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https://www.rmix.it/ - La Poliammide Italiana Festeggia 25 anni in Brasile
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare La Poliammide Italiana Festeggia 25 anni in Brasile
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L'internazionalizzazione della produzione della poliammide Italiana festeggia quest'anno i 25 anni in Sud America L'occasione è la fiera Plasticos Brasil, che si svolge al San Paolo in Brasile, per fare il punto degli obbiettivi raggiunti dal gruppo Italiano attivo nella produzione delle poliammide. Dallo stabilimento brasiliano non si guarda solo all'area nazionale, ma è un trampolino di lancio per i servizi e per i prodotti, utile per tutte le realtà del sud America, con l'obbiettivo di essere vicini ai clienti del settore delle materie plastiche. Un mercato molto ampio quello dei compounds di poliammide, che intercetta molti mercati maturi e sviluppati, diversi tra loro, realizzando un mix settoriale molto importante per l'azienda. A Plasticos Brasil, infatti, il gruppo conferma l’importanza strategica del sito produttivo brasiliano, punto di riferimento per tutto il Sud America «E’ oggi una presenza consolidata e strategica quella di RadiciGroup in Sud America – dice con orgoglio Jane Campos, South America Country Manager di RadiciGroup High Performance Polymers – Risale al 1998 il primo insediamento del gruppo, con un sito produttivo di proprietà in Brasile, vicino a San Paolo, che in questi 25 anni è cresciuto per competenza, know-how e capacità produttiva».RadiciGroup partecipa a Plasticos Brasil (stand K038) - fiera locale di riferimento per il settore dei materiali polimerici che si svolge dal 27 al 31 marzo a San Paolo - confermando dunque l’importanza strategica del mercato brasiliano e sud americano per la sua attività di produzione e commercializzazione dei tecnopolimeri a uso ingegneristico.«Nel corso degli anni – prosegue Jane Campos – la famiglia Radici ha continuato a investire nel nostro Paese, credendo fortemente nelle sue prospettive di sviluppo nei mercati automotive, elettrico/elettronico, beni di consumo e industriali.Da “outsider” siamo diventati fornitori di riferimento di questi settori, con numerosi clienti che hanno riconosciuto l’alta qualità dei nostri prodotti e l’affidabilità nel servizio. Questo è stato possibile grazie a un forte commitment della proprietà e al supporto della struttura centrale di High Performance Polymers, oltre che a un graduale e significativo piano di investimenti per garantire la crescita, la sostenibilità e l’innovazione nel business».L’attività in Brasile e Sud America è altamente strategica per la Business Area High Performance Polymers - ha detto Maurizio Radici, Vice Presidente e COO di RadiciGroup – e può contare su una struttura globale contraddistinta da un network di unità produttive e commerciali in Europa, Nord e Sud America e Asia, che consente di soddisfare clienti globali e locali con un’offerta completa, innovativa e sostenibile. Ecco perché anche qui abbiamo deciso man mano di rinforzare la nostra presenza attraverso nuove e moderne linee di produzione, incrementando la capacità produttiva e quindi il nostro livello di efficienza».Traduzione automatica. Ci scusiamo per eventuali inesattezze. Articolo originale in Italiano.Fonte: Gruppo Radici

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https://www.rmix.it/ - rNEWS: Gazechim Plastics cambia nome in Snetor Uk dopo l'Acquisizione
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare rNEWS: Gazechim Plastics cambia nome in Snetor Uk dopo l'Acquisizione
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Gazechim Plastics cambia nome in Snetor Uk dopo l'AcquisizioneA seguito dell'acquisizione di Gazechim Plastics da parte del Gruppo Snetor lo scorso luglio, siamo lieti di annunciare il cambio della ragione sociale di GAZECHIM PLASTICS UK che diventa SNETOR UK. Questo nuovo nome aziendale illustra il nostro desiderio di rafforzare la nostra visibilità sul mercato europeo e fa parte del nostro sviluppo strategico.  Chiude il cambio di nome avviato con GAZECHIM PLASTICS ROMANIA che è diventato SNETOR EASTERN EUROPE alla fine del 2020.  Da gennaio 2021, GAZECHIM PLASTICS BENELUX e GAZECHIM PLASTICS NORDEN si chiamano SNETOR BENELUX e SNETOR NORDEN  Emmanuel Aubourg,  CEO Snetor Group

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https://www.rmix.it/ - Joint Venture per le Pompe del Packaging Totalmente Riciclabili
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Joint Venture per le Pompe del Packaging Totalmente Riciclabili
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Polimero Riciclato e Riciclabile e molla in plastica mono polimero per un dispenser ecosostenibileQuante volte ci siamo chiesti se un dispenser per il sapone o per lo shampoo, fosse realmente riciclato e riciclabile, al di la di quello che c’è scritto sull’etichetta, si, perché bisogna sempre andare in fondo alle cose per capire. Un dispenser è fatto da elementi di plastica, il flacone e la pompa, e da una molla di metallo che permette il richiamo dopo essere stata schiacciata. In più, spesso, il flacone è fatto da un polimero e la pompa da un altro, creando complicazioni nel riciclo, oltre a quelle messe già in conto per separare la molla in metallo. Nasce così una joint venture tra un produttore internazionale di flaconi in plastica e uno specialista della produzione di pompe per dispensers, totalmente riciclabili al cui interno troviamo una molla di plastica dello stesso polimero. Il sistema di pompaggio mono materiale in plastica (PP) è un prodotto brevettato, che permette la completa riciclabilità del dispenser e riduce le problematiche di separazione tra le plastiche e il metallo. Inoltre è possibile produrre le pompe riciclabili in PP, anche con polimeri riciclati che provengono dal post consumo (PCR), favorendo quindi l’utilizzo dei rifiuti plastici. La joint venture è costituita dalla multinazionale ALPLA, specializzata nella produzione di flaconi per la cosmesi, l’igiene per la casa e la cura della persona, con la società Sud-Coreana HANA Innovation, che detiene il brevetto per la fabbricazione delle pompe in mono plastica (PP), riciclate e riciclabili, senza l’uso di molle in metallo. Firmando la joint venture con la società sudcoreana HANA Innovation, ALPLA intende ora continuare il suo percorso di crescita nel settore strategicamente importante dello stampaggio ad iniezione. “Il potenziale per le pompe riciclabili di alta qualità è enorme e in qualità di fornitore di sistemi, possiamo offrire contemporaneamente i flaconi adatti”. “Con questa nuova partnership, stiamo migliorando i nostri punti di forza come azienda che opera a livello internazionale, con il vantaggio tecnologico di HANA Innovation", afferma Michael Feltes, Global Business Development Director IM di ALPLA. Sung Il Kang, presidente di HANA Innovation, sottolinea i vantaggi operativi della joint venture: "La cooperazione apre opportunità per un'ulteriore commercializzazione globale dei nostri prodotti e accelera lo sviluppo di soluzioni sostenibili per il futuro". Con la nuova joint venture, le due aziende vogliono promuovere la distribuzione mondiale delle pompe sostenibili, con la rivoluzionaria tecnologia brevettata delle molle in plastica, ed offrire inoltre sistemi sostenibili completi, compresa la bottiglia. ALPLA dispone di capacità produttive in tutto il mondo nello stampaggio a iniezione, integrate da molti anni di esperienza nel riciclaggio e da una rete internazionale. La costituzione della joint venture è soggetta all'approvazione legale e regolamentare da parte delle competenti autorità garanti della concorrenza. Le parti hanno concordato di non divulgare i dettagli della partnership.Traduzione automatica. Ci scusiamo per eventuali inesattezze. Articolo originale in Italiano. Fonte Alpla

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https://www.rmix.it/ - rNEWS: Sistemi di riciclo Erema per i Tubi da Irrigazione
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare rNEWS: Sistemi di riciclo Erema per i Tubi da Irrigazione
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Sistemi di riciclo Erema per i Tubi da IrrigazioneNell’ottica della circolarità degli scarti plastici nel settore dell’irrigazione, Erema aiuta a riciclare gli scarti di produzione dei tubi in LLDPE.Gli impianti prevedono il recupero degli scarti di lavorazione dei tubi di irrigazione attraverso la macinazione e la granulazione dei tubi in PE a bassa densità. Secondo le indicazioni di Erema, il sistema è stato progettato dal suo marchio Pure Loop e può gestire materiali come tubi anti goccia e tubi di irrigazione che si accumulano come scarti durante la produzione dei o vengono scartati durante i controlli di qualità. Erema dichiara che questa tecnologia permette la riutilizzazione degli scarti, sotto forma di granuli, che provengono dalla produzione, in una miscela con il materiale in PE vergine senza subire diminuzioni di qualità. Secondo Erema, il concetto di riciclaggio creato da Pure Loop "è già stato recepito dai produttori di sistemi di irrigazione negli Stati Uniti, Israele, Italia e Messico". L'azienda aggiunge: "Gestiscono impianti di riciclaggio con portate da 100 a 500 chilogrammi l'ora e riutilizzano i pellets riciclati prodotti in proporzioni fino al 20 percento nel processo di produzione.Foto: Pure Loop

