rNEWS: L’impianto di Versalis di Mantova (IT) Fermerà per ManutenzioneL’impianto di Versalis di Mantova (IT) Fermerà per ManutenzioneLa direzione dell’impianto di produzione dei polimeri stirenici in ABS di Versalis Mantova, attraverso un comunicato, ha annunciato lo stop delle produzioni per dare avvio ad un piano di ammodernamento degli impianti di produzione nei mesi di Giugno e Luglio di quest’anno.Infatti, Versalis (Eni) informa che sono iniziate le operazioni propedeutiche alla fermata generale programmata per la manutenzione e i nuovi investimenti previsti nello stabilimento di Mantova. Le attività saranno eseguite per fasi: nei mesi di giugno e luglio 2021 è previsto il picco delle operazioni presso gli impianti. Le attività di manutenzione riguardano gli impianti stirenici e intermedi (stirolo monomero, fenolo e derivati, polimeri e i servizi di stabilimento) e un nuovo importante investimento per l’espansione della produzione di polimeri stirenici ABS, per una capacità aggiuntiva di 30mila tonnellate/anno, verso gradi differenziati e ad alto valore aggiunto, destinati a settori chiave come automotive, arredamento ed elettrodomestici. Gli investimenti prevedono anche interventi per il miglioramento tecnologico e di affidabilità e di efficientamento energetico e ambientale per un totale di oltre 40 milioni di euro di investimenti nel biennio 2020-2021. Nel cantiere, che durerà circa due mesi, saranno coinvolte circa 30 imprese, con una presenza di picco di 600 persone di ditte terze. Saranno costruiti 60 mila metri cubi di ponteggi e ispezionate 600 apparecchiature. Le attività vedranno impegnati un team dedicato alla sicurezza integrato dal supporto delle squadre del Safety Competence Center di Eni e personale dedicato alla sorveglianza sanitaria. In particolare, è stato previsto un protocollo di misure aggiuntive a quelle già attuate e un programma di screening epidemiologico per la prevenzione e il contrasto al Covid-19 al fine di garantire la massima tutela della salute dei lavoratori e delle comunità locali. La più importante delle misure attuate è la campagna di test tramite tamponi rapidi in un’area dello stabilimento appositamente attrezzata che verrà avviata, su base volontaria anche a tutto il personale del sito, prima della fermata. Inoltre, verranno installati 9 termo-scanner per agevolare il controllo del personale in entrata e uscita dallo stabilimento e saranno distribuite a tutto il personale impiegato nelle operazioni di fermata mascherine FFP2. Durante le attività di fermata e di riavvio degli impianti saranno attivi i dispositivi di controllo e i sistemi di sicurezza, tra i quali la torcia che si attiverà, in maniera discontinua, per il tempo strettamente necessario a effettuare gli interventi programmati. Saranno preventivamente informati gli Enti competenti, come previsto dal vigente Protocollo Operativo di comunicazione.
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TotalEnergies e Saint-Gobain insieme per decarbonizzare l'industria franceseSiglato un accordo per la fornitura di 875 GWh di elettricità rinnovabile, rafforzando l’impegno verso la riduzione delle emissioni di carbonio entro il 2050di Marco ArezioTotalEnergies ha siglato un Power Purchase Agreement (PPA) con Saint-Gobain, in base al quale fornirà elettricità rinnovabile agli impianti francesi della multinazionale. L’accordo entrerà in vigore a partire da gennaio 2026 e prevede una fornitura totale di 875 GWh di energia in un periodo di cinque anni. L'elettricità sarà prodotta da impianti eolici e solari di proprietà di TotalEnergies situati nel nord-est e nel sud della Francia, oltre che nella Valle della Loira. Saint-Gobain riceverà una fornitura continua di energia elettrica con garanzie di origine, certificando la provenienza dell'energia da fonti rinnovabili. Questo contratto per l'elettricità rinnovabile si aggiunge a un precedente accordo firmato a giugno 2023, in cui TotalEnergies ha venduto biometano prodotto presso il suo sito BioBéarn a Saint-Gobain. "Siamo entusiasti di questo nuovo accordo con Saint-Gobain, che rappresenta un segnale del nostro impegno condiviso per decarbonizzare l'industria francese. Dimostra anche la nostra capacità di offrire soluzioni energetiche che rispondono alle esigenze dei clienti, garantendo al contempo la provenienza dell’elettricità verde fornita", ha dichiarato Sophie Chevalier, Vicepresidente di Flexible Power & Integration di TotalEnergies. "In Francia, TotalEnergies dispone di un portafoglio di energie rinnovabili di oltre 2 GW, che contribuisce a evitare l’emissione di 800.000 tonnellate di CO2 ogni anno. Questo è un argomento convincente per i nostri clienti", ha aggiunto. Swaroop Srinath, Direttore degli Acquisti Energetici per il gruppo Saint-Gobain, ha commentato: "Saint-Gobain si è impegnata a raggiungere le emissioni nette zero di carbonio entro il 2050. Per realizzare questa ambizione, è fondamentale decarbonizzare i nostri processi produttivi. Questo contratto con TotalEnergies consente al Gruppo di compiere un ulteriore passo verso tale obiettivo, garantendo una fornitura affidabile e continua di elettricità rinnovabile per i nostri siti industriali. Grazie a questo PPA, insieme ad altri contratti siglati dal Gruppo in Francia, il 30% dell'elettricità utilizzata nei nostri impianti francesi proverrà da fonti rinnovabili entro il 2027." Soluzioni su misura per le esigenze specifiche dei clienti L’accordo con Saint-Gobain segue altri contratti simili firmati da TotalEnergies con aziende come Air Liquide, Amazon, LyondellBasell, Merck, Microsoft, Orange e Sasol. Questo testimonia ulteriormente la capacità di TotalEnergies di sviluppare soluzioni innovative, sfruttando un portafoglio diversificato di asset per supportare i propri clienti negli sforzi di decarbonizzazione.
