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https://www.rmix.it/ - Plastica riciclata, macchine e prodotti finiti.
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Plastica riciclata, macchine e prodotti finiti.
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Le professioni che muoiono e che nascono nel settore della plastica riciclata, delle macchine e dei prodotti finiti di Marco ArezioLa distribuzione dei prodotti che abbracciano il settore plastico, con particolare riferimento a quella riciclata, alle macchine per la lavorazione della plastica e anche ai prodotti finiti fatti in plastica riciclata, si sta spostando con una certa rapidità verso canali distributivi impensabili fino a qualche anno fà. Se consideriamo alcuni articoli o settori dove la standardizzazione produttiva ha portato alla creazione di prodotti tecnicamente semplici da valutare per l’acquirente e dove la competizione commerciale spinge le aziende a trovare nuovi mercati mondiali, si può notare come il modello distributivo stia cambiando in fretta. Per le tre famiglie prese in considerazione, la figura professionale della risorsa umana dedicata alla vendita, che sia dipendente o agente poco importa, aveva conservato fino a poco tempo fà un ruolo centrale nella conclusione dell’operazione di distribuzione dei prodotti. Unitamente alle attività di marketing tradizionali, che comportavano il lancio di prodotti attraverso le fiere, la comunicazione sulla stampa specializzata e sul sito internet aziendale, l’uomo addetto alle vendite era probabilmente la pedina più importante in quanto definiva la conclusione dell’ordine. Le capacità professionali, carismatiche e seduttive del venditore nei confronti del cliente, era il peso in termini dell’importanza di un’azienda sul mercato, insieme alla qualità dei prodotti, alla distribuzione e alla serietà del team. La gestione delle reti vendita, specialmente se strutturate in aree geografiche molto ampie, comporta costi elevati, un’organizzazione importante, la difficoltà di reperire, formare e mantenere in azienda figure professionali capaci e tempi operativi dilatati rispetto alla potenzialità del mercato. Si sono quindi apprezzate, negli ultimi anni, forme alternative di distribuzione di articoli in cui la vendita avesse più un’impronta commerciale che tecnica: i polimeri, alcune macchine per la plastica e i prodotti finiti. Questi mezzi commerciali sono principalmente i portali web, generici o specializzati, con carattere solo informativo o prettamente di vendita, che danno all’imprenditore una visibilità immediata per la propria azienda e i propri prodotti. A seconda delle tipologie degli articoli da proporre e di aree geografiche da coprire, troviamo portali generalisti, come Alibaba, in cui si vende di tutto, quindi con una bassa specializzazione, ma con un’alta distribuzione, fino ad arrivare a portali specialistici, come rMIX, che si occupano esclusivamente del mondo della plastica riciclata e del suo indotto (macchine, stampi, prodotti finiti, consulenti, distributori e lavoro) in tutto il mondo. Esistono poi portali semi-specializzati, che trattano un settore come quello della plastica, per esempio, in aree geografiche nazionali o regionali. A seconda dei prodotti da distribuire e delle aree di suo interesse, l’imprenditore può scegliere se indirizzarsi verso un portale generalista internazionale, semi-specializzato in un ambito nazionale o regionale o uno specializzato, con traduzioni automatiche dei propri annunci nelle lingue di chi li leggerà, in un ambito internazionale. I portali web aiutano l’imprenditore a raggiungere un’area geografica sempre più ampia o/e una platea di persone più vasta, con la quale poter interagire direttamente dall’azienda aumentando i contatti e riducendo le spese. Le aziende di dimensioni più grandi normalmente sfruttano entrambi i sistemi distributivi, quello tradizionale con la rete vendita sul campo, più per un rafforzamento del marchio che per un’azione commerciale diretta, mentre quelle medio piccole trovano nei portali web un’occasione imperdibile per essere presenti in molte nazioni attraverso la rete. In questo scenario che sta evolvendo di giorno in giorno, ci sono professionalità, come quella dell’agente o venditore diretto, che subiranno un ridimensionamento dal punto di vista quantitativo o involutivo nelle assunzioni, per dare spazio a figure professionali nuove che gestiranno la comunicazione aziendale attraverso le piattaforme specializzate web e i social. Quale è il filone distributivo per la mia azienda? Difficile rispondere da questo articolo in quanto sia il sistema tradizionale di distribuzione che quello attraverso le piattaforme web hanno pro e contro in funzione dei progetti aziendali, dei prodotti da vendere, delle aree da coprire, dalla dimensione dell’azienda e dai capitali a disposizione per l’attività di marketing. E’ consigliabile sicuramente appoggiarsi, per la scelta corretta, a chi è specializzato nella comunicazione marketing nell’ambito della plastica e del suo indotto. Se guardiamo in modo distaccato l’evoluzione della comunicazione professionale sulla rete, si può dire che i portali web, specializzati, semi-specializzati e altamente specialistici, stanno destando l’interesse dei clienti in tutto il mondo e la spesa per banners, servizi di informazioni sui prodotti, sulla clientela e di comunicazione sponsorizzata, stanno crescendo velocemente. Sui portali web professionali non troviamo solo aziende che hanno bisogno di visibilità internazionale, ma anche colossi già molto affermati dal punto di vista del marchio e dei prodotti che fanno del canale web un’ulteriore forma di distribuzione internazionale.

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https://www.rmix.it/ - Il Mondo della Carta: Professioni e Competenze nel Cuore dell’Industria Cartaria
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Il Mondo della Carta: Professioni e Competenze nel Cuore dell’Industria Cartaria
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Un Viaggio tra le Diverse Figure Professionali e le Abilità Richieste per Innovare e Sostenere la Produzione della Carta, dalla Foresta al Mercato Globaledi Marco ArezioIl settore della produzione della carta rappresenta una delle industrie più antiche e, al contempo, innovative del mondo. La sua complessità non risiede solo nel prodotto finale, ma soprattutto nel variegato mosaico di professionalità e competenze necessarie per portare un semplice foglio di carta dalla foresta al consumatore. In questo viaggio, ogni passaggio coinvolge esperti in differenti campi, tutti impegnati a garantire efficienza, sostenibilità e qualità. Dalla Foresta alla Cartiera: La Gestione Forestale Il punto di partenza della produzione della carta è indiscutibilmente la foresta. La gestione forestale, dunque, è una delle prime tappe cruciali. I gestori forestali sono i custodi delle risorse naturali. La loro missione non è solo quella di assicurare una fornitura costante di legno, ma anche di preservare l'equilibrio ecologico. Per riuscirci, devono possedere una conoscenza approfondita delle dinamiche forestali, delle pratiche di silvicoltura sostenibile e delle tecniche di gestione del territorio. Devono essere capaci di valutare la salute delle foreste, pianificare a lungo termine e utilizzare strumenti tecnologici come i GIS per monitorare e gestire il territorio in modo efficace. L'Ingegneria Meccanica: Il Cuore della Produzione Quando si passa alla fase di lavorazione del legno e alla produzione della carta, l'ingegneria meccanica diventa protagonista. Gli ingegneri meccanici nel settore cartario sono responsabili della progettazione e manutenzione delle macchine utilizzate. Queste macchine sono complesse e richiedono una precisione elevata. Gli ingegneri devono possedere competenze avanzate di meccanica e ingegneria, saper utilizzare software di progettazione CAD e avere un'ottima capacità di problem solving. La manutenzione preventiva e correttiva è essenziale per evitare fermi macchina e garantire un flusso di produzione continuo ed efficiente. Il Ruolo Cruciale dell'Ingegneria Chimica Parallelamente, l'ingegneria chimica gioca un ruolo fondamentale nella trasformazione del legno in pasta di cellulosa e, successivamente, in carta. Gli ingegneri chimici devono comprendere i complessi processi chimici coinvolti, ottimizzare le reazioni per massimizzare l'efficienza e minimizzare gli sprechi. Devono essere esperti nelle tecniche di laboratorio e analisi chimiche, capaci di migliorare continuamente i processi industriali per aumentare la sostenibilità e la sicurezza. La gestione delle sostanze chimiche e il rispetto delle normative ambientali sono altrettanto cruciali. La Precisione dei Tecnici di Laboratorio La qualità della carta prodotta dipende in gran parte dal lavoro dei tecnici di laboratorio. Questi professionisti eseguono una serie di test fisici, chimici e biologici sui campioni di carta per assicurarsi che rispondano agli standard richiesti. Devono essere abili nelle tecniche di test e misurazione, avere un occhio attento per i dettagli e saper analizzare i dati raccolti per redigere rapporti tecnici precisi. La loro precisione e meticolosità sono essenziali per garantire che ogni foglio di carta abbia le caratteristiche desiderate. La Gestione della Produzione: Efficienza e Sicurezza Un altro aspetto cruciale della produzione della carta è la gestione della produzione. I responsabili della produzione devono coordinare tutte le attività operative, assicurandosi che i processi siano efficienti e sicuri. Devono possedere una profonda conoscenza della logistica, essere leader capaci di motivare e gestire il personale, e avere la capacità di ottimizzare i processi produttivi per gestire i costi e massimizzare la produttività. Inoltre, devono garantire il rispetto delle normative di sicurezza e ambientali, un compito che richiede una costante vigilanza e aggiornamento.Innovazione e Sostenibilità: Ricerca e Sviluppo La continua evoluzione del settore della carta richiede un costante impegno in ricerca e sviluppo (R&D). I professionisti in R&D lavorano su nuovi materiali, tecnologie e processi per migliorare le caratteristiche della carta e ridurre l'impatto ambientale della produzione. Questi esperti devono avere una solida formazione in chimica dei materiali e ingegneria chimica, capacità di condurre esperimenti innovativi e analizzare i risultati. La loro creatività e capacità di problem solving sono fondamentali per sviluppare nuove soluzioni sostenibili e mantenere l'industria all'avanguardia. Sostenibilità e Responsabilità Ambientale In un'epoca in cui la sostenibilità è diventata una priorità globale, la gestione ambientale è un aspetto cruciale del settore della carta. I professionisti della gestione ambientale lavorano per assicurarsi che le pratiche di produzione siano ecologicamente responsabili. Devono monitorare l'uso delle risorse, gestire i rifiuti, ridurre le emissioni e garantire che l'azienda rispetti tutte le normative ambientali. Questo richiede una profonda conoscenza delle normative e delle pratiche di sostenibilità, oltre a capacità analitiche per valutare l'impatto ambientale delle attività aziendali. Marketing e Vendite: Portare la Carta sul Mercato Infine, il marketing e le vendite sono essenziali per portare il prodotto finale sul mercato. I professionisti in questo settore devono comprendere le esigenze dei clienti, sviluppare strategie di mercato efficaci e gestire le relazioni con i clienti. Devono avere ottime capacità di comunicazione e negoziazione, una profonda conoscenza del mercato e delle tendenze di consumo, e la capacità di sviluppare campagne di marketing che evidenzino i punti di forza dei prodotti. Conclusioni Il settore della produzione della carta è un universo dinamico e affascinante, in cui ogni professione svolge un ruolo fondamentale per garantire efficienza, qualità e sostenibilità. Le competenze richieste sono molteplici e diversificate, e spaziano dalla gestione forestale all'ingegneria, dalla chimica alla gestione della produzione, dalla ricerca alla sostenibilità, fino al marketing e alle vendite. La crescente attenzione alla sostenibilità e all'innovazione richiede che i professionisti di questo settore investano nella formazione continua e nello sviluppo di competenze trasversali per adattarsi alle mutevoli esigenze del mercato. Solo attraverso un impegno costante e una visione integrata delle diverse professionalità coinvolte, il settore della produzione della carta potrà continuare a crescere e a contribuire in modo significativo all'economia globale.

