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rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Mercato del packaging rigido in plastica per frutta e verdura in Tunisia: export, cassette, bancali, vaschette PET, produttori e distributori
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Analisi aggiornata del mercato tunisino degli imballaggi rigidi per l’ortofrutta tra commercio estero, domanda export-driven, filiera locale e contatti dei principali operatoriAutore: Marco Arezio. Esperto in economia circolare, riciclo dei polimeri e processi industriali delle materie plastiche. Fondatore della piattaforma rMIX, dedicata alla valorizzazione dei materiali riciclati e allo sviluppo di filiere sostenibili. Data: 15 aprile 2026 Tempo di lettura: 16 minuti Perché il packaging rigido per ortofrutta è diventato strategico in Tunisia Il mercato tunisino del packaging rigido in plastica per frutta e verdura va letto come una filiera industriale al servizio dell’export agricolo. Le cassette per raccolta e movimentazione, i bancali plastici, le casse-pallet e le vaschette rigide per il confezionamento non crescono da sole: crescono quando aumenta la necessità di raccogliere, selezionare, conservare, confezionare e spedire prodotto fresco verso mercati più esigenti. In Tunisia questo legame è oggi molto evidente, perché le esportazioni di frutta, agrumi e datteri hanno continuato a dare segnali di forza anche tra il 2025 e i primi mesi del 2026. Dal punto di vista industriale, il packaging rigido ortofrutticolo tunisino si colloca nel punto di contatto fra agricoltura, logistica del fresco e distribuzione commerciale. La domanda di cassette e contenitori da movimentazione riguarda la fase agricola e i centri di condizionamento; la domanda di pallet e casse-pallet riguarda trasporto, stoccaggio e sicurezza igienica; la domanda di vaschette rigide e contenitori in PET riguarda invece la presentazione commerciale, il retail e l’export a maggior valore unitario. È questa stratificazione funzionale a rendere interessante la Tunisia per chi produce o distribuisce imballaggi plastici rigidi. Export frutticolo, datteri e agrumi: la vera base della domanda Il primo indicatore da osservare è l’export frutticolo complessivo. Secondo TAP, nel 2025 la Tunisia ha esportato 38.540 tonnellate di frutta per un valore di 148,66 milioni di dinari, contro 35.280 tonnellate e 104,88 milioni di dinari nel 2024. In un solo anno il valore è aumentato del 42% e i volumi del 9%. Per il packaging questo significa una cosa precisa: più prodotto esce dal paese, più crescono il bisogno di contenitori da raccolta, di imballi da trasporto, di palletizzazione e di confezioni adatte alla distribuzione moderna. Il secondo pilastro è la filiera dei datteri, che in Tunisia ha un peso strutturale. Le ultime stime diffuse a inizio 2026 indicano per la campagna 2025/2026 una raccolta record di 404.000 tonnellate, oltre la soglia delle 400 mila tonnellate per la prima volta. Lo stesso comparto resta uno dei cardini dell’export agroalimentare tunisino, con una forte concentrazione sulla varietà Deglet Nour e una proiezione internazionale molto ampia. Una filiera di queste dimensioni spinge la domanda sia di contenitori logistici rigidi sia di packaging alimentare da esposizione e vendita. Il terzo elemento è il comparto agrumicolo, che collega la Tunisia in modo diretto al mercato francese. TAP ha riportato che la stagione di export dell’arancia Maltaise verso la Francia per la campagna 2025/2026 è partita il 31 dicembre 2025, in anticipo rispetto agli anni precedenti. Le proiezioni diffuse a dicembre 2025 indicavano inoltre un obiettivo di 15.000 tonnellate di esportazioni verso la Francia, ben superiore ai livelli della stagione precedente. Quando un canale come questo si espande, l’impatto sui fabbisogni di cassette standardizzate, bancali lavabili, casse-pallet e confezioni da presentazione diventa immediato. A rafforzare il quadro c’è il peso del mercato europeo. La Commissione europea segnala che nel 2024 l’UE ha importato dalla Tunisia 1,292 miliardi di euro di prodotti agroalimentari; dentro questa cifra, frutta e frutta secca valgono 146 milioni di euro e gli ortaggi 83 milioni di euro. Questo dato non misura il packaging, ma misura il sistema che lo rende necessario: più l’UE assorbe prodotto ortofrutticolo tunisino, più la Tunisia deve disporre di una filiera di imballaggi rigidi capace di sostenere raccolta, handling, confezionamento e trasporto. I valori verificati del mercato leggibile nei flussi commerciali Per leggere il mercato in modo verificabile, il perimetro più utile è quello dei codici doganali direttamente collegati agli imballaggi plastici rigidi da movimentazione e confezionamento. Nel codice HS 392310, che comprende boxes, cases, crates and similar articles of plastics, la Tunisia ha importato nel 2024 19,314 milioni di dollari e ha esportato 8,657 milioni di dollari. Solo questa voce, da sola, muove quindi quasi 28 milioni di dollari di scambi visibili ed è la più vicina, sul piano statistico, al mondo di cassette, casse e contenitori rigidi. Sul lato dell’export tunisino dello stesso codice, la domanda estera è concentrata soprattutto in Europa e nel vicino spazio mediterraneo. Nel 2024 i principali sbocchi sono stati l’Unione europea con 8,034 milioni di dollari, la Francia con 4,056 milioni, poi Algeria, Italia e Germania. Questo è un punto molto importante: la Tunisia non è soltanto un mercato che importa cassette e articoli plastici rigidi, ma è anche un paese che li esporta verso clienti industriali e commerciali già integrati nelle filiere europee e nordafricane. Sul lato opposto, cioè quello degli ingressi in Tunisia, lo stesso codice HS 392310 mostra una forte componente di approvvigionamento internazionale. Nel 2024 i principali fornitori sono stati i Paesi Bassi con 8,526 milioni di dollari, la Turchia con 4,318 milioni, seguiti da Italia, Francia e Spagna. Questo dato descrive bene la struttura del mercato tunisino: esiste una produzione locale, ma una quota significativa dell’offerta passa ancora da importazione e successiva distribuzione interna. È precisamente in questo spazio che si collocano i distributori specializzati e le partnership commerciali. Accanto al codice 392310 va letto anche il codice HS 392390, più ampio, relativo agli articles for the packing of goods, of plastics. Nel 2024 la Tunisia ne ha esportati per 2,192 milioni di dollari, con destinazioni principali Libia, Algeria, Francia e Svizzera. Non è una voce perfettamente sovrapponibile alle sole vaschette PET ortofrutticole, ma è utile per capire che il paese dispone anche di un flusso export in altri articoli plastici per il confezionamento delle merci, con forte orientamento regionale. Se si uniscono questi segnali, la fotografia diventa abbastanza chiara. Il nucleo più leggibile del mercato tunisino del packaging rigido ortofrutticolo è centrato sulle cassette e sui contenitori rigidi di movimentazione; attorno a questo nucleo si sviluppa un’area più articolata, dove entrano pallet, casse-pallet, contenitori alimentari e confezioni rigide commerciali. In altre parole, la Tunisia