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Versalis: La Chimica al Servizio dell'Economia CircolareL'amministratore delegato di Versalis, in un'intervista a Repubblica, ripercorre le attività dell'azienda in un'ottica di economia circolare Accogliamo volentieri su rNEWS l'intervista di Giacomo Talignani all'amministratore delegato di Versalis, Daniele Ferrari, in cui si affrontano i nodi del presente e del futuro dell'economia circolare, in merito alla lavorazione e allo smaltimento dei rifiuti plastici. Nell'articolo si affrontano le problematiche, ancora aperte, del ciclo dei rifiuti: discariche, termovalorizzazione, pirolisi, prodotti monouso e creazione di packaging sostenibili.La chimica e i suoi processi come chiave per disegnare un mondo basato su una maggiore capacità di riciclo, packaging e prodotti più snelli e amici dell'ambiente, ma anche plastica recuperata e resa nuovamente "vergine" e nuove ricette per la lunga strada verso la decarbonizzazione. I prodotti pensati sotto la lente della circolarità, il recupero dei materiali e la ricerca di quelli alternativi, sono oggi al centro della missione di Versalis, società chimica di Eni. Daniele Ferrari, amministratore delegato di Versalis, racconta l'importanza della chimica per la sostenibilità di oggi e del futuro. Come la chimica può oggi aiutare il riciclo ed essere al centro dell'economia circolare?"Come produttori di materie plastiche e prodotti chimici per noi è importantissimo oggi non solo produrre ma anche fornire nuove soluzioni che poi verranno utilizzate sui mercati. Ecco perché per Versalis la circolarità deve essere a 360 gradi. Ci muoviamo su tre linee fondamentali: l'eco design, ovvero produrre e pensare i nostri prodotti anche sotto l'aspetto del fine vita, massimizzando le risorse e pensando per esempio come rendere i manufatti più semplici da riciclare; poi l'utilizzo dei feedstock alternativi con un giusto mix di transizione fra materie prime fossili e quelle rinnovabili, su cui ci stiamo concentrando sempre di più nelle nostre produzioni; e infine un particolare sviluppo e attenzione alle tecnologie di riciclo. Abbiamo un forte senso di responsabilità sociale, con sempre maggiore attenzione alla sostenibilità in azienda: quindi noi come industria chimica dobbiamo impegnarci a contribuire con lo scopo di riciclare sia meccanicamente che chimicamente i prodotti". La plastica, di cui vi occupate, è un materiale complesso da riciclare. Come vi state muovendo per recuperarlo? "Il tasso del riciclo della plastica nel mondo è ancora basso. In Europa, con un mercato di circa 50 milioni di tonnellate di plastica vergine, oltre il 30% dei rifiuti in plastica raccolti viene inviato a processi di riciclo, oltre il 40% viene termovalorizzato e il restante finisce in discariche, e quest'ultimo è un grosso problema. Dobbiamo riuscire a riciclare di più. Durante la pandemia legata al Covid ci siamo resi conto dell'importanza di alcune applicazioni della plastica: da quelle usate nel settore sanitario a quelle del packaging alimentare, è balzata agli occhi l'importanza della plastica proprio per la sua versatilità, perché senza questo materiale sarebbe stato difficile fare molte cose che abbiamo fatto, dai tamponi sino alle mascherine. E' necessario dunque pensare sempre di più al riuso della plastica: oggi in Europa il riciclo meccanico può soddisfare l'esigenza fino a un certo punto. Probabilmente si arriverà a incrementare la percentuale di plastica riciclata meccanicamente, ma difficilmente si andrà oltre perché sui mercati sono presenti plastiche miste e materiali multi-strato. Ecco perché, per andare oltre e ottenere maggiori possibilità di recupero, stiamo sviluppando il riciclo molecolare. Un esempio è quello che facciamo col progetto Hoop, prevediamo di realizzare un primo impianto da 6 mila tonnellate anno a Mantova". In che cosa consiste questo progetto? "In parole molto semplici Hoop si basa sul processo di pirolisi per trasformare plastiche miste in materia prima che possa dar vita a nuove plastiche "vergini", in modo da avere un ciclo di economia circolare. La plastica recuperata viene scaldata nel reattore a 400-500 gradi con basse pressioni: in sostanza la scomponiamo per poterla riutilizzare. Al di là della produzione energetica per scaldare il reattore non ci sono emissioni dirette e questo processo fa in modo che questa plastica ritorni ad essere un bene primario. Con il riciclo molecolare si è meno limitati rispetto a quello meccanico. In futuro speriamo che questo ciclo comprenda anche la possibilità che l'energia necessaria per questo processo arrivi totalmente da fonti rinnovabili, in modo da chiudere il ciclo completamente" E' difficile applicare il concetto di circolarità al recupero della plastica? "Noi facciamo parte della Circular Plastics Alliance e abbiamo preso impegni importanti per il riciclo della plastica, cercando di dimostrare che questo materiale si può recuperare. La plastica non è un problema, ma lo è la cattiva gestione del fine vita. Questo si può realizzare con le tecnologie che stiamo sviluppando. Crediamo infatti che per il futuro sia meglio impegnarsi per gestire al meglio i rifiuti di plastica, piuttosto che eliminare questo materiale, in uno slogan meglio essere "plastic waste free" che "plastic free". Quali altre sfide coinvolgono i rifiuti di plastica? "Una delle prime sfide intraprese è per esempio il progetto Versalis Revive. Creiamo nuovi prodotti con plastica vergine e plastica da riciclo sino al 75%. Lo riusciamo a fare sia nel polistirene, sia nel polietilene per esempio per ottenere prodotti per il settore agricolo per il packaging come film e pellicole. Poi ci sono iniziative come RiVending, in cui raccogliamo bicchierini e palette del caffè e dai monouso diamo vita alla produzione di polistirene espandibile per lastre isolanti per condomini o abitazioni e packaging protettivo di elettrodomestici e mobili. Credo che RiVending dimostri anche che nella grande corsa a bandire monouso di plastica si poteva ragionare diversamente, cioè su come riciclarli e rilevarne valore senza danneggiare un'industria già sotto pressione. Abbiamo dimostrato in modo pratico cosa si può fare con i monouso, un esempio di riciclo applicabile anche in altre realtà". Un esempio di riconversione invece arriva da Crescentino (Vercelli), dove ora producete disinfettante. "Sì, con l'esperienza che abbiamo nella chimica da fonti rinnovabili nel sito di Crescentino in Piemonte abbiamo adattato gli impianti produttivi per produrre una gamma di disinfettanti (chiamati Invix, ndr) utilizzando come principio attivo l'etanolo da materie prime vegetali. Una riconversione necessaria per il momento particolare e difficile che stiamo vivendo. Continueremo a produrre ed espanderemo presto la nostra gamma di prodotti". Quali altre trasformazioni saranno invece necessarie per garantire la transizione energetica? "Servirà una trasformazione completa della nostra industria, ma non si può fare in un solo stadio. Integrare gli impianti chimici tradizionali con strutture nuove e tecnologiche che ci permettono di essere sempre più rinnovabili e circolari è l'obiettivo. Per fare questo usiamo una strategia che definirei a fasi, modulare, un percorso che la chimica sta già facendo e deve fare per essere all'avanguardia, stimolati dalla sensibilità ambientale, dal New Green Deal e da tutti gli apparati di sostegno che verranno per il cambiamento". In questa partita la chimica che ruolo gioca? "All'interno di Eni ogni business fa la sua parte verso la decarbonizzazione. Noi come parte chimica abbiamo la possibilità di integrarci e poter dare l'apporto tecnologico verso questo cambiamento. Ci sentiamo fortemente motivati e responsabilizzati: l'industria chimica tocca circa il 95% di ogni settore industriale, molti dei prodotti che ci circondano sono fatti grazie alla chimica e per questo sappiamo di avere un ruolo importante verso il futuro. Speriamo che anche le persone comprendano quanto la chimica, a volte inquadrata erroneamente o associata magari all'inquinamento, abbia in realtà un ruolo decisivo e prezioso, come risorsa, per lo sviluppo di una società più sostenibile".Giacomo Talignani, la Repubblica
