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FILM PLASTICO RICICLATO. CAPITOLO 13: RAFFREDDAMENTO, TRAINO E BOBINATURA DEL FILM RICICLATO. STABILITÀ DI LINEA E QUALITÀ DELLA BOBINA

Manuali Tecnici
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare - Film Plastico Riciclato. Capitolo 13: Raffreddamento, Traino e Bobinatura del Film Riciclato. Stabilità di Linea e Qualità della Bobina
Sommario

- Anelli d’aria nel blown film: principi di raffreddamento e uniformità termica

- Punto di congelamento e stabilità della bolla nei film da riciclato

- Raffreddamento nel cast film: rulli, contatto termico e tensioni residue

- Effetti del raffreddamento su orientamento molecolare e anisotropie del film

- Traino del film riciclato: controllo dello spessore, bande e rotture improvvise

- Tensionamento laterale e guida nastro: pieghe, arricciamenti e deviazioni

- Difetti di bobinatura nei film riciclati: telescoping, grinze e densità irregolare

- Integrazione raffreddamento-traino-bobinatura: criteri industriali di stabilizzazione e ripetibilità

Anelli d’aria, controllo del punto di congelamento, gestione della tensione e difetti di avvolgimento nei film in polimeri riciclati

di Marco Arezio. Gennaio 26.

Manuale tecnico. Film Plastico Riciclato. Capitolo 13: Raffreddamento, Traino e Bobinatura del Film Riciclato. Stabilità di Linea e Qualità della Bobina

Anelli d’aria e sistemi di raffreddamento

Nel processo di produzione dei film plastici, il raffreddamento rappresenta una fase decisiva per la definizione delle proprietà finali del prodotto. Nel caso dei film ottenuti da polimeri riciclati, il raffreddamento assume un ruolo ancora più critico, poiché interviene su un materiale che presenta una maggiore variabilità strutturale, una storia termica complessa e una risposta meno prevedibile agli stress di processo. Gli anelli d’aria e i sistemi di raffreddamento non sono quindi semplici dispositivi ausiliari, ma strumenti di governo del comportamento del film nelle sue fasi più sensibili.

Nel blown film, il raffreddamento avviene prevalentemente per via pneumatica attraverso anelli d’aria che convogliano flussi controllati lungo la superficie della bolla. La funzione primaria di questi sistemi è sottrarre calore al fuso in modo uniforme, consentendo la solidificazione progressiva del film e la stabilizzazione della geometria della bolla. Nei materiali riciclati, questa funzione si intreccia con l’esigenza di compensare differenze locali di viscosità, elasticità e composizione che rendono il comportamento del fuso meno omogeneo rispetto al vergine.

L’anello d’aria influenza direttamente il profilo di solidificazione del film. La posizione del punto di congelamento, ovvero la linea lungo la quale il materiale passa dallo stato fuso a quello solido, è un parametro chiave per la stabilità del processo e per le proprietà meccaniche del film. Nei materiali riciclati, il punto di congelamento può risultare instabile o irregolare lungo la circonferenza della bolla, a causa di variazioni locali nella composizione del materiale. Un raffreddamento non uniforme amplifica queste differenze, generando asimmetrie che si traducono in oscillazioni della bolla e difetti dimensionali.

Dal punto di vista tecnologico, gli anelli d’aria possono essere a singolo labbro, doppio labbro o dotati di sistemi di controllo più avanzati. Indipendentemente dalla configurazione, la loro efficacia dipende dalla capacità di distribuire il flusso d’aria in modo coerente e ripetibile. Nei materiali riciclati, la sensibilità del processo al raffreddamento rende fondamentale evitare gradienti termici marcati, che possono fissare tensioni interne e accentuare le anisotropie del film.


Un raffreddamento troppo rapido può “congelare” una microstruttura disomogenea, impedendo al materiale di redistribuire le sollecitazioni interne.

Questo fenomeno è particolarmente rilevante nei riciclati, dove la presenza di catene degradate e domini eterogenei riduce la capacità del polimero di rilassarsi. Al contrario, un raffreddamento insufficiente espone il film a instabilità geometriche e rende il processo più sensibile alle variazioni di trazione a valle. Trovare l’equilibrio corretto tra intensità e uniformità del raffreddamento è quindi una delle sfide principali nella produzione di film riciclati.

Nel cast film, il raffreddamento avviene principalmente per contatto con superfici metalliche raffreddate, come cilindri o rulli di raffreddamento. Sebbene il principio sia diverso rispetto al blown film, le problematiche legate al riciclato presentano analogie significative. Il raffreddamento rapido tipico del cast film riduce drasticamente il tempo disponibile per il rilassamento del materiale, rendendo ancora più evidente l’effetto di eventuali disomogeneità del fuso. Nei riciclati, questo si traduce spesso in difetti superficiali, variazioni di lucentezza e tensioni residue nel film....

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