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rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare La Situazione degli Scarti Metallici sul Mercato Cinese nel 2021
Economia circolare

La Situazione degli Scarti Metallici sul Mercato Cinese nel 2021di Marco ArezioIl trend rialzista dei prezzi delle materie prime da riciclare trova anche nel campo degli scarti ferrosi e non ferrosi piena rispondenza. La Cina aveva previsto rigide restrizioni delle importazioni inerenti alle materie prime da riciclare nel 2018-2020, per poi diventare più elastica in virtù della crescente domanda di scarti da lavorare da parte del mercato interno come ci racconta Brayan Tailor.La Repubblica Popolare Cinese produce più acciaio, alluminio e rame di qualsiasi altra nazione sulla Terra, quindi se la percentuale di consumo dei rottami dovesse aumentare nel 2021, è probabile che si realizzino degli effetti a catena. Una presentazione online di fine febbraio di Ian Roper e Joyce Li di Shanghai Metals Market (SMM) ha affrontato l'evoluzione del mercato dei rottami metallici di base in Cina, insieme ad altre tendenze che influenzano la produzione e l'uso di acciaio, acciaio inossidabile, alluminio e rame nel paese. Negli ultimi due anni, il governo Cinese aveva imposto barriere sulle importazioni, anche sui rottami ferrosi e non ferrosi, oltre che su altri materiali da riciclo,  con l'ipotesi di un divieto assoluto di importazione per tutti i tipi di rottami il 1 ° gennaio di quest'anno. Li ha osservato che la Cina è lungi dall'essere autosufficiente per quanto riguarda il rame, con il suo "tasso di autosufficienza" che è sceso dal 40% nel 2010 al 22% nel 2019. Le restrizioni sui rottami importati nel 2019 e nel 2020 hanno portato quindi a un aumento del catodo di rame e le importazioni di lingotti di alluminio nel 2020. Sebbene i volumi delle importazioni di rottami siano rimbalzati a Novembre e Dicembre a livello generale, Roper ha notato che le importazioni in Cina sono diminuite di circa 300.000 tonnellate nel 2020. Inoltre ha dichiarato che SMM prevede un incremento delle importazioni generali di rottami nel 2021 nonostante potrebbero crescere globalmente in modo notevole i prezzi. Nel mercato dei metalli ferrosi, i produttori di acciaio Cinesi sembrano spingersi verso i forni elettrici ad arco (EAF) e altre tecnologie progettate per ridurre le emissioni e consumare più rottame. Anche se i produttori Cinesi importeranno nel 2021 circa 1 milione di tonnellate di rottame, Roper ha affermato che si tratta di una quantità che avrà un impatto sui livelli di prezzo della materia prima, in una regione in cui gli stabilimenti di nazioni vicine, come il Vietnam, stanno facendo offerte per lo stesso prodotto.Categoria: notizie - metalli - economia circolare - rottame Vedi maggiori informazioni sul riciclo

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https://www.rmix.it/ - Percentuali di Riciclo dei Metalli: Origini, Sfide e Opportunità per un Futuro Sostenibile
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Percentuali di Riciclo dei Metalli: Origini, Sfide e Opportunità per un Futuro Sostenibile
Economia circolare

Scopri l'origine dei rifiuti metallici, le tecnologie di recupero e come i metalli riciclati possono essere riutilizzati per un’economia circolaredi Marco ArezioIl riciclo dei metalli rappresenta una delle soluzioni più efficaci per ridurre l’impatto ambientale dell’estrazione mineraria e per garantire un uso sostenibile delle risorse naturali. Tuttavia, non tutti i metalli vengono riciclati con la stessa efficienza. Le percentuali di recupero variano da un sorprendente 86% per l’oro a meno dello 0,5% per il litio, sollevando interrogativi sulla gestione dei rifiuti metallici e sulle opportunità future. Per comprendere le ragioni di queste disparità, è necessario esplorare l'origine dei rifiuti metallici, le tecnologie di recupero e il loro utilizzo successivo. Da Dove Provengono i Rifiuti Metallici? I metalli utilizzati nell’industria moderna provengono da prodotti complessi e ampiamente