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rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Le Bombole di Acetilene: Struttura, Funzionamento e Riciclo Sostenibile
Economia circolare

Analisi tecnica e ambientale delle bombole di acetilene: composizione, principi di sicurezza, impieghi industriali e strategie di riciclodi Marco ArezioL’acetilene (C₂H₂) è un gas altamente infiammabile, instabile allo stato puro e utilizzato in numerosi processi industriali, soprattutto nella saldatura e nel taglio dei metalli. Per le sue caratteristiche chimiche peculiari, non può essere conservato come un gas compresso tradizionale: necessita di bombole specificamente progettate, che rappresentano un capolavoro di ingegneria dei materiali e di sicurezza industriale. L’obiettivo di questo articolo è descrivere come sono costruite le bombole di acetilene, a cosa servono, e soprattutto come vengono riciclate, inserendo l’analisi nel contesto più ampio dell’economia circolare dei gas tecnici. Cos’è l’acetilene e perché richiede bombole speciali L’acetilene è un idrocarburo insaturo appartenente alla famiglia degli alchini, caratterizzato da un triplo legame carbonio-carbonio. È un gas incolore, leggermente più leggero dell’aria e dall’odore pungente. La sua particolarità risiede nell’elevato potere calorifico e nella fiamma estremamente calda (fino a 3.200 °C in combinazione con ossigeno), che lo rende ideale per la saldatura ossiacetilenica. Tuttavia, questa elevata energia interna rende l’acetilene intrinsecamente instabile: se compresso a pressioni superiori a 2 bar, può decomporsi spontaneamente con violenza. È per questo che non può essere immagazzinato come gli altri gas tecnici, ma richiede bombole appositamente progettate per garantirne la stabilità e la sicurezza d’uso. Struttura interna e materiali costruttivi delle bombole di acetilene Le bombole di acetilene non sono semplici contenitori metallici pressurizzati. All’interno ospitano una massa porosa impregnata di un solvente organico, solitamente acetone o dimetilformammide (DMF), che serve per disciogliere e stabilizzare il gas. La massa porosa ha una funzione fondamentale: impedisce la formazione di sacche di gas libero e distribuisce uniformemente il solvente, riducendo il rischio di decomposizione esplosiva. Essa è composta da materiali inerti e refrattari, come diatomite, silice, calcare, cemento poroso, amianto sostituito da fibre minerali o strutture a base di carbonato di calcio espanso. Il guscio esterno è invece realizzato in acciaio legato ad alta resistenza, capace di sopportare le variazioni termiche e meccaniche derivanti dall’uso industriale. L’interno è progettato per essere totalmente saturo del solvente, in modo che l’acetilene non si trovi mai allo stato puro, ma sempre disciolto. Il principio di funzionamento e la stabilizzazione del gas All’interno della bombola, il gas acetilene viene dissolto nel solvente a una pressione di esercizio di circa 15 bar. Quando la valvola viene aperta, il gas si libera gradualmente, passando dallo stato disciolto a quello gassoso in modo controllato. Il sistema è concepito per prevenire l’autodecomposizione dell’acetilene, che può essere innescata da urti, calore o compressione eccessiva. Per questo motivo, le bombole includono valvole di sicurezza, dispositivi antiritorno di fiamma e un controllo costante della pressione interna. La temperatura di stoccaggio deve essere mantenuta inferiore a 40 °C, poiché il calore accelera la liberazione del gas dal solvente e potrebbe portare a instabilità. Ogni bombola è dotata di una targhetta identificativa che ne certifica la capacità, il numero di serie, il tipo di solvente e la data di collaudo. Impieghi industriali e applicazioni dell’acetilene L’acetilene trova impiego in numerosi settori industriali grazie al suo potere termico e alla capacità di generare una fiamma controllabile e molto concentrata. È utilizzato principalmente per: - Saldatura e taglio ossiacetilenico di acciai e leghe - Trattamenti termici superficiali, come la carburazione - Produzione di composti organici, come l’acrilonitrile e il cloruro di vinile - Laboratori di ricerca e processi di deposizione chimica (CVD) La sua versatilità ne fa uno dei gas tecnici più diffusi, ma anche uno dei più regolamentati per motivi di sicurezza. Normative di sicurezza e manutenzione periodica delle bombole Le bombole di acetilene sono soggette a severe normative internazionali come la ISO 3807 e la Direttiva Europea 2010/35/UE (TPED), che ne regolano costruzione, test, marcatura e manutenzione. Ogni bombola deve essere collaudata con prove idrauliche e di tenuta ogni 10 anni, e mantenuta in ambienti ventilati e lontani da fonti di calore. Le aziende produttrici e distributrici devono garantire la tracciabilità completa del contenitore e del gas, in conformità ai regolamenti sul trasporto di merci pericolose (ADR). Il riempimento può essere effettuato solo da operatori certificati, in impianti approvati che verificano l’integrità della massa porosa e la saturazione del solvente. Fine vita e gestione del rifiuto pressurizzato Quando una bombola di acetilene raggiunge la fine della sua vita utile, non può essere semplicemente smaltita come un rottame metallico. Deve prima essere depressurizzata, degasata e bonificata in centri specializzati. Il processo inizia con l’apertura controllata e il rilascio sicuro del gas residuo, seguito da un periodo di aerazione per rimuovere solventi e vapori. Successivamente, la massa porosa interna viene estratta, triturata e trattata per separare i componenti minerali e organici. Solo a quel punto il corpo metallico può essere avviato alla fonderia per il riciclo dell’acciaio. Processi di riciclo dei materiali metallici e della massa porosa Il riciclo delle bombole di acetilene rappresenta un’eccellenza tecnologica nel recupero dei materiali. L’acciaio esterno, dopo la bonifica, viene reimmesso nel ciclo siderurgico, riducendo l’uso di minerale vergine. La massa porosa, se composta da materiali minerali naturali, può essere utilizzata come inerte nei cementifici o nei materiali da costruzione leggeri. In alcuni casi, la rigenerazione del materiale interno consente di ricostruire nuove bombole, chiudendo completamente il ciclo del prodotto. Il ruolo del riciclo nella filiera dell’acetilene e nella transizione ecologica Il recupero delle bombole di acetilene non è solo un obbligo normativo ma un tassello essenziale della transizione ecologica dell’industria dei gas tecnici. La possibilità di reimpiegare acciaio e materiali inerti riduce significativamente l’impatto ambientale e i costi di produzione. Le aziende del settore stanno investendo in sistemi digitali di tracciabilità basati su RFID e blockchain per monitorare la vita utile delle bombole e ottimizzare i cicli di manutenzione e riciclo. In un’ottica di economia circolare, la bombola di acetilene diventa così un prodotto durevole, riparabile e completamente riciclabile, simbolo di una filiera industriale che evolve verso la sostenibilità. In sintesi, le bombole di acetilene rappresentano un esempio perfetto di come tecnologia, sicurezza e sostenibilità possano coesistere in un prodotto industriale complesso. Dalla loro progettazione alla gestione del fine vita, esse incarnano i principi dell’economia circolare applicata ai gas tecnici, contribuendo a rendere più sostenibile uno dei settori fondamentali per la produzione e la manutenzione industriale moderna.© Riproduzione Vietata

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https://www.rmix.it/ - Il Packaging del Vino Francese Vira sulle Bottiglie in rPET?
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Il Packaging del Vino Francese Vira sulle Bottiglie in rPET?
Economia circolare

Un accordo storico tra due società per aiutare il settore vitivinicolo Francese ad affrontare la mancanza di vetroIl vino ha provato in passato ad uscire dalle solite bottiglie in vetro da 75 cc., entrando nel cartone per esempio, ma con risultati non eccelsi. Un imballo troppo diverso, anche visivamente, che non è piaciuto ai degustatori del nettare degli Dei, sollevando anche alcuni dubbi sulla qualità e durata del vino all’interno di questo packaging in cartone. Ora la Francia, famosa nazione per quantità e qualità del vino, vive la difficoltà nel reperire il vetro per le bottiglie tradizionali e, anche a causa dei costi saliti alle stelle, si è domandata come poter risolvere il problema. Così, due società specializzate nel packaging per il settore vitivinicolo e nelle soluzioni sostenibili per l’industria dell’imbottigliamento, hanno unito i loro sforzi per andare incontro alle aziende agricole Francesi che producono vino. La collaborazione tra Vinventios, azienda specializzata nella produzione di chiusure sostenibili per bottiglie, inserita nella filiera della produzione del vino in molti paesi del mondo e Packamama, azienda specializzata nella produzione di bottiglie per il vino in rPET, ha dato i suoi frutti sul mercato Francese. Le nuove bottiglie in rPET andranno a sostituire le classiche cilindriche in vetro, che tutti conosciamo, apportando, non solo una novità stilistica nella bottiglia, in quanto ovalizzata e non cilindrica, ma anche un messaggio forte dal punto di vista ambientale, utilizzando l’rPET, riciclato al 100%, che secondo Packamama, aiuterà le cantine ad abbattere la loro impronta di CO2. Inoltre, il PET riciclato per alimenti è certificato in Europa e negli USA, non reagisce ai cibi e alle bevande, non ha alcun impatto sul gusto ed è privo di PBA. Il vantaggio della bottiglia riciclata in rPET non è solo espresso nel miglioramento del marketing dell’imballo e nel vantaggio ambientale, passando dal vetro alla plastica, ma ha anche un grande vantaggio economico nei trasporti e, quindi, nel risparmio di costi e di carburante bruciato per la logistica. Infatti, secondo Packamama, la bottiglia in rPET, del tutto simile a quella in vetro, anche nel colore, pesa solo 63 gr. che corrisponde all’87% in meno di una di vetro, con risvolti evidenti sull’impronta carbonica nella logistica. Secondo Packamama la Francia sta vivendo una serie di coincidenze negative nel settore del vino, come la mancanza di bottiglie in vetro, i loro prezzi molto più altri che in passato e la disaffezione al vino da parte delle generazioni più giovani. Con la nuova bottiglia in rPET i prezzi del packaging saranno più competitivi, più stabili, il prodotto più sostenibile e più innovativo, andando incontro anche alle esigenze rivendicate dai giovani in termini di tutela ambientale. La carenza di bottiglie in vetro, che ha afflitto la Francia negli ultimi anni, è stata innescata dal fermo dei forni a causa del Covid 19, ma è poi proseguita per la ridotta produzione generale, anche a seguito del costo improponibile, per alcune aziende, dell’energia. Resiste, tuttavia, un certo disappunto da parte dei consumatori di vino meno giovani al cambio del vetro come materia prima per le bottiglie, essendo convinti che il vetro sia, nel suo complesso, più sostenibile e circolare della plastica.

