Nell'autunno del 1290, le coste orientali dell'Inghilterra sono attraversate da venti gelidi e da un clima politico teso: la morte improvvisa della giovane erede al trono di Scozia scatena un'ondata di incertezze. Fratello Elara, monaco dal passato enigmatico e mente brillante, viene convocato da Re Edoardo I per una missione delicata: indagare con discrezione sulla misteriosa morte di una giovane nobile scozzese, evento che potrebbe destabilizzare ulteriormente il già fragile equilibrio tra Inghilterra e Scozia.
Inviato nel remoto castello di Dun Fhionn, Elara si trova immerso in un ambiente sospeso tra lutto e segreti, dove ogni sorriso è sospetto e ogni parola può celare un doppio significato. Attraverso una rete di indizi nascosti, confessioni a mezza voce e osservazioni sottili, il monaco cerca la verità in un mondo dove il potere si misura in alleanze e tradimenti. Sullo sfondo, la "Grande Causa" per la successione al trono scozzese incombe, presagio di tempeste ben più devastanti.
Scozia, fine XIII secolo. Inviato da Re Edoardo I, Fratello Elara indaga sulla morte sospetta di una nobile nel castello isolato di Dun Fhionn
Aprile 2025
di Marco Arezio. Una vita lavorativa spesa nelle direzioni commerciali e marketing di aziende internazionali del settore del riciclo e dell'ambiente, si appassiona alla scrittura fin da giovane. Amante della storia, dell'ambiente e della slowlife, pubblica i suoi romanzi gialli e saggi su Amazon.
Capitolo 2. Autunno 1290. Un vento gelido sferzava le coste orientali dell'Inghilterra, portando con sé il sale del Mare del Nord e un'inquietudine palpabile che sembrava permeare l'aria stessa. Non era solo il presagio dell'inverno imminente a turbare gli animi, ma le notizie provenienti da nord, dalla Scozia.
La morte improvvisa di Re Alessandro III quattro anni prima aveva lasciato il regno senza un erede maschio diretto. Tutte le speranze erano state riposte nella giovane Margherita, la "Fanciulla di Norvegia", nipote del defunto re. Ma il fato, o forse la mano dell'uomo, aveva decretato diversamente. La notizia era appena giunta, funesta e carica di conseguenze: la nave che trasportava la giovane regina verso il suo regno era incappata in una tempesta al largo delle Orcadi, e Margherita non era sopravvissuta al viaggio.
Fratello Elara, monaco astuto presso il convento di San Goffredo su una scogliera dello Yorkshire, ripiegò con cura la pergamena che aveva appena finito di leggere. Il sigillo reale impresso nella ceralacca rossa non lasciava dubbi sull'importanza e l'urgenza della missiva. Re Edoardo I d'Inghilterra, Plantageneto dal pugno di ferro e dall'ambizione smisurata, lo convocava a Westminster con effetto immediato.
Elara non era un monaco comune. Sotto la semplice tonaca, celava una mente affilata come un rasoio e un passato che pochi conoscevano. Anni di studi non solo teologici, ma anche di logica, retorica e persino delle scienze naturali, lo avevano reso un osservatore acuto e un fine deduttore. Qualità che, in più di un'occasione, lo avevano portato a svolgere delicate missioni per conto della Corona, là dove la diplomazia ufficiale falliva o dove era necessaria la massima discrezione.
Il viaggio verso Westminster non fu breve e carico di pensieri. La morte di Margherita gettava la Scozia nel caos. La "Grande Causa", come già si iniziava a chiamare la disputa per la successione, vedeva contrapporsi non meno di tredici pretendenti al trono vacante, appartenenti alle più potenti famiglie nobili scozzesi: i Bruce, i Balliol, i Comyn... Un calderone di ambizioni, antiche rivalità e orgoglio nazionale pronto a esplodere.
Edoardo I, invitato dagli stessi scozzesi a fare da arbitro nella contesa, vedeva in questa crisi un'opportunità unica per estendere la sua influenza, se non il suo diretto dominio, sul regno settentrionale. Ma un regno diviso e sull'orlo della guerra civile era un vicino scomodo e pericoloso. Ogni scintilla poteva incendiare la prateria.
Il Re ricevette Elara non nella grande sala del trono, ma in uno studio privato, illuminato solo dal fuoco scoppiettante nel camino e da poche candele. L'atmosfera era intima, quasi cospiratoria. Edoardo I, un uomo imponente dalla barba curata che iniziava a ingrigire, andò dritto al punto.
"Fratello Elara," esordì con voce grave, "la situazione in Scozia è più delicata di una ragnatela al vento. La morte della Fanciulla di Norvegia ha scatenato i lupi. Ogni nobile con una goccia di sangue reale nelle vene affila le proprie zanne. Ho accettato di dirimere la questione della successione, ma temo che non basterà a placare gli animi."
Fece una pausa, fissando il monaco con i suoi penetranti occhi azzurri.
"Giunge notizia da nord di un altro evento infausto, meno eclatante della morte di Margherita, ma potenzialmente altrettanto destabilizzante. Una giovane nobile, Lady Isobel di Carrick, è morta improvvisamente nel castello di Dun Fhionn, sulla costa nord-orientale."Elara annuì in silenzio, attendendo. Sapeva che quella morte, apparentemente minore, doveva avere implicazioni più vaste per meritare l'attenzione personale del Re d'Inghilterra....
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