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IL SEGRETO DI CORENNO PLINIO. CAPITOLO 3: UNA DECISIONE COMUNE

Slow Life
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare - Il Segreto di Corenno Plinio. Capitolo 3: Una Decisione Comune
Sommario

Racconti. Il Segreto di Corenno Plinio.

Nel terzo capitolo de "Il Segreto di Corenno Plinio", Lisa e Andrea si concedono una pausa dalla routine, immersi nella serenità del loro quotidiano affacciato sulle rive del Lago di Como. In una mattina luminosa, la decisione di organizzare una vacanza nelle colline piemontesi nasce quasi per gioco, durante una colazione all’aperto che celebra la bellezza semplice della loro casa e del paesaggio circostante. Mentre scelgono la meta, il lettore scopre il forte legame che li unisce: la loro storia d’amore, nata tra bancarelle artigiane e chiacchiere sulle rive del lago, è fatta di piccoli gesti, complicità e passione condivisa per la bellezza e la cultura.

Il capitolo racconta la loro scelta di rallentare, di dedicarsi del tempo, di rafforzare la propria intesa grazie a un viaggio che promette relax e nuove esperienze. Tra ricordi d’infanzia, origini bergamasche e la descrizione delle rispettive famiglie, si delinea il carattere dei protagonisti: determinati, autentici e profondamente legati alle proprie radici. La vacanza rappresenta non solo una parentesi di benessere, ma anche il preludio a eventi destinati a cambiare il corso della loro quotidianità. L’atmosfera che si respira è quella di una coppia moderna ma con valori antichi, pronta ad affrontare insieme gioie e difficoltà, tra sogni, ricordi e il fascino senza tempo del lago e delle montagne.

I Capitoli: Il Segreto di Corenno Plinio

- Introduzione

- Capitolo 1: Un Sogno Condiviso

- Capitolo 2: Un Nuovo Inizio

- Capitolo 3: Una Decisione Comune

- Capitolo 4: Il Ritorno Forzato

- Capitolo 5: L’Inizio dell’Indagine

Amore e Coraggio in un Borgo tra Misteri e Cospirazioni


Giugno 2024

di Marco Arezio. Una vita lavorativa spesa nelle direzioni commerciali e marketing di aziende internazionali del settore del riciclo e dell'ambiente, si appassiona alla scrittura fin da giovane. Amante della storia, dell'ambiente e della slowlife, pubblica i suoi romanzi gialli e saggi su Amazon.

Racconti. Il Segreto di Corenno Plinio. Capitolo 3: Una Decisione Comune


La mattina a Corenno Plinio era serena e tranquilla. I primi raggi di sole penetravano attraverso le persiane verdi della casa in pietra, risvegliando Lisa e Andrea dal loro sonno. Con la giornata libera davanti a loro, decisero che sarebbe stato bello prendersi una pausa e fare qualche giorno di vacanza in campagna.

Dopo essersi alzati, prepararono la colazione e la portarono sul balcone che dava sul lago. Il balcone era un angolo incantevole della casa, arredato con mobili in vimini e piante fiorite. Le viste sul lago erano spettacolari, con le montagne verdi che si riflettevano nell'acqua calma.

La colazione era semplice ma deliziosa. Un caffè forte accompagnato da croissant freschi comprati il giorno prima, yogurt con miele e noci, e un assortimento di frutta fresca: fragole, mirtilli e fette di mela. Mentre mangiavano, chiacchieravano del più e del meno, godendosi il cinguettio degli uccelli e il suono delle onde che lambivano dolcemente la riva del lago.

"Che ne dici di cercare una casa in campagna per qualche giorno?" propose Andrea, rompendo il silenzio rilassante.

Lisa annuì con entusiasmo. "Mi sembra un'ottima idea. Potremmo andare nelle colline piemontesi. Ho sentito che ci sono dei posti meravigliosi per rilassarsi e godersi la natura."

Finita la colazione, si spostarono dentro casa e si sedettero al tavolo del soggiorno con il computer portatile. Lisa aprì il browser e iniziò a cercare case in affitto nelle colline piemontesi. Il camino in pietra alle loro spalle aggiungeva un tocco di calore e comfort all'ambiente.

"La vista qui è incredibile," disse Lisa, guardando fuori dalla finestra mentre cercava online. "Ma cambiare aria per qualche giorno ci farà bene."

