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rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Troppi Rifiuti Edili Vengono Smaltiti Illegalmente: Un Problema Globale da Risolvere
Ambiente

Dove Avviene e Perché: Un'Analisi Approfondita delle Aree Più Colpite e delle Cause Dietro lo Smaltimento Illegale di Rifiuti Edilidi Marco ArezioL'industria delle costruzioni è un pilastro fondamentale dell'economia globale, contribuendo significativamente alla crescita e allo sviluppo urbano. Tuttavia, questa stessa industria è anche una delle principali fonti di rifiuti. La gestione dei rifiuti edili è diventata un problema in molte parti del mondo, con una quantità significativa di questi materiali che viene smaltita illegalmente. Questo articolo esplora le ragioni di questo fenomeno, i luoghi dove è più prevalente e le possibili soluzioni per affrontare il problema. La Portata del Problema Secondo stime recenti, l'industria delle costruzioni genera circa il 30% di tutti i rifiuti solidi nel mondo. Questi rifiuti includono materiali come cemento, mattoni, asfalto, legno, vetro e metalli, molti dei quali possono essere riciclati. Tuttavia, una parte significativa di questi rifiuti non viene gestita correttamente e finisce per essere smaltita illegalmente. Questo fenomeno è particolarmente preoccupante in aree urbane ad alta densità, dove lo spazio per le discariche è limitato e la pressione per costruire nuove infrastrutture è alta.Dove Accade Maggiormente Il fenomeno dello smaltimento illegale di rifiuti edili è diffuso a livello globale, ma alcune regioni sono più colpite di altre. Europa In Europa, l'Italia è uno dei paesi dove il problema è particolarmente grave. Secondo il rapporto "Ecomafia 2023" di Legambiente, nel 2022 sono stati registrati oltre 6.000 casi di smaltimento illegale di rifiuti edili. Le regioni più colpite sono quelle del Sud, come la Campania, la Calabria e la Sicilia, dove la presenza della criminalità organizzata facilita queste pratiche illegali. In particolare, la Campania è nota per le attività della Camorra nel settore dei rifiuti, che gestisce il traffico e lo smaltimento illecito di materiali pericolosi, causando gravi danni ambientali. Nord America Negli Stati Uniti, le aree urbane come New York, Los Angeles e Chicago sono particolarmente vulnerabili. Secondo l'Environmental Protection Agency (EPA), nel 2022 sono stati segnalati circa 4.500 casi di smaltimento illegale di rifiuti edili. A New York, l'alta densità abitativa e i costi elevati di smaltimento legale spingono molte imprese a optare per lo smaltimento illegale. Los Angeles, con la sua vasta area metropolitana, vede frequentemente rifiuti edili abbandonati in terreni vuoti o lungo le strade. Asia In Asia, il fenomeno è prevalente in paesi come Cina e India, dove la rapida urbanizzazione ha portato a una crescita esplosiva del settore delle costruzioni. In Cina, secondo il Ministero dell'Ecologia e dell'Ambiente, nel 2022 sono stati identificati oltre 10.000 casi di smaltimento illegale. Nelle grandi città come Pechino e Shanghai, la carenza di discariche autorizzate e la mancanza di un sistema efficiente di gestione dei rifiuti contribuiscono alla diffusione di pratiche illegali. In India, un rapporto del 2022 del Central Pollution Control Board (CPCB) ha rilevato che circa il 40% dei rifiuti edili viene smaltito illegalmente, con città come Delhi e Mumbai particolarmente colpite. Le Cause dello Smaltimento Illegale Le ragioni dietro lo smaltimento illegale di rifiuti edili sono molteplici e complesse: Costi di Smaltimento Elevati Il costo del trattamento e dello smaltimento legale dei rifiuti edili è spesso elevato. Le aziende, per risparmiare, scelgono la strada dell'illegalità, scaricando i rifiuti in aree non autorizzate o affidandosi a operatori non certificati che offrono servizi a basso costo. Regolamentazioni Inadeguate In molti paesi, le normative sulla gestione dei rifiuti edili sono insufficienti o non vengono applicate rigorosamente. Questo crea una lacuna che le aziende possono sfruttare per evitare i costi e le complicazioni del rispetto delle leggi. Scarsità di Infrastrutture La mancanza di strutture adeguate per il riciclo e lo smaltimento dei rifiuti edili è un altro fattore chiave. In molte regioni, non ci sono abbastanza impianti di riciclaggio o discariche autorizzate per gestire il volume di rifiuti prodotti. Corruzione e Criminalità Organizzata La corruzione a livello locale e la presenza della criminalità organizzata giocano un ruolo significativo, soprattutto in paesi come l'Italia. Le mafie vedono nello smaltimento illegale di rifiuti edili un'opportunità per fare profitti ingenti, spesso con la complicità di funzionari corrotti. Le Conseguenze dello Smaltimento Illegale Le conseguenze dello smaltimento illegale di rifiuti edili sono gravi e sfaccettate: Impatti Ambientali Lo smaltimento illegale può causare gravi danni ambientali. I rifiuti edili spesso contengono sostanze tossiche che possono contaminare il suolo e le acque sotterranee, mettendo a rischio la salute pubblica e la biodiversità. Rischi per la Salute L'esposizione a materiali pericolosi presenti nei rifiuti edili può causare problemi di salute, inclusi malattie respiratorie, dermatiti e, in casi estremi, tumori. Le comunità vicine ai siti di smaltimento illegale sono particolarmente a rischio. Danni Economici Lo smaltimento illegale di rifiuti edili rappresenta un costo significativo per le amministrazioni locali, che devono spendere risorse per la bonifica dei siti contaminati. Inoltre, questo fenomeno distorce il mercato, penalizzando le aziende che operano legalmente e rispettano le normative. Possibili Soluzioni Affrontare il problema dello smaltimento illegale di rifiuti edili richiede un approccio integrato e multiforme: Rafforzamento delle Regolamentazioni È essenziale migliorare e applicare rigorosamente le normative sulla gestione dei rifiuti edili. Questo include l'introduzione di sanzioni severe per chi viola le leggi e l'aumento dei controlli e delle ispezioni. Promozione del Riciclo Incentivare il riciclo dei materiali edili può ridurre la quantità di rifiuti da smaltire. Questo può essere realizzato attraverso agevolazioni fiscali per le aziende che adottano pratiche di riciclaggio e la creazione di una rete di impianti di riciclaggio accessibili. Educazione e Sensibilizzazione Educare le imprese e il pubblico sui rischi e le conseguenze dello smaltimento illegale è fondamentale. Campagne di sensibilizzazione possono aiutare a promuovere pratiche sostenibili e a creare una cultura della legalità e del rispetto per l'ambiente. Collaborazione Internazionale La cooperazione tra paesi può aiutare a condividere le migliori pratiche e a sviluppare strategie comuni per affrontare il problema. Organizzazioni internazionali e accordi multilaterali possono giocare un ruolo chiave in questo contesto. Conclusione Lo smaltimento illegale di rifiuti edili è un problema complesso che richiede un'azione coordinata a livello locale, nazionale e internazionale. Affrontare questa sfida è essenziale per proteggere l'ambiente, la salute pubblica e l'economia. Solo attraverso un impegno condiviso e la collaborazione tra governi, imprese e società civile sarà possibile trovare soluzioni efficaci e sostenibili.

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https://www.rmix.it/ - Calcestruzzi Polimerici: Vantaggi, Svantaggi e Preparazione
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Calcestruzzi Polimerici: Vantaggi, Svantaggi e Preparazione
Informazioni Tecniche