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https://www.rmix.it/ - I Prodotti Online e il Greenwashing: Come Difendersi da un Fenomeno in Aumento
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare I Prodotti Online e il Greenwashing: Come Difendersi da un Fenomeno in Aumento
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Il commercio online sta avanzando in modo prepotente nelle abitudini dei consumatori, forte di alcune peculiarità che aiutano il fenomenodi Marco ArezioVelocità di consegne, semplicità nell’acquisto, cataloghi molto ampi, economicità dei prezzi e comodità rispetto all’acquisto in un negozio fisico, specialmente in periodi come questi dove vi sono restrizioni nella mobilità. Una corsa alle vendite on line è fatta anche da produttori di articoli che fino a poco tempo fa non utilizzavano questo canale e, quindi, il bacino dell’offerta è diventato veramente enorme. Tra migliaia di offerte per articoli simili, il marketing ha affinato tecniche persuasive verso i clienti sapendo cosa i consumatori si aspettano di trovare in un prodotto. La Commissione Europea e le autorità nazionali di tutela dei consumatori hanno indagato sulle offerte di alcuni prodotti nel mercato on line e hanno notato una massiccia presenta di messaggi fuorvianti, esagerati e, a volte, falsi, in merito al greenwashing. Poiché i consumatori che utilizzano il servizio degli acquisti on line sono anche clienti che richiedono generalmente prodotti più sostenibili, le informazioni sui prodotti in vendita da parte dei produttori o la pubblicità sull’articolo, sono spesso intrise di affermazioni che richiamano la sostenibilità e la riciclabilità dello stesso. Termini come riciclato, verde, green economy, ecologico, biologico, impatto zero, e molti altri spesso si trovano sulle confezioni ma, in realtà, non rispecchiano sempre la filiera produttiva dell’articolo, dando al cliente informazioni non corrette e senza supportare le affermazioni con prove. Uno studio della Comunità Europea ha valutato 344 dichiarazioni di sostenibilità "apparentemente dubbie" fatte online dalle aziende, la maggior parte delle quali nei settori dell'abbigliamento e dei tessuti, dei cosmetici, della cura della persona e delle apparecchiature domestiche. Nel 42% dei casi le autorità di controllo nazionali hanno appurato che le affermazioni stampate sugli imballi fossero false, ingannevoli o potenzialmente ingannevoli per i consumatori, quindi da considerare come una pratica sleale secondo il diritto dell’Unione Europea. Queste informazioni che il consumatore trova sugli imballi non sono sufficienti per permettere una corretta scelta del prodotto e, nel 37% dei casi, vengono utilizzati termini volutamente vaghi senza dati a supporto chiari e certificati. Il commissario europeo per la giustizia Didier Reynders, ha affermato che mentre alcune aziende si sforzano di produrre prodotti realmente eco-compatibili, altre prendono una strada più breve e senza costi, attraverso l’uso di affermazioni vaghe, false o esagerate. Per parlare di un settore in cui il fenomeno è sotto gli occhi di tutti, possiamo citare il comparto della produzione e raffinazione dei carburanti fossili, le cui società stanno spendendo enormi risorse economiche per crearsi una reputazione più verde. Ma interessante è anche notare, per esempio, le informazioni che i consumatori possono trovare su un flacone di detersivo, in cui si legge spesso la frase: Prodotto Riciclabile. Non vi è dubbio che sia una affermazione corretta, un flacone in HDPE fatto con polimero vergine è riciclabile, ma è fuorviante, se anche abbinato a sigle o disegni che fanno immaginare la natura e la cura dell’ecosistema, inducendo il consumatore ad acquistare un flacone che non segue i principi dell’economia circolare. Infatti, il flacone per rispettare i canoni della circolarità delle materie prime deve essere fatto in plastica riciclata e, sull’etichetta, ci dovrà essere riportata una frase simile a: flacone fatto con materiale riciclato che può essere riciclato nuovamente. La Commissione Europea ha inviato agli stati membri un avviso di attenzione verso queste pratiche scorrette con l’esortazione di vigilare e punire chi trasgredisce le regole. Da parte del consumatore è sempre importante informarsi prima di effettuare un acquisto, cercando di farsi un quadro chiaro di cosa è riciclato, riciclabile o falsamente tale, mettendo a confronto più prodotti e le informazioni che i produttori distribuiscono al mercato.

