🔗 Vai all’elenco offerte/richieste – Legno Riciclato
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Il Granulo di ABS Riciclato Italiano Conquista il BrasileIl Granulo di ABS Riciclato Italiano Conquista il BrasileLa maestria della produzione dei tecnopolimeri riciclati Italiani si è sposata con l’attività di produzione Brasiliana di articoli tecnici che, fino a poco tempo fa, erano stampati esclusivamente con materie prime vergini.La conquista del mercato Brasiliano dell’ABS Italiano è partita dall’incarico ricevuto dalla società di consulenza Arezio Marco nella ricerca e selezione di produttori di polimeri tecnici riciclati, che potessero garantire performaces di produzione e qualità tecniche ed estetiche sui prodotti finiti, al pari di un prodotto realizzato in polimero vergine. La società di consulenza sui polimeri riciclati Arezio Marco, ha svolto un compito di selezione dei produttori e di verifica della qualità, attraverso la raccolta di informazioni sulle fonti di approvvigionamento degli scarti post industriali e sui sistemi produttivi del granulo. Ha seguito l’iter di approvazione del prodotto in ABS scelto, sotto forma di granulo, che è transitato attraverso analisi preliminari fisiche e chimiche, campionatura di piccolo taglio per tests di stampaggio in laboratorio e, successivamente, una campionatura industriale adatta alla produzione di una serie di campioni di prodotto finito da inviare ai tests di laboratorio. Oltra alle caratteristiche meccaniche provate, si sono verificate le caratteristiche di finitura del prodotto, con l’analisi della qualità delle superfici, del colore e del grado di lucentezza richiesta. Inoltre si è testato il grado di odore che un polimero riciclato, post industriale, potesse emettere. I tests hanno dato esito positivo, catalogando il granulo in ABS riciclato da scarti post industriali idoneo per qualità in fase di produzione e sul prodotto finale, potendo quindi essere autorizzato alla produzione in linea. Il polimero riciclato Italiano, quindi, ha iniziato a varcare le frontiere Brasiliane permettendo il consolidamento industriale tra l’Italia e il Brasile, favorendo la circolarità dell’economia e la riduzione degli scarti nell’ambiente.Categoria: notizie - plastica - economia circolare - riciclo - rifiuti - ABS Vedi maggiori informazioni sulle tecniche di vendita
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Propak West Africa: L'Evento Imperdibile per l'Industria del Packaging, Processing, Printing e PlasticsPropak West Africa: un'occasione unica per esplorare innovazioni, fare networking e scoprire nuove opportunità di business nel cuore dell'Africa occidentaledi Marco ArezioPropak West Africa è uno degli appuntamenti più attesi e rilevanti per l'industria del packaging, processing, printing e plastica nel continente africano. Tenuta al Landmark Centre di Lagos, Nigeria, questa fiera attrae ogni anno un pubblico vasto e internazionale, comprendente espositori e visitatori da tutto il mondo. La manifestazione è diventata una piattaforma essenziale per le aziende che vogliono presentare le loro ultime innovazioni, stabilire contatti strategici e scoprire nuove opportunità di mercato. La fiera si distingue per il suo focus su quattro aree chiave: packaging, processing, printing e plastica. Ogni settore è rappresentato da espositori di alto livello che presentano tecnologie e soluzioni all'avanguardia. Il packaging esplora le ultime tendenze nel design e nei materiali sostenibili, mentre il processing mette in mostra le tecnologie più avanzate per la lavorazione dei materiali. La sezione printing offre una panoramica sulle soluzioni di stampa più moderne, e il settore plastico, in particolare, riveste un ruolo cruciale nella fiera. Il settore della plastica in Africa occidentale è in piena espansione, trainato da una crescente domanda di prodotti plastici e dalla necessità di soluzioni sostenibili. La regione affronta sfide significative, come la gestione dei rifiuti plastici e l'adozione di pratiche di economia circolare. Propak West Africa offre una piattaforma per discutere queste problematiche e presentare soluzioni innovative che promuovono il riciclo e l'uso di materiali biodegradabili. Gli espositori presentano nuove tecnologie di produzione, soluzioni per il riciclo e materiali innovativi che riducono l'impatto ambientale. Partecipare a Propak West Africa come espositore offre numerosi vantaggi. Le aziende hanno l'opportunità di aumentare la loro visibilità, presentare le loro ultime innovazioni a un pubblico qualificato e interessato, e raccogliere feedback immediati dai visitatori. La fiera è