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I MISTERI DI OLTRECOLLE. CAPITOLO 9: PSICHE E REALTÀ PARALLELE

Slow Life
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare - I Misteri di Oltrecolle. Capitolo 9: Psiche e Realtà Parallele
Sommario

Il nono capitolo immerge il lettore nei profondi e inquietanti sogni di Elena, popolati da figure familiari e dalla presenza enigmatica di Morandi. Al suo risveglio, la dottoressa si trova a confrontarsi con una realtà alterata, dove i confini tra passato e presente, tra ricordi dolorosi e l'inquietante caso Morandi, si fanno sempre più labili. L'attesa del secondo colloquio con Morandi è carica di tensione, mentre Elena cerca di mantenere la sua professionalità di fronte a un mistero che sfida ogni logica. L'incontro prende una piega inaspettata, rivelando connessioni sorprendenti tra i mondi interiori di Elena e le affermazioni sibilline del paziente. Il capitolo culmina in una rivelazione che scuote le certezze di Elena, lasciandola di fronte a una scelta che potrebbe ridefinire la sua percezione della realtà.

Un viaggio profondo negli incubi e nella memoria di Elena, mentre il caso Morandi si rivela più complesso e surreale del previsto, sfidando ogni confine tra clinica e mistero


Luglio 2025

di Marco Arezio. Una vita lavorativa spesa nelle direzioni commerciali e marketing di aziende internazionali del settore del riciclo e dell'ambiente, si appassiona alla scrittura fin da giovane. Amante della storia, dell'ambiente e della slowlife, pubblica i suoi romanzi gialli e saggi su Amazon.


RaccontiI Misteri di Oltrecolle. Capitolo 9: Psiche e Realtà Parallele

La notte di Elena fu popolata da sogni irrequieti, densi come nebbia e attraversati da un senso di minaccia sottile e persistente. Nel dormiveglia, si ritrovava a rivivere il volto enigmatico di Morandi: lo vedeva seduto nella sala colloqui, poi in piedi, poi ancora in movimento, mentre attraversava porte che si aprivano una dopo l’altra su scenari sempre diversi. C’erano corridoi interminabili, stanze spoglie, e ogni volta che Morandi spariva dietro una porta socchiusa, Elena sentiva crescere dentro di sé una sensazione di perdita, quasi di abbandono.


Ma il sogno non si fermava lì: da quella stessa porta da cui Morandi era scomparso, compariva lentamente la figura di suo fratello, quello che aveva perso tanti anni prima in un incidente che ancora le tormentava i pensieri.

Lo vedeva avanzare, il volto segnato ma sereno, lo sguardo pieno di dolcezza e nostalgia. Si avvicinava a lei, allungava le braccia per abbracciarla, e per un attimo Elena sentiva un calore struggente, il desiderio infantile di essere protetta, consolata.

Eppure, proprio quando stava per essere sfiorata da quell’abbraccio, qualcosa cambiava: il fratello sembrava sbiadire, la distanza tra loro si faceva improvvisamente insormontabile, e la scena si dissolveva in una sensazione di vuoto che lasciava Elena con il fiato corto e il cuore pesante. Rimaneva sola, immersa in un’oscurità inquieta, con la consapevolezza di non essere riuscita a trattenere nulla di ciò che più desiderava.

Nella notte sconvolta dai sogni, la mente di Elena la trascinò ancora più a fondo nei territori dell’angoscia e della memoria. La scena si apriva su un corridoio interminabile, stretto e male illuminato, le cui pareti sudicie sembravano chiudersi lentamente su di lei a ogni suo movimento. L’aria era densa, quasi irrespirabile, e in lontananza si sentiva solo un gocciolio ossessivo, come se il tempo stesso colasse via inesorabile....

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