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https://www.rmix.it/ - Quale futuro per il mercato dei polimeri da post consumo?
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Quale futuro per il mercato dei polimeri da post consumo?
Economia circolare

L’economia circolare che cresce in molti paesi nel mondo, i prezzi del petrolio, la concorrenza dei polimeri verginidi Marco ArezioLa raccolta differenziata ci restituiva, dopo la trasformazione, una materia prima per la produzione di granuli, macinati e densificati  (polimeri post consumo) adatti alla produzione di prodotti plastici, consentendoci di chiudere il cerchio dell’economia circolare. Ora il mondo sta cambiando e dobbiamo ripensare ad un modello produttivo e distributivo che non consideri più la Cina come mercato prevalente e che possa trovare una soluzione verso la competizione con i prezzi delle materie prime vergini. Un tempo c’era la Cina, che fagocitava tutto lo scarto di basso valore delle materie prime in balle provenienti dalla raccolta differenziata mondiale, lasciando, a noi occidentali, l’illusione che avessimo fatto tutto il dovuto per creare un circolo virtuoso sui rifiuti. Raccolta, selezione, impiego dei materiali da post consumo più nobili attraverso la produzione di polimeri, vendita in Cina dello scarto non utilizzato e distribuzione dei polimeri “vendibili” nei mercati remunerativi: questo era il lavoro delle economie del riciclo occidentali. Fino al 2017 la nostra economia circolare ruotava intorno a questo paradigma e ci siamo illusi di poter creare un business verde e remunerativo con questo sistema. Ma quando la Cina ha deciso di non acquistare più le balle di rifiuti plastici, i riciclatori si sono divisi in due categorie: Chi raccoglieva dal mercato il rifiuto post consumo e post industriale, vendendolo come materia prima non lavorata, ha subito compreso la pericolosità commerciale e le conseguenze che questo stop poteva creare nel futuro. Infatti in pochi mesi i mercati occidentali si sono riempiti di rifiuti plastici di scarsa qualità che non avevano più una immediata collocazione.Chi si occupava della lavorazione dei rifiuti da post consumo, acquistando prevalentemente alle aste nazionali il rifiuto sotto forma di plastica mista che proveniva dalle nostre città. Approfittando del blocco delle importazioni Cinesi dei rifiuti plastici hanno iniziato a vendere lo stesso prodotto sotto forma di granulo. Tutti, chi più chi meno, hanno approfittato delle opportunità che questo mercato offriva, sotto forma di importanti contratti in termini di tonnellate vendute mensilmente e pagamenti in anticipo, facendo la felicità degli imprenditori. Pochi hanno pensato che la festa potesse finire e, quindi, non si sono posti il problema di investire per qualificare il prodotto, in quanto oggettivamente, sia l’LDPE, che il PP o PP/PE, miscele composte dagli scarti del post consumo, sono molto sensibili e instabili nella qualità. Inoltre, in alcuni casi, il mercato cinese ricercava granuli di valore molto basso, con l’obbiettivo di comprimere il più possibile il prezzo, in modo da poter dare spazio a tutti gli intermediari commerciali. Una parte dello scarto delle lavorazioni del post consumo veniva “aggiunta” nel granulo per ridurre gli scarti da portare in discarica e abbassare il costo del granulo. Un prodotto così squalificato che prospettive può avere oggi? Forse abbiamo perso tempo prezioso perché oggi si intravedono alcuni problemi non facili da risolvere: Il mercato cinese probabilmente non tornerà indietro, accettando di diventare ancora la pattumiera del mondo, né sotto forma di balle di materie plastiche né di polimeri riciclati da post consumo di bassa qualità. Con il passare degli anni, Pechino aumenterà la quota di raccolta differenziata e avrà a disposizione sempre più materia prima per produrre i polimeri da post consumo che ha sempre comprato in Occidente sotto forma di rifiuto, macinato o granulo. Il governo sta andando verso una politica di economia circolare in tutti i settori sociali, che sia nell’ambito dei rifiuti, delle energie rinnovabili e del controllo dell’inquinamento.I produttori occidentali non hanno investito abbastanza e in tempo per aumentare la qualità dei polimeri da post consumo, attraverso ricette, metodi selettivi, accordi tecnici con i produttori di prodotti del packaging, che riducessero i problemi prestazionali che l’input da genera, puntando solo a minimizzare i costi di produzione, per avere un prezzo sempre più competitivo che svuotasse ogni mese il loro magazzino delle materie prime. Si è considerata quasi esclusivamente l’importanza della quantità e ben poco alla qualità del prodotto. L’economia circolare funziona se le materie plastiche riciclate potranno competere sempre più con quelle vergini nell’uso su larga scala, ma se la qualità rimane molto distante, non c’è prezzo o obbligo nell’uso che ne permetta una grande diffusione. Finché il rating, che il mercato dà ai polimeri realizzati con il materiale da post consumo, rimane a livello “spazzatura”, sarà difficile ipotizzare un vero incremento dei consumi.La variabile del prezzo del greggio, con i ribassi mai visti fino ad oggi che sembrerebbe possano mantenersi nel breve periodo, spinge la competizione economica tra le materie prime vergini e le materie riciclate, portando ad una forte discriminante all’uso di quest’ultima. Nemmeno i polimeri da post consumo di più alta qualità, come per esempio l’HDPE da soffiaggio o estrusione, riuscirebbero a reggere un confronto commerciale con i polimeri vergini, se non ci fosse, in alcuni casi per questioni di marketing, l’obbligo all’uso delle materie prime riciclate.Categoria: notizie - plastica - economia circolare - riciclo - rifiuti - polimeri post consumoVedi maggiori informazioni sul riciclo

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https://www.rmix.it/ - Le bioplastiche compostabili saranno un’alternativa alla plastica tradizionale?
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Le bioplastiche compostabili saranno un’alternativa alla plastica tradizionale?
Economia circolare

