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https://www.rmix.it/ - Come Capire il Carattere di un Manager Attraverso l’Osservazione dei suoi Collaboratori
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Come Capire il Carattere di un Manager Attraverso l’Osservazione dei suoi Collaboratori
Management

I lavoratori che sono selezionati dal manager danno interessanti spunti per fare un quadro della sua personalitàdi Marco ArezioCi sono aziende in cui la selezione dei collaboratori non è affidata ad un ufficio del personale, o scelti direttamente dal proprietario, ma spesso sono selezionati e scelti direttamente dai managers di area. Un direttore commerciale può selezionare i venditori, i collaboratori del back office, del settore post vendita e a volte dei responsabili marketing. Un direttore amministrativo potrebbe scegliere i componenti dell’ufficio contabilità, di quello delle paghe, del settore di controllo ecc.. Dove troviamo delle figure apicali, che potrebbero coinvolgere anche il direttore generale che hanno la responsabilità dell’azienda per conto del proprietario o dei proprietari, è interessante analizzare i collaboratori per capire come sono, caratterialmente il propri superiori. I managers possono essere competenti e determinati, ma possono avere due tipologie di carattere: • sicuro di sé stesso • insicuro di sé stesso Vi chiederete come possa essere importante il carattere personale di un manager se sono riscontrate e avvalorate la loro capacità e determinazione nell’affrontare il lavoro. Il carattere conta molto, invece, in quanto i requisiti che un manager sceglie durante le selezioni dei propri collaboratori, a parità di lavoro, sono decisamente diverse e, nello stesso verso, conoscendo i caratteri dei dipendenti scelti dal manager, è abbastanza facile farsi un quadro della sua personalità. Il manager sicuro di sé cerca delle figure capaci di reggere lo stress del lavoro, che abbiano un carattere forte, che accettino lo scontro di opinioni, che siano propositivi nei cambiamenti, leali con gli altri collaboratori, non accettino scorciatoie, che sappiano dire quando sbagliano e riconoscere anche i successi degli altri. Il collaboratore deve sapere fare squadra, non ha bisogno dell’approvazione degli altri e nemmeno del proprio superiore e ha un rapporto aperto ma corretto. Il manager sicuro darà ampie deleghe nelle attività, senza la paura che qualcuno lo possa scavalcare, farà lavorare al meglio la squadra e darà loro le giuste soddisfazioni, mettendosi a volte anche in ombra. Il manager insicuro di sé seleziona i propri collaboratori che abbiano una passione per il lavoro, diretto da altri, capaci ma non intraprendenti, che abbiano idee ma non il carattere di farle valere in un gruppo aperto, che siano psicologicamente un po' manipolabili in modo da creare un rapporto di sudditanza e di necessità verso il capo. Il manager insicuro non selezionerà figure che possono metterlo in ombra con i suoi superiori, che possano avere delle idee vincenti prima di lui, che possano fare squadra con gli altri lavoratori, ma tenderà a verticalizzare la piramide del suo potere per gestire e controllare ogni posizione a sé. Non delegherà molto e cercherà di ridurre le autonomie lavorative per paura di essere un giorno scavalcato, tenderà a mettere in competizione personale i collaboratori, gestirà divisioni e litigi, dissapori e vendette. Considererà ogni sforzo che le fazioni del gruppo spenderanno per contendersi la visibilità verso il manager come una forma di controllo indiretto e non si preoccuperà delle tante energie perse. Le aziende che selezioneranno, a loro volta questi managers, devono, per il bene dell'impresa, cercare di capire il loro carattere perché, la sicurezza o l’insicurezza di sé, crea dei reparti aziendali con performaces nel tempo molto diverse.

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https://www.rmix.it/ - Il Cortocircuito Energetico delle Cartiere: Come Uscirne?
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Il Cortocircuito Energetico delle Cartiere: Come Uscirne?
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Il costo del gas è sempre più alto, l’Europa tentenna sulle soluzioni. Una cartiera Italiana ha deciso di risolvere il problema da soladi Marco ArezioIl comparto della carta ha attraversato, in anni recenti, molte prove dolorose, nelle quali ha sempre cercato di mantenere dritta la barra facendo leva su risorse proprie, l’internazionalizzazione, la diversificazione ed l’eccellenza. Oggi, dopo il Covid, la mancanza di materia prima, i prezzi alle stelle per gli ormai conosciuti problemi sulla catena di approvvigionamento, è entrato a gamba tesa l’esplosione dei prezzi del gas. Problema non sempre risolvibile, questa volta, dall’estro e dalla capacità imprenditoriale dei managers aziendali, in quanto l’energia è un bene primario che si compra e si utilizza direttamente, ma che ricopre, settimana dopo settimana, un peso sempre più importante nei costi di produzione. Costi che incidono sul prodotto semilavorato o finito in modo esponenziale, con difficoltà nelle vendite e nella catena di produzione e consegna dei beni. Oggi, il cliente finale, è abituato a sentirsi dire che il prezzo è aumentato, ma da domani si sentirà dire anche “non so quando posso produrre e consegnare la merce”, perché l’approvvigionamento di energia, oltre ad essere ingestibile economicamente, diventa difficile da programmare, in quanto gli stessi operatori dell’energia sono in difficoltà nella vendita. Senza energia non si fa business, e senza business non servirà più l’energia, in quanto, molte aziende sono seriamente a rischio di chiusura e con esse la filiera da cui dipendono. Per uscire da questo corto circuito è necessario ed auspicabile che si possano trovare le risorse, anche tramite il PNRR, per rendere energeticamente indipendenti le grandi fabbriche produttrici, attraverso l’autoproduzione di energia rinnovabile. Un esempio in merito ce lo sta dando la cartiera Burgo che ha deciso di percorrere questa strada attraverso l’ampliamento della produzione di energia solare nei propri stabilimenti, attraverso un nuovo parco fotovoltaico da 12 Mw e la progressiva dismissione dell’utilizzo di combustibili fossili. Inoltre, al fine di proseguire la strada intrapresa dal mercato che riguarda la riconversione del packaging di plastica con quello in carta, la direzione ha sul tavolo di alimentare le fabbriche anche con l’idrogeno verde. In attesa dei bandi del PNRR che finanzierà il progetto dell’idrogeno, le macchine e le turbine della Burgo sono già pronte per essere alimentate a biofuel e idrogeno e continuerà, da parte dell’azienda gli investimenti sul fotovoltaico nelle varie fabbriche. La necessità di affrancarsi dalla dipendenza del gas sarà la chiave per la sopravvivenza delle cartiere, ma anche delle altre aziende energivore, come il settore dell’acciaio, della chimica, della plastica e di molti altri settori.

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https://www.rmix.it/ - Come Trattenere in Azienda i Migliori Collaboratori
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Come Trattenere in Azienda i Migliori Collaboratori
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Porsi il problema di come trattenere le migliori risorse umane è indice di attenzione verso la propria aziendadi Marco ArezioIl mondo del lavoro si sa è sempre stato fluido, sia in situazioni di prosperità che di crisi, in quanto sono sempre le persone che traghettano le aziende, in qualsiasi condizione si trovi il mare, calmo o tempestoso. Se da un lato le professionalità meno qualificate o meno collaborative sono un po' in balia delle situazioni economiche interne ed esterne, quelle potenzialmente migliori possono essere una risorsa in qualsiasi condizione si possa trovare l’azienda. Ma i futuri leaders sono capricciosi, attenti alle dinamiche interne, ambiziosi, sono facilmente disposti a sgomitare, ma anche a sacrificarsi infondendo all’azienda spinte importanti. Sono sempre un po' irrequieti, giudicano e fanno paragoni, mettono sotto esame i collaboratori e i diretti superiori, possono essere fuori dagli schemi e assetati di sfide, sono dinamici e competitivi. Sono persone ricche di potenzialità, ma devono avere un contesto lavorativo che li comprenda, li faccia crescere, gli dia soddisfazioni e riconoscimenti, costantemente nel tempo, perché sono un po' narcisi. I managers da cui dipendono devono accorgersi delle loro potenzialità e devono saper valutare, caso per caso, i rischi di perderli, perché queste figure professionali cercano soddisfazioni nel mercato. Non tutte sono uguali e non tutte sono alla ricerca di affermazioni con la stessa intensità. C’è chi cerca la progressione del proprio stipendio come autocertificazione delle proprie qualità professionali, chi cerca maggiori responsabilità, chi cerca entrambi, chi un percorso di formazione manageriale di alto livello. Tutte aspettative che non si possono soddisfare sempre con il vecchio adagio dell’incremento di stipendio, in quanto non tutti lo mettono in cima alle proprie priorità, anzi direi che se un manager punta solo su quello può incorrere in diversi rischi. Come si sa, gli ambiziosi che rincorrono salari sempre più alti e ne fanno una priorità della loro vita lavorativa, difficilmente si accontentano, nel tempo, dei gradini che hanno raggiunto. Sono gli elementi più difficili da trattenere in quanto hanno, normalmente, un ego piuttosto importante e la soddisfazione del raggiungimento di un aumento, muore dopo poco tempo, in quanto l’aumento stesso certifica in loro il riconoscimento della “necessità” dell’azienda nel trattenerlo. Si possono sentire indispensabili e riconosciuti come elementi importanti e quindi ne possono fare una questione di continua trattativa con l’azienda, sondando anche il mercato per valutare quando o come richiedere il prossimo aumento. Le risorse umane che cercano maggiori responsabilità sono quelle che ricavano dal proprio lavoro una soddisfazione personale, alimentano la loro autostima nella consapevolezza del loro ruolo nella società. Si riconoscono utili, ma non per forza indispensabili, al progresso dell’azienda e considerano le loro competenze un collante nei rapporti con la società, ricercando all’interno della stessa, o sul mercato se non ve ne fossero le opportunità, posizioni di prestigio. Sono persone normalmente meno impulsive, più equilibrate, ma sempre ambiziose e necessitano di trovare quello che cercano, in un arco di tempo ragionevole, difficilmente barattano il loro futuro e, se delusi, sono disposti a rivolgersi al mercato. Esistono poi elementi che cercano uno sviluppo professionale legato al miglioramento delle competenze manageriali, che sono disposti a barattare delle affermazioni economiche nel breve-medio periodo con un percorso di formazione, anche internazionale, che possa diventare un biglietto da visita indiscutibile per il futuro. Anche queste sono figure professionali che si possono perdere facilmente se, assunti, non gli si offre un percorso di crescita di un livello importante, con il conseguente rischio di perderli in breve tempo. Come abbiamo visto le risorse umane da assumere o presenti in azienda hanno esigenze diverse e i managers, se vogliono trattenerli in azienda devono incominciare a capire come sono di carattere, quali siano le loro ambizioni e quali strade da prendere, per creare loro un clima di soddisfazione per trattenerli.

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https://www.rmix.it/ - Crescita Record degli Energy Manager nelle Aziende Italiane nel 2023
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Crescita Record degli Energy Manager nelle Aziende Italiane nel 2023
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Nel 2023, l'Italia ha nominato 2.498 energy manager, un record ventennaledi Marco ArezioIl 2023 è stato un anno memorabile per la figura dell'energy manager in Italia, segnando un record di nomine mai raggiunto negli ultimi vent'anni. Con un totale di 2.498 nomine, il numero di energy manager attivi nel Paese ha visto un incremento del 19% rispetto al periodo 2014-2020 e dell'1% rispetto al triennio 2020-2023. Questo dato, che emerge dal rapporto "Energy manager in Italia 2024" presentato dalla Federazione per l'uso razionale dell'energia (Fire), riflette una rinnovata attenzione verso la gestione efficiente dell'energia in un contesto di crescenti preoccupazioni ambientali ed economiche. La Funzione dell'Energy Manager L'energy manager è una figura cruciale nelle aziende italiane, responsabile della conservazione e dell'uso razionale dell'energia. Questo ruolo, obbligatorio per le aziende e gli enti che superano una certa soglia di consumo energetico, mira a ottimizzare l'efficienza energetica e ridurre gli sprechi. Nel 2023, degli energy manager nominati, 1.728 provengono da soggetti obbligati, segnando un incremento del 17% rispetto al periodo 2014-2020 e del 2% rispetto al triennio 2020-2023. Un Trend in Crescita Post-Crisi La crescita record di nomine nel 2023 rappresenta una significativa inversione di tendenza rispetto agli anni precedenti, caratterizzati da una diminuzione delle nomine dovuta alla crisi pandemica e alla crisi dei prezzi energetici. La riduzione dei consumi energetici in settori come l'industria e i trasporti aveva infatti portato a un calo nell'investimento in figure specializzate come gli energy manager. Tuttavia, il 2023 ha visto un rilancio, con un aumento delle nomine che riflette una rinnovata attenzione verso l'efficienza energetica e la sostenibilità. Diversità e Competenze degli Energy Manager Un altro dato significativo che emerge dal rapporto di Fire riguarda la diversità e le competenze degli energy manager. Nel 2023, sono state nominate 178 donne, rappresentando circa il 10% del totale. Questo indica un lento ma crescente riconoscimento della necessità di diversificare il settore, anche in termini di genere. In termini di qualifiche, il 79% degli energy manager possiede una laurea tecnica, mentre l'1% ha una laurea non tecnica e il 16% un diploma tecnico professionale. Questi dati sottolineano l'importanza di una formazione specifica e avanzata per affrontare le sfide della gestione energetica. Inoltre, il 67% degli energy manager sono dipendenti delle aziende coinvolte, mentre il 37% sono consulenti esterni. Questo dato evidenzia la crescente tendenza delle aziende a integrare competenze specializzate all'interno delle loro strutture organizzative. Certificazioni e Sistemi di Gestione dell'Energia Un altro aspetto rilevante è la crescita del numero di energy manager che possiedono la certificazione di esperti in gestione dell'energia (Ege). Il 21% dei dipendenti e il 73% dei consulenti hanno ottenuto questa certificazione, dimostrando un impegno crescente verso la professionalizzazione e la competenza nel settore. Inoltre, è in aumento anche il numero di energy manager che operano all'interno di un sistema di gestione dell'energia (Sge), un indicatore chiave della maturità delle aziende in termini di gestione energetica. Prospettive Future Guardando al futuro, la crescente nomina di energy manager e l'incremento delle loro competenze rappresentano un segnale positivo per l'economia energetica italiana. La gestione efficiente dell'energia non solo contribuisce a ridurre i costi operativi delle aziende, ma anche a mitigare l'impatto ambientale delle attività industriali. Con una crescente attenzione verso la sostenibilità e l'efficienza energetica, il ruolo dell'energy manager diventa sempre più centrale nel panorama industriale e aziendale. In conclusione, il 2023 ha segnato un punto di svolta per la figura dell'energy manager in Italia. La crescita record di nomine e l'aumento delle competenze e delle certificazioni riflettono una crescente consapevolezza dell'importanza della gestione energetica. Questo trend positivo, se sostenuto, potrebbe portare a significativi benefici economici e ambientali per il Paese, contribuendo a un futuro più sostenibile e efficiente dal punto di vista energetico.

