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E-WASTE: IL RICICLO DELLA SOPRAVVIVENZA

Economia circolare
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare -  E-waste: il riciclo della sopravvivenza
Sommario

- E-waste: il costo umano del riciclo clandestino dei rifiuti elettronici

- Rifiuti elettronici: quando il valore dei metalli preziosi pesa sui più poveri

- Discariche abusive di RAEE: il lato oscuro del consumismo globale

- Il pericolo silenzioso dell’e-waste: vite a rischio nelle economie sommerse

- E-waste e povertà: un circolo vizioso tra sfruttamento e inquinamento

- Come il riciclo illegale di elettronica avvelena le comunità più vulnerabili

- Rifiuti tecnologici: chi paga davvero il prezzo del nostro progresso?

- Metalli preziosi dai RAEE: profitti per pochi, veleno per molti

E-waste: quando il lavoro pericoloso viene fatto dai poveri


di Marco Arezio

Computer, frigoriferi, televisori, telefonini, batterie, cavi, forni a microonde, condizionatori e schermi, sono questi i rifiuti elettronici da cui si ricavano i metalli preziosi per essere rivenduti. 

Ma per disfare i rifiuti elettronici (RAEE) in modo economico e senza vincoli ambientali si è creata un’economia clandestina fatta di persone alla soglia della sopravvivenza che per pochi soldi passano dalla disperazione ad una pericolosa quotidianità.

Di siti sparsi nel mondo ce ne sono tanti, dai più vicini all’Europa come la Palestina ai più lontani come le periferie delle grandi città Africane o del sud est Asiatico.

Il filo conduttore di questi traffici hanno motivi comuni, si creano piccole, ma numerose discariche abusive,  che sfuggono al blando controllo delle autorità locali (in alcuni casi i controlli non esistono proprio), nelle quali vengono riversati questi oggetti provenienti dal consumismo moderno venendo smontati per recuperare ciò che di valore c’è all’interno.

I metodi di riciclo dei rifiuti elettronici sono arcaici e creano un tasso di inquinamento altissimo a causa della dispersione nel terreno degli acidi delle batterie, dei liquami che derivano dall’incenerimento dei cavi in plastica che avvolgono i trefoli di rame, dall’inquinamento dell’aria a causa di questi fumi che, giorno dopo giorno, oscurano i cieli in cui abitano le stesse famiglie dei lavoratori.


Ma cosa si trova all’interno di un telefonino?

– ABS 30%

– Rame 15%

– Resine epossidiche 8%

– Ferro 3%

– Silicone 10%

– Ceramica 16%

– Altro 18%

Le popolazioni povere che vivono di questa economia sommersa subiscono l’incremento dei tumori, l’elevato tasso di piombo nel sangue, l’avvelenamento dei raccolti a causa di terreni ormai compromessi dagli agenti chimici sversati quotidianamente.

I controlli da parte delle autorità in molti casi sono inesistenti in quanto la povertà di alcune zone del nostro pianeta sembra giustifichi un’economia corrotta e ammorbante, dove viene preposta la sopravvivenza immediata rispetto agli effetti di medio periodo dell’inquinamento sulle persone e sull’ambiente in cui abitano.

La teoria del poter “mangiare oggi” sembrerebbe un placebo a tutti i mali, senza considerare che le tecniche e gli impianti per un riciclo corretto dell’e-waste evidentemente ci sono ma il mercato preferisce lucrare un prezzo di riciclo più basso sulle spalle della gente povera, senza ulteriori prospettive e soprattutto silenziosa.

Categoria: notizie - plastica - economia circolare - e-waste - RAEE - rifiuti elettronici

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