Creare un conglomerato cementizio con prestazioni superiori a quelli tradizionali usando i polimeridi Marco ArezioQuando si parla di cemento armato (calcestruzzo), si tende ad immaginare una struttura di grandissima resistenza, dove il cemento fa da collante ad una miscela calibrata, fatta di inerti ed acqua che, con l’aiuto dei ferri di armatura, permette la costruzione di elementi di grande portanza e resistenza. Nella parola stessa, cemento armato, si esprime l’elemento principe che permette di avvolgere gli altri componenti, creando una monolitica struttura. Quindi, il cemento è il mezzo con cui si permette all’impasto di consolidarsi, realizzando gli elementi strutturali che vediamo, come muri, ponti, pavimenti, solai e molte altre cose. Cosa sono i calcestruzzi polimerici Oggi sappiamo che il cemento non è più l’unico elemento che permette un irrigidimento dell’impasto, e non è più quello che permette di raggiunge performances strutturali migliori in assoluto. Infatti nascendo, il calcestruzzo polimerico, esprime resistenze a compressione, a trazione e a flessione, rispetto al calcestruzzo ordinario, maggiori. E’ anche più resistente alla corrosione, agli attacchi chimici e all'usura, il che lo rende adatto per una varietà di applicazioni, tra cui i pavimenti industriali, i ponti, i pannelli da parete, le barriere acustiche, i prefabbricati e molti altri elementi. I calcestruzzi polimerici, noti anche come RPC (Reactive Powder Concrete), sono composti da un'alta percentuale di polveri reattive, aggregati fini, fibre e una minima quantità di acqua. Questo li rende molto più resistenti e duraturi rispetto ai calcestruzzi tradizionali. Ci sono diverse tipologie, tra cui calcestruzzi epossidici, poliestere, acrilici e altro ancora, a seconda del tipo di resina utilizzata. Se prendiamo in esame, per esempio, il calcestruzzo epossidico, possiamo dire che è un tipo di calcestruzzo polimerico in cui una resina epossidica viene utilizzata come legante al posto del tradizionale cemento Portland. Questo legante unisce gli aggregati per formare un materiale molto resistente e duraturo. La resina epossidica offre diversi vantaggi rispetto al cemento tradizionale. Innanzitutto, è estremamente resistente agli agenti chimici, il che rende il calcestruzzo epossidico un'ottima scelta per applicazioni in ambienti aggressivi, come strutture di trattamento delle acque, depositi di prodotti chimici e strutture industriali dove potrebbe esserci esposizione a sostanze chimiche corrosive. Inoltre, la resina epossidica può fornire un legante più forte e più flessibile rispetto al cemento tradizionale, in quanto può resistere a carichi di trazione e a prevenire crepe e rotture. Questo rende il calcestruzzo epossidico una scelta popolare per applicazioni come pavimentazioni industriali, riparazioni di strutture in calcestruzzo e rivestimenti di protezione. Come bilanciare gli inerti con la resina episodica nei calcestruzzi Il processo di bilanciamento degli inerti con la resina epossidica nei calcestruzzi epossidici è cruciale per ottenere le proprietà desiderate del calcestruzzo. Questo può variare in base a diversi fattori, come l'applicazione specifica, la tipologia di resina epossidica utilizzata, e le proprietà degli inerti stessi. Un modo comune per bilanciare la resina epossidica con gli inerti è attraverso un processo di prove, in cui vengono effettuati diversi campioni con diverse proporzioni di resina e inerti, fino a trovare la miscela che fornisce le proprietà desiderate. Tuttavia, ci sono anche alcune linee guida generali che possono essere seguite. Ad esempio, per un calcestruzzo epossidico standard, la quantità di resina può essere tra il 10% e il 20% in peso della miscela totale. Gli inerti, che possono includere sabbia, ghiaia e altri materiali simili, costituiranno quindi la maggior parte della miscela. È importante anche considerare le proprietà specifiche degli inerti e della resina epossidica. Ad esempio, alcuni inerti possono avere un'alta assorbenza, il che significherebbe che potrebbero richiedere più resina per assicurarsi che tutti gli elementi siano completamente ricoperti. Infine, il bilanciamento di resina e inerti può anche essere influenzato dalla tecnica di miscelazione utilizzata, e quindi potrebbe essere necessario ricalibrare le proporzioni per ottenere la consistenza desiderata, assicurandosi che il calcestruzzo possa essere lavorato correttamente. Come realizzare un impasto corretto per ottenere un calcestruzzo epossidico La preparazione di un impasto corretto per il calcestruzzo epossidico richiede attenzione e cura. La scelta della resina epossidica e degli inerti (come sabbia e ghiaia) è cruciale, infatti questi devono essere di alta qualità e adatti all'applicazione specifica. La proporzione tra la resina epossidica e gli inerti può variare in base all'applicazione specifica e alle proprietà desiderate del calcestruzzo, come abbiamo visto. Prima di tutto sarà necessario miscelare la resina epossidica con l'indurente secondo le istruzioni del produttore. Successivamente, si aggiungeranno lentamente gli inerti, assicurandoti che siano completamente ricoperti dalla resina. Si continuerà a mescolare fino a ottenere una consistenza omogenea. In questa operazione sarà importante utilizzare attrezzature appropriate per evitare l'esposizione degli operatori ai fumi della resina. Una volta miscelato, il mix di calcestruzzo epossidico dovrebbe essere collocato nell'area o nella forma desiderata il più velocemente possibile, dato che l'epossidico inizia a indurire non appena viene miscelato con l'indurente. Una volta che il calcestruzzo epossidico sarà stato collocato, dovrebbe essere lasciato a indurire il tempo necessario, che può essere variabile a seconda della specifica resina utilizzata, ma di solito richiede almeno 24 ore. Resistenza al fuoco dei calcestruzzi polimerici Come tutte le medaglie, anche il calcestruzzo polimerico ha un lato di gran qualità, come abbiamo visto, ma ha anche un lato da non sottovalutare, che si esprime nella bassa resistenza al fuoco. Infatti, il comportamento al fuoco dei calcestruzzi polimerici non è altrettanto studiato quanto quello dei calcestruzzi tradizionali. Tuttavia, i materiali polimerici in genere tendono a essere più sensibili al calore e alle fiamme rispetto ai materiali inorganici come il cemento. Uno dei problemi principali è che, a temperature elevate, i legami chimici tra le molecole di polimero possono rompersi, causando la decomposizione del materiale. Questo può portare alla formazione di gas tossici e può innescare un collasso strutturale. Sarebbe importante, quindi, eseguire ulteriori ricerche per comprendere meglio come migliorare la resistenza al fuoco dei calcestruzzi polimerici, con l'aggiunta di additivi ignifughi o l'uso di tecniche di progettazione per ridurre l'impatto del calore sul materiale.

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https://www.rmix.it/ - Desalinizzazione dell’Acqua con l’Energia Solare in Oman
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Desalinizzazione dell’Acqua con l’Energia Solare in Oman
Ambiente

Il più grande parco solare per un progetto di produzione di acqua potabile desalinizzata.di Marco ArezioIl problema dell’accesso all’acqua potabile lo stanno vivendo, sempre con maggiore preoccupazione, anche le popolazioni che abitano territori e nazioni che, storicamente, avevano abbondanza di precipitazioni e non avevano carenza di acqua nelle falde. I cambiamenti climatici hanno scoperto il grande problema della penuria di una risorsa fondamentale nella nostra vita, che è l’acqua potabile, problema che avevamo relegato nelle nostre menti come appartenente alle aree geografiche in cui le precipitazioni piovose erano sempre state scarse od assenti. Per mettere a disposizione l’acqua, tutto l’anno, in aree siccitose (che sono o che lo diventeranno), si ricorre alla desalinizzazione dell'acqua del mare, attraverso impianti che hanno bisogno di molta energia. Nell’ottica della decarbonizzazione, questa energia deve arrivare da fonti rinnovabili, in modo che l’impatto ambientale sia nullo, impiegando quindi l'energia l’eolica o solare. Secondo quanto riportato da TotalEnergy, la società ha firmato con Veolia un accordo per avviare la costruzione del più grande parco a energia solare fotovoltaica (FV), che fornisce energia per un impianto di desalinizzazione in Oman, nella città di Sur. La centrale sarà situata sul sito di desalinizzazione di Sharqiyah, un punto importante in Oman e nella regione del Golfo, che fornisce acqua potabile a oltre 600.000 abitanti.Questo progetto solare da 17 megawatt di picco (MWp), sarà il primo del suo genere ad essere installato nella regione. Produce annualmente oltre 30.000 megawattora (MWh) di elettricità verde, ovvero più di un terzo del consumo giornaliero dell'impianto di desalinizzazione, consentendo di evitare quasi 300.000 tonnellate di emissioni di CO2. Ciò è in linea con la strategia energetica nazionale dell'Oman di convertire il 30% del suo consumo di elettricità in fonti rinnovabili entro il 2030. L'impianto sarà dotato di oltre 32.000 pannelli solari ad alta efficienza e utilizzerà un innovativo sistema di tracciamento est-ovest per aumentare l'energia produzione. Si estenderà su una superficie di 130.000 metri quadrati, pari a circa 18 campi da calcio. “In Veolia, ci impegniamo a portare la trasformazione ecologica nel settore idrico per i nostri clienti, siamo felici di avviare la costruzione dell'impianto solare sulla nostra unità di desalinizzazione nella città di Sur, per poterlo alimentare con l'elettricità verde, riducendo drasticamente la sua impronta di carbonio, ha affermato Estelle Brachlianoff, amministratore delegato di Veolia.In qualità di uno degli attori chiave del settore idrico dell'Oman, Veolia è pienamente impegnata a raggiungere gli obiettivi di sostenibilità della Vision 2040 dell'Oman, per le comunità e le industrie del paese e il nostro progetto solare con TotalEnergies va in questa direzione". “Questo progetto è in linea con la nostra strategia per sviluppare le energie rinnovabili in Medio Oriente e fornire ai nostri clienti soluzioni energetiche pulite, affidabili e convenienti. Ci impegniamo ad aiutare Veolia a decarbonizzare le sue attività, basandoci sulla nostra solida esperienza nell'implementazione di soluzioni per l’energia rinnovabile in strutture altamente tecniche e complesse. In qualità di azienda multi-energetica globale, il nostro obiettivo è contribuire allo sviluppo delle energie rinnovabili in Oman e nella sua regione", ha affermato Vincent Stoquart, Senior Vice President Renewables di TotalEnergies. Veolia sta implementando soluzioni per ottimizzare l'efficienza energetica delle sue attività di desalinizzazione, compreso il suo impianto di desalinizzazione di Sharqiyah. Il Gruppo, in collaborazione con TotalEnergies, ha deciso di compiere un ulteriore passo verso la trasformazione verde, utilizzando le energie rinnovabili per alimentare l'impianto al posto dei combustibili fossili. TotalEnergies mira ad assistere i paesi produttori nella costruzione di un futuro più sostenibile, attraverso un migliore utilizzo delle risorse naturali del paese, inclusa l'energia solare, che migliorerà direttamente l'accessibilità di un'elettricità più pulita, più affidabile e più conveniente.