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rMIX: Ineos e Polystyvert Collaborano per il Riciclo del PolistiroloAnche il polistirolo ha trovato una soluzione tecnicamente ed economicamente vantaggiosa per il suo ricicloAttraverso la tecnologia di dissoluzione e separazione degli inquinanti è possibile ricreare una materia prima pulita ed efficiente per riprodurre nuovamente polistirolo. questo è frutto della collaborazione tra Ineos Styrolution e Polystyvert.INEOS Styrolution e Polystyvert stabiliscono un accordo di sviluppo congiunto volto a promuovere un'economia circolare per il polistirolo Una tecnologia avanzata e brevettata di riciclo brevettata offre un approccio unico per ottenere il polistirene riciclato di alta qualità. INEOS Styrolution , leader globale nella stirenica, e Polystyvert , leader innovativo nella tecnologia di dissoluzione, stanno collaborando per convertire la plastica post-consumo di polistirene in una nuova resina di materia prima di polistirene (PS) di alta qualità. Polystyvert utilizza una tecnologia di dissoluzione brevettata per trasformare i rifiuti di polistirene in polistirene riciclato di alta qualità. Il metodo di dissoluzione dei prodotti da riciclare prende i rifiuti di plastica nella loro forma solida e li decompone con un solvente. Una volta dissolto, il processo può separare meccanicamente e chimicamente contaminanti e additivi, prima di separare definitivamente il polimero originale dal solvente. Il prodotto finale è quindi un polimero pulito che può essere nuovamente utilizzato come nuova resina di materia prima. La tecnologia di purificazione Polystyvert offre la possibilità di trattare tutti i tipi di materie prime, dai rifiuti industriali ai flussi post-consumo. La tecnologia può eliminare un'ampia gamma di contaminanti difficili da rimuovere come pigmenti e ritardanti di fiamma bromurati. I granuli di polistirene riciclato possono quindi essere utilizzati per produrre varie categorie di prodotti in polistirene, comprese le applicazioni per alimenti. INEOS Styrolution ha forti obiettivi di sostenibilità per migliorare e aumentare il recupero dei rifiuti di polistirolo post-consumo. Questo accordo di sviluppo congiunto rafforza l'impegno a lavorare sulle tecnologie di riciclaggio più avanzate. "La capacità di purificazione della tecnologia di Polystyvert è unica", afferma Ricardo Cuetos, Vice Presidente, INEOS Styrolution Americas, Standard Products. Cuetos continua: "L'alta qualità della resina finale di polistirene riciclato è essenziale per ottenere un'economia veramente circolare in mercati chiave come il confezionamento dei servizi di ristorazione". Solenne Brouard, CEO di Polystyvert , afferma: "La dissoluzione è una tecnologia efficiente a basso consumo energetico che offre una soluzione efficace per riciclare il polistirene a circuito chiuso". Utilizzando questo metodo, “ il polistirene riciclato è prodotto ad un prezzo competitivo. In questo modo si esprime la forza di un'economia circolare ". La signora Brouard prosegue: "Siamo lieti di lavorare con INEOS Styrolution per creare un'economia veramente circolare per il polistirolo. Il nostro obiettivo comune è riciclare quanto più polistirolo possibile e una partnership in quanto tale farà la differenza. " Informazioni su Polystyvert Fondata nel 2011, Polystyvert è una startup con tecnologia pulita che ha sviluppato un processo innovativo e a basso impatto di carbonio per riciclare il polistirene basato su una tecnologia di dissoluzione. Creando un circuito breve per il riciclo del polistirolo, la forza della sua tecnologia risiede nella sua versatilità e capacità di purificazione approfondita. Efficace su tutti i tipi di polistirolo, la tecnologia di Polystyvert include un processo di purificazione che rimuove tutti i contaminanti. Il risultato, una materie prima riciclata di elevata purezza che può essere riutilizzata per prodotti in polistirene riciclato, comprese le applicazioni per alimenti. Con sede a Montreal, in Canada, Polystyvert distribuisce la sua tecnologia in tutto il mondo per dare a tutti l'accesso a un polistirolo sostenibile e apre le porte a un mercato più ampio per le tecnologie di riciclo.by Ineos
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Crescita dell'Industria Italiana delle Macchine della Plastica e Gomma Numeri positivi del comparto delle macchine della plastica e della gomma. Vediamoli nel dettagliodi Marco ArezioL'industria italiana di macchine per la lavorazione di plastiche e gomma ha registrato un fatturato straordinario di 4,8 miliardi di euro nel periodo precedente, segnando così un record. Questo successo si deve in gran parte a un incremento dell'export del 10,8%, portando le vendite all'estero a 3,59 miliardi di euro. Nonostante le difficoltà causate dalla pandemia di Covid e un contesto macroeconomico sfidante, l'anno ha visto una crescita del 2,8% rispetto all'anno 2022. Tuttavia, il mercato interno ha evidenziato una contrazione del 7,5%, con vendite per 2,33 miliardi di euro.Massimo Margaglione, Presidente di Amaplast, ha espresso grande soddisfazione per questi risultati, sottolineando l'importanza del settore delle macchine per plastica e gomma come punto di forza del Made in Italy a livello globale. Questo entusiasmo è supportato anche dal successo della fiera Plast, che conferma la solidità di questo comparto. Per quanto riguarda le prospettive future, il 2024 si preannuncia più incerto a causa di vari fattori, quali tensioni geopolitiche, aumento dei tassi di interesse e instabilità generale, che potrebbero influenzare negativamente le prestazioni del settore. Dopo aver superato i problemi legati alla catena di approvvigionamento, si anticipa una fase di assestamento con possibili difficoltà nel breve e medio termine. Analizzando più da vicino i diversi segmenti di mercato, l'anno appena trascorso ha visto una crescita a doppia cifra in quasi tutte le categorie di macchinari, ad eccezione degli estrusori, che tuttavia hanno comunque mostrato un incremento del 7%. Secondo Amaplast, settori come le presse a iniezione e le termoformatrici hanno recuperato terreno dopo un inizio d'anno meno promettente. L'export, che costituisce due terzi della produzione, ha registrato un trend positivo in tutte le aree geografiche, con variazioni che vanno dal +6,1% in Europa al +20% nelle Americhe e un +8,1% in Asia. Particolarmente notevoli sono stati i risultati nel Medio Oriente e in Africa, con incrementi rispettivamente del 50,3% e del 36% nel nord Africa e del 31% nelle destinazioni sub-sahariane. Margaglione ha espresso preoccupazione per il rallentamento già avvertito a fine anno e per l'attuale situazione sfavorevole, ma rimane ottimista riguardo al futuro. L'ottimismo si basa sulla capacità delle piccole e medie imprese italiane di innovare e superare le sfide, grazie a un forte spirito imprenditoriale e a una ricerca e sviluppo dinamica. L'accoglienza positiva del piano Industria 5.0, nonostante le incertezze legate alla sua implementazione, evidenzia la necessità di misure di sostegno tempestive per il mercato interno, secondo il presidente di Amaplast. Questo scenario sottolinea la resilienza e l'adattabilità delle aziende italiane di fronte alle sfide, mantenendo un cauto ottimismo per il futuro. Fonte Polimerica
