TotalEnergies e Saint-Gobain insieme per decarbonizzare l'industria franceseSiglato un accordo per la fornitura di 875 GWh di elettricità rinnovabile, rafforzando l’impegno verso la riduzione delle emissioni di carbonio entro il 2050di Marco ArezioTotalEnergies ha siglato un Power Purchase Agreement (PPA) con Saint-Gobain, in base al quale fornirà elettricità rinnovabile agli impianti francesi della multinazionale. L’accordo entrerà in vigore a partire da gennaio 2026 e prevede una fornitura totale di 875 GWh di energia in un periodo di cinque anni. L'elettricità sarà prodotta da impianti eolici e solari di proprietà di TotalEnergies situati nel nord-est e nel sud della Francia, oltre che nella Valle della Loira. Saint-Gobain riceverà una fornitura continua di energia elettrica con garanzie di origine, certificando la provenienza dell'energia da fonti rinnovabili. Questo contratto per l'elettricità rinnovabile si aggiunge a un precedente accordo firmato a giugno 2023, in cui TotalEnergies ha venduto biometano prodotto presso il suo sito BioBéarn a Saint-Gobain. "Siamo entusiasti di questo nuovo accordo con Saint-Gobain, che rappresenta un segnale del nostro impegno condiviso per decarbonizzare l'industria francese. Dimostra anche la nostra capacità di offrire soluzioni energetiche che rispondono alle esigenze dei clienti, garantendo al contempo la provenienza dell’elettricità verde fornita", ha dichiarato Sophie Chevalier, Vicepresidente di Flexible Power & Integration di TotalEnergies. "In Francia, TotalEnergies dispone di un portafoglio di energie rinnovabili di oltre 2 GW, che contribuisce a evitare l’emissione di 800.000 tonnellate di CO2 ogni anno. Questo è un argomento convincente per i nostri clienti", ha aggiunto. Swaroop Srinath, Direttore degli Acquisti Energetici per il gruppo Saint-Gobain, ha commentato: "Saint-Gobain si è impegnata a raggiungere le emissioni nette zero di carbonio entro il 2050. Per realizzare questa ambizione, è fondamentale decarbonizzare i nostri processi produttivi. Questo contratto con TotalEnergies consente al Gruppo di compiere un ulteriore passo verso tale obiettivo, garantendo una fornitura affidabile e continua di elettricità rinnovabile per i nostri siti industriali. Grazie a questo PPA, insieme ad altri contratti siglati dal Gruppo in Francia, il 30% dell'elettricità utilizzata nei nostri impianti francesi proverrà da fonti rinnovabili entro il 2027." Soluzioni su misura per le esigenze specifiche dei clienti L’accordo con Saint-Gobain segue altri contratti simili firmati da TotalEnergies con aziende come Air Liquide, Amazon, LyondellBasell, Merck, Microsoft, Orange e Sasol. Questo testimonia ulteriormente la capacità di TotalEnergies di sviluppare soluzioni innovative, sfruttando un portafoglio diversificato di asset per supportare i propri clienti negli sforzi di decarbonizzazione.
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La Rivoluzione del Bambù: Dalla Cina una Plastica 100% Biodegradabile che si Decompone in 90 GiorniUn team di ricercatori cinesi ha sviluppato un innovativo materiale plastico a base di bambù, resistente e riciclabile, che offre una soluzione sostenibile alla crisi dell’inquinamento da plasticadi Marco ArezioLa plastica, un materiale che ha rivoluzionato l'industria e la vita quotidiana a partire dagli anni Cinquanta, è oggi al centro di una grave crisi ambientale. Con milioni di tonnellate di rifiuti plastici che si accumulano nei mari e nei terreni, prevalentemente per colpa dell'uomo, la ricerca di materiali alternativi è diventata una priorità globale. Tra le nuove proposte per affrontare questa sfida, arriva dalla Cina una promettente innovazione: una plastica completamente biodegradabile, fatta al 100% di bambù. Questo materiale, secondo i ricercatori, ha la capacità di biodegradarsi nel suolo entro soli tre mesi, offrendo una soluzione sia ecologica che pratica. Il Ruolo Problematico della Plastica Tradizionale La plastica convenzionale, sebbene economica e incredibilmente versatile, è una delle principali cause dell'inquinamento globale. Ogni anno, milioni di tonnellate di rifiuti plastici finiscono negli oceani e nelle discariche, abbandonati dall'uomo, dove impiegano centinaia di anni a decomporsi. Le microplastiche si stanno infiltrando nei sistemi naturali, causando gravi danni alla fauna e flora marine e persino entrando nella catena alimentare umana. Le bioplastiche tradizionali, una possibile alternativa, non hanno però risolto il problema. Studi recenti dimostrano che molte di queste non sono così biodegradabili come si pensava, degradandosi solo in determinate condizioni ambientali che spesso non si trovano nei contesti di smaltimento standard. Il Bambù come Risorsa Sostenibile La Cina, uno dei principali produttori di bambù al mondo, ha individuato in questa pianta una risorsa preziosa per sviluppare nuovi materiali sostenibili. Il bambù è noto per la sua rapidità di crescita e la sua capacità di rigenerarsi senza bisogno di pesticidi o fertilizzanti. Tuttavia, creare un materiale plastico a base di bambù è stata una sfida tecnica a causa della rigidità della sua struttura cellulare. Le proprietà adesive delle cellule del bambù sono limitate, rendendo difficile la trasformazione del materiale in un sostituto diretto della plastica. Il Processo Innovativo Un gruppo di ricercatori cinesi ha recentemente sviluppato un metodo innovativo per trasformare il bambù in una plastica biodegradabile. Il processo inizia con la polverizzazione del bambù, seguita dall'uso di sostanze chimiche ecologiche per rimuovere selettivamente parte della lignina, un composto organico che contribuisce alla rigidità del materiale. Questo processo altera la struttura cristallina della cellulosa, rendendo il materiale più plastico e lavorabile. Successivamente, il materiale trattato viene pressato a caldo per formare una plastica rigida e resistente all'acqua, con proprietà simili a quelle del PVC, un tipo di plastica rigida comunemente usato in tubi e altri prodotti industriali. Ciò che rende particolarmente interessante questa innovazione è che, oltre alla sua resistenza e versatilità, la plastica di bambù è completamente biodegradabile. In condizioni ambientali naturali, si decompone nel suolo entro 90 giorni, molto più rapidamente rispetto ai materiali plastici tradizionali.Verso una Produzione Più Efficiente Una delle problematiche per rendere questo materiale economicamente competitivo con le plastiche convenzionali è ottimizzare il processo produttivo. Un'opzione promettente è l'uso della polpa di bambù, che è già priva di lignina, eliminando così uno degli step più complessi del processo. Questo potrebbe ridurre i costi e rendere il biomateriale più accessibile a livello industriale. Potenziali Applicazioni della Plastica Biodegradabile da BambùIl materiale sviluppato dai ricercatori cinesi ha dimostrato di avere una robustezza meccanica eccezionale, il che lo rende adatto a una vasta gamma di applicazioni. Potrebbe essere utilizzato nella produzione di imballaggi, utensili, giocattoli e persino componenti industriali. Inoltre, essendo riciclabile, il bambù potrebbe essere ridotto in polvere e riutilizzato per creare nuovi prodotti senza compromettere la qualità del materiale. Il settore delle costruzioni potrebbe trarre grande vantaggio dall'uso di questa plastica a base di bambù, soprattutto per sostituire materiali come il PVC, che sebbene efficiente, è altamente inquinante e difficile da smaltire. La versatilità di questo nuovo biomateriale lo rende una valida alternativa in tutti quegli ambiti in cui è richiesta una plastica rigida ma sostenibile. Il Futuro della Plastica a Base di Bambù Le implicazioni di questa scoperta sono significative. Se la plastica di bambù riuscirà a trovare un'applicazione commerciale su vasta scala, potrebbe contribuire in modo sostanziale alla riduzione dell'uso della plastica tradizionale e alla lotta contro l'inquinamento globale. Il bambù è una risorsa abbondante, facilmente rinnovabile e ampiamente disponibile in molte parti del mondo, soprattutto in Asia. La sua trasformazione in un materiale versatile e biodegradabile rappresenta un passo importante verso un'economia più circolare e sostenibile. Inoltre, l'uso di materiali biodegradabili come il bambù potrebbe ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, attualmente utilizzati nella produzione di plastica convenzionale. Questo non solo aiuterebbe a ridurre le emissioni di gas serra, ma offrirebbe anche nuove opportunità economiche per i paesi produttori di bambù. Problematiche e Prospettive della Plastica Biodegradabile da BambùNonostante le potenzialità, ci sono ancora alcuni problemi da affrontare. La produzione su larga scala di questa plastica richiederà investimenti significativi in ricerca e sviluppo, nonché l'implementazione di nuove tecnologie di produzione. Inoltre, sarà necessario sensibilizzare le industrie e i consumatori sull'importanza di utilizzare materiali biodegradabili e sostenibili. Un altro aspetto da considerare è il ciclo di vita del prodotto: mentre la plastica di bambù è biodegradabile, sarà fondamentale garantire che venga smaltita correttamente per evitare che finisca in discariche o oceani, dove potrebbe non degradarsi altrettanto rapidamente a causa delle condizioni ambientali non ottimali. In conclusione, la plastica a base di bambù rappresenta una delle innovazioni più promettenti nel campo dei materiali sostenibili. Se sviluppata e adottata su larga scala, potrebbe offrire una soluzione concreta alla crisi globale della plastica, contribuendo a proteggere l'ambiente e a promuovere un uso più responsabile delle risorse naturali.