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https://www.rmix.it/ - I Prodotti Online e il Greenwashing: Come Difendersi da un Fenomeno in Aumento
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare I Prodotti Online e il Greenwashing: Come Difendersi da un Fenomeno in Aumento
Management

Il commercio online sta avanzando in modo prepotente nelle abitudini dei consumatori, forte di alcune peculiarità che aiutano il fenomenodi Marco ArezioVelocità di consegne, semplicità nell’acquisto, cataloghi molto ampi, economicità dei prezzi e comodità rispetto all’acquisto in un negozio fisico, specialmente in periodi come questi dove vi sono restrizioni nella mobilità. Una corsa alle vendite on line è fatta anche da produttori di articoli che fino a poco tempo fa non utilizzavano questo canale e, quindi, il bacino dell’offerta è diventato veramente enorme. Tra migliaia di offerte per articoli simili, il marketing ha affinato tecniche persuasive verso i clienti sapendo cosa i consumatori si aspettano di trovare in un prodotto. La Commissione Europea e le autorità nazionali di tutela dei consumatori hanno indagato sulle offerte di alcuni prodotti nel mercato on line e hanno notato una massiccia presenta di messaggi fuorvianti, esagerati e, a volte, falsi, in merito al greenwashing. Poiché i consumatori che utilizzano il servizio degli acquisti on line sono anche clienti che richiedono generalmente prodotti più sostenibili, le informazioni sui prodotti in vendita da parte dei produttori o la pubblicità sull’articolo, sono spesso intrise di affermazioni che richiamano la sostenibilità e la riciclabilità dello stesso. Termini come riciclato, verde, green economy, ecologico, biologico, impatto zero, e molti altri spesso si trovano sulle confezioni ma, in realtà, non rispecchiano sempre la filiera produttiva dell’articolo, dando al cliente informazioni non corrette e senza supportare le affermazioni con prove. Uno studio della Comunità Europea ha valutato 344 dichiarazioni di sostenibilità "apparentemente dubbie" fatte online dalle aziende, la maggior parte delle quali nei settori dell'abbigliamento e dei tessuti, dei cosmetici, della cura della persona e delle apparecchiature domestiche. Nel 42% dei casi le autorità di controllo nazionali hanno appurato che le affermazioni stampate sugli imballi fossero false, ingannevoli o potenzialmente ingannevoli per i consumatori, quindi da considerare come una pratica sleale secondo il diritto dell’Unione Europea. Queste informazioni che il consumatore trova sugli imballi non sono sufficienti per permettere una corretta scelta del prodotto e, nel 37% dei casi, vengono utilizzati termini volutamente vaghi senza dati a supporto chiari e certificati. Il commissario europeo per la giustizia Didier Reynders, ha affermato che mentre alcune aziende si sforzano di produrre prodotti realmente eco-compatibili, altre prendono una strada più breve e senza costi, attraverso l’uso di affermazioni vaghe, false o esagerate. Per parlare di un settore in cui il fenomeno è sotto gli occhi di tutti, possiamo citare il comparto della produzione e raffinazione dei carburanti fossili, le cui società stanno spendendo enormi risorse economiche per crearsi una reputazione più verde. Ma interessante è anche notare, per esempio, le informazioni che i consumatori possono trovare su un flacone di detersivo, in cui si legge spesso la frase: Prodotto Riciclabile. Non vi è dubbio che sia una affermazione corretta, un flacone in HDPE fatto con polimero vergine è riciclabile, ma è fuorviante, se anche abbinato a sigle o disegni che fanno immaginare la natura e la cura dell’ecosistema, inducendo il consumatore ad acquistare un flacone che non segue i principi dell’economia circolare. Infatti, il flacone per rispettare i canoni della circolarità delle materie prime deve essere fatto in plastica riciclata e, sull’etichetta, ci dovrà essere riportata una frase simile a: flacone fatto con materiale riciclato che può essere riciclato nuovamente. La Commissione Europea ha inviato agli stati membri un avviso di attenzione verso queste pratiche scorrette con l’esortazione di vigilare e punire chi trasgredisce le regole. Da parte del consumatore è sempre importante informarsi prima di effettuare un acquisto, cercando di farsi un quadro chiaro di cosa è riciclato, riciclabile o falsamente tale, mettendo a confronto più prodotti e le informazioni che i produttori distribuiscono al mercato.

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https://www.rmix.it/ - rNEWS: DS Smith ha un Nuovo Amministratore Delegato per la Divisione Riciclo
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare rNEWS: DS Smith ha un Nuovo Amministratore Delegato per la Divisione Riciclo
Notizie Brevi

La multinazionale DS Smith si occupa dei servizi di riciclo della carta in 14 paesi al mondo con 3500 dipendenti e 16 cartiere, producendo ogni anno 5 milioni di tonnellate di prodotti in carta, attraverso questa intervista conosciamo il nuovo amministratore delegato del settore riciclo.Rogier Gerritsen in qualità di nuovo amministratore delegato della divisione Recycling di DS Smith è responsabile delle operazioni di riciclaggio in tutta Europa.Cosa ti ha attratto del ruolo di amministratore delegato della nostra divisione riciclaggio? Dopo aver lavorato in entrambe le divisioni Carta e Imballaggio, non ho potuto dire di no a questa fantastica opportunità. Ho sempre ammirato il nostro modello di business circolare e la divisione Recycling gioca un ruolo così cruciale in questo aiutando i nostri clienti a migliorare il loro riciclaggio e ridurre i loro rifiuti, mantenendo i materiali in uso il più a lungo possibile. Questo è solo uno dei modi in cui stiamo creando l'economia circolare, riducendo al minimo l'impatto sul mondo che ci circonda. Sono entusiasta di svolgere un ruolo nel contribuire a creare un futuro più sostenibile per la nostra attività, i nostri clienti e l'ambiente. Cosa vorresti ottenere nel tuo nuovo ruolo? Durante le mie prime settimane, ho avuto il grande piacere di incontrare molte delle persone appassionate e competenti del nostro team che hanno a cuore la nostra attività, vogliono fare la differenza e hanno l'esperienza necessaria. Voglio che siamo in grado di condividere ancora di più la nostra esperienza e competenza e aiutare i nostri clienti con le loro sfide nel riciclo qualunque esse siano: raggiungere gli obiettivi del riciclo, migliorare le prestazioni o raggiungere gli obiettivi di sostenibilità. Cosa ti rende orgoglioso del tuo nuovo ruolo? La nostra missione è garantire che il riciclo dei nostri clienti sia realmente riciclato e credo fermamente che possiamo fare la differenza nella maggior parte dei mercati in cui operiamo. Sono particolarmente orgoglioso che abbiamo la responsabilità di fornire la massima qualità possibile di materiali riciclati ai nostri impianti e una rete di aziende partner di fiducia in tutto il mondo. Vorrei che usassimo le nostre capacità, passione, processi e impronta per aiutare i nostri clienti e dare forma al nostro intero settore. Cosa ti stimola fuori dal lavoro? Ci tengo molto a fare la differenza e penso che sia davvero importante investire nelle nostre generazioni future, condividere conoscenze ed esperienze per assicurarci che ne traggano vantaggio. Per me, questo inizia con la mia famiglia. Di recente sono stato in grado di aiutare mio figlio con un compito scolastico sulla sostenibilità condividendo esempi di sostenibilità in azione dal mio lavoro presso DS Smith. Mi riempie di orgoglio che presto tutti coloro che lavorano per DS Smith potranno condividere le loro conoscenze ed entusiasmo in questo modo. Lo scorso settembre è stata lanciata  la strategia di sostenibilità Now and Next, cosa possono aspettarsi i nostri clienti da questo? Sono davvero entusiasta del lancio della nostra nuova strategia di sostenibilità Now and Next. Questo è il nostro impegno a livello aziendale che mira ad affrontare le sfide di sostenibilità che stiamo affrontando oggi, così come quelle che avranno un impatto sulle nostre generazioni future. Uno degli obiettivi principali per me è che entro il 2030 coinvolgeremo 5 milioni di giovani nell'economia circolare e negli stili di vita circolari. Vedo già questa strategia prendere vita in tutta Europa e, come ho già detto, mi sta anche aiutando con i compiti scolastici di mio figlio! Molti dei nostri clienti sono sempre stati interessati alle nostre iniziative di sostenibilità e ora questo approccio è  in crescita. Lavoreremo insieme a partner e ai clienti per sviluppare strategie completamente circolari, dalla progettazione alla produzione, dalla fornitura al riciclaggio. Credo davvero che collaborando con i nostri clienti, comunità, governi e influencer, possiamo fare la differenza insieme. Cosa diresti ai tuoi clienti sulle sfide che stanno affrontando in questo momento? Le pressioni sulla sostenibilità sulle aziende sono aumentate in modo significativo negli ultimi due anni. Nonostante la pandemia da COVID-19, c'è ancora l'aspettativa che le organizzazioni di tutti i tipi non dovrebbero limitarsi solo a ridurre al minimo il loro impatto sul mondo naturale, ma dovrebbero sforzarsi, ove possibile, di creare un impatto positivo sulle persone e sul pianeta. La sostenibilità è al centro del nostro modello di business ed è il fulcro del nostro scopo di "Ridefinire il packaging per un mondo che cambia". Grazie al nostro modello di business unico, siamo coinvolti in ogni punto di contatto del ciclo di fornitura dei nostri clienti e possiamo guidarli nell'adozione di pratiche e soluzioni sostenibili a lungo termine. Personalmente non vedo l'ora di lavorare a stretto contatto con tutti i nostri clienti e potenziali clienti in tutta Europa e mostrare come DS Smith può avere un impatto positivo sul raggiungimento dei loro obiettivi di riciclaggio, obiettivi aziendali e obiettivi ambientali.by DS Smith