è già un mercato con produzione interna, importazioni strutturate, capacità di riesportazione e domanda finale sostenuta da un’agricoltura che guarda all’estero. Produzione locale e distribuzione: come si struttura la filiera tunisina La produzione locale è maggiormente visibile nella fascia delle cassette, dei casiers, delle caisses e dei pallet. In questa area rientrano operatori industriali tunisini con cataloghi specifici per uso agroalimentare, prodotti in PEHD, stampaggio a iniezione o termoformatura, e una presenza che va dalla movimentazione del raccolto fino alla logistica industriale. La lettura incrociata fra siti aziendali e annuario Packtec mostra che il paese dispone di una base produttiva concreta nelle cassette per ortofrutta, nelle barquette rigide e nei pallet plastici. La distribuzione commerciale ha invece un ruolo più forte nelle vaschette rigide, nei contenitori in PET, nei pallet box e nelle gamme di prodotto importate o assemblate per il mercato locale. Qui il canale tunisino si appoggia sia a importazioni dirette sia a operatori che fungono da piattaforme commerciali per agroalimentare, horeca, logistica e industria. Non è una debolezza del mercato; è il segno di una filiera mista, nella quale la Tunisia produce alcune famiglie di imballi e ne distribuisce altre con crescente specializzazione. Perché Francia, UE e Maghreb contano così tanto per cassette, pallet e vaschette La Francia conta perché è contemporaneamente sbocco per agrumi e punto di arrivo naturale di una parte del packaging tunisino già esportato. Nel codice HS 392310, la Francia assorbe oltre 4 milioni di dollari di export tunisino; sul piano agricolo, resta inoltre il mercato centrale della Maltaise. Questo doppio asse rende il paese francese un riferimento decisivo: quando cresce la continuità commerciale verso la Francia, tende a crescere anche la domanda di imballi compatibili con gli standard e le abitudini della distribuzione europea. L’Unione europea conta perché è il principale quadro regolatorio e commerciale nel quale la Tunisia colloca una parte rilevante del proprio export agroalimentare e industriale. La Commissione europea ricorda che l’Accordo di associazione UE-Tunisia, firmato nel 1995 ed entrato in vigore il 30 marzo 1998, ha istituito un’area di libero scambio per i prodotti industriali e una progressiva apertura per prodotti agricoli e agroalimentari selezionati. In pratica, la prossimità normativa e commerciale con l’UE continua a rendere la Tunisia una piattaforma interessante per fornitori e trasformatori di packaging. Il Maghreb e i mercati regionali contano perché assorbono una parte non marginale delle esportazioni tunisine di articoli plastici per imballaggio. Nel codice HS 392390, ad esempio, Libia e Algeria sono i primi due sbocchi nel 2024. Questo conferma che la Tunisia non serve solo l’Europa, ma può anche giocare un ruolo di hub mediterraneo e nordafricano per packaging rigido e logistico. Le prospettive 2026-2027 per il packaging rigido ortofrutticolo tunisino Le prospettive del biennio 2026-2027 appaiono favorevoli soprattutto per tre famiglie di prodotto. La prima è quella delle cassette riutilizzabili per raccolta, calibrazione, movimentazione e trasporto. La seconda è quella dei pallet e pallet box plastici per logistica alimentare e stoccaggio igienico. La terza è quella delle vaschette rigide e dei contenitori in PET o materiali equivalenti per confezionamento commerciale del fresco, dei datteri e dei prodotti premium. Questa previsione deriva dalla direzione dei flussi agricoli e dal tipo di offerta già visibile sui cataloghi dei produttori e distributori presenti in Tunisia. Un secondo elemento di prospettiva è il nuovo quadro normativo europeo sugli imballaggi. La Commissione europea indica che il Packaging and Packaging Waste Regulation (UE) 2025/40 è entrato in vigore l’11 febbraio 2025 e si applicherà in via generale dal 12 agosto 2026. Per le filiere tunisine che vendono dentro o verso l’orbita europea, questo significa che la competitività degli imballi rigidi dipenderà sempre di più da qualità costante, documentazione tecnica, riciclabilità, compatibilità alimentare e, nei casi previsti, capacità di allinearsi alle nuove richieste sul contenuto riciclato. Questa è un’inferenza industriale coerente con il regolamento europeo e con il tipo di clienti a cui la Tunisia si rivolge. C’è poi una leva istituzionale che può sostenere il mercato. ONAGRI presenta AGRI-EXPORT come strumento di coordinamento tra settori, servizi, produttori, trasformatori ed esportatori, mentre il FOPRODEX del CEPEX offre sostegno finanziario alle imprese tunisine che vogliono sviluppare attività internazionali. Quando l’ecosistema export si attrezza meglio, anche il packaging tende a professionalizzarsi più rapidamente, perché diventa parte della catena competitiva e non semplice costo accessorio. Produttori tunisini di imballi plastici rigidi INOPLAST Fondata nel 1972, INOPLAST opera nell’estrusione e nell’iniezione delle materie plastiche e produce una gamma che comprende casse a verdura, casiers à fruits, imballaggi export e altre soluzioni rigide per uso agroalimentare. Nel catalogo ufficiale figurano, tra gli altri, i modelli CL 1800 e altri contenitori in PEHD per frutta e verdura, impilabili e destinati anche alla surgelazione. Contatti: Route de Mateur Km 7, 2010 La Manouba, Tunis — Tel. +216 71 620 333 — Fax +216 71 620 755 — Email info@inoplast.tn. TOUPLAST TOUPLAST opera in Tunisia nella termoformatura e la sua gamma comprende barquettes, plateaux de manutention, présentoirs, emballages blister, godets e plateaux de semis. Per il mercato ortofrutticolo è uno dei produttori più pertinenti nel segmento delle vaschette rigide, dei vassoi e dei formati termoformati destinati al confezionamento e alla presentazione del prodotto fresco. Contatti: 1 rue Zembra, Sidi Amor, Route de Raoued, 2056 Raoued — Tel. +216 20 910 370 e +216 54 88 21 26 — Email commercial@touplast.com, contact@touplast.com, direction@touplast.com. SOTUFAB PLAST SOTUFAB PLAST produce palette in PEHD tramite stampaggio a iniezione. La scheda tecnica della Palette PM riporta dimensioni 120 x 80 x 15 cm, peso 12,9 kg, carico dinamico 1200 kg e carico statico 5000 kg. Il sito indica inoltre che questi pallet sono adatti all’industria alimentare, facilmente lavabili, igienici e testati da Packtec. Contatti: Route de Sousse, Harkoussia, 5025 Bennane — Tel. +216 73 559 100 e +216 36 459 100 — Email info@sotufab-plast.tn. STE PLASTIQUE DU SAHEL STE PLASTIQUE DU SAHEL è nel comparto del plastique rigide con prodotti finiti indicati come caisses à légumes et à poissons, destinati a uso agroalimentare. È quindi un produttore tunisino direttamente inserito nella fascia delle cassette rigide da raccolta e movimentazione. Contatti: Avenue 20 Mars Oued Bhaier, 4011 Hammam Sousse — Tel. +216 73 343 035 — Fax +216 73 343 065 — Email polyplast@planet.tn. M&G Pack M&G Pack è censita a Monastir è nel settore plastique rigide con prodotti finiti descritti come barquettes pour fruits, légumes et viandes per uso agroalimentare. Per il mercato tunisino del packaging rigido per ortofrutta