- Cos’è il PLA: origine e caratteristiche principali
- Differenza tra film MOPLA e BOPLA in PLA
- Processo produttivo dei film orientati in PLA
- Proprietà tecniche e vantaggi del PLA orientato
- PLA a confronto con PP, PET e PE tradizionali
- Le principali applicazioni dei film in PLA orientato
- Riciclo e compostaggio dei film MOPLA e BOPLA
- Sfide e prospettive future dei film PLA per il packaging sostenibile
Scopri cosa sono i film in PLA mono e biassialmente orientati, come si producono, in cosa si differenziano da PP, PET e PE, le applicazioni più innovative e le sfide del riciclo
di Marco Arezio
Negli ultimi anni il settore dei materiali plastici ha vissuto una vera e propria rivoluzione, sospinto dalla crescente domanda di soluzioni sostenibili e dalla pressione normativa che spinge verso la riduzione degli imballaggi tradizionali a base fossile.
Al centro di questa trasformazione si trova il PLA (acido polilattico), una bioplastica nata da fonti vegetali che oggi rappresenta uno dei materiali più promettenti per il futuro degli imballaggi flessibili.
Ma non tutti i PLA sono uguali: tra le innovazioni più interessanti spiccano i film orientati, sia monodirezionali (MOPLA) che biassiali (BOPLA), che stanno conquistando nuovi spazi tra produttori e brand sensibili alle tematiche ambientali.
Che cos’è il PLA e perché è considerato rivoluzionario
Il PLA nasce dalla fermentazione di zuccheri estratti da biomasse vegetali, come il mais o la canna da zucchero. Una volta ottenuto l’acido lattico, questo viene polimerizzato e trasformato in granuli, che possono poi essere estrusi in film sottili e trasparenti. Il PLA è famoso per la sua compostabilità industriale: in condizioni controllate, può decomporsi in poche settimane restituendo acqua, anidride carbonica e biomassa, senza lasciare microplastiche.
Ma la sua struttura chimica, basata su una catena polimerica relativamente rigida, gli dona anche un’elevata trasparenza e una buona barriera agli aromi, rendendolo adatto per numerose applicazioni nel packaging.
L’importanza dell’orientamento nei film: MOPLA e BOPLA
Per soddisfare le esigenze di mercato più evolute, il PLA viene spesso sottoposto a un processo di orientamento che ne potenzia le performance.
Il film MOPLA viene stirato in una sola direzione (di solito lungo il senso di avanzamento della macchina): così si ottengono pellicole più resistenti e rigide in quella direzione, ideali per prodotti come nastri adesivi, etichette, oppure imballaggi che richiedono una resistenza direzionale ben precisa.
Con la tecnologia BOPLA, invece, il film viene orientato sia in senso longitudinale sia trasversale. Questo doppio stiramento aumenta drasticamente la resistenza e la stabilità dimensionale del materiale, rendendolo simile per prestazioni meccaniche ai film BOPP (polipropilene bi-orientato) e BOPET (polietilene tereftalato bi-orientato), oggi dominanti nel mondo del packaging alimentare e non solo.
Il risultato è una pellicola sottilissima, incredibilmente trasparente, brillante e molto più resistente di un film non orientato.
Dalla produzione all’applicazione: come si realizzano i film orientati in PLA
La produzione parte da granuli di PLA che vengono estrusi a caldo in un film sottile. Nel caso del MOPLA, il film passa poi attraverso una serie di rulli che lo stirano solo in una direzione, conferendo resistenza e rigidità soprattutto in senso longitudinale.
Per il BOPLA, il processo si fa più complesso: il film prima viene stirato in senso macchina e poi trasversalmente grazie a speciali “stenter” che lo allungano lateralmente.
Il controllo preciso di temperatura, velocità e rapporto di stiramento permette di modulare le proprietà finali del film. Un film BOPLA ben realizzato può raggiungere livelli di trasparenza, brillantezza e resistenza paragonabili ai migliori film petrolchimici, con in più il vantaggio di essere compostabile.
