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1572 CARNEVALE DI SANGUE. CAPITOLO 10. L’OMBRA DI MOROSINI E IL DESTINO DI LORENZO A VENEZIA

Slow Life
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare - 1572 Carnevale di Sangue. Capitolo 10. L’ombra di Morosini e il destino di Lorenzo a Venezia
Sommario

Nel cuore di una Venezia intrisa di segreti e giochi di potere, la vita di Lorenzo scorre tra dubbi e silenzi, sospesa come la nebbia che avvolge i canali. Attorno a lui, figure influenti tramano viaggi e alleanze, mentre le strade verso il Nord Europa e le corti italiane si caricano di promesse e pericoli. La città è un palcoscenico in cui ogni gesto ha il peso di una scelta, e nulla è mai lasciato al caso.

Il protagonista si trova davanti a decisioni che potrebbero cambiarne il destino, incastrato tra la fedeltà al suo signore e il richiamo di un intrigo che si allunga oltre i confini della laguna. Le stanze affrescate, i tavoli colmi di mappe e registri, i silenzi interrotti solo da parole misurate: tutto si tinge di tensione, come un respiro trattenuto prima di una svolta.

È un racconto di attese e di sguardi, di equilibri fragili e promesse non dette, dove l’incertezza diventa compagna silenziosa e il futuro appare come un enigma ancora da scrivere. In questo intreccio di viaggi, ricchezze e segreti, Venezia diventa la vera protagonista, con i suoi canali oscuri e le sue stanze illuminate da candele che custodiscono destini incerti.

Tra intrighi di potere e viaggi pericolosi, Lorenzo si trova custode di segreti e affari che potrebbero trasformarsi in una trappola mortale


Settembre 2025

di Marco Arezio. Una vita lavorativa spesa nelle direzioni commerciali e marketing di aziende internazionali del settore del riciclo e dell'ambiente, si appassiona alla scrittura fin da giovane. Amante della storia, dell'ambiente e della slowlife, pubblica i suoi romanzi gialli e saggi su Amazon.

Racconti. 1572 Carnevale di Sangue. Capitolo Capitolo 10. L’ombra di Morosini e il destino di Lorenzo a Venezia


Lorenzo trascorse la tarda mattinata immerso in una nebbia di pensieri che non riusciva a dissipare. Seduto al suo scrittoio, con le mani intrecciate sopra un foglio rimasto bianco, fissava un punto impreciso del muro, come se là dentro potesse trovare una risposta. Restava però un problema che lo tormentava più degli altri: cosa avrebbe deciso Morosini riguardo alla sua scorta?

Il viaggio verso Anversa non era un semplice spostamento commerciale. Era un rituale di potere, un pellegrinaggio finanziario verso le corti del Nord Europa, dove si decidevano alleanze e fortune con la stessa leggerezza con cui si scambiavano gemme e ducati. Morosini portava con sé non solo pietre preziose, ma la propria reputazione, e questo lo rendeva un bersaglio tanto per i banditi da strada quanto per i rivali più raffinati.


Lorenzo lo sapeva: per la sua incolumità e quella del carico, sarebbe stata necessaria una scorta armata imponente.

Ma qui nasceva il dubbio che lo rodeva: Alberto, la sua ombra silenziosa, sarebbe partito con Morosini oppure sarebbe rimasto a Venezia al suo fianco?

Se Morosini avesse preteso la sua presenza, Lorenzo si sarebbe trovato improvvisamente senza un appoggio per organizzare la spedizione verso Mantova. Ma se Alberto fosse rimasto, allora il compito sarebbe stato diverso: recuperare l’anello rubato, seguire la traccia fino al mercante turco che lo aveva portato alla corte dei Gonzaga a Mantova, e riportarlo indietro prima che la gemma diventasse merce di scambio nelle mani sbagliate.....

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