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EvoBuild: Innovazione nei Materiali per Cementi e Calcestruzzi verso l’Economia CircolareRiduzione della CO₂, inerti riciclati e combustibili alternativi: il futuro sostenibile dei cementi e dei calcestruzzidi Marco ArezioIl settore delle costruzioni si trova al centro di una trasformazione epocale. La produzione di cemento e calcestruzzo, responsabile di una considerevole quota delle emissioni globali di CO₂, è oggi sotto la lente di innovatori e aziende impegnate nella transizione verso un’edilizia più sostenibile. Tra queste, EvoBuild si distingue per l’approccio pionieristico nello sviluppo di prodotti in grado di ridurre l’impatto ambientale senza compromettere la qualità e le prestazioni tecniche. Attraverso l’impiego di tecnologie avanzate e risorse alternative, EvoBuild sta ridefinendo il concetto di sostenibilità nel settore dei materiali da costruzione.Rivoluzionare il calcestruzzo: una sfida tra tecnica e sostenibilità Il cemento, componente primario del calcestruzzo, è prodotto tramite un processo altamente energivoro, caratterizzato dalla calcinazione del clinker, un passaggio che da solo genera circa il 60% delle emissioni totali legate al cemento. EvoBuild risponde a questa sfida con soluzioni innovative, che mirano a ridefinire la formulazione tradizionale dei materiali da costruzione attraverso tre pilastri fondamentali: la riduzione del contenuto di clinker, l’integrazione di inerti riciclati e l’uso di combustibili alternativi. I prodotti EvoBuild, frutto di anni di ricerca e sviluppo, includono leganti a basse emissioni, additivi chimici avanzati e formulazioni che sfruttano materiali di scarto provenienti da altre industrie. Queste soluzioni non solo migliorano le prestazioni del calcestruzzo, ma riducono drasticamente l’impronta ambientale della sua produzione. Sostituzione del clinker: una riduzione diretta della CO₂ Uno dei metodi più efficaci per abbattere le emissioni è la sostituzione parziale del clinker con materiali alternativi. Tra le principali opzioni utilizzate da EvoBuild vi sono: Ceneri volanti: un sottoprodotto delle centrali termoelettriche, utilizzato per la sua reattività pozzolanica. Scorie d’altoforno: residui dell’industria siderurgica, che migliorano le proprietà meccaniche del calcestruzzo. Calcare micronizzato: riduce la densità del materiale mantenendo prestazioni accettabili. L’adozione di questi leganti alternativi permette una riduzione delle emissioni fino al 30% rispetto al cemento tradizionale, garantendo al contempo una maggiore durabilità del materiale. Inerti riciclati: il futuro dell’economia circolare nel calcestruzzo Gli aggregati rappresentano circa il 70-80% del volume del calcestruzzo, e la loro estrazione da fonti naturali come ghiaia e sabbia comporta un significativo impatto ambientale. EvoBuild ha introdotto una nuova generazione di miscele che incorporano inerti riciclati, ottenuti da demolizioni edilizie controllate o da residui industriali. Questi materiali vengono sottoposti a rigorosi processi di selezione e trattamento per garantire prestazioni comparabili a quelle degli aggregati naturali. L’utilizzo di inerti riciclati non solo contribuisce a ridurre la pressione sulle risorse naturali, ma consente anche di limitare i rifiuti in discarica. In molti casi, l’integrazione di aggregati riciclati si traduce in una maggiore capacità di assorbire vibrazioni e migliorare l’efficienza termica del calcestruzzo. Combustibili alternativi: un approccio olistico alla sostenibilità La produzione di cemento è una delle attività industriali più energivore. Per alimentare i forni di calcinazione del clinker, EvoBuild sta introducendo l’uso di combustibili alternativi, tra cui: Biomassa residuale: residui agricoli o forestali, utilizzati come fonte di energia rinnovabile. Pneumatici esausti: bruciati in condizioni controllate, consentono di recuperare energia e ridurre i rifiuti. Rifiuti non riciclabili: impiegati come combustibile, minimizzano il ricorso a discariche. L’uso di questi combustibili non solo riduce la dipendenza dai combustibili fossili, ma consente anche di valorizzare materiali di scarto che altrimenti rappresenterebbero un problema ambientale. Un nuovo paradigma per l’industria delle costruzioni Il contributo di EvoBuild si inserisce in un contesto più ampio di transizione dell’industria delle costruzioni verso un modello di economia circolare. La tradizionale linearità del ciclo produttivo — basata sull’estrazione, trasformazione, utilizzo e smaltimento — viene sostituita da un approccio circolare, in cui i materiali vengono progettati per essere recuperati e reintegrati nei processi produttivi. L’economia circolare nel settore delle costruzioni non è solo una scelta etica, ma un’opportunità per migliorare l’efficienza complessiva dei processi, ridurre i costi operativi e rispettare le normative ambientali sempre più stringenti. La sfida del futuro: scalabilità e innovazione Nonostante i progressi tecnologici, la diffusione su larga scala di soluzioni come quelle offerte da EvoBuild presenta ancora sfide significative. La disponibilità di materiali alternativi, la necessità di adattare gli impianti produttivi e l’adeguamento delle normative rappresentano ostacoli che richiedono un’azione coordinata tra aziende, istituzioni e ricerca scientifica. Tuttavia, l’impegno di aziende come EvoBuild dimostra che un’edilizia a basso impatto ambientale è non solo possibile, ma necessaria. Ogni innovazione in questo settore rappresenta un passo avanti verso un futuro in cui le costruzioni saranno non solo sicure e durature, ma anche rispettose dell’ambiente. EvoBuild, con la sua visione orientata alla sostenibilità, si propone come punto di riferimento in questa trasformazione, dimostrando che la tecnologia e l’economia circolare possono andare di pari passo. © Riproduzione Vietata
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rNEWS: PreZero Acquisisce le Attività di Suez SveziaLe attività industriali di PreZero si stanno allagando in Europa attraverso accordi ed acquisizioni di società specializzate nel riciclo e nel trattamento dei rifiutiCome ci riporta Danne Toto la società è subentrata nelle attività di Suez Svezia cambiandone il nome. Suez in Svezia ha cambiato il marchio in PreZero Recycling AB a seguito all'acquisizione di queste attività da parte di PreZero nel Dicembre 2020. PreZero Recycling AB ha 50 sedi di lavorazione e 1.100 dipendenti.In qualità di divisione ambientale del Gruppo Schwarz, che comprende anche i rivenditori Kaufland e Lidl, PreZero Stiftung & Co. KG con sede in Germania, godrà di tutte le sinergie possibili tra le aziende e le competenze individuali. Con l'acquisizione di Suez in Svezia, PreZero avrà un totale di circa 4.800 dipendenti in Germania, Polonia, Paesi Bassi, Belgio, Svezia, Austria, Italia e Stati Uniti. Nel settembre dello scorso anno, PreZero ha annunciato i suoi piani per l'acquisizione delle attività di riciclaggio e recupero di Suez con sede a Parigi, nei Paesi Bassi, in Lussemburgo, in Germania e in Polonia. L'accordo escludeva le attività di riciclaggio della plastica e trattamento dei rifiuti pericolosi di Suez. Ma nello stesso periodo, le società avevano dichiarato la preparazione di un memorandum d'intesa per esplorare le possibilità di sviluppare partnership strategiche e promuovere una gestione innovativa dei rifiuti.
