rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare - Italiano rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare - Inglese rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare - Francese rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare - Spagnolo

MICROPLASTICHE NEGLI OLI ALIMENTARI: L'ALLARME DELL'UNIVERSITÀ DI BOLOGNA

Slow Life
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare - Microplastiche negli Oli Alimentari: L'Allarme dell'Università di Bologna
Sommario

- Microplastiche negli Oli Alimentari: Lo Studio dell’Università di Bologna

- Cosa Sono le Microplastiche e Perché Sono Pericolose?

- Microplastiche negli Oli: Quali Tipologie Sono State Trovate?

- Come le Microplastiche Contaminano gli Oli Vegetali?

- Metodi di Analisi per Individuare le Microplastiche negli Alimenti

- Livelli di Contaminazione: Quanto Sono Presenti le Microplastiche negli Oli?

- Microplastiche e Salute Umana: Quali Sono i Rischi?

- Prossime Ricerche: Microplastiche in Caffè, Cioccolato e Acqua

Scoperte particelle di plastica in oli vegetali: nuove ricerche su caffè, cioccolato ed acqua


di Marco Arezio. Esperto in economia circolare, riciclo dei polimeri e processi industriali delle materie plastiche. Fondatore della piattaforma rMIX

Studio scientifico rivela la presenza diffusa di microplastiche negli oli vegetali: fonti, rischi per la salute, normative UE e sviluppi futuri su alimenti di largo consumo


Le microplastiche sono ormai onnipresenti nell’ambiente, con impatti ancora poco chiari sulla salute umana. Un recente studio condotto dall'Università di Bologna ha rilevato la presenza di microplastiche in diversi oli vegetali destinati al consumo alimentare, tra cui olio extravergine di oliva, olio d'oliva, olio di semi di girasole e oli di semi misti.

La ricerca, pubblicata sulla rivista Food Chemistry, ha evidenziato dati allarmanti: nessun olio analizzato è risultato privo di contaminazione da plastica. Questo studio rappresenta un primo passo verso un’indagine più ampia, che nei prossimi mesi si estenderà anche a caffè, cioccolato e acqua per comprendere meglio la diffusione delle microplastiche negli alimenti di largo consumo.

Cosa sono le microplastiche e perché sono pericolose?

Le microplastiche sono minuscole particelle di materiale plastico, con dimensioni comprese tra 5 mm e 0,1 µm, mentre le nanoplastiche, ancora più piccole e difficili da rilevare, hanno dimensioni comprese tra 0,1 µm e 0,001 µm.

Queste particelle derivano principalmente:

- Dalla frammentazione di oggetti di plastica più grandi.

- Dall’usura di materiali plastici presenti negli impianti di produzione.

- Da processi industriali che coinvolgono polimeri sintetici.

Le microplastiche sono state rinvenute nei mari, nei fiumi, nell’aria e persino negli alimenti e nell’acqua potabile. Studi recenti hanno individuato queste particelle perfino nella placenta umana e nei testicoli, sollevando gravi interrogativi sui possibili effetti sulla fertilità e sulla salute a lungo termine.

Lo studio dell’Università di Bologna sulle microplastiche negli oli

Il team di ricerca dell’Università di Bologna, in collaborazione con colleghi spagnoli, ha analizzato campioni di oli vegetali venduti in Italia e Spagna. Secondo il professor Maurizio Fiorini, co-autore dello studio e docente presso il Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica, Ambientale e dei Materiali (DICAM), l’attenzione si è focalizzata sull’olio extravergine di oliva per la sua ampia diffusione e per il suo ruolo chiave nella dieta mediterranea.

Metodo di analisi delle microplastiche negli oli

Per individuare la presenza di microplastiche negli oli, i ricercatori hanno utilizzato:

- Filtrazione: i campioni sono stati fatti passare attraverso filtri con pori di 5 µm, in grado di trattenere le particelle di plastica.

- Spettroscopia: una tecnica avanzata che ha permesso di identificare il tipo di polimeri presenti e quantificarli con precisione.

I dati raccolti hanno evidenziato una contaminazione diffusa:

- 81,2% delle particelle rinvenute erano frammenti di plastica.

- 77,5% delle microplastiche aveva una dimensione inferiore a 100 µm.

Le principali plastiche identificate erano:

- Polietilene (50,3%), usato nei contenitori alimentari.

- Polipropilene (28,7%), impiegato in tappi e packaging.

- Polietilene tereftalato (PET), materiale delle bottiglie d’acqua.

- Poliammide e PTFE (Teflon), utilizzati nei rivestimenti industriali.

Da dove derivano le microplastiche negli oli?

Uno dei dati più sorprendenti emersi dallo studio riguarda la presenza di microplastiche sia nelle bottiglie di vetro che in quelle di plastica, suggerendo che la contaminazione non dipenda esclusivamente dal packaging.

