PlastiCare: cessione del portale sulla plastica riciclataPlasticare: la piattaforma passa di mano in un’ottica di riorganizzazione della comunicazione tecnica PlastiCare, nata nel 2018 come portale specializzato nel mondo della plastica riciclata, ha allargato i propri orizzonti privilegiando la comunicazione su ambiente, economia circolare, energie rinnovabili e articoli tecnici. Nel corso degli ultimi due anni PlastiCare ha assunto un ruolo centrale nel proprio business nel campo della comunicazione e della formazione sul mondo del riciclo, mondo che contemplava aspetti informativi generali, tecnici, applicazioni, ricerca e progettualità. Il portale PlastiCare era nato, inizialmente, come portale di interscambio di offerte e richieste sui polimeri, macchine, stampi, servizi conto terzi, prodotti fatti in plastica riciclata e lavoro, basato su una piattaforma multilingue in cui i clienti postavano le loro offerte e richieste nelle 5 principali lingue (I, ENG, D, F, ESP) e chi leggeva i posts lo faceva nella loro lingua madre, così da ridurre le barriere linguistiche e facilitare i rapporti cliente/fornitore. Nel corso del tempo le attività di comunicazione hanno incrementato il valore del portale diventando, per qualità e argomenti, prioritarie nell’interesse dell’utenza, potendo contare su migliaia di iscritti che usufruivano degli articoli presenti sulla parte delle NEWS. Una specializzazione che ha coinvolto la struttura aziendale nella creazione giornaliera di argomenti e di approfondimenti per un’utenza sempre più attenta alla qualità dell’informazione e alla competenza settoriale. PlastiCare si è quindi creato un target di lettori quotidiani, che è risultato lontano da quello per cui il portale è stato fondato nel 2018, cambiando così l’indirizzo del business e gli obbiettivi iniziali, sviluppando un’informazione specifica nel settore dell’economia circolare, della plastica riciclata, dell’ambiente e delle energie rinnovabili in 154 paesi nel mondo. La decisione dei soci è stata quella di cedere l’attività ad una società di consulenza e comunicazione nel medesimo settore, in modo che dall’unione delle utenze delle rispettive società si potesse creare un bacino informativo maggiore e un mantenimento degli standard del servizio. La cessione di PlastiCare alla società di consulenza e comunicazione sull’economia circolare e sulla plastica riciclata Arezio Marco, ne ha garantito la continuità comunicativa richiesta dai clienti. Il portale verrà, nei prossimi mesi, integrato con il sito della società di consulenza Arezio Marco, che porterà avanti i servizi di comunicazione e di informazione tipici dell’attività di PlastiCare con i servizi di promozione come banner, newsletter, e articoli sponsorizzati. Inoltre, attraverso rMIX, è possibile postare offerte e richieste in modo gratuito o attraverso gli abbonamenti, inerenti al settore della plastica, legno, metalli, vetro, carta, gomma, tessuti, macchine, prodotti finiti, servizi e lavoro. Per ogni ulteriore informazione potete visitare il portale www.rmix.it.it o scrivete a info@rmix.itCategoria: notizie - plastica - economia circolare - PlastiCare
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rNEWS: PreZero Acquisisce le Attività di Suez SveziaLe attività industriali di PreZero si stanno allagando in Europa attraverso accordi ed acquisizioni di società specializzate nel riciclo e nel trattamento dei rifiutiCome ci riporta Danne Toto la società è subentrata nelle attività di Suez Svezia cambiandone il nome. Suez in Svezia ha cambiato il marchio in PreZero Recycling AB a seguito all'acquisizione di queste attività da parte di PreZero nel Dicembre 2020. PreZero Recycling AB ha 50 sedi di lavorazione e 1.100 dipendenti.In qualità di divisione ambientale del Gruppo Schwarz, che comprende anche i rivenditori Kaufland e Lidl, PreZero Stiftung & Co. KG con sede in Germania, godrà di tutte le sinergie possibili tra le aziende e le competenze individuali. Con l'acquisizione di Suez in Svezia, PreZero avrà un totale di circa 4.800 dipendenti in Germania, Polonia, Paesi Bassi, Belgio, Svezia, Austria, Italia e Stati Uniti. Nel settembre dello scorso anno, PreZero ha annunciato i suoi piani per l'acquisizione delle attività di riciclaggio e recupero di Suez con sede a Parigi, nei Paesi Bassi, in Lussemburgo, in Germania e in Polonia. L'accordo escludeva le attività di riciclaggio della plastica e trattamento dei rifiuti pericolosi di Suez. Ma nello stesso periodo, le società avevano dichiarato la preparazione di un memorandum d'intesa per esplorare le possibilità di sviluppare partnership strategiche e promuovere una gestione innovativa dei rifiuti.
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Nasce REFENCE™, il Polistirolo Riciclato per AlimentiNuove soluzioni sostenibili per il riciclo del polistirolo a contatto con gli alimentidi Marco ArezioIl riciclo meccanico del polistirolo per uso alimentare in Italia rappresenta una sfida significativa e un'opportunità promettente nel contesto dell'economia circolare. Questo processo consente di trasformare i rifiuti di polistirolo post-consumo in nuovi materiali utilizzabili, riducendo così l'impatto ambientale e promuovendo la sostenibilità. Nonostante le difficoltà iniziali legate alla creazione di una catena di riciclo efficiente per il polistirolo, recenti innovazioni tecnologiche e collaborazioni strategiche hanno permesso di raggiungere risultati importanti in questo settore. A seguito della collaborazione tra Versalis, la società chimica di Eni, e Forever Plast, azienda leader in Italia nel riciclo della plastica post-consumo, nasce REFENCE™, una gamma innovativa di polimeri riciclati destinati all'imballaggio per alimenti. Questa nuova gamma è già disponibile sul mercato per applicazioni in polistirene, come vasetti per yogurt, vassoi per carne e pesce, e altri tipi di imballaggi rigidi ed espansi. Questi nuovi prodotti andranno ad ampliare il portafoglio Versalis Revive® di materiali riciclati meccanicamente, ridefinendo i limiti di applicazione e permettendo il contatto diretto con gli alimenti. REFENCE™ è stato sviluppato grazie alla tecnologia NEWER™, creata nei laboratori di ricerca di Versalis a Mantova e industrializzata negli impianti di Forever Plast a Lograto (Brescia), nell'ambito di un accordo di co-sviluppo tra le due aziende. La tecnologia NEWER™ consente la purificazione dei polimeri riciclati in conformità con il Regolamento UE 1616/2022 sul riciclo e ha ottenuto anche la Non-Objection Letter (NOL) dalla Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti. Adriano Alfani, CEO di Versalis, ha dichiarato: "La circolarità è una leva strategica fondamentale. Per questo motivo, ci impegniamo a sviluppare processi di riciclo complementari per valorizzare le plastiche a fine vita e integrarci nella catena di raccolta nazionale italiana. Stiamo completando i lavori sul nostro primo hub avanzato di riciclo meccanico a Porto Marghera per le plastiche post-consumo, in particolare i polimeri stirenici. La nostra collaborazione con Forever Plast mira a raggiungere settori applicativi, come l'imballaggio alimentare, dove la sostenibilità e la qualità sono essenziali, rafforzando così la nostra leadership europea nel riciclo meccanico." Piersandro Arrighini, CEO di Forever Plast, ha aggiunto: "Siamo molto soddisfatti del risultato ottenuto, soprattutto considerando che fino a pochi anni fa non esisteva una catena di riciclo per il polistirene dalla raccolta differenziata a livello europeo. La collaborazione con Versalis ci ha permesso di raggiungere questo straordinario traguardo."