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IFAT India Fiera per le Tecnologie Ambientali e le Soluzioni Sostenibili IFAT India è una fiera per le tecnologie ambientali e le soluzioni sostenibili IFAT India riunisce professionisti di vari settori come quello dell'acqua, delle fognature, dei rifiuti e del riciclo per mostrare i loro prodotti e servizi innovativi. L'evento fornisce una piattaforma per lo scambio di conoscenze, il networking aziendale e la collaborazione tra operatori del settore, responsabili politici ed esperti ambientali. La fiera ospita espositori provenienti da tutto il mondo, che mettono in evidenza le loro ultime tecnologie e soluzioni per affrontare le sfide ambientali affrontate dalla regione. Data: 17-19 ottobre 2023 Luogo: Centro espositivo di Bombay, NESCO, Goregaon, Mumbai, Maharashtra 400063Orari di apertura: Martedì 17 e mercoledì 18 ore 10:00 - 18:00 - Giovedì 19 ore 10:00 - 17:00 Maggiori informazioni sul sito: https://www.ifat-india.com/
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rNEWS: DS Smith ha un Nuovo Amministratore Delegato per la Divisione RicicloLa multinazionale DS Smith si occupa dei servizi di riciclo della carta in 14 paesi al mondo con 3500 dipendenti e 16 cartiere, producendo ogni anno 5 milioni di tonnellate di prodotti in carta, attraverso questa intervista conosciamo il nuovo amministratore delegato del settore ricicloRogier Gerritsen in qualità di nuovo amministratore delegato della divisione Recycling di DS Smith è responsabile delle operazioni di riciclaggio in tutta Europa.Cosa ti ha attratto del ruolo di amministratore delegato della nostra divisione riciclaggio? Dopo aver lavorato in entrambe le divisioni Carta e Imballaggio, non ho potuto dire di no a questa fantastica opportunità. Ho sempre ammirato il nostro modello di business circolare e la divisione Recycling gioca un ruolo così cruciale in questo aiutando i nostri clienti a migliorare il loro riciclaggio e ridurre i loro rifiuti, mantenendo i materiali in uso il più a lungo possibile. Questo è solo uno dei modi in cui stiamo creando l'economia circolare, riducendo al minimo l'impatto sul mondo che ci circonda. Sono entusiasta di svolgere un ruolo nel contribuire a creare un futuro più sostenibile per la nostra attività, i nostri clienti e l'ambiente.Cosa vorresti ottenere nel tuo nuovo ruolo? Durante le mie prime settimane, ho avuto il grande piacere di incontrare molte delle persone appassionate e competenti del nostro team che hanno a cuore la nostra attività, vogliono fare la differenza e hanno l'esperienza necessaria. Voglio che siamo in grado di condividere ancora di più la nostra esperienza e competenza e aiutare i nostri clienti con le loro sfide nel riciclo qualunque esse siano: raggiungere gli obiettivi del riciclo, migliorare le prestazioni o raggiungere gli obiettivi di sostenibilità.Cosa ti rende orgoglioso del tuo nuovo ruolo? La nostra missione è garantire che il riciclo dei nostri clienti sia realmente riciclato e credo fermamente che possiamo fare la differenza nella maggior parte dei mercati in cui operiamo. Sono particolarmente orgoglioso che abbiamo la responsabilità di fornire la massima qualità possibile di materiali riciclati ai nostri impianti e una rete di aziende partner di fiducia in tutto il mondo. Vorrei che usassimo le nostre capacità, passione, processi e impronta per aiutare i nostri clienti e dare forma al nostro intero settore.Cosa ti stimola fuori dal lavoro? Ci tengo molto a fare la differenza e penso che sia davvero importante investire nelle nostre generazioni future, condividere conoscenze ed esperienze per assicurarci che ne traggano vantaggio. Per me, questo inizia con la mia famiglia. Di recente sono stato in grado di aiutare mio figlio con un compito scolastico sulla sostenibilità condividendo esempi di sostenibilità in azione dal mio lavoro presso DS Smith. Mi riempie di orgoglio che presto tutti coloro che lavorano per DS Smith potranno condividere le loro conoscenze ed entusiasmo in questo modo.Lo scorso settembre è stata lanciata la strategia di sostenibilità Now and Next, cosa possono aspettarsi i nostri clienti da questo? Sono davvero entusiasta del lancio della nostra nuova strategia di sostenibilità Now and Next. Questo è il nostro impegno a livello aziendale che mira ad affrontare le sfide di sostenibilità che stiamo affrontando oggi, così come quelle che avranno un impatto sulle nostre generazioni future. Uno degli obiettivi principali per me è che entro il 2030 coinvolgeremo 5 milioni di giovani nell'economia circolare e negli stili di vita circolari. Vedo già questa strategia prendere vita in tutta Europa e, come ho già detto, mi sta anche aiutando con i compiti scolastici di mio figlio! Molti dei nostri clienti sono sempre stati interessati alle nostre iniziative di sostenibilità e ora questo approccio è in crescita. Lavoreremo insieme a partner e ai clienti per sviluppare strategie completamente circolari, dalla progettazione alla produzione, dalla fornitura al riciclaggio. Credo davvero che collaborando con i nostri clienti, comunità, governi e influencer, possiamo fare la differenza insieme.Cosa diresti ai tuoi clienti sulle sfide che stanno affrontando in questo momento? Le pressioni sulla sostenibilità sulle aziende sono aumentate in modo significativo negli ultimi due anni. Nonostante la pandemia da COVID-19, c'è ancora l'aspettativa che le organizzazioni di tutti i tipi non dovrebbero limitarsi solo a ridurre al minimo il loro impatto sul mondo naturale, ma dovrebbero sforzarsi, ove possibile, di creare un impatto positivo sulle persone e sul pianeta. La sostenibilità è al centro del nostro modello di business ed è il fulcro del nostro scopo di "Ridefinire il packaging per un mondo che cambia". Grazie al nostro modello di business unico, siamo coinvolti in ogni punto di contatto del ciclo di fornitura dei nostri clienti e possiamo guidarli nell'adozione di pratiche e soluzioni sostenibili a lungo termine. Personalmente non vedo l'ora di lavorare a stretto contatto con tutti i nostri clienti e potenziali clienti in tutta Europa e mostrare come DS Smith può avere un impatto positivo sul raggiungimento dei loro obiettivi di riciclaggio, obiettivi aziendali e obiettivi ambientali.by DS Smith
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Crescita dell'Industria Italiana delle Macchine della Plastica e Gomma Numeri positivi del comparto delle macchine della plastica e della gomma. Vediamoli nel dettagliodi Marco ArezioL'industria italiana di macchine per la lavorazione di plastiche e gomma ha registrato un fatturato straordinario di 4,8 miliardi di euro nel periodo precedente, segnando così un record. Questo successo si deve in gran parte a un incremento dell'export del 10,8%, portando le vendite all'estero a 3,59 miliardi di euro. Nonostante le difficoltà causate dalla pandemia di Covid e un contesto macroeconomico sfidante, l'anno ha visto una crescita del 2,8% rispetto all'anno 2022. Tuttavia, il mercato interno ha evidenziato una contrazione del 7,5%, con vendite per 2,33 miliardi di euro.Massimo Margaglione, Presidente di Amaplast, ha espresso grande soddisfazione per questi risultati, sottolineando l'importanza del settore delle macchine per plastica e gomma come punto di forza del Made in Italy a livello globale. Questo entusiasmo è supportato anche dal successo della fiera Plast, che conferma la solidità di questo comparto. Per quanto riguarda le prospettive future, il 2024 si preannuncia più incerto a causa di vari fattori, quali tensioni geopolitiche, aumento dei tassi di interesse e instabilità generale, che potrebbero influenzare negativamente le prestazioni del settore. Dopo aver superato i problemi legati alla catena di approvvigionamento, si anticipa una fase di assestamento con possibili difficoltà nel breve e medio termine. Analizzando più da vicino i diversi segmenti di mercato, l'anno appena trascorso ha visto una crescita a doppia cifra in quasi tutte le categorie di macchinari, ad eccezione degli estrusori, che tuttavia hanno comunque mostrato un incremento del 7%. Secondo