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https://www.rmix.it/ - Nextchem (Maire) Conquista il Mercato Statunitense con un Contratto di Decarbonizzazione
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Nextchem (Maire) Conquista il Mercato Statunitense con un Contratto di Decarbonizzazione
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Accordo con DG Fuels Louisiana per la Tecnologia di Gassificazione Nx Circular: Un Passo Avanti nella Produzione di Combustibili Sostenibili di Marco ArezioNel panorama globale delle energie rinnovabili e della decarbonizzazione, l'annuncio recente di Maire sulla firma di un contratto significativo negli Stati Uniti rappresenta un importante avanzamento. Attraverso la sua controllata MyRechemical, Nextchem ha concluso un accordo di licenza con DG Fuels Louisiana per la tecnologia proprietaria di gassificazione Nx Circular. Questo progetto promette di rivoluzionare la produzione di combustibili rinnovabili, segnando un progresso significativo nella lotta contro il cambiamento climatico. La Tecnologia Nx Circular La tecnologia Nx Circular è al centro di questo nuovo impianto di gassificazione, che dovrebbe entrare in funzione nel 2028. Questa tecnologia avanzata consente di convertire biomasse residuali e una piccola parte di rifiuti urbani in combustibile. La capacità produttiva prevista è di 450 milioni di litri di combustibile all'anno, dimostrando il potenziale di questa tecnologia per contribuire significativamente alla riduzione delle emissioni di carbonio. Dettagli del Progetto L'impianto in Louisiana non solo rappresenta un traguardo per Nextchem e MyRechemical, ma anche per l'industria delle energie rinnovabili. La selezione di MyRechemical come licenziataria della tecnologia di gassificazione e trattamento del gas è stata basata sulla capacità dell'azienda di processare un milione di tonnellate all'anno di residui della lavorazione della canna da zucchero, bagassa e polpa. Questi materiali rappresentano un'abbondante fonte di biomassa residuale, ideale per la produzione sostenibile di combustibili. Impatto Ambientale e Industriale Il progetto è una risposta concreta all'esigenza di decarbonizzazione dell'industria, come sottolineato dal CEO di Maire, Bernini, il quale ha ribadito l'impegno dell'azienda nella riduzione delle emissioni industriali. La produzione di combustibile da biomasse residuali non solo riduce la dipendenza dai combustibili fossili, ma contribuisce anche alla gestione sostenibile dei rifiuti. Questo processo di gassificazione può infatti trasformare scarti agricoli e urbani in risorse preziose, promuovendo un modello di economia circolare. Prospettive Future Il successo di questo progetto potrebbe aprire la strada a ulteriori implementazioni della tecnologia Nx Circular in altri contesti geografici e industriali. La collaborazione con DG Fuels Louisiana rappresenta un modello di partenariato che potrebbe essere replicato, stimolando investimenti e innovazioni nel settore delle energie rinnovabili. Inoltre, l'adozione di queste tecnologie avanzate in altre regioni potrebbe accelerare la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio a livello globale. Conclusioni L'accordo di Nextchem e MyRechemical con DG Fuels Louisiana è più di un semplice contratto; è un segnale di progresso e innovazione nell'ambito della sostenibilità industriale. Attraverso l'applicazione della tecnologia Nx Circular, questo progetto dimostra come sia possibile coniugare crescita economica e tutela ambientale. La decarbonizzazione dell'industria è una sfida complessa, ma con iniziative come questa, il futuro appare più promettente. L'impegno di Maire e delle sue controllate non solo contribuisce a un ambiente più pulito, ma crea anche nuove opportunità per un'industria più sostenibile e resiliente.

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https://www.rmix.it/ - Tubi in HDPE di Grande Diametro: Policonductos SA e Battenfeld-Cincinnati
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Tubi in HDPE di Grande Diametro: Policonductos SA e Battenfeld-Cincinnati
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Tubi in HDPE di Grande Diametro: Policonductos SA e Battenfeld-CincinnatiIl mercato dei tubi in HDPE sta allargando la possibilità di impego del prodotto rispetto ad altre tipologie ti materiali come il cemento, il metallo o il PVC. Grazie alla durabilità del materiale, alla facilità di costruzione, di taglio e per la semplicità di saldatura, l’HDPE offre al mercato dello scarico e trasporto delle acque, un’arma in più nella costruzione di reti idriche e fognarie.Oggi, è possibile produrre e installare tubi in HDPE con diametro fino a 1600 mm con un sistema produttivo del tutto semplificato e di grande efficacia. Il produttore di tubi in HDPE, Policonductos SA, ha acquistato una linea completa da Battenfeld-Cincinnati la cui testa permette la produzione di tubi di diverse dimensioni senza necessità di modifiche particolari della macchina. Con questo impianto industriale, la società specializzata nella produzione di tubi in HDPE, sta realizzando tubi con diametri fino a 1.600 mm. L'elemento chiave di questa linea di tubi di grande diametro è la testa, che ha la più grande distanza regolabile mai prodotta consentendo la produzione di tubi in un'ampia gamma di dimensioni senza la necessità di modifiche alla linea. La macchina recentemente consegnata permette un miglioramento delle estensioni massime di produzione, che finora erano offerte solo per tubi con diametri compresi tra 160 e 250 mm, 200-355 mm e 400-630 mm. Grazie alla nuova testa è stato compiuto il primo passo verso una gamma dimensionale completamente nuova per tubi fino a 1.600 mm di diametro. Il sistema di regolazione è particolarmente semplice quando si desidera produrre tubi di diverse dimensioni sulla linea e rispondere in modo flessibile e rapido alle richieste del mercato. La testa si adatta alla una nuova dimensione del tubo con la semplice pressione di un pulsante. Un altro grande vantaggio è la manipolazione in macchina. Proprio con tubi di grandi dimensioni, in una linea convenzionale sarebbe necessario un cambio ugello, che non solo rappresenta un'enorme perdita di tempo, ma anche un rischio per la sicurezza dovuto alle dimensioni. Con questa linea per tubi di grande diametro, che oltre ad essere dotata della nuova testa per il tubo, comprende anche un estrusore di ultima generazione, oltre a tutti i componenti prima e dopo il processo di estrusione stesso, raggiungendo una velocità di produzione in crescita a 2 t / h. I tubi in HDPE con una striscia colorata sono prodotti per l'approvvigionamento idrico, le acque reflue e le applicazioni minerarie, in una gamma di dimensioni da 406 x 12,5 mm a 1.651 x 97,1 mm. “Siamo assolutamente entusiasti delle possibilità che ci offre la nuova linea. Non solo ci ha permesso di espandere la nostra gamma di prodotti per includere tubi di grande diametro, ma ora possiamo anche implementare senza le richieste individuali dei clienti in termini di dimensioni dei tubi ", ha affermato Homero Garza, direttore generale di Polyconducts.Categoria: notizie - plastica - economia circolare - tubi HDPE Fonte PT