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https://www.rmix.it/ - Il Branding Può Sostituire il Giudizio Critico? Rischi per i Consumatori
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Il Branding Può Sostituire il Giudizio Critico? Rischi per i Consumatori
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Quando l’Identità del Marchio Sovrasta il Giudiziodi Marco ArezioViviamo in un mondo sempre più dominato da marchi potenti e strategie di marketing raffinate, dove il branding non è più semplicemente un simbolo o un logo, ma un'intera esperienza costruita attorno a un prodotto o un servizio. Ogni giorno, il consumatore si trova di fronte a decisioni d’acquisto che sono influenzate da narrazioni ben curate, spesso più persuasive della qualità intrinseca dei prodotti. In un contesto del genere, il rischio che il branding possa sostituire il giudizio critico è reale e significativo, con conseguenze che vanno ben oltre una semplice scelta sbagliata. La forza del branding risiede nella sua capacità di costruire un’identità per il prodotto o servizio, trasformandolo in un simbolo di aspirazioni personali, valori condivisi e persino status sociale. Tuttavia, questa capacità persuasiva può diventare pericolosa quando i consumatori, travolti da emozioni e associazioni positive, rinunciano a valutazioni razionali. Questo fenomeno non solo influenza il comportamento individuale, ma modifica anche il panorama economico, premiando spesso le apparenze rispetto alla sostanza. L'Impatto Del Branding: Più di un Nome Il branding è l'arte di creare un'identità che non solo renda un prodotto riconoscibile, ma lo elevi a simbolo di determinati valori, aspirazioni e stili di vita. Marchi come Apple, Nike e Coca-Cola non vendono solo prodotti; vendono status, emozioni e un senso di appartenenza. Ma cosa accade quando questa connessione emotiva diventa così forte da farci ignorare difetti evidenti o alternative più valide? Il rischio è che il marchio si trasformi in una scorciatoia mentale, sostituendo analisi razionali con una fiducia cieca. Meccanismi Psicologici e Influenze Subdole Il branding si inserisce profondamente nei processi cognitivi, sfruttando meccanismi psicologici per orientare le decisioni dei consumatori. Non si tratta solo di un esercizio creativo, ma di una strategia che attinge alle scienze comportamentali e alla psicologia del consumatore. Attraverso una combinazione di simboli, narrazioni e promesse, i brand costruiscono un sistema di associazioni mentali che agiscono in modo quasi subliminale, portando il consumatore a scegliere un prodotto o un servizio spesso senza una valutazione razionale approfondita. Bias Cognitivi: Se percepiamo un marchio come sinonimo di qualità, tendiamo a valutare positivamente i suoi prodotti, anche se ci sono prove contrarie. Effetto Halo: Un marchio noto spesso influenza la nostra percezione di qualità su tutti i suoi prodotti, indipendentemente dalle loro effettive caratteristiche. Illusione di Scarsità: Creare un senso di esclusività può spingere i consumatori ad acquisti impulsivi, temendo di perdere un’opportunità. I Rischi di un Branding Dominante Il branding dominante rappresenta un fenomeno complesso e talvolta insidioso, dove l’identità del marchio sovrasta il valore reale del prodotto o servizio. Questo accade quando il consumatore si affida esclusivamente all’immagine del brand, senza mettere in discussione la qualità, l’etica o il prezzo del bene acquistato. Nel tempo, tale dinamica può erodere la capacità critica del pubblico, creando una realtà in cui l’apparenza conta più della sostanza. Esplorare i rischi associati a questa tendenza è fondamentale per comprendere come proteggere i consumatori da potenziali abusi e favorire una competizione più equa e trasparente. 1. Prodotti Sovraprezzati o di Qualità Inferiore Un marchio forte può farci pagare di più per un prodotto che, in termini pratici, offre meno rispetto a opzioni di marchi meno noti o generici. L'apparenza prevale sulla sostanza. 2. Legame Emotivo e Mancanza di Obiettività Quando il branding diventa parte dell'identità personale, i consumatori sono meno propensi a riconoscere difetti o comportamenti scorretti dell'azienda. 3. Riduzione della Scelta Concentrarsi su pochi marchi noti limita la scoperta di alternative, soffocando la concorrenza e premiando solo le grandi aziende dominanti. 4. Consumi Poco Responsabili Il greenwashing è un esempio lampante di come il branding possa ingannare: molte aziende sfruttano il linguaggio della sostenibilità per costruire un’immagine etica senza attuare veri cambiamenti. Come Proteggersi: Strategie per Consumatori Consapevoli Per evitare di cadere vittime del potere del branding, è fondamentale riconoscere quanto sia facile cadere preda delle sue dinamiche persuasive. Un marchio ben costruito non si limita a rappresentare un prodotto, ma può influenzare profondamente i nostri processi decisionali, spesso a scapito della razionalità e della consapevolezza. Pertanto, è cruciale adottare un approccio più critico e consapevole: Ricerca Approfondita: Prima di acquistare, confrontare recensioni e specifiche tecniche da fonti affidabili per andare oltre il fascino del marchio. Valutare Pratiche Etiche: Informarsi sulle politiche aziendali in termini di sostenibilità, diritti dei lavoratori e impatto ambientale. Domandarsi il Perché: Riflettere sul motivo dell'acquisto. È realmente utile o è una risposta emotiva all'immagine del marchio? Supportare la Diversità: Sostenere piccoli produttori, marchi locali o innovativi contribuisce a promuovere un mercato più equo e variegato. Conclusione Il branding può arricchire l’esperienza d’acquisto, ma solo se gestito con consapevolezza. Lasciarsi guidare esclusivamente da un marchio significa rinunciare al proprio potere decisionale, accettando passivamente ciò che il marketing vuole proporre. Essere consumatori consapevoli è un atto di responsabilità non solo verso se stessi, ma anche verso un mercato che ha bisogno di equità, trasparenza e diversità per crescere in modo sostenibile.© Riproduzione Vietata

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https://www.rmix.it/ - La tua Azienda Poggia su Solide Gambe? Non ha Bisogno di un Aiuto?
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare La tua Azienda Poggia su Solide Gambe? Non ha Bisogno di un Aiuto?
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La tua Azienda Poggia su Solide Gambe? Non ha Bisogno di un Aiuto?di Marco ArezioMolte aziende, specialmente quelle medio-piccole, si identificano totalmente nell’imprenditore che le ha fondate o nella famiglia che da generazioni porta aventi l’attività.Nel corso degli anni il mercato è cambiato e continua a cambiare e, spesso, la dimensione aziendale non permette di cogliere in modo lucido le trasformazioni che stanno caratterizzando la nostra vita. Gusti dei clienti cambiati, scelte di acquisto dei prodotti completamente diverse rispetto a qualche anno fa, sistemi di promozione delle proprie attività ormai immateriali, tramite la rete, attraverso una giungla di novità e potenzialità che se non rimani quotidianamente aggiornato rischi di restarne fuori. La competizione, così come le opportunità per la tua azienda, si sono ormai moltiplicate a dismisura, ma se non sai coglierle ti rimangono in mano solo i problemi della concorrenza esasperata e non le opportunità di sviluppo nazionale e d internazionale. Forse non ti sei accorto che sei seduto su una sedia instabile che potrebbe schiantarsi sotto il peso del nuovo che avanza. La promozione delle tue attività, attraverso le azioni di marketing mirate, è una delle gambe della tua società, importanti come le altre, ma comunque necessaria per non far implodere il tuo lavoro. Se operi nel campo dell’economia circolare ti possiamo aiutare a contestualizzare, rispetto alla domanda del mercato, le tue competenze aziendali, i tuoi vantaggi, i tuoi minus, per migliorare la presenza sul mercato e promuovere la tua attività a livello nazionale ed internazionale. Il portale del riciclo rMIX ti offre una vetrina per i tuoi prodotti e/o servizi in 154 paesi al mondo, attraverso la possibilità di postare/offerte e richieste, di utilizzare i servizi di marketing come il banner, la newsletter a circa 11.000 iscritti nel settore dell’economia circolare o gli articoli sponsorizzati. Inoltre offre una consulenza mirata per analizzare la società, o parte di essa, e decidere con l’imprenditore come migliorare la sua presenza sul mercato. Raddrizzare quella gamba costa meno che ricostruire la sedia su cui ti siedi ogni giorno una volta schiantata. Scrivici per ulteriori info, non costa nulla e, su quella sedia ti siederai forse più tranquillo.

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https://www.rmix.it/ - Promuovi il tuo E-commerce nel Portale del Riciclo rMIX
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Promuovi il tuo E-commerce nel Portale del Riciclo rMIX
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rMIX: Promuovi il tuo E-commerce sulla Piattaforma Globale per Aziende Green, Accessibile in 154 Paesi di Marco AreziorMIX è il portale che si dedica alla promozione delle aziende e dei prodotti e ai servizi legati all’economia circolare, promuovendo inoltre la cultura del riciclo attraverso rNEWS il blog dedicato all’informazione. Siamo presenti in 154 paesi al mondo, attraverso 4 lingue (IR, E, ESP e F), con accessi mensili superiori a 450.000 visualizzazioni mensili certificate. Se la tua azienda tratta prodotti riciclati o riciclabili o sostenibili attraverso un proprio e-commerce, hai la possibilità, sottoscrivendo l’abbonamento rMIX Base, di inserire i tuoi prodotti, nella sezione e-commerce delle offerte/richieste, legandoli al tuo e-commerce. I nostri visitatori sono operatori del settore del riciclo, privati che cercano prodotti e aziende sostenibili e una popolazione eterogenea che cerca sul portale la cultura dell’economia circolare. Come fare a inserire un prodotto e indirizzare al cliente al proprio e-commerce? Sara’ sufficiente sottoscrivere un abbonamento a rMIX Base, attraverso il modulo di abbonamento, valevole per un anno senza limite di numero di offerte caricabili, attendere l’invio della fattura e dopo il pagamento sarete abilitati ad inserire le vostre offerte. Compilando le offerte, inserisci il link al tuo e-commerce riferito al prodotto che vuoi promuovere in modo da far attivare il pulsante “acquista il prodotto”.  A questo punto il tuo e-commerce avrà attivo il collegamento alla platea di visitatori del portale del riciclo rMIX, che potrebbe essere interessata ai tuoi prodotti, con la possibilità di acquisto diretto sul tuo e-commerce. Come Posso Migliorare la Visibilità del mio E-commerce del Portale del riciclo rMIX?Per spingere la tua visibilità, il portale del riciclo rMIX ti mette a disposizione i seguenti strumenti aggiuntivi: - rMIX On Top: ti permette di posizionare i tuoi prodotti nelle prime pagine del portale e nella sua sezione di e-commerce - rMIX Banner Certificato: ti dà la possibilità di inserire un tuo prodotto o il banner della tua azienda o il link del tuo e-commerce in ogni pagina del portale, o in alcune di esse, con la possibilità di essere visibile almeno per 600.000 volte (certificato) in un trimestre (opzione completa). - Newsletter: ti permette di inserire il banner della tua azienda o del tuo e-commerce, con un collegamento diretto attivo, nella newsletter settimanale che inviamo a circa 12.000 clienti Cosa aspetti, abbonati o chiedi informazioni o un preventivo.

