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I MISTERI DI OLTRECOLLE. CAPITOLO 16: NON TUTTO È COME SEMBRA

Slow Life
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare - I Misteri di Oltrecolle. Capitolo 16: Non tutto è come sembra
Sommario

Elena, spinta dalla curiosità, lascia il cuore ordinato della città per esplorarne i confini, inoltrandosi tra villette tranquille, giardini curati e sentieri profumati di fiori e piante aromatiche. Un incontro inaspettato con un uomo che noleggia biciclette elettriche le apre la strada verso un percorso immerso nella natura, tra boschetti ombrosi e radure fiorite. Pedalando senza fretta, la pace del paesaggio sembra nascondere un filo sottile di inquietudine. Attraverso un bosco fitto, Elena raggiunge una collina da cui scorge una vallata animata da un’intensa attività agricola e artigianale, in netto contrasto con la calma del paese. Due mondi vicinissimi ma separati, come universi paralleli che raramente si sfiorano. L’armonia apparente lascia il posto a una sensazione di mistero: qualcosa, oltre la bellezza e l’ordine, resta non detto, e la percezione che le regole di questo luogo obbediscano a logiche diverse comincia a farsi strada dentro di lei.

Un rituale inquietante e l’ombra del controllo tecnologico rivelano un ordine oscuro sotto la superficie


Agosto 2025

di Marco Arezio. Una vita lavorativa spesa nelle direzioni commerciali e marketing di aziende internazionali del settore del riciclo e dell'ambiente, si appassiona alla scrittura fin da giovane. Amante della storia, dell'ambiente e della slowlife, pubblica i suoi romanzi gialli e saggi su Amazon.

Racconti. I Misteri di Oltrecolle. Capitolo 16: Non tutto è come sembra


Dopo una lunga passeggiata nel cuore di quella città silenziosamente pulsante di vita, Elena sentì il bisogno di allontanarsi dal centro e respirare l’aria della periferia, di spingersi oltre i confini rassicuranti dell’agglomerato urbano per capire cosa ci fosse al di là delle piazze, delle vie acciottolate, dei palazzi che raccontavano storie di secoli lontani. Camminò piano, lasciandosi guidare dalla curiosità più che dalla direzione, spingendosi verso le zone in cui la città sfumava nella campagna. I rumori del mercato, le voci allegre e pacate della gente, svanivano gradualmente alle sue spalle, lasciando il posto a una quiete punteggiata solo dal cinguettio degli uccelli e dallo scorrere lento del vento tra i rami degli alberi.


Il paesaggio cambiava passo dopo passo: le case si diradavano, i palazzi cedevano il posto a villette basse dai tetti spioventi, giardini ordinati e sentieri di ghiaia che si perdevano tra filari di tigli e cespugli di rose selvatiche.

Elena camminava leggera, come se il peso degli ultimi giorni si fosse dissolto nella luce chiara del mattino, ma sentiva comunque una sottile linea di tensione, quasi un’inquietudine di fondo, come se dietro quella perfezione apparente si celasse qualcosa di non detto, una storia sotterranea che aspettava solo di essere scoperta.

Giunta all’estremo limite del paese, notò un piccolo chiosco in legno, abbellito da rampicanti e fiori dai colori sgargianti. Davanti, un uomo sulla cinquantina, abbronzato e sorridente, sistemava con cura una fila di biciclette elettriche, ognuna con la batteria appena caricata e il telaio luccicante. Indossava una maglietta azzurra, i pantaloni corti e un cappellino bianco calato sulla fronte, che lasciava intravedere occhi vivaci e gentili......

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