Nel quattordicesimo capitolo di questa intensa narrazione psicologica, la protagonista Elena si trova di fronte a un bivio esistenziale che cambierà il corso della sua vita. Dopo aver confidato a Matteo le inquietudini nate dalle sue indagini in un manicomio di montagna e i segni misteriosi che accomunano i pazienti, Elena sente crescere il bisogno di risposte che vadano oltre la logica razionale. Grazie a un confronto con il professor Visconti, scopre una tecnica legata agli specchi e all’autoipnosi, una chiave per varcare una soglia tra due mondi.
Nel racconto, l’atmosfera si carica di tensione e mistero: le emozioni si intrecciano alla paura di perdere il controllo, mentre l’amore silenzioso e la solidarietà di Matteo offrono ad Elena la forza di tentare un passo verso l’ignoto. Tra paesaggi montani, silenzi densi e una realtà che inizia a sfumare, la protagonista sperimenta una trasformazione radicale che mette in discussione i confini della percezione, della scienza e della coscienza stessa. In un crescendo di suggestioni e dettagli sensoriali, il capitolo prepara il lettore a un viaggio senza ritorno, in cui ogni scelta diventa il preludio di una scoperta più profonda sulla natura umana e sulle dimensioni nascoste della mente. Un capitolo denso di attesa, bellezza e mistero, che invita a riflettere sul senso della realtà e sul coraggio necessario per affrontarla davvero.
Dal confine tra realtà e sogno: Elena affronta il mistero degli specchi, tra verità nascoste e la promessa di una nuova dimensione
Luglio 2025
di Marco Arezio. Una vita lavorativa spesa nelle direzioni commerciali e marketing di aziende internazionali del settore del riciclo e dell'ambiente, si appassiona alla scrittura fin da giovane. Amante della storia, dell'ambiente e della slowlife, pubblica i suoi romanzi gialli e saggi su Amazon.
Racconti. I Misteri di Oltrecolle. Capitolo 14: La Trasformazione di Elena nel Mondo Riflesso
Quando la mamma di Matteo salutò con un bacio e rientrò in casa, lasciando la porta socchiusa dietro di sé, un silenzio nuovo calò sul terrazzo. Solo la notte restava ad ascoltare. Elena e Matteo rimasero a fissare le stelle, le mani intrecciate sul tavolino ormai freddo, mentre la grappa lasciava un calore sottile che si spargeva nello stomaco.
Per un po’ nessuno parlò.
Poi, con la voce che sembrava emergere da una profondità inaspettata, Elena disse piano:«Matteo… posso chiederti una cosa?»
Lui la guardò, serio. «Certo. Puoi chiedermi qualsiasi cosa.»
Lei sorrise con una gratitudine che le illuminò il volto, poi tornò a fissare il profilo scuro delle montagne. «Avrei bisogno che tu mi ascoltassi, davvero. Ho bisogno di raccontarti qualcosa che non ho mai detto a nessuno. Forse nemmeno a me stessa fino in fondo.»
Matteo si voltò completamente verso di lei, si spostò con la sedia più vicino, e le prese la mano tra le sue, con una calma che sembrava antica.
«Raccontami tutto, Elena. Sai che sono qui.»
Lei si prese un lungo momento per trovare le parole. La notte pareva offrirle tempo e spazio. Raccolse il respiro, lasciando che il fresco della valle la aiutasse a schiarirsi la mente.
«Tutto è cominciato con una consulenza che mi è stata affidata dal professor Visconti, un luminare della psichiatria. Voleva che indagassi sulla situazione di un collega, il dottor Morandi, ricoverato nel manicomio di Oltre il Colle. All’inizio sembrava un incarico quasi di routine, anche se il contesto era già strano: un manicomio in un paese sperduto, atmosfere da altri tempi… Ma, via via che procedeva l’indagine, ogni cosa è diventata sempre più surreale.»
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