Le bioplastiche compostabili saranno un’alternativa alla plastica tradizionale?di Marco ArezioLe bioplastiche compostabili, di derivazione vegetale, sembravano essere la panacea di tutti i mali attribuiti alla plastica di origine fossile ma, oggi, sono sorti molti dubbi su una loro efficacia e sostenibilità relativi ai modelli di produzione della componente vegetale. C’è una grande confusione sul mercato, causata anche dalle etichette sui prodotti in cui abbondano i suffissi “Bio”,“Biodegradabile”, e “Biocompostabile”, dove il consumatore rimane spiazzato e non sempre ne capisce le differenze. Su questa velata ignoranza si fonda spesso il fenomeno del greewashing che fa sembrare un prodotto eticamente “green” quando a volte non lo è del tutto. I prodotti che troviamo negli scaffali dei negozi con l’etichetta biodegradabile e compostabile sono generalmente prodotti che partono da una materia prima vegetale, come l’amido di mais, il frumento, la barbabietola, la canna da zucchero, la tapioca e le patate. Questi elementi naturali, debitamente processati, possono essere trasformati in polimeri, comparabili per qualità, caratteristiche tecniche e lavorabilità a polimeri di origine fossile che non sono compostabili. In realtà il consumatore deve sapere che la compostabilità, che trova espressa sulle etichette dell’imballo, riguarda principalmente una trasformazione industriale dello stesso e non la possibilità di inserirlo nel composter in giardino. Quella della materia prima che costituisce un imballo biodegradabile e compostabile è effettivamente un’ottima idea, in quanto permetterebbe di recuperare molti imballi che oggi non si riciclano, o si riciclano con uno scarso valore aggiunto proprio per i residui di cibo che rimangono all’interno delle confezioni. Ma dobbiamo fare un passo indietro per vedere la sostenibilità della filiera di queste materie prime compostabili di origine vegetale. I dubbi che sorgono in modo sempre più corposo riguardano la coltivazione dei prodotti vegetali quali canna da zucchero, patate, mais, barbabietole, frumento e molti altri prodotti, che vanno ad incidere negativamente sulla produzione di derrate alimentari, sull’occupazione del suolo coltivabile già messo sotto pressione dalla produzione di cereali per l’industria della carne, dal consumo di acqua, dall’impiego di concimi chimici e pesticidi e dalla deforestazione per creare nuove terre coltivabili. Ne vale la pena? Secondo il rapporto della FAO del Luglio 2019, oltre 2 miliardi di persone, soprattutto nei paesi a basso e medio reddito, non hanno accesso regolare ad alimenti salubri, nutrienti e sufficienti. Ciò richiede una profonda trasformazione dei sistemi alimentari affinché forniscano diete sane e prodotte in modo sostenibile alla popolazione mondiale in aumento. Numero di persone affamate nel mondo nel 2018 sono circa 821,6 milioni così divise: in Asia: 513,9 milioniin Africa: 256,1 milioniin America Latina e nei Caraibi: 42,5 milioniNumero di persone in stato di insicurezza alimentare moderata o grave: 2 miliardi (26,4%)Bambini con basso peso alla nascita: 20,5 milioni (1 su 7)Bambini al di sotto dei 5 anni affetti da rachitismo (bassa statura rispetto all’età): 148,9 milioni (21,9%)Bambini al di sotto dei 5 anni che soffrono di deperimento (scarso peso rispetto all’altezza): 49,5 milioni (7,3%) Un rapporto dell’UNICEF evidenzia gli scarsi progressi compiuti nella lotta agli effetti della malnutrizione infantile sullo sviluppo dell’infanzia. Nel 2017 sono stati 151 milioni i bambini sotto i cinque anni affetti da ritardo nell’altezza dovuto alla malnutrizione (stunting), rispetto ai 165 milioni del 2012. In Africa e Asia vivono rispettivamente il 39% e il 55% di tutti i bambini affetti da questa forma di ritardo. L’incidenza del deperimento infantile (wasting) rimane estremamente elevata in Asia, dove quasi un bambino su dieci sotto i cinque anni ha un peso più basso del dovuto rispetto all’altezza: dieci volte più di quanto avvenga in America Latina e nei Caraibi, dove questa forma di malnutrizione colpisce solo 1 bambino su 100. Il rapporto bolla come “vergognoso” il fatto che una donna su tre in età fertile, nel mondo, sia affetta da anemia, circostanza che ha conseguenze pesanti sulla salute e sullo sviluppo sia per le donne stesse che per i loro bambini. Nessuna regione del pianeta ha mostrato negli ultimi anni un calo nella diffusione dell’anemia femminile, e l’incidenza del fenomeno fra le donne africane e asiatiche è quasi tripla rispetto alle donne nord-americane. Ma se l’aumento della richiesta di biopolimeri, di biocarburanti e di foraggio per l’industria della carne deve soddisfare l’aumento di una popolazione crescente, anno dopo anno, l’agricoltura non sarà in grado di produrre quanto richiesto dal mercato per soddisfare le esigenze alimentari umane. Si aggiunga inoltre che l’agricoltura, per via del cambiamento climatico, è strettamente dipendente dalle condizioni metereologiche che stanno diventando sempre più sfavorevoli con un aumento della desertificazione e della resistenza delle piante. In questo quadro, le scoperte dei biopolimeri sono sicuramente un passo avanti nella ricerca, ma se dovessimo pensare di sostituire, anche parzialmente la produzione di plastica con una bioplastica, le cui materie prime derivino da una coltivazione agricola, non credo che sia un processo in equilibrio con le esigenze globali.Categoria: notizie - plastica - economia circolare - bio plasticaVedi maggiori informazioni sulla bioplastica

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https://www.rmix.it/ - Ricambi per le auto prodotti con un compound contenente scarti di caffè
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Ricambi per le auto prodotti con un compound contenente scarti di caffè
Economia circolare

Ford e McDonald’s hanno creato una collaborazione ispirata all’economia circolaredi Marco ArezioLe due società attive nel settore della mobilità e della ristorazione hanno coinvolto la ditta Competitive Green Technology per realizzare un compound che potesse utilizzare alcuni scarti del del caffè, uniti al polipropilene, per produrre ricambi per auto. Lo scopo era studiare una ricetta che rendesse alcune parti delle auto più leggere e più robuste rispetto alle ricette tradizionali. Lo scarto, per evitare che si bruci, viene trattato in un ambiente a basso contenuto di ossigeno e poi mischiato con il polipropilene per la formazione dei granuli, che risulteranno più leggeri del polipropilene tradizionale e avranno bisogno di minor energia per lo stampaggio. Secondo il leader tecnico del team di ricerca dei nuovi materiali Ford, il Sig. Mielewski, lo scarto proveniente dalla torrefazione del caffè viene usato in sostituzione del talco che normalmente compone i compounds di polipropilene, apportando una riduzione di peso intorno al 20% e una buona resistenza alle alte temperature. Le prime applicazioni sono state fatte nella produzione di alloggiamenti per i fari, a seguito di prove nelle quali si è notata una maggiore resistenza alle temperature rispetto al pezzo fatto con il nuovo compound al tradizionale. Infatti, l’alloggiamento dei fari è una zona dove si crea molto calore e le proprietà tecnica del nuovo materiale è sembrata subito azzeccata a questo lavoro. Questi nuovi ambiti per i fari saranno costruiti dal fornitore Varroc Lighting Systems e saranno posizionati sulla berlina Lincon Continental a seguito delle nuove modifiche previste nel 2020. Secondo il team Ford, l’alloggiamento per i fari è solo l’inizio della produzione di articoli per la componentistica delle auto fatte con questa ricetta Green e con altre allo studio, come è successo per la schiuma di soia usata nei sedili della Mustang e che oggi si trovano in molte altre macchine dell’azienda. La ricerca e lo sviluppo di ricette che siano compatibili con la circolarità dei componenti impiegati, hanno lo scopo di utilizzare i pezzi prodotti in alcune vetture della gamma Ford e Lincon, con particolare attenzione a quegli elementi dove, all’interno dell’auto, vengono sviluppate alte temperature. Parliamo di involucri per batterie, sotto cofani e coperture per il motore. Ovviamente la fragranza del caffè, sui componenti da installare, viene tolta nella fase di produzione del compound per evitare che la vostra macchina abbia il profumo di una tazza di caffè appena versato.Categoria: notizie - plastica - economia circolare - demolizioni - ricambi autoVedi maggiori informazioni sul riciclo

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https://www.rmix.it/ - La Filiera del Vetro in Difficoltà sul Gas e sul Rottame. Cosa Fare?
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare La Filiera del Vetro in Difficoltà sul Gas e sul Rottame. Cosa Fare?
Economia circolare

Le aziende del packaging in vetro, dopo le rapide crescite post Covid, stanno incontrando enormi difficoltàdi Marco ArezioIl vetro è una materia prima fondamentale nell’ambito del packaging alimentare, medicale ed industriale ma, nello stesso tempo, riveste una grande importanza in altri settori, a partire da quello edile, dell’arredamento, dell’automotive e artistico. Nonostante il periodo del Covid abbia rallentato i produttori del vetro piano, quelli del packaging, specialmente le aziende che producevano bottiglie e vasetti, hanno continuato a lavorare servendo il settore alimentare e farmaceutico. Passati i periodi di restrizione e ripartiti i consumi, tutti i settori avevano visto una forte ripresa del consumo nazionale e delle esportazioni, con risultati positivi, 2022 su 2021, anche a due cifre in qualche paese (+10,4% USA, +9,3% Germania, +7,2% Spagna). La guerra tra la Russia e l’Ucraina ha scatenato la corsa sfrenata al prezzo del gas, in un settore assolutamente energivoro, che ha visto salire la propria bolletta energetica a livelli insostenibili. Inoltre, la dinamica rialzista del prezzo del gas non è l’unico problema a cui devono guardare le vetrerie, in quanto, anche il reperimento stesso del gas per il 2023 potrebbe essere complicato, vista la riduzione quasi totale delle forniture del gas russo. Una mano la potrebbe dare un utilizzo maggiore del rottame di vetro che, dal punto di vista produttivo, secondo i dati Coreve, riduce il consumo di gas di circa il 30%. Infatti, per produrre il vetro attraverso il rottame basta scaldare il forno fino al punto di fusione del materiale, mentre produrre vetro da materie prime vergini bisogna dosare diversi componenti, come la sabbia silicea, che hanno bisogno di molta più energia per mescolarsi. Ma anche nel settore del riciclo, nonostante sia uno tra quelli più virtuosi, si sente ma mancanza di materia prima seconda rispetto alle necessità, sapendo che lo scarto è presente nel mercato. Qui, entrano in gioco dinamiche non gestibili dalle vetrerie, che riguardano le percentuali di riciclo del vetro per paese e per area geografica, dove troviamo delle eccellenze che superano il 70% di raccolta e aree in cui non si arriva al 50%, con una perdita di prodotto enorme e un impatto ambientale maggiore. Considerando che l’utilizzo del rottame nella produzione del vetro nuovo ha un impatto ambientale inferiore rispetto all’uso di materie prime vergini, permettendo quindi un risparmio di gas in produzione, credo che sia necessario concentrare l’attenzione ad un miglioramento della raccolta differenziata in modo da aumentare la materia prima seconda disponibile. Inoltre, la florida produzione di bottiglie e barattoli per le salse, il vino, la confettura, l’olio e molti altri prodotti del food che l’Italia esporta, non permettono il recupero del vetro usato, quindi, diventa fondamentale migliorare la raccolta in quei settori dove siamo più carenti. Per quanto riguarda il vetro artistico, possiamo dire che le eccellenze italiane sono formate normalmente da artigiani che costituiscono piccole realtà imprenditoriali, con piccole produzioni di grande pregio. Le limitate dimensioni societarie portano ad un peso energetico elevatissimo delle bollette del gas rispetto al fatturato, mettendo in crisi l’esistenza stessa di alcune imprese. Murano, la storica isola Italiana, famosa in tutto il mondo per le realizzazioni artistiche in vetro, è in forte difficoltà sul mantenimento dei forni accesi 24 su 24 a causa del caro gas, nonostante la regione Veneto abbia dato dei ristori per compensare, almeno in parte, l’oscillazione delle bollette. Categoria: notizie - pvetro - economia circolare - riciclo - rifiuti - rottame