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Cerca Aziende nella filiera della Carta Riciclata: Produzione, Fornitura e Servizi su rMIXScopri imprese che operano nella filiera della carta riciclata: produttori, distributori, trasformatori e fornitori di soluzioni sostenibili per packaging, stampa, igiene e industriaLa transizione verso modelli produttivi più sostenibili ha reso la carta riciclata un materiale chiave per la green economy. Dalle cartiere alle aziende di packaging, dagli studi grafici agli operatori ambientali, cresce la domanda di prodotti cartari riciclati e servizi correlati, in grado di unire performance, ecologia e innovazione. Per facilitare il dialogo tra domanda e offerta, rMIX ha creato una sezione dedicata alle aziende che lavorano, trasformano o distribuiscono carta riciclata: una directory specializzata per orientarsi facilmente tra fornitori e interlocutori qualificati del settore. Accedi ora alla sezione: Cerca Aziende – Carta Riciclata su rMIX Un punto di riferimento per la filiera cartaria circolare La sottocategoria “Carta Riciclata” della sezione “Cerca Aziende” di rMIX raccoglie operatori italiani attivi nella produzione, commercializzazione e trasformazione della carta riciclata e contatti immediati. Tra le realtà presenti nella directory, si possono trovare: - Aziende che producono carta riciclata per uso editoriale, grafico e industriale - Imprese che forniscono servizi di raccolta e trattamento della carta da macero - Distributori di imballaggi in carta riciclata per alimentare, logistica o e-commerce - Fornitori di carta riciclata per ufficio, modulistica e stampati - Produttori di prodotti tissue (carta igienica, asciugatutto, tovaglioli) in fibre riciclate - Aziende con certificazioni ambientali (FSC, Ecolabel, PEFC, ecc.) - Operatori che offrono servizi di consulenza o certificazione ambientale Ogni impresa è presentata con una scheda aziendale dettagliata, dove trovare descrizioni dei prodotti, ambiti d’impiego e link diretti ai canali commerciali. Perché usare rMIX per cercare aziende della carta riciclata? rMIX è la piattaforma professionale dell’economia circolare, pensata per chi cerca risposte concrete nel mondo dei materiali riciclati. La sezione dedicata alla carta riciclata è particolarmente utile per: - Responsabili acquisti di enti pubblici o imprese private in cerca di forniture sostenibili - Distributori e grossisti interessati a nuovi produttori di carta riciclata - Professionisti del design e della comunicazione che vogliono integrare materiali ecologici nei propri progetti - Operatori ambientali e aziende del waste management in cerca di collaborazioni industriali - Startup e progettisti attivi nel packaging sostenibile o nella bioeconomia circolare Visibilità online e vantaggi SEO Essere presenti nella directory di rMIX è anche un’opportunità concreta di visibilità e posizionamento sui motori di ricerca. Le schede aziendali sono ottimizzate in ottica SEO e includono: -URL tematici strutturati per categoria e sottocategoria -Descrizioni ricche di parole chiave (carta riciclata, carta da macero, fibre secondarie, packaging sostenibile, ecc.) -Link diretti al sito aziendale per generare traffico profilato -Segmentazione settoriale per una ricerca mirata e qualificata -Geolocalizzazione delle aziende e contatti diretti Se lavori nel settore cartario o utilizzi carta riciclata nei tuoi processi, rMIX ti offre la possibilità di: - Creare una scheda aziendale professionale e gratuita - Promuovere la tua offerta o cercare nuovi fornitori - Farti trovare da buyer, enti pubblici o partner tecnici - Consolidare la tua reputazione nella green economy Conclusioni Il futuro della carta è riciclato. La riduzione dell’impatto ambientale, il contenimento delle risorse naturali e la valorizzazione del macero sono temi ormai centrali in tutte le filiere. La sezione “Carta Riciclata” di rMIX rappresenta uno snodo strategico per professionisti e aziende che vogliono innovare, acquistare o vendere carta proveniente da cicli virtuosi. 🔗 Scopri le aziende che lavorano con la Carta Riciclata 📌 Consulta le offerte e le richieste direttamente su rMIX© Riproduzione Vietata
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rNEWS: L’Università Bocconi Lancia un Progetto sulla Circolarità della ModaL’Università Bocconi Lancia un Progetto sulla Circolarità della ModaL’attenzione per l’economia circolare non è più un concetto gridato nelle manifestazioni di piazza, ma è una realtà ormai assimilata dagli stati, dalla politica dall’industria e soprattutto dalla finanza, che valuta come investimenti rischiosi quelli concessi ad aziende che operano fuori dal concetto di circolarità.Anche il comparto universitario si è mosso per analizzare da vicino e in modo scientifico, le filiere le aziende e le conseguenze dei comportamenti industriali sulla circolarità dei settori, uno tra questi è quello della moda raccontato dall’università Milanese. La SDA Bocconi School of Management ed Enel X lanciano il Monitor for Circular Fashion Un progetto all’avanguardia in Italia che darà vita al primo Report sulla circolarità del settore moda. Il Monitor for Circular Fashion desidera coinvolgere nel progetto uno spaccato rappresentativo del settore moda italiano lungo l'intera filiera, in collaborazione con la società di consulenza per la sostenibilità Eco-Age. Candiani Denim, Dedagroup Stealth, Intesa (IBM Group), Manteco, RadiciGroup, Save The Duck, Vibram, Vitale Barberis Canonico, Vivienne Westwood, YKK, sono alcuni dei protagonisti del settore che hanno già aderito e contribuito attivamente all’osservatorio. Questa community di aziende scelte perché front-runners della sostenibilità e circolarità nella filiera italiana del settore moda, ha già avviato un percorso virtuoso per confrontarsi sulle opportunità e le sfide della circolarità. In particolare le attività si sono focalizzate sulla condivisione di buone pratiche per individuare o sviluppare nuove soluzioni concrete e misurabili di circolarità. Uno dei temi di maggior attenzione è quello del ruolo fondamentale della trasparenza e tracciabilità di filiera come strumento per dare sostanza ai claim di sostenibilità e di circolarità verso tutti gli stakeholders, compresi i consumatori. A settembre 2021 verrà pubblicato un Report che mostrerà le macro-tendenze del settore; misurerà la capacità delle aziende moda di applicare i principi dell’Economia Circolare lungo tutta la filiera; evidenzierà le best practices e i gap, e infine proporrà un piano ambizioso su come integrare la circolarità in uno dei maggiori settori italiani per l’esportazione. Il Report si baserà su una metodologia innovativa di valutazione della circolarità, sviluppata da Enel X con il know-how del team di ricerca del Sustainability Lab di SDA Bocconi School of Management per l’identificazione di indicatori di circolarità nel settore moda. Un approccio circolare consente di cambiare radicalmente il paradigma del take-make-waste, grazie all'applicazione di cinque modelli di business circolari (Input sostenibile, Prolungamento della vita, Riciclo e Riuso, Prodotto come servizio, Piattaforme di condivisione) per assicurare che prodotti e materiali siano mantenuti in uso il più a lungo possibile, ridisegnando i processi produttivi, logistici, distributivi e le modalità di consumo con l’obiettivo di rendere il più efficiente possibile l’utilizzo delle risorse. Il passaggio a un sistema circolare continuerà ad accelerare il movimento dell'economia globale verso un futuro sostenibile. Il Monitor for Circular Fashion aderirà alle call to action per la circolarità a livello globale, in particolare supportando iniziative chiave come il progetto UNECE “Enhancing Transparency and Traceability of Sustainable Value Chains in Garment and Footwear sector” ed il piano di azione dell’Unione Europea per la circolarità “Circular Economy Action Plan”. “L'approccio scientifico è essenziale per valorizzare e far crescere i numerosi progetti pilota nella moda circolare. Con il Monitor for Circular Fashion vogliamo supportare le