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https://www.rmix.it/ - La Rivoluzione del Bambù: Dalla Cina una Plastica 100% Biodegradabile che si Decompone in 90 Giorni
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare La Rivoluzione del Bambù: Dalla Cina una Plastica 100% Biodegradabile che si Decompone in 90 Giorni
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Un team di ricercatori cinesi ha sviluppato un innovativo materiale plastico a base di bambù, resistente e riciclabile, che offre una soluzione sostenibile alla crisi dell’inquinamento da plasticadi Marco ArezioLa plastica, un materiale che ha rivoluzionato l'industria e la vita quotidiana a partire dagli anni Cinquanta, è oggi al centro di una grave crisi ambientale. Con milioni di tonnellate di rifiuti plastici che si accumulano nei mari e nei terreni, prevalentemente per colpa dell'uomo, la ricerca di materiali alternativi è diventata una priorità globale. Tra le nuove proposte per affrontare questa sfida, arriva dalla Cina una promettente innovazione: una plastica completamente biodegradabile, fatta al 100% di bambù. Questo materiale, secondo i ricercatori, ha la capacità di biodegradarsi nel suolo entro soli tre mesi, offrendo una soluzione sia ecologica che pratica. Il Ruolo Problematico della Plastica Tradizionale La plastica convenzionale, sebbene economica e incredibilmente versatile, è una delle principali cause dell'inquinamento globale. Ogni anno, milioni di tonnellate di rifiuti plastici finiscono negli oceani e nelle discariche, abbandonati dall'uomo, dove impiegano centinaia di anni a decomporsi. Le microplastiche si stanno infiltrando nei sistemi naturali, causando gravi danni alla fauna e flora marine e persino entrando nella catena alimentare umana. Le bioplastiche tradizionali, una possibile alternativa, non hanno però risolto il problema. Studi recenti dimostrano che molte di queste non sono così biodegradabili come si pensava, degradandosi solo in determinate condizioni ambientali che spesso non si trovano nei contesti di smaltimento standard. Il Bambù come Risorsa Sostenibile La Cina, uno dei principali produttori di bambù al mondo, ha individuato in questa pianta una risorsa preziosa per sviluppare nuovi materiali sostenibili. Il bambù è noto per la sua rapidità di crescita e la sua capacità di rigenerarsi senza bisogno di pesticidi o fertilizzanti. Tuttavia, creare un materiale plastico a base di bambù è stata una sfida tecnica a causa della rigidità della sua struttura cellulare. Le proprietà adesive delle cellule del bambù sono limitate, rendendo difficile la trasformazione del materiale in un sostituto diretto della plastica. Il Processo Innovativo Un gruppo di ricercatori cinesi ha recentemente sviluppato un metodo innovativo per trasformare il bambù in una plastica biodegradabile. Il processo inizia con la polverizzazione del bambù, seguita dall'uso di sostanze chimiche ecologiche per rimuovere selettivamente parte della lignina, un composto organico che contribuisce alla rigidità del materiale. Questo processo altera la struttura cristallina della cellulosa, rendendo il materiale più plastico e lavorabile. Successivamente, il materiale trattato viene pressato a caldo per formare una plastica rigida e resistente all'acqua, con proprietà simili a quelle del PVC, un tipo di plastica rigida comunemente usato in tubi e altri prodotti industriali. Ciò che rende particolarmente interessante questa innovazione è che, oltre alla sua resistenza e versatilità, la plastica di bambù è completamente biodegradabile. In condizioni ambientali naturali, si decompone nel suolo entro 90 giorni, molto più rapidamente rispetto ai materiali plastici tradizionali.Verso una Produzione Più Efficiente Una delle problematiche per rendere questo materiale economicamente competitivo con le plastiche convenzionali è ottimizzare il processo produttivo. Un'opzione promettente è l'uso della polpa di bambù, che è già priva di lignina, eliminando così uno degli step più complessi del processo. Questo potrebbe ridurre i costi e rendere il biomateriale più accessibile a livello industriale. Potenziali Applicazioni della Plastica Biodegradabile da BambùIl materiale sviluppato dai ricercatori cinesi ha dimostrato di avere una robustezza meccanica eccezionale, il che lo rende adatto a una vasta gamma di applicazioni. Potrebbe essere utilizzato nella produzione di imballaggi, utensili, giocattoli e persino componenti industriali. Inoltre, essendo riciclabile, il bambù potrebbe essere ridotto in polvere e riutilizzato per creare nuovi prodotti senza compromettere la qualità del materiale. Il settore delle costruzioni potrebbe trarre grande vantaggio dall'uso di questa plastica a base di bambù, soprattutto per sostituire materiali come il PVC, che sebbene efficiente, è altamente inquinante e difficile da smaltire. La versatilità di questo nuovo biomateriale lo rende una valida alternativa in tutti quegli ambiti in cui è richiesta una plastica rigida ma sostenibile. Il Futuro della Plastica a Base di Bambù Le implicazioni di questa scoperta sono significative. Se la plastica di bambù riuscirà a trovare un'applicazione commerciale su vasta scala, potrebbe contribuire in modo sostanziale alla riduzione dell'uso della plastica tradizionale e alla lotta contro l'inquinamento globale. Il bambù è una risorsa abbondante, facilmente rinnovabile e ampiamente disponibile in molte parti del mondo, soprattutto in Asia. La sua trasformazione in un materiale versatile e biodegradabile rappresenta un passo importante verso un'economia più circolare e sostenibile. Inoltre, l'uso di materiali biodegradabili come il bambù potrebbe ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, attualmente utilizzati nella produzione di plastica convenzionale. Questo non solo aiuterebbe a ridurre le emissioni di gas serra, ma offrirebbe anche nuove opportunità economiche per i paesi produttori di bambù. Problematiche e Prospettive della Plastica Biodegradabile da BambùNonostante le potenzialità, ci sono ancora alcuni problemi da affrontare. La produzione su larga scala di questa plastica richiederà investimenti significativi in ricerca e sviluppo, nonché l'implementazione di nuove tecnologie di produzione. Inoltre, sarà necessario sensibilizzare le industrie e i consumatori sull'importanza di utilizzare materiali biodegradabili e sostenibili. Un altro aspetto da considerare è il ciclo di vita del prodotto: mentre la plastica di bambù è biodegradabile, sarà fondamentale garantire che venga smaltita correttamente per evitare che finisca in discariche o oceani, dove potrebbe non degradarsi altrettanto rapidamente a causa delle condizioni ambientali non ottimali. In conclusione, la plastica a base di bambù rappresenta una delle innovazioni più promettenti nel campo dei materiali sostenibili. Se sviluppata e adottata su larga scala, potrebbe offrire una soluzione concreta alla crisi globale della plastica, contribuendo a proteggere l'ambiente e a promuovere un uso più responsabile delle risorse naturali.

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https://www.rmix.it/ - Una delle più Grandi Centrali Solari in Medio Oriente
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Una delle più Grandi Centrali Solari in Medio Oriente
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In Qatar è stata inaugurata una nuova centrale solare da 800 MWpGli emiri del petrolio non sono stati fortunati a sedere sull’oro nero e sul gas, con l’invidia dei paesi che non hanno fonti energetiche sufficienti per la loro indipendenza ma, stando in paesi assolati, alcuni hanno anche intrapreso la strada della produzione dell’energia tramite il fotovoltaico. Infatti, il Qatar ha costruito una tra le maggiori centrali solari del medio oriente, presso Al Kharsaah, 80 Km. da Doha, con l’obbiettivo di servire circa il 10% del fabbisogno di energia elettrica del paese, evitando l’emissione di circa 26 milioni di tonnellate di CO2. La centrale fotovoltaica è stata sviluppata su un terreno di circa 1000 ettari, sui quali sono stati installati circa 2 milioni di pannelli solari bifacciali, che hanno lo scopo di intercettare i raggi del sole sia direttamente che indirettamente, catturando, quindi, anche quelli riflessi dal terreno. La potenza della centrale sarà di 800 MWp e verrà gestita da Siraj 1, che è partecipata al 40% dal Consorzio formato da TotalEnergies (49%) e Marubeni (51%) e al 60% da QatarEnergy Renewable Solutions. Il progetto include anche un accordo di acquisto sull’ energia della durata di 25 anni tra Siraj 1 e l'operatore della rete elettrica Kahramaa. Questo gigantesco progetto, che ha contribuito alla roadmap di sostenibilità del Qatar, è stato realizzato con il contributo fondamentale di TotalEnergies, che sta supportando i paesi produttori nella loro transizione energetica, combinando la produzione di gas naturale e l'energia solare per soddisfare la crescente domanda di elettricità. Il processo di diversificazione delle fonti di energia, portato avanti dai paesi che godono di un vantaggio energetico rilevante, fatto di petrolio e di gas naturale, ne sancisce l’importanza per tutto il pianeta, facendo guardare lontano, oltre le necessità impellenti di energia che sono soddisfatte maggiormente dalle fonti fossili, per creare un futuro di sostenibilità e indipendenza energetica globale.

