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LE RESISTENZE DI WINSTON CHURCHILL NEL VARO DELLA PRIMA LEGGE ANTI SMOG

Ambiente
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare - Le Resistenze di Winston Churchill nel Varo della Prima Legge Anti Smog
Sommario

- Il ruolo del carbone nella crescita dell'Inghilterra tra XIX e XX secolo

- Gli effetti devastanti dell'inquinamento da carbone sulla salute pubblica

- La lenta consapevolezza dei rischi dello smog urbano

- Il grande smog di Londra del 1952: una crisi annunciata

- La risposta politica e le resistenze industriali al cambiamento

- La legge Clean Air Act del 1956: un passo storico per la tutela ambientale

Le influenze degli industriali del carbone e delle attività collegate che non volevano una legge che minasse i loro interessi


di Marco Arezio

Sappiamo dalla storia che un motivo, tra i tanti, della grandezza dell’Inghilterra a cavallo tra il XIX° e il XX° secolo fu la propria indipendenza energetica, basata sul carbone, che permetteva all’industria di lavorare, alle case di scaldarsi e poter cucinare e ai trasporti navali di funzionare.

Il risvolto della medaglia di tutto questo progresso fu l’inquinamento che pervadeva le città, Londra compresa, creando fitte coltre di nebbie composte da inquinanti dannosi derivanti alla combustione del carbone.

Non si comprese, in quel periodo storico, la correlazione tra le emissioni in atmosfera causate dal carbone domestico ed industriale, e la letalità della nebbia inquinata che veniva respirata dagli uomini de dagli animali, portando a patologie respiratorie spesso inquadrate come influenza.

Nonostante già nel 1880, il meteorologo Rollo Russell iniziò a credere che lo smog che si formava nelle città potesse avere un’influenza sull’aumento delle malattie e delle morti, poco si fece per risolvere il problema.

Tuttavia, verso la fine del XIX° secolo iniziò ad emergere la consapevolezza che lo smog potesse essere deleterio per la salute, e che la principale causa della nebbia densa e persistente venisse proprio dalla combustione del carbone.

In ogni caso, la politica cercò di non fare emergere il problema di carattere socio-sanitario, anche perché una soluzione avrebbe imposto una drastica cura, che riguardava la sostituzione del carbone sia domestico che industriale, mettendo mano ad una riforma energetica costosa e avversa agli industriali del carbone.

Il silenzio proseguì fino al Dicembre 1952 quando per condizioni meteorologiche particolari, Londra fu avvolta da una nebbia fitta e maleodorante che si impossessò della città per qualche giorno.

In quel periodo si verificò un repentino aumento dell’inquinamento atmosferico causato dallo stazionamento dell’anticiclo delle Azzorre che creò un’inversione termica sulla città, creando uno strato di aria fredda al suolo e uno di aria calda superiore con l’assenza di vento.

L’aria calda a contatto con quella fredda creava una rugiada, facendo nascere una massiccia quantità di umidità che si mescolava agli inquinanti della combustione del carbone presenti nell’ambiente. Inoltre, la permanenza dell’aria fredda spinse ad aumentare l’uso del carbone per il riscaldamento peggiorando la situazione.

Un altro fattore concomitante da tenere presente è che il carbone disponibile in Inghilterra era di pessima qualità, in quanto il migliore veniva venduto all’estero, e questo faceva si che bruciando un combustibile con alto contenuto di zolfo si liberasse nell’aria una grande quantità di anidride solforosa.

Si creò quindi una coltre spessa dai 100 ai 200 metri che ammorbò l’aria sia all’esterno degli edifici che all’interno, riducendo la visibilità nei trasporti ma anche per la circolazione dei pedoni.

Le vittime, nell’immediata vicinanza ai giorni del grande smog, furono 4000 solo a Londra ma, nei periodi successivi ne furono censiti circa 12.000 che potevano essere ricondotte a questo fenomeno, con l’aggiunta di circa 100.000 ammalati.

Nei quattro giorni sopra detti furono rilasciate nell'atmosfera enormi quantità delle seguenti sostanze impure:

- 1 000 tonnellate di particelle di fumo

- 140 tonnellate di acido cloridrico

- 14 tonnellate di composti di fluoro

- 370 tonnellate di anidride solforosa convertite in 800 tonnellate di acido solforico


Nel 1954 il ministero della salute, a fronte dell’aumento statisticamente così consistente dei morti e degli ammalati di malattie respiratorie, avanzò l’ipotesi che potesse trattarsi di un’influenza. Questi ipotesi, non si sa se spinta da interessi economici di parte, fu smentita successivamente attraverso l’osservazione della medicina generale della zona di Londra e della situazione vaccinale della popolazione, portando ad una conferma che il fenomeno era stato causato dallo smog.

Il governo di allora, presieduto da Winston Churchill, cercò una via d’uscita difronte alle informazioni scientifiche presentate dal ministero della salute, per evitare una trasformazione sociale ed industriale che non sarebbe stata gradita agli elettori.

Questa trasformazione contemplava:

- l’abbandono dell’uso del carbone nelle abitazioni e nelle fabbriche per passare al gas, che avrebbe comportato la fine del particolato proveniente dal carbone e presente nell’aria, con una qualità della stessa in deciso miglioramento

- la conversione del combustibile nelle macchine industriali

- lo spostamento delle fabbriche fuori dalle città.


Il 5 Luglio 1956 il parlamento Britannico promulgò la legge denominata Clean Act, che fu firmata dalla Regina Elisabetta, restando in vigore fino al 1964.

Questa legge, in quanto la prima di carattere ambientale, resterà una pietra miliare nel campo del controllo della qualità dell’aria e delle emissioni inquinanti, nonostante, nei decenni successivi, fu oggetto più volte di implementazione e aggiornamento.

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