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Gara del Governo Polacco per Piattaforme Eoliche Offshore nel Mar BalticoGara del Governo Polacco per Piattaforme Eoliche Offshore nel Mar BalticoIl governo ha lanciato un nuovo schema di aste che copre 11 aree del Mar Baltico Polacco, per una capacità totale prevista di oltre 10 GW, al fine di sfruttare il forte potenziale dell'area per la produzione di energia eolica dovuto alle condizioni meteorologiche favorevoli.TotalEnergies e la società polacca KGHM parteciperanno alla gara e la loro partnership si baserà sui punti di forza di entrambe le società. TotalEnergies sfrutterà la sua comprovata esperienza nelle operazioni offshore, la sua esperienza nella gestione di progetti su larga scala e i suoi legami con le catene di approvvigionamento mondiali. KGHM, in quanto importante gruppo statale polacco, porterà la sua conoscenza del mercato polacco. Se premiati con uno o più parchi eolici, i partner mobiliteranno le migliori risorse per sviluppare questi progetti secondo gli standard e i tempi di consegna più elevati, con un alto livello di contenuto locale, stimolando così l'industria locale, creando posti di lavoro in Polonia e contribuendo alla fornitura di elettricità verde a un prezzo competitivo. "Lo sviluppo dell'eolico offshore contribuisce sia alla transizione energetica dell'Europa che alla sicurezza dell'approvvigionamento. Con condizioni meteorologiche favorevoli, la Polonia è particolarmente ben posizionata per partecipare alla crescita di questo mercato promettente", ha affermato Patrick Pouyanné, Presidente e CEO di TotalEnergies . "Siamo lieti di collaborare con KGHM per rispondere alle gare eoliche offshore polacche. Insieme, mobiliteremo tutta la nostra esperienza per affrontare le sfide di questi progetti e contribuire così agli obiettivi di energia rinnovabile della Polonia". “Nella strategia di KGHM abbiamo dichiarato il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050. Abbiamo superato la fase di pianificazione e siamo coinvolti in azioni concrete. Siamo impegnati nel processo di acquisizione di numerosi progetti onshore e offshore. Abbiamo anche presentato domande preliminari per il prossimo round di permessi nel Baltico", ha affermato Marcin Chludziński, presidente del consiglio di amministrazione di KGHM Polska Miedź SA . "La cooperazione con un partner francese su un progetto di parco eolico offshore sembra essere molto promettente", ha aggiunto. Info: TotalEnergies
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Acquisizione della Società Spagnola Iber ResinasL’azienda è specializzata nel riciclo meccanico delle plastiche da post consumo e post industriali e nella produzione di granuli e macinatiContinuano le operazioni di acquisizioni sul mercato Europeo da parte dei grandi gruppi industriali attivi nel settore della plastica, che spingono per rilevare riciclatori e produttori di resine circolari al fine di aumentare la loro offerta di prodotti green sul mercato. Iber Resinas è un’azienda con sede a Valencia (Spagna) che si occupa del riciclo del polipropilene, del polietilene e del polistirolo, derivanti dalla raccolta differenziata o dai rifiuti di produzione industriale. trasformandoli in macinati o granuli per la produzione di nuovi prodotti plastici.L’azienda ha un mercato consolidato nella vendita di polimeri riciclati che interessano il settore dell’automotive, quello edilizio e del settore degli imballaggi. L’acquirente che ha chiuso l’operazione è la multinazionale TotalEnergies, che continua la sua diversificazione del business, oltre che nel settore dell’energia rinnovabile, anche in quello delle plastiche riciclate. Lo scopo di questa acquisizione per TotalEnergies è quello di aumentare la sua produzione di polimeri circolari in Europa, l’ampliamento della sua gamma di prodotti riciclati e il miglioramento del suo accesso alle materie prime, attraverso la rete di fornitori di Iber Resinas. Dal lato opposto, Iber Resinas sfrutterà le sinergie con TotalEnergies per sviluppare prodotti di qualità e beneficerà della capacità della società di accelerare la propria crescita. "Questa acquisizione è un ulteriore passo verso il raggiungimento della nostra ambizione di aumentare la quota di polimeri circolari nella nostra produzione di plastica al 30% entro il 2030", ha dichiarato Nathalie Brunelle, Senior Vice President Polymers, Refining & Chemicals, presso TotalEnergies. "Siamo lieti di dare il benvenuto ai team di Iber Resinas e unire il loro know-how di riciclaggio con l'esperienza dei polimeri di TotalEnergies". “Entrare a far parte di TotalEnergies è una grande soddisfazione, ma anche un'opportunità per rafforzare e sviluppare Iber Resinas. Ci consentirà di costruire insieme il nostro lavoro, le nostre conoscenze e lo sviluppo in Spagna e nell'UE, nel settore del riciclaggio dei polimeri, e di affrontare le nuove sfide e le richieste dei nostri clienti ", hanno affermato Santiago Sanz e Borja Sanz, proprietari e amministratori delegati di Iber Resinas .Info: TotalEnergy
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Total e Qair Uniti per Svipuppare un Parco Eolico OffshoreTotal acquista il 20% progetto pilota del parco eolico galleggiante Eolmed, situato nel Mediterraneo.L'energia eolica è una tra le tante fonti rinnovabili di cui possiamo dotarci per la decarbonizzazione del pianta, insieme a quella idrica, solare, dei moti ondosi e l'energia atomica a fusione.Ci sono sempre state, anche per la costruzione di questi impianti, varie forme di opposizione, il classico fenomeno NIMBY (Not in My Back Yard), che ha in qualche modo frenato lo sviluppo di questa fonte alternativa. In effetti, la scelta di creare dei parchi eolici in mare aperto non ha solo il vantaggio di poter usufruire di correnti più regolari ed intense, rispetto a quelle che passano sulla terraferma, ma mitiga sicuramente l'impatto estetico di un impianto di grandi dimensioni da inserire in un contesto abitato.Total, come ha annunciato recentemente in un comunicato, sta continuando lo sviluppo di questa tecnologia attraverso acquisizioni di società specializzate nel settore.Infatti diventa azionista del 20% nel progetto pilota del parco eolico galleggiante Eolmed, situato nel Mediterraneo, al largo della costa di Gruissan e vicino a Port-La-Nouvelle (regione occitana). Attribuito a luglio 2016, questo progetto da 30 megawatt (MW) accelererà lo sviluppo di una tecnologia eolica galleggiante. Insieme a Qair, lo storico sviluppatore e azionista di maggioranza del progetto, e ai suoi partner locali, Total porta la sua esperienza nella concezione, implementazione e sfruttamento di installazioni offshore durante tutto il loro ciclo di vita. Total continua così a rafforzare la sua posizione nel settore emergente dell'eolico offshore galleggiante, nel quale vuole essere uno dei leader mondiali. Oggi il Gruppo è presente in Corea del Sud con un portafoglio di 2 gigawatt e nel Regno Unito con il progetto Erebus da 100 MW, a cui sono stati appena assegnati i diritti di sviluppo esclusivo per la sua area. Julien Pouget, Direttore Rinnovabili di Total, ha dichiarato: “Questo annuncio dimostra ancora una volta l'ambizione e la volontà del Gruppo di innovare nel campo delle energie rinnovabili. L'eolico offshore galleggiante è un segmento molto promettente in cui Total apporta in particolare la sua vasta esperienza in progetti offshore. Insieme al nostro partner Qair, disponiamo delle risorse necessarie per affrontare le sfide tecnologiche e finanziarie che determineranno il nostro successo futuro. Sono lieto che Total possa contribuire all'emergere di questo nuovo settore in Francia. " “Il progetto Eolmed è al centro della strategia della regione Occitanie per lo sviluppo delle energie rinnovabili, attivamente supportato dai partner locali. Dimostra anche l'ambizione di Qair di diventare un attore importante nell'energia eolica offshore galleggiante in Europa. Unendo le forze con un rinomato partner industriale francese per questo progetto innovativo sviluppato dai nostri team dal 2016, Qair sta rafforzando la sua competenza tecnica per la realizzazione del progetto Eolmed e per i futuri progetti eolici galleggianti ". aggiunge Louis Blanchard, CEO di Qair. Total, rinnovabili ed elettricità Nell'ambito della sua ambizione di arrivare allo zero netto entro il 2050, Total sta costruendo un portafoglio di attività nel settore dell'elettricità, in particolare rinnovabile, che potrebbe rappresentare fino al 40% delle sue vendite entro il 2050. Entro la fine del 2020, la potenza lorda di Total la capacità di generazione mondiale sarà di circa 12 gigawatt, inclusi circa 7 gigawatt di energia rinnovabile. Con l'obiettivo di raggiungere 35 GW di capacità produttiva da fonti rinnovabili entro il 2025, Total continuerà a espandere la propria attività fino a diventare uno dei leader mondiali nelle energie rinnovabili.Vedi maggiori informazioniFoto: Qair