aziende nella misurazione delle performance di circolarità, individuando i principali KPI per ogni modello di business della moda circolare. Nel dialogo aperto con Istituzioni e Policy Makers, il Circular Fashion Manifesto darà voce alle buone pratiche del sistema moda italiano”, afferma Francesca Romana Rinaldi, Coordinatrice del Monitor for Circular Fashion presso SDA Bocconi School of Management Sustainability Lab. "L'Economia Circolare è al centro della strategia di Enel X” – ha aggiunto Nicola Tagliafierro, Responsabile della sostenibilità globale di Enel X – “Grazie alle opportunità di business sostenibili che è in grado di generare, e che hanno permesso al Gruppo Enel di posizionarsi come leader di pubblici servizi nell'indice di sostenibilità Dow Jones. Per questa ragione abbiamo deciso di mettere a disposizione la nostra esperienza e il nostro know-how a supporto di una delle industrie italiane più importanti e strategiche, con l'obiettivo di rendere il settore sempre più circolare e di esempio per il mercato globale." Sono molto entusiasta del fatto che Eco-Age stia giocando un ruolo strategico in questo progetto rivoluzionario e nel coinvolgere nuovi stakeholders in questa alleanza tra SDA Bocconi ed Enel X, per collocare l'Italia al centro del dibattito globale sulla moda sostenibile”, ha concluso Livia Firth, cofondatrice e direttrice creativa di Eco-Age. Categoria: notizie - moda - economia circolare - rifiuti - tessuti
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Madreperla: L'Ispirazione Naturale per un Vetro InfrangibileCome la Struttura delle Conchiglie Sta Rivoluzionando la Scienza dei Materiali per Schermi di Smartphone Più Resistenti di Marco ArezioLa madreperla, conosciuta per la sua bellezza incantevole, ha attirato l'attenzione degli scienziati non solo per il suo aspetto estetico, ma anche per le sue straordinarie proprietà meccaniche. Questo materiale naturale, che riveste l'interno delle conchiglie di alcuni molluschi, è noto per la sua durezza e resistenza, qualità che lo rendono un modello ideale per la creazione di materiali avanzati. Allen Ehrlicher e il suo team di ricerca della McGill University in Canada hanno studiato approfonditamente la struttura della madreperla per sviluppare un nuovo tipo di vetro. Il loro obiettivo era creare un vetro che, pur mantenendo la trasparenza e la rigidità tipiche di questo materiale, fosse in grado di resistere agli impatti senza frantumarsi in mille pezzi. La soluzione? Ispirarsi alla composizione della madreperla, costituita da piastre di aragonite (una forma di carbonato di calcio) intervallate da strati di proteine elastiche. La Struttura della Madreperla La madreperla è un materiale composito, formato da microstrati di aragonite, disposti come mattoni in un muro, e legati da una matrice proteica. Questa disposizione impedisce la propagazione delle fratture, rendendo la madreperla infinitamente più robusta dei singoli materiali che la compongono. "È questa struttura che rende l’insieme infinitamente più robusto dei singoli materiali che lo compongono", spiega Allen Ehrlicher.La disposizione dei pezzi di aragonite, come mattoni in un muro, inibisce la propagazione delle fratture.Applicazione nella Creazione di Vetro Innovativo Gli scienziati hanno riprodotto questa architettura utilizzando strati di "scaglie" di vetro e strati acrilici. Hanno poi modificato le proprietà dell'acrilico per rendere il tutto trasparente. Questo processo ha portato alla creazione di un materiale che Ehrlicher descrive come "oltre cinque volte più resistente alle fratture di un normale vetro". L'approccio adottato dal team di Ehrlicher rappresenta un importante passo avanti nella scienza dei materiali. La capacità di replicare le strutture naturali a livello microscopico potrebbe portare a sviluppi significativi non solo nel campo dei vetri, ma anche in una vasta gamma di materiali utilizzati in diverse industrie. La robustezza e la resistenza del nuovo vetro lo rendono ideale per applicazioni pratiche come gli schermi degli smartphone, che necessitano di essere duri e resistenti agli impatti. Implicazioni Future Le implicazioni di questa ricerca vanno oltre la semplice creazione di un vetro più resistente. La comprensione e l'applicazione delle strutture naturali possono rivoluzionare la produzione di materiali, portando a soluzioni più sostenibili e efficienti. La madreperla, con la sua combinazione di rigidezza e elasticità, potrebbe essere solo uno dei tanti esempi di come la natura possa ispirare l'innovazione tecnologica. Questo tipo di ricerca non solo contribuisce al progresso scientifico, ma apre anche nuove strade per l'ingegneria dei materiali. La capacità di creare materiali che combinano le proprietà migliori di componenti diversi può portare a prodotti più durevoli, leggeri e sostenibili. In un mondo in cui la durabilità e la sostenibilità sono sempre più importanti, la madreperla e materiali simili potrebbero giocare un ruolo cruciale nel futuro della tecnologia e della produzione industriale. In conclusione, l'approfondimento delle proprietà e delle strutture dei materiali naturali come la madreperla non è solo affascinante dal punto di vista scientifico, ma ha anche un potenziale enorme per innovazioni pratiche che potrebbero migliorare significativamente la qualità dei prodotti che usiamo quotidianamente.© Riproduzione Vietata
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Far Bene le Cose ma Comunicarle Male: + 1 – 1 = 0Far Bene le Cose ma Comunicarle Male: + 1 – 1 = 0. Comunicazione e MarketingImprenditori non ci si improvvisa, non ti alzi una mattina e decidi che entro il pomeriggio puoi fare un prodotto o un servizio che non conosci. Non acquisisci le nozioni tecniche, produttive e distributive in un lasso di tempo limitato, ma vengono da un chiaro e ponderato ragionamento in cui si bilanciano pro e contro, tecnica e dedizione, fatica e capacità, tempo e risultato. Emergere nel mercato interconnesso di oggi è veramente difficile, il tuo prodotto o servizio deve essere ben ponderato e devi dedicargli la massima cura e il massimo sforzo per dare ai tuoi clienti un risultato che sia, non solo utile alla loro vita, ma probabilmente migliore della media della concorrenza. La globalizzazione ha cambiato i sistemi distributivi e, se da una parte offrono molte opportunità, hanno l’inconveniente di essere estremamente affollati di proposte più o meno valide, in cui le imprese lottano per avere una corretta vetrina di sé stesse. Fare buoni prodotti o buoni servizi oggi non è più sufficiente se non sai come comunicare al mercato le tue qualità e le tue prerogative. Anni fa bastava avere un sito internet, fare delle fiere, avere collaboratori commerciali che proponevano la tua azienda. Oggi le cose sono cambiate, in modo radicale, in quanto internet è sempre più affollato e le proposte si moltiplicano riducendo l’attenzione dei tuoi potenziali clienti. Le fiere attraversano periodi di difficoltà e la rete vendita, complice anche i costi aziendali per la sua gestione, sono in diretta concorrenza con le vendite on line. Farsi notare sulla rete, avere la possibilità di trovare la giusta attenzione per la tua azienda in modo da catturare nuovi clienti, comporta impegno e dedizione. La comunicazione aziendale è un pilastro portante di ogni grande o piccola azienda, perché in internet siamo tutti uguali, ma ci possiamo differenziare in base ai contenuti che creiamo e la fidelizzazione che costruiamo con i nostri potenziali clienti. Blog, Newsletter, pagine social e articoli aziendali sono un valido aiuto all’imprenditore che vuole far crescere la sua azienda sul proprio territorio o all’estero. Pensare di risparmiare sulla comunicazione significa chiudere il cancello della propria azienda e staccare i telefoni e la corrente elettrica aspettando la fine. Una comunicazione corretta, qualitativa, puntuale e professionale crea una reputazione importante che ti darà la giusta spinta nel tuo business, senza portare via tempo a te e al tuo staff per concentrarti su quello che sai fare bene.