diffusi, spesso alla fine del loro ciclo di vita. Nel settore dell’elettronica, per esempio, smartphone, computer e televisori contengono una grande varietà di metalli, tra cui oro, argento, platino e terre rare. Questi dispositivi, una volta dismessi, diventano una fonte preziosa di materiali riciclabili, anche se il loro recupero richiede processi tecnologicamente avanzati. L’industria automobilistica è un’altra grande produttrice di rifiuti metallici. I veicoli fuori uso contengono rame, alluminio, acciaio e batterie al litio-ionico, che rappresentano una risorsa essenziale per il recupero di metalli strategici come il litio e il cobalto. Anche l’edilizia contribuisce in modo significativo, fornendo materiali come zinco, rame e acciaio da infrastrutture e edifici demoliti. Infine, gli imballaggi in alluminio, come lattine e involucri alimentari, costituiscono una fonte importante di materiali riciclabili, se adeguatamente raccolti. Perché Le Percentuali di Riciclo Sono Così Diverse? Le differenze nelle percentuali di riciclo dei metalli dipendono da diversi fattori, tra cui il valore economico del materiale, la disponibilità di tecnologie per il recupero e l’efficienza dei sistemi di raccolta. Metalli preziosi come l’oro, con un tasso di riciclo dell’86%, beneficiano di un alto valore economico che incentiva gli investimenti in tecnologie avanzate. Allo stesso modo, platino e palladio raggiungono un 60% di riciclo grazie alla loro importanza nell’industria automobilistica e nei dispositivi elettronici. Dall’altra parte dello spettro, metalli come il litio (0,5%) e le terre rare (0,2%) soffrono di percentuali estremamente basse. Questo è dovuto alla complessità tecnica del loro recupero, spesso integrati in dispositivi di piccole dimensioni e difficili da separare. Anche metalli più comuni, come l’alluminio (42%) e il rame (33%), hanno percentuali di riciclo limitate nonostante la loro ampia disponibilità, a causa di una gestione inefficiente dei rifiuti in molte regioni del mondo. Come Funziona il Riciclo dei Metalli? Il riciclo dei metalli richiede processi tecnologicamente avanzati che variano a seconda del materiale da recuperare. I metalli preziosi, come oro, argento e platino, vengono recuperati attraverso metodi chimici, come la lisciviazione con acidi, o fisici, come l’elettrolisi. Questi processi permettono di separare i metalli puri dai materiali di scarto, rendendoli pronti per nuovi utilizzi. Per i metalli di base, come alluminio e rame, il processo è spesso più semplice. Ad esempio, l’alluminio viene fuso e riformato, risparmiando fino al 95% dell’energia rispetto alla produzione primaria. Anche il rame, estratto da cavi e tubature, segue un processo simile, che prevede triturazione e fusione per ottenere materiale riciclato di alta qualità. Il riciclo dei metalli strategici, come litio e cobalto, è ancora in fase di sviluppo. Questi materiali, spesso recuperati da batterie esauste, richiedono tecnologie innovative come l’idrometallurgia, che utilizza solventi per separare i metalli, o processi pirometallurgici ad alta temperatura. Dove Avviene il Riciclo dei Metalli? La geografia del riciclo dei metalli è strettamente legata alla disponibilità di infrastrutture avanzate e alla domanda di materiali riciclati. In Europa, paesi come Germania e Belgio sono leader nel riciclo di metalli preziosi e strategici, grazie a normative rigorose e tecnologie di punta. L’Italia si distingue nel riciclo dell’alluminio, con consorzi come CIAL che promuovono una gestione sostenibile degli imballaggi. In Asia, la Cina domina il riciclo delle terre rare, mentre Giappone e Corea del Sud guidano gli sforzi per il riciclo delle batterie. Gli Stati Uniti, invece, si concentrano principalmente sul recupero di rame, alluminio e acciaio, ma stanno aumentando gli investimenti nel trattamento di batterie e terre rare. Quali Sono gli Impieghi dei Metalli Riciclati? I metalli riciclati trovano applicazione in molti settori chiave dell’economia globale. L’oro e l’argento vengono riutilizzati per circuiti elettronici, gioielli