Caricamento in corso...
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare - Italiano rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare - Inglese rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare - Francese rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare - Spagnolo
196 risultati
https://www.rmix.it/ - Tensioni in Medio Oriente e mercato dei metalli ferrosi e non ferrosi: impatto attuale e scenari 2026-2028
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Tensioni in Medio Oriente e mercato dei metalli ferrosi e non ferrosi: impatto attuale e scenari 2026-2028
Notizie Generali

Relazione sugli effetti reali della crisi mediorientale su alluminio, acciaio, rame, rottami, logistica, costi energetici e scenari previsionali fino al 2028Autore: Marco Arezio. Esperto in economia circolare, riciclo dei polimeri e processi industriali. Fondatore della piattaforma rMIX. Tempo di lettura: 12 minutiIl contesto geopolitico aggiornato al 27 marzo 2026 Il mercato dei metalli si trova davanti a una crisi che non è più soltanto diplomatica o militare. È diventata una crisi di accessibilità fisica, di costo logistico e di continuità industriale. Dalla fine di febbraio 2026 lo Stretto di Hormuz è sostanzialmente fuori uso per la navigazione commerciale, con grandi operatori marittimi che registrano costi straordinari molto elevati e unità bloccate nel Golfo Persico. Per la manifattura, per i trader e per i riciclatori questo significa una cosa precisa: il prezzo della materia prima non è più separabile dal prezzo del rischio. La crisi non colpisce tutti i metalli nello stesso modo. L’alluminio è il comparto che manifesta il danno più diretto, perché il Medio Oriente pesa in modo rilevante sulla produzione globale e dipende da Hormuz sia per esportare metallo sia per importare allumina e bauxite. I ferrosi risultano più esposti ai costi energetici, ai semilavorati iraniani e alle disfunzioni logistiche. Il rame, invece, resta sostenuto soprattutto dai propri fondamentali strutturali, ma assorbe ugualmente tensione attraverso energia, trasporti e incertezza macroeconomica. Lo Stretto di Hormuz: quando il rischio logistico entra nel costo dei metalli Nell’analisi industriale conviene abbandonare l’idea che Hormuz riguardi solo petrolio e gas. Il problema, per chi compra metalli, è molto più concreto: disponibilità di navi, copertura assicurativa, tempi di transito, rischio di ritardi, costo del capitale immobilizzato e affidabilità della consegna. Quando uno snodo di questa importanza si blocca, il sistema non reagisce solo con una fiammata speculativa, ma con una perdita di efficienza diffusa che si trasferisce lungo tutta la catena del valore. Questa trasformazione è particolarmente importante per le imprese europee. In una fase normale, la differenza tra quotazione ufficiale e costo effettivo di approvvigionamento può restare gestibile. In una fase come l’attuale, invece, il premio logistico e il premio di rischio diventano parte integrante del prezzo finale. È questo il passaggio che rende la crisi del Golfo una crisi pienamente industriale e non soltanto geopolitica. Alluminio: il metallo più esposto alla crisi mediorientale L’alluminio è oggi il segmento più vulnerabile. Argus rileva che il Medio Oriente rappresenta circa l’8-9% della produzione globale e sottolinea che la regione è fortemente dipendente da Hormuz sia per i flussi in uscita sia per quelli in ingresso. Reuters ha inoltre documentato un deterioramento molto concreto della continuità operativa, con Alba costretta a fermare parte della capacità e con Qatalum colpita da una riduzione dell’attività. Il segnale più forte non arriva solo dalle quotazioni LME, ma dai premi fisici. I premi giapponesi per il secondo trimestre 2026 sono stati fissati a 350-353 dollari per tonnellata, il livello più alto da undici anni, con un aumento vicino all’80% rispetto al trimestre precedente. Questo benchmark conta molto perché mostra che il mercato non teme soltanto un rialzo finanziario del metallo: teme una vera difficoltà a reperire unità fisiche in condizioni normali di costo e di tempo. In termini industriali, questo significa che trasformatori, laminatoi, produttori di imballaggi, automotive e costruzioni non stanno più affrontando solo un metallo più caro, ma un metallo più incerto. Nella pratica quotidiana cambia tutto: budget acquisti, programmazione, margini e capacità di difendere i tempi di consegna al cliente finale. È qui che l’alluminio diventa il barometro più sensibile dell’attuale crisi del Golfo. Acciaio e ferrosi vergini: meno scarsità diretta, più pressione di filiera Nel comparto siderurgico il quadro è più articolato. Argus segnala che l’impatto diretto sui ferrosi è meno drammatico rispetto all’alluminio, ma non per questo irrilevante. L’attenzione si sposta dai volumi immediatamente persi ai canali di trasmissione del danno: energia, noli, assicurazioni, ritardi e assenza di semilavorati iraniani. Wood Mackenzie evidenzia che l’Iran esporta circa 4 milioni di tonnellate l’anno di acciaio finito e 7-8 milioni di tonnellate di semilavorati, pari a una quota significativa del commercio mondiale dei semis. Questo punto è decisivo: il mercato non si trova davanti a un collasso globale dell’acciaio, ma a un vuoto commerciale concreto nei billet e negli slab, con effetti sui buyer che dipendevano da quel materiale per alimentare laminazione, trasformazione o arbitraggio regionale. Nei ferrosi, dunque, la crisi è meno teatrale ma più subdola. Non si manifesta sempre con un salto improvviso di prezzo, ma con una progressiva erosione dell’efficienza della filiera. Per acciaierie elettriche, centri servizi, tubifici e operatori del commercio, questo può risultare persino più destabilizzante di una singola fiammata di mercato, perché costringe a rivedere mix di carica, fonti di semilavorato e orizzonte contrattuale. Rottame ferroso: il secondario acquista peso strategico Il rottame ferroso sta entrando in una fase di nuova centralità. Già prima dell’ultima escalation il mercato mostrava una certa solidità, ma la crisi di Hormuz rafforza il valore di tutto ciò che riduce la dipendenza da filiere lunghe, da materie prime vergini importate e da semilavorati esposti a tensioni geopolitiche. In uno scenario di logistica fragile, il rottame di prossimità e di qualità diventa più importante per la stabilità industriale. Questo non significa che il rottame salirà ovunque e subito con la stessa intensità. La domanda resta legata anche all’andamento dell’edilizia, alla concorrenza dell’acciaio asiatico e ai margini delle acciaierie elettriche. Ma il quadro di fondo cambia: il materiale secondario non è più soltanto una leva di costo o di sostenibilità, bensì una componente della sicurezza produttiva. Per chi raccoglie, seleziona e prepara rottame, la qualità tecnica del servizio diventa sempre più decisiva del semplice volume movimentato. Rame, zinco e altri non ferrosi: l’effetto è soprattutto indiretto Il rame non presenta oggi lo stesso profilo di vulnerabilità dell’alluminio. Il consenso Reuters di gennaio 2026 collocava già la media attesa del rame cash a 11.975 dollari per tonnellata, a conferma di un mercato sostenuto da vincoli di offerta e da una domanda robusta legata all' elettrificazione, infrastrutture e alle tecnologie digitali. La crisi mediorientale si innesta quindi su una struttura già tesa. Il canale di trasmissione, in questo caso, è meno geografico e più sistemico. Pesano il costo dell’energia, il trasporto, l’incertezza dei mercati e persino la disponibilità di input ausiliari collegati alle filiere minerarie e metallurgiche. Zinco e piombo seguono una logica simile: impatto diretto limitato dal Golfo, ma maggiore fragilità rispetto al costo energetico delle fonderie. Nel complesso, il comparto non ferroso diverso dall’alluminio appare oggi meno esposto alla scarsità immediata, ma più incline a una volatilità persistente. CBAM europeo: la crisi geopolitica incontra la selezione regolatoria Dal 1° gennaio 2026 il CBAM è entrato nella fase definitiva, come conferma la Commissione europea. Questo cambia molto per i metalli importati in Europa, perché aggiunge un livello di selezione ulteriore: non conta soltanto il prezzo franco arrivo, ma anche l’intensità carbonica, la documentazione e la piena conformità del materiale. In un contesto già stressato da guerra e logistica, questa trasformazione rende il mercato europeo più selettivo e più severo. Per alluminio e acciaio l’effetto combinato può essere molto forte. Da un lato la crisi del Golfo rende meno affidabili o più costose alcune origini; dall’altro il CBAM restringe il campo delle forniture facilmente utilizzabili. Per i materiali secondari europei ben tracciati questo scenario può tradursi in un vantaggio competitivo crescente, soprattutto dove il riciclo industriale riesce a offrire qualità costante, prossimità logistica e minore esposizione ai rischi esterni. Scenari previsionali 2026-2028 Lo scenario più plausibile, allo stato attuale, resta quello di un conflitto prolungato con Hormuz solo parzialmente operativo. È l’ipotesi che meglio spiega i segnali già visibili: premi fisici dell’alluminio ai massimi da undici anni, costi straordinari pesanti per lo shipping e tensione persistente sulla continuità delle forniture. In questo quadro, l’alluminio resterebbe il metallo più vulnerabile, i ferrosi continuerebbero a subire costi e disfunzioni di filiera, mentre rame e non ferrosi manterrebbero una dinamica sostenuta soprattutto dai fondamentali e dall’energia. Uno scenario di de-escalation entro il secondo trimestre 2026 non può essere escluso, ma anche in quel caso la normalizzazione industriale sarebbe più lenta di quella diplomatica. Una catena di fornitura che ha già subito "forza maggiore", ritardi, rialzi dei premi e revisioni contrattuali non torna immediatamente al punto di partenza. Il mercato continuerebbe comunque a premiare forniture più corte, contratti meglio protetti e filiere più resilienti. Lo scenario più severo resta quello di una chiusura protratta oltre dodici mesi. In quel caso l’alluminio rischierebbe una vera scarsità fisica, il rottame di alluminio e il rottame ferroso assumerebbero un valore ancora più strategico e l’intera geografia degli approvvigionamenti industriali verrebbe ridisegnata con maggiore rapidità. Per le imprese non sarebbe solo una questione di costi più alti, ma di accesso al materiale e di capacità di mantenere la produzione. Implicazioni strategiche per operatori e imprese Per gli importatori di metalli vergini la priorità non è più soltanto cercare il prezzo migliore, ma costruire una fornitura più sicura. Questo significa diversificare le origini, ridurre la dipendenza da singoli corridoi logistici, rafforzare i contratti e valutare con maggiore attenzione il rischio di interruzione. In un mercato come quello attuale, la convenienza senza affidabilità rischia di trasformarsi rapidamente in costo nascosto. Per riciclatori, commercianti di rottame, acciaierie EAF e fonderie il quadro è diverso ma potenzialmente favorevole. La crisi sta premiando materiali secondari ben preparati, flussi di prossimità e filiere documentate. In questo senso, economia circolare e sicurezza dell’approvvigionamento stanno convergendo: ciò che è riciclato, locale e tracciabile non è soltanto più coerente con la transizione ambientale, ma anche più utile in un mondo dove la logistica globale è diventata meno prevedibile. FAQ Qual è oggi il metallo più esposto? L’alluminio, perché il Medio Oriente conta per circa l’8-9% della produzione globale e dipende fortemente da Hormuz per export e approvvigionamento di materie prime. I ferrosi stanno vivendo la stessa emergenza dell’alluminio? No. I ferrosi soffrono soprattutto logistica, energia e semilavorati iraniani, più che una scarsità globale immediata del metallo. Perché il rottame diventa più importante? Perché riduce la dipendenza da filiere lunghe e da input vergini esposti a shock geopolitici, oltre a integrarsi meglio con il nuovo quadro regolatorio europeo. Il CBAM amplifica la crisi? Sì. Dal 1° gennaio 2026 il meccanismo è nella fase definitiva e aumenta la selettività su ferro, acciaio e alluminio importati. Fonti e riferimenti essenziali Reuters, 26 marzo 2026 — Hapag-Lloyd: costi extra settimanali di 40-50 milioni di dollari e navigazione commerciale bloccata a Hormuz. Reuters, 26 marzo 2026 — Premi giapponesi dell’alluminio Q2 2026 a 350-353 $/t, massimo da 11 anni. Argus Media, marzo 2026 — Il Medio Oriente pesa per l’8-9% della produzione globale di alluminio; i ferrosi risultano meno esposti direttamente. Commissione europea, gennaio 2026 — CBAM in regime definitivo dal 1° gennaio 2026. Argus Media, 5 marzo 2026 — Possibili target dell’alluminio verso 4.000 $/t in caso di crisi prolungata.Links di Approfondimernto- riciclo dei metalli e cosa si riutilizza- classificazione dei metalli non ferrosi secondo le specifiche CECA- riciclo dei rottami metallici- materie prime scarse e ruolo del riciclo nei metalli strategici- tecnologie a bassa temperatura per il recupero dei metalli- offerte e richieste di metalli riciclati su rMIXImmagine su licenza © Riproduzione Vietata

