Racconti. Il Segreto di Corenno Plinio.
- Capitolo 1: Un Sogno Condiviso
- Capitolo 2: Un Nuovo Inizio
- Capitolo 3: Una Decisione Comune
- Capitolo 4: Il Ritorno Forzato
- Capitolo 5: L’Inizio dell’Indagine
Amore e Coraggio in un Borgo tra Misteri e Cospirazioni
di Marco Arezio. Una vita lavorativa spesa nelle direzioni commerciali e marketing di aziende internazionali del settore del riciclo e dell'ambiente, si appassiona alla scrittura fin da giovane. Amante della storia, dell'ambiente e della slowlife, pubblica i suoi romanzi gialli e saggi su Amazon.
Racconti. Il Segreto di Corenno Plinio. Capitolo 1: Un Sogno Condiviso
Il cielo notturno avvolgeva Corenno Plinio in un abbraccio silenzioso, con le stelle che scintillavano come piccoli fari di speranza nel vasto firmamento. All'interno della loro casa in pietra, situata sulle sponde del lago, il respiro lento e regolare di Lisa riempiva l'aria di una melodia tranquilla.
I suoi capelli neri e lucenti si spargevano disordinatamente sul cuscino, creando l'illusione di stormi di corvi in volo al chiaro del mattino.
Andrea, seduto accanto a lei, osservava ogni dettaglio di quel quadro sereno. Certo, non sapeva cosa Lisa potesse sognare in quei momenti di quiete, ma notava ogni piccolo movimento, ogni lieve affanno che attraversava il suo respiro.
Le gocce di sudore sulla sua fronte brillavano alla luce fioca della luna che si rifletteva sul lago, e lui sentiva il desiderio irresistibile di asciugarle, di parlarle, di dirle cose vane. Ma il timore di spezzare quel fragile incanto lo tratteneva, lasciandolo in silenzio a contemplare la bellezza del sonno di Lisa.
Ogni notte, Andrea trovava una felicità indescrivibile nel vederla addormentata accanto a lui, persa in chissà quali sogni. Il gioco dell'averla così vicina, di poterla osservare mentre esplorava mondi onirici sconosciuti, lo riempiva di una gioia pura e semplice.
Lisa, con i suoi sorrisi e le parole mormorate nel sonno, gli offriva uno spettacolo intimo e commovente. Le sue parole, a volte strane e prive di senso, sembravano eco di ricordi felici, attimi rapiti dal flusso del tempo e trasportati in un atomo onirico, veloce e sfuggente.
Andrea non poteva fare a meno di sorridere osservando il viso di Lisa, accarezzando dolcemente dalla sua mano. Quel breve lampo di felicità che illuminava il suo volto sembrava un dono inaspettato, sebbene il loro cielo fosse puramente umano.
La notte, con il suo ritmo lento e costante, si frantumava pian piano mentre l'alba iniziava a farsi strada sull'orizzonte, sopra le montagne verdi che circondavano il lago di Como. La luna cedeva il passo al sole nascente, e il nuovo giorno iniziava a prendere forma.
Quando Lisa si svegliò, i suoi occhi incontrarono quelli di Andrea, che la guardava con una tenerezza infinita. "Cosa stai guardando?" chiese lei, con una voce ancora intrisa di sonno.
Andrea sorrise, ancora avvolto nella magia di quella notte ormai svanita. "Sto guardando te," rispose, con una sincerità che riempiva l'aria di una dolcezza palpabile. "Sto pensando a quanto ti ami e a quanto siano vuote le parole per descrivere ciò che provo."
Lisa lo osservò, il sorriso che affiorava sulle sue labbra era un riflesso della felicità condivisa. "Che sogni ti hanno accompagnata?" chiese Andrea, desideroso di conoscere i mondi che lei aveva esplorato durante la notte.
Lisa chiuse gli occhi per un momento, cercando di afferrare i ricordi fugaci dei suoi sogni. "Ero in un luogo bellissimo," iniziò, "dove tutto era possibile. Vedevo colori e sentivo suoni che non esistono nel mondo reale. E c'eri tu, sempre accanto a me."
Mentre parlava, il sole fuori esplodeva in un tripudio di luce e calore, annunciando un nuovo giorno. Andrea la ascoltava, rapito dalle sue parole, consapevole che, nonostante i sogni potessero essere effimeri, la realtà che condividevano era tangibile e preziosa.
E in quel momento, con il nuovo sole che brillava alto nel cielo, sapeva di avere tutto ciò che avrebbe mai potuto desiderare: l'amore di Lisa e la promessa di infinite notti e giorni insieme, ad esplorare i misteri dei loro cuori e dei loro sogni.