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https://www.rmix.it/ - Mango Sostituisce i Sacchetti di Plastica con Carta Velina Ecocompatibile
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Mango Sostituisce i Sacchetti di Plastica con Carta Velina Ecocompatibile
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Mango Sostituisce i Sacchetti di Plastica con cui confezionava i suoi capi con Carta Velina EcocompatibileUna bella iniziativa da parte di Mango, un'azienda attiva nel campo della moda che va incontro alle esigenze della tutela ambientale sostituendo i sacchetti di plastica che usa per il confezionamento dei capi di abbigliamento con altri fatti in carta velina ecocompatibile. questa bella storia ce la racconta Maria Teresa Veneziani in un articolo sul Corriere della Sera.La strada è segnata e l’emergenza Covid ha fatto capire a tutti che non c’è più tempo, occorre ripensare un progetto di sviluppo. Mango, la catena spagnola di moda democratica, annuncia che eliminerà l’uso di 160 milioni di sacchetti di plastica all’anno nella sua catena di fornitura. L’azienda avvia la sostituzione dei sacchetti di plastica con altri di carta nelle produzioni locali di capi piegati. «L’azienda procede nel suo impegno a favore della sostenibilità, uno dei suoi principali assi strategici, e avvia un progetto per sostituire i sacchetti di plastica del suo packaging con sacchetti di carta, diventando la prima grande azienda del settore tessile in Spagna a farlo», si legge in un comunicato. L’obiettivo del brand fondato a Barcellona in Spagna nel 1984 da due fratelli spagnoli di origine turca, Isak Andic e Nahman Andicè, è quello di eliminare progressivamente, in collaborazione con i propri fornitori, tutti i sacchetti di plastica utilizzati per la distribuzione dei prodotti lungo la catena di fornitura. Carta velina «I sacchetti che saranno utilizzati sono realizzati in carta velina, un materiale costituito da pasta di cellulosa naturale proveniente da fonti rinnovabili — assicura l’azienda —. La carta proviene infatti da foreste gestite in modo sostenibile, dove le pratiche di abbattimento sono certificate secondo i requisiti degli standard internazionali FSC® (Forest Stewardship Council®). Ciò contribuisce anche a un’economia circolare poiché i prodotti di carta possono essere riciclati in media da quattro a sei volte». La strada è segnata e l’emergenza Covid ha fatto capire a tutti che non c’è più tempo, occorre ripensare un progetto di sviluppo. Mango, la catena spagnola di moda democratica, annuncia che eliminerà l’uso di 160 milioni di sacchetti di plastica all’anno nella sua catena di fornitura. L’azienda avvia la sostituzione dei sacchetti di plastica con altri di carta nelle produzioni locali di capi piegati. «L’azienda procede nel suo impegno a favore della sostenibilità, uno dei suoi principali assi strategici, e avvia un progetto per sostituire i sacchetti di plastica del suo packaging con sacchetti di carta, diventando la prima grande azienda del settore tessile in Spagna a farlo», si legge in un comunicato. L’obiettivo del brand fondato a Barcellona in Spagna nel 1984 da due fratelli spagnoli di origine turca, Isak Andic e Nahman Andicè, è quello di eliminare progressivamente, in collaborazione con i propri fornitori, tutti i sacchetti di plastica utilizzati per la distribuzione dei prodotti lungo la catena di fornitura.  Test pilota Il progetto sarà inizialmente lanciato in produzioni locali per capi piegati e sul canale online, dopo il successo dei tre test pilota effettuati dall’azienda in Marocco, Cina e Turchia. L’obiettivo è che il nuovo progetto venga applicato a tutti i capi entro la fine del 2021. Secondo Toni Ruiz, Amministratore delegato di Mango, «Si tratta di un progetto di grande portata, che avrà un impatto molto positivo sull’ambiente, poiché grazie alla sua realizzazione elimineremo circa 160 milioni di sacchetti di plastica ogni anno. La produzione di una moda più rispettosa dell’ambiente mira alla trasformazione sostenibile dell’azienda». Fashion Pact Il progetto rientra nel Fashion Pact, una coalizione globale che mira a promuovere la sostenibilità ambientale nel settore tessile e della moda, a cui l’azienda ha aderito nel 2019. Questo patto globale impegna tutti i firmatari a lavorare insieme per ridurre al minimo l’impatto ambientale dell’industria tessile e della moda concentrandosi su tre pilastri: contrastare i cambiamenti climatici, preservare la biodiversità e proteggere gli oceani.Categoria: notizie - plastica - economia circolare - rifiuti

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https://www.rmix.it/ - Il Mercato del Packaging in Europa: Germania, Italia e Francia i Protagonisti
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Il Mercato del Packaging in Europa: Germania, Italia e Francia i Protagonisti
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Quanto rappresenta in Europa l'industria del packaging? Molto, i numeri sono davvero consistenti se si considera che nel 2019 l'Unione Europea ha fatturato 139 miliardi di euro e che in testa troviamo la Germania, seguita dall'Italia e in terza posizione la Francia. Come ci racconta Tiziano Polito, il mercato Francese degli imballaggi è uno tra i più importanti d'Europa.Secondo INSEE, che pubblica questi dati, la Francia è il terzo produttore europeo dietro Germania e Italia. 18,3 miliardi di euro: questo è il giro d'affari rappresentato dall'industria del packaging in Francia nel 2019 secondo un rapporto INSEE. L'Istituto Nazionale di Statistica e Studi Economici ha misurato la fatturazione dei prodotti fabbricati sul territorio Francese, proveniente da 1.460 unità collegate a questo settore di attività e rappresentano il 3,8% delle vendite nell'industria manifatturiera. Come ci si potrebbe aspettare, la plastica e il cartone hanno la quota maggiore. Nel dettaglio, le vendite generate dagli imballaggi in plastica sono state pari a 6,9 miliardi di euro, pari al 38% del totale, mentre la carta-cartone rappresenta 5,3 miliardi (29%) e il metallo, il vetro e il legno 2 miliardi ciascuno (11%). I dati sull'occupazione si riferiscono all'anno finanziario 2017. INSEE aveva 79.450 dipendenti nel settore, ovvero il 4,7% dei posti di lavoro nell'industria manifatturiera non alimentare. La Normandia e la Bourgogne-Franche-Comté sono le regioni con il maggior numero di posti di lavoro nel settore degli imballaggi, rispettivamente con il 7,9% e il 7,6% del totale.Piccole aziende nel settore del legno e della plastica La struttura delle aziende è piuttosto frammentata. Nel legno, il 70% degli stabilimenti ha meno di 20 dipendenti. Negli imballaggi in plastica e carta-cartone questo rapporto sale al 39% e al 37%. Al contrario, nel vetro e nel metallo, dove le lavorazioni sono caratterizzate da una maggiore intensità di capitale, le aziende con meno di 20 dipendenti rappresentano solo il 25% e il 5% del totale. La Francia è al terzo posto in Europa per la produzione di imballaggi. Il fatturato del settore è stato di 138,1 miliardi di euro nell'Unione Europea nel 2019, la Francia contribuisce per il 13% a questo totale dietro Germania (20%) e Italia (15%). La Francia detiene il primo posto europeo nella produzione di imballaggi in legno con il 20% del fatturato e il secondo per gli imballaggi in plastica (15%). Più modesto il suo contributo per gli imballaggi carta-cartone: 10%, cioè la metà in meno della Germania con il 21%. In questo caso, se a livello nazionale domina la plastica, altrove in Europa sono gli imballaggi carta-cartone a rappresentare la quota maggiore di fatturato: 55,5 miliardi di euro, ovvero il 40% delle vendite del settore. Sul fronte del commercio internazionale, la bilancia commerciale ha mostrato un deficit di 1,7 miliardi di euro nel 2019. Le importazioni francesi sono ammontate a 7,3 miliardi di euro. L'82% di loro proviene da paesi dell'UE. Con 603 milioni di euro di importazioni, la Cina è il quarto fornitore. Altrove in Europa, gli imballaggi in carta-cartone rappresentano la quota maggiore di fatture: 55,5 miliardi di euro, ovvero il 40% delle vendite della filiera.Vedi il manuale del packaging