SCOPRI DI PIU'
https://www.rmix.it/ - E' di una Compagnia Aerea Africana il Primo Volo dall'Africa con un Biocarburante
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare E' di una Compagnia Aerea Africana il Primo Volo dall'Africa con un Biocarburante
Notizie Generali

Il SAF (Sustainable Aviation Fuel) miscelato con il normale carburante JetA1 testato su un volo intercontinentaleSi è parlato molte volte dell'impatto ambientale che il traffico aereo mondiale produce, sia per il numero di voli giornalieri nelle tratte bervi, medio lunghe ed intercontinentali, sia per il consumo di carburante per viaggiatore che un aereo esprime. Nell'ottica di trovare delle soluzioni compatibili, tra l'esigenza di movimento della popolazione mondiale e la necessità di contenere l'inquinamento, si è testato un carburante 100% di derivazione vegetale, prodotto in Italia, che potesse, attraverso la miscelazione con il normale carburante jetA1, esprimere livelli di emissioni inquinanti più basse.Una collaborazione che è nata tra un'azienda Italiana e una compagnia aerea Africana che stanno portando avanti un progetto che non solo porti a completare la fase dei test su voli a lungo raggio, ma permetta una più proficua collaborazione anche per le fonti di approvvigionamento della materia prima vegetale utilizzata. A questo test si è sottoposta la compagnia aerea Kenya Airways, che ha compiuto il primo volo in partenza dall'aeroporto internazionale Jomo Kenyatta di Nairobi, con arrivo ad Amsterdam Schiphol con un Boeing 787-800 (B787-8) Dreamliner. Per questo volo, il JetA1 è stato miscelato con Eni Biojet prodotto nella raffineria di Livorno distillando le bio-componenti prodotte nella bioraffineria di Gela in Siciclia. “La collaborazione con Eni Sustainable Mobility per questo primo volo con il SAF (Sustainable Aviation Fuel) ci mette sulla rotta per testare l'uso del carburante per l'aviazione sostenibile in Africa. I dati e le informazioni generati dal volo pilota saranno preziosi per le decisioni politiche, i quadri normativi e le best practice del settore relative al SAF. Si tratta di un’importante pietra miliare per Kenya Airways e per il più ampio settore dell'aviazione africana” dichiara Allan Kilavuka, amministratore delegato di Kenya Airways. “La fornitura di Eni Biojet all’aeroporto di Nairobi è un passo importante per Eni Sustainable Mobility perché conferma come l’azienda possa sostenere, anche in ambito internazionale, compagnie aeree come Kenya Airways nel proprio percorso di decarbonizzazione” dichiara Stefano Ballista, Amministratore delegato di Eni Sustainable Mobility. Eni Biojet contiene il 100% di componente biogenica ed è idoneo ad essere utilizzato in miscela con il jet convenzionale (JetA1) fino al 50%. Dal 2025, per tutti i voli in partenza dagli aeroporti europei, una quota di SAF sarà obbligatoria. Per questo KQ sta lavorando per trarre vantaggio dall’attuale diffusione dei carburanti sostenibili per l'aviazione, in conformità con la direzione indicata dall'Unione Europea con il regolamento ReFuelEU Aviation, che stabilisce obiettivi di miscelazione dei carburanti tradizionali con carburanti più sostenibili in quantità crescenti. Eni commercializza anche un carburante per il settore avio contenente il 20% di componente biogenica, il JetA1+Eni Biojet, per la cui fornitura ha sottoscritto accordi con compagnie aeree nazionali e internazionali, oltre che con aeroporti e operatori del settore della logistica. Dal 2024 le bioraffinerie di Venezia e Gela inizieranno la produzione di Eni Biojet a partire da materie prime rinnovabili che arriverà a oltre 200 mila tonnellate/anno. Questo obiettivo richiede un’importante fornitura di materie prime, per la quale Eni sta sviluppando sia una filiera in Kenya per la raccolta degli UCO (oli di cucina esausti), lavorando con aziende e operatori del settore food e contribuendo a gestire un rifiuto alimentare in un’ottica di economia circolare, sia una rete di agri-hub in Kenya e altri Paesi africani, per produrre oli vegetali da terreni marginali che non sono in competizione con la produzione alimentare.Info by ENI