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Hispack: La Fiera sull' Innovazione e la Sostenibilità nel PackagingUn confronto tra le principali fiere europee: vantaggi distintivi e sfide per visitatori ed espositori a Hispack di Marco ArezioHispack, la fiera di imballaggio di Barcellona, è una delle più importanti esposizioni europee dedicata al packaging, alla tecnologia di processo e alla logistica. La fiera si tiene a Fira Barcelona, uno dei più grandi e moderni centri espositivi in Europa. Caratteristiche di Hispack Hispack si distingue per la sua ampia copertura dei vari aspetti dell'industria del packaging. L'evento offre una vasta gamma di soluzioni innovative per l'imballaggio, dalla produzione alla distribuzione, e attira un pubblico internazionale, composto da professionisti del settore, decision makers e innovatori. Gli espositori presentano le ultime novità in termini di materiali, tecnologie e macchinari, oltre a software per la gestione e l'ottimizzazione della catena di distribuzione. Uno degli aspetti più rilevanti di Hispack è il suo impegno per la sostenibilità. La fiera promuove soluzioni di packaging eco-compatibili e incentiva pratiche più sostenibili nel settore, riflettendo una crescente consapevolezza ambientale. Differenze tra Hispack rispetto ad altre fiere europee A confronto con altre importanti fiere europee come Interpack in Germania e Emballage in Francia, Hispack si distingue per la sua focalizzazione sulla peninsola iberica e sui mercati latinoamericani. Questo orientamento geografico la rende un punto di riferimento per le aziende che cercano di espandersi in questi mercati. Mentre Interpack è più grande in termini di numero di visitatori ed espositori, Hispack offre un ambiente più raccolto e specializzato, il che può essere vantaggioso per le aziende che cercano di stabilire contatti più mirati e significativi. Vantaggi per visitatori ed espositori Per i visitatoriAccesso alle innovazioni: I visitatori possono scoprire le ultime innovazioni nel settore del packaging, con una particolare attenzione alla sostenibilità e all'efficienza. Rete internazionale: Hispack offre la possibilità di interagire con espositori internazionali e di espandere la propria rete di contatti professionali. Conferenze e seminari: La fiera include un programma di conferenze che copre temi attuali e futuri del settore, offrendo insight preziosi e casi di studio. Per gli espositoriVisibilità di mercato: Hispack è una piattaforma eccellente per mostrare i propri prodotti e tecnologie a un pubblico internazionale. Opportunità di networking: L'evento facilita l'incontro con potenziali clienti e partner commerciali, essenziale per espandere la propria attività. Feedback diretto: Gli espositori possono ricevere feedback immediato sui loro prodotti e servizi, permettendo miglioramenti rapidi e mirati. Svantaggi per visitatori ed espositori Per i visitatoriDimensioni contenute: Rispetto ad altre fiere più grandi, Hispack potrebbe offrire meno varietà in termini di espositori e prodotti. Focus specifico: Essendo molto focalizzata su determinati mercati e settori, potrebbe non coprire tutte le aree di interesse per alcuni visitatori. Per gli espositoriCosti: Come per ogni fiera, partecipare a Hispack comporta costi significativi di stand, viaggio, e logistica. Concorrenza elevata: La presenza di numerosi leader di settore può rendere difficile per nuovi entranti o piccole imprese emergere. In conclusione, Hispack è una fiera di grande rilievo nel settore del packaging, particolarmente rilevante per chi è interessato ai mercati spagnolo e latinoamericano e alle soluzioni sostenibili. Offre molteplici opportunità per networking, apprendimento e esposizione, pur presentando alcune sfide legate alle sue dimensioni più contenute e al focus specifico.
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La Newsletter del portale rMIX nel Settore del RicicloPerchè può essere efficace acquistare uno spazio nella newsletter del portale del riciclo rMIX per promuovere la tua azienda o il tuo prodotto o il tuo servizioAcquistare uno spazio nella newsletter del portale del riciclo rMIX può essere un'ottima strategia per promuovere la tua azienda, prodotto o servizio per diversi motivi: Target di riferimento: La newsletter de portale del riciclo rMIX è indirizzata a un pubblico interessato e attivo nell'ambito dell'economia circolare e del riciclo (circa 12.000 aziende in 154 paesi al mondo). Questo significa che il tuo messaggio raggiungerà direttamente coloro che sono più propensi ad essere interessati ai tuoi prodotti o servizi legati al riciclo e alla sostenibilità ambientale. Credibilità e fiducia: Essendo rMIX un portale specializzato nell'ambito del riciclo e dell'economia circolare, avere la tua azienda o prodotto promosso all'interno della loro newsletter può conferire un'immediata credibilità al tuo marchio. I lettori della newsletter saranno più propensi a fidarsi delle informazioni e delle offerte presentate, considerando la fonte autorevole e specializzata. Visibilità: La newsletter di rMIX offre un'opportunità di visibilità diretta e focalizzata. Con un annuncio ben posizionato, puoi garantire che il tuo messaggio sia notato dai lettori, aumentando così la consapevolezza del tuo marchio o dei tuoi prodotti/servizi. Coinvolgimento della community: La presenza nella newsletter di rMIX ti permette di entrare in contatto diretto con una community attiva e coinvolta nell'ambito del riciclo e della sostenibilità. Questo può favorire l'interazione con potenziali clienti, partner o altri attori del settore, creando opportunità di networking e collaborazione. Supporto alla missione: Collaborare con un portale dedicato al riciclo come rMIX può essere visto come un modo per sostenere attivamente la causa della sostenibilità ambientale e dell'economia circolare. Questo tipo di associazione può essere molto apprezzato dai consumatori sensibili alle questioni ambientali, contribuendo alla percezione positiva del tuo marchio. In sintesi, acquistare uno spazio nella newsletter di rMIX può offrire numerosi vantaggi, tra cui un'audience di riferimento ben definita, credibilità, visibilità, coinvolgimento della community e supporto alla missione ambientale, tutti elementi che possono contribuire al successo della tua campagna di marketing nell'ambito del riciclo e della sostenibilità. Chiedi maggiori informazioni alla nostra redazione o vedi tutti i servizi di marketing nel settore del riciclo.