Trovò diverse opzioni, da rustici casali in pietra a moderne ville con piscina. Ogni annuncio sembrava promettere una fuga perfetta dal caos quotidiano.

"Guarda questa," disse, indicando una casa in collina immersa nel verde, con vigneti tutt'intorno e una piccola piscina. "Che ne pensi?"

Andrea osservò attentamente le foto sullo schermo. "Sembra perfetta. Potremmo fare delle passeggiate, visitare qualche cantina vinicola, e semplicemente rilassarci."

Dopo aver confrontato diverse opzioni, decisero di prenotare quella casa. Era un rustico ristrutturato, con ampi spazi verdi, una vista mozzafiato sulle colline circostanti e una veranda dove avrebbero potuto cenare all'aperto.

Con la prenotazione confermata, iniziarono a pianificare cosa portare con sé. Vestiti comodi per le passeggiate, qualche buon libro da leggere all'ombra degli alberi, e naturalmente, una bottiglia di vino locale per brindare alle serate sotto le stelle.

Il resto della giornata lo trascorsero rilassandosi a casa, con la soddisfazione di sapere che presto avrebbero avuto una piccola avventura in campagna. La decisione di prendersi una pausa dalla routine si rivelò essere una scelta azzeccata, e non vedevano l'ora di partire per le colline piemontesi, pronti a immergersi nella natura e ricaricare le energie.

Andrea e lisa erano una copia forse d'altri tempi, vivevano per il loro amore e superavano le difficoltà della vita con slancio e caparbietà da quando si erano conosciuti.

Lisa e Andrea si incontrarono per la prima volta durante una delle numerose fiere di artigianato che si tengono ogni estate sul Lago di Como. Era una calda giornata di giugno, e la fiera era affollata di gente del posto e turisti, tutti curiosi di esplorare le bancarelle piene di oggetti fatti a mano, prodotti locali e opere d'arte.

Lisa era andata alla fiera con alcune amiche, desiderosa di trovare qualche pezzo unico per arredare la sua casa a Corenno Plinio. Passeggiava tra le bancarelle, ammirando i lavori degli artigiani, quando un piccolo quadro attirò la sua attenzione.

Si avvicinò per guardarlo meglio e notò che qualcuno stava facendo lo stesso dall'altra parte della bancarella. I loro sguardi si incontrarono, e Lisa si trovò a guardare negli occhi azzurri di Andrea.

"È un bel quadro, vero?" disse Andrea con un sorriso.

Lisa annuì, sorridendo a sua volta. "Sì, molto. Ha una certa serenità che mi piace."

Iniziarono a parlare, scoprendo di avere molte cose in comune. Andrea le raccontò del suo lavoro all'ospedale di Bellano e di come amasse l'atmosfera tranquilla del lago. Lisa, a sua volta, parlò del suo lavoro come insegnante di storia dell'arte a Colico e della sua passione per l'arte e l'arredamento. La conversazione fluiva facilmente, e entrambi sentirono un'immediata connessione.

Dopo aver esplorato insieme alcune altre bancarelle, decisero di fermarsi in una caffetteria per continuare a parlare. Seduti all'aperto, con vista sul lago, condivisero storie delle loro vite, risate e sogni per il futuro. Il tempo volò, e prima che se ne rendessero conto, era già sera.

"Mi sono davvero divertito oggi," disse Andrea, guardando Lisa negli occhi. "Ti andrebbe di rivederci?"

Lisa sorrise, sentendo un calore crescere nel suo cuore. "Mi piacerebbe molto."

Iniziarono a vedersi regolarmente, scoprendo ogni volta nuovi aspetti dell'altro che li affascinavano e li avvicinavano sempre di più. Andrea ammirava la passione e la creatività di Lisa, mentre Lisa apprezzava la dedizione e l'empatia di Andrea. Le loro uscite variavano da passeggiate lungo il lago a cene nei piccoli crotti della zona, sempre accompagnate da lunghe conversazioni e risate.

Un giorno, decisero di fare una gita in barca sul lago. Il sole splendeva e l'acqua era calma, offrendo il contesto perfetto per una giornata romantica. Mentre la barca scivolava sull'acqua, Lisa e Andrea si trovavano sempre più vicini, parlando dei loro sogni e delle loro aspirazioni. Fu in quel momento, con il lago e le montagne a fare da sfondo, che Andrea si rese conto di quanto fosse importante Lisa per lui.