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https://www.rmix.it/ - Cosa Succederà al Mercato del PVC in India dopo la Caduta dei Prezzi di Luglio?
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Cosa Succederà al Mercato del PVC in India dopo la Caduta dei Prezzi di Luglio?
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Cosa succederà al mercato del PVC in India dopo la caduta dei prezzi di Luglio?Secondo gli esperti del settore, dopo una caduta di circa il 16 % sul prezzo del PVC in India, pari a circa 130 $/tonnellata all’inizio del mese di luglio, sembra che un rimbalzo sia possibile. Infatti il prezzo medio del PVC si è attestato intorno a 1400 $/Ton CIF India per la prima volta dall’inizio di Febbraio, con dei distinguo sulle tipologie di PVC che compongono il paniere di riferimento. Secondo i dati del Price Index di ChemOrbis, la media settimanale dei prezzi del PVC K67, su base CIF India, ha registrato un calo totale di $/Ton 280/ dall'inizio del trend ribassista a fine aprile. Tuttavia i prezzi medi rimangono a circa 780 $/Ton superiori ai livelli visti nel maggio 2020, data in cui iniziò il più lungo rally rialzistico della storia delle materie plastiche. La spiegazione di questa discesa dei prezzi potrebbe essere individuata nella seconda ondata di COVID 19 che ha investito il paese, con la conseguente riduzione della produzione a causa della scarsa richiesta di prodotti finiti. Questo fenomeno ha calmierato i prezzi facendo scendere le quotazioni del PVC, in relazione anche al fatto che una minore produzione significa un numero minore di salariati al lavoro e, di conseguenza, una minore capacità di spesa delle famiglie. Ma nel breve periodo si ipotizza un rimbalzo dei prezzi del PVC a causa della probabile domanda post-monsone. I mesi piovosi monsonici da giugno a settembre sono in genere una stagione a bassa domanda per il mercato degli utenti finali del PVC in India. Gli acquirenti tendono ad iniziare a fare scorta per la stagione post-monsonica ad agosto, quando la domanda inizia a salire. "Gli acquisti per la stagione post-monsonica iniziano ad agosto e questo è un altro motivo per cui i prezzi dovrebbero aumentare", ha affermato il commerciante con sede a Mumbai.

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https://www.rmix.it/ - Italia in Crescita nel Riciclo e Riutilizzo del Legno: Record Raggiunto dal Consorzio Rilegno nel 2023
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Italia in Crescita nel Riciclo e Riutilizzo del Legno: Record Raggiunto dal Consorzio Rilegno nel 2023
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Oltre 1,6 Milioni di Tonnellate di Legno Riciclato e Riutilizzato, Superando gli Obiettivi Europei e Sostenendo l'Economia e l'Ambiente del Paesedi Marco ArezioIl sistema di riciclo e riutilizzo del legno in Italia ha raggiunto nuovi livelli di eccellenza, superando le medie europee. Nel 2023, il Consorzio Rilegno ha riciclato oltre 1,6 milioni di tonnellate di legno, di cui il 46,10% proveniva da imballaggi. Questo risultato rappresenta un tasso di riciclo del 64,92% rispetto ai 3,3 milioni di tonnellate di legno immesso a consumo. Questi numeri superano ampiamente l'obiettivo del 30% entro il 2030 stabilito dal nuovo Regolamento Europeo (Ppwr) e migliorano rispetto al 62,7% registrato l'anno precedente, sebbene i volumi assoluti siano leggermente inferiori (1,7 milioni di tonnellate nel 2022 con 3,4 milioni di tonnellate immesse a consumo). Crescita del Tasso di Riciclo Il risultato ottenuto nel 2023 rappresenta il più alto degli ultimi otto anni, mostrando una crescita significativa rispetto al 60% del 2016. Questo dato testimonia l'efficacia delle politiche e delle pratiche adottate dal Consorzio Rilegno per promuovere il riciclo del legno. Il Settore del Riutilizzo In particolare, il settore del riutilizzo ha registrato un notevole aumento, con 909.210 tonnellate di pallet rigenerati e reimmessi nel mercato, corrispondenti a oltre 70 milioni di unità. Questo incremento sottolinea l'importanza del riutilizzo come componente chiave nella gestione sostenibile del legno.Distribuzione Regionale del Riutilizzo A livello regionale, la Lombardia si distingue nel riutilizzo con 264.860 tonnellate, pari al 29% del totale, seguita da Piemonte (133.754 tonnellate), Veneto (110.849 tonnellate), Emilia Romagna (108.883 tonnellate) e Toscana (101.364 tonnellate). Questi dati mostrano una distribuzione capillare e un forte impegno in diverse aree del paese.Utilizzo del Legno Riciclato Il 95% del legno riciclato viene utilizzato per la produzione di pannelli truciolari, fondamentali per l'industria del mobile, oltre che per altri prodotti come pallet block, blocchi di legno cemento per l'edilizia, biofiltri, pasta di legno per cartiere e compost. L'impatto economico di queste attività è stimato intorno ai 3,1 miliardi di euro, con oltre 10.000 posti di lavoro generati e un risparmio nelle emissioni di CO2 pari a 1,8 milioni di tonnellate. Impatto Economico e Ambientale Nicola Semeraro, presidente di Rilegno, ha sottolineato l'importanza del riutilizzo, che ha superato le 900.000 tonnellate, evidenziando l'impatto positivo sia a livello ambientale che economico. "Il risultato raggiunto in un mercato grande come quello italiano, secondo solo a quello tedesco, ha conseguenze determinanti in relazione all'immesso al consumo," ha commentato Semeraro. La filiera gestita da Rilegno include 1.957 consorziati, 384 piattaforme di raccolta distribuite capillarmente sul territorio e 16 impianti di riciclo. Nuove Normative Europee Nel 2023, l'UE ha presentato il nuovo regolamento sugli imballaggi, che stabilisce obiettivi ambiziosi e richiede adeguati mezzi economici per essere raggiunti. Semeraro ha aggiunto che, nonostante le normative stringenti, la sostenibilità ambientale è un bene collettivo che deve essere perseguito a tutti i costi. Conclusioni Questo incremento nel riciclo e riutilizzo del legno dimostra come l'Italia stia avanzando verso una gestione più sostenibile delle risorse, contribuendo significativamente alla riduzione delle emissioni di CO2 e al risparmio economico, e ponendosi come modello virtuoso a livello europeo.