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https://www.rmix.it/ - Plastica: Come Trattare gli Scarti Industriali
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Plastica: Come Trattare gli Scarti Industriali
Economia circolare

Gli scarti industriali della plastica sono uno dei fattori di inquinamento del nostro pianetadi Marco ArezioTutte le aziende di produzione industriale fanno uso di plastica, sia in ricezione che in uscita. La responsabilità della loro gestione e smaltimento diventa quindi una responsabilità sociale per l’impresa, la quale deve trovare delle modalità per smistare e riciclare la plastica.Gli scarti industriali della plastica Tutta la strategia mondiale, comunque, anche a livello normativo, poggia sull’obbligo di gestione ottimale dei rifiuti plastici industriali al fine di evitare un impatto ambientale rilevante. La sfida quotidiana è diventata quindi il riuso della plastica riciclata, sotto forma di altri oggetti utili per i vari settori di destinazione. In questo processo industriale entrano di diritto tutti quegli impianti per il riciclo della plastica che ne permettano la scomposizione e la riduzione a materia riutilizzabile. Questi macchinari di ultima generazione permettono, fra l’altro, di rimuovere le sostanze pericolose della plastica, lasciando un prodotto finale riutilizzabile in ottica di economia circolare. In particolare i macchinari permettono di coprire tutta la filiera del riciclo della plastica fino ad ottenere un prodotto da poter reimpiegare per il suo riciclo verso una “nuova vita”. Qui sotto indichiamo nel dettaglio di cosa si tratta.Taglio della plastica Si tratta di macchinari per il taglio della plastica che, grazie alla ridotta potenza permettono di avere bassi consumi energetici e nello stesso tempo assolvono alla funzione di taglio di ogni genere volumi e tipologie.Lavaggio della plastica Nel recupero delle materie plastiche diventa importante effettuare un lavaggio completo che “liberi” la plastica trattata dai contaminanti come la sabbia, gli oli, additivi vari, metalli o quanto altro la renda “spuria”. Queste macchine per il lavaggio della plastica permettono quindi di ottenere la massima pulizia anche nei confronti di materiale dannoso di piccolissime dimensioni.Asciugatura della plastica Il materiale lavato viene poi passato in macchine per l’asciugatura della plastica. Si tratta di macchinari che permettono elevate prestazioni sia per plastiche rigide che per plastiche non rigide e riducono al massimo la quantità di acqua presente nel materiale.Densificazione della plastica Questo processo di lavorazione è uno dei plusvalori per dei sistemi di riciclo integrati. Il densificatore per la plastica è un macchinario pensato appositamente per la trasformazione ed il recupero di materiali plastici non rigidi, provenienti da scarti industriali e post industriali.Estrusione della plastica Il macchinario per l’estrusione della plastica viene molto utilizzato nelle industrie per la granulazione del materiale. Tale processo permette di ottenere dei piccoli “granuli” di plastica tali da essere inseriti all’interno di fusti o silos in maniera semplice.Stoccaggio della plastica Dopo l’estrusione si pone il problema dello stoccaggio della plastica. A riguardo è consigliato un sistema che permette di omogenizzare il materiale e ne favorisce il raffreddamento. Questo macchinario permette lo stoccaggio anche di quantità elevate di plastica. Categoria: notizie - plastica - economia circolare - riciclo - rifiuti - scarti industriali

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https://www.rmix.it/ - L’Involuzione del Mercato del Riciclo della Plastica
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare L’Involuzione del Mercato del Riciclo della Plastica
Economia circolare

Come il mercato e la politica stanno cambiando il mercato del riciclo della plasticadi Marco ArezioIl mercato del riciclo della plastica, e le sue imprese, stanno soffrendo sotto il fuoco incrociato di amici, veri o presunti e di nemici dichiarati, con la conseguenza che un intero comparto dell’economia circolare rischia di sparire o ridursi notevolmente con tutte le implicazioni ambientali che possiamo immaginare.  I riciclatori sono gente un po' controcorrente, hanno iniziato la loro attività raccogliendo la plastica che veniva gettata come rifiuto dalla società, visti un po' come un comparto sporco, povero e senza importanza. Hanno trasformato questo business da poveri in un mercato maturo economicamente, tecnologicamente ed ecologicamente virtuoso, molto prima che i nomi altisonanti della filiera produttiva se ne attribuisse i meriti. Hanno sopportato gli sterili attacchi dell’opinione pubblica, invaghita dei messaggi sull’abolizione della plastica che cavalcava la crociata contro il mare inquinato, come se fosse colpa della plastica e non di chi la disperde nell’ambiente. Hanno continuato a riciclare, dare lavoro, pagare le tasse e ripulire il pianeta, in silenzio, con ostinata convinzione che fossero sulla strada giusta, nonostante tutto. Ma quando le loro attività hanno assunto una dimensione importante nel mercato della plastica, dopo grandi investimenti, fatica, studi e progressi, si sono trovati difronte a ostacoli difficili da sormontare: • Il prezzo delle materie prime vergini è crollato ad un punto per cui alcune materie prime riciclate costano di più di quelle vergini, con la conseguenza del crollo della domanda. • A causa della riduzione di redditività del comparto del riciclo gli investimenti rimangono limitati e il rifiuto plastico sul mercato non trova sempre la giusta collocazione. • I costi per il ciclo del riciclo rimangono elevati, anche a causa dell’alto costo dell’energia, impedendo un maggiore ampliamento delle vendite della materia prima. • La competizione di prezzo con le materie prime vergini non imprime una spinta all’economia circolare nei paesi in via di sviluppo con conseguenze ambientali negative. • Una carenza politica diffusa a supporto del riciclo delle materie plastiche che impongano l’uso della plastica riciclata sempre più ampia nei prodotti in cui è possibile usarla. • Una mancanza di sostegni economici al comparto del riciclo che gli permetta di sostenersi e di compiere quell’opera sociale e ambientale di cui i cittadini hanno diritto. Ma risolvere questi problemi non esaurisce i compiti per arrivare all’applicazione della circolarità dei rifiuti plastici, se non si spinge ulteriormente sul riciclo chimico, per quella percentuale di plastica non riciclabile, sulla creazione di imballi al 100% riciclabili e sull’energia rinnovabile che deve essere a disposizione dell’industria a costi contenuti.Categoria: notizie - plastica - economia circolare - rifiuti Vedi maggiori informazioni sul riciclo

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https://www.rmix.it/ - La Guida al Riciclo della Carta: Classificazione ed Uso del Macero
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare La Guida al Riciclo della Carta: Classificazione ed Uso del Macero
Economia circolare