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ArcelorMittal blocca l’acciaio verde: l’industria europea tra sogni e realtàLa crisi dell’idrogeno mette in discussione la transizione della siderurgiaNell’estate del 2025, una notizia scuote profondamente il settore siderurgico europeo: ArcelorMittal, il maggiore produttore di acciaio del continente, decide di fermare bruscamente il progetto di riconversione dei suoi storici impianti tedeschi alla produzione di acciaio “verde”, ovvero ottenuto grazie a idrogeno a basse emissioni di carbonio. Una scelta che arriva all’improvviso, ma che affonda le sue radici in problemi strutturali ben più profondi di quanto si sarebbe potuto immaginare anche solo un anno fa.La transizione verso un’acciaieria alimentata da idrogeno verde era stata accolta con entusiasmo sia dal mondo politico che da quello industriale. Non solo avrebbe consentito di abbattere drasticamente le emissioni di CO₂ di un settore tra i più energivori e inquinanti in Europa, ma rappresentava anche un simbolo concreto della svolta verso la decarbonizzazione promessa dall’Unione Europea. Era stato proprio ArcelorMittal a candidarsi come apripista, annunciando investimenti miliardari per riconvertire i forni tradizionali, alimentati da carbone e gas, a forni in grado di utilizzare idrogeno ottenuto da fonti rinnovabili.Tuttavia, quello che sembrava un orizzonte di innovazione e sostenibilità si è presto scontrato con una realtà molto più complessa e dura. La produzione di idrogeno verde su scala industriale, infatti, si è rivelata ben più onerosa e problematica delle previsioni ottimistiche. Da un lato, l’offerta di idrogeno a costi competitivi non è decollata, e le infrastrutture necessarie per garantire un approvvigionamento stabile sono ancora incomplete. Dall’altro, il prezzo dell’energia elettrica, indispensabile per la produzione di idrogeno tramite elettrolisi, ha raggiunto livelli record in Germania e in molti altri paesi europei, rendendo antieconomico il passaggio a queste nuove tecnologie.A questo scenario si aggiunge una variabile che, troppo spesso, viene sottovalutata nei discorsi sulla transizione energetica: la pressione della concorrenza internazionale. Mentre l’Europa lavora per rendere più sostenibile la propria industria, i produttori extraeuropei continuano a immettere sul mercato acciaio a basso costo, spesso senza vincoli ambientali stringenti. Questa dinamica mette in grave difficoltà gli operatori europei, già alle prese con investimenti gravosi e margini di profitto sempre più ridotti. ArcelorMittal, di fronte a questa combinazione di fattori, ha dunque preferito fare un passo indietro, rinunciando a un’ingente somma di fondi pubblici destinati alla transizione, ma scegliendo una strada più prudente e meno rischiosa per la sopravvivenza del proprio business.La decisione di interrompere il piano di riconversione non significa però un ritorno al passato tout court. L’azienda ha infatti scelto di puntare su una tecnologia più rodata e meno esposta alle incertezze del mercato dell’idrogeno: i forni elettrici ad arco. Questi impianti permettono di produrre acciaio utilizzando principalmente rottami metallici e una minore quantità di energia rispetto ai forni tradizionali, contribuendo comunque alla riduzione delle emissioni di CO₂, pur senza raggiungere i livelli “zero emission” sognati dai promotori della rivoluzione green.Questa svolta lascia emergere con chiarezza tutte le contraddizioni della transizione energetica nel settore industriale. Da un lato, esiste un’urgenza ambientale che non può essere ignorata; dall’altro, è innegabile la necessità di garantire la competitività, l’occupazione e la sopravvivenza delle grandi realtà manifatturiere europee. La rinuncia di ArcelorMittal agli investimenti nell’idrogeno verde non rappresenta solo un rallentamento temporaneo di un progetto industriale: mette in discussione l’intero modello su cui si basano le politiche di decarbonizzazione del vecchio continente.Ciò che emerge, dunque, è il bisogno di un approccio più pragmatico e meno ideologico. Senza un quadro di incentivi stabili, costi dell’energia allineati con quelli dei concorrenti internazionali e strumenti di tutela efficaci nei confronti delle importazioni da paesi con standard ambientali inferiori, il rischio è che l’industria europea sia costretta a scegliere tra sostenibilità e sopravvivenza, tra transizione verde e perdita di posti di lavoro.La vicenda di ArcelorMittal apre una riflessione che va ben oltre la cronaca industriale. Se la sfida dell’idrogeno verde vuole davvero diventare realtà, occorre lavorare con più decisione sia sull’innovazione tecnologica che sulla creazione di un contesto competitivo equo e sostenibile. Solo così la promessa di un’acciaieria europea a emissioni quasi zero potrà trasformarsi da sogno a solida realtà.© Riproduzione Vietata
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Cosa Succederà al Mercato del PVC in India dopo la Caduta dei Prezzi di Luglio?Cosa succederà al mercato del PVC in India dopo la caduta dei prezzi di Luglio?Secondo gli esperti del settore, dopo una caduta di circa il 16 % sul prezzo del PVC in India, pari a circa 130 $/tonnellata all’inizio del mese di luglio, sembra che un rimbalzo sia possibile. Infatti il prezzo medio del PVC si è attestato intorno a 1400 $/Ton CIF India per la prima volta dall’inizio di Febbraio, con dei distinguo sulle tipologie di PVC che compongono il paniere di riferimento. Secondo i dati del Price Index di ChemOrbis, la media settimanale dei prezzi del PVC K67, su base CIF India, ha registrato un calo totale di $/Ton 280/ dall'inizio del trend ribassista a fine aprile. Tuttavia i prezzi medi rimangono a circa 780 $/Ton superiori ai livelli visti nel maggio 2020, data in cui iniziò il più lungo rally rialzistico della storia delle materie plastiche. La spiegazione di questa discesa dei prezzi potrebbe essere individuata nella seconda ondata di COVID 19 che ha investito il paese, con la conseguente riduzione della produzione a causa della scarsa richiesta di prodotti finiti. Questo fenomeno ha calmierato i prezzi facendo scendere le quotazioni del PVC, in relazione anche al fatto che una minore produzione significa un numero minore di salariati al lavoro e, di conseguenza, una minore capacità di spesa delle famiglie. Ma nel breve periodo si ipotizza un rimbalzo dei prezzi del PVC a causa della probabile domanda post-monsone. I mesi piovosi monsonici da giugno a settembre sono in genere una stagione a bassa domanda per il mercato degli utenti finali del PVC in India. Gli acquirenti tendono ad iniziare a fare scorta per la stagione post-monsonica ad agosto, quando la domanda inizia a salire. "Gli acquisti per la stagione post-monsonica iniziano ad agosto e questo è un altro motivo per cui i prezzi dovrebbero aumentare", ha affermato il commerciante con sede a Mumbai.