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Rifiuti elettronici: A2A amplia l’impianto nel carcere di Bollate con una nuova linea roboticaL'introduzione di intelligenza artificiale e robotica collaborativa raddoppia la produttività nel trattamento dei Raee, offrendo formazione e inclusione lavorativa ai detenuti del carcere di Bollatedi Marco ArezioIl 21 ottobre, il Gruppo A2A ha inaugurato una nuova linea robotica presso l’impianto di trattamento dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee), situato all’interno della Seconda Casa di Reclusione di Bollate e gestito da Amsa. Questa nuova linea rappresenta un importante passo avanti nell’ambito dell’economia circolare e della gestione sostenibile dei rifiuti elettronici, sfruttando tecnologie avanzate come l’intelligenza artificiale e la robotica collaborativa. Un impianto all’avanguardia nel contesto europeo La struttura, operativa dal 2018, è stata progettata per essere molto più di un semplice impianto di smaltimento. Realizzata all’interno di un contesto unico nel suo genere in Europa, il carcere di Bollate si distingue per il suo modello di custodia attenuata e per la partecipazione attiva dei detenuti alle attività produttive. Questo impianto rappresenta un caso virtuoso di economia circolare e inclusione sociale, dimostrando che il riutilizzo e la valorizzazione delle risorse non sono limitati ai materiali, ma possono coinvolgere anche le persone. Grazie alla struttura, i detenuti hanno la possibilità di intraprendere un percorso concreto di formazione professionale, apprendendo competenze tecniche legate alla gestione dei rifiuti elettronici. Questo processo di riabilitazione lavorativa contribuisce non solo alla loro crescita personale e professionale, ma anche al più ampio obiettivo di una transizione ecologica. Il recupero delle materie prime critiche contenute nei Raee, come terre rare e metalli preziosi, è essenziale per lo sviluppo di tecnologie verdi e per la riduzione della dipendenza da risorse naturali limitate. La nuova linea: innovazione tecnologica e crescita dell’efficienza La vera novità dell’impianto di Bollate è rappresentata dalla linea robotica sviluppata in collaborazione con Hiro Robotics, che introduce l’intelligenza artificiale e la robotica collaborativa nel processo di trattamento dei rifiuti elettronici. Questa linea è unica nel suo genere e segna un significativo miglioramento rispetto ai metodi tradizionali. Grazie alla robotica, i tempi di trattamento dei monitor, uno dei componenti più comuni e complessi dei Raee, sono stati ridotti a soli 3,5 minuti rispetto ai precedenti 10 minuti. Questo aumento di efficienza consente di raddoppiare la produttività, migliorando al contempo la precisione nella separazione dei diversi materiali contenuti nei dispositivi elettronici. L'automazione avanzata, inoltre, rende più sostenibile ed economico l’intero ciclo di gestione dei Raee, aumentando la capacità dell’impianto di rispondere alla crescente domanda di smaltimento e recupero delle apparecchiature obsolete. LaboRaee: un progetto di inclusione e professionalizzazione Oltre all'innovazione tecnologica, il progetto "LaboRaee" si distingue per il suo approccio umanitario e inclusivo. Attualmente, sono impiegati cinque detenuti nell'impianto, ma con l’introduzione della nuova tecnologia, è previsto un aumento significativo del personale coinvolto. Il progetto offre ai detenuti non solo un lavoro, ma anche un percorso di crescita professionale che li rende protagonisti di un’economia circolare in evoluzione. Il progetto si concentra sull’upskilling, ovvero sull’acquisizione di nuove competenze da parte dei detenuti, che non solo imparano a gestire processi automatizzati, ma diventano anche parte integrante di una filiera produttiva che ha un impatto positivo sia sull’ambiente sia sulla loro vita futura. Questo approccio alla riabilitazione professionale rende Bollate un modello da replicare in altri contesti, dimostrando che l’economia circolare può essere un motore di inclusione sociale e non solo di sostenibilità ambientale. Il futuro della gestione dei Raee L’iniziativa di A2A e Amsa al carcere di Bollate non è solo un esempio di innovazione tecnologica, ma rappresenta una visione più ampia per il futuro della gestione dei Raee in Italia e in Europa. Il riciclo dei rifiuti elettronici è una sfida cruciale per la sostenibilità, poiché la quantità di Raee cresce esponenzialmente con il rapido progresso tecnologico e il ciclo di vita sempre più breve dei dispositivi elettronici. La linea robotica inaugurata a Bollate dimostra come le nuove tecnologie possano rendere il processo di smaltimento più efficiente, sostenibile e sicuro, garantendo al tempo stesso una gestione ottimale delle risorse e riducendo il ricorso a discariche o a pratiche di smaltimento dannose per l’ambiente. Conclusione Il progetto avviato nel carcere di Bollate rappresenta un modello virtuoso di integrazione tra tecnologia, economia circolare e inclusione sociale. L’introduzione di intelligenza artificiale e robotica collaborativa permette non solo di migliorare l’efficienza del trattamento dei rifiuti elettronici, ma anche di offrire una seconda opportunità ai detenuti, dimostrando che l’innovazione può essere al servizio della società e dell’ambiente. Questo impianto è un esempio tangibile di come l’economia circolare possa contribuire non solo alla sostenibilità ambientale, ma anche alla costruzione di un futuro più equo e inclusivo per tutti.
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Acceso il più Grande Parco Eolico Offshore della Scozia4,3 miliardi di dollari per generare fino a 1075 MW di energia eolica offshore con una particolarità unica al mondoIl mondo sta rincorrendo e risolvendo le lacune che anni di inerzia politica hanno portato nel campo delle energie rinnovabili. Era comodo comprare petrolio, carbone o gas per produrre energia elettrica ma, oggi, per le questioni che tutti conosciamo, questo lassismo è diventato un boomerang. Per rimediare alle falle passate sono necessari fiumi di soldi e soluzioni politiche veloci ed efficaci in quanto, la progettazione, il finanziamento e l’istallazione di parchi eolici o solari di grandi dimensioni richiede grande volontà e determinazione nel raggiungere gli obbiettivi. In Scozia è in fase di ultimazione il parco eolico Seagreen posizionato a 27 Km. dalla costa di Angus che, a regine nel 2023, potrà erogare una potenza di 1075 MW potendo contare su 114 turbine. La particolarità di questo parco eolico a fondo fisso è che il più profondo al mondo, visto che le sue basi sono posizionate a ben 59 metri sotto il livello dell’acqua. La struttura dal costo di 4,3 miliardi di dollari è frutto della collaborazione tra TotalEnergy e SSE Renewables, infatti, TotalEnergies ha stipulato un accordo con SSE Renewables per acquisire una partecipazione del 51% nel progetto Seagreen nel giugno 2020. "Siamo lieti di annunciare l'inizio della produzione di energia da Seagreen, la nostra prima fase eolica offshore nel Mare del Nord del Regno Unito", ha affermato Vincent Stoquart, Senior Vice President Renewables di TotalEnergies . “Questo segna un nuovo passo nello sviluppo della capacità delle attività offshore di TotalEnergies. Questa pietra miliare contribuirà direttamente al nostro obiettivo di raggiungere 35 GW di capacità di elettricità rinnovabile in tutto il mondo entro il 2025”.Info: TotalEnergy