Come funziona la classificazione della carta da macero, i codici UNI EN 643 e l'importanza del riciclo della carta per l'economia circolaredi Marco ArezioIl riciclo della carta non è solo una pratica storica ma anche una necessità cruciale nell'attuale contesto ambientale, rappresentando uno dei pilastri fondamentali dell'economia circolare. Ogni anno vengono riciclate oltre 250 milioni di tonnellate di carta in tutto il mondo, rendendo questo settore un esempio virtuoso di gestione sostenibile delle risorse. Questo processo permette di ridurre la pressione sulle foreste, abbassare il consumo energetico e idrico, e limitare in modo significativo le emissioni di CO2 legate alla produzione di carta vergine. Ma perché il riciclo della carta è così importante? Le sue implicazioni vanno oltre il semplice risparmio di materia prima: è una strategia che mira a garantire la sostenibilità e il benessere ambientale, dimostrando come un materiale largamente utilizzato possa rientrare in un ciclo produttivo virtuoso e ripetibile. I Numeri Globali del Riciclo della Carta A livello mondiale, il tasso medio di riciclo della carta è circa del 59%, con differenze significative tra le regioni. In Europa, grazie a una consolidata tradizione di raccolta differenziata e a normative avanzate, il tasso di riciclo supera il 70%, con paesi come Germania e Paesi Bassi che si distinguono per i loro sistemi altamente efficienti. Negli Stati Uniti, nonostante un'enorme capacità industriale, il tasso si ferma al 66%, mentre in Asia – in particolare in Cina – si riciclano oltre 70 milioni di tonnellate di carta all'anno. Le recenti politiche cinesi sulle importazioni hanno comunque avuto un impatto significativo sul mercato globale, portando a una riorganizzazione delle dinamiche di approvvigionamento. Le Principali Tipologie di Carta Riciclata Le tipologie più diffuse di carta riciclata includono: Cartone ondulato: rappresenta la quota maggiore con circa 110 milioni di tonnellate l'anno, utilizzato principalmente per imballaggi. Carta mista: usata per molti tipi di imballaggi, si attesta sui 60 milioni di tonnellate. Carta da giornale e stampa: con circa 25 milioni di tonnellate, destinata alla produzione di nuovi giornali e materiali da stampa. Carta per usi igienici: oltre 20 milioni di tonnellate, utilizzata per la produzione di carta igienica e altri prodotti simili. Il riciclo della carta, tuttavia, non è un processo automatico. La qualità del prodotto finale dipende dalla corretta classificazione della carta di recupero: solo così si possono garantire caratteristiche adeguate e performance elevate per i diversi usi finali. La Classificazione del Macero: Un Passaggio Cruciale Immaginate di voler cucinare un piatto gourmet: non è sufficiente avere gli ingredienti, ma è fondamentale selezionarli con cura. Lo stesso principio si applica al riciclo della carta. La classificazione della carta raccolta in precise categorie è fondamentale per garantire un prodotto finale di qualità. La Norma UNI EN 643 rappresenta lo standard europeo per la classificazione del macero e definisce criteri specifici per distinguere i vari tipi di carta. Questa classificazione permette di identificare i materiali in base alla loro qualità, al contenuto di fibre e alla presenza di contaminanti, facilitando così un processo di riciclo ottimizzato e l'uso appropriato delle fibre riciclate. I Codici del Macero: Una Guida per l'Efficienza La Norma UNI EN 643 suddivide la carta da macero in diverse categorie, ciascuna destinata a usi industriali specifici: Qualità ordinarie Codice 1.01: Carta e cartoni misti non selezionati, la qualità base usata spesso per produrre cartone ondulato o carta per imballaggi. Codice 1.05: Cartone ondulato usato, largamente richiesto per la produzione di nuovi contenitori. Codice 1.06: Riviste patinate e cataloghi, che necessitano di trattamenti per la rimozione degli strati lucidi. Qualità media Codice 2.02.01: Giornali invenduti, perfetti per la produzione di carta da giornale riciclata. Codice 2.05.00: Carta da ufficio selezionata, prevalentemente bianca e priva di contaminanti, ideale per usi di alta qualità. Qualità superiori Codice 3.01.00: Refili di stampati misti poco colorati, richiesti per la produzione di carte speciali. Codice 3.17.00: Refili bianchi, scarti di produzione completamente bianchi, utilizzati per carte di pregio. Carta Kraft Codice 4.01.00: Refili nuovi di cartone ondulato, provenienti direttamente dai processi produttivi e di qualità eccezionale. Perché È Fondamentale la Classificazione? La classificazione del macero non è solo un requisito tecnico, ma un elemento strategico chiave per l'intera filiera del riciclo della carta. Vediamo nel dettaglio i motivi per cui questo passaggio è così cruciale: Qualità del Prodotto Finale: Una corretta classificazione del macero consente di ottenere un prodotto finale di qualità superiore. Ogni tipo di carta riciclata ha delle caratteristiche specifiche, come la lunghezza e la resistenza delle fibre. Ad esempio, il cartone ondulato richiede fibre robuste, mentre la carta da stampa preferisce fibre più raffinate. La classificazione permette di indirizzare le diverse tipologie di macero verso il processo più adatto, garantendo così che le fibre recuperate siano ottimali per l'uso previsto. La qualità delle fibre è fondamentale non solo per ottenere carta di alta qualità, ma anche per assicurare una maggiore durata e resistenza del prodotto finale. Efficienza del Processo di Riciclo: La suddivisione accurata del macero in categorie specifiche permette agli impianti di riciclo di ottimizzare il processo produttivo. Quando i materiali sono ben classificati, i passaggi di trattamento, come la depurazione dalle impurità e la rimozione degli inchiostri, possono essere pianificati con maggiore efficienza, riducendo tempi e costi. Questo non solo migliora l'efficacia complessiva del processo, ma riduce anche il consumo energetico e le risorse necessarie per il trattamento dei materiali. Riduzione dei Contaminanti: La presenza di contaminanti come plastica, metalli e colle può compromettere seriamente la qualità della carta riciclata. Una classificazione accurata garantisce che i materiali siano adeguatamente separati e che i contaminanti vengano minimizzati fin dall'inizio. Questo è particolarmente importante per le categorie di carta di alta qualità, che devono essere praticamente prive di impurità per poter essere utilizzate nella produzione di nuovi prodotti di pregio. La riduzione dei contaminanti è anche cruciale per garantire che le fibre possano essere riciclate più volte, aumentando la sostenibilità complessiva del ciclo di vita della carta. Valorizzazione Economica del Macero: La carta da macero ben classificata ha un valore economico superiore rispetto ai materiali non selezionati. Gli acquirenti nel mercato globale del riciclo sono disposti a pagare di più per materiali che garantiscano un alto livello di purezza e una specifica qualità delle fibre. La classificazione aiuta quindi a creare un mercato più trasparente e competitivo, dove i materiali di alta qualità possono essere scambiati a prezzi più vantaggiosi. Questo rappresenta un incentivo economico per i raccoglitori e le aziende di riciclo, promuovendo la crescita di un sistema economico più sostenibile. Facilitazione del Commercio Internazionale: Il commercio internazionale di carta da macero è regolato da standard ben definiti, come la Norma UNI EN 643, che facilita lo scambio di materiali tra paesi diversi. La classificazione standardizzata assicura che gli acquirenti e i venditori in tutto il mondo abbiano una comprensione comune della qualità del macero, riducendo il rischio di controversie e garantendo operazioni commerciali fluide. In un contesto globale in cui la domanda di carta riciclata è in costante crescita, avere criteri uniformi aiuta a mantenere la fiducia tra i partner commerciali e a sostenere la crescita del settore. Sostenibilità Ambientale: Una classificazione accurata è fondamentale per massimizzare la sostenibilità ambientale del processo di riciclo. Classificando correttamente la carta da macero, si riduce il rischio che materiali contaminati o di bassa qualità entrino nel ciclo produttivo, con conseguenti difficoltà nel trattamento e possibili sprechi. L'efficienza del riciclo comporta una riduzione delle emissioni di gas serra, un minor consumo di energia e acqua, e un uso più efficiente delle risorse. In definitiva, la classificazione è uno strumento essenziale per garantire che il riciclo della carta resti un processo a basso impatto ambientale. Conclusioni Il riciclo della carta è molto più di un processo industriale: è un simbolo tangibile di sostenibilità e responsabilità ambientale. Grazie alla classificazione precisa e alla gestione efficiente del macero, ogni fibra di carta trova il suo posto nel ciclo produttivo, contribuendo a ridurre il consumo di risorse naturali e a limitare l'impatto ambientale. In un mondo sempre più attento alla gestione sostenibile, il riciclo della carta continuerà a giocare un ruolo fondamentale, dimostrando come l'innovazione possa accompagnarsi al rispetto per l'ambiente.© Riproduzione Vietata

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https://www.rmix.it/ - Il Riciclo delle Pellicole Radiografiche, Fotografiche e Cinematografiche
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Economia circolare

Dalla Storia alla Pratica Attuale: Approfondimenti sui Materiali e Processi Tecnici del Riciclo delle Pellicoledi Marco ArezioLe pellicole radiografiche, fotografiche e cinematografiche hanno una storia ricca e affascinante, ma insieme a questa storia c'è anche un impatto ambientale significativo dovuto alla loro produzione e smaltimento. In questo articolo, esploreremo in modo approfondito i materiali che compongono queste pellicole e i processi tecnici utilizzati nel loro riciclo, con l'obiettivo di fornire una visione chiara e dettagliata delle sfide e delle opportunità legate alla gestione sostenibile di questi materiali.Storia delle PellicoleLe pellicole radiografiche, fotografiche e cinematografiche hanno una storia ricca e affascinante, che abbraccia ambiti diversi come l'arte, la medicina e l'intrattenimento.Le pellicole hanno avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo della fotografia e del cinema. Le prime pellicole fotografiche furono create alla metà del XIX secolo, aprendo la strada a una nuova era di registrazione delle immagini. Nel mondo del cinema, il primo film realizzato su pellicola fu "La sortie de l'usine Lumière à Lyon" dei fratelli Lumière nel 1895, seguito da altri capolavori come "Viaggio nella Luna" di Georges Méliès nel 1902.Utilizzo nel Mondo MedicoLe pellicole radiografiche hanno rivoluzionato anche il campo della medicina, consentendo di visualizzare l'interno del corpo umano in modo non invasivo. Le prime lastre radiografiche furono utilizzate da Wilhelm Conrad Roentgen nel 1895, quando scoprì i raggi X. La sua famosa immagine di una mano con un anello di moglie visualizzata su una lastra radiografica rimane un'icona nella storia della medicina.Composizione delle PellicoleLe pellicole radiografiche, fotografiche e cinematografiche sono generalmente costituite da una base di plastica (solitamente poliestere) rivestita con uno strato di emulsione sensibile alla luceQuesta emulsione contiene sostanze chimiche fotosensibili e, nelle pellicole fotografiche e cinematografiche, possono essere presenti anche coloranti e additivi per migliorare la qualità dell'immagine.Processo di RicicloIl riciclo delle pellicole è un processo complesso che richiede attrezzature e tecnologie specializzate. I passaggi principali includono: Raccolta e Separazione: Le pellicole usate vengono raccolte e separate da altri materiali. Rimozione della Base Plastica: La base di plastica viene separata dall'emulsione fotosensibile. Questo può essere fatto attraverso processi meccanici o chimici. Recupero dei Metalli Preziosi: Le pellicole contengono spesso metalli preziosi come l'argento, che possono essere recuperati attraverso processi di estrazione chimica. Trattamento delle Sostanze Chimiche: Le sostanze chimiche presenti nelle pellicole devono essere trattate in modo sicuro per evitare l'inquinamento dell'ambiente. Questo può includere processi di neutralizzazione o distruzione chimica.Materiali RiciclatiI materiali recuperati durante il processo di riciclo delle pellicole possono essere utilizzati per una varietà di scopi. La plastica può essere riciclata per produrre nuove pellicole o altri prodotti in plastica, mentre i metalli preziosi possono essere utilizzati nell'industria elettronica o della gioielleria.Produzione e Riciclo AttualiNonostante i benefici ambientali del riciclo delle pellicole, attualmente solo una piccola percentuale di queste viene effettivamente riciclata. Le sfide includono la mancanza di infrastrutture specializzate e la complessità dei materiali, che rendono il processo di riciclo costoso e complesso.ConclusioniIn conclusione, il riciclo delle pellicole radiografiche, fotografiche e cinematografiche è un passo importante verso la sostenibilità ambientale delle industrie che le producono. Tuttavia, sono necessari investimenti in ricerca e infrastrutture per migliorare i tassi di riciclo e promuovere pratiche più sostenibili. Con un impegno collettivo, possiamo ridurre l'impatto ambientale di queste pellicole e garantire un futuro più pulito per il nostro pianeta.