è uno degli operatori più direttamente esposti al segmento delle vaschette e delle barquette. Contatti: ZI Hassen Bouzouita, 5070 Monastir — Tel. +216 73 454 297 — Fax +216 73 454 222 — Email mgpack@topnet.tn. Distributori e fornitori commerciali attivi in Tunisia EJEM Emballages EJEM Emballages opera nella fornitura di imballaggi alimentari e, per il comparto ortofrutticolo, presenta una linea specifica di barquettes pour produits agricoles. Nel catalogo compaiono, tra gli altri, la LAR 5230 e la LAR 5215, entrambe vaschette perforate per frutta e verdura, oltre a referenze in PET come la CF250 PET. Per chi cerca packaging commerciale pronto all’uso per il fresco, è uno dei distributori tunisini più leggibili online. Contatti: Immeuble “AYAM”, angle Rue Lac Malaren et Rue Lac Toba, 1053 Les Berges du Lac 1, Tunis — Tel. +216 71 960 399 — Email emballages@ejem-tn.com e contact@ejem-tn.com.Global Trade Packaging Global Trade Packaging opera in Tunisia dal 2013 nella distribuzione di packaging per i settori industrial, food e agri-food. La gamma pubblicata online comprende Barquette et Dérivé, Cups en PET et Derivé, Emballage Alimentaire e altre referenze per il confezionamento. Tra i prodotti visibili figurano contenitori PET e vaschette utilizzate anche per frutta e datteri. Contatti: Tozeur, Olympic City, Tozeur Airport Road 2200 — Tunis, Yasmine Tower, Bd de la Terre, bloc B A8.5, Centre Urbain Nord 1082 — Tel./Fax +216 76 47 17 83 — WhatsApp +216 93 71 80 66 — Email contact@globaltrade.tn. REIMEX REIMEX distribuisce in Tunisia pallet boxes, pallets e altri contenitori logistici. Nella sezione agricoltura compaiono i pallet boxes; nelle sezioni industriali figurano anche pallet igienici in HDPE food grade e casse-pallet forate per uso alimentare. Per il packaging ortofrutticolo è un operatore di rilievo soprattutto sul lato della movimentazione e dello stoccaggio. Contatti: 34 Rue Platon, Zone Industrielle Le Kram 2015 — Tel. +216 71 181 260 — Fax +216 71 181 160 — Email commercial@reimex.com.tn. GIB – General International Business GIB distribuisce palettes en plastique, caisses palettes, caisses en plastique e caisses alimentaires. Nel catalogo figurano sia casse alimentari in diversi formati sia casse-pallet per merci sfuse, esplicitamente descritte come adatte anche al trasporto di légumes. È quindi un operatore commerciale utile per aziende agricole, piattaforme logistiche e confezionatori che cercano soluzioni modulari per handling e trasporto interno. Contatti: Route de Sousse km 5.5, 2013 Ben Arous, Tunisie — Tel. +216 31 428 427 e +216 58 313 321 — Email di contatto commerciale disponibile tramite sito. Considerazioni finali sul mercato Il mercato tunisino del packaging rigido in plastica per frutta e verdura è oggi interessante soprattutto perché nasce da una base agricola che esporta e da una struttura commerciale che importa, distribuisce e in parte riesporta. I numeri più importanti non sono quelli dei cataloghi, ma quelli dei flussi che li rendono necessari: crescita del valore dell’export frutticolo nel 2025, record produttivo dei datteri nella campagna 2025/2026, rafforzamento del canale agrumicolo verso la Francia e forte presenza dell’UE come mercato di sbocco. Dal punto di vista strettamente industriale, la Tunisia mostra una doppia natura. Da un lato produce cassette, pallet e parte delle barquette rigide; dall’altro continua ad approvvigionarsi in misura significativa da Paesi Bassi, Turchia, Italia, Francia e Spagna. Questa combinazione rende il paese adatto sia a chi vuole vendere prodotto finito, sia a chi cerca partnership distributive, sia a chi valuta investimenti in produzione locale specializzata. Nel 2026-2027 la fascia con maggiore potenziale appare quella delle cassette riutilizzabili, dei pallet e pallet box plastici per uso alimentare e delle vaschette rigide in PET per confezionamento commerciale del fresco. La ragione è semplice: sono le tre aree in cui la crescita dell’export, la modernizzazione della logistica e il nuovo quadro europeo sugli imballaggi tenderanno a incidere di più. FAQ Quanto vale il mercato tunisino più direttamente leggibile del packaging rigido per ortofrutta? Nel 2024, il codice HS 392310 — quello più vicino a cassette, casse e articoli rigidi assimilabili — ha registrato in Tunisia 19,314 milioni di dollari di importazioni e 8,657 milioni di dollari di esportazioni. La Tunisia è soprattutto produttrice o importatrice? È entrambe le cose. Produce e esporta cassette e altri articoli rigidi, ma importa ancora molto dalla filiera europea e mediterranea, soprattutto da Paesi Bassi e Turchia nel codice 392310. Qual è il vero motore della domanda di packaging rigido? Il motore reale è l’export ortofrutticolo: frutta, datteri, agrumi e forniture verso UE, Francia e mercati regionali. Quando cresce l’export, cresce anche la domanda di packaging tecnico e commerciale. Quali segmenti sembrano più promettenti? Le prospettive migliori riguardano cassette riutilizzabili, pallet/pallet box e vaschette rigide in PET o analoghe per il confezionamento del fresco. Perché il 2026 è un anno importante? Perché dal 12 agosto 2026 si applicherà in via generale il nuovo regolamento europeo sugli imballaggi PPWR, che aumenterà il peso di conformità tecnica, riciclabilità e documentazione nella competizione tra fornitori. Fonti Commissione europea, EU Agri-Food Trade with Tunisia, dati 2024. TAP, Fruit exports rise 42% in value in 2025. TAP / GIFruits, Export season of Tunisia’s Maltese orange to France. Ecofin Agency, Tunisia Targets Sharp Rise in Orange Exports to France in 2025/2026. FreshPlaza / Ecofin, aggiornamenti sulla campagna datteri 2025/2026. WITS / UN Comtrade, Tunisia HS 392310 e HS 392390, anno 2024. Commissione europea ed EUR-Lex, Packaging and Packaging Waste Regulation (UE) 2025/40. ONAGRI e CEPEX, piattaforme e strumenti di supporto all’export. Siti ufficiali aziendali e annuario Packtec per profili e contatti degli operatoriImmagine su licenza © Riproduzione Vietata

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https://www.rmix.it/ - Mercato dei tubi plastici in Marocco: produzione, distribuzione, consumi e contatti dei principali operatori