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https://www.rmix.it/ - Perché Investire in Pubblicità su rMIX Conviene alle Aziende del Riciclo e dell’Economia Circolare
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Perché Investire in Pubblicità su rMIX Conviene alle Aziende del Riciclo e dell’Economia Circolare
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Con rMIX aiutiamo le imprese del riciclo e dei servizi ambientali a raggiungere un pubblico qualificato, migliorare la propria reputazione tecnica e ottenere una visibilità stabile e coerenteAutore: Marco Arezio. Esperto in economia circolare, riciclo dei polimeri e processi industriali delle materie plastiche. Fondatore della piattaforma rMIX, dedicata alla valorizzazione dei materiali riciclati e allo sviluppo di filiere sostenibili.Data: 6 aprile 2026 Tempo di lettura: 11 minutiParliamo a chi vuole farsi trovare da clienti veri, non da traffico casualeQuando un’azienda decide di investire in pubblicità, il punto non è solo comparire online. Il punto vero è comparire davanti alle persone giuste, nel contesto giusto e con un messaggio che venga percepito come credibile. Noi di rMIX lavoriamo da anni proprio su questa idea: non offrire visibilità generica, ma una presenza dentro un ambiente specializzato che parla il linguaggio del riciclo, dell’economia circolare e delle filiere industriali collegate. Sul nostro portale, nella sezione offerte e richieste, oggi sono presenti 4.243 annunci e 1.716 aziende, distribuiti in categorie che spaziano da polimeri riciclati, metalli, RAEE, vetro e carta fino a trattamento delle acque, logistica, consulenza, energie rinnovabili e materiali edili riciclati.Questo dato non è solo quantitativo. Per noi significa soprattutto una cosa: chi arriva su rMIX non entra in un contenitore indistinto, ma in un ecosistema verticale dove prodotti, servizi, contenuti e opportunità commerciali sono già organizzati per settore. È da qui che nasce il vantaggio della pubblicità su rMIX. Non promettiamo una folla generica. Offriamo un contesto specializzato, dove il messaggio aziendale può incontrare lettori, operatori, buyer, tecnici e imprenditori che hanno già un interesse reale verso i temi trattati dal portale. A nostro avviso, per chi lavora nel B2B industriale, questa pertinenza vale spesso più del volume puro del traffico.Il primo vantaggio che offriamo è un pubblico qualificatoNoi sappiamo bene che, nel mondo della pubblicità digitale, il traffico non ha tutto lo stesso valore. Una campagna può generare molte visualizzazioni e pochissimi contatti utili, oppure numeri apparentemente più contenuti ma con una qualità molto superiore. Per questo, quando proponiamo un investimento pubblicitario su rMIX, partiamo sempre da un principio semplice: meglio essere visti da chi appartiene davvero alla filiera che da un pubblico vasto ma dispersivo.Nella presentazione del servizio Banner Certificato dichiariamo oltre 1.000.000 di pagine visitate ogni trimestre e spieghiamo chiaramente che lo spazio banner è rivolto a un pubblico mirato e qualificato nel settore dell’economia circolare e della sostenibilità. Sottolineiamo anche che, a differenza delle piattaforme generaliste, le visualizzazioni provengono da visitatori già interessati ai temi trattati sul portale.Per noi questo è il cuore della proposta commerciale. Se la vostra azienda vende granuli riciclati, impianti, servizi di consulenza ambientale, prodotti finiti, additivi, lavorazioni conto terzi o tecnologie di recupero, essere presenti in un ambiente verticale significa parlare a un pubblico già predisposto a capire ciò che fate. Non dobbiamo convincere il lettore a interessarsi al riciclo o alla circular economy: il lettore è già arrivato qui proprio per questo. E questa, sul piano commerciale, è una differenza concreta.Il secondo vantaggio è la coerenza tra il vostro messaggio e l’ambiente in cui appareNel marketing industriale, la collocazione di un messaggio cambia la sua efficacia. Noi non consideriamo la pubblicità come un elemento da appoggiare ovunque in modo indistinto. La consideriamo molto più efficace quando è inserita in un ambiente coerente con l’attività dell’azienda che si promuove.Questo principio emerge in modo molto chiaro nella presentazione della nostra pubblicità tecnica integrata nei manuali. Lì spieghiamo che, nel settore delle materie plastiche, la comunicazione non può essere generica e che l’inserimento di una pagina pubblicitaria all’interno di un manuale tecnico cambia completamente la prospettiva: la comunicazione non resta isolata, ma viene collocata in un ambiente specialistico, dove il lettore sta già approfondendo contenuti coerenti con la propria attività. Aggiungiamo inoltre che la coerenza tra contenuto e inserzione amplifica la credibilità del messaggio.Questo stesso criterio, per noi, vale in generale su tutto rMIX. Vale per i banner, per i profili, per i link inseriti in contenuti già pertinenti, per gli articoli sponsorizzati e per le newsletter. Quando promuoviamo un’azienda all’interno di un ecosistema che parla lo stesso linguaggio del suo mercato, il messaggio non appare come un corpo estraneo. Appare, più naturalmente, come parte di una conversazione tecnica già in corso. E nel B2B industriale questa sensazione di pertinenza è spesso ciò che apre la porta all’interesse reale.Il terzo vantaggio è la durata della visibilitàMolte aziende ci dicono la stessa cosa: non vogliono una presenza online che duri solo finché c’è un budget giornaliero da consumare. Vogliono strumenti più rassicuranti, più stabili, più coerenti con i tempi lunghi delle trattative industriali. Noi comprendiamo bene questa esigenza, ed è per questo che una parte importante della nostra offerta si basa sulla persistenza della visibilità.Nel pacchetto 3 in 1 spieghiamo che l’azienda può restare visibile 24 ore su 24 nella prima pagina di Google per il periodo scelto, grazie alla combinazione tra profilo aziendale, collegamento a un post già presente nella prima pagina del motore di ricerca e fissaggio del profilo nella home page e nella categoria di riferimento. Nella descrizione del servizio di link building precisiamo che possiamo inserire il link del cliente in articoli o post già indicizzati in prima pagina e che questa attività può durare sei mesi, un anno o più in base all’abbonamento. Nel Banner Certificato evidenziamo inoltre che la visibilità è costante e continuativa, indipendentemente dal numero di clic o dal budget giornaliero.Per noi questo è un argomento molto forte, soprattutto per le PMI industriali. I processi decisionali nel B2B non sono quasi mai immediati: spesso un potenziale cliente legge, confronta, torna, approfondisce e solo dopo contatta. Una presenza che resta nel tempo aiuta molto di più questo processo rispetto a una comunicazione che si accende e si spegne in fretta. Non diciamo che la durata, da sola, basti. Diciamo però che una visibilità persistente, inserita in contenuti e posizionamenti coerenti, offre un terreno più solido per costruire fiducia e memoria del marchio.Il quarto vantaggio è la dimensione multilinguaNoi sappiamo che molte imprese del riciclo e dell’economia circolare non si muovono solo sul mercato nazionale. Lavorano con l’estero, cercano fornitori e clienti in più paesi, partecipano a fiere internazionali, sviluppano contatti commerciali lungo filiere che oltrepassano i confini. Per questo, nella nostra proposta pubblicitaria, la multilingua non è un dettaglio accessorio: è una leva commerciale vera.Nel servizio newsletter dichiariamo che il messaggio viene redatto in quattro lingue — italiano, francese, spagnolo e inglese — e inviato agli interessati nella loro lingua di appartenenza. Indichiamo inoltre che la newsletter raggiunge circa 12.000 contatti che operano nel mondo della plastica riciclata, del riciclo, delle macchine, della distribuzione e dell’economia circolare. Nella Share Newsletter specifichiamo che questi contatti sono distribuiti in 154 paesi del mondo. Anche il profilo aziendale viene presentato come una vetrina sul mercato dell’economia circolare in 154 paesi.Per noi, offrire questa dimensione internazionale significa mettere a disposizione delle aziende uno strumento che può accompagnarle anche oltre il mercato domestico. Se un’impresa ha una vocazione export, una linea prodotto vendibile all’estero o un posizionamento tecnico che merita diffusione internazionale, poter contare su un ambiente che già lavora in più lingue e con una base di contatti globale rappresenta un vantaggio concreto. Non è solo traduzione. È la possibilità di rendere il messaggio più accessibile e più naturale per chi lo riceve.Il quinto vantaggio è la flessibilità dei formatiNoi non crediamo che tutte le aziende debbano usare lo stesso strumento promozionale. Ogni impresa ha obiettivi diversi: c’è chi vuole far conoscere il brand, chi deve raccontare un nuovo prodotto, chi desidera presidiare una nicchia di ricerca, chi punta sui contatti diretti, chi preferisce rafforzare il profilo istituzionale. Per questo il nostro approccio non è rigido.La sezione servizi di rMIX presenta un portafoglio articolato che comprende banner certificato, profilo aziendale, pacchetto 3 in 1, link building, newsletter, flash newsletter, share newsletter, articoli sponsorizzati e pubblicità tecnica integrata nei manuali. Nel testo del Banner Certificato specifichiamo anche che possiamo adattare l’offerta a esigenze specifiche, compresi posizionamenti personalizzati, dimensioni particolari e durate differenti. Nella Share Newsletter indichiamo che l’azienda può scegliere la frequenza mensile desiderata.Per noi questa flessibilità è fondamentale perché permette di costruire una proposta più aderente al reale bisogno del cliente. Se un’azienda vuole una presenza continuativa, possiamo ragionare su banner e profilo. Se vuole sfruttare contenuti già ben posizionati, possiamo lavorare su 3 in 1 e link building. Se ha bisogno di spiegare in modo approfondito un investimento, una nuova linea o una specializzazione tecnica, gli articoli sponsorizzati diventano più adatti. Se invece vuole entrare direttamente nel flusso informativo di un pubblico professionale, la newsletter può essere lo strumento giusto. Noi non proponiamo una forma pubblicitaria astratta: proponiamo combinazioni coerenti con l’obiettivo.Il sesto vantaggio è il taglio tecnico della comunicazioneNoi lavoriamo in un settore dove la fiducia non nasce da slogan generici. Nasce dalla capacità di parlare bene dei materiali, dei processi, dei problemi reali, delle prestazioni, delle applicazioni e delle soluzioni. Per questo consideriamo il contenuto tecnico una parte centrale del marketing B2B.Quando presentiamo il servizio degli articoli sponsorizzati, spieghiamo che molte aziende hanno bisogno di comunicare in modo approfondito a un mercato specifico come quello dell’economia circolare e che questo formato è indicato quando si deve far conoscere in modo esaustivo la propria attività o raccontare una notizia importante. Nei manuali tecnici sponsorizzati diciamo esplicitamente che il lettore