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https://www.rmix.it/ - Stretto di Hormuz Chiuso: Le Conseguenze della Guerra in Iran sulle Materie Plastiche Vergini e Riciclate
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Stretto di Hormuz Chiuso: Le Conseguenze della Guerra in Iran sulle Materie Plastiche Vergini e Riciclate
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La chiusura dello Stretto di Hormuz causata dal conflitto in Iran sta scuotendo la filiera globale delle materie plastichedi Marco Arezio · | 25 marzo 20261. Il Contesto Geopolitico: la Guerra in Iran e la Chiusura di Hormuz Il 28 febbraio 2026 Israele, in coordinamento con gli Stati Uniti, ha dato avvio a un'operazione militare preventiva contro obiettivi iraniani legati al programma nucleare e balistico. L'Iran ha risposto con missili e droni contro Israele, Arabia Saudita e basi USA nella regione, dichiarando contestualmente la chiusura dello Stretto di Hormuz — il corridoio marittimo di 34 km tra le coste iraniane e la penisola di Musandam (Oman) che connette il Golfo Persico al Golfo dell'Oman. Secondo i dati dell'U.S. Energy Information Administration (EIA), nel 2024 circa 20 milioni di barili di greggio al giorno e circa 400 milioni di m³ di GNL transitavano ogni giorno attraverso quello stretto. Al 9 marzo 2026, il numero di navi in transito era crollato da 129 (media di febbraio) a sole 4 unità al giorno: una riduzione del 97% del traffico marittimo. Per la prima volta nella storia moderna, Teheran ha raggiunto questo risultato non con mine o blocchi navali classici, ma colpendo fisicamente le petroliere che tentavano il passaggio — come documentato dall'agenzia britannica UKMTO con l'affondamento della Skylight — e facendo quadruplicare i premi assicurativi per il rischio di guerra. I principali armatori (Maersk, Hapag-Lloyd) hanno sospeso i transiti. 2. Perché lo Stretto di Hormuz è il Cuore della Petrolchimica Mondiale Lo Stretto di Hormuz non è soltanto un corridoio petrolifero: è il punto di passaggio obbligato per buona parte dell'intera filiera petrolchimica mondiale. Intorno al Golfo Persico si concentra la più competitiva base produttiva di feedstock chimici a livello globale, con impianti integrati di cracking in Arabia Saudita (SABIC, ARLANXEO), Emirati Arabi Uniti (Borouge), Kuwait, Qatar e Iran. Secondo un'analisi del Laboratorio REF Ricerche (marzo 2026), l'84% delle esportazioni di polietilene (PE) dei Paesi del GCC transita attraverso lo Stretto. Analogamente, secondo i dati ICIS, circa l'80% della domanda asiatica di nafta importata via mare era coperta dall'offerta mediorientale nel 2025. Con il blocco di Hormuz, tutti questi flussi sono interrotti o fortemente compressi. I Prodotti Petrolchimici a Rischio Il collegamento tra blocco di Hormuz e prezzi delle materie plastiche è diretto e strutturale. La catena del valore parte dagli idrocarburi (petrolio greggio e gas naturale) e percorre questi stadi: • Nafta (da raffinazione del greggio) → alimenta i cracker etilenici • Etilene + Propilene → monomeri base per PE (polietilene), PP (polipropilene), PVC, PET • Metanolo → intermedio per resine, plastificanti, solventi • MEG (monoetilen glicole) → precursore di PET e fibre poliestere • Butadiene → gomma sintetica SBR, componenti elastomerici L'Iran, in particolare, era nel 2025 il maggiore esportatore mondiale di metanolo con oltre 9 milioni di tonnellate (fonte: database ICIS Supply and Demand). Con gli impianti iraniani fermi e le spedizioni bloccate, la scarsità si ripercuote immediatamente sui mercati spot degli intermedi e delle resine commodity. Il Qatar ha sospeso la produzione di GNL — e con essa quella di parte dell'alluminio e di prodotti chimici — dopo attacchi iraniani vicino ai siti di estrazione del North Field, il più grande giacimento di gas del mondo. L'Italia, come ricordano i dati ISPI, dipende dal Qatar per oltre l'11% dei propri consumi di gas, il triplo della media europea.3. Impatto sulle Materie Plastiche Vergini: Feedstock, Resine e Prezzi 3.1 Aumento dei Prezzi dei Polimeri Commodity — Dati al 24 marzo 2026 L'escalation ha innescato la più rapida ondata di rincari sui polimeri commodity degli ultimi vent'anni. I dati aggiornati al 24 marzo 2026 mostrano un quadro straordinariamente severo in tutte le aree geografiche. In Europa, secondo i dati Platts/S&P Global, il PP homopolymer injection FD NWE ha raggiunto 1.200 €/t al 13 marzo, con un incremento di 220 €/t rispetto all'inizio del mese. Il polietilene ha subito aumenti tra 200 e 500 €/t a seconda del grado, con l'LDPE che ha guadagnato un raro premio rispetto all'mLLDPE per scarsità di offerta (fonte: ChemOrbis/Platts, Italia). I produttori europei hanno interrotto le offerte a causa dell'ordine di stop dall'area del Golfo. LyondellBasell ha annunciato aumenti cumulativi di 35 centesimi/lb (oltre 770 $/t) per il PE nordamericano attraverso maggio 2026. Negli USA, l'HDPE è aumentato del 36,57% nelle prime settimane di marzo. Il polymer-grade propylene (PGP) spot è balzato nella fascia 40–45 cent/lb (da 32,5 di gennaio), con aumenti contratto PP già di 4 cent/lb a febbraio, 2 cent a marzo e 4 cent nominati per aprile (fonti: Argus Media, Plastics Technology, RTi). In India il quadro è ancora più drammatico: Reliance Industries ha alzato i prezzi PE tre volte in otto giorni; Indian Oil ha seguito con quattro round propri. Complessivamente, i polimeri indiani sono aumentati del ~43% dal 28 febbraio (fonte: S&P Global), con punte spot del 100–150% su alcuni gradi. In Asia, il PP injection CFR Far East è cresciuto di 330 $/t dal 2 marzo. In Africa, il PP raffia è salito del 39%. Al 13 marzo 2026, ICIS aveva contato 31 dichiarazioni di forza maggiore o allocazione vendite per prodotti chimici in Asia e Medio Oriente, 2 in Europa e 1 nelle Americhe. Plastribution UK ha dichiarato: il problema principale non è più il prezzo ma riuscire a trovare materiale fisico. La nafta — principale feedstock dei cracker asiatici — ha segnato il rincaro più violento: da 619–621 $/t (CFR Asia Orientale, al 28 febbraio) a 1.077–1.079 $/t al 17 marzo (+74% in due settimane), secondo PolymerUpdate. Questo ha costretto numerosi cracker asiatici a tagliare i tassi operativi: i cracker nordest-asiatici si attenderanno a ~70% di utilizzo a marzo (vs 80% a febbraio), quelli sudcoreani addirittura sotto il 65%.3.2 Disruption della Supply Chain: Logistica e Disponibilità Al di là dei prezzi, il problema immediato è fisico: le petroliere e le navi portarinfuse non transitano più dallo Stretto. Le rotte verso il Capo di Buona Speranza allungano i tempi di percorrenza di 10–15 giorni e aumentano i costi di trasporto del 40–72%. Questo crea una doppia criticità per i trasformatori europei: la riduzione della disponibilità di feedstock importato e l'incertezza sui tempi di consegna, che rende impossibile qualsiasi pianificazione industriale stabile. I distretti produttivi italiani maggiormente esposti, secondo l'Ufficio studi CGIA (marzo 2026), sono: Materie plastiche di Treviso, Vicenza e Padova; Articoli in gomma e materie plastiche di Varese; Polo petrolchimico di Brindisi; Petrolchimico Sarroch (CA); Polo chimico di Salerno. La CGIA stima un impatto di circa 10 miliardi di euro in più di costi energetici per le imprese italiane nel 2026. 3.3 L'Opzione del Reindirizzamento: Limiti e Opportunità Le alternative allo Stretto di Hormuz per il transito di idrocarburi dal Golfo sono limitate. L'oleodotto Trans-Arabico (TAPLINE), dismesso, e l'Abqaiq–Yanbu in Arabia Saudita hanno una capacità di circa 5 milioni di bbl/giorno, sufficiente a coprire solo una frazione del volume abituale. Il terminale di Fujairah (UAE), sul Golfo dell'Oman, può svolgere un ruolo tampone parziale. Per il GNL non esiste oggi un'alternativa di capacità equivalente a Hormuz. Nel medio periodo, questa crisi sta accelerando gli investimenti in rotte alternative, capacità di rigassificazione aggiuntiva e stoccaggio strategico del GNL. Sul fronte petrolchimico, si prevede un rilancio dei cracker nordamericani (USA, Canada) ed europei a gas di shale, con un ribilanciamento strutturale delle catene di approvvigionamento. L'EIA nel suo Short-Term Energy Outlook di marzo 2026 prevede che il Brent si mantenga sopra 95 $/bbl per i prossimi due mesi, per poi scendere sotto 80 $/bbl nel terzo trimestre solo se il conflitto si risolverà. Nel caso il blocco persista, gli analisti di BIC Advisory Group stimano ripercussioni su prezzi e supply chain 'della durata di mesi, con aggiustamenti delle rotte commerciali che richiederanno anni'. 4. Impatto sulle Plastiche Riciclate: Un Settore già in Crisi StrutturaleIl conflitto in Iran arriva in un momento già critico per il settore europeo del riciclo plastico. Secondo il Laboratorio REF Ricerche (marzo 2026), nel 2024 i volumi complessivamente riciclati in Europa sono scesi per la prima volta, da 7,7 a 7,5 milioni di tonnellate, e il fatturato del comparto è in calo per il secondo anno consecutivo — con la più consistente chiusura di capacità operativa di riciclo mai registrata nel continente. 4.1 Il Paradosso della Crisi: Riciclato più Caro della Vergine? Fino alla crisi di Hormuz, il principale problema del settore era che i polimeri vergini, prodotti in eccesso soprattutto da impianti asiatici e mediorientali, erano più economici dei riciclati europei. Il conflitto ha invertito questa dinamica in modo brusco e, per certi versi, paradossale. Da un lato, il rincaro dei feedstock vergini (nafta, etilene, propilene) rende i polimeri di prima produzione più costosi, teoricamente aumentando la competitività del riciclato. Dall'altro, i costi energetici degli impianti di riciclo sono schizzati insieme al prezzo del gas (da 32 a 55 €/MWh in pochi giorni), rendendo il processo di rigranulazione, lavaggio e selezione meccanica significativamente più oneroso. Riciclare plastica o fondere alluminio sono attività energivore: con il gas che ha ripreso la corsa sopra i 45 €/MWh, il vantaggio economico del riciclato si assottiglia. 4.2 Il Blocco Logistico delle Materie Prime Seconde (MPS) Il secondo fronte colpisce direttamente i flussi export del riciclo europeo verso l'Asia. L'Italia nel 2024 aveva già raggiunto il picco decennale (2015–2024) per l'esportazione di MPS plastiche extra-UE (103.352 tonnellate, fonte: Laboratorio REF 2026). Con la crisi di Hormuz, i noli marittimi per l'export di carta e plastica verso l'Asia sono aumentati del 40% in tre settimane, bloccando di fatto le rotte commerciali del riciclo. La conseguenza è che gli operatori italiani si trovano a stoccare tonnellate di materiale riciclato che non può essere smaltito né venduto: impianti paralizzati da un lato dall'aumento dei costi operativi, dall'altro dall'impossibilità di esportare i semilavorati verso i mercati di destinazione abituali. A peggiorare ulteriormente il quadro, dal maggio 2026 scatterà il divieto europeo di esportare rifiuti plastici verso Paesi non OCSE — una misura già in calendario che, in combinazione con il blocco logistico causato dalla guerra, rischia di generare un collo di bottiglia senza precedenti nella gestione dei flussi di plastica post-consumo. 4.3 Il Riciclo Chimico tra Opportunità e Vulnerabilità Il riciclo chimico — pirolisi, gassificazione, depolimerizzazione — potrebbe teoricamente beneficiare della crisi, in quanto produce olio di pirolisi che si sostituisce alla nafta fossile come feedstock per i cracker. Tuttavia, questi impianti sono anch'essi energivori e richiedono temperature operative elevate (400°C per la pirolisi, 700–800°C per la gassificazione). Con il gas a 55 €/MWh, i margini operativi di queste tecnologie si restringono sensibilmente. Restano valide, nel medio termine, le considerazioni strategiche: il riciclo chimico consente di valorizzare le frazioni plastiche contaminate e miste non riciclabili meccanicamente, riducendo la dipendenza dai feedstock del Golfo. Gli investimenti in questa direzione sono destinati ad accelerare nella fase post-crisi. 5. Scenari: Breve, Medio e Lungo Termine per la Filiera Plastica 5.1 Breve Termine (1–3 mesi): Stagflazione da Importazione Lo scenario più immediato, come definito dall'I-Com, è quello di una 'stagflazione da importazione': inflazione energetica in forte crescita, rallentamento della produzione industriale e pressione sulle bilance dei pagamenti dei paesi importatori. Per la filiera plastica questo si traduce in: • Sospensione o riduzione delle produzioni di trasformatori europei con scarsa liquidità • Riallocazione degli acquisti verso fornitori USA, nordafricani e del Mare del Nord — a prezzi più elevati • Blocco degli impianti di riciclo meccanico con bilanci in rosso • Accumulo di scorte di MPS invendute negli hub logistici italiani ed europei 5.2 Medio Termine (3–12 mesi): Accelerazione delle Transizioni Strutturali Se il conflitto dovesse protrarsi o risolversi con un nuovo equilibrio geopolitico instabile, è plausibile che si registri un'accelerazione di alcune transizioni strutturali già in corso: • Rilancio della petrolchimica europea e nordamericana, con investimenti in cracker a etano da shale • Diversificazione delle rotte di approvvigionamento verso Africa occidentale, Norvegia, Alaska • Accelerazione del riciclo chimico e del riciclo meccanico di qualità per le frazioni nobili (PET, HDPE, PP) • Consolidamento del mercato europeo del riciclato attraverso fallimenti e acquisizioni nel comparto del riciclo 5.3 Lungo Termine: Riflessione Strutturale sulla Dipendenza dal Golfo Nel lungo termine, la crisi di Hormuz del 2026 potrebbe rivelarsi il punto di svolta per una ridefinizione delle catene di approvvigionamento petrolchimiche globali. La dipendenza da un singolo corridoio marittimo per un quinto del fabbisogno energetico mondiale — e per oltre l'80% della nafta asiatica — si è rivelata una vulnerabilità sistemica impossibile da ignorare. È probabile un accelerazione degli investimenti in economia circolare, in sostituzione dei materiali vergini di importazione, e una revisione profonda delle politiche di approvvigionamento delle grandi aziende di trasformazione europee. 6. Risposte Istituzionali e di Settore Sul fronte europeo, EuPC ha rivolto un appello urgente ai leader politici per l'applicazione di un tetto al prezzo dell'energia, già discusso nel Consiglio UE del 19 marzo 2026. L'AIE ha coordinato un primo rilascio di scorte petrolifere di emergenza pari a circa un quinto delle riserve totali disponibili tra i paesi membri, precisando tuttavia che tale misura non può essere considerata risolutiva. Per il riciclo plastico, la Commissione Europea aveva già presentato il 23 dicembre 2025 un pacchetto di misure che include: criteri di End of Waste (EoW) armonizzati per le plastiche riciclate meccanicamente, regole di allocazione basate sul bilancio di massa per il riciclo chimico, rilancio della Circular Plastics Alliance e istituzione di codici doganali distinti per le MPS plastiche. La crisi ha dato nuova urgenza a queste misure. In Italia, Assorimap, Corepla e le associazioni di categoria stanno negoziando con il MASE e il MIMIT interventi di sostegno straordinario per gli impianti di riciclo, inclusa la copertura parziale degli extra-costi energetici. L'adeguamento del contributo CONAI (previsto oltre 600 €/t dal luglio 2026 per alcune fasce) è stato definito da più operatori una 'tassa di guerra' necessaria ma insufficiente. 7. FAQ — Domande Frequenti sulla Crisi di Hormuz e le Materie Plastiche Quanto è aumentato il prezzo del PE e del PP a causa della chiusura di Hormuz? Al 24 marzo 2026 i dati sono i seguenti. In Europa il PP Homo Injection NWE ha raggiunto 1.200 €/t (+220 €/t da inizio marzo, fonte S&P Global Platts); il PE ha subito rincari tra 200 e 500 €/t per grado. Negli USA l'HDPE è aumentato del 36,57% a inizio marzo; LyondellBasell ha annunciato aumenti cumulativi di 35 cent/lb attraverso maggio 2026. In India i prezzi spot su alcuni gradi hanno segnato +100–150% dal 28 febbraio. In Africa il PP raffia è salito del 39%. Per il Q2 2026, gli analisti prevedono prezzi ancora elevati con il Brent sopra 95 $/bbl (fonte: EIA STEO marzo 2026). Perché il riciclo plastico soffre di più se la plastica vergine diventa più cara? Il riciclo è un'attività ad alta intensità energetica: i processi di lavaggio, selezione ottica, estrusione e rigranulazione richiedono gas ed elettricità. Con i costi energetici raddoppiati, il vantaggio competitivo del riciclato si riduce anche se la vergine si rivaluta. In più, i noli per l'export verso l'Asia (+40%) bloccano lo smercio delle MPS, generando un accumulo di invenduto che comprime i margini a monte della filiera. L'Iran è un fornitore importante di plastica per l'Europa? Sì, indirettamente. L'Iran è il principale produttore mondiale di metanolo (oltre 9 milioni di tonnellate nel 2025), un intermedio chiave per resine, plastificanti e solventi. L'Iran esportava anche poliolefine e prodotti petrolchimici verso Asia e Medio Oriente. Il blocco della produzione iraniana e le sanzioni aggiuntive irrigidiscono i mercati spot degli intermedi con effetti a cascata sui prezzi delle resine finali. Qual è la rotta alternativa per il GNL e il petrolio del Golfo? L'alternativa principale è il Capo di Buona Speranza (Africa), che aggiunge 10–15 giorni di navigazione e aumenta i costi di trasporto del 40–72%. L'oleodotto Abqaiq–Yanbu (Arabia Saudita) può trasportare circa 5 milioni di bbl/giorno, una frazione del volume abituale. Per il GNL non esistono oggi rotte alternative di capacità equivalente: questo rende i Paesi europei dipendenti dalle forniture qatariote (come l'Italia, all'11%) particolarmente vulnerabili. Cosa cambia per le aziende che acquistano plastica riciclata certificata in Europa? Nel breve periodo, le aziende che acquistano riciclato certificato (es. rPET food-grade, rHDPE, rPP per automotive) potrebbero trovare prezzi meno volatili rispetto alla vergine importata — ma con minore disponibilità fisica per il blocco delle esportazioni di MPS. Nel medio periodo, la crisi potrebbe incentivare lo sviluppo di una supply chain del riciclato più corta e 'domestica' in Europa, riducendo la dipendenza dalle importazioni di MPS dall'Asia. I distretti italiani della plastica sono a rischio chiusura? Il rischio è concreto per le aziende più piccole e meno capitalizzate. I distretti di Treviso/Vicenza/Padova, Varese (gomma e plastiche), Brindisi e Sarroch (petrolchimico) sono tra i più esposti. La CGIA stima che le aziende italiane pagheranno circa 10 miliardi di euro in più di costi energetici nel 2026. L'EuPC ha già richiesto misure di emergenza, e il tema sarà al centro delle prossime sessioni del Consiglio UE sull'industria. 8. Fonti e Riferimenti Le informazioni contenute in questo articolo si basano su fonti primarie e istituzionali verificate: • S&P Global Platts: 'Polypropylene prices rise globally following outbreak of Middle East war' (13 marzo 2026) — spglobal.com • S&P Global: 'War in the Middle East cools polymer trade in the Americas' (3 marzo 2026) — spglobal.com • PolymerUpdate.com: 'Polymer prices surge sharply amid supply disruptions as Middle East tensions escalate' (marzo 2026) — polymerupdate.com • Syntex America: 'Hormuz Crisis Week 3: 50% of Global PE Supply Disrupted, Prices Spike 50-80%' (20 marzo 2026) — syntexamerica.com • PlasticsToday / ICIS (Joseph Chang): 'Iran War Creates a Dire Strait for Resin Markets' (17 marzo 2026) — plasticstoday.com • Argus Media: 'Iran war to push up PE, PP prices: LyondellBasell' (19 marzo 2026) — argusmedia.com • Bloomberg: 'Iran War Ripples Are Driving Up Prices for Plastics Ingredient' (19 marzo 2026) — bloomberg.com • ChemAnalyst: 'Are Feedstock Shortages and War Risks Pushing Petrochemical Prices to New Highs?' (marzo 2026) — chemanalyst.com • Plastics News / ICIS: 'Impacts of Middle East conflict could reshape Europe recycled plastics market' (marzo 2026) — plasticsnews.com • Plastics Technology: 'March 2026: Prices Up for PE, PP, PS, PVC' (febbraio/marzo 2026) — ptonline.com • Fortune / Yahoo Finance: Brent crude price tracker (24 marzo 2026) — fortune.com • Investing.com: Brent Oil Futures live data (24 marzo 2026) — investing.com • EIA Short-Term Energy Outlook (marzo 2026) — eia.gov • I-Com – Istituto per la Competitività: 'La chiusura dello Stretto di Hormuz: uno shock energetico globale' (20 marzo 2026) — i-com.it • ISPI – Istituto per gli Studi di Politica Internazionale: 'Dall'Iran al mondo: 6 grafici sull'impatto economico della guerra' (marzo 2026) — ispionline.it • CGIA Mestre: 'La guerra in Iran presenta il conto alle imprese' (7 marzo 2026) — quotidiano.net • Laboratorio REF Ricerche: 'La crisi del riciclo delle plastiche: proposte per uscirne' (marzo 2026) — laboratorioref.it 👤 Nota sull'Autore Questo articolo è redatto dalla Redazione rMIX, Il Portale del Riciclo nell'Industria delle Materie Plastiche è un business directory e marketplace B2B specializzato, con oltre 25 anni di esperienza nel settore. Le analisi si basano su fonti primarie verificabili (EIA, ISPI, I-Com, ICIS, Coface, Laboratorio REF Ricerche) e su informazioni di mercato aggiornate in tempo reale. Per informazioni, contatti commerciali o richieste di approfondimento: www.rmix.it | info@rmix.it Ultimo aggiornamento: 25 marzo 2026