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Turchia alle Prese con un'Inflazione Vertiginosa: Il Tasso Tocca il 70% ad AprileNonostante l'incremento inferiore alle attese, le prospettive di un taglio dei tassi rimangono lontane mentre la Banca Centrale mantiene una politica monetaria restrittiva di Marco ArezioNel cuore economico della Turchia, il fenomeno dell'inflazione sta mostrando segnali inquietanti, con un tasso che ha raggiunto il 70% nel mese di aprile, segnando una delle crisi inflazionistiche più severe degli ultimi anni. Questa escalation dei prezzi al consumo è guidata principalmente dall'aumento dei costi nel settore delle bevande alcoliche, del tabacco e dell'ospitalità, evidenziando la complessità delle sfide economiche che il paese deve affrontare. Nonostante le cifre siano state leggermente inferiori alle previsioni degli analisti, la risposta della Banca Centrale turca suggerisce un percorso cautelativo, con l'indicazione di mantenere una politica monetaria restrittiva a lungo termine. Fattori trainanti dell'inflazione Il forte aumento dell'inflazione può essere attribuito a diversi fattori. Primo tra tutti, l'aumento dei costi di beni e servizi essenziali come bevande alcoliche e tabacco, che spesso vedono un'imposizione fiscale elevata, contribuisce significativamente all'indice dei prezzi al consumo. Inoltre, il settore alberghiero, duramente colpito dalla pandemia di COVID-19, ha visto un rincaro dei prezzi dovuto alla ripresa della domanda post-pandemica e all'aumento dei costi operativi. Reazioni del mercato e delle politiche Nonostante l'inflazione ad aprile sia stata inferiore alle attese, rimane molto elevata, spingendo gli analisti a rimanere cauti sulle future mosse della Banca Centrale della Turchia. La banca ha già indicato nel marzo scorso che manterrà una politica monetaria restrittiva, ossia tassi di interesse alti, finché non si vedrà un calo significativo dell'inflazione mensile. Questo approccio mira a stabilizzare la lira turca e a controllare l'inflazione, ma ha anche effetti sul costo del debito e sull'investimento privato. Prospettive future Gli economisti prevedono che l'inflazione potrebbe iniziare a diminuire nella seconda metà dell'anno, tuttavia rimangono scettici riguardo a una rapida discesa dei tassi. Liam Peach, un economista senior per i mercati emergenti di Capital Economics, esprime riserve sull'ottimismo di una riduzione rapida dell'inflazione, sottolineando che le condizioni economiche globali e interne possono rendere difficile una tale previsione. Implicazioni a lungo termine Le prospettive di lungo termine per l'economia turca rimangono incerte. Sebbene una politica monetaria restrittiva possa temporaneamente frenare l'inflazione, essa potrebbe anche soffocare la crescita economica, rendendo difficile la ripresa completa dall'impatto economico della pandemia. Inoltre, la persistenza di un'inflazione elevata può erodere il potere d'acquisto dei consumatori, influenzando negativamente il consumo e l'investimento domestico. Conclusioni La situazione inflazionistica in Turchia rimane complessa e preoccupante. Con una politica monetaria che si prevede resterà restrittiva nel prossimo futuro, il cammino verso la stabilizzazione e la crescita sostenibile sembra essere ancora lungo e pieno di ostacoli. La gestione di questa situazione richiederà una combinazione di politiche attente e, possibilmente, riforme strutturali che possano affrontare le cause profonde dell'inflazione elevata e ripristinare la fiducia degli investitori e dei consumatori.
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Il Mercato Deregolamentato delle Energie Rinnovabili Attrae InvestitoriIl solare e l’eolico Brasiliano sono diventati interessanti per dimensioni e potenzialitàIl Brasile è un paese che ha sempre destato forti interessi speculativi da parte degli investitori internazionali, prima ancora che industriali, trovando in esso un fertile terreno di conquista. Possiamo ricordare lo sfruttamento indiscriminato della foresta amazzonica per il legname, gli allevamenti intensivi di animali da macello, per soddisfare la crescente richiesta della carne sulle tavole di tutto il mondo e, non ultimo, la coltivazione su larga scala di colture per i biocarburanti e per il foraggio. In un mondo così globalizzato, la problematica energetica ha investito anche il Brasile, che ha introdotto una serie di iniziative nel settore delle energie rinnovabili. La vastità del paese e le sue potenzialità nel campo dell’eolico e del solare, hanno spinto alcune società energetiche locali a intraprendere un passo verso la collaborazione con società internazionali, dotate di strutture e liquidità necessarie per affrontare una sfida così promettente. Infatti, TotalEnergies (TTE) e Casa dos Ventos (CDV), il principale sviluppatore brasiliano di energia rinnovabile, hanno annunciato la creazione di una joint venture 34% (TTE)/66% (CDV) per sviluppare, costruire e gestire il portafoglio rinnovabile di Casa Dos Ventos. Questo portafoglio include 700 MW di capacità eolica onshore in funzione, 1 GW di eolico onshore in costruzione, 2,8 GW di eolico onshore e 1,6 GW di progetti solari in fase di sviluppo avanzato (COD entro 5 anni). Inoltre, la neonata JV avrà il diritto di acquisire i progetti in corso e nuovi, che sono o saranno sviluppati da CDV man mano che giungono alla fase di esecuzione. La JV potrà così favorire congiuntamente la propria crescita accedendo ad un portafoglio aggiuntivo di almeno 6 GW, che CDV continuerà ad ampliare. TotalEnergies pagherà un corrispettivo in contanti di $ 550 milioni (R $ 2.920 milioni) e fino a $ 30 milioni (R $ 159 milioni) per completare l'acquisizione. Inoltre, TotalEnergies avrà la possibilità di acquisire un'ulteriore quota del 15% del capitale della JV dopo 5 anni. TotalEnergies sosterrà la JV accelerando la sua crescita grazie alla sua presenza globale nel mercato Corporate PPA, al suo potere d'acquisto derivante dalla sua dimensione mondiale, alla sua esperienza commerciale adatta al mercato brasiliano e al suo solido bilancio, che consentirà alla JV di migliorare i suoi finanziamenti. CDV, che ha sviluppato il 25% degli asset eolici onshore in funzione oggi in Brasile, porterà alla JV la sua profonda conoscenza del mercato brasiliano e un portafoglio di altissima qualità, passando da un modello di business da sviluppatore a produttore. "Dopo Adani Green in India e Clearway negli Stati Uniti, sono lieto di questa nuova importante partnership in Brasile, con Casa dos Ventos, leader nell'energia eolica onshore. Con questa transazione, TotalEnergies acquisisce una posizione di leadership nel mercato Brasiliano delle energie rinnovabili, uno dei mercati più dinamici al mondo. Questo mercato si adatta alla nostra strategia di trarre vantaggio dalla crescita dei mercati energetici deregolamentati, che è cruciale per la transizione energetica", ha affermato Patrick Pouyanné, Presidente e CEO di TotalEnergies. "Con un totale di 12 GW in funzione, costruzione e sviluppo, sia eolico che solare, questa transazione è un ulteriore passo nell'ambizione di TotalEnergies di raggiungere i 100 GW di produzione rinnovabile entro il 2030, e nella sua trasformazione in un'azienda multi-energia sostenibile e redditizia.”“La partnership tra Casa dos Ventos e TotalEnergies è stata strutturata per massimizzare le complementarità e le sinergie tra le aziende. Oltre alla sua solidità finanziaria, l'impronta globale di TotalEnergies contribuirà all'espansione del nostro portafoglio clienti e migliorerà le nostre conoscenze in nuovi campi della transizione energetica. Siamo fiduciosi che questa partnership ci collochi in un ruolo strategico per guidare l'agenda dell'energia sostenibile in Brasile", ha affermato Mario Araripe, fondatore e presidente di Casa dos Ventos. Informazioni su Casa dos Ventos Casa dos Ventos è una società energetica Brasiliana che sviluppa, costruisce e gestisce progetti da fonti rinnovabili. Responsabile di una delle più grandi campagne di misurazione del vento al mondo, l'azienda ha sviluppato un progetto eolico su quattro in funzione in Brasile. Per continuare il suo ruolo di rilievo nel settore, Casa dos Ventos detiene il più grande portafoglio di progetti eolici e solari in fase di sviluppo nel paese, con circa 20 GW. L'azienda è anche un fornitore leader di soluzioni energetiche per supportare i consumatori nella loro transizione energetica. Casa dos Ventos è firmataria del Global Compact delle Nazioni Unite e opera in linea con i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) e le migliori pratiche ESG, preservando i biomi locali, sviluppando progetti sociali nelle comunità in cui è presente e contribuendo a un'economia a basse emissioni di carbonio. Traduzione automatica. Ci scusiamo per eventuali inesattezze. Articolo originario in Italiano. Fonte: TotalEnergy