"Lisa," disse, prendendole la mano, "da quando ti ho incontrata, la mia vita è diventata più luminosa. Sei speciale per me."

Lisa lo guardò, sentendo le stesse emozioni nel suo cuore. "Anche tu sei speciale per me, Andrea. Mi sento così felice quando siamo insieme."

Quel momento segnò l'inizio della loro storia d'amore. Da quel giorno, la loro relazione crebbe, costruita su un profondo rispetto e affetto reciproco. Con il tempo, decisero di vivere insieme a Corenno Plinio, trovando nella tranquilla bellezza del lago il luogo ideale per costruire il loro futuro.

Le giornate trascorse insieme erano piene di piccoli momenti di felicità: cucinare cene insieme, esplorare i sentieri attorno al lago, leggere libri accoccolati sul divano durante le serate invernali. La loro casa divenne un rifugio accogliente, arredato con i pezzi unici trovati da Lisa nei mercatini, ognuno con una storia speciale.

Erano tutti e due bergamaschi, arrivati sul lago di Como per lavoro.

Lisa infatti proveniva da una famiglia bergamasca di Azzone, un piccolo paese incastonato nella Val di Scalve. La sua infanzia era stata caratterizzata dalla semplicità della vita di montagna e dal duro lavoro dei suoi genitori. Suo padre, Carlo, era un boscaiolo.

Ogni mattina, prima che il sole sorgesse, Carlo si alzava, indossava i suoi pesanti stivali di cuoio e si dirigeva verso i boschi circostanti. Armato di motosega e ascia, trascorreva le giornate abbattendo alberi, tagliando tronchi e preparando la legna per l’inverno. Il lavoro era faticoso e pericoloso; richiedeva una grande forza fisica e una conoscenza profonda del bosco e delle sue insidie. Carlo lavorava spesso da solo, affidandosi solo alla sua esperienza e alla sua determinazione.

Mentre Carlo si occupava dei boschi, la madre di Lisa, Maria, lavorava come casara per una famiglia di allevatori della zona. Ogni mattina, Maria si recava alla stalla per mungere le mucche. Il lavoro iniziava all’alba, quando il silenzio della valle era rotto solo dal muggito delle mucche e dal rumore delle carriole che trasportavano il fieno. Maria conosceva ogni mucca per nome e sapeva riconoscere immediatamente se qualcosa non andava.

Dopo la mungitura, si occupava di trasformare il latte in formaggi tipici della zona, come la formaggella della val di Scalve. La lavorazione del formaggio era un’arte antica che richiedeva precisione e pazienza: il latte veniva riscaldato, cagliato e poi pressato in stampi di legno. Maria seguiva con attenzione ogni fase, assicurandosi che i formaggi avessero la giusta consistenza e sapore.

Nonostante le difficoltà economiche e la durezza del lavoro, i genitori di Lisa avevano sempre cercato di garantire alla loro figlia un’istruzione adeguata. Lisa aveva frequentato le scuole elementari e medie nel suo paese, dimostrando fin da subito una grande passione per lo studio e un talento innato per il disegno. Con il sostegno della sua famiglia, decise di proseguire gli studi e si iscrisse, dopo il liceo artistico frequentato a Bergamo, all’università di Milano, dove si laureò in storia dell’arte.

Dopo la laurea, Lisa aveva trovato lavoro come insegnante precaria al liceo di Colico. Non era facile vivere con l’incertezza di un contratto a termine, ma Lisa non si scoraggiava. Ogni giorno, affrontava con grinta e determinazione la sfida di coinvolgere i suoi studenti, utilizzando metodi innovativi e creativi. Organizzava visite guidate ai musei, allestiva mostre di arte e invitava artisti locali a tenere lezioni e laboratori.

Lisa era consapevole delle difficoltà del suo lavoro, ma era anche orgogliosa delle sue origini e dei sacrifici fatti dai suoi genitori. Spesso, nelle sue lezioni, raccontava ai suoi studenti storie di vita reale, cercando di trasmettere loro l’importanza della perseveranza e del duro lavoro.

Andrea era cresciuto a Bergamo, nella suggestiva Città Alta, un luogo intriso di storia e fascino. La Città Alta di Bergamo è un borgo medievale perfettamente conservato, racchiuso da possenti mura venete costruite nel XVI secolo, dichiarate Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO. Le strette stradine acciottolate si snodano tra edifici storici, chiese antiche e piazze pittoresche, come Piazza Vecchia, il cuore della città, dominata dal Palazzo della Ragione e dalla Torre Civica.

