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LO SCARTO DEL PULPER DELLE CARTIERE: UN RIFIUTO O UNA RISORSA?

Informazioni Tecniche
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare - Lo scarto del pulper delle cartiere: un rifiuto o una risorsa?
Sommario

• Che cos'è lo scarto del pulper

• Il processo di riciclo nelle cartiere europee nel 2026

• Composizione e caratteristiche del pulper waste

• Tecnologie di valorizzazione disponibili nel 2026

• Criticità tecnico-produttive e come risolverle

• Caratteristiche del granulo LDPE prodotto

• Applicazioni e mercato

• Normativa europea e incentivi 2025-2026

• FAQ – Domande frequenti

Scarto del Pulper: Come Trasformarlo in Polimeri per lo Stampaggio nel 2026


di Marco Arezio | Aggiornato: Marzo 2026 | Lettura: ~9 min

Le cartiere europee si trovano ogni anno di fronte a una sfida produttiva e ambientale crescente: gestire lo scarto del pulper, il residuo solido generato durante il riciclo della carta da recupero. Nel 2026, grazie all'evoluzione tecnologica e a un quadro normativo sempre più orientato all'economia circolare — in particolare il nuovo Regolamento Europeo sugli Imballaggi (PPWR, entrato in vigore nel 2025) — questo scarto non viene più considerato un rifiuto oneroso, ma una risorsa da valorizzare sotto forma di granulo polimerico LDPE riciclato.

In questa guida aggiornata analizziamo il processo industriale, le tecnologie disponibili nel 2026, le criticità tecniche e i principali sbocchi di mercato per il polimero derivante dallo scarto del pulper.

Che Cos'è lo Scarto del Pulper

Il pulper è il cuore del processo di riciclo nelle cartiere: una vasca cilindrica in cui la carta da recupero viene immersa in acqua e sottoposta a intensa agitazione meccanica per separare le fibre cellulosiche dai materiali estranei. Il residuo solido che non può essere reintrodotto nel ciclo produttivo prende il nome di scarto del pulper (in inglese pulper waste o pulper rejects).

Questo scarto è composto prevalentemente da alluminio e polietilene (PE) provenienti dagli imballaggi alimentari multimateriale come il Tetra Pak, i cartoni per bevande e gli imballi flessibili. Secondo i dati di settore aggiornati al 2025, circa l'8-12% in peso della carta in ingresso si trasforma in scarto del pulper, con picchi superiori nelle cartiere che trattano frazioni miste provenienti dalla raccolta differenziata urbana.

A livello europeo, si stima che il settore cartario generi ogni anno oltre 4 milioni di tonnellate di pulper waste, con costi di smaltimento in discarica o incenerimento ancora molto elevati e normatively sempre meno ammissibili.

Il Processo di Riciclo nelle Cartiere Europee nel 2026

Il processo industriale che porta alla formazione dello scarto del pulper si articola in fasi ben definite:

• Macerazione in vasca: la carta da recupero viene introdotta nel pulper con acqua calda (40-60°C) e sottoposta ad azione meccanica rotante fino alla disgregazione delle fibre.

• Filtrazione grossolana: griglie e vagli rotanti trattengono i materiali di grandi dimensioni (plastica rigida, metalli, legno).

• Filtrazione fine: la fibra cellulosica in sospensione viene separata dai materiali leggeri attraverso centrifughe e screen pressurizzati.

• Raccolta e disidratazione: il residuo, ancora ad alto contenuto di umidità (60-75%), viene disidratato tramite presse a vite o filtropresse prima del conferimento o della valorizzazione.

Nel 2026, molte cartiere hanno integrato sistemi di pre-separazione automatica con sensori ottici NIR (Near Infrared) che incrementano la purezza del flusso polimerico già a monte del pulper, riducendo la percentuale di carta residua e aumentando la resa del granulo finale.

Composizione e Caratteristiche del Pulper Waste

La composizione dello scarto del pulper varia in funzione della tipologia di carta in ingresso. Una composizione media tipica (su secco) è la seguente:

- Componente Percentuale media (su secco)

- Polietilene (LDPE/LLDPE) 55 – 70%

- Alluminio (lamina flessibile) 15 – 25%

- Cellulosa residua (carta) 5 – 15%

- Altri polimeri (PP, PS, ecc.) 2 – 8%

- Umidità (sulla massa umida) 60 – 75%

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Tecnologie di Valorizzazione Disponibili nel 2026

Il 2026 segna un punto di maturazione tecnologica per il riciclo del pulper waste.