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https://www.rmix.it/ - Accordo tra Versalis e Technip Energies per il Riciclo Chimico della Plastica
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Accordo tra Versalis e Technip Energies per il Riciclo Chimico della Plastica
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Costruzione di una piattaforma tecnologica per il riciclo dei rifiuti plasticiTechnip Energies (T.EN), società leader nell’ingegneria e nella tecnologia per la transizione energetica, e Versalis, società chimica di Eni, hanno sottoscritto un accordo finalizzato all’integrazione delle tecnologie Hoop® di Versalis con quelle di purificazione Pure.rOilTM e Pure.rGasTM di T.EN, costituendo una piattaforma tecnologica per il riciclo chimico avanzato dei rifiuti plastici.Questa piattaforma tecnologica permette di realizzare un processo di riciclo della plastica teoricamente infinito, producendo nuovi polimeri vergini adatti a tutte le applicazioni e identici ai polimeri provenienti da materie prime fossili. Versalis contribuisce con la tecnologia proprietaria Hoop®, un processo di pirolisi che consente il riciclo di rifiuti plastici misti con elevate prestazioni in termini di resa, recupero e flessibilità nella gestione di diversi tipi di feedstock. T.EN contribuisce con la sua esperienza nella progettazione di forni per etilene e steam-cracker, con gli oltre 700 steam-cracker in tutto il mondo che operano con la sua licenza, e con le tecnologie proprietarie di preparazione e purificazione, rispettivamente Pure.rGasTM e Pure.rOilTM, che garantiscono un’integrazione sicura, affidabile e ottimizzata con i cracker esistenti e quelli di nuova generazione. Le tecnologie integrate di Versalis e T.EN contribuiranno a sostenere l’economia circolare, riducendo l’impronta carbonica complessiva nella catena del valore dei polimeri. “Siamo lieti di unire le forze con Versalis per commercializzare le nostre tecnologie combinate per il riciclo dei rifiuti plastici. Questa alleanza contribuirà a rafforzare la leadership di Versalis e di T.EN nella trasformazione dei tradizionali prodotti chimici di base e dei polimeri in prodotti sostenibili e decarbonizzati, facilitando la transizione verso l’economia circolare" ha dichiarato Marco Villa, Direttore Generale di Technip Energies. “Riteniamo che le partnership siano acceleratori di crescita molto efficaci, che trasformano sinergie nella forza di cui tutti necessitiamo per rendere il nostro settore sempre più sostenibile. Questa partnership con T.EN, che coniuga le rispettive tecnologie innovative nel riciclo chimico e la lunga esperienza in progetti industriali, consentirà di accelerare l’implementazione di soluzioni concrete ed efficaci per i rifiuti plastici, da applicare poi ovunque vi sia un’opportunità nel mercato globale”, ha dichiarato Adriano Alfani, Amministratore Delegato di Versalis. Info e foto ENI

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https://www.rmix.it/ - Il Record dei Prezzi delle Materie Prime Minaccia le Linee di Credito e le Aziende
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Il Record dei Prezzi delle Materie Prime Minaccia le Linee di Credito e le Aziende
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Il Record dei Prezzi delle Materie Prime Minaccia le Linee di Credito e le AziendeLa situazione internazionale delle materie prime plastiche che sta portando ad aumenti incredibili dei prezzi, in una continua rincorsa di record a causa di una enorme scarsità di offerta, sta mettendo a dura prova la capacità di approvvigionamento delle imprese.Uno dei motivi determinanti riguardano le linee di credito aziendali, che erano calibrate su un trend finanziario dove le materie prime avevano dei prezzi più contenuti e, che ora, non danno la disponibilità alle aziende di finanziare i propri acquisti di materie prime secondo i nuovi prezzi di mercato. Inoltre, alcuni istituti finanziari stanno lavorando in controtendenza, con l’obbiettivo di ridurre le disponibilità liquide per le aziende nel breve termine per la paura delle conseguenze sulle oscillazioni così violente dei prezzi delle materie prime. Questa tesi è supportata dall’idea che il livello così alto dei prezzi possa deprimere la redditività aziendale e incidere negativamente sui bilanci, considerando che in questo momento i clienti hanno due alternative: fermare la produzione per mancanza di materia prima o produrre realizzando una perdita sui contratti già acquisiti. Ma la domanda che circola insistentemente tra gli operatori del settore è quando si tornerà ad una situazione normale. Una risposta abbastanza condivisa vede il ritorno ad una situazione più tranquilla sui mercati nel momento in cui gli Stati Uniti dovessero riprendere la produzione di materia prima in modo regolare. Una regolarità che è mancata a causa della pandemia, delle tempeste invernali che hanno paralizzato una parte del paese e a causa della crisi della logistica via mare. La tempistica per il ritorno alla normalità rimane tuttavia incerta in attesa che si verifichino alcuni elementi essenziali: • Il miglioramento della situazione Covid negli Stati Uniti che, a seguito della campagna vaccinale massiccia, permetterà un ritorno al lavoro in modo completo. • La stagione delle tempeste dovrà definitivamente passare • Il ritorno di un’equa distribuzione dei containers vuoti in tutto il mondo così da permettere nuovamente la ripresa delle rotte commerciali. Vedi maggiori informazioni sulla finanza e la sostenibilità del business

