rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare - Italiano rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare - Inglese

I SEGRETI DELL'ABBAZIA DI PIONA. CAPITOLO 7: LA COMMISSARIA LUCIA MARINI ENTRA IN SCENA

Slow Life
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare - I Segreti dell'Abbazia di Piona. Capitolo 7: La Commissaria Lucia Marini entra in scena
Sommario

Con l’arrivo di Lucia Marini sul territorio, l’inchiesta assume finalmente una direzione chiara e consapevole. La commissaria osserva, ascolta, mette ordine senza alzare la voce, instaurando fin da subito un rapporto di fiducia con chi conosce davvero quei luoghi.

Tra uffici sobri, cartine annotate e testimonianze parziali, emergono dettagli che smettono di essere episodi isolati e iniziano a dialogare tra loro. Il lago di Como, immobile e ingannevole, fa da sfondo a una verità che non vuole restare sommersa. Lucia intuisce che non si tratta solo di trovare un colpevole, ma di comprendere un linguaggio fatto di simboli e omissioni. È il momento in cui l’indagine smette di inseguire gli eventi e inizia ad anticiparli. Da qui in avanti, nulla sarà più casuale.

Quando l’indagine cambia passo e il silenzio comincia a pesare


Dicembre 2025

di Marco Arezio. Una vita lavorativa spesa nelle direzioni commerciali e marketing di aziende internazionali del settore del riciclo e dell'ambiente, si appassiona alla scrittura fin da giovane. Amante della storia, dell'ambiente e della slowlife, pubblica i suoi romanzi gialli e saggi su Amazon.Romanzo giallo.

I Segreti dell'Abbazia di Piona. Capitolo 7: La Commissaria Lucia Marini entra in scena


Scese, chiuse l’auto e attraversò il breve tratto di strada che la separava dall’ingresso. All’interno, l’aria sapeva di legno lucidato e carta. Il piantone era già in piedi, come se l’aspettasse.

«Buongiorno, sono la commissaria Marini» disse Lucia.

«Buongiorno, commissaria,» rispose il carabiniere con tono rispettoso. «Il maresciallo Scandurra mi ha avvisato del suo arrivo.»

«Perfetto.»

«Se vuole accomodarsi un momento in sala d’attesa, lo avverto subito.»

Lucia annuì. «Grazie.»

La sala d’attesa era essenziale: sedie di legno, un tavolino con qualche rivista, un calendario dell’Arma appeso storto alla parete. Lucia si sedette, appoggiò la borsa accanto a sé e osservò distrattamente l’ambiente.

Il piantone si allontanò lungo il corridoio per avvertire il maresciallo Salvatore Scandurra.

Scandurra era siciliano, quarantacinque anni portati con disciplina. Originario della provincia di Trapani, aveva iniziato la carriera giovanissimo, scegliendo l’Arma come via d’uscita da una terra complessa, dove l’autorità si conquista ogni giorno e la credibilità vale più dei gradi. Aveva prestato servizio in diversi contesti difficili: prima in piccoli presidi rurali, poi in aree urbane dove il confine tra microcriminalità e criminalità organizzata era sottile e instabile.

Nel corso degli anni aveva imparato a non alzare mai la voce, a osservare più di quanto parlasse. Occhi azzurri, freddi quando necessario, capelli sempre impomatati con cura quasi ostinata, fisico atletico mantenuto con rigore. I baffi, d’altri tempi, erano diventati una sorta di firma personale, tanto che nessuno riusciva a immaginarlo senza. Non era un uomo che cercava promozioni rapide, ma uno che costruiva reputazione giorno dopo giorno, caso dopo caso. A Dervio era considerato un punto fermo: affidabile, metodico, incapace di farsi trascinare dall’emotività.


Dopo pochi minuti, i passi risuonarono nel corridoio.

Lucia si alzò.

Scandurra le venne incontro con un’espressione composta, ma cordiale.

«Commissaria Marini,» disse tendendo la mano. «Benvenuta.»

«Maresciallo Scandurra,» rispose Lucia stringendogliela con decisione. «La ringrazio per la disponibilità.»

«È il minimo,» replicò lui. «Se vuole seguirmi.»

La condusse nel suo ufficio. Era un locale modesto, senza alcuna concessione all’estetica, ma ordinato con precisione quasi geometrica. Una scrivania pulita, pochi fascicoli impilati con cura, una cartina della zona appesa alla parete con alcune annotazioni a matita. Nessun oggetto personale in vista, se non una fotografia incorniciata rivolta verso l’interno della stanza, non verso l’ospite....

ACQUISTA IL ROMANZO

 © Riproduzione Vietata

CONDIVIDI

CONTATTACI

Copyright © 2026 - Privacy Policy - Cookie Policy | Tailor made by plastica riciclata da post consumoeWeb

plastica riciclata da post consumo