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https://www.rmix.it/ - Strategie per la Manutenzione degli Impianti Produttivi a Ciclo Continuo
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Strategie per la Manutenzione degli Impianti Produttivi a Ciclo Continuo
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Un fermo produttivo di un impianto a ciclo continuo necessita di programmazione, competenza, velocità ed efficienzadi Marco ArezioI reparti di produzione a ciclo continuo utilizzano impianti che massimizzano i rendimenti produttivi, attraverso la riduzione al minimo di fermi, lavorando normalmente su tre turni giornalieri. Ma le macchine, pur efficienti, sono soggette ad usura, ed è per questo si rende necessario provvedere ad una corretta programmazione delle fermate per manutenzione. Nell’ambito del budget produttivo, la fermata per manutenzione ha due fattori importanti che devono essere attentamente calibrati: il tempo, che implica una mancanza di merce da vendere o da stoccare a magazzino, e i costi degli interventi, che coinvolgono l’organizzazione tecnica aziendale nel suo complesso. Quali regole adottare per programmare i fermi produttivi per la manutenzione Programmare i fermi produttivi per le manutenzioni, in un ambiente di produzione industriale a ciclo continuo, è fondamentale per mantenere l'efficienza delle apparecchiature e prevenire guasti. Ci sono alcune regole importanti da rispettare per non farsi trovare impreparati durante il fermo: - Prima di programmare un fermo produttivo, è essenziale condurre un'analisi delle condizioni degli impianti produttivi. Ciò aiuta a determinare la necessità e l'urgenza della manutenzione. - Pianificare i fermi produttivi con un buon anticipo in modo da avere tempo per coordinare tutte le risorse necessarie. - Cercare di programmare i fermi produttivi durante i periodi di bassa domanda o quando l'impatto sulla produzione sarà minimo. - Assicurarsi che tutti i dipendenti e le parti interessate siano informati dei tempi e delle durate previste dei fermi. - Prima del fermo, accertarsi di avere tutti i ricambi e gli strumenti necessari a portata di mano. - Assicurarsi che il personale incaricato delle manutenzioni sia adeguatamente formato e abbia le competenze necessarie. - Dopo ogni fermo produttivo, analizzare l'efficacia della manutenzione. Questo aiuta a migliorare i processi futuri. - Documentare ogni fermo produttivo, includendo le ragioni del fermo, le azioni intraprese e i risultati. Questo fornirà dati preziosi per la pianificazione futura. Come gestire il magazzino dei ricambi per gli impianti produttivi La gestione del magazzino dei ricambi, in un ambiente di produzione industriale a ciclo continuo, è essenziale per garantire che gli impianti stessi funzionino senza interruzioni non pianificate. Ci sono pezzi di ricambio che possono essere acquistati dai fornitori in poco tempo, mentre altri, specialmente quelli creati appositamente, hanno bisogno di settimane o mesi tra l’ordine e la consegna. Questo significa quanto sia importante saper pianificare la gestione del magazzino ricambi, sia per le manutenzioni programmate che per quelle straordinarie. Anche in questo caso sarebbe buona cosa tenere presente alcune semplici regole: - Classificare i ricambi in base alla loro importanza. Per esempio, ricambi critici che potrebbero causare fermi produttivi se non disponibili, ricambi regolarmente usati, e ricambi meno frequenti. - Stabilire livelli di scorta minimi e massimi per ogni componente. I ricambi critici potrebbero richiedere livelli di scorta più elevati. - Utilizzare un sistema informativo di gestione magazzino (come un ERP) che ti permetta di tracciare l'inventario in tempo reale, registrare le uscite e gli ingressi e prevedere le esigenze future. - Eseguire revisioni periodiche dell'inventario per assicurarsi che i livelli di scorta siano adeguati e per identificare eventuali ricambi obsoleti o in eccesso. - Assicurarsi che i ricambi siano di alta qualità e che vengano immagazzinati in condizioni adeguate per prevenire danni o deterioramenti. - Posizionare i ricambi più usati in luoghi facilmente accessibili. Utilizzare un’etichettatura chiara e sistemi di codifica per trovare rapidamente ciò di cui hai bisogno. - Stabilire relazioni con fornitori affidabili che possano fornire ricambi di qualità in tempi rapidi, se necessario. - Tenere traccia dei costi associati all'immagazzinamento dei ricambi, compresi i costi di acquisto, di immagazzinamento e di obsolescenza. - Considerare l'idea di avere un kit di emergenza per fermi imprevisti, contenente gli strumenti e i ricambi più critici. Quali differenze, tra costi e risultati, tra un servizio di manutenzione interna o esterna l’azienda L'opzione tra mantenere un servizio di manutenzione interna o esternalizzarla, in aziende con produzioni a ciclo continuo, può avere impatti sia sui costi che sui risultati. E’ difficile dare un suggerimento assoluto su quale tipo di organizzazione di manutenzione sia consigliabile per l’azienda, in quanto entrano in gioco la tipologia di produzione, la complessità degli impianti, la dimensione degli stessi, la diffusione commerciale o meno delle macchine produttive e molti altri fattori. Inoltre, molte aziende adottano un approccio ibrido, mantenendo un piccolo team interno per le esigenze quotidiane e collaborando con fornitori esterni per esigenze specializzate o progetti di grande scala. Possiamo, in via generale vedere i pro e i contro di una struttura di manutenzione interna all’azienda o di una a chiamata: Manutenzione Interna - Il personale interno comporta costi fissi come stipendi, benefici, formazione e strumentazione. - L'azienda potrebbe dover investire in attrezzature, strumenti e formazione specifica per il team di manutenzione. - Il personale interno ha una conoscenza approfondita degli impianti e delle loro specifiche esigenze. - In caso di guasto, il team interno può intervenire immediatamente, riducendo i tempi di fermo. - Il team interno è maggiormente allineato agli obiettivi e alle culture dell'azienda. Manutenzione Esterna - I costi sono variabili e si basano sul lavoro effettivamente svolto. Potrebbero non esserci costi fissi. - L'esternalizzazione può ridurre i costi complessivi, soprattutto se le esigenze di manutenzione sono sporadiche. - Le aziende esterne spesso hanno una vasta esperienza in specifici campi della manutenzione e possono fornire soluzioni innovative. - L'azienda può scegliere tra diversi fornitori e servizi, in base alle esigenze. - Potrebbe esserci un tempo di risposta più lungo in caso di guasti, a meno che non si abbia un accordo di servizio specifico. - L'azienda potrebbe avere meno controllo diretto sulla qualità e sui tempi del lavoro svolto. Come ammortizzare e imputare a bilancio i costi del servizio di manutenzione La contabilizzazione e l'ammortamento dei costi del servizio di manutenzione in un'azienda con produzione a ciclo continuo è un processo essenziale per garantire una corretta rappresentazione dei costi nel bilancio. Questo, inizia classificando i costi di manutenzione, che possono essere diretti (come pezzi di ricambio o ore lavorative dei tecnici) o indiretti (come l'amministrazione del servizio di manutenzione). I costi legati alle attività di manutenzione di routine, che mantengono l'attrezzatura in condizioni operative normali, sono spesso registrati come costi operativi. Vengono imputati al conto economico nell'anno in cui sono sostenuti. Se la manutenzione prolunga la vita utile dell'attrezzatura o ne aumenta il valore, questi costi possono essere capitalizzati come miglioramenti e ammortizzati nel tempo. Una volta capitalizzati, vengono ammortizzati sul conto economico nel corso della vita utile dell'attrezzatura o dell'asset migliorato. La durata e il metodo di ammortamento (ad esempio, lineare o decrescente) dovrebbero essere coerenti con le politiche contabili dell'azienda. Inoltre, registrare i costi di manutenzione nel sistema contabile, garantisce che vengano attribuiti ai periodi appropriati. Questo aiuta nell'analisi dei costi e nella pianificazione finanziaria. Periodicamente, è necessario analizzare le spese di manutenzione per identificare le tendenze, valutare l'efficacia delle attività di manutenzione e determinare se ci sono opportunità per migliorare l'efficienza. Assicurarsi che i responsabili di budget e altre funzioni interessate, siano informati sui costi di manutenzione e su come vengono contabilizzati. Ciò garantisce una pianificazione e una previsione finanziaria più precise.

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https://www.rmix.it/ - Strategie per la Gestione di un Team per l'Economia Circolare
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Strategie per la Gestione di un Team per l'Economia Circolare
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Indagine sulle tecniche avanzate di collaborazione, creatività e leadership per guidare team sostenibili verso il successo di Marco ArezioNel mondo contemporaneo, l'attenzione verso pratiche sostenibili e responsabili sta crescendo notevolmente, specialmente nel contesto aziendale. Le imprese, spinte sia da un'etica ambientalista sia da esigenze di mercato, stanno adottando l'economia circolare come modello di business strategico. Questo approccio non solo mira a minimizzare i rifiuti e l'uso eccessivo di risorse, ma anche a reinventare i sistemi di produzione e consumo per un futuro più sostenibile. In quest'ottica, la gestione dei teams acquista una dimensione cruciale. Non si tratta più solo di guidare un gruppo di persone verso il raggiungimento di obiettivi aziendali, ma di farlo in modo che sia rispettoso dell'ambiente e sostenibile a lungo termine. Questa nuova era richiede leaders che non solo comprendano i principi dell'economia circolare, ma che siano anche capaci di infondere questi valori nei loro team, promuovendo un ambiente lavorativo che valorizzi l'innovazione sostenibile e la collaborazione interdisciplinare. L'adattamento a queste sfide richiede l'adozione di tecniche di gestione avanzate, specificamente adattate per supportare i teams nell'esplorare e attuare soluzioni sostenibili. Queste tecniche includono strategie per migliorare la collaborazione interdisciplinare, metodi per stimolare la creatività e l'innovazione, e approcci per mantenere alto il morale del team, tutti orientati verso il perseguimento di obiettivi di sostenibilità che sono tanto ambiziosi quanto vitali per il successo aziendale e la salute del nostro pianeta. Il presente articolo esplora queste tecniche di gestione del team, offrendo una guida pratica su come possono essere implementate efficacemente in aziende che adottano l'economia circolare, e illustrando il potenziale impatto positivo che tali pratiche possono avere non solo sull'ambiente, ma anche sulla produttività e sulla coesione interna del team. Come Migliorare la Collaborazione Interdisciplinare La collaborazione interdisciplinare è vitale in aziende che perseguitano l'economia circolare. I teams composti da membri con diverse competenze, dal design del prodotto alla logistica, dalla biologia alla ingegneria, possono affrontare meglio le complessità della sostenibilità. Per facilitare una collaborazione efficace: Comunicazione Trasparente: Implementare strumenti di comunicazione che assicurano trasparenza e continuità. Questo include l'uso di piattaforme collaborative come Slack o Microsoft Teams, dove i flussi di lavoro possono essere visualizzati e monitorati in tempo reale. Obiettivi Condivisi: Definire chiaramente gli obbietivi del team e assicurarsi che siano compresi e condivisi da tutti i membri del team. Workshop regolari e sessioni di allineamento possono aiutare a mantenere tutti focalizzati e coinvolti. Ruoli e Responsabilità: Stabilire ruoli e responsabilità chiari, assicurando che ogni membro del team sappia cosa è atteso da lui e come il suo lavoro contribuisce agli obiettivi più ampi dell'azienda.Tecniche per Stimolare la Creatività e l'InnovazioneIn un ambiente orientato alla sostenibilità, la capacità di innovare è fondamentale. Le seguenti tecniche possono aiutare a stimolare la creatività all'interno del team: Brainstorming Strutturato: Organizzare sessioni di brainstorming tematiche che permettano ai membri del team di esplorare liberamente nuove idee senza giudizio. Utilizzare tecniche come il "pensiero laterale" per spingere i limiti del pensiero convenzionale. Hackathons: Promuovere hackathons interni o partecipare a quelli esterni per sviluppare nuove soluzioni a problemi persistenti. Questi eventi sono utili per catalizzare l'innovazione in modo concentrato e temporizzato. Spazio per l'Errore: Creare un ambiente dove l'errore è visto come parte del processo di apprendimento e di innovazione. Questo stimola la sperimentazione e la presa di rischio calcolata, essenziale per il progresso tecnologico e sostenibile. Strategie per Mantenere Alto il Morale del Team Mantenere un morale alto è cruciale, specialmente quando si perseguono obiettivi ambiziosi di sostenibilità che possono sembrare soverchianti. Le seguenti strategie possono essere efficaci: Riconoscimenti e Ricompense: Implementare un sistema di riconoscimenti che valorizzi sia i successi individuali che quelli di squadra. Questo può variare da riconoscimenti formali a incentivi pratici, come bonus o giorni di ferie aggiuntivi. Bilanciamento del Carico di Lavoro: Assicurarsi che il carico di lavoro sia equamente distribuito tra i membri del team. L'uso di strumenti di project management può aiutare a monitorare il carico di lavoro e a prevenire il burnout. Supporto Continuo: Offrire supporto continuo attraverso coaching e mentoring. Questo aiuta i membri del team a navigare le sfide professionali e personali, rafforzando il loro impegno verso gli obiettivi dell'organizzazione. Le tecniche avanzate di gestione del team nell'ambito dell'economia circolare non solo migliorano l'efficacia operativa, ma rafforzano anche la coesione interna e stimolano un ambiente innovativo e sostenibile. Implementare strategie orientate alla collaborazione, creatività e supporto morale può trasformare significativamente le dinamiche di un'organizzazione e posizionarla per il successo a lungo termine nel campo della sostenibilità. Sviluppare queste tecniche richiede un impegno costante e un approccio personalizzato, essenziale per navigare le sfide di un'economia sempre più orientata verso la sostenibilità. Formazione e Sviluppo Continuo Un aspetto fondamentale della gestione del team in un contesto di economia circolare è l'investimento nella formazione e nello sviluppo continuo dei dipendenti. La sostenibilità richiede una comprensione profonda delle pratiche ambientali, oltre a un'evoluzione costante delle competenze tecniche. Programmi di Formazione Personalizzati: Creare percorsi formativi che rispecchiano le esigenze specifiche del settore e dell'azienda. Ciò può includere formazioni su nuove tecnologie di riciclaggio, l'uso efficiente delle risorse, o l'ottimizzazione dei processi produttivi in chiave circolare. Partnership con Istituzioni Accademiche e di Ricerca: Collaborare con università e centri di ricerca per mantenere il team aggiornato sulle ultime scoperte e innovazioni nel campo della sostenibilità. Questo può anche aprire opportunità per progetti di ricerca applicata e sviluppo congiunto di nuove soluzioni. Learning On-the-Job: Integrare l'apprendimento nella routine quotidiana attraverso progetti pratici e sfide che permettono ai membri del team di applicare direttamente le nuove conoscenze e competenze. Leadership Inclusiva e Partecipativa La leadership gioca un ruolo critico nel modellare la cultura aziendale e nel guidare il team verso gli obiettivi di sostenibilità. Una gestione inclusiva e partecipativa può aumentare significativamente l'efficacia del team. Decision Making Collaborativo: Coinvolgere i membri del team nelle decisioni chiave, in particolare quelle che influenzano direttamente il loro lavoro e gli obiettivi di sostenibilità. Questo non solo migliora l'accettazione delle decisioni ma anche stimola un senso di appartenenza e responsabilità. Leadership Visibile e Accessibile: I leader dovrebbero essere accessibili e visibili, pronti a supportare i team con guida e risorse. La presenza attiva di leader che condividono gli stessi valori di sostenibilità rafforza la cultura aziendale e motiva il team. Valorizzazione della Diversità di Opinioni: Promuovere un ambiente in cui le diverse opinioni sono valorizzate e dove il dissenso costruttivo è ben accetto. Questo può portare a soluzioni innovative e a una maggiore resilienza del team. Misurazione dell'Impatto e Feedback Continuo Per assicurare che le tecniche di gestione del team siano efficaci e che l'organizzazione rimanga allineata con i suoi obiettivi di sostenibilità, è essenziale implementare sistemi robusti di misurazione e feedback. Indicatori di Performance Sostenibili: Sviluppare metriche specifiche che riflettano gli obiettivi di sostenibilità, come la riduzione dei rifiuti, l'efficienza energetica o il miglioramento della qualità della vita lavorativa. Questi indicatori dovrebbero essere monitorati regolarmente e integrati nei report di performance del team. Sessioni di Feedback Regolari: Organizzare incontri regolari dove i membri del team possono fornire feedback sulle operazioni, la gestione e altre questioni organizzative. Il feedback dovrebbe essere utilizzato per adattare e migliorare continuamente le pratiche di gestione. Revisioni Periodiche degli Obiettivi: Rivedere e aggiornare gli obiettivi di sostenibilità in base ai cambiamenti nel contesto di mercato e alle innovazioni nel settore. Questo assicura che il team rimanga focalizzato e motivato verso mete realistiche e impattanti. Conclusione L'efficacia della gestione del team nell'ambito dell'economia circolare si fonda su un'integrazione accurata di tecniche di gestione innovativa, formazione continua, e un leadership inclusivo e responsabile. La chiave per il successo in questo contesto è l'adozione di un modello di gestione che sia non solo funzionale ma anche ispiratore, capace di infondere nei membri del team un forte senso di missione legato alla sostenibilità ambientale. Investire in una formazione continua che si adatta alle esigenze emergenti del mercato e che sfrutta le ultime innovazioni tecnologiche e metodologiche può elevare significativamente le competenze del team, rendendolo più agile e preparato a rispondere alle sfide. Inoltre, una leadership che valorizza la partecipazione e la diversità di opinioni non solo migliora il processo decisionale, ma costruisce anche un ambiente lavorativo più coeso e stimolante. È fondamentale anche implementare sistemi di misurazione che permettano di valutare periodicamente l'impatto delle pratiche adottate, garantendo che l'organizzazione rimanga allineata con gli obiettivi di sostenibilità a lungo termine. Questi indicatori, combinati con un meccanismo di feedback continuo e revisioni regolari degli obiettivi, permettono di mantenere il team focalizzato e motivato, stimolando un miglioramento continuo. In conclusione, per navigare con successo il percorso verso una piena sostenibilità, le aziende devono adottare un approccio olistico alla gestione del team, che integri armoniosamente innovazione, formazione e leadership. Facendo ciò, non solo si avanzerà verso il raggiungimento di obiettivi ambientali, ma si creerà anche un ambiente lavorativo che valorizza ogni singolo membro del team, stimolandone l'ingaggio e la produttività in un circolo virtuoso di crescita continua e sostenibile.