SCOPRI DI PIU'
https://www.rmix.it/ - Schiuma bio per un’acqua senza PFAS: la rivoluzione sostenibile parte da Parigi
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Schiuma bio per un’acqua senza PFAS: la rivoluzione sostenibile parte da Parigi
Notizie Generali

La startup Spuma lancia una schiuma biodegradabile e alimentare che intrappola e distrugge i PFASdi Marco ArezioI PFAS (sostanze perfluoroalchiliche) rappresentano una delle sfide ambientali più complesse della nostra epoca. Estremamente persistenti, si accumulano nei terreni, nella flora, nella fauna e infine nel nostro organismo, con effetti tossici ancora oggetto di studio ma già associati a disfunzioni ormonali, cancro e alterazioni immunitarie. Dalla loro introduzione negli anni ’40, sono diventati ubiqui: nei rivestimenti antiaderenti, nei tessuti impermeabili, nei contenitori alimentari. Ma una volta dispersi nell’ambiente, diventa quasi impossibile eliminarli. Ed è qui che interviene una soluzione rivoluzionaria: una schiuma biologica, biodegradabile e alimentare, frutto della ricerca francese, capace non solo di separare ma anche di distruggere i PFAS in maniera sostenibile. L’incendio di Rouen e la nascita di un’idea bioispirata L’evento scatenante è stato drammatico. Nel 2019, un vasto incendio in un impianto petrolchimico di Rouen (Normandia) contaminò oltre 10.000 metri cubi d’acqua utilizzata per spegnere le fiamme. L’urgenza di stoccare e trattare questi liquidi tossici portò l’azienda Valgo, esperta in bonifiche industriali, ad aprire un’indagine scientifica interna per capire come rimuovere efficacemente i PFAS. Da quell’evento traumatico è nato un percorso di ricerca interdisciplinare che ha attraversato studi scientifici, prove sperimentali e ricerche universitarie, culminando nel 2023 nella nascita di Spuma, una startup che ha preso il nome proprio dalla tecnologia che sviluppa: la frazione di schiuma. Il principio biomimetico: imitare il corpo umano per intrappolare gli inquinanti Il cuore della tecnologia Spuma è un’osservazione sorprendente: i PFAS mostrano una fortissima affinità con una proteina presente nel sangue umano, l’albumina, che li trasporta nel fegato e in altri organi. Questo comportamento è stato replicato a livello molecolare, sviluppando un additivo biologico di grado alimentare capace di imitare queste proprietà e catturare selettivamente le molecole perfluorurate. Una volta aggiunto all’acqua contaminata, questo additivo si comporta come un tensioattivo intelligente: promuove la formazione di microbolle che salgono in superficie, trasportando con sé i PFAS intrappolati, che vengono poi raccolti in una frazione schiumosa e concentrata. Oltre la separazione: distruggere i PFAS senza inquinare Il vero punto di forza di Spuma, tuttavia, non è solo nella capacità di separare i PFAS, ma anche nella successiva fase di trattamento. Una volta ottenuto il concentrato, il residuo viene ridotto mediante evaporazione e distrutto attraverso tecnologie dedicate, il tutto senza introdurre nuovi contaminanti. La startup dichiara un’efficienza di rimozione superiore al 99% per PFOA (C8), PFOS (C8), PFHpS (C7) e PFHxS (C6) — i composti più diffusi e pericolosi della famiglia PFAS. Il risultato è una soluzione a basso impatto ambientale, che può essere adattata a numerosi contesti: dalle acque sotterranee contaminate al percolato delle discariche, dagli scarichi industriali ai reflui municipali, fino ai sistemi di trattamento per l’acqua potabile. Il modello di business: licenze, servizi e regime Patent Box In un contesto sempre più regolato dalle normative europee — con Bruxelles pronta a imporre nuove restrizioni sull’uso dei PFAS — Spuma propone non solo una tecnologia, ma un pacchetto completo di servizi. Il modello prevede la concessione in licenza della tecnologia brevettata, affiancata da attività di consulenza tecnica, test di laboratorio, verifiche in campo e supporto alle imprese nelle pratiche di bonifica. Il tutto reso ancora più competitivo grazie al regime Patent Box, che consente agevolazioni fiscali per i ricavi derivanti dall’utilizzo dell’innovazione brevettata. Dall’incubatore alla rete europea: il ruolo di Super Sapiens Europe Il potenziale di Spuma è stato riconosciuto anche a livello continentale. La startup è infatti una delle nove realtà selezionate da Super Sapiens Europe, iniziativa deep-tech promossa da Scientifica Venture Capital in collaborazione con l’Istituto per le Relazioni Economiche Francia-Italia. L’obiettivo è quello di rafforzare il tessuto innovativo europeo nei settori ad alta intensità scientifica, creando ponti tra ricerca, impresa e capitali. Con un investimento iniziale di 2 milioni di euro da parte di Valgo, Spuma si prepara a chiudere un nuovo round di finanziamento entro luglio 2025, puntando all’ingresso definitivo nel mercato entro fine anno. Una schiuma per il futuro: tra ecotecnologia e resilienza La storia di Spuma è un esempio virtuoso di come un evento critico possa trasformarsi in un’innovazione sostenibile e concreta. Combina scienza dei materiali, biochimica, ingegneria ambientale e modelli economici circolari per rispondere a una delle emergenze più urgenti del nostro tempo. E nel farlo, costruisce anche un ponte tra due grandi paesi europei — Francia e Italia — nella convinzione che solo attraverso la collaborazione si possano affrontare i grandi problemi globali.© Riproduzione Vietata

SCOPRI DI PIU'
https://www.rmix.it/ - BlackRock: Fondo da 900 Milioni di Dollari Dedicato all'Economia Circolare
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare BlackRock: Fondo da 900 Milioni di Dollari Dedicato all'Economia Circolare
Notizie Generali

Il colosso finanziario BlackRock, sempre più attivo nel sostenere l'imprenditoria green, ha varato un fondo per l'economia circolareAbbiamo affrontato in passato, in un articolo,  il lento ma progressivo interessamento della finanza alle attività imprenditoriali che tengano conto del loro impatto ambientale e di come alcune società finanziarie, banche comprese, si stiano muovendo a concedere o revocare finanziamenti in base proprio alla sostenibilità dell'attività. Il fondo BalckRock, che siede in vari consigli di amministrazione societari, non è nuovo a queste iniziative al punto che ha deciso di gestire capitali direttamente collegati al mondo dell'economia circolare, come viene riportato in questa nota dell'ANSA.Il fondo di BlackRock dedicato all'economia circolare ha raccolto in un anno oltre 900 milioni di dollari. Lo annuncia il colosso dei fondi Usa ricordando che il BlackRock Circular Economy Fund era stato istituito nell'ottobre 2019 in collaborazione con la Fondazione Ellen MacArthur (EMF). Il Fondo ha identificato tre gruppi di aziende leader nell'economia circolare, incluse nel portafoglio d'investimento:  facilitatori, ovvero società che forniscono soluzioni innovative e all'avanguardia, pensate per promuovere in modo diretto la circolarità fra le aziende e i consumatori; adottatori, cioè le società che adottano i principi dell'economia circolare in modo da ottenere un notevole impatto positivo sul proprio valore; beneficiari, ovvero società che forniscono materiali o servizi alternativi, che contribuiscono all'economia circolare. "E' incoraggiante notare l'incremento, anno dopo anno, del numero di aziende che pubblicano volontariamente i risultati delle proprie attività in ambiti come l'inquinamento da plastica, la durata dei prodotti o il ricorso a processi di riciclaggio e fonti rinnovabili", dice Evy Hambro, Responsabile globale dell'investimento tematico e settoriale di BlackRock. "Stiamo entrando in una nuova fase di ripresa e rigenerazione, in cui le iniziative legate all'economia circolare, insieme all'innovazione e alle infrastrutture sostenibili, svolgeranno un ruolo prioritario fra gli investitori, alla luce delle opportunità di generazione di valore che offrono.", ha affermato Thomas Fekete, Responsabile per la regione EMEA della Strategia e dei prodotti d'investimento sostenibile di BlackRock. Categoria: notizie - plastica - economia circolare - finanza - blackrock