ragiona in termini di parametri di stampaggio, curve reologiche, stabilità termica, MFI, controllo delle ceneri o gestione del colore e che, in questo contesto, la pubblicità tradizionale rischia di risultare superficiale.Per noi è proprio qui che rMIX si distingue. Non ci limitiamo a “mostrare” un’azienda: possiamo aiutarla a presentarsi in una forma più comprensibile per il suo pubblico. Un articolo tecnico, una presenza coerente in un manuale, un link inserito in un contenuto specialistico o una newsletter tecnico-commerciale parlano la lingua delle filiere. E quando un’azienda viene percepita come competente, specializzata e allineata ai problemi reali del mercato, aumenta non solo la visibilità, ma anche la qualità della sua reputazione. Questa è una valutazione strategica nostra, fondata però sul taglio dichiaratamente tecnico dei servizi che il portale mette a disposizione.Il settimo vantaggio è la misurabilitàNoi sappiamo che un’azienda non investe volentieri in pubblicità se non riesce a percepire come leggerne i risultati. Nel B2B questa esigenza è ancora più forte, perché i budget vengono valutati con attenzione e la visibilità deve trasformarsi, almeno potenzialmente, in opportunità concrete.Nel servizio Banner Certificato dichiariamo che ogni trimestre il cliente riceverà il risultato della campagna con il numero delle pagine visitate in cui compare il suo banner. Nello stesso servizio spieghiamo anche che offriamo supporto dedicato per aiutare il cliente a capire come creare banner efficaci, dove posizionarli e come misurare i risultati.Per noi questo è un passaggio essenziale. La pubblicità B2B non può essere affidata a impressioni vaghe. Deve essere accompagnata da indicatori concreti: visualizzazioni, clic, visite al profilo, aperture newsletter, contatti ricevuti, traffico indirizzato al sito, qualità delle interazioni. Alcuni di questi elementi sono già esplicitamente presenti nella struttura dei nostri servizi, altri dipendono dal formato scelto e dal tipo di campagna attivata. Ma il principio resta invariato: per costruire fiducia commerciale, la visibilità deve essere il più possibile leggibile.Come vediamo noi l’investimento pubblicitario su rMIXNoi non proponiamo rMIX come una semplice vetrina online. Lo proponiamo come un ambiente verticale dove categorie, annunci, aziende, contenuti e strumenti promozionali si sostengono a vicenda. Le categorie presenti nella sezione offerte e richieste mostrano con chiarezza l’ampiezza del perimetro: polimeri riciclati, prodotti plastici, metalli riciclati, RAEE, vetro riciclato, carta riciclata, tessuti riciclati, trattamento delle acque, macchine industriali, consulenza, logistica, energie rinnovabili e altri comparti della circular economy.Per questo, quando un’azienda investe con noi, non sta solo acquistando uno spazio. Sta entrando in un contesto dove il suo messaggio può essere collocato con maggiore coerenza, più continuità e un linguaggio più vicino a quello della propria clientela professionale. A nostro avviso, è questo che rende l’investimento più sensato per molte imprese del riciclo e dell’economia circolare: non la promessa di una visibilità indistinta, ma la possibilità di essere trovate in un luogo che già appartiene al loro mercato.Conclusione: con noi non cercate solo audience, cercate pertinenzaSe valutate dove destinare il vostro budget pubblicitario, noi vi invitiamo a porvi una domanda semplice: preferite comparire in mezzo al rumore o dentro un ambiente che parla già il vostro linguaggio? Noi abbiamo costruito rMIX proprio per dare alle aziende del riciclo, dei materiali recuperati, delle tecnologie e dei servizi ambientali un luogo in cui il messaggio commerciale non sia isolato, ma inserito in una struttura verticale, tecnica e internazionale.Con banner, profili, link building, articoli sponsorizzati, newsletter e manuali tecnici, mettiamo a disposizione strumenti diversi per obiettivi diversi, ma con una logica comune: aiutare le imprese a farsi trovare da interlocutori più pertinenti, in un contesto coerente, con una visibilità che non sia solo effimera. Per noi, investire in pubblicità su rMIX significa questo: non comprare semplicemente spazio, ma scegliere un ecosistema dove reputazione tecnica, continuità e specializzazione possono lavorare insieme a favore della vostra crescita commerciale.FAQPerché dovremmo valutare la pubblicità su rMIX se facciamo già marketing altrove?Perché rMIX si presenta come un portale verticale dedicato al riciclo e all’economia circolare, con 4.243 annunci, 1.716 aziende e un insieme ampio di categorie tecniche e commerciali. Questo rende il contesto più vicino alle filiere specialistiche rispetto a piattaforme generaliste.Quali strumenti pubblicitari mettiamo a disposizione su rMIX?Mettiamo a disposizione banner certificato, profilo aziendale, pacchetto 3 in 1, link building, newsletter, flash newsletter, share newsletter, articoli sponsorizzati e pubblicità tecnica integrata nei manuali.Possiamo usare rMIX anche se lavoriamo con clienti esteri?Sì. Dichiaramo servizi e comunicazioni in quattro lingue — italiano, francese, spagnolo e inglese — e una base di circa 12.000 contatti distribuiti in 154 paesi per alcuni servizi di newsletter e profilo.Gli articoli sponsorizzati sono adatti anche a una comunicazione tecnica?Sì. Nella presentazione del servizio spieghiamo che l’articolo sponsorizzato è indicato quando l’azienda deve informare il mercato in modo approfondito o far conoscere in modo esaustivo la propria attività.Offriamo anche soluzioni con visibilità duratura?Sì. Il pacchetto 3 in 1 viene presentato come una presenza 24 ore su 24 per il periodo scelto, il link building può durare sei mesi, un anno o più, e il banner certificato viene descritto come una forma di visibilità costante e continuativa.È possibile misurare i risultati?Per il Banner Certificato dichiariamo un report trimestrale con il numero delle pagine visitate in cui compare il banner del cliente, oltre a supporto dedicato per comprendere il posizionamento e la misurazione dei risultatiScrivici per un preventivoImmagine su licenza

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https://www.rmix.it/ - Il Marketing dei Rifiuti: Come la Spazzatura Diventa un’Arma Segreta per le Aziende
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Il Marketing dei Rifiuti: Come la Spazzatura Diventa un’Arma Segreta per le Aziende
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Dall'analisi dei comportamenti dei consumatori allo spionaggio industriale, i rifiuti rivelano informazioni preziose per il businessdi Marco ArezioNel mondo del marketing, a volte le fonti di informazioni più preziose si nascondono nei luoghi meno sospetti. Uno di questi luoghi è proprio la spazzatura, un aspetto dell’economia circolare spesso trascurato ma che può rivelarsi una miniera d’oro di dati e insight per le aziende. L'idea che i rifiuti possano essere utilizzati per trarre vantaggio competitivo risale a diversi decenni fa, e le aziende hanno trovato nei cassonetti un’arma segreta per ottenere informazioni sui comportamenti dei consumatori e sui prodotti dei concorrenti. L’Analisi dei Rifiuti come Strumento di Marketing Negli anni, alcune aziende hanno adottato pratiche che prevedevano la raccolta e l’analisi dei rifiuti domestici, con l’obiettivo di scoprire quali prodotti venivano utilizzati e quali marchi godevano di maggiore popolarità. Questo tipo di analisi, definita a volte "auditing dei rifiuti", implica il setacciare i contenitori di rifiuti per studiare i modelli di consumo. L'idea è semplice: ciò che finisce nei cassonetti può dire molto sulle abitudini delle famiglie, dai prodotti preferiti alle quantità consumate, fornendo una fotografia dettagliata del mercato reale. Attraverso questi dati, le aziende possono sviluppare strategie più mirate per posizionarsi in modo competitivo. Ad esempio, un’azienda che scopre di essere il marchio più presente nei rifiuti dei consumatori può negoziare contratti più vantaggiosi con i rivenditori, influenzando sia i prezzi che la visibilità sugli scaffali. In sostanza, i rifiuti diventano uno strumento per migliorare il marketing mix, ottimizzando il prodotto, il prezzo, la promozione e il posizionamento. Spionaggio Industriale nei Rifiuti Oltre all’analisi del consumo, i rifiuti possono anche offrire indizi preziosi sui concorrenti. Alcuni casi hanno visto aziende frugare tra i rifiuti dei loro rivali per trovare informazioni utili su materiali, processi di produzione e strategie di marketing. Sebbene questa pratica possa sembrare invasiva, non è nuova nel mondo del business e si inserisce nel contesto più ampio dello spionaggio industriale. In alcuni casi, le aziende hanno subito conseguenze legali per questo tipo di attività. Tuttavia, ciò non ha impedito ad altre di continuare a sfruttare i rifiuti come risorsa per raccogliere dati di mercato. Le informazioni raccolte possono influenzare direttamente le strategie aziendali, aiutando le imprese a prendere decisioni informate e a rispondere rapidamente ai cambiamenti del mercato. Implicazioni Etiche e Legali Il marketing dei rifiuti solleva questioni etiche e legali rilevanti. Da un lato, il fatto di raccogliere e analizzare i rifiuti dei consumatori potrebbe sembrare una violazione della privacy, anche se i rifiuti, una volta abbandonati, tecnicamente diventano proprietà pubblica. Dall’altro lato, lo spionaggio industriale attraverso i rifiuti dei concorrenti apre il dibattito sulla liceità di tali pratiche. Alcuni casi hanno portato a cause legali, con le aziende che si sono viste costrette a risarcire i danni causati da questo tipo di attività. Esistono normative che regolano la raccolta dei rifiuti, ma spesso non è chiaro fino a che punto un'azienda possa spingersi nel raccogliere informazioni dai rifiuti altrui senza incorrere in problemi legali. Ad ogni modo, le aziende che adottano queste tattiche devono bilanciare il potenziale vantaggio competitivo con i rischi di danni reputazionali e cause legali, specialmente in un'epoca in cui i consumatori sono sempre più attenti alla privacy e all’etica aziendale. Un Futuro per il Marketing dei Rifiuti? Con l’aumento della consapevolezza ambientale, il marketing dei rifiuti potrebbe evolversi in pratiche più trasparenti e sostenibili. Ad esempio, le aziende potrebbero investire in programmi di riciclo che permettano loro di ottenere dati sui consumi in modo etico e collaborativo. Inoltre, l’adozione di pratiche di economia circolare potrebbe rendere obsoleto l'auditing dei rifiuti, in quanto le aziende sarebbero in grado di monitorare l'intero ciclo di vita dei loro prodotti. Le aziende, in questo contesto, possono imparare a sfruttare i rifiuti non solo per ottenere vantaggi competitivi, ma anche per contribuire alla sostenibilità, creando valore non solo per sé stesse ma anche per la società. Il marketing dei rifiuti rappresenta un esempio di come l’economia circolare possa essere integrata nel mondo degli affari in modi innovativi, dimostrando che anche i rifiuti possono diventare una risorsa strategica.