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Notizie Brevi

Economia Circolare NEWS: Lo Spazio Dedicato all'Economia CircolareEconomia Circolare NEWS è lo spazio informativo, creato all'interno del blog che mette in evidenza, senza veli o filtri, gli articoli ritenuti interessanti riferiti alle aziende nel campo dell'economia circolare.Gli articoli avranno un taglio divulgativo, non commerciale e saranno scelti tra quelli pubblicati in rete che siano aderenti allo spirito del portale così da creare un contenuto indipendente a disposizione dei clienti. Agli iscritti della piattaforma è possibile intervenire alla vita di questa sezione attraverso la pubblicazione di un articolo, in modo gratuito, nel rispetto delle regole di divulgazione senza fini commerciali. Nell'articolo pubblicato verranno sempre citate le fonti e l'autore, che rimarrà proprietario dei contenuti. La direzione si riserva la facoltà di accettare, ridurre o escludere articoli se questi non sono in linea con lo spirito del portale. Se desideri inviare un articolo per la pubblicazione inviaci un'email con il testo e una foto. Buona lettura!Categoria: notizie - plastica - economia circolare - rifiuti 

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Slow Life

In Natura, l'azione e la reazione sono continue. Tutto è legato a tutto.Niente è separato. Tutto è collegato, interdipendente.Ovunque, ogni cosa è collegata a tutte le altre.Ogni domanda riceve una risposta che le corrisponde.Svami Prajnanapada

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Notizie Brevi

La comunicazione a firma del CEO del gruppo Snetor. Emmanuel Aubourg, che rende noto al mercato la doppia acquisizione di società operanti nel campo dei polimeri in EuropaSiamo lieti di confermare, in qualità di partner privilegiato, l'acquisizione da parte del Gruppo Snetor di Gazechim Plastics il 27 luglio 2020.   Questa operazione arriva ad appena una settimana dall'acquisizione del 70% di Tecnopol Spa in Italia e Spagna da parte del Gruppo Snetor.   Valori condivisi e una visione comune Il Gruppo Snetor e Gazechim Plastics sono due aziende a conduzione familiare con la stessa cultura aziendale e valori condivisi in cui la dimensione umana e le relazioni basate sulla fiducia sono al centro delle decisioni e delle organizzazioni. Fortemente legati agli stretti legami con i nostri partner, condividiamo anche le stesse ambizioni: creare valore per i nostri clienti e fornitori e diventare un attore chiave nella distribuzione di materie plastiche in Europa. Da questa operazione nasce un gruppo che rappresenterà oggi un perimetro di aziende che impiegano quasi 300 dipendenti per un fatturato consolidato di 1,2 miliardi di euro, presenti in Europa, Africa, Stati Uniti e America Latina. Ad oggi, Gazechim Plastics opera nel continente europeo attraverso 7 filiali che coprono le seguenti zone: Francia, Italia, Regno Unito, Benelux, Iberica, Romania e Norden. Un attore chiave in Europa Con queste 2 operazioni, Snetor diventa un player paneuropeo in grado di offrire una soluzione globale a tutti i suoi partner attraverso diversi canali di distribuzione a seconda del Paese e di perseguire la sua strategia di prossimità e impegno nei confronti dei propri clienti e fornitori ovunque si trovino. Orgogliosi e attenti ai rapporti duraturi che intratteniamo con voi, i nostri team continueranno a collaborare con voi sui progetti dei nostri clienti, con la stessa professionalità e livello di rigore e qualità del servizio.

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https://www.rmix.it/ - EPDM Riciclato: Da Dove Viene e Cosa E’
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare EPDM Riciclato: Da Dove Viene e Cosa E’
Informazioni Tecniche

Vediamo cosa sono i polimeri in EPDM, quelli miscelati con il PP e quali sono le fonti del loro riciclo. di Marco ArezioNel mondo dei polimeri, la gomma EPDM viene definita terpolimero, perché ottenuta dalla copolimerizzazione dell’etilene, del propilene e da un monomero di diene. Nell’analisi dei componenti dell’EPDM, il valore dell’etilene può essere rappresentato da una percentuale che varia dal 45 al 75. Questo lasso percentuale incide sulle caratteristiche della miscela di gomma, infatti maggiore è la percentuale di etilene e migliori saranno la lavorabilità, il caricamento e l’estrusione. Per quanto riguarda la vulcanizzazione a base di perossido delle miscele in gomma EPDM, queste si caratterizzano con una maggiore densità di reticolazione rispetto ad altri polimeri analoghi. L’EPDM si presta egregiamente anche a blends con il polipropilene, in quanto ha una rigidità e una temperatura di rammollimento elevata, compatibili con entrambi i polimeri. Le caratteristiche tecniche delle miscele tra PP ed EPDM dipendono dal grado di miscelazione dei componenti, infatti, con una percentuale di PP intorno al 90% si ottengono le stesse caratteristiche tecniche del PP originale, ma con una rigidità ed una temperatura di rammollimento inferiori. Di contro le miscele che conterranno una percentuale di PP intorno al 40%, presenteranno le caratteristiche tipiche di una gomma termoplastica. Inoltre la scelta della tipologia di polipropilene, se homopolimero o copolimero, cambieranno le caratteristiche finali della miscela. Quali sono le proprietà dell’EPDM? I prodotti in EPDM hanno una buona resistenza all’acqua calda e fredda, resistenza al calore, all’ozono, agli agenti atmosferici e al vapore. Di contro, hanno una bassa resistenza alla benzina, al cherosene, agli idrocarburi aromatici alifatici, ai solventi e agli acidi concentrati. Quali sono gli impieghi? L’utilizzo più comune dell’EPDM è sicuramente il settore dell’automotive, dove viene impiegato per i seguenti principali prodotti: • guarnizioni di porte • finestrini • bagagliai • parabrezza Nel settore dell’edilizia: • membrane dei tetti • geomembrane per laghetti • miscelati con poliuretani vengono impiegati su pavimenti, tetti, asfalto, mattoni e legno • per creare pavimenti non scivolosi • guarnizioni per infissi Nel settore degli elettrodomestici ed degli impianti: • frigoriferi • radiatori • cinghie • lavatrici • tubi • isolamento elettrico Come si ricicla l’EPDM?I prodotti in EPDM possono derivare dal settore industriale, espressi in scarti di lavorazione, oppure dal settore civile, come scarti della raccolta differenziata. In entrambi i casi gli oggetti da riciclare devono essere preventivamente analizzati in quanto potrebbero contenere materiali diversi dal solo EPDM. Per esempio, il riciclo dei paraurti delle auto, deve essere preceduto da una lavorazione per togliere eventuali dati o viti che potrebbero essere contenuti nel prodotto, oppure, nel campo del post consumo, i paraurti potrebbero presentare verniciature dannose alla qualità finale della materia prima da riciclare. Inoltre, spesso, nell’industria dell’automotive, i componenti in EPDM potrebbero avere degli isolanti attaccati come, per esempio, il polietilene reticolato che peggiora la qualità dello scarto da lavorare. L’EPDM riciclato viene utilizzato, normalmente, sotto forma di macinato in diverse forme dimensionali, ma anche come granulo adatto agli estrusori o alle presse ad iniezione. Categoria: notizie - tecnica - plastica - riciclo - EPDM

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https://www.rmix.it/ - Il Riciclo delle Pellicole Radiografiche, Fotografiche e Cinematografiche
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Il Riciclo delle Pellicole Radiografiche, Fotografiche e Cinematografiche
Economia circolare

