- Economia Circolare e Prezzi del Petrolio: Come Influenzano i Polimeri Riciclati
- Polimeri Vergini vs Riciclati: La Sfida della Qualità e dei Costi
- L’Effetto Cina sull’Economia Circolare: Opportunità e Ostacoli
- Materie Plastiche Riciclate: È Sufficiente l’Economia Circolare per Competere?
- Prezzi del Petrolio e Impatto sul Mercato dei Polimeri da Post Consumo
- Perché la Qualità dei Polimeri Riciclati È Cruciale per l’Economia Circolare
- Il Futuro del Riciclo della Plastica: Tra Innovazione e Concorrenza con i Vergini
- Sfide e Opportunità per i Polimeri Riciclati nel Mercato Globale
L’economia circolare che cresce in molti paesi nel mondo, i prezzi del petrolio, la concorrenza dei polimeri vergini
di Marco Arezio
La raccolta differenziata ci restituiva, dopo la trasformazione, una materia prima per la produzione di granuli, macinati e densificati (polimeri post consumo) adatti alla produzione di prodotti plastici, consentendoci di chiudere il cerchio dell’economia circolare.
Ora il mondo sta cambiando e dobbiamo ripensare ad un modello produttivo e distributivo che non consideri più la Cina come mercato prevalente e che possa trovare una soluzione verso la competizione con i prezzi delle materie prime vergini.
Un tempo c’era la Cina, che fagocitava tutto lo scarto di basso valore delle materie prime in balle provenienti dalla raccolta differenziata mondiale, lasciando, a noi occidentali, l’illusione che avessimo fatto tutto il dovuto per creare un circolo virtuoso sui rifiuti.
Raccolta, selezione, impiego dei materiali da post consumo più nobili attraverso la produzione di polimeri, vendita in Cina dello scarto non utilizzato e distribuzione dei polimeri “vendibili” nei mercati remunerativi: questo era il lavoro delle economie del riciclo occidentali.
Fino al 2017 la nostra economia circolare ruotava intorno a questo paradigma e ci siamo illusi di poter creare un business verde e remunerativo con questo sistema.
Ma quando la Cina ha deciso di non acquistare più le balle di rifiuti plastici, i riciclatori si sono divisi in due categorie:
Tutti, chi più chi meno, hanno approfittato delle opportunità che questo mercato offriva, sotto forma di importanti contratti in termini di tonnellate vendute mensilmente e pagamenti in anticipo, facendo la felicità degli imprenditori.
Pochi hanno pensato che la festa potesse finire e, quindi, non si sono posti il problema di investire per qualificare il prodotto, in quanto oggettivamente, sia l’LDPE, che il PP o PP/PE, miscele composte dagli scarti del post consumo, sono molto sensibili e instabili nella qualità.
Inoltre, in alcuni casi, il mercato cinese ricercava granuli di valore molto basso, con l’obbiettivo di comprimere il più possibile il prezzo, in modo da poter dare spazio a tutti gli intermediari commerciali.
Una parte dello scarto delle lavorazioni del post consumo veniva “aggiunta” nel granulo per ridurre gli scarti da portare in discarica e abbassare il costo del granulo.
Un prodotto così squalificato che prospettive può avere oggi?
Forse abbiamo perso tempo prezioso perché oggi si intravedono alcuni problemi non facili da risolvere:
Categoria: notizie - plastica - economia circolare - riciclo - rifiuti - polimeri post consumo