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https://www.rmix.it/ - 10.000 USD: Il Prezzo Record di un Container dall’Asia all’Europa
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare 10.000 USD: Il Prezzo Record di un Container dall’Asia all’Europa
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Il Prezzo Record di un Container dall’Asia all’EuropaSe vogliamo essere precisi, il record di costo di un CNT da 40 piedi tra Shangai e Rotterdam ha toccato esattamente i 10.174 USD nel mese di Maggio, dimostrando tutte le problematiche che il commercio internazionale sta vivendo attualmente.Questo significa un ulteriore aumento del 3,1 % rispetto alla scorsa settimana, ma di ben +485% rispetto all’anno scorso. Ma come mai non si riesce a frenare questa corsa dei prezzi? I motivi che hanno fatto scaturire la corsa dei prezzi dei containers fino a pochi mesi fa, si possono riassumere, come ampiamente descritto in un articolo precedente, nella dinamica del Covid, nello stop alle produzioni in tutto il mondo, nella situazione climatica eccezionale negli stati uniti, in una ripartenza improvvisa dell’economia e nella necessità di ricostituire le scorte minime nei magazzini. Inoltre, nel mese di Marzo, si è verificata una congestione nel canale di Suez, a causa dell’incagliamento di una nave, con il conseguente ingolfamento delle navi porta container che stazionano ai porti per lo scarico. La somma tra domanda di merci elevata e i ritardi delle movimentazioni delle merci nei porti, ha creato una insufficiente quantità di containers disponibili, creando un ulteriore aumento dei prezzi. I profitti delle compagnie di navigazione stanno volando tanto che, secondo il gruppo industriale BIMCO, nei primi 5 mesi del 2021 si sono registrati aumenti degli ordinativi per la costruzione di nuove navi porta containers.Categoria: notizie - plastica - economia circolare - logistica Maggiori informazioni sulla logistica internazionaleLa storia del canale di Suez

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https://www.rmix.it/ - Accordo tra Eni gas e luce, CNA Costruzioni e Harley&Dikkinson per le Riqualificazioni Energetiche
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Accordo tra Eni gas e luce, CNA Costruzioni e Harley&Dikkinson per le Riqualificazioni Energetiche
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Accordo tra Eni gas e luce, CNA Costruzioni e Harley&Dikkinson per le Riqualificazioni EnergeticheL'accordo tra Eni gas e luce, CNA COSTRUZIONI e Harley&Dikkinson, annunciato attraverso il comunicato stampa di Eni, al fine di promuovere l'avvicinamento dei cittadini alle incentivazioni governative sulle riqualificazioni energetiche, realizza un costruttivo progetto d'informazione e di gestione delle problematiche sia tecniche, che fiscali, che va incontro alle problematiche realizzative sugli interventi di ristrutturazione e sugli obbiettivi nazionali di modificare, nella direzione della sostenibilità, il patrimonio immobiliare Italiano.Eni gas e luce, CNA COSTRUZIONI e Harley&Dikkinson hanno stipulato un accordo per promuovere le opportunità connesse alla riqualificazione energetica e la messa in sicurezza sismica degli edifici, al fine di poter sfruttare le opportunità degli incentivi fiscali in ambito ecobonus, sismabonus e Superbonus 110%, introdotto dal recente Decreto Rilancio 34/2020 (convertito in legge n. 77 del 17 luglio 2020). Inoltre, grazie a quest’accordo, la rete nazionale dei consorzi territoriali, promossa da CNA Costruzioni e denominata Riqualifichiamo l’Italia, potrà aderire in qualità di Partner al servizio CappottoMio con la possibilità, in particolare, di cedere a Eni gas e luce i crediti di imposta derivanti dagli interventi. L’accordo sottoscritto tra Eni gas e luce, CNA Costruzioni e Harley&Dikkinson persegue l’obiettivo strategico di accrescere l’interesse del Paese verso la riduzione dei consumi energetici, che portano vantaggi concreti per l’ambiente, valorizzando allo stesso tempo il patrimonio abitativo e aumentando le opportunità di mercato per le imprese dell’edilizia. Attraverso la realizzazione di incontri formativi specifici sul territorio nazionale, previsti anche in modalità webinar, a cui parteciperanno gli esperti di Eni gas e luce e Harley&Dikkinson, unitamente a specifiche comunicazioni attraverso i canali informativi di CNA COSTRUZIONI, tutti i consorzi di imprese che aderiscono a Riqualifichiamo l’Italia potranno approfondire le opportunità derivanti dagli interventi di riqualificazione energetica e la messa in sicurezza sismica degli edifici, anche grazie agli incentivi previsti, con la possibilità, volendo, di qualificarsi come partner del Progetto CappottoMio di Eni gas e luce. “Grazie a quest’accordo, abbiamo l’opportunità di poter potenziare il numero delle imprese partner di CappottoMio per consolidare la nostra capillarità su tutto il territorio nazionale e offrire al cliente un alto standard di qualità del servizio” ha commentato Alberto Chiarini, Amministratore Delegato di Eni gas e luce. “Per Eni gas e luce è fondamentale promuovere sinergie anche con le Associazioni di categoria dell’artigianato e della piccola e media impresa come CNA COSTRUZIONI per offrire un’opportunità di sviluppo alle economie locali, con l’obiettivo comune di accrescere il comfort e il valore delle case dei clienti per fare un uso più razionale ed efficiente dell'energia, per usarla meno e meglio". "CNA COSTRUZIONI – dichiara il suo Presidente nazionale Enzo Ponzio - con questa iniziativa intende posizionare al meglio le imprese artigiane e PMI associate sul mercato della riqualificazione del parco immobiliare italiano e della rigenerazione urbana, valorizzando il loro protagonismo e la loro autonomia imprenditoriale, utilizzando al meglio la presenza diffusa e capillare su tutto il territorio nazionale della nostra Associazione imprenditoriale. E ciò a vantaggio di tutti gli attori coinvolti: cittadini, imprese e Pubblica Amministrazione territoriale e nazionale” Ha dichiarato infine Alessandro Ponti, Amministratore Delegato di Harley&Dikkinson, “H&D, da sempre volta all’ottimizzazione dal punto di vista tecnologico, organizzativo e, soprattutto, finanziario delle relazioni che concorrono alla valorizzazione dell’edificio, nel progetto della cessione del credito d’imposta, fin da subito, ha voluto mettersi al fianco di importanti associazioni di categoria come CNA Costruzioni e dei suoi associati al fine di garantire l’autonomia dell’intera filiera della riqualificazione."