Il loro rifugio a Corenno Plinio, con il lago che si estendeva calmo davanti a loro e le antiche stradine di ciottoli che si snodavano attraverso il borgo, era il luogo perfetto dove coltivare il loro amore.
E con ogni nuovo giorno, sapevano di essere pronti ad affrontare il futuro insieme, mano nella mano.Il borgo stesso, con le sue viuzze di ciottoli, i balconi fioriti e le scalinate che scendevano verso il lago, era parte del loro amore. Corenno Plinio era una perla nascosta del Lario: poche decine di case, il castello medievale ancora vigile, la chiesa romanica di San Tommaso di Canterbury, il sagrato affacciato sulle acque. Le auto erano bandite dal centro; qui si camminava soltanto, si ascoltava il suono dei passi sul selciato, il richiamo lontano dei pescatori che al mattino salutavano il sole con le loro barche colorate.
Ogni giorno, la breva soffiava puntuale, rinnovando l’aria e portando freschezza anche nelle giornate più calde. I vecchi del paese dicevano che quel vento era la carezza del lago, un segno di fortuna, il respiro stesso della natura. Lisa lasciava spesso aperte le finestre, per permettere alla breva di attraversare la casa, mescolando i profumi del giardino – rosmarino, lavanda, rose rampicanti – con quello dell’acqua e del legno umido.
Nei pomeriggi estivi, si sedevano insieme sul balcone che si affacciava sul lago, le dita intrecciate, lo sguardo perso a seguire le increspature delle onde. Andrea raccontava storie della sua infanzia a Bergamo, dei giochi sotto le mura veneziane, delle mattine in cui il padre medico lo portava con sé a visitare i pazienti nei borghi della valle. Lisa, invece, parlava della sua Val di Scalve, delle albe nel bosco con il padre boscaiolo e dei pomeriggi a osservare la madre lavorare il latte appena munto, trasformandolo in formaggi fragranti e profumati.
Il borgo era per loro una culla di sogni e di radici, un luogo che, pur non avendoli visti nascere, li aveva accolti come figli. La storia di Corenno Plinio si intrecciava con le loro giornate: il racconto delle invasioni medievali, la resistenza alle guerre, la leggenda di Plinio, la presenza silenziosa dei santi e dei viandanti che nei secoli avevano trovato rifugio tra quelle pietre. Le sere d’estate, scendevano insieme lungo la scalinata antica fino al porticciolo, dove le barche ondeggiavano leggere al ritmo della breva e la luce della luna faceva brillare le acque come argento vivo.
Il tempo, a Corenno Plinio, aveva un ritmo diverso. Non c’era traffico, non c’erano rumori, solo il canto degli uccelli, il suono delle campane, la voce roca di Pietro, il pescatore più anziano del paese, che ogni giorno raccontava a Lisa e Andrea storie di pescate memorabili e di tempeste affrontate con coraggio. Le giornate si susseguivano l’una all’altra come pagine di un libro prezioso: al mattino, la luce dorata riempiva la casa di energia nuova; nel pomeriggio, il silenzio del borgo invitava a passeggiare senza meta; la sera, le stelle e il lago si fondevano in un unico, immenso abbraccio.
La loro felicità era fatta di dettagli minuscoli: una colazione condivisa sul balcone, una carezza rubata mentre preparavano la cena, la soddisfazione di una giornata di lavoro ben fatta, la certezza di ritrovarsi sempre, la sera, nello stesso abbraccio. Lisa e Andrea sapevano che il segreto della felicità non era nascosto in grandi avventure o imprese, ma in quei piccoli riti quotidiani che, ripetuti giorno dopo giorno, diventavano la trama stessa dell’amore.
Quando la notte calava sul borgo, portando con sé il profumo della breva e il silenzio della campagna, si addormentavano sapendo che nulla era scontato, che ogni giorno era un dono da custodire e una promessa da rinnovare. Il cielo di Corenno Plinio, con le sue stelle riflesso sul lago, vegliava su di loro, silenzioso e benevolo, come a ricordare che i sogni condivisi, se coltivati con cura, sanno trasformare anche il più piccolo dei borghi in un mondo perfetto.
E così, tra la pace delle pietre antiche, il respiro leggero del vento e la luce dorata dell’alba, Lisa e Andrea continuavano a vivere il loro sogno: un amore che era casa, radice, destino e rifugio. Un amore che ogni notte si faceva promessa, e ogni mattina rinascita, nel cuore segreto e incantato di Corenno Plinio.
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