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I Primi Treni ad Idrogeno in Italia Saranno in LombardiaI Primi Treni ad Idrogeno in Italia Saranno in LombardiaI Primi Treni ad Idrogeno in Italia Saranno in Lombardia. Andranno a sostituire le linee che funzionano con locomotive dieselIn Italia ci sono ancora attive circa 2000 corse giornaliere di treni alimentati a gasolio con un impatto sull’ambiente del tutto negativo. Ed è da questo punto che la decarbonizzazione ferroviaria muoverà i primi passi attraverso la sostituzione di questi locomotori con nuovi mezzi alimentati a idrogeno. Il primo progetto verrà realizzato in Valcamonica, in provincia di Brescia, dove sulla tratta Brescia-Edolo, a partire dal 2026, vedremo viaggiare i primi 6 treni della Alstrom a trazione verde, utilizzando l’idrogeno. Il progetto prevede inoltre la costruzione di centrali locali per la produzione, in un primo tempo di idrogeno blu, che alimenterà le locomotive, per poi passare all’idrogeno verde una volta costruite tutte le infrastrutture. L’idrogeno blu, creato attraverso l’uso dell’energia derivante dal gas naturale e dal biometano, emetterà CO2 ma sarà totalmente recuperata e stoccata, evitando la dispersione nell’aria. Terminato il progetto, con l’arrivo di altri 8 treni e la costruzione di due centrali per la produzione, stoccaggio e rifornimento dell’idrogeno verde, si sarà realizzata la prima linea di trasporto ferroviario totalmente green in Italia. I treni a idrogeno saranno solo il primo tassello di un progetto ad impatto zero nel mondo del trasporto pubblico infatti è previsto di equipaggiare anche un certo numero di bus del trasporto locale che viaggiano in Valcamonica con l’idrogeno verde. Vedi maggiori informazioni
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Nasce REFENCE™, il Polistirolo Riciclato per AlimentiNuove soluzioni sostenibili per il riciclo del polistirolo a contatto con gli alimentidi Marco ArezioIl riciclo meccanico del polistirolo per uso alimentare in Italia rappresenta una sfida significativa e un'opportunità promettente nel contesto dell'economia circolare. Questo processo consente di trasformare i rifiuti di polistirolo post-consumo in nuovi materiali utilizzabili, riducendo così l'impatto ambientale e promuovendo la sostenibilità. Nonostante le difficoltà iniziali legate alla creazione di una catena di riciclo efficiente per il polistirolo, recenti innovazioni tecnologiche e collaborazioni strategiche hanno permesso di raggiungere risultati importanti in questo settore. A seguito della collaborazione tra Versalis, la società chimica di Eni, e Forever Plast, azienda leader in Italia nel riciclo della plastica post-consumo, nasce REFENCE™, una gamma innovativa di polimeri riciclati destinati all'imballaggio per alimenti. Questa nuova gamma è già disponibile sul mercato per applicazioni in polistirene, come vasetti per yogurt, vassoi per carne e pesce, e altri tipi di imballaggi rigidi ed espansi. Questi nuovi prodotti andranno ad ampliare il portafoglio Versalis Revive® di materiali riciclati meccanicamente, ridefinendo i limiti di applicazione e permettendo il contatto diretto con gli alimenti. REFENCE™ è stato sviluppato grazie alla tecnologia NEWER™, creata nei laboratori di ricerca di Versalis a Mantova e industrializzata negli impianti di Forever Plast a Lograto (Brescia), nell'ambito di un accordo di co-sviluppo tra le due aziende. La tecnologia NEWER™ consente la purificazione dei polimeri riciclati in conformità con il Regolamento UE 1616/2022 sul riciclo e ha ottenuto anche la Non-Objection Letter (NOL) dalla Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti. Adriano Alfani, CEO di Versalis, ha dichiarato: "La circolarità è una leva strategica fondamentale. Per questo motivo, ci impegniamo a sviluppare processi di riciclo complementari per valorizzare le plastiche a fine vita e integrarci nella catena di raccolta nazionale italiana. Stiamo completando i lavori sul nostro primo hub avanzato di riciclo meccanico a Porto Marghera per le plastiche post-consumo, in particolare i polimeri stirenici. La nostra collaborazione con Forever Plast mira a raggiungere settori applicativi, come l'imballaggio alimentare, dove la sostenibilità e la qualità sono essenziali, rafforzando così la nostra leadership europea nel riciclo meccanico." Piersandro Arrighini, CEO di Forever Plast, ha aggiunto: "Siamo molto soddisfatti del risultato ottenuto, soprattutto considerando che fino a pochi anni fa non esisteva una catena di riciclo per il polistirene dalla raccolta differenziata a livello europeo. La collaborazione con Versalis ci ha permesso di raggiungere questo straordinario traguardo."
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Aumento dell'Esportazione di Materiali Riciclabili dall'UE nel 2023Eurostat Rivela i Dati 2023 sull'Import-Export di Rifiuti e Sottoprodotti: La Germania Leader nell'Export di Plastiche Riciclabili di Marco ArezioEurostat ha recentemente pubblicato i dati del 2023 riguardanti l'import-export di rifiuti, scarti e sottoprodotti tra l'Unione Europea e i paesi extraeuropei, evidenziando un significativo aumento delle esportazioni di materiali potenzialmente riciclabili.Un Decennio di Crescita dell'Export Secondo il rapporto di Eurostat, le esportazioni di materiali riciclabili dall'UE hanno continuato a crescere nel 2023, raggiungendo quasi le stesse quantità delle importazioni. L'anno scorso, l'export ha toccato quota 39,3 milioni di tonnellate, segnando un incremento del 74% rispetto a dieci anni fa. Contrariamente, le importazioni di questi materiali nell'UE sono rimaste sostanzialmente stabili, attestandosi a 39,8 milioni di tonnellate, con un leggero calo dell'8,6% rispetto al 2004.Composizione delle Esportazioni I metalli rappresentano la maggior parte dei materiali esportati, con 21 milioni di tonnellate (pari al 54% del totale). Seguono carta e cartone con 7 milioni di tonnellate (18%), materiali organici di origine animale o vegetale con 4,5 milioni di tonnellate (11%). Al quinto posto si trovano i materiali plastici, con circa 1,3 milioni di tonnellate, preceduti dai tessili.Esportazione di Plastiche Riciclabili: I Paesi Leader Analizzando l'export di plastiche riciclabili, la Germania si posiziona al primo posto con 312.000 tonnellate. Seguono i Paesi Bassi con 282.000 tonnellate, il Belgio con 227.000 tonnellate e la Spagna con 181.500 tonnellate. L'Italia è al quinto posto con 83.000 tonnellate esportate.Importazioni di Plastiche Riciclabili: Le Nazioni Principali Per quanto riguarda le importazioni di materie plastiche riciclabili, la Svezia è in testa con 158.000 tonnellate, seguita dai Paesi Bassi con 147.000 tonnellate e dalla Germania con 116.000 tonnellate. Anche in questo caso, l'Italia si colloca al quinto posto con 50.500 tonnellate importate.Considerazioni Finali Il rapporto di Eurostat evidenzia una tendenza crescente nell'export di materiali riciclabili dall'UE verso paesi extraeuropei, suggerendo una forte domanda globale di questi materiali. Tuttavia, la stabilità delle importazioni nell'UE potrebbe indicare una sufficiente capacità interna di gestione e utilizzo dei materiali riciclabili. Questi dati mettono in luce l'importanza di sviluppare ulteriormente infrastrutture e politiche per il riciclo, sia all'interno che all'esterno dell'UE, al fine di supportare una gestione sostenibile e circolare delle risorse.