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Analisi professionale del settore marocchino dei tubi in PVC, PEHD e doppia parete tra infrastrutture idriche, irrigazione, edilizia e reti tecniche Autore: Marco Arezio. Esperto in economia circolare, riciclo dei polimeri e processi industriali delle materie plastiche. Fondatore della piattaforma rMIX, dedicata alla valorizzazione dei materiali riciclati e allo sviluppo di filiere sostenibili. Data: 13 aprile 2026 Tempo di lettura: 14 minuti Perché il mercato marocchino dei tubi plastici è oggi strategico Il mercato dei tubi plastici in Marocco non è interessante soltanto perché esiste una base manifatturiera locale consolidata. È interessante soprattutto perché si colloca all’incrocio di quattro tensioni strutturali: la pressione idrica, la necessità di ampliare e rinnovare le reti di adduzione e di assainissement, la modernizzazione dell’irrigazione agricola e la crescita delle opere civili e tecniche legate all’edilizia, all’energia e ai servizi. In altre parole, non si tratta di un mercato periferico o meramente commerciale: è una filiera industriale che si muove dentro la politica nazionale dell’acqua e dentro il ciclo degli investimenti infrastrutturali del Paese. Questa centralità emerge in modo chiaro dal Programme national d’approvisionnement en eau potable et d’irrigation 2020-2027, richiamato più volte nelle comunicazioni istituzionali marocchine. Le autorità hanno collegato a questo programma investimenti molto rilevanti, stimati in 143 miliardi di dirham per il periodo 2020-2027, proprio per rispondere allo stress idrico, mettere in sicurezza l’approvvigionamento e sostenere al tempo stesso gli usi agricoli. Quando un Paese indirizza risorse di questa scala verso acqua potabile, trasferimenti interbacino, desalinizzazione e irrigazione, la domanda di tubi in PVC, PEHD e strutturati non è episodica: diventa una componente stabile della politica industriale e territoriale. A questo si aggiunge il fatto che il Marocco non sta solo progettando, ma sta anche realizzando opere concrete. L’interconnessione tra i bacini di Oued El Makhazine e Dar Khrofa è stata presentata come un intervento da 100 milioni di m³ con un costo globale di 820 milioni di dirham, mentre le politiche di desalinizzazione stanno accelerando sia per l’acqua potabile sia per l’acqua destinata a usi industriali e agricoli. Per il settore dei tubi plastici questo significa continuità di ordini, richiesta di diametri e classi differenti, attenzione crescente alla tenuta idraulica e alla durabilità, e una domanda che si distribuisce tra reti in pressione, gravitarie, drenaggio e protezione di infrastrutture tecniche. I driver reali della domanda: acqua, irrigazione, assainissement e costruzioni Il primo vero motore del consumo marocchino è l’acqua potabile. Le reti di adduzione, distribuzione, trasferimento e collegamento tra fonti diverse assorbono grandi quantità di tubazioni in PEHD PE100 e in PVC-U, a seconda delle pressioni di esercizio, delle specifiche tecniche e della logistica del progetto. I cataloghi dei principali produttori locali ruotano infatti in modo sistematico attorno all’AEP, all’assainissement e ai liquidi in pressione, segno che il cuore del mercato resta infrastrutturale e non marginale. Il secondo motore è l’irrigazione. Il Ministero dell’Agricoltura marocchino ha ribadito nel 2025 che l’efficienza irrigua è un asse decisivo della strategia Génération Green 2020-2030 e che l’obiettivo è portare l’irrigazione a goccia da una copertura attuale del 54% della superficie equipaggiata a oltre il 70% entro il 2030. Questo passaggio non riguarda soltanto ali gocciolanti o microirrigazione: genera una domanda continua di tubazioni PE, PVC e componenti accessori per linee principali, secondarie, adduzione, filtrazione e impianti agricoli integrati. Il terzo motore è l’assainissement, cioè la raccolta e il convogliamento di acque reflue e meteoriche. Qui si aprono due filiere principali: da un lato i tubi in PVC per reti tradizionali, dall’altro le soluzioni a doppia parete in PEHD o in PP per reti gravitarie interrate, drenaggio e collettori con maggiori esigenze di rigidità anulare. La presenza diffusa nei portafogli marocchini di gamme conformi alla NM EN 13476-3 mostra che questo segmento non è di nicchia, ma è ormai stabilmente inserito nell’offerta industriale locale. Il quarto motore è il BTP. Le indagini congiunturali richiamate dal HCP nel 2025 segnalavano un aumento dell’attività nella costruzione, con un tasso di utilizzo delle capacità produttive del settore pari al 72% nel primo trimestre 2025 e attese complessivamente positive per il trimestre successivo. Non tutto questo si traduce automaticamente in consumo di tubazioni plastiche, ma una parte rilevante sì: scarichi, evacuazione, canalizzazioni interrate, reti tecniche, protezione cavi e impianti di servizio seguono da vicino l’andamento del genio civile e delle costruzioni specializzate. Come è organizzata la produzione industriale dei tubi plastici in Marocco La produzione marocchina dei tubi plastici è più strutturata di quanto si creda guardando il Paese dall’esterno. Esiste una base industriale che copre almeno tre famiglie fondamentali: PVC-U pressione e assainissement, PEHD/PE100 in pressione, e tubi a doppia parete per assainissement, drainage e reti tecniche. A queste si aggiungono famiglie dedicate all’irrigazione, alla protezione cavi, ai fourreaux per telecomunicazioni e alle applicazioni edilizie. Non si tratta di una filiera composta soltanto da piccole officine o da distributori che importano materiale. Alcuni operatori dichiarano siti produttivi di grandi dimensioni, laboratori qualità, gamme certificate e presenza nei mercati pubblici o nei grandi progetti. Alma opera da Had Soualem su un sito di 100.000 m² e lavora su PEHD, PVC, assainissement e reti secche; INES dichiara attività dal 1980, 650 collaboratori e una proiezione in 24 Paesi di export; DIMATIT è attiva dal 1941 nel settore idraulico e offre una gamma molto estesa che include PVC, PEHD e PP doppia parete; SICDA, collegata a CMGP Group, copre i segmenti pressione, assainissement, irrigation e télécom. La struttura del mercato mostra quindi un equilibrio interessante: da una parte grandi gruppi o operatori storici con cataloghi ampi, dall’altra produttori più focalizzati su determinati segmenti o territori, come 6PO Industrie, Adeauplast, Plastima, SPLAST, SMECEPLAST e Gemaplast. Questo rende il mercato marocchino abbastanza competitivo da offrire alternative, ma sufficientemente concentrato da far emergere un numero definito di nomi industriali affidabili. Dove si concentra geograficamente l’industria marocchina della canalizzazione Dal punto di vista territoriale, il baricentro del mercato si colloca chiaramente nell’asse Casablanca–Mohammedia–Nouaceur–Berrechid–Had Soualem–Mediouna–Tit Mellil, cioè nella grande area industriale di Casablanca-Settat. Qui si trovano Alma, INES, SICDA, CMGP, DIMATIT, Plastima, SPLAST e SMECEPLAST, oltre a numerose direzioni commerciali, piattaforme logistiche e siti produttivi. Questa concentrazione non è casuale: mette la produzione vicino ai principali nodi logistici, ai cantieri infrastrutturali, al più grande bacino urbano e ai centri decisionali dei grandi committenti. Esistono poi poli complementari. Skhirat ospita Adeauplast, con agenzie anche a Marrakech e Agadir; Marrakech ospita Gemaplast e una filiale commerciale CMGP-CAS; Aït Melloul/Agadir compare come punto di presenza commerciale importante nelle reti di CMGP-CAS e Adeauplast. Per questo il mercato marocchino dei tubi plastici non va letto come un insieme di fabbriche isolate: è una rete industriale con un centro dominante e ramificazioni regionali coerenti con i principali bacini di consumo. Il ruolo della distribuzione tecnica e delle reti commerciali regionali Nel settore marocchino dei tubi plastici la distribuzione non coincide solo con il grossista tradizionale. Esistono almeno tre modelli. Il primo è la vendita diretta dal produttore al committente pubblico o al contractor. Il secondo è la direzione commerciale collegata al sito produttivo, tipica di molte aziende marocchine del comparto. Il terzo è la rete di filiali o piattaforme regionali che permette di servire il mercato agricolo, edilizio e infrastrutturale fuori dal nucleo di Casablanca. Questo si vede molto bene nei dati pubblici delle aziende. 