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https://www.rmix.it/ - Un mondo senza plastica: no grazie, uso il mio cervello
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Un mondo senza plastica: no grazie, uso il mio cervello
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Non farsi trascinare da slogan o da promesse senza fondamenta, restare aderenti alla realtà per migliorare le cose di Marco ArezioSe aprite internet e digitate “Plastic Free” troverete un fiume in piena di siti, social, blog, aziende, istituzioni che hanno una solo parola d’ordine: cancellare la plastica dalla faccia della terra. Ma come in tutti gli eserciti, gli ordini si rispettano, non si discutono, anche se sono dati come “parole d’ordine”, non è lecito avere delle opinioni. Questo in modo romanzato e un po’ grottesco è quello che sta succedendo nel mondo globalizzato dove la gestione del potere non è più, apparentemente, in mano alle istituzioni, alla politica o al denaro, nei termini classici a cui eravamo abituati fino a poco tempo fa, ma comandano le masse che hanno il potere di influenzare il mercato e, con esso, la nostra vita. Ma dietro ogni massa, comunque, ci sono sempre i soliti motori delle lobbies, del denaro e della politica con un vestito nuovo. Viviamo nell’era della libertà più assoluta ma se ci fermiamo a pensare alla condizione umana notiamo che una parte della gente si sente sola e insicura per cui trova nell’associazionismo, reale o virtuale, il modo di appartenere e condividere temi e movimenti di cui conosce poco e di cui si interroga ancora meno, ma si sente parte di qualche cosa. “Plastic Free” o “Zero Plastic” sono movimenti che sono cresciuti dalle paure della gente, che identifica nella plastica dispersa in mare o nella natura, il nemico numero uno da combattere. Questi movimenti sono stati ripresi e usati da alcune aziende che attraverso le campagne di marketing hanno trovato nuovi futuri clienti o per lo meno nel tentativo di evitare i consumatori-nemici, da alcuni media che propongono campagne di liberazione della plastica dai mari senza assolvere al loro principale compito che è quello dell’informazione imparziale, dalle istituzioni, grandi e piccole, che si reggono sulla politica e sui voti della gente e, quindi, per lo stesso motivo delle aziende, non possono inimicarsi la popolazione. Ma in un modo libero è lecito che ognuno abbia la propria opinione e possa seguire le correnti di pensiero che crede e i movimenti in cui crede. Il punto fondamentale è che ogni persona dovrebbe fare delle scelte razionali e meditate perché oggi le masse si muovono in modo rapido, crescendo velocemente e sapendo che ogni spostamento avrà una conseguenza, anche se il singolo non ci pensa. Moltissime persone vogliono rinunciare alla plastica perché secondo loro inquina, è un demone e senza di essa, pensano, avranno un mondo migliore. Direi che si può accettare questa teoria, magari non condividerla, perché nessuno è sposato alla plastica, ma poi? Quali sono le alternative nel breve periodo? Con quali materiali ecologici la sostituiamo? La plastica non è fatta solo di bottiglie o di fustini del detersivo o di sacchetti di plastica che vediamo nei documentari dispersi in mare, la usiamo in ospedale per salvarci la vita, su ogni mezzo di trasporto che prendiamo, anche quelli più ecologici, nelle nostre case, sei nostri computer o telefonini o stampanti o televisioni, nell’industria che produce i beni più vari che compriamo tutti i giorni anche se siamo promotori del “Plastic Free”, nei mezzi di pagamento, nei vestiti, nelle scarpe.. Forse facciamo prima ad elencare cosa non produciamo con la plastica. Immaginiamo quindi di cancellare di colpo tutti questi prodotti e sostituirli con prodotti più ecologici seguendo il motto del “Plastic Free o Zero Plastic”. Dove sono i prodotti green, oggi, che possono compiere questo passo? Un conto è gridare no alla plastica, un conto, subito dopo, è trovare una soluzione per continuare a vivere in modo reale. Ci vuole tempo, competenze tecniche e volontà politica per portare avanti un cambiamento così radicale, anche solo parzialmente, ricordandoci che la plastica è un materiale con delle doti tecniche ed economiche difficilmente sostituibili con le conoscenze scientifiche oggi a nostra disposizione. Ma dal punto di vista tecnico abbiamo tutte le conoscenze e le informazioni per risolvere il problema dell’inquinamento che l’uomo, non la plastica in sè, ha creato nell’ambiente.  Vogliamo parlare, solo per fare un esempio tra i tanti che potremmo citare, delle proposte di sostituire le cannucce per bere o i pettini o gli spazzolini da denti con il bambù? Idea lodevole, ma anche se dal punto di vista del marketing può essere apprezzata, abbiamo considerato che una importante richiesta di materia prima per la produzione di questi articoli comporta l’inizio di nuove colture e quindi la ricerca di terre libere sulle quali coltivare le piante? Ci sono terre fertili attualmente libere o dobbiamo come sempre bruciare la foresta per fare spazio a nuove coltivazioni che richiederanno acqua e forse concimi, diserbanti e insetticidi chimici per sostenere il business? La plastica riciclata è una risorsa fondamentale per le nostre società, quindi vale la pena di elencarne alcuni aspetti premianti di questa importante funzione: – Il riciclo della plastica permette di ridurre l’uso di polimeri vergini, derivati dal petrolio, ogni volta che si produce un prodotto. 1 kg. di plastica rigenerata viene usata innumerevoli volte riducendo così la dipendenza dal petrolio. – Il riciclo della plastica permette la creazione di posti di lavoro specialmente in quei paesi dove il tessuto industriale è scarso, dando alle popolazioni una ulteriore possibilità di occupazione locale. – Il riciclo plastica salva l’ambiente da quello che i media ci fanno vedere tutti i giorni, l’inquinamento creato dai prodotti finiti buttati anziché riutilizzati. – La plastica può essere combustibile che serve per creare l’elettricità e combustibili liquidi riducendo la dipendenza dal petrolio e da altre fonti fossili molto inquinanti come il carbone. – Se alzassimo la % di plastica riciclata ogni anno nel mondo si instaurerebbe un circolo economico virtuoso e una riduzione sostanziale dell’inquinamento a tutti i livelli. Per imprimere una svolta che possa, in tempi rapidi risolvere il problema ambientale, si devono legare insieme vari settori che coprono i tasselli che compongono l’economia circolare: produzione, raccolta, riciclo e riuso. La produzione deve creare prodotti che siano più riciclabili di quelli che troviamo adesso sul mercato e non solo preoccuparsi di inserire nelle loro produzioni percentuali variabili di plastica riciclata. Le aziende devono essere coinvolte nel progetto sociale per cui riducano al minimo la produzione di articoli che a fine vita non potranno essere riciclati. La raccolta coinvolge le istituzioni governative che devono imporre ai cittadini un sistema chiaro e semplice per dividere i rifiuti plastici a fine vita, dando agli utenti informazioni non contraddittorie su come selezionare i rifiuti. Il cittadino deve prendere coscienza del compito sociale che gli è stato affidato nell’assolvere in modo corretto questo compito, anche e soprattutto per se stesso. I governi devono incrementare gli investimenti sul riciclo dei rifiuti, aiutando il mercato a trovare un equilibrio, anche economico, che permetta alle aziende che riciclano di avere una remunerazione corretta sul lavoro e sugli investimenti e un riconoscimento sociale del settore in cui operano. L’adozione di sistemi di vendita del rifiuto plastico post-raccolta, che vede i riciclatori schiacciati da prezzi delle materie prime nati a seguito di aste, sono un mezzo per frenare lo sviluppo del mercato a discapito della collettività. Inoltre la ricerca scientifica dovrebbe essere maggiormente supportata dai governi, in modo da arrivare ad attribuirgli una funzione di supporto tecnico circa i progetti per l’utilizzo delle plastiche non riciclabili come combustibili in sostituzione delle fonti fossili. Il riuso dei rifiuti plastici attraverso il processo di riciclo permette di ricreare valore al mercato dei prodotti senza attingere alle fonti naturali della terra chiudendo il circolo virtuoso dell’economia circolare. Ma tutto questo, senza una cultura generale sul mondo della plastica più ampia, è un compito veramente difficile. Un problema non parte mai dalla sua fine ma dal suo inizio, quindi non bisogna demonizzare la plastica perché è nei mari ma capire perché l’uomo la butta nell'ambiente e poi ce la troviamo nel mare. Se per magia nessuno disperdesse nell'ambiente i rifiuti ma capisse che questi sono risorse, a basso costo, equamente distribuite nel mondo, con le quali si può vivere sia dal punto di vista economico che ambientale, pensate che ci sarebbe ancora plastica nei mari? Stupidi a parte naturalmente.Vedi maggiori informazioni sul riciclo

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https://www.rmix.it/ - Rivoluzionare il Benessere Aziendale attraverso la Psicologia Organizzativa
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Rivoluzionare il Benessere Aziendale attraverso la Psicologia Organizzativa
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Come l'Integrazione di Servizi Psicologici in Azienda Genera un Ambiente di Lavoro Innovativo e Supportivo, Mantenendo Allo Stesso Tempo Riservatezza e Sicurezza di Marco ArezioNel contesto aziendale contemporaneo, caratterizzato da ritmi frenetici e da una costante pressione verso l'innovazione e l'efficienza, emerge con forza l'esigenza di rivisitare e potenziare le strategie volte al benessere dei dipendenti. La crescita sostenibile di un'impresa, infatti, non può prescindere dalla salute psicofisica e dalla soddisfazione dei suoi lavoratori. In questo scenario, l'introduzione della figura dello psicologo organizzativo rappresenta non solo un investimento etico ma una scelta strategica di inestimabile valore per il futuro dell'azienda. Il ruolo dello psicologo aziendale trascende la semplice gestione del disagio lavorativo; esso si configura come una leva strategica per la costruzione di un ambiente lavorativo resiliente, stimolante e inclusivo. Attraverso un approccio scientifico e personalizzato, lo psicologo organizzativo interviene sul tessuto connettivo dell'impresa, ottimizzando le dinamiche di gruppo, potenziando le soft skills dei singoli e promuovendo pratiche di leadership positive. Questa figura professionale opera in sinergia con i managers e i teams HR per sviluppare strategie su misura che rispondano efficacemente alle esigenze emotive e professionali dei dipendenti, favorendo così un clima aziendale che alimenta la motivazione, la creatività e l'engagement. L'Impatto della Psicologia Organizzativa sul Business L'integrazione della psicologia nel contesto aziendale apporta benefici misurabili su molteplici livelli: Innovazione e Performance: Un ambiente lavorativo che promuove il benessere mentale è un terreno fertile per l'innovazione. Dipendenti mentalmente supportati e stimolati tendono a essere più creativi, proattivi e aperti al cambiamento, fattori chiave per il mantenimento di un vantaggio competitivo nel mercato. Riduzione del Turnover e dell'Assenteismo: La presenza di uno psicologo aziendale contribuisce a diminuire significativamente i livelli di stress lavorativo, riducendo il turnover e l'assenteismo. Ciò si traduce in un risparmio economico notevole per l'azienda, oltre che in una maggiore continuità operativa. Sviluppo delle Leadership Skills: Attraverso la formazione e il coaching psicologico, i leader aziendali acquisiscono strumenti efficaci per la gestione delle risorse umane, migliorando la loro capacità di ascolto, empatia e decision-making. Una leadership consapevole e orientata al benessere dei dipendenti è fondamentale per costruire team coesi e performanti. Successo Aziendale Attraverso la Psicologia Organizzativa La decisione di integrare la psicologia organizzativa nella gestione aziendale rappresenta un passo audace verso un nuovo paradigma di successo, dove la crescita economica e la sostenibilità sociale ed emotiva dei lavoratori procedono di pari passo. Per i manager e i decision-makers, questo approccio richiede una visione lungimirante e un impegno costante; tuttavia, i benefici in termini di clima aziendale, performance e immagine del brand giustificano ampiamente l'investimento. L'invito, dunque, è a considerare la psicologia organizzativa non come un costo, ma come un asset strategico che può trasformare profondamente la cultura aziendale, migliorando la vita dei dipendenti e incrementando, di conseguenza, la competitività e la resilienza dell'impresa nel suo complesso. E' necessario costruire ambienti di lavoro dove il benessere psicologico è la norma e non l'eccezione, dove ogni dipendente si senta valorizzato e parte integrante di un progetto collettivo di crescita e innovazione. La Privacy del Dipendente e la Gestione delle Informazioni Riservate Nel contesto dell'integrazione della psicologia organizzativa in azienda, uno degli aspetti più delicati e cruciali è la gestione della privacy del dipendente e delle informazioni riservate emerse durante i colloqui con lo psicologo aziendale. Questa tematica tocca i fondamenti etici della professione psicologica e le normative sulla protezione dei dati personali, richiedendo un'attenzione meticolosa e sistematica da parte dell'organizzazione. Principi Guida per la Gestione della Privacy Confidenzialità Assoluta: La confidenzialità è la pietra angolare della relazione tra psicologo e dipendente. È essenziale garantire che tutte le informazioni divulgate durante le sessioni restino strettamente confidenziali. Questo principio deve essere comunicato chiaramente ai dipendenti prima dell'inizio di qualsiasi intervento psicologico. Consenso Informato: Prima di iniziare qualsiasi percorso di supporto psicologico, è necessario ottenere il consenso informato del dipendente. Questo documento deve delineare in modo trasparente come verranno gestite le informazioni raccolte, comprese le eventuali limitazioni alla confidenzialità secondo la legge. Minimizzazione dei Dati: Raccogliere solo le informazioni strettamente necessarie per fornire supporto psicologico. Questo approccio rispetta il diritto alla privacy del dipendente e riduce il rischio di esposizione accidentale di dati sensibili. Sicurezza dei Dati: Adottare misure tecniche e organizzative avanzate per proteggere i dati raccolti da accessi non autorizzati, perdite o distruzioni. Ciò include la crittografia delle comunicazioni, l'uso di sistemi di archiviazione sicuri e la formazione del personale sulla sicurezza dei dati. Gestione delle Informazioni Riservate La gestione delle informazioni riservate emerse durante i colloqui psicologici richiede un equilibrio tra il rispetto della privacy del dipendente e le esigenze organizzative. In alcuni casi, le informazioni raccolte possono avere implicazioni per la sicurezza o il benessere collettivo in azienda. In tali situazioni, lo psicologo aziendale deve navigare tra il dovere di riservatezza e la responsabilità verso l'organizzazione, seguendo queste linee guida: Valutazione Caso per Caso: Ogni decisione riguardante la divulgazione di informazioni riservate deve essere presa valutando attentamente la specificità del caso, le possibili conseguenze della divulgazione e le alternative disponibili. Procedure Chiare: Stabilire procedure chiare e condivise per il trattamento delle informazioni sensibili che potrebbero richiedere una divulgazione limitata. Queste procedure devono essere conosciute e accettate dai dipendenti come parte del consenso informato. Coinvolgimento del Dipendente: Quando possibile, coinvolgere il dipendente nella decisione di divulgare informazioni riservate, esplorando soluzioni che rispettino la sua privacy e allo stesso tempo rispondano alle necessità organizzative. Lo psicologo deve tutelare la riservatezza delle informazioni raccolte durante i colloqui con i lavoratori in quasi tutte le circostanze. Questa confidenzialità è essenziale per creare un ambiente di fiducia in cui i dipendenti si sentano liberi di esprimersi senza timori di giudizio o di ripercussioni. La tutela della privacy è sancita anche da codici etici professionali e dalla normativa sulla protezione dei dati (come il GDPR in Europa). Eccezioni alla Regola della Confidenzialità Esistono, tuttavia, alcune situazioni specifiche in cui lo psicologo aziendale può essere moralmente e legalmente obbligato a divulgare informazioni senza necessariamente ledere la privacy o il principio di riservatezza: Rischio di Danno Grave: Se durante il colloquio emergono informazioni che indicano un rischio imminente di danno grave al dipendente stesso o ad altri (ad esempio, minacce di violenza, autolesionismo, o altre situazioni di pericolo), lo psicologo può avere il dovere di intervenire per prevenire il danno. In questi casi, la divulgazione è limitata alle informazioni strettamente necessarie per proteggere la sicurezza delle persone coinvolte. Obblighi Legali: In alcune giurisdizioni, gli psicologi possono essere tenuti per legge a segnalare determinate informazioni, come casi sospetti di abuso o di altre illegalità. Anche in questi casi, la divulgazione dovrebbe limitarsi al minimo indispensabile richiesto dalla legge. Procedure per la Divulgazione Per gestire queste eccezioni nel rispetto dei principi etici e legali, è fondamentale adottare procedure chiare e trasparenti: Valutazione Attenta: Prima di procedere con qualsiasi divulgazione, lo psicologo dovrebbe valutare attentamente la situazione, considerando la gravità del rischio, le alternative disponibili e l'eventuale possibilità di coinvolgere il dipendente nella decisione di divulgare. Minimizzazione della Divulgazione: Qualsiasi informazione condivisa con il datore di lavoro o altre parti dovrebbe essere limitata al necessario per affrontare la situazione specifica, cercando di proteggere al massimo la privacy del dipendente. Documentazione: Le decisioni relative alla divulgazione di informazioni riservate dovrebbero essere accuratamente documentate, inclusa la base della decisione e le misure adottate per limitare la divulgazione. In conclusione, mentre la tutela della riservatezza dei colloqui è la regola generale nella pratica psicologica aziendale, esistono eccezioni legate principalmente alla sicurezza e agli obblighi legali. La gestione di queste eccezioni richiede un'attenta valutazione e un impegno costante alla trasparenza, all'etica professionale e al rispetto dei diritti dei dipendenti.