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https://www.rmix.it/ - Le tre startup italiane che stanno cambiando il destino del cibo (e della plastica)
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Le tre startup italiane che stanno cambiando il destino del cibo (e della plastica)
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Mama Science, Alkelux e AgreeNET rivoluzionano il packaging con soluzioni naturali: più freschezza, meno sprechi e addio alla plastica usa-e-gettaImmagina di aprire il frigorifero e trovare le fragole ancora perfette dopo una settimana. Nessuna muffa, nessun odore strano, nessuna delusione. È una scena che potrebbe diventare la norma grazie all’ingegno di tre giovani startup italiane che hanno deciso di combattere lo spreco alimentare e la dipendenza dalla plastica con strumenti nuovi, concreti e sorprendenti. Ogni giorno, tonnellate di cibo finiscono nella spazzatura solo perché non si conservano abbastanza a lungo. E mentre supermercati e consumatori cercano di correre ai ripari, la plastica continua a dominare gli scaffali: onnipresente, ma poco efficace contro il tempo. A ribaltare questa narrazione arrivano Mama Science, Alkelux e AgreeNET. Tre startup, tre approcci diversi, un obiettivo comune: rendere il packaging alimentare alleato del pianeta, della filiera e delle nostre abitudini quotidiane. Mama Science: la pellicola vegetale che respira e protegge A Bologna, Mama Science ha creato qualcosa che sembra uscito da un laboratorio di bio-design: una pellicola completamente vegetale, sottile e trasparente, che avvolge frutta, verdura, formaggi o carne come una seconda pelle. Ma a differenza della plastica tradizionale, non lascia residui, si biodegrada e – cosa forse più importante – permette al cibo di respirare. Questo “film intelligente” agisce rallentando il deterioramento naturale degli alimenti. Rende la frutta più resistente alla disidratazione, conserva la croccantezza della verdura, mantiene il profumo e la consistenza del fresco. In pratica, guadagna giorni preziosi di vita, riducendo drasticamente lo spreco. E una volta esaurito il suo compito? La pellicola non diventa rifiuto: torna alla terra, compostandosi naturalmente. Una soluzione semplice, scalabile, e profondamente coerente con l’idea di un’economia circolare. Alkelux: la polvere che trasforma il packaging tradizionale In Sardegna, un altro gruppo di innovatori sta lavorando a una rivoluzione più invisibile ma altrettanto potente. La startup Alkelux ha messo a punto una polvere naturale da integrare direttamente nei materiali d’imballaggio già in uso, senza doverli sostituire. È un additivo biodegradabile, idrosolubile, che si miscela ai polimeri convenzionali rendendoli attivi contro i principali nemici del cibo fresco: umidità, ossidazione, proliferazione batterica. Ciò che rende unica questa soluzione è la sua modularità. I produttori non devono cambiare le linee, non devono convertire gli impianti. Basta un piccolo innesto nella composizione dei materiali per ottenere confezioni intelligenti, che “collaborano” con l’alimento contenuto. L’impatto è duplice: da un lato, si allunga la vita del prodotto sugli scaffali, evitando perdite economiche e logistiche; dall’altro, si riduce la dipendenza da confezioni multiple o eccessive, in favore di un solo imballo più efficiente e più rispettoso dell’ambiente. AgreeNET: il pod vegetale che combatte i microbi Il viaggio nell’innovazione ci porta infine a scoprire la sofisticata tecnologia di AgreeNET, una startup specializzata in soluzioni bioattive per la conservazione degli alimenti freschi. La loro invenzione ha la forma di un piccolo “pod”, simile a un filtro per il tè, realizzato con materiali vegetali e biodegradabili. All’interno, un mix di sostanze naturali selezionate rilascia gradualmente composti che rallentano lo sviluppo di muffe e batteri. Il pod viene inserito direttamente nelle confezioni di frutta e verdura e agisce come una barriera invisibile contro i patogeni. Il risultato? La shelf-life può estendersi anche di 20 giorni, mantenendo intatti gusto, profumo e consistenza. Questa tecnologia è particolarmente utile per i distributori, gli esportatori e i punti vendita con tempi lunghi di stoccaggio. È un’arma potente contro gli scarti invisibili che ogni giorno si accumulano lungo la filiera. Packaging intelligente: la rivoluzione silenziosa Quello che unisce queste tre startup non è solo l’ingegno tecnico. È una nuova visione del packaging. Una visione che lo trasforma da semplice contenitore a protagonista attivo nella conservazione degli alimenti. Che lo vuole parte della soluzione, non più del problema. Le innovazioni di Mama Science, Alkelux e AgreeNET non sono solo alternative ecologiche: sono strumenti reali per cambiare il sistema. Consentono di ridurre lo spreco, migliorare la logistica, rispettare l’ambiente e offrire un vantaggio competitivo alle imprese. E lo fanno con soluzioni già pronte per essere adottate su larga scala. Dietro l’innovazione, una nuova economia Queste realtà non sono nate per caso. Sono frutto di un ecosistema italiano che, pur tra mille difficoltà, continua a generare innovazione. Programmi di accelerazione dedicati al settore agroalimentare, fondi d’investimento sensibili alla transizione green, ricercatori e ingegneri capaci di unire scienza e sostenibilità. Il packaging sostenibile non è più un’opzione: è una necessità economica, sociale e ambientale. In un mondo in cui il cambiamento climatico impone limiti sempre più stringenti, ogni giorno di freschezza in più è un giorno di rifiuti in meno. Una nuova abitudine possibile La rivoluzione comincia in modo silenzioso. Con una pellicola trasparente che sembra plastica ma non lo è. Con una polvere che non si vede ma protegge. Con un piccolo pod che lavora nell’ombra per salvare ciò che mangiamo. Ecco la bellezza delle soluzioni intelligenti: agiscono senza clamore, ma cambiano tutto. Rendono più semplice fare la cosa giusta. E, soprattutto, ci ricordano che ogni gesto quotidiano può essere parte di un cambiamento più grande. Perché non è solo il cibo che salviamo. È il futuro. E stavolta lo stiamo facendo un imballaggio alla volta.© Riproduzione Vietata