6PO Industrie afferma di aver guadagnato la fiducia degli enti pubblici nazionali nel settore dell’acqua; INES espone tra i partner nazionali nomi come ONEE, Amendis, Redal e varie régies; SICDA pubblica notizie relative ad aggiudicazioni come il mercato quadro con AMENDIS Tétouan e commesse in polietilene pressione; CMGP-CAS presenta una vera rete di filiali commerciali in città come Casablanca, Aït Melloul, Beni Mellal, Marrakech, Berkane, Meknès, El Jadida, Kénitra, Larache ed Errachidia. Tutto questo conferma che il mercato non si muove solo per import-export o per semplice deposito merce, ma attraverso relazioni tecniche e territoriali radicate. Quali famiglie di prodotto dominano il mercato marocchino Le famiglie più importanti sono cinque. La prima è quella dei tubi PEHD/PE100 in pressione per acqua potabile, irrigazione, acque industriali e in alcuni casi gas o usi speciali. È la famiglia che più beneficia della spinta sugli investimenti idrici e della necessità di sistemi resistenti, saldabili e adatti a pressioni nominali differenti. Le norme più ricorrenti in questo segmento sono la NM EN 12201-2 e norme collegate. La seconda è quella dei tubi PVC-U pressione per reti d’acqua e irrigazione. La terza è quella dei tubi PVC assainissement ed evacuazione, ancora molto presenti per economicità, facilità di posa e standardizzazione. La quarta è quella dei tubi strutturati a doppia parete, in PEHD o PP, destinati a reti gravitarie, drenaggio e collettori. La quinta è quella dei fourreaux e gaines per telecomunicazioni, elettrico e protezione cavi, che in un Paese impegnato nell’espansione infrastrutturale rimane un segmento importante e tecnicamente meno banale di quanto sembri. Norme, certificazioni e fattori competitivi per scegliere un fornitore Nel mercato marocchino il prezzo conta, ma non basta. Chi acquista in modo professionale deve valutare almeno cinque elementi: conformità normativa, ampiezza di gamma, disponibilità logistica, assistenza tecnica e vicinanza ai cantieri o ai clienti finali. Le norme più ricorrenti nelle schede di prodotto sono la NM EN 12201-2 per il PEHD in pressione, la NM ISO 1452-2 o riferimenti equivalenti per il PVC pressione, e la NM EN 13476-3 per i sistemi a parete strutturata e doppia parete per assainissement. Conta anche la capacità di servire il mercato con una logica industriale completa. Un produttore che dispone soltanto di un recapito commerciale ma non mostra chiaramente gamma, applicazioni e assetto tecnico non dà la stessa affidabilità di un operatore che espone sito produttivo, segmenti serviti, certificazioni e canali di contatto. Per questo, nel dossier seguente, ho privilegiato operatori con presenza industriale o commerciale chiaramente documentata e con contatti ufficiali pubblicati. Principali produttori marocchini di tubi plastici con contatti completi Alma opera nella progettazione e produzione di tubi PEHD PE100 e PVC per adduzione d’acqua potabile, assainissement, trattamento delle acque reflue e reti secche. Produce anche tubi corrugati HDPE doppia parete per reti gravitarie interrate conformi alla NM EN 13476-3. Sede e stabilimento: Z.I. Had Soualem, Douar Laasilat, Commune of Sahel Ouled Hriz-Cercle de Berrechid, 26400 Marocco. Telefoni: +212 661 78 25 80; +212 611 01 06 53. Email: contact@alma.ma; reception@alma.ma; export@alma.ma. INES S.A. è uno dei nomi più solidi della canalizzazione marocchina. Fondata nel 1980, produce e commercializza soluzioni per acqua potabile, assainissement, reti secche, building e irrigazione; nella gamma PEHD assainissement propone sistemi double paroi SANIMAX per reti gravitarie. Sede sociale: Bd Chefchaouni km 11,5, Aïn Sebaâ, 20590 Casablanca, Marocco. Tel: +212 (0) 522 66 67 68. Fax: +212 (0) 522 66 67 67. Email: ines@ines.ma. Direzione commerciale: Hay Mohammadi, Rue Ali Yaâta, Casablanca. Tel: +212 (0) 522 34 99 00. Fax: +212 (0) 522 35 33 99. Email: marketing-btp@ines.ma. Sito di produzione: Commune Chellalate, Sidi Bernoussi, Casablanca.DIMATIT, società del gruppo YNNA Holding, è presente dal 1941 nel settore dell’idraulica e commercializza tubi e accessori in PVC, PEHD, PP e PRV. Per il comparto plastico è particolarmente rilevante per PEHD in pressione, PVC pressione, PVC assainissement e PP doppia parete per reti gravitarie. Indirizzo: Route côtière N°111, 28800 Mohammedia, Marocco. Telefoni: +212 05 23 30 41 94/95. Fax: +212 05 23 30 41 97. Email: dimatit@dimatit.com. Orari: lunedì-venerdì 08:00-17:15, sabato 08:00-12:00.SICDA, filiale industriale del CMGP Group, produce tubi e canalizzazioni destinati ad agricoltura, assainissement liquide, adduzione d’acqua potabile, bâtiment e télécom. La sua gamma comprende PVC pressione, PVC assainissement, PEHD pressione, PEHD doppia parete, tubi per irrigazione e tubi telecom. Direzione commerciale: Parc Industriel Sapino, 102–105 Nouaceur 20240, Casablanca, Marocco. Tel: +212 05 22 32 49 21. Fax: +212 05 22 49 56 62. Email: clients@sicda.ma. Fabbrica: Route de Marrakech, Zone Industrielle Lots N°48–52, Berrechid, Marocco. Tel: +212 05 22 32 49 21. Fax: +212 05 22 32 49 12.Adeauplast si definisce uno dei leader marocchini nella fabbricazione e commercializzazione di tubi PVC e tubi PEBD/PEHD, con applicazioni per acqua potabile, adduzione, irrigazione e altri impieghi tecnici. Sede e usine: Km 4,5, Route de Bouznika, Ouled Othmane, Skhirat, Marocco. Telefoni: +212 537 742 322; +212 661 059 212. Fax: +212 537 74 22 95. Email: contact@adeauplast.com. Agenzia Marrakech: Route de Safi, Km 10,5, Quartier industriel Harbil-Marrakech; Tel +212 524 20 50 12. Agenzia Agadir: Bloc 2, 114, Route de Taroudant, Azrou, Ait Melloul-Agadir; Tel +212 661 40 54 20.6PO Industrie: è specializzata nell’estrusione di tubi in PVC, PEHD e PEBD per distribuzione d’acqua potabile, assainissement, irrigazione, évacuation e télécommunication. Nella gamma PEHD propone anche tubi double paroi conformi alla NM EN 13476-3. Indirizzo: Zone industrielle Ain Atiq, Témara, Marocco. Telefoni: 05 37 74 96 71; 05 37 74 96 20. Email: 6poind@gmail.com. Orari: lunedì-venerdì 08:30-17:00, sabato 08:30-12:30.Plastima Canalisations copre acqua, assainissement, irrigazione, télécommunication, gainage, drainage e gas. La gamma include tube PEHD pression, tube PVC pression, gaine PEHD double paroi e altre famiglie tecniche. Sede: 1 Rue Al Maadane, ex rue L, Route Côtière, N°111, Km 11, Aïn Sebaâ 20 600, Casablanca, Marocco. Telefoni: +212 05 22 35 59 14; +212 05 22 34 44 46; +212 05 22 34 22 36. Email: plastima@plastima.com. Fabbrica: Route Secondaire 3002, Commune Chellalat, Mohammedia, Marocco. Telefoni: +212 05 22 66 28 88; +212 05 22 34 22 36.SPLAST ha sede a Mediouna, nell’area di Casablanca, e opera su tubi PVC, PEHD e prodotti associati per acqua potabile, bâtiment e altri usi. Sede sociale: Zone Lahlalate Elmajjatia Oulad Taleb, Mediouna, Casablanca 