Amaplast, settori come le presse a iniezione e le termoformatrici hanno recuperato terreno dopo un inizio d'anno meno promettente. L'export, che costituisce due terzi della produzione, ha registrato un trend positivo in tutte le aree geografiche, con variazioni che vanno dal +6,1% in Europa al +20% nelle Americhe e un +8,1% in Asia. Particolarmente notevoli sono stati i risultati nel Medio Oriente e in Africa, con incrementi rispettivamente del 50,3% e del 36% nel nord Africa e del 31% nelle destinazioni sub-sahariane. Margaglione ha espresso preoccupazione per il rallentamento già avvertito a fine anno e per l'attuale situazione sfavorevole, ma rimane ottimista riguardo al futuro. L'ottimismo si basa sulla capacità delle piccole e medie imprese italiane di innovare e superare le sfide, grazie a un forte spirito imprenditoriale e a una ricerca e sviluppo dinamica. L'accoglienza positiva del piano Industria 5.0, nonostante le incertezze legate alla sua implementazione, evidenzia la necessità di misure di sostegno tempestive per il mercato interno, secondo il presidente di Amaplast. Questo scenario sottolinea la resilienza e l'adattabilità delle aziende italiane di fronte alle sfide, mantenendo un cauto ottimismo per il futuro. Fonte Polimerica
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Rimozione degli scarti di gomma dai fondali del Lago d'Iseo: un intervento da 3,3 milioni di euroUno studio di fattibilità delinea le fasi di bonifica e le sfide economiche per il recupero ambientale del Sebino, tra cui la possibile presenza di amianto tra i rifiutidi Marco ArezioIl Lago d'Iseo, gioiello paesaggistico incastonato tra le province di Bergamo e Brescia (IT), si trova a dover affrontare una complessa e urgente questione ambientale: la presenza di tonnellate di scarti di gomma nei suoi fondali, accumulati nel corso dei decenni a causa dell'attività industriale. In particolare, l’area di Tavernola Bergamasca è stata individuata come punto critico per la concentrazione di questi rifiuti, tra cui potrebbero essere presenti anche sostanze pericolose come l'amianto, utilizzato nelle vecchie lavorazioni industriali. Lo studio di fattibilità e le soluzioni proposte L'Autorità di Bacino dei Laghi d'Iseo, Endine e Moro ha commissionato uno studio di fattibilità per quantificare i costi e delineare le modalità di intervento necessarie a risolvere il problema. Affidato alla società Thetis Costruzioni Srl, lo studio ha individuato un intervento in due fasi per la rimozione dei rifiuti dai fondali. La prima fase prevede l’impiego di sommozzatori professionisti che, immergendosi a profondità variabili tra i 10 e i 50 metri, raccoglieranno manualmente i rifiuti di gomma, inserendoli in contenitori stagni. Questi contenitori saranno poi trasferiti su imbarcazioni per essere smaltiti correttamente. Nella seconda fase, verrà impiegata una pompa speciale, detta "sorbona", per aspirare i materiali più fini, che saranno trattati in loco o inviati a un impianto di trattamento idoneo. Il costo stimato per queste operazioni si aggira intorno ai 3,3 milioni di euro, una cifra che richiede l'impegno delle istituzioni per il reperimento dei fondi. Regione Lombardia ha già stanziato delle somme iniziali, ma sarà necessario un ulteriore sforzo per completare l’intervento La necessità di un intervento tempestivo Mentre lo studio di fattibilità ha confermato la possibilità tecnica di rimuovere gli scarti di gomma dai fondali, rimane l’incognita su chi si farà carico dei costi e su come reperire tutte le risorse necessarie. Legambiente, insieme ad altre associazioni ambientaliste, ha espresso preoccupazione per i ritardi nell’azione e ha sottolineato l’urgenza di intervenire. Secondo l’organizzazione, esistono già fondi a disposizione e il rischio è che la ricerca di ulteriori risorse possa diventare un pretesto per non affrontare immediatamente il problema.La questione è resa ancora più complessa dalla possibile presenza di amianto tra i rifiuti, un materiale altamente tossico che richiede protocolli di smaltimento ancora più rigorosi. La bonifica, dunque, non è solo una questione di tutela ambientale ma anche di salute pubblica, con implicazioni che vanno ben oltre la semplice pulizia dei fondali Il ruolo delle istituzioni locali e delle comunità La gestione di questo problema richiede il coinvolgimento diretto delle amministrazioni locali, delle istituzioni regionali e delle organizzazioni ambientali. I sindaci dei comuni coinvolti, come Tavernola Bergamasca e Predore, hanno già sollevato la questione e stanno collaborando con le autorità per trovare una soluzione condivisa. Tuttavia, è cruciale che i Comuni del G16, il gruppo delle amministrazioni lacustri, escano dal loro apparente "letargo", come sottolineato da Legambiente, e si impegnino attivamente per garantire la protezione ambientale del Sebino. Conclusione Il Lago d'Iseo rappresenta una risorsa naturale inestimabile per le comunità locali e per il turismo, ma la presenza di scarti industriali nei suoi fondali costituisce una minaccia per l'ecosistema e la salute umana. La sfida della rimozione dei rifiuti di gomma richiede un’azione coordinata tra istituzioni, comunità locali e associazioni, con un impegno finanziario e operativo significativo. Solo attraverso un intervento tempestivo e ben pianificato sarà possibile preservare la bellezza e la biodiversità di questo importante bacino lacustre.© Riproduzione Vietata
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Economia Circolare NEWS: Lo Spazio Dedicato all'Economia CircolareEconomia Circolare NEWS: Lo Spazio Dedicato all'Economia CircolareEconomia Circolare NEWS è lo spazio informativo, creato all'interno del blog che mette in evidenza, senza veli o filtri, gli articoli ritenuti interessanti riferiti alle aziende nel campo dell'economia circolare.Gli articoli avranno un taglio divulgativo, non commerciale e saranno scelti tra quelli pubblicati in rete che siano aderenti allo spirito del portale così da creare un contenuto indipendente a disposizione dei clienti. Agli iscritti della piattaforma è possibile intervenire alla vita di questa sezione attraverso la pubblicazione di un articolo, in modo gratuito, nel rispetto delle regole di divulgazione senza fini commerciali. Nell'articolo pubblicato verranno sempre citate le fonti e l'autore, che rimarrà proprietario dei contenuti. La direzione si riserva la facoltà di accettare, ridurre o escludere articoli se questi non sono in linea con lo spirito del portale. Se desideri inviare un articolo per la pubblicazione inviaci un'email con il testo e una foto. Buona lettura!Categoria: notizie - plastica - economia circolare - rifiuti
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ENI: Nuovo Appalto in Inghilterra per il Trattamento della CO2Eni ha dato la notizia, attraverso un comunicato stampa, dell'assegnazione di una licenza per realizzare il progetto di stoccaggio della CO2 nell'Inghilterra nord occidentale La cattura e lo stoccaggio della CO2 permette di aumentare il lavoro di decarbonizzazione del pianeta e di riutilizzo delle fonti ritenute esauste per nuovi combustibili.L’Autorità britannica per il petrolio e il gas (Oil and Gas Authority - OGA) ha annunciato di aver assegnato a Eni la licenza per la realizzazione del progetto di stoccaggio di anidride carbonica (CO2). La licenza di stoccaggio interessa un’area situata nella porzione della Baia di Liverpool nel Mare d’Irlanda Orientale, in cui Eni prevede di riutilizzare i giacimenti esausti di idrocarburi - nello specifico i giacimenti di Hamilton, Nord Hamilton e Lennox - e riconvertire le relative infrastrutture per lo stoccaggio permanente della CO2 catturata nell’Inghilterra nordoccidentale e nel Galles settentrionale. Grazie a questa licenza, Eni intende sia contribuire alle necessità di decarbonizzazione dell’Inghilterra nordoccidentale e del Galles settentrionale, sia collaborare attivamente con le imprese industriali per la cattura e il trasporto della CO2 dagli stabilimenti esistenti e dai futuri siti di produzione dell’idrogeno. Questo verrà utilizzato come combustibile di transizione per il