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rNEWS: DS Smith ha un Nuovo Amministratore Delegato per la Divisione RicicloLa multinazionale DS Smith si occupa dei servizi di riciclo della carta in 14 paesi al mondo con 3500 dipendenti e 16 cartiere, producendo ogni anno 5 milioni di tonnellate di prodotti in carta, attraverso questa intervista conosciamo il nuovo amministratore delegato del settore ricicloRogier Gerritsen in qualità di nuovo amministratore delegato della divisione Recycling di DS Smith è responsabile delle operazioni di riciclaggio in tutta Europa.Cosa ti ha attratto del ruolo di amministratore delegato della nostra divisione riciclaggio? Dopo aver lavorato in entrambe le divisioni Carta e Imballaggio, non ho potuto dire di no a questa fantastica opportunità. Ho sempre ammirato il nostro modello di business circolare e la divisione Recycling gioca un ruolo così cruciale in questo aiutando i nostri clienti a migliorare il loro riciclaggio e ridurre i loro rifiuti, mantenendo i materiali in uso il più a lungo possibile. Questo è solo uno dei modi in cui stiamo creando l'economia circolare, riducendo al minimo l'impatto sul mondo che ci circonda. Sono entusiasta di svolgere un ruolo nel contribuire a creare un futuro più sostenibile per la nostra attività, i nostri clienti e l'ambiente.Cosa vorresti ottenere nel tuo nuovo ruolo? Durante le mie prime settimane, ho avuto il grande piacere di incontrare molte delle persone appassionate e competenti del nostro team che hanno a cuore la nostra attività, vogliono fare la differenza e hanno l'esperienza necessaria. Voglio che siamo in grado di condividere ancora di più la nostra esperienza e competenza e aiutare i nostri clienti con le loro sfide nel riciclo qualunque esse siano: raggiungere gli obiettivi del riciclo, migliorare le prestazioni o raggiungere gli obiettivi di sostenibilità.Cosa ti rende orgoglioso del tuo nuovo ruolo? La nostra missione è garantire che il riciclo dei nostri clienti sia realmente riciclato e credo fermamente che possiamo fare la differenza nella maggior parte dei mercati in cui operiamo. Sono particolarmente orgoglioso che abbiamo la responsabilità di fornire la massima qualità possibile di materiali riciclati ai nostri impianti e una rete di aziende partner di fiducia in tutto il mondo. Vorrei che usassimo le nostre capacità, passione, processi e impronta per aiutare i nostri clienti e dare forma al nostro intero settore.Cosa ti stimola fuori dal lavoro? Ci tengo molto a fare la differenza e penso che sia davvero importante investire nelle nostre generazioni future, condividere conoscenze ed esperienze per assicurarci che ne traggano vantaggio. Per me, questo inizia con la mia famiglia. Di recente sono stato in grado di aiutare mio figlio con un compito scolastico sulla sostenibilità condividendo esempi di sostenibilità in azione dal mio lavoro presso DS Smith. Mi riempie di orgoglio che presto tutti coloro che lavorano per DS Smith potranno condividere le loro conoscenze ed entusiasmo in questo modo.Lo scorso settembre è stata lanciata la strategia di sostenibilità Now and Next, cosa possono aspettarsi i nostri clienti da questo? Sono davvero entusiasta del lancio della nostra nuova strategia di sostenibilità Now and Next. Questo è il nostro impegno a livello aziendale che mira ad affrontare le sfide di sostenibilità che stiamo affrontando oggi, così come quelle che avranno un impatto sulle nostre generazioni future. Uno degli obiettivi principali per me è che entro il 2030 coinvolgeremo 5 milioni di giovani nell'economia circolare e negli stili di vita circolari. Vedo già questa strategia prendere vita in tutta Europa e, come ho già detto, mi sta anche aiutando con i compiti scolastici di mio figlio! Molti dei nostri clienti sono sempre stati interessati alle nostre iniziative di sostenibilità e ora questo approccio è in crescita. Lavoreremo insieme a partner e ai clienti per sviluppare strategie completamente circolari, dalla progettazione alla produzione, dalla fornitura al riciclaggio. Credo davvero che collaborando con i nostri clienti, comunità, governi e influencer, possiamo fare la differenza insieme.Cosa diresti ai tuoi clienti sulle sfide che stanno affrontando in questo momento? Le pressioni sulla sostenibilità sulle aziende sono aumentate in modo significativo negli ultimi due anni. Nonostante la pandemia da COVID-19, c'è ancora l'aspettativa che le organizzazioni di tutti i tipi non dovrebbero limitarsi solo a ridurre al minimo il loro impatto sul mondo naturale, ma dovrebbero sforzarsi, ove possibile, di creare un impatto positivo sulle persone e sul pianeta. La sostenibilità è al centro del nostro modello di business ed è il fulcro del nostro scopo di "Ridefinire il packaging per un mondo che cambia". Grazie al nostro modello di business unico, siamo coinvolti in ogni punto di contatto del ciclo di fornitura dei nostri clienti e possiamo guidarli nell'adozione di pratiche e soluzioni sostenibili a lungo termine. Personalmente non vedo l'ora di lavorare a stretto contatto con tutti i nostri clienti e potenziali clienti in tutta Europa e mostrare come DS Smith può avere un impatto positivo sul raggiungimento dei loro obiettivi di riciclaggio, obiettivi aziendali e obiettivi ambientali.by DS Smith
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Plastica Eco-sostenibile: Dall'Università di Perugia Arriva Polymeer, il Nuovo Materiale che Viene dalla BirraIl progetto innovativo di Assunta Marrocchi e Ombretta Marconi trasforma i residui della birra in polimeri biodegradabilidi Marco ArezioIl settore della ricerca e sviluppo nel campo dei materiali sostenibili ha recentemente accolto una promettente innovazione dall'Università di Perugia. Le professoresse Assunta Marrocchi e Ombretta Marconi hanno ideato il progetto Polymeer, un'iniziativa pionieristica volta a sviluppare materiali plastici eco-sostenibili a partire dai residui della produzione della birra. Questa innovazione non solo rappresenta un passo avanti nella lotta contro l'inquinamento da plastica, ma anche un esempio tangibile di economia circolare applicata alle bioindustrie. Il Progetto Polymeer Il progetto Polymeer si distingue per il suo approccio innovativo e sostenibile. Ideato dalle docenti Assunta Marrocchi e Ombretta Marconi, rispettivamente del dipartimento di Chimica, Biologia e Biotecnologie e del dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali, mira a trasformare le trebbie di birra, un sottoprodotto della produzione della birra, in polimeri biodegradabili e riciclabili. Questa iniziativa ha ricevuto un finanziamento di 4,8 milioni di euro nell'ambito del bando Horizon-ju-cbe-2023-r-04, promosso dal Circular Bio-based Europe Joint Undertaking (CBE JU). Il finanziamento è una testimonianza del valore scientifico e dell'impatto potenziale del progetto. "Questo prestigioso riconoscimento internazionale rappresenta un’ulteriore testimonianza dell’eccellenza della nostra ricerca", ha dichiarato il rettore Maurizio Oliviero, sottolineando l'importanza del contributo delle due professoresse al progresso scientifico e tecnologico. La Scienza Dietro Polymeer L'idea centrale del progetto Polymeer è quella di utilizzare le trebbie di birra, composte principalmente da fibre vegetali, proteine e altri composti organici, come materia prima per la produzione di nuovi polimeri. Questi polimeri saranno progettati per essere biodegradabili, riducendo così l'impatto ambientale associato alle plastiche tradizionali. La ricerca si concentrerà su vari aspetti della chimica dei materiali, compresa la modifica chimica delle trebbie per migliorare le loro proprietà meccaniche e di biodegradabilità. Le trebbie di birra, infatti, contengono composti che possono essere trasformati attraverso processi chimici e biotecnologici in materiali plastici con proprietà specifiche, come la resistenza ai raggi UV, la flessibilità, la durabilità e la biodegradabilità nel suolo. Applicazioni e Impatti Polymeer non è solo un progetto di ricerca, ma un'iniziativa con potenziali applicazioni pratiche in vari settori industriali. Ecco alcuni esempi di come i nuovi materiali sviluppati potrebbero essere utilizzati: Agricoltura: I polimeri biodegradabili creati da Polymeer saranno utilizzati per realizzare film per pacciamatura, che proteggono le colture dai raggi UV e si decompongono naturalmente nel suolo, eliminando il problema dei residui plastici nei campi. Imballaggio: I materiali sviluppati saranno durevoli e flessibili, ideali per imballaggi alimentari che richiedono resistenza e sicurezza durante il trasporto. La biodegradabilità di questi materiali rappresenta un grande vantaggio nella gestione dei rifiuti. Industria Automobilistica: I polimeri potranno essere utilizzati per produrre tessuti e rivestimenti interni con proprietà ignifughe e antimicrobiche, resistenti all'acqua e all'olio. Queste caratteristiche migliorano la sicurezza e la durabilità dei componenti automobilistici. Collaborazioni Internazionali Il progetto Polymeer coinvolge un consorzio di 13 partner internazionali tra università, centri di ricerca e aziende, tutti coordinati dall’Università di Perugia. Questa collaborazione globale è fondamentale per lo sviluppo e la diffusione delle tecnologie e dei materiali sostenibili. L'inizio del programma è previsto per settembre e durerà quattro anni, durante i quali i partner lavoreranno insieme per trasformare le idee in realtà. Conclusione Polymeer rappresenta un esempio eccellente di come la ricerca universitaria possa portare a soluzioni concrete per problemi ambientali globali. L'utilizzo dei residui della produzione della birra per creare polimeri sostenibili non solo offre una nuova vita ai materiali di scarto, ma promuove anche un modello di economia circolare che potrebbe essere replicato in altre industrie. Con il supporto di un ampio consorzio internazionale e un robusto finanziamento, Polymeer ha il potenziale per diventare un punto di riferimento nella ricerca sui materiali sostenibili, contribuendo significativamente alla riduzione dell'inquinamento da plastica e alla promozione di pratiche industriali più eco-compatibili.