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https://www.rmix.it/ - Il prezzo del PET Riciclato Raggiunge il Massimo Storico
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Il prezzo del PET Riciclato Raggiunge il Massimo Storico
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Il prezzo dell’rPET Europeo ha raggiunto il suo massimo storico di Marco ArezioIl concatenarsi di molti fattori, considerando che gli impianti produttivi sia di scaglia in rPET che di granulo per il contatto alimentare, stanno lavorando a pieno regime, ormai vicini al 100% della loro capacità produttiva, hanno spinto alcuni clienti a tornare temporaneamente agli approvvigionamenti di materia prima vergine. Inoltre, il delta di prezzo tra il macinato trasparente di polietilene tereftalato riciclato, rispetto al PET vergine in Europa, ha raggiunto un livello record, poiché i prezzi dei materiali hanno continuato a seguire percorsi divergenti, secondo i dati di S&P Global Platts. Il delta tra l’ rPET clear flakes rispetto al PET vergine è stato calcolato a Euro 210/Ton il 30 giugno, il livello più ampio da quando è stata lanciato il monitoraggio dell’ PET clear flakes nel febbraio 2008. Il precedente massimo storico era stato di Euro 160/Ton il 15 maggio 2020. Mentre I prezzi del PET vergine in Europa diminuiscono, fino a toccare i 1.190 Euro/Ton, in calo di 35 Euro/Ton settimana su settimana, realizzando il livello più basso da 16 settimane, con la conseguenza di fare aumentare le scorte di polimero vergine, la richiesta e di conseguenza i prezzi dell’rPET aumentano. Sembrerebbe che la crescente domanda di rPET macinato e di granulo per contatto alimentare si mantenga, anche per l’inizio di questa estate, ben al disopra delle reali capacità produttive. I produttori di rPET riciclato si aspettano un aumento della diponibilità di bottiglie da riciclare solo a partire da Ottobre 2021, con la conseguenza di non poter soddisfare l’enorme richiesta di materiale riciclato. I prezzi delle balle di bottiglie in PET post-consumo hanno raggiunto 750 Euro/Ton FD NWE, un massimo storico, sulla scia di questi problemi legati all’offerta del prodotto. Categoria: notizie - plastica - economia circolare - riciclo - rifiuti - PET

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https://www.rmix.it/ - Imballaggi del Domani: La Necessità di un Design Sostenibile
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Imballaggi del Domani: La Necessità di un Design Sostenibile
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Principi, Pratiche ed Innovazioni per un Futuro dove il Packaging Nutre il Pianetadi Marco ArezioNel contesto attuale, dove l'economia circolare e la sostenibilità ambientale stanno assumendo un ruolo sempre più centrale, il packaging si trasforma da semplice contenitore a protagonista nella riduzione dell'impatto ambientale dei prodotti. Un design sostenibile del packaging non solo mira a minimizzare l'uso delle risorse naturali e a ridurre i rifiuti, ma anche a ottimizzare i processi di riciclo e garantire una protezione efficace del contenuto. Esaminiamo più da vicino come queste considerazioni si traducano in pratiche concrete, esplorando alcuni principi fondamentali e esempi di successo nel settore. Riduzione al Minimo del Materiale Nel contesto del design sostenibile, la riduzione al minimo del materiale utilizzato non è solo una pratica ecologica, ma anche una necessità economica e logistica. Concentrarsi sulla minimalizzazione dei materiali impiegati nel packaging non solo diminuisce l'uso delle risorse naturali, ma alleggerisce anche il carico dei sistemi di gestione dei rifiuti e riduce i costi di trasporto. Ad esempio, l'impiego di carta riciclata o certificata dal Forest Stewardship Council (FSC) per la produzione di scatole non solo assicura che il legno provenga da foreste gestite in modo responsabile, ma permette anche di sperimentare con spessori ridotti che mantengono la robustezza necessaria a proteggere il contenuto. Analogamente, nell'ambito dei materiali plastici, il design di contenitori modulabili che utilizzano meno materiale o che sono progettati per essere riempiti nuovamente riduce il rifiuto generato e promuove la cultura del riutilizzo. Per il metallo, adottare leghe più leggere ma robuste permette di diminuire il materiale necessario per lattine e altri imballaggi, mantenendo le proprietà protettive ma con un minor impatto ambientale. Facilitare il Riciclo Facilitare il riciclo è fondamentale per chiudere il ciclo di vita dei materiali. Questo obiettivo si raggiunge progettando imballaggi che possono essere facilmente smontati o che sono composti da un unico materiale, semplificando così il processo di riciclaggio. L'eliminazione dell'uso di colle permanenti o di materiali compositi che non possono essere separati agevolmente è cruciale. Chiarezza nelle istruzioni di riciclo, come simboli facilmente visibili e comprensibili, aiuta i consumatori a identificare il corretto smaltimento del materiale, incoraggiando comportamenti responsabili e consapevoli. Questo principio è applicato efficacemente quando, per esempio, le etichette sui contenitori di vetro o metallo sono progettate per essere rimosse senza residui, garantendo che il materiale riciclato sia di alta qualità e libero da contaminazioni. Utilizzo di Materiali Riciclati e Riciclabili L'adozione di materiali già riciclati e facilmente riciclabili è essenziale per sostenere l'ambiente e ridurre l'impronta ecologica. Cartone ondulato realizzato con una percentuale elevata di fibra riciclata non solo dimostra l'efficacia del riciclo, ma serve anche come esempio per l'industria su come materiali riciclati possano essere riutilizzati senza compromettere la qualità o la sicurezza. Analogamente, l'uso di PET riciclato nelle bottiglie di bevande non solo riduce la dipendenza dal petrolio come materia prima, ma mostra anche come i materiali possono avere una seconda vita utile. L'alluminio, con la sua capacità di essere riciclato all'infinito senza perdere qualità, rappresenta un modello ideale di sostenibilità materialistica nel settore dei metalli. Innovazione e Design per l'Efficienza L'innovazione nel design è cruciale per superare le sfide poste dalla necessità di un packaging più sostenibile. Ad esempio, l'introduzione di imballaggi pieghevoli che non richiedono nastro adesivo non solo riduce il materiale usato, ma anche semplifica il processo di riciclo. Flaconi di plastica che cambiano colore per indicare quando sono vuoti possono aumentare la probabilità che siano riciclati correttamente. Per quanto riguarda il metallo, le lattine con etichette facilmente rimovibili impediscono la contaminazione dei materiali riciclati, aumentando l'efficienza del processo di riciclaggio. Attraverso questi approfondimenti, possiamo vedere come ogni aspetto del design del packaging sia interconnesso con principi di sostenibilità che non solo rispettano l'ambiente ma offrono anche vantaggi economici e pratici, evidenziando l'importanza di un approccio olistico nella progettazione del packaging del futuro.