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https://www.rmix.it/ - Storia di un Manager Commerciale di Successo con un Lato Nascosto
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Storia di un Manager Commerciale di Successo con un Lato Nascosto
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Estroso, loquace, competente, caparbio, ostinato, trascinatore, disponibile, eclettico, coinvolgente. Ma soprattutto asocialedi Marco ArezioL’attività commerciale, in aziende di qualsiasi livello, ha necessariamente bisogno di managers che facciano della platea del mercato, un campo naturale di lotta senza esclusione di colpi. La capacità di intessere rapporti personali e commerciali, di incontrare potenziali clienti per convincerli a diventare parte della propria azienda, l’esposizione in prima persona durante meetings e fiere, facendosi portavoce del proprio gruppo di lavoro o della propria società, portano ad identificare un manager dotato di un’attitudine alla comunicazione, all’empatia verso il mondo e a suo agio con la gente. E’ uno stereotipo professionale questa figura? Forse no, infatti, il carattere ti porta, spesso, a scegliere il tuo ambito lavorativo per una sorta di minore frizione verso le attività in cui ci si inserisce. Ma non sempre è così, ci sono figure manageriali, anche di successo, che sono vincenti nelle attività commerciali, dove il contatto con i clienti è costante e dove la collaborazione con la propria squadra di lavoro si fa sul campo, in gruppo e ben motivati, ma che hanno un carattere schivo, asociale a volte misantropo. Sembra un assurdo eppure è possibile, un manager che ha ben presente non solo le strategie di vendita, di relazione, di persuasione, di creazione del feeling giusto con i clienti o potenziali tali, ma fa anche di sé stesso una strategia di marketing. Ha ben presente quali sono i suoi passi per raggiungere gli obbiettivi che si è prefissato o che ha ricevuto dall’azienda, passi che lo porta a cene, visite in aziende, colloqui, momenti di incontro collettivi, meetings, esposizione a platee di persone e molte altre manifestazioni di contatto con il pubblico. Questa è la sua strada, il suo programma, i suoi passi da compiere per raggiungere i budgets, un percorso del tutto innaturale per lui, dove vive con ostinata riluttanza cenare con i clienti, parlare della propria e della loro vita, condividere inviti e momenti conviviali extra lavorativi, stringere mani alle fiere e ascoltare chiunque, parlare in pubblico, tenere corsi e seminari. Ogni momento di condivisione sociale è sofferto, ogni viaggio è un peso, ogni riunione con collaboratori e clienti è un dovere oneroso. Ma tutto questo non lo porta a incrinare il suo successo professionale, un’avanzata programmata nei modi, nei tempi, nell’intensità che si è imposto, cliente dopo cliente, incontro dopo incontro, fiera dopo fiera. Lui stesso fa parte della propria strategia professionale, lui stesso è un cliente da incontrare, convincere e inglobare nel suo risultato strategico. L’autodisciplina e la severità verso sé stesso non ne hanno modificato il carattere, ma hanno creato uno sdoppiamento della personalità, creando una figura che opera come un manager rilassato, disponibile in consessi di persone e pienamente a suo agio, che convive con una persona che si sente un pesce fuor d’acqua, che ama la solitudine, il basso profilo e i fari spenti della ribalta. Un’attività di successo che può essere molto logorante per chi la esercita e che, dopo un periodo più o meno lunga di resistenza ostinata, di solito si esaurisce per consunzione.

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https://www.rmix.it/ - Sistemi di Pagamento Garantito nelle Transazioni Commerciali: Tradizione e Innovazione
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Sistemi di Pagamento Garantito nelle Transazioni Commerciali: Tradizione e Innovazione
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Dai sistemi tradizionali come la Lettera di Credito ai moderni contratti smart su blockchaindi Marco ArezioNell’ambito delle transazioni commerciali, sia a livello nazionale che internazionale, la gestione dei pagamenti rappresenta uno dei punti più delicati. Il rischio che una delle parti non adempia ai propri obblighi, sia essa il compratore o il venditore, ha spinto allo sviluppo di sistemi di pagamento che garantiscono sicurezza e fiducia per entrambe le parti coinvolte. Oggi esistono diverse soluzioni che vanno dai sistemi tradizionali a quelli più moderni, utilizzati in contesti diversi in base alle necessità specifiche e alla natura della transazione. Sistemi di Pagamento Tradizionali I sistemi tradizionali di pagamento garantito hanno storicamente rappresentato uno strumento essenziale per mitigare i rischi associati alle transazioni commerciali. Tra questi, i più rilevanti sono: Lettera di Credito (L/C) La Lettera di Credito è uno dei sistemi di pagamento più conosciuti e utilizzati soprattutto nel commercio internazionale. Viene emessa da una banca su richiesta dell’acquirente e rappresenta una garanzia per il venditore, il quale riceverà il pagamento solo dopo aver fornito la documentazione che prova l’avvenuta spedizione della merce. Questo strumento è particolarmente efficace per ridurre i rischi di mancato pagamento, poiché coinvolge una terza parte, la banca, che agisce da intermediaria tra acquirente e venditore. Il processo tipico di una Lettera di Credito prevede che: - L'acquirente richieda l'emissione della L/C alla propria banca. - La banca emittente garantisca il pagamento al venditore una volta ricevuta la documentazione richiesta (spesso bolle di accompagnamento, certificati di qualità, etc.). - La banca del venditore, dopo aver verificato la documentazione, effettua il pagamento. Incasso Documentario (D/P o D/A) L'incasso documentario è un altro strumento tradizionale utilizzato nelle transazioni commerciali. Si divide in due tipologie principali: Documenti contro Pagamento (D/P) e Documenti contro Accettazione (D/A). In entrambi i casi, il venditore spedisce la merce e trasmette i documenti di spedizione alla banca del compratore, la quale, a sua volta, li consegna solo a fronte del pagamento o dell'accettazione di una cambiale. D/P (Documenti contro Pagamento): Il compratore riceve i documenti di spedizione solo dopo aver effettuato il pagamento. D/A (Documenti contro Accettazione): Il compratore riceve i documenti di spedizione previa accettazione di una cambiale, con cui si impegna a pagare il venditore a una data futura. Entrambi questi sistemi offrono garanzie minori rispetto alla Lettera di Credito, poiché il pagamento non è assicurato fino alla consegna dei documenti, e le banche non sono obbligate a pagare in caso di inadempimento da parte del compratore. Sistemi di Pagamento Moderni Negli ultimi anni, il progresso tecnologico e l’evoluzione del commercio elettronico hanno portato allo sviluppo di nuovi sistemi di pagamento che garantiscono sicurezza e velocità nelle transazioni. Tra questi, spiccano i seguenti: Escrow Account (Conto di Garanzia) Uno dei sistemi più utilizzati nel commercio digitale e nei mercati B2B online è il conto di garanzia, noto anche come Escrow Account. Questo sistema prevede l’intervento di una terza parte, spesso un’istituzione finanziaria o una piattaforma digitale, che trattiene il denaro del compratore fino a quando non vengono soddisfatte le condizioni della transazione, come la consegna e l’accettazione della merce. Il processo funziona così: - Il compratore deposita il denaro in un conto di garanzia gestito da un’entità terza (la parte garante). - Il venditore spedisce la merce al compratore. - Il compratore riceve e ispeziona la merce. Se risulta conforme all'ordine, dà l'approvazione alla parte garante per rilasciare il pagamento al venditore. - In caso di controversia, la parte garante interviene per risolvere la situazione e decidere come gestire i fondi. Questo sistema offre notevoli vantaggi per entrambe le parti: il compratore ha la sicurezza che il denaro non verrà trasferito fino a quando non riceverà la merce conforme, mentre il venditore sa che i fondi sono già stati bloccati e che verrà pagato una volta soddisfatti i requisiti. Smart Contract su Blockchain Con l'avvento della blockchain, è stato possibile sviluppare contratti intelligenti (smart contract) che automatizzano il processo di pagamento.Questi contratti sono programmati per eseguire automaticamente il trasferimento di fondi una volta che vengono soddisfatte determinate condizioni predefinite.Nel contesto di una transazione commerciale, uno smart contract potrebbe funzionare come segue: - Il compratore deposita i fondi in un wallet associato allo smart contract. - Il venditore spedisce la merce e una volta ricevuta dal compratore, quest'ultimo conferma l’avvenuta consegna. - Lo smart contract verifica l'avvenuta ricezione della merce e trasferisce automaticamente i fondi al venditore. Gli smart contract offrono un alto livello di trasparenza e sicurezza, poiché operano su un registro pubblico e decentralizzato, riducendo il rischio di frodi. Tuttavia, la loro implementazione richiede una conoscenza avanzata della tecnologia e, al momento, è limitata a specifici settori e transazioni. Sistemi di Pagamento con Triangolazioni Garantite Un altro sistema di pagamento moderno e innovativo è quello delle triangolazioni garantite, in cui una terza parte, spesso una piattaforma o un intermediario finanziario, funge da garante del pagamento. Questo sistema è particolarmente utile nelle transazioni internazionali o in quelle situazioni in cui una delle parti non ha piena fiducia nell’altra. Il meccanismo delle triangolazioni garantite funziona in questo modo: - Il compratore deposita il pagamento presso un terzo garante (come una banca o una piattaforma specializzata).  