Un confronto con PP, PET e PE: punti di forza e limiti del PLA orientato
Quando si parla di film per imballaggi, il confronto con i materiali tradizionali è inevitabile. Il PP bi-orientato (BOPP), ad esempio, è leader di mercato grazie alla sua ottima barriera all’umidità, al basso costo e alla versatilità. Il PET bi-orientato (BOPET) eccelle nella barriera a ossigeno e aromi, oltre che nella resistenza alle alte temperature.
Il PE, infine, offre flessibilità e una certa resistenza chimica, ma non brilla in trasparenza o rigidità.Il PLA orientato (sia MOPLA che BOPLA) si posiziona a metà tra questi materiali:
- Offre trasparenza e rigidità superiori al PE, con una barriera agli aromi molto valida, anche se non raggiunge i livelli del PET nelle applicazioni “barriera”.
- La sua resistenza termica è inferiore rispetto a BOPP e BOPET, anche se l’orientamento ne innalza i limiti d’impiego.
- L’aspetto davvero rivoluzionario, però, sta nella compostabilità: a fine vita, i film in PLA possono essere trattati negli impianti di compostaggio industriale, chiudendo così il cerchio dell’economia circolare.
- Il PLA non deriva dal petrolio, ma da colture rinnovabili, riducendo la dipendenza da risorse fossili e l’impatto climatico della produzione.
Nuove applicazioni e opportunità di mercato
La flessibilità produttiva e le performance dei film orientati in PLA aprono la strada a numerose applicazioni, molte delle quali impensabili fino a pochi anni fa per una bioplastica.
Nel mondo del packaging alimentare, MOPLA e BOPLA vengono sempre più spesso utilizzati per confezioni flowpack, buste trasparenti, sacchetti per prodotti freschi e da forno, vassoi, etichette e persino per la produzione di film stampabili da accoppiare con carta o altri materiali compostabili.
Il settore delle etichette apprezza soprattutto il MOPLA per la sua resistenza direzionale, mentre il BOPLA, grazie alla sua stabilità dimensionale e brillantezza, trova impiego nei packaging che richiedono performance elevate e un’estetica di alto livello.
Oltre al food, si stanno diffondendo applicazioni nel settore tecnico, per blister, pellicole protettive e prodotti monouso compostabili, soprattutto dove la normativa incentiva o impone l’utilizzo di materiali compostabili certificati.
Il riciclo del PLA: opportunità e sfide reali
Uno dei temi più dibattuti resta quello del fine vita dei prodotti in PLA. In teoria, il PLA orientato è completamente compostabile in impianti industriali, ma la realtà operativa è ancora complessa:
- In molte città, la raccolta dei compostabili è ancora poco differenziata e i film in PLA finiscono spesso nella plastica tradizionale, rischiando di contaminare le filiere di riciclo.
- Il riciclo meccanico del PLA è tecnicamente possibile, ma richiede filiere dedicate e volumi adeguati, condizioni non sempre facili da ottenere al momento.
- Più promettente, anche se ancora sperimentale, è il riciclo chimico, che permette di depolimerizzare il PLA riportandolo all’acido lattico originario e consentendo così una vera chiusura del ciclo.
- Il futuro del PLA orientato dipenderà anche dalla capacità di creare sistemi di raccolta e trattamento efficienti, oltre che dalla diffusione degli impianti di compostaggio industriale sul territorio.
Conclusioni: un materiale in rapida evoluzione
I film in PLA orientato, sia monodirezionale che biassiale, rappresentano una delle evoluzioni più interessanti del packaging sostenibile. Se da un lato non hanno ancora sostituito completamente i polimeri fossili nelle applicazioni più critiche, dall’altro si sono già ritagliati uno spazio significativo grazie alle loro proprietà e alla crescente sensibilità ambientale di aziende e consumatori.
La ricerca continua, sia nei materiali che nei processi produttivi, promette di superare presto i limiti attuali in termini di resistenza termica e barriera ai gas, mentre il perfezionamento delle filiere di riciclo e compostaggio sarà la chiave per realizzare un packaging davvero circolare.
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