Dopo giorni di pioggia che sembrava non finire mai, Milano si risveglia sotto un cielo limpido, ma per Lucia Marini non c’è tregua. Le indagini la portano a Corenno Plinio, un antico borgo sul Lago di Como, dove si nasconde la chiave per smantellare un’organizzazione criminale che ha tessuto una rete di ricatti e traffici segreti.
Tra le mura del castello medievale, dove i secoli hanno custodito segreti mai svelati, si aggirano figure misteriose e sussurri di documenti rubati e formule scientifiche dal valore inestimabile. Mentre Lucia e i suoi colleghi si muovono tra vicoli e cunicoli, il nome di Müller, spietato burattinaio della vicenda, torna a farsi sentire, intrecciandosi con quello di Carlo Conti, un uomo d’affari dalla reputazione ambigua e una valigetta il cui contenuto potrebbe cambiare ogni cosa.
In un gioco di ombre e inganni, dove alleanze si spezzano e le minacce sono più vicine di quanto sembri, la tensione cresce. Cosa si nasconde davvero nelle segrete del castello? E chi tenterà di fuggire sulle acque del lago prima che la verità venga a galla?
Un capitolo che mescola suspense e rivelazioni, in cui ogni passo potrebbe essere quello decisivo… o l’ultimo.
Vedi tutti i capitoli:
- Capitolo 1: Il Furto
- Capitolo 2: Ombre e Sospetti
- Capitolo 3: Labirinti del Passato
- Capitolo 4: L'Arresto
- Capitolo 5: Verità Nascoste
- Capitolo 6: Il Puzzle Incompleto
- Capitolo 7: Misteri a Corenno Plinio
- Capitolo 8: Svolte e Sorprese
- Capitolo 9: Ronde nella Notte
- Capitolo 10: Ombre e Sangue sotto il Castello
- Capitolo 11: La Pista Svizzera
- Capitolo 12: La Dura Legge delle Indagini
- Capitolo 13: Rivelazioni a St. Moritz
- Capitolo 14: Collegamenti Nascosti
- Capitolo 15: Operazioni Ombra
- Capitolo 16: Un Pomeriggio a Lambrate
- Capitolo 17: La Rinuncia
- Capitolo 18: L’Incontro Decisivo
- Capitolo 19: La Trappola
- Capitolo 20: Ritorno a Corenno Plinio
Il Caso della Formula del Polipropilene Perduta a Milano
Giugno 2024
di Marco Arezio. Una vita lavorativa spesa nelle direzioni commerciali e marketing di aziende internazionali del settore del riciclo e dell'ambiente, si appassiona alla scrittura fin da giovane. Amante della storia, dell'ambiente e della slowlife, pubblica i suoi romanzi gialli e saggi su Amazon.
Racconti. Ombre di Ambizione. Capitolo 20: Ritorno a Corenno Plinio
La pioggia battente che da giorni cadeva su Milano, all’alba di quel venerdì, si era spostata più a nord, lasciando la città in una quiete quasi irreale. Il cielo, ora colorato da una luce tersa, rivelava sfumature d’oro che si riflettevano sui palazzi e sui viali semideserti. L’aria sapeva di pulito e di ripartenza, come accade dopo un temporale che lava via tensioni e paure. Eppure, tra le luci dell’alba, i pensieri di Lucia Marini rimbalzavano senza sosta tra il sollievo di aver salvato una vita e la preoccupazione per ciò che sarebbe presto accaduto.
Lucia, la commissaria dai capelli scuri e dallo sguardo deciso, sedeva sul sedile posteriore di un’auto della polizia, con accanto Sofia Romano, figlia del questore. Era stata lei a strappare la ragazza dalla morsa di un crudele ricatto orchestrato da Müller, un criminale che sembrava avere mille volti e mille tentacoli. Fino a poche ore prima, il questore Maurizio Romano era stato costretto a tenerla fuori dal caso pur di garantire la vita di Sofia; ora, però, che la figlia era libera, quelle stesse porte chiuse avrebbero dovuto spalancarsi davanti a Lucia.
Attraversando le strade ancora bagnate di Milano, Lucia notava i riflessi dei semafori sull’asfalto umido, le poche persone già in movimento, l’odore della pioggia che permeava l’aria. Di tanto in tanto, lanciava un’occhiata a Sofia, pallida e provata, con lo sguardo fisso su un punto indefinito: i giorni di prigionia avevano lasciato su di lei un segno di paura e spaesamento.
Sofia (a bassa voce): “Lucia… grazie ancora.
Senza di lei… io…”Lucia le strinse il braccio in un gesto protettivo.
Lucia: “Non pensarci ora. Tra poco rivedrai tuo padre, ed avremo tutto il tempo di capire come tirare fuori dalla tana quei criminali”.
Un lieve sorriso distese per un istante i lineamenti di Sofia: un lampo di speranza nel buio dei suoi ricordi.
Giunte in Questura, furono accolte da un’atmosfera insolita: agenti che scambiavano sguardi curiosi, colleghi che salutavano Lucia con un misto di ammirazione e discreta approvazione. L’eco del salvataggio di Sofia doveva essersi diffusa rapidamente. Un agente fece cenno di entrare nell’ufficio del questore, e appena la porta si aprì, Maurizio Romano balzò in piedi per correre incontro alla figlia.
Il Questore: “Sofia… figlia mia”!
Per lunghi istanti, la stanza fu riempita dal suono sommesso del loro abbraccio, dalla commozione che si scioglieva in lacrime a lungo trattenute. Lucia restò in disparte, il cuore colmo di sollievo e la mente già proiettata a ciò che sarebbe dovuto accadere subito dopo....
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