Nel cuore di un'indagine che scava nelle profondità della psiche umana, la psichiatra Elena si trova di fronte a un enigma agghiacciante. Mentre esamina i meticolosi fascicoli clinici del dottor Morandi, un dettaglio inspiegabile cattura la sua attenzione: un vuoto improvviso di due anni, un silenzio assordante nelle annotazioni, come se una parte della storia fosse stata brutalmente cancellata.
Cosa è accaduto in quel lasso di tempo? E, soprattutto, qual è la vera natura del suo compito? Valutare la psiche di Morandi o indagare un operato che nasconde segreti inconfessabili? Il mistero di quei due anni senza tracce tormenta Elena, suggerendo che la verità non si celi nelle diagnosi, ma in ciò che è stato taciuto, in quelle assenze più eloquenti di qualsiasi presenza.
Mentre cerca di ottenere risposte dal celebre Professor Visconti, un'autorità nel campo della psichiatria, la realtà si deforma in modo sconcertante. La conversazione si trasforma in un incubo: voci inaspettate emergono dal viva voce, presenze che dovrebbero essere altrove, intrappolate tra le mura di una clinica o di un manicomio.
Un'ondata di domande travolge Elena: è un esperimento? Un delirio? O la realtà stessa sta cedendo il passo a un mondo parallelo? Le sue certezze vacillano, e il confine tra vero e immaginario si fa sottile, pericolosamente sottile. Cosa succederà quando Elena sarà posta di fronte a una verità che sfida ogni comprensione razionale?
Elena scopre una sconcertante interruzione nei dossier di Morandi. Cosa nasconde il passato?
Luglio 2025
di Marco Arezio. Una vita lavorativa spesa nelle direzioni commerciali e marketing di aziende internazionali del settore del riciclo e dell'ambiente, si appassiona alla scrittura fin da giovane. Amante della storia, dell'ambiente e della slowlife, pubblica i suoi romanzi gialli e saggi su Amazon.
Racconti. I Misteri di Oltrecolle. Capitolo 11: Un Mistero Nascosto nelle Cartelle Cliniche
Elena si immerse nei fascicoli, uno dopo l’altro, scorrendo le cartelle cliniche compilate da Morandi con attenzione quasi ossessiva. Le diagnosi che trovava erano puntuali, articolate, prive di superficialità: sintomi descritti con cura, valutazioni dettagliate, tracciati di terapie, note sull’evoluzione clinica di ciascun paziente. Sembrava che ogni caso fosse stato seguito con rigore e partecipazione, almeno fino a un certo punto.
Poi, scorrendo i fascicoli in sequenza cronologica, Elena si ricordò di un dettaglio che aveva visto la prima volta che aveva letto alcuni fascicoli: tutti i dossier si interrompevano, quasi bruscamente, nello stesso periodo. Dopo quella data, che coincideva più o meno con la metà del suo incarico a Oltrecolle, sembrava aprirsi una lunga parentesi di silenzio. Le annotazioni riprendevano solo un paio d’anni dopo, senza spiegazioni, come se nulla fosse accaduto nel frattempo. Era come se una parte della storia fosse stata cancellata o tenuta nascosta tra le pieghe di quei documenti.
Si chiese cosa dovesse davvero indagare.
Era lì per valutare lo stato psichiatrico attuale di Morandi, come richiesto dal Professor Visconti? O il vero nodo stava nell’attività clinica passata, nel modo in cui aveva lavorato con i pazienti e nei motivi di quella lunga sospensione improvvisa? Si domandò se Visconti desiderasse un profilo psichiatrico di Morandi oppure una sorta di inchiesta sul suo operato professionale, sulle scelte compiute nel reparto e su ciò che poteva aver lasciato tracce più sottili, o addirittura pericolose,nelle vite dei suoi pazienti.Ma, soprattutto, restava il mistero di quei due anni senza annotazioni. Cos’era accaduto in quel tempo? Perché Morandi aveva smesso di scrivere, di registrare casi, di affidare alle cartelle cliniche il filo conduttore del suo lavoro? Un dubbio le si fece strada: che proprio quel vuoto, quel silenzio burocratico, fosse la vera chiave del mistero. E forse, pensò Elena, la risposta non era sepolta tra i numeri e le diagnosi, ma altrove, nel non detto, nel mancato racconto, nelle assenze più che nelle presenze. E in quel momento, seduta nella penombra della biblioteca, comprese quanto fosse sottile il confine tra il ruolo del medico, dell’investigatore, e quello, dolorosamente umano, di chi cerca una verità che forse non si lascerà mai afferrare del tutto....
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