SCOPRI DI PIU'
https://www.rmix.it/ - Cerca Aziende della filiera dei Metalli Riciclati e Rottami con rMIX
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Cerca Aziende della filiera dei Metalli Riciclati e Rottami con rMIX
Notizie Generali

Trova fornitori, riciclatori e commercianti di metalli ferrosi, non ferrosi e rottami per industria, edilizia, fonderie e green economy nella directory professionale dell’economia circolare rMIXNel contesto della transizione ecologica e dell’efficienza produttiva, i metalli riciclati rappresentano una risorsa fondamentale per molteplici settori industriali. Dalla siderurgia all'automotive, dall’edilizia alla componentistica, la richiesta di rottami ferrosi e non ferrosi è in costante aumento, spinta da normative ambientali più stringenti e da una crescente consapevolezza sulla sostenibilità dei materiali. Per facilitare l’incontro tra domanda e offerta, rMIX – portale dell’economia circolare – mette a disposizione una sezione specializzata dedicata alle aziende che operano nel settore dei metalli riciclati: la sottocategoria “Metalli Riciclati” della pagina “Cerca Aziende”Grazie a questa directory settoriale, è possibile individuare in modo semplice e veloce fornitori, riciclatori e commercianti di metalli secondari, utili per approvvigionamenti industriali o operazioni di recupero e valorizzazione. Una directory professionale dedicata al rottame metallico e ai metalli riciclati La sezione Aziende + Metalli Riciclati” su rMIX offre un elenco aggiornato di imprese attive nella raccolta, selezione, trattamento e distribuzione di rottami metallici e materiali metallici rigenerati. Navigando nella directory è possibile trovare aziende che si occupano di: - Rottami ferrosi (ghisa, acciaio, ferro dolce, lamiere) - Rottami non ferrosi (rame, alluminio, ottone, zinco, piombo, stagno) - Leghe metalliche da recupero (acciai speciali, bronzo, leghe leggere) - Scarti industriali metallici derivanti da lavorazioni meccaniche e tagli laser - Servizi ambientali per la raccolta, compattazione e trasporto di rottami - Rigenerazione e raffinazione di metalli per la produzione di nuove materie prime secondarie Ogni impresa presente sulla piattaforma è selezionata per attività dichiarate nel ciclo del metallo riciclato. Le schede aziendali contengono: - Descrizione delle attività e dei materiali trattati - Settori industriali serviti (fonderia, meccanica, edilizia, trasporti, energia) - Specifiche tecniche - Contatti diretti e collegamento al sito ufficiale A chi si rivolge il servizio rMIX sui metalli riciclati? La sezione Metalli Riciclati è pensata per offrire soluzioni concrete e immediate a diversi tipi di operatori del settore, tra cui: - Buyer industriali e responsabili acquisti in cerca di forniture metalliche riciclate - Operatori ambientali e aziende di trattamento rifiuti alla ricerca di sinergie nella filiera - Fonderie e acciaierie in cerca di materia prima secondaria di qualità - Società di trading e intermediazione attive sul mercato nazionale e internazionale - Start-up, designer e produttori sostenibili impegnati nella valorizzazione dei materiali post-consumo I vantaggi di usare rMIX per cercare aziende del riciclo metalli Utilizzare la directory rMIX significa accedere a uno strumento intuitivo, aggiornato e settoriale, pensato per chi opera in ambiti industriali legati alla sostenibilità. I punti di forza del servizio includono: - Ricerca per categoria, materiale o area geografica - Visualizzazione diretta delle schede aziendali, senza obbligo di registrazione - Accesso immediato ai contatti dei fornitori - Filtri personalizzati per individuare i partner più adatti al proprio business In un mondo che punta al recupero efficiente delle risorse, disporre di un network professionale per il metallo riciclato rappresenta un vantaggio competitivo decisivo. Rafforza la visibilità della tua azienda nel settore del riciclo dei metalli Se operi nel mondo del commercio o trattamento dei rottami metallici, la tua presenza su rMIX ti consente di aumentare la visibilità online, farti trovare da nuovi clienti e consolidare la tua posizione nella filiera circolare. Inserire il tuo profilo aziendale nella directory comporta numerosi benefici: - Posizionamento su Google grazie a contenuti ottimizzati per la SEO - Accesso diretto da parte di buyer specializzati - Valorizzazione dell’identità aziendale con una scheda completa e professionale - Contatti commerciali in target con i tuoi prodotti e servizi Visita la sezione dedicata ai Metalli Riciclati Non perdere l’occasione di esplorare una delle più complete directory italiane dedicate al mondo dei metalli riciclati e del rottame metallico. Consulta le aziende presenti, scopri le offerte disponibili o promuovi la tua attività nel cuore della green economy italiana. 🔗 Metalli Riciclati: Offerte/Richieste 🔗 Metalli Riciclati: Aziende© Riproduzione Vietata

SCOPRI DI PIU'
https://www.rmix.it/ - La Poliammide Italiana Festeggia 25 anni in Brasile
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare La Poliammide Italiana Festeggia 25 anni in Brasile
Notizie Generali

L'internazionalizzazione della produzione della poliammide Italiana festeggia quest'anno i 25 anni in Sud America L'occasione è la fiera Plasticos Brasil, che si svolge al San Paolo in Brasile, per fare il punto degli obbiettivi raggiunti dal gruppo Italiano attivo nella produzione delle poliammide. Dallo stabilimento brasiliano non si guarda solo all'area nazionale, ma è un trampolino di lancio per i servizi e per i prodotti, utile per tutte le realtà del sud America, con l'obbiettivo di essere vicini ai clienti del settore delle materie plastiche. Un mercato molto ampio quello dei compounds di poliammide, che intercetta molti mercati maturi e sviluppati, diversi tra loro, realizzando un mix settoriale molto importante per l'azienda. A Plasticos Brasil, infatti, il gruppo conferma l’importanza strategica del sito produttivo brasiliano, punto di riferimento per tutto il Sud America «E’ oggi una presenza consolidata e strategica quella di RadiciGroup in Sud America – dice con orgoglio Jane Campos, South America Country Manager di RadiciGroup High Performance Polymers – Risale al 1998 il primo insediamento del gruppo, con un sito produttivo di proprietà in Brasile, vicino a San Paolo, che in questi 25 anni è cresciuto per competenza, know-how e capacità produttiva».RadiciGroup partecipa a Plasticos Brasil (stand K038) - fiera locale di riferimento per il settore dei materiali polimerici che si svolge dal 27 al 31 marzo a San Paolo - confermando dunque l’importanza strategica del mercato brasiliano e sud americano per la sua attività di produzione e commercializzazione dei tecnopolimeri a uso ingegneristico.«Nel corso degli anni – prosegue Jane Campos – la famiglia Radici ha continuato a investire nel nostro Paese, credendo fortemente nelle sue prospettive di sviluppo nei mercati automotive, elettrico/elettronico, beni di consumo e industriali.Da “outsider” siamo diventati fornitori di riferimento di questi settori, con numerosi clienti che hanno riconosciuto l’alta qualità dei nostri prodotti e l’affidabilità nel servizio. Questo è stato possibile grazie a un forte commitment della proprietà e al supporto della struttura centrale di High Performance Polymers, oltre che a un graduale e significativo piano di investimenti per garantire la crescita, la sostenibilità e l’innovazione nel business».L’attività in Brasile e Sud America è altamente strategica per la Business Area High Performance Polymers - ha detto Maurizio Radici, Vice Presidente e COO di RadiciGroup – e può contare su una struttura globale contraddistinta da un network di unità produttive e commerciali in Europa, Nord e Sud America e Asia, che consente di soddisfare clienti globali e locali con un’offerta completa, innovativa e sostenibile. Ecco perché anche qui abbiamo deciso man mano di rinforzare la nostra presenza attraverso nuove e moderne linee di produzione, incrementando la capacità produttiva e quindi il nostro livello di efficienza».Traduzione automatica. Ci scusiamo per eventuali inesattezze. Articolo originale in Italiano.Fonte: Gruppo Radici

