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I MISTERI DI OLTRECOLLE. CAPITOLO 7: L'INCONTRO CON IL DOTT. MORANDI

Slow Life
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare - I Misteri di Oltrecolle. Capitolo 7: L'incontro con il dott. Morandi
Sommario

Nel settimo capitolo, Elena entra per la prima volta nella sala colloqui dell’ospedale Faccanoni per incontrare il misterioso dottor Morandi, figura centrale della sua indagine. L’ambiente è essenziale e privo di distrazioni, segnato da un’atmosfera sospesa che amplifica la tensione emotiva della scena. Morandi appare sorprendentemente curato e dignitoso, ma rimane chiuso nel suo silenzio, alimentando il senso di enigma. Elena tenta con cautela diversi approcci, passando dal rispetto dei suoi silenzi a domande aperte sulla sua vita e sul suo passato professionale, senza ottenere grandi risultati.

Solo dopo molta insistenza riesce a far emergere una parola chiave – “lavoro” – che apre uno spiraglio su un mondo interiore complesso e forse ancora inaccessibile. Attraverso un dialogo teso e frammentato, emergono temi profondi come il senso del ruolo del medico, i confini tra cura e controllo, e la visione di un “mondo parallelo” che unisce chi vive la sofferenza mentale. L’incontro diventa così un duello psicologico, dove lo sguardo e il non detto contano più delle parole. Elena esce dalla stanza con nuovi interrogativi, consapevole di trovarsi di fronte a una realtà molto più intricata di quanto avesse immaginato, e con il sospetto che il mistero di Oltrecolle sia solo all’inizio della sua rivelazione.

Nel cuore della sala colloqui: tra silenzi, verità nascoste e lo sguardo ipnotico di una mente enigmatica


Luglio 2025

di Marco Arezio. Una vita lavorativa spesa nelle direzioni commerciali e marketing di aziende internazionali del settore del riciclo e dell'ambiente, si appassiona alla scrittura fin da giovane. Amante della storia, dell'ambiente e della slowlife, pubblica i suoi romanzi gialli e saggi su Amazon.

Racconti. I Misteri di Oltrecolle. Capitolo 7: L'incontro con il dott. Morandi


Il dottor Morandi era già seduto nella sala colloqui quando Elena entrò, guidata dal passo silenzioso dell’infermiera. La scena che le si presentò era molto diversa da quanto si sarebbe aspettata dopo i racconti sul suo isolamento e mutismo. L’uomo che aveva davanti era curato nei dettagli: i capelli corti e ordinati, il viso rasato di fresco, i vestiti semplici ma puliti, una camicia azzurra abbottonata fino al collo e un maglione grigio che ne proteggeva le spalle. Non c’era nulla, nel suo aspetto, che tradisse abbandono o trascuratezza; anzi, colpiva la dignità composta con cui occupava lo spazio, quasi volesse ancora trasmettere, almeno nel gesto, un senso di ordine e rispetto.


La sala era spoglia e silenziosa, rischiarata dalla luce chiara che entrava dalle ampie finestre.

Gli arredi ridotti all’essenziale: alcuni tavoli in legno chiaro, sedie dalle linee semplici, le pareti nude interrotte solo da qualche quadro sbiadito, nature morte o paesaggi poco ispirati, scelti più per riempire che per arredare davvero. Sulla parete di fronte, una finestra si apriva con vista diretta verso la chiesa di Sarnico, il campanile che spuntava tra i tetti rossi e il riflesso tremolante del lago appena oltre la piazza.

C’era nell’aria una calma apparente, quasi una sospensione che avrebbe potuto invitare alla riflessione. Ma Elena, entrando e posando la borsa accanto alla sedia, avvertì dentro di sé una tensione sottile e crescente. Sentiva il cuore batterle più forte del solito, e la consapevolezza che quel primo incontro avrebbe potuto segnare una svolta decisiva nella sua indagine. Morandi non alzò subito lo sguardo, ma si percepiva in lui una presenza vigile, una compostezza quasi antica. Ogni dettaglio – la postura diritta, le mani raccolte sul tavolo, la serenità impassibile dei suoi gesti – aggiungeva un’ulteriore sfumatura al mistero che Elena si portava dietro da Oltrecolle.

In quell’ambiente spoglio, privo di orpelli e di qualsiasi elemento che potesse distrarre, Elena sentiva l’importanza di ogni parola e di ogni silenzio. Sapeva che il dialogo con Morandi sarebbe stato tutt’altro che semplice, ma in quella stanza, immersa in una luce chiara e priva di compromessi, avvertì che era il momento di mettere da parte ogni esitazione. Raccolse un respiro profondo e si sedette, preparandosi a quell’incontro che, forse, avrebbe finalmente fatto luce sulle ombre che da giorni la inquietavano....

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