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https://www.rmix.it/ - Idrogeno: Via ai Test per la Rivoluzione Verde nella Siderurgia
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Idrogeno: Via ai Test per la Rivoluzione Verde nella Siderurgia
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La sperimentazione di Dalmine apre nuove prospettive sostenibili per l'ex Ilva e l'industria dell'acciaio italianadi Marco ArezioL'industria siderurgica, nota per la sua intensità energetica e le elevate emissioni di CO2, sta esplorando nuove frontiere per la decarbonizzazione. In questo contesto, l'idrogeno emerge come una soluzione promettente. La sperimentazione dell'utilizzo dell'idrogeno per fornire energia alla siderurgia comincia a Dalmine e potrebbe presto estendersi ad altre realtà industriali, compresa l'ex Ilva, offrendo una soluzione sostenibile per tutta l'industria dell'acciaio. Il Contesto della Sperimentazione Il primo test di utilizzo dell'idrogeno nell'industria siderurgica in Italia ha luogo presso lo stabilimento di TenarisDalmine, a Dalmine, in provincia di Bergamo. Questo progetto è il frutto della collaborazione tra Snam, TenarisDalmine e Tenova. Snam è uno dei principali operatori europei di infrastrutture energetiche, TenarisDalmine è una società di Tenaris, leader mondiale nella produzione di tubi e servizi per il mondo dell'energia, e Tenova è un'azienda leader nello sviluppo di soluzioni sostenibili per la transizione verde dell'industria metallurgica. La sperimentazione avrà una durata iniziale di sei mesi e mira a valutare le prestazioni e l'affidabilità dell'idrogeno come combustibile nell'industria siderurgica, con l'obiettivo di estendere queste pratiche ai settori "hard to abate", quelli più difficili da decarbonizzare. Idrogeno Prodotto “In Situ” Il cuore del progetto è l'utilizzo di idrogeno prodotto direttamente sul sito per alimentare un bruciatore sviluppato da Tenova. Questo bruciatore è installato in un forno di riscaldo per la laminazione a caldo di tubi senza saldatura presso lo stabilimento di TenarisDalmine. La produzione in situ dell'idrogeno consente di evitare le complicazioni legate al trasporto e allo stoccaggio di questo gas, riducendo i costi e migliorando l'efficienza. Obiettivi della Sperimentazione Il test di Dalmine contribuirà a definire linee guida sulla sicurezza e procedure di gestione degli impianti, con l'obiettivo di trovare soluzioni integrate che riducano significativamente le emissioni di CO2 dei processi industriali. Questo progetto è un passo cruciale verso la transizione verde dell'industria siderurgica, che mira a ridurre l'impatto ambientale della produzione di acciaio. L'idrogeno, infatti, ha il potenziale di diventare una delle principali fonti di energia pulita per l'industria pesante. La sua combustione produce solo vapore acqueo, eliminando le emissioni di anidride carbonica associate ai combustibili fossili tradizionali. Inoltre, l'idrogeno può essere prodotto utilizzando fonti rinnovabili, come l'elettrolisi dell'acqua alimentata da energia eolica o solare, rendendo l'intero ciclo di produzione completamente sostenibile. Implicazioni per l'Industria Siderurgica Italiana L'ex Ilva, una delle maggiori acciaierie d'Europa, potrebbe beneficiare enormemente da queste nuove tecnologie. L'adozione dell'idrogeno come combustibile potrebbe non solo ridurre le emissioni, ma anche migliorare l'efficienza energetica degli impianti, riducendo i costi operativi a lungo termine. Inoltre, il successo della sperimentazione a Dalmine potrebbe fungere da modello per altre industrie siderurgiche in Italia e nel mondo. L'implementazione di tecnologie a idrogeno potrebbe diventare un elemento chiave della strategia di sostenibilità delle aziende, contribuendo a raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni stabiliti dagli accordi internazionali sul clima. Problematiche e Prospettive Future Nonostante il potenziale dell'idrogeno, ci sono ancora diversi problemi da affrontare. La produzione di idrogeno verde, cioè prodotto da fonti rinnovabili, è attualmente più costosa rispetto ai combustibili fossili. Tuttavia, con il continuo progresso tecnologico e l'aumento degli investimenti nelle energie rinnovabili, i costi dell'idrogeno verde potrebbero diminuire significativamente nei prossimi anni. Un altro problema riguarda l'infrastruttura necessaria per la produzione, lo stoccaggio e la distribuzione dell'idrogeno. È necessario sviluppare una rete di infrastrutture adeguate per supportare l'utilizzo diffuso dell'idrogeno nell'industria. Questo richiederà una cooperazione tra aziende, governi e istituzioni di ricerca per creare un ecosistema favorevole all'adozione dell'idrogeno. Infine, la formazione del personale e la gestione della sicurezza saranno aspetti cruciali per l'implementazione dell'idrogeno nell'industria siderurgica. L'idrogeno è un gas altamente infiammabile e richiede misure di sicurezza rigorose per prevenire incidenti. Le linee guida e le procedure sviluppate durante la sperimentazione a Dalmine saranno fondamentali per garantire un utilizzo sicuro dell'idrogeno su larga scala. Conclusioni La sperimentazione dell'idrogeno per l'industria siderurgica che ha avuto inizio a Dalmine rappresenta un passo significativo verso la decarbonizzazione del settore. Questa iniziativa non solo potrà fornire soluzioni sostenibili all'ex Ilva e ad altre acciaierie italiane, ma anche influenzare positivamente l'industria siderurgica globale. Se la sperimentazione avrà successo, l'idrogeno potrebbe diventare una componente fondamentale della strategia energetica dell'industria dell'acciaio, contribuendo significativamente alla riduzione delle emissioni di CO2 e promuovendo una transizione verso un'economia più verde e sostenibile. L'integrazione dell'idrogeno nei processi industriali potrebbe rappresentare una svolta, non solo per la siderurgia, ma anche per altri settori industriali difficili da decarbonizzare, segnando l'inizio di una nuova era per l'industria pesante.

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https://www.rmix.it/ - Vantaggi della Tracciabilità delle Materie Plastiche Attraverso la Blockchain
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Vantaggi della Tracciabilità delle Materie Plastiche Attraverso la Blockchain
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Riduzione delle truffe sui polimeri riciclati, protezione del mercato, sostenibilità economica e garanzia della qualità per il consumatoredi Marco ArezioIl mercato dei polimeri riciclati Europeo sta vivendo uno dei periodi più bui della sua storia recente, stretto da problemi legati ai costi di produzione, alla situazione inflattiva, alla bassa richiesta per l’instabilità internazionale e alla concorrenza, extra UE, sempre più aggressiva e poco trasparente. Inoltre, il polimero riciclato si presta ad un mercato dove le certezze sulla qualità intrinseca del prodotto attualmente sono francamente difficili da identificare e controllare, creando a volte contestazioni e sfiducia. La contestazione non è solo l’espressione di una qualità attesa differente da quella richiesta, ma, sempre più, riguarda un polimero che di riciclato ha veramente poco, ma passato come tale e destinato a produzioni dove è obbligatorio l’uso di un polimero circolare al 100%. Tutti questi problemi nascono dal fatto che la filiera di produzione, quindi a partire dalla gestione del rifiuto fino alla produzione dei polimeri, non è tracciabile in maniera certa, facendo perdere al produttore finale informazioni preziose per garantire la sopravvivenza della propria azienda e del proprio mercato. Come funziona la blockchain per tracciare le materie prime riciclate Quando uno scarto plastico viene inviato al riciclo, un record viene creato sulla blockchain, che sta ad indicare la sua origine, la sua composizione, la quantità e altre informazioni essenziali. Mentre la materia prima passa attraverso le varie fasi di lavorazione come la raccolta, la selezione, il lavaggio, la macinazione e l’estrusione, ogni fase viene registrata sulla blockchain. Questo permette di tracciare il percorso completo del materiale. Una volta che il polimero è stato granulato, può essere sottoposto ai test di qualità, i cui risultati possono essere registrati sulla blockchain, assicurando agli acquirenti che il materiale riciclato soddisfa determinati standard. Quando una transazione è stata registrata su una blockchain, non può essere modificata senza cambiare tutti i blocchi successivi, il che richiederebbe il consenso della maggioranza della rete, il che rende i dati affidabili e resistenti alle frodi. La blockchain, infatti, non è controllata da una singola entità, ma piuttosto da una rete di nodi (computer), che ne aumenta la trasparenza. Attraverso gli smart contracts, protocolli auto-esecutivi con termini di accordo tra le parti scritti direttamente in codice, si può automatizzare e verificare processi nella linea di approvvigionamento, come confermare la provenienza di una materia prima. E’ possibile sapere quindi, con esattezza, la provenienza delle materie prime quando vengono raccolte, attraverso un record che viene creato sulla blockchain. Questo record può includere dettagli come la data, il luogo, la qualità della materia prima e altre informazioni pertinenti. Una volta accertati della provenienza della materia prima è possibile seguirne il percorso verso l’acquirente finale, infatti, man mano che la materia prima si sposta lungo la linea di fornitura (dalla raccolta differenziata o industriale al riciclatore, da questo al produttore, ecc.), vengono registrate nuove transazioni sulla blockchain, creando una cronologia completa e immutabile del suo percorso. Le aziende o i clienti finali possono verificare le informazioni sulla blockchain, per garantire che le materie prime rispettino determinati valori tecnici richiesti o la sostenibilità. Inoltre, utilizzando gli smart contracts, i pagamenti possono essere automatizzati e rilasciati solo quando vengono soddisfatte determinate condizioni, come la conferma della consegna di una materia prima. La blockchain può essere pubblica, permettendo a chiunque di vedere e verificare la tracciabilità delle materie prime. Questo può aiutare le aziende a dimostrare la sostenibilità, il contenuto e la qualità delle loro linee di fornitura ai consumatori o agli uffici acquisti e di qualità. Infatti, anche i consumatori che acquistano prodotti realizzati con materie prime riciclate possono verificare la provenienza di tali materiali attraverso la blockchain. Incorporando la blockchain nel processo di tracciamento delle materie prime riciclate, si può creare un sistema più trasparente e affidabile che può incoraggiare una maggiore adozione del riciclo e una maggiore responsabilità nel settore produttivo. Quali vantaggi commerciali può dimostrare ai propri clienti un fornitore di materie prime riciclate che utilizza la blockchain delle materie prime L'adozione della blockchain da parte di un fornitore di materie prime riciclate offre numerosi vantaggi, uno tra questi è, come abbiamo visto, la tracciabilità delle fonti, infatti, attraverso la blockchain, i clienti possono verificare l'origine e il percorso di una materia prima riciclata, controllando l'autenticità e la sostenibilità della fonte. Un altro importante vantaggio è la riduzione delle frodi sul polimero e sulla sua qualità, infatti, la natura immutabile della blockchain rende quasi impossibile alterare o falsificare i dati, riducendo il rischio di frodi o di materie prime non autentiche. Questo vale sia nella composizione di ricette con fonti riciclate al 100%, ma anche per quei polimeri definiti riciclati ma che invece possono contenere una percentuale preponderante di materiali vergini, sottoposti al classico fenomeno del greenwashing. Inoltre, utilizzando i processi automatizzati, come gli smart contracts, si possono accelerare le transazioni e le verifiche, rendendo l'intera catena di fornitura più sicura. Con la blockchain si può anche creare una storia delle materie prime originali, fornendo prove tangibili dell'origine e delle tipologie di trasformazione a cui sono sottoposte, consentendo alle aziende di dimostrare la loro responsabilità ambientale e sociale. C’è poi un aspetto innovativo che è possibile far valere sul cliente finale, in quanto l'adozione di tecnologie emergenti come la blockchain, dimostra un impegno verso l'innovazione e può posizionare il fornitore come un leader nel settore delle materie prime riciclate. Inoltre, la blockchain può ridurre i costi legati a intermediari, errori, frodi e processi manuali, offrendo così prezzi più competitivi ai clienti. Si crea quindi maggior trasparenza e l'affidabilità che possono rafforzare la fiducia tra fornitore e cliente, costruendo relazioni commerciali più solide e durature, anche nella dimostrazione del rispetto delle normative vigenti, in quanto il cliente può verificare la conformità del prodotto, che sta acquistando, a normative ambientali o di tutela dei lavoratori o dei consumatori relative al proprio settore, facilitando il processo di acquisto a quei clienti che necessitano di tali certificazioni per le loro attività. Infine, in un mercato sempre più affollato, l'uso della blockchain può fornire un vantaggio distintivo e posizionare il fornitore come pioniere in termini di trasparenza e sostenibilità. In sintesi, la blockchain offre ai fornitori di materie prime riciclate un mezzo per dimostrare autenticità, qualità, responsabilità e innovazione, tutti aspetti che possono avere un impatto positivo nella percezione e nelle decisioni di acquisto dei clienti. Quali competenze tecniche devono avere le aziende per sviluppare la blockchain delle materie prime riciclate Per sviluppare una blockchain dedicata alle materie prime riciclate, le aziende avrebbero bisogno di una combinazione di competenze tecniche e settoriali, tra le quali la conoscenza dei fondamentali della tecnologia che si vuole adottare, la comprensione dei tipi di blockchain (pubblica o privata) e delle loro implicazioni,e familiarità con la crittografia. E’ quindi necessario acquisire la competenza nella programmazione di smart contracts, spesso utilizzando linguaggi come Solidity (per Ethereum) o altri linguaggi specifici alla piattaforma blockchain scelta. Inoltre è necessaria la conoscenza dei linguaggi di programmazione back-end come Python, Java, C++ o Go. L’azienda inoltre deve avere la capacità di gestire e integrare grandi volumi di dati in tempo reale, la conoscenza delle reti peer-to-peer, la configurazione e manutenzione dei nodi blockchain e la gestione della scalabilità. Sviluppando le informazioni della produzione, degli acquisti, della logistica e del settore commerciale, è necessario avere le necessarie competenze per garantire la sicurezza della linea di fornitura, compresa la prevenzione di attacchi, la gestione delle vulnerabilità e la protezione delle informazioni sensibili. Se si desidera fornire un'interfaccia utente o un portale per l’accesso e l’interazione, saranno necessarie competenze in design UI/UX e linguaggi di programmazione front-end come JavaScript, HTML e CSS. Inoltre sarà necessario la conoscenza delle leggi e delle normative relative al riciclo, alla privacy dei dati e agli standard della blockchain. Mentre le competenze tecniche sono essenziali, è altrettanto importante, per l’azienda, avere una visione strategica e comprendere come la blockchain si possa inserire nel contesto più ampio degli obiettivi aziendali e della propria vocazione relativa alla sostenibilità e all'economia circolare. Molte aziende possono anche scegliere di collaborare con fornitori esterni o consulenti specializzati nella blockchain, per compensare le competenze che potrebbero mancare internamente.