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10.000 USD: Il Prezzo Record di un Container dall’Asia all’EuropaIl Prezzo Record di un Container dall’Asia all’EuropaSe vogliamo essere precisi, il record di costo di un CNT da 40 piedi tra Shangai e Rotterdam ha toccato esattamente i 10.174 USD nel mese di Maggio, dimostrando tutte le problematiche che il commercio internazionale sta vivendo attualmente.Questo significa un ulteriore aumento del 3,1 % rispetto alla scorsa settimana, ma di ben +485% rispetto all’anno scorso. Ma come mai non si riesce a frenare questa corsa dei prezzi? I motivi che hanno fatto scaturire la corsa dei prezzi dei containers fino a pochi mesi fa, si possono riassumere, come ampiamente descritto in un articolo precedente, nella dinamica del Covid, nello stop alle produzioni in tutto il mondo, nella situazione climatica eccezionale negli stati uniti, in una ripartenza improvvisa dell’economia e nella necessità di ricostituire le scorte minime nei magazzini. Inoltre, nel mese di Marzo, si è verificata una congestione nel canale di Suez, a causa dell’incagliamento di una nave, con il conseguente ingolfamento delle navi porta container che stazionano ai porti per lo scarico. La somma tra domanda di merci elevata e i ritardi delle movimentazioni delle merci nei porti, ha creato una insufficiente quantità di containers disponibili, creando un ulteriore aumento dei prezzi. I profitti delle compagnie di navigazione stanno volando tanto che, secondo il gruppo industriale BIMCO, nei primi 5 mesi del 2021 si sono registrati aumenti degli ordinativi per la costruzione di nuove navi porta containers.Categoria: notizie - plastica - economia circolare - logistica Maggiori informazioni sulla logistica internazionaleLa storia del canale di Suez
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rNEWS: Il Produttore di Compound Svedese Polykemi Produrra negli USAIl Produttore di Compound Svedese Polykemi Produrra negli USAPolykemi è un’azienda specializzata nella produzione di compound plastici in TPO, ABS, ASA, PC/ABS, TPE, POM e altre tipologie di materie plastiche che esporta in molti paesi al mondo. Da sempre il mercato americano è di grande importanza per l’azienda che ha, infatti, deciso di aprire uno stabilimento produttivo nella Carolina del Nord.Stanno infatti investendo quasi 10 milioni di euro nel nuovo stabilimento negli Stati Uniti, che sta diventando il più grande investimento singolo nella storia del Gruppo. L'obiettivo è avviare la produzione di composti plastici già nel secondo trimestre del 2022. “Siamo davvero entusiasti di questo passo che aumenta la nostra presenza e ci offre molte nuove opportunità sul mercato americano ", afferma Johan Hugoson, CEO di Polykemi Inc. L'azienda americana Polykemi Inc è una consociata, interamente controllata dall'azienda familiare svedese Polykemi AB e, sin dalla sua fondazione nel 2013, ha lavorato per lanciare la propria produzione di composti plastici di alta qualità sul mercato statunitense. “Abbiamo consegnato più di 10 000 tonnellate ai clienti del mercato nordamericano tramite distributori statunitensi o tramite consegne diretta dal nostro stabilimento principale di Ystad. Tuttavia, il nostro obiettivo è sempre stato quello di avviare la nostra produzione negli Stati Uniti, ora abbiamo raggiunto quel traguardo. Il nuovo stabilimento è geograficamente vicino ai nostri clienti attuali, il che ci offre una presenza diretta e rapporti con i clienti ancora più forti ", afferma Hugoson. Stabilimenti di produzione in tre continenti L'investimento nello stabilimento di Gastonia, fuori Charlotte, nella Carolina del Nord, è il più grande investimento singolo nella storia dell'azienda e consente condizioni ottimali per l'ulteriore crescita di Polykemi Inc in Nord America. L'impianto è di circa 5.000 mq. ed è espandibile fino a 10.000 mq. e inizialmente sarà dotato di due linee di produzione con la partenza prevista della produzione per il secondo trimestre del 2022. “con il nuovo stabilimento negli Stati Uniti significa i nostri impianti di produzione sono dislocati in tre continenti, il che significa anche che abbiamo una logistica più efficiente. Possiamo garantire la stessa alta qualità sia nei compound vergini che in quelli riciclati, così come lo stesso colore su tutti i materiali spediti dai nostri stabilimenti. ", afferma Hugoson. Un investimento per il futuro Polykemi Inc produrrà negli Stati Uniti lo stesso materiale che il Gruppo fa in Europa e in Asia. Inoltre, le spedizioni ai clienti americani arriveranno direttamente dallo stabilimento in North Carolina, risparmiando tempo, costi e incidendo in modo minore sull’ ambiente. "Questo è un investimento per il futuro che getta le basi per la crescita del Gruppo Polykemi con lo scopo di diventare anche un attore importante nel mercato americano dei composti plastici", afferma Hugoson.Info Polkemi
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rNEWS: Transizione Energetica. Le Aziende e le Università si AlleanoTransizione Energetica. Le Aziende e le Università si AlleanoLa necessità di nuove e sempre più alte competenze nel campo ambientale e della sostenibilità delle produzioni industriali, creano collaborazioni per migliorare le conoscenze e le competenze generali.L’Università degli Studi di Padova ed Eni hanno siglato oggi un accordo di collaborazione sui temi della transizione energetica, trasformazione digitale ed economia circolare, come comunicato da ENI, nel corso di un incontro online a cui hanno preso parte il Rettore dell’Università di Padova, Rosario Rizzuto, la Presidente di Eni, Lucia Calvosa e l’Amministratore Delegato di Eni, Claudio Descalzi.L’intesa della durata di tre anni, con la possibilità di estensione fino a cinque, consolida la collaborazione già avviata in settori cruciali per Eni, come la geologia e la geofisica, e individua nuove linee strategiche di ricerca per lo sviluppo sostenibile e la decarbonizzazione: nuove tecnologie per la Carbon Capture, Utilisation and Storage e per lo sfruttamento dell’energia solare nonché studi sulla fusione nucleare a confinamento magnetico. L’amministratore di Eni, Claudio Descalzi, ha commentato: “Abbiamo siglato un accordo di importanza strategica che ci dà grande forza per il raggiungimento dei nostri obiettivi di decarbonizzazione al 2050. Questa collaborazione nel campo dell’innovazione pone le basi per superare le sfide che aziende e società civile sono chiamate ad affrontare grazie allo sviluppo di tecnologie per il futuro dell’energia”. Il Rettore dell’Università di Padova, Rosario Rizzuto, afferma: “L’ambiente è un patrimonio inestimabile, che abbiamo ricevuto e abbiamo il dovere di preservare intatto per le future generazioni. Questa è la filosofia che muove l’Università di Padova nel perseguire, con forza, obiettivi utili ad aumentare la nostra sostenibilità ambientale. Azioni multiple che stanno portando i loro frutti: solo grazie all’acquisto di energia da fonti rinnovabili, ad esempio, abbiamo ridotto del 20% le emissioni di ateneo, evitando la produzione di 18mila tonnellate di CO2 l’anno. E l’accordo firmato con Eni va proprio nella direzione, per noi cruciale, di una sempre maggiore tutela dell’ambiente in cui viviamo”.