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https://www.rmix.it/ - Anime di Cartone Riciclato per Cartiere: Come Sceglierle
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Anime di Cartone Riciclato per Cartiere: Come Sceglierle
Economia circolare

Criteri tecnici e pratiche sostenibili per ottimizzare la produzione e ridurre l'impatto ambientaledi Marco ArezioLe anime di cartone riciclato per le cartiere rappresentano un componente cruciale nel processo produttivo di queste aziende, offrendo il supporto necessario per l'avvolgimento di vari tipi di carta. La scelta del fornitore giusto e delle specifiche tecniche delle anime di cartone riciclato può influire significativamente sull'efficienza operativa, la qualità del prodotto finale e l'impatto ambientale dell'azienda. Pertanto, è essenziale considerare attentamente le caratteristiche tecniche, le opzioni di personalizzazione e i criteri di sostenibilità quando si sceglie un fornitore di anime di cartone. Criteri Tecnici per Scegliere le Anime di Cartone Riciclato per le Cartiere Nella selezione delle anime di cartone riciclate per le cartiere, è essenziale considerare una serie di criteri tecnici che determinano l'idoneità e l'efficienza del prodotto all'interno del processo produttivo. Questi criteri devono essere valutati attentamente per garantire che le anime soddisfino le esigenze operative e contribuiscano alla qualità del prodotto finale. Resistenza alla Compressione La resistenza alla compressione è un parametro fondamentale per le anime di cartone riciclato, che devono sostenere il peso della carta avvolta senza deformarsi. Questo parametro può essere misurato tramite test di compressione assiale che valutano la capacità dell'anima di mantenere la propria forma sotto carico. Le anime con elevata resistenza alla compressione evitano deformazioni che possono compromettere l'integrità del rotolo di carta. Rettilineità La rettilineità delle anime di cartone riciclato influisce direttamente sull'uniformità dell'avvolgimento della carta. Le anime devono mantenere una forma diritta per prevenire irregolarità nel rotolo di carta. La rettilineità può essere valutata mediante strumenti di misurazione ottici o meccanici che rilevano deviazioni lungo l'asse longitudinale dell'anima. Uniformità dei Diametri La costanza del diametro lungo tutta la lunghezza dell'anima è cruciale per l'interazione con le attrezzature di avvolgimento e trasformazione della carta. Le variazioni di diametro possono causare problemi di allineamento e tensionamento della carta. La precisione dimensionale delle anime viene garantita attraverso rigorosi controlli di processo e misurazioni con strumenti di alta precisione, come calibri laser. Robustezza Dinamica La robustezza dinamica è la capacità delle anime di cartone riciclato di resistere agli stress meccanici durante il trasporto e l'uso. Questa caratteristica è valutata mediante prove di resistenza agli impatti e flessioni, simulando le condizioni di trasporto e manipolazione che le anime dovranno affrontare. Anime con elevata robustezza dinamica prevengono danni e deformazioni durante queste fasi. Qualità delle Materie Prime La scelta delle materie prime è un aspetto fondamentale per la qualità complessiva delle anime di cartone riciclato. Queste devono essere realizzate con cartone riciclato di alta qualità, che garantisca resistenza e durabilità. Le proprietà delle materie prime, come la densità, la composizione delle fibre e l'adesivo utilizzato, sono importanti per ottenere le prestazioni desiderate. Resistenza alla Torsione La resistenza alla torsione è importante per prevenire deformazioni durante l'uso, specialmente quando le anime sono soggette a forze di torsione durante l'avvolgimento e lo svolgimento della carta. Questo parametro può essere testato tramite prove di torsione controllate, che misurano la capacità dell'anima di mantenere la propria integrità strutturale sotto stress torsionale. Resistenza all'Umidità La resistenza all'umidità è essenziale per le anime utilizzate in ambienti con variazioni di umidità. Le anime devono mantenere la loro rigidità e forma anche in condizioni umide, evitandone l'assorbimento che potrebbe comprometterne le prestazioni. Trattamenti specifici del cartone, come rivestimenti impermeabilizzanti, possono migliorare questa caratteristica. Sostenibilità delle Anime di Cartone per Cartiere La sostenibilità è diventata una componente essenziale nella produzione e nell'utilizzo delle anime di cartone per cartiere. Questo capitolo esplora in dettaglio le pratiche e i criteri che le aziende devono considerare per garantire che le anime di cartone contribuiscano a una produzione più sostenibile, riducendo l'impatto ambientale e rispettando le normative ambientali vigenti. Normative Ambientali e Direttive Europee Una delle principali normative che influenzano la produzione di anime di cartone è la direttiva UE 2018/852, che promuove la riduzione dei rifiuti e l'incremento delle pratiche di riciclo. Questa direttiva fa parte di un quadro legislativo più ampio volto a incentivare l'uso efficiente delle risorse e la riduzione dell'impatto ambientale dei prodotti industriali. Le aziende produttrici di anime di cartone devono conformarsi a queste normative per assicurare che i loro processi siano ecologicamente responsabili. Utilizzo di Materiali Riciclati L'uso di cartone riciclato per la produzione delle anime è una pratica chiave per la sostenibilità. Il cartone riciclato è ottenuto da carta e cartone già utilizzati, riducendo la necessità di nuove materie prime e l'impatto ambientale legato alla produzione di carta vergine. L'utilizzo di materiali riciclati non solo riduce i rifiuti, ma anche il consumo di energia e acqua, abbattendo le emissioni di CO₂ associate alla produzione. Benefici dell'Utilizzo di Cartone Riciclato Riduzione dei Rifiuti: Riutilizzare carta e cartone già utilizzati riduce la quantità di rifiuti che finiscono in discarica. Risparmio Energetico: La produzione di cartone riciclato richiede meno energia rispetto alla produzione di cartone vergine. Conservazione delle Risorse Naturali: Riduce la domanda di legno, preservando le foreste e gli ecosistemi naturali. Minore Inquinamento: La produzione di cartone riciclato genera meno emissioni di CO₂ e altri inquinanti. Processi di Produzione Eco-Friendly I processi di produzione delle anime di cartone devono essere ottimizzati per ridurre al minimo l'impatto ambientale. Questo può includere l'adozione di tecnologie a basso consumo energetico, l'utilizzo di energie rinnovabili, e l'implementazione di sistemi di gestione dei rifiuti efficienti. Le aziende possono ottenere certificazioni ambientali, come ISO 14001, per dimostrare il loro impegno verso pratiche sostenibili. Tecnologie e Pratiche Sostenibili Energie Rinnovabili: Utilizzo di fonti di energia rinnovabile, come solare o eolico, per alimentare i processi produttivi. Efficienza Energetica: Implementazione di tecnologie e processi che riducono il consumo energetico, come l'uso di motori ad alta efficienza e sistemi di recupero del calore. Riduzione delle Emissioni: Utilizzo di filtri e altre tecnologie per ridurre le emissioni di CO₂ e altri inquinanti. Gestione dei Rifiuti: Programmi di riciclo e riutilizzo degli scarti di produzione per minimizzare i rifiuti inviati in discarica. Trattamenti Eco-Compatibili I trattamenti utilizzati per migliorare le caratteristiche delle anime di cartone, come la resistenza all'umidità e alla torsione, devono anch'essi essere ecocompatibili. L'uso di adesivi e rivestimenti a base d'acqua, privi di solventi nocivi, contribuisce a ridurre l'impatto ambientale. Inoltre, tali trattamenti devono essere facilmente riciclabili, garantendo che le anime di cartone possano essere riciclate al termine del loro ciclo di vita. Economia Circolare per la Sostenibilità delle Anime di CartoneL'approccio dell'economia circolare è fondamentale per la sostenibilità delle anime di cartone. Questo modello economico mira a mantenere i materiali e i prodotti in uso il più a lungo possibile, riducendo i rifiuti e ottimizzando l'uso delle risorse. Per le anime di cartone, l'economia circolare implica: Progettazione per la Riciclabilità: Le anime devono essere progettate in modo da poter essere facilmente riciclate al termine del loro ciclo di vita. Ciclo di Vita Esteso: Migliorare la durabilità delle anime per prolungare il loro utilizzo e ridurre la frequenza di sostituzione. Recupero e Riciclo: Implementazione di sistemi per il recupero delle anime usate e il loro riciclo in nuovi prodotti. Conclusioni La scelta delle anime di cartone riciclate per cartiere richiede una valutazione approfondita delle caratteristiche tecniche per garantire efficienza e qualità nel processo produttivo. Resistenza alla compressione, rettilineità, uniformità dei diametri, robustezza dinamica, qualità delle materie prime, resistenza alla torsione e all'umidità, e conformità agli standard di sostenibilità sono criteri essenziali per selezionare anime che rispondano adeguatamente alle esigenze operative delle cartiere. La sostenibilità delle anime di cartone per cartiere richiede un approccio integrato che consideri l'intero ciclo di vita del prodotto, dalle materie prime alla produzione, dall'uso allo smaltimento. L'adozione di materiali riciclati, processi di produzione eco-friendly, trattamenti ecocompatibili e principi di economia circolare sono tutti elementi chiave per minimizzare l'impatto ambientale e promuovere una produzione più sostenibile. Inoltre, l'impegno verso la responsabilità sociale e il rispetto delle normative ambientali contribuiscono a creare un'industria più responsabile e attenta all'ambiente.