Dalla Storia alla Pratica Attuale: Approfondimenti sui Materiali e Processi Tecnici del Riciclo delle Pellicoledi Marco ArezioLe pellicole radiografiche, fotografiche e cinematografiche hanno una storia ricca e affascinante, ma insieme a questa storia c'è anche un impatto ambientale significativo dovuto alla loro produzione e smaltimento. In questo articolo, esploreremo in modo approfondito i materiali che compongono queste pellicole e i processi tecnici utilizzati nel loro riciclo, con l'obiettivo di fornire una visione chiara e dettagliata delle sfide e delle opportunità legate alla gestione sostenibile di questi materiali. Storia delle PellicoleLe pellicole radiografiche, fotografiche e cinematografiche hanno una storia ricca e affascinante, che abbraccia ambiti diversi come l'arte, la medicina e l'intrattenimento.Le pellicole hanno avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo della fotografia e del cinema. Le prime pellicole fotografiche furono create alla metà del XIX secolo, aprendo la strada a una nuova era di registrazione delle immagini. Nel mondo del cinema, il primo film realizzato su pellicola fu "La sortie de l'usine Lumière à Lyon" dei fratelli Lumière nel 1895, seguito da altri capolavori come "Viaggio nella Luna" di Georges Méliès nel 1902. Utilizzo nel Mondo MedicoLe pellicole radiografiche hanno rivoluzionato anche il campo della medicina, consentendo di visualizzare l'interno del corpo umano in modo non invasivo. Le prime lastre radiografiche furono utilizzate da Wilhelm Conrad Roentgen nel 1895, quando scoprì i raggi X. La sua famosa immagine di una mano con un anello di moglie visualizzata su una lastra radiografica rimane un'icona nella storia della medicina. Composizione delle PellicoleLe pellicole radiografiche, fotografiche e cinematografiche sono generalmente costituite da una base di plastica (solitamente poliestere) rivestita con uno strato di emulsione sensibile alla luceQuesta emulsione contiene sostanze chimiche fotosensibili e, nelle pellicole fotografiche e cinematografiche, possono essere presenti anche coloranti e additivi per migliorare la qualità dell'immagine. Processo di RicicloIl riciclo delle pellicole è un processo complesso che richiede attrezzature e tecnologie specializzate. I passaggi principali includono: Raccolta e Separazione: Le pellicole usate vengono raccolte e separate da altri materiali. Rimozione della Base Plastica: La base di plastica viene separata dall'emulsione fotosensibile. Questo può essere fatto attraverso processi meccanici o chimici. Recupero dei Metalli Preziosi: Le pellicole contengono spesso metalli preziosi come l'argento, che possono essere recuperati attraverso processi di estrazione chimica. Trattamento delle Sostanze Chimiche: Le sostanze chimiche presenti nelle pellicole devono essere trattate in modo sicuro per evitare l'inquinamento dell'ambiente. Questo può includere processi di neutralizzazione o distruzione chimica. Materiali RiciclatiI materiali recuperati durante il processo di riciclo delle pellicole possono essere utilizzati per una varietà di scopi. La plastica può essere riciclata per produrre nuove pellicole o altri prodotti in plastica, mentre i metalli preziosi possono essere utilizzati nell'industria elettronica o della gioielleria. Produzione e Riciclo AttualiNonostante i benefici ambientali del riciclo delle pellicole, attualmente solo una piccola percentuale di queste viene effettivamente riciclata. Le sfide includono la mancanza di infrastrutture specializzate e la complessità dei materiali, che rendono il processo di riciclo costoso e complesso. ConclusioniIn conclusione, il riciclo delle pellicole radiografiche, fotografiche e cinematografiche è un passo importante verso la sostenibilità ambientale delle industrie che le producono. Tuttavia, sono necessari investimenti in ricerca e infrastrutture per migliorare i tassi di riciclo e promuovere pratiche più sostenibili. Con un impegno collettivo, possiamo ridurre l'impatto ambientale di queste pellicole e garantire un futuro più pulito per il nostro pianeta.

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https://www.rmix.it/ - Henri Victor Regnault il Primo Padre del PVC
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Henri Victor Regnault il Primo Padre del PVC
Informazioni Tecniche

Lo scoprì inconsapevolmente lavorando l’olio olandese riscaldatodi Marco ArezioHenri Victor Regnault viene difficilmente associato alla scoperta del PVC la quale è stata attribuita nel 1872 al chimico tedesco Eugen Baumann riprendendo i suoi esperimenti. Lo scienziato francese nacque nacque il 21 luglio 1810 ad Aix-la-Chapelle, in Francia ed in tenera età perse entrambi i genitori. Lui e la sorella furono affidati ad una copia, amica dei genitori, che se ne prese cura e ne seguì le sorti scolastiche. Dopo gli studi universitari in chimica, Regnault decide di viaggiare in l’Europa per compiere studi ed esperimenti nei siti minerari della Svizzera, Germania e in Belgio tra gli anni 1834 e 1835. L’11 Dicembre del 1840 fu nominato dall’Accademia delle scienze Francesi professore di chimica, incarico che ricoprì per circa 30 anni. Lo scienziato si dedicò allo studio delle sostanze e delle loro miscele, creando in trent’anni una approfondita raccolta di dati relativi alle proprietà dei composti, come densità e compressibilità di gas e liquidi, capacità di calore e coefficienti di dilatazione di gas, pressioni di vapore e velocità del suono. Questi studi lo portano ad essere considerato come probabilmente il più grande sperimentatore del diciannovesimo secolo. Una tra le tante ricerche fatte, una in particolare riguardava lo studio di un liquido oleoso formato dalla clorazione dell’etilene (chiamato allora gas olefiante), che divenne famoso sotto il nome di liquore olandese. Questo composto venne per la prima volta scoperto dai chimici olandesi Johann Rudolph Deiman, Adrien Paets van Troostwijk, Nicolas Bondt e Anthoni Lauwerenburgh sulla quale in seguito ci lavorarono molti chimici del tempo. Regnault tentò di decomporre l’olio olandese riscaldandolo con una soluzione alcolica di idrossido di potassio, ottenendo il monomero di cloruro di vinile. Lo scienziato non aveva ancora ben chiaro dove i suoi studi lo stessero portando, quando annotava la realizzazione di una polvere bianca, che sarebbe stata successivamente identificata come polivinilcloruro (PVC), avendo lasciato il nuovo composto accidentalmente esposto alla luce solare. Nonostante la scoperta scientifica non fu attribuita allo scienziato Francese non vi è dubbio che questa posò le basi per le future ricerche e perfezione delle ricette del PVC.Categoria: notizie - tecnica - plastica - PVC - storia foto: Pollution chimique

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https://www.rmix.it/ - Il Fascino del Riciclo della Seta
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Il Fascino del Riciclo della Seta
Economia circolare

Un viaggio nella circolarità tessile dove la seta è da sempre regina di Marco ArezioIl mondo del tessile si immerge sempre più nella circolarità, cercando soluzioni sostenibili per ridurre l'impatto ambientale dell'industria della moda. Tra le molte fibre naturali, la seta si distingue per la sua bellezza e la sua versatilità, tuttavia, anche questo tessuto lussuoso può essere parte integrante dell'economia circolare. In questo articolo, esploreremo il processo di riciclo della seta, dall'inizio alla fine, per comprendere come questa antica fibra possa trovare nuova vita attraverso pratiche sostenibili. Il Ciclo di Vita della Seta La seta ha una storia ricca e affascinante, che inizia con il baco da seta e continua attraverso la filatura, la tessitura e la produzione di capi pregiati. Tuttavia, quando i tessuti di seta raggiungono la fine della loro vita utile, invece di essere considerati rifiuti, possono essere trasformati in risorse preziose attraverso il riciclo. Il Processo di Riciclo della SetaIl processo industriale di riciclo della seta coinvolge diversi passaggi chiave per trasformare i tessuti di seta usati in fibre riutilizzabili. Vediamo una panoramica dei principali passaggi industriali: Raccolta e Selezione dei Tessuti Usati: Il primo passo consiste nella raccolta dei tessuti di seta usati da varie fonti, come abiti vecchi, scarti di produzione e tessuti d'arredamento. Questi tessuti vengono quindi selezionati e classificati in base alla qualità, al colore e alla composizione. Pulizia e Pretrattamento: I tessuti raccolti possono contenere sporco, macchie o altri contaminanti che devono essere rimossi prima del processo di riciclo. Pertanto vengono sottoposti a un processo di pulizia e pretrattamento per eliminare qualsiasi residuo indesiderato. Destrutturazione dei Tessuti: Dopo la pulizia, i tessuti vengono destrutturati per separare le fibre di seta dalle altre componenti del tessuto, come il cotone o il poliestere. Questo processo può avvenire meccanicamente, utilizzando macchinari appositi che rompono e separano il tessuto in fibre più piccole, oppure chimicamente, mediante l'uso di solventi o altre sostanze chimiche per dissolvere o disgregare le componenti non desiderate. Filatura delle Fibre: Le fibre di seta estratte vengono quindi filate per creare filati utilizzabili nella produzione di nuovi tessuti. Questo processo può avvenire utilizzando metodi tradizionali di filatura a mano o macchinari industriali più moderni, a seconda delle esigenze e delle capacità del produttore. Tessitura o Maglieria: I filati di seta riciclata vengono infine tessuti o lavorati a maglia per creare nuovi tessuti o capi di abbigliamento. Questo passaggio può includere la produzione di tessuti per abbigliamento, biancheria per la casa, accessori e molto altro ancora. Finitura e Trattamenti Aggiuntivi: Una volta completata la tessitura o la maglieria, i tessuti possono essere sottoposti a ulteriori trattamenti per migliorarne le proprietà o l'aspetto. Questi trattamenti possono includere il lavaggio, la tintura, la stampa o la rifinitura per conferire al tessuto la texture desiderata o per aggiungere caratteristiche speciali. Questi passaggi industriali rappresentano una panoramica generale del processo di riciclo della seta. Tuttavia, è importante notare che le pratiche specifiche possono variare a seconda delle tecnologie e delle preferenze dei produttori, ma l'obiettivo finale rimane quello di trasformare i tessuti di seta usati in risorse preziose e sostenibili. Applicazioni del Tessuto RiciclatoIl tessuto di seta riciclata può essere utilizzato in una vasta gamma di applicazioni, che vanno dall'abbigliamento alla biancheria per la casa e agli accessori. Grazie alle sue proprietà naturali, come la morbidezza e la traspirabilità, la seta riciclata offre un'alternativa sostenibile ai tessuti vergini senza compromettere lo stile o la qualità. Benefici Ambientali e SocialiIl riciclo della seta porta con sé una serie di benefici ambientali e sociali. Riduce la dipendenza dalle risorse naturali limitate, come il guscio di baco da seta, e contribuisce a ridurre i rifiuti tessili destinati alla discarica. Inoltre, promuove pratiche commerciali più sostenibili e può sostenere comunità locali attraverso l'occupazione in imprese di riciclo tessile. Il riciclo della seta rappresenta un'opportunità emozionante per ridurre l'impatto ambientale dell'industria tessile e promuovere la circolarità nel settore della moda. Attraverso un processo di raccolta, destrutturazione e riutilizzo, i tessuti di seta possono trovare una nuova vita, conservando il loro fascino e la loro eleganza intrinsechi. Investire nell'economia circolare della seta non solo beneficia l'ambiente, ma anche il settore tessile nel suo complesso, spingendo verso una moda più sostenibile e consapevole.