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https://www.rmix.it/ - PlastiCare: La Sezione sui Polimeri Riciclati nel Portale rMIX
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare PlastiCare: La Sezione sui Polimeri Riciclati nel Portale rMIX
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Cercare od offrire polimeri riciclati sul web diventa semplice e veloce con PlastiCare PlastiCare, nato come portale indipendente della plastica riciclata, entra a pieno titolo bel più ampio portale del riciclo rMIX che si occupa di tutti i prodotti e i servizi dell’economia circolare. PlastiCare è quindi la sezione in cui potrai trovare le offerte/richieste relative ai polimeri riciclati, sotto forma di granulo, densificato, macinato, polveri, scarti e rifiuti, in tutti i paesi del mondo, potendo contattare i fornitori e i clienti che la frequentano. Inoltre, ti permette di postare, in modo gratuito o attraverso un abbonamento, i prodotti relativi ai polimeri plastici riciclati, scegliendo la tipologia di polimero, la sua forma e il paese di provenienza, permettendoti di trovare o farti trovare facilmente senza perdere tempo. Puoi iscriverti a PlastiCare, all’interno del portale rMIX, gratuitamente attraverso l’abbonamento rMIX Zero, oppure scegliere uno dei tanti abbonamenti a pagamento che meglio ti rappresentano e che sono funzionali al tuo lavoro. Il portale rMIX e nello specifico la sezione dei polimeri riciclati PlastiCare, ti permettono anche di promuovere la tua azienda o il tuo prodotto o il tuo servizio attraverso: - L’indicizzazione dei posts, con le tue offerte/richieste sempre in prima pagina - L’inserimento dei tuoi posts nella Newsletter settimanale che viene spedita a circa 12.000 aziende del settore della plastica nel mondo, in 4 lingue - La promozione della tua azienda attraverso la Newsletter dedicata solo a te - La creazione del tuo profilo aziendale con foto, testi e links al tuo sito, da inserire nel tuo settore specifico (plastica, carta, vetro, legno, metalli, macchine, RAEE, lavoro conto terzi, consulenza, distribuzione e altri settori dell’economia circolare) - Il posizionamento del tuo banner aziendale nella Home Page del portale e in quello inerente al tuo settore. - La promozione attraverso articoli tecnico-commerciali delle novità della tua azienda. Se disideri maggiori informazioni contatta la redazione o vai sul sito del portale: www.rmix.it

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https://www.rmix.it/ - I Primi Treni ad Idrogeno in Italia Saranno in Lombardia
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare I Primi Treni ad Idrogeno in Italia Saranno in Lombardia
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I Primi Treni ad Idrogeno in Italia Saranno in LombardiaI Primi Treni ad Idrogeno in Italia Saranno in Lombardia. Andranno a sostituire le linee che funzionano con locomotive dieselIn Italia ci sono ancora attive circa 2000 corse giornaliere di treni alimentati a gasolio con un impatto sull’ambiente del tutto negativo. Ed è da questo punto che la decarbonizzazione ferroviaria muoverà i primi passi attraverso la sostituzione di questi locomotori con nuovi mezzi alimentati a idrogeno. Il primo progetto verrà realizzato in Valcamonica, in provincia di Brescia, dove sulla tratta Brescia-Edolo, a partire dal 2026, vedremo viaggiare i primi 6 treni della Alstrom a trazione verde, utilizzando l’idrogeno. Il progetto prevede inoltre la costruzione di centrali locali per la produzione, in un primo tempo di idrogeno blu, che alimenterà le locomotive, per poi passare all’idrogeno verde una volta costruite tutte le infrastrutture. L’idrogeno blu, creato attraverso l’uso dell’energia derivante dal gas naturale e dal biometano, emetterà CO2 ma sarà totalmente recuperata e stoccata, evitando la dispersione nell’aria. Terminato il progetto, con l’arrivo di altri 8 treni e la costruzione di due centrali per la produzione, stoccaggio e rifornimento dell’idrogeno verde, si sarà realizzata la prima linea di trasporto ferroviario totalmente green in Italia. I treni a idrogeno saranno solo il primo tassello di un progetto ad impatto zero nel mondo del trasporto pubblico infatti è previsto di equipaggiare anche un certo numero di bus del trasporto locale che viaggiano in Valcamonica con l’idrogeno verde. Vedi maggiori informazioni