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rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Esiste una relazione tra l’aspirina e la plastica riciclata?
Economia circolare

I ricercatori hanno scoperto evidenze tra l'aspirina e la plastica riciclata. Vediamo quali sonodi Marco ArezioUn gruppo di ricercatori ha scoperto che l’idrolisi acida di un polimero vinilico riciclato induce ad una scomposizione chimica in acido salicilico e acido acetico. Questi acidi, debitamente trattati, sono i componenti per l’aspirina. Siamo pervasi ormai ogni giorno da notizie sull’inquinamento della plastica, sulla difficoltà di riciclare tutta quella che viene giornalmente prodotta, sulle difficoltà tecniche del processo di recupero meccanico delle varie tipologie di polimeri che troviamo nei prodotti e vediamo con speranza le nuove forme di riciclo non meccanico che si stanno studiando e testando. Esistono polimeri decisamente difficili da riciclare, dove le tecnologie molecolari di scomposizione dei componenti chimici potranno dare speranze industriali, per risolvere i vari problemi tecnici che comportano una percentuale di riciclo così bassa nel mondo. La via più sbrigativa, secondo alcune scuole di pensiero attuali, sarebbe quella di seguire le ideologie del movimento PlasticFree, che segue l’utopia di vivere senza plastica. Oggi, se ci guardiamo intorno, capiamo che nel breve periodo sembra impossibile sostituire tutti i prodotti plastici con prodotti alternativi che abbiano un costo sostenibile e un impatto ambientale corretto. Sarà sicuramente una strada da seguire quella di evitare la produzione di prodotti plastici usa e getta, in quanto la plastica nasce per durare. Una buona notizia viene dall’Universitàdi Shinshu, dove un ricercatore ha scoperto che l’idrolisi acida di un polimero vinilico porta alla formazione di acido salicilico e acido acetico, componenti di base dell’aspirina, che potrebbero, tramite passaggi chimici, ritornare a trasformarsi i composti in polimeri vinilici. Ma cosa sono i polimeri vinilici? Questi polimeri sono composti da monomeri vinilici, in pratica sono piccole molecole create da un doppio legame carbonio-carbonio e costituiscono la seconda più famosa ed utilizzata famiglia di polimeri. Tuttavia il vinile riciclato è di difficile utilizzo, in quanto instabile e di difficile manipolazione industriale, quindi i ricercatori stanno studiando i meccanismi di varie reazioni chimiche, per capire se forniranno indicazioni per nuove applicazioni sui vinili riciclabili e sulle sue applicazioni su scala industriale.Categoria: notizie - economia circolare - aspirina

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https://www.rmix.it/ - Prezzi del PVC: Quali Aspettative per il Secondo e Terzo Trimestre 2021?
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Prezzi del PVC: Quali Aspettative per il Secondo e Terzo Trimestre 2021?
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Prezzi del PVC: Quali Aspettative per il Secondo e Terzo Trimestre 2021?di Marco ArezioLa tendenza ad un aumento sostenuto dei prezzi del PVC si è notato con chiarezza nel quarto trimestre 2020, a causa di una serie di fattori concatenanti, che ha portato un differenziale medio rispetto all’etilene di 243,5 € /tonnellata nell'Europa nord-occidentale.Se consideriamo i prezzi spot del PVC possiamo notare un picco di costo intorno alla settimana 6 del 2021 mai registrato dai dati ICIS dal 2003. Le contrattazioni reali hanno fatto segnare prezzi, sul mercato Turco per esempio, intorno a 1600 $/tonnellata verso all’ultima settimana di Gennaio 2021, con valori medi delle esportazioni internazionali, considerando la collocazione della merce FOB, che ha subito un incremento del 69%, pari a circa 900 $/tonnellata, rispetto al quinquennio 2015-2020. Quali sono i motivi di questi incrementi di prezzo? In Europa e negli Stati Uniti si è assistito ad una serie di dichiarazioni di fermo degli impianti per causa di forza maggiore, con la concomitante ripresa del settore delle costruzioni a livello globale. Inoltre si è verificato una diminuzione delle quantità di plastificanti disponibili, necessari per la produzione delle ricette di PVC. In Europa le fermate per causa di forza maggiore hanno interessato circa 3 milioni di tonnellate di capacità produttive, alle quali si aggiungono anche i produttori statunitensi Westlake e Formosa. Cosa succederà nel secondo e terzo trimestre 2021? Le aspettative di un mantenimento dei prezzi attuali è supportata dal fatto che ci sono in arrivo nuove riduzioni delle produzioni, per esempio di KEM ONE, Vynova e INOVYN, le quali fanno pensare ad una stabilità dei prezzi sui livelli del primo trimestre 2021. La richiesta di PVC nel settore delle costruzioni dovrebbe incrementare ulteriormente a seguito delle nuove spinte al risparmio energetico su cui si stanno concentrando molti governi. Spinte che si tradurranno in un efficientamento, per esempio, delle abitazioni attraverso un uso maggiore di nuovi infissi con maggiori valenze termiche. Si ipotizza che nel 2021 la domanda globale del settore edile dovrebbe crescere del 3,5% rispetto al 2020, anche spinta da un nuovo stile di vita imposto dalla pandemia, in cui la gente vive più in casa e, di conseguenza, investirà più nella manutenzione edilizia delle proprie abitazioni sfruttando gli incentivi degli stati. Le aspettative per il terzo trimestre 2021 vedrebbero una leggera flessione dei prezzi del PVC, a causa di un assestamento globale delle forniture, delle scorte e degli ordini, pur rimanendo i prezzi decisamente più alti rispetto al 2020. Categoria: notizie - plastica - economia circolare - PVC

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La Situazione degli Scarti Metallici sul Mercato Cinese nel 2021di Marco ArezioIl trend rialzista dei prezzi delle materie prime da riciclare trova anche nel campo degli scarti ferrosi e non ferrosi piena rispondenza. La Cina aveva previsto rigide restrizioni delle importazioni inerenti alle materie prime da riciclare nel 2018-2020, per poi diventare più elastica in virtù della crescente domanda di scarti da lavorare da parte del mercato interno come ci racconta Brayan Tailor.La Repubblica Popolare Cinese produce più acciaio, alluminio e rame di qualsiasi altra nazione sulla Terra, quindi se la percentuale di consumo dei rottami dovesse aumentare nel 2021, è probabile che si realizzino degli effetti a catena. Una presentazione online di fine febbraio di Ian Roper e Joyce Li di Shanghai Metals Market (SMM) ha affrontato l'evoluzione del mercato dei rottami metallici di base in Cina, insieme ad altre tendenze che influenzano la produzione e l'uso di acciaio, acciaio inossidabile, alluminio e rame nel paese. Negli ultimi due anni, il governo Cinese aveva imposto barriere sulle importazioni, anche sui rottami ferrosi e non ferrosi, oltre che su altri materiali da riciclo,  con l'ipotesi di un divieto assoluto di importazione per tutti i tipi di rottami il 1 ° gennaio di quest'anno. Li ha osservato che la Cina è lungi dall'essere autosufficiente per quanto riguarda il rame, con il suo "tasso di autosufficienza" che è sceso dal 40% nel 2010 al 22% nel 2019. Le restrizioni sui rottami importati nel 2019 e nel 2020 hanno portato quindi a un aumento del catodo di rame e le importazioni di lingotti di alluminio nel 2020. Sebbene i volumi delle importazioni di rottami siano rimbalzati a Novembre e Dicembre a livello generale, Roper ha notato che le importazioni in Cina sono diminuite di circa 300.000 tonnellate nel 2020. Inoltre ha dichiarato che SMM prevede un incremento delle importazioni generali di rottami nel 2021 nonostante potrebbero crescere globalmente in modo notevole i prezzi. Nel mercato dei metalli ferrosi, i produttori di acciaio Cinesi sembrano spingersi verso i forni elettrici ad arco (EAF) e altre tecnologie progettate per ridurre le emissioni e consumare più rottame. Anche se i produttori Cinesi importeranno nel 2021 circa 1 milione di tonnellate di rottame, Roper ha affermato che si tratta di una quantità che avrà un impatto sui livelli di prezzo della materia prima, in una regione in cui gli stabilimenti di nazioni vicine, come il Vietnam, stanno facendo offerte per lo stesso prodotto.Categoria: notizie - metalli - economia circolare - rottame Vedi maggiori informazioni sul riciclo

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Situazione del Polimero in PVC: si Profila l’11° Aumento Consecutivodi Marco ArezioUna situazione che è diventata francamente paradossale, in cui gli esperti vedono il trend rialzista dei prezzi del PVC estendersi per il secondo trimestre dell’anno.Si parla dell’undicesimo aumento consecutivo che sta gettando nel panico produttori di compounds, di prodotti finiti e della filiera della componentistica. I motivi che hanno portato a questa situazioni sono articolati e, allo stesso tempo, concatenati tra loro come abbiamo potuto già riferire negli articoli che potrete leggere in fondo, sull’andamento mondiale delle materie prime. Il problema non è solo il livello insopportabile dei prezzi per i trasformatori di materia prima, che sono in difficoltà nel rispettare i contratti fatti, ma anche dalla mancanza di approvvigionamenti continuativi e sufficienti per sostenere la produzione. Si stanno verificando, a fronte di un portafoglio ordini sostenuto, il fermo di alcuni impianti produttivi per l’impossibilità di ricevere in tempo la materia prima. Dobbiamo inoltre considerare che all’avvicinarsi della stagione più mite in Europa corrisponde normalmente ad una ripresa delle attività del settore dell’edilizia e del settore agricolo, in cui la richiesta di manufatti in PVC diventa robusta. Per rispondere alle richieste di clienti che acquistano manufatti in PVC normalmente si coinvolge sia il magazzino dei prodotti finiti, costituito nei mesi precedenti la primavera, quando il livello degli ordini solitamente è inferiore alla produzione, sia la produzione quotidiana. Questa situazione nei mesi invernali non si è verificata, in quanto le scorte dei produttori sono generalmente scarse o nulle e la produzione giornaliera soffre di ingressi di materia prima non ottimali. Alcuni operatori, specialmente nel settore dei tubi, hanno dichiarato che stanno valutando se sospendere le produzioni di tubi in PVC a favore dell’HDPE per non perdere fatturato in un momento così importante. C’è anche da considerare che ad incidere negativamente sulla produzione dei prodotti in PVC e dei compounds non è solamente la carenza ormai cronica della materia prima, ma anche quella legata agli additivi che sono necessari per le produzioni. Uno tra tutti è il plastificante che, scarseggiando sul mercato proprio come la materia prima a cui si deve legare, impedisce il regolare svolgimento delle attività produttive.Categoria: notizie - plastica - economia circolare - rifiuti - PVC

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