- Il Lago d'Iseo minacciato dagli scarti di gomma: servono fondi urgenti
- Sommozzatori in azione: le fasi della bonifica del Sebino
- Un piano da 3,3 milioni di euro per pulire i fondali del Lago d'Iseo
- Amianto tra gli scarti di gomma: nuove sfide per la bonifica del lago
- La Regione Lombardia stanzia fondi per la rimozione dei rifiuti nel Sebino
- La battaglia di Legambiente per la bonifica del Lago d'Iseo
- Il ruolo delle istituzioni locali nella salvaguardia del Lago d'Iseo
- Tecnologie subacquee e interventi mirati per la bonifica dei fondali del Sebino
Uno studio di fattibilità delinea le fasi di bonifica e le sfide economiche per il recupero ambientale del Sebino, tra cui la possibile presenza di amianto tra i rifiuti
di Marco Arezio
Il Lago d'Iseo, gioiello paesaggistico incastonato tra le province di Bergamo e Brescia (IT), si trova a dover affrontare una complessa e urgente questione ambientale: la presenza di tonnellate di scarti di gomma nei suoi fondali, accumulati nel corso dei decenni a causa dell'attività industriale.
In particolare, l’area di Tavernola Bergamasca è stata individuata come punto critico per la concentrazione di questi rifiuti, tra cui potrebbero essere presenti anche sostanze pericolose come l'amianto, utilizzato nelle vecchie lavorazioni industriali.
Lo studio di fattibilità e le soluzioni proposte
L'Autorità di Bacino dei Laghi d'Iseo, Endine e Moro ha commissionato uno studio di fattibilità per quantificare i costi e delineare le modalità di intervento necessarie a risolvere il problema.
Affidato alla società Thetis Costruzioni Srl, lo studio ha individuato un intervento in due fasi per la rimozione dei rifiuti dai fondali.
La prima fase prevede l’impiego di sommozzatori professionisti che, immergendosi a profondità variabili tra i 10 e i 50 metri, raccoglieranno manualmente i rifiuti di gomma, inserendoli in contenitori stagni.
Questi contenitori saranno poi trasferiti su imbarcazioni per essere smaltiti correttamente. Nella seconda fase, verrà impiegata una pompa speciale, detta "sorbona", per aspirare i materiali più fini, che saranno trattati in loco o inviati a un impianto di trattamento idoneo.
Il costo stimato per queste operazioni si aggira intorno ai 3,3 milioni di euro, una cifra che richiede l'impegno delle istituzioni per il reperimento dei fondi. Regione Lombardia ha già stanziato delle somme iniziali, ma sarà necessario un ulteriore sforzo per completare l’intervento
La necessità di un intervento tempestivo
Mentre lo studio di fattibilità ha confermato la possibilità tecnica di rimuovere gli scarti di gomma dai fondali, rimane l’incognita su chi si farà carico dei costi e su come reperire tutte le risorse necessarie.
Legambiente, insieme ad altre associazioni ambientaliste, ha espresso preoccupazione per i ritardi nell’azione e ha sottolineato l’urgenza di intervenire.
Secondo l’organizzazione, esistono già fondi a disposizione e il rischio è che la ricerca di ulteriori risorse possa diventare un pretesto per non affrontare immediatamente il problema.
La questione è resa ancora più complessa dalla possibile presenza di amianto tra i rifiuti, un materiale altamente tossico che richiede protocolli di smaltimento ancora più rigorosi.
La bonifica, dunque, non è solo una questione di tutela ambientale ma anche di salute pubblica, con implicazioni che vanno ben oltre la semplice pulizia dei fondali
Il ruolo delle istituzioni locali e delle comunità
La gestione di questo problema richiede il coinvolgimento diretto delle amministrazioni locali, delle istituzioni regionali e delle organizzazioni ambientali.
I sindaci dei comuni coinvolti, come Tavernola Bergamasca e Predore, hanno già sollevato la questione e stanno collaborando con le autorità per trovare una soluzione condivisa.
Tuttavia, è cruciale che i Comuni del G16, il gruppo delle amministrazioni lacustri, escano dal loro apparente "letargo", come sottolineato da Legambiente, e si impegnino attivamente per garantire la protezione ambientale del Sebino.
Conclusione
Il Lago d'Iseo rappresenta una risorsa naturale inestimabile per le comunità locali e per il turismo, ma la presenza di scarti industriali nei suoi fondali costituisce una minaccia per l'ecosistema e la salute umana.
La sfida della rimozione dei rifiuti di gomma richiede un’azione coordinata tra istituzioni, comunità locali e associazioni, con un impegno finanziario e operativo significativo.
Solo attraverso un intervento tempestivo e ben pianificato sarà possibile preservare la bellezza e la biodiversità di questo importante bacino lacustre.
© Riproduzione Vietata