Il venditore spedisce la merce al compratore, ma non riceve subito il pagamento. - Il compratore riceve la merce e, solo dopo aver verificato che questa sia conforme all’ordine, autorizza il terzo garante a rilasciare il pagamento al venditore. - Se la merce non è conforme, il compratore può sollevare una contestazione e il terzo garante avvierà una procedura di risoluzione della controversia. Questo tipo di sistema offre un duplice vantaggio: - Il compratore ha la certezza di non pagare per merce difettosa o non conforme. - Il venditore sa che i fondi sono già stati bloccati dal garante e che riceverà il pagamento una volta soddisfatte le condizioni della transazione. Le triangolazioni garantite sono spesso utilizzate nei settori in cui la qualità della merce deve essere verificata attentamente prima del pagamento, come nel commercio di materie prime, di beni industriali o nel settore dei servizi. Conclusione I sistemi di pagamento garantito sono fondamentali per ridurre i rischi nelle transazioni commerciali, soprattutto quando le parti coinvolte non si conoscono o operano in giurisdizioni diverse. Mentre i sistemi tradizionali come la Lettera di Credito e l’Incasso Documentario offrono soluzioni consolidate, i metodi moderni come l'Escrow Account e gli Smart Contract stanno rivoluzionando il settore grazie alla loro efficienza, velocità e trasparenza. Il sistema delle triangolazioni garantite, in particolare, rappresenta un interessante sviluppo nel panorama delle transazioni commerciali, fornendo una maggiore protezione sia per l'acquirente che per il venditore e consentendo un'esecuzione fluida della transazione, riducendo il rischio di frodi o inadempimenti. Con l’evoluzione continua della tecnologia, è probabile che questi sistemi si diffonderanno sempre di più, offrendo nuove soluzioni per le sfide del commercio globale.© Riproduzione Vietata

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https://www.rmix.it/ - Moplen, Bramieri e il Carosello: Negli anni ’50 Nasce il Marketing Industriale
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Moplen, Bramieri e il Carosello: Negli anni ’50 Nasce il Marketing Industriale
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Dall'Italia del dopoguerra alla nascita del marketing industriale: come il Moplen, il Carosello e Gino Bramieri hanno trasformato il modo di promuovere e vendere i prodotti negli anni '50di Marco ArezioAlla fine della seconda guerra mondiale il tessuto industriale italiano era praticamente distrutto, a causa degli intensi bombardamenti e della guerra civile che si era combattuta fino alla liberazione. La necessità impellente, negli anni successivi per il governo Italiano, era far ripartire la ricostruzione delle città che avevano subito ingenti danni e rimettere in sesto l’industria, in modo da poter assolvere ai bisogni dei cittadini. Vi era una povertà diffusa, una forte disoccupazione e una grande dipendenza da parte degli alleati, con in testa gli Stati Uniti, i quali varando il piano Marshall, convogliarono in Italia un’ingente quantità di denaro e di beni di prima necessità. Gli anni ’50 del secolo scorso videro faticosamente l’impegno di tutti per alleviare le sofferenze della popolazione che usciva da una guerra tremenda, si ricostruirono scuole, strade, fabbriche, si cercò di migliorare la resa dell’agricoltura, finalizzata ad una maggiore autosufficienza alimentare. Con il passare degli anni si riuscì a mettere in moto il mondo del lavoro con la conseguenza che, verso la fine del decennio, il tenore di vita delle famiglie iniziò piano piano ad aumentare. Le fabbriche del nord attiravano molti lavoratori che emigravano dal sud e, questo, costituì un volano per l’edilizia che creò nuovi alloggi, ampliando le città ed imprimendo un beneficio a tutto l’indotto. I tempi erano maturi per dotare le case degli italiani di nuovi prodotti necessari per una vita più modera, infatti, da pochi anni era nata la televisione, erano disponibili i frigoriferi, le lavatrici e molti altri prodotti per la casa. Un mercato immenso, che aveva bisogno di tutto, dove le aziende avevano la preoccupazione di produrre, far conoscere i nuovi prodotti e vendere. Qui nasceva una grande opportunità da parte delle aziende, che era rappresentata dagli spots televisivi della nuova televisione di Stato, che pubblicizzavano i prodotti all’interno del programma Carosello, sempre più visto dalla popolazione, in virtù dell’aumento delle vendite dei televisori. Quale mezzo più idoneo per convincere la gente a comprare i prodotti innovativi recitati da personaggi famosi e apprezzati dal pubblico. Un connubio poderoso fu il lancio dei prodotti in plastica fatti con il polipropilene, chiamato Moplen, che attraverso gli sketch di Gino Bramieri, famosissimo attore e comico, convinse la gente ad adottare i prodotti per la casa realizzati con il Moplen. Scolapasta, secchi, barattoli, ciotole, mastelli, giocattoli, attrezzature per lavare e molti altri prodotti erano non più realizzati in metallo o legno, pesanti e poco piacevoli alla vista, ma attraverso una materia prima che aveva molti colori, era duratura ed indistruttibile. Il genio italiano, Giulio Natta, ricevette nel 1963, per la creazione del polipropilene, come tutti sanno, il premio Nobel per la chimica e, l’Italia, era il paese ideale per la conferma di questo sviluppo. Forse, per la prima volta, le attività di marketing che hanno permesso una così ampia diffusione dei prodotti fatti in plastica, sono state da volano per altre aziende produttrici che utilizzarono i nuovi strumenti divulgativi, in maniera sempre più studiati ed efficaci. I messaggi pubblicitari, all’inizio, erano una via di mezzo tra un’attività teatrale e una di promozione, in modo soft, che coinvolgevano la gente che li guardava in modo divertente e spensierato. Bramieri fu un colosso in questo senso, in quanto realizzava duetti spiritosi, a volte vestito da donna, come se fosse una commedia comica, per poi mostrare i vantaggi dei prodotti in plastica all’interno della casa. Categoria: notizie - tecnica - plastica - moplen - marketing industriale - PP

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https://www.rmix.it/ - La Differenza tra Comunicare e Farsi Ascoltare nell’Era dell’Economia Circolare
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare La Differenza tra Comunicare e Farsi Ascoltare nell’Era dell’Economia Circolare
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La Differenza tra Comunicare e Farsi Ascoltare nell’Era dell’Economia Circolaredi Marco ArezioSopraffatti dai molteplici mezzi di comunicazione facciamo fatica a capire se il mercato ci ascolta.L’avvento del Covid nel 2020 ha impresso un ulteriore accelerazione all’uso dei mezzi informatici per comunicare con il mercato e per creare transazioni commerciali, imprimendo una riduzione sostanziale del contatto umano alla base delle relazioni storiche tra aziende e clienti. Siamo quindi di fronte ad una svolta epocale, consumata in un lasso di tempo veramente ristretto, che ha cambiato le basi su cui si fondavano le relazioni commerciali e la comunicazione aziendale. Chi produce o distribuisce beni e servizi, specialmente nell’ambito dell’economia circolare, era fortemente impegnato sul campo per informare l’utenza che la propria azienda aveva le carte in regola per stare nel solco virtuoso dell’economia green. Un’attività, questa, che è ancora agli albori per molte aziende, dove, a volte, alcuni imprenditori non hanno realmente focalizzato come comunicare al mercato le potenzialità verdi della propria azienda, nonostante l’economia circolare sia l’aspetto ormai trainante del mercato. Con l’avvento del Covid sono saltati tutti gli schemi comunicativi tradizionali, lasciando grande spazio alla comunicazione on-line, che deve avere caratteristiche particolari in un mondo decisamente sovraffollato. I potenziali clienti si aspettano, come un dato acquisito, che i servizi o i prodotti che acquistano siano conformi ai principi dell’economia circolare, quindi non si aspettano che l’azienda dimostri di appartenere o meno a questo filone verde, ma si aspettano conferme e rassicurazioni che i beni o servizi venduti sposino ogni giorno, questa filosofia e che possano generare novità e migliorie in ottica ambientale. Per fare questo, le imprese che ancora non erano nel solco di un’economia verde, si dovranno adeguare velocemente al nuovo mercato e, in generale, le imprese si dovranno dotare di sistemi comunicativi “social” promossi e gestiti da consulenti specializzati nel settore dell’economia circolare. La differenza che fa, oggi, una comunicazione generalista, che potrebbe essere applicata ad un detersivo o ad una scarpa in modo indistinto, rispetto ad una comunicazione specializzata nel riciclo e nell’economia circolare, sta nel fatto che l’azione di comunicazione fatta da specialisti del settore, permette di imprimere, nelle vendite, una fiducia e una sicurezza verso il cliente verso l’azienda che diversamente sarebbe difficile da realizzare. Questo avviene attraverso il coinvolgimento del cliente o potenziale tale, nei processi tecnici che riguardano la filiera dell’economia circolare riferiti all’azienda, dandogli tranquillità e fiducia in merito al buon percorso produttivo “verde” dell’articolo che il cliente comprerà. Fiducia e sicurezza generano attaccamento al marchio e una maggiore velocità di diffusione dei prodotti o dei servizi spinti dai clienti stessi, creando un volano virtuoso. La specializzazione nel settore di chi è preposto alla comunicazione aziendale aiuta ad aumentare le possibilità di essere ascoltati, in modo critico e attivo, in un mercato dell’informazione che, a causa dei ritmi vorticosi di pubblicazione delle notizie, non rende semplice attenzionare l’utente.