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https://www.rmix.it/ - Misantropia da Smart Working: Come Coinvolgere i Collaboratori?
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Misantropia da Smart Working: Come Coinvolgere i Collaboratori?
Management

Lo smart working ha alimentato una socialità lavorativa immateriale come un grande social networkdi Marco ArezioIl periodo del Covid ha profondamente rivoluzionato il mondo del lavoro, non solo fisicamente, con l’adozione dello smart working in modo massiccio, ma anche mentalmente, con i lavoratori che hanno continuato a svolgere le loro mansioni da casa, in una sorta di azienda distribuita sul territorio. Le tecnologie che hanno permesso tutto ciò erano in nostro possesso da molto tempo, ma ben pochi le utilizzavano, come poi è avvenuto durante la pandemia, con gli uffici generalmente chiusi o bassamente presidiati, e il lavoro che continuava dalle singole abitazioni. La rivoluzione tecnologica del lavoro a distanza non sarebbe partita così velocemente e massicciamente se non avessimo dovuto farlo per forza, complice una serie di abitudini consolidate che hanno sempre visto, come essenziale, la socialità aziendale per produrre e controllare le attività da parte della catena aziendale. L’impostazione del lavoro pre-covid era, generalmente, differente in base alla dimensione aziendale, maggiore era la sua grandezza e la sua internazionalizzazione e più facilmente si impiegava lo smart working, viceversa, più piccola e più localizzata era l’attività e minore attitudine vi era al lavoro da remoto. Con l’effetto pandemia c’è stato un rimescolamento delle abitudini aziendali, con l’utilizzo in modo trasversale di un modello di lavoro non concentrato in azienda ma prevalentemente da casa. Le aziende si sono accorte che, salvo casi particolari, le attività potevano continuare a essere svolte senza grossi problemi, che il modello della delocalizzazione del lavoro poteva avere un effetto positivo sui costi di gestione degli immobili e che il volume di ore lavorate non calava, anche senza il controllo fisico del lavoratore, ma, in molti casi, aumentava. I collaboratori aziendali, dopo un primo periodo di assestamento, hanno trovato un equilibrio tra le attività da svolgere e l’ambiente domestico, trovando a loro volta dei vantaggi, anche economici in questo processo, che riguardavano il risparmio economico sui viaggi casa-lavoro, sull’abbigliamento e tal volta sui costi dei pranzi di lavoro. Con il passare dei mesi si è venuto a creare un modello di lavoro dove la socialità era stata messa da parte, abituandosi a considerare le ore lavorate solo come una prestazione oraria in un’azienda che era diventata immateriale. Alla fine della pandemia, molte aziende hanno mantenuto il modello del lavoro a distanza, mentre altre hanno fatto rientrare i lavoratori negli uffici per riprendere le attività in presenza. Il rientro in ufficio non è stato per tutti una cosa semplice, in quanto psicologicamente era come iniziare un lavoro in una nuova azienda, riallacciare rapporti tra i colleghi, conoscerne di altri e misurarsi con i cambiamenti caratteriali e psicologici che il lungo lavoro da casa portava con sé. La socialità dei componenti degli uffici non è più tornata quella di prima, quei meccanismi che esistevano per un certo tempo non torneranno velocemente, complici fattori di sicurezza che tendono ad isolare i lavoratori anche all’interno degli uffici. Mascherine, divisori tra le postazioni e le scrivanie, rotazione di orari, riduzione delle attività delle mense o degli incontri nella pausa pranzo, trasporti da e per il luogo di lavoro regolamentato, sono le nuove barriere. Si è, a volte, sviluppata una certa misantropia professionale attraverso la riduzione dei contatti umani in ufficio, la minimalizzazione delle visite ai clienti o fornitori, preferendo le videoconferenze e una certa diffidenza di fondo verso attività che comportino la presenza di altre persone nella tua area di sicurezza. Questo mix composto da misure di sicurezza fisiche e psicologiche avranno bisogno di un tempo medio lungo per essere risolte, perché i collaboratori che soffrono di forme di misantropia lavorativa, vivono uno stress nel sopportare la vicinanza di altre persone e l’idea di riprendere attività lavorative che comportino assembramenti o viaggi di lavoro, salendo si aerei, treni, andare in alberghi e ristoranti. E’ importante capire chi soffre di queste problematiche per cercare di risolvere gli inutili contatti lavorativi diretti, che si usavano nel passato, attraverso l’uso di nuove tecnologie comunicative. Ma è anche importante ricreare una socialità lavorativa, quando necessaria, aiutando anche psicologicamente chi fa più fatica ad accettare luoghi e momenti comuni di lavoro. Foto:Il MisantropoDipinto di Pietrel Bruegel il vecchioTempera su Tela cm. 86x85Museo di Capodimonte Napoli

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https://www.rmix.it/ - Casse agricole: la scelta del polipropilene o dell’hdpe riciclato
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Casse agricole: la scelta del polipropilene o dell’hdpe riciclato
Informazioni Tecniche