riscaldamento, l’elettricità e i trasporti nell’ambito dell’obiettivo del Regno Unito di “zero emissioni” al 2050. Per Eni il progetto avrà effetti positivi per le comunità locali attraverso la creazione di nuove opportunità di lavoro e il supporto allo sviluppo economico della regione, oltre a tracciare un percorso concreto verso la transizione energetica e la decarbonizzazione delle attività economiche. Andy Samuel, Amministratore Delegato di OGA, ha dichiarato: “L’OGA è molto lieta di concedere la licenza a quello che confidiamo sarà un progetto di grande successo. Il lavoro sull’Integrazione Energetica che abbiamo condotto mostra che la combinazione di vari sistemi energetici, inclusi la cattura di anidride carbonica e la produzione di idrogeno, possono dare un contributo significativo all’obiettivo “zero emissioni” perseguito dal Regno Unito. HyNet è un esempio entusiasmante di integrazione energetica in atto, che comprende il riutilizzo di infrastrutture esistenti e giacimenti esauriti per lo stoccaggio di notevoli quantità di anidride carbonica, e la generazione di idrogeno per molteplici applicazioni innovative”. Claudio Descalzi, Amministratore Delegato di Eni, ha commentato: “Sono molto soddisfatto e orgoglioso per l’assegnazione della licenza per lo stoccaggio di anidride carbonica nel Regno Unito, la prima licenza di questo genere per Eni. Questo è un progetto di vitale importanza per Eni e rappresenta un traguardo fondamentale per gli obiettivi di “zero emissioni” del Regno Unito, oltre a essere un pilastro essenziale della strategia per la transizione energetica e la decarbonizzazione in cui Eni è fortemente impegnata”.Maggiori Informazioni
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rNEWS: Gazechim Plastics cambia nome in Snetor Uk dopo l'AcquisizioneGazechim Plastics cambia nome in Snetor Uk dopo l'AcquisizioneA seguito dell'acquisizione di Gazechim Plastics da parte del Gruppo Snetor lo scorso luglio, siamo lieti di annunciare il cambio della ragione sociale di GAZECHIM PLASTICS UK che diventa SNETOR UK. Questo nuovo nome aziendale illustra il nostro desiderio di rafforzare la nostra visibilità sul mercato europeo e fa parte del nostro sviluppo strategico. Chiude il cambio di nome avviato con GAZECHIM PLASTICS ROMANIA che è diventato SNETOR EASTERN EUROPE alla fine del 2020. Da gennaio 2021, GAZECHIM PLASTICS BENELUX e GAZECHIM PLASTICS NORDEN si chiamano SNETOR BENELUX e SNETOR NORDEN Emmanuel Aubourg, CEO Snetor Group
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Come cercare e trovare metalli riciclati e rottami metallici su rMIX.it: guida pratica per aziende e operatori del settoreScopri come funziona il motore di ricerca per l’economia circolare di rMIX.it: metalli ferrosi, non ferrosi, rottami e semilavorati riciclati a portata di clicLa domanda globale di materie prime sta crescendo a un ritmo insostenibile, mentre la necessità di ridurre l’impatto ambientale dell’industria è sempre più pressante. In questo contesto, il riciclo dei metalli — ferrosi e non — rappresenta una risorsa chiave per l’economia circolare. Il recupero e la valorizzazione dei rottami metallici permettono di ridurre l’uso di risorse naturali, abbattere le emissioni e sostenere una produzione più pulita e sostenibile. rMIX.it nasce proprio con questo obiettivo: offrire uno strumento digitale concreto per favorire lo scambio di materiali riciclati tra aziende, operatori ambientali, fonderie, costruttori, rivenditori e gestori di impianti. La piattaforma permette di cercare, pubblicare e consultare offerte e richieste di rottami metallici, semilavorati riciclati, materiali da dismissione industriale, in modo rapido, geolocalizzato e trasparente. Questa guida ti accompagna passo passo per capire come sfruttare al meglio le funzionalità di ricerca su rMIX.it, sia che tu stia cercando metalli riciclati da acquistare, sia che tu voglia vendere rottami o materiali lavorati da riciclo. 1. Cosa puoi trovare nella sezione “Metalli riciclati” All’interno del portale rMIX.it, la sezione "Metalli riciclati" è dedicata esclusivamente alle offerte e richieste di: - Metalli ferrosi: acciaio, ghisa, ferro da demolizione, sfridi da lavorazione; - Metalli non ferrosi: rame, alluminio, ottone, bronzo, zinco, piombo, nichel; - Leghe speciali e acciai inox; - Semilavorati riciclati: billette, profilati, vergelle, barre, tubi, lastre; - Residui e scarti da lavorazioni meccaniche, tornitura, tranciatura; - Rottami elettrici ed elettronici (RAEE) con contenuto metallico. Ogni annuncio presenta foto, descrizione tecnica, quantità, localizzazione geografica (se abbonato), e contatti diretti del proponente. È possibile filtrare i risultati per tipologia di metallo, forma e paese. 2. Come usare il motore di ricerca rMIX per trovare metalli Il motore interno del sito è progettato per funzionare come una bacheca verticale ad alta usabilità. Ecco i passaggi consigliati: Vai su www.rmix.it Clicca su “Elenco Offerte” e seleziona la categoria “Metalli Riciclati”. Usa i filtri laterali per selezionare: - Tipo di metallo (es. rame, acciaio inox, alluminio, ecc.) - Forma fisica (rottami, trucioli, pezzi integri, ecc.) - Paese - Clicca su ogni annuncio per vedere i dettagli, le immagini e inviare un messaggio diretto al fornitore. 3. Come pubblicare un’offerta o una richiesta di rottami metallici Chiunque sia iscritto alla piattaforma può pubblicare in pochi minuti annunci di vendita o ricerca. Ecco come fare: - Vai nella sezione “Inserisci Offerta” o “Inserisci Richiesta”- Seleziona la categoria Metalli Riciclati- Compila i campi con: Descrizione dettagliata del materialeQuantità disponibile o richiestaStato del materiale (pressato, sfuso, lavorato, selezionato...)Disponibilità e localitàEventuali certificazioni o dati chimico-fisiciCarica una o più immagini del materialeInserisci i contatti dell’azienda o referente tecnicoPubblicaOgni inserzione può essere cancellata in ogni momento accedendo alla propria area riservata. 4. A chi è utile questa sezione di rMIX La sezione Metalli Riciclati è pensata per una vasta gamma di operatori: - Fonderie e acciaierie in cerca di rottami a KM zero o da canali tracciabili - Recuperatori e trasportatori di metalli e rifiuti metallici - Aziende manifatturiere che vogliono vendere sfridi o acquistare materia prima secondaria - Impianti di trattamento - Start-up della green economy e designer circolari alla ricerca di materiali da riutilizzare 5. Quali sono i vantaggi di usare rMIX rispetto ad altre piattaforme - Specializzazione tematica: rMIX è interamente centrato sull’economia circolare e il riciclo, senza contenuti off-topic - Trasparenza e tracciabilità: ogni inserzione contiene dati tecnici, immagini e contatti diretti - Comunità professionale: si tratta di un portale verticale, frequentato da imprese del settore, non da utenti occasionali - Zero commissioni: rMIX non trattiene quote sulle transazioni tra utenti - Indicizzazione SEO: gli annunci pubblicati sono facilmente rintracciabili anche da Google 6. Libri consigliati per approfondire il tema del riciclo dei metalli Per chi desidera approfondire il tema, ecco alcuni testi consigliati che si possono proporre in affiliazione:- "Metallurgia e materiali non metallici" di S. Barella e A. Gruttadauria - un approfondimento sulla metallurgia e la scienza dei metalli. - “The Circular Economy Handbook” di Peter Lacy – Include un’intera sezione dedicata al settore metallurgico.- “Materials for a Sustainable Future” – Un testo multidisciplinare con un focus su materiali metallici. Conclusione Il mercato dei metalli riciclati non è solo un comparto della green economy: è un nodo strategico per l’industria del futuro. Grazie a piattaforme come rMIX.it, è oggi possibile connettere in modo diretto e trasparente chi produce scarti valorizzabili con chi li reimmette nei cicli produttivi. Cercare rottami, semilavorati o materiali critici su rMIX non è solo un’operazione economica efficiente: è un gesto concreto verso un sistema industriale più sostenibile. Registrati su rMIX.it e inizia subito a scambiare valore nella filiera del riciclo metallico.