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https://www.rmix.it/ - rNEWS: Radici Novacips è Stata Premiata da Stihl
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare rNEWS: Radici Novacips è Stata Premiata da Stihl
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Radici Novacips è Stata Premiata da Stihl Un premio importante che riconosce la qualità dei tecnopolimeri prodotti dal gruppo Radici che vengono acquistati da Stihl per produrre le motoseghe, decespugliatori, tosaerba e i soffiatori per il giardino. Nonostante il Covid la premiazione come "Supplier of the Year 2019" è stata fatta con una video conferenza.Radici Novacips Spa, società con sede in Italia (Chignolo d’Isola – Bergamo) e appartenente alla Business Area RadiciGroup High Performance Polymers, ha ricevuto il prestigioso premio "Supplier of the Year 2019" promosso da STIHL, nota azienda produttrice di motoseghe e altri attrezzi per l’esterno tra cui decespugliatori, tosaerba, soffiatori. Non è la prima volta che STIHL manifesta la sua riconoscenza nei confronti di RadiciGroup: già nel 2016 infatti, High Performance Polymers era stata premiata dai vertici dell’azienda tedesca come partner strategico nella fornitura di materiali polimerici di qualità. «Ringrazio RadiciGroup per l’eccellente collaborazione dimostrata in questi dieci anni di lavoro fianco a fianco – ha detto Marc Moser Senior Vice President Purchasing di Stihl – La consolidata esperienza nel settore dei tecnopolimeri e la capacità di saper cogliere i bisogni di Stihl fanno di RadiciGroup un fornitore per noi di assoluta fiducia in grado di offrirci tecnologia, innovazione, servizio e ottimizzazione dei costi». A differenza delle altre edizioni e a causa delle restrizioni anti Covid, questa volta la premiazione è stata “virtuale” con un video messaggio indirizzato a RadiciGroup da parte di Marc Moser, Senior Vice President Purchasing di Stihl e Martin Schwarz, Executive Board Member Manufactuing and Materials.Siamo onorati del premio e della stima di Stihl nei nostri confronti – ha detto Cesare Clausi Global Sales Director di RadiciGroup High Performance Polymers - Siamo pronti ad affrontare nuove sfide e non vediamo l'ora di rafforzare la nostra collaborazione su scala globale. Con il consueto lavoro di squadra sono certo che saremo capaci di raggiungere, insieme, traguardi sempre più ambiziosi». Info Radici

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https://www.rmix.it/ - Versalis: La Chimica al Servizio dell'Economia Circolare
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Versalis: La Chimica al Servizio dell'Economia Circolare
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L'amministratore delegato di Versalis, in un'intervista a Repubblica, ripercorre le attività dell'azienda in un'ottica di economia circolare Accogliamo volentieri su rNEWS l'intervista di Giacomo Talignani all'amministratore delegato di Versalis, Daniele Ferrari, in cui si affrontano i nodi del presente e del futuro dell'economia circolare, in merito alla lavorazione e allo smaltimento dei rifiuti plastici. Nell'articolo si affrontano le problematiche, ancora aperte, del ciclo dei rifiuti: discariche, termovalorizzazione, pirolisi, prodotti monouso e creazione di packaging sostenibili.La chimica e i suoi processi come chiave per disegnare un mondo basato su una maggiore capacità di riciclo, packaging e prodotti più snelli e amici dell'ambiente, ma anche plastica recuperata e resa nuovamente "vergine" e nuove ricette per la lunga strada verso la decarbonizzazione. I prodotti pensati sotto la lente della circolarità, il recupero dei materiali e la ricerca di quelli alternativi, sono oggi al centro della missione di Versalis, società chimica di Eni. Daniele Ferrari, amministratore delegato di Versalis, racconta l'importanza della chimica per la sostenibilità di oggi e del futuro. Come la chimica può oggi aiutare il riciclo ed essere al centro dell'economia circolare?"Come produttori di materie plastiche e prodotti chimici per noi è importantissimo oggi non solo produrre ma anche fornire nuove soluzioni che poi verranno utilizzate sui mercati. Ecco perché per Versalis la circolarità deve essere a 360 gradi. Ci muoviamo su tre linee fondamentali: l'eco design, ovvero produrre e pensare i nostri prodotti anche sotto l'aspetto del fine vita, massimizzando le risorse e pensando per esempio come rendere i manufatti più semplici da riciclare; poi l'utilizzo dei feedstock alternativi con un giusto mix di transizione fra materie prime fossili e quelle rinnovabili, su cui ci stiamo concentrando sempre di più nelle nostre produzioni; e infine un particolare sviluppo e attenzione alle tecnologie di riciclo. Abbiamo un forte senso di responsabilità sociale, con sempre maggiore attenzione alla sostenibilità in azienda: quindi noi come industria chimica dobbiamo impegnarci a contribuire con lo scopo di riciclare sia meccanicamente che chimicamente i prodotti". La plastica, di cui vi occupate, è un materiale complesso da riciclare. Come vi state muovendo per recuperarlo? "Il tasso del riciclo della plastica nel mondo è ancora basso. In Europa, con un mercato di circa 50 milioni di tonnellate di plastica vergine, oltre il 30% dei rifiuti in plastica raccolti viene inviato a processi di riciclo, oltre il 40% viene termovalorizzato e il restante finisce in discariche, e quest'ultimo è un grosso problema. Dobbiamo riuscire a riciclare di più. Durante la pandemia legata al Covid ci siamo resi conto dell'importanza di alcune applicazioni della plastica: da quelle usate nel settore sanitario a quelle del packaging alimentare, è balzata agli occhi l'importanza della plastica proprio per la sua versatilità, perché senza questo materiale sarebbe stato difficile fare molte cose che abbiamo fatto, dai tamponi sino alle mascherine. E' necessario dunque pensare sempre di più al riuso della plastica: oggi in Europa il riciclo meccanico può soddisfare l'esigenza fino a un certo punto. Probabilmente si arriverà a incrementare la percentuale di plastica riciclata meccanicamente, ma difficilmente si andrà oltre perché sui mercati sono presenti plastiche miste e materiali multi-strato. Ecco perché, per andare oltre e ottenere maggiori possibilità di recupero, stiamo sviluppando il riciclo molecolare. Un esempio è quello che facciamo col progetto Hoop, prevediamo di realizzare un primo impianto da 6 mila tonnellate anno a Mantova". In che cosa consiste questo progetto? "In parole molto semplici Hoop si basa sul processo di pirolisi per trasformare plastiche miste in materia prima che possa dar vita a nuove plastiche "vergini", in modo da avere un ciclo di economia circolare. La plastica recuperata viene scaldata nel reattore a 400-500 gradi con basse pressioni: in sostanza la scomponiamo per poterla riutilizzare. Al di là della produzione energetica per scaldare il reattore non ci sono emissioni dirette e questo processo fa in modo che questa plastica ritorni ad essere un bene primario. Con il riciclo molecolare si è meno limitati rispetto a quello meccanico. In futuro speriamo che questo ciclo comprenda anche la possibilità che l'energia necessaria per questo processo arrivi totalmente da fonti rinnovabili, in modo da chiudere il ciclo completamente" E' difficile applicare il concetto di circolarità al recupero della plastica? "Noi facciamo parte della Circular Plastics Alliance e abbiamo preso impegni importanti per il riciclo della plastica, cercando di dimostrare che questo materiale si può recuperare. La plastica non è un problema, ma lo è la cattiva gestione del fine vita. Questo si può realizzare con le tecnologie che stiamo sviluppando. Crediamo infatti che per il futuro sia meglio impegnarsi per gestire al meglio i rifiuti di plastica, piuttosto che eliminare questo materiale, in uno slogan meglio essere "plastic waste free" che "plastic free". Quali altre sfide coinvolgono i rifiuti di plastica? "Una delle prime sfide intraprese è per esempio il progetto Versalis Revive. Creiamo nuovi prodotti con plastica vergine e plastica da riciclo sino al 75%. Lo riusciamo a fare sia nel polistirene, sia nel polietilene per esempio per ottenere prodotti per il settore agricolo per il packaging come film e pellicole. Poi ci sono iniziative come RiVending, in cui raccogliamo bicchierini e palette del caffè e dai monouso diamo vita alla produzione di polistirene espandibile per lastre isolanti per condomini o abitazioni e packaging protettivo di elettrodomestici e mobili. Credo che RiVending dimostri anche che nella grande corsa a bandire monouso di plastica si poteva ragionare diversamente, cioè su come riciclarli e rilevarne valore senza danneggiare un'industria già sotto pressione. Abbiamo dimostrato in modo pratico cosa si può fare con i monouso, un esempio di riciclo applicabile anche in altre realtà". Un esempio di riconversione invece arriva da Crescentino (Vercelli), dove ora producete disinfettante. "Sì, con l'esperienza che abbiamo nella chimica da fonti rinnovabili nel sito di Crescentino in Piemonte abbiamo adattato gli impianti produttivi per produrre una gamma di disinfettanti (chiamati Invix, ndr) utilizzando come principio attivo l'etanolo da materie prime vegetali. Una riconversione necessaria per il momento particolare e difficile che stiamo vivendo. Continueremo a produrre ed espanderemo presto la nostra gamma di prodotti". Quali altre trasformazioni saranno invece necessarie per garantire la transizione energetica? "Servirà una trasformazione completa della nostra industria, ma non si può fare in un solo stadio. Integrare gli impianti chimici tradizionali con strutture nuove e tecnologiche che ci permettono di essere sempre più rinnovabili e circolari è l'obiettivo. Per fare questo usiamo una strategia che definirei a fasi, modulare, un percorso che la chimica sta già facendo e deve fare per essere all'avanguardia, stimolati dalla sensibilità ambientale, dal New Green Deal e da tutti gli apparati di sostegno che verranno per il cambiamento". In questa partita la chimica che ruolo gioca? "All'interno di Eni ogni business fa la sua parte verso la decarbonizzazione. Noi come parte chimica abbiamo la possibilità di integrarci e poter dare l'apporto tecnologico verso questo cambiamento. Ci sentiamo fortemente motivati e responsabilizzati: l'industria chimica tocca circa il 95% di ogni settore industriale, molti dei prodotti che ci circondano sono fatti grazie alla chimica e per questo sappiamo di avere un ruolo importante verso il futuro. Speriamo che anche le persone comprendano quanto la chimica, a volte inquadrata erroneamente o associata magari all'inquinamento, abbia in realtà un ruolo decisivo e prezioso, come risorsa, per lo sviluppo di una società più sostenibile".Giacomo Talignani, la Repubblica