e contatti elettrici, mentre l’alluminio trova impiego in imballaggi, componenti automobilistici e costruzioni leggere. Il rame riciclato è essenziale per cavi elettrici e tubature, e metalli strategici come litio e cobalto sono reintegrati in nuove batterie per veicoli elettrici e sistemi di accumulo energetico. Le terre rare, nonostante le basse percentuali di riciclo, sono cruciali per la produzione di magneti permanenti utilizzati in turbine eoliche, motori elettrici e dispositivi elettronici avanzati, contribuendo a una transizione energetica sostenibile. Sfide e Opportunità per il Futuro del Riciclo dei Metalli Nonostante i progressi, il riciclo dei metalli presenta sfide importanti. I costi elevati e la complessità tecnica del recupero, soprattutto per metalli strategici, rappresentano ostacoli significativi. Inoltre, la mancanza di infrastrutture adeguate nei paesi in via di sviluppo limita la raccolta e il trattamento dei rifiuti metallici. Tuttavia, le opportunità sono enormi. L’innovazione tecnologica può ridurre i costi di recupero e migliorare l’efficienza dei processi, mentre politiche di incentivazione possono favorire la creazione di una filiera globale del riciclo più robusta. La sensibilizzazione dei consumatori e delle aziende è fondamentale per aumentare la quantità di materiali avviati al riciclo, trasformando le percentuali attuali in un modello virtuoso per l’economia circolare. Conclusioni: Verso un Futuro Sostenibile Il riciclo dei metalli è una componente essenziale di un’economia sostenibile. Aumentare le percentuali di recupero, sviluppare tecnologie più efficienti e migliorare i sistemi di raccolta sono passi indispensabili per ridurre l’impatto ambientale e garantire un uso responsabile delle risorse naturali. Il futuro del riciclo dei metalli dipende dalla nostra capacità di investire nell’innovazione e di adottare un approccio sistematico che valorizzi ogni risorsa disponibile.© Riproduzione Vietata

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https://www.rmix.it/ - Innovazioni Basate sull'Intelligenza Artificiale nella Gestione e nel Riciclo dei Metalli
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Innovazioni Basate sull'Intelligenza Artificiale nella Gestione e nel Riciclo dei Metalli
Economia circolare

Come l'intelligenza artificiale sta rivoluzionando l'efficienza e la sostenibilità nei processi di gestione e riciclo dei metallidi Marco ArezioNegli ultimi anni, l'intelligenza artificiale (IA) ha avuto un impatto significativo sulla gestione e sul riciclo dei metalli, contribuendo a rendere il settore più efficiente e sostenibile. Grazie alla sua capacità di elaborare grandi quantità di dati e di individuare schemi complessi, l'IA sta rivoluzionando il modo in cui i metalli vengono gestiti, recuperati e reintrodotti nelle catene produttive, offrendo vantaggi non solo in termini di efficienza operativa, ma anche di riduzione dell'impatto ambientale. Gestione dei Metalli con l'IA L'applicazione dell'intelligenza artificiale nella gestione dei metalli si sta sviluppando principalmente attraverso l'uso di algoritmi di machine learning e deep learning, in grado di analizzare grandi volumi di dati generati durante le operazioni di estrazione, lavorazione e distribuzione. Secondo recenti studi (Chen et al., 2021), l'IA può ottimizzare la gestione dei metalli prevedendo la domanda e coordinando la logistica in modo più efficace, riducendo al minimo gli sprechi e migliorando la catena di approvvigionamento.Un altro aspetto chiave è la manutenzione predittiva degli impianti industriali, fondamentale per minimizzare i tempi di inattività e ottimizzare la produttività. Grazie all'analisi dei dati provenienti dai sensori, le tecniche di IA possono prevedere guasti e malfunzionamenti delle macchine utilizzate nella lavorazione dei metalli, consentendo interventi mirati e tempestivi (Jiang et al., 2020). Innovazioni nel Riciclo dei Metalli Nell'ambito del riciclo, l'intelligenza artificiale ha un impatto ancora più evidente. I sistemi di visione