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https://www.rmix.it/ - Navigare la Tempesta: Il Ruolo Cruciale del Manager nella Gestione delle Crisi Aziendali
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Strategie, Competenze e Strumenti per Trasformare le Crisi in Opportunità di Rinascita e Crescita di Marco ArezioNel dinamico e imprevedibile mondo degli affari, la gestione delle crisi rappresenta una delle sfide più complesse e critiche per i manager. Le crisi, eventi inaspettati che minacciano la stabilità e la reputazione di un'azienda, possono sorgere da molteplici fonti: finanziarie, operative, reputazionali, naturali o legate alla sicurezza. La risposta del management a tali situazioni non solo determina la sopravvivenza a breve termine dell'organizzazione, ma influenza profondamente la fiducia degli stakeholder e l'immagine pubblica dell'azienda a lungo termine. Comprendere le Crisi Aziendali Le crisi aziendali sono eventi che possono scatenarsi improvvisamente e avere un impatto devastante. Ad esempio, una crisi finanziaria può derivare da una cattiva gestione delle risorse, da un calo delle vendite o da cambiamenti nel mercato che colpiscono il bilancio aziendale. Le crisi operative, come interruzioni nella linea di approvvigionamento o problemi tecnici, possono fermare la produzione e causare perdite significative. Le crisi di sicurezza, come incidenti sul lavoro o minacce alla sicurezza informatica, mettono in pericolo i dipendenti e i dati sensibili. Le crisi reputazionali possono scaturire da scandali etici o controversie legali che danneggiano la fiducia del pubblico. Infine, le crisi naturali, come terremoti o pandemie, possono interrompere le operazioni in modi imprevedibili e spesso catastrofici. Le Competenze Essenziali del Manager Di fronte a tali problemi, i manager devono possedere un insieme di competenze specifiche per navigare con successo attraverso le tempeste aziendali. Leadership e Decision Making: Durante una crisi, i manager devono prendere decisioni rapide e informate. La leadership efficace richiede la capacità di valutare rapidamente la situazione, ponderare i rischi e agire con determinazione. Ad esempio, durante la crisi del Tylenol negli anni '80, il management di Johnson & Johnson prese la decisione coraggiosa di ritirare tutti i prodotti dal mercato, dimostrando una leadership forte e una determinazione a proteggere i consumatori. Comunicazione: Una comunicazione chiara e trasparente è fondamentale. I manager devono essere in grado di trasmettere informazioni precise e tempestive agli stakeholder interni ed esterni. Durante una crisi, la comunicazione può fare la differenza tra il mantenere la fiducia del pubblico e il causare panico o disinformazione. Empatia e Gestione delle Relazioni: Le crisi possono essere emotivamente stressanti per i dipendenti e altre parti interessate. Un buon manager deve mostrare empatia, ascoltare le preoccupazioni e mantenere relazioni positive. Questo aiuta a mantenere la coesione del team e a garantire che tutti lavorino insieme per superare la crisi. Pianificazione e Preparazione: Un manager deve essere proattivo nella preparazione alle crisi. Questo include l'analisi dei rischi, lo sviluppo di piani di contingenza e la formazione del personale. Ad esempio, le simulazioni di crisi possono preparare il team a rispondere in modo efficace quando si verifica una situazione reale. Adattabilità e Resilienza: Le crisi sono per loro natura imprevedibili. I manager devono essere flessibili, pronti ad adattare le loro strategie man mano che la situazione evolve. La resilienza, la capacità di recuperare rapidamente, è cruciale per superare gli ostacoli e riprendere le operazioni normali. Strategie per la Gestione delle Crisi Una gestione efficace delle crisi richiede strategie ben pianificate e implementate. Identificazione Precoce e Monitoraggio: Riconoscere i segnali di allarme e monitorare costantemente l'ambiente interno ed esterno aiuta a identificare le crisi prima che diventino ingestibili. Questo può includere il monitoraggio delle finanze, della soddisfazione dei clienti e dei social media. Formazione e Simulazioni: Preparare il personale attraverso programmi di formazione e simulazioni di crisi migliora la prontezza dell'organizzazione. Questi esercizi aiutano il team a familiarizzare con i protocolli di crisi e a rispondere in modo coordinato. Creazione di un Team di Crisi: Formare un team dedicato alla gestione delle crisi, composto da individui con competenze complementari, garantisce una risposta coordinata ed efficace. Questo team deve includere rappresentanti di tutte le funzioni aziendali chiave, come finanza, vendite, risorse umane, produzione e comunicazione. Comunicazione Trasparente: Stabilire canali di comunicazione chiari e trasparenti con tutti gli stakeholder è essenziale. Fornire aggiornamenti regolari e accurati mantiene la fiducia e riduce l'incertezza. Ad esempio, durante la pandemia di COVID-19, molte aziende hanno utilizzato aggiornamenti settimanali per mantenere informati i dipendenti sulle misure di sicurezza e le modifiche operative. Piani di Intervento e Continuità Operativa: Sviluppare piani dettagliati per gli interventi necessari e la continuità aziendale è essenziale per minimizzare l'impatto della crisi e ripristinare rapidamente la normalità. Questi piani devono essere testati e aggiornati regolarmente. Strumenti e Tecnologie per la Gestione delle Crisi I manager hanno a disposizione una vasta gamma di strumenti e tecnologie per supportare la gestione delle crisi. Software di Gestione delle Crisi: Piattaforme come i software di gestione delle crisi aiutano a coordinare le risposte, monitorare le situazioni in tempo reale e gestire le comunicazioni. Questi strumenti permettono di avere una visione completa della situazione e di prendere decisioni informate rapidamente. Analisi dei Dati e Intelligence: Utilizzare l'analisi dei dati per prevedere potenziali crisi e valutare l'efficacia delle risposte è fondamentale. I dati possono fornire indicazioni preziose sui punti deboli e sulle aree che necessitano di miglioramenti. Social Media: I social media sono strumenti potenti per monitorare e gestire la reputazione aziendale. Durante una crisi, le aziende possono utilizzare i social media per fornire aggiornamenti tempestivi e gestire la comunicazione con il pubblico. Sistemi di Allerta e Notifica: Le tecnologie di allerta e notifica permettono di inviare avvisi rapidi e informazioni critiche ai dipendenti e agli stakeholder. Questo è particolarmente utile in situazioni di emergenza, come evacuazioni o interruzioni operative. Case Study: La Crisi del Tylenol Un esempio emblematico di gestione efficace delle crisi è la risposta di Johnson & Johnson alla crisi del Tylenol negli anni '80. Quando alcuni lotti di Tylenol (un farmaco antipiretico) furono avvelenati con cianuro, causando la morte di sette persone, l'azienda affrontò una crisi di proporzioni enormi. Il management di Johnson & Johnson reagì rapidamente, ritirando immediatamente tutti i prodotti Tylenol dal mercato e collaborando con le autorità per risolvere il problema. Inoltre, l'azienda introdusse nuovi standard di sicurezza per gli imballaggi, come le confezioni a prova di manomissione, che divennero uno standard del settore. Questo esempio illustra l'importanza di una leadership decisa, una comunicazione efficace e azioni rapide e trasparenti nella gestione delle crisi. Conclusione La gestione delle crisi aziendali è una competenza cruciale per i manager moderni. La capacità di navigare attraverso le crisi, proteggendo gli interessi degli stakeholder e mantenendo la fiducia del pubblico, richiede un insieme di competenze specifiche, strategie ben pianificate e l'utilizzo di strumenti tecnologici avanzati. Investire nella preparazione e nella formazione continua, sviluppare piani di contingenza robusti e utilizzare tecnologie avanzate può fare la differenza tra una crisi che devasta l'azienda e una che viene gestita con successo, permettendo all'organizzazione di emergere più forte e resiliente. La gestione delle crisi, quindi, non è solo una necessità operativa, ma un elemento strategico fondamentale per il successo a lungo termine di qualsiasi azienda.

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Management

Gli addetti alle vendite pensano, spesso, che fare il lavoro sul campo, fatto bene, porti tutti i risultati attesi dall’aziendadi Marco ArezioA volte collaborano, a volte si snobbano, a volte si ignorano, a volte si scontrano, a volte non si capiscono e a volte vogliono prendersi tutti i meriti. Per definizione un commerciale è una figura attiva, indipendente, laboriosa e alla ricerca dei meriti per il lavoro che fa, senza considerare che, probabilmente, lavorando in stretto contatto con il marketing potrebbe ottenere di più e con risultati migliori. Argomenti principali trattati nell’articolo: - Il ruolo dell’ufficio marketing a supporto delle vendite - Come il marketing può supportare il commerciale nelle vendite su aree nuove - Come il marketing può migliore il margine di contribuzione sui prodotti e gli utili aziendali - Come il marketing può migliorare la fidelizzazione dei clienti - Come il marketing può migliorare la fiducia nel marchio aziendale - Come il marketing può aiutare l’azienda nelle vendite online - Quanto una regolare azione di comunicazione aziendale può migliorare le vendite e il brand Il ruolo dell’ufficio marketing a supporto delle vendite Il marketing, può svolgere un ruolo fondamentale nel supportare le azioni di vendita dei commerciali attraverso una serie di attività e strategie. Queste, di competenza dell’ufficio marketing, possono contribuire al successo delle vendite: Ricerca di mercato L'ufficio marketing può condurre ricerche di mercato per identificare opportunità di vendita, individuare segmenti di clientela potenziali e analizzare la concorrenza. Queste informazioni possono aiutare i commerciali a concentrare i loro sforzi su prodotti, servizi e mercati chiave. Creazione di materiali di vendita Può sviluppare materiali di vendita di alta qualità, come presentazioni, brochure, schede tecniche e case study. Questi strumenti forniscono ai commerciali le risorse necessarie per comunicare efficacemente i benefici e le caratteristiche dei prodotti o servizi offerti. Definizione dei messaggi di marketing Lavorando a stretto contatto con i commerciali, può definire i messaggi di marketing che saranno utilizzati nelle attività di vendita. Questo assicura coerenza nella comunicazione e aiuta i commerciali a trasmettere in modo efficace il valore delle offerte ai potenziali clienti. Generazione di lead L'ufficio marketing può implementare strategie per generare lead qualificati attraverso attività di lead generation, come campagne pubblicitarie, marketing sui social media, webinar o eventi di networking. Fornendo ai commerciali un flusso costante di lead qualificati, l'ufficio marketing aiuta ad alimentare il processo di vendita. Supporto nella gestione del ciclo di vendita Inoltre, più praticamente, può fornire supporto durante il ciclo di vendita, offrendo risorse e materiali aggiornati per le diverse fasi del processo di vendita. Ciò include la creazione di proposte personalizzate, la fornitura di testimonianze o recensioni dei clienti, e l'offerta di supporto nella risposta alle obiezioni o alle domande frequenti dei potenziali clienti. Analisi dei dati e del feedback L'ufficio marketing può raccogliere e analizzare i dati di vendita, insieme ai feedback dei clienti, per identificare opportunità di miglioramento e adattare le strategie di marketing e vendita di conseguenza. Questo aiuta a ottimizzare le attività di vendita e ad aumentare l'efficacia complessiva del team. Formazione e supporto continuo Infine, può fornire formazione e supporto continuo ai commerciali per tenerli aggiornati sulle ultime strategie di marketing e vendita. Ciò può includere workshop, sessioni di formazione o la condivisione di risorse informative che possono aiutare i commerciali a migliorare le loro competenze e prestazioni. Come il marketing può supportare il commerciale nelle vendite su aree nuove Quando il commerciale si trova ad affrontare nuove aree di vendita, il marketing può svolgere un ruolo chiave nel supportarlo nel raggiungere i suoi obiettivi. Sono molte le attività che l’ufficio può svolgere a favore dei commerciali, vediamone alcune: Ricerca di mercato L'ufficio marketing può condurre una ricerca di mercato approfondita sull'area di vendita nuova, compresa l'analisi del mercato di riferimento, la concorrenza e le esigenze dei potenziali clienti. Queste informazioni possono aiutare il commerciale a comprendere meglio il contesto in cui opera e ad adattare la sua strategia di vendita di conseguenza. Segmentazione della clientela I colleghi del marketing possono contribuire a identificare e segmentare la clientela potenziale nell'area di vendita nuova. Questo permette al commerciale di focalizzare i propri sforzi sui segmenti di clientela più promettenti e di personalizzare le proprie attività di vendita, in base alle esigenze specifiche di ciascun segmento. Creazione di materiale di marketing localizzato Può sviluppare materiali di marketing specifici per l'area di vendita nuova, come brochure, presentazioni e annunci pubblicitari, che tengano conto delle peculiarità e delle preferenze dei potenziali clienti locali. Questo aiuta il commerciale a presentare i prodotti o servizi in modo più efficace e a creare un'immagine coerente dell'azienda sul nuovo mercato. Generazione di lead locali L'ufficio marketing può implementare strategie di generazione di lead mirate all'area di vendita nuova. Ciò può includere la promozione tramite canali locali, la partecipazione a fiere commerciali o eventi locali, la sponsorizzazione di iniziative locali o l'utilizzo di strategie di marketing online geolocalizzato. Generando lead locali qualificati, il marketing può fornire al commerciale una base di potenziali clienti con cui iniziare a lavorare. Supporto nella pianificazione delle attività di vendita Il marketing può collaborare con il commerciale nella pianificazione delle attività di vendita in un'area nuova. Ciò include la definizione degli obiettivi di vendita, l'identificazione delle strategie e delle tattiche da adottare, nonché la stesura di piani di azione dettagliati. Può inoltre fornire indicazioni sulle migliori pratiche di marketing e sulla comunicazione per aiutare il commerciale a raggiungere i suoi obiettivi. Formazione sulle caratteristiche e i vantaggi dei prodotti/servizi Può fornire al commerciale una formazione completa sulle caratteristiche e i vantaggi dei prodotti o servizi offerti dall'azienda. Questo aiuta il commerciale a comprendere appieno ciò che vende e a comunicarlo in modo convincente ai potenziali clienti. Monitoraggio e analisi delle performance Il marketing può supportare il commerciale nella misurazione e nell'analisi delle performance di vendita nell'area nuova. Attraverso l'uso di metriche adeguate e strumenti di analisi, può fornire informazioni preziose sulle prestazioni delle sue attività di vendita e sulla loro efficacia nel raggiungere gli obiettivi stabiliti. Questo permette al commerciale di apportare eventuali correzioni di rotta e di migliorare continuamente le sue prestazioni. Come il marketing può migliore il margine di contribuzione sui prodotti e gli utili aziendali Le attività di marketing possono svolgere un ruolo cruciale nel migliorare il margine di contribuzione sui prodotti e gli utili aziendali, implementando strategie mirate. Ecco alcuni suggerimenti su come queste attività possono contribuire a migliorare il margine di contribuzione e gli utili: Segmentazione di mercato e targeting Il marketing può identificare segmenti di mercato redditizi e focalizzarsi su di essi. Concentrarsi su segmenti di clientela più redditizi consente di indirizzare le risorse di marketing e vendita verso clienti con maggiori possibilità di generare margini di contribuzione più elevati. Prezzo adeguato Una corretta strategia di pricing può migliorare il margine di contribuzione. Il marketing deve condurre un'analisi approfondita del mercato e dei concorrenti per determinare il prezzo ottimale dei prodotti o servizi, tenendo conto dei costi di produzione e distribuzione. Un prezzo adeguato può massimizzare i profitti e il margine di contribuzione. Promozione mirata Lo sviluppo di strategie di promozione mirate possono stimolare la domanda dei prodotti o servizi a maggior margine di contribuzione. Ciò può includere l'utilizzo di canali pubblicitari efficaci, campagne di marketing mirate e offerte speciali mirate a segmenti di clientela che sono disposti a pagare di più per il valore aggiunto offerto. Upselling e cross-selling Il marketing può promuovere strategie di upselling e cross-selling per aumentare il valore medio delle transazioni. Questo può includere la promozione di prodotti o servizi complementari o di fascia alta ai clienti esistenti o durante il processo di vendita. L'obiettivo è quello di aumentare l'importo medio delle vendite e quindi il margine di contribuzione. Gestione del ciclo di vita del prodotto E’ possibile pianificare e implementare strategie per il ciclo di vita del prodotto, inclusa la fase di introduzione, crescita, maturità e declino. Questo può includere l'adeguamento dei prezzi, l'aggiornamento dei prodotti o l'identificazione di nuove opportunità di mercato, per mantenere elevati i margini di contribuzione anche nelle fasi mature del ciclo di vita del prodotto. Gestione del rapporto con i clienti Il marketing può concentrarsi sulla fidelizzazione dei clienti esistenti attraverso programmi di customer retention e servizi post-vendita di alta qualità. Clienti fedeli tendono ad acquistare più frequentemente e a generare margini di contribuzione più elevati nel tempo. Inoltre, il marketing può lavorare per aumentare il valore a lungo termine dei clienti attraverso strategie di upselling e cross-selling. Monitoraggio delle performance e analisi dei dati E’ necessario monitorare attentamente le performance delle iniziative di marketing e analizzare i dati per identificare i punti di forza e di debolezza. L'analisi dei dati può rivelare opportunità di miglioramento e fornire informazioni preziose per prendere decisioni più informate e mirate al miglioramento del margine di contribuzione. Come il marketing può migliorare la fidelizzazione dei clienti Il marketing può svolgere un ruolo fondamentale nel migliorare la fidelizzazione dei clienti attraverso una serie di strategie e azioni mirate. Vediamo alcuni aspetti circa le azioni di fidelizzazione: Comunicazione personalizzata Utilizzare dati e informazioni sul comportamento dei clienti per creare comunicazioni personalizzate. Questo include l'invio di messaggi e-mail segmentati, l'utilizzo di nomi personalizzati nei messaggi, l'invio di offerte speciali basate sui precedenti acquisti o preferenze dei clienti. La personalizzazione delle comunicazioni crea un legame più forte tra l'azienda e il cliente, dimostrando attenzione e interesse nei loro confronti. Programmi di fedeltà E’ possibile sviluppare e promuovere programmi di fedeltà per premiare i clienti fedeli. Questi programmi possono includere sconti, punti fedeltà, premi speciali o vantaggi esclusivi. I programmi di fedeltà incentivano i clienti a tornare e ad acquistare nuovamente, creando un senso di appartenenza e gratificazione. Customer experience di qualità Il marketing può lavorare a stretto contatto con i commerciali, per garantire un servizio di alta qualità e soddisfacente. Ciò include la semplificazione dei processi di acquisto, la risoluzione rapida e cortese dei problemi, la creazione di un'esperienza online intuitiva e user-friendly. Una customer experience positiva contribuisce a creare un rapporto duraturo e di fiducia con i clienti. Content marketing e valore aggiunto Le attività di supporto dei commerciali possono includere la creazione dei contenuti informativi e di valore, che rispondono alle esigenze e agli interessi dei clienti. Questo può includere blog, articoli, guide, video tutorial o webinar. Fornire contenuti utili e rilevanti consente all'azienda di posizionarsi come esperta nel settore e di fornire valore aggiunto ai clienti. Ciò contribuisce a stabilire un rapporto di fiducia e fedeltà nel tempo. Monitoraggio e reattività sui social media Il marketing può monitorare attivamente i social media e rispondere prontamente ai commenti, ai feedback e alle domande dei clienti. Questo dimostra un impegno nell'ascoltare i clienti e nel fornire assistenza tempestiva. La gestione efficace dei social media contribuisce a migliorare la reputazione dell'azienda e a mantenere i clienti soddisfatti e fedeli. Programmi di raccomandazione Le attività dell’ufficio marketing possono incoraggiare i clienti soddisfatti a raccomandare l'azienda ai loro amici, familiari o colleghi attraverso programmi di referral. Questi programmi offrono incentivi ai clienti che portano nuovi clienti all'azienda, come sconti o premi. Le raccomandazioni personali hanno un forte impatto sulla fidelizzazione dei clienti e possono portare a nuove opportunità di business. Feedback e sondaggiSi può raccogliere feedback regolari dai clienti attraverso sondaggi, ricerche di mercato o focus group. Questi feedback forniscono informazioni preziose per comprendere le esigenze dei clienti, migliorare i prodotti o servizi e adattare le strategie di marketing di conseguenza. Coinvolgere i clienti nell'evoluzione dell'azienda dimostra che le loro opinioni sono ascoltate e valorizzate. Come il marketing può migliorare la fiducia nel marchio aziendale Il marketing può svolgere un ruolo fondamentale nel migliorare la fiducia nel marchio aziendale attraverso diverse strategie e azioni. Ecco alcuni suggerimenti su come il marketing può contribuire a migliorare la fiducia nel marchio: Coerenza del messaggio E’ necessario comunicare un messaggio coerente e autentico su tutti i canali di comunicazione. Questo include il posizionamento del marchio, i valori aziendali, la promessa di valore e l'immagine del marchio. La coerenza del messaggio contribuisce a creare un'immagine di marca solida e affidabile. Trasparenza e autenticità Promuovere la trasparenza e l'autenticità nella comunicazione aziendale. Questo significa essere onesti e aperti riguardo ai prodotti, servizi, politiche aziendali e pratiche di sostenibilità. La trasparenza genera fiducia tra i consumatori e dimostra che l'azienda è impegnata a mantenere relazioni sincere con i propri clienti. Qualità del prodotto o servizio E’ necessario concentrarsi sulla promozione della qualità del prodotto o servizio offerto dall'azienda. Ciò può essere fatto attraverso testimonianze o recensioni dei clienti, dimostrazioni del prodotto, garanzie di qualità o certificazioni. Fornire prodotti o servizi di alta qualità contribuisce a creare fiducia nel marchio e a soddisfare le aspettative dei clienti. Customer service eccellente Bisogna lavorare a stretto contatto con il customer service per fornire un'esperienza clienti eccellente. Ciò include una risposta tempestiva alle domande o ai problemi dei clienti, una risoluzione rapida dei reclami e un atteggiamento cortese e professionale. Un servizio clienti di qualità aiuta a instaurare fiducia e a costruire relazioni durature con i clienti. Uso dei testimonial Potrebbe essere consigliabile utilizzare testimonial o influencer per promuovere il marchio e aumentare la fiducia dei consumatori. I testimonial possono essere clienti soddisfatti, esperti del settore o personalità riconosciute che attestano l'affidabilità e la qualità del marchio. Questi testimonial aiutano a creare un'associazione positiva con il marchio e a costruire fiducia tra i potenziali clienti. Gestione efficace della reputazione online E’ consigliabile monitorare e gestire attentamente la reputazione dell'azienda online. Ciò implica rispondere in modo rapido ed efficace alle recensioni dei clienti, sia positive che negative, sui siti di recensioni o sui social media. Affrontare in modo proattivo le preoccupazioni dei clienti e dimostrare un impegno per il servizio e la qualità migliora la fiducia dei consumatori. Coinvolgimento della comunità Si può coinvolgere il marchio in attività di responsabilità sociale d'impresa o iniziative di beneficenza. Questo dimostra l'impegno dell'azienda per la società e contribuisce a creare un'immagine positiva e fiduciosa del marchio. Partecipare a eventi locali o sostenere cause sociali rilevanti può generare un forte legame emotivo con i consumatori. Come il marketing può aiutare l’azienda nelle vendite online Le attività di marketing possono svolgere un ruolo fondamentale nell'aiutare l'azienda nelle vendite online implementando strategie mirate. Vediamo alcuni aspetti importanti: Ottimizzazione del sito web Lavorare in collaborazione con il team di sviluppo per ottimizzare il sito web dell'azienda. Ciò include l'ottimizzazione SEO (Search Engine Optimization) per migliorare la visibilità del sito sui motori di ricerca, la progettazione di un'esperienza utente intuitiva e user-friendly, l'ottimizzazione della velocità di caricamento delle pagine e la creazione di contenuti di alta qualità. Un sito web ben ottimizzato aumenta la probabilità che i visitatori si trasformino in acquirenti. Strategie di marketing digitale Si può utilizzare una varietà di strategie di marketing digitale per promuovere i prodotti o servizi online. Questo può includere la pubblicità online attraverso annunci display, ricerca a pagamento (Pay-Per-Click), social media advertising e marketing di influencer. Utilizzare le giuste piattaforme e strategie di marketing digitale consente di raggiungere il pubblico di destinazione in modo mirato e di aumentare la visibilità del marchio. Content marketing Il marketing può creare e promuovere contenuti di alta qualità come blog, articoli, guide, video tutorial o webinar. Fornire contenuti informativi e utili attira l'interesse e l'attenzione dei potenziali clienti, posizionando l'azienda come un'autorità nel settore. Ciò contribuisce a generare fiducia e a creare un legame con il pubblico, aumentando le probabilità di conversione. Strategie di social media marketing E’ possibile utilizzare i social media per promuovere i prodotti o servizi, coinvolgere il pubblico e creare una community attiva. Ciò include la gestione di account aziendali sui principali social media, la pubblicazione di contenuti interessanti e rilevanti, l'interazione con i follower, l'utilizzo di strategie di advertising sui social media e il monitoraggio e la gestione delle recensioni dei clienti. Le strategie di social media marketing aiutano a aumentare la visibilità del marchio e a generare interesse per i prodotti o servizi offerti. Strategie di e-mail marketing Il marketing può utilizzare l'e-mail marketing per inviare comunicazioni mirate e personalizzate ai potenziali clienti e ai clienti esistenti. Ciò include l'invio di newsletter, offerte speciali, promozioni o comunicazioni di follow-up. L'e-mail marketing consente di mantenere il contatto con i clienti, di promuovere nuovi prodotti o servizi e di incentivare le vendite ripetute. Analisi dei dati e ottimizzazione continua Monitoraggio delle metriche di vendita online, come il tasso di conversione, il valore medio degli ordini e il ROI (Return on Investment). L'analisi dei dati consente di identificare opportunità di miglioramento e di ottimizzare le strategie di marketing online di conseguenza. La comprensione delle tendenze e dei comportamenti dei clienti online aiuta a guidare le decisioni di marketing e a migliorare le performance complessive delle vendite online. Quanto una regolare azione di comunicazione aziendale può migliorare le vendite e il brand Una regolare azione di comunicazione aziendale può avere un impatto significativo sulle vendite e sul brand di un'azienda. Alcuni dei principali benefici che una comunicazione aziendale efficace può portare: Consapevolezza del marchio Una comunicazione regolare e coerente permette di aumentare la consapevolezza del marchio tra il pubblico target. Quando i potenziali clienti sono a conoscenza del marchio e dei suoi valori, sono più propensi ad acquistare i prodotti o servizi offerti. Differenziazione dalla concorrenza Una comunicazione chiara ed efficace aiuta a differenziare il marchio dalla concorrenza. Se l'azienda riesce a comunicare i suoi punti di forza, vantaggi unici e valore distintivo, può posizionarsi come leader di settore e attrarre l'attenzione dei potenziali clienti. Credibilità e fiducia Una comunicazione aziendale autentica e trasparente contribuisce a creare credibilità e fiducia nel marchio. I clienti sono più propensi a fare affari con un'azienda in cui si fidano, e la comunicazione regolare può aiutare a consolidare questa fiducia nel tempo. Coinvolgimento del cliente Una comunicazione efficace coinvolge i clienti, li fa sentire coinvolti e partecipi del marchio. Questo può essere fatto attraverso la condivisione di storie di successo, l'invio di newsletter informative, l'organizzazione di eventi o la gestione di una presenza attiva sui social media. Il coinvolgimento del cliente crea un legame emotivo con il marchio e aumenta le probabilità di vendite ripetute e di fidelizzazione del cliente. Educazione dei clienti La comunicazione aziendale può educare i clienti sui prodotti, servizi o settori specifici. Fornendo informazioni utili e pertinenti, l'azienda può aiutare i clienti a prendere decisioni d'acquisto più informate e consapevoli. Ciò può influenzare positivamente le vendite e consolidare la posizione dell'azienda come risorsa affidabile. Reputazione del marchio Una comunicazione efficace può contribuire a costruire una reputazione solida per il marchio. Una buona reputazione può aumentare la fiducia dei clienti, attirare nuovi clienti e persino generare raccomandazioni positive da parte dei clienti esistenti. Una reputazione solida può avere un impatto significativo sulle vendite e sul successo dell'azienda. Feedback dei clienti Una comunicazione regolare offre l'opportunità di raccogliere feedback dai clienti e di prendere in considerazione le loro opinioni e necessità. Il feedback dei clienti può guidare l'azienda nella messa a punto di prodotti o servizi, nell'adattamento delle strategie di marketing e nella risoluzione dei problemi. Utilizzare il feedback dei clienti può migliorare la soddisfazione del cliente e, di conseguenza, le vendite e la reputazione del marchio.