Il Duomo di Sant'Alessandro e la Basilica di Santa Maria Maggiore sono esempi di straordinaria architettura e arte religiosa, che raccontano secoli di devozione e cultura.

Andrea veniva da una famiglia profondamente radicata nella comunità di Bergamo. Suo padre, Giovanni, era un medico di base molto rispettato nella Città Alta. Per decenni, Giovanni aveva servito la comunità con dedizione e competenza, diventando un punto di riferimento per i suoi pazienti. La sua attività era caratterizzata da lunghe giornate di visite domiciliari e consultazioni nel suo studio, situato in una delle vie storiche del borgo.

Ogni mattina, Giovanni percorreva le strade acciottolate con la sua borsa da medico, conoscendo ogni vicolo e ogni famiglia del quartiere. Ormai vicino alla pensione, continuava a lavorare con la stessa passione di sempre, anche se aveva ridotto il numero di pazienti per dedicarsi maggiormente ai suoi interessi personali e alla famiglia.

La madre di Andrea, Lucia, era una casalinga che aveva dedicato la sua vita alla cura della famiglia. Lucia era una donna di grande calore e generosità, sempre pronta a sostenere i suoi figli e a creare un ambiente accogliente e sereno a casa.

Andrea aveva un fratello minore, Carlo, che si era appena laureato in ingegneria edile. Carlo, come Andrea, aveva ereditato dai genitori una forte etica del lavoro e un grande senso di responsabilità. Dopo la laurea, Carlo aveva iniziato a lavorare per una piccola impresa di costruzioni, dedicandosi con passione ai progetti di restauro e conservazione degli edifici storici di Bergamo e dintorni.

Andrea aveva sempre ammirato suo padre e, sin da giovane, aveva deciso di seguire le sue orme. Dopo aver frequentato il liceo classico Sarpi di Bergamo, si era iscritto alla facoltà di medicina all'Università degli Studi di Milano.

Gli anni universitari erano stati intensi e impegnativi, ma Andrea aveva affrontato gli studi con determinazione e passione, sostenuto dall'esempio del padre e dall'amore della famiglia. Dopo la laurea, si era specializzato in medicina interna, un campo che gli permetteva di approfondire le conoscenze cliniche e di sviluppare una visione olistica del paziente.

Conclusa la specializzazione, Andrea aveva trovato lavoro presso l'ospedale di Bellano, un piccolo centro situato sulla sponda orientale del Lago di Como. L'ospedale, pur essendo di dimensioni modeste, era rinomato per la qualità delle cure e per l'attenzione ai pazienti.

Andrea si era trasferito a Bellano con entusiasmo, pronto a mettere in pratica quanto appreso durante gli anni di studio e a costruire una carriera in ambito medico. Lavorava a stretto contatto con un team di medici e infermieri dedicati, affrontando ogni giorno nuove sfide e cercando sempre di migliorarsi.

Nonostante la distanza da Bergamo, Andrea manteneva un forte legame con la sua famiglia. Ogni volta che aveva un po' di tempo libero, tornava nella Città Alta per visitare i genitori e il fratello. Le passeggiate con il padre per le stradine storiche, le chiacchierate con la madre davanti a una tazza di caffè e le discussioni con Carlo sui progetti di lavoro erano momenti preziosi che Andrea custodiva gelosamente.

Un giorno, durante una di queste visite, Giovanni parlò ad Andrea del suo imminente pensionamento. "Sai, figlio mio," disse Giovanni, "è quasi arrivato il momento per me di appendere il camice al chiodo. È stato un lungo viaggio, ma credo che sia giusto lasciare spazio alle nuove generazioni."

Andrea guardò suo padre con ammirazione e un pizzico di nostalgia. "Hai fatto tanto per questa comunità, papà. Sei un esempio per tutti noi."

Giovanni sorrise. "E tu stai seguendo una strada splendida. Sono orgoglioso di te e del lavoro che fai a Bellano. È un posto magnifico, e so che farai la differenza lì."

Così, con il sostegno e l'ispirazione della sua famiglia, Andrea continuava a crescere nella sua professione, portando avanti l'eredità di dedizione e cura tramandata da suo padre. Bellano divenne la sua nuova casa, un luogo dove poteva fare la differenza nella vita delle persone e costruire il suo futuro accanto a Lisa, con la quale condivideva sogni e progetti.

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