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Materiali Edili Riciclati: Cerca Aziende su rMIXScopri imprese attive nel recupero e riuso dei materiali da costruzione. Cerca fornitori per l’edilizia sostenibile grazie alla directory rMIXNel contesto della crescente attenzione verso la sostenibilità e l'economia circolare, il settore edile si trova di fronte alla necessità di adottare pratiche più responsabili.Il riutilizzo e il riciclo dei materiali da costruzione rappresentano una risposta concreta a questa sfida, contribuendo a ridurre l'impatto ambientale e a promuovere un'edilizia più sostenibile.Per facilitare l'accesso a fornitori affidabili e specializzati in materiali edili riciclati, rMIX ha sviluppato la sezione "Cerca aziende – Materiali edili riciclati". Questa directory aggiornata consente di individuare imprese attive nel recupero, trattamento e riuso di materiali da costruzione, offrendo un supporto prezioso a professionisti e aziende del settore. Un servizio pensato per la filiera sostenibile dell'edilizia La sezione "Materiali edili riciclati" di rMIX è progettata per offrire uno strumento di lavoro efficace e professionale, capace di: - Individuare aziende che si occupano di raccolta e selezione di materiali provenienti da demolizioni o scarti industriali. - Trovare fornitori per lavorazioni su materiali rigenerati: produzione di inerti riciclati, calcestruzzi certificati, piastrelle in cotto recuperato, pannelli isolanti da fibre naturali, e altro ancora. - Selezionare imprese in grado di trasformare i materiali recuperati in nuovi semilavorati o prodotti finiti per edilizia, arredo urbano, packaging, design, edilizia sostenibile. - Accedere a tutte le informazioni essenziali su ogni impresa: tipologia di lavorazioni offerte, materiali trattati, certificazioni, recapiti. Perché scegliere imprese specializzate in materiali edili riciclati? Affidarsi a operatori qualificati nel trattamento dei materiali edili rigenerati significa: - Ridurre il consumo di materia prima vergine, contribuendo alla tutela delle risorse naturali. - Valorizzare gli scarti generando nuovo valore economico, ambientale e creativo attraverso l’upcycling. - Integrare soluzioni a basso impatto ambientale nei propri progetti architettonici, industriali o artigianali. - Sostenere imprese che adottano tecniche innovative e sostenibili nella lavorazione dei materiali da costruzione. Il motore di ricerca rMIX facilita il contatto diretto con aziende trasparenti, tracciabili e operative in una logica di economia circolare. A chi si rivolge il servizio “Cerca aziende – Materiali edili riciclati”? Questa sezione del portale è pensata per una vasta gamma di professionisti e realtà produttive: - Studi di architettura e interior design che cercano forniture e lavorazioni su misura per progetti di edilizia green o arredi sostenibili. - Aziende del settore edile interessate ad ampliare l’utilizzo di materiali rigenerati nel ciclo produttivo. - Artigiani e imprese che vogliono integrare materiali riciclati nella propria offerta, ampliando la rete di subfornitori e partner tecnici. - Cooperative sociali e realtà del terzo settore attive nel riuso dei materiali per progetti di inclusione, reinserimento lavorativo o economia solidale. - Buyer, progettisti e fornitori della pubblica amministrazione impegnati in gare e appalti che richiedono materiali a ridotto impatto ambientale. - Network e consorzi locali per il recupero dei materiali da demolizione e ristrutturazione. Come funziona la ricerca? Il servizio “Cerca aziende – Materiali edili riciclati” su rMIX è intuitivo e altamente personalizzabile grazie a diversi filtri disponibili: - Per tipo di lavorazione (raccolta, selezione, rigenerazione, produzione semilavorati, ecc.) - Per tipologia di famiglie di prodotto (coperture, impermeabilizzazione, isolanti, muratura, pavimentazioni, rifiuto, rivestimenti, ecc.) - Per area geografica, per facilitare la creazione di filiere locali e ridurre le distanze logistiche. Ogni impresa presente nella directory dispone di una scheda completa che comprende: - Descrizione delle attività svolte - Tipologie di materiali trattati - Contatti diretti - Eventuali certificazioni ambientali e standard di qualità adottati I vantaggi di usare rMIX per i materiali edili riciclati Utilizzare la piattaforma rMIX per trovare fornitori nel campo dei materiali edili rigenerati significa: - Velocizzare la ricerca di partner tecnici per specifiche fasi di lavorazione - Ridurre i costi grazie all’ottimizzazione della catena di fornitura - Ampliare il proprio network con realtà già attive nella transizione ecologica - Ottenere visibilità SEO per le aziende iscritte - Accedere a contatti diretti senza intermediazioni - Sfruttare la geolocalizzazione per espandere il proprio business anche a livello internazionale (con abbonamento) Vuoi inserire la tua azienda nella sezione “Materiali edili riciclati”? Se lavori nel recupero, nella lavorazione o nella trasformazione dei materiali edili, puoi rendere la tua attività visibile alla community di rMIX. Registrandoti nella directory potrai: - Promuovere le tue lavorazioni a una rete specializzata nella sostenibilità - Personalizzare la tua scheda azienda con immagini, descrizioni dettagliate, materiali trattati e servizi disponibili. - Ricevere richieste mirate da clienti, buyer e progettisti alla ricerca di soluzioni a basso impatto ambientale. - Consolidare la propria presenza nel mercato della sostenibilità, entrando a far parte di una rete attiva e dinamica, che valorizza il recupero e la rigenerazione dei materiali da costruzione. 👉 Scopri come registrare la tua azienda nella sezione “Materiali edili riciclati” Conclusione: costruire sostenibilità attraverso i materiali riciclati La sezione “Cerca aziende – Materiali edili riciclati” del portale rMIX è molto più di un elenco: è un vero e proprio hub operativo per chi lavora in edilizia circolare. Raccoglie esperienze, tecnologie e risorse in grado di rispondere alle nuove esigenze ambientali, normative e di mercato. Attraverso un’interfaccia pensata per i professionisti e una rete in continua crescita, rMIX favorisce l’incontro tra domanda e offerta, facilita la creazione di filiere locali e promuove l’innovazione sostenibile nel settore edile. 🔗 Vai all’elenco aggiornato delle aziende – Materiali edili riciclati 🔗 Consulta le offerte e richieste attive – Materiali da costruzione riciclati Con rMIX, riciclare è costruire il futuro.
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