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1572 CARNEVALE DI SANGUE. CAPITOLO 14: IL SILENZIO DI CALLE DELLA PIETÀ

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Sommario

Nella notte umida di Venezia, Lorenzo attende invano l’arrivo di Elisabetta, la donna che ama e che il destino gli nega. Nella sua casa di Calle della Pietà, il fuoco si spegne lentamente come la speranza, mentre fuori la città tace sotto la pioggia. A pochi chilometri di distanza, in una locanda dimenticata tra la nebbia della laguna, un banchiere trama un accordo mortale con un capitano di ventura spagnolo, uomo temprato da guerre e segreti. Due mondi si sfiorano — l’amore e la cospirazione, la fragilità e il calcolo — mentre la Serenissima nasconde sotto le sue acque tranquille il sordo rumore di un destino che si prepara. Sullo sfondo, la laguna diventa testimone di promesse infrante e di un silenzio che grida vendetta.


Tra l’attesa di un amore proibito e le trame oscure della Serenissima, due destini si intrecciano nella Venezia del Cinquecento, tra passione, inganno e un patto di sangue che cambierà ogni cosa


Racconti. 1572 Carnevale di Sangue. Capitolo 14: Il silenzio di Calle della Pietà

Lorenzo camminava avanti e indietro nella stanza, le mani intrecciate dietro la schiena, lo sguardo fisso sulle fiamme del camino che andavano affievolendosi. Aveva ravvivato il fuoco già tre volte, gettandovi dentro ciocchi di legno e frammenti di bricchetti profumati di resina, ma la luce danzante non bastava a scaldargli il cuore. L’attesa, lunga e immobile, era diventata un tormento. La piccola casa di Calle della Pietà, che di solito gli dava conforto con il profumo di carta, cera e legno di ciliegio, ora gli sembrava una cella.

Fuori, Venezia taceva. Solo il lento sciabordio dell’acqua contro i pali del canale e il cigolio di una gondola lontana rompevano il silenzio. Sul tavolo, accanto alla finestra, la candela si consumava lenta, piegando la fiamma come un fiore stanco. Ogni minuto che passava sembrava dilatarsi, e la voce del vento che filtrava dalle fessure dei vetri soffiava come un sospiro inquieto.

Elisabetta avrebbe dovuto arrivare da un pezzo. Era passata un’ora, poi due, poi tre. La notte si era fatta profonda, e le ombre avevano avvolto le pareti della stanza.

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