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Innovatec e il Futuro del Riciclo dei RAEE: Un Passo Avanti Verso l'Economia CircolareL’acquisizione degli impianti del Gruppo Tree da parte di Innovatec rafforza il settore del riciclo dei rifiuti elettronici in Italiadi Marco ArezioIl riciclo dei Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) rappresenta una delle sfide più urgenti nell'ambito della gestione dei rifiuti, considerato l'aumento vertiginoso di dispositivi elettronici immessi sul mercato e la loro rapida obsolescenza. In questo contesto, emerge una notizia rilevante: la recente acquisizione da parte di Innovatec degli impianti dedicati al riciclo dei rifiuti del Gruppo Tree per 4,15 milioni di euro, una mossa strategica che potrebbe avere importanti implicazioni nel settore della gestione e valorizzazione dei RAEE. Cosa sono i RAEE e Perché Sono Importanti da Riciclare? I RAEE comprendono tutti quei rifiuti derivanti da apparecchiature elettriche ed elettroniche: dagli smartphone ai computer, dai frigoriferi ai televisori, fino alle piccole attrezzature domestiche. Questi rifiuti sono considerati pericolosi per l’ambiente, in quanto contengono componenti tossici, tra cui metalli pesanti come piombo e mercurio, oltre a materiali preziosi come oro, argento e rame. Se non trattati correttamente, i RAEE possono inquinare il suolo e le falde acquifere, con ripercussioni sulla salute umana e sulla biodiversità. Il riciclo dei RAEE non solo permette di ridurre l’impatto ambientale, ma consente anche di recuperare risorse preziose. Un sistema efficace di gestione dei RAEE può contribuire significativamente alla riduzione della dipendenza dalle risorse minerarie vergini e all’avanzamento verso un’economia circolare, dove i materiali vengono costantemente reimmessi nel ciclo produttivo. Innovatec e l’Acquisizione del Gruppo Tree La recente acquisizione da parte di Innovatec degli impianti di riciclo RAEE del Gruppo Tree rappresenta un passo strategico verso un consolidamento della capacità operativa di Innovatec nel settore del riciclo e della gestione dei rifiuti. Con un investimento di 4,15 milioni di euro, Innovatec si posiziona in modo più competitivo, ampliando la sua presenza in un settore in costante crescita. Questa operazione non solo aumenta la capacità di trattamento dei RAEE, ma rappresenta anche un ulteriore impegno dell’azienda nel campo della sostenibilità e della gestione responsabile dei rifiuti. Secondo le informazioni riportate da Milano Finanza, questa acquisizione rafforza il modello di business di Innovatec, che punta a integrare diverse fasi della filiera dei rifiuti, dal loro trattamento al recupero delle materie prime. Tale approccio integrato è fondamentale per creare valore nel lungo termine, soprattutto in un mercato dove le normative ambientali si fanno sempre più stringenti e i consumatori sempre più attenti all’impatto ambientale dei prodotti. Come Funziona il Riciclo dei RAEE? Il processo di riciclo dei RAEE è complesso e richiede infrastrutture avanzate. In generale, il processo può essere suddiviso in più fasi: Raccolta e Smistamento: I RAEE vengono raccolti e suddivisi in categorie, in base al tipo di apparecchiatura e alle componenti presenti. Questo permette di ottimizzare il successivo trattamento e di minimizzare i rischi ambientali. Decontaminazione: Nella fase di decontaminazione, le sostanze pericolose (come le batterie al litio o i condensatori contenenti sostanze chimiche pericolose) vengono rimosse per garantire la sicurezza delle fasi successive. Frantumazione e Separazione: Le apparecchiature vengono frantumate in pezzi più piccoli, e i materiali vengono separati attraverso processi meccanici e chimici. In questa fase, si recuperano materiali ferrosi e non ferrosi, plastica e vetro. Recupero delle Materie Prime: I materiali separati vengono ulteriormente trattati per ottenere materie prime secondarie che possono essere reimmesse nel ciclo produttivo, come metalli preziosi, plastica rigenerata e vetro. L’Importanza di Strutture all’Avanguardia La gestione efficace dei RAEE richiede impianti moderni, capaci di garantire sia la sicurezza dei lavoratori sia un elevato standard di recupero delle materie prime. L’acquisizione degli impianti del Gruppo Tree permetterà a Innovatec di accedere a tecnologie più avanzate e di migliorare l’efficienza dei propri processi. Questo è cruciale in un contesto in cui la quantità di rifiuti elettronici continua a crescere, e la capacità di gestirli in modo sostenibile diventa un fattore distintivo nel settore. Le Problematiche nel Riciclo dei RAEE Nonostante i vantaggi, il riciclo dei RAEE presenta problematiche significative. Una delle maggiori è rappresentata dalla difficoltà di separare in modo efficace e sicuro i diversi materiali presenti nei dispositivi elettronici. Ogni apparecchio contiene componenti di plastica, metalli vari, vetro e altri materiali, spesso legati da collanti o incapsulati in modo tale da renderne difficile il recupero. Inoltre, i costi per l’implementazione di tecnologie all’avanguardia possono essere elevati, e spesso solo le grandi aziende hanno le risorse necessarie per fare investimenti significativi. Un’altra problematica riguarda la sensibilizzazione dei consumatori. Spesso, i dispositivi elettronici non vengono smaltiti correttamente, finendo in discariche o essendo esportati illegalmente verso Paesi in via di sviluppo, dove il trattamento dei RAEE non segue standard di sicurezza adeguati. Per combattere questo fenomeno, è necessaria una maggiore educazione dei consumatori e un quadro normativo più rigido che incentivi un corretto smaltimento. Prospettive Future: Verso un’Economia Circolare dei RAEE L’acquisizione degli impianti del Gruppo Tree da parte di Innovatec potrebbe segnare un cambiamento nel panorama del riciclo dei RAEE in Italia, creando un precedente per ulteriori investimenti nel settore. Tuttavia, per realizzare una vera economia circolare, è necessario un impegno collettivo da parte di aziende, governi e consumatori. Le aziende devono investire in tecnologie di riciclo avanzate e adottare pratiche di produzione che facilitino il recupero delle materie prime alla fine del ciclo di vita dei prodotti. I governi, da parte loro, possono svolgere un ruolo fondamentale incentivando politiche di responsabilità estesa del produttore (EPR), che rendano le aziende responsabili per il trattamento dei RAEE che immettono sul mercato. I consumatori, infine, devono fare la loro parte adottando abitudini di acquisto e smaltimento responsabili. Scegliere prodotti sostenibili e prediligere brand che garantiscano una corretta gestione dei RAEE può fare la differenza. Inoltre, ricorrere a servizi di riparazione e riutilizzo può allungare la vita dei dispositivi elettronici, riducendo la pressione sulle risorse naturali e contribuendo a un ciclo produttivo più sostenibile.© Riproduzione Vietata
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La Crisi dei Prezzi Minaccia il Settore del Riciclo delle PlasticheFatturato in Caduta del 30% nel 2023: Necessarie Misure Regolatorie e Certificati di Riciclo per Contrastare la Concorrenza Sleale e Garantire la Qualità dei Materialidi Marco ArezioI prezzi bassi stanno minacciando il settore del riciclo delle materie plastiche. Sebbene i volumi di materiale riciclato siano rimasti stabili rispetto al 2022, i prezzi di vendita hanno subito un drastico calo, determinando una riduzione del 30% nel fatturato. Presentazione del Rapporto Assorimap 2024 A Roma, l'Associazione Italiana dei Riciclatori di Materie Plastiche (Assorimap) ha svelato l'edizione 2024 del suo rapporto sul riciclo meccanico delle materie plastiche, elaborato da Plastic Consult. Il direttore Paolo Arcelli ha illustrato i dati relativi al 2023, evidenziando come in Italia siano state raccolte oltre 2,5 milioni di tonnellate di rifiuti plastici, di cui tra 1,3 e 1,45 milioni di tonnellate sono state riciclate, in leggero calo rispetto all'anno precedente. Stabilità dei Volumi e Declino del Fatturato I dati mostrano che nel 2023 i riciclatori meccanici hanno immesso sul mercato 784mila tonnellate di plastiche riciclate da post-consumo, un valore pressoché stabile (-0,3%) rispetto all'anno precedente. Tuttavia, il fatturato è crollato del 30%, scendendo a 780 milioni di euro rispetto al miliardo del 2022 (+18% sul 2021). Questo calo è principalmente dovuto alla diminuzione dei prezzi di vendita del riciclato, necessaria per competere con i bassi prezzi delle materie prime vergini e per contrastare le importazioni di materiale rigenerato a basso costo proveniente da India e Cina. Problemi di Tracciabilità e Concorrenza Sleale I materiali importati spesso mancano di dati sulla tracciabilità o sulla reale percentuale di contenuto riciclato, offrendo prezzi che i produttori locali non riescono a sostenere. Questa situazione ha pesato sui bilanci dei 75 operatori del riciclo meccanico, che rappresentano la spina dorsale del settore. Proposte per Nuovi Strumenti Regolatori Assorimap accoglie con favore l'introduzione di una clausola di salvaguardia nel nuovo regolamento sugli imballaggi, che obbligherebbe i fornitori extra-UE di plastiche riciclate a rispettare gli standard comunitari, prevenendo