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C’è chi spinge l’opinione pubblica e i governi in questa crociatadi Marco ArezioCi sono manovratori, adepti, teorici, finanzieri, governi assetati di tasse, tuttologi, odiatori, cannibali della rete, finti ambientalisti, uomini addetti al greenwashing, maleducati sociali, opportunisti e ignoranti. Tutti insieme pensano che speculare sulla plastica sia una giusta crociata. Nel 1095 Papa Urbano II, durante il concilio di Clermont, tenne un esplicito discorso in cui incoraggiava i fedeli ad unirsi militarmente all’Imperatore Alessio I che si stava battendo contro i Turchi in Anatolia. L’intento ufficiale del Papa era garantire il libero accesso dei fedeli Cristiani alla Terrasanta, ma gli studiosi attribuiscono a Urbano II un più ampio e segreto disegno, quello di poter annettere la chiesa orientale con quella occidentale, dopo lo il grande scisma del 1054, sotto il suo dominio. Mai niente di grande è come lo si vede dall’esterno, chi si nasconde dietro alla crociata contro la plastica? Il mondo della plastica sta subendo da alcuni anni attacchi di una grande durezza, attribuendo all’elemento stesso, sotto forma di materia prima o prodotto finito, la bolla di untore ambientale. Sgombriamo subito il campo da ogni dubbio, dichiarando apertamente che l’invenzione della plastica è da annoverare tra le più grandi scoperte del secolo scorso, con un contributo quotidiano così tangibile, ad un osservatore attento, ma che può anche facilmente sfuggire alla gente comune in quanto fa parte della nostra vita come l’aria che respiriamo. Quale partita stiano giocando i sobillatori della teoria della “plastic free” e a quale scopo, nessuno dotato di ragione riesce a capirlo e nemmeno si può intuire come sia stato facile, attraverso i media, ingigantire un odio verso un prodotto indispensabile per la nostra vita. Non ci sono gli spazi in questo articolo per elencare i vantaggi dell’uso della plastica nella produzione di milioni di prodotti che usiamo ogni giorno, in termini di costo, di funzionalità, di risparmio di CO2 in fase di produzione e di trasporto dei prodotti finiti, in termini igienici, isolanti, protettivi, riciclabili, impermeabili, durevoli e molte altre cose. Ci vorrebbe un intero libro per fare questo, ma mi vorrei soffermare sul motivo, visibile ai nostri occhi, per il quale si è scatenato il mondo intero contro il settore della plastica e vorrei introdurmi nei labirinti dei motivi che non vediamo, che stanno sotto traccia. Ciò che vediamo è la dispersione dei rifiuti in plastica (non solo quelli) nei fiumi, nei mari e negli oceani, che stanno creando uno scempio ambientale e una minaccia per i pesci e per l’uomo tramite la catena alimentare. Un problema vero, del quale, ogni persona che pensa razionalmente alla propria sopravvivenza, dovrebbe, non solo indignarsene, ma farsi carico e agire per modificare questo stato assurdo delle cose, secondo le leggi. Ma su questo argomento non mi soffermerei tanto, nonostante sia l’unico motore delle proteste popolari che vengono strumentalizzate, perché una persona di un’intelligenza normale capisce che nei fiumi, nei mari e negli oceani, la plastica non ci va da sola e, quindi, è ridicolo prendersela con lei come causa del problema, dimenticandosi facilmente della responsabilità umana. La cosa che mi interessa di più è capire quali motivazioni recondite ci possano essere dietro questo odio sviscerato per la filiera della plastica. Vediamo alcuni comportamenti di soggetti attivi in queste campagne su cui ognuno può riflettere per conto proprio: I Media. Fenomenale strumento di diffusione di informazioni (e di fake news), dove spesso non conta analizzare in modo tecnico e scientifico il problema dell’inquinamento, ma fare notizia fine a se stessa, aumentare i likes. Scrivere su un post “plasticfree”, corredandolo con una foto che rappresenta le bottiglie di acqua che galleggiano nel mare o un pesce intrappolato in un pezzo di plastica, si ottiene solo di moltiplicare in modo esponenziale la disinformazione senza proporre nulla per risolverlo, se non attraverso una visione utopica di rinuncia alla plastica. Chi semina questo odio, indiscriminato, dovrebbe avere la coscienza pulita e iniziare una vita rinunciando alla plastica, cominciando da casa sua e dalle sue abitudini. Inoltre ci sono emittenti televisive di primo piano che creano spot di grande impatto, utilizzando immagini forti, raccogliendo fondi, non si sa bene per quali finalità, portando avanti la propria crociata. Tutto questo ha il sapore del greenwashing. Pechè? I Divulgatori. Siamo tutti diventati scienziati, ogni spazio comunicativo è presidiato da sedicenti esperti che saltano da una trasmissione all’altra, da un giornale all’altro, da un libro all’altro, da un social all’altro, parlando, parlando, parlando. Di cosa? Di quello che vedono tutti e quasi mai inserendo il problema in una cornice più ampia, per capire se esistono opinioni diverse, per sentire le loro proposte migliorative o mettendosi a disposizione per un confronto diretto con scienziati e tecnici preparati. Cosa vogliono ottenere? Non ha il sapore di una strumentalizzazione a fini pubblicitari? Stare alla finestra e guadagnare sui dolori degli altri? I Governi. Sono responsabili della nostra salute e dell’ambiente in cui viviamo e troppe volte, quasi sempre, si sono attivati, nei loro compiti istituzionali, dopo che sono stati sollecitati dall’opinione pubblica. Certamente la gente ha ragione a preoccuparsi nel vedere i mari riempirsi di plastica o avere il dubbio che il pesce che finisce sulle loro tavole sia pieno di micro e nano plastiche. Ma sono gli enti governativi che si devono attivare per creare un impianto normativo adeguato per gestire la problematica dei rifiuti, porgendo un orecchio alla gente e l’altro agli scienziati. Troppi ritardi, pochi investimenti e poca competenza governano questo mondo, che dovrebbe normare e soprattutto far rispettare le leggi, per tutti. Perché tassare in modo esagerato i settori vitali della nostra economia invece che premiare, dal punto di vista fiscale, il riciclo e la produzione di materiali che hanno un impatto ambientale minore rispetto ad altri? Quali sono i veri obbiettivi politico-finanziari? Se in molti paesi esiste una sanità pubblica, che cura le nostre malattie, perché non deve esistere una economia circolare pubblica, sulla quale nessun governo dovrebbe fare business, ma investire per tutelare, indirettamente, la nostra salute e la nostra vita? L’Istruzione. Senza conoscenza non si ha la capacità di fare delle corrette analisi autonome dei problemi che ci circondano. Perché le scuole non investono nella formazione degli studenti in campo ambientale, nella conoscenza dell’economia circolare e delle energie alternative, in modo da creare una coscienza che possa salvaguardare del loro futuro? Perchè i giovani partecipano alla vita sociale attraverso le manifestazioni sull’ambiente condividendo slogan senza avere una conoscenza più approfondita dei problemi? Che ruolo vogliono dare i governi all’istruzione? La cultura è solo nozionismo o una spinta per accompagnare i ragazzi nel mondo complicato che li aspetta, dotandogli di una ragione critica? Le Aziende del Packaging. Chi tira le file del mondo del packaging in plastica sono le multinazionali delle bibite, dei detersivi e dei prodotti per la cura della persona. Hanno sempre utilizzato milioni di tonnellate di materia prima vergine, per decenni, per produrre i loro imballi, sapendo che la plastica è durevole, nel bene e nel male. Hanno pensato sempre al loro business senza capire che i loro prodotti venivano smaltiti in modo scorretto e hanno lasciato che l’opinione pubblica si rivoltasse contro i loro imballi. Perché non hanno interpretato il malessere della gente molti anni fa e, oggi, si spendono in campagne green confondendo i consumatori, facendo a gara a chi è più amico dell’ambiente? Non ha, anche qui, un sapore di greenwhasing? I Petrolieri. Come per le multinazionali del packaging, la produzione dei polimeri plastici vergini andava a gonfie vele, mentre il mondo si riempiva di rifiuti plastici. Perché sono stati così miopi da non vedere che stavano rappresentando un prodotto che sarebbe entrato in conflitto con l’utilizzatore finale? Perché hanno trovato la soluzione più sbrigativa di acquisire i produttori e riciclatori di materia plastica riciclata per dare un nuovo aspetto ecologico al loro business? Perché non hanno sostenuto l’industria della plastica, i loro clienti, attraverso iniziative concrete che evitassero, insieme ai governi, il tracollo ecologico dei nostri mari con la concreta possibilità di mettere a rischio il loro business? Il mondo non può rinunciare alla filiera della plastica nonostante si siano fatti molti errori e molte speculazioni, di cui conosciamo solo alcuni risvolti, ma molto si può fare per migliorare le cose. Non possiamo più permetterci, che una risorsa così preziosa per il nostro pianeta sotto forma di rifiuto, sia dispersa nell’ambiente da incoscienti e ignoranti che, con le loro azioni mettono, in pericolo l’ecositema e la vita di tutti.Vedi maggiori informazioni sul riciclo

