- Il parison come banco di prova dei materiali riciclati nel soffiaggio
- HDPE e PP riciclati per flaconi: proprietà reologiche e comportamento allo stiramento
- Omogeneità del melt e miscelazione interna nel soffiaggio di contenitori riciclati
- Controllo degli spessori e distribuzione della massa nel flacone soffiato
- Sagging, collassi e instabilità del parison: cause e strategie correttive
- Fragilità localizzate, linea di saldatura e resistenza meccanica nei flaconi in riciclato
- Difetti tipici dei contenitori soffiati da post-consumo: bolle, opacità e memoria di forma
- Ottimizzare stampi, profili termici e additivi per il soffiaggio con materiali riciclati
Come utilizzare HDPE e PP riciclati nel soffiaggio di flaconi garantendo omogeneità del melt, spessori controllati e prestazioni affidabili
Saggio. Riciclo delle Plastiche Post-Consumo. Capitolo 21: Soffiaggio di contenitori in plastica riciclata. Parison, difetti e controllo di processo
di Marco Arezio. Dicembre 25
Il soffiaggio di contenitori rappresenta uno dei processi più delicati quando si lavora con materiali riciclati, soprattutto HDPE e PP. Diversamente dall’estrusione di tubi o profili, il soffiaggio richiede alla materia una qualità particolare: la capacità di mantenere la forma in uno stato intermedio tra viscosità e solidità, il cosiddetto stato del parison, quel cilindro caldo e ancora instabile che, pochi istanti dopo essere uscito dalla testa di estrusione, deve essere gonfiato e portato alla geometria finale. È in questa fase che i limiti e le potenzialità dei riciclati diventano evidenti, perché il parison non perdona disomogeneità, variazioni di viscosità, residui solidi o fasi incompatibili. Ogni irregolarità si manifesta come differenza di spessore, collasso laterale, deformazione, opacità o scarsa saldatura nelle zone più sollecitate.
L’HDPE riciclato è la scelta più comune per il soffiaggio, grazie alla sua naturale resistenza agli urti, alla buona stabilità chimica e al comportamento relativamente prevedibile sotto shear. Ma nei materiali post-consumo, la prevedibilità diventa un concetto relativo: la viscosità può presentare fluttuazioni non lineari, la distribuzione delle catene può essere più ampia, e l’assenza di additivi legati non più presenti nei riciclati rende la matrice più sensibile al calore. Il parison, che nel vergine scende come un cilindro regolare e coerente, può presentare fenomeni di “sagging”, tagli improvvisi, torsioni o oscillazioni. L’operatore lo percepisce subito: un parison troppo morbido tende ad allungarsi sotto il suo stesso peso; uno troppo rigido presenta una memoria interna che impedisce una distribuzione uniforme dello spessore una volta soffiato.
Il PP riciclato, invece, pone sfide diverse.
Più cristallino e meno duttile, presenta un comportamento più fragile, soprattutto quando proviene da flussi misti che includono polipropilene omo, copolimeri random, copolimeri a blocchi e talvolta tracce di polimeri estranei. Il parison in PP riciclato può irrigidirsi troppo rapidamente, generando difficoltà nel gonfiaggio e una distribuzione degli spessori meno uniforme. Alcune zone possono raffreddare prima altre, creando differenze che, dopo il soffiaggio, si rivelano come bande opache, zone sottili o rigidità anomale nelle spalle del contenitore.....© Riproduzione Vietata