anche un'occasione per stabilire contatti commerciali e costruire relazioni strategiche che possono portare a nuove opportunità di business. Inoltre, gli espositori possono espandere la loro presenza nel mercato africano, accedendo a una regione in rapida crescita. Propak West Africa è un evento imperdibile per diversi profili professionali. Decision-makers, ingegneri, tecnici e purchasing managers troveranno l'opportunità di aggiornarsi sulle ultime innovazioni tecnologiche, partecipare a seminari e workshop tenuti da esperti del settore, e stabilire contatti con leader e innovatori. I visitatori possono scoprire nuove soluzioni per ottimizzare i loro processi produttivi, ridurre i costi e migliorare la qualità dei loro prodotti. Propak West Africa non è solo un evento di rilevanza regionale; la fiera attrae espositori e visitatori da tutto il mondo, inclusi Europa, Asia e Americhe. Questo rende la manifestazione un crocevia internazionale di innovazione e collaborazione. Le aziende globali vedono nella fiera un'opportunità per espandere il loro network, esplorare nuovi mercati e stabilire partnership strategiche. La presenza internazionale aumenta la qualità e la diversità delle soluzioni presentate, rendendo Propak West Africa un evento di importanza globale. Rispetto ad altre fiere africane come Africa Print Expo, focalizzata principalmente sulla stampa, o Plast Print Pack Nigeria, che copre un range simile di settori con maggiore enfasi sulla stampa e imballaggio, Propak West Africa offre una visione completa e integrata dei quattro settori principali. Anche la Food & Beverage West Africa, sebbene rilevante, ha un focus principale sull'industria alimentare e delle bevande, includendo però sezioni interessanti per il packaging e il processing. In conclusione, Propak West Africa rappresenta un'opportunità unica per le aziende e i professionisti del settore del packaging, processing, printing e plastica. Non solo offre una piattaforma per presentare e scoprire le ultime innovazioni, ma crea anche un ambiente ideale per il networking e lo sviluppo di nuove opportunità di business. Con la sua crescente importanza a livello regionale e internazionale, la fiera è destinata a consolidarsi ulteriormente come evento chiave per chiunque voglia espandere i propri orizzonti e rafforzare la propria posizione di mercato in un contesto dinamico e in continua evoluzione.
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Tubi in HDPE di Grande Diametro: Policonductos SA e Battenfeld-CincinnatiTubi in HDPE di Grande Diametro: Policonductos SA e Battenfeld-CincinnatiIl mercato dei tubi in HDPE sta allargando la possibilità di impego del prodotto rispetto ad altre tipologie ti materiali come il cemento, il metallo o il PVC. Grazie alla durabilità del materiale, alla facilità di costruzione, di taglio e per la semplicità di saldatura, l’HDPE offre al mercato dello scarico e trasporto delle acque, un’arma in più nella costruzione di reti idriche e fognarie.Oggi, è possibile produrre e installare tubi in HDPE con diametro fino a 1600 mm con un sistema produttivo del tutto semplificato e di grande efficacia. Il produttore di tubi in HDPE, Policonductos SA, ha acquistato una linea completa da Battenfeld-Cincinnati la cui testa permette la produzione di tubi di diverse dimensioni senza necessità di modifiche particolari della macchina. Con questo impianto industriale, la società specializzata nella produzione di tubi in HDPE, sta realizzando tubi con diametri fino a 1.600 mm. L'elemento chiave di questa linea di tubi di grande diametro è la testa, che ha la più grande distanza regolabile mai prodotta consentendo la produzione di tubi in un'ampia gamma di dimensioni senza la necessità di modifiche alla linea. La macchina recentemente consegnata permette un miglioramento delle estensioni massime di produzione, che finora erano offerte solo per tubi con diametri compresi tra 160 e 250 mm, 200-355 mm e 400-630 mm. Grazie alla nuova testa è stato compiuto il primo passo verso una gamma dimensionale completamente nuova per tubi fino a 1.600 mm di diametro. Il sistema di regolazione è particolarmente semplice quando si desidera produrre tubi di diverse dimensioni sulla linea e rispondere in modo flessibile e rapido alle richieste del mercato. La testa si adatta alla una nuova dimensione del tubo con la semplice pressione di un pulsante. Un altro grande vantaggio è la manipolazione in macchina. Proprio con tubi di grandi dimensioni, in una linea convenzionale sarebbe necessario un cambio ugello, che non solo rappresenta un'enorme perdita di tempo, ma anche un rischio per la sicurezza