SCOPRI DI PIU'
https://www.rmix.it/ - rNEWS: Tazze Adatte al Microonde in Fibra Riciclabile e Compostabile
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare rNEWS: Tazze Adatte al Microonde in Fibra Riciclabile e Compostabile
Notizie Generali

L'azienda Americana Kraft Heinz sta studiano la produzione di tazze in fibra che possano essere riutilizzabili o riciclabili compostabili e che possano essere inserite, senza problemi nel microonde. L'azienda ha l'obiettivo di rendere il 100% dei suoi imballaggi riciclabile, riutilizzabile o compostabile entro il 2025. Kraft Mac & Cheese, un marchio di proprietà di Kraft Heinz Co. con sede a Chicago, ha annunciato che sta sviluppando e testando la prima tazza per microonde riciclabile a base di fibre. Al termine dei test, il marchio lancerà una nuova varietà Kraft Mac & Cheese Shapes più avanti nel 2021 utilizzando la nuova tazza e il nuovo design. Secondo un comunicato stampa di Kraft Mac & Cheese, la tazza per microonde a base di fibre attualmente in prova è adatta al microonde ed ha le stesse dimensioni degli altri imballaggi attualmente offerti dal marchio. Il marchio segnala inoltre che sta eliminando l'etichetta di plastica su questa confezione attraverso la nuova tecnologia di stampa diretta. L'azienda afferma che l'intento del cambiamento di design dalla plastica alla fibra è ridurre l'uso di plastica e essere sia riciclabile che compostabile negli impianti di compostaggio industriale. Kraft afferma che sta lavorando con partner esterni per certificare e incorporare l'etichettatura di riciclaggio appropriata per aiutare i consumatori a sapere cosa fare con l'imballaggio. L'azienda aggiunge che questa innovazione supporta l'obiettivo di Kraft Heinz Co. di diventare un'azienda più sostenibile. L'azienda ha un impegno che mira a rendere il 100 percento dei suoi imballaggi riciclabile, riutilizzabile o compostabile entro il 2025.Categoria: notizie - plastica - economia circolare - rifiuti - packagingby Megan Smalley

SCOPRI DI PIU'
https://www.rmix.it/ - Fabriano: la fine di un’era, chiusa la storica macchina F3 per la produzione di carta
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Fabriano: la fine di un’era, chiusa la storica macchina F3 per la produzione di carta
Notizie Generali

Dismessa dopo quasi 50 anni la macchina continua F3 del Gruppo Fedrigoni. Cassa integrazione per 174 dipendentidi Marco ArezioLa cittadina di Fabriano ha vissuto un momento storico e doloroso con la chiusura definitiva della macchina continua F3, il cuore pulsante dello stabilimento di Vetralla del Gruppo Fedrigoni. Questa macchina, attiva dal 1976, ha rappresentato per quasi mezzo secolo un simbolo dell’eccellenza italiana nella produzione di carta per ufficio, in particolare la celebre Fabriano Copy 2. Alle 8:07 di ieri mattina, il suo arresto ha segnato la fine di un’epoca. Un addio carico di emozione Valerio Monti, dipendente e rappresentante sindacale Uilcom, ha raccontato un momento intriso di emozione: "Molti di noi erano in lacrime. È stato un addio difficile." La dismissione della macchina F3 rientra in un ampio piano di ristrutturazione aziendale del Gruppo Fedrigoni, che ha deciso di cessare le attività di Giano Srl, la società responsabile della produzione di carta per ufficio. La decisione avrà un impatto diretto su 174 dipendenti, distribuiti tra gli stabilimenti di Fabriano e Vetralla, ora in cassa integrazione straordinaria per un anno. Prospettive di ricollocamento Per mitigare le conseguenze della chiusura, l’azienda ha messo in campo un piano di ricollocamento. Tra le opportunità offerte: 31 posizioni nei servizi interni di Fabriano. 48 posizioni nel settore della sicurezza. 10 posizioni nell’ambito dei colori Fabriano presso il sito di Rocchetta. 16 posizioni nei restanti stabilimenti marchigiani. In aggiunta, grazie ai prepensionamenti previsti per il 2025, l’azienda stima la disponibilità di circa 55 posizioni presso gli stabilimenti del Nord Italia, situati in Trentino, Friuli e Veneto. Per favorire questa transizione, sono previsti incentivi economici e benefit per i primi due anni. Un programma di formazione e riqualificazione, supportato da finanziamenti regionali, aiuterà i lavoratori a prepararsi per nuove mansioni, cercando di alleviare l’incertezza legata al futuro. La fine di un simbolo La macchina continua F3 era un vanto per Fabriano, rappresentando il cuore della sua identità industriale. Mai ferma in quasi 50 anni, incarnava l’eccellenza e l’innovazione nel settore cartario. Con la sua chiusura, si conclude anche la produzione della famosa carta per fotocopie Fabriano Copy 2, un prodotto che aveva consolidato la reputazione internazionale del marchio. "Fabriano non produce più carta per fotocopie," ha affermato Monti, sottolineando il significato profondo di questa perdita per la comunità locale. La chiusura della F3 non è solo un evento industriale: è un colpo al cuore per una città che ha fatto della carta la sua identità. Un futuro da reinventare Mentre i lavoratori affrontano un futuro incerto, l’intera comunità di Fabriano si interroga su come reinventarsi. La chiusura della F3 non cancella il patrimonio di competenze e know-how accumulato nel tempo, ma impone una riflessione su come preservare l’eredità di Fabriano come simbolo dell’eccellenza italiana nel settore cartario.© Riproduzione Vietata

SCOPRI DI PIU'
https://www.rmix.it/ - Novamont: Il Produttore del Polimero Mater-Bi Verrà Ceduto
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Novamont: Il Produttore del Polimero Mater-Bi Verrà Ceduto
Notizie Generali

Trattative in corso per il controllo della società Novamont attiva nella produzione di bioplasticheIl nome di Novamont e del suo polimero di punta il Mater-Bi, sono conosciuti da tutti gli attori del settore delle plastiche vergini, riciclate e delle bioplastiche, come l’azienda di punta della filiera, in continua evoluzione, nella produzione delle bioplastiche, biodegradabili e compostabili. Il polimero di Novamont è appunto il Mater-Bi, una plastica completamente biodegradabile e compostabile, che permette il suo recupero, a fine vita, attraverso la raccolta e il riciclo dei rifiuti organici urbani, utilizzando i processi di compostaggio e digestione anaerobica. Ma quale è la differenza tra biodegradabilità e compostabilità? Il processo di biodegradazione è la capacità delle sostanze e dei materiali organici di essere degradati in sostanze più semplici, mediante l’attività (enzimatica) di microorganismi. Quando il processo biologico è completo, si ha una totale trasformazione delle sostanze organiche di partenza in molecole inorganiche semplici: acqua, anidride carbonica e metano. Ma la biodegradazione è influenzata da molti fattori, come le temperature, il tasso di umidità, la natura chimica dei materiali da lavorare. Per questo motivo gli ambienti industriali del compostaggio e della digestione anaerobica favoriscono ed accelerano questi processi. Per quanto riguarda la compostabilità di un materiale, si può dire che è la capacità di un elemento di trasformarsi in compost (concime) attraverso il processo di compostaggio. Questa attività, in presenza di ossigeno, comporta la realizzazione di una trasformazione biologica e aerobica del materiale fino a trasformalo in compost. Novamont, utilizzando risorse naturali come il mais e gli oli vegetali non modificati geneticamente, ha realizzato una famiglia di polimeri biodegradabili e compostabili che si possono usare per la realizzazione di film per il commercio e l’agricoltura, oggetti di varie tipologie attraverso lo stampaggio per iniezione e molte altre cose. Alla luce di queste conoscenze tecnico-commerciali, si sta concludendo un’operazione di acquisizione della società Novamont da parte di Versalis, che la porterà a detenere l’intero pacchetto azionario di Novamont. A sua volta Versalis è una società del gruppo ENI fortemente impegnata nella chimica verde, anche attraverso la conversione di raffinerie petrolifere in bioraffinerie per la produzione di combustibili sostenibili.Foto: Novamont

SCOPRI DI PIU'
https://www.rmix.it/ - Cambio di Proprietà della Comunity My Solar Family
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Cambio di Proprietà della Comunity My Solar Family
Notizie Generali