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https://www.rmix.it/ - Come migliorare la fidelizzazione del cliente nella vendita dei polimeri riciclati
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Come migliorare la fidelizzazione del cliente nella vendita dei polimeri riciclati
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Le competenze tecniche sul ciclo produttivo, sulla selezione dei rifiuti e sulla chimica dei prodotti migliorano la fiducia del cliente. di Marco ArezioIl mercato della vendita dei polimeri rigenerati, siano essi granuli o macinati, ha una storia che parte da lontano e inizia dall’approccio della forza vendita dei polimeri vergini verso prodotti rigenerati, negli stessi mercati e sugli stessi clienti. I prodotti, all’inizio, sono stati visti solo come un ripiego economico, conveniente, alla richiesta del mercato di ridurre i costi dei prodotti finiti, creando una sorta di jolly da spendere quando le condizioni le ritenessero necessarie. Come poi si è visto con l’andare del tempo, la vendita dei polimeri vergini rispetto a quelli rigenerati necessita di approcci completamente diversi, in quanto la stabilità tecnica, qualitativa, produttiva e cromatica di un polimero vergine è diversa, o completamente diversa, da un prodotto rigenerato di cui è necessario conoscerne la storia. Questo approccio alla vendita ha portato in molti casi a problematiche tecniche ed economiche molto rilevanti che, nel passato, non hanno costituito problemi importanti per via dell’esigua quantità di polimero rigenerato che si produceva e si vendeva. Tuttavia, con il passare degli anni, è diventata sempre più una problematica importante a fronte di un deciso incremento della produzione e dell’uso dei materiali rigenerati sul mercato. Teniamo in considerazione che questo trend di consumo aumenterà sempre di più e le problematiche di gestione dei rifiuti, da cui hanno origine i rigenerati, saranno sempre più complessi per via dell’aumento sul mercato, di plastiche difficili da separare e riutilizzare in modo tecnicamente corretto. Fatte queste premesse l’approccio alla vendita di un granulo o macinato rigenerato deve partire dalla preparazione del venditore su vari aspetti del processo dei polimeri e del loro impiego, in particolare: Conoscenza della struttura chimica dei polimeri Conoscenza del ciclo di raccolta e separazione dei rifiuti Conoscenza del ciclo di rigenerazione, che comprende la macinazione, la vagliatura, il lavaggio, la selezione e l’estrusione del granulo Conoscenza dei limiti di queste lavorazioni in funzioni dell’input a disposizione Una volta acquisite queste informazioni è necessario avere le informazioni tecniche per valutare le differenze della qualità dei prodotti, granulati o macinati realizzati, quale base fondamentale per l’approccio corretto alla vendita, evitando errori che comporterebbero la perdita di fiducia del cliente e un costo economico non indifferente in alcuni casi. Le informazioni principali che la nostra rete di vendita dovrebbe acquisire sono: Conoscenza del funzionamento di un laboratorio e l’importanza della sistematicità delle prove dei lotti Conoscenza, dei materiali di largo consumo come il PP, HDPE, LDPE, MDPE e PVC, che non comportano necessariamente la creazione di ricette complesse, ma di alcune prove base come la densità, il DSC, l’MFI, il contenuto di ceneri, l’IZOD e il modulo. Sarebbe buona cosa sapere fare fisicamente le prove ma, se non si dispone di un laboratorio, capire come vengono fatte. Saper interpretare i risultai delle stesse per capire la qualità del prodotto che si vuole vendere Raccolte, interpretate e capite le informazioni che vengono dai tests di laboratorio, è importante capire quali interazioni i polimeri possono avere tra di loro e quali saranno le reazioni chimiche e fisiche durante la lavorazione e nella vita del prodotto stesso. Proporre al cliente un polimero solo attraverso l’identificazione di un parametro generico, per esempio solo l’MFI o la Densità, è una cosa non professionale e molto pericolosa. Nel mondo di oggi, in cui la velocità e la fluidità delle relazioni è un fatto imperante e la conclusione di una vendita è anche frutto di pressioni sia da parte di chi compra sia da parte di chi vende, la fretta non è un buon modo per fidelizzare il cliente, in quanto i polimeri riciclati hanno bisogno di un’attenta analisi sul prodotto finito che il cliente deve realizzare con i polimeri riciclati. Qui rientra in gioco una fondamentale competenza, che è quella di conoscere le interazioni e i comportamenti che le varie famiglie di polimeri hanno tra loro e tra e altre sostanze inglobate durante il riciclo dei rifiuti, in particolare: Comportamento chimico-fisico tra HD e PP per esempio nel soffiaggio di flaconi o nel film Comportamento chimico-fisico tra HD e PP per esempio nel nell’estrusione di tubi o profili Comportamento fisico tra PP e PE nello stampaggio soprattutto in relazione alla qualità delle superfici Comportamento chimico e fisico tra LD e PP e LLD per la produzione di film Comportamento fisico dei polimeri in presenza di gas o umidità Comportamento meccanico e limiti tecnici sulla presenza di cariche minerali nei vari polimeri Comportamento meccanico e limiti tecnici nell’impiego di PVC di diversa composizione per tubi, raccordi e profili Per ultimo, ma non tale per la rilevanza delle implicazioni connesse, è importante che chi si approccia alla vendita conosca il comportamento dei prodotti rigenerati, specialmente da post consumo, nell’ambito della produzione e le conseguenze, sulla qualità dei prodotti finiti, di scelte d’impiego di polimeri non idonei. Vorrei fare solo alcuni esempi esaustivi: Prevenzione dei difetti della superficie nella produzione di tubi lisci in HD, MD, PVC e LD Prevenzione dei difetti della superficie sugli anelli dei tubi corrugati in HD e PP Prevenzione dei difetti della superficie interna di tubi corrugati doppia parete Conoscenza delle tecniche di rafforzamento meccanico dei tubi corrugati utilizzando granuli da post consumo Conoscenza delle tecniche di protezione dagli agenti atmosferici e prolungamento della vita dei prodotti Conoscenza delle problematiche di soffiaggio di flaconi e taniche utilizzando materiali rigenerati, in relazione alla qualità della superficie, resistenza alla saldatura, allo schiacciamento, al colore e alla compressione verticale nel tempo. Conoscenza del comportamento in macchina e sul prodotto finito dell’uso di LD e HD, post consumo o misto, per la produzione del film di spessori differenti, in particolare l’evitare problemi di qualità della superficie, resistenza allo strappo, elasticità e brillantezza del colore Conoscenza del comportamento durante lo stampaggio e sui prodotti finiti di polimeri con componenti miste anche in piccola quantità Conoscenza dei comportamenti di bilanciamento delle ricette tra post consumo-post industriale e polimeri vergini in virtù di miglioramenti del ciclo produttivo e della qualità estetica e meccanica dei prodotti finiti.La conoscenza dei materiali rigenerati è sicuramente un motivo di auto fiducia nelle fasi di vendita, ma lo è anche per il cliente che acquista, in quanto si minimizzano errori che hanno sempre un costo.

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