Robustezza, visibilità, durabilità, sicurezza, resistenza alle temperature e riciclate, questo si chiede a una cassa agricoladi Marco ArezioIn campagna quando c’è il periodo della raccolta della frutta e della verdura, che si svolge ancora prevalentemente a mano, i contenitori dei prodotti agricoli raccolti, per essere trasportati ai reparti di lavorazione e confezionamento, devono presentare caratteristiche particolari. Le casse agricole, dette da trasporto in quanto hanno la funzione di ricevere il frutto o la verdura tolta dalla pianta o dal campo, sono elementi generalmente in plastica adatti a contenere il prodotto per essere poi trasportato nei centri di lavorazione e confezionamento. In passato tutte le casse agricole da trasporto erano prodotte utilizzando polimeri vergini, ed realizzate utilizzando colorazioni sgargianti come il giallo, il rosso, il bianco per essere facilmente notabili nel campo. Questo tipo di imballo viene anche impiegato per il contenimento e la spedizione della frutta lavorata di elevato peso, che deve anche ricevere una conservazione alle basse temperature. Oggi la cassa agricola viene generalmente prodotta in materiale riciclato, che sia in PP o in HDPE, utilizzando materiali provenienti dalla raccolta differenziata. Si è cercato di dare una normativa alla filiera del prodotto che imponesse l’uso di materiali riciclati provenienti dalle sole casse agricole, ma in effetti la tracciabilità, nelle fasi di lavorazione della plastica attraverso la raccolta, macinatura, lavaggio ed eventuale granulazione, non permette che venga escluso un possibile contatto con altre tipologie di plastiche o contaminazioni. Questo perché, pur potendo disporre di imballi provenienti dalla sola agricoltura, i processi di trasformazione e riciclo in una nuova materia prima, sottopongono l’input al passaggio in macchine di triturazione e a impianti di lavaggio ed estrusione, nel caso dei granuli, che hanno lavorato anche altre materie prime. Sulla base di queste informazioni bisogna però dire che il prodotto raccolto nel campo ha già di per sé un grado di protezione che può essere la buccia, anch’essa tra l’altro, sottoposta all’irrorazione di insetticidi ed antifungini durante la fase di crescita del prodotto, i quali hanno un impatto decisamente più importante rispetto ad un contatto tra la frutta e con un prodotto inerte come la plastica riciclata. La scelta della plastica da utilizzare dipende dal ciclo di lavoro delle derrate alimentari che verranno contenute e dal tipo di logistica che si deve impiegare. Se la cassa ha una mera funzione di mobilità del raccolto dal campo fino allo stabilimento di lavorazione, non è di grande importanza la scelta se usare una cassa in polipropilene o in polietilene ad alta densità, ma se la frutta o la verdura devono essere conservate nelle celle frigorifere, la scelta cade sull’HDPE che ha un grado di resistenza alle basse temperature più importante rispetto al polipropilene. La produzione della materia prima, di entrambe le categorie plastiche, avviene attraverso l’uso dello scarto degli imballi che il sistema della raccolta differenziata può mettere a disposizione e tramite la riconversione a nuovo di magazzini di aziende delle bibite o della logistica, che periodicamente sostituiscono il loro parco contenitori. Vediamo le differenze di produzione della materia prima: Il Polipropilene viene generalmente prodotto dai rifiuti di imballi del settore alimentare, cassette agricole e industriali che vengono selezionati per provenienza, macinati in dimensioni di circa 10-12 mm., deferrizzati, lavati in impianti a rotazione e a decantazione in vasca, densificati per lacune tipologie di imballi e, se richiesto, avviati agli estrusori per la granulazione. La fluidità del prodotto realizzato, normalmente, si aggira intorno ad un range compreso tra 6 e 12 a 230°-2,16 kg. e può essere generalmente colorato con colori scuri. La materia prima gode di una certa abbondanza nei mercati della plastica e ha generalmente un prezzo contenuto sia per quanto riguarda il macinato che il granulo. Le casse risultano robuste, in quanto normalmente la percentuale di PP all’interno della ricetta è solitamente intorno al 90%, ma sono sconsigliate per un uso nelle celle frigorifere.Il Polietilene ad alta densità non gode della stessa facilità di reperimento sul mercato in quanto l’industria del packaging, soprattutto quella delle acque minerali e delle bibite, ha da tempo puntato su imballi in film plastici, lasciando il mercato del riciclo senza prodotto. Ci sono ancora aree di produzione nel mondo in cui si preferisce la realizzazione delle casse con materiali vergini, specialmente in alcuni settori alimentari in cui esiste un contatto diretto con il cibo non protetto, e questo genera un piccolo mercato del riciclo. Altre produzioni di casse con materia prima vergine vengono eseguite in paesi in cui i sistemi di separazione dei materiali e il successivo riciclo non sono così sviluppati da creare un ciclo di approvvigionamento sufficiente per chi costruisce questi imballi. In ogni caso, la produzione di un HDPE riciclato per la produzione di casse agricole passa dalla separazione per colore delle casse disponibili, così da poter impiegare la materia prima senza aggiungere coloranti in fase di stampaggio, la macinazione e la deferrizzazione del macinato in HDPE e il successivo lavaggio con il doppio passaggio come per il polipropilene. La fluidità varia da 6 a 8 a 190°/2,16 Kg. e il macinato può essere impiegato direttamente in macchina per produrre la cassa oppure passare alla fase di granulazione.Categoria: notizie - tecnica - plastica - riciclo - PP - HDPE - casse agricole

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https://www.rmix.it/ - Situazione del PVC: si Profila l’11° Aumento Consecutivo
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Situazione del PVC: si Profila l’11° Aumento Consecutivo
Economia circolare

Situazione del Polimero in PVC: si Profila l’11° Aumento Consecutivodi Marco ArezioUna situazione che è diventata francamente paradossale, in cui gli esperti vedono il trend rialzista dei prezzi del PVC estendersi per il secondo trimestre dell’anno.Si parla dell’undicesimo aumento consecutivo che sta gettando nel panico produttori di compounds, di prodotti finiti e della filiera della componentistica. I motivi che hanno portato a questa situazioni sono articolati e, allo stesso tempo, concatenati tra loro come abbiamo potuto già riferire negli articoli che potrete leggere in fondo, sull’andamento mondiale delle materie prime. Il problema non è solo il livello insopportabile dei prezzi per i trasformatori di materia prima, che sono in difficoltà nel rispettare i contratti fatti, ma anche dalla mancanza di approvvigionamenti continuativi e sufficienti per sostenere la produzione. Si stanno verificando, a fronte di un portafoglio ordini sostenuto, il fermo di alcuni impianti produttivi per l’impossibilità di ricevere in tempo la materia prima. Dobbiamo inoltre considerare che all’avvicinarsi della stagione più mite in Europa corrisponde normalmente ad una ripresa delle attività del settore dell’edilizia e del settore agricolo, in cui la richiesta di manufatti in PVC diventa robusta. Per rispondere alle richieste di clienti che acquistano manufatti in PVC normalmente si coinvolge sia il magazzino dei prodotti finiti, costituito nei mesi precedenti la primavera, quando il livello degli ordini solitamente è inferiore alla produzione, sia la produzione quotidiana. Questa situazione nei mesi invernali non si è verificata, in quanto le scorte dei produttori sono generalmente scarse o nulle e la produzione giornaliera soffre di ingressi di materia prima non ottimali. Alcuni operatori, specialmente nel settore dei tubi, hanno dichiarato che stanno valutando se sospendere le produzioni di tubi in PVC a favore dell’HDPE per non perdere fatturato in un momento così importante. C’è anche da considerare che ad incidere negativamente sulla produzione dei prodotti in PVC e dei compounds non è solamente la carenza ormai cronica della materia prima, ma anche quella legata agli additivi che sono necessari per le produzioni. Uno tra tutti è il plastificante che, scarseggiando sul mercato proprio come la materia prima a cui si deve legare, impedisce il regolare svolgimento delle attività produttive.Categoria: notizie - plastica - economia circolare - rifiuti - PVC

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https://www.rmix.it/ - Dal Riciclo al Riuso dei Prodotti
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare Dal Riciclo al Riuso dei Prodotti
Economia circolare

Come cambiare la mentalità per creare un mondo senza sprechidi Marco ArezioStiamo andando oltre l’ostacolo parlando non di riciclo, tema non ancora assimilato da molti, ma di riuso dei prodotti plastici. Utopia? Forse, ma prima di fare il futuro bisogna progettarlo e allora vediamo come potremmo arrivare a non avere più rifiuti da riciclare. La situazione oggi, è ben lontana da quanto sopra esposto infatti, il consumo di materie prime vergini continua ad aumentare e si stima che nel 2030 ne utilizzeremo il 30% in più rispetto a dieci anni fa. Nonostante si continui a parlare di economia circolare e di riciclo, non siamo ancora riusciti a trovare soluzioni per invertire questa situazione e, passando il tempo, continuiamo a complicarci la vita. Sono solo pochi esempi che ci permettono di non generare nuovi rifiuti, di risparmiare energia per il riciclo e il trasporto, di evitare inquinamento se i materiali non venissero riciclati, di risparmiare materie prime vergini che causano l’estrazione e la lavorazione del petrolio. Ma il problema si può vedere anche per gli oggetti più complessi, come una lavatrice, un ferro da stiro, una macchina, il taglia erba, il tavolo dove mangiamo o il letto dove dormiamo. Come facciamo a rendere veramente circolare la gestione di un prodotto che da nuovo dovrebbe diventare rifiuto? Semplicemente non possederlo, ma usarlo per il tempo di cui abbiamo bisogno e poi restituendolo al fornitore che sarà tenuto a revisionarlo, ripararlo, aggiornarlo, integrarlo, garantirlo e, poi, rimettere sul mercato un prodotto adatto ai nostri bisogni. Ci sono delle aziende che hanno sposato questo linea, come la Apple, la Levi’s e altre che riprendendo l’oggetto usato, non creano ulteriori rifiuti, ma gestiscono elementi di cui possono disporre nuovamente nella produzione.La strada è ancora lontana? Francamente direi di si, in quanto se guardiamo il tasso di circolarità in Europa che è dell’11,7% contro un dato mondiale del 9%, riscontriamo valori bassi, ma comunque in lenta crescita, dovendo anche considerare che l’incremento del mercato della circolarità corrisponderebbe all’aumento dell’occupazione che, in base ai dati della Commissione Europea, potrebbero arrivare a 700.000 unità. L’Europa importa il 90% di petrolio, due terzi dei metalli che servono per le produzioni, il 70% del gas naturale impiegate per far funzionare le fabbriche. Se realmente incrementassimo la circolarità, troveremmo la via per dissociare la crescita e la produzione con l’estrazione dei metalli dei combustibili e di tutte le materie prime naturali che utilizziamo quotidianamente. Questo significa anche ridurre i rifiuti, le emissioni in atmosfera, l’utilizzo delle discariche, l’utilizzo di acqua e gli inquinanti legati a queste attività.Categoria: notizie - plastica - economia circolare - riuso - ricicloVedi maggiori informazioni sul riciclo