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https://www.rmix.it/ - Dal sale del prosciutto alla strada: l’impianto di Trasaghis trasforma gli scarti in risorsa
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Dal sale del prosciutto alla strada: l’impianto di Trasaghis trasforma gli scarti in risorsa
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L’impianto di riciclo del Consorzio San Daniele: come sale esausto e salamoia diventano antifreddo, concianti e risorsa per l’industriadi Orizio LucaNel cuore verde del Friuli, circondato da dolci colline e piccoli centri, Trasaghis si risveglia oggi con un nuovo ruolo da protagonista. Dove un tempo si vedevano solo camion in partenza carichi di scarti da smaltire, oggi sorge un impianto che rappresenta un passo avanti per tutta l’Europa. Qui si chiude un ciclo: quello degli scarti della lavorazione del Prosciutto di San Daniele, che trovano nuova vita invece di gravare sull’ambiente e sui bilanci delle aziende.Il cambiamento nasce da una necessità concreta e da una visione moderna: ridurre la dipendenza dagli impianti distanti, eliminare i costi del trasporto e abbattere l’impatto ambientale. È stato investito molto, sia in risorse economiche che in competenze, ma la sfida è stata vinta. Trasaghis diventa così il primo esempio di filiera che si riappropria dei propri residui, trasformandoli in opportunità.Due fili, due cicli: sale solido e salamoia, due percorsi virtuosiIl cuore dell’impianto è diviso in due linee principali, che lavorano in parallelo ma seguono percorsi complementari. Da un lato, il sale solido esausto viene accuratamente selezionato e purificato. Una volta che il sale ha svolto il suo compito nella stagionatura, viene lavorato per tornare utile: pronto per essere usato come sale antigelo sulle strade d’inverno, o come materia prima nell’industria della concia.Dall’altro lato, la salamoia – quel liquido salino carico di residui che la produzione del prosciutto genera in quantità – viene trattata con processi sofisticati, in grado di separare l’acqua pulita dai materiali solidi. Questo non solo riduce l’impatto ambientale, ma permette di ottenere nuove risorse valorizzabili. È un sistema che lavora quasi senza sosta, ridisegnando i confini della gestione degli scarti.Strategia e sostenibilità: il modello San DanieleQuesta storia non nasce per caso. È frutto di anni di dialoghi, incontri e visioni condivise tra imprenditori, tecnici e amministratori pubblici. Quando la questione dello smaltimento dei sali è diventata urgente, si è scelto di non subire la crisi, ma di rispondere innovando. Da questa volontà collettiva è nato il progetto che oggi mette il distretto di San Daniele sulla mappa europea dell’economia circolare.La sostenibilità non è solo un concetto astratto, ma un valore pratico, tradotto in azioni e investimenti. Qui è stato recuperato un capannone industriale abbandonato, evitando nuovo consumo di suolo. Il lavoro di squadra tra pubblico e privato ha permesso di integrare la tecnologia più moderna con il rispetto della tradizione locale, creando un modello che oggi viene studiato anche fuori regione.Impatto ambientale, economico e logisticoGli effetti di questa scelta sono concreti e misurabili. Prima, ogni tonnellata di sale esausto o di salamoia doveva affrontare un viaggio lungo e costoso. Oggi tutto avviene a pochi chilometri dal luogo di produzione, con un abbattimento drastico delle emissioni di CO₂ dovute ai trasporti.Anche l’impatto economico è notevole: le aziende risparmiano sulle spese di smaltimento e possono reinvestire sul territorio. La gestione degli scarti diventa una nuova fonte di ricchezza e occupazione locale, contribuendo al benessere della comunità. È una rivoluzione silenziosa che parte dalla logistica e arriva fino al cuore della filiera produttiva.Il dietro le quinte: tecnologia e innovazioneL’impianto di Trasaghis non è solo il risultato di una scelta etica, ma anche di un impegno tecnologico di alto livello. Ogni fase del trattamento degli scarti è studiata per massimizzare il recupero e minimizzare gli sprechi. Si usano processi fisici, chimici e biologici, combinati tra loro per ottenere il massimo rendimento.Dietro le quinte, un team di tecnici specializzati lavora ogni giorno per migliorare i processi, monitorare i risultati e assicurarsi che ogni residuo abbia la possibilità di essere trasformato in risorsa. La struttura stessa è un esempio di recupero industriale: un edificio che, invece di essere demolito o lasciato al degrado, torna a vivere come motore dell’economia locale.Valorizzazione territoriale: ricadute localiIl valore di questo impianto va oltre la semplice gestione dei rifiuti. Si tratta di una scelta che rafforza il legame con il territorio, crea nuove opportunità di lavoro e rafforza la competitività del distretto. Trasaghis diventa così un punto di riferimento non solo per il Friuli, ma per tutta la filiera agroalimentare italiana, dimostrando che l’innovazione non è appannaggio delle grandi metropoli, ma può nascere anche nei piccoli centri.La comunità locale partecipa attivamente, vede riconosciuto il proprio ruolo e si sente parte di un progetto più grande. Questo rafforza l’identità del distretto e spinge altre realtà a seguire la stessa strada. Ogni sacco di sale che riparte dall’impianto, ogni litro d’acqua recuperata rappresentano un piccolo successo per tutto il territorio.Dalla prospettiva locale a quella nazionaleL’esperienza di Trasaghis parla anche al resto d’Italia. Mentre l’Europa chiede di ridurre la produzione di rifiuti e di aumentare la circolarità dei processi produttivi, qui si offre un esempio concreto di come si possa agire. La visione del distretto friulano si allinea perfettamente alle nuove strategie nazionali ed europee, anticipando le richieste della transizione ecologica.Il modello può essere replicato, adattato ad altri settori e territori, diventando un patrimonio comune. In questo modo la piccola Trasaghis dimostra che l’innovazione vera nasce dal basso, da chi conosce a fondo le esigenze e le risorse del proprio territorio.Conclusione: il futuro riparte dal saleLa storia dell’impianto di Trasaghis è la dimostrazione che la sostenibilità non è solo un obiettivo futuro, ma una realtà che può essere costruita oggi, con investimenti, coraggio e collaborazione. L’idea di trasformare uno scarto in risorsa, chiudendo i cicli produttivi e ridando valore a ogni residuo, è la chiave di un’agricoltura moderna e responsabile.Nel sale recuperato, nella salamoia che torna utile, nelle strade più sicure d’inverno e nelle concerie che lavorano materie seconde c’è il segno di una nuova economia: circolare, inclusiva, attenta all’ambiente e alle persone. Trasaghis ne è il simbolo, San Daniele la culla, il Friuli il punto di partenza. E da qui, forse, può partire una nuova stagione di crescita sostenibile per tutto il Paese.© Riproduzione Vietata

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https://www.rmix.it/ - Italia leader nel riciclo degli imballaggi: 11,7 milioni di tonnellate di materie vergini risparmiate nel 2023
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Italia leader nel riciclo degli imballaggi: 11,7 milioni di tonnellate di materie vergini risparmiate nel 2023
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I traguardi del riciclo italiano: risparmio energetico, riduzione delle emissioni di CO₂ e benefici economici che superano i 15 miliardi di eurodi Marco ArezioIl riciclo degli imballaggi in Italia ha raggiunto traguardi significativi nel 2023, con benefici ambientali ed economici di rilievo. Secondo il Rapporto di sostenibilità di Conai, il Consorzio Nazionale Imballaggi, il riciclo ha permesso di evitare l'estrazione di 11,7 milioni di tonnellate di materie prime vergini, prevenendo l'emissione di oltre 10 milioni di tonnellate di CO₂ e risparmiando la produzione di 50 terawattora di energia elettrica. Questi risultati si inseriscono in un contesto europeo in cui la gestione dei rifiuti da imballaggio è cruciale. Nel 2021, l'Unione Europea ha generato 188,7 kg di rifiuti da imballaggio per abitante, con un aumento di 10,8 kg rispetto all'anno precedente. Di questi, il 40,3% era costituito da carta e cartone, mentre plastica e vetro rappresentavano circa il 19% ciascuno. In media, ogni cittadino europeo ha prodotto quasi 36 kg di rifiuti in plastica, di cui meno della metà è stata riciclata. In Italia, il tasso di riciclo dei rifiuti, sia speciali che urbani, ha raggiunto il 72%, superando la media europea del 58%. Per quanto riguarda gli imballaggi, nel 2023 si prevede che il 75% del totale immesso al consumo sarà riciclato, superando di dieci punti percentuali l'obiettivo del 65% fissato dall'Unione Europea per il 2025. Il Rapporto di sostenibilità di Conai evidenzia anche i benefici economici del riciclo degli imballaggi. Nel 2023, le attività del consorzio hanno generato un giro d'affari di oltre 3,3 miliardi di euro, che sale a 15,5 miliardi considerando l'intera filiera, inclusi coloro che utilizzano materiali riciclati per nuovi prodotti. Il contributo effettivo al PIL nazionale è stato di 1,9 miliardi di euro, sostenendo complessivamente 23.199 posti di lavoro. Un esempio significativo è rappresentato dal riciclo degli imballaggi in vetro. Nel 2023, in Italia è stato riciclato il 77,4% degli imballaggi in vetro immessi sul mercato, pari a 2.046.000 tonnellate. Questo ha consentito un risparmio di 375.181 tonnellate equivalenti di petrolio e la mancata emissione di 2.406.989 tonnellate di CO₂.Anche il riciclo degli imballaggi ha registrato progressi notevoli. Nel 2023, è stato avviato a riciclo il 70,3% degli imballaggi in alluminio immessi sul mercato, pari a 59.300 tonnellate, superando in anticipo i target europei.Tuttavia, permangono problematiche significative, soprattutto riguardo alla plastica. Nel 2021, ogni cittadino europeo ha generato in media quasi 36 kg di rifiuti di imballaggio in plastica, di cui meno della metà è stata riciclata. In Italia, il tasso di riciclo degli imballaggi in plastica è stato del 47,6%, superiore alla media europea ma con margini di miglioramento. Per affrontare queste sfide, è fondamentale promuovere una cultura ambientale che coinvolga l'intera società, incentivando pratiche di riutilizzo e migliorando la qualità della raccolta differenziata. Solo attraverso un impegno collettivo sarà possibile consolidare i risultati ottenuti e progredire verso un'economia sempre più circolare e sostenibile.© Riproduzione Vietata

