Nel terzo capitolo la narrazione segue Elena mentre lascia alle sue spalle la biblioteca del manicomio di Oltrecolle, immersa nei pensieri e nei misteri appena sfiorati tra le pagine dei diari del dottor Morandi. Durante la passeggiata verso il paese, il paesaggio montano e il silenzio sospeso del tramonto si intrecciano ai suoi dubbi irrisolti e al fascino oscuro di Oltrecolle.
La routine serale all’Albergo Belvedere, tra accoglienza famigliare e sapori tradizionali, offre ad Elena una pausa dalla tensione, ma il ricordo delle inquietudini cliniche e delle figure di Morandi e Claudia resta vivo. La notte, sotto un cielo colmo di stelle, Elena riflette su ciò che ha scoperto e su ciò che resta celato: domande sulla scomparsa di Morandi, sull’identità di Claudia e sul legame che li univa. Il nuovo giorno si apre con una luce radiosa e la determinazione di Elena a riprendere la sua indagine, consapevole che le risposte potrebbero trovarsi ancora tra le mura di Oltrecolle, dove la verità e la follia sono separate solo da una soglia invisibile.
Dalle ombre del manicomio al calore del paese: la ricerca di Elena tra enigmi irrisolti e silenzi di Oltrecolle
Luglio 2025
di Marco Arezio. Una vita lavorativa spesa nelle direzioni commerciali e marketing di aziende internazionali del settore del riciclo e dell'ambiente, si appassiona alla scrittura fin da giovane. Amante della storia, dell'ambiente e della slowlife, pubblica i suoi romanzi gialli e saggi su Amazon.
Elena lasciò la biblioteca di Oltrecolle alle spalle, scivolando oltre il portone principale mentre l’ultimo sole dardeggiava radente le mura grigie del manicomio. Fuori, l’aria pareva più sottile e il cielo si tingeva di arancio e rame, come se il tramonto volesse bruciare i ricordi pesanti accumulati tra quei libri e le loro ossessioni.
Il sentiero che portava verso il paese serpeggiava tra faggi e abeti, costeggiando antichi muretti a secco e radici affioranti, a tratti così stretto che le fronde sembravano richiuderlo in un tunnel vegetale. Ad ogni passo, le scarpe di Elena affondavano nella ghiaia umida, smuovendo profumi di terra e muschio, mentre un vento sottile le scompigliava i capelli e le idee.
A mano a mano che si scendeva lungo il crinale, la vista si apriva su un panorama che toglieva il fiato: ai piedi del colle si distendevano due valli scure, profondamente incise tra le montagne, coperte di boschi e intervallate da piccoli prati punteggiati di stalle e baite.
Le ultime case del paese di Oltrecolle sorgevano arroccate intorno alla vecchia piazza, schierate come sentinelle contro la notte in arrivo. Le facciate, di pietra locale e legno scuro, mostravano infissi antichi e balconi stracolmi di fiori anche a settembre inoltrato, come a volersi difendere dalla ruvidità dell’inverno che già lambiva le cime.Entrando in paese, Elena fu subito avvolta da un’atmosfera sospesa, dove tutto sembrava rallentato: i pochi abitanti già si radunavano all’osteria con le giacche sulle spalle, scambiando saluti a bassa voce, e la bottega di alimentari aveva già abbassato la serranda, lasciando solo un filo di luce a filtrare dalle finestre appannate.
© Riproduzione Vietata