Le principali filiere disponibili sono:

1. Granulazione del polimero LDPE (filiera principale)

È la tecnologia più diffusa e consolidata. Il processo prevede: separazione meccanica e densimetrica, triturazione, lavaggio intensivo con acqua calda, essiccazione (essenziale per portare l'umidità sotto il 2%), filtrazione del fuso su reti a maglia fine e granulazione tramite testa di taglio sottoacqua (underwater pelletizing). Il granulo prodotto è classificato come LDPE riciclato con MFI compreso tra 1 e 3 g/10 min a 190°C/2,16 kg.

2. Recupero dell'alluminio tramite pirolisi (co-prodotto)

Impianti avanzati di tipo Alurec o Thermovac consentono di separare l'alluminio dal PE tramite pirolisi a bassa temperatura (circa 450-500°C) in atmosfera inerte. L'alluminio viene recuperato con purezza superiore al 97%; il gas di pirolisi viene utilizzato come combustibile interno. Questa tecnologia, già in uso in Spagna, Portogallo e Brasile, si sta diffondendo in Italia e in Germania.

3. Compound e materiali tecnici

Nel 2026 è in crescita la produzione di compound tecnici a partire dal granulo LDPE da pulper, miscelato con PP, HDPE o cariche minerali (CaCO3, talco) per ottenere materiali con specifiche meccaniche personalizzate. Alcuni produttori utilizzano compatibilizzanti reattivi (es. anidride maleica) per migliorare la coesione tra il PE e i residui di alluminio, incrementando la resistenza agli urti del manufatto finale.

Criticità Tecnico-Produttive e Come Risolverle nel 2026

Le criticità già identificate nel 2020 restano attuali, ma nel 2026 disponiamo di soluzioni tecniche più mature ed efficaci:

Criticità 1 – Elevata umidità iniziale (>60%)

Problema: L'umidità elevata riduce la resa produttiva e genera difetti nel granulo. Soluzione 2026: Presse a vite ad alta pressione di ultima generazione abbattono l'umidità fino al 30-35%; sistemi di essiccazione a letto fluido o con aria calda completano l'abbattimento fino all'1-2% prima della granulazione, eliminando i problemi di degassificazione.

Criticità 2 – Gas in fase di stampaggio

Problema: L'umidità residua nel granulo provoca formazione di bolle e micropori nei manufatti stampati. Soluzione 2026: Estrusori bivite degassificanti con zone di ventilazione multiple abbattono la volatilità residua direttamente durante la granulazione, eliminando la necessità di una pre-essiccazione separata.

Criticità 3 – Presenza di carta residua

Problema: Le microparticelle di cellulosa intasano i filtri e formano micropori nel granulo. Soluzione 2026: Sistemi di filtrazione del fuso continua con cambiafiltro automatico (screen changer) a candela o a disco rotante, con maglie fino a 80-100 micron, garantiscono una filtrazione efficace senza fermate produttive.

Criticità 4 – Presenza di alluminio e aspetto estetico

Problema: Le lamelle di alluminio creano superfici eterogenee nel manufatto finale. Soluzione 2026: L'utilizzo di pigmenti opacizzanti a base di nero carbone o di masterbatch specifici consente di standardizzare l'estetica del prodotto. Alcuni trasformatori valorizzano l'effetto metallizzato come caratteristica estetica distintiva (effetto 'marble look').

Caratteristiche del Granulo LDPE da Pulper nel 2026

Il granulo derivante dalla valorizzazione dello scarto del pulper presenta, nel 2026, le seguenti caratteristiche tecniche standard:

• Polimero base: LDPE con contenuto superiore al 90%

• MFI (Melt Flow Index): 1-3 g/10 min a 190°C / 2,16 kg (ASTM D1238)

• DSC: profilo regolare, temperatura di fusione 108-115°C

• Contenuto di alluminio residuo: 2-8% in peso (lamelle flessibili)

• Contenuto di cellulosa residua: <1% dopo filtrazione fine

• Umidità: <0,5% post-essiccazione

• Colore: grigio scuro / nero (con aggiunta di masterbatch)

• Classificazione EWC: 19 12 04 (plastica e gomma) o 15 01 02 a seconda del regime

Il granulo è normalmente commercializzato con scheda tecnica e, in alcuni casi, con dichiarazione di conformità alle linee guida RecyClass o con EPD (Environmental Product Declaration), sempre più richieste dagli acquirenti industriali europei.