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Joint Venture per le Pompe del Packaging Totalmente RiciclabiliPolimero Riciclato e Riciclabile e molla in plastica mono polimero per un dispenser ecosostenibileQuante volte ci siamo chiesti se un dispenser per il sapone o per lo shampoo, fosse realmente riciclato e riciclabile, al di la di quello che c’è scritto sull’etichetta, si, perché bisogna sempre andare in fondo alle cose per capire. Un dispenser è fatto da elementi di plastica, il flacone e la pompa, e da una molla di metallo che permette il richiamo dopo essere stata schiacciata. In più, spesso, il flacone è fatto da un polimero e la pompa da un altro, creando complicazioni nel riciclo, oltre a quelle messe già in conto per separare la molla in metallo. Nasce così una joint venture tra un produttore internazionale di flaconi in plastica e uno specialista della produzione di pompe per dispensers, totalmente riciclabili al cui interno troviamo una molla di plastica dello stesso polimero. Il sistema di pompaggio mono materiale in plastica (PP) è un prodotto brevettato, che permette la completa riciclabilità del dispenser e riduce le problematiche di separazione tra le plastiche e il metallo. Inoltre è possibile produrre le pompe riciclabili in PP, anche con polimeri riciclati che provengono dal post consumo (PCR), favorendo quindi l’utilizzo dei rifiuti plastici. La joint venture è costituita dalla multinazionale ALPLA, specializzata nella produzione di flaconi per la cosmesi, l’igiene per la casa e la cura della persona, con la società Sud-Coreana HANA Innovation, che detiene il brevetto per la fabbricazione delle pompe in mono plastica (PP), riciclate e riciclabili, senza l’uso di molle in metallo. Firmando la joint venture con la società sudcoreana HANA Innovation, ALPLA intende ora continuare il suo percorso di crescita nel settore strategicamente importante dello stampaggio ad iniezione. “Il potenziale per le pompe riciclabili di alta qualità è enorme e in qualità di fornitore di sistemi, possiamo offrire contemporaneamente i flaconi adatti”. “Con questa nuova partnership, stiamo migliorando i nostri punti di forza come azienda che opera a livello internazionale, con il vantaggio tecnologico di HANA Innovation", afferma Michael Feltes, Global Business Development Director IM di ALPLA. Sung Il Kang, presidente di HANA Innovation, sottolinea i vantaggi operativi della joint venture: "La cooperazione apre opportunità per un'ulteriore commercializzazione globale dei nostri prodotti e accelera lo sviluppo di soluzioni sostenibili per il futuro". Con la nuova joint venture, le due aziende vogliono promuovere la distribuzione mondiale delle pompe sostenibili, con la rivoluzionaria tecnologia brevettata delle molle in plastica, ed offrire inoltre sistemi sostenibili completi, compresa la bottiglia. ALPLA dispone di capacità produttive in tutto il mondo nello stampaggio a iniezione, integrate da molti anni di esperienza nel riciclaggio e da una rete internazionale. La costituzione della joint venture è soggetta all'approvazione legale e regolamentare da parte delle competenti autorità garanti della concorrenza. Le parti hanno concordato di non divulgare i dettagli della partnership.Traduzione automatica. Ci scusiamo per eventuali inesattezze. Articolo originale in Italiano. Fonte Alpla
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rNEWS: Transizione Energetica. Le Aziende e le Università si AlleanoTransizione Energetica. Le Aziende e le Università si AlleanoLa necessità di nuove e sempre più alte competenze nel campo ambientale e della sostenibilità delle produzioni industriali, creano collaborazioni per migliorare le conoscenze e le competenze generali.L’Università degli Studi di Padova ed Eni hanno siglato oggi un accordo di collaborazione sui temi della transizione energetica, trasformazione digitale ed economia circolare, come comunicato da ENI, nel corso di un incontro online a cui hanno preso parte il Rettore dell’Università di Padova, Rosario Rizzuto, la Presidente di Eni, Lucia Calvosa e l’Amministratore Delegato di Eni, Claudio Descalzi.L’intesa della durata di tre anni, con la possibilità di estensione fino a cinque, consolida la collaborazione già avviata in settori cruciali per Eni, come la geologia e la geofisica, e individua nuove linee strategiche di ricerca per lo sviluppo sostenibile e la decarbonizzazione: nuove tecnologie per la Carbon Capture, Utilisation and Storage e per lo sfruttamento dell’energia solare nonché studi sulla fusione nucleare a confinamento magnetico. L’amministratore di Eni, Claudio Descalzi, ha commentato: “Abbiamo siglato un accordo di importanza strategica che ci dà grande forza per il raggiungimento dei nostri obiettivi di decarbonizzazione al 2050. Questa collaborazione nel campo dell’innovazione pone le basi per superare le sfide che aziende e società civile sono chiamate ad affrontare grazie allo sviluppo di tecnologie per il futuro dell’energia”. Il Rettore dell’Università di Padova, Rosario Rizzuto, afferma: “L’ambiente è un patrimonio inestimabile, che abbiamo ricevuto e abbiamo il dovere di preservare intatto per le future generazioni. Questa è la filosofia che muove l’Università di Padova nel perseguire, con forza, obiettivi utili ad aumentare la nostra sostenibilità ambientale. Azioni multiple che stanno portando i loro frutti: solo grazie all’acquisto di energia da fonti rinnovabili, ad esempio, abbiamo ridotto del 20% le emissioni di ateneo, evitando la produzione di 18mila tonnellate di CO2 l’anno. E l’accordo firmato con Eni va proprio nella direzione, per noi cruciale, di una sempre maggiore tutela dell’ambiente in cui viviamo”.
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