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https://www.rmix.it/ - La Plastic Tax e le Quotazioni della Borsa
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare La Plastic Tax e le Quotazioni della Borsa
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Come la Plastic Tax potrebbe influenzare l'andamento dei titoli delle società impegnate nella raccolta e lavorazione dei rifiutiLa Plastix Tax che entrerà in vigore in Europa nel corso del 2021 potrebbe creare un circolo virtuoso delle quotazioni in borsa delle società che si occupano di recupero e selezione dei rifiuti, ma un interrogativo per le altre azienda della filiera della plastica. Vediamo cosa ci suggerisce la redazione di FOL.Torna in auge l’argomento plastic tax che aveva tenuto a lungo banco lo scorso autunno. La plastic tax italiana partirà a gennaio 2021 prevede il pagamento di 45 centesimi ogni chilo di plastica di prodotti monouso venduti. Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri lo scorso luglio ha puntualizzato in audizione alla Camera dei Deputati che la legge di Bilancio 2021 lavorerà in modo da evitare duplicazioni e oneri eccessivi per le imprese, ossia al fine di evitare una doppia tassazione tra plastic tax italiana e quella europea (anch’essa al via da gennaio 2021). Le ultime indicazioni stampa parlano della possibilità di un allargamento del perimetro della plastic tax anche ai grossisti. Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, il governo starebbe infatti lavorando all’ipotesi di allargare il perimetro di applicazione della plastic tax anche ai grossisti. Allo studio ci sarebbe anche l’ipotesi di includere gli esercenti dei depositi della grande distribuzione. Il quotidiano che fa capo a Confindustria spiega come nella prossima manovra finanziaria o in un decreto fiscale collegato si cercherà un equilibrio della struttura dell’imposta coerente con il mercato, la definizione univoca dei prodotti su cui applicarla e la riduzione delle procedure e degli oneri amministrativi. I titoli di Piazza Affari che guardano interessati Sviluppi guardati con interesse anche da alcuni player di Piazza Affari. L’applicazione della plastic tax è infatti un driver positivo per gli investimenti in impianti di trattamento e riciclo del rifiuto. Particolarmente esposta Hera (25% Ebitda) che, con l’acquisizione di Aliplast, svolge già da qualche anno attività di produzione plastiche e prodotti riciclati. “I prodotti di questo segmento avranno sempre maggior utilizzo – rimarcano gli esperti di Equita SIM – proprio in ragione dell’introduzione delle tassazioni specifiche che nei prossimi anni i saranno ulteriormente inasprite dalle direttive Europee (in Europa già prevista tassazione a 0,8 euro per Kg)”. Il governo Italiano dovrà inoltre emanare direttiva specifica sulla strategia nell‘economia circolare nei prossimi mesi “dalla quale ci attendiamo una spinta agli investimenti in impianti di trattamento del rifiuto”, aggiunge Equita che indica un’esposizione rilevante anche per A2A (24% Ebitda) ed IREN (18% Ebitda). Meno esposta Acea (5% Ebitda). Articolo dalla redazione di FOL 

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https://www.rmix.it/ - Total e Qair Uniti per Svipuppare un Parco Eolico Offshore
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Total e Qair Uniti per Svipuppare un Parco Eolico Offshore
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Total acquista il 20% progetto pilota del parco eolico galleggiante Eolmed, situato nel Mediterraneo.L'energia eolica è una tra le tante fonti rinnovabili di cui possiamo dotarci per la decarbonizzazione del pianta, insieme a quella idrica, solare, dei moti ondosi e l'energia atomica a fusione.Ci sono sempre state, anche per la costruzione di  questi impianti, varie forme di opposizione, il classico fenomeno NIMBY (Not in My Back Yard), che ha in qualche modo frenato lo sviluppo di questa fonte alternativa. In effetti, la scelta di creare dei parchi eolici in mare aperto non ha solo il vantaggio di poter usufruire di correnti più regolari ed intense, rispetto a quelle che passano sulla terraferma, ma mitiga sicuramente l'impatto estetico di un impianto di grandi dimensioni da inserire in un contesto abitato.Total, come ha annunciato recentemente in un comunicato, sta continuando lo sviluppo di questa tecnologia attraverso acquisizioni di società specializzate nel settore.Infatti diventa azionista del 20% nel progetto pilota del parco eolico galleggiante Eolmed, situato nel Mediterraneo, al largo della costa di Gruissan e vicino a Port-La-Nouvelle (regione occitana). Attribuito a luglio 2016, questo progetto da 30 megawatt (MW) accelererà lo sviluppo di una tecnologia eolica galleggiante. Insieme a Qair, lo storico sviluppatore e azionista di maggioranza del progetto, e ai suoi partner locali, Total porta la sua esperienza nella concezione, implementazione e sfruttamento di installazioni offshore durante tutto il loro ciclo di vita.  Total continua così a rafforzare la sua posizione nel settore emergente dell'eolico offshore galleggiante, nel quale vuole essere uno dei leader mondiali. Oggi il Gruppo è presente in Corea del Sud con un portafoglio di 2 gigawatt e nel Regno Unito con il progetto Erebus da 100 MW, a cui sono stati appena assegnati i diritti di sviluppo esclusivo per la sua area.  Julien Pouget, Direttore Rinnovabili di Total, ha dichiarato: “Questo annuncio dimostra ancora una volta l'ambizione e la volontà del Gruppo di innovare nel campo delle energie rinnovabili. L'eolico offshore galleggiante è un segmento molto promettente in cui Total apporta in particolare la sua vasta esperienza in progetti offshore.   Insieme al nostro partner Qair, disponiamo delle risorse necessarie per affrontare le sfide tecnologiche e finanziarie che determineranno il nostro successo futuro. Sono lieto che Total possa contribuire all'emergere di questo nuovo settore in Francia. "  “Il progetto Eolmed è al centro della strategia della regione Occitanie per lo sviluppo delle energie rinnovabili, attivamente supportato dai partner locali. Dimostra anche l'ambizione di Qair di diventare un attore importante nell'energia eolica offshore galleggiante in Europa.   Unendo le forze con un rinomato partner industriale francese per questo progetto innovativo sviluppato dai nostri team dal 2016, Qair sta rafforzando la sua competenza tecnica per la realizzazione del progetto Eolmed e per i futuri progetti eolici galleggianti ". aggiunge Louis Blanchard, CEO di Qair.  Total, rinnovabili ed elettricità Nell'ambito della sua ambizione di arrivare allo zero netto entro il 2050, Total sta costruendo un portafoglio di attività nel settore dell'elettricità, in particolare rinnovabile, che potrebbe rappresentare fino al 40% delle sue vendite entro il 2050. Entro la fine del 2020, la potenza lorda di Total la capacità di generazione mondiale sarà di circa 12 gigawatt, inclusi circa 7 gigawatt di energia rinnovabile. Con l'obiettivo di raggiungere 35 GW di capacità produttiva da fonti rinnovabili entro il 2025, Total continuerà a espandere la propria attività fino a diventare uno dei leader mondiali nelle energie rinnovabili.Vedi maggiori informazioniFoto: Qair