29490, Marocco. Telefoni: +212 522 51 91 45 / 46 / 47. Fax: +212 522 51 91 48. Email: contact@splast.ma. Orari: lunedì-venerdì 08:00-18:00, sabato 08:00-12:00.SMECEPLAST è focalizzata sulla fabbricazione di tubi PEBD/PEHD e PVC, con gamma per acqua potabile in pressione, irrigazione e protezione cavi e fibre ottiche. Indirizzo: Lot N°82, Zone Industrielle, Tit Mellil, Casablanca, Marocco. Telefono: +212 5 22 51 03 76. Fax: +212 5 22 51 13 22. Email: contact@smeceplast.com; smeceplast@gmail.com.Gemaplast S.A.R.L. produce condotte in PVC-U e PEHD per infrastrutture di assainissement, adduzione in pressione, elettrificazione e irrigazione. Nella gamma figurano tube en PEHD annelé double paroi, tube en PEHD ligne bleue e tubi PVC-U. Sede: N°33, Résidence Kawter, Avenue Allal El Fassi, Marrakech, Marocco. Usine et commercial: Douar Ait Ouazzou, Commune de Harbil, Marrakech. Telefoni: +212 5 24 35 62 70; +212 5 24 01 31 72. Email: adv@gemaplast.ma. Orari: lunedì-sabato 08:30-18:30.Principali operatori della distribuzione e fornitura tecnica in Marocco CMGP-CAS è uno degli operatori commerciali più rilevanti per il mondo dell’irrigazione, dell’infrastruttura acqua e delle agrofournitures. Pur non essendo solo un distributore di tubi, è un canale importante per la diffusione di prodotti PEHD, PVC e accessori tecnici sul territorio marocchino. Contatto generale: Parc Industriel Sapino 102–105, Nouaceur, Casablanca. Telefono: +212 (0)5 22 49 56 10. Email: contact@cmgp-cas.com. Secondo polo indicato sul sito: Zone industrielle, route de Biougra, Aït Melloul, Agadir; Tel +212 (0)5 28 24 74 10. Filiali commerciali documentate: Casablanca, Aït Melloul, Beni Mellal, Marrakech, Berkane, Meknès, El Jadida, Kénitra, Larache ed Errachidia. Filiale Casablanca: 135, Rue Lieutenant Mahroud Mohamed, Casablanca 20310; Tel 0522 24 91 15 / 0522 40 03 98; Fax 0522 40 09 82; Email casablanca@cmgp-cas.com. Filiale Marrakech: Av. Abdellah Ben Yassine ang. rue AlArak, Marrakech 40000; Tel 05 24 49 82 18 / 19; Fax 05 24 49 82 13; Email Marrakech@cmgp-cas.comCODETRAM è un fornitore tecnico con disponibilità di tubi PEHD e PVC per industria, BTP e idraulica, con stock a Casablanca e posizionamento da distributore specialistico più che da produttore. Indirizzo: 66 Rue N°15 Khalil III, Quartier Industriel Hay Mohammadi, Casablanca, Marocco. Telefono: +212 522 60 62 67. Email: contact@codetram.comSMSFI opera come fornitore di prodotti e soluzioni industriali in Marocco, con una linea dedicata alla tuyauterie, all’acqua potabile, all’irrigazione e a diversi impieghi industriali. Indirizzo: Bd Chefchaouni, Immeuble 217, étage 4, Casablanca, Marocco. Telefono: +212 715 082 363. Email: sales@smsfi.ma; smsfi@smsfi.ma; smsfi@outlook.fr.Prospettive del mercato marocchino dei tubi plastici nel 2026 La prospettiva 2026 resta favorevole. Non perché il mercato sia semplice, ma perché i fondamentali sono forti. Il Marocco continuerà a spendere in acqua, assainissement, desalinizzazione, trasferimenti tra bacini e modernizzazione dell’irrigazione. Allo stesso tempo, il BTP mantiene una traiettoria che sostiene le canalizzazioni per bâtiment, génie civil e reti tecniche. In questo contesto, la domanda tenderà a premiare chi combina tre qualità: conformità tecnica, capacità logistica e presenza territoriale. Per un acquirente estero, il mercato marocchino dei tubi plastici offre un vantaggio specifico: la possibilità di lavorare con produttori e distributori già abituati a servire committenti pubblici, utilities, contractor e operatori agricoli, con una gamma che copre PVC, PEHD e doppia parete senza dover ricorrere sempre a importazioni lontane. Per un editore o un osservatore industriale, invece, il caso marocchino è interessante perché mostra come la filiera della plastica per infrastrutture possa diventare una leva di resilienza nazionale quando è collegata alla politica dell’acqua. FAQ Il Marocco produce localmente tubi plastici o dipende soprattutto dalle importazioni? Il Marocco dispone di una base produttiva locale ben visibile, con operatori che fabbricano tubi in PVC, PEHD e, in diversi casi, sistemi a doppia parete per assainissement e drenaggio. La presenza di siti produttivi a Had Soualem, Casablanca, Mohammedia, Berrechid, Mediouna, Tit Mellil, Skhirat e Marrakech conferma che il Paese non è soltanto un mercato di sbocco, ma anche un polo manifatturiero regionale. Quali sono i segmenti di consumo più forti per i tubi plastici in Marocco? I segmenti più forti sono acqua potabile, assainissement, irrigazione e reti tecniche collegate a costruzioni, telecomunicazioni ed elettrificazione. Questa lettura deriva sia dai programmi nazionali sull’acqua e sull’irrigazione, sia dalle gamme di prodotto dichiarate dai principali operatori industriali marocchini. Dove si trovano i principali produttori marocchini di tubi plastici? La maggiore concentrazione si trova nella regione di Casablanca-Settat, tra Casablanca, Nouaceur, Berrechid, Mohammedia, Had Soualem, Mediouna e Tit Mellil. Esistono poi poli complementari a Skhirat, Marrakech e Agadir/Aït Melloul. Quali norme ricorrono più spesso nelle tubazioni plastiche marocchine? Per il PEHD in pressione ricorre soprattutto la NM EN 12201-2; per il PVC pressione la NM ISO 1452-2 o riferimenti equivalenti; per i sistemi doppia parete la norma più ricorrente è la NM EN 13476-3. Sono riferimenti tecnici centrali nella selezione di un fornitore affidabile. Chi sono gli operatori più interessanti da contattare per un sourcing professionale? Sul piano produttivo, i nomi più strutturati e meglio documentati sono Alma, INES, DIMATIT, SICDA, Adeauplast, 6PO Industrie, Plastima, SPLAST, SMECEPLAST e Gemaplast. Sul piano distributivo e commerciale, i contatti più utili sono CMGP-CAS, CODETRAM e SMSFI. Fonti Per questa analisi sono state utilizzate fonti istituzionali e industriali primarie: Maroc.ma, Haut-Commissariat au Plan, Ministère de l’Agriculture du Maroc e i siti ufficiali di Alma, INES, DIMATIT, SICDA, CMGP-CAS, Adeauplast, 6PO Industrie, Plastima Canalisations, SPLAST, SMECEPLAST, Gemaplast, CODETRAM e SMSFI.Immagine su licenza © Riproduzione Vietata