artificiale, basati su algoritmi di deep learning, vengono utilizzati per identificare e separare i metalli dai rifiuti solidi in maniera automatizzata, sostituendo processi manuali spesso costosi e poco efficienti (Zhang et al., 2022). Queste tecnologie sono particolarmente utili per distinguere metalli con caratteristiche fisiche simili, ma con diversi valori commerciali o di riciclabilità. Un esempio di innovazione tecnologica è l'uso di robot automatizzati che, grazie all'intelligenza artificiale, sono in grado di individuare e selezionare materiali metallici da flussi di rifiuti. Un sistema sviluppato recentemente (Smith & Patel, 2023) è stato progettato per il riconoscimento di metalli non ferrosi utilizzando sensori ottici ad alta precisione, migliorando notevolmente la purezza dei materiali riciclati. Un ulteriore progresso è stato fatto nell'utilizzo di algoritmi di apprendimento rinforzato per ottimizzare i processi di frantumazione e separazione dei metalli. Attraverso il monitoraggio in tempo reale dei parametri operativi, queste soluzioni consentono di adattare dinamicamente il processo produttivo per massimizzare l'efficienza e ridurre i consumi energetici (Wang et al., 2021). Integrazione con l'Industria 4.0 L'intelligenza artificiale è spesso implementata nell'ambito dell'Industria 4.0, un ecosistema industriale connesso che integra Internet delle Cose (IoT), robotica avanzata e analisi dei big data. L'integrazione di IA e IoT consente di raccogliere informazioni in tempo reale sui processi di recupero dei metalli, migliorando la tracciabilità e la trasparenza lungo tutta la filiera del riciclo (Kumar et al., 2022). Ad esempio, un recente studio condotto da Li et al. (2023) ha esplorato l'uso di reti neurali convoluzionali (CNN) per l'analisi di immagini provenienti da impianti di selezione dei rifiuti metallici, migliorando l'accuratezza nella classificazione dei materiali e riducendo i costi operativi. Queste innovazioni non solo migliorano la qualità del materiale riciclato, ma aumentano anche la sicurezza sul lavoro, riducendo l'intervento umano nei processi più pericolosi. Sfide e Prospettive Future Nonostante i numerosi vantaggi, l'implementazione dell'IA nel riciclo dei metalli presenta alcune problematiche, come l'elevato costo iniziale delle tecnologie e la necessità di un'infrastruttura digitale adeguata. Inoltre, la disponibilità di dati accurati e affidabili è cruciale per l'addestramento degli algoritmi di IA, e la mancanza di standardizzazione nei processi di raccolta dati può rappresentare un ostacolo significativo (Robinson et al., 2023). Tuttavia, le prospettive future sono promettenti. Si prevede che l'avanzamento delle tecniche di intelligenza artificiale, combinato con il calo dei costi delle tecnologie digitali, permetterà una diffusione sempre maggiore di queste soluzioni nel settore del riciclo dei metalli. Inoltre, la crescente attenzione verso la sostenibilità ambientale e l'economia circolare continuerà a spingere le innovazioni in questo campo, promuovendo un utilizzo più efficiente e responsabile delle risorse metalliche. Conclusioni Le innovazioni basate sull'intelligenza artificiale stanno trasformando il settore della gestione e del riciclo dei metalli, rendendo i processi più efficienti, economici e sostenibili. L'adozione di tecniche avanzate di machine learning, visione artificiale e apprendimento rinforzato consente di migliorare la qualità del materiale riciclato, ridurre i costi operativi e minimizzare l'impatto ambientale. Sebbene ci siano ancora sfide da affrontare, l'integrazione dell'IA nei processi di riciclo rappresenta un passo fondamentale verso una gestione più circolare e sostenibile delle risorse metalliche.© Riproduzione Vietata

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https://www.rmix.it/ - Smontaggio e riciclo dei velivoli civili: il futuro sostenibile di titanio, alluminio e compositi in fibra di carbonio
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Smontaggio e riciclo dei velivoli civili: il futuro sostenibile di titanio, alluminio e compositi in fibra di carbonio