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Esplora i vantaggi di inserire il tuo profilo aziendale all’interno del portale del riciclo rMIX per ampliare la rete e le opportunità della tua impresa nel settore sostenibiledi Marco ArezioNell'era digitale, la visibilità online è diventata una componente fondamentale per il successo di qualsiasi azienda. Questo è particolarmente vero per il settore dell'economia circolare, dove l'innovazione e la sostenibilità si incontrano per creare un futuro più verde. Ecco perché rMIX, il portale del riciclo, rappresenta un'opportunità unica per le aziende impegnate nel riciclo e nella sostenibilità: una piattaforma dedicata, dove poter pubblicare il profilo della propria azienda, guadagnando visibilità in un settore in costante crescita. Una Vetrina per la Tua Azienda rMIX non è solo un portale, ma una vera e propria vetrina dedicata al mondo dell'economia circolare. Grazie alla possibilità di pubblicare una scheda dettagliata della tua azienda, con testi, indirizzi, sito internet, riferimenti aziendali e fotografie, potrai mostrare i punti di forza e le specializzazioni della tua attività a un pubblico interessato e specializzato. Visibilità Mirata Uno dei vantaggi principali di rMIX è la possibilità di scegliere la posizione del tuo profilo aziendale in base alla categoria di attività a cui appartieni. Che tu sia specializzato in polimeri riciclati, carta, vetro, legno, RAEE, metalli, tessuti riciclati, macchine industriali, prodotti realizzati con materiali riciclati, consulenza tecnica, commerciale, manageriale, distribuzione di prodotti, ricerca e offerta di lavoro o in altri settori, il tuo profilo sarà sempre visibile, assicurandoti una facile rintracciabilità.Opzioni di Abbonamento Flessibili Il portale del riciclo rMIX offre diverse opzioni di abbonamento, adatte ad ogni esigenza aziendale.- Per chi desidera entrare in contatto velocemente con possibili fornitori o clienti, la scelta dell’abbonamento rMIX Profilo, con i propri contatti aziendali visibili a chiunque acceda al portale (anche se non abbonati) è la scelta consigliata. - Infine, per chi desidera invece massimizzare la propria esposizione, è possibile optare per l'abbonamento rMIX On TOP (in abbinamento con rMIX Profilo), che garantisce, sempre, una posizione privilegiata all'interno della piattaforma. Traduzione in 4 Lingue In un mondo sempre più globalizzato, la capacità di comunicare oltre i confini nazionali è fondamentale. rMIX lo sa bene e offre la traduzione del tuo profilo aziendale in 4 lingue, rendendolo accessibile a un pubblico internazionale. Questo significa che la tua azienda potrà raggiungere potenziali clienti e partner in tutto il mondo, ampliando le opportunità di business e collaborazione. Le lingue trattate sono: Italiano, Inglese, Francese e Spagnolo. Unire le Forze per un Futuro Sostenibile Pubblicare il profilo della tua azienda su rMIX non significa solo guadagnare visibilità; significa anche diventare parte di una comunità impegnata a promuovere l'economia circolare e a lavorare insieme per un futuro più sostenibile. Unendoti a rMIX, avrai l'opportunità di connetterti con altre aziende e professionisti del settore, scambiare idee, trovare nuovi clienti e fornitori, e contribuire attivamente alla transizione verso un'economia più verde e responsabile. In conclusione, rMIX rappresenta una piattaforma unica per le aziende che operano nel settore dell'economia circolare. Con la sua ampia visibilità, la flessibilità degli abbonamenti e la possibilità di raggiungere un pubblico internazionale, rMIX offre gli strumenti necessari per crescere, innovare e contribuire attivamente alla costruzione di un futuro sostenibile. Non perdere l'opportunità di far conoscere la tua azienda al mondo: pubblica oggi stesso il tuo profilo su rMIX.

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https://www.rmix.it/ - Gestione dei Pallets in un Magazzino con Bassa Rotazione. Quali Problemi?
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Gestione dei Pallets in un Magazzino con Bassa Rotazione. Quali Problemi?
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Come influisce la scelta del pallet in legno o in plastica in un magazzino a bassa o bassissima  rotazionedi Marco ArezioIl manager della logistica aziendale ha ben presente i flussi dei materiali che arrivano dalla produzione o dai fornitori, e i tempi di sosta nei propri magazzini prima che vengano venduti.Conoscere il movimento delle merci in un magazzino non è fondamentale solo per l’ufficio acquisti, per programmare l’ingresso delle materie prime o dei semilavorati o dei materiali commercializzati, ma diventa importante anche per l’ufficio commerciale, per sapere quale prodotto è in pronto per la vendita e in quanto tempo il cliente potrà ricevere ciò che ha comprato. Inoltre, l’ufficio amministrativo vede i flussi di magazzino trasformati in liquidità circolante o non circolante, con conseguenza sugli impegni finanziari dell’azienda. Molte cose girano intorno alla logistica di un’azienda e la velocità di rotazione del magazzino implica alcune considerazioni importanti per chi si occupa di questa attività. Oggi vorrei analizzare un aspetto che riguarda la durabilità degli imballi dei prodotti in un magazzino a bassa e bassissima rotazione, specialmente per quelle aziende che devono produrre ampi stocks di merce, secondo campagne stabilite o per determinati impegni sugli impianti o per avere una gamma di prodotti disponibili molto ampia. Non potendo generalizzare, considerando la grandissima quantità di articoli imballati diversi tra loro, prendiamo in considerazione un bene durevole, contenuto in un Big Bag su bancale in legno. Supponiamo, inoltre, che il materiale prodotto o acquistato venga depositato in un’area esterna, non coperta, esposto agli agenti atmosferici. Per motivi economici spesso si prendono in considerazione i bancali in legno, nuovi o usati, per depositare in magazzino i big bags con la merce da vendere, senza preoccuparci troppo dell’origine del legno e della sua situazione fitosanitaria, a meno che non venga espressamente richiesta per spedizioni in determinati paesi. In un magazzino a media od alta rotazione, la qualità del legno che compone il bancale è normalmente controllata principalmente per una questione di resistenza meccanica del bancale. Si controlla la robustezza a discapito della durata, in quanto, in questa condizione di magazzino, è un parametro non totalmente necessario. Se, invece, il magazzino ha una bassa o bassissima rotazione delle merci, la durabilità del bancale in legno diventa un aspetto da controllare attentamente. Infatti, la permanenza dei pallets in magazzino, non solo sono soggetti agli agenti atmosferici, ma può succedere di dover anche considerare la presenza di funghi, batteri o insetti che potrebbero vivere all’interno del bancale, riducendone la qualità. Soprattutto è da tenere presente la dimensione del magazzino, espresso in numero di bancali depositati e la permanenza degli stessi nel tempo. Maggiori saranno questi due numeri e maggiori saranno i rischi sulla durabilità del legno. I bancali in legno sono soggetti all’attacco di numerosi elementi che tendono a nutrirsi del legno stesso, o a colonizzare la struttura con il pericolo di infettare i pallets ancora sani. I più comuni organismi e parassiti che possiamo incontrare sono: Lictidi Bostrichidi Buprestidi Nematodi Curculionidi Anobidi Siricidi Cerambicidi Edemeridi Isoptera Scolitidi L’acquisto di pallets non trattati dal punto di vista fitosanitario, comporta il rischio, con il tempo, di rendere possibile una contaminazione generale del magazzino, con un possibile aumento dei costi di stoccaggio e movimentazione per l’eventuale sostituzione dei bancali ammalorati, senza contare la probabilità di non poter garantire la stabilità del big bags al momento della sostituzione. Il problema si può risolvere acquistando, sempre, bancali a cui è stato effettuato il trattamento fitosanitario termico, o chimico (a spruzzo, ad immersione o a pressione), o la fumigazione o altri interventi previsti dalla certificazione IPPC. Se l’acquisto di bancali trattati dal punto di vista fitosanitario aiuta ad aumentare la loro durabilità rispetto ai parassiti e gli insetti, c’è anche da considerare la variabile della pioggia, della rugiada, del gelo o di tutte quelle condizioni atmosferiche che permettono al bancale in legno di assorbire l’acqua. In questi casi, in un magazzino a bassa o bassissima rotazione, può essere consigliabile prendere in considerazione un bancale di plastica, che non è soggetto alle problematiche meteorologiche, escludendo il gelo e il sole. Per ovviare a questi due inconvenienti è importante informarsi sulla qualità della plastica utilizzata per iniettare il bancale, che dovrà avere una sufficiente elasticità, oltre che una buona resistenza alla compressione e flessione. Inoltre, per questo tipo di magazzino, è consigliabile acquistare bancali in plastica che contengano un master anti U.V. di almeno 12 mesi, che si può ottenere inserendo, durante la produzione, specifici additivi o con aumentando il carbon black nell’impasto polimerico, se il bancale sarà nero.

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https://www.rmix.it/ - L'approccio alla Vendita dei Polimeri Rigenerati
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare L'approccio alla Vendita dei Polimeri Rigenerati
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La sottovalutazione dell'importanza delle competenze tecniche per i venditori di Marco ArezioIl mercato della vendita di polimeri rigenerati, siano essi granuli o macinati, ha una storia che parte da lontano, iniziato dall'approccio della forza vendita dei polimeri vergini sui prodotti rigenerati, negli stessi mercati e sugli stessi clienti. All'inizio, i polimeri riciclati erano visti solo come un vantaggio economico alla richiesta del mercato per abbattere i costi dei prodotti finiti, creando una sorta di jolly da spendere quando le condizioni lo ritenevano necessario. Come abbiamo visto nel tempo, la vendita di polimeri vergini rispetto a quelli rigenerati richiede approcci completamente diversi, perché la stabilità tecnica, qualitativa, produttiva e cromatica di un polimero vergine è diversa o completamente diversa da un prodotto rigenerato, di cui è necessario conoscere la sua storia. Questo approccio alla vendita ha portato, in molti casi, a problemi tecnici ed economici importanti che, in passato non si verificavano a causa della piccola quantità di polimero rigenerato che veniva prodotto e venduto. Bisogna tenere presente che questo trend di consumo aumenterà sempre di più e i problemi di gestione dei rifiuti, da cui originano i rigenerati, saranno sempre più complessi a causa dell'aumento sul mercato di plastiche difficili da separare e riutilizzare in modo tecnicamente corretto. Date queste premesse, l'approccio alla vendita di un granulo o macinato rigenerato deve partire dalla preparazione del venditore su vari aspetti del processo dei polimeri e del loro utilizzo, in particolare: • Conoscenza della struttura chimica dei polimeri • Conoscenza del ciclo di raccolta e separazione • Conoscenza del ciclo di rigenerazione, che comprende la macinazione, selezione, lavaggio ed estrusione del granulo • Conoscenza dei limiti di questi processi in funzione degli input di rifiuti disponibili Una volta acquisiti questi dati, è necessario disporre delle informazioni tecniche per valutare le differenze di qualità dei prodotti granulati o macinati, base fondamentale per il corretto approccio alla vendita, evitando errori che comporterebbero la perdita della fiducia dei clienti e un notevole costo economico in alcuni casi. Le principali informazioni che la nostra rete di vendita deve acquisire sono: • Conoscenza del funzionamento di un laboratorio e dell'importanza della sistematicità dei test • Conoscenza dei materiali riciclati maggiormente utilizzati, come PP-HD-LD e PVC, e di alcuni test di base come densità, DSC, MFI, contenuto di ceneri e l’ IZOD. • Saper interpretare i risultati dei test per capire la qualità del prodotto che si vuole vendere Raccolte, interpretate e comprese le informazioni provenienti dai test di laboratorio è importante capire quali interazioni possono avere i polimeri tra loro, e quali saranno le reazioni chimiche e fisiche durante la lavorazione e nella vita del prodotto finito. Proporre un polimero al cliente solo attraverso l'identificazione di un parametro generico, ad esempio solo il MFI o la densità, è una cosa non professionale e pericolosa. È comprensibile che nel mondo d’oggi, dove la velocità e la fluidità dei rapporti è un dato preponderante, la conclusione di una compravendita sia anche frutto di pressioni, sia da parte di chi compra sia da parte di chi vende, per finalizzare molto e in poco tempo. Vorrei però dire che l'approccio alla vendita, come agli acquisti, di materiali rigenerati, non ammette valutazioni affrettate se non ci si vuole pentire in seguito. Da qui nasce una competenza fondamentale, che è quella di conoscere le interazioni e i comportamenti che le varie famiglie di polimeri hanno tra loro e tra e altre sostanze inglobate durante il riciclo dei rifiuti, in particolare: • Comportamento fisico-chimico tra HD e PP, ad esempio nel soffiaggio delle bottiglie o nel film • Comportamento chimico-fisico tra HD e PP, ad esempio nell'estrusione di tubi o profilati • Comportamento chimico-fisico tra PP e PE nello stampaggio, soprattutto in relazione alla qualità della superficie • Comportamento chimico-fisico tra LD e PP e LLD per la produzione di film • Comportamento chimico-fisico dei polimeri in presenza di gas o umidità • Comportamento meccanico e limiti tecnici sulla presenza di cariche minerali nei vari polimeri • Comportamento meccanico e limiti tecnici nell'utilizzo di PVC di diversa composizione per tubi, raccordi e profilati Non ultimo, per la rilevanza delle relative implicazioni, è importante che chi si avvicina alla vendita conosca il comportamento dei prodotti rigenerati, soprattutto nella produzione post-consumo, e le conseguenze sulla qualità dei prodotti finiti. Vorrei fare solo alcuni esempi esaustivi: • Prevenzione dei difetti superficiali nella produzione di tubi lisci in HD, MD, PVC e LD • Prevenzione dei difetti superficiali sugli anelli dei tubi corrugati in HD e PP • Prevenzione dei difetti sulla superficie interna dei tubi corrugati a doppia parete • Conoscenza delle tecniche di rinforzo meccanico dei tubi corrugati mediante granuli post consumo • Conoscenza delle tecniche di protezione dagli agenti atmosferici e durata nel tempo dei prodotti • Conoscenza del problema del soffiaggio di bottiglie e vasetti con materiali rigenerati in relazione alla qualità della superficie, alla resistenza alla saldatura, allo schiacciamento, al colore e alla compressione verticale nel tempo. • Conoscenza del comportamento in macchina e sul prodotto finito dell'utilizzo di LD e HD post-consumo o misti, per la produzione del film di diversi spessori, in particolare come evitare i problemi di qualità superficiale, resistenza allo strappo, elasticità e brillantezza del colore • Conoscenza del comportamento durante lo stampaggio e sui prodotti finiti di polimeri misti anche in piccole quantità • Conoscenza dei comportamenti di bilanciamento delle ricette tra polimeri post-consumo, postindustriali e vergini, in virtù di miglioramenti del ciclo produttivo e della qualità estetica e meccanica dei prodotti finiti. La conoscenza dei materiali rigenerati, per un venditore, è sicuramente motivo di fiducia in sé stessi nelle fasi di vendita, ma lo è anche per il cliente che lo acquista perché la competenza minimizza gli errori di produzione.