Nell'ambito delle fonti rinnovabili, in particolare quella solare, si è sviluppata a partire dal 2014 una comunity che raggruppa migliaia di iscritti e che oggi, come comunicato da ENI, viene acquisita al 100%Evolvere, società controllata da Eni gas e luce e leader nel settore della generazione distribuita da fonti rinnovabili in Italia, ha acquisito il 100% di PV Family, innovativa startup nel mondo del fotovoltaico che gestisce My Solar Family, la più grande community digitale di prosumer in Italia con oltre 80mila iscritti. La collaborazione tra le due aziende nasce nel 2018 con l’ingresso di Evolvere nel capitale di PV Family come socio di minoranza per apportare le risorse finanziarie necessarie allo sviluppo della startup. L’acquisizione del 100% del capitale ha l’obiettivo di combinare l’offerta di Evolvere e i servizi di community digitale di My Solar Family, in un contesto di mercato che vede affermarsi la diffusione di un nuovo modello energetico, in cui il consumatore diventa anche un produttore di energia, ovvero prosumer. Nata nel 2014, My Solar Family è una piattaforma digitale semplice e intuitiva, che permette alle persone della Community di acquisire maggiore consapevolezza del potenziale e delle prestazioni del proprio impianto fotovoltaico e tenere allo stesso tempo sotto controllo gli incentivi ricevuti o il contributo per lo scambio sul posto dell’energia. Grazie all’integrazione con l’offerta di Evolvere, gli iscritti alla Community potranno avere un’analisi dettagliata e in tempo reale della produzione e dei consumi del proprio impianto, ma anche aggiungere un sistema di accumulo per massimizzare l’autoconsumo, e fare così scelte sostenibili a livello economico e ambientale. Con questa acquisizione Evolvere conferma la propria leadership nella generazione distribuita da fonti rinnovabili in Italia e promuove la diffusione di un nuovo modello energetico, decentralizzato e sostenibile per l’ambiente, che contribuisce alla transizione energetica in corso.Vedi maggiori informazioni sulla produzione di energia attraverso il solare

SCOPRI DI PIU'
https://www.rmix.it/ - Il Granulo di  ABS Riciclato Italiano Conquista il Brasile
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Il Granulo di ABS Riciclato Italiano Conquista il Brasile
Notizie Generali

Il Granulo di ABS Riciclato Italiano Conquista il BrasileLa maestria della produzione dei tecnopolimeri riciclati Italiani si è sposata con l’attività di produzione Brasiliana di articoli tecnici che, fino a poco tempo fa, erano stampati esclusivamente con materie prime vergini.La conquista del mercato Brasiliano dell’ABS Italiano è partita dall’incarico ricevuto dalla società di consulenza Arezio Marco nella ricerca e selezione di produttori di polimeri tecnici riciclati, che potessero garantire performaces di produzione e qualità tecniche ed estetiche sui prodotti finiti, al pari di un prodotto realizzato in polimero vergine. La società di consulenza sui polimeri riciclati Arezio Marco, ha svolto un compito di selezione dei produttori e di verifica della qualità, attraverso la raccolta di informazioni sulle fonti di approvvigionamento degli scarti post industriali e sui sistemi produttivi del granulo. Ha seguito l’iter di approvazione del prodotto in ABS scelto, sotto forma di granulo, che è transitato attraverso analisi preliminari fisiche e chimiche, campionatura di piccolo taglio per tests di stampaggio in laboratorio e, successivamente, una campionatura industriale adatta alla produzione di una serie di campioni di prodotto finito da inviare ai tests di laboratorio. Oltra alle caratteristiche meccaniche provate, si sono verificate le caratteristiche di finitura del prodotto, con l’analisi della qualità delle superfici, del colore e del grado di lucentezza richiesta. Inoltre si è testato il grado di odore che un polimero riciclato, post industriale, potesse emettere. I tests hanno dato esito positivo, catalogando il granulo in ABS riciclato da scarti post industriali idoneo per qualità in fase di produzione e sul prodotto finale, potendo quindi essere autorizzato alla produzione in linea. Il polimero riciclato Italiano, quindi, ha iniziato a varcare le frontiere Brasiliane permettendo il consolidamento industriale tra l’Italia e il Brasile, favorendo la circolarità dell’economia e la riduzione degli scarti nell’ambiente.Categoria: notizie - plastica - economia circolare - riciclo - rifiuti - ABS Vedi maggiori informazioni sulle tecniche di vendita

SCOPRI DI PIU'
https://www.rmix.it/ - rNEWS: L'impegno di ExxonMobil nella Riduzione dell'Impatto Ambientale
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare rNEWS: L'impegno di ExxonMobil nella Riduzione dell'Impatto Ambientale
Notizie Generali

L'impegno di ExxonMobil nella Riduzione dell'Impatto AmbientaleCome molte grandi aziende da sempre impegnate nell'estrazione, raffinazione e distribuzione di energia proveniente dagli idrocarburi anche ExxonMobil riconosce la necessità di creare azioni concrete per ridurre l'impatto ambientale nell'uso dei combustibili fossili. Pur ribadendo, attraverso le informazioni nell'articolo, la centralità nei prossimi decenni dei combustibili fossili, vuole offrire alla società rassicurazioni sul suo impegno nel campo della riduzione dell'impatto ambientale delle sue produzione e dell'uso dei suoi prodotti.All'inizio di questo mese, ExxonMobil ha pubblicato il suo riepilogo annuale in merito alla produzione di energia e le emissioni di carbonio, con uno sguardo completo al lavoro svolto dall'azienda per gestire i rischi del cambiamento climatico, comprese le azioni per ridurre le emissioni di gas serra. La pubblicazione articola la strategia climatica di ExxonMobil incentrata su quattro aree: ridurre le emissioni dalle sue operazioni, sviluppare e implementare soluzioni tecnologiche scalabili, fornire ai consumatori prodotti che li aiutano a ridurre le loro emissioni e impegnarsi in modo proattivo sulla politica relativa al clima. Ecco una panoramica: Uno sguardo al passato: l'azienda ha riportato nel 2019 i livelli più bassi di emissioni di gas serra dal 2010. Gran parte di ciò è dovuto in parte all'impegno a ridurre le emissioni di metano dalle sue operazioni a monte. Alla la fine del 2020, ExxonMobil era sulla buona strada per soddisfare gli impegni annunciati di una riduzione del 15% delle emissioni di metano e un calo del 25% del flaring rispetto ai livelli del 2016. Guardando al futuro: si prevede che i piani di riduzione delle emissioni della società per il 2025 ridurranno le emissioni di gas a effetto serra dalla sua attività di produzione di petrolio e gas di circa il 30% e le emissioni di flaring e di metano del 40-50%, rispetto ai livelli del 2016. I piani 2025, che coprono le emissioni dirette (Scope 1) e indirette (Scope 2) degli asset gestiti dalla società, rappresentano alcune delle riduzioni più aggressive del settore. L'azienda mira anche a eliminare il flaring di routine dalle sue operazioni a monte, nel prossimo decennio, in linea con l'iniziativa della Banca mondiale. Questi piani aiutano ExxonMobil a diventare un leader del settore della gestione dei gas a effetto serra entro il 2030 e supportano gli obiettivi dell'accordo di Parigi. L'impegno: ExxonMobil si impegna a fornire energia affidabile e conveniente per aiutare a sostenere il progresso umano, promuovendo soluzioni per mitigare i rischi del cambiamento climatico. Mentre il mondo si sposta verso nuove fonti di energia, anche gli scenari climatici che contemplano l'aumento delle temperature di 2 gradi, sviluppati dall'Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) e dall'Agenzia internazionale dell'energia (IEA), riconoscono il ruolo che petrolio e gas continueranno a svolgere per decenni. Oggi, la profonda conoscenza del sistema energetico globale da parte dei dipendenti dell'azienda aiuta a migliorare l'efficienza operativa ea sviluppare e implementare tecnologie a basse emissioni per aiutare ad affrontare i rischi del cambiamento climatico. L'approccio: lo sviluppo di tecnologie innovative è fondamentale per raggiungere gli obiettivi dell'accordo di Parigi. A tal fine, ExxonMobil sta lavorando per sviluppare soluzioni rivoluzionarie nella riduzione delle emissioni per le industrie più con più emissioni della società del gruppo, tra cui la produzione, la generazione di energia e il trasporto commerciale, che rappresentano l'80% delle emissioni globali di CO2 . La cattura e lo stoccaggio del carbonio, i combustibili avanzati, l'idrogeno e le tecnologie efficienti, dal punto di vista energetico, saranno soluzioni che aiuteranno a ridurre le emissioni e creeranno un cambiamento radicale. Uno scambio di idee e competenze: per fornire energia accessibile e utilizzabile è necessaria una varietà di discipline scientifiche e ingegneristiche. Nessuna singola società ha tutte le risposte e conosce la chiave per attivare nuove tecnologie nel campo energetico. Ecco perché ExxonMobil collabora con tecnici esterni, enti privati ​​e pubblici: il National Renewable Energy Laboratory degli Stati Uniti, il National Energy Technology Laboratory degli Stati Uniti, più di 80 università e startup in prima linea nelle soluzioni energetiche alternative. Tutti insieme alla ricerca di quelle risposte e di una nuova innovazione energetica. Nel tentativo di trasferire idee e innovazioni dal laboratorio al mercato, l'azienda mette in campo i suoi punti di forza unici nel campo della scienza, dell'ingegneria e di una posizione di mercato globale. Un approccio collettivo: al di là del laboratorio, dei test sul campo e delle capacità informatiche, ExxonMobil lavora anche con le parti interessate per sostenere soluzioni politiche solide che possano ridurre i rischi legati al clima, facilitando anche l'accesso a un'energia economica e affidabile per la società. Quel lavoro richiede sforzi collettivi e collaborativi oltre le normative dall'alto verso il basso. I nostri sforzi volontari per ridurre le emissioni di metano, ad esempio, forniscono un quadro per normative efficaci per l'intero settore. Perché è importante: “Pochi non sarebbero d'accordo sul fatto che una delle sfide sociali più urgenti che dobbiamo affrontare oggi, sia gestire i rischi del cambiamento climatico. Il modo in cui soddisfiamo la domanda mondiale dell'energia necessaria per la crescita economica mitigando l'impatto a lungo termine sul nostro ambiente è fondamentale per il nostro futuro sostenibile. “- Darren W. Woods, presidente.