Applicazioni e Mercato del Granulo da Pulper nel 2026

Il granulo LDPE da scarto del pulper è indicato per applicazioni in cui la prestazione funzionale prevalga sull'estetica. Nel 2026, i principali sbocchi di mercato sono:

• Bancali industriali in plastica riciclata (pallet): mercato in forte crescita grazie al PPWR, che richiede contenuto minimo di riciclato negli imballaggi industriali

• Vasi, mastelli e contenitori per uso industriale e agricolo

• Accessori e componenti per l'edilizia (profili, distanziatori, supporti)

• Grigliati drenanti non carrabili e pavimentazioni permeabili

• Tubi corrugati per drenaggio e protezione cavi

• Compound con PP, HDPE o poliolefine per applicazioni meccaniche specifiche

• Pannelli fonoassorbenti e antivibranti (applicazione emergente 2024-2026)

Il prezzo di mercato del granulo LDPE da pulper si colloca, nel 2026, tra 200 e 400 €/t in funzione della qualità (percentuale LDPE, umidità, carta residua), con punte superiori per materiale certificato con EPD o secondo le linee guida RecyClass.

Normativa Europea e Incentivi 2025-2026

Il contesto normativo europeo ha subito una trasformazione profonda tra il 2020 e il 2026:

• Regolamento (UE) 2025/40 – PPWR: stabilisce obiettivi minimi di contenuto riciclato negli imballaggi (es. 35% per imballaggi in plastica rigida entro il 2030), creando domanda diretta per il granulo riciclato da pulper.

• Direttiva SUP e aggiornamenti 2024: le restrizioni sulle plastiche monouso favoriscono i materiali riciclati durevoli.

• CEAP 2.0 della Commissione Europea: il settore cartario è tra i settori prioritari per la simbiosi industriale.

• Plastic Tax nazionale (MACSI): rende più competitivo l'uso di granulo riciclato rispetto al vergine.

• Bandi PNRR per impianti di riciclo avanzato: alcune regioni italiane co-finanziano linee di valorizzazione del pulper waste.

Le cartiere che implementano impianti interni di recupero possono accedere alla qualifica di End of Waste (EoW) per il granulo prodotto — secondo il D.Lgs. 116/2020 e successive circolari MASE — trasformando il rifiuto in un prodotto commercializzabile a tutti gli effetti.

FAQ – Domande Frequenti

Quanto scarto del pulper produce una cartiera media?

Una cartiera che lavora 100.000 t/anno di carta da riciclo genera mediamente tra 8.000 e 12.000 t/anno di scarto del pulper umido, equivalenti a circa 3.000-5.000 t/anno di secco valorizzabile.

Il granulo da pulper è food-grade?

No, nella quasi totalità dei casi. La presenza di alluminio, cellulosa e la variabilità della composizione rendono il granulo da pulper non idoneo al contatto diretto con alimenti. Le applicazioni rimangono prevalentemente nel settore industriale, agricolo ed edilizio.

È possibile aggiungere cariche minerali al granulo da pulper?

Sì. Il profilo DSC regolare lo rende compatibile con l'aggiunta di cariche minerali come il carbonato di calcio (CaCO3), che riduce la flessibilità intrinseca dell'LDPE e migliora la rigidità del manufatto finale. Sono comuni anche talco e silice per applicazioni specifiche.

Qual è il payback di un impianto di recupero del pulper?

In base alle analisi di settore disponibili nel 2026, un impianto di media dimensione (5.000-10.000 t/anno) ha un payback compreso tra 3 e 6 anni, in funzione del costo attuale di smaltimento, del prezzo di mercato del granulo e degli incentivi pubblici disponibili.

Qual è la differenza tra LDPE vergine e LDPE da pulper?

L'LDPE da pulper presenta un MFI simile al vergine ma con la presenza residuale di alluminio (2-8%) e un colore non standardizzabile senza additivazione. È adatto a tutte le applicazioni non estetiche in cui non sia richiesta la purezza del vergine né la compatibilità food-contact.

Conclusioni

Nel 2026, la valorizzazione dello scarto del pulper non è più una scommessa tecnologica ma una realtà industriale consolidata. Le cartiere che scelgono di investire in impianti di recupero — o di affidarsi a operatori specializzati — riducono i costi di smaltimento, generano un flusso di ricavo aggiuntivo e migliorano il profilo di sostenibilità in un contesto normativo sempre più esigente.

Le sfide tecniche (umidità, alluminio, qualità estetica) esistono ancora, ma sono oggi ampiamente gestibili con le tecnologie disponibili. La chiave del successo risiede nella qualità del processo di essiccazione e filtraggio, nella corretta caratterizzazione del granulo e nell'identificazione di mercati di sbocco coerenti con le sue caratteristiche.

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Categoria: Tecnica | Carta | Riciclo | Economia Circolare | Normativa Europea

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