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https://www.rmix.it/ - Una Nuova Società ENI per la Mobilità Sostenibile
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Una Nuova Società ENI per la Mobilità Sostenibile
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Bioraffinazione e biometano saranno gli archi portanti dell'attività rivolta ad un nuovo modo di muoversi.Eni annuncia la nascita di Eni Sustainable Mobility, la nuova società dedicata alla mobilità sostenibile. È un'azienda integrata verticalmente lungo tutta la catena del valore, che ha l’obiettivo di fornire servizi e prodotti progressivamente decarbonizzati per la transizione energetica, accelerando il percorso verso l’azzeramento delle emissioni lungo il loro intero ciclo di vita.Eni Sustainable Mobility svilupperà la bioraffinazione, il biometano e la vendita di prodotti, servizi e soluzioni per la mobilità, in Italia e all'estero, in un percorso che la vedrà evolvere verso una società multi-service e multi-energy. Nella società sono confluiti gli asset della bioraffinazione e del biometano, che includono le bioraffinerie di Venezia e di Gela e lo sviluppo di nuovi progetti quali Livorno e Pengerang, in Malesia, oggi in corso di valutazione.Sono anche confluiti il marketing e la commercializzazione, attraverso una rete di oltre 5.000 punti vendita in Europa, di tutti i vettori energetici tra cui l’idrogeno e l’elettrico, i carburanti anche di natura biologica come l’HVO (Hydrogenated Vegetable Oil) e il biometano, nonché gli altri prodotti per la mobilità come i bitumi, i lubrificanti e i combustibili e tutti i servizi connessi alla mobilità, come il car sharing Enjoy, la ristorazione e i negozi di prossimità nei punti vendita sul territorio. Claudio Descalzi, AD di Eni, ha commentato: “Questa nuova società rappresenta la seconda leva strategica, da affiancare a Plenitude, nell’ambito del nostro percorso di transizione energetica per l’abbattimento delle emissioni Scope 3, le più significative e difficili da eliminare poiché generate dai clienti attraverso l’utilizzo dei prodotti. Attraverso questa operazione integriamo e liberiamo nuovo valore dalle nostre iniziative industriali, prodotti e servizi basati su tecnologie innovative e che andranno a costituire un’offerta unica e decarbonizzata per la mobilità”. Amministratore Delegato di Eni Sustainable Mobility è Stefano Ballista, già Direttore Sustainable Mobility di Energy Evolution di Eni. Eni Sustainable Mobility è direttamente controllata da Eni, che ne detiene il 100% del capitale sociale.Categoria: notizie - ambiente - energie rinnovabili - bio metanoFonte ENI

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https://www.rmix.it/ - ALPLA e Re-Purpose Uniscono le Forze per un Futuro Sostenibile
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare ALPLA e Re-Purpose Uniscono le Forze per un Futuro Sostenibile
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Investimento di 60 milioni di euro per un impianto di riciclaggio all'avanguardia in Sudafrica di Marco ArezioALPLA sta investendo 60 milioni di euro nella costruzione di un impianto di riciclo all'avanguardia a Ballito, nella provincia sudafricana di KwaZulu-Natal. La costruzione dell'impianto, che si estende su una superficie di 90.000 metri quadrati, è già in fase avanzata. A partire dall'inizio del 2025, si prevede che l'impianto produca annualmente oltre 35.000 tonnellate di PET riciclato (rPET). Re-Purpose, con sede a Durban, è uno dei leader di mercato nella logistica inversa dei rifiuti plastici post-consumo, grazie a programmi di raccolta orientati alla fonte. Con quattro centri di recupero materiali sparsi per il KwaZulu-Natal, Re-Purpose sta sviluppando e potenziando le comunità locali e i centri di acquisto, permettendo la raccolta e il riciclo di un volume significativo di rifiuti plastici. Questo modello crea anche centinaia di posti di lavoro e fonti di reddito per persone precedentemente svantaggiate.Unione delle Forze per un'Economia Circolare La partnership combina l'esperienza nel riciclo di ALPLA con l'innovativa logistica inversa di Re-Purpose. Unendo le forze, le due aziende mirano a sviluppare soluzioni innovative e a promuovere l'economia circolare. Allo stesso tempo, verranno creati numerosi posti di lavoro nel KwaZulu-Natal, nelle province limitrofe e potenzialmente in tutto il paese.Economia Circolare e Riduzione dei Rifiuti Come parte della collaborazione, Re-Purpose massimizzerà l'utilizzo dei suoi attuali centri di pressatura e ne aprirà di nuovi per facilitare la raccolta delle bottiglie in PET. Re-Purpose assisterà anche ALPLA nella costruzione di una base strategica di fornitori di balle di bottiglie in PET e lavorerà con gli stakeholder chiave per espandere i programmi di raccolta differenziata e di separazione alla fonte. L'obiettivo è contribuire alla raccolta di 5.000 tonnellate di PET al mese, volume necessario per il funzionamento a piena capacità dell'impianto di riciclaggio di ALPLA dal 2026.Commenti dei Dirigenti "Siamo entusiasti di collaborare con Re-Purpose per accelerare il nostro percorso verso un futuro più sostenibile. Questa collaborazione ci permette di ampliare il nostro portafoglio di soluzioni di imballaggio realizzate con materiale PET riciclato, offrendo ai nostri clienti della regione alternative innovative che si allineano ai loro obiettivi di sostenibilità," afferma Dietmar Marin, Managing Director della Divisione Riciclaggio di ALPLA.Il Ruolo di Re-Purpose Re-Purpose apporta la sua competenza nella pressatura con macchinari all'avanguardia e nello sviluppo di modelli di raccolta dalla fonte. La partnership rafforza l'impatto dell'azienda e promuove l'adozione diffusa di programmi di raccolta con centri di acquisto, raccoglitori di rifiuti e scuole. "Siamo entusiasti di unirci ad ALPLA per spingere l'innovazione e la sostenibilità nell'industria del riciclo. Combinando l'ampia esperienza di riciclo di ALPLA con il nostro modello di raccolta inversa, stiamo espandendo l'economia circolare e supportando i produttori nel raggiungimento degli obiettivi EPR richiesti," afferma Bevlen Sudhu, Fondatore e Managing Director di Re-Purpose.Verso un Ambiente più Circolare e Sostenibile Insieme, ALPLA e Re-Purpose si impegnano a promuovere lo sviluppo e l'introduzione di soluzioni di imballaggio sostenibili che beneficiano imprese, consumatori e ambiente. Questa partnership rappresenta un passo significativo verso un ambiente più circolare e sostenibile.