SCOPRI DI PIU'
https://www.rmix.it/ - Aumenta la tua visibilità e le tue vendite con rMIX Banner Certificato
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Aumenta la tua visibilità e le tue vendite con rMIX Banner Certificato
Notizie Generali

Raggiungi un pubblico mirato di aziende e professionisti sostenibili con il nostro servizio di annunci certificati. Oltre 1.000.000 di visualizzazioni garantite trimestrali per connetterti con chi fa davvero la differenza nel mondo del riciclo e del riutilizzo delle risorseNel mondo dell'economia circolare, distinguersi e raggiungere il giusto pubblico è fondamentale. Con l'abbonamento a rMIX Banner Certificato, hai l'opportunità di promuovere la tua azienda, i tuoi prodotti o servizi in modo mirato ed efficace per aumentare le tue vendite. Grazie a un sistema che garantisce oltre 1.000.000 visualizzazioni trimestrali, potrai collocare il tuo messaggio su una piattaforma che raccoglie esclusivamente un pubblico interessato al riciclo e alla sostenibilità. Ma come funziona? Una volta sottoscritto l’abbonamento, il tuo banner verrà posizionato strategicamente nelle pagine del sito rMIX, una piattaforma consolidata nel settore, punto di riferimento per aziende e professionisti che operano nell’economia circolare. Questo significa che il tuo annuncio non finirà disperso tra contenuti irrilevanti, ma sarà visto da utenti qualificati, direttamente interessati alle soluzioni sostenibili. Potrai quindi connetterti facilmente con chi cerca specificamente prodotti e servizi legati al riciclo, alla gestione dei rifiuti e al riutilizzo delle risorse per far crescere le tue vendite o i tuoi acquisti. I vantaggi di scegliere rMIX Banner Certificato: Visibilità garantita: Il tuo banner sarà visto da un ampio pubblico di professionisti, aziende e utenti del settore. Target mirato: Non si tratta di pubblicità casuale, ma di una promozione che si rivolge direttamente a un pubblico che condivide i tuoi stessi interessi nel campo dell’economia circolare. Costi certi e prevedibili: A differenza di altre forme di pubblicità che possono riservare sorprese sui costi finali, con rMIX Banner Certificato puoi contare su costi fissi e trasparenti. Posizionamento strategico: Grazie al numero di visualizzazione che vuoi acquistare, il tuo banner sarà posizionato nei punti di maggiore visibilità. Il processo di inserzione è semplice e veloce: dopo la sottoscrizione, rMIX offre supporto continuo per monitorare l’efficacia della tua campagna, fornendo, a richiesta, dati e report trimestrali che ti permetteranno di misurare il ritorno sul tuo investimento. In un mercato in crescita come quello dell’economia circolare, essere visibili al momento giusto è fondamentale per ottenere nuovi clienti e rafforzare la tua presenza. Grazie all’abbonamento a rMIX Banner Certificato, hai l'opportunità di espandere il tuo business in modo sostenibile e innovativo, con la certezza di raggiungere chi davvero conta per il tuo settore. Non perdere questa occasione unica per far conoscere il tuo brand a un pubblico realmente interessato e aumentare le tue vendite o i tuoi acquisti. Visita il sito di rMIX e scopri di più su come ottenere la massima visibilità con rMIX Banner Certificato. Inizia oggi stesso il tuo percorso verso un futuro più sostenibile e di successo!

SCOPRI DI PIU'
https://www.rmix.it/ - rNEWS: Milliken-Zebra-chem un Accordo sui Masterbach di Perossido
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare rNEWS: Milliken-Zebra-chem un Accordo sui Masterbach di Perossido
Notizie Generali

Milliken-Zebra-chem un Accordo sui Masterbach di PerossidoIl settore della plastica riciclata è sempre più interessante anche per i gruppi chimici che hanno una visione internazionale e multi settoriale per i propri prodotti. Acquisizioni e sinergie si riscontrano con una certa continuità in questi periodi, avendo lo scopo di migliorare il business generale in tempi più rapidi, sfruttando le introduzioni tecniche e di mercato delle società oggetto di acquisizione. In quest'ottica si sviluppa l'acquisizione che la società chimica americana Milliken ha fatto sulla società tedesca Zebra-chem I masterbatch di perossido sono essenziali nella produzione di plastica riciclata. La società chimica americana Milliken, produttore di additivi e coloranti plastici, rafforza le sue posizioni in questo campo acquisendo la tedesca Zebra-chem. Questa società con sede a Bad Bentheim, al confine tedesco-olandese, è uno specialista in masterbatch di perossido organico e agenti espandenti per applicazioni in cloruro di polivinile (PVC), poliolefine e termoplastici tecnici."Poiché sempre più società e governi in tutto il mondo stabiliscono obiettivi per aumentare l'utilizzo di materiali riciclati, la posizione di leadership di Zebra-chem in Europa consentirà a Milliken di sfruttare le sue piattaforme. La forza di innovazione, la sua presenza globale e la sua esperienza commerciale saranno i motori per accelerare la sua presenza nel mercato con soluzioni che migliorano e aumentano la produzione basata su plastica riciclata, ha affermato il gruppo in un comunicato stampa. Inoltre, l'operazione gli consente di entrare nel mercato Tedesco con uno sguardo ampio all'Europa. Fondato nel 1865 e ancora di proprietà della famiglia Milliken, l'omonimo gruppo chimico, attivo in prodotti chimici speciali, rivestimenti per pavimenti e tessuti protettivi, impiega circa 7.000 persone e ha 40 stabilimenti in tutto il mondo.