così la concorrenza sleale in vista dell'imposizione di percentuali minime di contenuto riciclato nei packaging. L'associazione propone anche l'implementazione di sistemi di tracciabilità e certificazione per garantire la provenienza e la qualità del materiale riciclato, fondamentale soprattutto per i materiali destinati al contatto con alimenti. Un'idea innovativa è la creazione dei 'Certificati del riciclo', che includerebbero il risparmio di emissioni di CO2 rispetto alla produzione con materiali vergini, sostenendo questa attività attraverso un sistema di compravendita simile ai certificati bianchi per l'efficienza energetica. Supporto Istituzionale Patty L’Abbate, vicepresidente della commissione Ambiente alla Camera, ha dichiarato il suo sostegno alla proposta dei certificati di riciclo, sottolineando la necessità di combattere il greenwashing e promuovere una seria economia circolare. Ha promesso di portare al Ministero dell’Ambiente la richiesta delle imprese per migliorare la gestione dei rifiuti plastici. Dati Aggiuntivi del Rapporto Secondo Plastics Consult, il settore conta 355 operatori che si occupano di raccolta, selezione e riciclo di rifiuti e scarti industriali, di cui 230 producono rigenerato in granuli o scaglie, come nel caso dell'rPET. Tra questi, 75 sono riciclatori 'puri', che producono granuli da riciclo meccanico di rifiuti post-consumo. Il polimero più riciclato è il polietilene, che rappresenta il 46% del totale, seguito dal PET con il 25%. Il polipropilene e i misti poliolefinici seguono con percentuali inferiori al 10% e al 16% rispettivamente. Altri polimeri rappresentano complessivamente meno del 5%. Ripartizione della Produzione per Settori Applicativi La produzione è prevalentemente destinata all'imballaggio, che assorbe il 40% dei volumi totali, soprattutto grazie al PET. Seguono il settore dei tubi con il 12% e altre applicazioni flessibili con meno del 10%, superate dall'edilizia e costruzioni. Agricoltura, articoli casalinghi e giardinaggio chiudono la lista. Conclusione Includendo tutti gli operatori del riciclo, come macinatori e trasformatori integrati, i volumi complessivi di riciclati plastici post-consumo sono stimati tra 1,3 e 1,45 milioni di tonnellate. Questi dati mostrano la necessità di interventi regolatori e di sostegno per garantire la sostenibilità economica del settore del riciclo delle plastiche.
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Asphaltica: La Fiera di Riferimento per il Settore delle Pavimentazioni StradaliInnovazione, sostenibilità e networking al centro dell'evento dedicato all'asfalto e alla manutenzione delle infrastrutturedi Marco ArezioAsphaltica è una fiera biennale che si svolge a Bologna ed è uno degli appuntamenti più importanti a livello internazionale per il settore delle pavimentazioni stradali, con un particolare focus sull'asfalto. Questa manifestazione si distingue per essere un punto di incontro privilegiato per tutti coloro che sono coinvolti nella filiera delle infrastrutture stradali, dalla progettazione alla manutenzione, fino alla produzione di materiali e tecnologie avanzate. Organizzata in collaborazione con SITEB (Associazione Italiana Bitume Asfalto Strade), Asphaltica rappresenta un'opportunità unica per esplorare le innovazioni nel campo della mobilità su strada, incontrare i principali attori del settore e approfondire i temi legati alla sostenibilità e all'efficienza infrastrutturale. Un Settore Cruciale: Asfalto e Infrastrutture Stradali L'asfalto è un elemento chiave nelle infrastrutture moderne. Gran parte della nostra mobilità dipende dalle strade, e l'asfalto è uno dei materiali più utilizzati per la costruzione di superfici stradali resistenti, sicure e durevoli. Tuttavia, le problematiche che il settore affronta sono numerose, dall'impatto ambientale dei materiali utilizzati, alla necessità di manutenzioni frequenti e alla crescente domanda di soluzioni sostenibili. In questo contesto, Asphaltica si pone come una piattaforma strategica dove le aziende e i professionisti del settore possono presentare le loro innovazioni. Gli espositori provengono da settori legati alla produzione e all’installazione di materiali per pavimentazioni, macchinari per la stesa e manutenzione dell'asfalto, soluzioni tecnologiche per la sicurezza stradale, e strumenti per la gestione delle infrastrutture. Tra le novità che spesso vengono presentate in fiera, troviamo materiali a basso impatto ambientale, asfalti riciclati o soluzioni che mirano a ridurre le emissioni di CO2 nella fase di produzione. Perché Espositori e Visitatori Scelgono Asphaltica? Partecipare a una fiera come Asphaltica è una scelta strategica sia per gli espositori che per i visitatori. Per chi espone, l'evento rappresenta una vetrina unica per mostrare le proprie soluzioni tecnologiche e per entrare in contatto con un pubblico altamente specializzato, composto da professionisti del settore, ingegneri, amministratori pubblici e aziende di costruzioni. Gli espositori tipici includono produttori di materiali per pavimentazione, aziende che offrono macchinari per la posa e manutenzione dell'asfalto, nonché fornitori di servizi di manutenzione delle infrastrutture stradali. Inoltre, vi è una crescente partecipazione da parte di società che operano nel campo della sostenibilità e dell'economia circolare, alla ricerca di nuovi metodi per rendere l’asfalto e le strade più green. D'altro canto, Asphaltica è una fiera molto attrattiva anche per i visitatori, in particolare per professionisti che lavorano nel settore pubblico o privato e che sono responsabili della manutenzione delle strade o della progettazione delle infrastrutture. Ingegneri, tecnici comunali, aziende di costruzione e progettisti trovano in Asphaltica un’occasione preziosa per aggiornarsi sulle ultime tendenze del settore, scoprire nuove tecnologie e confrontarsi direttamente con i fornitori. Un altro elemento di grande richiamo per i visitatori è rappresentato dai numerosi workshop e seminari che si svolgono durante la fiera, dove esperti e tecnici condividono le ultime novità normative e le nuove pratiche nel campo della gestione delle infrastrutture. Questo rende la fiera un vero e proprio hub di conoscenze, ideale per chi vuole tenersi aggiornato sulle evoluzioni del mercato e sulle opportunità offerte dalle nuove tecnologie. Vantaggi di Partecipare Naturalmente, come per ogni grande fiera, partecipare ad Asphaltica presenta una serie di vantaggi e svantaggi, sia per chi decide di esporre sia per chi si reca come visitatore. Vantaggi per gli espositori: Uno dei principali vantaggi è la possibilità di espandere la propria rete di contatti professionali. Asphaltica è un evento che attira professionisti da tutto il mondo, creando un ambiente fertile per la creazione di nuove opportunità di business. Inoltre, permette di presentare prodotti innovativi e di posizionarsi come leader del settore, soprattutto grazie alla specializzazione della fiera che garantisce un pubblico altamente mirato. Per molte aziende, partecipare significa consolidare la propria presenza sul mercato e cogliere nuove opportunità commerciali. Vantaggi per i visitatori: Per i visitatori, i benefici principali consistono nell'accesso diretto a una vasta gamma di soluzioni innovative. Asphaltica permette di toccare con mano le novità del settore, parlare direttamente con i fornitori e ottenere informazioni di prima mano sulle tecnologie più avanzate. È anche una grande occasione per stringere relazioni commerciali e ottenere suggerimenti su come migliorare i propri processi operativi o di manutenzione. Asphaltica vs. Altre Fiere del Settore Se paragoniamo Asphaltica a eventi internazionali come Bauma, che si tiene a Monaco di Baviera, notiamo subito alcune differenze chiave. Bauma è una fiera colossale che copre tutti i settori delle costruzioni, dalle attrezzature pesanti al movimento terra, fino alle tecnologie per l'edilizia. La sua portata globale attira decine di migliaia di visitatori e migliaia di espositori da tutto il mondo. Tuttavia, proprio a causa della sua vastità, Bauma può risultare dispersiva per chi è interessato esclusivamente al settore delle pavimentazioni stradali. Asphaltica, invece, ha un focus molto più ristretto e mirato, concentrandosi unicamente sull’asfalto e le infrastrutture stradali. Questo la rende particolarmente interessante per chi lavora in questo ambito specifico, poiché offre una piattaforma dove ogni espositore e ogni innovazione presentata è strettamente correlata alle necessità del settore. Conclusione Asphaltica si conferma come un evento essenziale per chiunque operi nel mondo delle pavimentazioni stradali e delle infrastrutture. È una fiera che unisce innovazione tecnologica e aggiornamenti normativi, offrendo a espositori e visitatori un ambiente ideale per fare affari, scoprire nuove opportunità e migliorare le proprie competenze. Sebbene la partecipazione richieda un investimento considerevole in termini di tempo e denaro, i vantaggi in termini di networking, aggiornamento professionale e crescita del business superano di gran lunga gli svantaggi, soprattutto per coloro che cercano una piattaforma specializzata in un settore così cruciale come quello delle infrastrutture stradali.