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https://www.rmix.it/ - rNEWS: Nuovi Elastomeri Versalis per Bridgestone: alla Ricerca di una Mobilità più Sostenibile
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare rNEWS: Nuovi Elastomeri Versalis per Bridgestone: alla Ricerca di una Mobilità più Sostenibile
Notizie Brevi

Nuovi Elastomeri Versalis per Bridgestone: alla Ricerca di una Mobilità più SostenibileLa necessità della Bridgestone di produrre pneumatici che abbiano un connotato di sostenibilità sempre maggiore l’hanno spinta a creare un accordo con Versalis che è leader mondiale della chimica, con piattaforme operative d’avanguardia anche nel settore del riciclo chimico.Versalis, infatti, società chimica di Eni, leader nella produzione e commercializzazione di elastomeri, e Bridgestone EMIA, leader nel campo delle soluzioni avanzate per la mobilità, hanno siglato un accordo di sviluppo congiunto per attività di ricerca, produzione e fornitura di gomma sintetica con proprietà avanzate. L’accordo si basa su un modello di Open Innovation, ovvero di attività complementare fra le divisioni di Ricerca e Sviluppo delle due aziende che si concentrerà sullo sviluppo di tecnologie e nuovi gradi di elastomeri, tra cui gomma SBR - Styrene Butadiene Rubber, per la produzione di pneumatici ad alte prestazioni. Versalis farà leva sulle competenze dei centri di ricerca di Ravenna e Ferrara, mentre Bridgestone coinvolgerà il proprio Centro Tecnico Europeo vicino Roma. Gli elastomeri prodotti da Versalis trovano applicazione nel segmento di mercato premium, distinguendosi per proprietà che garantiscono alte prestazioni degli pneumatici in termini di maneggevolezza di guida sul fondo asciutto e di aderenza sul bagnato. Si distinguono, inoltre, per essere meno soggetti all’abrasione, il che ne garantisce una maggiore durabilità, con il risultato di un prodotto più sostenibile in grado di ridurre il consumo di materie prime nel lungo termine. «Con questo accordo uniamo le nostre conoscenze tecnologiche a quelle di Bridgestone, leader mondiale del settore, per accelerare lo sviluppo di gradi e applicazioni negli pneumatici al fine di migliorarne le prestazioni, a partire dalla materia prima - ha commentato Adriano Alfani, Amministratore Delegato di Versalis (Eni) - Aver avviato un percorso sinergico con un partner di eccellenza della filiera porterà a una nuova spinta innovativa nel settore e al consolidamento di una collaborazione tecnica e commerciale di alto valore». «In Bridgestone sappiamo bene che le rivoluzioni innovative e la mobilità sostenibile non sono realizzabili senza un processo di collaborazione - ha dichiarato Emilio Tiberio, Direttore Tecnico e Operativo di Bridgestone EMIA - Siamo felici di consolidare la nostra partnership con Versalis e abbiamo la certezza che la tecnologia che sapremo creare insieme farà la differenza per le nostre produzioni future». Info: ENI

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https://www.rmix.it/ - La Nuova Via della Seta Ferroviaria: Inaugurata la Prima Linea Diretta tra Pechino e Varsavia
rMIX: Il Portale del Riciclo nell'Economia Circolare La Nuova Via della Seta Ferroviaria: Inaugurata la Prima Linea Diretta tra Pechino e Varsavia
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Un Ponte tra Oriente e Occidente per Potenziare gli Scambi Commerciali e Favorire la Crescita Economica tra Cina e Poloniadi Marco ArezioIn un mondo sempre più interconnesso, la logistica e il trasporto rivestono un ruolo cruciale nello sviluppo economico e commerciale globale. In questo contesto, l’inaugurazione della prima linea ferroviaria diretta tra Pechino e Varsavia rappresenta un evento storico e un segnale chiaro dell’intenzione di entrambi i paesi di rafforzare i loro legami economici e commerciali. La nuova rotta ferroviaria non solo migliora la connettività tra la Cina e la Polonia, ma rappresenta anche un pilastro fondamentale nella strategia della Cina per espandere la presenza delle sue aziende nel mercato europeo. Un Ponte Ferroviario tra Oriente e Occidente L'inaugurazione di questa nuova linea ferroviaria, che collega direttamente Pechino a Varsavia, è un significativo passo avanti nell’ambito della Belt and Road Initiative (BRI), la vasta rete infrastrutturale lanciata dalla Cina nel 2013 per migliorare i collegamenti commerciali tra l’Asia, l’Africa e l’Europa. Questa iniziativa ha l'obiettivo di creare una moderna Via della Seta, promuovendo scambi commerciali più efficienti e rapidi grazie a una serie di corridoi terrestri e marittimi. La nuova linea ferroviaria tra la Cina e la Polonia è stata progettata per ridurre significativamente i tempi di trasporto rispetto alle tradizionali rotte marittime. Con una distanza di circa 9.000 chilometri, il percorso attraversa diversi paesi, tra cui Kazakistan, Russia e Bielorussia, e consente di trasportare merci in soli 12-14 giorni, rispetto ai 40-45 giorni necessari via mare. Questa riduzione dei tempi di consegna offre enormi vantaggi competitivi per le aziende, rendendo i loro prodotti più freschi e i servizi più tempestivi. Impatti Economici e Commerciali L’apertura di questa nuova linea ferroviaria avrà significativi impatti economici sia per la Cina che per la Polonia. Per la Cina, questo progetto rappresenta una straordinaria opportunità per rafforzare la sua presenza nel mercato europeo, uno dei più importanti e sviluppati al mondo. La possibilità di trasportare merci in modo più rapido ed efficiente consentirà alle aziende cinesi di essere più competitive, migliorando l’accesso ai mercati europei e promuovendo una maggiore integrazione economica. Dall'altro lato, la Polonia beneficerà di una maggiore connettività con la seconda economia mondiale. Questo non solo faciliterà l’importazione di prodotti cinesi a costi inferiori, ma aprirà anche nuove opportunità per le esportazioni polacche verso la Cina. Prodotti agricoli, macchinari, e tecnologie polacche avranno ora un accesso più diretto e veloce al vasto mercato cinese, potenzialmente aumentando il volume degli scambi e contribuendo alla crescita economica del paese. Infrastrutture e Sviluppo Regionale La nuova linea ferroviaria non si limita a essere un semplice collegamento logistico, ma rappresenta anche un catalizzatore per lo sviluppo infrastrutturale e regionale lungo tutto il percorso. La costruzione e il potenziamento delle infrastrutture ferroviarie necessarie per questo progetto stimolano investimenti significativi in vari settori, tra cui la costruzione, la manutenzione e la gestione dei trasporti. In Polonia, questo sviluppo infrastrutturale può portare a un miglioramento delle reti ferroviarie locali e alla creazione di nuovi posti di lavoro. L’incremento del traffico merci attraverso il paese può anche incentivare lo sviluppo di hub logistici e centri di distribuzione, trasformando la Polonia in un importante nodo logistico per l'Europa orientale. Questi sviluppi possono, a loro volta, attrarre ulteriori investimenti stranieri, promuovendo una crescita economica sostenibile e diversificata. Problematiche de Opportunità Nonostante i numerosi benefici, l’inaugurazione della nuova linea ferroviaria Pechino-Varsavia presenta anche una serie di problematiche che dovranno essere affrontate per garantire il suo successo a lungo termine. Tra queste, la coordinazione tra i vari paesi attraversati dalla rotta, la gestione delle differenze nelle normative e nei regolamenti ferroviari, e la necessità di garantire la sicurezza e l’efficienza del trasporto merci. Un altro aspetto cruciale sarà la gestione delle relazioni politiche e diplomatiche tra la Cina e i paesi coinvolti. La Belt and Road Initiative, pur essendo un progetto economico, ha anche importanti implicazioni geopolitiche, e la cooperazione tra i governi sarà essenziale per superare eventuali ostacoli e sfruttare appieno le opportunità offerte da questa nuova infrastruttura. Conclusioni L'inaugurazione della linea ferroviaria diretta tra Pechino e Varsavia segna una nuova era di cooperazione economica e commerciale tra la Cina e la Polonia. Questo progetto rappresenta non solo un importante passo avanti nell’ambito della Belt and Road Initiative, ma anche una significativa opportunità per entrambi i paesi di rafforzare i loro legami economici e di beneficiare di una maggiore connettività globale. Per la Cina, questa nuova rotta ferroviaria offre un accesso più rapido e diretto ai mercati europei, promuovendo l'espansione delle sue aziende e migliorando la competitività dei suoi prodotti. Per la Polonia, la nuova linea ferroviaria rappresenta una straordinaria opportunità per migliorare le sue infrastrutture, stimolare la crescita economica e aumentare le esportazioni verso uno dei mercati più grandi e dinamici del mondo. In definitiva, la nuova linea ferroviaria tra Pechino e Varsavia è un esempio concreto di come la cooperazione internazionale e lo sviluppo delle infrastrutture possano promuovere la crescita economica e rafforzare i legami tra paesi distanti. Con il giusto supporto politico e la gestione efficace delle sfide, questa nuova rotta ferroviaria ha il potenziale per diventare un simbolo di successo e prosperità condivisa nella nuova era della globalizzazione.

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