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MATERIA NUOVA: IL VALORE CULTURALE DEL RICICLO NEL MONDO DELL'ARTE CONTEMPORANEA

Slow Life
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare - Materia Nuova: il Valore Culturale del Riciclo nel Mondo dell'Arte Contemporanea
Sommario

In un’epoca in cui gli oggetti sembrano perdere significato alla stessa velocità con cui si consumano, questo capitolo invita a riconsiderare la materia come un territorio vivo, capace di raccontare storie e di rivelare chi siamo. Il riciclo emerge non come una pratica tecnica, ma come un gesto culturale che restituisce valore a ciò che la società tende a cancellare.

Attraverso un percorso che intreccia memoria, sensibilità e responsabilità estetica, il racconto mostra come lo scarto possa diventare un linguaggio e uno specchio della nostra epoca. L’artista, raccogliendo frammenti usurati, compie un atto di resistenza alla velocità del consumo e trasforma ciò che era ultimo in nuova visibilità. Il capitolo prepara così il lettore a un viaggio dentro materiali, poetiche e storie nascoste, rivelando come la rinascita della materia sia anche una rinascita dello sguardo.

Perché il riuso dei materiali è diventato un gesto identitario, estetico ed emotivo nella società dell’eccesso


Novembre 2025

di Marco Arezio. Una vita lavorativa spesa nelle direzioni commerciali e marketing di aziende internazionali del settore del riciclo e dell'ambiente, si appassiona alla scrittura fin da giovane. Amante della storia, dell'ambiente e della slowlife, pubblica i suoi romanzi gialli e saggi su Amazon.


Viviamo in un tempo in cui la materia sembra scivolarci tra le dita. Gli oggetti si rompono, si consumano, perdono valore, vengono sostituiti con una rapidità che solo due decenni fa sarebbe sembrata impensabile. Le cose durano poco, ma soprattutto contano poco: non ci soffermiamo più a chiederci da dove vengano, cosa significhino, quale storia portino con sé.

È in questa fragilità materiale, in questa leggerezza del possesso e dell’oblio, che nasce il bisogno di ripensare il nostro rapporto con ciò che ci circonda. Ed è qui, in questa crepa culturale, che si inserisce l’arte del riciclo.

Riciclare non è un gesto tecnico, né una semplice pratica ecologica. È un atto culturale: una dichiarazione di valore, un gesto di attenzione, un modo di opporsi alla velocità indifferente con cui il mondo scarta e dimentica. Quando un artista sceglie di lavorare con materiali usurati, frammenti di vita quotidiana, oggetti rotti o privi di funzione, non sta soltanto recuperando una materia: sta recuperando un significato. Sta rimettendo in circolo non solo la sostanza delle cose, ma la loro memoria, il loro tempo, le loro possibilità.


In un’epoca segnata dall’eccesso, dalla produzione continua e dalla sostituzione sistematica, parlare di “crisi del valore materiale” significa guardare il mondo con occhi disincantati.

Un tempo gli oggetti erano destinati a durare, venivano riparati, custoditi, condivisi. Oggi, al contrario, la loro perdita di valore è così veloce da diventare invisibili. Ogni prodotto che si rompe non genera una domanda sul suo destino, ma soltanto un gesto di allontanamento. Il ciclo della produzione e del consumo è talmente rapido e automatizzato da non lasciare spazio alla consapevolezza.....

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