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https://www.rmix.it/ - La Fumigazione dei Bancali nel Commercio Internazionale: Procedure, Rischi e Normative
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare La Fumigazione dei Bancali nel Commercio Internazionale: Procedure, Rischi e Normative
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L'importanza della fumigazione dei bancali per la sicurezza del commercio: dettagli tecnici, rischi sanitari, motivazioni e normative internazionalidi Marco ArezioLa fumigazione dei bancali rappresenta un tassello fondamentale nel panorama della logistica e del trasporto merci internazionale. Questo processo, che consiste nell'applicare trattamenti a base di pesticidi sotto forma di gas ai materiali di imballaggio in legno, mira a prevenire la diffusione transfrontaliera di organismi dannosi quali insetti, parassiti e malattie. La sua importanza trascende la mera esigenza logistica, toccando tematiche cruciali quali la sicurezza, la salute pubblica e la tutela degli ecosistemi. In un mondo sempre più globalizzato, dove merci e prodotti attraversano continenti in tempi brevissimi, assicurare che i bancali e altri imballaggi in legno siano liberi da potenziali vettori di patologie o infestazioni diventa imperativo. Questo articolo si propone di esplorare in maniera approfondita il processo di fumigazione dei bancali, analizzandone gli aspetti tecnici, i rischi per la salute, le implicazioni di una sua eventuale omissione, le motivazioni che ne sottendono la necessità e il quadro normativo internazionale che regola tale pratica. Il Processo di Fumigazione dei Bancali La fumigazione dei bancali è un procedimento che utilizza agenti chimici volatili per eliminare ogni forma di vita parassitaria presente nel legno. Questa pratica è particolarmente rilevante per i bancali utilizzati nel trasporto internazionale di merci, che possono diventare veicoli per la diffusione di specie invasive e organismi nocivi. I principali agenti fumiganti impiegati sono il bromuro di metile e il fosfuro di alluminio, entrambi noti per la loro capacità di penetrare in profondità nel legno e garantire l'eliminazione di insetti, larve e altri parassiti. La procedura di fumigazione inizia con un'ispezione preliminare, durante la quale ogni bancale viene esaminato per valutare la presenza di eventuali infestazioni. Successivamente, i bancali vengono sigillati in un'area o in un container appositamente predisposto per garantire la massima efficacia del trattamento. A questo punto, il prodotto fumigante viene rilasciato all'interno dell'area sigillata, permettendogli di penetrare profondamente nel legno. Dopo un periodo di esposizione sufficiente a garantire l'eliminazione dei parassiti, l'area viene aerata per disperdere il gas residuo. Infine, i bancali trattati vengono marcati con un sigillo che ne certifica la fumigazione secondo la normativa ISPM 15. Rischi Sanitari della Fumigazione La fumigazione dei bancali, sebbene essenziale per la prevenzione della diffusione di organismi nocivi, comporta rischi significativi per la salute umana, soprattutto per gli operatori che gestiscono direttamente i pesticidi. L'esposizione ai fumiganti, in particolare al bromuro di metile e alla fosfina rilasciata dal fosfuro di alluminio, può avere effetti acuti e cronici sulla salute. Gli effetti acuti includono problemi respiratori, irritazione delle vie aeree, tosse e, in casi gravi, edema polmonare o difficoltà respiratorie acute. Il contatto con la pelle può provocare irritazioni cutanee, dermatiti e, nel caso del fosfuro di alluminio, bruciature chimiche dovute alla reazione del fosfuro con l'umidità della pelle. Anche l'esposizione oculare agli agenti fumiganti può causare grave irritazione e danni alla vista. A lungo termine, l'esposizione cronica al bromuro di metile può causare danni neurologici, inclusi problemi di coordinazione, disturbi della memoria e sintomi di depressione. Sebbene i dati siano ancora oggetto di studio, esiste preoccupazione per il potenziale effetto cancerogeno della fosfina e di altri agenti fumiganti. Per minimizzare questi rischi, vengono adottate diverse misure di sicurezza, tra cui l'uso di dispositivi di protezione individuale (DPI) come maschere respiratorie, guanti resistenti ai prodotti chimici, occhiali di sicurezza e indumenti protettivi. Inoltre, il personale addetto alla fumigazione deve essere adeguatamente formato sulle procedure sicure e sui rischi legati all'uso dei pesticidi, e l'ambiente di lavoro deve essere costantemente monitorato per garantire che le concentrazioni di fumiganti nell'aria non superino i limiti di sicurezza stabiliti. Rischi Associati alla Mancata Fumigazione La fumigazione dei bancali non è solo una pratica di sicurezza per la prevenzione di rischi sanitari; la sua omissione può avere conseguenze gravi sia per la salute pubblica che per l'ecosistema. Bancali non trattati possono diventare vettori per la trasmissione di patogeni e parassiti che possono contaminare prodotti alimentari e altre merci, rappresentando un rischio diretto per la salute pubblica. La diffusione di specie invasive attraverso i bancali non fumigati può portare a infestazioni difficili da eradicare, con impatti negativi sull'agricoltura, sugli ecosistemi locali e sulla biodiversità. In termini economici, l'introduzione di specie invasive può danneggiare colture, foreste e piante, con conseguenze significative per i settori agricolo e forestale. Le infestazioni richiedono interventi costosi per il loro controllo e l'eradicazione, gravando sulle risorse economiche dei paesi colpiti. Motivazioni per la Fumigazione dei Bancali La fumigazione dei bancali è fondamentale per diverse ragioni, che vanno oltre la semplice conformità normativa. Assicurare che i bancali e altri imballaggi in legno non diventino vettori per la diffusione di specie invasive o malattie è essenziale per prevenire gravi danni agli ecosistemi e alla biodiversità. Inoltre, conformarsi alle normative internazionali e ai requisiti specifici dei paesi importatori garantisce il libero scambio di merci senza rischi per la salute pubblica o l'agricoltura. Proteggere gli ecosistemi locali e la biodiversità è una motivazione chiave per la fumigazione dei bancali. L'introduzione di specie invasive può minacciare gli ecosistemi nativi e l'agricoltura locale, causando danni irreparabili alla flora e alla fauna indigene. Normativa Internazionale Il quadro normativo internazionale che regola la fumigazione dei bancali è rappresentato principalmente dalla Convenzione Internazionale per la Protezione delle Piante (IPPC) e dalla norma ISPM 15 (International Standards for Phytosanitary Measures). La norma ISPM 15 stabilisce le linee guida per il trattamento dei materiali di imballaggio in legno utilizzati nel commercio internazionale e prevede due metodi di trattamento approvati: la fumigazione con bromuro di metile e il trattamento termico. I bancali trattati devono essere marcati con un sigillo specifico che ne certifica la conformità. Ogni paese può implementare requisiti aggiuntivi basati sulle proprie esigenze di protezione fitosanitaria, rendendo fondamentale per gli esportatori e gli importatori conoscere e rispettare questi requisiti per evitare ritardi doganali e garantire il flusso ininterrotto delle merci. I produttori e i gestori dei bancali devono seguire procedure rigorose per garantire che i loro prodotti siano conformi agli standard ISPM 15, e le certificazioni devono essere rilasciate da organismi accreditati che attestano la corretta applicazione dei trattamenti fitosanitari. Problematiche ed Opportunità Future La ricerca continua a esplorare alternative più sicure e sostenibili al bromuro di metile e ad altri agenti chimici tradizionalmente utilizzati nella fumigazione dei bancali. Le innovazioni in questo campo possono includere l'uso di trattamenti a base di calore, irradiamento o l'applicazione di biocidi ecocompatibili, che offrono efficaci soluzioni di decontaminazione riducendo al contempo l'impatto ambientale e i rischi per la salute. Mentre la norma ISPM 15 rappresenta un importante passo avanti verso l'armonizzazione delle pratiche fitosanitarie a livello globale, persistono sfide legate alle diverse interpretazioni e implementazioni nazionali. L'armonizzazione ulteriore delle normative e dei protocolli internazionali può facilitare il commercio, ridurre i ritardi nelle spedizioni e garantire che le misure di protezione siano applicate in modo uniforme e efficace in tutto il mondo. L'educazione e la formazione continua dei professionisti del settore sulla corretta applicazione dei trattamenti fumiganti e sulle pratiche di sicurezza rappresentano pilastri fondamentali per minimizzare i rischi per gli operatori e l'ambiente. L'investimento in programmi di formazione e certificazione può rafforzare la comprensione delle migliori pratiche e delle normative vigenti, migliorando l'efficacia generale dei programmi di fumigazione. Conclusione La fumigazione dei bancali è una pratica indispensabile nel contesto del commercio globale, essenziale per prevenire la diffusione di organismi nocivi e proteggere la salute pubblica e l'integrità degli ecosistemi. Nonostante le problematiche poste dall'uso di agenti chimici, l'evoluzione delle tecnologie e delle normative internazionali promette di offrire metodi di trattamento più sicuri ed efficaci. L'adozione di pratiche sostenibili e l'armonizzazione delle norme a livello internazionale sono fondamentali per garantire un equilibrio tra la sicurezza fitosanitaria e la protezione dell'ambiente, assicurando al contempo la fluidità e l'efficienza del commercio internazionale. In questo contesto, l'impegno di tutti gli attori coinvolti, dalle autorità regolatorie ai professionisti del settore, è cruciale per affrontare le sfide presenti e future, garantendo che la fumigazione dei bancali continui a svolgere il suo ruolo vitale nel proteggere la nostra salute e il nostro pianeta.

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https://www.rmix.it/ - La Conoscenza della Chimica di Base Può Influenzare le Vendite nel Settore della Plastica
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare La Conoscenza della Chimica di Base Può Influenzare le Vendite nel Settore della Plastica
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Nonostante si pensi che i polimeri siano una commodity, conoscere un po' di chimica aiuterebbe il tuo lavorodi Marco ArezioIl settore della plastica è composto da molte ramificazioni, dalle macchine ai polimeri, dai prodotti finiti alla ricerca e sviluppo, dagli additivi alla tecnologia di controllo dei processi, solo per citarne alcune.Servizi, prodotti e macchine sono indirizzati tutti all’uso della plastica riciclata o vergine, per realizzare, nel modo migliore, al prezzo più basso e nel minor tempo, un mercato che possa sostenere l’azienda. Le attività di vendita sono solo la parte finale di un processo svolto dall’azienda per portare sul mercato una serie di prodotti, creando profitto e permettendo la continuità produttiva o distributiva. Ma se è vero che le risorse umane destinate a realizzare un prodotto in plastica devono avere competenze anche tecniche, in merito ai processi e ai materiali impiegati, si tende a non considerare la qualità delle conoscenze tecniche di chi è addetto al settore commerciale. Le competenze per la vendita di un prodotto o di un servizio sono spesso associate, ancora, alla qualità caratteriale dei venditori, alla loro intraprendenza, alle loro doti di convincimento, alla loro empatia, cortesia, simpatia e al carisma che il carattere di ognuno riesce a produrre sul cliente finale. In realtà, molto di quanto sopra descritto è vero ed aiuta sicuramente nel proprio lavoro, ma il mondo dei prodotti che ruotano intorno alle materie plastiche, ha l’esigenza di essere gestito da personale che possa avere una conoscenza della chimica di base e della meccanica di produzione. E se, per quanto riguarda la parte di approfondimento sui sistemi di produzione della propria azienda possono, attraverso un’infarinatura, migliorare la professionalità del venditore o dell’addetto post vendita, la conoscenza della chimica di base può rendere più efficace l’azione di vendita e permette di gestire in modo più competente l’insorgere di eventuali problemi. Tuttavia, la conoscenza della chimica di base non è utile solo per le materie prime plastiche, ma anche per migliorare la conoscenza delle reazioni termiche, oleodinamiche ed elettriche degli impianti che l’azienda usa. L’intento non è quello di spiegare, qui, i concetti della chimica di base, ma dare degli spunti di approfondimento su argomenti che potrebbero essere utili per la propria professione nelle vendite o nel post vendita. Parlando di chimica di base possiamo accennare all’importanza degli atomi e delle molecole, infatti un atomo non è che la parte più piccola di una sostanza, che può essere solida, alla temperatura della superficie terrestre, liquida o gassosa. Gli elementi possono avere differenti quantità di particelle e hanno posizioni fisiche differenti, infatti, i protoni e i neutroni sono nel nucleo dell'atomo, mentre gli elettroni girano intorno al nucleo respingendosi a vicenda. Le molecole sono le combinazioni di elementi semplici che troviamo in natura o che possiamo sintetizzare. Possono essere diversi elementi come acqua o anidride carbonica ed, alcuni, non sono così semplici. Inoltre, l'ossigeno e gli altri gas reattivi girano in coppia finché non trovano qualcosa con cui reagire: l'ossigeno nell'aria che respiriamo, ad esempio, reagisce con i nutrienti che mangiamo e digeriamo. Questa introduzione sugli atomi e i loro composti, porta a comprendere come nasce l’elettricità che è costituita dal movimento di elettroni in eccesso su una superficie, infatti, l’energia elettrica si basa sul movimento degli elettroni attraverso i conduttori (solitamente metalli) e richiede energia per spingere quegli elettroni attraverso la resistenza del conduttore. Nel lavoro utilizziamo frequentamene l’acqua che, nello specifico non è un elemento ma un composto, la combinazione magistrale tra due idrogeni e un ossigeno, così come può essere interessante approfondire la conoscenza dei metalli che si usano nelle lavorazioni delle materie plastiche. Infatti, molti metalli sono elementi, come il ferro, il rame, l’oro, il piombo e alluminio, ma alcuni sono leghe (zinco + rame = ottone, stagno + rame = bronzo) e alcuni sono un elemento che è stato lavorato, in particolare il ferro con l'acciaio. Alcuni si trovano in natura come elementi, ma la maggior parte si trova come composti (minerali) e alcuni, come il sodio e il calcio, sono così reattivi che non si trovano mai non combinati, come, per esempio, il cloruro di sodio o sale comune. Gli elementi come il carbonio e il silicio sono estremamente abbondanti, solitamente legati con altri elementi. Le combinazioni di carbonio sono la base della chimica organica e formano le molecole degli esseri viventi così come la maggior parte delle materie plastiche. Per arrivare fino alla fine di questa carrellata, capire come questi elementi di chimica di base, da approfondire a vostro piacimento, possano avere un nesso con le materie plastiche, dobbiamo parlare dell’ultima voce importante che è l’aria, che non è un elemento, ma una miscela di 78% di azoto, 21% di ossigeno, 1% di argon (inerte), e un po' di anidride carbonica e acqua (non inerte e molto importante nonostante le loro basse percentuali). Tornando al mondo delle materie plastiche possiamo dire che i polimeri sono formati da molecole differenti, i cui legami e le cui ramificazioni possono far mutare il polimero stesso sotto diversi punti di vista. Per esempio, le molecole di etilene e cloruro di vinile (PVC), la parti costituenti di due famiglie di plastiche molto comuni, possono avere un doppio legame, possibile perché un atomo di carbonio ha quattro braccia e può trattenere un altro carbonio con due di essi, lasciando che gli altri due contengano idrogeni, ossigeni, cloro o altro. Questi doppi legami sono reattivi, quindi uno può rompersi mentre l'altro rimane stabile, in questo modo, è possibile creare lunghe catene se l'etilene (o il cloruro di vinile) viene mantenuto alla giusta temperatura e pressione per un tempo sufficiente. Le molecole possono diventare molto più complicate, con ramificazioni e/o più di un monomero, e alcune plastiche estrudibili, come PET, PC e nylon, sono diverse, ma seguono comunque la stessa idea. Piccole molecole si uniscono per formarne di grandi e lunghe. L’approfondimento degli spunti sulla chimica di base, qui citati, può essere accoppiato ad una conoscenza dei flussi dinamici nelle macchine per la plastica e al comportamento del fuso plastico nei diversi mezzi di conformazioni negli stampi. Inoltre, un approfondimento a parte riguarda la tecnologia delle materie plastiche riciclate, che vede la necessità di una conoscenza importante inerente ai sistemi di separazione degli scarti, la macinazione, il lavaggio, la densificazione, l’essicazione, la granulazione, l’insaccamento e l’utilizzo della nuova materia prima nelle fasi di stampaggio o estrusione o soffiaggio o termoformatura.

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