dovuto alle dimensioni. Con questa linea per tubi di grande diametro, che oltre ad essere dotata della nuova testa per il tubo, comprende anche un estrusore di ultima generazione, oltre a tutti i componenti prima e dopo il processo di estrusione stesso, raggiungendo una velocità di produzione in crescita a 2 t / h. I tubi in HDPE con una striscia colorata sono prodotti per l'approvvigionamento idrico, le acque reflue e le applicazioni minerarie, in una gamma di dimensioni da 406 x 12,5 mm a 1.651 x 97,1 mm. “Siamo assolutamente entusiasti delle possibilità che ci offre la nuova linea. Non solo ci ha permesso di espandere la nostra gamma di prodotti per includere tubi di grande diametro, ma ora possiamo anche implementare senza le richieste individuali dei clienti in termini di dimensioni dei tubi ", ha affermato Homero Garza, direttore generale di Polyconducts.Categoria: notizie - plastica - economia circolare - tubi HDPE Fonte PT
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RoBee, il primo robot umanoide per l'industriaOversonic Robotics lancia un robot avanzato per supportare i lavoratori e punta all'espansione globaledi Marco ArezioUna startup lombarda ha sviluppato e lanciato sul mercato il primo robot umanoide certificato per applicazioni industriali. Il robot, chiamato RoBee, ha un'altezza variabile tra i 135 e i 200 centimetri ed è progettato per svolgere compiti pesanti e assistere i dipendenti in ambienti di produzione. A differenza di ciò che si potrebbe immaginare da un film di fantascienza, questo sviluppo tecnologico è già una realtà consolidata. La startup responsabile di questa innovazione è Oversonic Robotics, fondata nel 2020 a Besana Brianza. Alla guida dell'azienda troviamo Fabio Puglia, presidente, e Paolo Denti, amministratore delegato. L'obiettivo principale dell'impresa è fornire un aiuto concreto ai lavoratori, migliorando la loro sicurezza e il benessere psicofisico. Il robot RoBee non è stato creato per sostituire i lavoratori umani, ma per svolgere mansioni che potrebbero risultare dannose, sia fisicamente che psicologicamente, come il sollevamento di carichi pesanti fino a 200 chilogrammi. Una delle caratteristiche distintive di RoBee è la sua capacità di "vedere" grazie a un insieme di sensori, e di muoversi nello spazio con una precisione millimetrica. È inoltre dotato di un'interfaccia vocale che gli permette di interagire sia con gli operatori umani sia con i sistemi di intelligenza artificiale. Questa combinazione di tecnologie consente al robot di migliorare continuamente le sue prestazioni operative. Applicazioni in fabbrica Attualmente, RoBee è certificato per operare in stabilimenti industriali, dove si occupa di compiti gravosi che possono mettere a rischio la salute dei dipendenti. Tra i suoi principali ambiti d'azione ci sono il supporto nella logistica interna, il controllo qualità dei prodotti e la gestione di attività ripetitive. L'obiettivo a lungo termine è quello di estendere l'utilizzo di RoBee anche in altri settori, come la sanità, dove il robot potrebbe collaborare con il personale medico. Espansione internazionale Oversonic Robotics non sta limitando le proprie ambizioni al mercato italiano. Sebbene al momento RoBee sia stato venduto in Italia, l'azienda ha già ricevuto interesse da parte di investitori internazionali, in particolare dagli Stati Uniti, dalla Cina e da diversi paesi europei come Francia, Germania e Regno Unito. La startup ha attirato l'attenzione globale grazie alla sua innovazione nel settore dei robot umanoidi, come evidenziato anche dalla piattaforma di analisi CB Insights, che ha inserito Oversonic tra le imprese più promettenti del settore. Le prospettive di crescita sono promettenti: l'azienda sta cercando investitori per espandere la sua presenza all'estero e ha in programma l'apertura di una filiale negli Stati Uniti, con Cincinnati come destinazione potenziale. Anche l'Europa rappresenta un mercato strategico, e non si esclude l'apertura di filiali in altri paesi del continente. Il futuro di RoBee Nonostante le numerose proposte già ricevute, Oversonic Robotics sta procedendo con cautela nel definire il percorso di espansione. L'azienda non si limita al solo settore industriale, ma punta anche a settori come la sanità, dove RoBee potrebbe assistere il personale sanitario in operazioni logistiche e di supporto fisico. Le opportunità per applicazioni robotiche nel futuro prossimo sono vaste, e l'azienda sembra essere ben posizionata per trarre vantaggio da questa crescente domanda di automazione avanzata.© Riproduzione Vietata
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