Economia circolare

Innovazione, economia circolare e nuove sfide industriali per la gestione responsabile dei materiali aeronauticidi Marco ArezioOgni anno centinaia di velivoli civili raggiungono la fine del loro ciclo operativo. Le compagnie aeree, spinte dall’evoluzione tecnologica, dall’obsolescenza dei motori e da regolamenti ambientali sempre più stringenti, decidono di sostituire aeromobili ormai superati con modelli più efficienti. Ma che cosa accade agli aerei dismessi? Il tema del smontaggio e riciclo dei velivoli è oggi cruciale non solo dal punto di vista ambientale, ma anche economico, perché mette in gioco materiali ad alto valore come titanio, alluminio e compositi in fibra di carbonio. La gestione del fine vita non è più vista come un problema da esternalizzare, bensì come una nuova opportunità industriale e di business. Strategie di smontaggio e separazione dei materiali Il processo di smantellamento di un aereo è estremamente complesso: un singolo velivolo di linea contiene milioni di componenti tra cablaggi, elettronica, rivestimenti e strutture portanti. La prima fase riguarda la bonifica: vengono rimossi carburanti residui, fluidi idraulici, oli e sostanze potenzialmente pericolose. Successivamente si procede al disassemblaggio selettivo, che consente di separare le parti riutilizzabili (motori, avionica, carrelli) da quelle destinate al riciclo. È qui che entra in gioco la capacità di gestire correttamente i metalli e i compositi: un lavoro che richiede tecnologie avanzate di taglio, triturazione e separazione per preservare la qualità dei materiali. Il recupero del titanio tra costi e opportunità Il titanio è un elemento strategico nell’aeronautica per la sua resistenza meccanica, leggerezza e resistenza alla corrosione. Viene utilizzato in parti critiche come carrelli di atterraggio, motori e strutture portanti. Tuttavia, il suo costo di produzione primaria è molto elevato, sia in termini energetici che economici. Da qui l’importanza del riciclo. Smontare e rifondere titanio aeronautico consente non solo di ridurre i costi di approvvigionamento, ma anche di contenere l’impatto ambientale legato alla sua estrazione. Il problema principale resta la necessità di mantenere intatte le proprietà metallurgiche del materiale: processi come la rifusione sotto vuoto o le tecniche di separazione avanzata diventano fondamentali per garantire standard qualitativi idonei al riutilizzo in applicazioni ad alta performance. Alluminio aeronautico: riciclo e nuove applicazioni industriali L’alluminio rappresenta il materiale più abbondante nella struttura di un aeromobile. Dalla fusoliera alle ali, questo metallo offre leggerezza e lavorabilità, caratteristiche che hanno reso possibile la diffusione del trasporto aereo di massa. Il riciclo dell’alluminio aeronautico è una delle filiere più consolidate: il metallo può essere rifuso infinite volte senza perdere le sue proprietà. Tuttavia, la sfida riguarda la purezza delle leghe. Molti componenti aeronautici sono realizzati con leghe speciali, contenenti elementi come rame, zinco o magnesio, che devono essere gestiti con estrema precisione per evitare degradazioni di qualità. L’alluminio recuperato trova impiego non solo nell’industria aeronautica, ma anche nell’automotive, nella cantieristica e nei settori dell’elettronica e del packaging avanzato. La complessità del riuso dei compositi in fibra di carbonio Se titanio e alluminio hanno filiere di riciclo consolidate, i materiali compositi in fibra di carbonio rappresentano ancora oggi una delle sfide più difficili. Questi compositi, nati per ridurre il peso degli aeromobili e aumentare l’efficienza dei consumi, hanno una struttura ibrida in cui le fibre sono inglobate in matrici polimeriche termoindurenti. Separare le fibre dalla matrice non è semplice: i processi termici e chimici sperimentati finora consentono di recuperare fibre di qualità inferiore rispetto a quelle originali. Tuttavia, si stanno aprendo nuove frontiere, con tecniche di