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https://www.rmix.it/ - rNEWS: L’Università Bocconi Lancia un Progetto sulla Circolarità della Moda
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare rNEWS: L’Università Bocconi Lancia un Progetto sulla Circolarità della Moda
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L’Università Bocconi Lancia un Progetto sulla Circolarità della ModaL’attenzione per l’economia circolare non è più un concetto gridato nelle manifestazioni di piazza, ma è una realtà ormai assimilata dagli stati, dalla politica dall’industria e soprattutto dalla finanza, che valuta come investimenti rischiosi quelli concessi ad aziende che operano fuori dal concetto di circolarità.Anche il comparto universitario si è mosso per analizzare da vicino e in modo scientifico, le filiere le aziende e le conseguenze dei comportamenti industriali sulla circolarità dei settori, uno tra questi è quello della moda raccontato dall’università Milanese. La SDA Bocconi School of Management ed Enel X lanciano il Monitor for Circular Fashion Un progetto all’avanguardia in Italia che darà vita al primo Report sulla circolarità del settore moda. Il Monitor for Circular Fashion desidera coinvolgere nel progetto uno spaccato rappresentativo del settore moda italiano lungo l'intera filiera, in collaborazione con la società di consulenza per la sostenibilità Eco-Age. Candiani Denim, Dedagroup Stealth, Intesa (IBM Group), Manteco, RadiciGroup, Save The Duck, Vibram, Vitale Barberis Canonico, Vivienne Westwood, YKK, sono alcuni dei protagonisti del settore che hanno già aderito e contribuito attivamente all’osservatorio. Questa community di aziende scelte perché front-runners della sostenibilità e circolarità nella filiera italiana del settore moda, ha già avviato un percorso virtuoso per confrontarsi sulle opportunità e le sfide della circolarità. In particolare le attività si sono focalizzate sulla condivisione di buone pratiche per individuare o sviluppare nuove soluzioni concrete e misurabili di circolarità. Uno dei temi di maggior attenzione è quello del ruolo fondamentale della trasparenza e tracciabilità di filiera come strumento per dare sostanza ai claim di sostenibilità e di circolarità verso tutti gli stakeholders, compresi i consumatori. A settembre 2021 verrà pubblicato un Report che mostrerà le macro-tendenze del settore; misurerà la capacità delle aziende moda di applicare i principi dell’Economia Circolare lungo tutta la filiera; evidenzierà le best practices e i gap, e infine proporrà un piano ambizioso su come integrare la circolarità in uno dei maggiori settori italiani per l’esportazione. Il Report si baserà su una metodologia innovativa di valutazione della circolarità, sviluppata da Enel X con il know-how del team di ricerca del Sustainability Lab di SDA Bocconi School of Management per l’identificazione di indicatori di circolarità nel settore moda. Un approccio circolare consente di cambiare radicalmente il paradigma del take-make-waste, grazie all'applicazione di cinque modelli di business circolari (Input sostenibile, Prolungamento della vita, Riciclo e Riuso, Prodotto come servizio, Piattaforme di condivisione) per assicurare che prodotti e materiali siano mantenuti in uso il più a lungo possibile, ridisegnando i processi produttivi, logistici, distributivi e le modalità di consumo con l’obiettivo di rendere il più efficiente possibile l’utilizzo delle risorse. Il passaggio a un sistema circolare continuerà ad accelerare il movimento dell'economia globale verso un futuro sostenibile. Il Monitor for Circular Fashion aderirà alle call to action per la circolarità a livello globale, in particolare supportando iniziative chiave come il progetto UNECE “Enhancing Transparency and Traceability of Sustainable Value Chains in Garment and Footwear sector” ed il piano di azione dell’Unione Europea per la circolarità “Circular Economy Action Plan”. “L'approccio scientifico è essenziale per valorizzare e far crescere i numerosi progetti pilota nella moda circolare. Con il Monitor for Circular Fashion vogliamo supportare le aziende nella misurazione delle performance di circolarità, individuando i principali KPI per ogni modello di business della moda circolare. Nel dialogo aperto con Istituzioni e Policy Makers, il Circular Fashion Manifesto darà voce alle buone pratiche del sistema moda italiano”, afferma Francesca Romana Rinaldi, Coordinatrice del Monitor for Circular Fashion presso SDA Bocconi School of Management Sustainability Lab. "L'Economia Circolare è al centro della strategia di Enel X” – ha aggiunto Nicola Tagliafierro, Responsabile della sostenibilità globale di Enel X – “Grazie alle opportunità di business sostenibili che è in grado di generare, e che hanno permesso al Gruppo Enel di posizionarsi come leader di pubblici servizi nell'indice di sostenibilità Dow Jones. Per questa ragione abbiamo deciso di mettere a disposizione la nostra esperienza e il nostro know-how a supporto di una delle industrie italiane più importanti e strategiche, con l'obiettivo di rendere il settore sempre più circolare e di esempio per il mercato globale." Sono molto entusiasta del fatto che Eco-Age stia giocando un ruolo strategico in questo progetto rivoluzionario e nel coinvolgere nuovi stakeholders in questa alleanza tra SDA Bocconi ed Enel X, per collocare l'Italia al centro del dibattito globale sulla moda sostenibile”, ha concluso Livia Firth, cofondatrice e direttrice creativa di Eco-Age. Categoria: notizie - moda - economia circolare - rifiuti - tessuti

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https://www.rmix.it/ - Acquisizione della Società Spagnola Iber Resinas
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Acquisizione della Società Spagnola Iber Resinas
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L’azienda è specializzata nel riciclo meccanico delle plastiche da post consumo e post industriali e nella produzione di granuli e macinatiContinuano le operazioni di acquisizioni sul mercato Europeo da parte dei grandi gruppi industriali attivi nel settore della plastica, che spingono per rilevare riciclatori e produttori di resine circolari al fine di aumentare la loro offerta di prodotti green sul mercato. Iber Resinas è un’azienda con sede a Valencia (Spagna) che si occupa del riciclo del polipropilene, del polietilene e del polistirolo, derivanti dalla raccolta differenziata o dai rifiuti di produzione industriale. trasformandoli in macinati o granuli per la produzione di nuovi prodotti plastici.L’azienda ha un mercato consolidato nella vendita di polimeri riciclati che interessano il settore dell’automotive, quello edilizio e del settore degli imballaggi. L’acquirente che ha chiuso l’operazione è la multinazionale TotalEnergies, che continua la sua diversificazione del business, oltre che nel settore dell’energia rinnovabile, anche in quello delle plastiche riciclate. Lo scopo di questa acquisizione per TotalEnergies è quello di aumentare la sua produzione di polimeri circolari in Europa, l’ampliamento della sua gamma di prodotti riciclati e il miglioramento del suo accesso alle materie prime, attraverso la rete di fornitori di Iber Resinas. Dal lato opposto, Iber Resinas sfrutterà le sinergie con TotalEnergies per sviluppare prodotti di qualità e beneficerà della capacità della società di accelerare la propria crescita. "Questa acquisizione è un ulteriore passo verso il raggiungimento della nostra ambizione di aumentare la quota di polimeri circolari nella nostra produzione di plastica al 30% entro il 2030", ha dichiarato Nathalie Brunelle, Senior Vice President Polymers, Refining & Chemicals, presso TotalEnergies. "Siamo lieti di dare il benvenuto ai team di Iber Resinas e unire il loro know-how di riciclaggio con l'esperienza dei polimeri di TotalEnergies". “Entrare a far parte di TotalEnergies è una grande soddisfazione, ma anche un'opportunità per rafforzare e sviluppare Iber Resinas. Ci consentirà di costruire insieme il nostro lavoro, le nostre conoscenze e lo sviluppo in Spagna e nell'UE, nel settore del riciclaggio dei polimeri, e di affrontare le nuove sfide e le richieste dei nostri clienti ", hanno affermato Santiago Sanz e Borja Sanz, proprietari e amministratori delegati di Iber Resinas .Info: TotalEnergy

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https://www.rmix.it/ - Nextchem (Maire) Conquista il Mercato Statunitense con un Contratto di Decarbonizzazione
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Nextchem (Maire) Conquista il Mercato Statunitense con un Contratto di Decarbonizzazione
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Accordo con DG Fuels Louisiana per la Tecnologia di Gassificazione Nx Circular: Un Passo Avanti nella Produzione di Combustibili Sostenibili di Marco ArezioNel panorama globale delle energie rinnovabili e della decarbonizzazione, l'annuncio recente di Maire sulla firma di un contratto significativo negli Stati Uniti rappresenta un importante avanzamento. Attraverso la sua controllata MyRechemical, Nextchem ha concluso un accordo di licenza con DG Fuels Louisiana per la tecnologia proprietaria di gassificazione Nx Circular. Questo progetto promette di rivoluzionare la produzione di combustibili rinnovabili, segnando un progresso significativo nella lotta contro il cambiamento climatico. La Tecnologia Nx Circular La tecnologia Nx Circular è al centro di questo nuovo impianto di gassificazione, che dovrebbe entrare in funzione nel 2028. Questa tecnologia avanzata consente di convertire biomasse residuali e una piccola parte di rifiuti urbani in combustibile. La capacità produttiva prevista è di 450 milioni di litri di combustibile all'anno, dimostrando il potenziale di questa tecnologia per contribuire significativamente alla riduzione delle emissioni di carbonio. Dettagli del Progetto L'impianto in Louisiana non solo rappresenta un traguardo per Nextchem e MyRechemical, ma anche per l'industria delle energie rinnovabili. La selezione di MyRechemical come licenziataria della tecnologia di gassificazione e trattamento del gas è stata basata sulla capacità dell'azienda di processare un milione di tonnellate all'anno di residui della lavorazione della canna da zucchero, bagassa e polpa. Questi materiali rappresentano un'abbondante fonte di biomassa residuale, ideale per la produzione sostenibile di combustibili. Impatto Ambientale e Industriale Il progetto è una risposta concreta all'esigenza di decarbonizzazione dell'industria, come sottolineato dal CEO di Maire, Bernini, il quale ha ribadito l'impegno dell'azienda nella riduzione delle emissioni industriali. La produzione di combustibile da biomasse residuali non solo riduce la dipendenza dai combustibili fossili, ma contribuisce anche alla gestione sostenibile dei rifiuti. Questo processo di gassificazione può infatti trasformare scarti agricoli e urbani in risorse preziose, promuovendo un modello di economia circolare. Prospettive Future Il successo di questo progetto potrebbe aprire la strada a ulteriori implementazioni della tecnologia Nx Circular in altri contesti geografici e industriali. La collaborazione con DG Fuels Louisiana rappresenta un modello di partenariato che potrebbe essere replicato, stimolando investimenti e innovazioni nel settore delle energie rinnovabili. Inoltre, l'adozione di queste tecnologie avanzate in altre regioni potrebbe accelerare la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio a livello globale. Conclusioni L'accordo di Nextchem e MyRechemical con DG Fuels Louisiana è più di un semplice contratto; è un segnale di progresso e innovazione nell'ambito della sostenibilità industriale. Attraverso l'applicazione della tecnologia Nx Circular, questo progetto dimostra come sia possibile coniugare crescita economica e tutela ambientale. La decarbonizzazione dell'industria è una sfida complessa, ma con iniziative come questa, il futuro appare più promettente. L'impegno di Maire e delle sue controllate non solo contribuisce a un ambiente più pulito, ma crea anche nuove opportunità per un'industria più sostenibile e resiliente.

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