Le ipotesi più plausibili sulla loro origine sono:

- Processi di lavorazione industriale: durante l’estrazione dell’olio, il prodotto entra in contatto con macchinari e filtri in plastica.

- Contaminazione ambientale: le microplastiche disperse nell’aria possono depositarsi sugli alimenti durante la produzione e il confezionamento.

- Rilascio da materiali di trasporto e stoccaggio, come serbatoi e tubazioni in plastica.

Quanto sono preoccupanti i livelli di microplastiche negli oli?

Lo studio ha riscontrato un'abbondanza media di 1140 x 350 MP/L (particelle di microplastica per litro di olio). Ma quanto è preoccupante questo valore?

Attualmente, non esistono ancora limiti di legge per la quantità di microplastiche tollerabili negli alimenti. La Commissione Europea ha iniziato a stabilire delle metodologie di misurazione, come indicato nella decisione delegata 2024/1441, che integra la direttiva 2020/2184 sulle acque potabili.

Tuttavia, la mancanza di dati certi sugli effetti delle microplastiche sulla salute umana rende difficile stabilire soglie di sicurezza. Come sottolinea il professor Fiorini:

"L’impatto delle microplastiche sulla salute umana è ancora oggetto di studio. Servono metodologie standardizzate per evitare allarmismi e dati più precisi per valutare i reali rischi."

Prossime ricerche: focus su caffè, cioccolato e acqua

Considerata la diffusione delle microplastiche negli oli, l’Università di Bologna ha già pianificato ulteriori ricerche per individuare la loro presenza in altri alimenti di largo consumo, tra cui:

- Cioccolato: uno degli alimenti più trasformati, soggetto a possibili contaminazioni.

- Caffè: sia in polvere che in capsule, con particolare attenzione ai materiali di confezionamento.

- Acqua: elemento essenziale per la vita, su cui saranno stabiliti in futuro limiti normativi precisi.

Conclusioni: serve un intervento urgente

Lo studio dell’Università di Bologna mette in luce un problema sempre più diffuso: le microplastiche stanno contaminando il nostro cibo. La loro presenza negli oli vegetali è solo un tassello di un quadro più ampio che coinvolge molteplici alimenti e bevande di uso quotidiano.

Sebbene gli effetti sulla salute umana siano ancora da chiarire, i dati suggeriscono che il problema non può più essere ignorato. È necessario un intervento normativo per regolamentare i livelli di microplastiche negli alimenti e ridurre l’impatto della plastica lungo tutta la catena produttiva.

Le ricerche future saranno fondamentali per capire quanto le microplastiche influiscano sulla nostra salute e come limitarne la diffusione. Fino ad allora, la consapevolezza del problema e l'adozione di pratiche produttive più sostenibili saranno passi cruciali per affrontare questa emergenza silenziosa.


FAQ

Le microplastiche negli oli sono pericolose per la salute?

Attualmente non esiste una risposta definitiva. Le evidenze suggeriscono possibili effetti su infiammazione, sistema endocrino e fertilità, ma mancano studi longitudinali sull’uomo.

È possibile evitare le microplastiche negli alimenti?

Ridurre l’esposizione è possibile solo parzialmente. Filiera, ambiente e processi industriali rendono la contaminazione diffusa e difficile da eliminare completamente.

Gli oli biologici sono più sicuri?

Non necessariamente. La contaminazione sembra avvenire soprattutto durante la lavorazione e non dipende esclusivamente dalla materia prima.

Il vetro protegge dalla contaminazione?

No. Lo studio dimostra che anche oli confezionati in vetro contengono microplastiche, indicando fonti multiple lungo la filiera.

Le microplastiche possono essere eliminate con la filtrazione domestica?

No. Le dimensioni delle particelle, soprattutto nanoplastiche, rendono inefficaci i sistemi domestici standard.


Fonti Scientifiche e Normative

Food Chemistry – studio sulle microplastiche negli oli vegetali (Università di Bologna, collaborazione internazionale)

Commissione Europea – Decisione Delegata (UE) 2024/1441

Direttiva (UE) 2020/2184 sulle acque potabili

EFSA – valutazioni preliminari sui rischi delle microplastiche negli alimenti

WHO (Organizzazione Mondiale della Sanità) – report su microplastiche in acqua potabile

SAPEA (Science Advice for Policy by European Academies) – Microplastics in food and health

UNEP – report globali sull’inquinamento da plastica

© Riproduzione Vietata

CONDIVIDI

CONTATTACI

Copyright © 2026 - Privacy Policy - Cookie Policy | Tailor made by plastica riciclata da post consumoeWeb

plastica riciclata da post consumo