pirolisi controllata e solvolisi che permettono di estrarre fibre quasi intatte, riutilizzabili in settori come l’automotive di lusso, le attrezzature sportive o le pale eoliche. Il potenziale economico è enorme, considerando l’aumento costante della domanda di compositi leggeri e resistenti. Impatti ambientali e riduzione delle emissioni nel riciclo aeronautico Oltre al valore economico, il riciclo dei materiali aeronautici ha un impatto ambientale significativo. Recuperare titanio o alluminio richiede una frazione dell’energia necessaria per produrli ex novo. Ciò si traduce in una riduzione sostanziale delle emissioni di CO₂. Nel caso dei compositi, la gestione sostenibile evita il rischio di accumulo in discarica di rifiuti ad alta complessità chimica, riducendo l’impatto a lungo termine sul suolo e sull’acqua. Inoltre, lo smontaggio accurato dei velivoli permette di gestire in sicurezza sostanze pericolose, come fluidi idraulici contenenti sostanze tossiche o rivestimenti con metalli pesanti. Questo approccio integrato trasforma il riciclo da pratica di smaltimento a strumento concreto di decarbonizzazione dell’aviazione. Nuovi modelli di business e filiere specializzate nel settore Il settore dello smontaggio e riciclo degli aeromobili sta generando nuove catene del valore. Aziende specializzate offrono servizi integrati che comprendono valutazione dei materiali, disassemblaggio certificato, riciclo e reimmissione sul mercato. Le compagnie aeree, dal canto loro, possono ottenere ritorni economici rivendendo parti riutilizzabili e materiali pregiati. In Europa e negli Stati Uniti sono nati poli industriali dedicati, veri e propri hub dove aeromobili dismessi vengono processati con standard di tracciabilità elevati. Questo modello, se esteso globalmente, può contribuire a ridurre la dipendenza da materie prime primarie e ad aumentare la resilienza delle filiere industriali. Prospettive future per un’aviazione civile sostenibile Guardando al futuro, il riciclo dei velivoli civili non sarà solo una necessità tecnica, ma diventerà parte integrante delle strategie di sostenibilità delle compagnie aeree e dei costruttori. Le nuove generazioni di aeromobili sono già progettate con maggiore attenzione alla riciclabilità dei materiali. Parallelamente, le normative europee e internazionali stanno imponendo criteri di responsabilità estesa del produttore, spingendo verso un approccio di economia circolare. Titanio, alluminio e compositi rappresentano dunque non solo un’eredità tecnica del passato, ma una risorsa strategica per il futuro. La sfida sarà trasformare ogni aereo dismesso da rifiuto ingombrante a miniera urbana di materiali avanzati, capace di alimentare una nuova era industriale e sostenibileUn caso concreto: smontaggio e riciclo di un Airbus A320Gli hub europei di smantellamento certificati (ad esempio quelli affiliati ad AFRA, Aircraft Fleet Recycling Association) gestiscono regolarmente aeromobili narrow-body come Airbus A320 e Boeing 737, che costituiscono la quota principale della flotta mondiale. Questi aerei, con un peso operativo a vuoto di circa 41–42 tonnellate, rappresentano lo scenario di riferimento più comune per valutare la sostenibilità tecnico-economica del riciclo aeronautico.Composizione materiale- Alluminio: 65–75% della massa totale (27–30 tonnellate).- Titanio: 6–7% (2,5–3 tonnellate), presente in parti strutturali e nei motori.- Compositi in fibra di carbonio: 7–10% (3–4 tonnellate), soprattutto su ali e pannelli.- Altri materiali (acciai, rame, plastiche, fluidi): 10–15%.Ricavi materiali recuperati- Alluminio: circa 23–25 tonnellate effettivamente rifondibili dopo la resa tecnica → valore medio 35–40 mila euro.- Titanio: 2–2,3 tonnellate separabili → valore variabile da 12 a 45 mila euro in base alla lega e al mercato.