SCOPRI DI PIU'
https://www.rmix.it/ - rNEWS: Sabic e Plastic Energy Insieme per un Nuovo Impianto di Riciclo Chimico
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare rNEWS: Sabic e Plastic Energy Insieme per un Nuovo Impianto di Riciclo Chimico
Notizie Generali

Sabic e Plastic Energy Insieme per un Nuovo Impianto di Riciclo ChimicoL'attenzione per l'ambiente, l'economia circolare e i rifiuti si concretizza nell'analisi di soluzioni che possano realmente utilizzare i rifiuti dei rifiuti, cioè quei prodotti che escono dagli impianti di riciclo meccanico come scarti e che sarebbero destinati alla discarica o all'incenerimento. Il riciclo chimico è sicuramente una strada per riutilizzare questi scarti trasformandoli, come faranno Sabic e Plastic Energy in Olanda, creando una catena di valore nei polimeri sostenibili. Alla fine del 2018, il gruppo petrolchimico saudita Sabic ha firmato un memorandum d'intesa con la British Plastic Energy per costruire un'unità di riciclaggio della plastica nei Paesi Bassi. Il progetto doveva essere completato nel 2021. Sebbene sia un pò in ritardo, si sta lavorando per la sua realizzazione. I due partner hanno appena creato una joint venture, Spear (Sabic Plastic Energy Advanced Recycling BV), di cui possiedono in parti uguali, per avviare la costruzione di questo sito a Geleen, un importante centro petrolchimico, vicino a Maastricht, dove Sabic è già presente. Dovrebbe essere operativo nella seconda metà del 2022. on il supporto del ministero degli Affari economici olandese. Diverse collaborazioni Sabic e Plastic Energy collaborano dal 2019 per produrre e commercializzare polimeri “circolari”, inseriti nel catalogo Trucircle di Sabic. Il gruppo saudita ha così potuto collaborare con trasformatori, gruppi di beni di consumo e / o catene di vendita al dettaglio per produrre vari imballaggi: tra questi primi utenti ci sono, in particolare, Albéa, Aptar, Avery Dennison, Berry Global, Huhtamaki, Sealed Air, Walki , Tupperware, Unilever e Tesco. “La nuova unità consentirà a Sabic di aumentare in modo significativo la produzione di polimeri circolari certificati al fine di fornire ai clienti un migliore accesso a materiali sostenibili che sono stati riciclati, riutilizzati e prodotti in un modo che può aiutare a proteggere le risorse naturali dal nostro pianeta, agendo come soluzione di riserva ", afferma Fahad Al Swailem, vicepresidente responsabile delle vendite di polietileni e polimeri di Sabic. Conversione anaerobica termica Plastic Energy ha sviluppato una tecnologia brevettata di conversione termica anaerobica (TAC) che trasforma un'ampia gamma di materie plastiche a fine vita, sporche o contaminate e difficili da riciclare utilizzando processi convenzionali, in oli sintetici per pirolisi che, una volta raffinati, rendono possibile produrre polimeri con proprietà identiche a quelle dei materiali originali. La società gestisce già due impianti di riciclaggio chimico per la plastica a Siviglia e Almeria, in Spagna, dal 2014 e dal 2017. La nuova unità produrrà sia questo olio che resine. A. Jadoul

SCOPRI DI PIU'
https://www.rmix.it/ - Accordo tra Versalis e Technip Energies per il Riciclo Chimico della Plastica
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Accordo tra Versalis e Technip Energies per il Riciclo Chimico della Plastica
Notizie Generali

Costruzione di una piattaforma tecnologica per il riciclo dei rifiuti plasticiTechnip Energies (T.EN), società leader nell’ingegneria e nella tecnologia per la transizione energetica, e Versalis, società chimica di Eni, hanno sottoscritto un accordo finalizzato all’integrazione delle tecnologie Hoop® di Versalis con quelle di purificazione Pure.rOilTM e Pure.rGasTM di T.EN, costituendo una piattaforma tecnologica per il riciclo chimico avanzato dei rifiuti plastici.Questa piattaforma tecnologica permette di realizzare un processo di riciclo della plastica teoricamente infinito, producendo nuovi polimeri vergini adatti a tutte le applicazioni e identici ai polimeri provenienti da materie prime fossili. Versalis contribuisce con la tecnologia proprietaria Hoop®, un processo di pirolisi che consente il riciclo di rifiuti plastici misti con elevate prestazioni in termini di resa, recupero e flessibilità nella gestione di diversi tipi di feedstock. T.EN contribuisce con la sua esperienza nella progettazione di forni per etilene e steam-cracker, con gli oltre 700 steam-cracker in tutto il mondo che operano con la sua licenza, e con le tecnologie proprietarie di preparazione e purificazione, rispettivamente Pure.rGasTM e Pure.rOilTM, che garantiscono un’integrazione sicura, affidabile e ottimizzata con i cracker esistenti e quelli di nuova generazione. Le tecnologie integrate di Versalis e T.EN contribuiranno a sostenere l’economia circolare, riducendo l’impronta carbonica complessiva nella catena del valore dei polimeri. “Siamo lieti di unire le forze con Versalis per commercializzare le nostre tecnologie combinate per il riciclo dei rifiuti plastici. Questa alleanza contribuirà a rafforzare la leadership di Versalis e di T.EN nella trasformazione dei tradizionali prodotti chimici di base e dei polimeri in prodotti sostenibili e decarbonizzati, facilitando la transizione verso l’economia circolare" ha dichiarato Marco Villa, Direttore Generale di Technip Energies. “Riteniamo che le partnership siano acceleratori di crescita molto efficaci, che trasformano sinergie nella forza di cui tutti necessitiamo per rendere il nostro settore sempre più sostenibile. Questa partnership con T.EN, che coniuga le rispettive tecnologie innovative nel riciclo chimico e la lunga esperienza in progetti industriali, consentirà di accelerare l’implementazione di soluzioni concrete ed efficaci per i rifiuti plastici, da applicare poi ovunque vi sia un’opportunità nel mercato globale”, ha dichiarato Adriano Alfani, Amministratore Delegato di Versalis. Info e foto ENI

SCOPRI DI PIU'
https://www.rmix.it/ - Far Bene le Cose ma Comunicarle Male: + 1 – 1 = 0
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Far Bene le Cose ma Comunicarle Male: + 1 – 1 = 0
Notizie Generali

Far Bene le Cose ma Comunicarle Male: + 1 – 1 = 0. Comunicazione e MarketingImprenditori non ci si improvvisa, non ti alzi una mattina e decidi che entro il pomeriggio puoi fare un prodotto o un servizio che non conosci. Non acquisisci le nozioni tecniche, produttive e distributive in un lasso di tempo limitato, ma vengono da un chiaro e ponderato ragionamento in cui si bilanciano pro e contro, tecnica e dedizione, fatica e capacità, tempo e risultato. Emergere nel mercato interconnesso di oggi è veramente difficile, il tuo prodotto o servizio deve essere ben ponderato e devi dedicargli la massima cura e il massimo sforzo per dare ai tuoi clienti un risultato che sia, non solo utile alla loro vita, ma probabilmente migliore della media della concorrenza. La globalizzazione ha cambiato i sistemi distributivi e, se da una parte offrono molte opportunità, hanno l’inconveniente di essere estremamente affollati di proposte più o meno valide, in cui le imprese lottano per avere una corretta vetrina di sé stesse. Fare buoni prodotti o buoni servizi oggi non è più sufficiente se non sai come comunicare al mercato le tue qualità e le tue prerogative. Anni fa bastava avere un sito internet, fare delle fiere, avere collaboratori commerciali che proponevano la tua azienda. Oggi le cose sono cambiate, in modo radicale, in quanto internet è sempre più affollato e le proposte si moltiplicano riducendo l’attenzione dei tuoi potenziali clienti. Le fiere attraversano periodi di difficoltà e la rete vendita, complice anche i costi aziendali per la sua gestione, sono in diretta concorrenza con le vendite on line. Farsi notare sulla rete, avere la possibilità di trovare la giusta attenzione per la tua azienda in modo da catturare nuovi clienti, comporta impegno e dedizione. La comunicazione aziendale è un pilastro portante di ogni grande o piccola azienda, perché in internet siamo tutti uguali, ma ci possiamo differenziare in base ai contenuti che creiamo e la fidelizzazione che costruiamo con i nostri potenziali clienti. Blog, Newsletter, pagine social e articoli aziendali sono un valido aiuto all’imprenditore che vuole far crescere la sua azienda sul proprio territorio o all’estero. Pensare di risparmiare sulla comunicazione significa chiudere il cancello della propria azienda e staccare i telefoni e la corrente elettrica aspettando la fine. Una comunicazione corretta, qualitativa, puntuale e professionale crea una reputazione importante che ti darà la giusta spinta nel tuo business, senza portare via tempo a te e al tuo staff per concentrarti su quello che sai fare bene.

SCOPRI DI PIU'
196 risultati
1 2 3 4 5 6 ... 12

CONTATTACI

Copyright © 2026 - Privacy Policy - Cookie Policy | Tailor made by plastica riciclata da post consumoeWeb

plastica riciclata da post consumo