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Nasce REFENCE™, il Polistirolo Riciclato per AlimentiNuove soluzioni sostenibili per il riciclo del polistirolo a contatto con gli alimentidi Marco ArezioIl riciclo meccanico del polistirolo per uso alimentare in Italia rappresenta una sfida significativa e un'opportunità promettente nel contesto dell'economia circolare. Questo processo consente di trasformare i rifiuti di polistirolo post-consumo in nuovi materiali utilizzabili, riducendo così l'impatto ambientale e promuovendo la sostenibilità. Nonostante le difficoltà iniziali legate alla creazione di una catena di riciclo efficiente per il polistirolo, recenti innovazioni tecnologiche e collaborazioni strategiche hanno permesso di raggiungere risultati importanti in questo settore. A seguito della collaborazione tra Versalis, la società chimica di Eni, e Forever Plast, azienda leader in Italia nel riciclo della plastica post-consumo, nasce REFENCE™, una gamma innovativa di polimeri riciclati destinati all'imballaggio per alimenti. Questa nuova gamma è già disponibile sul mercato per applicazioni in polistirene, come vasetti per yogurt, vassoi per carne e pesce, e altri tipi di imballaggi rigidi ed espansi. Questi nuovi prodotti andranno ad ampliare il portafoglio Versalis Revive® di materiali riciclati meccanicamente, ridefinendo i limiti di applicazione e permettendo il contatto diretto con gli alimenti. REFENCE™ è stato sviluppato grazie alla tecnologia NEWER™, creata nei laboratori di ricerca di Versalis a Mantova e industrializzata negli impianti di Forever Plast a Lograto (Brescia), nell'ambito di un accordo di co-sviluppo tra le due aziende. La tecnologia NEWER™ consente la purificazione dei polimeri riciclati in conformità con il Regolamento UE 1616/2022 sul riciclo e ha ottenuto anche la Non-Objection Letter (NOL) dalla Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti. Adriano Alfani, CEO di Versalis, ha dichiarato: "La circolarità è una leva strategica fondamentale. Per questo motivo, ci impegniamo a sviluppare processi di riciclo complementari per valorizzare le plastiche a fine vita e integrarci nella catena di raccolta nazionale italiana. Stiamo completando i lavori sul nostro primo hub avanzato di riciclo meccanico a Porto Marghera per le plastiche post-consumo, in particolare i polimeri stirenici. La nostra collaborazione con Forever Plast mira a raggiungere settori applicativi, come l'imballaggio alimentare, dove la sostenibilità e la qualità sono essenziali, rafforzando così la nostra leadership europea nel riciclo meccanico." Piersandro Arrighini, CEO di Forever Plast, ha aggiunto: "Siamo molto soddisfatti del risultato ottenuto, soprattutto considerando che fino a pochi anni fa non esisteva una catena di riciclo per il polistirene dalla raccolta differenziata a livello europeo. La collaborazione con Versalis ci ha permesso di raggiungere questo straordinario traguardo."
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rNEWS: L’impianto di Versalis di Mantova (IT) Fermerà per ManutenzioneL’impianto di Versalis di Mantova (IT) Fermerà per ManutenzioneLa direzione dell’impianto di produzione dei polimeri stirenici in ABS di Versalis Mantova, attraverso un comunicato, ha annunciato lo stop delle produzioni per dare avvio ad un piano di ammodernamento degli impianti di produzione nei mesi di Giugno e Luglio di quest’anno.Infatti, Versalis (Eni) informa che sono iniziate le operazioni propedeutiche alla fermata generale programmata per la manutenzione e i nuovi investimenti previsti nello stabilimento di Mantova. Le attività saranno eseguite per fasi: nei mesi di giugno e luglio 2021 è previsto il picco delle operazioni presso gli impianti. Le attività di manutenzione riguardano gli impianti stirenici e intermedi (stirolo monomero, fenolo e derivati, polimeri e i servizi di stabilimento) e un nuovo importante investimento per l’espansione della produzione di polimeri stirenici ABS, per una capacità aggiuntiva di 30mila tonnellate/anno, verso gradi differenziati e ad alto valore aggiunto, destinati a settori chiave come automotive, arredamento ed elettrodomestici. Gli investimenti prevedono anche interventi per il miglioramento tecnologico e di affidabilità e di efficientamento energetico e ambientale per un totale di oltre 40 milioni di euro di investimenti nel biennio 2020-2021. Nel cantiere, che durerà circa due mesi, saranno coinvolte circa 30 imprese, con una presenza di picco di 600 persone di ditte terze. Saranno costruiti 60 mila metri cubi di ponteggi e ispezionate 600 apparecchiature. Le attività vedranno impegnati un team dedicato alla sicurezza integrato dal supporto delle squadre del Safety Competence Center di Eni e personale dedicato alla sorveglianza sanitaria. In particolare, è stato previsto un protocollo di misure aggiuntive a quelle già attuate e un programma di screening epidemiologico per la prevenzione e il contrasto al Covid-19 al fine di garantire la massima tutela della salute dei lavoratori e delle comunità locali. La più importante delle misure attuate è la campagna di test tramite tamponi rapidi in un’area dello stabilimento appositamente attrezzata che verrà avviata, su base volontaria anche a tutto il personale del sito, prima della fermata. Inoltre, verranno installati 9 termo-scanner per agevolare il controllo del personale in entrata e uscita dallo stabilimento e saranno distribuite a tutto il personale impiegato nelle operazioni di fermata mascherine FFP2. Durante le attività di fermata e di riavvio degli impianti saranno attivi i dispositivi di controllo e i sistemi di sicurezza, tra i quali la torcia che si attiverà, in maniera discontinua, per il tempo strettamente necessario a effettuare gli interventi programmati. Saranno preventivamente informati gli Enti competenti, come previsto dal vigente Protocollo Operativo di comunicazione.
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