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https://www.rmix.it/ - Riciclo Fisico per l'ABS dal RAEE
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Riciclo Fisico per l'ABS dal RAEE
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Non più riciclo meccanico o chimico: si apre l'era del riciclo fisico di Marco ArezioIl settore del riciclo dell'ABS proveniente dai Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) sta vivendo un momento di intensa innovazione grazie al lavoro congiunto tra l'ente olandese TNO e l'azienda spagnola Elix Polymers. Il loro obiettivo è sviluppare una metodologia alternativa sia al riciclo meccanico che a quello chimico, focalizzandosi su un processo di dissoluzione che permetta di separare i polimeri dai pigmenti, dagli additivi e da altri contaminanti. Questa tecnica, definita di riciclo fisico, utilizza solventi per dissolvere il materiale plastico, consentendo il recupero di polimeri di qualità superiore rispetto a quanto ottenibile con il riciclo meccanico, e si caratterizza per un minore consumo energetico e maggiori rendimenti rispetto al riciclo chimico. Durante questo processo, il polimero non viene scomposto in monomeri, evitando l'uso di alte temperature. Mark Roelands, un ricercatore di spicco presso TNO, ha indicato che l'obiettivo per il 2024 è avanzare nella decontaminazione dell'ABS, puntando non solo a rimuovere pigmenti e ritardanti di fiamma ma anche a separare le particelle di gomma. Ciò permetterebbe di sostituirle con altre nuove, contribuendo a "ringiovanire" l'ABS. Questo approccio si prevede di implementare ulteriormente con la creazione di un impianto pilota a Rijswijk, nei Paesi Bassi, durante l'estate. Dal lato di Elix Polymers, Toni Prunera Casellas, responsabile R&D, ha sottolineato come la collaborazione con TNO abbia permesso il recupero di ABS da RAEE di alta qualità, tanto che Electrolux ha già utilizzato questa resina, mescolata con polimero vergine, per la produzione di componenti di lavatrici. La ricerca e lo sviluppo in questo campo stanno andando avanti con l'intento di espandere le applicazioni del riciclo oltre i rifiuti elettronici, includendo anche le automobili a fine vita, per una rimozione ancora più efficace di pigmenti e additivi. Nonostante la ricerca specifica sul riciclo dell'ABS nei RAEE non abbia trovato aggiornamenti recenti nel contesto delle fiere e conferenze di settore, eventi come Waste Management Europe 2024 a Bergamo e Ecomondo 2024 a Rimini rappresentano piattaforme cruciali dove condividere best practice, innovazioni e sviluppi in ambito di economia circolare, riciclo e gestione dei rifiuti​​​​. Questi incontri internazionali offrono un'occasione unica per professionisti del settore di incontrarsi, scambiare idee e collaborare per affrontare le sfide legate alla sostenibilità ambientale. Fonte Polimerica

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https://www.rmix.it/ - Gara del Governo Polacco per Piattaforme Eoliche Offshore nel Mar Baltico
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Gara del Governo Polacco per Piattaforme Eoliche Offshore nel Mar Baltico
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Gara del Governo Polacco per Piattaforme Eoliche Offshore nel Mar BalticoIl governo ha lanciato un nuovo schema di aste che copre 11 aree del Mar Baltico Polacco, per una capacità totale prevista di oltre 10 GW, al fine di sfruttare il forte potenziale dell'area per la produzione di energia eolica dovuto alle condizioni meteorologiche favorevoli.TotalEnergies e la società polacca KGHM parteciperanno alla gara e la loro partnership si baserà sui punti di forza di entrambe le società. TotalEnergies sfrutterà la sua comprovata esperienza nelle operazioni offshore, la sua esperienza nella gestione di progetti su larga scala e i suoi legami con le catene di approvvigionamento mondiali. KGHM, in quanto importante gruppo statale polacco, porterà la sua conoscenza del mercato polacco. Se premiati con uno o più parchi eolici, i partner mobiliteranno le migliori risorse per sviluppare questi progetti secondo gli standard e i tempi di consegna più elevati, con un alto livello di contenuto locale, stimolando così l'industria locale, creando posti di lavoro in Polonia e contribuendo alla fornitura di elettricità verde a un prezzo competitivo. "Lo sviluppo dell'eolico offshore contribuisce sia alla transizione energetica dell'Europa che alla sicurezza dell'approvvigionamento. Con condizioni meteorologiche favorevoli, la Polonia è particolarmente ben posizionata per partecipare alla crescita di questo mercato promettente", ha affermato Patrick Pouyanné, Presidente e CEO di TotalEnergies . "Siamo lieti di collaborare con KGHM per rispondere alle gare eoliche offshore polacche. Insieme, mobiliteremo tutta la nostra esperienza per affrontare le sfide di questi progetti e contribuire così agli obiettivi di energia rinnovabile della Polonia". “Nella strategia di KGHM abbiamo dichiarato il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050. Abbiamo superato la fase di pianificazione e siamo coinvolti in azioni concrete. Siamo impegnati nel processo di acquisizione di numerosi progetti onshore e offshore. Abbiamo anche presentato domande preliminari per il prossimo round di permessi nel Baltico", ha affermato Marcin Chludziński, presidente del consiglio di amministrazione di KGHM Polska Miedź SA . "La cooperazione con un partner francese su un progetto di parco eolico offshore sembra essere molto promettente", ha aggiunto. Info: TotalEnergies

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https://www.rmix.it/ - rNEWS: Tazze Adatte al Microonde in Fibra Riciclabile e Compostabile
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare rNEWS: Tazze Adatte al Microonde in Fibra Riciclabile e Compostabile
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L'azienda Americana Kraft Heinz sta studiano la produzione di tazze in fibra che possano essere riutilizzabili o riciclabili compostabili e che possano essere inserite, senza problemi nel microonde. L'azienda ha l'obiettivo di rendere il 100% dei suoi imballaggi riciclabile, riutilizzabile o compostabile entro il 2025. Kraft Mac & Cheese, un marchio di proprietà di Kraft Heinz Co. con sede a Chicago, ha annunciato che sta sviluppando e testando la prima tazza per microonde riciclabile a base di fibre. Al termine dei test, il marchio lancerà una nuova varietà Kraft Mac & Cheese Shapes più avanti nel 2021 utilizzando la nuova tazza e il nuovo design. Secondo un comunicato stampa di Kraft Mac & Cheese, la tazza per microonde a base di fibre attualmente in prova è adatta al microonde ed ha le stesse dimensioni degli altri imballaggi attualmente offerti dal marchio. Il marchio segnala inoltre che sta eliminando l'etichetta di plastica su questa confezione attraverso la nuova tecnologia di stampa diretta. L'azienda afferma che l'intento del cambiamento di design dalla plastica alla fibra è ridurre l'uso di plastica e essere sia riciclabile che compostabile negli impianti di compostaggio industriale. Kraft afferma che sta lavorando con partner esterni per certificare e incorporare l'etichettatura di riciclaggio appropriata per aiutare i consumatori a sapere cosa fare con l'imballaggio. L'azienda aggiunge che questa innovazione supporta l'obiettivo di Kraft Heinz Co. di diventare un'azienda più sostenibile. L'azienda ha un impegno che mira a rendere il 100 percento dei suoi imballaggi riciclabile, riutilizzabile o compostabile entro il 2025.Categoria: notizie - plastica - economia circolare - rifiuti - packagingby Megan Smalley

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