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Analisi commerciale e industriale del mercato americano delle resine riciclate post consumo: volumi, polimeri più richiesti, filiere più redditizie, buyer industriali e principali operatori con contatti pubblici Autore: Marco Arezio. Esperto in economia circolare, riciclo dei polimeri e processi industriali delle materie plastiche. Fondatore della piattaforma rMIX, dedicata alla valorizzazione dei materiali riciclati e allo sviluppo di filiere sostenibili. Data: 17 aprile 2026 Tempo di lettura: 13 minuti Perché il mercato statunitense delle plastiche post consumo è strategico Il mercato statunitense dei polimeri plastici post consumo è uno dei più importanti al mondo non solo per le dimensioni, ma perché concentra contemporaneamente grandi volumi di rifiuti plastici, una base manifatturiera molto ampia e una domanda crescente di contenuto riciclato nei nuovi manufatti. Negli Stati Uniti la plastica riciclata non è più soltanto un sottoprodotto della gestione dei rifiuti: è sempre più una materia prima secondaria con specifiche tecniche, prezzi di riferimento, certificazioni e canali commerciali propri. La contraddizione di fondo, però, resta evidente. L’EPA indica che nel 2018 negli Stati Uniti sono state generate 35,7 milioni di tonnellate di rifiuti plastici, pari al 12,2% dei rifiuti solidi urbani, ma il tasso complessivo di riciclo della plastica si è fermato all’8,7%. Nello stesso quadro, il riciclo dei contenitori e degli imballaggi plastici ha raggiunto il 13,6%, mentre per il PET e per alcuni flussi in HDPE le prestazioni risultano più alte rispetto alla media generale. Questo significa che il mercato esiste, ma non tutta la plastica immessa al consumo riesce a trasformarsi in una resina riciclata utilizzabile dall’industria. Quanta plastica post consumo viene recuperata negli Stati Uniti Per capire il mercato reale bisogna guardare ai quantitativi effettivamente recuperati. Secondo i dati 2022 elaborati per APR, ISRI e U.S. Plastics Pact, negli Stati Uniti sono state recuperate per il riciclo poco più di 5 miliardi di libbre di plastica post consumo. La ripartizione dei flussi è particolarmente significativa: circa 2,784 miliardi di libbre provenivano da bottiglie e contenitori assimilabili, 1,1118 miliardi da imballaggi rigidi diversi dalle bottiglie, 1,1103 miliardi da film plastici e circa 11 milioni di libbre da altre tipologie. In termini industriali, il cuore del mercato americano resta quindi concentrato su contenitori rigidi e film, con una prevalenza ancora netta delle bottiglie e dei flaconi. Un dato altrettanto importante riguarda la destinazione del materiale raccolto. La quasi totalità della plastica post consumo recuperata nel 2022 è rimasta in Nord America per essere trattata e reimmessa nei cicli industriali, e i soli riciclatori statunitensi ne hanno assorbito la parte dominante. È un segnale commerciale molto chiaro: rispetto al passato, il mercato americano sta diventando più interno, più organizzato e meno dipendente dalla semplice esportazione del rifiuto plastico. Le famiglie di polimeri che contano davvero nel mercato americano PET post consumo Il PET è ancora il polimero con la filiera più strutturata. La sua forza deriva dalla diffusione delle bottiglie, dalla possibilità di costruire cicli di riciclo da bottiglia a bottiglia e dalla domanda costante dei grandi gruppi del beverage e degli imballaggi alimentari. NAPCOR segnala che nel 2024 il tasso di riciclo delle bottiglie in PET negli Stati Uniti è stato del 30,2%, dopo il 32,5% del 2023. È un risultato rilevante, anche se ancora lontano dai livelli dei paesi dove il sistema di raccolta è più spinto. Dal punto di vista commerciale, il PET è il segmento più “nobile” della plastica post consumo: chi produce resina rPET con qualità costante, trasparenza, purezza e idoneità per impieghi alimentari presidia una fascia di mercato ad alto valore. Non a caso è qui che si concentrano molti investimenti industriali e molte pressioni dei marchi sul contenuto riciclato. HDPE post consumo L’HDPE è probabilmente il polimero più versatile sul piano commerciale. Oltre ai flaconi per latte, detergenza, cura della persona e prodotti per la casa, trova impiego in secchi, articoli tecnici, imballaggi rigidi, componenti per estrusione e, in alcuni casi, anche in applicazioni più tecniche. Il vantaggio competitivo dell’HDPE riciclato sta proprio nella pluralità dei mercati di sbocco: non dipende da un solo settore e può essere lavorato in soffiaggio, stampaggio a iniezione ed estrusione. PP post consumo Il polipropilene post consumo è la famiglia con il margine di crescita più interessante. Tappi, chiusure, vaschette, imballaggi rigidi, articoli domestici e alcuni componenti tecnici stanno aumentando la domanda di PP riciclato. Tuttavia, il PP resta più difficile del PET e dell’HDPE da valorizzare in modo stabile, perché richiede controllo di odore, colore, impurità e comportamento reologico. Quando questi limiti vengono gestiti bene, il PP può diventare una delle aree più promettenti del mercato americano. Film in polietilene post consumo I film in LDPE e LLDPE rappresentano un’altra grande famiglia, importante soprattutto per massa e continuità di domanda. Sono però più complessi da riciclare bene rispetto ai contenitori rigidi, perché la contaminazione, la variabilità e la qualità della raccolta incidono molto sul risultato finale. Il mercato resta comunque forte, soprattutto per sacchi, film tecnici, pellicole agricole e altri impieghi flessibili. Revolution, che è uno degli operatori più significativi in questo campo, dichiara di recuperare, pulire e trattare oltre 300 milioni di libbre di materiale all’anno. Dove si crea il valore economico nella filiera americana Nel mercato statunitense il valore non nasce semplicemente dal fatto di avere plastica usata. Nasce quando il rifiuto diventa una resina tecnicamente affidabile. Più una resina riciclata è pulita, costante, documentata e adatta a impieghi esigenti, più sale il suo valore economico. I gradi idonei al contatto alimentare, i materiali deodorizzati, le resine con colore controllato, quelle con percentuali certificate di riciclato e quelle con prestazioni più stabili hanno un posizionamento molto più forte rispetto ai pellet generici. Per questo motivo il mercato americano non premia soltanto chi ricicla, ma anche chi sa trasformare il riciclato in un’offerta industriale credibile: schede tecniche, continuità di lotto, supporto applicativo, verifiche di conformità e logistica affidabile. È anche la ragione per cui distributori e produttori di composti hanno un ruolo crescente accanto ai riciclatori puri. Produzione industriale, distribuzione commerciale e consumo finale Per leggere correttamente il settore bisogna distinguere tre livelli. Il primo è la produzione industriale della resina riciclata, svolta da imprese che acquistano balle, scaglie o altri flussi post consumo, li lavano, li separano, li estrudono e li trasformano in granuli o scaglie tecniche. Il secondo è la distribuzione commerciale, che rende quel materiale accessibile a una platea molto più ampia di trasformatori, spesso affiancandolo con miscele, assistenza tecnica e soluzioni logistiche. Il terzo è il consumo industriale, cioè l’impiego effettivo della resina riciclata da parte di produttori di imballaggi, componenti e manufatti. Questa distinzione è decisiva anche per chi vuole fare mercato. Un grande riciclatore può essere il partner migliore per chi cerca volumi elevati e rapporti diretti, mentre un distributore può essere più adatto a chi vuole lotti più flessibili, supporto tecnico o accesso a diverse famiglie polimeriche con contenuto riciclato. I settori che assorbono più resina riciclata post consumo negli USA Il primo grande assorbitore resta il comparto degli imballaggi. Il report 2024-25 dello U.S. Plastics Pact indica che tra i membri aderenti la quota media di contenuto post consumo riciclato o di origine biologica sostenibile negli imballaggi è salita al 14%, mentre il 54% degli imballaggi plastici immessi sul mercato dai membri risulta oggi riutilizzabile, riciclabile o compostabile. Anche