Dopo le inquietudini vissute a Oltrecolle, Elena Fermi si risveglia a Sarnico, accolta dalla luce di un mattino sereno sulle rive del lago d’Iseo. Il paesaggio, placido e brillante, le regala una parentesi di pace, preparandola ad affrontare la giornata più importante della sua indagine. Dopo una colazione tra profumi di dolci artigianali e caffè, riceve dal personale dell’Hotel Montisola le indicazioni per raggiungere il reparto psichiatrico dell’ospedale Faccanoni.
Lungo il percorso, Elena attraversa il centro storico di Sarnico, tra mercatini e atmosfere liberty, assaporando il contrasto tra la bellezza del lago e il peso dei suoi pensieri. Giunta all’ospedale, viene accolta con rispetto e accompagnata da un’infermiera nei silenziosi corridoi dell’edificio, dove ogni dettaglio sembra carico di significato. Qui, incontra il primario, dottor Ciceri, con cui discute la delicata situazione del dottor Morandi e il senso più profondo della sua missione. In un clima di attesa e mistero, Elena si prepara finalmente al confronto decisivo, consapevole che dietro il silenzio di Morandi si nascondono forse verità che vanno oltre la semplice diagnosi psichiatrica.
Dall’alba di Sarnico sulle rive del Lago d’Iseo al cuore dell’ospedale Faccanoni: tra atmosfere sospese e misteri clinici
Luglio 2025
di Marco Arezio. Una vita lavorativa spesa nelle direzioni commerciali e marketing di aziende internazionali del settore del riciclo e dell'ambiente, si appassiona alla scrittura fin da giovane. Amante della storia, dell'ambiente e della slowlife, pubblica i suoi romanzi gialli e saggi su Amazon.
Racconti. I Misteri di Oltrecolle. Capitolo 6: Sarnico, luce sul lago e ombre nella mente
Quando Elena si svegliò la mattina seguente, fu accolta da una luce dorata che filtrava attraverso le tende leggere della sua camera. Si avvicinò alle grandi finestre, aprendo i vetri per lasciar entrare l’aria fresca e profumata. Davanti a lei, il lago d’Iseo – all’altezza di Sarnico – si stendeva come uno specchio d’argento increspato da minuscole onde, vibrante sotto i primi raggi del sole. L’acqua rifletteva il cielo limpido, in cui si rincorrevano nuvole sottili e trasparenti. Sulle rive, i glicini arrampicati ai portici dell’hotel si piegavano verso la passeggiata; qualche barca a remi scivolava lenta sulla superficie calma, lasciando dietro di sé scie leggere, mentre i gabbiani volteggiavano sopra i pontili illuminati dal mattino.
Il paesaggio era una tavolozza di colori brillanti: il verde intenso delle colline che si rifletteva nell’acqua, il bianco delle barche, il rosso ruggine dei tetti di Sarnico, e il profilo scuro di Montisola che si stagliava all’orizzonte come un’isola sospesa tra lago e cielo.
Elena rimase alcuni istanti incantata, lasciando che la serenità del panorama le scivolasse dentro, sciogliendo la tensione accumulata nei giorni precedenti.Dopo una doccia rapida, scese nella luminosa sala colazioni dell’Hotel Montisola. L’ambiente era elegante ma familiare, arredato con tavolini in legno chiaro, grandi vetrate affacciate sul lago e tovaglie candide impreziosite da piccoli mazzi di fiori freschi. Il profumo del caffè si mescolava a quello dei croissant appena sfornati, delle torte di mele e di nocciole disposte su vassoi di porcellana. Un angolo del buffet ospitava pane caldo, burro d’alpeggio, marmellate di agrumi fatte in casa, yogurt fresco, macedonia e una selezione di formaggi tipici della zona....
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