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UE IMPONE NUOVI STANDARD PER IL TRATTAMENTO DELLE ACQUE REFLUE: FOCUS SU PFAS E MICROPLASTICHE

Ambiente
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare - UE Impone Nuovi Standard per il Trattamento delle Acque Reflue: Focus su PFAS e Microplastiche
Sommario

- Nuove Direttive UE: Monitoraggio Potenziato e Purificazione delle Acque Urbane

- Trattamento delle Acque Reflue: L’UE Si Focalizza su Microinquinanti e PFAS

- Direttive Europee: Entro il 2045 Trattamenti Avanzati per le Acque Reflue Urbane

- Obiettivo UE: Riduzione dei Contaminanti Persistenti nelle Acque Reflue

- Il Futuro del Trattamento delle Acque: Le Innovazioni Imposte dalle Direttive UE

- Microinquinanti e PFAS: Come l’UE Cambia il Trattamento delle Acque Urbane

- Rivoluzione nelle Acque Reflue: Le Nuove Norme Europee Puntano alla Sostenibilità

Le nuove direttive dell'Unione Europea mirano a intensificare il monitoraggio e la purificazione delle acque urbane, con specifica attenzione ai contaminanti persistenti e ai microinquinanti


di Marco Arezio

Il Parlamento Europeo ha recentemente dato il via libera definitivo a nuove disposizioni legislative per il trattamento e lo scarico delle acque reflue urbane, con l'obiettivo di implementare un controllo più accurato degli inquinanti chimici, tra cui i PFAS.

Con un ampio sostegno dimostrato da 481 voti favorevoli, 79 contrari e 26 astensioni, il 10 aprile è stato approvato un accordo, precedentemente raggiunto con il Consiglio a gennaio 2024, per rivedere le regolamentazioni riguardanti la gestione delle acque e il loro trattamento nelle aree urbane.

Questo provvedimento legislativo, la cui proposta era stata presentata dalla Commissione Europea nell'ottobre 2022, mira a rafforzare la protezione della salute pubblica e dell'ambiente, posizionandosi in linea con gli obiettivi dell'UE riguardo all'azione climatica, all'economia circolare e alla riduzione dell'inquinamento. Tuttavia, prima che possa diventare legge, il testo deve ricevere anche l'approvazione formale del Consiglio.


Dettagli sulle Nuove Norme di Trattamento delle Acque Reflue

Le nuove direttive impongono che, entro il 2035, tutte le acque reflue urbane, provenienti sia da insediamenti civili sia, eventualmente, da impianti produttivi (impianti misti), siano sottoposte a trattamento secondario prima del loro rilascio nell'ambiente per gli agglomerati di dimensioni pari o superiori a 1.000 abitanti equivalenti.

Questo processo prevede la rimozione di materia organica biodegradabile attraverso metodi biologici con sedimentazione secondaria o altri processi similari, che includono l'uso di biodischi, letti percolatori e vasche di aerazione.

Entro il 2039, sarà necessario applicare il trattamento terziario, che prevede l'eliminazione di azoto e fosforo, in tutti gli impianti di trattamento per agglomerati di 150.000 abitanti equivalenti o più. Questo passaggio è mirato a migliorare ulteriormente la depurazione riducendo la concentrazione di nutrienti nei reflui. Alcuni processi terziari sono anche capaci di rimuovere contaminanti poco biodegradabili che non vengono eliminati dai processi biologici.

Entro il 2045, le normative richiederanno anche l'implementazione del trattamento quaternario per tutti gli impianti che servono più di 10.000 abitanti equivalenti, basandosi su una valutazione del rischio. Questo trattamento è progettato per eliminare un ampio spettro di microinquinanti, inclusi PFAS e microplastiche.


Impatto e Prospettive della Normativa

Secondo i dati ISTAT del 2020, in Italia operano 18.042 impianti di trattamento delle acque reflue urbane. La legislazione europea intende, dunque, incrementare il rigore del monitoraggio non solo di sostanze già note ma anche di agenti patogeni emergenti e resistenze antimicrobiche.

Nils Torvalds, relatore della legislazione, ha sottolineato l'importanza di queste nuove normative, in particolare per quanto riguarda l'eliminazione di microinquinanti derivanti da medicinali e prodotti per la cura personale, assicurando che l'impatto economico sulle cure mediche rimanga proporzionato e che i contaminanti pericolosi come i PFAS siano monitorati e trattati efficacemente.

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