Nel primo capitolo, la giovane psichiatra Elena Fermi arriva al manicomio abbandonato di Oltrecolle, un edificio avvolto da un’atmosfera cupa e decadente che sembra custodire misteri irrisolti. La struttura, segnata dal tempo e dalla leggenda, si presenta come un luogo in cui il passato sembra ancora vivo tra le ombre e i sussurri del vento. Accolta dal silenzioso custode, Elena viene accompagnata nella biblioteca, dove la attendono i diari di uno psichiatra celebre e controverso, il dottor Fausto Morandi. Il capitolo si concentra sulle prime impressioni di Elena, sul senso di inquietudine che la avvolge e sulle domande irrisolte riguardo alle origini del male e della follia. Tra suggestioni gotiche e atmosfere sospese, la protagonista si prepara a intraprendere un viaggio psicologico e umano nelle profondità del manicomio e nella mente del suo più enigmatico abitante.
L’arrivo di Elena Fermi a Oltrecolle: atmosfere gotiche, enigmi psicologici e il fascino oscuro dei diari del Dottor Morandi
Luglio 2025
di Marco Arezio. Una vita lavorativa spesa nelle direzioni commerciali e marketing di aziende internazionali del settore del riciclo e dell'ambiente, si appassiona alla scrittura fin da giovane. Amante della storia, dell'ambiente e della slowlife, pubblica i suoi romanzi gialli e saggi su Amazon.
Le guglie gotiche del manicomio di Oltrecolle si stagliavano contro il cielo plumbeo come dita scheletriche che artigliavano un firmamento gravido di presagi. Era un edificio di altri tempi, sorto a cavallo tra due secoli tormentati e dimenticato ai margini della città, sulle colline dove i boschi di faggi e roveri si diradano lasciando spazio ai sassi affioranti e all’edera selvatica. Il vento della valle, freddo e tagliente anche d’estate, portava con sé l’eco di vecchi pianti, di voci indistinte e di un dolore che sembrava sedimentato nella pietra stessa delle mura.
Una strada dissestata, ricoperta di ghiaia e di muschio verde, saliva a spirale tra campi abbandonati e filari di alberi contorti.
Elena Fermi, stretta nel suo cappotto di lana ruvida, ne percepiva il respiro gelido che scivolava tra le pieghe dei vestiti e si insinuava sotto la pelle. I suoi occhi scuri, di solito mobili e interrogativi, in quel momento sembravano riflettere tutta la desolazione e la solennità del luogo. Ogni passo sulla ghiaia risuonava come una domanda sospesa. Ogni tanto si voltava, quasi temesse che qualcuno – o qualcosa – potesse seguirla dall’ombra dei boschi.Non era la prima volta che si avvicinava a una struttura psichiatrica: aveva visitato altri manicomi dismessi per lavoro, centri moderni, reparti silenziosi di ospedali, ma nessuno come Oltrecolle sembrava impregnato di una storia che si faceva quasi fisicamente oppressiva. Da studentessa aveva letto di questo luogo nei testi di storia della medicina, e in particolare della figura enigmatica del dottor Fausto Morandi: un uomo celebrato e temuto, la cui parabola era stata oggetto di leggende sussurrate nei corridoi universitari.....
© Riproduzione Vietata