- Fibra di carbonio riciclata: 2,5–3 tonnellate processabili → valore 13–60 mila euro, dipendente dalla qualità delle fibre.Il totale dei ricavi diretti dai soli materiali, in condizioni realistiche, oscilla tra 60 e 140 mila euro per aeromobile.Costi operativiLe stime consolidate riportano un costo di smantellamento, bonifica e riciclo di un narrow-body tra 100 e 250 mila euro, a seconda della localizzazione, del livello di automazione e delle normative ambientali locali. La bonifica dei fluidi e lo smaltimento dei componenti pericolosi incidono in modo significativo su questa cifra.Ruolo del part-outL’equilibrio economico non è garantito dai materiali, che da soli raramente coprono i costi. Il vero driver di redditività è il part-out:- Motori CFM56 di un A320, anche se prossimi alla fine del ciclo operativo, possono generare ricavi tra 500 mila e 1,5 milioni di euro a seconda delle ore residue e della domanda di mercato.- Carrelli, avionica, sedili e interni hanno un valore secondario ma costante, che aggiunge alcune decine di migliaia di euro.Bilancio complessivo- Un’operazione di smontaggio e riciclo di un A320 eseguita in un hub europeo standard comporta:- Costi diretti: ~150 mila euro (media tra bonifica e lavorazioni).- Ricavi materiali: ~100 mila euro.- Ricavi da part-out: da 200 mila fino a oltre 1 milione di euro, con fortissima variabilità legata allo stato dei motori.In conclusione, senza il mercato dei componenti riutilizzabili l’operazione rischierebbe di essere in perdita o di coprire a malapena i costi. Con il part-out attivo, invece, lo smantellamento di un Airbus A320 si rivela non solo sostenibile dal punto di vista ambientale, ma anche economicamente positivo, rendendo la filiera del riciclo aeronautico una realtà industriale concreta e profittevole.© Riproduzione Vietata

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https://www.rmix.it/ - Estrazione Metalli Preziosi dai Rifiuti RAEE: Primo Impianto in Italia
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Estrazione Metalli Preziosi dai Rifiuti RAEE: Primo Impianto in Italia
Economia circolare

I Rifiuti RAEE sono tra quelli meno riciclati ma con più alto valore aggiuntodi Marco ArezioProviamo a pensare quanti telefonini ci passano nelle mani nel corso della nostra vita, quante volte portiamo a riparare un ferro da stiro e ci viene detto, non ne vale la pena buttalo e compratene un altro. Facciamo scorrere i pensieri nella nostra mente e mettiamo a fuoco quante volte abbiamo sostituito un computer, un asciugacapelli, una stampante e molti altri elettrodomestici che sono invecchiati prematuramente o perché volevamo l’ultimo modello dell’anno. Il frutto negativo del nostro benessere porta alla creazione di milioni di tonnellate di rifiuti nel mondo che restano, ad oggi, di difficile gestione se comparati con altri rifiuti di più facile riciclo. Ma i cosiddetti RAEE, sono in realtà di altissimo valore se fossimo capaci di estrarre i componenti preziosi che contengono, parliamo di oro, argento, palladio e rame, solo per fare qualche esempio. Invece, la maggior parte delle volte finiscono in discarica, o vanno ad alimentare il riciclo clandestino in paesi poveri, con implicazioni ambientali e di salute per i lavoratori molto serie. In Italia, Iren Ambiente, una società del gruppo Iren, realizzerà un impianto per il trattamento dei rifiuti RAEE, con lo scopo di estrarre tutti i materiali preziosi che i rifiuti elettrici ed elettronici contengono. L'impianto effettuerà due fasi di lavoro: la prima dedicata al disassemblaggio delle schede, la seconda alla separazione e affinazione dei metalli preziosi tramite un processo idrometallurgico. Il processo, oggetto di un articolo comparso qualche settimana fa sul portale del riciclo rMIX, avrà un ciclo di lavoro con un basso impatto ambientale e un dispendio contenuto di CO2, rispetto alla tradizionale estrazione di minerali preziosi in miniera. L’impianto di lavorazione dei RAEE, con l’estrazione dei metalli preziosi, sarà collocato in Toscana e dovrebbe essere operativo nella seconda metà del 2023, con il preciso scopo di favorire la filiera delle lavorazioni orafe attive nella regione. Categoria: notizie - RAEE - economia circolare - riciclo - rifiuti - metalli preziosi

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