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QUANDO LE OMBRE SUSSURRANO: UN MISTERO MEDIEVALE NELLA FORESTA

Slow Life
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare - Quando le Ombre Sussurrano: Un Mistero Medievale nella Foresta
Sommario

Nel cuore oscuro della Foresta di Ombrelunga, il villaggio di Pietra Bianca è sconvolto da misteriose sparizioni. Fratello Elara, un monaco saggio e coraggioso, si addentra nel bosco intriso di leggende per scoprire la verità celata tra gli alberi secolari. Seguendo inquietanti tracce e ascoltando sussurri di antiche maledizioni, si troverà di fronte a un'oscura presenza che minaccia la pace del villaggio. Riuscirà Fratello Elara a svelare il mistero e a riportare la serenità a Pietra Bianca senza cadere preda delle ombre della foresta? Un racconto medievale appassionante e ricco di suspense.

Thriller medievale, sparizioni inspiegabili, segreti oscuri del Fratello Elara l'investigatore


Aprile 2025

di Marco Arezio. Una vita lavorativa spesa nelle direzioni commerciali e marketing di aziende internazionali del settore del riciclo e dell'ambiente, si appassiona alla scrittura fin da giovane. Amante della storia, dell'ambiente e della slowlife, pubblica i suoi romanzi gialli e saggi su Amazon.


Il vento di tramontana frustava la Foresta di Ombrelunga come un flagello mandato dal Cielo – o forse dall’Inferno. Soffiava tra gli alberi nodosi arrancando lamenti d’anime inespresse, e a ogni folata l’oscurità pareva sfilacciarsi, lasciando intravedere abissi più cupi dell’ombra stessa.

Era il gennaio del 1346, anno in cui il peccato dilagava come un morbo e la speranza marciva rapida quanto la carne degli appestati. In quella notte senza luna Fratello Elara, austero monaco dell’ordine benedettino, avanzava solo, con la tonaca che gli schioccava contro le gambe ossute e la barba brizzolata incrostata di ghiaccio.

Portava al petto la sua Bibbia rilegata in cuoio nerastro – pelle d’agnello conciata alla maniera di Cluny – e sotto la veste custodiva un pugnale francescano, lama stretta e corta, perché da qualche tempo anche la santità aveva scoperto che la fede, da sola, non sempre bastava.

Erano spariti in quattro, nel villaggio di Pietra Bianca: due pastori d’alta montagna, un carbonaio, un garzone di bottega. Uomini dal fisico saldo come querce, scivolati via nel nulla come foglie morte dentro un gorgo. La plebe bisbigliava d’un culto sepolto, d’un demone prima adorato dagli antichi Lingones e poi sprofondato nell’oblio. Il Priore, pallido come cera ai piedi dell’altare, aveva pregato Elara di farsi investigatore e, se necessario, esorcista.

Non era la prima volta che al monaco toccava addentrarsi dove la luce di Dio faticava a filtrare. Ma stavolta l’aria stessa sapeva di presagio. Nell’acquoso chiarore dell’alba aveva incrociato vecchie che sputavano sale dietro la sua ombra e bambini che facevano il segno della croce al contrario, convinti che così la sventura avrebbe scelto un’altra porta.

La selva gli serrava il passo con radici gonfie come serpi addormentate; il suolo, un impasto di foglie marce, ingoiava ogni orma e restituiva un rantolo d’umidità. Elara procedeva scandendo il rosario in un mormorio basso, quasi timoroso di disturbare la cortina di tenebra.

Eppure, a ogni decina di grani, un interrogativo blasfemo gli si affacciava nel petto: e se quella creatura esistesse davvero? Se l’Inferno avesse mandato un emissario per reclamare i vivi all’alba di una peste che già imperversava oltre le montagne, a Caffa e a Costantinopoli?


Un corvo gracchiò tra le fronde; il frate vi scorse presagio di morte.

Non poteva sapere che, di lì a pochi mesi, stormi interi di uccelli neri avrebbero banchettato sui corpi appestati d’Europa, ma l’aria sapeva già di lutto lontano.

All’improvviso la penombra si fece chiara: un anfiteatro di pietre druidee, coperte di licheni cerulei, si aprì come un morso fra i tronchi. Al centro, la terra era stata rivoltata da artigli giganteschi: cinque solchi obliqui, profondi come ferite di spada su carne viva. Elara si chinò, passò un polpastrello sulla fossa umida. Il fango odorava di ferro, quasi vi fosse stillato sangue....


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