se questi dati non rappresentano l’intero mercato nazionale, mostrano molto bene la direzione della domanda industriale statunitense. Subito dopo vengono i settori della detergenza, della cura della persona, dei beni per la casa, delle pellicole tecniche, dell’agricoltura, di alcuni articoli per l’edilizia e, in nicchie più selettive, dei beni durevoli e dell’automotive. La domanda varia però molto da polimero a polimero: l’rPET forte va soprattutto verso imballaggi alimentari e bevande; l’HDPE si distribuisce su mercati più diversi; il PP cresce nei manufatti rigidi; il polietilene da film torna soprattutto nei film e nei sacchi. I principali operatori del mercato con contatti pubblici verificati KW Plastics KW Plastics è uno dei riferimenti più forti nel riciclo meccanico di HDPE e PP. L’azienda si presenta come il più grande riciclatore di plastica e fornitore di resine riciclate in HDPE e PP, con una forte vocazione ai mercati di grande volume. È particolarmente rilevante per soffiaggio, stampaggio a iniezione ed estrusione. Contatti KW Plastics Recycling Division, 279 Pike County Lake Road, Troy, Alabama 36079, USA Telefono: +1 334-566-1563 Numero verde: +1 800-633-8744 Sede KW Plastics: 1 Sanders Road, Troy, Alabama 36079, USA Envision Plastics Envision Plastics è uno specialista dell’HDPE post consumo. Il suo portafoglio è interessante perché comprende resine naturali, miste per colore, deodorizzate e gradi idonei al contatto con alimenti, oltre a linee legate alla raccolta in aree a rischio di dispersione ambientale. È un operatore molto adatto a chi cerca un’offerta più segmentata e meno generica. Contatti606 Walters Street, Reidsville, North Carolina 27320, USA – Tel. +1 336-342-4749 14312 Central Avenue, Chino, California 91710, USA – Tel. +1 909-590-7334 Plastipak / Clean Tech Plastipak, attraverso Clean Tech, è uno degli operatori più importanti per il riciclo di PET e HDPE da bottiglia a bottiglia. È uno dei nomi più solidi quando si parla di resina riciclata destinata a impieghi ad alto requisito qualitativo, in particolare nei mercati delle bevande e degli imballaggi rigidi. Il sito ufficiale di Plastipak presenta Clean Tech come un punto di forza nel riciclo di rPET e rHDPE. Contatti Clean Tech, 500 Dunham Street, Dundee, Michigan 48131-1159, USA Telefono: +1 734-455-3600 Alpek Polyester USA Alpek Polyester USA è uno dei soggetti più importanti nella produzione di rPET nelle Americhe. Il gruppo presidia il poliestere e il PET riciclato con una presenza industriale molto rilevante, utile soprattutto per chi guarda al mercato del PET di qualità e agli impieghi negli imballaggi. Contatti Alpek Polyester USA, LLC, 1430 Commonwealth Dr, Suite 305, Wilmington, North Carolina 28403, USA Telefono: +1 910-371-4863 Revolution Revolution è uno dei principali riferimenti statunitensi per il riciclo dei film in polietilene, in particolare LDPE e LLDPE. L’azienda lavora sia sul recupero dei film sia sulla produzione di resine riciclate certificate per nuove applicazioni. È un nome importante per chi opera nei sacchi, nelle pellicole tecniche e nel film industriale. Contatti Telefono generale: +1 888-718-4381Ravago Manufacturing Americas Ravago Manufacturing Americas è un soggetto centrale perché collega produzione, distribuzione e compounding. Il gruppo dichiara di produrre materiali che vanno dalle resine tecniche ai materiali riciclati post consumo, ed evidenzia una presenza produttiva molto ampia, con decine di stabilimenti a livello internazionale e numerosi siti dedicati a riciclo e composti. Per chi cerca una struttura commerciale più articolata, Ravago è uno dei nomi da seguire con attenzione. ContattiRavago Manufacturing Americas Corporate Headquarters 1900 Summit Tower Blvd., Suite 900, Orlando, Florida 32810, USA Telefono: +1 407-773-7777 Email: RMAinfo@ravagoamericas.com M. Holland M. Holland è uno dei grandi distributori di resine termoplastiche del mercato americano. Attraverso la linea Mfinity offre composti con contenuto riciclato fino al 100% in diverse famiglie merceologiche. Non è il classico riciclatore, ma è molto importante perché rende il riciclato disponibile a trasformatori che cercano flessibilità commerciale, supporto tecnico e accesso a portafogli multiresina. Contatti 400 Skokie Blvd, Suite 600, Northbrook, Illinois 60062, USA Telefono: +1 847-272-7370 Numero verde: +1 800-872-7370 Nexeo Plastics Nexeo Plastics è un grande distributore globale con forte presenza in Nord America. Il suo portafoglio comprende materiali di origine biologica, compostabili e riciclati, oltre a servizi di supporto per la scelta dei materiali e per strategie di recupero degli scarti. Per chi entra nel mercato statunitense senza una rete commerciale propria, Nexeo rappresenta una possibile porta d’accesso molto credibile. Contatti Sede centrale globale: 1780 Hughes Landing Blvd, Suite 1000, The Woodlands, Texas 77380, USA Telefono: +1 833-446-3936 Servizi vendite e assistenza clienti USA: 495 Metro Place South, Suite 300, Dublin, Ohio 43017, USA PureCycle Technologies PureCycle occupa una posizione particolare nel mercato del PP. L’azienda non si limita al riciclo meccanico tradizionale, ma punta a ottenere un polipropilene riciclato ad altissima purezza, con riduzione di colore, odore e contaminanti. Per questo è un operatore da osservare attentamente nel segmento più avanzato del PP riciclato. Contatti PureCycle Technologies, Inc. 20 N Orange Avenue, Suite 106, Orlando, Florida 32801, USA Telefono: +1 877-648-3565 Cosa cercano oggi gli acquirenti americani di resine riciclate L’acquirente industriale americano non compra più solo “materiale riciclato” in senso generico. Cerca una resina che non comprometta la produttività dell’impianto e che non generi problemi a valle. Questo significa stabilità di lotto, odore contenuto, colore controllato, comportamento reologico coerente, disponibilità regolare e documentazione credibile sul contenuto riciclato. È qui che si gioca oggi la vera selezione del mercato. FAQ Qual è il polimero post consumo più forte negli Stati Uniti? Il PET resta il materiale con la filiera più ordinata e la domanda più premium, soprattutto negli imballaggi per bevande e alimenti. Qual è il polimero più versatile dal punto di vista commerciale? L’HDPE, perché serve molti mercati diversi e si presta a più processi di trasformazione. I distributori contano davvero quanto i riciclatori? In molti casi sì, perché rendono commerciabili le resine riciclate su scala più ampia, con assistenza tecnica e continuità logistica. Dove c’è più spazio di crescita? Nel PP post consumo e nei film in polietilene, a condizione che qualità e costanza migliorino. Il mercato americano ha abbastanza capacità produttiva? La capacità industriale esiste, ma il limite resta spesso la quantità e la qualità della plastica effettivamente raccolta e resa disponibile come materia prima in ingresso. Fonti Le informazioni riportate derivano da fonti ufficiali e settoriali aggiornate, tra cui U.S. EPA, Association of Plastic Recyclers, NAPCOR, U.S. Plastics Pact e dai siti ufficiali delle aziende citate.

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