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LA CRISI DEI PREZZI MINACCIA IL SETTORE DEL RICICLO DELLE PLASTICHE

Notizie Generali
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare - La Crisi dei Prezzi Minaccia il Settore del Riciclo delle Plastiche
Sommario

- Introduzione alla Crisi dei Prezzi nel Riciclo delle Plastiche

- Presentazione del Rapporto Assorimap 2024

- Stabilità dei Volumi e Declino del Fatturato

- Problemi di Tracciabilità e Concorrenza Sleale

- Proposte per Nuovi Strumenti Regolatori

- Supporto Istituzionale alla Proposta dei Certificati di Riciclo

- Dati Aggiuntivi e Ripartizione della Produzione

Fatturato in Caduta del 30% nel 2023: Necessarie Misure Regolatorie e Certificati di Riciclo per Contrastare la Concorrenza Sleale e Garantire la Qualità dei Materiali

di Marco Arezio

I prezzi bassi stanno minacciando il settore del riciclo delle materie plastiche. Sebbene i volumi di materiale riciclato siano rimasti stabili rispetto al 2022, i prezzi di vendita hanno subito un drastico calo, determinando una riduzione del 30% nel fatturato.


Presentazione del Rapporto Assorimap 2024

A Roma, l'Associazione Italiana dei Riciclatori di Materie Plastiche (Assorimap) ha svelato l'edizione 2024 del suo rapporto sul riciclo meccanico delle materie plastiche, elaborato da Plastic Consult.

Il direttore Paolo Arcelli ha illustrato i dati relativi al 2023, evidenziando come in Italia siano state raccolte oltre 2,5 milioni di tonnellate di rifiuti plastici, di cui tra 1,3 e 1,45 milioni di tonnellate sono state riciclate, in leggero calo rispetto all'anno precedente.

Stabilità dei Volumi e Declino del Fatturato

I dati mostrano che nel 2023 i riciclatori meccanici hanno immesso sul mercato 784mila tonnellate di plastiche riciclate da post-consumo, un valore pressoché stabile (-0,3%) rispetto all'anno precedente.

Tuttavia, il fatturato è crollato del 30%, scendendo a 780 milioni di euro rispetto al miliardo del 2022 (+18% sul 2021). Questo calo è principalmente dovuto alla diminuzione dei prezzi di vendita del riciclato, necessaria per competere con i bassi prezzi delle materie prime vergini e per contrastare le importazioni di materiale rigenerato a basso costo proveniente da India e Cina.

Problemi di Tracciabilità e Concorrenza Sleale

I materiali importati spesso mancano di dati sulla tracciabilità o sulla reale percentuale di contenuto riciclato, offrendo prezzi che i produttori locali non riescono a sostenere. Questa situazione ha pesato sui bilanci dei 75 operatori del riciclo meccanico, che rappresentano la spina dorsale del settore.


Proposte per Nuovi Strumenti Regolatori

Assorimap accoglie con favore l'introduzione di una clausola di salvaguardia nel nuovo regolamento sugli imballaggi, che obbligherebbe i fornitori extra-UE di plastiche riciclate a rispettare gli standard comunitari, prevenendo così la concorrenza sleale in vista dell'imposizione di percentuali minime di contenuto riciclato nei packaging.

L'associazione propone anche l'implementazione di sistemi di tracciabilità e certificazione per garantire la provenienza e la qualità del materiale riciclato, fondamentale soprattutto per i materiali destinati al contatto con alimenti.

Un'idea innovativa è la creazione dei 'Certificati del riciclo', che includerebbero il risparmio di emissioni di CO2 rispetto alla produzione con materiali vergini, sostenendo questa attività attraverso un sistema di compravendita simile ai certificati bianchi per l'efficienza energetica.


Supporto Istituzionale

Patty L’Abbate, vicepresidente della commissione Ambiente alla Camera, ha dichiarato il suo sostegno alla proposta dei certificati di riciclo, sottolineando la necessità di combattere il greenwashing e promuovere una seria economia circolare. Ha promesso di portare al Ministero dell’Ambiente la richiesta delle imprese per migliorare la gestione dei rifiuti plastici.


Dati Aggiuntivi del Rapporto

Secondo Plastics Consult, il settore conta 355 operatori che si occupano di raccolta, selezione e riciclo di rifiuti e scarti industriali, di cui 230 producono rigenerato in granuli o scaglie, come nel caso dell'rPET. Tra questi, 75 sono riciclatori 'puri', che producono granuli da riciclo meccanico di rifiuti post-consumo.

Il polimero più riciclato è il polietilene, che rappresenta il 46% del totale, seguito dal PET con il 25%. Il polipropilene e i misti poliolefinici seguono con percentuali inferiori al 10% e al 16% rispettivamente. Altri polimeri rappresentano complessivamente meno del 5%.

Ripartizione della Produzione per Settori Applicativi

La produzione è prevalentemente destinata all'imballaggio, che assorbe il 40% dei volumi totali, soprattutto grazie al PET. Seguono il settore dei tubi con il 12% e altre applicazioni flessibili con meno del 10%, superate dall'edilizia e costruzioni. Agricoltura, articoli casalinghi e giardinaggio chiudono la lista.


Conclusione

Includendo tutti gli operatori del riciclo, come macinatori e trasformatori integrati, i volumi complessivi di riciclati plastici post-consumo sono stimati tra 1,3 e 1,45 milioni di tonnellate. Questi dati mostrano la necessità di interventi regolatori e di sostegno per garantire la sostenibilità economica del settore del riciclo delle plastiche.

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